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Full text of "Rivista italiana di scienze naturali e Bollettino del naturalista collettore, allevatore, coltivatore."

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Anno XIV N.*» 1 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI i.° Gennaio 1894 

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SOMMARIO o ( \\C \X^^ 

Gabelli Lucio. Flora ruderale. Pag-. 1. '^ _ 

De Biasio dott. Abele. Crania aegyptiaca vetera et hodierna con appunti di storia e di" C 

etnologia egiziana. Con fig. (Cont.) Pag. 5. 

Bezzi dott. prof. Mario. Gli insetti epizoi. Loro costumi, caratteri, classificazione, rac- 
colta e conservazione. {Cont.) Pag. 10. / 
Bibliografìa italiana. (Cont) Botanica e Paleofitologia. Da pag. 13. a pag. 16. 



FLORA RUDERALE 



APPUNTI DI GEOGRAFIA BOTANICA 
di LUCIO GABELLI 

Un gruppo biologico di vegetali poco studiato è quello delle piante che vivono tra i sassi delle 
strade o delle piazze o sui muri e sui tetti delle case, o sulle macerie, luoghi questi che hanno 
strettissimi rapporti coli' uomo dalle cui mani sono sorti. Linneo nelle Amoenitates etc. all' articolo 
« Stationes plantariim » nota la stagione ruderale e anzi dà una breve lista di « plantae rude- 
rales » ; nelle flore e negli erbari si trova spesso la frase « in ruderatis » ed altre equivalenti 
per indicazione dell' habitat di questa o quella specie ; è dunque chiaro che V esistenza della flora 
ruderale è da parecchio tempo ed universalmente nota. Ma mentre altre stazioni di più difficile 
osservazione hanno già da un pezzo dato luogo a studi ampi e seri, la ruderale è per quanto io 
sappia priva di qualsiasi lavoro che l' illustri all' infuori della noterella di Linneo, breve e non 
senza qualche menda specialmente riguardo all'origine di essa flora come vedrassi inseguito. Esi- 
stono, è vero, due florule dell' Anfiteatro Flavio di Roma ; ma esse non sono altro che semplici ca- 
taloghi curiosi di piante raccolte in detto Anfiteaitro ; credo quindi di non doverle neppure citare. 
Le piante che si trovano in località ruderali, si possono distinguere in due categorie: ve ne 
sono parecchie che meritano veramente il nome di ruderali, che cioè sufficentemente si adattano 
all' ambiente ruderale e si trovano quindi in grado di vivervi con vita prospera e, nel nostro caso 
non esito dire tenace; altre invece sono ruderali casualmente; solo perchè il loro seme portato in 
svariatissimi e talvolta strani modi in qualche stazione ruderale, vi si è potuto sviluppare. Po- 
tremo chiamare piante caratteristiche 'di questa flora le prime, piante avventizie le seconde che 
pur esistendo sempre ed in qualunque flora ruderale, variano però molto da luogo a luogo e da 
tempo a tempo senza regola alcuna dipendendo il loro sviluppo da svariatissime circostanze pret- 
tamente casuali come lavori edilizi, trasporti di materie industriali o prodotti agricoli, abbandono 
di residui inutili etc. Molte, forse la maggioranza, delle piante avventizie sono sfuggite alla 
coltura : è 1' esistenza di buon numero di specie avventizie d' origine coltivate, un carattere ira- 
portantissimo della flora ruderale ed è forse quello che maggiormente contradistingue questa dalle 
altre flore biologiche, giacché come vedremo in seguito, i varii tipi di piante adattate all' ambiente 
ruderale si osservano anche in altre stazioni cioè nell' alveo dei fiumi, nel litorale del mare e sulle 
rupi e nei pascoli alpini ; anzi vedremo che queste ultime stazioni sono da considerarsi come le 
loro originarie. Vi saranno, è vero, piante modificate direttamente dall' ambiente ruderale, ma queste 
sono ben poche e le modificazioni leggiere. Tra le specie veramente ruderali alcune prediligono le 
macerie, altre invadono qualunque luogo abitato dall' uomo : le vie, le piazze, i muri, i tetti. Le 
piante maceriali sono in generale di mediocre grandezza, ma spesso ancora erbe molto alte, alle 
volte poco consistenti (Sonchus, taraxacum etc.) in generale però tenaci (Atriplex, Chenopodiuna 
polyspermum ed altri etc): presentano grande varietà nello sviluppo e nella forma delle loro parti. 
Questa mancanza di omogeneità nella forma, statura etc. che è il carattere più saliente della flora 
maceriale dipende dalla varia natura sia chimica che fisica (terreno più o meno compatto o no etc.) 
del substrato sul quale tali piante crescono. 

Un altro carattere è il maggior numero di specie sfuggile alla coltivazione. Esempi di specie 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



che oifrono forme raaceriali sono : Sonchus varie specie, Senecio vulgaris ed altre, Capsella bursa- 
pastoris, Parietaria offictnalis, Urtica dioica, pilulifera etc. , Erigeron .canadensis. Verbena ofpci- 
nalis, Lepidium graminifolium, Tournefortia eliotropioides^ Setaria varie specie, Sisymbrium 
officinale ed altri, Biplotaxis erucoides etc. , Cardamine hirsuta, Solanum nigrum, Atriplex varie 
specie, Chenopodium molte specie, Amaranthus molte specie, Rumex varie specie. Xanthium api- 
nosum, Polygonuni aviculare, taraxacum vulgate, etc. Queste piante sono spesso ben difese 
contro i molteplici pericoli che continuamente le minacciano : 1' Urtica coi suoi peli ripieni di so- 
stanza venefica ne è un esempio bellissimo : 1' essere così bene provviste di mezzi di difesa fa sì 
che anche eliminata la stazione ruderale possono lottare vantaggiosamente contro altre specie che 
tentassero usurpare loro il sito ed è in grazia ai suoi peli urticanti per 1' Urtica, e per il Rumex, 
Chenopodium, Polygonum etc. in grazia della tenacità delle loro parti, specialmente il caule, e più 
in grazia della moltitudine di semi piccolissimi che tali piante possono perdurare ancora molto 
tempo dopo che la stazione maceriale più non esiste ; e in tal modo tali piante possono rendere 
qualche servigio alla storia, svelando antiche abitazioni dell' uomo che altrimenti ci rimarrebber 
affatto ignote. — Le piante che invadono luoghi non maceriali e molto poco adatti alla vegetazione 
come sono ad esempio le strade selciate o i muri, sono molto più modificate per difendersi contro 
i svariati ostacoli che si oppongono alla loro vegetazione in tali diffìcili ambienti specialmente la 
calpestasione e l' estirpazione. Queste che chiamo urbane sono in rapporto a tali pericoli piante 
piccole, tenaci, cespitose, depresse, con potente radice che in caso di bisogno può rinnovare la 
parte aerea distrutta e che si oppone all' essere estirpata, con facile ed abbondante riproduzione e 
moltiplicazione agama. Ne troviamo esempi nelle seguenti specie : Polygonum aviculare, Sagina, 
Cì/nodon, Polycarpon, Herniaria, Paronichia, Schleranthus, Portulaca, Digitaria, Eragrostis 
maior., Lepidium ruderale, taraxacum vulgare., Sclerochloa dura etc. — Molte specie di piante 
appartengono ad ambedue le flore ; maceriale ed urba.na ma assumono forme diverse in ognuna di 
esbe. Le forme maceriali sono più lussureggianti, erette, espanse, latifolie, rispetto alle forme ur- 
bane. E importante il confronto di queste due forme nei seguenti generi e specie : taraxacum, 
vulgare, Parietaria officinalis, Polygonum aviculare. Capiscila barsapastoris, Lepidium ruderale 
col graminifolium. Portulaca oleracea, Digitaria sanguinalis, Eragrostis maior, Polycarpon 
tetraphyllum etc. 

Tra le piante urbane distinguiamo quattro gruppi biologici.- 1." forme che prediligono i mar- 
gini delle vie. 2.» forme adattate a luoghi calpestati : strade e piazze. 3." forme murali. 4.° forme 
che vivono sui tetti delle case. — Le piante che appartengono al 1.° gruppo cercano di addos- 
sarsi ai muri che fiancheggiano le vie, sono di media statura, non depresse, alle volte sdraiate : 
Capsella bursa-pastoris, Amaranthus deflexus, Verbena officinalis. Veronica, Cardamine hirsuta^ 
Polygonum aviculare, Setaria varie specie, Ligitaria sanguinalis, Cynodon dactylon, Roubieva 
multi fida etc. — 11 secondo gruppo è formato dal Polygonum aviculare. Eerniaria hirsuta ed 
altre, Polycarpon tetrapjhyllum. Portulaca oleracea, Sagina marittima ed altre, Digitaria san- 
guinalis, Cynodon Dactylon, Lejndium ruderale, Eragrostis maior, Euphorbia chamaesyce. Sene- 
Mera coronopus, Oxalis corniculata, Capsella bursa pastoris. Arenaria serpyllifolia, taraxacum 
vulgare, Plantago maior etc. , forme resistentissime, depresse, fornite di copiosa riproduzione ses- 
suale ed agama. — Qui va notato ciò che si disse per le maceriali ed urbane, vi sono specie che 
vivono come marginali sulle vie e come plateali nelle piazze ma in forme divoTse. — Il 3.° gruppo 
comprende le forme murali cioè Linaria cymbalaria, Parietaria officinalis, Cheiranthus Cheiri, 
Arabis muralis, Centranihus varie specie, Sedimi album, cepaea, Diplotaons muralis, Capparis 
•rupestris, Anthirrhynum maius etc. crescono tra le fessure dei muri e da queste irradiano spesso 
bellissimi ciuffi di vegetazione. La Linaria provvede da sé stessa alla disseminazione introducendo 
i flutti entro le fessure che incontra. — Il 4.0 gruppo è variamente sviluppato secondo i climi e 
più secondo il modo e il materiale con cui sono coperti gli edifizi. In alcuni luoghi come presso 
i settentrionali, le cui case sono coperto di terra, i tetti sono sede di una lussuriosa vegetazione 
affine alla prativa. Vi sono specie proprie dei tetti {Sempervivum tectorum etc. Draba verna etc. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



piante la cui stazione originaria è sulle rupi) e forse saranno abbastanza comuni le graminacee 
che colla loro flessibilità possono resistere ai venti i quali per di più favoriscono la fecondazione: 
in basso cioè nelle vie è appunto la mancanza di vento che fa si che le specie ruderali di gra- 
minacee sieno poche : quelle sole che hanno qualche modo di moltiplicazione agama come il 
Cynodon. Nei tetti certe forme come i S.onchus non potranno vivervi a meno di rimaner nani e 
ciò a causa dei venti. 

Le specie ruderali avventizie quelle cioè che sono ruderali solo perchè nate in questa stazione, 
ma che non sono biologicamente tali e che però nel loro insieme hanno importanza, si possono 
classificare in tre gruppi secondo che sono provenute dalla flora indigena che circonda la stazione 
ruderale, oppure dalla flora coltivata che può avere per scopo o l'ornamento o l'industria. Queste 
piante avventizie sono come era da aspettarsi di meschino aspetto, spesso anche imperfette, alcune 
non arrivano a maturare i frutti, altre non possono neppure fiorire, ed alcune solamente germo- 
gliano : si vede chiaramente che la stazione ruderale non è per loro. Riguardo alle piante prove- 
nienti dalla coltura è da osservarsi che potrebbero resistere molto meglio quelle che sono colti- 
vate per ornamento perchè la coltura datando da poco tempo ha poco su di esse esercitato la sua 
debilitante influenza, giacché è cosa nota che le piante coltivate, fuori coltura tendono a perire : 
ma d'altro lato avendo spesso fiori o foglie belle (appunto perchè ornamentali) attirano 1' atten- 
zione dell' uomo in questo caso per loro fatale : essendo inoltre di luoghi più caldi anche il clima 
è spesso un impedimento al loro crescere. La grandezza del seme ha molta influenza sul potere o 
no crescere una data specie in ambiente ruderale giacché semi o frutti grandi più facilmente sono 
notati dall' uomo che li esporta nel pulire le strade etc. e dagli animali (topi ed altri) che li di- 
vorano. Ad esempio è molto più facile trovare il Panicum miliaceum che il Zea Mays e la vitis 
vinifera che 1' Aesculus, la Castanea, la suglans etc. 

La flora ruderale, di cui mi occupo, ha varii punti di contatto con varie flore biologiche cioè 
colla flora dell' alveo dei fiumi, con quella del litorale marino, colla alpina. Non vi è tipo di pianta 
ruderale che non si trovi in una delle tre suddette flore. E non è questa solamente affinità ma è 
comunanza di origine. Le stazioni ruderali sono di recente data giacché esse dipendono dall' uomo 
e dall' uomo più o meno civile. Formatesi le prime stazioni ruderali, una moltitudine di semi 
avrà cercato popolarle ma stante gli ostacoli che opponeva 1' ambiente vi saranno potuti crescere 
solo i semi di quelle specie la cui stazione naturale era più o meno simile alla ruderale, senon- 
chè non in tutto la ruderale era ed è simile alla litorale, fluviale, alpina ed è per questo che ve- 
diamo nelle stazioni ruderali solo alcuni tipi dei littorali misti con alcuni alpini e con tipi della 
flora dell' alveo dei fiumi. Diamo un rapido sguardo a queste tre flore e vediamo quali tipi di 
piante ad esse speciali potevano ed in realtà sono diventati ruderali, e quali no. 

Cominciando dalle alpine due sono i tipi che si sono potuti trasferire, senza troppo deterio- 
rarsi, in stazioni ruderali : il tipo delle piante rupicole che si è trasformato nelle murali, e quello 
delle piante dei pascoli alpini che causa la moltitudine degli esemplari, causa il morso di animali 
(capre ed altri), causa il gelo, sono diventate basse, compatte, spesso a radice potente e vigorosa e 
formano spesso tappeti fittissimi difficilissimi da sradicare. La sagina marittima è un beli' esempio 
di tali piante alpine divenute ruderali. Uno dei caratteri della flora alpina è 1' avere fiori vistosi 
e ciò in relazione alla deficenza d' insetti pronubi : è una gara, per cosi dire, tra quelle piante per 
potere fruttificare : un carattere invece della flora ruderale è 1' avere fiori minimi ed anco questo 
è un bel carattere protettivo potendo in tal modo passare inosservati : anzi non poche specie ru- 
derali sono cleistogame od almeno fruttificano bene ancora se fecondate col polline della stessa 
pianta: Portulaca oleracea, Polygoniim aviciilare, Capsella bursa 2^C'St(r)'is etc. Tutti gli altri 
tipi che sono più o meno alte o fragili non possono diventare ruderali. Tra le piante alpine le 
Cariofillee hanno dato forse il maggior contributo alla flora ruderale colle varie alsine, sagina etc. , 
nelle quali è da notarsi la piccolezza del fiore. 

Venendo alla flora dell' alveo dei fiumi possiamo notare due tipi biologici diversi : il primo è 
formato da piante legnose (ve n' è tutta una serie dai più piccoli frutici, Omonis, ad alberi alle 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



volte grandi, Salix)^ flessibili per resistere alla corrente, alcune ben difese o da spine {Hippofae 
rhamnotdes) o da viscosità {Ononis) o da sostanze velenose (Nerium oleancler) : questo tipo per la 
grandezza degli individui non si presta e difatti non ha dato alcuna specie alla flora ruderale : ma 
il secoado tipo delle piante erbacee crescente fra la ghiaia degli alvei asciutti ha dato varie forme 
ruderali che si distinguono per la forma depressa, raggiata cerne si vede in varii Chenopodiura, 
l^oJygonum etc. 

Carattere principalissimo delle arene fluviali è l'offrire una flora ricchissima di piante di 
stazioni diversissime ed anche di patria diversa: ciò è dovuto all'essere il terreno vergine di 
concorrenza e molto ricco se non di humus certo di sali minerali : per questo le arene fluviali (le 
arene molto e spesso rimosse) formano non propriamente una stazione naturale anzi sono si può 
dire la negazione di ogni stazione in quanto che in esse può crescere qualsiasi specie: in 
ciò sono analoghe alle coltivazioni artificiali dell' uomo che può ottenere specie di luoghi lontanis- 
simi e diversissimi appunto perchè le fa nascere e vegetare in terreno donde appositamente ha 
escluso tutte le altre specie : le fa crescere cioè fuori d' ogni concorrenza. 

Nelle piante del litorale marino, alcune sono erette, altre depresse ma le erette hanno carat- 
teri tali che spiegano appunto perchè le altre che non li possiedono siano depresse. Vi sono piante 
alte e spinose {Eryngiuni) che in tal modo si trovano difese dagli animali che tentassero cibarsene 
ma lo stesso effetto in piante erette del litorale è ottenuto col latice velenoso (Euphorbia Paralias) 
con odori spiacevoli {Ambrosia) o con sostanze viscose {Ononis) : ma quelle che non hanno tali 
difese semplicemente coli' ingrossare la parte radicante in modo che possa all' uopo rinnovare la 
parte sopra terra, se, questa venga distrutta, nello stesso tempo che una radice grossa e ben ramificata 
è pressoché impossibile od impossibile affatto ad un animale estirpare : e magari dietro la rottura 
del caule primario divorato da qualche animale, hanno sviluppato molti cauli secondari allungati, 
srostrati, alle volte radicanti e in seguito le foglie sonosi impiccolite e parte della loro funzione 
è stata assunta dal caule e così è sorto un tipo eminentemente ruderale come possiamo osservare 
in moltissime specie {Polygonum aviculare etc. etc.) Vi è pure anche un' altra causa della forma 
depressa di tali piante: causa la poca stabilità delle arene (sia marittime che fluviali), non troppi 
sono i semi che possono svilupparsi e ne risultano quindi pochi individui (pochi relativamente a 
ciò che succede in altre stazioni) che non «hanno bisogno di farsi concorrenza per avere la maggior 
luce possibile. 

Ora le piante tendono ad inalzarsi per varii motivi biologici ma di questi il 1.° è certamente 
per avere luce, ora se viene a mancare lo scopo la pianta rimarrà depressa a terra. 

Varie piante sì marine che ruderali, a forma depressa hanno spesso un carattere comune : 
quello cioè di possedere ocree argentine : questo che si osserva nelle Paronichie, nei Polygoni etc. 
è un carattere protettivo contribuendo a celare le piante che crescono tra sabbie di simile colore. 

I tipi eretti della flora litorale non si sono sviluppati nella ruderale e questo è naturale no- 
nostante le difese che offrono : una specie eretta raramente può divenire ruderale : è troppo in 
vista ed è troppo facile per 1' uomo 1' estirparla. 

Dal rapidissimo esame che abbiamo fatto di queste tre flore risulta chiaramente essere quelle 
che hanno dato origine alla ruderale, ma non nello stesso modo e tempo. 

L' uomo pure in qualche guisa incivilito ha avuto sua dimora primieramente lungo il mare e 
lungo i fiumi e la flora ruderale primissima la dobbiamo credere originata dalla flora dell' alveo 
dei fiumi e dalla litorale e solo in seguito sarà sopraggiunto un rinforzo, abbastanza potente in- 
vero, dalla flora alpina quando l'uomo più progredito è giunto ad abitare i monti. 

Linneo nel suo studio sulle Stationes Plantarum riunisce le piante ruderali colle arvensi e 
con altre che formano il gruppo delle piante campestri, ma questo con è esatto implicando 1' idea 
di una origine comune delle piante ruderali colle arvensi : e questa origine comune bisognerebbe 
poi cercarla nell' uomo. Le piante arvensi si sono formate molto tempo prima dell' uomo, prima 
della coltivazione del frumento od altre graminacee. Ancora prima vi erano certamente come vi 
sono Ora estensioni coperte da milioni di graminacee alte e tra queste si è sviluppato il tipo delle 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



piante arvensi solo pochissime e molto problematiche sono le specie che realmente sono divenute 
arvensi; dopo la coltivazione del frumento come sono poche (o nessune ?) le specie che l'ambiente 
ruderale ha modificato : ripetiamolo la modificazione in ambo i casi è stata piccola e piccolo il 
numero di piante che hanno subito tale adattamento a cui dovevano certamente avere una grande 
predisposizione. Sia per le piante arvensi che per le ruderali l'uomo c'entra solo nel preparare 
inconsciamente una speciale stazione cui corrono a popolare piante di altre stazioni analoghe : ed 
in tal modo senza che esista alcuna specie che presenti adattamenti esclusivamente in rapporto 
coir uomo (e qui è da notare che non solo per piante ruderali ma nemmeno per nessun altrq or- 
dine di vegetali le osservazioni biologiche di cui fin ora può disporre la scienza conducono ad 
ammettere tali adattamenti non consentiti del resto dal tempo, che T uomo è troppo recente !), i 
ruderi presentano un insieme di caratteri tali da rendere giusta la loro separazione da qualunque 
altra stazione : essi formano in Geografia botanica se non una stazione propriamente detta (in tal 
caso difFerentissima da tutte le altre), un quid specialissimo degno argomento di profondi studii e 
non di quell' obblio in cui sinora sono rimasti. 

La flora ruderale a poco a poco distrugge ogni vestigio dell' opera umana e nell' economia della 
natura serve a rimettere nel ciclo vitale quelle materie che 1' uomo già strappò da esso. Le piante 
ruderali servono a form^are terriccio vegetale e così preparano il posto ad altre flore. 

Le stazioni ruderali adempiono ancora un altro uffizio importantissimo in natura : esse sono 
il punto di arrivo e di irraggiante diffusione di molte specie esotiche che a lungo andare di- 
venteranno nelle regioni circostanti a dette stazioni spontanee. È adunque importantissima come 
ben nota il Chiar. prof. A. Goiran l' ispezione delle stazioni ruderali potendosi dai cataloghi di tali 
piante redatti di tempo in tempo, vedere il progressivo avanzarsi e diffondersi di specie nuove che 
vanno ad accrescere la flora indigena delle varie regioni ed in tal modo potendosi seguire il lento 
cambiamento delle flore. 

Nello sviluppo della flora ruderale si possono considerare due periodi. Il primo è segnato dalla 
flora urbana, flora struggente, il secondo dalla maceriale, flora riedificante : giunta al colmo la 
distruzione dell' opera umana rincomincia una flora nuova. Vi può essere flora maceriale senza 
prima la rispettiva urbana, come accade ad esempio sui cumuli di rottami ed avanzi di edi- 
fici distrutti che 1' uomo abbandona a se stessi. Vi può pure essere una flora urbana che non sia 
mai per essere seguita dalla maceriale ed in ogni caso il tempo dello sviluppo di queste flore è 
indeterminato dipendendo dai lavori edilizi od agricoli che 1' uomo intraprende. Con tale distinzione 
ha solo voluto notare come esistano in realtà due modalità diverse di flora ruderale e come si 
possano considerare come fasi consecutive di una stessa vegetazione. 

La flora ruderale è una flora che nel suo crescere di sviluppo nel suo lassureggiare ha un li- 
mite oltre il quale si perde per dare origine insensibilmente ad una flora prativa in cui solo al- 
cune specie caratteristiche ricordano che in quel luogo fuvvi una stazione ruderale ; in seguito 
si perderanno ancora quei segnali. * 

Crania aegyptiaea vetera et hodierna 

CON APPUNTI DI STOPJA E DI ETNOLOGIA EGIZIANA 



Studio di ABELE DE BLASIO 



(Continuazione) 



Questa probabile origine asiatica degli egiziani trovasi espressa anche nelle 
sacre scritture nelle quali leggesi che Cam, partito dall'Asia e venuto in Africa, 
si stabilì sulle rive del Nilo, e dai racconti rilevasi che fosse stato ivi adorato 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



come Dio sotto il nome di Giove Ammone. Aveva quattro figli Cus, Mizraim, 
Tut e Canaan. Il primo di essi, Cus, si stabilì in Etiopia, Mizraim, il secondo, 
in Egitto, Canaan nel paese che poi portò il suo nome e che i Greci dissero 
Fenicia ; e Tut s' impadronì di una parte dell' Africa che resta ad occidente 
dell' Egitto. 

A conferma di questa ipotesi, che pare oggi sia divenuta molto probabile, 
dopo gli studii dello Champollion, viene anche in aiuto la linguistica, la quale 
ci mostra che nelle regioni piii settentrionali e piii orientali dell' Africa si 
parlano lingue camitiche affini all' antico egizio, le quali, secondo che sembra 
verosimile, vi furono introdotte dall' Asia. 




Da Champollion 

Fig. 10.^ Popoli conosciuti dagli antichi Egizii, copiati dalle pitture murali di Tebe 

l'» Egiziano, 2,° Negro, 3,° Araìo o Elireo, 4,° Assiro, 5.° Srsco o loaiaiio, 6,° mum europeo 

yestito di in pelle di Irne (Le Bon). 

Il Raizel poi così si esprime su tal proposito : Considerata in grande da un 
punto di vista antropo-geografico j, Y Africa ci appare quale una penisola del- 
l' Asia, nella quale si sono conservate delle specie e delle forme della crea- 
zione particolari. Il limite che il deserto poneva all' estendersi delle popolazioni 
africane verso il Nord, limite che, per quanto non insuperabile, dovette sussi- 
stere per tutto quel tempo in cui non toccarono altri punti della costa delle 
navi migliori di quelle che hanno attualmente gli africani, dovette far sì che 
fino a tale epoca relativamente vicina quei popoli venissero in contatto cogli 
asiatici per la via interna dell' Arabia, cioè con dei popoli che si erano svolti 
sotto condizioni esterne al tutto difi'erenti in parti della terra ampie e svariate, 
estendendosi molto in là verso settentrione e verso oriente. 

È vero che attualmente 1' Asia stessa e 1' Australia insieme colla Polinesia 
non presentano che scarsissimi residui di una popolazione molto simile a quel- 
la dell'Africa; ma questo fatto non contraddice molto alla derivazione asiatica 

di questa. 

Gli uomini dalla pelle gialla e bianca, che si spingevano avanti venendo 
da settentrione, hanno potuto respingere negli ultimi tratti del territorio i Negri 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



dell'Asia e dell'Australia, mentre in Africa i Negri stessi, riparati contro il Nord 
hanno potuto conservarsi sopra un' estensione molto maggiore, e persino quasi 





Fig. 11.^ Sfinge Hycsos (El)ers) 



Ficj: 12.^ Rosellini, Monumenti dell' Egitto 

IVI. R. Tav. CHI. (1) 



(1) L noto, dice il Nicolucci, gli Egiziani solessero, nei loro dipinti, effigiare i popoli che 
volevano rappresentare col tipo caratteristico ond' erano distinti, sicché da queste dipinture si po- 
tessero raffigurare quei popoli che essi avevano in animo di rappresentare. Così nelle mura del 
gran tempio di Abusimbel, nella Nubia, ov'è dipinta la gran battaglia combattuta da Ramsete II e 
1 Keta COI loro alleati presso Kadesch, quattordici secoli innanzi l'era volgare, sono effigiati al 
cuni individui appartenenti a razze diverse che uniti insieme combattevano contro gli egiziani. Gli 
uni erano evidentemente Semiti, riconoscibili dai loro ben noti caratteri naturali, gli altri erano 
1 Keta, e questi si distinguevano per caratteri affatto diversi tanto dai Semiti, quanto da qualsiasi 
popolo asiatico. La figura 12.* rappresenta uno di quegli elementi stranieri che, sotto il nome di 
Keta, avevano occupato fin da tempo antichissimo la Siria intera. Questo tipo pare che sia proprio 
dei lartari Manciuri, perchè essi avevano l'uso di radersi i capelli, lasciandone un ciuffo sul 
vertice del capo. I Cinesi non adottarono questo costume se non quando i Tartari s' impossessarono 
della Cina, discacciandone la dinastìa de'Mings. 1 Turchi, che sono un ramo di quelli introdus- 
sero quest' uso anche nel moderno Levante. Uno dei segni che i Cinesi scelsero nel!' ultima grande 
rivoluzione contro la regnante dinastìa era quello di lasciarsi crescere i capelli come prima di 
essere soggetti ai Maaciuri. Callery et Yvan. L'insurrection en Chine, depuis son origine jusqu'à 
la prise de Nanhin Paris 1853 

La figura 13.* rappresenta uno scita (Thon) Gli sciti, o per dire più esattamente, le orde che 
sotto questo (nome le tradizioni antiche ricordavano sparse per tutta 1' Asia quindici secoli innanzi 
l'era volgare Giustino II, 3), appartenevano almeno in parte, a quegli uomini di razza turalniana, 
che dalle paludi della Fialandia alle rive dell' Amur, abitano anch' oggi il settentrione dell' Asia 
che dell'Europa. Partiti in tempi preistorici dalla Mongollia occidentale si avanzarono lentamente 
dalle alte terre centrali verso i piani eurasiani. La corrente che si svolseverso il mezzogiorno, tra- 
versando il Turkestan, si sparse per la Persia e quindi per l'Asia Minore, d'onde si allargava per 
r Alta Siberia, e sulle terre bagnate dal Tigri e dall' Eufrate. 

La razza turanica, quale oggi la conosciamo, non presenta un tipo unico, ma sembra essere 
una razza formata dalla mescolanza della razza bianca e della gialla. Certe tribìi han tutti i ca- 
ratteri distintivi delle razze bianche, altre si confondono interamente con lo nazioni gialle. Tra 
questi due estremi si osservano numerose varietà che passano successivamente dal più perfetto tipo 
europeo al più perfetto tipo dei Cinesi. Nulla ci vieta di credere che tali distinzioni esistessero fin 
da quando i Turauici occuparono 1' Asia Anteriore. (Nicolucci m. e.) 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



suir intero continente. Ciò non impedisce che altra volta in questo o in quel 
luògo essi abbiano potuto essere più diffusi di quanto non sono oggi. All'incontro 
il fatto che popoli simili ai Negri posti ad oriente dell' Africa sono distribuiti 
a tratti qua e là ci fornisce una prova quasi sicura che in altri tempi essi 
avevano una diffusione molto maggiore. Ora, siccome le notizie storiche ci mo- 
strano che pili d' una volta si sono riversate delle ondate di genti dall' Asia in 
Africa, e tra queste invasioni alcune avevano una potenza enorme, come ad 
esempio l' invasione araba, mentre, per quanto si può credere non è avvenuto 
mai il fatto opposto, vale a dire una immigrazione di genti dall' Africa in Asia, 
così sembra anche che 1' analogia parli pur essa in favore della idea di una 
immigrazione orientale di Negri. 

Se ora poniamo il caso che una simile immigrazione abbia trovato abitatori, 
nei luoghi occupati ne consegue che il destino della popolazione indigena di quel 
continente deve essere stato essenzialmente il seguente : le genti che vi im- 
migravano dal grande continente contiguo, 1' Asia, si recarono sulle coste della 
terra invasa, e a motivo del loro numero limitato si videro costrette a fon- 
dersi cogli abitanti primitivi, anche nel caso che li dominassero, e così si ori- 
ginarono delle razze miste, le quali vennero a superare di qualche poco le 
indigene, e questo processo ripetendosi più volte, e una ondata di popoli 
tenendo dietro all' altra, muovendo sempre da Oriente, finì per invadere l' in- 
terno del continente sino a che la popolazione intera ne venne unificata. Se 
taluno fosse per trovare inverosimili queste migrazioni ripetute, gli ram- 
mentiamo che la storia ci dà notizie di quattro invasioni operate da sole genti 
semitiche in Africa, cioè in Egitto (Hycsos), in Abissinia, e in un ampio tratto 
dell' Africa settentrionale ed orientale (Arabi) (1). 

L' immistione adunque de' nuovi venuti con quelli che già vi erano stabi- 
liti die, coir andar del tempo, luogo ad un nuovo tipo che chiamiamo egiziano 
che, secondo il Maspero, era così distinto. 

L' egiziano, dice egli, era in generale grande, magro, slanciato. Aveva le 

spalle larghe e pienotte, i pettorali salienti, il braccio nervoso e terminato da 

una mano fine e lunga; l'anca poco sporgente, la gamba secca ed asciutta; 

i particolari anatomici del ginocchio ed i muscoli del garretto sono abbastanza 

fortemente disegnati, come avviene per la maggior parte dei popoli cammina- 

. tori, ed avevano i piedi lunghi ed appiattiti all' estremità per 1' abitudine di 

marciare senza calzature ; la testa, spesso troppo pesante pel corpo, presenta 

. ordinariamente un carattere di dolcezza ed anche di tristezza istintiva. La fronte 

è quadrata, il naso corto ed arrotondato, gli occhi appaiono grandi e bene 

aperti, le gote tonde, le labbra grosse ma non soverchiamente sporgenti ; la 

bocca un po' lunga di taglio conserva un sorriso rassegnato e quasi doloroso. 

Questi lineamenti comuni alla maggior parte delle statue dell' antico e 



(1) Ratzel - Le razze umaue. V. I. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 




Fij. 13- Rosellini, IVI. R. Tav. LXXXIII 




Fig. 14.^ Tipo turanico " Be Sarzec 
DÈcoflTertes ea CMlflée, Tav. xii N.^ i „ (i). 



del medio Impero si rinvengono pii^i tardi in tutte le epoche. I monumenti 
della XVIIIdi nastìa, le sculture saìte e greche sì inferiori in bellezza artistica 
ai monumenti delle vecchie dinastìe, conservano senza alterazione sensibile il 
tipo primitivo (2). 



(1) Le figure 14.^ e 15.*, che negli originali del De Sarzec sono rappresentate, com' elle fu- 
rono rinvenute coi nasi in parte mutilati, sono copiate da quelle restaurate dal Pinches. (Nico- 
lucci m.c.) 

(2) Maspero - 0. C. Le Bon o. e. p. 199. 

Nelle teste egiziane, dice in Winckelmann, gli occhi sono piani e posti obliquamente e non 
profondamente incurvati come nelle statue greche, ma quasi a fior di testa, piane e compresse. ne 
sono pure le sopracciglia che soltanto da una leggiera e sottil prominenza veggonsi indicate. 

Nelle figure egiziane, che hanno molto ideali le forme senza però avere eguale bellezza ideale, 
gli artisti non giunsero mai ad esprimere negli occhi e nelle ciglia l'idea del grande come poscia 
fecero 1 Greci internando maggiormente la pupilla, onde nascono dei lumi e delle ombre. Le 
ciglia, le palpebre e gli orli delle labbra per lo più sono indicati con linee incavate . . . '. Gli 
Egizi non avevano nessuna idea dei profili diritti e gentili delle teste greche e davano alle loro 
un naso simo e compresso come il vedean generalmente in loro medesimi; per l'opposto l'osso 
della guancia è fortemente espresso e rialzato, piccolo il mento e portato indietro, il che rende 
imperfetto l'ovale del volto. Gli angoli della bocca tendono in alto. La posizione degli orecchi 
sarebbe stata strana se fossero state collocate sì alte quali si vedono nelle loro statue ; come per 
esempio nella figura esistente sotto la punta dell' Obelisco Barberini dove le orecchie sono poste 
così alte che il lobo viene ad essere al livello degli occhi. 11 traduttore del Wincklmann dice in 
una nota che la forma degli occhi schiacciati e troppo allungati che si trovano nelle figure egiziane, 
se ammettiamo che copiassero la natura, deve ripetersi dal male che generalmente soffrivano e 
di cui parlano Giovenale Sat. 13 v. 93 e Persio Sat. V v. 166. Secondo Giovenale ed altri scrit- 
tori presso /aè^nsA? (Pantheon Aegyp. lib. 1 e. 5 ss. 7 e 11) gli Egiziani lo credevano un castigo 
d'Iside; ma quali altri piìi recenti viaggiatori lo attribuiscono alle esalazioni vaporose che si le- 
vano la notte cagionano grandi flussioni, che fanno anche perdere la vista a moltissimi, onde vien 
chiamato l'Egitto il paese dei ciechi. (Maillet Descript, de 1' Egypte let. 1 p. 15) Altri lo derivan 
dal riverbero dei raggi cocenti del sole in quelle arenose pianure, e per quello che riguarda l'Egitto 
moderno dal bianco che danno alle loro fabbriche. (Hisioi. Ùniv. Tom. y^^XIV liv. XX chap. Ili etc.) 

(1) LuBBOGK I. - Notes on the Disceveri etc. lour. of the An. 1S75. 

(continua) 



10 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



BEZZI Dott. MARIO 



GLI INSETTI EPIZOI 

o insetti che vivono su altri animali. 

Loro costumi, caratteri, classificazione ; 

modo di raccoglierli e conservarli. 

{Continuazione) 



Buteo vulgaris Leach. 



Caccabis saxatilis Mey. 

« rufa L. 

« « 

Calamodus Schoenobaenus L. 
Calcarius nivali» L. 

« « 

Calidris arenaria L. 

« « 

« « 

Callichen rufinus Pali. 

« « 

« « 

Caprimulgus europaeus L. 



Carduelis elegans Steph. 
Cerchneis Tinnunculus L. 



Certhia familiaris L. 
Charadrius pluvialis L. 
Chelidon urbica L. 



Chroocephalus melanoceplialus Natt. 



ridibundus L. 



« « 

Ciconia alba L. 



« nigra L. 



Docopliorus * platystomus N. 
Nirmus fuscus N. 
Colpocephalum flavescens N. 
Laemobothrium giganteum N. 
Menopon fulvofasciatum P. 

« , pallescens N. v. pallida P. 
Goniodes truncatus G. 
(Goniocotes obscurus G.) 
Docophorus communis N. 

« « 

Menopon quadrifasciatum P. v. major P. 
Nirmus angulatus P. 
Docophorus cordiceps P. 

« Limosae D. 

« icterodes N. 

Trinoton luridum N. 
Akidoproctus stenopygos N. 
Docophorus macropus G. 
Lipeurus (Nirmus) hypoleucus N. 
Eureum cimicoides N. 
Docophorus * communis N. 
Nirmus densilimbus N. 

« * rufus N. 
Docophorus cursor N. 
Colpocephalum flavescens N. 
Camus hemapterus N. 
Nirmus gulosus N. 
Docophorus * conicus D. 
Docophorus excisus N. 

« quinquemaculatus P. 

Nirmus gracilis N. - elongatus D. 
Pulex avium Tasch. 
Stenopteryx * hirundinis L. 
Nirmus selliger N. 
Menopon phaeopum N. 
Docophorus melanocephalus Burm. 

« * lari D. 

« * melanocephalus Burm. 

Physostomum fasciatum P. 
Menopon * ridibundum D. 
Docophorus incompletus N. 
Lipeurus versicolor N. 
Colpocephalum zebra N. 

« quadripustulatum N. 

« « 

Docophorus * tricolor N. 
Lipeurus * maculatus N. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



11 



Cinclus merula Schaeff. 
Circaetus gallicus Gm. 

« « 

Circus aeriginosus L. 



« cyaneus L. 

« « 

Coccothraiistes vulgaris Pali. 

« « 

Goloeus Monedula L. 



Columba domestica. 
« « 



« « 

« livia Bonn. 

« « 

« Oenas L. 

« « 

« Palumbus L. 

« « 

« « 
Colymbus septentrionalis L. et ai. sp. 

« « 
Coracias garrula L. 

« « 
Corvus Corax L. 

« « 

« « 

« cornix L. 

« « 

« « 

« « 

« corone L 

« « 



« frugilegus L. 



Cetile 
« 


riparia 
« 


L. 




« 




« 






« 
Coturnix 
« 


« 

communis 
« 


L 


« 






« 





Docophorus * laticeps G. 

« * platystomus N. 

Nirmus * leucopleurus N. 

« fuscus N. 

« * rufus N. 
Docophorus pachypus G. v. rotundatusP. 
Laemobothrium giganteum N. 
Colpocephalum flavescens N. 
Nirmus ruf. socialis N. 

« * fuscus N. 
Docophorus communis N. 
Menopon setosum P. 

« anathorax N. 
Nirmus varius N. 
Docophorus guttatus N. 
Goniodes minor P. 
Menopon * latum P. 
Colpocephalum longicaudura N. 
Lipeurus * baculus N. 

« (* clavaeformis D.) 

Goniocotes * compar N. 
Pulex avium N. 
Lipeurus baculus N. 
(Menopon giganteum D.) 
Lipeurus baculus N. 
Goniocotes compar N. 
Goniodes damicornis N. 
Docophorus colymbinus D. 
Nirmus frontatus N. 

« subcuspidatus N. 
Menopon virgo G. 

« gonophaeum N. 

Nirmus varius N. 
Colpocephalum subaequale N. 
Menopon * mesoleucum N. 

« consimile P. 
Nirmus uncinosus N. 
Docophorus * ocellatus N. 
« * « 

« atratus N. 

« rotundatus P. 

Nirmus uncinosus N. 
Menopon mesoleucum N. 

« * « 

« * troglodyti D. 
Colpocephalum subaequale N. 
Nirmus varius N. 
Docophorus * atratus N. 
Docophorus * excisus N. 
(Nirmus * tennis N.) 
Menopon rusticum G. 
Pulex avium T. 
Goniocotes asterocephalus N. 
Goniodes elongatus 
Lipeurus * cinereus N. 



12 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



Coturnix communis L. 
Crex pratensis Bechst. 
Cuculus canorus L. 

« « 

Cursorius gallicus Gm. 

« « 

Cyanistes coeruleus L. 
Cygnus Bewiclvi Yarr. 

« musicus L. 

« « 

« . « 

« olor Gm. 

« « 

Cypselus apiis L. 

« « 

« « 

« « 

« « 

« « 

« « 

« Melba L. 
Dafìla acuta L. 

« « 

Dryocopus martius L. 

« « 

Egretta alba L. 
« « 

« « 

« « 

Emberiza citrinella L. 
« « 

« « 

« liortulana L. 
Erithacus Rubecula L 

« « 

Erythropus vespertinus L. 
« « 

« « 

Eudromias mori nel ins L. 
Fringilla coelebs L. 

« « 

Fulica atra L. 



« « 

Fuligula cristata Leach. 
« « 

« marila L. 

Galerita cristata L. 
Gallinago major Gm. 

« « 

Gallinula chloropus L. 



Menopon abdominale P. 
Oncophoriis atteaiiatus N. 
Docopliorus lalifrons N. 
Nirmiis fenestratus Ts. 

« * lotus N. 
Lipeurus * lineatus N. ^ 
Nirmus * gracilis N. 
Trinoton conspurcatum N. 

« « 

Menopon brevi thoracicum P. 
Ornithobius bucephalus G. 

« « 

Nirmus bicuspis N. 
Docophorus excisus N. 
.Menopon * parvulum P. 
Eureum cimicoides N. 
Nitzschia * pulicaris N. 

« (tibialis P.) 
Stenopteryx * hirundinis L. 

« * Cypseli Rond. 

Oxypterum * pallidum Leach. 

« * Melbae Rond. 

Lipeurus squalidus N. 
Trinoton * luridum N. 
Nirmus lieteroscelis N. 
Colpocepiialum inaequale N. 
Menopon sulcatum P. 
Golpocephalum obscurum G. 
Nirmus acuminatus P. 
(Trinoton * luridum N.) 
Docophorus communis N. 
Menopon pusillum N. 
Phj^sostomum nitidissimum N. 
Nirmus delicatus N. 
Docoph. communis N. v. rubeculae P. 
Physostomum agonum N. 
Golpocephalum * flavescens N. 
Menopon * lucidum Rond. 
Nirmus * holophaeus N, 
Docophorus semivittatus G. 

« communis N. 

Ph^'sostomum irascens N. 
Docophorus * pertusus N. 
Oncophorus minutus N. 
Menopon tridens N. v. major P. 
Trinoton luridum N. 
Docophorus obtusus G. 

« icterodes N. 

Trinoton luridum N. 
Docophorus communis N. 

« auratus N. 

Nirmus truncatus N. 
Oncophorus minutus N. 
Lipeurus luridus N. 
Menopon * tridens N. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



i8 



Gallus g-allorum Less. 



Garrulus glandarius L. 

« « 

« 

« « 

« « 

« « 

Gecinus viridis L. 

« « 

Glaucidium passerinum L. 

« « 

Grus communis Beclist. 
« « 

« « 

« « 

« « 



Goniocotes abdominalis P. 
« (hologaster N.) 

Goniodes dissirnilis N. 

« (* colchicus D.) 
Lipeurus * heterographus N. 

« * variabilis N. 
Menopon * pallidum N. 

« biseriatum P. 

Pulex avium T. 
Docophorus * fulvus N. 

« subcrassipes N. 

Nirmus affìnis N. 
Meiiopon indivisum N. 
Oriiithomyia * avicularia L. 

« * metallica Schum. 

Nirmus * candidus N. 
Menopon * pici D. 
Docophorus * cursitans N. 
Colpoceph. subpachygaster P. 

« atrofasciatum P. 

« truncatum P. 
Menopon longum G. 
Docophorus integer N. 
Lipeurus * hebraeus N. (continua) 



BIBLIOGRAFIA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 

Pubblicazioni del 1892 

L'amministrazione s'incarica di procurare agli abbonati, senza aumento di prezzo, le pubblicazioni delle 
quali è notato il costo, ed anche le' altre se è possibile. 



Botanica ■ Paleofitologia - Agricoltura. 

{Continuazione) 

345 Cuboni G. La sessualità delle piante se- 
condo uno scrittore del secolo XVI. (Firenze. 
Bull, della soc. bot. ital. n.» 8 pag. 426-429). 

346 Damanti P. La coltura del Frassino 
mammifero in Sicilia. (Piacenza. L' Italia Agri- 
cola n.o 22 pag. 510-513). 

347 D'Amato dott. F. Contributo alla fiora 
Teramana. (Teramo. Edil. Fabbri pag. 74 in 8.°) 

348 De Bonis A. Le piante del Polesino. 
(Firenze. Nuovo giornale bot. ital. n.° 3 pag. 
202-208). 

349 De Lagerheim M. G. La Yuycha (Ve- 
nezia. La Notarisia. Fase. 20 pag. 2 in 8.°) 

350 Del Testa A. Terza contribuzione alla 
flora del Cesenate. (Pisa. Atti soc. tose, di se. 
nat. voi. XIII pag. 60-68). 

35,1 Del Torre F. Note sulle crittogame del 
Cividalese. (Siena. Estr. Boll. Nat. pag. 4 in 4°) 



352 Del Torre F. l funghi eduli e venefici 
e loro riconoscimento. (Ibidem n.° li pag. 131-32). 

353 Del Torre F. Osservazioni sulle alghe. 
Pag; 1470-1477. (Venezia. Neptunia n.»' 20-21). 

354 De Toni dr. G. B. Rapporto sopra gli 
studi di Iicanoiosky e Polofzoff riguardanti una 
malattia vaiuolatura della pianta del" Tabacco. 
(Siena, Riv. ital. di se. nat. n.° 2 pag. 19-25). 

355 De Toni dr. G. B. Le Mizoficee {Cia- 
noficee della flora algologica della Venezia. (Ve- 
nezia. Atti àA R. Ist. veneto disp.4.* e 5.* tom. 
3 pag. 385 e 645). 

356 De Toni dr. G. B. Miscellanea phyco- 
logica. (Ibidem pag. 841-45). 

357 Gemericca M. Sulle cellule del me- 
sotecio àeìV Hìj drang ea Hortensia. ("Firenze. Bull. 
Soc. bot. ital. n.o 1 pag. 37-39). 

359 Giordano G. C. Nuova contribuzione 
di Muschi meridionali. Addenda ad pugillura mu- 
scoru minagr. neapolit. lectorura. (Fireaze. Boll. 
Soc. bot. ital. n.o 1 pag. 39-46). 



14 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



360 Goiran A. Sulla presenza di Fraxinus 
excelsior L. nei monti veronesi. (Firenze. Bull. 
Soc. bot. ital. n." 1 pag. 95-97). 

361 Goiran A. Erborizzazioni estive ed au- 
tunnali attraverso i monti Lessini veronesi. (Ibi- 
dem pag. 151-158). 

362 Goiran A. Sulla presenza e distribuzione 
di Evonymus latifolius Scop. nel veronese. (Ibi- 
dem pag. 122). 

363 Goiran A. Una erborizzazione fuori 
stagione. (Ibidem n." 3 pag. 189-92). 

364 Goiran A. Erborizzazioni estive e au- 
tunnali attraverso i monti Lessini veronesi. (Ibi- 
dem pag. 361-370). 

365 Goiran A. Erborizzazioni estive ed au- 
tunnali attraverso i monti Lessini veronesi. (Ibi- 
dem n.o 8 pag. 411-417 e 445-452). 

366 Grampini O. Due piante interessanti per 
la flora romana. (Ibidem n.° 6 pag. 288). 

368 Jatta A. Licheni raccolti nell' Isola 
d'Ischia fino all' Agosto del 1891, (Firenze. Bull. 
Soc. ital. n." 3 e seg.) 

369 Jatta A. Sul genere Siphulastrum Muell. 
arg. (Firenze. Boll. soc. bot. ital. n." 5 pag. 
246-250). 

370 Jatta A. Materiali per un censimento 
generale dei Licheni italiani. (Firenze. Nuovo 
giornale bot. ital. fase. 1 pag. 5-57 e seguita 
nel Boll. Soc bot. ital. n." 9 pag. 431-42). 

371 Keller A. La durra ed i Sorghi. (Ve- 
nezia. Atti del R. Istit. veneto di Se. Lett. ed 
arti. Tomo IL ser. VIL disp. IO pag. 1591-1642). 

372 KIruch O. Sulla presenza del Cycloco- 
nium oleaginum, Cust. in Italia. (Firenze. Bull. Soc. 
bot. ital. n.° 3 pag. 177-80). 

373 Kruch O. Sopra un caso di riziomania 
nel Rosmarino, (Ibidem n." 4 pag. 220-24). 

374 Levier E. Sul Ranunculus lacerus Bell. 
in Piemonte e il Cyperus difformis in Toscana. 
(Ibidem n.° 7 pag. 355). 

375 Loiacono prof. A. Le arancie di Pa- 
terno. (Catania n." 5 pag. 146-149). 

376 Macchiati L. Terza contribuzione alla 
flora del gesso. (Firenze. Bull. Soc. bot. ital. n.° 

1 pag. 120-122). 

377 Macchiati L. Sulla riproduzione della 
Navicula elliptica Htr. (Ibidem n.*» 2 pag 168- 
72). 

378 Macchiati L. Seconda comunicazione 
sulla coltura delle Diatomee. (Ibidem n." 7 pag. 
329-335). 



379 Marchese G. Come si possa giudicare 
dei bisogni di un terreno. (Milano. Corriere del 
villaggio n.o 2). 

380 Marchese G. Letame di stalla o con- 
cimi chimici ? (Ibidem n." 12). 

381 Marescalchi A. Intorno ad un nuovo 
metodo di cura della Peronospora. (Riposto. La 
Sicilia vinicola n.° 17). 

282 Martelli U. Epoca della formazione del 
grappolo nelle gemme della vite. (Firenze. Bull. 
Soc. bot. ital. n." 1 pag. 52-59). 

383 Martelli U. Riproduzione agamica del 
Cynomorium coccineum. (Ibidem pag. 97-100). 

384 Martelli U. Gita sul litorale toscano fra 
Follonica ed Orbetello. (Ibidem n.° 7 pag. 355). 

385 Martelli U. Notizie suU' erbario Amidei 

giacente presso il comizio agrario di Volterra 
(Ibidem pag. 417-419). 

386 Martelli U. e Tanfani E. Le Fanero- 
game e le protallogame raccolte durante la riu- 
nione generale in Napoli della società botanica 
italiana nell' Agosto 1891. (Firenze. Nuovo giorn. 
bot. ital. n." 3 pag. 172-179). 

387 Massalongo C. Sugli scopazzi di Alnus 
incana De. causati dalla Taphrina Epiphylla Sa 
beb. (Firenze. Bull. Soc. bot. ital. n.° 1 pag. 79-80). 

388 Massalongo C. Intorno alla Taphrina 
polyspera (Soc.) Johans. , var Pseudoplatani. (Ibi- 
dem n.o 3 pag. 197), 

389 Massalongo C. Sulla scoperta in Italia 
della Calyptospora Gaepper liana .J. Hulu. (Ibi- 
dem n." 4 pag. 236-37). 

390 Massalongo C. Mostruosità osservata 

nei fiori di lasminum yrandiflorwn. (Firenze. 

Nuovo giorn. bot. ital. voi. XXIV fase. 1 pag. 
58-59). 

391 Mattel G. E. Sui pronubi del Sauro- 
rnatum Guttatum. (Siena. Riv, ital. di se. nat. 
n.o 10 pag. 133-34). 

392 Meneghini S. L'innesto erbaceo e sua 
importanza per la rigenerazione della nostra vi- 
ticultura. (Conegliano, Annali R. Scuola di vit. 
e di enol. fase. IL pag. 206-218). 

393 Meneghini S. Di alcuni esperimenti 

contro le tignole del melo e della vite. (Ibidem 
pag. 308-314). 

394 Meschinelli A. Sylloge fungorum fos- 
silium hucusque cognitorum, ex Saccardo Syl- 
loges fungorum. (Pattavii. Tip. Seminari. Opera 
di pag. 73 in 8.») 

395 Mingioli E. Conservazione dei cereali 
(Firenze. Bull, di agricoltura n.° 3 e seg.) 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



15 



396 Ministero di agricoltura, industria 
e commercio. Le R. Scuole pratiche e spe- 
ciali di Agricoltura nel triennio 1887-90. (Roma. 
Tip. Bertero pag. 526 ia 8.°) 

397 Miraglia N. SulT opera spiegata dal- 
l' amministrazione dell' agricoltura negli ultimi 
anni. (Ibidem pag. 304 in 8.") 

398 Mori A. li Caflfè. Notizie storico-geogra- 
fico-statistiche. (Firenze. Bull, della sezione fio- 
rentina della società africana d' Italia fase. 4 e 
5 pag. 94-104). 

399 Mueller J. Liclienes Jatabeany, in Japo- 
liia lecti et a ci. prof. Yatabe missi. (Firenze. 
Nuovo giorn. bot, ital. n.« 3 pag. 189-202). 

400 Neri I. N. Del frutto dell' Evonymus 
sjaponicus. Thunb. (Pisa. Atti Soc. tose, di se. 
nat. voi. Vili. pag. 50-55). 

401 Neviani A. Riproduzione animale e ve- 
getale. (Siena. Riv. ital. di se. nat. n.° 5 e seg.) 

402 Omboni G. Frutto fossile di Pino. {Pi- 
nus Priabonenis (n. sp.) da aggiungersi alla 
flora terziaria del veneto. (Venezia. Atti del R. 
Istit. ven. tom. III. pag. 372-83 in 8.° con tav. 
Estr. di pag. 12 in 8.° con tav.) 

404 Paoletti G. Saggio di una monografia 
del genere Eutypa tra i pirenomiceti. Venezia. 
Atti R. Istit. veneto di se. let. ed arti tom. 3 
pag. 1373-1441). 

405 Paoletti G. Contribuzione alla flora del 
bacino del Trentino. Padova. Atti Soc, ven. trent. 
di se. nat. fase. 1 pag. 3-28). 

406 Paoletti G. Su due casi di podifilia nel- 
V Aiuga reptans nella viola tricolore. (Ibidem 
pàg. 29-32). 

407 Paoletti G. Sui movimenti delle foglie 
nella Porliera hygrometrica Ruiz et Pavon. 
(Firenze. Nuovo giorn. bot. n.o 2 pag. 65-91 
con 5 tav.) 

408 Pasquale F. Su di una nuova teoria 
carpellare. (Firenze. Bull. Soc. bot. ital n.° I 
pag. 26-37). 

409 Passerini N. Trattamento pratico sui 
concimi (Firenze. Boll, di agr. n.° 1 e seg.) 

410 Passerini N. Sulle cause che rendono 
resistente all' allettamento il grano di Noè. 
(Estr. dal giorn. Le stazioni sperim. agrarie ital. 
fase. 3). 

411 Pepino geom. A. Appunti di frutticol- 
tura intensiva. (Torino. Gazzetta delle Campagne 
n.° 35 e seg.) 

412 Pizzini. Gli Acari sulle viti (Trento. 



Boll. Consiglio di agricoltura per il Tirolo. n.* 2 
pag. 63-64) 

413 Piccioli L. Rapporti biologici fra le 
piante e le lumache. 1.^ nota. (Firenze. Boll. Soc. 
bot. ital. n.o 4 e 7 pag. 228-35 e 338-45). 

414 Pichi P. Ricerche fisiopatologiche sulla 
vite in relazione al parassitismo della perone- 
spora. (Conegliano. Annali R. Se. di vitic. ed 
etnol. serie III anno I. fase. 1 pag. 65-75). 

415 Pichi P. Ricerche morfologiche e fisio- 
logiche sopra due nuove specie di Saccaromyces 
prossime al 5. membranaefaciens di Hansen. 
(Ibidem fase. II. pag. 161-62). 

416 Pichi P. Alcuni esperimenti fisiopatolo- 
gici sulla vite in relazione al parassitismo della 
peronospora (seconda nota). (Firenze. Bull. Soc. 
bot. ital. n. 3 pag. 203-206). 

417 Pirotta R. Il nuovo gruppo delle Càla- 
zogame di Treub. (Ibidem n.° 4 pag. 224-28). 

418 Pirotta R. Tre casi teratologici (Ibi- 
dem n.o 6 pag. 303-304. 

419 Platania G. Sulla presenza dei fiUiti 
della s:ala. (Acireale Pag. 4 in 8.") 

420 Platania G. La mostra collettiva dei 
prodotti agrari del circondario di Acireale pre- 
sentata per cura dal Comizio agrario locale al- 
l' esposizione nazionale di Palermo. (Acireale. 
Tip. Ragonisi pag. 24 in I6.°) 

421 Platania D' Antoni G. Il Carbernet 
Sauvignom. (Catania. Nuova rassegna n." 4). 

422 Poli A. Sui nuovi programmi di bota- 
nica pel ginnasio e liceo. (Firenze. Bull. Soc. 
bot. ital. n.» 2 pag. 163-68). 

423 Poli A. Della forza che si sviluppa per 
effetto dell' imbibizione. (Firenze. Rivista scient. 
indust. n." 3 pag. 40-42)- 

424 Re L. Sulla distribuzione degli sferiti 
nelle Amarillidacee. (Firenze Boll. Soc. bot. ital. 
n 6 pag. 288-95). 

425 Rodeghe-Venanzi E. Muschi della 
provincia di Bergamo. (Firenze. Bull, Soc. bot. 
ital. n.° 4 pag. 237-39). 

426 Rogger dr. R. Studi anatomici sulla 
Portulaca oleracea. (Treviso. Tip. del Patronato 
pag. 20 e 10 tav. in 4.") 

427 Rossetti C. Nuova contribuzione alla 
flora vascolare della Toscana. (Pisa. Atti della Soc. 
tose, di se. nat. voi. 8.°) 

428 Rossetti 0. Seconda contribuzione alla 
flora vascolare della Versilia. (Ibidem voi. 8.°) 

429 Rossetti 0. Appunti sulla flora tosca- 



16 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



na. (Firenze. Boll. Soc. bot. ita!. n.° 5 pag. 254- 
256). 

430 Rossetti C. e Baroni E. Frammenti 
epatico-Iichenografici. (Ibidem pag. 372-78). 

431 Roux dr. G. Aspergillus causa di una 
malattia dei bozzoli. (Casale Monf. Il bacologo 
italiano n." 15 pag. 121-24). 

432 Rusticus. Coltura forzata del Carciofo. 
(Catania, L'Agricol. Calabro siculo nP 1). 

433 Saccardo P. A. L' Azzillacaroliniana 

in Europa. Nota. (Venezia. Atti R, Ist. veneto 

di se. let. ed arti. Disp. 6.* e 7.* tom. 3 pag. 
831-36). 

434 Severino P. Ancora dei programmi nelle 
scuole secondarie. (Firenze. Bull. Soc. bot. ital. 
n.o 7 pag. 335-38). 

435 Solla Ricerche sulle strutture delle dia- 
tomee. (Venezia. Notarisia pag. 1382-84). 

436 Sommier S. Cenno sui resultati bota- 
nici di un viaggio nel Caucaso. (Firenze. Bull, 
soc. bot. ital. n " l pag. 18-26). 

437 Sommier S. Una gita in Maremma. (Ibi- 
dem n.° 6). 

438 Sommier S. Seconda gita a Capalbio. 
(Ibidem n.° 7 pag. 348-55). 

439 Sommier S. Risultati botanici di un viag- 
gio ali'Ob. inferiore (Ibidem. n.° 3 pag. 209 e seg.) 

440 Squinabol S. Contribuzione alla flora 
fossile dei terreni terziari della Liguria. (Genova 
Alghe. Op. di 25 pag. in 4.° con 5 tav) 

441 Tamaro prof. dr. D. Orticoltura. (Ber- 
gamo. Soc. prat. di Agric. in Grumello del monte 
pag. 424 con 60 ine.) 

442 Tanfani E. Sopra una Lychnis ibrida. 
(Firenze. Bull. Soc. bot. ital. n." 1 pag. 100-102). 

443 Tanfani E. V insegnamento della bota- 
nica nei ginnasi. (Ibidem pag. 146-51). 

444 Tanfani E, Sul Polycarpon xìeploides. 
(Ibidem n." 4 pag. 211-13). 

445 Tassi dr. F. Le piante e la medicina. 
(Siena. Riv. ital. di se. nat. n.° 9 e seg.) 

446 Terracciano A. Intorno alla struttura 
florale ed ai processi d' impollinazione in alcune 



Nigella. (Firenze. Bull. Soc. bot. ital. fase. 1 
pag. 46-51). 

447 Terracciano A. Seconda contribuzione 
alla flora romana. (Ibidem pag. 113-19). 

448 Terracciano A. Le Sassifraghe del 
Montenegro raccolte dal dott. A. Baldacci (1.^ 
nota). (Ibidem n.» 1 pag. 132-38). 

449 Terracciano A. Terza contribuzione 
alla flora romana. (Ibidem pag. 139-45). 

450 Terracciano A. Le Sassifraghe della 
flora romana. (Ibidem u.° 3 pag. 180-88). 

451 Terracciano A. Contribuzione alla flora 
del paese dei Somali. (Ibidem n.° 8 pag. 421-26). 

452 Tommasi Crudeli prof. C. La colti- 
vazione del tabacco in Italia. (Milano. Corriere 
del villaggio n.° 12) 

453 Tornabone F. Si/nopsis florae fossilis 
etnae. (Catmae ex tip. Galati. Opusc. di pag. 19 
in 8." con 1 tav. in 4.°) 

454 Varini dr. L. Il carciofo. (Milano. Gaz- 
zetta agricola n." 6). 

455 Vecchioni L. Malattie ed insetti nocivi 
alla pianta dell' olivo. Milano. (La difesa dai pa- 
rassiti n.° 8 con 2 fig.) 

456 Vinassa de Regny P. E. Nuove fu- 
coidi liassiche. (Pisa. Atti della Soc. tose, di se. 
nat. voi. 8.°) 

457 Vinassa de Regny P. E. Le Dictiote 
mediterranee. (Ibidem). 

458 Vinassa de Regny P. E. Un' ultima 
parola sulla fecondazione del Dracunculus vul- 
garis Scott. (Ibidem). 

459 Vinassa de Regny P. E. Appunti di 
algologia. (Ibidem pag. 166). 

460 Vaglino G. Osservazioni sopra alcuni casi 
teratologici di Agarieini. (Firenze. Bull. Soc. bot. 
ital. n.o 9 pag. 442-45). 

461 Zotti. Sulla produzione media della col- 
tura del frumento e sulla possibilità di aumen- 
tarla. (Trento. Boll. Consiglio prov. di agricol. 
del Tirolo n.° 2 pag. 49-57). 



Manuale Tigre Italiano, con due dizionaretti ilaliano-tigró e tigre-italiano, del capitano 
M. Camperio (Ulrico Hoepli, editore) L. 2,50. 

E un manuale della lingua tigre parlata nella colonia Eritrea, compilato dal capitano M. Cam- 
perio, che soggiornò a lungo nel Mensa, la Toscana Eritrea, dove la lingua è purissima. — L'au- 
tore, eolla collaborazione di due Mensa, maestri di tigre-italiano nella scuola della Missione Sve- 
dese di Gheleb e col prezioso ajuto del pastore Dott. Rodiso, che da otto anni predica in tigre, ha 
superato felicemente le difficoltà di traduzione eufonica, ed il volumetto è arricchito d' un copioso 
dizionario tigre-italiano e italiano-tigre con frasario e dialoghi utili; ciò riuscirà di grande aiuto 
non solo agli italiani, soldati ed agricoltori, ma agli stessi indigeni che dovranno imparare la 
nostra lingua. 



S, BROGI ilirettore resDonsaHile 



Siena Tip. e Lit. Sordo-muti di L. Lazzori 



Anno XIV 



15 Gennaio 

1894 



BOLLETTINO DEL NATURALISTA COLLETTORE ALLENATORE COLTIVATORE 

SUPPLEMENTO MENSILE 

ALLA RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 

Abbonamento alla Rivista e Bollettino (24 fascicoli) L. 5 — Al solo Bollettino (12 fascicoli) L. 3 all'anno 

SOMMARIO 

Beccari dott. ing. G. Filtro speranza. Pag. 1. 

Fàilla Tedaldi L. Glossario entomologico. {Coni.) Pag. 3. 

COMUNICAZIONI. E. D. W. Notes de tecnique microscopique. — Preda. Agnello a due 
corpi — B. Casi di avvelenamento nei cani per 1' uso di carne settica. Da pag. 6. a pag. 7. 

NOTIZIE DI CACCIA E NOTE ZOOLOGICHE. Da Reggio Calabria. Moschella. — Da Cre- 
mona. Ferragni. — Da Siena. Brogi. Pag. 7-8. 

Insegnamenti pratici. Da pag. 8. a pag. 9. — Invenzioni e scoperte. Pag. 9. — 

Notiziario Pag. 10. — Nomine, promozioni, onorificenze, premi Pag. 12. — Ri- 
chieste, offerte e domande di cambi Pag. 12. — Annunzi diversi. 




^i nostri genlili abbonati 
ai uaBlri egregi (ffallaboratori 

milU oinc<2''ói auaiizi vi tdicita 
OCX/ l anno eia inccnvinciato e pei cento iutwvi. 



la liirmane 



FILTRO SPKRANZA 

del Dott. G. BECCARI 



-*&-S80-«- 



L'acqua, fra gli elementi fornitici dalla natura, si può con ragione ritenere la più interes- 
sante ; essa serve a moltissimi bisogni della vita ; alla produzione della ricchezza dei paesi e al 
progresso della società umana. 

L' acqua potabile si adopra particolarmente per bevanda, e per gli usi riflettenti l' igiene del- 
l' uomo e degli animali. È cattiva quando racchiude in sé dei germi e dei microbi pericolosi alla 
pubblica salute : sovente si manifestano in essa condizioni tali da favorire lo sviluppo di questi es- 
seri perniciosi ; per 1' acqua si ponno trasmettere e cagionare numerosissime malattie, come ad 
esempio: il tifo, il colera, le febbri palustri, l'ernia, la dissenteria ecc. Per conseguenza ad ogni 
individuo, gì' incombe il dovere di studiare e procurare a se e ai suoi compaesani dell' acqua 
e in quantità da soddisfare ai bisogni della vita, giacché molti paesi per essersi procurata una 
buona acqua, hanno diminuita la mortalità, in uno spazio di tempo di 20 anni, del 5 al 30 per 
cento, 

L' acqua come ognuno sa può avere differenti provenienze, quali sono : 

Le sorgenti naturali, — Le sorgenti artificiali. — La derivazione dai fiumi e torrenti. — L'e- 
strazione sotterranea col mezzo dei pozzi. — La raccolta negli stagni. — L'acqua dei laghi. La 
formazione delle cisterne. 



Util cosa sarebbe di parlare dettagliatamente di tutti queste derivazioni ; ma io per non al- 
lontanarmi di troppo dall'argomento, credo opportuno parlare brevemente dell'acqua di pioggia, 
del modo di raccoglierla e purificarla mediante il mio filtro Speranza. 

Le acque pluviali, disse 1' Arago all' Accademia delle Scienze, sono in generale di una tale 
purezza, che non si perviene punto a scoprire qualche materia estranea che facendo uso degli agenti 
chimici i più delicati. 

Si ricorre anche oggi alla raccolta di tali acque in Olanda, in Svizzera, in Australia, negli 
Stati Uniti; come pure in Italia; anzi 130 dei nostri comuni, aventi una popolazione di 721893 
abitanti, fanno ricorso, per gli usi domestici, alla pura acqua di cisterna. 

Le cisterne sono delle vasche nelle quali si raccolgono le acque di pioggia cadenti sui tetti 
delle case. Sarebbe util cosa raccoglierle, soltanto in autunno ed in inverno, giacché quelle ca- 
denti in estate ed in primavera trascinano seco dell' acido nitrico e dell' ammoniaca. 

Una buona cisterna deve essere costruita a perfetta tenuta, con materiali inattaccabili dal- 
l' acqua e rivestita internamente di cemento idraulico. 

Dovrà avere sempre al suo fondo un pozzetto di raccoglimento a forma di piramide tronca, 
con la base minore volta in basso, per riunire le materie che 1' acqua sempre trasporta dalle su- 
perfici che bagna. La prima acqua di pioggia, quella cioè che rilava i tetti delle abitazioni, deve 
essere sempre rigettata, perchè la piìi impura. È ben costruita quella cisterna che trovasi provvi- 
sta anche di un filtro per rattenere le uova d' insetti, le sostanze organiche e quelle minerali che 
trascinano sempre anche le seconde acque. 

Filtri da applicarsi alle cisterne ne furono immaginati molti ; tutti dal più al meno agiscono 
nella stessa maniera, e consistono principalmente di due casse, una di rifiuto, e 1' altra avente la 
materia filtrante (carbone, rena, ghiaie, spugna di ferro ecc.) 

Anche il filtro che io vengo a proporre non diversifica dagli altri, solo è provvisto di un con- 
gegno automatico che sostituisce il lavoro del fontaniere, al quale, come sappiamo, è data la cura 
di aprire e chiudere il rifiuto quando creda avere l' acqua bastantemente rilavato la superficie 
dei tetti. 

Questo congegno lo credo di molta utilità, tanto vero che molti me lo hanno richiesto, ap- 
punto perchè il fontaniere non può trovarsi sempre pronto ad aprire e chiudere il rifiuto o ad 
invertire la conduttura, specialmente se la pioggia ha il suo incominciamento di notte. 

FILTRO SPERANZA 

Il filtro Speranza è formato da due pozzetti prismatici accostanti alla cisterna, con a comune 
una faccia, la quale alla parte inferiore ha delle piccole aperture di comunicazione. In uno di 
questi pozzetti è contenuta la materia filtrante (carbone, spugna di ferro ecc.), nell' altro invece 
trovasi il distributore automatico nell' acqua, caratteristico di questo filtro, che consta di un giogo 
di bilancia portante ad una estremità un contrappeso metallico, e nell' altra una sfera cava pure 
di metallo, la quale ha alla parte superiore una apertura ad imbuto, e alla parte inferiore un tubo 
ripiegato con una chiavetta e una catenella con appesa una valvola corrispondente alla bocca della 
fogna di rifiuto. 

De^to ciò, dirò come funziona questo apparecchio : 1' acqua pluviale dai tetti, per mezzo di ap- 
posite incanalature giunge al pozzetto di rifiuto; però avanti di defluirvi perviene ad una piccola 
cassetta, dalla quale parte il tubo di deflusso, ed un altro piccolo tubo che va a far capo sopra 
all'imbuto della sfera del distributore ; il diametro di questo piccolo tubo dovrà essere presso che 
eguale a quello posto nella parte inferiore della sfera avente il rubinetto. Siccome la sfera quando 
è vuota con tutti gli accessori deve essere più leggera del contrappeso di ferro posto all' altra estre- 
mità del giogo, tiene la valvola del rifiuto aperta; cosi l'acqua sudicia si allontana. Quando la 
sfera invece viene ripiena, e ciò si ottiene perchè V acqua che entra dall' imbuto deve essere mag- 
giore di quella che esce dal rubinetto, il giogo del bilancere trabocca dall' altra parte, la sfera si 
abbassa e con essa la valvola appesa alla catenella, che chiudendo la bocca del rifiuto, così co- 
stringe r acqua più pura ad attraversare il filtro e a scaricarsi nella cisterna. 



La chiavetta del tubo della sfera serve a regolare il tempo necessario a riempirla, tempo che 
si può variare a nostro piacimento. 

Dopo cessata la pioggia, la sfera non venendo più alimentata sì vuota, e cosi si riapre auto- 
maticamente il rifiuto, per ritornare ad agire al momento che rincominci a piovere. 

GLOSSARIO ENTOMOLOGICO 

REDATTO 

da LUIGI FAILLA-TEDALDI 

(continuazione) 

Cubito inferiore o posteriore ■ Cubitus posticus - Libellulidae ■ Corrisponde alla quinta 
nervatura longitudinale a partire dalla base delle ali. Tav. VI fig. 1 ^) fig. 8 6 25) 
fig. 10-13 b) Lepelletier = Nervatura cubitale. Tav. V fig. 1 ^). 

Cubito superiore o anteriore - C. anticiis ■ Libellulidae - Corrisponde alla quarta ner- 
vatura longitudinale che nasce dalla base delle ali. Tav. VI fig. 1 ') fig. 8 ") fi- 
gura 10-13 *) Ortotteri Tav. V fig. 1 ^) Lepelletier = Nervatura sotto-costale. 

Cubito suturale - C. suturalis - Chiamasi 1' ultima nervatura, cioè quella che scorre 
lungo il margine interno o suturale delle ali. Tav. Vi fig. 8 28) Tav. IX fig. 1 *) 

Cuculiato cocollato ■ Cucullatus • Cucullé, en copuchon • kapuzenartig ■ In forma di 
cocolla cappuccio - Pronoto di CucuUia, 

Cucurbitaceo ■ Ciicurbitaceus ■ Cucurbitacé - melonenartig - In forma di zucca, o mel- 
lone come le uova di molti insetti. 

Cultelli coltelli - Cultelli - Messerchen - Chirby e Spence chiamano due setole o fi- 
letti della tromba dei Ditteri che rappresentano le mandibole. 

Cultriforme - CuUratiis, cuUriformis - Cullriforme - messerformig - In forma di col- 
tello a tagliente convesso - Ovipositore di alcuni Ortotteri ed Imenotteri. 

Cuneiforme - Cuneatus cuneiformis ■ Cuneiforme ■ Keilfòrmig ■ In forma di cuneo, 
come r articolo terminale dei palpi di Carabus, Calosoma. 

Cuneo - Cuneus • Hinterhauptsdreieck - Chiamasi nelle Libellulidae un piccolo pezzo 
triangolare dell' occipite limitato dagli occhi. Tav. VI fig. 2 e) fig. 7 e). 

Cuneo ■ Cuneus ■ Halbdeckendreieck - Fieber chiama nelle ali anteriori degli Emitteri 
un pezzo di forma quasi triangolare posto fra la coria e la membrana. Tav. VII! 
fig. 2 ') fig. 4 '). 
. Cunicoli - Si chiamano le gallerie o canah interni dei tronchi d'alberi formati da certe 
larve di Coleotteri. 

Cupulato, cupuliforme - Copule • Che ofTre la disposizione di una coppa o copula. 

Cupule ■ Cupules • Sorta di coppette o ventose che si trovano al disotto dei tarsi in 
alcuni Coleotteri. - Alcune Crisomele. 

Cuspidato - Cuspidatus - Cuspide ■ spiessfórmig - Terminato in punta = Mucronal/. 
E slato applicato pure a certe ali che offrono al margine una serie di piccoli denti 
punte - alae cuspidatae ■ e chiamasi cuspis un appendice puntata nel margine 
delle stesse. 

Custodito ■ Custoditus ■ bewahrt, verwahrt = Protetto. V. Crisalide. 



Dardo = Aculeo e talvolta si designano col nome di dardi i due stiletti del centro 
del medesimo. Tav. VII fig. O'b-7 ec.) 

Dattilopodio - Afidi, Fillossere = Due o un articolo del tarso. 

Decatotergite = Decima tergile addominale. 

Decaturite = Decimo segmento addominale. 

Deciduo - Deciduus = Caduco. 

Declinato - Declinatus - Decliné - geneigt - Inclinato od abbassato verso la parte in- 
feriore. 

Declive - Declivis - Declive ■ abschiissig - Che offre un dolce pendio come la parte 
posteriore delle elitre. 

Decumbente - Deeumbens - niederliegend - Coricato o disteso sopra una parte, per 
esempio si applica ai peli quando si distendono orizzontalmente sul corpo. 

Decussato - Decussatus • kreuzweise - Piegalo in croce, incrocicchiato. 

Deflesso - Deflexus - Deflechi ■ niedergebogen ■ Si applica ad una parte, ad un or- 
gano diretto inferiormente, che forma un angolo ottuso più o meno variabile, come 
le elitre lungo i lati del corpo dei Locustidi. 

Degradazione - Riduzione più o meno completa di parti. 

Deiscente - Dehiscens ■ Dehiscent - nickend herabgneigt - Viene applicato alle elitre 
quando al riposo si scostano più o meno dai loro margini interni, ossia aperte per 
qualche tratto della loro lunghezza. 

Deltoide o deltoideo • Deltoideus - deltoidisch - In forma di delta - lettera greca. 

Dendroide - Dendroid - Simile ad arboscello. 

Dendrobi • Dendrobies - Insetti - Che vivono sudi alberi. 

Dentati - Dentati - Dentées • gezàhnte - Insetti - Muniti di mandibole distinte = Ro- 
ditori. 

Dentato - serrato - Serrato - dentatus - gesàgt-gezàhnt - In forma di sega, ma col 
fondo delle incisioni arrotondate anziché triangolari. Tav, V fìg. 13. 

Dentato • Dentalus - Dente - gezàhnt - Munito di dente - Tav. V fìg. 12. 

Dentato serrato - dentato serratus - gezàhnl-gesagt - Chiamasi un margine terminato 
da punte o denti dritti. Tav. V tìg. II. 

Dente - Dens ■ Dent - Zahn - Si applica questo nome ad ogni sporgenza triangolare, 
acuta od ottusa. Si sono divisi come negli animali superiori in incisivi quando 
sono larghi ; canini quando sono conici ed acuti ; molari quando sono corti molto 
sviluppati ed ottusi. 

Dente del mento - Coleotteri - Si designa il dente mediano anteriore del mento. 

Dentellato - Denticulatus - Runcinatus - Denteile o denticulé ■ gezàhnelt - Munito di 
dentelli o piccoli denti. 

Dentello - Denticulus - Denticulé = Piccolo dente. 

Dentiforme ■ Dentiformis - Dentiforme - Zahnfòrmig - In forma di dente. 

Dentisugo - Dentisuge - Si è applicato a certi insetti con mandibole atte piuttosto al 
succhio che alla masticazione. 



Denudato - Denudatus - Denudé ■ enlblòsst - Si applica per certi insetti ad una parte 

priva di polvere, peli squanne ecc. che cuoprono il resto della superfìcie - Ali di 

certe Piralidae. 
Depresso - Depressus - Deprime, aplati - niedergedruckt o flachgedruckt - L' opposto 

di compresso, cioè una parte spianala, come per effetto di pressione verticale. 
Dermato • scheletro - Ved. Scheletro. 
Destituto - Destitulus - enlkleidet, mangelnd = Privato. 
Determinato - Determinatus - abgegrànzt - Ben distinto o delineato come un disegno, 

un organo ecc. 
Detrito - Detrilus ■ abgerieben verwischt - Si applica ad una superficie che manca in 

parte della sua vestitura ■ Elitre di Clytus, Mister ecc. = logorato o consumato 

e talvolta troncato. 
Deutorosternite = Sternite del secondo segmento addominale. 
Deutosterno = Mesosterno. 
Deutotoraoe = Mesotorace. 
Diafano o pellucido - Diaphanus o pellucides • Diaphane o pellucide - durc-scheinend 

- Ved. Consistenza. 

Dicero - Dicere - Munito di due antenne. 

Dicotomo ■ Dicholomus • Dichotome - zweitheilig gespalten - Successivamente diviso da 
due in due. Ved. Antenne dicotome. 

Didattilo - Didactylus • Didaclyle - zweizehig • Terminalo o che ha due dita o appen- 
dici di questa forma. 

Didimo ■ Didymus - Didyme - doppelt zwillingsartig • Si applica a due macchie, impres- 
sioni ecc. che si uniscono in parte da qualche loro lato. Occhio didimo wA. questo. 

Dietro-corpo - Arriere-corps • Si chiama nei Coleotteri quella parte del corpo posta 
dietro il protorace. 

Digitato • Digitatus - Digilé - gefingert o fìngerig - In forma di dito. Viene applicato 
alle ali di alcuni Lepidotteri, quando sono profondamente fesse o formano lobi al- 
lungali. Si applica pure ai piedi anteriori di certi insetti che si mostrano dilatati e 
fessi all' estremità. 

Digituli - Schimer - Chiama le ultime appendici dei tarsi trasformati in peli in alcuni 
Afidi-fillossere. 

Dilatato - Dilatatus - Dilatò - elargì - flachig, erweitert o gedehmt ■ Che si dilata o 
s'ingrandisce in modo anormale - Elitre di Cassida. 

Dimeri - Dimeri - Dimeres ■ zweigliederige Beine - Coi tarsi composti di due articoli 

- dimero - significa inoltre di due articoli, segmenti o metameri. 

Dimezzato o dimidiato - Dimidiatus • Dimidié - Significa diviso per metà. Si applica 
per esempio al colore delle ali che in una parte offre due tinte di eguale esten- 
sione. Femoribus dimidiato nigris = femore per metà neri ; alle elilie quando 
sono metà della lunghezza dell' addome, ad una benda che non sorpassa la metà 
di una superficie. Si dice dimidius • von halber Lànge - metà, come dimidior 
latior angustior ecc. metà più larga più stretta ecc. (continua) 



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— ^ »&o^=so<xie»&c«- 



NOTES DE TECNIQUE MICROSCOPIQUE. M. Gage décrit dans les Proceedings of the 
American microscopical Society {ì) un procède de décalcification qui lui a particulièrement réussi. 
Voici da quelle fagon il opere. Après avoir fìxé les tissus par une solution qui contient: H'O 500 ce, 
Alcool à 95° 500 ce, Acide picrique 2 gr. oìi les objets séjournent trois jours, on les passe ensuite 
pendant trois jours dans de l'alcool à 67 p. 100, puis dans de l'alcool à 82 p. 100. Pour dócalcifier 
les objets on ajoute à une solution acqueuse saturée d'alum, son volume égal d'eau et à chaque 
100 C.C de cette solution on ajoute 5 ce. d'acide nitrique fort. De ce liquide on repasse les objets 
a décalcifier dans l'alcool à 67 p. 100 où. ils séjournent pendant un jour, et de cette solution on les 
passe à l'alcool à 82 p. 100, où ils sont conservés jusq'au moment du besoin. 

Dans The American Naturalista 1893, nous trouvons un procède pour « restaurer » les solu- 
tions d'acide osmique qui se sont précipitèes en noir. M. Bristol recommande l'addition de 10 à 20 
gouttes de peroxyde d'osygène a 100 ce. d'une solution à 10 p. 100 d'acide osmique. Le merae réa- 
ctif peut étre employé pour décolorer les substances qui ont èté colorées par le méme rèactif. 

Dans la Revue Bryologique^ 1893, n. 34, nous trouvons une mèthode, décrite par M. Amann, 
qui paraìt assez pratique pour conserver en herbier des prèparations de fragments de plantes de- 
vant servir a l'examen microscopique. 

L'auteur emploie des verres pour coupes anatomiques qui ont 25 millimètres de coté sur 3{4 
de millimètre d'ópaisseur. Ils lui servent de porte objets. Gomme mèdium il a adopté après de nom- 
breux essais une solution ainsi composée : Glycérine 2 parties, Eau 1 partie. 

Dans le mélange on dissout de la gomme arabique jusqu'à consistance de miei coulè. 
On place une goutte de ce mélange sur une feuille de Mousse rammoilie à 1' eau chaude et 
placóe sur un de ces porte objet, on place au-dessus de la prèparation ainsi faite une seconde lame 
de verre, et on laisse sécher. La prèparation glissèe dans un petit sachet en papier est jointe à 
réchantillon d'herbier. É. D, W. 

Agnello a due corpi. 11 mese passato vidi nella R. Scuola Veterinaria di Pisa, un bel- 
lissimo caso teratologico : un agnello con due corpi (e qui non si potrebbe nemmeno pensare ad 
una doppia individualità, esistendo una sola massa cerebrale). 

L'individuo, per quanto mi si affermò, è nato morto e fu venduto alla Scuola, da un contadino. 
della provincia di Pisa. 

Volendo farci un'idea di questa mostruosità, immaginiamo due corpi di agnello in posizione 
eretta, (in modo da appoggiare a terra solo l'estremità degli arti posteriori) ed uniti lungo la re- 
gione pettorale e addominale superiore. Questa unione meno completa vicino alle parti addominali-, 
man mano diventa più intima, fino alla regione cefalica che, come già dissi, è unica. 

Orientando il soggetto in modo che guardi 1' osservatore, i du3 corpi si presentano di fianco ; 
uno a destra e l'altro a sinistra, e sembrano a prima vista del tutto simmetrici. 

Le regioni addominali inferiori sono distinte ; e quindi pure gli organi sessuali (maschili). 
Esiste però un solo cordone ombellicale posto regolarmente rispetto all' individuo di destra. 

Ciascun corpo è provvisto di due arti posteriori bene conformati e di una coda, di due arti 
anteriori pure ben conformati, ma che sarebbero stati inutili per la loro posizione, all'animale vivo. 
Questo quanto alla forma esterna. 

Riguardo all'esame anatomico del soggetto che fu eseguito qualche giorno fa, ecco alcuni dati 
che ebbi dall' egregio amico G. Mascheroni. — « Il mostro presenta due cavità toraciche, distinte 
però solo superficialmente da una lieve depressione determinata dall' unione delle coste agli sterni. 



(1) Voyez Journ. of the R, mie. soc, Londres, 1893, p. 559. 



Dico agli sterni perchè 1' animale ne presenta uno anteriore che unisce la serie supariore di 
coste dei due corpi ; ed uno posteriore che unisce la serie inferiore. 

Le colonne vertebrali sono due e si mantengono staccate, per ciascun corpo, lungo tutto il 
percorso dalla regione caudale sino alla regione cervicale ove si appaiano e finalmente si fondano 
insieme, come pure il midollo spinale. L' articolazione suU' atlante è fatta in modo da rendere ira- 
possibile qualunque movimento della testa. 

I sistemi polmonari sono due, uno dei quali atrofizzato. Si hanno due cuori, uno ipertrofico 
e r altro atrofico •, due fegati di forma quasi triangolare molto dissimile dalla forma normale. 

I testicoli sono due per ciascun corpo e bene sviluppati, cosa rara in casi di mostruosità. Si 
hanno due intestini crassi e due tenui. — Mi fu detto che lo scheletro di questo mostro sarà pre- 
parato per il Museo della Scuola Veterinaria, ove figurerà anche la pelle impagliata. 

Pisa 1 Dicembre 1893 Agilulfo Preda 

Casi di avvelenamento nei cani, determinato dall'uso di carne settica. È inte- 
ressante ciò che riferisce a questo riguardo il dr. Stròse, Direttore del Macello di Gottinga. 

Al macello fu presentato un vitello di 14 giorni, discretamente nutrito, ma in istato di grande 
abbattimento che fu attribuito al lungo tragitto in una cattiva vettura. Dopo la macellazione si 
trovarono le note di una settico-pioemia, che molto probabilmente era in rapporto con 1' onfalita 
settica, almeno in base alla descrizione del reperto. 

La carne fu sequestrata. Stròse però ne conservò alcuni pezzi che fece mangiar cotti ad un 
cane di 2 anni molto robusto, ed a 2 cani da caccia di 8 mesi ognuno. I cani, abituati all' alimen- 
tazione carnea, la mangiarono ben volentieri. 

Poche ore dopo tutti e tre i cani presentarono i fenomeni di una grave gastro-enterite con 
vomiti violenti, sete ardente e diarrea. I cani giovani erano estremamente abbattuti. Per varii 
giorni non fu dato loro alcun alimento solido, e dopo una settimana si ristabilirono. 

È noto che i cani ed i gatti sono piìi resistenti all'avvelenamento da carne settica. Semmer 
dette a mangiare a 3 porci la carne di cavallo morto di setticemia, e dopo 7 giorni li vide mo- 
rire, mentre i cani ed i gatti alimentati coli' istessa carne rimasero sani. Anche Bollinger ha con- 
statato la particolare resistenza di questi animali. 

Se la carne di quel vitello fosse stata adoperata per 1' alimentazione umana, sarebbe riuscita 
molto nociva. La cottura non distrusse il veleno che conteneva. 
Stròse formula queste conclusioni : 

1. Oltre la forma di polmonite metastatica, che si osserva spesso nei vitelli, caratterizzata dalla 
presenza di focolai rosso-scuri e gialli di differente grandezza (da un grano di miglio ad un uovo 
di pollo), vi è una polmonite metastatica in cui sono impiegati specialmente la pleura ed il tessuto 
connettivo interstiziale. 

2. Quando con questa seconda forma di polmonite si associano i fenomeni della setticemia o 
della pioemia, la carne deve considerarsi come nociva alla salute. 

3. Sebbene i cani sieno piuttosto resistenti agli avvelenamenti di carne, pure possono servire 
come animali di esperienza quando si tratta di giudicare della qualità della carne proveniente da 
animali che hanno soff"erto la setticemia e la pioemia, o sono sospetti di queste malattie. (Oster- 
tag' s Zeischrift, 1893, N. 10, pag. 196 e Clinica Veterinaria). B. 

NOTIZIE DI CACCIA E NOTE ZOOLOGICHE 

Da Reggio Calabria, Nello scorso novembre il sig. Giuseppe Cocco mi favorì un Qtis 
tetrax,, da esso ucciso a Spartivento. È uccello rarissimo in questo paese. G. Moschella 

Da Cremona. Presso la foce dell'Adda in provincia Cremonese, è stato preso uno splendido 
Bubo maximus. 

Cremona 20 Decembre 1893. 0. Ferragni 



Note ornitologiche. Il 16 decembre scorso comprai sul nostro mercato, un beli' esemplare 
di Falcone (Falco peregrinus Gmel) ucciso presso Siena. È raro da noi. 

Un bellissimo individuo quasi completamente albino di Zigolo muciatto (^ (Eraberiza eia 
Lin) mi fu portato il 23 Decembre dall' appassionato ornitologo prof. Ballati che lo aveva avuto 
dall'Abbadia (Senese). 

Una Gru (^ bellissima (Gru cinerea Lin) mi è stata spedita il 23 decembre dal sig. conte 
Baldeschi. Essa fu presa nei dintorni del Trasimeno e sarà conservata nella collezione Perugina 
che l'egregio e onte sta formando. 

Il 27 decembre venne uccisa nell' Ombrone in vicinanza di Grosseto una Gazza marina (Uta- 
mania torda Lach.) giovane. 

Siena 7 Gennaio 1894. S. Brogi 

INSEGNAMENTI PRATICI 



Conservazione dei frutti per le esposizioni. {Dal Giardinaggio). Succede spesso che 
le esposizioni si aprano in epoca molto lontana da quelle nelle quali maturano i frutti che si vo- 
gliono esporre. Occorre pertanto conservar questi nel miglior modo, ed all' uopo vi sono speciali 
metodi. Va da sé che non si ha altro scopo che di conservare ai frutti la loro apparenza, e 
che le frutta così conservate non sono da mangiarsi, essendo talune volte velenose le composizioni 
suggerite per la conservazione. Il prof. Saundres di Ontario (America) dà le seguenti formole che 
togliamo da un periodico orticolo americano giuntoci or ora. 

Kerocene, venne trovato migliore di ogni altro per la conservazione delle fragole. La sua so- 
luzione è chiara come 1' acqua pura. 

Soluzione di acido borico (al 1 OyO) può essere usata per i lamponi, more di rovo, ciliege ed 
altri frutti rossi o rosso-cupo, comprese le pere a tinta rossa. 

Soluzione di cloridrato di zingo (al 2 OiO) specialmente indicato per 1' uva spina, ribes, ci- 
liege bianche o gialle, pesche ed altri frutti leggermente colorati, comprese le pere verdi o gialle. 

S.oluz'tone di acido salicilico. — Si dissolva 1 oncia di acido salicilico in 8 di alcool e si 
lasci alcun tempo in riposo. Questo liquido è utile per conservare 1' uva rossa o nera. Questa so- 
luzione può anche essere usata in sostituzione dell' acido borico pei frutti pei quali più sopra è 
suggerito tale acido. 

Raccolto invernale di cardi. (Gazzetta delle Campagne). Per avere un raccolto continuo 
di cardi durante l'inverno, sul finire di novembre si estirpano senza spogliarli totalmente della 
terra, e si trapiantano, alla distanza di circa 30 centimetri l'uno dall'altro, in fori praticati nel 
suolo d' una cantina ad una profondità bastante, perchè vi possano stare ben impiantati come se 
fossero nell' orto. La cantina dev' essere oscura, sana e riparata dai geli. 

Piantati i cardi, si adacquano abbondantemente; operazione che si ripete ogni 10 o 15 giorni 
per mantenere il terreno sempre umido. 

Le prime foglie imputridiscono, ma subito ne sortono dal mezzo della pianta delle altre bian- 
che , che crescono rapidamente. 

Quando sono abbastanza grosse e lunghe, si levano al piede senza tagliarle per evitare il pe- 
ricolo di danneggiare il fusto. 

Allora germogliano altre nuove foglie, e così di seguito per quattro o cinque mesi. Le prime 
foglie che marciscono, si levano subito perchè non guastino le altre sane. 

Con questo sistema, applicato a 15 o 20 piante di cardi, si possono fare varie raccolte ogni 
settimana sino al mese di aprile. 

Come aver insalata tutto l'inverno in casa lo insegna il prof. Grazzi-Soncini nel 
Giornale di agricoltura pratica. Si prende un barile d' imballaggio, vi si fanno alcuni fori sul 
fondo come se si trattasse di volervi mettere entro una pianta, poi si fenno nelle pareti laterali e 



circolarmente tanti fori del diametro d'un centimetro e mezzo circa e distanti T uno dall' altro, in 
tutti i sensi, da otto a dieci centimetri. Preparato così il barile, si levano da terra dei radicchi 
di bella qualità, specialmente per le loro foglie, e poi sul fondo del barile si fa uno straterello di 
ghiaia di cocci, sul quale si mette del buon terriccio, ben compresso, fino ad arrivare al primo 
ordine di fori. In ciascun foro di questo primo ordine si introduce una radice o due, a seconda 
della loro grossezza, di radicchio, in modo che del medesimo non sporga che, come si suol dire, 
la testa; la radice si dispone bene sul terriccio. Messi i radicchi in ciascun foro di questo primo 
ordine, si coprono le radici con altro terriccio fino ad arrivare al secondo ordine di fori nei quali 
si mettono dei radicchi nello stesso modo del primo, e così si continua finché il barile sia pieno. 
Sull'ultimo strato si mettono verticalmenle dei radicchi senza curarsi di quelli disposti all' ingiro 
nelle pareti. Di tratto in tratto, mentre si riempie il barile, è raccomandabile di iuaffìare il ter- 
riccio acciocché le radici abbiano a trovarsi in strati di terriccio colla voluta freschezza, e nello 
stesso tempo affinchè questa si adatti bene attorno a quelli. Delle inaffiature si faranno pure du- 
rante r inverno con acqua alquanto tiepida, quando il terriccio si presenterà piuttosto asciutto. 

Se invece di un prosaico barile, si avesse un apposito vaso di terra cotta, preparato, come fu 
detto ora, si potrebbe benissimo tenerlo nel salotto da lavoro, od in una stanza qualunque, purché 
riparato dal gelo ; sarebbe un ornamento, perchè in poco tempo si presenterebbe come un vaso 
formato di foglie verdi. 

Quando le foglie sono sufficentemente sviluppate, si tolgono e si servono in tavola, — e delle 
nuove foglie, se l'ambiente é caldo, non si fanno aspettare molto. Con un barile del diametro di 
m. 0,42 con un'altezza di m. 0,85, il prof. Grazzi-Soncini ha 300 piante, e tutti i giorni un bel 
piattino d' insalata verde. 

Nuovo procedimento per la fumigazione nelle serre. Le fumigazioni di tabacco sono 
frequentemente impiegate nelle serre per la distruzione degli insetti e specialmente degli afidi. In Inghil- 
terra, dice il Jardinier 5Mz>5e;, si opera in un modo speciale ed economico. Si immergono in una de- 
cozione di tabacco, dei fogli di carta da imballaggio e quindi si fanno disseccare. Allorquando si vuole 
affumicare una serra ci si astiene dal fare la docciatura alle piante per un giorno in modo che il 
fogliame sia asciutto. La sera, dopo aver chiuso la serra, si brucia qualche foglio della carta pre- 
parata come abbiamo detto sopra, su di un piccolo braciere che si ritira allorquando la serra è 
piena di fumo. L' indomani si potrà constatare la distruzione degli insetti. 

Modo di prepararsi economicamente dei concimi. Si scava in un angolo una gran 
buca, nella quale si gettano tutte le erbe raccolte nelle sarchiature, gli avanzi delle potature, ecc. 
Raggiunta che sia un' altezza sufficente, si versa entro la buca del sugo di stallatico, o, avendone, 
vi si sparge del concime di volatili. Si inizierà subito una decomposizione di quelle sostanze e si 
avrà in pochissimo tempo un concime altrettanto potente quanto economico. [L'Allevatore). 

Per distruggere le formiche. Come mezzo adatto a tale scopo, V Horticulture Belge rac- 
comanda di prendere una spugna, inzupparla d' acqua zucchepata, spremendone fuori 1' eccesso e 
ponendola poi in vicinanza ai formicai. 

Le formiche, attratte dallo zucchero, si precipitano sulla spugna, che riempiono. Allora la si 
prende e si getta in acqua bollente, e così in poco tempo si distrugge un gran numero di cotesti 
incomodi insetti. {Rivista Agraria). 

INVENZIONI E SCOPERTE 

«-oso-*:— 

Telefonia ad alta voce. La Casa A. Javelin, aDijon, dice il giornale \\ Progresso, costrui- 
sce attualmente un apparecchio telefonico di nuova invenzione destinato a portare una rivoluzione 
nella telefonia. Questo apparecchio sopprime i ricettori pesanti ed incomodi a tenersi presso le 
orecchie e permette di sentire distintamente la comunicazione anche a parecchi metri di distanza. 
Si potrà sentire dal suo posto la voce naturale del corrispondente e rispondergli senza incomodarsi, 



10 



avendo pure le mani libere per prendere delle note. V Industriel du Nord, che annuncia questo 
progresso, pensa di poter fra poco tempo dare dei dettagli su questo apparecchio di cui 1' applica- 
zione pratica è delle più desiderabili. 

Fibra tessile della pianta Ramiè. Leggesi nell' Industria serico/. Fra i tecnologi si è 
aperta una gara per cercare il modo piii conveniente onde sgommare le fibre del ramiè, alla cui 
materia tessile è riservato un importante avvenire, tanto da dover prendere il primo posto dopo la 
seta. 

Molti chimici invitati da case commerciali si sono messi all'opera, e pare che il quesito sia 
stato sciolto dal signor Yétórine, chimico francese, per cui non tarderà molto che la nuova indu- 
stria prenderà uno sviluppo meraviglioso. 

Ebaonite. È un legno artificiale inventato dal sig. Pauchon di Parigi. È molto simile all'E- 
bano, all'Accagiù ed all'Ebonite; resulta insensibile alle variazioni atmosferiche, all' acqua, al ca- 
lore ecc; ne è stata ottenuta una qualità incombustibile. 

Lampada a benzina e magnesio. In un fanale sulla costa di Folkestone, è stato speri- 
mentato con ottimo successo, un apparecchio di illuminazione la cui piccola fiaccola possiede una 
forza illuminante di 40 mila candele, dovuta a gas che si ottiene dalla benzina e che traversa 
della finissima polvere di magnesio. 

Mineralogia. Alla imboccatura settentrionale della grande galleria ferroviaria in costruzione 
al Colle di Tenda è stata scoperta una abbondante sorgente di aequa minerale sulfurea. 

Neil' isole di Vancouver (Colombia inglese) sono state scoperte alcune nuove e ricche miniere 
d'oro. 

Volzina. È il nome dato da un chimico tedesco ad una materia zuccherina destinata a detro- 
nizzare la famosa saccarina Fahlber. Il suo potere zuccherino sarebbe 200 volte superiore a quello 
dello zucchero di canna e non avrebbe gli inconvenienti della saccarina. 



NOTIZIÀRIO 



Nuovo satellite. L'astronomo Struwe direttore dell'osservatorio di Pulkowo presso Pietro- 
burgo, ha scoperto il quinto satellite di Giove, determinandone la grandezza che lo fa ascrivere a 
quelli di 13.° ordine. 

Notizie di Sport ippico. Nello scorso anno furono vincitrici delle principali corse i se- 
guenti proprietari di cavalli : Il Barone Schickler che ha guadagnate lire 864,562, delle quali il 
solo cavallo Ragostky glie ne ha vinte quasi. 456 mila; Il sig. ^Marchese Colmot che ha vinto li- 
re 655.755,' Il sig Michele Ephrussi L. 405,900-, il sig. Abeille L. 252,800 ecc. Gli italiani più 
fortunati sono stati: Don Rodrigo che ha guadagnate L. 104,725: il Cav. Luigi Marsaglia L. 95,387; 
il sig. Carlo Calderoni L. 84,360; il Marchese Birago L. 76,882; Razza San Salva L. 70 mila; il 
duca di Marino L. 67,920. 

Nel corrente anno avremo tre esposizioni di Sport e cioè a Nizza, villano ed Amsterdam. 

Dalla Società delle corse al trotto di Trieste è stato istituito un premio di L. 15 mila in oro, 
per cavalli stalloni di tre anni di qualunque razza e paese, nati nel 1893. La disputa avrà luogo 
nella riunione autunnale del 1896 nell'ippodromo di ]\Iontebello. 

La Società del Trotter italiano di Milano ha stabilito un premio di L. 25,000 da conferirsi nel 
1896 per corse con puledri di tre anni, nati nel 1893. Il tempo utile per le iscrizioni scade con 
il 31 gennaio corrente. 

La pianta Sanseviera Eherembergiana, che in grande quantità vegeta spontanea su 
circa cinquantamila metri quadri dei nostri possedimenti africani e che fornisce attualmente agli 
etiopici una fibra tessile da loro utilizzata per fabbricare cordami ; secondo gli studi e le prove 
fatte dal prof di Merciologia Ettore Fermento di Torino, pare che possa esser ben utilizzata per 



11 



far tessuti, nel qual caso essa fornirebbe abbondante materia per l'impianto dì una importante in- 
dustria nella nostra Colonia Eritrea. 

Società colombofìla fiorentina. Come già annunciammo, 1' egregio sig. Rag. G. C. Gia- 
chetti, presidente della società colombofìla fiorentina, fu insignito dell' ordine di Cavaliere della 
Corona d'Italia; ora la sera del 27 decembre i soci in testimonianza di stima e di affetto, le con- 
segnarono le insegne dell' ordine, ed una pergamena con le firme dei donatori. Il sig. avv. Carlo 
Fabbri ed il sig. conte Giovanni Arrivabene rallegrandosi con il sig. Giachetti, improvvisarono 
elevati discorsi. Quindi il de Palma dopo aver dato lettura di telegrammi e lettere pervenutegli da 
Roma, Palermo, Milano, Pisa ecc. da giornalisti e società, dirigeva all' ottimo presidente un cor- 
diale e sincero saluto. 

A tutti questi rispose il Giachetti, e sebbene sotto 1' emozione per tanta festa, fu felicissimo 
ed ebbe frasi di calda riconoscenza per tutti i soci, con i quali dissesi lieto di dividere lavori e 
studi. 

La cordiale festa si chiuse con della buonissima musica, ed un eccellente rinfresco, che die 
la stura a molti brindisi, concludendo, con un telegramma a S. M. il Re. 

I più vecchi cedri del Libano. In Inghilterra pare che esista il piìi vecchio dei cedri del 
Libano ; esso è quello di Bretby nel Derbyshire piantato nel 1675. In Francia ne esiste uno pian- 
tato al Museum dal celebre botanico di Jusseu nel 1735. 

Un'Eucalyptus gigantesco è stato scoperto in una foresta dell'Australia. Misura 155 
metri di altezza e 15 di circonferenza. Si crede debba avere circa duemila anni di età e che sia 
il più grande albero del mondo. 

Corso per i Periti Chimici Igienisti nell' Università di Padova. Leggiamo nelI'Orose : 
L' Università di Padova ha dato un esempio, che dovrebbe essere seguito dalle altre Università 
e Istituti Superiori del Regno. 

Nella facoltà Medica ha istituito un Corso pratico d' Igiene per quei Dottori in medicina e chi- 
rurgia, i quali vogliano porsi in grado di aspirare a cariche sanitarie nell' Amministrazione dello 
Stato dei Comuni ; nell' Istituto di Chimica Farmaceutica, diretto dal chiarissimo prof. Pietro 
Spica, un Corso pratico di Chimica per coloro che aspirano a conseguire 1' attestazione di idoneità 
a perito chimico igienista, conforme all' art. 4 del Decreto 26 luglio 1890 sulle norme e sui pro- 
grammi per il conferimento delle attestazioni di idoneità a periti chimici igienisti. 

Il corso di chimica durerà dal 10 Gennaio al 10 Giugno 1894. La tassa di laboratorio è fissata 
in L. 80, con un deposito di garanzia di L. 20. 

Gii sputi e la propagazione delle malattie. II Consiglio d' Igiene di Parigi ha segna- 
lato il pericolo del contagio di alcune malattie, e specialmente della tubercolosi per mezzo delle 
espettorazioni di coloro che ne sono affetti, ed ha perciò espresso il desiderio che venga vietato lo 
sputare in luoghi pubblici, o per lo meno che si prendano le necessarie precauzioni per rimediare 
agli inconvenienti degli sputi. La Società degli omnibus e tramways ha accettata la proposta, ed ha 
disposto perchè opportuni avvisi vengano affissi nelle vetture, negli uffici ecc. {Rev. Scientif.) 

Un termometro a massima inghiottito da un detenuto. Taubin riferisce che un de- 
tenuto, dopo aver inghiottito 10 giorni innanzi il manico di un cucchiaio di ferro, trangugiò il 
termometro a massima che serviva per prendere la sua temperatura. II termometro, interamente di 
"vetro, misurava 113 millimetri di lunghezza e 6 di larghezza. Nove giorni piìi tardi evacuò con- 
temporaneamente il manico del cucchiaio ed il termometro. Questo segnava come temperatura mas- 
sima 38° .7 ma fatte le debite sottrazioni la temperatura risultò di 38° .1. In questo caso la diffe- 
renza fra le due temperature massima, interna ed esterna, è stato di 9 decimi. Durante il soggiorno 
del termometro nell' interno del corpo, la temperatura ascellare era stata presa due volte con ter- 
mometri sottoposti egualmente a controllo, e la cifra più elevata era stata di 37° .2. Si noti che 
gli alimenti ed i clisteri furono sempre somministrati a bassa temperatura. (Sem. Med., 1893, pag. 404). 
Danni dall' uso della faggiuola. Il prof. Pusch fa noto, in un giornale tedesco di vete- 
rinaria, d'avere sperimentato come l'uso dei semi di faggio o dei panelli che essi lasciano dopo 



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la estrazione dell' olio, riesca dannoso agli animali. Tali prodotti contengono un principio velenoso, 
la faggina, più abbondante nei panelli, perchè non passa nell'olio. 

Perforamento della terra. Leggiamo che a Paruchowitz, uno dei distretti di Siberia, si 
è praticato un foro di 2002 metri e del diametro di 7 metri. Dopo rilevata con termometri la tem- 
peratura della terra laggiù, si continuerà a forare fino a 2500 metri. Sarebbe questa la massima 
profondità raggiunta finora nel perforare la terra. 

Congresso veterinario a Berna. Il Consiglio internazionale di medicina veterinaria te- 
nutosi a Parigi nel 1889, aveva deciso che il sesto Congresso si terrebbe in Svizzera, lasciando al 
Consiglio Federale l'indicare la città che ne sarebbe sede. Ora il Consiglio ha indicato Berna. 

Mostra internazionale di Giornalismo e congresso nazionale di Giornalisti in 
Milano. Abbiamo già annunziato che Milano sta allestendo per il prossimo maggio un gruppo 
di esposizioni che tutto fa ritenere debbono ottenere un brillante risultato. Fra queste notiamo 
ora anche la Mostra dì Giornalismo antico e moderno, alla quale sarà di complemento il primo 
congresso dei giornalisti italiani che si riunirà pure a Milano nel maggio prossimo. 

Esposizioni internazionali. A Londra è stato definitivamente stabilito di effettuare una 
Esposizione universale nel 1896-97. 

Sotto il patronato del governo di Tasmania sarà tenuta ad Hobart nel 1894-95 una mostra in- 
ternazionale di industrie, scienze ed arti. 

Una esposizione universale mineraria e metallurgica sarà aperta a Santiago nel Chili nel cor- 
rente anno. Il governo locale pensa alle spese di andata e ritorno degli oggetti ammessi all'espo- 
sizione, nonché il passaggio gratuito per coloro che si recano ad esporre gli oggetti stessi. 

Esposizione italiana a Berlino. Nella prossima estate si aprirà in Berlino una esposi- 
zione italiana. Il comitato promotore ha ottenuta un'area di 30 mila metri quadri presso la sta- 
zione ferroviaria ed il giardino zoologico. Si stanno costruendo edifizi raffiguranti le vie tipiche di 
Venezia, Napoli, Roma, Pompei ecc. con i respettivi costumi e industrie. Nei canali della minu- 
scola Venezia si vedranno le gondole; nella imitata Grotta azzurra di Capri si entrerà in barca; 
il Giardino simulerà una foresta della Calabria, 

NOMINE, PROMOZIONI, ONORIFICENZE, PREMI 

Avetta dott. Carlo nominato prof, di botanica nella R. Univ. di Roma. 

Crety dott. Cesare abilitato alla libera docenza in Anatomia comparata. 

Bertelli dott. Dante idem in Anatomia umana. 

Angelitti dott. Filippo idem in Astronomia. 

Piazza Giuseppe incaricato di Se. nat. nel ginnasio di Nicosia. 

Marco Carlo idem nella Scuola tecnica di Vasto. 

Delpino cav. Federico prof, di Botanica nella R. Univ. di Bologna e nominato in quella 
di Napoli. 

Corti dott. EmiUo nominato assistente alla zoologia nella Univ. di Pavia. 

Colaciuri Vincenzo nominato reggente di Se. fisiche e nat. nella Scuola sup. masch. di Oneglia. 

Veschi Cesare nominato prep. di Anatomia comparata nella Univ. di Roma. 

Pieriboni F. A. incaricato per la Fisica e Chimica nel liceo di Girgenti. 

Cattaneo Carlo nominato prof, di Fisica nell' istituto tecnico di Torino. 

Varino Giuseppe prof, di Chimica è trasferito dall' ist. tee. di Modica a quello di Roggio 
Calabria. 

Ghira Andrea nominato prof, di Chimica nell' Istituto tee. di Modica. 

Mazzotto Domenico incaricato della Fisica nell' Ist. tee. di Sassari. 

Carraroli Arturo incaricato delle Se. nat. nella Scuola tecnica di Patti. 

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mine, promozioni ecc. , gli studi speciali ai quali si dedicano, nonché se tengono collezioni e se 
desiderano far cambi. 

Questo periodico è assai diffuso anche all' estero, per cui un annunzio posto in questa rubrica 
anche una volta all'anno, servirà a mettere gli abbonati in relazione con i colleghi d'Italia e 
delle altre nazioni, specialmente Europee. 



1 II sig. Piazza Carlo, fuori porta d' Azeglio n. 362 Bologna, si occupa di entomologia 
e specialmente di Coleotteri e Ditteri e desidera far cambi. 

2 II prof. Mamini G. A. del R. Liceo di Urbino, disponendo di una importantissima col- 
lezione di Conchiglie di ogni paese, desidera entrare in relazione con distinti cultori di Malaco- 
logia per cambio di duplicati. 

3 II sig. Maniero G. via Calata 9 Genova, offre i coleotteri : Anophthalmus Raraorini, 
Bythinus italicus, Bathyscia Doderi, B. frondicola, B. pumilio, Amaurorhinus, Bevvichianus ecc. 
Desidera in cambio Imenotteri, Crisidi e Formicedi della Sardegna od esotici. 

4 Mons. Homo a Appeville par Montefort (Eure, Francia) offre fossiles nombreux de 
tous terrains, contro fossiles provenant de n' importe quel'etage à l'exception du parisien. 

5 II sig. Strasser, Theresienstrasse 84 Monaco di Baviera, desidera entrare in rela- 
zione con alcuni signori per il cambio di coleotteri. Non si occupa che dei Carabicidae d'Europa. 
Ai signori che si limitano alla Fauna Italica, può offrire molte specie dell'Appennino toscano e 
delle Alpi Venete e Piemontese. 

6 Mons. DoUfur Adrien, 35 rue Pierre-Charron Paris, offre des crustaces isopodes ter- 
restres, a l'alcool, contro des graines cu bulbes de plantes de la region mediteranéenne au exotìques. 

7 II sig. De'Guerpel H. di Plainville par Mèzidon (Calvados) disponendo di un certo nu- 
mero di Apion variegatum, desidera cambiarli con Coleotteri e specialmente dei generi Cicindella 
e Carabus. 

8 II prof. Mario Bezzi, via Paolo Frisi 9 Milano, ricerca Ditteri di ogni località 
d' Italia, pagando, oppure cedendo in cambio Ditteri, Imenotteri, Rincoti ed Ortotteri -, si offre al- 
tresì per determinare collezioni di Ditteri italiani. 

9 II dott. Francesco Coppi di Maranello Modenese, offre grandi e piccole collezioni 
di fossili, animali e vegetali, di tutte le epoche geologiche, ma principalmente terziari ; roccie e 
conchiglie attuali a tutti i prezzi. 

10 Deilephila Nerii. Di questo lepidottero se ne acquisterebbero per contanti, o si acce \ 
rebb-ro in cambio fino a 500 esemplari. Chi può provvederne è pregato farne 1' offerta al gabinetto 
di storia naturale di S. Brogi in Siena. 

11 II sig. Spiteri M. Alfonso, Piazzetta Bandolieri 5 Casal Zeitun Malta, sarebbe molto grato 
a chi potesse indicargli qualche catalogo, vocabolarietto od elenco di Storia Naturale della Si- 
cilia, contenente il nome scientifico, italiano e siciliano di ciascun animale, pianta ecc. dell' Isola 
e dove reperibile. 

12 II sig. Giuseppe Raschi di Spello (Perugia) offre minerali, fossili e conchiglie a mitissimi 
prezzi per causa di trasferimento. 

13 Vesperugo lasiopterus, vivi, conservati in alcool, imbalsamati ed in pelle, non che 
il loro scheletro, vengono offerti dal Laboratorio di Storia naturale di S. Brogi in Siena. 

14 Barbatelle di viti Borgogna Nero o Pineaunoir^ bellissime, garantite di località im- 
mune da Fillossera, si cedono al prezzo veramente di occasione di sole L. 36 il mille. L' uva ma 
tura a metà Settembre. 

15 Meli di alto fusto coronati di eccezionale bellezza e delle migliori varietà si cedono 
a cent. 70 1' uno, 10 per L. 6, 100 per L. 55. (Continua) 



14 



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19, rue Hautefeuille (près du boulevard Saiut-Germain), à Paris 

Les Cultures sur le littoral de la Mediterranée (Provence, Ligurie, Algerie), par le 
Dr. E. Sautaigo, directeur du Muséum d'histoire naturelle et secrétaire de la Société d'agricul- 
ture de Nice. Introduction par M. Naudin, de l' Istitut. 1 volume in-16 de 316 pages avec 115 
figures, cartonné Bibliothèque des connaissances utiles) 4 fr. 

Il était temps que l'horticulture du Midi trouàt un interprete capable d'en donner un tìdèle 
tableau et de diriger ceux qui, de plus en plus nombreux, viennent de toutes les parties de la 
France et meme de l'étranger, simples amateurs ou horticulteurs de profession, exercer l'art Iior- 
ticole sous le beau climat mediterranéen. 

Ainsi que le dit M. Naudin (de l'Institut), dans son introduction, le livre du Dr. Sauvaigo 
sera le guide indispensable du botaniste, de l'amateur de jardin et de l'orticulteur, dans cette ré- 
gion privilégiée du Midi. 

Dans un premier chapitre, l'auteur décrit les plantes décoratives et commerciales des jardins 
du littoral mediterranéen, indique les types les plus répandus, leur emploi et leur mode de cul- 
ture ordinaire et intensive. 

Le deuxième chapitre est consacrò à l'étude des plantes à fruits exotiques, étude toute nouvelle 
qui mérite d'appaller l'attenction des acclimateurs et des commercants. 

Le troisième chapitre traite de la culture des plantes à parfums qui tend à prendre une exten- 
sion importante en Algerie. 

Les plantes potagères et les arbres fruitiers indigènes font l'objet des quatrième etcinquième 
chapitres. On y passe en revue la costitution du sol, les opérations culturales, les meilleures va- 
riétés de plantes, les insectes nuisibles, les maladies les plus redoutables. 

De nombreuses et belles flgures aident à Tintelligence du texte, clairément ècrit par un homme 
tout à fait compétent. 



IMMINENTE PUBBLICAZIONE 

Vita Americana del dott. Tullio De Suzzara -Verdi, tradotto dall'inglese, con introduzio- 
ne originale di Edoardo Arbib. Ulrico Soe'pli, editore. Milano (L. 4. — ). 

Il dott. Tullio De Suzzara-Verdi vive da quarant' anni agii Stati-Uniti, e si è talmente im- 
medesimato con la vita americana, che, sebbene italiano, preferisce scrivere in inglese anziché nel 
suo nativo idioma. 

Sulla Vita Americana egli ha composto un libro eh' è tutto quello che si può scrivere di 
meglio in questo genere di lavori. Niente descrizioni prolisse, niente dissertazioni, e mai !'« io » 
dell' autore si fa innanzi per richiamare su di se 1' attenzione del lettore. 

Vita Americana spiega, in vari capitoli, come gli Americani vivono: come mangiano, co- 
me studiano, come lavorano, come pregano e come si divertono. 

L'autore con molto garbo pone soito gli occhi del lettore l'intima manifestazione della Vita 
Americana : sicché, dopo la lettura del libro, si può avere un' idea esatta del come veramente 
viva e prosperi il popolo degli Stati-Uniti. 

L'assoluta novità della materia e l'interesse, anche dal lato pratico, che desta Vita Ameri- 
cana, rende il libro istruttivo e di amena lettura. Le nostre signore sentiranno con piacere quel- 
lo che fanno e come vivono le loro sorelle degli Stati-Uniti. L' editore ed il traduttore, che hanno 
conosciuto il dott. Verdi, ed hanno vissuto per qualche tempo nella febbrile attività dell' esistenza 
americana, furono colpiti dalla verità descrittiva di questo libro e credettero opportuno di farlo 
conoscere al pubblico italiano. 

L' autore ha gentilmente consentito che 1' edizione italiana sia pubblicata prima di quella in- 
glese ed uscirà tradotta da Edoardo Arbib, il pubblicista notissimo per il suo pseudomino di Semplice. 



15 



Casa Tipografica Libraria Editrice Arcivescovile 

Ditta GIACOMO AGNELLI - Milano 

N. 490, Libreria, Via S. Margherita, 2 - Telefono N. 50 - Stabilimento, Via Stella, 30 

Annunciamo con piacere la pubblicazione dell' opera dell' illustre Prof. Comm. GIUSEPPE 
MERZARIO, Deputato al Parlamento, intitolata : 

I Maestri Comaeini 

^TOI\IA Ar^TI^TICA DI MIDDB DUECENTO ANNI (600-1800) 

Questa opera, aspettata e desiderata da molti che ne ebbero sentore, e si interessano e dilettano 
di fatti e di problemi rifereotesi alla storia delle Belle Arti e alle loro vicissitudini e trasformazioni 
nei vari secoli, divisa in due volumi, di circa 7U0 pagine ciascuno, formato in-8.°, con bella carta e tipi 
nitidi, dedicata a S. Ecc. Giuseppe Zanardelli, Presidente della Camera dei Deputati. 

Questa la sintesi di un lavoro, che è frutto di lunghi studi, di pazienti investigazioni, e di molte- 
plici viaggi, che raccoglie e unifica molte notizie sparse di arti e di artisti, e presenta anche qualche lato di 
novità, di curiosità e di diletto. Attenendosi strettamente al suo tema l'illustre autore non trascorse 
a nessuna discussione politica o religiosa : e si astenne dalle illustrazioni, che in così Inngo corso 
di secoli, varietà di scuole, e moltitudine di -monumenti o ancor vivi o ruinati avrebbero dovuto es- 
sere troppo numerose, se appena pro[)orzionatc alla vastità dell' argomento. 

L' opera è in due volumi, corredata da un copioso Sommario, da una carta geografica del terri- 
torio artistico comacino. e da un Indice delle persone e cose principali; fu messa in commercio al 
prezzo di LIRE DODICI (pesa Kg. 2, 700 circa). 

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se gli allievi lo studiano pappagallescamente, mentre per ritenere la spiegazione, quando è stata fatta 
bene, basta V indicazione dei nomi e dei fatti principali. Queste indicazioni, che non sempre si ha 
tempo di dettare e di correggere, le ho raccolte in cento note, più brevi delle lezioni che si sogliono 
assegnare giornalmente. È un libriccino che vorrebbe essere utile, senza la pretesa di piacere, e non 
è illustrato per ornamento, ma perchè le figure, come tutto ciò che colpisce direttamente i sensi, sono 
di aiuto efficacissimo alla memoria. Adolfo Guèrin 

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Milano 16/11/92. 



Sulle mosse per recarmi a Roma, non voglio lasciar 
Milano senza mandarle una parola d'encomio pel suo 
FERRO-CHINA liquore eccellente dal quale ebbi buo- 
nissimi risultati. — Egli é veramente un buon tonico, 
un buon ricostituente nelle anemie, nelle debolezze ner- 
vose, corregge molto bene l'inerzia del ventricolo nelle 
digestioni stentate ed infine lo trovai giovevolissimo 
nelle convalescenze da lunghe malattie in ispecial mo- 
do di febbri periodiche. 

Dott. Saglione Comm Qarlo 
Medico di S. M. il Re 



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Anno XIV N.° 2 



RIVISTA ITALIANA Di SCIENZE NATURALI 



1° Febbraio 1894 



SOMMARIO 

De Biasio dott. Abele. Crania aegryptiaca vetera et hodierna con appunti di storia e di 
etnologia egiziana. Con fig. (Cont.) Pag. 17. 

Gabelli Lucio. Ordine di svolgimento dei fiori in alcune infiorescenze compatte. Pag/ 21. 

Bezzi dott prof. Mario. Gli insetti epizoi. Loro costumi, caratteri, classificazione, rac* 
colta e conservazione. {Cont. e fine) Pag. 22. 

Rivista bibliografica. Da pag. 28. a pag. 29. — Nomine, promozioni, onorificenze^ 
premi. Pag. 29. 



Il 18 gennaio scorso morì in Pisa il 

Dott. Prof. LUIGI BUSATTI 

giovane e distinto mineralogista, autore di pregevoli scritti riguardanti i minerali e le roccia della 
provincia di Grosseto, di Pisa, della Corsica, della Sardegna e dell' isola d' Elba. A. P. 



Cpania aegyptiaea vetera et hodierna 

CON APPUNTI DI STORIA E DI ETNOLOGIA EGIZIANA 
Studio di ABELE DE BLASIO 

(Continuazione) , 





Fig. lo.'' Tipo semitico " De Sarzec, 

Dócoavertes ea Clialdee, Tav. xil, N.*' 2 „. 



Fig. 16.^ Nubiano antico (Sali) 



* * 



Ammessa adunque questa immigrazione dall' Asia in Egitto spontanea ne 
viene la domanda: in che epoca essa avvenne? Per rispondere a ciò è neces- 
sario richiamare alla nostra memoria ciò che piiì d'importante è stato detto 
intorno alla preistorica egiziana, servendomi per tali ricerche delle opinioni 
emesse sul proposito dal Lubbock, dal Lepsius^ d3.\Y Arceliìi, dàìV Bamy, dal 
Reil e da altri come anche terrò conto dell' esame da me fatto sui manufatti 



18 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



litici raccolti in diverse località dell' Egitto e che ora arricchiscono la colle- 
zione preistorica del gabinetto antropologico di questa città. 

È noto che nel Febbraio del 1869 (1) il signor Arcelin (2) comunicò una 
sua nota nella quale annunziava che insieme al signor Visconte di Murard 
aveva trovato in alcune località, lungo la valle del Nilo, una serie di rozzi 
strumenti di pietra rassomiglianti a quelli dell' Europa occidentale. In questa 
nota egli non espresse opinione intorno alla loro età, ma essi non erano cer- 
tamente recenti, e in un rapporto al Ministro della Pubblica Istruzione del 26 
Giugno dello stesso anno e pubblicato anche nei Materiaux egli così concluse : 
« Io mi veggo adunque autorizzato a concludere da ciò della presenza in Egitto 
di un' industria antichissima probabilmente preistorica, che bisognerà forse 
scindere in due epoche ; ma che nella stazione di Aben-Mangar si è affermata 
<;oi caratteri conosciuti dall' età della pietra polita, spettando alle ulteriori sco- 
perte il decidere se tali manufatti si debbano fare appartenere agli antenati 
degli Egiziani, o ai loro predecessori della valle del Nilo ». 

Nello stesso anno il sig. Hamy e Lenormont trovarono alcuni rozzi stru- 
menti di pietra (accette, coltelli, grattatoi, punteruoli, nuclei etc.) sulle alture 
che sovrastano alle tombe de' Re di Tebe, e piìi tardi un'accetta del tipo di 
Sant-Aclieul in Deii^-el-Bahari. 

Il signor Hamy comunicò questi fatti alla Società di antropologia di 
Parigi esprimendo la sua convinzione, che i manufatti in quistione appartenessero 
alla vera età della pietra (3), opinione che sostennero ancorai signori De 
Mortillet e Broca ; mentre invece il Pruner-Bey, benché convenisse nelle 
stesse conclusioni, pure diceva dover esserci bisogno di maggiore evidenza (4). 
Il signor Lepsius nel suo scritto « SulV ammissibilità di mi antica età della 
pietra in Egitto » ha pel contrario espressa 1' opinione, che i coltelli di selce 
rinvenuti in sì gran numero in Bab-el-Meluk ed altrove sieno naturali fram- 
menti di selce scheggiati per alterazione di temperatura, e soggiunge che se 
fossero stati artificiali non sarebbero stati negletti e lasciati sul terreno. Quanto 
ai così detti raschiatoi egli dubita se fossero stati adoperati nella maniera 
che si suppone. Sostiene che le fratture secondarie di alcuni dei supposti fram- 
menti sono fresche, di un colore diverso e talora evidentemente di più recente 
origine delle fratture primarie, mentre se questi utensili fossero di origine umana, 
egli aggiunge, essi non potrebbero fornire evidenza di un' età della pietra in 
Egitto; perocché sappiamo che coltelli di selce erano usati per certe cerimonie 
durante i tempi storici, e talora sono stati trovati anche nelle tombe egiziane. 

Il Rosellmi, il compagno di Champollion^ ricorda, che in altre circostanze 
egli trovò coltelli di selce colle mummie e il Lejjsius stesso trovò sei coltelli 



(1) LUBBOCK I. - Notes on the Discoveri etc. Tour., of the An. i875. 
\t) Arcelin - Materiaux pour servir a l'histoire pr. de l'Hom : 18G9. 

(3) Bull, de la Soc. d'Anthrop. de Paris 1869 p. 685 e 1870 p. 15 

(4) Loco citato p. 703. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 19 



in alcune tombe appartenenti ad individui della V Dinastìa, mentre lo Chabas 
nega non solo un' età della pietra in Egitto, ma anche nell' Europa occidentale. 
M. Arcelin in una sua memoria « Z' età della pietra e la classificazione pre- 
istorica etc. » replica gli stessi argomenti e combatte quelli dei sunnomi- 
nati autori. 

Sotto tali circostanze il Lubbock si decise di visitare quelle località, a 
scopo di mettere termine a tante controversie, e nell'autunno del 1874 si por- 
tò in Egitto. Egli trovò selci lavorate in varii luoghi lungo la valle del, Nilo, 
specialmente nella valle delle tombe de' Re presso Tebe ed Abydos, e dopo avere 
attentamente studiato i fatti e gli argomenti in contrario dei signori Lepsius 
e Chabas si credette autorizzato a convenire nell' opinione dei signori Arcelin 
ed Ramy, cioè che questi frammenti di selce appartenessero realmente all'età 
della pietra e fossero ante-Faraonici. ' 

Le forme degli strumenti raccolti, come può vedersi dalle figure da lui 
pubblicate, sono perfettamente identiche a quelle dell' Europa occidentale. 

Conclude infine che quegli strumenti appartengono alla vera età della 
pietra, ed osserva altresì che 1' uso dei coltelli di selce fu dagli egiziani, in 
alcune cerimonie, continuato ad essere usato a scopo di superstizione e come 
continuazione di un antico costume. 

Se gli egiziani erano abituati, per lunga età, ad usare coltelli di selce per 
la preparazione delle mummie, non possiamo credere avere essi avuta ripu- 
gnanza ad alterare l'antico costume ed usare invece della selce anche una nuova 
sostanza quale il bronzo (1). 

Tolti adunque i dubbi sulla non esistenza di una vera età della pietra in 
Egitto ci domandiamo: appartennero quei manufatti a quella razza negroide, che 
secondo il Retzius, V Hartmann e tanti altri si era già stabilita sulle rive del 
Nilo : ovvero vi furono importati dalle successive immigrazioni asiatiche ? Dif- 
ficile ne sarebbe la risposta; però volendo stare alle analogie che esistono fra 
i manufatti litici rinvenuti in Egitto e quelli spettanti alla Siria e ad altre re- 
gioni asiatiche, cose tutte che si conservano nel nostro museo antropologico, 
si può, con molta probabilità di vero, far congettura, che quelle selci lavorate 
fossero di provenienza asiatica, e dal modo come si vedono lavorate si può 
dedurre che furono introdotte nel paese dei Faraoni nel peri')do di transizione ^ 
fra l'epoca archeolitica, e la neolitica e che i nuovi venuti, giunti nella nuova 

(1) Ricordo fra i manufatti litici rinvenuti nel dominio dei Faraoni 1' accetta di Abon-Mangur- 
il cuneo di tipo quaternario (Giseh) ; il raschiatoio di Sakkara; il cuneo in diorite rinvenuto 
presso il Serapcum di Menfi; il nucleo in selce di Cheraoua al sud di Esnè ; la sega in selce di 
Diebel-Kalabiè. La collezione di piccole schei^ge fatta dal Reil; quella non meno importante del 
Mariette, cha ora si conserva nel museo del Cairo; i manufatti raccolti dal Lautk e quelli raccolti 
dall' Asten nell'alto Egitio. 

Il nostro Gabinetto antropologico conserva 62 oggetti di pietra focaja spettanti all' Egitto e 
consistono in rozzi raschiatoi, in abbozzi di punte di frecce, in falcetti e coltelli, provenienti 21 
da Tebe e 41 da Bab-el-Meluk nella valle delle tombe dei Re. (vedi fìg. 5, 6, 7, 8). 



20 



RIYISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



dimora, entrarono in un' era di una nuova civiltà e ai rozzi strumenti di 'pietra 
fecero sostituire quelli di metallo perchè piìi adatti ai loro diversi usi. 

A questi tempi preistorici, dei quali non conserviamo altri ricordi che 
alquanti rozzi manufatti, circa 5004 anni prima di Cristo un cittadino di Themi 
a nome Menes o Mena distrusse il dominio teocratico tenuto negU ultimi tempi 
dalla casta sacerdotale e fondò la monarchia egiziana (1). 






Allorquando Menes fu riconosciuto re unico, già l'Egitto trovavasi, rispetto 
alle altre regioni in allora conosciute, in un certo grado di avanzata civiltà; 
infatti il Nilo era incanalato, 1' agricoltura e le arti avevano fatto un primo 
progresso, la grande sfìnge e il tempio di granito e di alabastro erano stati 
eretti dalla casta sacerdotale. 

Menes fé costruire Mentì e la dichiarò capitale dell' Egitto. I discendenti 
di Menes furono i Faraoni, cioè figli di Dio, del Dio Sole. 





Fig. i7.a Nubiano moderno (Gan) i^/^r. 15.^ Nubiano moderno da una fotografia 



(1) Boeck colloca il primo re a 5702 anni prima di G. C. Lepsius a 3897; Manetone a 5004 
epoca accettata dal Mariette e dal Le Ben. Dall' anno 504 al 527 a. G. C, epoca in cui i Persi ani 
invasero la valle del Nilo si contano in Egitto 26 dinastìe che si dividono in tre periodi prin- 
cipali. L'antico Impero con dieci dinastìe (5004-3064); il medio Impero con sette dinastìe (3064- 
1703} ; il nuovo Impero con nove dinastìe (1703-527.) Dopo la conquista dei Persiani nel 527 prima 
dell Era nostra si contano ancora cinque dinastìe compresevi quelle dei vincitori locchè porta a 
trentuno il numero delle dinastie egiziane. 

La sede dell' antico Impero fu Menfi; quella del medio Tebe e quella del nuovo Sai's e le città 
del Delta. (Le Bon m. e. p, 207.) 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 21 



Durante le prime dieci dinastìe, che costituiscono l' impero antico (5004- 
3064 avanti'G. C.) furono inventate le lettere, composto un trattato di astronomia 
e di altre scienze, stabilito il culto del Toro Api (Apis) incarnazione di Osi- 
ride a Mentì, del Toro Mnevis ad Eliopoli e del Caprio di Mende alle città 
del Delta, e fu sotto i re Khoufou (Chèops), Khafra (Chephren), e Menkera 
(Mycerinus) che furono inalzate le tre grandi piramidi di Gizeh, inviate le colo- 
nie al monte Sinai, per la ricerca del rame, e costruite le tombe presso Sakkara. 

Il medio Impero, che conta sette dinastìe, principia dal 3064 e finisce al 
1703 a. G.C. I governatori di Tebe avevano acquistato una certa indipendenza e 
rivaleggiavano, dice il Le Bon, coi sovrani del basso Egitto. Esposti agli attacchi 
costanti delle popolazioni negre del Sud essi non contavano piiì che sulle proprie! 
forze; creavano armate, facevano rispettare le frontiere, che in mezzo all'ac- 
casciamento e alle dissensioni tra cui finì l'antico Impero s'erano ristrette, co- 
me altre volte fino alla prima cateratta. 

Questi principi di Tebe pretendevano del resto di discendere da Papi L<^ e 
molti fra di loro assunsero il titolo di Re innanzi che Mentouhotep IV rove- 
sciasse effettivamente la VI dinastìa e riunisse sotto il suo unico scettro le di- 
verse provinole dell' Impero. (continua) 

ORDINE DI SVOLGIMENTO DEI FIORI IN ALCUNE INFIORESCENZE COMPATTE 



Nota di LUCIO GABELLI 

ooOOOoo 

Prima nel trifolium medium L. , poi in molti altri; ed in altre specie di altre famiglie, ho 
osservato un fenomeno, per quanto io sappia, generalmente ignorato, che credo interessante riferire. 

L' ordine di sviluppo dei fiori sia nei trifolium, che nelle Dipsacee e nelle composte è centri- 
peto ; si dovrebbe quindi osservare la fioritura procedere di basso in alto o dalla periferia al centro 
(secondo che si tratta o di una spica, come nei trifolium, o di una calatide, come nelle Composte) 
.per mezzo di una spirale: ma ciò rion è. 

Il capolino (sia esso spica raccorciata od una calatide) si vede diviso in due parti, di cui 
r anteriore e bassa {esterna rispetto all' asse principale della pianta) è bene in fiore ; e la poste- 
riore {interna) ha i suoi fiori non ancora sbocciati. 

La compressione subita nella prima fase dello sviluppo, dalla foglia (di cui il capolino è ascel 
lare) e dal caule, rende i fiori interni, che furono stretti tra 1' asse dell' infiorescenza e il caule, 
piìi tardivi; donde una perturbazione e complicazione nell'ordine di fioritura molto spiccata: e 
mentre la parte anteriore-bassa dell' infiorescenza è ben fiorita, la superiore- interna non lo è 
ancora; e quando lo sarà la prima avrà già incominciato ad abbonire i frutti. E non è solamente 
la compressione meccanica, che rende tardivi i fiori interni : ciò accade, in parte, ancora per la 
peggiore condizione di luce in cui essi si trovano, quando, nelle prime fasi del loro sviluppo sono 
stretti e chiusi tra 1' asse dell' infiorescenza ed il caule. 

La linea di separazione tra le due parti dell' infiorescenza è una linea curva che in principio 
è aperta, e limita un settore esterno-basso dell'infiorescenza, e poscia diventa chiusa (quando già 
è fiorita la parte bassa-interna ed è quasi un'ellissi obliqua all'asse dell'infiorescenza) ed avente 
il suo punto più alto esternamente ed il piìi basso internamente. 

Avendo osservato tale fenomeno in varie specie di trifolium, nelle Scabiosa, in varie Composte 
{Scolymus hispanicus, Helianthus annuus etc), credo che possa essere generalizzato, e che si debba 
tener conto di esso non come una normale e costante complicazione (dovuta alle cause già sopra 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



citate) neir ordine di svolgimento dei fiori in alcune infiorescenze compatte. E dico in alcune e 
non in tutte, giacché in quelle che, pur essendo compatte sfuggono nei primi stadi del loro svi- 
luppo alle cause che io ho creduto notare come le producenti il fenomeno, questo naturalmente non 
si verificherà. Ed è in due modi, a mio parere, che le infiorescenze possono sfuggire 1' influenza di 
dette cause: o per l'essere l'infiorescenza terminale, che allora difficilmente verrà compressa dalle 
foglie che le sono inferiori (a questo riguardo bisognerebbe osservare i capolini terminali, cosa che 
sinora non ho potuto fare nemmeno per le specie in. cui ho avvertito il fenomeno) ; ovvero, pur 
essendo ascellare, per 1" essere 1" infiorescenza lungamente pedicellata in modo da sfuggire presto 
dall' influenza della foglia a cui è ascellare. 

Non credo poi che il caso di semplice indebolimento nella consistenza dei tessuti di detta 
foglia ascellante, e nemmeno il suo parziale o totale abortimento, sia sufficiente a liberare dalla 
complicazione in questione 1" infiorescenza : giacché se questa riesce a sfuggire la compressione, 
rimane però la ineguaglianza, di luce (dovuta al caulej, sufficiente (almeno in molti casi) a produrre 
il fenomeno di cui parlo. 

Essendo poi, la parte esterna di queste infiorescenze, visitata dai pronubi con molta maggior 
intensità dell' altra, e questo sia per la sua precocità, sia per essere più in evidenza (l' interna 
oltre essere interna quindi meno visibile, quando è in fiore é nascosta dall' esterna a fiori avviz- 
ziti e cadenti che in essi la fecondazione è già avvenuta), a lungo andare queste infiorescenze 
potrebbero forse diventare unilaterali diventando ì fiori interni sterili, e magari trasformandosi 
in altri organi in servigio di altre funzioni. Ma di infiorescenze in tal modo unilaterali nella 
nostra flora indigena non trovo esempi, né ho potuto vederne notato alcuno per nessun' altra flora 
nonostante che forse qualcuno ne esista. Ad ogni modo non credo sia assurda l' ipotesi dell' esi- 
stenza di infiorescenze unilaterali diventate tali per questi motivi. 

Per tal modo si viene a conoscere un nuovo effetto della compressione, che sempre o annulla 
ritarda o diminuisce lo sviluppo degli organi che la subiscono. Essa rende nulla la nervatura 
mediana della prima foglia delle gemme delle Grarninacee : nelle Labiate, Scrofularinee, Con- 
voli'ulacee etc. rende nullo o minore degli altri uno degli stami ; in molte Ombrellifere rende 
meno sviluppata la parte interna della corolla, e, nel nostro caso, rende tardivi i fiori interni di 
varie infiorescenze compatte. 



BEZZI Dott. MARIO 



GLI INSETTI EPIZOI 

insetti che vivono su altri animali. 

Loro costumi, caratteri, classificazione ; 
modo di raccoglierli e conservarli. 

[Continuazione e fine) 



Gypaetns barbatus L. 

« « 

Gyps fiilYUs Gni. 

« « 

«e « 

Haematopus ostralegus L. 



« « 

Haliaetus albicilla L. 



Lipeurus quadripiistiilatus N. 
Colpocephalum flavescens N. 
]Sirmus eiizonius X. 
Lipeurus * quadripustulatus N. 
Docophorus * brevicoUis ^N'. 
Laemobotlirium * giganteum X. 
Locophorus acanthus G. 
Mrmus ochropygus N. 
Menopon crocamm ]^. 
Colpocephalum grandiceps P. 
« * flavesceiis X. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



23 



Haliaetus albicilla L. 



Harelda glacialis L. 
Helodromas ochropus L. 



Himantopus candidus Bonn. 



Hirundo rustica L. 



Hirundo rustica L. 



Hydrochelidon nigra L. 



Hypotriorchis Eleonorae Gene 
« subbuteo L. 



Jynx torquilla L. 
Lagopus mutus ^lont. 
Lanius aiiriculatus Mill. 
« collurio L. 



« 



« Excubitor L. 
Larus canus L. 
« « 



fuscus L. 



Ligurinus chloris L. 

« « 

Limosa belgica Gm. 
« « 



« 



« 



Lobipes hyperboreus L. 

« « 

« « 

Loxia curvirostra L. 

« « 

Lyrurus tetrix L. 

« « 

Machetes pugnax L. 



Docopliorus * intermedius P. 
« rnacrocephalus N. 

« discocephalus N. 

Lipeurus * quadripustulatus N. 
Laemobothrium * giganteum N. 
Docophorus icterodes N. 

« * cordiceps G. 

Isirmiis * furvus N. 
Lipeurus emarginatus P. 

« ( * jejunus N.) 

rsirmus * furvus ]N'. 

« * hemichrous N. 

« * semiflssus N. 

« ochropygus N. 
Docophorus excisus N. 
Menopon rusticum G. 
Eureum malleus N. 
Pulex avium T. 
Ornithomyia * fringillina Curt. = te- 

nella PtOg. 
Oxypterum * pallidum Leach. 
Chelidomyia * hirundinis L. 

« * cypseli Rond. 
Docophorus laricola N. 
Nirmus phaeonotus N. 
Golpocephalum sulcatum P. 
Ornithomyia * Gestroi Pv,ond. 
Tsirmus rufus N. 
Laemobothrium laticolle N. 
Menopon * fulvofasciatum P. 
Docophorus * serrilimbus N. 
Goniodes heteroceros N. 
Docophorus * communis N. 

« * « (fuscicollis N.) 

Menopon * inacquale P. 
Docophorus * fuscicollis ]S. 
]>sirmus * lineolatus X. 
Trinoton conspurcatum N. 
Docophorus * lari D. (et alios Laros) 
« * melanocephalus Burm. 
« * lari D. V. breviappendiculatus P. 
Menopon obtusum ]N'. 
Docophorus * communis N. 
Pulex avium T. 
Docophorus limosae D. 
Golpocephalum spinulosum P. 
Nirmus * cingulatus N. 

« bicolor P. 

« truncatus N. 

« subscalaris P. 

Docophorus compar P. 

« communis N. 

Goniodes heteroceros N. 
Nirmus quadrulatus N. 

« holophaeus N. 



24 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



Machetes pugnax L. 
« « 



Mareca Penelope L. 



Meleagris Gallopavo L. 
.« i « 

.^«: > « 

Mefgeìlus albellus L. 

« « 

« « 

Mergus Merganser L. 

« « 

« serrator L. 
Merops apiaster L. 

« « 

Merula nigra Leach. 

« « 

Merula nigra Leach. 

« torquata L. 
« « 

Milvus migrans Bodd. 

« « 

« . « 

« « 

Monticela Cyanus L. 

MontifringiUa nivalis L. 

Motacilla alba L. 

« « 

« « 

« « 
Muscicapa grisola L. 

« « 

Neophron percnopterus L. 

« « 

Nucifraga Caryocatactes L. 

« « 

« « 

Numenius arquatus L. 



« phaeopus L. 

Numida Meleagris L. 

Nycticorax griseus L. 
Oedicnemus scolopax Gm. 
Oriolus Galbula L. 



Nirmus scalaris P. 
Menopon lutescens N. 
Oolpocephalum pustulosum P. 
Docophorus cordiceps G. 
« icterodes N. 

Trinoton * luridum N. 

« spinosum P. 

Goniodes * stylifer N. 
Lipeurus * polytrapezius N. 
Menopon biseriatum P. 
Docophorus icterodes N. (et al. Mergos) 
Trinoton hturatum N. 

« luridum N. 

« « (et al. Mergos) 

Lipeurus temporalis N. 
Docophorus bisetosus P. 

« bifrons N. 

Nirmus * Apiastri D. . 
Docophorus communis N. 
Physostomum mystax N. 
Menopon * thoracicum G. 
Pulex avium T. 
Nirmus intermedius N. 
Physostomum mystax N. 
Docoph. pachypus G. v. penicillatus P. 
Nirmus appendiculatus P. 
Oolpocephalum tricinctum N. 
Laemobothrium Titan P. 

« * giganteum N. 

Ornithoica * turdi Latr. Ròd. 
Nirmus cyclothorax N. 

« platyclypeatus P. 
Docophorus * communis N. 

« Aeneas P. 

Menopon * pusillum N. 
Pulex avium T. 

« « 
Docophorus communis N. 
Menopon albidum G. 
Laemobothrium pallidum N. 
Docophorus crassipes N. 
Nirmus olivaceus N. 
Menopon brunneum N. 

« croca tu m N. 

Docophorus testudinarius D. 

« nirmoides P. 

Nirmus holophaeus N. 

«. inaequalis P. 
Docophorus * humeralis D. 
Goniodes numidianus D. 
Menopon numidae G. 
Nirmus numidae D. 
Lipeurus * signatus P. 
Docophorus annulatus N. 

« communis N. v. ornatus N. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



25 



Oriolus Galbula L* 



Ortygometra Porzana L. 

« « 

Otis tarda L. 

« « 
Pandion Haliaetus L. 

« « 

Parus major L. 
« « 

« « 

Passer domesticus L. 



« 



« Italiae Vieill. 

« « 

« montanus L. 
Pastor roseus L. 

« « 

Pavo cristatus L. 



Pelidna alpina L. 

« « 

Pelecanus onocrotalus L. 
« « 

« « 

Perdix cinerea Lath. 

« « 

« « 

« « 

Pernis apivorus L. 

« « 

Phalacrocorax Garbo L. 



Phasianus colchicus L. 



« « 

<c « 

Phoenicopterus roseus Pali. 



« 



Pica rustica Scop. 



Picus major L. 

« « 

Platalea leucorodia L. 



Nirmus mundus G. 

Physostomum sulphureum N. 
Pulex avium T. 
Oncophorus mystax G. 
Menopon tridens N. 
Nirmus unicolor N. 
Lipeurus turmalis N. 
Colpocephalum pachygaster G. 

« flavescens N. var. ^. P. 

Docophorus * communis N. 
Menopon * minutum N. 
Pulex avium T. 

« « 

Menopon quadrifasciatum P. 
Nirmus subtilis G. 

« * cyclothorax N. 
Docophorus * communis N. (et al. Pass.) 
Nirmus ruflceps N. 

« iliaci D. 
Docophorus * lentodon N. 
Goniocotes rectangulatus N. 
Goniodes * falcicornis N. 

« parviceps P. 

Menopon * phaeostomum N. 

« lutescens N. 
Nirmus zonarius N. 
Menopon * Titan P. 
Lipeurus * bifasciatus P. 

« forflculatus N. 

« heterogramraicus N. 
Goniocotes microthorax N. 
Goniodes dispar N. 
Menopon pallescens N. 
Nirmus phlyctopygus N. 
Colpocephalum flavescens N. 
Nirmus interruptus P. 
Lipeurus longicornis P. 

« toxoceros G. 

Menopon brevipalpe P. 
Goniocotes * chrysocephalus G. 
Goniodes colchicus D. 

« truncatus N. 

Menopon biseriatum P. 

« * productum P. 
Lipeurus subsignatus G. 
Colpocephalum heterosoma P. 
Trinoton femoratum P. 
Docophorus subcrassipes N. 
Pulex avium T. 
Menopon picae D. 

« * pici D. 

Docophorus superciliosus N. 

« * sphenophorus N. 

Menopon atrofulvum P. 

« femorale P. 



26 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



Platalea leucorodia L. 

« << 

Plegadis Falcinellus L. 



Podicipes auritus L. 

« cristatus L. 

« « 

Procellaria pelagica L. 
Pyrrhocorax graculus L. 

« alpinus Vieill 

Pyrrhula europaea Vieill. 

« « 

Querquedula circia L, 
« Crecca L. 



Rallus aquaticus L. 

» « 

Recurvirostra Avocetta L. 



Reguliis cristatus Vieill. 

« « 

Rissa trJdactyla L. 
« « 

« « 

Saxicola oenanthe L. 
Scolopax rusticola L. 
« « 

« « 

« « 

Serinus hortulanus Koch. 
Sitta caesia Wlf. 

« « 
Somateria mollissima L. 
Spatula clypeata L. 
« « 

« « 

« « 

Stercorarius crepidatus Banks 
« parasiticus L. 

« « 

« pomatorhinus Temm. 

« « 

« « 

Sterna hirundo L. 



Sternula minuta L. 



Lipeurus platalearum G. 
Colpocephalum gracile P. 

« leptopygos G. 

Lipeurus * raphidius N. 
Docophorus * bisignatus N. 
Nirmus fusco-marginatus D. 

« (Lipeurus) runcinatus N. 
Menopon * tridens N. 
Nirmus runcinatus N. 
Lipeurus grandis P. 
Docophorus communis N. 
Colpocephalum elongatum P. 
Docophorus communis N. 
Nirmus densilimbus N. 
Trinoton * luridum N. 
Docophorus icterodes N. 
Lipeurus squalidus N. 
Menopon leucoxanthum N. 
Menopon tridens N. 
Nirmus * cuspidatus D. 

« decipiens N. 

« pileus N. 

« bicuspis N. 

« signatus P. 
Colpocephalum uniseriatum P. 
Physostomum frenatum N. 
Ornithomyia * fringillina Curt. 
Nirmus lineolatus N. 
Menopon obtusuni N. 
Colpocephalum maurum N. 
Pulex avium T. 
Docophorus * auratus N. 
Nirmus truncatus N. 
Lipeurus helvolus N. 
Menopon icterum N. 
Physostomum irascens N. 
Docophorus * communis N. 
Menopon minutum N. 
Docophorus icterodes N. 

« ferrugineus G. 

Lipeurus squahdus N. 
Trinoton luridum N. 

« lituratum N. 
Nirmus triangulatus N. 
Docophorus * lari D. 

« pustulosus N. 

« euryrhynchus G. 

Lipeurus modestus G. 
Menopon fuscofasciatum P. 
Docophorus melanocephalus N. 

« laricola N. 

Lipeurus gyricornis D. 

« parviceps P. 
Docophorus laricola N. 
Lipeurus * setosus P, 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



27 



Sternula minuta. L 
Strepsilas interpres L. 



« « 


« « 


« « 
Strix flammea L. 


« « 


« « 
Sturnus vulgaris L. 


« « 


« « 


« « 


« « 
Sula bassana L. 


« « 
Sylvia atricapilla L. 
Tachybaptes fliiviatilis Tunst 

« « 
Tadorna cornuta Gm. 
Tadorna cornuta Gm. 


« « 


« « 
Tetrao Urogallus L. 
« « 


« « 


« « 
Totanus Galidris L. 


« « 

« fuscus L. 

« glottis L. 



Tringa Canutus L. 
« « 

« « 

Tringoides hypoleucus L. 
« « 

« « 

Troglodytes parvulus Koch. 
« « 

« « 

Turdus iliacus L. 



musicus L. 

« 

« 
pilaris L. 

i 

« 
« 
« 
viscivorus L. 
« 



Turtur communis Sell. 
« « 

« « 



Nirmus * phaeonotus N. 

« holophaeus N. 

« furvus N. 

« * subcingulatus N. 
Docophorus cordiceps P. 
Colpocephalum bicolor P. 

« subpachygaster P. 

Nirmus angulatus P. 
Docophorus rostratus N. 

« * leontodon N. 
Nirmus * nebulosus D. 
Menopon * cuculare N. 

« * flavescens P. 
Pulex avium T. 
Menopon pustulosum N. 
Docophorus lari D. 

« * communis N. 

Lipeurus runcinatus N. 
Menopon tridens N. 

« albofasciatum P. 
Colpor'ephalum * quadriseriatum Pie. 
Docophorus * colymbinus D. 
Lipeurus * lacteus N. 

« ochraceus N. 
Nirmus quadrulatus N. 
Goniodes chelicornis N. 
Menopon latifasciatum P. 
Oncophorus attenuatus N. 
Docophorus cordiceps P. (et al Tot.) 
Nirmus furvus N. 

« « 

« (incertus P.) 
Nirmus holophaeus N. 

« * cingulatus N. 
Colpocephalum umbrinum P. 
« ochraceum N. 

Docophorus cordiceps P. 
Nirmus furvus N. 

« * gulosus N. 
Physostomum frenatum N. 
Pulex avium T. 
Nirmus * iliaci D. (var. del seguente) 

« marginai is N. 
Docophorus communis N. (turdi D.) 
Pulex avium T. 
Docophorus * communis N. 
Physostomum mystax N. 
Nirmus intermedius N. 

« marginalis N. 

« viscivori D. (var. del preced.) 
Menopon * thoracicum D. 
Docophorus communis N. 
Lipeurus * baculus N. 
« * bacillus N. 
Colpocephalum * albidum G. 



28 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



Upupa Epops L. 

« « 

Vanellus Capella Schaeff. 



« « 

Vultur moiiachus L. 



Nirmus melanophrys N. 
Menopon fertile N. 

« lutescens N. 
Colpocephalum ocliraceum N. 
Docophorus * temporalis G. 
Nirmus bicolor P. 

« * furvus N. . 

« angulatus N. 

« * bicuspis N. 
Docophorus brevicolJis N. 
Lipeurus quadripustulatus N. 



RIVISTA BIBLIOGRAFICA 

Pubblicazioni ricevute e per le quali ringraziamo i gentili autori od editori 

L'amministrazione s'incarica di procurare agli abbonati, senza aumento di prezzo, le pubblicazioni delle quali 
segnato il costo, ed anche le altre se possibile. 



■-a«>«&=3Gooe=s>o««— 



DUPONT Prof. vet. MARCELIN. L' age du Cheval et des principaux animaux 
domestiques. (Paris 1893. Lib. J. B. Baillière et fils. Pag. 188 in 16° con 30 tav. colorate e 6 
nere. Prezzo Fr. 6) Il conoscere l'età degli animali domestici e specialmente dei mammiferi, fra i 
quali in prima linea viene il cavallo, è cosa indispensabile per molti, utile per tutti coloro che o 
per diletto o per commercio o per ufficio si occupano di tali animali. La cosa non è tanto difficile 
ma tuttavia esige una certa attitudine, e non poca pratica; a renderla piìi facile serve benissimo 
il presente libro scritto in modo succinto, ma chiaro, e corredato di 36 tavole con molte e ben 
fatte figure in colori che parlano anche ai meno esperti in materia. Si occupa del cavallo, asino, 
mulo, bove, montone, cervio, cane, porco e degli uccelli di bassa corte e di voliera. 

SAUVAIGO dr. EMILE. Les cultures sur le littoral de la mediterranee. (Paris 
1894. Lib. J. B. Baillière et fìls. Pag. 316 in 16.° eon 115 fig. Prezzo Fr. 4) L'egregio A. 
direttore del Museo di storia naturale e segretario della società di agricoltura di Nizza, espone in 
quest' opera tutto quanto è utile a sapersi dal botanico, dal giardiniere e dall' orticoltore che de- 
sideri stabilirsi ad esercitare, nella regione littorale mediterranea, della Provenza, della Li- 
guria e dell'Algeria. Vi si trova la descrizione, il modo di coltivazione, l'impiego ecc. ecc. delle 
piante decorative, di quelle da commercio, da frutta, da profumi e potagere ; le indicazioni sul suolo, 
le operazioni colturali, le malattie delle piante ed i modi di combatterle. La trattazione del soggetto 
è preceduta da una introduzione del prof. Ch. Naudin, e dalla prefazione dell' autore. 

PEPINO geom. ALFREDO. Appunti di frutticultura intensiva. (Torino. Editore 
Enrico Barbero. Pag. 290 in 8" con oltre 100 disegni ed una tav. litog. Prezzo L. 3,50) Sotto il 
modesto titolo di appunti di frutticoltv^a intensiva, ì" egregio A. ha composto un vero e completo 
trattato pratico di frutticultura così detta intensiva^ che pur essendo tanto remuneratrice e di cosi 
pratica- utilità, non è ne conosciuta e apprezzata abbastanza fra noi. , 

Il volume è diviso in 3 parti. Nella prima - Impianto - dà le cognizioni generali sulla frut- 
ticoltura intensiva, sulla scelta, natura e preparazione del terreno, sulla scelta delle piante e sul 
piantamento. Nella seconda - Coltivazione - tratta dei componenti delle piante, delle varietà, 
della fruttificazione, potatura, forme e lavori annuali. Nella terza - Malattie - si occupa dell' ec- 
cesso e della deficenza di vegetazione, delle lesioni, delle malattie originate da parassiti, degli ani- 
mali nocivi e di quelli utili. Avvi inoltre un' appendice nella quale è raffigurato in tutti i suoi 
dettagli un frutteto a coltura intensiva ed i modi di allevare a spalliera i peri ed i peschi. Piìi di 
100 disegni originali illustrano il testo. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 29 



ALMANACCO AGRARIO PEL 1894. (Trento 1893. Tip. G. B. Monuani. Pag. 148 in 
8.*") Questo interessante volume, pubblicato per cura della Sezione di Trento del consiglio pro- 
vinciale d' agricoltura pel Tirolo, contiene oltre le solite notizie degli almanacchi, una grande 
quantità dì articoli di interesse speciale per gli agricoltori ed in genere per gli abitanti in cam- 
pagna La solvicoltiira, gli animali domestici, i silos, la coltura dei campi, la Viticoltura, 1' Eno- 
logia, la Frutticoltura, la Peschicoltura, la Bachicoltura ecc. vi sono trattate da competenti autori. 
Non poche figure sono intercalate nel testo. In una parola è un Almanacco ben riuscito, come 
egualmente Io furono gli altri 11 già pubblicati dalla suddetta benemerita associazione. 

BIZZARRI dott. A. Sulla conservazione del vino riguardo alla pubblica salute. 
(Firenze 1894. Estratto dal Giornale di Agricoltura. Pag. 10 in 8.°) Sono insegnamenti pratici che 
si rendono maggiormente utili in quest' anno, in cui abbiamo avuto una grande quantità di vini 
scadenti e perciò di difficile conservazione. 

MORSELLI prof. ENRICO. Lezioni suU' uomo, secondo la teoria dell'evoluzione 
(Torino 1894. Unione tip edit. torinese. Pubblicazione in corso a 50 cent, la dispensa) Di questa 
putblicazione della quale abbiamo già molte volte parlato è uscita la 34.^ dispensa nella quale con- 
tinua la trattazione àelV origine dell'uomo. 

HAECKEL E. Antropogenia, o storia dell'evoluzione umana. (Torino 1894. Tra- 
duzione del dott. D. Rosa. Unione tip. edit. torinese. In corso di pubblicazione a L. 1,20 il fase.) 
Sono uscite le prime 4 dispense illustrate da molte ed accuratissime figure. Comprendono fino alla 
undecima conferenza. (Vedasi l'annunzio pubblicato a pag. 146 del fascicolo del 1 decembre scorso). 

MINISTERO DI AGRICOLTURA. Atti della commissione consultiva per la 
fillossera. Sessione del giugno 1893. Roma 1893. Tip Bertero. Pag. 164 con I tav. in colori 
L. 1,20) È il 201.° volume degli Annali di agricoltura pubblicati dalla direzione generale del- 
l' agricoltura. Brogi 
NOMINE, PROMOZIONI, ONORIFICENZE, PREMI 

Lister di Londra — Pasteur di Parigi — Virchow di Berlino sono stati nominati Gran 
Cordoni dell'ordine Mauriziano. 

Mingazzì dr. G. ha ricevuto un premio di L. 500 dal R. Istit. lombardo di se. e lettere per 
i suoi lavori di patologia sul sistema nervoso. 

Golgi prof. Camillo della Univ. di Pavia ha vinto il gran premio di L. 10000 all'Accad. 
di medicina di Parigi, per il suo lavoro sulle febbri intermittenti. 

Lovisato prof. Domenico incaricato per la botanica e la direzione dell' orto botanico nella 
Univ. di Cagliari. 

Sicher Enrico nominato prof, di St. nat. nel liceo di Catania. 

Castellana Nicolo nominato prof, di St. nat. nel ginnasio di Corleone. 

Marogiu Antonio idem nel ginnasio di Alghero. 

Burgagli Vincenzo abilitato all' insegnamento della Fisica nei licei. 

Sanfelice dott. Francesco nominato prof, d' Igiene nella Univ. di Cagliari. 

Pantanelli cav. Dante prof. ord. di mineralogia e geologia nella R. Univ. di Modena è 
nominato direttore della locale scuola di farmacia. 

Mazzara cav. prof. Girolamo nominato preside della facootà di scienze fisiche, mat. e 
nat. nella Univ. di Parma. 

Turasconi Giovanni nominato prep. di zoologia nella Univ. di Sassari. 

Ricchiardi comm. prof. Sebastiano della Univ. di Pisa è nominato capo di gabinetto di 
S, E. il Ministro. 

Catterina dott. Giacomo nominato assistente di Zoologia ed Anatomia comp. nella Univ. 
di Napoli. 

ColiJCasimirro nominato preparatore di zoologia nella Univ. di Roma. 

Falco prof. Francesco trasferito dalla Se. Tee. di Nicosia a quella San Martino di Catania. 

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plici viaggi, che raccoglie e unifica molte notizie sparse di arti e di artisti, e presenta anche qualche lato di 
novità, di curiosità e di diletto. Attenendosi st attamente al suo tema l' illu-itre autore non trascorse 
a nessuna discussione politica o religiosa : e si astenne dalle illustrazioni, che iu così Inngo corso 
di secoli, varietà di scuole, e moltitudine di monumenti o ancor vivi o minati avrebbero dovuto es- 
sere troppo numerose, se appena proporzionate alla vastità dell' argomento. 

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bene, basta l'indicazione dei nomi e dei fatti principali. Queste indicazioni, che non sempre si ha 
tempo di dettare e di correggere, le ho raccolte in cento note, più brevi delle lezioni che si sogliono 
assegnare giornalmente. È un libriccino che vorrebbe essere utile, senza la pretesa di piacere, e non 
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service de l'armée. 

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et le signalement des sujets qu'ils possèdent. Toute fausse déclaration étant sévèrement punìe, 
Vétude de Vdge du cheval est devenue d'actualité. Elle a meme pris, de ce fait, un intórét special, 
une importance sans précédent. 

Si cette étude n'est ni longue ni ardue, ella exige cependant, dans son application, une cer- 
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pendant lesquelles des niilliers de chevaux de tous àges, de toutes races, sont soumis à son examen. 
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SOMMARIO 

Failla Tedaldi L. Glossario entomologico. (Cont.) Pag. 17. 

COMUNICAZIONI. G. De P. Uccelli esotici in schiavitù e loro riproduzione, — Fabani C. 
Il canto degli uccelli e la voce degli altri animali. — Ceresole G. Mostruosità umana — Preda 
A. Azione degli specchi sulle piante positivamente eliotropiche e sua applicazione. Da pag. 20. a 
pag. 22. 

NOTIZIE DI CACCIA E NOTE ZOOLOGICHE. Un camoscio che scende in pianura. Bonomi. — 
Da Cremona. Ferragni. — Note ornitologiche. Arrigoni degli Oddi. Da pag. 22. a pag. 24. 

Insegnamenti pratici. Conservazione delle libellule a colori fugaci. Pag. 24. 

Tecnica di microscopia. Per distinguere le uova vive dalle morte. Pag. 26. 

Notiziario Pag. 27. — Nomine, promozioni, onorificenze, premi Pag. 28. — Ri- 
chieste, offerte e domande di cambi Pag. 28. — Annunzi diversi. 

GLOSSARIO ENTOMOLOGICO 

REDATTO 

da LUIGI FAILLA-TEDALDI 

(continuazione) 

Dimorfismo - Dimorphisme ■ SaincJmorphismus - Organismo che in separati individui 
ha nello slesso lato due forme diverse. Sono per esempio specie dimorfe i: Ca- 
rahus clathratus e gramdatus, Feronia vulgaris che si presentano talvolta alati 
e talvolta atteri. Nei Lepidotteri non sono rare le specie dimorfe. Non bisogna frat- 
tanto applicare questo termine ad insetti che hanno le elitre accorciate o ridotte a 
monconi per come fece il Kraatz. In tal caso le modificazioni suddette costituiscono 
monstruosità o anomalie individuali procacciate per arresto di sviluppo o per altra 
causa. 

Dioptro - Dioptrate - Dioptré ■ Si applica ad una macchia in forma di occhio, la cui 
pupilla invetrata è divisa trasversalmente da una piccola linea. 

Disco - Diseus ■ Disque - Scheibe - Si designa la parte centrale di un organo: taluni 
l'adoperano nel senso di superfìcie - Lepelletier - nelle ali degli Imenotteri - chiama 
disco quella parie formata dalle cellule discoidali. • Grilloidi, elitre - chiamasi la 
parte mediana limitata anteriormente dalla nervatura costale spesso doppia, e da 
un'altra che si trova posteriormente. 

Discoidale ■ Diseoidalis - Discoidal - Che fa parte e si trova sul disco ■ (nervature, 
cellule ecc.) 

Discoide - Discoideus - Discoide - In forma di disco o piatto. 

Discolore - Discolor - Madre - verschieden • gefàrbt ■ Relativo ad altra parte di colore 
disuguale. 

Disgiunto o diviso - Disjunctus, sejunctus - abgesondert entfernt - stechend. 

Distante ■ Distans, remotus • Ecarté - entfernt, getrennt, abslehend - Si applica alle 
antenne, occhi ecc. che si discostano dalla base. Ved. Occhi, antenne. 



18 



Disteso - Porrectiis ■ Etalé ■ vorgestreckt ■ Sf applica alle ali quando sono orizzontali 
al riposo, e le superiori non ricuoprono che poco o punto le inferiori. Si dice pure 
della testa - caput pnrrectum ■ come quella di molti Carabi. 

Distico - Dislichus - Distique - zweilheilig - Disposto in due serie. Vedi Antenne. 

Distinto ■ Distincfus, discretus ■ Distint - deutlich gesondert - Che si vede p si di- 
stingue facilmente. 

Ditetragono - Ditetragonum ■ Ditetragonal = Ottagono. 

Dito - Dactyliis, digitus - Doigt - Finger, Zehe - Alcuni autori hanno designato con 
questo nome i tarsi - Burmeister l'applica all'insieme degli articoli del tarso, ec- 
cetto il primo che chiama metatarso. Tav. IX fig. 25 s). 

Ditrigono - Ditrigonum - Ditrigonal = Esangolo, ossia figura di sei lati e sei angoli. 
Quando i lati sono alternativamente uguali si dice iso-dilrigono - iso-dìtrigonum - 
gleickwtnkelig • dUrigonal; quando gli angoli sono alternativamente uguali si dice 
etero-dilrigono - hetero-dUrigonum - gleìchseitig ditrigonal. 

Ditteri - Diptera - Dipteres - Zweifliigler 

Tav. IX Fig. 1 Ala 
a) Cellula costale — b) Area costale — e) Area subcostale — d) Area discoidale 

— e) Areola apicale 1 — f) Areola apicale II — g) Area Intercubitale o intercla- 
vale — h) Areola apicale IH — i) Cellula discoidale mediana — k) Area cubitale 

. — /) Cellula discoidale posteriore — m) Frenulo — n) Area suturale — ó) Area 
clavale — jpì) Areola subapicale I! — q) Areola subapicaìe I — r) Cellula discoi- 
dale I — s) Anastomosi anteriore — t) Anastomosi posteriore — u) Bilancieri — 
1. Costa — 2. Subcosta — 3. Cubito anteriore — 4. Cubito posteriore — 5. Cu- 
bito suturale — 6. Radio discoidale del cubilo anter. — 7. Radio diviso del cub. 

. anteriore o Ramo clavale del cubito anter. — 8. Ramo divisorio del cubito post. 

— 9. Archetto - Arculus — 10. Costala del frenulo. 

Fig. 2. Nycteribiae A. disopra B. disotto 
a) Ocelli — b) Occhi — e) Palpi — d) Capo — e) Pettine toracico — /) Rotula 
interarlicolare - Trochus — g) Bilancieri — h) Torace — i) Anca — /) Femore — 
in) Tibia — n) Metatarso — o) Due articoli tarsali — p) Unghiette — q) Aroli — 
r) Primo segmento addominale — s) Pettine ventraie — t) 2 segmento addominale 

— u) 3 segmento add. ~ v) ^ segmento add. — w) 5 segmento add. — x) 1 
Appendice anali, stili anali. 

Fig. 3. Ala d' Hypoderma 
1. Costa — - 2. Subcosta — 3. Cubito anteriore — 4. Cubito posteriore ~- 5. Cu- 
bito suturale. 
, a) Cellula costale — 6) Area costale — e) Area subcostale — r/) Area subapicale. 
Fig. 4. Testa e bocca dell' Echynomia fera veduta di lato secondo Balzeburg 
a) Ligamento che unisce la testa al torace — 6) Occhio — e) Antenne =- d) Stilo 
e)' Sostegno o base della guaina della tromba che rappresenta il mento. - f) Tronco 
della stessa guaina che figura 1' ipoglotta — g) Labri terminali che rappresentano 
la linguetta e le sue paraglosse riunite — //) Palpi mascellari portati dalla guaina 



19 



della tromba o labro inferiore, in seguito alla fusione delle due setole mascellari 
con essa. 

Fig. 5. Antenna ingrandita della Volucella zonaria 
a) Primo articolo — b) Secondo articolo — e) Terzo articolo dilatatalo in paletta 

— d) Stilo. 

Fig. 6 Ala di Tipula 
a) Nerv. costale — b) Nerv. subcostale doppia — e) Nerv. mediana — d) Nerv. 
submediana — e) Nerv. anale - — f) Nerv. subanale - Macquart = ascellare — g) 
Nerv. radiale — h) Nerv. cubitale — i) Cellula costale — j) Cellula mediastina 

— k) Cellula subcostale • — /) Gel. mediana divisa da una venula verso la base — 
ni) Cellula submediana — vz) Cellula anale — o) Cellula subanale — p) Cel. sti- 
gmatica — qq) Cellule radiali — r) Cellula cubitale — sss) Cellule posteriori — 
t) Cellula discoidale. 

Fig. 7 Parte del torace e dell' addome di Tipula vista disop. 
a) Tergo del mesotorace — b) Scutello — ce) Tergo del metalorace — d) Primo 
seg. add. o segm. mediano — ee) Bilancieri — ff) Origine o base delle ali — 
hhhh) Regione scapolare membranosa formata da una parte dagli episterni ed epi- 
meri e che offre da ogni lato uno stigma. 

Fig. 8-9-10-U Tromba 
a) Labro superiore — 6) Coltelli o mascelle — e) Lancette — d) Palpi — e) Lin- 
gua — /') Labro inferiore — g) Slipite o mento — h) Massa dell' antenna. 
Fig. 8. Eristalis tenax - Fig. 9 Haematopota pluvialis ■ Fig. 10 Culex pipiens P 
d) Palpi di S articoli — /) Labro inferiore. 

Fig. 11 Pettine - Ctenidium ■ di Ceratopsylla — Fig. 12 Pettine di Nycleribia — 
Fig. 13 Organi boccali di Aphaniptera 

a) Labro superiore — 6) Coltelli o mandibole — e) Lancette o mascelle — d) 
Palpi — e) Linguetta o setola - punctellum o glossarium — f) Pettine ■ Ctenidium 
■ cefalico — g) Pettine oftalmico — h) Scrobo — i) Pronolo — A') Acetabolo delle 
zampe anteriori. 

Fig. 14 Culex pipiens cf 
i) Occhi semilunari — k) Antenna — d) Palpi di S articoli — e) Tromba. 

Zampe di Ditteri. 
Fig. 15 Artrìo o torquillus di Kirby a) — Fig. 16-17 Arolii di Strebla e di Aphis 

— Fig. 18 Unghielte incise 

a) Unghiétte — b) Aroli — e) Dito — d) Metatarso. 

Fig. 19 Pseudoartrosi o femori flessibili degli Aphaniptera — Fig. 20 Unghielte 

denticolate — Fig. 21 Rotula interarticolare o apofisi - Troehus. — Fig. 22 b) 

Trocantere — Fig. 23 a) Artrio o torquillus di Kirby — Fig. 24 a) Empodio - 

Psudonychia — Fig. 25 Tibia pollicata 

m) Anca — n) Trocantere — o) Femore — p) Tibia — q) Pollice — r) Metatarso 

— s) Dito formato da tre tarsi. 

Fig. 26 a) Ginocchio — Fig. 27 Piedi copulatori — Fig. 28 Piedi Antofori — 
Fig. 29 Artrio di Kirby — Fig. 30 a) Rotula — Fig. 31 Patella 



20 



Fig. 32 Piedi copulatori dei Carabi — Fig:. 33 Piedi amminicoiosi di Scarabaeus 
N. B. Questo due ultime figure non vanno comprese neila tavola dei Ditteri. 

Dittero - Diptere ■ Che ha due ali, 

Divaricato - Dìvaricatus • Divariqué • ausgespreitz - Si applica a due parti o sommità 
di elitre che contigue dalla base s' allontanano in seguito più o meno obliquamente. 

Divergente - Divergens • Divergent - ausgebreitel, abweichend -Viene applicato in senso 
più generale di divaricato per le parti che si dirigono in senso opposto. 

Diverticolo - Parte laterale chiusa che deriva da un organo cavo. 

Dorsale - Dorsale - Dorsal - Rùckenstandig - Attinente a dorso ossia parte superiore di 
un organo ■ Regione dorsale dei bruchi o larve chiamasi quella opposta ai piedi. 

Dorso dosso - Dorsum ■ Dos Rucken - Chiamasi la parte superiore di un organo o 
di ogni singolo segmento. Taluni l'applicano pel solo torace. 

Dorsulo ■ Dorsulum ■ Ruckenstuckchen - Kirby e Spence = Sculo del mesotorace o 
mesonoto. Tav. VI fig. 3 4) fig. 7 8) Tav. Vili fig. 2 f). 

Dritto retto - Beclus - Droit ■ gerade - Che scorre in linea retta. V. Antenne. 

Duro ■ Durus - Dur - hasl ■ Difficile a potere essere attraversato da uno spillo e dif- 
ficile a rompersi. (continua) 



COMUNICAZIONI - PROPOSTE - DOMANDE - RISPOSTE 

In questa rubrica gli abbonati hanno diritto a inserzioni gratis per ogni numero, per scambiarsi notizie, schia- 
rimenti, informazioni, consigli, questioni da risolvere ecc. 

Uccelli esotici in schiavitù e loro riproduzione. Una questione importante che ha 
fornito tema a ciotte e scientifiche discussioni fra gli studiosi di cose ornitologiche, è sempre stata 
la riproduzione degli uccelli esotici, imperocché il cambiamento del clima e del cibo rendevano, e 
tuttavia rendono difficile, la riproduzione di varie specie dei gentili uccelletti fra noi. 

Credo quindi importante il fare notare come nelle voliere dei signori Alfredo Brunacci in 
Firenze, Alessandro Chigi in Bologna e Italo Mazzon a Villafranca Padovana abbia avuto felice 
resultato, la riproduzione di varie specie di augelletti, sìa australiani, sia americani o d' Affrica, e 
per citarne qualcuna dirò come il Mazzon abbia potuto ottenere i Padda Qryzivora, il Chigi 
dei bellissimi Platycervus eximius, ed infine il Brunacci mercè pazienti cure e assidue premure, 
ha avuto la soddisfazione di ottenere nella decorsa estate, una fertile riproduzione dei Melopsit- 
tacus undulatus dei Padda oryzivora grigi e bianchi, così pure àeW Amadina fasciata, dei pic- 
coli Mandarini rossi e isabella e delle lunette, ed a furia di grandi precauzioni, riuscì pure ad 
ottenere la riproduzione dei Bengall.ii^ ma i figli di questi vissero solo pochi giorni. 

La splendida voliera del Brunacci situata nella bella e aereata via del ponte ali" asse, ha in 
quasti giorni fornito piacevole tema a dotte conversazioni, non ultima per importanza quella alla 
quale assistei, fra gli egregi e dotti ornitologi sigg. cav. G. C. Giachetti e Gino Caiani, ed anzi 
è in seguito a quella, che mi venne il desiderio, che adesso soddisfo, di rendere pubblici i resultati 
scientifichi e pazienti dei signori Brunacci, Chigi e Mazzon. 

Firenze Febbraio 94. G. De P. 

Il canto degli uccelli e la voce degli altri animali. La voce degli uccelli suole essere 
pili forte che quella dei mammiferi. Per estimare il qual paragone conviene avvertire, che il 
suono tanto piti vigoroso si propaga, quanto è più densa l'aria per cui si diffonde: onde è che nel- 



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l'inverno, ed alla notte essendo in parità, di altre circostanze, più densa 1' aria che nell'estate e 
di giorno, una stessa voce si sente a maggiore distanza. 

Di qui pure è, che siccome 1' aria è tanto meno densa quanto è piìi elevata sulla superficie 
della terra, cosi la voce, che viene all' orecchio da una data altezza si sente meno di quel che si 
sentirebbe se venisse da una eguale distanza presa orizzontalmente sulla superficie medesima. Ora- 
i poppanti colle loro grida piìi vigorose si sentono solo alla distanza orizzontale di circa un miglio 
e mezzo; laddove alcuni uccelli si sentono quando sono elevati piìi di due miglia; onde sulla su- 
perficie della terra, ove 1' aria è pììi densa e più uniforme, si sentirebbe ad una distanza molto 
maggiore. 

Il vigore della voce degli uccelli proviene tanto dalla eccezionale forma dei polmoni, vera 
massa spugnosa intersecata da numerose serie di bronchi e perforati da cinque forami che si met- 
tono in comunicazione con delle tasche aeiee o serbatoi d'aria, che nel massimo numero dei casi 
si contano fino a nove. Quindi se a questo magazzino di aria si congiunge la solidità delle carti- 
lagini della laringe e di tutte le altre parti della trachea, con tutta facilità potremmo convincerci 
della causa della robustezza della voce degli uccelli. 

Fabani Carlo 

Mostruosità umana In questi giorni vidi in Venezia una mostruosità assai rara: 
un bambino con due corpi, di cui uno è perfetto, 1' altro atrofico. La testa è una. Tale mostro 
sembra essere il risultato della fusione di due gemelli, di cui in uno non si sviluppò la testa. I due 
corpi sono uniti solamente per i petti, abbastanza in alto, da permettere di vedere in quello atro- 
fico le traccio delle mammelle. Essi risulterebbero 1' uno di fronte all' altro ; un solo cordone om- 
bilicale si scorge, in quello perfetto. 11 corpo accessorio è più freddo del perfetto. In esso, le gambe 
e le braccia, conformate normalmente sono piegate e assai esili, e i polmoni sembrerebbero atrofici. 

Si potrebbe credere che ci fossero due cuori, perchè nel petto del corpo sopranumerario, si 
sente battere ; ma potrebbe essere semplicemente un' arteria, essendo in prossimità lo sterno del 
corpo perfetto. 

Il midollo spinale deve essere in relazione, almeno indirettamente, con quello del corpo nor- 
male. Visto dalla schiena, il fanciullo è regolarmente formato. 

Gli organi sessuali, (maschili) sono doppi. 

Il fanciullo ha sette anni, e nato a Buenos Aires da genitori romani, e gode buona salute. 

Mi fu detto che fu presentato al prof. Cussi, dell' Università di Pavia, che rilasciò un certifi- 
cato, che non mi fu possibile vedere. Giulio Ceresole 

Azione degli specchi sulle piante positivamente eliotropiche e sua applica- 
zione. Purtroppo pochi soho quelli che hanno la fortuna di possedere un quadrato di terra per 
poter darsi, nelle ore d' ozio, alla geniale occupazione della cultura dei vegetali, e molti invece 
devono accontentarsi di tenere qualche pianticella in vaso sul balcone o sul davanzale della fi- 
nestra. Questa coltivazione, ridotta alla più semplice espressione, avrà certo la sua poesia, e forse 
il dilettante, concentrando tutte le sue cure su pochi individui, e seguendone il giornaliero progre- 
dire in sviluppo, avrà maggiori soddisfazioni che se dovesse occuparsi di numerose piante. 
Non ò però la casa il miglior ambiente per 1' esistenza di gran numero di vegetali, quivi la luce 
e r aria, gl'importantissimi fattori della vita, fanno quasi sempre difetto; e se la luce non manca, 
agisce solo sulle parti rivolte alla finestra e dà luogo al noto fenomeno deW eliotropismo positivo, 
per cui i rami e le foglie si rivolgono verso l'ambiente esterno, riescendo spesso di danno alle ele- 
ganti disposizioni delle parti della pianta. Certo si potrebbe impedire quest'incurvatura dei rami, 
verso la parte maggiormente illuminata, cambiando due o tre volte la posizione del vaso, nel 
corso della giornata, girandolo cioè su sé stesso in modo che la pianta non presentasse sempre lo 
stesso lato alla luce, ma il metodo sarebbe invero poco comodo per 1' utile che se ne ritrarrebbe. 

Ho esperimentato parecchie volte di presentare a una pianta afi'etta da eliotropismo positivo, 
dalla parte opposta all' incurvatura, vale a dire dal lato non illuminato dalla luce esterna, uno 
specchio, e, per piante giovani in via di sviluppo, dopo pochi minuti, per certe piante adulte dopo 



22 



qualche ora, ho ottenuto il raddrizzamento, il ritorno alla posizione normale. Gli esperimenti li ho 
fatti con uno specchio di un decimetro di diametro ora fissato suU' orlo del vaso (per piante pic- 
cole) ora posto a una certa distanza, ed i risultati furono abbastanza soddisfacenti. 

Qui il fenomeno non ha bisogno certo di spiegazione : la luce riflessa dallo specchio illumina 
il lato della pianta che altrimenti rimarrebbe allo scuro ; in poche parole si stabilisce una nuova 
fonte luminosa equilibrante di quella esterna. 

Nel caso pratico, se si dovesse ad ogni vaso di fiori applicare uno specchio, la faccenda si 
complicherebbe e 1' estetica ne scapiterebbe ; qui tutto dipende dall' ingegnosità e da buon gusto 
dell' operatore : un grande specchio convenientemente posto nel vano della finestra, o se si tratta 
di una giardiniera , alla giardiniera stessa, senza impedire la vista dalla pianta potrà dare buoni 
risultati. 

Naturalmente questo espediente riesce effettuabile solo per le piante dì consistenza erbacea, 
le quali maggiormente obbediscono, in un breve lasso di tempo, all'azione della luce; quanto alle 
piante di consistenza legnosa o bisognerebbe sottometterle all' azione di uno specchio, fin dai 
primi gradi di sviluppo, o, se la pianta fosse adulta, non si potrebbe aspettar altro che la riorien- 
tazione delle foglie. 

Agilulfo Preda 

NOTIZIE DI CACCIA E NOTE ZOOLOGICHE 

Un camoscio che scende in pianura. Tutti sanno che i Camosci abitano le nude creste 
delle nostre più alte montagne. Eppure un individuo sbandato — chi sa per qual causa — dai 
compagni, il 23 gennaio u. s. venne ucciso negli uliveti a poca distanza da Riva sul Garda, il che 
è quanto dire che 1' animale era sceso a poco piìi di 200 metri sopra il livello del mare, dopo esse^* 
venuto dalla non indifferente distanza del gruppo di Brenta o di quello dell' Adamello. 

Rovereto in Febbraio 1894. . Prof, A. Bonomi 

Da Cremona. Il 13 gennaio scorso ho ucciso io stesso una Plectrophanes nivalis p adulta, 
entro questa città. • 0. Ferragni 

Note ornitologiche. Come di consueto comunico l'elenco degli uccelli italiani più interes- 
santi che mi pervennero durante il trascorso anno 1893 e che depositai nella mia collezione 'Orni- 
tologica. Essi sono : 

Totanus gloftis, mas. ad. - gennaio - Bovolenta (Padova) (num. 968 Cat.) 

Mareca penelope, mas. ad. vestito dell' abito proprio all' epoca delle nidificazioni - 9 Gennaio - 

' Valle Zappa (Venezia). Notevole per 1' epoca nella quale teneva una tale livrea (nura. 969 Cat.) 

Otocorys alpestris, 2 ind. ad. ed 1 giov. - 9 gennaio - dintorni di Padova, dono del carissimo 

amico avv. Giuseppe Picinati (num. 965, 980, 981 Cat.) 
Montifringilla nivalis, femm. ad. - 10 gennaio - mercato di Padova (num. 1008 Cat.) 
Archibuteo lagopus, mas. ad. in livrea chiara - 25 gennaio - dintorni di Treviso. Gentilissimo 

dono del dr. Giuseppe Scarpa cui invio mille cordiali ringraziamenti, (num. 975 Cat.) 
Plectrophanes lapponicus, giov. - 2 febbraio - sul mercato di Padova (num. 1009 Cat.) 
Anas hoscas e Mareca penelope, ibrido selvatico mas. ad da me ucciso nel Lago della Passaura 
della mia Valle Zappa il 2 febbraio da un branco di nove boscas. Soggetto splendido, (num. 
1037 Cat.) 
Turdus fuscatus, mas. ad. ucciso dal sig. Spreafico al capanno il 18 febbraio a Sombreno (Ber- 
gamo) da un branco di circa venticinque Cesene, (num. 1005 Cat.) 
Pinicola enucleatór, mas. ad. - 25 febbraio - dintorni di Padova (num. 982 Cat.) 
Fulica atra, mas. ad. perfettamente bianco - 5 marzo - Riola aperta (Venezia) (num. 1076 Cat.) 
btis tetrax, mas. ad in livrea di nozze. Giarabassa (Padova) - 5 aprile - dono gentilissimo del 
- cav. E, Basette, (num. 987 Cat.) 



23 



Ciconia alba, mas. ad. - 9 aprile - S. Giustina di Camposampiero (Padova) (num. 908 Cat.) 
Emberiza leucocephala, mas. ad. - 8 maggio - Ca'Oddo (Monselice-Padova) (num. 1010 Cat.) 
Gelochelidon angli-^a, mas. ad. in abito di nozze - IO maggio - Viareggio (Toscana) (num. 1070 Cat.) 
Ficus minor, mas. ad. - 18 maggio - Bergamo - (num. 1004 Cat.) 

Totanus stagnatilis, mas, ad. - 20 maggio - Risaie di Acquanegra (Cremona) (num. 1026 Cat.) 
Strepsilas interpres, mas. ad. in abito di nozze - 25 maggio - Viareggio (num. 1069 Cat.) 
Limicola platyrhyncha, mas. ad. - 1 agosto - Riola aperta (num. 1041 Cat.) 
Limicola platyrhyncha, femm. ad. - 4 agosto - Riola aperta, (num. 1042 Cat.) 
id. giov. - 20 agosto - Riola aperta, (num. 1051 Cat.) 

id, giov. - 20 agosto - Riola aperta, (num. 1052 Cat.) 

Chroococephalus minutus, giov, di l.^^ muta - 23 agosto - Barene dei Sette Morti (Venezia), (num. 

1043 Cat.) 
Strepsilas interpres, mas. giov. di 1.=^ muta - 23 agosto - Riola aperta, (num. 1050 Cat.) 
Anas boscas, mas. ad. nella perfetta livrea assunta durante la nidificazione - 23 agosto - Riola 

aperta, (num. 1005 Cat.) - ■ ■ - 

Pelidna alpina, mas. ad. in abito di nozze - 24 agosto - Barene dei Sette Morti, (num. 1048 Cat.) 

Notevole per l'epoca in cui vestiva l'abito di nozze. 
Tadorna cornuta, mas, ad. - 2 settembre - Fossa dei Porco dietro il Casone di Riola aperta, (num. 

1058 Cat.) 
Cypselus melba, mas. giov. - 5 settembre - Ponterotto (Padova), dono gentilissimo dell' amico 

Michelangelo Giaretta. (num. 1059 Cat.) . • : ■ •. - 

Strepsilas interpres, femm. giov. di 1.^ muta - 6 settembre - Barene dei Sette Morti, (num. 1049 Cat.) 
Totanus calidris, mas. ad. anomalo nel becco - 11 settembre - Mandraccio (Valle Zappa), (num. 

1060 Cat.) 
Podiceps griseigena, mas. giov. - 23 ottobre - Passaura (Valle Zappa), (num. 1065 Cat.) 

id. femm. giov. (num. 1064 Cat.) 

Oedemia fusca, mas. giov. - 25 ottobre - Sette Morti, (num. 1071 Cat.) 
Fringilla coelebs e Fr. monti fringilla, mas. ad. ibrido selvatico - 28 Ottobre - Chignolo d'Isola 

(Bergamo) preso nella bresciana dal sig. conte dr. Alessandro Roncalli che gentilmente me lo 

donò (num. 1066 Cat.) '■ 

Corvus corone, mas. ad. - 5 novembre - Padova, (num. 1011 Cat.) 
Anas boscas, mas. ad. anomalo - 18 novembre - Valle Zappa, (num. 1036 Cat.) 
Aethyia ferina, femm. ad. - 27 novembre - Valle Zappa, individuo di minime dimensioni, (num. 

1073 Cat.) 
Tichodroma muraria, mas. ad. - 2 dicembre - Rocca di Monselice. (num. 1074 Cat.) 
Plectrophenax nivalis, mas, ad. - 12 dicembre - Riola aperta, (num. 1075 Cat.) 
id. - 20 dicembre - Padova (num. 1079 Cat.) 

id. - 22 dicembre - Riola aperta (num. 1088 Cat.) 

Aegiothus Unarius, mas. ad. - 30 dicembre - Padova - (num. 1082 Cat.) 
id. id. id. id. (num. 1083 Cat.) 

Lanius excubitor, mas. ad. - 30 dicembre - Padova, (num. 1084 Cat.) 
id. id. id. id. (num. 1085 Cat.) 

Di individui anomali di tinta ebbi ancora qualche Passar Italiae e Merula nigra ed un 
Turdus iliacus melanico. 

Ottenni dal sig. B. Duse l' ibrido selvatico Lafila acuta X Querquedula crecca da me illu- 
strato con tavola colorata già dal 1890, 

Aumentai la mia ricca serie di Combattenti di quarantatre esemplari molti dei quali interes- 
santissimi. Qui ringranzio il sig. Odoardo Ferragni di Cremona e Raimondo Gragnani di Màssarosa. Questi 
due gentili signori mi inviarono cortesemente dei soggetti veramente notevoli provenienti da Acqua- 
negra Cremonese (individui in muta) e dal lago di Massacciuccoli (individui con colorazioni 



24 



bianche). Tre ne ebbi in abito completo di nozze da Voltri (Genova) e dal nostro Estuario Ve- 
neto, provincia di Venezia. 

Oltre a ciò una Oedeìnia nigra fu colta nel novembre presso il Lido a Venezia ed andò per- 
duta, nella medesima località fu presa una Sterna cantiaca nel dicembre, epoca in cui è da noi 
molto rara; due Volpoche {Tadorna cornuta) in valle Pierimpiè (Venezia) addì 18 Marzo, ed una 
terza in fine di Dicembre in Contarina (Venezia), ora in possesso del sig. Edgardo Bertolini di 
Dolo: un' Harelda glacialis quasi adulta in Valle Pierimpiè nel Novembre (Coli, priv.) ; un Gyps 
fulvus colla data 15 marzo Colle Venda (Euganei) (Coli, privata). 

I passaggi di allodole furono molto scarsi, abbondanti invece le Quaglie specialmente in bo- 
nifica, ne uccisi settantadue in un sol giorno, scarsissimi nelle risaje i Voltolini ed 1 Re di Quaglie, 
abbondanti i passaggi di Anitre limitatamente alle specie comuni, quest' anno furono rarissime le 
Hareldae e le Oedemiae fuscae, meno comuni del solito la Clanguta ed i Mergus ; cosa notevole 
sei Cigni soggiornarono dal 15 al 22 Agosto nella mia Valle Zappa (Venezia), appartenevano alla 
specie C. musicus che rarissimamente si trova nell' Estuario di estate, mentre s' incontra più fa- 
cilmente d' inverno. 

Padova 15 Gennaio 1894. Dr. Ettore Arrigoni Degli Oddi 

INSEGNAMENTI PRATICI 



Conservazione delle libellule a colori fugaci. Molte speci e di Odonati perdono, dopo la morte, 
i loro bei colori divenendo quasi totalmente neri. Ad evitare o almeno mitigare questo scolorimento, il 
prof. Stefanelli propose già da diversi anni un metodo che dà buoni risultati, ma che richiedendo 
r uso della macchina pneumatica è di non sempre facile applicazione. Ad evitare questo inconveniente 
r egregio professore ha cercato e trovato altro sistema di preparazione più facile, e che pure cor- 
risponde assai bene. Ecco come il prof. Stefanelli stesso, descrive questo suo nuovo metodo nel Bui- 
lettino della Società entomologica italiana (Trimestre I. - 1893); 

Raccolti e scelti gli animali su cui vogliamo operare, è necessario procedere in guisa eh' essi 
prontamente non muoiano, né subiscano poi verun guasto durante il periodo del loro digiuno. Ma 
intorno a ciò mi riferisco, senza modificazioni o aggiunte, a quanto già dissi nella seconda me- 
moria che ho più avanti citata. 

Allorché, per la mancanza del cibo, gl'individui in esperimento trovansi ridotti ad estremo 
languore di forze, od hanno addirittura cessato di vivere, (1) si tolgono dalle tavolette sulle quali ri- 
masero per più giorni, e con un sottile paio di forbici si fa nel disotto del loro corpo un taglio 
longitudinale e mediano che comprenda tutto 1' addome, eccetto il segmento anale, e tutto il me- 
tatorace. Questo taglio, destinato a facilitare la compenetrazione e il rinnuovamento del liquido 
alcoolico entro l' insetto, non deve punto intaccare il disopra degli anelli. Si divaricano bene le 
ali e s' introduce 1' animale in un largo vaso di vetro (2) o di cristallo che contenga un' abbondante 
dose di soluzione alcoolica e satura di naftalina (3), Una o due volte al giorno s'inclina a destra e 
a sinistra il recipiente per imprimere al liquido che v'è contenuto un leggiero movimento ondulatorio. 



(1) Il secondo caso è da preferirsi, a condizione pero che la morte sia avvenuta da assai breve 
tempo; indugiando per parecchie ore, troveremmo irrimediabilmente incominciato l'annerimento. 

Se nella soluzione sommergonsi gl'individui non ancor morti, quasi sempre accade che attor- 
tigliano incurvano l'addome in guisa che poi riesce difficile, se così irrigidisce, di ricondurlo 
all'ordinaria posizione. Bisogna dunque aver cura di raddrizzarlo senza troppo indugio. 

(2) Può servire benissimo un vaso di cristallo da sali con tappo smerigliato, o anche (per 
minore spesa) un comune vaso di vetro da ciliegie in guazzo con tappo di sughero che ben com- 
baci air intorno, 

(3) Per chi non abbia nessuna pratica nelle operazioni — ancorché elementarissime — di 
Chimica, dirò che questa soluzione si ottiene operando nel seguente modo: Presa la quantità di 
alcool (incoloro ed alla densità indicata da 36 e 37 gradi dell' areometro di Baumè) che si crede 



25 



Trascorsi due giorni (1) , si estrae ciascuna libellula dal vaso, si pone e sì lascia per qualche 
minuto sopra una carta sugante e bianca (2) piegata a pili doppi, s' infila nella consueta maniera in 
uno spillo di conveniente lunghezza e grossezza, si abbassano le ali (3) se presero nel liquido po- 
sizione un po' eretta, si restringe 1' addome se mai subì qualche slargamento a motivo del taglio 
longitudinale. Si colloca l'animale come d'ordinario in una tavoletta da stendere con la scanala- 
tura della larghezza di circa 2 centimetri e della profondità di 3 centimetri (4) , e si dispongono 
convenientemente il corpo e le ali, procurando di ben pressare quest' ultime con striscinole di 
cartoncino bianco (5) che le ricoprano dalla base all' apice. Anche il capo dev'essere coperto, ma 
non pressato con una listella di carta bianca, sotto la quale giova porre un sottile strato di 
ovatta (6). Mediante spilli infissi obliquamente e trasversalmente nella tavoletta, si assicura 1' ad- 
dome, affinchè non possa muoversi in nessuna direzione. 

Le tavolette contenenti le libellule stese, si pongono capovolte al disopra di una mite sorgente 
calorifica (un fornello da cucina con pochissimo fuoco, un caldano ecc.) con tal tratto d' intervallo 
che la temperatura non superi intorno agi' insetti i 70 gradi del termometro di Celso, o centi- 
grado, né sia inferiore ai 50 gradi. Mantenuto il riscaldamento per mezz' ora o tre quarti d' ora, 
si tolgono le tavolette dalla indicata posizione e si rimettono, levando prima da esse le strisciuole 
di carta e l'ovatta riposanti sul capo degli animali, nella stanza di lavoro o dentro un armadio. 
Dopo due meglio tre giorni, si scuopron pure le ali, spuntando le listello di cartoncino che ser- 
virono a pressarle, e si cavan gli spilli che sostennero l' addome. Passati altri due giorni, si 
estraggono le libellule dalle scanalature delle tavolette e si fissano agli spilli che le attraversano, 
ponendo al disotto di essi, nel punto di emergenza dal torace, una goccioletta di colla strutta, o di 
soluzione di gomma arabica molto densa. 

A questo punto altro non resta che una rifinitura, della quale in vari casi si può fare anche a 
meno. Essa consiste, in un leggiero ritocco delle macchie turchine o verdi dell'addome e del to- 
race, per ricondurle, se impallidite, ad un tono più acceso. A tal fine si adopera un sottile pen- 
nellino di vaio appena appena bagnato (7) in una soluzione alcoolica di azzurro brillante di 



sutficente al bisogno (per esempio un litro) si pone in un recipiente a larga apertura e si agita 
con una bacchettina di vetro, mentre si aggiunge a poco per volta la naftalina pura e polveriz- 
zata finché essa continua a scomparire sciogliendosi in seno al liquido. Quando la medesima non 
si scioo'lie pivi, la soluzione é satura:, ossia contiene alla temperatura del momento la maggior 
dose possibile del solido disciolto. Tuttavia é bene eccedere nell' aggiunta della naftalina, tantoché 
ne rimanga in fondo al recipiente una piccola porzione indisciolta, la quale serve a mantenere la 
saturila del liquido nel caso pure che successivamente aumenti alquanto (come spesso avviene in 
estate) la temperatura dell' ambiente. 

(1) Prolungando la immersione oltre questo limite, ho veduto che non di rado i colori resul- 
tano infine meno vivaci. 

(2) È convenientissima la carta bibula o emporetica, che comunemente si usa in Chimica per 
le filtrazioni. Può anche servire la carta da stampa a superficie molto assorbente. Le carte suganti 
colorate qualche volta stingono a contatto della soluzione alcoolica di naftalina e macchiano le 
ali delle libellule. 

(3) Malgrado la resistenza che esse offrono, si riesce senza difficoltà a ricondurle alla posi- 
zione orizzontale premendole gradatamente con un dito verso la loro base. Operando con poca de- 
licatezza con troppa fretta, il più delle volte si rompono. 

Sulla superficie delle medesime trovansi spesso adesi minuti cristalli di naftalina, che non 
occorre staccare, perchè completamente spariscono, volatilizzandosi durante il riscaldamento. 

(4) È necessario che la scanalatura abbia questa insolita grandezza per dar comodo posto alle 
zampe de^-li animali, le quali sogliono trovarsi dopo la immersione alquanto divaricate e d' altro 
canto non possono esser remosse da quella posizione senza grave pericolo (perchè molto infragilite) 
che si stacchino dal torace. 

(5) Adoperando cartoncini colorati, assorbirebbero troppo calore, massime se scuri nel finale 
prosciugamento; e ciò nuocerebbe alla buona riuscita della operazione. 

(6) Vale a render pili mite la successiva azione calorifica, la quale se sopra al capospiegasse 
lo stesso grado di energia che spiega sull'addome e sul torace, ne altererebbe in modo intenso e 
sgradevole il colorito. La detta ovatta dev' essere bianca. 

(7) Se il pennellino non è in molto scarsa misura provvisto di liquido, non si riesce ad evi- 
tare che questo al momento del ritocco, si espanda oltre il contorno, delle macchie e induca una 
sensibile e inopportuna modificazione nel colorito dei circostanti spazi. 



26 



anilina per le macchie turchine e in una miscela, a convenienti proporzioni, di detto liquido e 
di tintura alcoolica di curcuma (1) per le macchie verdi. È bene di non ripassare ciascuna 
macchia oltre due o tre volte. L' operazione non richiede che brevissimo tempo (4 o 6 minuti per 
ogni esemplare. 

Seguendo le norme che ho fin qui esposte, si ottengono preparazioni che non di rado appa- 
riscono anche migliori di quelle che il metodo pneumatico somministra. Questa maggiore per- 
fezione particolarmente riscontrasi nei maschi dell' Aeshna cyanea Mììll. ; i quali per 1' aspetto 
dell' addome e del torace pochissimo o punto lasciano a desiderare, qualora pure si pongano a con- 
fronto con individui vivi. 



(1) Un gran numero di saggi mi ha dimostrato che tale miscela corrisponde assai meglio che 
le tinture fatte direttamente coi vari verdi di anilina. 

Quanto alle proporzioni nelle quali, per ottenerla, bisogna unire il liquido azzurro a quello 
giallo, non posso, per più ragioni, dare una precisa formula. Dirò invece che non è punto difficile 
il trovar le dosi da sé, versando a piccole riprese la tintura di curcuma nella soluzione di 
azzurro brillante, agitando bene ad ogni aggiunta, ed eseguendo col pennello, volta per volta, 
una prova sulla carta col confronto del verde di una libellula viva. 

Questa miscela si conserva a lungo senza subire alterazione, purché tenuta in boccette esat- 
tamente chiuse e in luogo oscuro. 

TECNICA DI MICROSCOPIA 

Per distinguere le uova vive dalle morte. Ecco il metodo indicato dal Dr. Selvatico 
di Padova. 

Si schiaccia sul portaoggetti di un microscopio, un uovo e lo si discioglie in una goccia di 
acqua, si asportano i frantumi del guscio, si aggiunge una goccia di una soluzione acquosa di 
carmino, quindi si copre il preparato senza schiacciarlo col coprioggetti e si osserva con un in- 
grandimento di cento diametri almeno. 

In tale preparato si osservano: Le note granulazioni piìi o rrieno grandi di tuorlo, delle sferule 
vitelline intere o rotte coi nuclei piìi o meno evidenti, dei detriti della seriosa, dei pezzi di mem- 
brana vitellina, e dei pezzetti d' embrione ecc. 

Nelle uova che sono in istato di continuare il loro sviluppo, i pezzi dell' embrione assorbono, 
accumulano, fissano la soluzione carminia in modo da colorarsi assai piii intensamente del liquido 
che si bagna, quindi al microscopio spiccano in rosso intenso sul rosso sbiadito del campo; mentre 
in quelle uova che non arriveranno al loro schiudimento normale, gli elementi dell' embrione, — 
quantunque si gonfino piìi di quelli di un embrione alterato, — non sì colorano che lentissima- 
mente ed arrivano al piìi e molto tardi, alla tinta del fondo ; cosi non si vedranno mai più. rossi 
del liquido che gli bagna, anzi nei primi minuti della osservazione risalteranno in bianco sul rosso 
del campo del microscopio. 

Per la parte pratica di questa operazione è preferibile aprire 1' uovo dalla parte del mìcropilo 
asportando un pezzettino di guscio con un paio di forbici a punte sottili e quindi lo si immerge 
nella goccia d' acqua già preparata sul portaoggetti. Per fare uscire il contenuto si può usare dì 
una leggiera pressione, ma riesce meglio finire d' aprirlo sott' acqua con gli aghi a manico, dei 
quali è bene uno sia torto ad angolo retto ad 1 mm. dalla punta. 

Adoperando gli aghi si introducono le punte nell' apertura fatta con le forbici e mentre l'ago 
dritto tiene fermo contro il portaoggetti un labbro della apertura, con 1' ago curvo si stira alquanto 
r altro labbro e 1' uovo si apre così come una scatola, mentre il contenuto si spande da se nella 
goccia. Se poi il guscio si aprisse irregolarmente, si fa uscire con gli aghi il contenuto, questo 
riescirà più sminuzzato, ma lascerà vedere dei pezzetti di embrione a sufflcenza. 

La soluzione acquosa di carmino (1 parte di carmino, 1 parte di ammoniaca e 100 parti di 
acqua) si prepara facendo sciogliere il carmino nell' ammoniaca, aggiungendo la proporzione indi- 
cata di acqua e filtrando. 



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Nel caso V ammoniaca fosse in eccesso, si scalda a bagnomaria fino a che il carmino cominci 
a precipitare, quindi si filtra di nuovo. 

Sarà bene che la soluzione non sia troppo concentrata, sarà meglio diluire la soluzione sovra 
indicata con altrettanta acqua. 

Nel coprire il preparato col coprioggetti s' interponga fra questo ed il coprioggetti qualche fibra 
di cotone o due pezzettini di carta. 

Coir esame di una quindicina d' uova tolte a sorte su di un campionario, impiegando un paio 
di minuti per ciascun uovo, si potrà avere un criterio più che sufScente sulla vitalità di un seme. 

NOTIZIARIO 

Questi periodici Rivista e Bollettino sono stati premiati alla recente esposizione 
di Chicago. Non sappiamo ancora che genere di premio abbiano ottenuto, ma ad ogni modo ne 
rendiamo subito consapevoli gli egregi collaboratori ed i gentili abbonati, perchè è principalmente 
a loro che si deve il buon esito ed il costante incremento di questa pubblicazione. 

Dovendo procedere alla ristampa degli indirizzi con i quali viene spedito questo pe- 
riodico si pregano gii abbonati ad avvertirci subito se desiderano vi sieno apportate variazioni. 

La pesca delle sardelle a Lissa (Isola) è stata nello scorso anno assai lucrosa, avendo 
raggiunta la cifra approssimativa di circa 25 milioni di sardelle. 

Sport. 11 premio di L. 10,0.jO destinato in Francia a quello stallone, i di cui figli avessero 
ottenuto le maggiori vincite in corse agli ostacoli nel 1893, è toccato a Saxifrage, T eccellente padre 
di Meilleur che trovasi nei nostri depositi stalloni. 

Esami di abilitazione all' insegnamento delle scienze naturali. Dalla circolare 
ricevuta dal Ministero della istruzione pubblica, togliamo le seguenti notizie: Nei giorni 16, 17, 
18 e 19 dell' aprile prossimo, avranno luogo le prove scritte per gli esami di abilitazione all' inse- 
gnamento delle scienze naturali nelle scuole tecniche e normali ; gli esarai orali e la lezione pra- 
tica, saranno tenuti nei giorni che stabiliranno le singole commissioni esaminatrici. 

Gli esarai avranno luogo presso le università di Bologna, Genova, Napoli, Palermo, Pavia, Pisa, 
Roma, Torino e presso l' Istituto di studi superiori in Firenze. 

Animale fossile gigantesco. Nella creta di Cardesse presso Pau in Francia, è stato scoperto un 
animale fossile gigantesco che misura oltre 10 metri di lunghezza, mentre la testa è in proporzione 
molto piccola. Questo animale è stuto denominato Leiodon Mosasaurus per una cevta. Tassomìgììaaza. 
con il famoso Mosasuarus Compievi scoperto a Maestricht verso la fine del secolo scorso. 

Ptomaine nello stracchino di Gorgonzola. 11 dott. V. Manchini esaminando dello strac- 
chino di Gorgonzola che aveva prodotti disturbi gastrici gravi, non vi trovò nò rame, né altri 
metalli nocivi e neppure acido salicilico, né borico ecc. ; ma all' analisi microscopica vi rinvenne 
acarii e mufi"e {Penicilium e Aspergilhis)^ e l'analisi batteriologica vi dimostrò l'esistenza dello 
Spirillum tyrogenum di Dencke, specie patogena, che non rare volte si trova nei formaggi alterati 
i quali digeriti producono disturbi digestivi dovuti a Ptomaine venefiche. Da un campione di Gor- 
gonzola il dott. Manchini ha estratto la Neuridine e la Trimetilamina. 

Avviso ai buongustai (?) ai quali piace il formaggio in decomposizione e bacato. Si ricordino 
almeno che questi bachi da loro detti del formaggio non sono altro che vermi di mosche o di 
altri insetti. 

Società colombofila fiorentina. Questa fiorente società ha deliberato per il corrente anno 
le seguenti gare : 

Una d' addestramento da Livorno — Due di colombi giovani da Lucca e Chiusi — Sei di 
colombi adulti dall'isola di Monte Cristo; da Casalpusterlengo, da Milano, da Como, da Pisa e da 
Genova -r Ed una d' internamento da Bologna, ove verranno innati i colombi, e di là lasciati in 



28 



libertà a pochi per volta, dopo non breve permanenza — Primo esperimento in Italia e di scien- 
tifica importanza. 

Laboratorio zimotecnico a Perugia. Il Ministero di agricoltura ha istituito questo la- 
boratorio presso la Fondazione per T istruzione agraria in Perugia, allo scopo principale di pro- 
muovere esperienze e studii relativi ai fermenti selezionati puri che pare debbano rendere grandi 
servigi nella vinificazione. Mentre è interesse degli enologi seguire con attenzione quanto ha rap- 
porto con r uso di questi fermenti, è per ora da raccomandarsi di accogliere con prudenza, come 
consigliano i più seri zimotecnici, quei pi'odotti che vengono messi in commercio sotto il nome di 
fermenti puri. 

Presso la stazione bacologica di Padova saranno aperti anche in quest' anno i so- 
liti due corsi per l' insegnamento della bacologia. Quello per gli uomini avrà principio col 20 
aprile p. v. e quello per le donne con il 1 di luglio. Gli uomini dovranno avanzare le domande 
non più tardi del 1 aprile, e le donne entro il 15 giugno. 

Posti di studio. È aperto il concorso a 12 posti di alunni nel R. Istituto forestale di Val- 
lombrosa, per un corso di 4 anni, ultimato il quale gli alunni avranno diritto alla nomina di Sotto- 
ispettori forestali aggiunti. Le domande si ricevono presso il Ministero di agricoltura fino al 15 
corrente. 

NOMINE, PROMOZIONI, ONORIFICENZE, PREMI 
( Vedi aìtche il fascicolo della Rivista del 1 febbraio) 

Cisoato dott. Giuseppe nominato astronomo aggiunto nel!' osservatorio di Padova. 

Antoniazzi dott. A. M. nominato astronomo assistente nell' osservatorio di Padova. 

Colucci dott. Vincenzo nominato prof, di patologia generale e anatomia patologica vete- 
rinaria nella Univ. di Pisa. 

Mattirolo dott. Oreste nominato prof, di botanica nella Univ. di Bologna. 

Leonardi dott. Gustave nominato assistente alla zoolog. ed anat. comp. nella Univ. di Padova. 

Sofiìantini dotfc. Giuseppe nominato assistente di anatomia comp. nella Univ. di Pavia. 

Bottego cap. Vittorio ha ricevuta la grande medaglia d' oro, dalla Soc. geografica italiana. 



RICHIESTE E OFFERTE 

Domande di cambi, domande e risposte diverse ~ Gratis per gli abbonati 

Quando non vi è speciale indirizzo, rivolgersi all' amministrazione del giornale, la quale rappresenta gli abbonati 
che pubblicando richieste od offerte desiderano rimanere incogniti. 



Gli abbonati sono pregati ad approfittare di questa rubrica, poiché più che le richieste ed of- 
ferte saranno numerose, tanto maggiore sarà T utile reciproco che ne ritrarranno gli abbonati stessi. 

Preghiamo pure gli abbonati a farci conoscere i loro cambiamenti di residenza, le loro no- 
mine, promozioni ecc. , gii studi speciali ai quali si dedicano, nonché se tengono collezioni e se 
desiderano far cambi. 

Questo periodico è assai diffuso ax-che all' estero, per cui un annunzio posto in questa rubrica 
anche una volta all' anno, servirà a mettere gli abbonati in relazione con i colleghi d' Italia e 
delle altre nazioni, specialmente Europee. 



16 Inchiesta sulla Peronospora. Il prof. A. N. Berlese direttore del laboratorio di pato- 
logia vegetale della R. Scuola Euologica di Avellino, allo scopo di pubblicare un opuscolo con 
ammaestramenti utiti ai viticoltori, rivolge loro calda preghiera onde vogliano comunicargli 1' epoca 
nella quale videro 1' anno scorso comparire la peronospora, quale ne fu 1' andamento e la durata, 
quali i rimedi usati e quando somministrati, i resultati ottenuti ecc. 

A tutti quelli che gli favoriranno queste notizie, manderà in dono la relazione con le norme 
da seguirsi per combattere il temuto parassita. 



29 



17 II suddetto Laboratorio di patologia fornisce gratuitamente schiarimenti sulle cause 
delle malattie e consigli sui rimedi da impiegarsi a tutti coloro che ne facciano richiesta, inviando 
campioni di piante e di vini malati. 

18 Ai collettori di coleotteri il sìg. Etigo Raffesberg di Podhragy, Post Prasicz, Ungheria, 
spedisce gratis e franco il suo catalogo con i prezzi molto ribassati. 

19 Le Docteur Putzeys 13 Rue Anonel, Ixelles Bruxelles, Belgique, desire echanger des 
conquilles terrestres, fluviatiles et marines de Belgique, aussi que de tirabres poste, contre des 
timbres et des conquilles d' autres regions. 

■ 20 II sig. Antonio Porta, Nosadella 48, Bologna offre ed accetta coleotteri completi, ben 
preparati e ben classificati. 

21 Bathyscia Doderii (Fairra.) Si cedono alcuni esemplari di questo nuovo e raro coleottero 
rinvenuto solamente in una grotta della Liguria, a L. 1 per esemplare. Al medesimo prezzo di 
L. 1, si cedono pure Bathyscia Murialdi. 

22 II sig. Mariano Ticci di Siena, possidente presso la stazione di Castellina in Chianti, 
oflfre vini fini da pasto ed olio di oliva. Ha ottenuti prodotti eccellenti anche dall' anno corrente. 

23 II dott. Francesco Coppi di Maranello Modenese, otfre grandi e piccole collezioni 
di fossili, animali e vegetali, di tutte le epoche geologiche, ma principalmente terziari ; roccie e 
conchiglie attuali a tutti i prezzi. 

24 Dal laboratorio di storia naturale di S. Brogi in Siena si desidera fare acquisi o 
od avere in cambio delle Salamandra maculosa e qualche tartuca di mare e di acqua dolce, vive. 

25 Barbatelle di viti Borgogna Nero o Pineaunoir, bellissime, garantite di località im- 
mune da Fillossera, si cedono al prezzo veramente di occasione di sole L. 36 il mille. L' uva ma- 
tura a metà Settembre. 

26 Meli di alto fusto coronati di eccezionale bellezza e delle migliori varietà si cedono 
a cent. 70 1' uno, 10 per L. 6, 100 per L. 55. 

27 Forstrath Mùhl Carthans platz 2 II. Frankfurt sur Oder Germania, desidera entrare 
in corrispondenza con entomologi italiani ed offre coleotteri europei in cambio di coleotteri italiani. 

28 I fratelli Ingegnoli di Milano proprietari di un grandioso stabilimento agrario, inviano 
gratis il loro splendido catalogo di piante e semi posti in commercio per T anno corrente. 

29 Un giardiniere e fattore premiato, attualmente direttore di grandioso vivaio di viti 
americane cerca posto per il prossimo marzo. Scrivere a F. D. Castelletto Scazzoso (Alessandria). 

30 Esperto giardiniere fiorista ed orticoltore premiato, cerca impiego presso casa si- 
gnorile. Scrivere alle iniziali P. F. fermo in posta in Lonigo (Vicenza). 

31 M. Thèry, Saint Charles par Philippeville (Algeria), offre des Coléoptères d'Abyssi- 
nie en echange de Coléoptères africains, Histerides, Buprestides, Cerambycides du globe. 

32 M. Alb. Mohlenbruck, à Morat (Suisse) désire echanger une petite collection de 
graines, bois, etc. contre conquilles, animaux, insectes etc. 

, 33 M. Pascal Conti, 4 rue Haldimand Losanna (Svizzera), desidera cambiare fanerogame 
e crittogame vascolari, la più parte svizzere, contro muschi, epatiche e licheni. 

34 M. Basset, naturaliste a Cosne (Nievre, Francia) desidera far cambi di uova di uccelli- 

35 La rarissima conchiglia terrestre Helix stenomphala si offre in cambio di belli 
esemplari di minerali cristalizzati. (Continua) 



NEPTUNIA 

Rivista per promuovere la 

Federazione Razionale 
A^'ilcola 

DIRETTORE 

Dott. D. LEVi-MORENOS 

VENEZIA 



PISCA ED AQUlCULTUnA 

Direzione ed Amministrazione: S. Stefano 3536 Venezia 

Prezzo d' aHùoiiamento annuo l. 12 

Si pubblica due volte al mese. Col supplemento scientifico bimestrale (Notarisia) L. 20 

È gradita e desiderata qualsiasi notizia interessante la 
pesca e 1' aquicoltura. 

Si risponde, per opera di speciali collaboratori, ad ogni 
questione di pesca e d' aquicultura. 



ORGANO 

della 

SOCIETÀ REGIOJf. YENETA 
PESCA e L' AoillceLTeRA 

Sede Centrale 

VENEZIA 



S. BROGI direttore reSDOnSaMle Slena Tip. e Llt. Sordo-mutl ai L. Lazzeri 



30 



Casa Tipografica Libraria Editrice Arcivescovile 

Ditta GIACOMO AGNELLI - Milano 

N. 490, Libreria, Via S. Margherita, 2 - Telefono N. 20 - Stabilimento, Via Stella, 30 

Annunciamo con piacere la pubblicazione dell' opera dell' illustre Prof. Comm. GIUSEPPE 
MERZARIO, Deputato al Parlamento, intitolata : 

I Maestri Gomaeini 

^TOI\IA AI^TI^TIGA DI MIDIJE DUECENTO ANNI (600-1800) 
Questa opera, aspettata e desiderata da molti che ne ebbero sentore, e si interessano e dilettano 
di fatti e di problemi riferentesi alla storia delle Belle Arti e alle loro vicissitudini e trasformazioni 
nei vari secoli, divisa in due volumi, di circa 700 pagine ciascuno, formato in-8.°, con bella carta e tijii 
nitidi, dedicata a S. Ecc. Giuseppe Zanardelli, Presidente della Camera dei Deputati. 
Questa la sintesi di un lavoro, che è frutto di lunghi studi, di pazienti investigazioni, e di molte- 
plici viaggi, che raccoglie e unifica molte notizie sparse di arti e di artisti, e presenta anche qualche Iato di 
novità, di curiosità e di diletto. Attenendosi stoltamente al suo tema l'illu-^tre autore non trascorse 
a nessuna discussione politica o religiosa : e si astenne dalle illustrazioni, che in così Inngo corso 
di secoli, varietà di scuole, e moltitudine di monumenti o ancor vivi o minati avrebbero dovuto es- 
sere troppo numerose, se appena proporzionate alla vastità dell' argomento. 

L' opera è in due volumi, corredata da un copioso Sommario, da una carta geografica del terri- 
torio artistico comacìno, e da un Indice delle persone e cose principali; fu messa in commercio al 
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Recentissime pubblicazioni : 

ADOLFO GUÈRIN. Note di Storia per gli allievi della classe IV e V. Due bellissimi opuscoli 
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Questo non è un testo di storia né un vero sunto : un sunto può essere più dannoso che utile, 
se gli allievi lo studiano pappagallescamente, mentre per ritenere la spiegazione, quando è stata fatta 
bene, basta l' indicazione dei nomi e dei fatti principali. Queste indicazioni, che non sempre si ha 
tempo di dettare e di correggere, le ho raccolte in ceuto note, più brevi delie lezioni che si sogliono 
assegnare giornalmente. E un libriccino che vorrebbe essere utile, senza la pretesa di piacere, e non 
è illustrato per ornamento, ma perchè le figure, come tutto ciò che colpisce direttamente i sensi, sono 
di aiuto efficacissimo alla memoria. Adolfo Gdèrin 

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duta, ampliata ed arricchita con 1' aggiunta d' un Corso d' esercizi dal Cav. Gio. IMazzucchelli, 
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commerciali, esercizi di conversazione e di lettura ad uso degli istituti tecnici del Regno, per cura 
del Cav. GIOVANNI MAZZUCCHELLI, professore di lingue straniere in vari istituti pubblici e pri- 
vati. Bel volume in-'I6 di pagine 180 L. 1,25. Legato in tela-oro L. 2,25. 

Carta geografica del territorio artistico Comacìno. Recentissima edizione colorata. 
Misura cent. 50 per 65. L. 1. 

FELICITA IVIORANDI e EDVIGE SALVI. La Giovinetta studiosa. Libro di lettura per la 
IV e V classe elementare, secondo I recenti Programmi governativi. Bel volume in-16 illustrato di 
160 pagine L. 1. Legato in tela-oro L. 2. 

Prof. E. PAROLI. Umbei'to. Sillabario e letture per la \.°- classe o sezione delle scuole maschili, 
femminili o miste, urbane o rurali. Bel volume in-16 di pagine 64 illustrato. Cent. 15. 

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alunni delle scuole tecniche e magistrali, approvalo dai Con-;igli SooListici Provinciali di .Milano, Ber- 
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gr. 380). 

BANFI G. Antologia per le giovinette che frequentano le scuole elementari maggiori, nor- 
mali ecc. , divisa in quattro parli : Dio e Religione, 1' Universo e 1' Uomo, Patria e Famiglia, Varietà, 
secondo i nuovi Programmi governativi; 4.*' edizione accresciuta, riveduta, corretta e riordinata dal 
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31 



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del prof. A Pokorny per i proff. Garuel., Lessona., 
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Elementi di Tassinomia vegetale e ani- 
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Socin. 170 pag. in 8.° con 5 tav. L. 2,80. 

Manuale pratico di vinificazione del prof. 
Passerini. 144 pag. in 8.° con illustr. L. 1,40. 

La cultura dell' olio del prof. Passerini. 
132 pag. in 8.° con illustrazioni L. 1,40. 

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Passerini. 125 pag. in 3.° con illustr. L. 1, 25. 

Manuale pratico di bachicultura del 
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L' uovo e le sue prime trasformazioni 
di M. Cermenati. Voi. illustrato di 48 pag. in 
16.« L. 1. 

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microscopio del dott. A, Garbini 2.^ edizione. 
432 pag. in 8.° rilegato in tela con 109 incisioni 
intercalate nel testo L. 5, 20. 

Ricerche malacologiche di L. Benoit 
pag. 18 in 8 " con 35 fig. L. 1. 

Quelques remarques sur les régles 
de la nomenclature zoologique appliquéea 
a toutes les branches de l'histoire naturelle par 
L. Oìphe-Galliard 20 pag. in 8.° L. 0,50. 

Role des Reptiles en agricolture par 
/. De Fischer, pag. 16 in 8." L. 0,50. 

Guida della stampa periodica italiana 
dell' avv. Bernardini. 744 pag. con notizie sui 
giornali antichi e moderai L. 10 per L. 5. 



L' art d'empailler les petits animaux 
semplifìe par P. Combes. Un volume con fig. 
L. 1, 10. 

Conseils aux amateurs pourfaireune 
collections de papillons. Classification, pre- 
paration et conservation. Par M. Belese. Con 32 
fig. L. 1, 10. 

I funghi mangerecci e velenosi, descri- 
zione, modo di cucinarli e conservarli. Con 23 
tavole colorate L. 1,20. 

Viaggio in Oriente : Relazione ordinata su 
documenti del celebre Spallamani, dal prof. 
Camjjanini. Con figure. Prezzo ridotto da L. 20 
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Viticultura teorico pratica di 0. Ottavi. 
Un volume in-8 di pag. 1178 con 442 fig. e 9 
tav. in colori L. 12, 10. 

Manuale del Macellaio e del Pizzica- 
gnolo per il cav. Giuseppe Lancia. 690 pag. 
in 8.0 con 164 fig. L. 7, 50. 

Sono i piccoli uccelli utili all' agricol- 
tura? Discorso del deputato Trentino D. G. 
Salvadori. L. 0, 40. 

Pécheur-praticien, ou les segrets, les my- 
stères, les ruses, de la peche a la Ligne par M. 
Lambert. Pag. 240 con fig. L. 1, 60. 

Geografìa di G. Grave trad. dal prof. E. 
Galletti. Manuale Hoepli legato in tela con 26 
incis. L. 1,40. 

Geografìa classica di E. F. Tozer trad. 
dal prof. Gentile. Manuale Hoepli legato in tela 
L. 1,40. 

Chimica del prof. E. E. Roscoe trad, del prof. 
A. Pavesi. Manuale Hoepli legato in tela con 36 
incisioni L. 1, 40. 

La Valtellina ed i naturalisti. Memoria 
bibliografica di ili". Cermenati. Quest' opera si 
compone di 6 volumi che trattano. separatamente: 
I. Generalità. II. Zoologia. IH. Botanica. IV. Geo- 
logia. V. Mineralogia e Litologia. VI. Aeque ter- 
mali e minerali, ed appendici. Ogni volume si 
vende anche separatamente per L. 1. Tutti e 6 
L. 5,40. 

II perchè dei fenomeni fisiologici nelle 
piante e negli animali di 5. Marinucci. 228 
pao'. con 149 incisioni L. 2,20. 

Trattato teorico pratico sulle malattie 
degli animali domestici, con metodi di cura 
ecc. del dott. prof. E. Perroncito. 434 pag. in 
8.0 con 220 fig. L. 7. 

Nuove Contribuzioni alla avifauna 
tridentina per .4. Bonomi, 5S pag. in-8. L. 1,40. 

Dizionario di botanica del Cazzuola con 
applicazioni pratiche. pag. in 8.° L. 8 per L. 
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. Dizionario di floricoltura del CobelH. Due 
volumi in 8.0 L. 20 per L. 12,80. 

Entomologia del Disconsi con 270 fig. e 
istruzioni sulla caccia, preparazione ecc. degli 
insetti L. 5 per L. 3, 40. 

Geografia fisica ed astronomia, del 
prof. F. Fabretti. 360 pag. con fig. L. 2,75. 



32 



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LABOMMOZOOiOGIMOllOTSlFlllCO 



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MUSEO DI STORIA NATURALE § 

diretti dal Gav. SIGISMONDO BEOGI g 

Naturalista premiato con 19 medaglie e diplomi speciali ol 

Fornitore di molti musei e gabinetti scolastici del Regno ed esportatore all' estero 

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LAMPREDE (Petromyzon fluviatilis Lin) 

I gabinetti scolastici che non posseggono 
questo interessante e caratteristico pesce, pos- 
sono averne esemplari lunghi circa 30 ceat. ben 
conservato in Alcool a L. 1,00 ciascuno. Franchi 
di porto nel Regno L. 1,20, all'estero L. 1,30. 
Prendendone diversi ribasso da convenirsi. 

Lamprede imbalsamate e conservate a secco 
a prezzi da L. -5 a 10 secondo la grandezza. 



VIPERE (Vipera aspis) 

Molti sono coloro che credono conoscere le 
vere vipere venefiche, ma invece le confondono 
con altri serpi innocui, come tante e tante volte 
abbiamo dovuto verificare. A coloro che deside- 
rano conoscere sicuramente le vere vipere, ed ai 
gabinetti scolastici, invieremo vipere conservate 
in Alcool al prezzo da L. ^ a L. 4 1' una. 

Si forniscono pure vipere vive. 



IS 



(Latreille) 



Il più grosso dei nostri serpi detto perciò il 
Boa d' Italia. Belli esem})lari di completo svi- 
luppo lunghi circa M. 1, 50, conservati in Alcool 
a L. 10 r uno. 



IS 



conservate in alcool da 
L. 1 a L. 3,00. 



Vesperup Lasiopterus 

Di questa bella e grossa specie di pipistrello, 
da alcuni ritenuta una varietà massima del V. 
noctula, offriamo agli studiosi ed ai collettori 
esemplari vivi, conservati in alcool o messi in 
pelle a L. 2, 00, imbalsamati L. 6. Scheletri da 
L. 4 a L. 10. 



Sono 
taloghi e 
Catalogo 



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presentemente in distribuzione gratis e vengono inviati ad ogni richiesta, i seguenti ca- 

prezzi correnti: 

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di prezzo a chi ne acquista per 20 e piìi lire). 

« 15 — Coleoptera in Italia coUecta. 

^33 — Minerali e Roccie. 

« 36 — Uccelli, imbalsamati ed in pelle. 

« 57 — . Varietà e mostruosità in uccelli italiani. 

« 38 — Modelli plastici per l' insegnamento della Botanica. _ 

« 40 — Mammiferi imbalsamati e in pelle, scheletri e crani. 

« 4Ì — Arnesi, strumenti, utensili, preservativi, specialità ecc. per la raccolta, studio, 
preparazione e conservazione degli oggetti di storia naturale. 

^42 — Catalogo con note e prezzo degli animali di tutti gli ordini, scheletri ed altre 
preparazioni zootomiche, Piante, Minerali, Fossili, ecc. ecc. nonché delle Colle- 
zioni già formate per V insegnamento. 

« 43 — Supplemento al catalogo N. 33 Minerali e. Roccie. 



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Benissimo arrotati, ed in parte coloriti in rosso. Dimensioni mill. 69 X 30. 
La grandezza della cella varia dai 5 ai 2.5 millim. e vi sono anche con cella ovale. 
Per L. 10 se ne invia un assortimento franco come campione. 



Anno XIV N." 3 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI i.° Marzo 1894 



SOMMARIO 

Meli prof. Romolo. Sulla presenza dell' Iberus (subset. Morella) Signatus Fér. (Helicogena) 
nei monti Ernici e nei dintorni di Terracina nella provincia di Roma, Pag. 33. 

De Biasio dott. Abele. Crania aegyptiaca vetera et hodierna con appunti di storia e di 
etnologia egiziana. Con fig. [Coni, e fine). Pag. 35. 

Bibliografìa italiana. (Cont.) Geologia, Mineralogìa e Cristallografia. Da pag. 39 a pag. 40. 

Sulla presenza dell'IBERUS (subsect. Murella) SIGNATUS Fér. (Helicogena) nei 
monti Ernici e nei dintorni di Terracina nella provincia di Roma (1), 



>^^tf»CKl>>cnc^^t:-* 



In alcune escursioni, che io ho eseguito recentemente a Ciciliano, alla Men- 
torella (circondario di Roma), a Veroli, Alatri, Anagnì, Ferentino, Piglio e 
Paliano (circondano di Fresinone) nel territorio degli Ernici, il quale è collo- 
cato a S. E. nella provincia di Roma, ho preso un ricco materiale (2), impor- 



(1) Una parte di questa memoria venne già pubblicata nel Bollettino della Società romana per 
gli studii zoologici Anno 11.°, 1893, voi. II. n. VII e Vili pag. 242-252; ma avendovi dovuto fare 
molte aggiunte e modificazioni, viene ora qui stampata per intiero. 

(2) Nelle stesse escursioni presi anche alcune note sulla costituzione geologica della regione, 
cioè, sui calcari compatti, cretacei, talvolta con rudiste, non che su quelli eocenici talora con facies 
nummulitica, che vi costituiscono i principali rilievi; sulle arenarie oligoceniche sovrapposte ai cal- 
cari, specialmente alla base dei monti, nelle vallate, e nelle depressioni prodotte da sinclinali ; sui 
travertini sotto Ferentino; sulle lave dei vulcanetti ernici, e sui tufi della valle del Sacco. 

Importanti sono i calcari compatti eocenici di Porcile e dei dintorni di Ovinio per i fossili che 
racchiudono (modelli di grosse bivalvi Corbis ? Lucina ? nella valle del Licenza ecc. non che echi- 
nodermi della famiglia Scutelle). 

Le arenarie formano sulle sinistra del Sacco una zona esterna di colline, sulle quali sono 
costruiti alcuni paesi (Ferentino, Paliano, Anagni) ; si mostrano però anche nell' interno dei monti, 
per esempio a Cerano, ad Affile, lungo la via provinciale, che da Olevano va a Subìaco ; conti- 
nuano nella valle dell' Aniene dopo Subiaco verso Arsoli, per ricomparire poi, fuori della provincia 
di Roma, nella valle del Turano, aCarsoli, Sante Marie, ecc. Queste arenarie contengono talvolta 
stratarelli di lignite picea, compatta, a frattura concoide, la quale distillata è ricca di prodotti 
gassosi; le arenarie devono avere in generale forte potenza, giacché, avendone, due anni fa, esplo- 
rate con una trivellazione, appunto per ricerche industriali della predetta lignite, presso Ponte 
Lucidi sulla sinistra dell' Aniene alla base dei monti di Canterano, si giunse fino a 40 m. sotto 
il livello del fiume incontrando sempre le medesime arenarie, le quali, chi sa per quanto ancora 
sarebbero continuate. A questa potenza accertata sotto il fondo della valle, deve aggiungersi quella 
delle arenarie scoperte sul thalweg ed incise dal corso d'acqua. Lo spessore visibile di queste 
arenarie, può valutarsi, in quel tratto, a circa un centinaio di metri. 

Tali arenarie oligoceniche sono, per lo più, tenere, a cemento marnoso, giallastre o grigiastre; 
ricordano la mollasse delle Alpi svizzere. In taluni punti, por esempio nella valle percorsa dalla 
via Empolitaoa sotto la rupe calcarea della Mentorella, poco oltre nella direzione di Cerano, si 
mostrano schistose e si rompono in tavole impiegate per copertura o per lastre da parapetti. La 
schistosità è dovuta a squamette di mica, bianco-argentina, disposte tutte parallelamente fra loro, 
neir arenaria. 

Le arenarie si sovrapongono in discordanza ai calcari compatti, che formano i maggiori ri- 
lievi dei monti Prenestini, Ernici, Lepini, delia Scalambra, Simbruini ; si innalzano alla quota 
di oltre 1000 ra. sul livello del mare, come nella valle del Turano. L' ho rinvenute a 850 m. 



S4 tllVISTA ITALIANA Di SCIENZE NATURALI 



tante per la fauna malacologica della nostra provincia, che nelle sopraccennate 
località è pressoché sconosciuta, avendosi finora soltanto le indicazioni date 
dall' ing. Statuti nel suo Catalogo sistematico e sinonimico dei molluschi ter- 
restri e fluviali nella provincia di Roma. Roma, tip, delle se. matem. e fisiche, 
1882, in 4.« 



sulla spianata, ove sorge 1' ex-convento del Piglio, soprastante al paese omonimo, ed ivi ho osser- 
vato il contatto coi calcari cretacei delle propaggini della Scalambra. 

Dal loro disfacimento e dal loro lavaggio si originarono, in taluni punti, lenti di marne grigie. 
Importanti, per la loro genesi, sono le masse dei tufi nella valle degli Arci, nella valle del- 
l' Aniene a monte di Tivoli e in quella del Sacco. In taluni punti mostrano una distinta divisione 
prismatica verticale, come a Labico e nei dintorni di Valmontone; ma ne ofi"rono uno splendido 
esempio, da ricordare i basalti prismatici delle isole Lachèe presso Aci Castello (prov. di Catania), 
sulla sinistra dell' Aniene di fronte a Vicovaro presso la stazione ferroviaria. I tufi sulla via Va- 
leria, passato Tivoli, alla direzione della rotabile S. Polo dei Cavalieri contengono numerose pi- 
soliti globulari della grandezza di oltre una nocchia. Da queste pisoliti si trarrebbe ancora una 
prova che i tufi sono originati dalle deiezioni vulcaniche subaeree cementate, come del resto tutti 
i moderni geologi ritengono, e come dimostrerà tra breve quello studioso, accurato ed intelligente 
osservatore che è l' ing. E. Clerici, dottore in scienze naturali, alle cui viste scientifiche sull'ori- 
gine dei tufi mi associo completamente. Del resto, 1' esame delle ingenti masse tufacee, che tro- 
vansi nella valle del Sacco, sempre piìi mi ha confermato nelT ipotesi, emessa da von Buch fin 
dal principio del secolo sulla loro origine, che, cioè, alla loro formazione abbiano contribuito gran- 
demente le alluvioni. 

Degno poi di speciale rimarco è un tufo litoide, che si cava alla Selva dei Muli (che rappre- 
senta un cratere d' esplosione formato da tufi, scorie e masse detritiche) a circa 2 chilom. di di- 
stanza dalla stazione ferroviaria di Prosinone, e che vidi usato nei cigli dei marciapiedi e nelle 
soglie di quella stazione. 

È un tufo singolare, grigio, peperiniforme, ad elementi piuttosto grossolani con piccoli fram- 
menti angolosi di calcare bianco compatto, e di calcare argilloso, grigio, e che, meglio del peperino 
albano, può adoperarsi come pietra da taglio. 

Sopra i tufi della Campagna di Roma e sulla loro genesi può consultarsi il bel lavoro rias- 
suntivo, pubblicato al principio del passato anno dall'Avv. José Santos Rodriguez col titolo 
« Note sulle roccie vulcaniche e principalmente sui tufi dei dintorni immediati di Roma » Roma, 
Tip. R. Acc. dei Lincei, 1893, in 4.° di pag. 18 con grande quadro. Dalle molte notizie originali, 
che vi si trovano, si rileva che 1' autore ha percorso in vari sensi la nostra campagna e che ha ve- 
duto e rilevato da sé le sezioni geologiche, che trovansi intercalate nel grande quadro sui tufi ; 
insomma vi si scorge un lavoro serio. 

Invece della recente pubblicazione del prof. A. Portis [Contribuzioni alla storia fisica del 
bacino di Roma e studii sopra V estensione da darsi al pliocene superiore - Torino, L, Roux, 
1893, in 4.0] ben diverso è il giudizio che può darsi da chi abbia realmente percorso e girato la 
Campagna di Roma, e da chi ne studi coscenziosamente la geologia, poiché 1' autore ha composto 
quel lavoro, in massima parte di compilazione, non sempre esatta ed imparziale, senza recarsi sui 
luoghi e colla scorta di ben poche escursioni locali ed osservazioni proprie. 

Le pozzolane, grigie o brune, come sulla destra del Tevere, a valle di Roma, così anche nel 
territorio Ernico, sono inferiori ai tufi, più o meno litoidi. Si possono vedere sottostanti ai tufi 
predetti in molti punti; per esempio, sulla rotabile, che dalla stazione di Anagni va verso il 
paese ; nel fondo della valle, percorsa dalle strade mulattiere, che da Anagni vanno ad Acuto ed 
al Pìglio, presso la Torre del Piano ; ai piani di Pìmpinara (sulla carta topografica dello Stato 
Maggiore Italiano è segnato Piombinara) sulla via Casilina presso la stazione di Segni. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



35 



Tra le specie di molluschi raccolti, accenno soltanto le seguenti : 
Buliminus detritus Miill. [Helix) var. major unicolor (alba). 
Iberus strigatus Fér. (Helicella) var. j^olita Paulucci, in grandi esemplari. 
Entrambe le specie trovate sui calcari eocenici della vetta della Mentorella, nel 
gruppo dei monti prenestini, ad oltre 1000 metri sul livello del mare 
{continua) Meli Prof. Romolo 

Crania aegyptiaea vetera et hodieraa 

CON APPUNTI DI STOEIA E DI ETNOLOGIA EGIZIANA 



Studio di ABELE DE BLASIO 



(Continuazione e fine) 

Colla nuova dinastìa si cambiò in Egitto non solo la capitale, facendo so- 
stituire Tebe a Mentì ; ma anche le divinità . Osiride ed Ammone presero il 
posto di Phtah e di Rha del vecchio Impero. E fu in questo nuovo periodo che 
r Egitto, oltre a pensare al proprio splendore coli' innalzare monumenti pub- 
blici e privati, estese i propri confini, conquistò la Nubia e aprì commercio 





Fig. 19.^ Tipo arabo da una fotografia i^z</. 26^.^ Copto dell' alto Egitto da fotografia 

del Langerhans 

coir Asia. Però tanta prosperità non si protrasse a lungo ; perchè circa 2000 
anni prima dell' era moderna avvenne in Egitto 1' invasione degli Hycsos o dei 
Re Pastori. Erano essi oriundi della Caldea dove spinti dalle guerre intestine 
si versano verso V Egitto rafforzati da un' altra razza affine, detta dei Kheta 



36 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



degli Ittili, (flg. 12, 13, 14) che fin da epoche anteriori ad ogni storico ri- 
cordo s' erano stabiliti fra Damasco ed Aleppo e che dalla linguistica e dai 
monumenti iconografi si è potuto dedurre che fossero di origine turanica e che 
precedettero i Semiti (flg. 15) tanto in Siria quanto nella Mesopotamia. Erano 
essi di mezzana statura, e dalle loro impronte scolpite sui monumenti si può 
dedurre, che avevano, come dice il Nicolucci, la testa e il viso tondo, le 
arcate sopraccigliari spianate, gli occhi piccoli, la barba scarsa, le labbra leg- 
germente contornate, il capo raso, tranne che sul vertice donde si diparte un 
ciuffo di capelli che raccolti in baSso si vedono ondeggiare liberamente dietro 
il capo come è uso di fare anche oggi presso i Cinesi (1). 

All' invasione degli Hycsos, che durò circa 500 anni, tennero dietro in pro- 
sieguo di tempo, altre invasioni, come quella dei Persiani che durò tre secoli; 
ma Alessandro rovescia il loro dominio e 1' Egitto diviene provincia macedo- 
nica e Tolomeo Lagide ne assunse il titolo di re. In questo periodo di prospe- 
rità, che durò tre altri secoli, fu fondata Alessandria e 1' Egitto divenne il 
ritrovo degli artisti, degli scienziati e degli industriali provenienti dall'Europa 
e dall' Asia. Ma Roma, insaziabile delle grandi conquiste, pose 1' occhio anche 
all' Egitto e alla morte della libidinosa Cleopatra, 1' ultima regina della fami- 
glia regnante dei Tolomei, l' Egitto, dopo la battaglia navale d' Azio, salito 
Ottaviano al trono degl' Imperatori, senza resistenza, l' Egitto divenne nel 
dominio romano ed entrò a far parte dell' Impero di Oriente che durò circa 
quattro secoli ; ma nel 635 dell' Era nostra fu conquistato da Amru, generale 
di Omar ed incorporato nell' Impero dei Califfi. Passato quindi, dopò altre do- 
lorose prove in potere dei Turchi , nel 1517 n' ebbe dalla Porta, in sui primi 
anni del secolo nostro, il governo 1' Albanese Mehemed-Alì al nipote del quale, 
figlio di Ibrahim-Pascià fu concesso il titolo di Viceré con dritto alla succes- 
sione ereditaria in linea diretta. 

Durante le molte vicende alle quali andò incontro l' Egitto nuovi elementi 
etnici s' introdussero nella sua popolazione, come Levantini, Negri, Cristiani e 
gran numero di Arabi ; ma nonostante cotesto invasioni straniere, che si suc- 
cessero, nel volgere di tanti secoli nel dominio dei Faraoni, e malgrado tutte 
le sventure di questa razza che fu trattata sempre da schiava; ma una schia- 
va, come dice il Le Bon, che conquista i suoi dominatori, che li domina, che 
li piega al suo genio ; pure parte del tipo indigeno di questa regione non ha 
perduto punto della sua originalità, e chi bramasse rendersi familiari quelle 
antiche sembianze, che in sì gran numero si vedono scolpite nei tanti monu- 
menti dell' Egitto non dovrà cercarle nelle classi superiori ; perchè queste si 
sono sfigurate mediante i ripetuti connubi collo straniero ; però il tipo fisico 
si conserva nella sua purezza nativa sotto la rozza scorza dei contadini, i quali 
hanno conservato dovunque 1' antico tipo e la rassomiglianza genuina coi loro 



(1)G. Nicolucci - Gli Ittiti o Kheta nella Storia e nelf Etnologia - Atti dell'Accademia Ponta- 
niana voi. XXII. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 37 



antenati ond' è che il Fellacco contempla con stupore le statue dello Scriba, 
quella di Ra-Hotep e le tante altre sculture che si rinvengono nel!' Egitto : 
scorgendo in esse tratto per tratto le proprie impronte, che sono rimaste im- 
mutabili dopo cinquemila anni di distanza. 

Hanno questi discendenti del Dio Sole, dice l' Hartmann (1) en general 
un physique agréable. Ils ont de larges épaules ; leur thorax a la forme trape- 
zoidale que nous regardons comme le principal attribut d'un homme bien fait ; 
leurs muscles sont bien développés ; leur colonne vertebrale est gracieusement 
inclinée, leurs hanches sont sveltes ; leurs attaches sont flnes, leurs mains et 
leurs pieds sont petits; leurs doigts sont minces, leurs orteils droits et bien plantés; 
leur talon n'est ni gres ni proéminent. Leur front est assez élevé, fuyant et dimi- 
nuant de diametro vers les tempes. Le sommet de leur téte est aplati; leur cràne 
est étendu en longueur ; leur téte entiére est dolichocéphale. Leurs yeux sont 
fendus en amande et ombragés de sourcils bien arqués. L'iris est brun foncé. 
Leur nez est trés proéminent, un peu aplati dans sa partie postérieure; il est ra- 
rement droit, plus souvent recourbé ; le bout forme un angle droit avec la 
partie connexe de la cloison, et il a de larges ailes. La bouche n' est pas 
grande, mais les lévres sont charnues, souvent grosses et méme boursouflées. 
La ligne du nez aux lévres est développée. Les joues sont larges ; le menton 
est allongé, fin et fuyant. Les oreilles, bien formées, sont grandes et attachées 
en arriére ; ce fait est exagéré dans les statues et les tableaux de l'antiquité. 
Le profil égyptien a beaucoup de caractère, et il frappe surtout par la grande 
distance entre le menton et l'oreille. S. Morton a déterminé l'angle facial de 
78 degrés. La charpente de ces homrnes a de la finesse et de l'élégance. Chez 




Fig. 21.^ Fanciulla copta (EìeK) 



(1) Hartmann - p. 61-62. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



les femmes se présentent les caractéres que nous venons de décrire, mais 
ils sont plus adoucis. Les jeunes fllles sont extraordinairement minces .... 
Leurs épaules et la partie supérieure de leurs bras sont souvent trés bien for- 
mées. La cuisse, l'avant-bras et la jambe sont souvent trop maigres, mais il 
y a à cet égard de belles exceptions. Les seins sont, dans la jeunesse, ovales 
et rebondis ; mais à mesure che le corps se développe et que les couches se 
répétent, ils se flétrissent et deviennent pendants. 

La couleur des Ègyptiens est d'un brun bronzé, variant du rouge brun au 
jaune (1). Dans la Thébaide, elle est souvent cuivrée. Quant à la nuance café 
au lait, décrite par quelques voyageurs, je ne l'admets ni pour les Ègyptiens, 
ni pour d'autres Africains. La chevelure est noire de corbeau et assez épaisse. 
Tantót les anciens se rasaient, tantòt ils laissaient croitre leurs cheveux. Beau- 
coup se servaient de longues perruques frisées d'une manière trés compli- 
quée, telles que nous en voyons encore chez les Bedjas, les Funjés, les Niam- 
Niams etc. etc. Autrefois, comme aujourd'hui, les femmes faisaient de leur 
chevelure une quantité de petites tresses qu'elles ornaient de perles, de pierres 
précieuses, de petites plaques de metal précieux etc. 

Un' altra razza cui la religione ha preservata in parte da incrociamenti è 
quella che è formata dai Copti, (flg. 20-21). Anche essi si vantano e le loro 
flsonomie ce lo dimostrano, che sono discendenti dei figli del Dio Sole ; però 
in molti di essi scorgesi evidente la mischianza del sangue negroide che si ap- 
palesa dai capelli lanosi, dalla barba scarsa, dalle guance prominenti, dal naso 
schiacciato e dalle labbra grosse. 

Ma oltre questi elementi nei quali perdurano le incancellabili forme fa- 
raoniche, r Egitto, sotto r aspetto etnografico nutre popolazioni molto miste, 
poiché come abbiamo visto, vi fu nel loro paese un continuo surrogarsi per 
opera degl' Hycsos, dei Persiani, dei Grecia dei Nubiani^, dei Romani ed in- 
fine dei Turchi, il che apportò per mezzo dei connubii alterazione e sostitu- 
zione del tipo in una non lieve pirte degl' indigeni. 



(1) Il libro di Erodoto, i dialoghi di Luciano, e le opere di Ammiano Marcellino, c'insegnano 
che gli antichi Egizi, affatto simili a quelli dei nostri giorni avevano la pelle di colorito bruno. 
Due contratti di vendita che risalgono all' epoca dei Tolomei ci danno indizio del colore della 
pelle dei contraenti. Il venditore vien detto melagros (bruno carico) ed il compratore meligros 
(giallo o color miele). Da tutti i documenti e testimonianze, risulta che esistevano presso gli antichi 
Egizi certe varietà nel colorito della pelle ; ma che vi era una tinta dominante. Si trovano nei 
tempii e nelle tombe pitture ove i personaggi hanno la tinta color di rame rossastra o color ciocco- 
latte chiaro. Le figure di donne hanno la tinta piìi gialla, che si avvicina al fulvo. (Figuer. Le 
razze umane). 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



39 



BIBLIOGRAFIA ITALIANA DI SCIEiNZE NATURALI 

Pubblicazioni del 1892 

{continuazione) 

L'amministrazione s'incarica dì procurare agli abbonati, senza aumento di prezzo, le pubblicazioni delle 
quali è notato il costo, ed anche le altre se è possibile. 

Gli astori di scritti relativi alle scienze naturali, che non vedono annunziati i loro lavori in 
queste note bibliografiche, sono pregati darcene avviso, rimettendoci, possibilmente, una copia 
delle loro pubblicazioni, o fornendoci anche solamente i dettagli necessari per poterne dare un 
completo annunzio. 

474 Bombicci L. Sulla coesistenza delle due 
inverse plagiedrie, sopra una faccia di un cri- 
stallo di Quarzo di Carrara e sulle spirali di 
Airy presentate da una sezione ottica dello stesso 
cristallo e di altri. (Bologna. Memorie R. Acc. 
delle Scienze tomo 2. Estr. di pag. 50 in 4." gr. 
con 4 tav.) 

475 Bombicci L. Sulle Guglie conoidi rimpiaz- 
zanti le piramidi esagono-isosceloedriche in due 
esemplari di Quarzo del Vallese e dell'Isola 
d' Elba. Loro correlazioni con i rilievi lanceolari 
del Quarzo di Porretta. (Ibidem). 

476 Bombicci L. Sulle modificazioni degli 
spigoli verticali nei prismi esagoni di Quarzo di 
Carrara e su quelle che strutturalmente vi cor- 
rispondono nei cristalli di altre specie ipinerali. 
(Ibidem). 

477 Bombicci prof. L. La nouvelle Mimé- 
sie de la pyrite cubiforme à structure fibreuse. 
(Bologna. Un quadro con testo e 60 fig.) 

478 Bosio G. Eruzioni vulcaniche ed ipotesi 
sul vulcanismo. (Torino. Gaz. Letteraria n. 33). 

479 Bucca L. L' età del granito di Monte 
Capanne nell'isola d'Elba. (Palermo, pag. 28 in 4.") 

480 Bucca L. Contribuzione allo studio geo- 
logico dell' Abissinia. (Milano. Giorn. di Mine- 
ralogia fase. 2 pag. 19 in 8.°) 

481 Bucca L. Sulle trachiti leucitiche del 
lago di Bolsena (Studio petrografico) (Catania. 
Boll. Accad. Gioenia di se. nat. fase. XXV pag. 
7-8. Estr. di pag. 14 in 4.°) 

482 Bucca L. Primo rapporto della eruzione 
dell' Etna scoppiata il 9 luglio. (Ibidem pag. 10 
in 4.° con I tav.) 

483 Busatti L. I porfidi della Miniera di 
Tuviois nel Sarrabus, Sardegna. (Pisa. Atti della 
Soc. Tose, di se, nat. voi. Vili. Estr. di pag. 20 
in 8.0) 

484 Busin prof. ing. P. Una escursione 
geologico alpina. (Rovereto. Annuario Soc. Alp. 
Tridentini voi. XVI pag. 309-17). 



Geologia - Mineralogia - Cristallografia. 

463 Artini A. Sopra alcune roccie dei din- 
torni del lago d'Orta. (Milano. Rendiconti del 
R. Ist. Lomb. fase. 14 pag, 7 in 8.») 

464 Artini A. Appunti petrografie! sopra al- 
cune rocce Italiane. (Ibidem fase, 18-19 pag, 
1140-47 in 8.0) 

465 Badanelli D. Natura ed origine delle 
roccie che formano la scorza terrestre. (Pistoia. 
Tip. del popolo Pistoiese pag. 27 in 16.° con 
figure). 

466 Baratta M. Sulle bombe esplodenti del- 
l' eruzione sottomarina di Pantelleria. (Roma. 
Annali Uff. cent, di Meteorologia e Geodinamica, 
voi. XI. Estr. di pag. 4). 

467 Baratta M. I) terremoto veronese del 
7 giugno 1891. (Ibidem. Estr. di pag. 86). 

468 Baratta M. Il terremoto della riviera 
bresciano- veronese del Iago di Garda del 5 gen- 
naio 1892. (Ibidem. Estr. di pag. 6). 

469 Baratta M. SuII' eruzione eccentrica 
dell' Etna scoppiata il 9 luglio 1892. (Ibidem. 
Pag. 6 in 8.° con una tav.) 

470 Bassani F. Sui fossili e sull'età degli 
schisti bituminosi di Monte Pettine presso Gif- 
foni Valle Piana, in provincia di Salerno. (Na- 
poli. Soc. Ital. Scienze. Serie 3 tomo 9 n. 3. Estr. 
di pag, 57 in 4,°) 

471 Bassani F. Marmi e calcare litografico 
di Pietraroia prov. di Benevento. (Napoli. Rend. 
del R. Ist. d' Incoraggiamento fase. 7-8. Estr. di 
pag. 4 in 4.0) 

472 Bentivoglio T. Ricerche sulla dolomi- 
te. (Modena. Atti della Soc. dei Nat. voi. Il pag, 
84-108 in 8.0) 

473 Bombicci L. Réponse à la Note de M. 
Georges Friedel, concernant la composition chi- 
mique et la structure de la Mélanophlogite. (Pa- 
ris. Estr. du Bull, de la Sociétó francaise de 
Mineralogie n. 5-6 pag. 16 in 8.o) 



40 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



485 Busin prof. ing. P. Una salita alla 
Marmoretta. (Ibidem pag. 317-27). 

486 Cacciamali prof. G. B. Geologia della 
provincia di Teramo. (Teramo. Fabbri edit. pag. 
34 in 8.0) 

487 Cacciamali prof. G. B. Anticrateri 
dell' appannino Sorano. (Torino. Per cura del 
Club Alpino italiano pag. 16 in 8.") 

488 Calabro-Lombardo dr. A. La genesi 
dell' atomo cubico e 1' Assicristalloscopio. (Ca- 
tania. Calatola edit. pag. 14 in 4.°) 

489 Canavari M. I terreni del Terziario 
inferiore e quelli della Creta superiore nell'ap- 
pennino centrale. (Pisa. Atti della Soc. Tose, di 
se. nat. voi. Vili pag. 158-CO). 

490 Canavari M. 11 Lias superiore nella 
Valle di Bolognola in quel di Camerino. (Pisa. 
Processi Verb. Soc. Tose, di se. nat. voi. Vili pag. 
6-11 in 8.0) 

491 Canavari M. Gli scisti varicolori con 
fucoidi della parte N. E. dei Monti Sibillini. 
(Ibidem pag. 11-12) 

492 Canavari M. Un nuovo esempio di di- 
scordanza tra il Titoniano e il Lias, osservato 
neir Appennino centrale. (Ibidem pag. 12-13). 

493 Canavari M. Conglomerati arenarie e 
quarziti liasiche di Puntadura in prov. di Co- 
senza. (Ibidem pag. 13-14.). 

494 Capellini G. Gerolamo Guidoni di Ver- 
nazza e le sue scoperte geologiche in Liguria e 
in Toscana. (Genova. Un voi. di 134 pag. in 8.° 
con ritratto). 

495 Chelussi T. Studio Microscopico su al- 
cuni porfidi di Borgosesia. (Milano. Giorn. di Mi- 
neralogia fase. 2 pag. 10 in 8.°) 

496 Corti B. Il terreno quaternario di Valle 
d' Intelvi. (Como. Corriere della Domenica. Estr. 
di pag. 14 in 8.°) 

497 Corti B. Sulla pianura di Pianieo; os- 
servazioni geologiche e micropaleontologiche. 
(Milano. Rendiconti R. Istit. lombardo fase. 13 
pag. 20 in 8.°) 

498 Corti B. Ricerche micropaleontologiche 
sulle argille del deposito lacustro glaciale del 
lago di Pescarenico. (Roma. Boll, della Soc. Ge- 
log. ital. voi. 10 fase. 4 pag. 26 in 8.° con 1 tav.) 

499 Cortese E. e Sabatini V. Descrizione 
geologico-petrografica delle Isole Eolie. (Roma. 



Memorie descrittive della carta geolog. d' Italia 
voi. VII pag. 142 in 8.° con 9 tav. in fototipia 
e 8 carte geograf.) 

500 D'Achiardi A. Le rocce del Verrucamo 
nelle Valli d'Asciani e d' Agnano nei monti Pi- 
sani. (Pisa. Memorie della Soc. tose, di se. nat. 
voi. XII. Estr. di pag. 25 in 8.«) 

501 De Angelis dr. G. Sopra un giacimento 
di roccie vulcaniche nel territorio di Rocca S. 
Stefano, Roma. (Siena. Riv. ital. di se. nat. n. 
6 pag. 81-84). 

502 Dell'Erba L. Considerazioni sulla ge- 
nesi del Piperino. (Napoli. Atti della R. Acc. 
delle se. fis. e mat. n. 3 Estr. di pag. 24 in 4.") 

503 De Lugo C. L' Etna e le sue eruzioni. 
(Firenze. Rassegna Nazionale anno 14. Estr. di 
pag. 32 in 8.") 

504 De Lorenzo G. Osservazioni geologiche 
nei dintorni di Lagonegro in Basilicata. (Roma 
Rend. R. Acc. dei Lincei serie 5.^ voi. 1 pag. 
316-17 in 4.0) 

505 De Lorenzo G. Avanzi morenici di un 
antico ghiacciaio del Monte Serino nei dintorni 
dì Lagonegro (Basilicata) (Ibidem 2.o sem. fase. 
10 pag. 318-53 in 4.o con 2 fig.) 

506 De Rossi M. S. I terremoti e la scienza. 
(Roma. Art. nel Giornale II Popolo Rom.) 

507 De Stefani C. Terreni cristallini e pa- 
leozoici della Corsica. (Roma. Rend. R. Acc. dei 
Lincei voi. I. fase. 10. 2." sem. pag. 5 in 4.") 

508 De Stefani C. SuiCalcìschisti fra Voltri 
e Belforte. (Genova. Atti Soc. Ligustica di se. nat. 
e geogr. voi. Ili pag. 128-29 in 8.°) 

509 De Stefani C. Geografìa fisica e Geolo- 
gica ad uso dei Licei. (Firenze. Puntata 1.^ con 
73 fig. pag. 121 in 8.o) 

510 Franco P. Sull'Analcime del Monte 
Somma. (Milano. Giorn. di Min. Crisi Petr. voi. 
III. fase. 3 e 4 pag. 8 in B.») 

oli Ferrerò L. Le ricerche geologiche eie 
esplorazioni sotterranee dei mezzi fertilizzanti. 
(Caserta. Relazione letta al Congresso di Asti 
dei viticultori ed enologi e della Soc. degli Agr. 
Ital. Opuscolo di pag. 38 in 8.°) 

512 Fratini F, Stabilimento balneare Climatico 
di Petriolo. (Milano. Op. di pag. 93 in 16." con 
fig. nel testo e ved. in tav. separate). 

{continua) 



S. BR06I lìirettore resDoasaliile 



Siena Tip. e Lit Sordo-muti di L. Lazzeri 



Anno XIV ^^^^^^^ ^^^ NiTBRALISIA COLLETTORE ILLEWTORE COLTlfATORE 15 ^„ 

SUPPLEMENTO MENSILE 
N "^ 1894 

ALLA RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI . 

Abbonamento alla Rivista e Bollettino (24 fascicoli) L. 5 — Al solo Bollettino (12 fascicoli) L. 3 all'anno 



SOMMARIO 

Failla Tedaldi L. Glossario entomologico. (Cont.) Pag. 33. 
COMUNICAZIONI. Fabani C. Facilità negli uccelli di imitare altri suoni. _ G. De P. So- 
cietà colombofila fiorentina. Pag. 35. 

NOTIZIE DI CACCIA E NOTE ZOOLOGICHE. Note ornitologiche dal Trentino Bonomi. — La 
cincia col ciuffo Boschetti. Da pag. 36. a pag. 38. 

Insegnamenti pratici. Conservazione dei fiori colla loro forma e colore. — Per conservare 
gli animali con i loro colori. Pag. 38. 

Notiziario Pag. 39. — Nomine, promozioni, onorificenze, premi Pag. 39. — Ri- 
chieste, offerte e domande di cambi Pag. 39. 



GLOSSARIO ENTOMOLOGICO 

REDATTO 

da LUIGI FAILLA-TEDALDI 

(continuazione) 

E 

E, ex ■ Posto innanzi a parole d' origine latina significa mancante, così ad esempio 
exculptus exmiellatus significa che è senza scultura, senza scutello. 

Ebdorite - Hebdorite = Settimo anello addominale. 

Ebdosternite ■ Hebdoslernite = Settima sterilite addominale. 

Efflorescenza = Polverulenza. 

Elastico - Elasticus - Elastique - elastich - Pieghevole, flessibile come le Elitre degli 
Ortotteri. • 

Elato ■ Elalus ■ Elevé - erhòht, verbreitert, aufgebogen = Innalzato, elevato. 

Eleuterati - Che hanno gli organi masticatori scoperti come nei Coleolteri. 

Elevato - Elcvatus ■ Elevé ■ eihaben, vornigeiid - Che si dirige in alto. 

Eliofilo - Amante del sole. 

Elitra e - Elytra, Coleoptem ■ Elylre - Flugeldecken, deckschilde - Si chiamano quella 
sorta di astucci cornei o coriacei che lappresenfano le ali superiori degli Crtolleri 
e Coleolteri, e che servono a proteggere le inferiori. Negli Afidiani taluni chiamano 
elitre le alt inferiori - Per gli Ortotteri viene più specialmente adoperalo il termine 
latino di tegmina. Si fa inoltre questa differenza adoprandosi nel latino : elytris 
bipimciatis s' intende che ciascuna elitra ha due punti che equivale a eoleopteris 
quadripunctatis (Redtabacher) Tav. 1 fig. 1 o). 

Elitre allungate - Coleoptera o elytrae elongalae - Elytres elongées ■ werlàngerte Flu- 
geldecken - Quando sono più lunghe dell' addome - Alcuni Prionus, Licus. 

Elitre ampliate o allargate ■ C. ampliata ■ erweitele Flugeldeken - Quando il mar- 
gine esterno delle elitre si prolunga o é mollo sviluppato come nel Dytiscus la- 
tissimiis, Haliplus ecc. 

Elitre aperte - E. hiantia - klaffende Flugeldecken - Oedemera ecc. 



34 



Elitre auricolate - C. auriciilata - gehòrte Flugeldecken - Quando presentano un ap- 
pendice di questa forma all' angolo umerale - Lycus, Cassida. 

Elitre brevi • C. abbreviata - E brèves ■ verkurzte Flugeldecken - Quando lasciano 
scoperta una parte notevole dell' addome - Belapìms Heisei, Goniacerus gibbus. 

Elitre brevissime - C. brevissima ■ E. très breves - kurze Flugeldecken - Quando 
sono meno della metà dell' addome. 

Elitre connate • E. connatae • Quando non si dividono lungo tutta la sutura - Pimelia, 
Timarcìia. 

Elitre deiscenti - E. dehiscentia - klaffende Flugeldecken - Quando si staccano o di- 
vergono alquanto da un punto della sutura - Dorcadion. 

Elitre dimezzate o dimidiate - E. dimidiatae - E. dimidiates ■ hàlftige Flugeldecken - 
Quando sono uguali alla metà dell'addome. - Omalium rivulare. 

Elitre fastigiate - E. fastigiatae - vorsprigende Fliigeldeken ■ Quando sorpassano un 
poco l'estremità dell'addome - Cassida. 

Elitre gualcite o rientrate ■ E. contrectala o intrusa - Quando le elitre offrono nel loro 
apice una specie di gualcitura - e? di Malachidi. 

Elitre intiere - E. integrae - unversehrte Flugeldecken • Quando sono precisamente 
uguali alla lunghezza dell'addome - Omophron. 

Elitre sovrapposte - E. eomplicantia ■ deckende Flugeldecken - Quando un'elitra copre 
una parte dell'altra - Meloe. 

Elitre subulate • E, subulata - E. subulées - pfreimenfòrmige Flugeldecken - Quando 
terminano in una punta stretta ed allungata e lasciano scoperta una parte dell'ad- 
dome, tanto lungo la sutura quanto nel margine esterno- Oedemera,Metaecus ec. 

Elitre troncate - E. irimcatae, abscissae, mutillatae o detritae - E. tronqués - abge- 
slutzte, abgeschnittene verslummelte Flugeldecken ■ Quando sono tagliate da una 
linea retta - Staphiiinus, Scaphidium, Hister, Clylus ecc. • Alcuni entomologi fran- 
cesi fanno tuttavia distinzione, come noi, fra troncato e mutilato. 

Ellìttico - Ellipticus - Elliptique - elliplisch o lànglicheirund ■ In forma di ellissi. 

Elmo ■ Galea - Calete • Helm - Chiamasi negli Ortotteri il lobo esterno delle mascelle 
molto sviluppato in alcune specie, che si applica contro l'estremità delle medesime 
e le ricuopre a modo di elmo o celata. Tav. V fig. 2-3 d) 

Emarginato - Emarginatus - Emarginò - geschwifl = Smarginalo. 

Embolie - Embolium - Fieber chiama negli Emitteri i lobi laterali del protorace. 

Embricato - Imbricatus ■ Embriqué - dachziegelfòrmig - disposto ad embrice, come le 
squame delle ali dei Lepidotteri, certe antenne ecc. 

Emelitra - Hemelytra = Emielilra. 

Emicicli ventrali - Hemicydi ventrales - Chiamansi certe curve rilevate od incavate 
che si riscontrano nel primo anello ventrale di alcuni insetti - Scymnics, Heteroce- 
rus • e servono come caratteri distintivi. 

Emìeiitra - Hemielythra o Hemelytra - Halbfliigel - Col nome di emielitre vengono de- 
signate le ali superiori degli Emitteri Eteropteri che sono coriacee, colla parte in- 
feriore membranosa, e che ricuoprono le inferiori. Tav. VII! fìg. 1 a) - Taluni in 
dicano la sola porzione coriacea o coria. (continua) 



35 



COMUNICAZIONI - PROPOSTK - DOMANDE - RISPOSTE 

In questa rubrica gli abbonati hanno diritto a inserzioni gratis per ogni numero, per scambiarsi notizie, schia' 
rimenti, informalo ni, consigli, questioni da risolvere ecc. 

Facilità negli uccelli di imitare altri suoni. Se si riten2;a per qualche tempo in gabbia 
uà uccello qualsiasi, il suo canto si muta e partecipa in più punti dai varii suoni che si emet- 
tono intorno all' uccello stesso. 

Ho provato più volte allevare qualche merlo e più di una volta sentii unire al natio suo 
ritornello il canto del gallo, il miagolio del gatto, l'abbaiare del cane. Un usignuolo venne pure a 
modularmi il gorgheggio di una passera solitaria sua compagna di prigione. Anche il codirossone 
allevato in domesticità, mi ripeteva un' aria di canzone popolare e 1' andava alternando di quando 
in quando col verso selvaggio. Tanto potrei dire de' canarini, dei verdoni, dei fringuelli e d'altri. 

Ma anche gli uccelli liberi vanno imitando i suoni che emettono gli elementi della Natura 
che li circonda, o gli uccelli od altri animali che più li avvicinano. 

È nota la grande facilità di imitazione del tordo beflfeggiatore delle Americhe. Comincia col 
proprio verso, quindi emette il richiamo ed il verso del reattino. Ora imita la rondine porporina 
ed ora il gheppio. Qualche volta assomiglia alla cincia a due colori e tal' altra al tordo migratore. 
Canta siccome una muscicapa, grida come la quaglia della Virginia, stride come un gallo. 

Anche la Lira possiede grande facilità d' imitare i suoni di ogni qualità ed il Beker lo di- 
mostra luminosamente : Nella Contea di Gippsland, poco lungi dal pendio meridionale delle Alpi 
Australi, havvi una macchina per segar legna; a qualche distanza nel bosco si ode nelle quiete 
domeniche, collo stridere della sega, 1' abbaiare dei cani, le risa dei coloni, il pianto dei bambini 
e il garrire di varie specie di uccelli : tutti questi suoni sono imitati da un uccello Lira che ha 
posto il suo domicilio a breve distanza dal luogo ove lavora la sega. 

Ma senza uscire dal nostro continente, anzi dalla nostra Italia, non abbiamo sott' occhi un 
beli' esempio nella numerosa famiglia delle gazze e principalmente nella ghiandaja ? Talvolta sen- 
tite per r aria il feroce miagolio del nibbio, vi guardate attorno e non vedete che una saltellante 
ghiandaja.... Spesso imita il nitrire del puledro ed il canto del gallo. Non è difficile, per causa sua 
il cader nell' inganno di credersi vicini ad un tordo, ad un picchio, ad un' averla dei quali tutti, 
imita il canto 

La calandra è poi insuperabile, fra i nostrali, nel farsi eco di tutti gli uccelli. Basta udir essa 
per udirli tutti. Gridi di rapaci, voci di striduli, arie di canori, tutto torna in acconcio, di tutto 
fa essa incetta e tutto riproduce sospesa in aria; intrecciando senza fine mille vezzosi arpeggi, gor- 
gheggiaraenti, salti, tirate. Può dirsi non avere un verso a lei proprio ; essa canta ora col gorgheg- 
giare della Lodola, ora col verso d' amore del Montanello, ora con quello dello Zigolo ; in un tratto 
passa ad imitare il fischio che le Pispole, le Ballerine, ì Verdoni fanno sentire in inverno, e nuo- 
vamente con brusco passaggio ritorna al canto della Lodola e cosi via. 

In questa facilità di apprendere la voce degli altri animali o degli elementi della Natura, sta 
forse la ragione del fenomeno di mimetismo nel canto che tutti ammiriamo negli uccelli, feno- 
meno che di leggieri può aver luogo per la finezza del loro udito e per la flessibilità e modula- 
zione della loro voce. 

Giovandosi di questa attitudine imitativa degli uccelli si ammaestrano i canarini a ripetere 
lunghe ariette di flauto; l'averla piccola fu ammirata come imitatrice fedele di più svariate me- 
lodie, ripetendole essa con rara costanza senza mai stancarsi ; la calandra posta alla scuola del- 
l' organetto, è intelligente discepola di cui nessuna può esser eguale nella perfezione, nella rapi- 
dità e neir estensione dei suoi progressi. Piglia fedelmente quanto le si mostra, e dentro poco 
tempo diviene essa medesima un organetto vivente, soave, vigoroso, infaticabile. Ottimo discepolo 
nella scuola di flauto è pur il ciuffolotto, e con più soggetti si è riesciti veramente a dare dei 
piccoli concerti. 

[continua) C. Fabani 



36 



Solenne distribuzione dei premi alla Società colombofìla fiorentina. La sera ^el 
18 Febbraio, dinanzi ad un eletto e numeroso stuolo d'invitati, ebbe luogo la premiazione dei vin- 
citori delle gare avvenute nei decorso anno; erano pure presenti Fon. Prefetto Conte G. Capitelli 
r Ing. Cav. E. Vitta assessore rappresentante il Sindaco, ed alcuni ufficiali superiori dell' arma del 
Genio rappresentanti il Comando Militare. 

L'egregio Cav. Rag. G. C. Giachetti, tenne una dotta ed erudita conferenza che interessò l'in- 
telligente uditorio, per circa un' ora, che fu sovente interrotta da grandi applausi, ed una calorosa 
ovazione e molte strette di mano lo salutarono alla fine. 

11 Tema era : / colombi nei costumi dei iMpoli, che il valente oratore divise in due parti ; 
nella prima trattò dei colombi in rapporto alle Religioni, Emblemi, Auguri, Presagi, Strenne, 
Giuochi e Privilegi, corroborando il suo dire, con citazioni storiche scentifiche^ da sempre più di- 
mostrare quanto amore egli abbia per lo studio dei classici antichi. Fu poetica la descrizione della 
levata del sole in Persia, fu importante quella dell' introduzione del Cristianesimo, e pittoresco 
oltre ogni dire quello dei giuochi indiani. 

Nella seconda parte rilevò, con arte magistrale ed ordine cronologico, ciò che i colombi furono, 
per le Arti, Lettere, Scienze, Costumi e Commerci, dimostrando la parte principale che i greci gli 
assegnarono nei loro capolavori. Narrò con patriottico slancio degli ultimi momenti di Garibaldi, 
quando l'Eroe sentendosi presso al fine della sua vita mortale, desiò vedere dall'aperta finestra i 
suoi diletti colombi, e terminò con felici allusioni sui colombi che da Nizza e Trieste vengono sul 
suolo Italiano. 

Riassumo dicendo, che 1' egregio Giachetti si confermò con questa sua splendida conferenza il 
suo bel nome di dotto nella storia naturale. 

Dopo di lui il Segretario sig. G. Fanciulli, lesse una elaborata Relazione sulle gare avvenute. 
Quindi segui la premiazione, che fu susseguita da uno sceltissimo Concerto vocale e strumentale di 
cui furono pregevole ornamento le gentili Signorine Maria Massai e Giulia Masoni, la Sig.^ Bianca 
Barducci ed i signori Giorgio Eustis, Lodovico Tomraasi e il maestro Ugo Barducci che egregia- 
mente lo diresse. 

Alla Direzione della Società il merito di sì bene riuscita festa. G. de P. 



NOTIZIE DI CACCIA E NOTE ZOOLOGICHE 



Notizie ornitologiche raccolte nel Trentino durante il 1893. 

1. Aquila chrysa'etos Salvad. Aquila reale. Ai 10 giugno vennero uccisi due aquilotti sul monte 
S. Martino, sopra Saone in Giudicarle. Nel medesimo luogo ne erano stati catturati altri due il 9 
luglio 1889. 

2. Pernis apivorus Bp. Falco pecchiaiolo. Ebbi occasione di esaminare un esemplare di questa 
specie per noi piuttosto rara, il quale era stato preso a Smarano presso Isera il 19 giugno. L'epoca 
di tale cattura sarebbe una conferma che il Pecchiaiolo nidifica nel Trentino. 

3. Falco peregriniis, Savi. Falcone. Ai 21 maggio veniva ucciso nelle vicinanze di Trento un 
bellissimo Falcone maschio, che io ebbi in esame. Vidi pure una femmina presa colle reti in Val- 
lunga presso Rovereto ai 19 Ottobre. Questa venne regalata al nostro Museo civico. 

4. Nyctala Tengmalmi Gigi. Civetta capo-grosso. Mi convinco sempre più che questa specie 
sui nostri monti è se non comune, nemmeno rara. Durante l'autunno ebbi un esemplare giov. preso 
a Terragnolo ai IT ottobre ed uno adulto preso a Pradel'albi presso Rovereto ai 28 Ottobre. Am- 
bedue erano caduti da sé nelle reti d' un roccolo. 

5. Goracias garrula Linn. Ghiandaia marina. Vidi un esemplare di questa specie ucciso ai 7 
maggio a Campomaggiore. Altro lo ebbe il sig. Grillo di qui. È specie piuttosto rara. 

6. Upupa epops Linn. Upupa. Nomino questa specie perchè mi sembra che nella ' scorsa pri- 



37 



raavera sia stata più abbondante del solito. In aprile io ne ebbi in esame alcuni inditidui tutti 
dei dintorni di Rovereto. 

7. Ficus martius Linn. Picchio nero. Un bel maschio di questa specie - che si. fa sempre più 
rara - venne portato sulla piazza di Rovereto ai 10 Ottobre. Era stato catturato sui moati di Tram- 
bileno. . ■ 

8. Ampelis garrulus Bp, Beccofrusone. Il sig. G. Franzelin, ispettore forestale ? Cavalese, man- 
dandomi in dono un bellissimo esemplare di questa rara specie mi scriveva: « Negli ultimi tempi 
trovavasi in Fiemme di passaggio una considerevole quantità di questi uccelli » Lessi poi nei gior- 
nali ornitologici che in quel lasso di tempo ne furon catturati sul Veronese, nel Salisburgese e in 
Carniola. 

9. Parus ater Linn. Cincia mora. Il passaggio delle cincie more nello scorso autunno fu ab- 
bondantissimo. Cominciò al principio di settembre ed andò aumentando fino al termine del mese, 
continuando però in modo decrescente, tutto l'ottobre. Ne vennero pigliate moltissime colle panie. 

10. Acentor collaris Dresser. Sordone. Ne ricevetti uno da Lavarono ai 20 ottobre. Durante 
questo mese ne furono portati sulla piazza di Rovereto circa dieci esemplari, uccisi sui monti cir- 
costanti. 

11. Plectrophanes nivalis M. et W. Zigolo della neve. Per la prima volta ebbi, il 25 febbraio, 
la sorte di poter esaminare due esemplari, di questa rarissima specie, poche ore prima uccisi presso 
la foce del Leno (Rovereto). Venni assicurato che altri 5 individui appartenevano allo stesso bran- 
chetto, ma riuscirono a continuare il loro viaggio verso mezzodì. Ambedue gli uccisi furono pre- 
parati l'uno per l'I. R. Ginnasio, l'altro per l'I. R. Istituto Magistrale di qui. 

12. Aegiotus linarius Cab. Organetto. Nel mese di novembre abbiamo avuto un abbondante 
passo di Organetti (dia!, fadanel marin, lugherin todesch). Da vari anni non se ne vedeva uno. 
Pare anzi che l'ultima comparsa in grande numero sia avvenuta nel 1862. Quest'anno se non fu 
una vera invasione, fu per lo meno un forte passaggio^ perchè per la durata di quasi un mese, 
sulla piazza di Rovereto ne venivano portati da 200 a 300 ogni mattina, tutti provenienti dalle 
valli alpine circostanti. 

13. Bonasa betulina Dress. Francolino di monte. Potei esaminare un maschio di questa specie, 
preso a S. Michele, ai primi di Gennaio. Il Francolino di monte va un po' alla volta scomparendo 
dalle montagne del Trentino. 

14. Ardea purpurea Linn. Airone rosso. Un Airone rosso venne catturato il 24 maggio al- 
l' Acquaviva presso Trento e preparato pel sig. Rensi di Mattarello. 

15. Mergus serrator Linn. Smergo minore. Il gabinetto di storia naturale di quest' I. R. Isti- 
tuto magistrale si è arricchito di un giovane individuo di questa specie. Giusta le informazioni che 
potei attingere esso sarebbe stato ucciso sul lago di S. Massenza sul finire del 1892. 

16. Larus minutus Pali. Gabbianello. Un maschio giovine in abito di transizione venne preso 
ai 9 novembre dal dott. E. de Probizer presso Rovereto in riva all' Adige. Era in compagnia di 
un altro, che vedendo cadere in acqua il compagno, continuò per qualche tempo a volargli attorno; 
Questo esemplare, da me prima mai veduto in carne, fu regalato al civico Museo di Rovereto. 

Rovereto 7 febbraio 1894. prof. Agostino Bonomi 

La Cincia col ciuffo. 11 giorno 14 settembre 93, trovandomi a caccia in un folto bosco di 
faggi nelle vicinanze di Rezzo (Pieve di Teco) all'altezza di circa 1100 metri, uccisi un esemplare 
di Parus cristatus Lin. (1. N. 1. pag. 340 - 1776) (^. Pesava grammi 15,5. - Lunghezza totale cen- 
timetri 12,7; delle ali centm. 6,4: coda centra. 5,4: becco centra. 0,83; tarso centra. 2. 11 ciuffo di 
questa cincia era composto di piume lunghe cent. 1,3, acuminate, nere nel mezzo e bianchiccie sui 
margini. Il piumaggio delle parti superiori era brunazzo cinereo, delle inferiori, bianchiccio: nera 
la gola ed i contorni delle gote. Siccome l' individuo da me ucciso era dalle ferite ridotto in pes- 
simo stato, e perciò impossibile ad imbalsamarsi, feci subito, unitamente ad alcuni amici, le più 
diligenti ricerche, onde impadronirmi di un esemplare da conservarsi. JNIa per quanto abbia fatto 
ini fu impossibile trovarne alcun altro ; e da tutti quelli cui mostrai quella Cincia, mi fu risposto 



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non ricordarsi di averne trovato alcun esemplare. Il marchese Durazzo nelle sue notizie sugli uc- 
celli liguri dice che questa cincia abita e nidifica nelle alte montagne della Liguria; ma la sua 
osservazione è messa in dubbio dal Salvadori (Fauna d'Italia - Gli uccelli). Può darsi benissimo 
che se ne incontri qualche raro esemplare sui nostri piìi alti e folti boschi, ma con ciò credo, non 
possa dirsi che sia stazionaria dei monti della Liguria ; poiché qualche individuo talvolta spinto 
da freddo, o da altra causa può incontrarsi li ove non è mai stato visto. (Alcuni anni or sono fu 
ucciso nelle vicinanze di Alassio presso la Madonna della Guarda, metri 640 circa, un fagiano reale 
forse capitato nei nostri monti, inseguito da qualche grosso rapace). Ed assai poco attendibile credo, 
l'asserzione del Risso, che la dice stazionaria degli oliveti del Nizzardo, poiché qualche volta si 
sarebbe incontrata negli oliveti della Liguria confinante col Nizzardo e punto diversa pel clima. 
Alassio 11 Febbraio 1894. Giuseppe Arturo Boschetti 

INSEGNAMENTI PRATICI 



— — >»<3*«><*;— 



Conservazioni dei fiori colla loro forma e colore. [Dal Giardinaggio). I botanici 
e gli amatori di fiori hanno osservato già all' Esposizione di Bruxelles, una collezione di fiori na- 
turali, ma disseccati con tanta arte e abilità che conservavano la loro forma, il loro colore, tan- 
toché si potevano credere ancora freschi o appena raccolti. 

Questa collezione era molto variata; essa comprendeva delle Alzalee, delle Cinerarie, delle 
Orchidee e molte altre specie raccolte nei campi, nei giardini e nelle serre. Essa era stata prepa- 
rata ed esposta da Cornelis farmacista a Diest (Brabant). 

Il processo seguito da questo amatore è molto semplice e pur n^olto efficace. 

Ci è sembrato che questo processo di conservazione dei fiori offrisse molti punti interessanti e 
specialmente che fosse utile in alcune circostanze, cioè quando si tratti di conservare certi fiori 
fino a che si possano descrivere o iconografare, oppure quando si debbano trasmettere lontano e 
sottometterli così all' esame di un botanico o di altro scienziato. Nelle gallerie di botanica destinate al- 
l'istruzione, potrebbe tornare pure di grande vantaggio l'esporre preparati in questo modo certi fiori rari 
e preziosi. La cosa riesce possibile e facilissima seguendo il processo Cornelis. Egli chiude i suoi 
fiori in bottiglie particolari, a largo collo, chiuse a smeriglio da un turacciolo di vetro vuoto e la 
di cui vasta cavità viene sempre riempita da calce viva, destinata ad assorbire quella piccola 
quantità di umidità che potrebbe introdursi all' interno dei flaconi o perchè si aprono o per tante 
altre circostanze. L' aria secca e privata d' acido carbonico, che in tal modo occupa le bottiglie, 
sembra che avvivi il colore dei fiori e li conservi nelle loro sfumature naturali. L' utilità d' un 
buon processo per la conservazione dei fiori sarà generalmente apprezzato e noi possiamo assicurare 
che questo è realmente perfetto. 

11 metodo operativo è il seguente : 

Per conservare ai fiori la loro forma primitiva lo strattagemma consiste nello immergerli nella 
sabbia e farli poscia seccare. Il recipiente il più conveniente per fare quest' operazione consiste in 
un semplice imbuto di carta, del quale sia smussata la punta per modo di ottenerne un cono 
troncato. La disseccazione si può fare a una temperatura dai 35 ai 40°, in un luogo nel quale la 
temperatura si rinnovi facilmente. Il metodo però che dà i migliori resultati si è la disseccazione 
nel vuoto in presenza o dell'acido solforico ordinario o di qualunque altra sostanza, che assorbisca 
r acqua con avidità, come il cloruro di calce fuso, la potassa caustica, ecc. 

Il fiore una volta essiccato, ciò che dura otto o dieci giorni, bisogna ritirarlo dalla sabbia 
con molta precauzione, poiché desso diviene molto fragile. Appena estratto da essa é generalmente 
molto imbrattato da polvere, la quale vi resta aderente; per nettarla bisogna lasciarvi cadere sopra 
altra sabbia un po' grossolana la quale scotendo così i petali, li pulisce. Dopo questa specie di lavacro, 
esso ha ricevuto tutte le cure volute, e può essere conservato indefinitamente, quando lo si chiuda 
nel flacone più sopra descritto e che si terrà ermeticamente chiuso. 



39 



Più la disseccazione è rapida più i colori del fiore si conservano meglio. Un certo numero di 
fiori però cangiano colore per il solo fatto della disseccazione; per es. , la malva, che è rosea, di- 
viene azzurra; altri ancora come la Digitale purpurea, la Passiflora, il Colchico, si offuscano leg- 
germente. Così molti altri sono influenzati dalla luce del sole, al qual contatto alcuni sbiadiscono, 
mentre altri si ravvivano. 

Per conservare gli animali con i loro colori vediamo riportato da parecchi giornali 
scientifici il seguente liquido proposto dal Wiese nella Sxientific American: Si sciolgono 600 gr. 
di Iposolfito sodico in 5 litri d' acqua e gr. 76 di Cloruro ammonico in gr. 250 di acqua. Mesco- 
lansi le due soluzioni e vi si aggiungono litri 4 a 6 di alcool. 

N. B. Nel Bollettino Farmaceutico di Milano che riporta la suddetta formula dal Drog. Ztg. 
sono indicati soli gr. 7 di Iposolfito sodico in luogo di gr. 600 quanti ne indica p. e. il Feuille 
des Jeunes naturalistes. 



OTIZIARIO 



-'^^^il-'^S^Q'^r- 



Sport ippico. Le cavalle inscritte per la monta di Melton sono già 26 e se ne attendono 
due da un importante allevamento francese. 

Per le grandi corse di Milano si sono iscritti: Al premio di L. 50 mila, 29 cavalli - A quello 
di 20 mila, 24 - A quello di 12 mila, 42 - A quello di 10 mila, 28 - A quello di 6 mila, 38 ecc. 

Per conto della Società di Steeple Chases d'Italia, avranno luogo a Tor di Quinto a Roma, 3 
giornate di corse con ostacoli nei giorni di 11, 25 e 26 marzo corrente. 

Esposizione ippica nazionale a Milano per cavalli da tiro leggero e da sella divisa 
in tanti concorsi. Avrà effetto dal 6 al 10 Maggio prossimo. 

Notizie sulle balene. Un professore di anatomìa di Edimburgo ha calcolato la potenza 
che sviluppano le balene nei loro movimenti di nuoto. La balena della Groenlandia raggiunge 
una lunghezza dai quindici ai diciotto metri, mentre altre balene, vedute nelle acque inglesi, ol- 
trepassano talvolta i venticinque metri. È accertato che la balena della Groenlandia si muove tal- 
volta con una celerità di otto a nove nodi all' ora e che, nello stesso spazio di tempo, altre balene 
possono raggiungere i tredici nodi. La balena di Longuiddry aveva venticinque metri di lunghezza 
e pesava 75 tonnellate. Il professore giudicò che in tali condizioni, il gigantesco cetaceo doveva 
sviluppare la forza prodigiosa di centoquarantacinque cavalli. 

E aperto un nuovo concorso per la primavera 1894 fra i produttori di sementi bachi *e 
fra i coltivatori di bachi da seta, da tenersi sotto la direzione del Museo nazionale di Bacologia e 
di Sericoltura di Torino, dalla quale si possono avere le norme del concorso stesso. 
NOMINE, PROMOZIONI, ONORIFICENZE, PREMI 

Golgi prof. Camillo per le sue scoperte sul sistema nervoso ha vinto il premio di 1000 
marchi (1250 L.) e medaglia, istituito dal Rineaker, e posto a concorso della facoltà medica di 
Wiii'zbourg. 

Ha ricevuto pure un premio di L. 20000 dall'Accademia dei medici di Torino, per le sue ri- 
cerche sulla natura della malaria. 

Migneco dott. Francesco A. nom. assistente al gabinetto di igiene nella Univ. di Catania. 

Bertoni Luigi noni, preparatore di Zoologia e Anatomia comp. nella Univ. di Pisa. 

Pittiani Alberto nom. prof, di Se. nat. nella Scuola Tecnica di Oderzo. 

Guignard prof. Leon è stato eletto presidente della Società botanica di Francia. 

Bassi prof. R. è stato dalle scuole Veterinarie eletto a far parte del Consiglio ippico. 

RICHIESTE E OFFERTE 

Domande di cambi, domande e risposte diverse ~ Gratis per gli abbonati 

Quando non vi è speciale indirizzo, rivolgersi all'amministrazione del giornale, la quale rappresenta gli abbonati 
che pubblicando richieste od oiferte desiderano rimanere incogniti. 

Gli abbonati sono pregati ad approfittare di questa rubrica, poiché più che le richieste ed of- 
ferto saranno numerose, tanto maggiore sarà 1' utile reciproco che ne ritrarranno gli abbonati stessi. 



40 



Preghiamo pure gli abbonati a farci conoscere i loro cambiamenti di residenza, le loro no- 
mine, promozioni ecc. , gli studi speciali ai quali si dedicano, nonché se tengono collezioni e se 
desiderano far carabi. 

Questo periodico è assai diffuso anche all'estero, per cui un annunzio posto in questa rubrica 
anche una volta all' anno, servirà a mettere gli abbonati in relazione con i colleghi d' Italia e 
delle altre nazioni, specialmente Europee. 



36 Sono in vendita le seguenti collezioni del sig. Fritz Ruhl, già presidente della so- 
cietà entomologica di Zurigo Hattingen: I. Collezione di LepzcZoif^eri appartenenti alla fauna pale- 
artica - II. Collezione di lepidotteri esotici - III. Collezione di Coleotteri di tutti i paesi del mondo. 

Il tutto in buonissimo stato e scientificamente determinato. 

Per informazioni si 'prega indirizzarsi a M. Ruhl in Zurich - Hattingen. 

37 II sig. Giuseppe Velardita Caldacera, di Piazza Armerina, offre per cambi dei 
Carabi Faininii. 

38 II sig. Raffaello Mercatelli orticoltore in Firenze ha messo in distribuzione il suo 
nuovo Catalogo generale di alberi, arbusti, piante da stufa ecc. per il 1894. 

39 II sig. Giuseppe Raschi di Spello (Perugia) vende per causa di trasferimento: I. 
Marmi ornamentali antichi - II. Pietre preziose gregge e lavorate - III. Amuleti - IV. Fossili - V. 
Roccie e minerali - VI. Conchiglie e Polipi. In blocco e separatamente. Prezzi tenuissimi. 

40 II sig. Filippo Silvestri di Bevagna (Umbria) desidera fare acquisto di miriapodi non 
determinati di qualunque regione, contro pagamento o in cambio di miriapodi o coleotteri europei 
determinati. 

41 II sig. Hugo Roffesberg di Podhragy, Post Prasiez, Ungheria, spedisce gratis e 
franco il suo catalogo di coleotteri, con i prezzi molto ribassati. 

42 II sig. S. Brogi, naturalista a Siena, desidera avere in cambio o contro pagamento: 
Yipera berus o Vipera rossa, delle Salamadra maculosa e qualche grossa specie di molluschi ter- 
restri e di acqua dolce, viventi. 

43 II sig. Mariano Ticci di Siena, possidente presso la stazione di Castellina in Chianti, 
offre vini fini da pasto ed olio di oliva. Ha ottenuti prodotti eccellenti anche nell' anno corrente. 

44 Barbatelle di viti Borgogna Nero o Pineau noir, bellissime, garantite di località im- 
mune da Fillossera, si cedono al prezzo veramente di occasione di sole L. 36 il mille. L' uva ma- 
tura a metà Settembre. 

45 Meli di alto fusto coronati di eccezionale bellezza e delle migliori varietà, si cedono 
a cent. 70 l'uno, 10 per L. 6, 100 per L. 55. 

40 M. G. Rogeron a l'Arceau près Anger, desidera far cambi di Lepidotteri. 

47 II sig. P. Batacchi, via Ricasoli 9 Firenze, ricerca abili e seri incettatori di fogliami 
freschi di Alloro, Lauro, Magnolia ecc. ecc. 

48 La direzione degli Ospizi civili di Piacenza fa ricerca di 360 ettolitri di vino rosso. 

49 Si desidera fare acquisto di canne di Bambù. 

50 "W. I. Mead, 512 Mile End Road, London E. Wanted, Pupse of Machaon (Continental 
Preferrend), Podalirius and Polyxena. Also Continental, North American, and exotic. Butterflies 
and papers. 

51 Dal Laboratorio di entomologia agraria di Portici, diretto dal prof Berlese, ven- 
gono gratuitamente spedite le seguenti pubblicazioni con le relative figure illustrative, riguardanti 
i sotto notati insetti, dannosissimi all'agricoltura; 1. Dactilopius citu, da combattersi con cura 
invernale, che produce negli agrumi la così detta roqna cutunedda o muffa. — 2. Cocciniglie 
degli agrumi o pidocchio degli agrumi. — 3. Cavallette. — 4. Hyponomenta malinellus o tignola 
del melo. — 5. Conchylis ambiguella o tignola della vite. — 6. Ocneria dispar., o campa pelosa, 
con cura invernale. — 7. Liparis chrysonea o bruco peloso degli alberi da frutto. 

[Continua) 

S. BROGI direttore reSPOIlSallile Siena, Tip. e Llt. Sordo-muti di L. Lazzerl 



Anno XIV N.° 4 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



i.° Aprile 1894 



SOMMARIO 

De Biasio dott. Abele. Crania aegyptiaca vetera et hodìerna, con appunti di storia e di 
etnologia egiziana. Con fig. Parte II. Pag. 40. 

Meli prof. Romolo. Sulla presenza dell' Iberus (subset. Murella) Signatus Fór. (Helicogena) 
nei monti Ernici e nei dintorni di Terracina nella provincia di Roma, (Coni.) Pag. 43. 

Del Prete dott. Raimondo. Sulla sistemazione di una raccolta conchigliologica. Pag. 48. 

Imparati Edoardo. Lettera aperta a S. E. il ministro della pubblica istruzione. Pag. 51. 

Rivista bibliografica. Da pag. 51 a pag. 54. 

Crania aegyptiaea vetera et Mwn 

CON APPUNTI DI STORIA E DI ETNOLOGIA EGIZIANA 
Studio di ABELE DE BLASIO 



(PARTE II.) 

I CRANI 








^;: 



./ 




2^ Lo stesso cranio visto dai vertice 



i.^ Cranio dell'antico impero (aorm facciale) 
(S. T. Splieiides steiiomeloDUS) 

Per quanto io abbia cercato, in nessuno dei libri antichi, che trattano di 
anatomia si fa cenno della forma del cranio egiziano ; e lo stesso Vesalio (1), 
che si occupò sommariamente della scatola encefalica degli abitanti di qualche 
altra regione, dimenticò la razza che dimorava sulle rive del Nilo. È bensì 
vero che Linneo, Camper, Buffon, Fabrizio Acquapendente, Winchelmann, Scaw (2) 
e qualche altro ricordano chi piti e chi meno i resti spettanti agh antichi egizi; 
ma un' esposizione che possa interessarci non si trova che nel Blumenbach, il 
quale nella sua opera « Decades collectionis suae craniorum gentium » così 



(1) Vesalio - De corpo, hum. fab. p. 23 - 1555. 

(2) Thom. Shaw - Travels. p. 377 - London 1757. 



42 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



descriveva il cranio appartenente ad una mummia dell' epoca de' Faraoni 
« Caput angustum, ad latera compressum, maxime versus verticem. Frons parva 
et eleganter fornicata ; reliqua centra facies a glabella ad menti apicem usque 
elongata. Arcus superciliares arcuatae, valde prominentes maxime ubi foramina 
supraorbitalia ipsis utrimque subiecta sunt. Orbitae amplae opproximatae i. 
angusto saltein osse ethmoide abinuicem seiunctae. Malaris fossa pone foramen 
infraorbitale profunde depressa. Inferior mandibola magna, robusta, dentes vae- 
grandes, et incisorum quoque coronae crassae, cylindricae magis aut obtusae, 
conicae quam scalpriformes. 

Occiput retrorsum valde protuberans, suturae sagitales integrae nondum 
deletae. Vestigia insertionis musculorum profundioris. Planum semicirculare 
utrinque praemangnum. 

Radices dentium, praesertim caninorum snperiorum longissimae, angulus 
exterior mandibulae inferioris in dextero latore 105 gradum in sinistro centra 
108 ». 

Se abbia oppur no il Blumenbach dato nel segno colla surriferita sua de- 
scrizione è cosa che sarà giudicata dallo stesso lettore. 

Dopo il Blumenbach, il Merton (1), cui fu dato di studiare 100 crani fra an- 
tichi e moderni appartenenti ai discendenti del Dio Sole, gli autori che si oc- 
cuparono di craniologia egiziana andarono sempre aumentando, così che la lettera- 
tura di questo ramo di scienze, registra i nomi di Nott (2), Meigs (3) Pruner-bey (4), 
Oweu (5), Quatrefages (6), I. B. Davis (7), I. Czermak (8), Carus (9), Retzius (10), 
E. Schmidt (11), Virchow ed altri. 

Fra i lavori di cultori tanto egregi, la tesi di abilitazione a professore d'an- 
tropologia all'Università di Leipzig del dottore Schmidt è la più completa; 
perchè, a parte il sistema ordinato e chiaro della trattazione, il materiale stu- 
diato è eccezionalmente dovizioso, siccome quello che comprende 294 crani an- 
tichi e 86 moderni. (continua) 



(1) MORTON - 0. C. 

(2) NoTT AND Gliddon Tipes of mankid p. 216-219. Ibid. Indigenous of earth UT. cranial 
characteristices of the races of man p. 321 ff. Beschreibung der Typern dgyptische Scadel im 
Wesentlichen auf dem Standpunh Merton' es. 

(3) Meigs - Catalogne of the Acad. of nat. se. of Phila. 1857 ff. 

(4) Pruner-bey - Recherches sur l' orig. de V ancienne race egypi. Mem. soc. Anthrop. 1863 
I. p. 393 ff. 

(5) OwEN - Contrib. to the Eihnol. of Egypt. lournal Anthrop. Inst. IV p. 223. 

(6) Quatrefages et Hamy - Crania ethmca. 

(7) Datjs I B. - Thesaurus craniorum p. 183 e seg. 

(8) Czermak I, - Beschr. u. mikrosk. Unter zioier iigypt. Mumien Sitzimgsber. Wienner. Akad. 
IX 497. 

(9) Carus - Atlas der Cranioscopie II e IV. Ibid. Nuer Atlas de cranioscopie T. XXII. 

(10) Retzius - Ethnol. Schriften T I. fìg. 5. 

(11) Schmidt E. - TJeber Alt^Und Neu Aegytische schddel. Leipzig 1885. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 43 



Sulla presenza dell'IBERUS (subsect. Murella) SIGNATUS Fér. (Helicogena) nei 
monti Ernici e nei dintorni di Terracina nella provincia di Eoma (1). 

{continuazione) 



•-ssss»o«a>o«^s«:-* 



Zonites sp.? Uno splendido esemplare di un grande Zonites, che in seguito ad 
accidente di viaggio sopraggiuntomi, andò frantumato e perduto insieme ad 
altro importante materiale, che aveva raccolto. Trovai il suddetto esemplare di 
Zonites alla quota di quasi 900 metri di elevazione, sulla mulattiera, che, di- 
staccandosi dalla via Empolitana al passo della Fortuna, sotto Ciciliane, con- 
duce al santuario della Mentorella. Il diametro dell' esemplare era certa- 
mente superiore ai mm. 25, e, per quanto mi ricordo, sia per le dimensioni, sia 
per la facies della conchiglia mi sembrò diverso dal Zonites compressus Ziegl. 
var. italica Kobelt, che raccolsi vivente sulla cima del Monte Meta (Abruzzo 
Ulteriore II.°) a circa 2000 metri di elevazione e che rinvenni fossile nel tufo 
grigio della località Peperino sulla via Flaminia e nel soprastante tufo giallo 
della Valchetta, parimenti sulla via Flaminia a circa 9 km. da Roma (1). Per 
le dimensioni e la facies del guscio mi parve che potesse riferirsi ad un esem- 
plare di Zonites algirus Lin. (Helix)j di mediocre grandezza, o ad un Zonites 
verticillus Fér. {Helicella), ma non potrei con certezza affermarlo. 

Helicogena ligata (Milli.) var, praetutia Tiberi, sui calcari dei Monti di Ti- 
voli, che guardano la valle degli Arci, verso 1' antico acquedotto romano, sotto 
cui passa la strada Empolitana. 

Helix (Xerophila subesect. Helicella) ammonis Schmidt. 

« discrepans Tiberi (= Helix instabilis Ziegl. Ved. Paulucci M., Matér. p. 
servii^ à l'étude de la faune malacolog. de V Balie pag. 31). Entrambe le specie 
raccolte sulla rupe della Mentorella, e sulla spianata, ove sorge 1' ex- convento 
di S. Lorenzo al Piglio alla quota di 865 m. sul mare. In questa stessa loca- 
lità, alla fontana dell' ex-convento del Piglio, che ha la quota di circa 850 m. 
sul mare, raccolsi alcuni esemplari di una distinta varietà di Limnaea trun- 



(1) Meli R. Notizie ed osservazioni sui resti organici rinvenuti nei tufi leucitici della pro- 
vincia di Roma (Boll, del R. Comitat. geologico anno 1881, num. 9-10 ved. pag. 23 e 32 dell' estr.) 

Meli R. Molluschi terrestri e d'acqua dolce rinvenuti nel tufo litoide della Yalchetia presso 
Roma (Boll, della Soc. geolog. italiana Anno III, 1884, fase. 1 pag. 77 e 82). 

Clerici E. La vitis vinifera fossile dei dintorni di Roma (Boll, della Soc. geol. ital. voi. VI 
1887 fase. 3 pag. 4Q7). 

Clerici E. Notizie intorno ai tufi vulcanici della via Flaminia dalla valle del Vescovo a 
Prima Porta (Rendiconti della R. Accad. dei Lincei. Classe di se. fisiche, matematiche e naturali 
Voi. III. 1.0 semestre, fase. 2.° - Seduta del 21 gennaio 1894. Ved. pag. 92 pel tufo giallo della 
Valchetta, e pag. 95 per il tufo grigio peperinico). 

Il Zonites compressus Ziegl. var. italica fu anche rinvenuto dall' ing. Clerici nel calcare mar- 
noso, fluvio-lacustre, quaternario del Monte Verde presso Roma insieme al Zonites algirus {Lm.). 
[Clerici E, Sop)ra alcune formazioni quaternarie dei dintorni di Roma. Boll, del R. Comitato 
Geologico, anno 1885, n. 11-12. Vedi pag. 6 dell'estratto]. 



44 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



catula Milli. (Buccinum)j la quale per la lunghezza della conchiglia, s' avvi- 
cina alla var. <="■ disegnata da Draparnaud {Histoire naturelle d. moli, terrestres 
et fluv. de la France pag. 53-54, Tav. III. flg. 7), ma ne differisce per la forma 
generale della conchiglia, che ricorda quasi 1' Actaeon tornalilis Lin. (Voluta) 
del Mediterraneo e per avere la lunghezza dell' apertura assai maggiore della 
lunghezza della spira, mentre nella L. truncatula (Wi\\.) == L. miniita Drap, la 
lunghezza dell' apertura dovrebbe essere minore della metà della lunghezza 
della conchiglia (Draparnaud. op. cit. pag. 52). 

Rinvenni poi piuttosto abbondante sui blocchi di calcare compatto (cretaceo) 
delle mura ciclopiche di Veroli, alla quota di circa 650 m. sul mare, l' Iberus 
signatus Fér. (Helicogena). Questa specie di chiocciola appartiene al gruppo 
degli Iberus; alla sezione Macularia, fatta da Albers nel 1850 (1); alla sotto- 
sezione Murella di Pfeiffer (2). 

Un beli' esemplare della predetta specie mi venne dato in questi giorni, 
come raccolto sul calcare compatto del lias medio presso alla sommità del promon- 
torio Circeo nel circondario di Terracina ed altro esemplare colla località « Terra- 
cina » identico assolutamente a quello del Circeo, ho nella mia raccolta di con- 
chiglie, e mi pervenne con la collezione di molluschi viventi riuniti dall'Avv. Cesare 
Alibrandi ; collezione, che acquistai anni indietro ed incorporai a quella, che io 
già possedeva. 

Come abitante la nostra provincia venne citata dall' Ing. Statuti (3), il 
quale la pone soltanto, e rara, nei dintorni di Terracina. All' infuori dello Sta- 
tuti non venne indicata da alcun altro, che io mi sappia, nelle nostre regioni. 
La signora March. Paulucci segna questa specie nell'O. dell'Italia meridionale (4). 

Per la determinazione specifica ho consultato le opere, che trovansi men- 
zionate qui appresso, usando in gran parte dei libri della mia biblioteca ed ho con- 
frontato gli esemplari da me raccolti sui monti Ernici con quelli di Iberus signa- 
tus, che ho nella mia collezione di molluschi, con la provenienza dalla Terra di 
Lavoro. 



IBEEUS SIGNATUS Fér. (HeHcogena) (5) 
1819. Helix signata D' Audebard de Férussac. Prodrome de Vhist. nat. d. moli, 
terr. et fluv. j pag. 55 (teste Pfeiffer). 



(1) Albers -Toh. Christ. I>ie Eeliceen nach natùrlicher Verwandtschaft systematisch geor- 
dnet - Berlin, Th. Chr. Fr. Enslin, 1850, in 8° (ved. pag, 80). Tra le specie spettanti al %&- 
nere Macularla segna appunto V Helix signata Fér. (ved, pag. 81). 

(2) Cfr. Pfeiffer in Malcikosoologische Blatter, Cassai, voi. XXIV, 1877, alla pag, 8. 

(3) Statuti A. Catalogo sistem. e sinon. dei moli. terr. e fluv. viventi nella provincia di Roma - 
Roma, Tip. delle scienze raat. e fis. , 1882, in 4.° (ved. pag. 38, n. 51). 

(4) Paulucci M. , Matériaux p. servir à l'étude de la faune malacolog. terr. et fluv. de 
Vltalie et des tles (ved. pag. 8, n. 195). 

(5) U Helix signata Morie. Mém. de Genève, tom.y II, 2, pag. i3l. := Auris signata Spix, Test, 
brasiliens. tav. XII, fig. 3-4, figurata anche nell' opera di Cheninitz Systematisch.es Concìiyl. Cabinet 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 45 



1819-1832. Helicogena signata. D'Audel3ard de Férussac. Hist. nat. génér. et 

partic. des moli, terrestres et fluviatileSj I. pag. 287, tav. 30, flg. 3, et var. 

a tav. 32 A, flg. 3-4. 
1837. Helicogena signata Beck H. Index molluscorum praesentis aevi Musaei 

princ. august. Christiani Federici, fase. I pag. 39 (teste Pfeiffer) (1). 
.1841. Helix signata Pfeiffer L. Simbolae ad histor. heliceorum, pag. 73. 
1842. Helix signata Pfeiffer L. Symbolae ad hist. heliceorum. Sectio alter a, 

pag. 101. 
1842. Helix signata Rossmàssler E. A. Iconographie der Land-iind Silsswasser 

Mollusken, voi. IL dispensa XI pag. 2, n. 686, tav. LI flg. 686, a, b (2). 
1844. Helix signata Pliilippi R. A. Enumeratio mollusc. Siciliae cimi viveri- 

tium tura in tellure tertiaria fossilium, voi. II, pag. 103, n. 7. 
1846. Helix signata Pfeiffer L. Gatttmg Helix. Systematisches Conchylien- Ca- 
binet von Martini und Chemnitz fortgesetzt von Schubert, Wagner und 

Kilster, pag. 70, n. 42, tav. 9, flg. 7-8. 
1846. Helix signata Pfeiffer L. Symbolae ad hist. heliceorum. Sectio tertia, 

pag. 30 n. 700 (nel gruppo delle Helix con peristoma ripiegato, globoso- 

depresse e nascostamente perforate). 
1848. Helix signata Pfeiffer L. MonograiJhia heliceorum viventium^ voi. I, 

pag. 287, n. 750, e pag. 288. 
1850. Macularia signata Albers. Die Heliceen nach natilrlich. Verwandtschaft 

system, geordnet. pag. 81. 



etc. herausgegehen von H. C. Kùster - Bulimus - Ved. pag. 145, n. 192, tav. 18, fig. 14-15, è 
specie vivente nel Brasile e non ha nulla da vedere colla Helix signata Féruss. , spettando alla 
grande famiglia dei Bulimus. '= Bulimus (Auris) signatus Pfeiffer, Monogr.heliceor. viventiurn. 
Voi. II, pag. 90, n. 228; voi. VI, pag. 80 n. 710 e voi. Vili pag. 113, n. S22. = Otostomus signa- 
tus Clessin in Pfeiffer, ISomenclafor Jielic. vivent. pag. 222, n. 822 ; Pe/ec?/c/i27!;s Paetef. Rimando 
poi il lettore alla precitata monografia di Chemnitz-Kiister e di Pfeiffer per la sinominia del Bu- 
limus signatus. 

(1) Pfeiffer segna sulT autorità di H. Beck, tra i sinonimi dell' Iherus signatus X Helix ficuum 
Miihlf. e r H. sicula di taluni autori. (Mon. hel. vivent. Voi. I, pag. 287, n. 750 e pag. 288: voi. 
IV, pag. 226, n. 1440; voi. V, pag. 292, n. 1915 e voi. VII, pag. 338, n. 2381). L' //. f.cumn è 
pure in questo senso notata nell' opera di Clessin (in Pfeiffer. Nomenclator hel. rzr., 1881, pag. 
155, n. 2381, mentre il predetto Clessin pone con un interrogativo V H. sicula Pot. et. Michd. tra 
i sinonimi dell' H. globularis Ziegl. {Nomencl. cit. pag. 154, n. 2350). Trovo anche segnata 1' H. 
sicula Ziegl. nel catalogo di Jay : Jay J. C. A catalogue of the shells arranged according to the 
Lam,archian system together loith descri'ptions of neio or rare shells contained in the collection 
of John C. Jay 3.<i. edition, 1839, (ved. pag. 50, n. 1740 d). Nella 4.==' edizione (1888-90) del catalogo 
Paetel trovo a pag. 183 della 2.* parte [Bie Land-und Siissioasser-Gastropoden) che 1' Helix 
(Murella) sicula Pot. et Michd. è = IT. globularis Ziegl., mentre V H. sicula Ben. della Sicilia 
è = H. strigata Mlill. Difatti è messa 1' H. sicula Ben. tra le varietà dell' H. strigata Miill. alla 
pag. 187 dell' ora citata edizione del Catalog. 

(2) Kobelt riferisce la citata figura di Rossmàssler ad una forma affine a\V Helix surrentina 
e alla H. caj-^o^zana (Ved. Kobelt W. , Icon. d. Land-und Sussioasser-Moll. Voi. V, dispensa 1-3, 
pag. 9). 



46 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



1853. Helix signata Pfeiffer L. Monographiae heliceorum viventium supple- 
mentum (primum) sistens enumerationem auctam ommum huius fariiiliae 
generimi et specierum liodie cognitarum, accedentibus descript, novarum 
specierum et enum. foss. ( = Voi. III. Monographia liei, viv.) ved. pag. 197, 

1855. Tachea signata Pfeififer L. Ver sudi einer Anordung der Heliceen nach 
natm'Uchen Grupìpen (Malakozoologische Blcitter. Cassel, voi. II, 1855, pag. 
112-185) ved. pag. 142, n. 1091. 

1857, Helix signata Martens (von) Ed. Reisehemerkungen ilber einige Bin- 
nenschnecken ItalienSj"Msda,kozooìog. Blàtter, voi. IV, pag. 151. 

1858. AcAVUS (subgen. Tachea) signatus Adams H. and Arth. The genera of 
recent mollusca arranged according to tlieir organization. Voi. II, pag. 195. 

1858. Helix circumornata Martens (von) Ed. Ueber Helix carseolana und cir- 
citmornata Fér. {Malakozoologische Blcitter, voi. V, pag. 132) (non Férussac, 
Pfeiffer, Beck, Adams). 

1859. Helix signata Pfeiffer L. Monographiae helic. viv. supplementurn se- 
cundum ( = Voi. IV - Monogr. heliceorum viventium),, pag. 226, n. 1440. 

1861. Maoularia circumornata Albers Joli. Christ. Die Helicee^i nach natiir- 
licher Vertvandtschaft syst. geordnet. Zweit Ausgabe nach dem hinterlas- 
senen Manuscript besorgt vom Eduard von Martens (pag. 133-134) (1). 

1861. Helix signata Brown A. D. Catalogue of shells in the collection of A. 
B. Brown (october 1861) Ved. pag. 84 n. 529. 

1866. Helix signata Brown A. D. Id. Catalogue ecc. (1866) pag. 40 n. 754. 

1866. Helix signata Rigacci. Catalogo delle conchiglie componenti la collezione 
Rigacci, classificata col sistema di Lamarck ecc. Parte I. delle conchiglie 
vìventij pag. 21 n. 1862. 



(I) Alla pag. 134 scrive che V Helix signata, vera, genuina, gli è sconosciuta: «Vergi. Zeit- 
schr. 1858. S. 131. Dio àchte E. signata Fér. ist dem Herausgeber noch unbekannt ». 

L'S". circumornata è messa nell' ex-regno di Napoli. 

Pfeiffer riporta dubbiosamente tra i sinonimi dell' Helix signata, VH. circumornata Martens 
{Monogr. helic. vivent. Voi. V pag. 292 n. 1915 e voi. VII pag. 338 n. 2381). Però Clessin (in 
Pfeiffer - Nomenclator helic. viventiuìn pag. 155 n. 2381) mette tra i sinonimi della signata VH. 
circumornata Martens, mentre dubitativamente segna come una varietà dell' /. muralis YH. circum- 
ornata Fér. [Nomenclator cit. pag. 157 n. 2374). Paetel nella 1.^ edizione del suo catalogo in- 
dica VH. circumornata Fér.; ma non vi mette 1'/. signatus. {Catalog ., 1873, pag. 88, riferita al 
sottogenere Macularla) ; ma: nota entrambe le specie, riportandole al sottogenere Murella, nel Ca- 
talog. 1883, pag. 126 e 136. Invece nella 4.^ edizione (1888-90) del suo Catalog, lo stesso Paetel 
indica VHelix signata Fór. nel sottogenere Murella., colla provenienza Italia, mentre colloca YHelix 
circumornata Fér. nel soltogenere Coryda colla provenienza Haiti (una delle Antille nel golfo del 
Messico), facendone in tal modo due specie ben diverse. (Ved. Paetel Catalog etc. Vierte Neube- 
arheitung. II. Abtheilung. Die Land-und Sùsswa.sser-Gastropoden pag. 117 e 184). 

Albers segna tra le Macularle VH. circumornata Fór. e 1' H. signata, come due specie distinte 
[Die Heliceen, 1850, pag. 80 e 81) mentre nella 2.^ edizione (1861, pag. 133, 134 e 346) pone la 
Macularia circumornata come specie ben definita e dichiara, come ho già accennato nella nota di 
sopra, che gli è sconosciuta la vera H. signata. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 47 



1868. Helix signata Pfeiffer L. Monographiae ìiel. mvent. supplementum fer- 
tium. (=Vol. V. Monographla lielic. vivent.), pag. 292, n. 1915. 

1870. Helix signata Gentiluomo C. Note hihliograficìie riguardanti i mol- 
luschi terrestri e fluviali dell' Italia di Eduard v. Martens con una in- 
troduzione di C. Gentiluomo. Bull, malacol. ital. Supplemento al voi. Ili, 
pag. 21, 2.^ riga, e pag. 23 riga 6.^, contando dall'alto. 

1871. Iberus signatus Kobelt W. Catalog der im europàischen Faunengehiet 
lebenden Binnenconchylienj pag. 18. 

1874. Helix signata Rigacci. Catalogo delle conchiglie componenti la collezione 

Rigacci. Parte I. Conchiglie viventi, pag. 44, n. 3615 e vàr. minor n. 3616. 
1876. Helix signata Pfeiffer L. Monographiae helic. viventium siqoplementuni 

quartum. ( = Voi. VII. Monographia hel. viv.), pag. 338, n. 2381. 
1878. Helix signata Grosse H. Nel Journal de Conchyl. 3.*^ sèrie, tom. XVIII, 

n. 1, pag. 105 (1). 
1878, Helix signata Paulucci M. Remarques sur quelciues espèces d' Helix de 

la collectioìi Férussac apjpjartenant à la Faune italienne (Journal de Gonchyl. 

publié sous la direction de MM. Grosse et Fischer. 3.'' sèrie. Tom. XVIII, n. 

3, pag. 248-249) (2). 
1878. ll%hix (Iberus) signata Paulucci M. Matériaux pour servir à Vétudede 

la faune malacolog. terr. et fluv. de l'Italie et de ses iles, pag. 8, n. 195. 

{continua) Meli Prof. PvOmolo 



(1) Il Grosse nel fare una rivista bibliografica di un lavoro di Robert E. C. Stearns On the vi- 
talità of certain land molluscs dice che la forza di vitalità non è limitata ai molluschi terrestri, 
che abitano paesi secchi e caldi, ove le pioggia sono rare, ma che si verifica anche per molluschi, 
che abitano climi temperati, nei quali le pioggie sono frequenti, e scrive ; « Nous avons vu se 
■s. promener pendant plus de deux années dans l'un des tiroirs de notre coUection, plusieurs oxem- 
« plaires d'un Helix des environs de Rome VH. signata Férussac, dont nous avions recueilli d'as- 
« sez nombreux exemplaires, sur les bords du Tibre ». 

Ora non credo che gli esemplari menzionati dal Grosse siano riferibili all'i?, signata., che, no- 
tisi bene, mai ho rinvenuto sulle sponde del Tevere, o nella così detta Campagna di Roma. 

(2) La Sig. M.*** Paulucci scrive nella sopracitata nota d'aver riscontrato che nella collezione 
Férussac, esistente a Parigi al Museo di Storia Naturale, gli esemplari messi come Helix signata 
sono invece da riportarsi aWIIelix carsoliana., identica alla forma indicata dal Westerlund {Fauna 
Europaea moli, extramarin. pag. 130 n. 321). 

Peraltro la signora Paulucci cita come tipo deiVEelix signata la fig. 1 della tav. XLI del- 
VHistoire naturelle di Férussac. Ora, tale figura si riferisce aW Helix {Iberus) carseolana {Heli- 
cogena carsoliana Mén. Hélicogéne de Garsoli - Ved. pag. XXV dell'Explication des planches). 
Invece devono citarsi i tre disegni, dati nella fig. 3 della tavola XXX della predetta opera di Fé- 
russac, che rappresentano l' Iberus signatus [Hélicogéne imprimée. Helicogena (acavae) signata 
Férussac. Ved pag. XII de l'explicat. d. planches] veduta anteriormente, posteriormente e di sopra. 
Le fig. 2 della tav. XLI rappresentano 1'^. circumornata Fér. , che da alcuni malacologi è con- 
fusa coir ir. signata. e che, in ogni caso, sebbene distinta, pure è una forma molto vicina a 
quest' ultima specie. 



48 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



SULLA SISTEMAZIONE 
D'UNA RACCOLTA CONCHIG-LIOLOGIC A 



I collettori più anziani avranno avuto più volte T occasione d'essere richiesti dai più giovani 
sul miglior modo-dì sistemare le loro collezioni. La risposta, che a prima vista sembrerebbe breve e 
semplice, richiede il più delle volte una lettera di molte pagine o un lungo discorso. Quindi nel- 
r intendimento di togliere ai primi il disturbo di lunghe spiegazioni, e ai secondi la noia di ri- 
correre ad altri per' schiarimenti di questo genere, tanto più che i migliori trattati di Conchigliologia 
poco punto si occupano dei piccoli dettagli, io mi decisi a buttar giù queste due parole, pronto 
a ringraziare quei collettori la cui esperienza avesse da consigliare qualche cosa di meglio. 

Osservo prima di tutto che quanto sono per dire circa una collezione di conchiglie può essere 
utile per una di minerali, piccoli coralli, ed altri oggetti di storia naturale. 

Le conchiglie generalmente si sogliono tenere raccolte in scatoline di cartone riunite in cas^ 
sette di legno o in scaffali secondo il sistema di classificazione che uno crede migliore (1). Tanto 
le collezioni particolari, quanto le pubbliche, ho osservato che adottano per le scatoline il color 
bianco, e ritengo ancor io che sia il color migliore, perchè 1' occhio vi si riposa di più, e le con- 
chiglie, di qualunque colore siano, vi risaltano meglio. Nonostante chi volesse adoperare colori di- 
versi, per r etichette o per le scatole, potrebbe farlo con un certo vantaggio servendosene a si- 
gnificare la distribuzione geografica, climatica od altro. Per esempio si potrebbero adottare l'etichette 
le scatole di 5 colori, bianco, giallo^ rosso, scuro, verdastro secondochè le conchiglie sono eu- 
ropee, asiatiche, americane, affricane od australiane : oppure di 3 colori bleu-, bianche^ verdi se- 
condochè le conchiglie sono marine, fluviali, o terrestri. In questo modo dal semplice colore del- 
l' etichetta o della scatola si vedrebbe a colpo 1' habitat generale di ciascuna conchiglia. 

L'etichetta suole occupare il fondo della scatola. Questo sistema ha il grave inconveniente di 
dover alzare le conchiglie tutte le volte che se ne vuol sapere il nome; cosa che nelle collezioni 
pubbliche, ove la maggior parte dei visitatori non ha la possibilità di farsi aprire le vetrine, finisce 
col rendere per essi inutile 1' etichetta stessa. Io ho evitato nella mia collezione questo inconve- 
niente facendo 1' etichetta di due parti, e cioè la [)iù pic- 
cola A riservata al nome del genere, della specie, dell' au- 
tóre, e della località, e 1' altra più grande B alla sinonimia, 
e ad altre annotazioni di minore importanza. In mn faccio 
una piega in modo che, posta 1' etichetta nella scatola, 
la parte A rimauga sulla sponda di fronte all' osservatore, 
e la parte B nel fondo della scatoletta, e così è solo per 
eccezione che, o per le molte conchiglie contenute in una 
scatola, per una conchiglia troppo grande in una sca- 
tola piccola; non si vegga il cartello che rimane dietro. 
Chi fa uso di etichette stampate o litografate può fare 
stampare o litografare soltanto la parte A, ma allora oc- 
corre ingommarle leggermente alla scatola perchè, non 
avendo appoggio sull' altra porzione che le fa da base, con 
facilità cade. Io faccio questo per le scatole grandi che 



m 



Nassa costulata 
Renieri (Buccmum) 

LIVORNO 



Synonymia 

Buccinum costulatum. Ren. 

« Cuvieri. Payr. 

Planaxis lineolata. Risso ecc. 



Raccolta da me presso 
gli scogli del faro. 

Ottobre 1880. 



nella collezione sono poche. 

Per distinguere un genere dall' altro faccio precedere alla prima specie una piccola scatoletta 
rovesciata, sul cui fondo è incollata un' etichetta col numero d' ordine del genere, suo nome, autore, 
e data. 



(1) Uno dei migliori trattati per la classificazione delle conchiglie è il Manuel de Conchylio- 
logie del Dr. P. Fischer, comprendente la storia naturale dei molluschi viventi e fossili, con 1138 
figure intercalate nel testo e 23 tavole con 600 figure appartenenti all' antico manuale di Conchi- 
gliologia del Woodward. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 




Torquilla. Studer. 



In certi generi molto numerosi (Helix, Ciausilia, Pupa, 
Rissoa ecc.) uso distinguere anche le sezioni nello stesso 
modo, ma con etichette più piccole e di carattere diverso. 

Le scatole si seguono nella cassetta dal dietro verso 
r avanti e da sinistra a destra lasciando in ogni cassetta dei 
vuoti per le specie che verranno in seguito. 

Occorre mettere ogni specie in una scatoletta a parte, e 
così pure ogni varietà o forma diversa. Anche è bene tener 
separate le conchiglie d'identica forma ma di località differente; salvochè si tratti di specie pic- 
cole mosse in tubo di cristallo, nel qual caso 5 o 6 tubi, contenenti la stessa forma ma di diverse 
località, possono esser messi tutti in una sola scatola, usando la precauzione di apporre un numero 
o una lettera alfabetica a ciascun tubo, con richiamo su quella parte dell' etichetta che poggia nel 
fondo della scatola. 

Le conchiglie che si mettono nei tubi di cristallo se non sono molto piccole (Ciausilia, Poma- 
tias ecc.) non importa che vi siano collocate con norme speciali, ma se sono molto piccole (Caeci- 
lianella, Vertigo, Coelestele, Acme ecc. ecc.) non è male ingommarle regolarmente sopra lastrine 
di talco, gelatina, cristallo od altro corpo trasparente, ponendovi dietro, senza attaccarvela, una 
listarella di cartoncino bianco se la conchiglia è scura, o di cartoncino nero se bianca. Non con- 
siglierei d' ingommarli direttamente sul cartoncino nò di attaccare il cartone alla lastrina traspa- 
rente, perchè si perderebbe il vantaggio di poter togliere il cartone quando si volessero esaminare 
le piccole specie per trasparenza. Questo metodo, quando gli esemplari sono ben messi, oltre es- 
sere elegante, oflfre il vantaggio di potere esaminar subito le piccole conchigliette nella posizione 
pili conveniente, senza la noia di doverle voltare e rivoltare per il tubo finché non si presentino 
nella posizione da noi voluta. Quindi nel sistemarle sulla lastra, quando si hanno più esemplari, 
occorre metterle in posizioni diverse, perchè a prima vista si possano osservare in ogni loro parte. 
Dietro il cartoncino è bene ripetere il nome della conchiglia e la località. A quest' uopo i carton- 
cini che si appongono alle conchiglie bianche bisogna che siano neri dal lato soltanto che cor- 
risponde alla lastra trasparente, e bianchi dall' altro lato per poterci scrivere. È molto adatta a 
quest' oggetto la parte nera dei biglietti da visita abbrunati. 

Ma le conchiglie piccole si possono anche incollare sopra una lastra circolare e sovrapporvi un 
vetro da orologio, fig. 1, oppure, se fragili e non molto piccole, serrarle fra due vetri da 
orologio fig. 2. Si potrà ancora fare uno stampo in un quadrato di grosso cartone ap- 
plicarvi un cristallo sotto e sopra e chiudervi framezzo le conchiglie. Salvo però qualche 
eccezione, il miglior modo di tenere le piccole specie ritengo che sia in tubetti di cristallo. 
Giacché sono a discorrere di specie piccole credo bene d' insegnare un' altra cas- 
setta a cristalli che può esser utile per specie di grandezza mediocre come Pomatias, Pupa, Ciau- 
silia, Pisidium, Rissoa, Mangilia, Eraarginula, Nucula ecc. Questa si fa riducendo una delle comuni 
scatolette da fiammiferi di cera. Come ognun sa queste sono composte d' una scatoletta esterna e 
d' una interna, Si cominci dal levare 1' elastico per liberare 1' una dall' altra. Poi si tolga dalla 
parte superiore della scatola esterna un quadrato a b e ci avente tre centimetri o poco \ iù per 

lato, vi si sovrapponga un cristallo della grandezza pre- 
cisa della scatola E F G H. Si copra tutta la scatola di 
carta bianca salvochè nel punto corrispondente al quadrato 
a b e d, e & quella parte laterale dove deve rientrare la 
scatoletta interna. Si faccia attenzione di fare lo stampo 
• un poco indietro di modo che sulla parte anteriore vi sia 
posto per r etichetta 1 G H K. come ve lo mostra la fig. 
3. Nella scatoletta interna non e' è da far altro che to- 
gliere dalla parte di sopra tanto quanto almeno corri- 
sponda allo stampo della scatoletta esterna. Le conchiglie 
si pongono nella scatoletta interna incollate sopra carton- 




E 



G 











a b 






e d 




PUPA dolium. Brap. 


Kecoaeo 



F 



H 



50 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



cino cristallo, oppure sciolte, e si vedono attraverso il cristallo della scatoletta esterna. Quando 
occorra averle meglio sott' occhio non si ha che a tirar fuori la scatolina interna. I vantaggi di 
questo sistema sono : di utilizzare tante scatole che non servono a niente, d' essere d' un certo 
effetto quando le scatole siano ridotte con precisione e uniformità, e di difendere dalla polvere le 
specie ivi racchiuse quasi quanto lo può fare un tubo di cristallo. 

Ma indispensabile per una collezione di conchiglie sono le comuni scatolette di cartone. Potrei 
dispensarmi dal parlarne perchè tutti le conoscono, ma non so se tutti sanno farsele da per loro e 
quelli che lo sanno, forse col metodo che io adopero, potranno risparmiare del tempo assai e anche 
del danaro. Primieramente il cartone bianco, cosiddetto di legno, è il piìi economico, costa da 50 
a 60 centesimi il Kilogr. e un foglio sottile quale basta per 96 scatolette che abbiano 4 centini. 
per lato, pesa circa gr. 200. Cosicché fra carta, cartone, pasta ecc. , 100 scatolette come sopra fatte 
da sé vengono a costare appena da 15 a 20 centesimi. Qualora poi non si badi a economie potrà 
adottarsi il cartoncino bristol od altra qualità, ed allora il prezzo arriverà al doppio ed anche al 
triplo. Ma veniamo al metodo di farle. 

Premetto che le scatole, di qualunque dimensione siano, occorre che abbiano una unità di mi- 
sura per punto di partenza, dimodoché se la scatola comune ha per esempio 4 centim. per lato, 
bisogna che le altre, da un lato almeno, siano di 8, 12, 16, 20 centim. altrimenti non potrebbero 
distribuirsi con ordine nelle cassette o scaffali e lascerebbero dei brutti vani tra 1' una e l'altra. 
Per la mia collezione io scelsi per piti piccola una scatola che ha le sponde alte cent. 2 e il fé ndo 
di cent. 4 per 4. Ciò posto feci costruire un quadrello di ferro verniciato a fuoco, della lunghezza 
di un metro, e di cui ciascuna faccia è alta esattamente due centimetri. 
„ A C E 









































































































B i 


D 1 


V 






r. 









fig. 4 



Steso il cartone sopra una ta- 
volo, ed armato di un buon tem- 
perino comincio dal pareggiare il 
cartone da un lato, per es. a b 
serTendomi per guida del quadrello 
suddetto. Dando allora una voltata 
al quadrello faccio un mezzo taglio 
nel cartone in ed il quale taglio 
viene ad essere a 2 centim. di di- 
stanza dal primo, essendo di 2 
centim. la larghezza del quadrello: 
due giri del quadrello mi daranno 



allora la distanza di centim. 4 fra ed ed ef, poi un giro del quadrello mi dàla distanza (rafege fra 
g ed h e così di seguito imprimendo un solo movimento quando voglio la distanza di centim. 2 
e 2 movimenti quando voglio quella di centim. 4. Ripetendo la stessa operazione dall' altro Iato 
del cartone AB, CD, ecc. avrò tutto il cartone inciso come lo mostra la fig. 4 Qui si faccia ben 
attenzione che nel tracciare la prima linea AB, questa si trovi perfettamente a squadra ossia ad 
angolo retto colle altre già tracciate ab, ed, ecc. altrimenti tutte le scatole verranno con fondo a 
losanga invece che quadrato. A questo punto é facile con un paio di forbici completare l'opera- 
zione tagliando affatto le linee marcate più grosse in modo da avere tanti quadrati come la fig. 5, 

dai quali staccati i quadratini degli angoli, si 
ottiene una croce di cartone qual' è rappresentata 
dalla fig. 6. Allora non si ha che a piegare il 
cartone, sui mezzi tagli ab ed ecc., e la prima 
operazione é fatta. Il tempo che occorre per tutto 
questo lavoro, ossia per preparare tagliate 96 scato- 
lette di 4 centim. per lato e 2 di profondità, non su- 
pera i 40 minuti : tempo relativamente breve quando si pensi a quello che occorrerebbe se si do- 
vessero prendere tutte le misure col compasso. (continua) 



fig. 6 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 51 



All'onorevole Direzione 
della Rivista Italiana di Scienze Naturali 
Nel fermo convincimento di far cosa utile e grata a tutti i miei coUeghi, trasmetto alla S. 
V. , con preghiera d'inserzione nella Rivista Italiana di Scienze Naturali, giornale che io stimo 
più adatto a tale pubblicazione, la seguente 

LETTERA APERTA 

A SUA ECCELLENZA IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE 

Anche in quest' anno nei giorni 16, 17, 18 e 19 Aprile, presso le Università di Bologna, Ge- 
nova, Napoli, Pavia, Pisa, Roma, Torino e presso l' Istituto di studii superiori in Firenze, avranno 
luogo esami di abilitazione all' insegnamento delle scienze naturali. 

Anche in quest' anno dunque, avremo la poco bella sorpresa di vederci sorpassare da persone 
le quali, pur provviste di sufficiente coltura scientifica (voglio ammetterlo), non fecero gli studi 
regolari e completi che noi stiamo ora facendo e che non possederanno un titolo, per quanto bello, 
paragonabile a quello che noi un giorno speriamo di poter conseguire. 

A che valgono. Eccellenza, i nostri piìi bei giorni di gioventìi passati nelle aure mefitiche 
dei laboratori, a che 1' aver frequentato per quattro anni le scuole normali di scienze, a che i sa- 
crifizi delle nostre famiglie e quel che è più i denari che il paese spende per mantenere le nostre 
facoltà Universitarie, qualora un certificato di abilitazione qualsiasi, acquistato sotto la protezione 
di un decreto reale, venga a contrapporsi ad una laurea vera e propria? 

Non mi si tiferanno qui in campo le soddisfazioni morali date dallo studio, poiché a questi 
lumi di luna non è permesso il parlarne !.... 

Oggidì che furono aboliti in fatto di professioni tanti abusi, perchè dovranno sussistere le 
abilitazioni all'insegnamento, mentre che una miriade oltreché di dottori, di abilitati non si sono 
ancora impiegati ? 

È ben vero. Eccellenza, come si disse da alcuni qualche giorno fa, che « non è sacrifizio di 
tempo e di denaro che conferisce ad un individuo il diritto di formarsi una posizione, ma bensì 
il sapere, frutto dello studio e del sacrifizio e che il sapere acquistato nelle Università, perchè 
tale, non dà diritto a prelezione sul sapere acquistato privatamente, spesso con maggiori sacrifizi », 
ma è ben vero d'altra parte, che le lauree e le facoltà universitarie debbano servire a qualche 
cosa, poiché, se ciò non fosse, potrebbero essere quando che siasi abolite. 

Fra gli studenti di Scienze di tutte le Università del Regno si sta formulando una protesta 
acciò vengano abolite per sempre le abilitazioni all'insegnamento e Vostra Eccellenza, nelle sue 
saggie riforme, vorrà, speriamolo, tener presente una simile protesta sulla giustizia creila quale, 
interpellati, non resteranno al certo estranei i professori delle singole facoltà di Scienze, giudici 
più che competenti in materia. 

Con perfetta osservanza, di Vostra Eccellenza 

Piacenza li 24 Marzo del 1894. 

Edoardo Imparati 
Studente in Se. Nat. nella R. Università di Pavia. 



RIVISTA BIBLIOGRAFICA 

Pubblicazioni ricevute e per le quali ringraziamo i gentili autori od editori 

L'amministrazione s'incarica di procurare agli abbonati, senza aumento di prezzo, le pubblicazioni delle qualiò 
segnato il costo, ed anche le altre se possibile. 



CANESTRINI prof. GIOVANNI. Per l'evoluzione. (Torino 1894. Unione tip. edit. 
Pag. 224 in 8.° grande. Prezzo L. 5) Non pochi, né di poco valore, sono gli studiosi che anche in 
Italia hanno preso parte attiva alla, discussione suU' origine delle specie, ed è da lamentarsi che 



52 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



gli stranieri e gli italiani stessi, noa sieno a conoscenza o tengano in così poco conto, gli impor- 
tanti studi fatti in Italia suU' evoluzionismo, che se resta ancora una ipotesi, è una ipotesi legit- 
tima, basata sui fatti indiscutibili delle scienze biologiche e che non solo ha fino ad ora resistito 
alla critica piìx severa e piìi accanita, ma va sempre più acquistando terreno. 

L'illustre comra. Canestrini è certo fra i piìi distinti difensori dell'evoluzionismo delle specie, 
eo-li ha tradotte molte opere del Darwin, ha stampato uno studio sulla Teoria dell' evoluzione 
esposta nei suoi fondamenti e non pochi altri scritti, ed ora nel presente volume pubblica una 
serie di nuovi studi e di recensioni suddividendo la trattazione nei seguenti capitoli : 

Valore delle ipotesi nella biologia — A. De Quatrefages, Darwin ed i suoi precursori fran- 
cesi — Joh. Schilde, Scacco al Darwinismo — Herbert Spencer, e l'insufficienza dell'elezione 
naturale — Cause della variabilità della specie — La teoria dell' evoluzione ed i batteridi — I 
Fitoptidi — Elezione sessuale — Osservazioni intorno ad uno scimmiotto — L' origine dell' uomo 
e l'embriologia — Posizione sistematica dell'uomo — L'evoluzione nelle società umane — L'evo- 
luzionismo in Italia — Considerazioni finali e riassunto generale. 

FUNARO A. I concimi. (Milano 1894. Edit. Hoepli. Pag. 254 in 16.» Prezzo L. 2 legato 
in tela) I concimi vanno acquistando sempre maggiore importanza in agricoltura. Tante essendo 
le spese che gravitano sui terreni, è indispensabile trovar modo di aumentare la loro produzione, 
ed è con il razionale uso dei concimi, che sopratutto devesi sperare questo aumento. Da ciò l'uti- 
lità pratica del presente volume, nel quale 1' egregio A. si occupR di ogni sorta di concimi, orga- 
nici, vegetali, animali, composti, minerali, azotati, potassici, ecc. , del modo di comporli, di adoperarli 
e dei resultati che se ne ottengono. 

MERCANTI F. Gli animali parassiti dell'uomo. (Milano 1894. Edit. Hoepli. Pag. 180 
in 16.° Prezzo L. 1,50 legato in tela) È questo un altro dei ben noti Manuali Hoepli. L'onore- 
vole dott. Mercanti vi ha svolto il soggetto in modo chiaro, scientifco e popolare come si conviene 
a tal genere di libri destinati a volgarizzare la scienza. Nella introduzione espone ampiamente le 
generalità sui parassiti, quindi si intrattiene sulle seguenti specie: 

Parassita della malaria. Ameba della dissenteria, Coccidi, Cercomonas hominis, Monocerco- 
monas hominis, Trichomonas vaginalis, Megastoma entericuma, Balantidium coli, Tenia armata. 
Tenia inerme, Echinococco, Botriocefalo, Distoma epatico. Distoma lanceolato, Bilharzia, Ascaride 
lumbricoide, Ossiuro, Strongilo gigante, Anchilostoma, Tricocefalo, Trichina, Dragoncello di Me- 
' dina. Filaria del sangue umano. Anguilla intestinale, Echinorinco gigante, Linguatula, Acaro dei 
follicoli piliferi, Acaro della rogna, Miriapodi parassiti nelle fosse nasali. Pidocchio del capo, Pi- 
docchio dei vestiti. Piattone, Pulce dell' uomo. Pulce Chique, Larve di ditteri. 

Trentatre figure rappresentano varie forme di animali che vivono parassiti nell'uomo. 
COUPIN H. L'amateur de coléoptères. (Paris 1894. J. B. Baillière et fils, edit. Pag. 
852 in 16.° con 217 fig. Prezzo Fr. 4 legato in tela) È una buona guida per chi desidera occuparsi 
della raccolta e dello studio dei Coleotteri. 11 principiante vi trova chiaramente descritti gli uten- 
sili e le norme per ogni genere di ricerche e di caccia, e per la preparazione e conservazione 
di questi insetti dei quali troverà pure una quantità di figure che lo inizieranno nella deter- 
minazione e nella classificazione; vi è anche un capitolo nel 'juale si danno istruzioni per le 
collezioni pittoresche. 

DUSSUC ELIE. Les ennemis de la vigne et les moyens de les combattre. 
(Paris 1894. J. B. Baillière et fils edit. Pag. 368 in I6.° con 140 fig. Prezzo Fr. 4 legato in tela) 
È questo un altro volume della ben ricca ed interessante Bibliothèque des connaissances utiles, 
pubblicata per cura della stimata libreria /. B. Baillière et fils di Parigi (Rue Hautefeuille 19). 
Il numero degli insetti e delle crittogame che danneggiano la vite e cospirano contro il viticol- 
tore, è giunto a tal punto da impensierire davvero chi dalla vite attende il prodotto remuneratore 
delle proprie fatiche e dei capitali impiegati nella sua coltivazione. Ma 1' aumentare di numero e 
di potenza dannosa dei nemici della vigna, non deve scoraggiare il viticoltore, ma spingerlo invece 
a combattere per rendersi prima o poi vincitore di tanti malanni. Il presente volume è davvero 
un amico del vignaiolo, in esso egli troverà descritte le pìii comuni come le piii rare malattie 
delle viti, con le indicazioni delle cause e degli esseri che le producono ed i migliori me^zi trQ- 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 53 



vati per liberarsene. Che 1' egregio A. abbia ben raggiunto il suo scopo, lo dimostra la medaglia 
d' oro che a questo libro è stata conferita dalla Società di agricoltura di Francia. 

REGALIA E. Sulla nuova classificazione umana del prof. G. Sergi. (Firenze 
1893. Archivio per l'Antropologia e l'Etnologia. Fase. I. Estratto di pag. 64 in 8.°) Il nuovo me- 
todo di classificazione craniologica, proposto dall' illustre prof. Sergi e del quale altra volta demmo 
l'annunzio, quantunque sia ritenuto di molto valore e di grande importanza per l'Antropologia 
alla quale verrebbe a dare una radicale riforma, trova non pochi e seri oppositori fra gli antropo- 
logi. 11 Sergi ha già applicato questo suo metodo in diverse memorie pubblicate dal 1891 ad ora, e 
siccome la lettura e 1' esame di esse, hanno lasciato nell' egregio dott. Regalia dubbi ed oscurità, egli 
nella presente dotta memoria discute e confuta minutamente, ma scientificamente, tutti quei punti degli 
scritti del prof. Sergi nei quali egli non crede potersi trovar d' accordo con 1' egregio A. e con il 
suo nuovo sistema di classificazione umana. 

VIAUD GABRIEL. De l'absortion des mèdie aments par les plantes, et de leur 
utilisation en Thérapeutique. (Poitiers 1894. Typ. Oudin. Pag. 36 in 16.° Fr. 1, 50) Partendo 
dal fatto che le piante assorbono spontaneamente certe sostanze contenute nel terreno o nell' atmo- 
sfera, l'egregio A. è riuscito ad accumulare nei tessuti delle piante diverse sostanze medicamentose, 
come ferro, calce ecc. Egli ritiene che somministrando queste piante agli animali, essi, sotto questa 
forma, prenderanno piìi facilmente i medicamenti e che 1' assimilazione ne sarà piìi rapida, evitandosi 
anche non pochi degli inconvenienti che ordinariamente si lamentano. Ecco le principali quistioni 
svolte nel volume: 

Absorption spontanee de certains principes: azotate de potasse par la bourrache et la pariétaire iode 
par les fucus, etc. — Possibilité de l'aire absorber à nos plantes alimentaires et aux plantes four- 
ragères du fer, du phosphate de chaux, etc. : salades, cresson, légumes divers ferrugineux. — Rè- 
génération de l'homme par le Végétal-Tubercolose, cancer, anemie, maladies constitutionnelles 
qui réclament la regime dépuratìf. — Médecine naturelle. — Méthode pour cultiver soi-meme, 
clans son jardin, tous les l'egumes ferrugineux. 

Il volume è in vendita al prezzo di Fr. 1,50 presso l'autore in Poitiers (Vienna-Francia) 
4 Bouljv. S. Cyprien. 

NEVIANI ANTONIO. Terza contribuzione alla conoscenza dei Briozoi fossili 
italiani. (Roma 1894. Boll. Soc. geologica ital. voi XII. (1893) fase. 4, Estratto di pag. 12 in 8.°) 
Si occupa di alcuni Briozoi pliocenici raccolti da Ferdinando Bassi nel 1750 e 1751 a Rio Landa 
nel Bolognese, ed illustrati dal medesimo nei commentari dell'Istituto di Bologna nel 1757. Questi 
fossili si conservano anche presentemente nel Museo Geologico della Università di Bologna e 
r egregio A. ne ripubblica le diagnosi già date dal Rossi e rimaste finora ignorate da chi si oc- 
cupa di questi studi. 

SIL VESTRI FILIPPO. Sulla presenza del Polyxenus lucidus (Chalande) in Italia. 
(Roma 1894. Boll. Soc. romana per gli studi zoologici, voi. III. Estratto di pag. 4 in 8.° con 3 fig.) 
Questo miriapodo scoperto nel giugno del 1888, 'era finora stato notato solamente nei Pirinei 
orientali presso Palaldà in Francia; l'egregio A. avendolo riscontrato comune in alcune località 
dell'Umbria e dei dintorni di Roma, ne dà la descrizione e i disegni di alcune parti, indicando 
pure le caratteristiche che lo fanno subito distinguere dal Polyxenus lagurus (Latreille) comune 
in tutta Italia. I Polyxenus attaccano e distruggono la fillossera e sarebbe perciò bene proteg- 
gerne la riproduzione e propagarli nei vigneti. 

GRIFFINI ACHILLE. Gli insetti acquaioli. (Torino 1894. Tip. Guadagnine Pag. 44 
in 8." con figure). Contiene la descrizione, usi. costumi ecc. dei principali Coleotteri e Rincoti 
acquatici nostrali. Di parecchie specie vi si trova la figura ed infine vi sono alcuni cenni bi- 
blio grafici. 

SILVESTRI A. Su di alcuni foraminiferi del Mare Ionio. (Roma 1893. Memorie 
dell' Accad. Pontificia Nuovi Lincei. Estratto di pag. 58 in 4.° con 4 tav.) Scopo della presente me- 
moria è di far conoscere i Foraminiferi contenuti nei 267 saggi di fondo del Mare Ionio, raccolti 
dalla R. Nave Idrografica « Washington » nel 1888. Dopo una breve prefazione 1' egregio A. cita 



54 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NAURALI 



le 76 specie rinvenutevi, indicandone le varietà e aggiungendo non poche notizie ed informazioni; 
quindi ne espone 1' elenco generale con la loro distribuzione batimetrica e la corrispondenza fra 
le zone ed i numeri d'ordine dei saggi di fondo esaminati, numeri che si trovano notati in ap- 
posita carta topografica unita alla memoria. In tre tavole sono rappresentate 16 specie di fora- 
mi niferi. 

GIACHETTI cav. rag. G. C. I Colombi nei costumi dei popoli. (Firenze 1894 Tip. 
Galletti e Cocci. Pag. 26 in 8.<^) In occasione della solenne distribuzione dei premi ai vincitori 
delle gare di Colombi, promosse dalla Società colonibofila fiorentina, l'egregio sig. cav. Giachetti, 
intelligente e solerte presidente della Società stessa, tenne una conferenza parlando dei Colombi 
nei costumi dei popoli. Questa conferenza che riuscì interessantissima e della quale fu già fatto 
cenno nel fascicolo del 15 marzo di questo periodico, è stata stampata per cura della detta Società 
colombofila e forma il volumetto del quale abbiamo qui dato 1' annunzio. 

MALAGODI dott. RAINERO. La Tenuta a Frassinara. (Parma 1894. Tip. Adorni. 
Pag. 16 in 8.") Questa relazione sopra una gita zootecnica fatta dall'egregio A. insieilie agli stu- 
denti di medicina-veterinaria dell' Istituto di Parma, alla tenuta di Frassinara del sig. Achille 
Puccio, contiene considerazioni generali suU' utilità di simili gite, notizie ed elogi della tenuta di 
Frassinara e quindi la descrizione dettagliala delle 6 stalle che vi si trovano e dei numerosi ani- 
mali (200 capi bovini) che contengono, accompagnando alla descrizione tutte quelle utili conside- 
razioni che r egregio A. come distinto zootecnico, ebbe occasione di fare, e terminando con un 
vivo plauso al bravo proprietario. 

GRILLO prof. NICOLÒ. Nozioni compendiose di Geografìa generale ad uso 
specialmente delle scuole secondarie. (Roma 1893. Tip. Artero. Pag. 112 in 16" Prezzo 
L. 0,90) L'egregio A. ha riunite in questo piccolo volume, in modo chiaro e molto conciso, se- 
guendo il metodo sintetico, tutte le nozioni di geografìa che i programmi prescrivono sieno in- 
segnate nelle scuole secondarie. 

TARAMELLI TORQUATO. Della storia geologica del lago di Garda. (Rovereto 
1894. Atti dell'I. R. Accad. degli agiati in Rovereto. Anno XI (1893). Estratto di pag. 60 in 8.» 
con 1 tav. in colori. Prezzo fr. 0, 50 = a L. 1,20) Dobbiamo alla gentilezza della stimata Acca- 
demia degli Agiati in Rovereto, il dono di questo prezioso fascicolo, che contiene la dotta confe- 
renza che sulla Storia geologica del lago di Garda, l' illustre prof. Taramelli, tenne all'accademia 
stessa il 23 luglio scorso. E un' interessantissimo studio, mollo atteso dai Geologi i quali saranno 
lieti di poterselo procurare inviando sole L. 1,20 all'accademia suddetta in Rovereto (Trentino). 
Alla memoria sono unite le tavole geologiche, geodetiche ed i profili, in colori. In appendice l'egregio 
A. espone le fasi principali per le quali è passata la tuttora dibattuta questione dell' origine dei 
bacini lacustri, terminando con una copiosa bibliografia sul soggetto. 

11 fascicolo comincia con un breve discorso di apertura pronunziato dal conte F. Bassi-Fedri- 
gotti presidente dell'Accademia e contiene un animato e patriottico saluto poetico dell' Ab. Anatalone, 
censore delle lettere nella prelodata accademia Roveretana. 

BREHM A. E. Merveilles de la nature. Les insectes. (Paris 1894. Lib. J. B. Bail- 
lière et fils) Sono pubblicati i primi 2 fascicoli di questa splendida opera tradotta in francese da 
J. Kunckel d'Herculais. L' opera sarà formata di 48 fascicoli con 40 tavole in carta tinta e 1500 
figure intercalate nel testo. Ogni fascicolo costa 50 cent. Per maggiori dettagli preghiamo leggere 
r apposito annunzio che si trova nell' ultima pagina di questo fascicolo. 

CARUANA GATTO A. Common beetles of the Maltese islands. (Malta 1894. G. 
Muscat. Pag. 16 in 8." Price Six Pence) In questa nota 1' egregio A. dà notizie sulle specie di 
Coleotteri che più comunemente si rinvengono nell' isola di Malta. Brogi 



S. BROGI direttore reSPOnSallile Siena Tip. e Lit. Sordo-muti di L. Lazzari 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 55 

Casa Tipografica Libraria Editrice Arcivescovile 

Ditta GIACOMO AGNELLI ■ Milano 

N. 490, Librerin, Via S. Margherita, 2 - Telefono N. 20 - Stabilimento, Via Stella, 30 

Annunciamo con piacere la pubblicazione dell' opera dell' illustre Prof. Comm. GIUSEPPE 
MERZARIO, Deputato al Parlamento, intitolata : 

I Maestri Comaeìni 

^TOÌ^IA Ar^TI^TICA DI MmiJE DUECENTO ANNI (600-1800) 

Questa opera, aspettata e desiderata da molti che ne ebbero sentore, e si interessano e dilettano 
di fatti e di problemi riferentesi alla storia delle Belle Arti e alle loro vicissitudini e trasformazioni 
nei vari secoli, divisa in due volumi, di circa 700 pagine ciascuno, formato in-8.°, con bella carta e tipi 
nitidi, dedicata a S. Ecc. Giuseppe Zanardelli, Presidente della Camera dei Deputati. 

Questa la sintesi di un lavoro, che è frutto di lunghi studi, di pazienti investigazioni, e di molte- 
plici viaggi, che raccoglie e unifica molte notizie sparse di arti e di artisti, e presenta anche qualche lato di 
novità, di curiosità e di diletto. Attenendosi slattamento al suo tema l'illustre autore non trascorse 
a nessuna discussione politica o religiosa : e si astenne dalle illustrazioni, che iu così Inngo corso 
di secoli, varietà di scuole, e moltitudine di monumenti o ancor vivi o ruinati avrebbero dovuto es- 
sere troppo numerose, se appena proporzionate alla vastità dell' argomento. 

L' opera è in due volumi, corredata da un copioso Sommario, da una carta geografica del terri- 
orio aitistico comacioo, e da un Indice delle parsone e cose principali; fu messa io commercio al 
prezzo di LIRE DODICI (pesa Kg. 2, 700 circa). 

Recentissime pubblicazioni : 

ADOLFO GUÈRIN. Note di Storia per gli allievi della classe IV e V. Due bellissimi opuscoli 
in-'l6 di pagine 48 illustrati. Cent. 35 cadauno. 

Questo non è un testo di storia né un vero sunto : un sunto può essere più dannoso che utile, 
se gli allievi lo studiano pappagallescamente, mentre per ritenere la spiegazione, quando è stata fatta 
bene, basta l' indicazione dei nomi e dei fatti principali. Queste indicazioni, che non sempre si ha 
tempo di dettare e di correggere, le ho raccolte in cento note, più brevi delle lezioni che si sogliono 
assegnare giornalmente. E un libriccino che vorrebbe essere utile, senza la pretesa di piacere, e non 
è illustrato per ornamento, ma perchè le figure, come tutto ciò che colpisce direttamente i sensi, sono 
di aiuto efficacissimo alla memoria. Adolfo Guèrin 

La lingua tedesca esposta nelle sue più necessarie teorie da G. BRANCA, 2.* ediz. rive- 
duta, ampliata ed arricchita con l'aggiunta d" un Corso d' esercist dal Cav. Gio. Mazzucchelli, 
professore di lingue straniere in vari istituti pubblici e privati. Bel voi. in-16 di pag 260 L. 2 — leg. 
in tela-oro L. 3. 

Nuovo corso di esercizi di traduzione dall' italiano in tedesco, coli" aggiunta di lettere 
tommerciali, esercizi di conversazione e di lettura ad uso degli istituti tecnici del Regno, per cura 
del Cav. GIOVANNI MAZZUCCHELLI, professore di lingue straniere in vari istituti pubblici e pri- 
vati. Bel volume in-16 di pagine J80 L. 1,25. Legalo io tela-oro L. 2,25. 

Carta geografica del territorio artistico Comacìno. Recentissima edizione colorata. 
Misura cent. 50 per 65. L. 1^ 

FELICITA MORANDI e EDVIGE S^LVI. La Giovinetta studiosa. Libro di lettura per la 
IV e V classe elementare, secondo i recenti Programmi governativi. Bel volume in-16 illustrato di 
'160 pagine L. 1. Legato in tela-oro L. 2. 

Prof. E. PAROLI. Umberto. Sillabario e letture per la 1.^ classe o sezione delle scuole maschili, 
femminili o miste, urbane o rurali. Bel volume in-16 di pagine 64 illustrato. Cent. 15. 



A GIORNI SARANNO PRONTE LE RISTAMPE SEGUENTI : 

GELMETTl L. e RIZZINI G. Esempi e precetti di composizione italiana per gli 
alunni delie scuole tecniche e magistrali, approvato dai Consigli Scoloslici Provinciali di .Milano, Ber- 
gamo, Cumo ed altri ; 3.^ ediz. riveduta ed ampliala. Bel voi. in-16 di pas;. 480 circa L. 2,50. (pesa 
gr. 380). 

BANFI G. Antologia per le giovinette che frequentano le scuole elementari maggiori, nor- 
mali ecc. , divisa in quattro parli : Dio e Religione, 1' Universo e 1' Uomo, Patria e Famiglia, Varietà, 
secondo i nuovi Programmi governativi ; 4.^ edizione accresciula, riveduta, corretta e riordinala dal 
Prof. Cav. P. FoRNARi. Bel voi. in-16 di pagine 450 circa L. 2, 25 (pesa gr. 3.50). 



56 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



PUBBLICAZIONI. 

Fra le recenti pubblicazioni dell'editore Ulrico Hoepli di Milano, oltre al libro Vittorie e 
sconfìtte del deputato Arbib, che ebbe 1' onore di presentarne un esemplare al Re, che se ne 
mostrò assai soddisfatto, e al Codice doganale, importante lavoro deli' avv. Bruni, si presenta 
il IX volume del Corso di diritto commerciale del chiaro professore Vidari, dell' Università 
di Pavia. È questa la 111 edizione interamente rifatta. Tratta del fallimento e della bancarotta, e 
delle azioni commerciali e del loro esercizio (L. 12). Opera che ha avuto un largo e incontrastato 
successo; è di speciale interesse agli avvocati, ai magistrati e al commercio. 

In una edizione limitata a 200 soli esemplari è uscito l'Inventario dei manoscritti della 
R. Università di Pavia compilato dai prof. L. De Marchi e G. Bertani : un elegante volume di pag. 
xxiv-410 (L. 6). 

La notissima Collezione dei Manuali Hoepli si è arricchita dei seguenti volumetti, elegante- 
mente legati in tela, per la serie scientifica: La Rivoluzione francese (1789-1799), del prof, 
dott. G. P. Solerlo; di pag. iv-176 (L. 1,50). — |Anatomia e fisiologia comparata, del prof. 
R. Besta; di pag. viii-318 con 34 incisioni (L. 1,50). Ambidue sono di ottimo sussidio all'insegna- 
mento speciale delle scuole secondarie. 

Legislazione rurale secondo il programma governativo per gli Istituti tecnici, dell' avv. E, 
Bruni; di pag. xii-422 (voi. doppio L. 3). Il lavoro dell' avv. Bruni, oltreché agli Istituti tecnici, 
per il metodo seguito e la copia della materia, riesce utile altresì ad un largo numero di studiosi 
e di lettori. In fine notiamo : 

Elenco dei fari e fanali sulle coste del mare Mediterraneo, mar Nero, mare d' Azof e mar 
Rosso. (Annuale L. 2). Pubblicazione ufficiale dell'Ufficio Idrografico della R. Marina in Genova. 



LIBRAIRIE J.-B. BAILLIÈRE ET FILS 

19, rue Hautefeuille (près du boulevard Saint-Germain), à Paris 



Les Merveilles de la Nature : les Insectes, par A.-E. Brehm. Édition frangaise par J. 
KuNCKEL d'Herculats, assistant au Muséum. 2 voiumes gr. in-8 de 1500 pages à 2 colonnes avec 
2000 figures dans le texte et 36 planches hors texto 24 fr. 

Nouvelle édition en 48 séries à 50 centimes. 

Il parait une sèrie toutes les semaines depuis le 1."" mars. Abbonnement de 3 mois, 6 fr. — 
de 6 mois, 12 fr. — d' un an, 24 fr. 

Les Merveilles àe la Nature de Brehm nous font connaitre ceux qui sont comme nous les 
hótes de cotte terre, qui, sans cesse mélés à notre vie, amis ou ennemis, serviteurs ou esclaves, se 
partagent avec l'homme le vaste domaine oìi s'agitent nos destinées. 

Brehm n'est pas un savant de cabinet, qui n'a vu que des animaux empaillés sous les vitrines 
d'une galerie ; il a étudié de près la nature vivante ; il est méme souvent alle observer jusque 
dans leur sauvage patrie les animaux inconùus dans nos climats. 

C'est à ceux qui veulent acquórir des connaissances générales sur la vie et les mceurs des In- 
sectes, à ceux qui sont curieux des choses de la nature, que ce livre est destine. 

On s'est attaché de préférence à faire passer sous les yeux les espèces qui sont indigènes, 
parce que nous avons tout intéret à les connaìtre. 

On a trace aussi le portrait de quelques animaux exotiques; ceux-ci n'ont-ils pas re^u, pour 
attirer notre attention, tous les dons du ciel, richesses de la coloration, formes étranges, mceurs 
singulières. 

On a choisi de préférence les Insectes qui présentent un intérét general ; et pour ne pas 
tomber dans une confusion inextricable, on les a décrits en suivant l'ordre méthodique adepto par 
les naturalistes. 

Pour les savants et pour ceux qui se livrent spécialement à l'étude. de l'entomologie, cet ou- 
vrage sera, gràce au véritable esprit scientifique et à la móthode sevère de l'auteur, un précieux 
auxiiiaire, assez sérieux pour instruire, assez originai pour charmer. Aux habitants de la campagne, 
propriétaires, agriculteurs, industriels, il parlerà des soins à donner aux insectes utiles, abeilles, 
vers à soie, de leur élevage, de leurs maladies ; de l'acclimatation et de la domestication des 
espèces nouvelles, puis il s'occuperà de la destruction des insectes nuisibles à la grande et à la 
petite culture, à la vigne, aux céréales, au verger, au potager, aux forèts, etc. Enfin, à tous ceux, 
petits et grands, qui cherchent dans les lectures sérieuses des joies douces et des émotions vraies; 
à ceux qui, ne possédant sur l'histoire naturelle aucune notion positive, désirent s'initier à l'étude 
des merveilles innombrables de l'univers, il apporterà profit et plaisir, unei nstruction amusante 
et un amusement instructif; il excitera l'active curiosité de l'enfant; il sera un sujet de módi- 
tation pour l'àge mur; mis à la portée de tous les àges et de tous les esprits, s'adressant à toutes 
les intelligences, comme à toutes les positions sociales, il répandra partout, les salutaires le§ons 
de la science. 



BOLLETTINO DEL NATURALISTA COLLETTORE ALLEVATORE COLTIVATORE i. ^,^u. 

Anno XIV ^^ ^^^^^^ 

SUPPLEMENTO MENSILE ,^^. 

V^- ALL^ RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 

Abbonamento alla Rivista e Bollettino (24 fascicoli) L. 5 — Al solo Bollettino (12 fascicoli) L. 3 all'anno 

SOMMARIO 

Fiori prof. Andrea. Quale sia il miglior metodo per uccidere i coleotteri. Pag. 41. 

Failla Tedaldi L. Glossario entomologico. (Coni.) Pag. 44. 

COMUNICAZIONI. G. B. I cani al servizio di polizia — Grillo N. Lo spirito di imitazione 
negli animali — R. V. Contributo alla intelligenza degli animali — Fabani C. Animali alpini 
che discendono al piano — Boschetti G. A. La Sphinx nerii in Piemonte — D. L. M. Loco- 
mozione negli animali acquatici. Da pag. 46 a pag. 49. 

Insegnamenti pratici. Il carcioffo chinese — Piantamento delle talee — Contro gli uccelli 
che danneggiano i frutti — Tecnica microscopica. Da pag. 49. a pag. 51. 

Notiziario Pag. 51. — Nomine, promozioni, onorificenze, premi Pag. 52. — Ri- 
chieste, offerte e domande di cambi Pag. 52 — Annunzi diversi. 

QUALE SIA IL MIGLIOR METODO PER UCCIDERE 1 COLEOTTERI 

La mag-g-ior parte dei collettori usa ancora 1' alcool, ed io stesso nei primi 
tempi usai questo mezzo, perchè non ne avevo mai conosciuto altro migliore. 
Questo però è il peggior mezzo di quanti conosco : esso è il peggiore, il più 
costoso, ed il piti incomodo dei sistemi adoperati. È il peggiore perchè appiccica 
fra loro i peli, conserva male certi colori, specialmente il rosso, e finalmente 
mantiene tale rigidità nei muscoli da rendere difficilissima la preparazione. È 
il piìi costoso perchè oltre al costo forte di questo liquido, è da tener presente 
che per caccia occorrono bottiglie a collo largo e con tappo facilmente spo- 
stabile ; tappo che non chiude mai abbastanza bene per non lasciare sfuggire 
un liquido così diffusibile come 1' alcool. È poi il piii incomodo perchè le bot- 
tiglie con alcool sono pesanti, e nelle lunghe escursioni occorre portarne con 
se una larga provvista perchè non lo si trova ovunque : ricordo che molte 
volte ho rovinate le mie caccie, perchè fra i monti non ho trovato mezzo di 
provvedere alcool, ed ho dovuto sostituirgli rhum od acquavite. 

Nel 1884 ero a Catanzaro, ed ebbi la fortuna di fare un' escursione alla 
Sila col Cav. Bandi di Torino : vidi che egli usava per uccidere i Coleotteri la 
segatura di legno inumidita colla benzina, ed io rimasi così convinto dei van- 
taggi di questo metodo, che fino ad ora quasi non ne ho usato altro. Però 
anche questo sistema ha i suoi gravi difetti : se si mette troppa benzina i peli 
si appiccicano come coli' alcool : se troppo poca certi Coleotteri (Otiorrhynchus, 
Cleonus) risuscitano rovinando in seguito la caccia. Ricordo con dispiacere una 
buona caccia al Limbara in Sardegna, completamente rovinata da due Otior- 
rhynchus aurifer risuscitati dopo essere rimasti una notte intera nella sega- 
tura con benzina : due mesi dopo, preparando quel materiale, li trovai ancor 
vivi, e tutto il resto era. in rovina. Uccisi colla benzina, i Coleotteri hanno pur 
sempre i muscoli rigidi, ma la putrefazione comincia rapidamente, cosicché dopo 
un giorno o due al più, la rigidità se ne è andata, e tali insetti si preparano 



42 



assai bene : ma se si tarda di più, si trovano putrefatti al punto da rompersi 
alle più leggiere pressioni, alle più delicate manipolazioni ; se poi si dimenti- 
cano nella bottiglia per una settimana al più, e' è il caso di trovarli ammuffiti 
ed inservibili. Appunto in causa della rapida putrefazione, è quasi impossibile 
conservare intatti i grossi Tenebrionidi uccisi colla benzina : le molte Pimelie 
riportate dalla Sardegna nel 1890 sono quasi tutte rotte, ad onta che io abbia 
avuta ogni cura nel rinnovare la segatura, dopo la caccia, con altra asciutta ed 
abbondante ; ad onta che io non abbia mai dimenticato di unire alla segatura 
queir eccellente antisettico che è 1' acido timico. 

Ho pure usato il cianuro di potassa, ma non è un buon metodo : presenta 
i medesimi inconvenienti della benzina rispetto alla facilità a risuscitare, e ri- 
spetto alla putrefazione: ma ne ha poi uno più grave ed è quello di non con- 
servare il giallo, che dopo poche ore diventa bruno. 

Parecchi anni fa (non ricordo dove, ma sembrami nell'Abeille) ho letto un 
nuovo metodo di uccider Coleotteri, che pure ho sperimentato. Consiste nel 
portare a casa i Coleotteri vivi, porli sopra ad un foglio di carta asciugante, 
e quando essi si decidono a camminare, buttargli sopra un pezzo di vetro, ac- 
ciocché rimangano colle zampe stese, e quindi ucciderli in questa positura colla 
benzina. È un buon processo, facile e spicciativo ; ma è evidente che non è 
adatto per le lunghe escursioni, né pei grossi insetti. Del resto presenta il so- 
lito inconveniente, che cioè certi Coleotteri, i Curculionidi, sopratutto, risuscitano: 
inoltre quelli che hanno zampe ed antenne corte e forma globosa (Olibrus, 
Alexia e Scymnus) riescono a ritirare zampe ed antenne. Con questo metodo si 
preparano bene i piccoli Carabi e Staphylinidi ; quei Coleotteri insomma che 
sono sempre i più facili a preparare. 

Fin dal 1889 il sig. Dobiasch pubblicava, nel suo Entomologischer Alma- 
nach, un articolo in cui loda assai 1' anidride solforosa per uccider Coleotteri ; 
anzi in quel manualetto dà anche l' indirizzo di certo sig. Rau di Monaco, che 
teneva bottiglie per caccia fatte espressamente a tale scopo. Io però é da poco 
tempo che conosco quell' articolo, indicatomi dal prof Emery ; d' altronde, ac- 
cade così di frequente di veder portato ai sette cieli, or questo or quel pro- 
cesso che poi alla stregua dei fatti non offre che qualche meschinissimo van- 
taggio, che io sono diventato molto scettico in fatto di novità di questo genere. 
Ricordo tra T altro d' aver spesa qualche diecina di lire per fare un liquido, 
la cui ricetta trovai su di un giornale scientifico, e che doveva sostituire, con 
qualche economia, 1' alcool, conservando meglio la forma ed il colore : e vi- 
ceversa non sono riuscito ad altro che a mandare a male una quantità di ani- 
mali; tutti quelli cacciati in un anno. 

Quest'inverno però il sig. Strasser di Monaco faceva invito al mio buon 
scolaro Porta di Bologna, acciocché usasse tal sistema dell' anidride solforosa 
nelle sue caccie. Avendomene parlato il Porta, accolsi tale proposta con diffi- 
denza, e non gli feci buon viso: mi sembrava che l'anidride solforosa, usata 



43 



ovunque come decolorante, dovesse alterare i colori di certi insetti, sopratutto 
il bleu ed il verde ; come pure mi sembrava che tal mezzo non dovesse essere 
di facile uso pratico, perchè tal gas doveva, a mio credere,. disperdersi troppo 
facilmente. Dichiaro francamente che se il sig. Strasser non avesse spinta la 
sua gentilezza fino a spedire in dono al Porta e bottiglie e miccia solforata, 
forse non mi sarei mai lasciato indurre a provare questo processo. Ora invece, 
avendolo provato, sono così convinto della sua pratica bontà, che non esito a 
dichiararlo il migliore fra i mezzi conosciuti per uccidere Coleotteri. Sebbene 
io sappia di non dire cosa alcuna di nuovo, pure credo vi sia il merito di de- 
scriverlo, onde i collettori tutti d' ora in poi lo possano adottare. 

Si prende una bottiglia a collo largo (della dimensione che più piacerà a 
ciascuno), chiusa da un tappo di sughero, perforato al centro e quivi attra- 
versato da un tubo di vetro, chiuso a sua volta da un secondo tappo. In fondo 
alla bottiglia si pone un poca di segatura di legno (preferibilmente pioppo) ben 
vagliata e quindi esente da polvere e da pezzi troppo grossi di legno : s' in- 
figge air interno del tappo più grande, con uno spillo, un pezzo di quella miccia 
che si usa per solforare le botti, ed appiccatovi il fuoco, la si rinserra nella 
bottiglia che si lascia chiusa finche il solfo si sia spento spontaneamente. La 
bottiglia è così pronta per la caccia, ed i Coleotteri vi si buttano dentro pel 
tubo superiore, man mano, che vengono presi (1). 

L'anidride solforosa è un gas molto pesante, e non sfugge troppo facil- 
mente dalla stretta apertura del tubo infisso nel tappo della bottiglia: perciò 
una prima solforata basta generalmente per mezza giornata di caccia, più 
tardi si può praticarne una seconda se si vede che tardano a morire i Coleot- 
teri messi dentro. Ho provato a lasciare nella bottiglia tutti gli insetti presi 
in un giorno, previa una sola solforata : la sera ve ne erano molti ancor vivi, 
mentre in altra bottiglia ove avevo solforato due volte, erano tutti morti ; sol- 
forai una seconda volta e dopo circa un' ora preparai i Coleotteri contenuti 
nella prima bottiglia ; nessuno è risuscitato, sebbene vi fossero parecchi Cur- 
culionidi. I colori si conservano benissimo, i peli e le squamme non subiscono 
alterazione : non ho lunga esperienza per dare un mio giudizio sulla preser- 
vazione dalla putrefazione, ma certo 1' anidride solforosa dovrà uccidere i germi 
delle muff'e e quindi per lo meno si dovrà avere un vantaggio sulla benzina. 

Ma quello che più fa risaltare l'utilità di questo processo è la mancanza 
assoluta di rigidità muscolare, e quindi grande facilità di preparazione. Io 
pongo r insetto su di un foghe di carta bianca, colle zampe volte in alto, lo 
tengo fermo con una penna d' oca appuntita, e con un pennello, reso un poco 
ruvido, tosandolo colle forbici, riesco generalmente a stendere le zampe e le 
antenne ; raramente ho bisogno di ricorrere ad un ago. Sono riuscito a pre- 
parare 231 insetti piccoli, presi tutti al vaglio, in 3 ore e li2, fra cui Apion, 
Scymnus, Olibrus, Corylophidi ed altri, nei quali era già molto se prima d' ora 



(1) Chi desidera di queste bocce, può richiederle al magazzino di storia naturale di S. Brogi - 
Siena. Prezzo L. 0, 60. 



44 



riuscivo a mettere in evidenza una sola zampa, od una sola antenna. È tale 
la facilità di preparazione che un mio bambino è riuscito a preparare benis- 
simo ed in poco tempo Bryaxis e Bythynus, che prima d' ora non era mai 
riuscito a preparare : egli non ha che 1 1 anni, e non è certo modello di pazienza. 
Non ho rilevato che un solo inconveniente, ma non grave però : ed è che 
spesso accade che qualche goccia di solfo fuso cada dalla miccia nel fondo della 
bottiglia, quindi può essere che in una seconda solforata cada su qualche in- 
setto guastandolo. Ma è chiaro che si potrà facilmente ovviare a questo incon- 
veniente, sia usando miccio più povere di solfo, sia sottoponendo al solfo in com- 
bustione un piattello o reticella metallica che trattenga le gocciole di solfo che 
siano per cadere. 

Terminerò con un altra raccomandazione estranea a questo processo, ed è 
di usare, per incollare al cartone gli insetti, gomma addizionata ad un poco 
di zucchero o glicerina : in tal modo non vi è pericolo che nel seccarsi la 
gomma si screpoli e l'insetto si stacchi. È una notizia che ha tanto di barba; 
ma pure quanti dei miei corrispondenti non la conoscono ancora ! Una tal 
gomma fermenta però facilmente, e divien preda della muffa : si metta nel va- 
setto un pezzetto di acido timico e l' inconveniente sarà tolto. 

Anche in entomologia esiste la moda ! È indubitato che i Coleotteri si stu- 
diano meglio se incollati su cartoncini triangolari, perchè le diverse parti ri- 
mangono più accessibili alle lenti, spesso forti e quindi di breve distanza fo- 
cale, che occorre usare : ma si corre il rischio di trovare collettori che rifiutano 
di far cambi se i piccoli Coleotteri non sono incollati su cartoncini rettango- 
lari. E siccome, il cambio è la vita dell' entomologia, conviene rassegnarsi, ad 
usare cartoncini rettangolari. Essi esistono già preparati in commercio. 

Come ognun vede, io non ho avuto di mira altra cosa che quella di in- 
dicare, giù alla buona, ai collettori italiani, specialmente ai principianti, un sistema 
facile, buono e comodo. Questo mio articolo ha la sola importanza di impedire 
lo sciupio di tempo e d' insetti che fanno i principianti, prima di riuscire a pre- 
parare e conservare insetti presentabili. Penso p. s. che se io avessi letto, 
quindici anni fa, un articolo, quale è quello che ho scritto io, non avrei ora 
in collezione tanti insetti difettosi ; ne mi toccherebbe ora di perder tanto tempo 
per ripreparare tanti Coleotteri raccolti e preparati da me e da altri (Oh ! tanti 
altri !) e che mi vergogno di presentare, tanto sono brutti e soprattutto mal 

preparati. 

Modena 24 Febbraio 1894. A. Fiori 

GLOSSARIO ENTOMOLOGICO 

REDATTO 

da LUIGI FAILLA-TEDALDI 

(continuazione) 

Emigrazione ■ Uscita in massa d' inselli gregari dal luogo dove sono nati o hanno vis- 
suto. 



45 



Emimetabolico - Con transformazione incompleta = Semimetabolico. 

Emisferico o semigloboso ■ fieni ispliaericus o 5em/^/o6osMs - Hemisperique - halbkugelig 

— Uova di Harpya vìnula. 

Emitteri ■ Hemiptera ■ Hemipteres - Qualster, Halbflugler - Tav. Vili. 

Fig. 1 Lygaeus mililaris Ros 
a) Aia Slip. emielitra ~ e) Coria — d) CInvo — e) Membrana — f) Nerv. co- 
stale — gh) Nerv. subcostale doppia — h) Nerv, mediana — t) Nerv. radiale — 
j) Nerv. cubitale — k) Nerv. submedìana — e) Cellula costale — m) Cellula sot- 
to-costale — sm) Cellula mediana — a) Cellula anale — s) Cellula stigmatica — 
r) Cellula radiale — ciib) Cellula cubitale doppia — d) Cellula discoidale — ppp) 
Cellule posteriori — b) Ala inferiore — l) Nervatura costale — m) Nerv. sotto-co- 
stale — n) Nerv. mediana — p) Nerv. Anale — q) Continuazione della nerv. sub- 
costale — r) Nerv. radiale — s) Nerv. cubitale — e) Cellula costale — se) C. 
sub-costale — m) C. mediana — sm) C. submediana — a) C. anale — r) C. ra- 
diale — cub) C. cubitale — d) Cellula discoidale formala da una nerv. ricorrente 
che proviene dalla sotto-costale. 

Fig. 2 Pentatoma 
a) Testa — 6) Ocelli ~ e) Occhi — d) Antenne — e) Pronoto — /) Dorsulo — 
g) Mesotorace — h) Parte antiscutellare del mesonoto — i) Scutello — k) Plero- 
pega — /) Articolazione delle ali — m) Parte postscutellare — n) Freno — o) 
Metanolo — p-t) Segmenti addominali — u) Segmento anale — v) Rotula interar- 
ticolare del tarso. 

Emielitra 
1 Costa — 2 Subcosta — 3 Radio — 4 Sutura del davo — 5 Coria — 6 Clavo 

— 7 Angolo scutellare del clavo — 8 Cuneo ■ Cuneus — 9 Commessura del cuneo 

— 10 Sutura della membrana — 11-13 Membrana con le cellule — 14 Lembo 
della membrana — A. Margine anteriore — B. Marg. interno o suturale — C. Marg. 
apicale o esterno. 

Ala inferiore 
15 Costa — 16 Subcosta — 17 Radio — 18 Cubito — 19 Costula trocleare — 
20 Costola gemina — 21 Costola del tendine. 

Fig. 3 Cicadella - ala superiore 
1 Radio principale o Costa — 2 Radio nodale o Subcosla — 3. R. internodale o 
Cubito anteriore — 4 Radio mediano — 5 Clavo o cubito posteriore — 6 Margine 
scutellare del clavo o Cubilo suturale — 6 Callo ascellare - embolyum superius • 

— 8 Callo cubitale - embolyimi inferius — 9 Area ascellare sup. o Cellula basale 

— 10 Freno o Membranella ascellare - ponticulus — 11 Nodo o Carpo — \'2 Pa- 
rasligma o Pterosligma — 13 Settore apicale o Radio subcostale — 14 S. nodale 
Radio discoidale I — 15 S. subnodale o R. discoidale II — 16 S. mediano — 
17 S. breve — 18 Archetto - arculus — 19-20 Anastomosi anteriore — 21-23 
Anastomosi posteriore — 24 Cellula del settore apicale ani. o Areola apicale o mar,- 
ginale 1 — 28 C. del settore apicale posteriore o Areola apicale II — 26 Cellula 



46 



del settore nodale o Areola apicale III -- 27 Cellula del settore subnodale o Areola 
apicale IV — 28 Intercellula o Areola apicale V — 29 Cellula del settore mediano 
Areola apicale VI — 30 Cellula del settore breve o Areola apicale VII — 31 
Cellula del radio mediano o Areola apicale Vili — 32 Lembo — A. Margine ante- 
riore — B. M. interno — C. M. Apicale — D. Cellula o Area discoidale — E, 
C. areale parallela o Area 1 — F. C. areale parallela II o Area II — G. C. areale 
parallela III o Area III — H. C areale parallela IV o Area IV — /. C. areale pa- 
rallela V Area V — K. C. areale parallela VI o Area marginale — L. Uncinetto 
fermaglio - Claustrum. 

Ala inferiore 
1 . Radio principale o costa — 2 Radio dicotomo — 3 Radio mediano — 4 Radio 
posteriore — S Radio breve — 6 Radio suturale — 7 Archetto ■ Arculus — 8 
Troclea — 9 Processo del lendine — 10 Frenulo o Clavolo — 11 Uncinetto o 
fermaglio • Claustrum — 12 Settore del radio dicotomo 1 — 13 Settore del Radio 
mediano I e II — 14 Cellula de! radio princ. o Areola apic. I — 15 C. del radio 
dicotomo I Areola apic. II — 16. C. del radio dicotomo II o Areola apic. Ili — 
17 C. del radio dicotomo HI o Areola apic. IV — 18 C. del radio dicotomo IV o 
Areola apic. V — 19 C. del radio mediano o Areola apic- VI — 20 Area suturale 
Tendine — 21 Lembo — 22 Area subcostale — 23 Area o cellula discoidale — 
24 Area mediana. 

Parti del corpo 
a) Fronte — b) Regione preorbitale — e) Occhi composti — d) Antenne — e) 
Ocelli — /) Regione sopraorbitale — g) Regione retroorbitale o tempie — h-n) Pro- 
noto, h) Margine o disco anler., i) Disco laterale, k) disco, /) margine posteriore, 
m) angulo anter., n) angolo post. — o-s) Mesonoto, o) disco, p) Pteropega - arti- 
colazione dell' ala, q) Freno, r) scutello, s) processo dello scutello — t-u Metanolo, 
t) parte anteriore coli' articolazione dell' ala (ala 9), u) parte posteriore — v-z) 
Dorso dell'addome e segmenti. (continua) 



COMUNICAZIONI - PROPOSTE - DOMANDE - RISPOSTE 

In questa rubrica gli abbonati hanno diritto a inserzioni gratis per ogni numero, per scambiarsi notixie, schia- 
rimentiy informazioni, consigli, questioni da risolvere ecc. 



I cani nel servizio di polizia. Fra gli articoli, che periodicamente si pubblicano nell'ot- 
tima « Idea liberale » di Milano, ha in modo speciale richiamato la mia attenzione uno scritto del 
sig. Alessandro Donati sulla applicazione dei cani nel servizio di P. S. (1). 

L' autore, dopo aver con brevi cenni descritti i luoghi dove i noti grassatori Tiburzi, Ansuini 
e Fioravanti si nascondono e si trincerano, vivendo sicuri e non curanti delle indagini con cui la 
polizia cerca di scovarli, e dopo avere accennato alla impossibilità di vincere le condizioni del 
terreno, il piìi grave inconveniente che intralci V opera della giustizia, si propone questo dilemma: 
dobbiamo contentarci sempre di un risultato negativo, o dobbiamo trovare un nuovo sistema di 



(1) Idea liberale del 25 febbraio 1894 anno III. n. 8. 



47 



ricerche. E così si pongono in campo i cani, come ausiliari principalissimi degli agenti della pub- 
blica forza nella ricerca dei più pericolosi malandrini. 

Il Donati, manifestata così l' idea, passa poi a difenderla dimostrando come i cani siano stati 
adoperati dai piantatori degli Stati Uniti, e come in passato abbiano ottimamente funzionato, ed 
oggi si tenti di usarli nuovamente in tempo di guerra e viene infine a proporre il modo con 
cui dovrebbero essere applicati rispetto allo studio da lui impreso a trattare, sicuro della possibile 
attuazione pratica del suo concetto, e fiducioso che mentre in Germania ed altre nazioni, adopera- 
rono i cani in tempo di guerra, possa prima essere l'Italia ad adoperarli per il conseguimento 
della pubblica pace, e della tutela sociale. 

L' articolo buono per la forma, come tutti gli scritti del giovane antore, solleverà certo dubbi 
in alcuni, diffidenze in altri, ma non credo, come pensa lo stesso Donati, che possa offrire modo 
di far dello spirito ai nostri caricaturisti. 

L' idea in massima è certamente buona, e tale da richiamare 1' attenzione dei cultori di scienze 
sociali e politiche, e di quanti hanno a cuore la pubblica prosperità. Divergenze potranno nascere 
sul modo di attuare praticamente il concetto, e in rispetto a questo punto, mi sembra che la que- 
stione si imponga allo studio dei naturalisti, i quali portando la parola della scienza, e fornendo 
dati certi e positivi, porranno il problema, in un terreno piìi sicuro, daranno modo di studiare 
meglio nei suoi particolari la tesi che il Donati ha con tanta convinzione sostenuto, e sottoposto 
all' esame degli studiosi. G. B. 

Lo spirito d' imitazione negli animali. In un recinto della pubblica villetta Dinegro 
in Genova, fra i varii animali che attiravano la curiosità dei visitatori osservai, tre anni or sono, 
un pappagallo-ara, forse il Psittacus erythacus, il quale aveva appreso a dire « Baciccia » pretta 
traduzione genovese del nome Giambattista. I visitatori forestieri poco vi badavano ; ma i Ge- 
novesi, che ben conoscevano il significato del vocabolo, ridevano della gaia sorpresa preparata loro 
dal piccolo prigioniero, che solo in tal modo rivelava la sua presenza dall' ultimo cantuccio d' unagabbia. 
Il rumore delle risate però arrivava fino a lui, si che presto arrivò a ripeterlo, sebbene flebilmente. Così 
nelle lunghe soste eh' io feci innanzi a quel recinto, dovetti qualche volta assistere alla comica 
scena del pappagallo che, dopo aver chiamato 1' eterno « Baciccia » univa le sue risate a quelle 
degli ascoltatori, contribuendo così a ridere di sé medesimo. Grillo Nicolò 

Contributo alla intelligenza degli animali. — Conigli — In generale le coniglie non 
danno segni particolari di affetto pei loro piccoli, mostrandosi completamente indifferenti, quando 
uno si accosti al nido dove questi stanno, e li tocchi o finga minacciarli. Tuttavia io ho potuto 
notare in una coniglia, che aveva di recente partorito cinque piccoli e li allattava, un grado ab- 
bastanza elevato di amor materno. Quella coniglia, quando qualcuno si accostava alla cassetta ove 
stavano i piccoli, tosto batteva il suolo colle zampe posteriori e dava visibilissimi segni di ira e di 
minaccia. Un altro fatto che può servire a dimostrare, come le coniglie abbiano un certo attac- 
camento pei loro nati, è il seguente. Una sera essendomi state portate cinque lepri neonate, io le 
misi in gabbia di legno assieme ad una coniglia, che aveva di recente partorito, sperando le al- 
lattasse. La coniglia pare si sia accorta del tiro, che le era stato giuocato ; poiché trovò modo 
durante la notte di uscire dalla gabbia rosicchiandone il legno ; ed alla mattina io mi meravigliai 
di vederla fuori della gabbia vicina ai suoi piccoli, che, vispi ed allegri, si vedeva avevano di 
recente poppato. 

Credo di poter attribuire ai conigli domestici un certo amore per la pulizia. Notai infatti che 
una coniglia, che tenevo chiusa in una stanza, aveva cura di deporre gli escrementi sempre nello 
stesso angolo. 

Ho potuto assicurarmi, che i conigli riconoscono colui che porta loro abitualmente il cibo 
non solo alla voce, ma anche al passo. Stando i miei conigli in un cortile, tutte le volte che 
r incaricato di portar loro il cibo passava per il cortile, anche in ora insolita, essi si affrettavano 
a corrergli vicino ed a saltellargli attorno alle gambe come se volessero chiedergli qualcosa. 

Topi bianchi. — Una notte una femmina, che io possedevo, si sgravò di dodici piccoli. Io le 



48 



avevo fornito della bambagia, con cui essa fece un nido dentro ad una cassetta. Avendo io tolto 
dal nido sei di quei piccoli topolini, la madre se ne accorse e ne fu molto afflitta. Essa incominciò 
a perquisire tutti gli angoli della gabbia in cui era chiusa, cercando i suoi piccoli, poi, perduta 
ogni speranza di ritrovarli, corse alla cassetta dove stava il nido, ne estrasse tutta la bambagia, 
e l'accumulò davanti all'apertura della cassetta, come per farne un muro di difesa. In seguito si 
accovacciò dentro alla cassetta, e non ne usciva se non se per mangiare o per deporre gli escre- 
menti. Tutto ciò che poteva trovare nella gabbia, perfino la mollica di pane che le serviva da 
cibo, perfino il recipiente dell' acqua, essa lo accumulava davanti all'apertura della cassetta. Quando 
poi essa si allontanava dal nido, copriva i suoi piccoli colla bambagia e col pane che vi aveva 
accumulato davanti. 

Cani. Una cagna di razza Setter mi diede realmente da pensare per poterla tener chiusa 

in un recinto delimitato da un assito e da un piccolo cancello di legno. Incominciò col saltare 
r assito ; e, quando io ne ebbi aumentata 1' altezza, essa saliva sul suo canile, e di là spiccava il 
salto ottenendo così il suo intento. Aumentata di nuovo 1' altezza dell' assito, essa trovò modo di 
rompere, rosicchiandone, le stecche di legno che costituivano il cancello, aprendosi così una nuova 
via di uscita. In seguito, avendo io reso più resistente il cancello, essa, visto che non poteva pivi 
passarvi né sopra né a traverso, pensò bene di passarvi sotto, e, scavato il terreno, tornò ad uscire 
dal recinto in cui io la voleva tener chiusa. 

Ho riferito questi fatti, perché, dimostrando come gli animali sappiano trovare degli espedienti 
adattati alle differenti circostanze, servono a provare una volta di più, se ce n' era bisogno, la ve- 
rità degli asserti della moderna psicologia comparata : asserti che si possono riassumere, dicendo 
che fra l' intelligenza dell' uomo e l' intelligenza degli altri animali la differenza è puramente 
quantitativa, niente affatto qualitativa. 

Milano. 22 Febbraio 1894. R. V. 

Altri casi di animali alpini che discendono al piano. 11 caso esposto dall' egregio 
prof. Bonomi (Boll. 15 Febbraio) intorno ad un camoscio, disceso in pianura dai suoi alpini pa- 
rao-o-i, si verificò pure, due anni or sono, in Valle del Bitte (Sondrio). Dai luoghi di abituale sog- 
giorno dei camosci in quella Valle (ra. 1600 circa) un individuo abbandonando il suo branco, 
quasi in linea retta, passando in mezzo, senza timore, a mandre di vacche ed a numerosi crocchi 
di pastori, si diresse verso il piano di Morbegno. A circa 100 metri dal piano (300 sopra limare) 
traversò il fiume Bitte, e si fermò nei dirupi sotto Sacco, dove fu ucciso. 

Altro caso si verificò in un Tetrao tetrix adulto. Nel grosso villaggio di Regoledo (Cesio, Val- 
tellina) posto in pianura, un mattino il parroco locale videsi entrare in camera, rompendo i vetri 
della finestra, un grosso uccello. Era un Tetrao tetrix (fagiano di monte) che probabilmente dal 
lontano pineto del Tagliate posto all' altezza di ra. 1600 circa, in linea retta era calato nella casa 
parrocchiale. 

Fu tenuto vivo per alcuni giorni. Quali le cause ? A mio debol parere, non ravvisando in 
questi due casi alcuna ombra di persecuzione che avesse determinata questa sfrenata calata, si 
può facilmente supporre una momentanea pazzia anche negli animali liberi, un' anormalità pas- 
seggiera nel cervello. Fabani Carlo 

La Sphinx nerii in Piemonte. Verso la metà dell' Agosto dello scorso anno 1893, essendo 
nel circondario di Tortona, trovai sopra alcune piante di Nerium Oleander, abbastanza comuni nei 
giardini di quel territorio, parecchi bruchi muniti di zampe provviste di poderosi uncini. La loro 
testa era dura come pure il labbro superiore, le mandibole fortemente dentate atte a tagliare la 
dura e spessa foglia dell'Oleandro. Subito conobbi che appartenevano alla Sphinx nerii, una delle 
più belle sfingi italiane. Credutomi ben fortunato, giacché questa sfinge non esiste assolutamente 
neir Italia Settentrionale, e quindi 1' aver trovato quei bruchi lo si deve attribuire ad uova de- 
poste da farfalle smarrite, li raccolsi - erano in numero di 7 - e trattandoli colla massima cura, 
li allevai. Dal volume del loro corpo sembravano già avanzati nel loro sviluppo, e dopo una quin- 
dicina di giorni, senza punto aver tentato di fuggire, parve che quasi volentieri si sottomettessero 



49 



cogli avanzi di foglie a formarsi il bozzolo, in quello stesso ristretto ambiente ove avevano vis- 
suto parte della loro vita. Li tenevo in una scatola, il cui fondo era coperto da un piccolo strato 
di terra, e somministravo giornalmente alcune foglie di oleandro che divoravano quasi per intiero. 
In brevissimo tempo passarono al secondo stato della loro metamorfosi, allo stato di crisalide. Due 
settimane stettero in questo stato, e poscia ebbi la gioia di veder schiudere le belle farfalle dai 
vivaci colori. Però cinque sole di queste potei ottenere intatte, giacché delle altre due, una mori 
ancora nel bozzolo, 1' altra, forse perchè in una scatola male adatta al suo sviluppo, schiuse colle 
ali raggrinzate in modo che non si poterono più distendere. Queste farfalle, che conservo ancora, 
sono bellissime e della medesima grossezza di quelle che vengono raccolte nei dintorni di Napoli. 

Avendole fatte vedere ad un mio amico, 1' egregio giovane dott. Luigi Berri, mi disse di aver 
egli stesso, otto anni fa, raccolti molti dei suddetti bruchi sugli oleandri di quei giardini istessi, 
ov' io non avevo potuto trovarne che 7. 

Avviene adunque che qualche volta la Sphinx nerii si faccia vedere anche nel Settentrione; — 
in Francia se ne ebbero parecchi esempi e nel 1839 se ne trovarono moltissimi bruchi nei giar- 
dini dei dintorni di Parigi ; — ma questa introduzione è fortuita ed accade assai raramente. 
Alassio, Aprile 94. Giuseppe Arturo Boschetti 

Studi sulla locomozione negli animali acquatici. All'Academie des Sciences di Pa- 
rigi (seduta del 28 agosto 1893) il signor Marey presentò i risultati d' uno studio crono-fotografico 
su diversi modi dì locomozione negli animali. 

L' autore riferisce da prima in qual modo conviene disporre 1' esperienza, per poter prendere 
fotografie istantanee che forniscano la prova geometrica del modo col quale si muove l'animale in 
successive frazioni di tempo. 

La diflBcoltà maggiore a superarsi si è d' ottenere nell' animale una locomozione regolare. 

L'autore arrivò ad importanti conclusioni: 

1. Le anguille e gli ofidi hanno lo stesso modo di locomozione sia nella terra che nell'acqua. 
Si muovono ad ondulazioni, così che apparisce come un'onda ad inflessioni laterali che corra con- 
tìnuamente dalla testa alla coda dell'animale. Questo movimento ondulatorio è piìi accentuato nel 
suolo che neir acqua ed anche è tanto più accentuato quanto più liscia è la superficie nella quale 
si muove 1' animale. 

2. Nei pesci a natatoie e nei rettili muniti d' arti, persiste un accenno più o meno rimarche- 
vole del movimento ondulatorio. Questo modo ondulatorio rudimentale, per così dire, è ancora assai 
notevole nei pescìcani e nei Geki (rettile) mentre che invece è minimo nei salmonidi e nelle lu- 
certole verdi o grigie. 

3. I girini di fosso nuotano da principio per 1' ondulazione della natatoia caudale. Quando av- 
viene la metamorfosi e compariscono le zampe allora vi ha tipo misto, cioè : traslazione per l'on- 
dulazione della coda e moto delle zampe. Negli adulti solo i membri posteriori servono alla loco- 
mozione. 

4. Nei rettili, come lucertole, geko ecc. l'andatura normale è il trotto. D. L. M. 

INSEGNAMENTI PRATICI 

Il CarciofFo Chinese. E un nuovo ortaggio gradito, rusticissimo e di facile coltura. I tu- 
beri zigomi possono essere lasciati nel terreno e levati dì mano in mano che abbisognano du- 
rante l'inverno, avendo cura soltanto di coprire un poco il terreno per impedire il gelo. La 
pianta raggiunge un' altezza da 25 a 40 centimetri, e forma un grazioso cespuglio. Dall' asse prin- 
cipale scaturiscono diverse radici fibrose sulle quali si formano i tuberi in numero straordinario. 
I tuberi variano da 2 li2 a 5 centimetri in lunghezza, hanno circa 1 lj2 centimetro di diametro 
dal lato esterno e finiscono a punta dalla parte attaccata alla radice. Sono formati apparentemente 
a spirale, di un colore bianco-perlaceo e mangiati crudi hanno un sapore analogo ad un buon ra- 



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vanello. Bolliti o arrostiti, e conditi con burro caldo, hanao un sapore delizioso e formano per 
molti un cibo prediletto. 

Nel piantare questo nuovo ortaggio bisogna aver cura che il terreno sia molto ben polveriz- 
zato affinchè le radici possano facilmente estendersi ed i tuberi gonfiarsi senza difficoltà. 

Si piantano in filari distaccati fra loro 45 a 60 centimetri, ponendo i tuberi 25 a 30 centi- 
inetri distaccati fra loro. Piantati in tal modo in un'aiuola di metri 1 li2 per 10 darà una rac- 
colta sufficiente per il consumo di una numerosa famiglia. I tuberi esposti all' aria per qualche 
tempo perdono del loro simpatico colore : è meglio quindi ricoprirli di terra fino a che si ado- 
perano. A. C. Savini 

Piantamento delle talee. (Dal Progresso agricolo toscano). Nel piantamento delle viti, se 
vuoi ceppi sani e robusti che non abbiano col tempo radici principali troppo in basso, sofi'erenti 
per umidità, e al tempo stesso radici troppo superficiali, sofferenti nei forti calori estivi, non 
piantare maglioli in profondo e neppure devi usare il cattivo sistema di piegare per una parte il 
magliuolo ad una certa profondità. Anziché il magliuolo portante un pezzetto del legno vecchio, 
che col tempo infradiciando può farti infradiciare anche la parte in vegetazione o attiva, prefe- 
risci la semplice talea tagliata, nella parte inferiore che interri, sulla inserzione col legno vecchio 
semplicemente subito al disotto di un occhio qualsiasi. Interra la talea in posizione verticale 
soltanto un 30 centimetri e non piii, acciocché le radici che si sviluperanno possano imitare, 
nella loro distribuzione nel terreno, quelle che nascono da seme, cioè in modo da ben distribuirsi 
in basso, senza però distendersi in fondo allo scasso, ove soffrirebbero per umidità e morirebbero, 
e senza svilupparsi troppo superficialmente. 

Un semplice cavicchio di legno é lo strumento più adattato per il piantamento delle talee di 
vite. — Fatto il foro, colloca la talea in modo che una delle due gemme che lascerai ai di fuori 
ti rimanga alla superficie del terreno, magari un poco interrata in terre leggere, un poco al di 
sopra in terre compatte. Riempi il foro con una miscela di sabbia e terriccio, introduci il cavicchio 
nel terreno attorno al foro fatto, onde rompere le pareti del foro stesso e addossare la terra e la 
miscela di terriccio-sabbia alla talea, ricopri la prima gemma, al di fuori del terreno, con una 
manciata di sabbia e saranno ben poche le perdite che avrai. 

Prima di fare il piantamento delle talee ricordati bene di coprire con un lavoro di vanga 
una buona quantità di letame. 

Contro gli uccelli che danneggiano i bottoni a frutto negli alberi fruttiferi. 
Leggesi nel Corriere del villagio n. 9: 11 Coltivatore indica quanto fanno i frutticultori di Mon- 
treuil : essi coprono i rami di una poltiglia preparata nel. modo seguente: stemperare 2 chili di 
calce spenta in 4 litri d' acqua e mescolare la poltiglia con 1 chil. di solfato di rame sciolto a caldo 
in 42 litri d' acqua : mescolare il tutto ed aggiungere 500 gr. di fuliggine e un po' d' argilla per 
dar consistenza. Sarà per l' istinto degli uccelli che li allontana da un veleno, sarà per altra causa, 
il fatto è che sopra gli alberi così trattati pare che gli uccelli assolutamente non vadano. Questa 
poltiglia ha anche il vantaggio di distruggere gli insetti annidati sotto la corteccia. 

TECHNIQUE MICROSCOPIQUE. M. Winkler a décrit dans le « Fortschritte der Medicin, 
Bd. , XI, 1893, n. 22 » un procède pour faire des coupes au moyen de microtome dans des cul- 
tures de Bactóries vivantes, sans que celles-ci soient fixées au préalable. On fait un trou cylìn- 
drique dans une pomme de terre, l'ouverture est rompile après stórilisation par de l'agar ou de 
la gelatine. On peut alors couper cette pomme de terre et le cylindre de paraffine ou de gelatine. Les 
coupes sont lavées à l'alcool, qui les bianchii et elles peuvent ètre conservées assez longtemps dans de 
l'alcool à 70 p. 100. Pour la coloration 1' auteur emploie la solution de fuchsine phéniquóe qui a 
étó indiquée par M. Pfeiffer. L'auteur espère par cette méthode arriver à connaìtre la répartition 
des Bactóries dans le substratum, la reproduction, la symbiose et tonte une sèrie d'autres particu- 
larités de la biologie de ces organismes. 

M. Lemaire, vient de décrire dans le n. du 1.®'' décembre du Journal de botanique, un pro- 
cède nouveau pour faire des próparations microscopiques d'Algues. Il emploie à cet effet de l'acQ- 



51 



tate d'Uranium en solution saturée ; il prend pour cela 20 grammes du sei et 400 e. e. d'eau 
distillée, le liquide produit est d'un beau jaune. Les Algues qui séjournent quelques temps dans 
cette solution sont fixées et gardent en general leur couleur. On obvie à la décoloration en dimi- 
nuant la duróe du séjour dans le liquide; suivant les espèces on les plonge de 6 à 12heuresdans 
le réactif. Pour prolonger la durée de coloration du contenu et des membranes, l'auteur ajoute de 
l'alun de Chróme en petit quantité, 3 à 4 grammes par litre. 

Après fixation, matériaux sont lavés à l'eau distillée, puis passés au liquide conservateur en 
employant d'abord des liquides dilués. 

L'auteur emploie surtout les milieux solidifìables, il se sert de l'ictitycolle glycérinóe indiquóe 
par Behrens dans ses « Leitfaden der botanischen Mikroskopie » et dont voici la formule : 

Colle de poisson 25 grammes. — Eau camphrée 100 grammes. — Glycérine 100 grammes. 

On chaufFe l'eau, puis on ajoute la colle et au mélange chaud on ajoute les 100 e. e. de glycé- 
rine. On continue à chauffer jusqu'à production d'ócume, et l'on filtro sur coton de verre humide. 
La masse se prend par le refroidissement. 

Les Algues à préparer ne peuvent etre transportées directement dans cette masse rendue li- 
quide par fusion. On les transporte d' abord dans de la glycérine qui s'épaissit à l'air, puis on 
ajoute une goutte de la masse rendue liquide, on depose un couvre-objet sur le tout et on laisse 
refroidir. 

En résumé dono ; fixation des Algues par une solution saturée d'acétate d'Urane additionnée 
de 0. 3 p. 100 d'alun de Chróme (6 à 12 heures) lavages à l'eau distillée; transport dans deux ou 
trois de solution acqueuse de glycérine a 10 p. 100; concentration de ce liquide; montage dans 
la colle de poisson glycérinóe. E. D. W. 



NOTIZIARIO 



Posti di studio. È aperto il concorso a quattro assegni di L. 3000 ciascuno per studi di 
perfezionamento negli istituti scientifici stranieri. 

Per maggiori schiarimenti rivolgersi al Ministero della istruzione pubblica (Divisione per la 
istruzione superiore) al quale devono pure essere rivolte le istanze non più tardi del 30 aprile corr. 

È aperto pure altro concorso simile ma riservato per alcune provincip solamente. 

Esposizione mondiale a Pietroburgo. Si è costituito un comitato per organizzare detta 
esposizione per il 1903 nel quale anno si celebrerà il secondo centenario della fondazione di 
quella città. 

Il Gomitato geologico istituito presso il Ministero di agricoltura, sarà da ora in avanti 
composto di 8 membri. Ne fanno parte di diritto gli ispettori del corpo delle miniere, il direttore 
dell' Istituto cartografico militare ed il presidente della Società geologica Italiana. 

La esposizione di cani, bovini ed animali da cortile promossa dalla Società zoo- 
tecnica di Torino avrà luogo in questa città nei giorni 28, 29 e 30 corrente e dal 3 al 6 maggio 
sarà effettuato il concorso ippico. 

Un congresso internazionale orticolo, eh' è il decimo promosso dalla Società d' orti- 
coltura di Francia si terrà in maggio prossimo a Parigi, contemporaneamente ad una esposizione di 
fiori, frutta e ortaggi. Si tratteranno temi esclusivamente scientifici o tecnici riguardanti la clorofilla 
delle piante, la capillarità dei terreni, la nitrificazione delie sostanze azotate, la forzatura delle 
piante e frutta, le colture di primizie, i sistemi di riscaldamento delle serre, ad acqua calda, ecc. 

Concorso aperto dalla Società di fisica e storia naturale di Ginevra, al premio A. P. de 
Candolle, di L. 500. Tema: « Una monografia inedita di un genere o di una famiglia di piante. » 
Tempo utile: 18 gennaio 1895. 

Congresso geologico internazionale. Avrà luogo a Zurigo dal 29 agosto al 2 settembre; 



52 



sarà diviso in 3 sezioni: geologia generale, stratigrafia e paleontologia, mineralogia e petrografia; 
la quota è fissata in franchi 25, da spedirsi al sig. C. Escher-Hess, Bahnofstrasse, Zurich. Sono 
già organizzate diverse escursioni e viaggi circolari tanto nel Giura che nelle Alpi; domandare 
programmi, itinerari, ecc. , al prof. E. Renevier, Presidente del Comitato ordinatore, Haute-Combe, 
Losanna. 

Per la iscrizione, nello Stud-Book italiano, dei puledri nati nel 1894 e di quelli nati 
negli anni precedenti, che ancora non fossero stati denunciati, il Ministero di agricoltura (Ufficio dello 
Stud-Booh) si raccomanda vivamente ai signori proprietari ed allevatori d' inviare i certificati di 
nascita o le dichiarazioni veterinarie autenticate. 

Per le cavalle coperte, dalle quali non siasi avuto alcun prodotto, si desidera sapere se rima- 
sero vuote od abortirono. 

Sono aperti due concorsi a posti di veterinario; uno a Morrovalle (Macerata) stipendio 
L. 1200; l'altro a Malanno (Brescia) stipendio L. 1100. Tempo utile fino al 30 corrente. 
NOMINE, PROMOZIONI, ONORIFICENZE, PREMI 

Pollacci prof. comm. Egidio — Strobel prof. cav. Pellegrino — Carnei prof, 
cav. Teodoro sono stati nominati ufficiali dell' ordine dei ss. Maurizio e Lazzaro. 

Spamponi dott. Giuseppe nom. aiuto di Anatomia nella scuola veterinaria di Pisa. 

Mariani prof. Ernesto nom. direttore del Museo civico di Geologia di Milano. 

Ristori dott. Giuseppe nom. aiuto al gabinetto di Geologia e Paleontologia nell' Istituto 
di Firenze. 

Tesla prof. Nicola ha ricevuta la medaglia d' oro dal Franklin istitute per le sue ricerche 
sui fenomeni delle correnti elettriche. 

Desilvestri prof. cav. Antonio nom. prof, di zootecnica r.ella Scuola veter. di Torino. 

Lanzillotti B. prof. Nicola nom. membro corrispondente della sezione veterinaria dell'Ac- 
cademia medica del Belgio. 

Marras Italo, farmacista, nom. assistente alla mineralogia nella Univ. di Sassari. 

De Stefani dott. Carlo promosso prof, ordinario di geologia e geografia fisica nell'Istituto 
di Studi superiori in Firenze. 

D'Accardi dott. Giovanni nom. aiuto alla mineralogia nella Univ. di Pisa.- 

RICHIESTE E OFFERTE 

Domande di cambi, domande e risposte diverse — Gratis per gli abbonati 

Quando non vi è speciale indirizzo, rivolgersi all'amministrazione del giornale, la quale rappresenta gli abbonati 
che pubblicando richieste od ofiTerte desiderano rimanere incogniti. 

Gli abbonati sono pregati ad approfittare di questa rubrica, poiché piìi che le richieste ed of- 
ferte saranno numerose, tanto maggiore sarà l'utile reciproco che ne ritrarranno gli abbonati stessi. 

Preghiamo pure gli abbonati a farci conoscere i loro cambiamenti di residenza, le loro no- 
mine, promozioni ecc. , gli studi speciali ai quali si dedicano, nonché se tengono collezioni e se 
desiderano far cambi. 

Questo periodico è assai diffuso anche all' estero, per cui un annunzio posto in questa rubrica, 
anche una volta all' anno, servirà a mettere gli abbonati in relazione con i colleghi d' Italia e 
delle altre nazioni, specialmente Europee. 



52 Enrico Vestri di Livorno, (Toscana), compra qualunque sorta di francobolli antichi. 
Ai rivenditori o collezionisti spedisce fogli assortiti in esame col 30 OjO di sconto. 

53 Aminta Malpeli, via Giacomo Tommasini 36 Parma, fa ricerca di due Ottarde maschio 
e femmina, o di uova atte all' incubazione. 

54 II sig. Hugo RofFesberg di Podhragy, Post Prasiez, Ungheria, spedisce gratis e 
franco il suo catalogo di coleotteri, con i prezzi molto ribassati. 

55 Sono in vendita le seguenti collezioni del sig. Fritz Ruhl, già presidente delia so- 



53 



cietà entomologica di Zurigo Hottingen : I. Collezione di Lep?do<<erz appartenenti alla fauna pale- 
artica - II. Collezione di lepidotteri esotici - III. Collezione di Coleotteri dì tutti i paesi del mondo 

Il tutto in buonissimo stato e scientificamente determinato. 

Per informazioni si prega indirizzarsi a M. Ruhl in Zurich - Hottingen. 

56 Richiesta di legno di noce. Continue richieste di grosse partite di legno di noce si 
presentano all' agenzia commerciale italiana di Bruxelles alla quale i produttori nostri possono 
trasmettere le loro offerte. Per notizie sul modo d' invio ecc. , rivolgersi alle segreterie delle camere 
di commercio. 

57 Ceresole Giulio, Calle Scaletta St. Marina 6039 Venezia che si occupa di ogni ramo 
di storia naturale e tiene collezioni, offre Bombinator igneus in alcool contro coleotteri. 

58 La Librairie J. B. Baillière et fils, 19 rue hautefeuille à Paris, vient de publier un 
nouveau catalogue de botanique, spécialement concerné à la Botanique ancienne (ouvrages antérieurs 
au XIX« siede) et à l'histoire de la botanique, qui contient l'annonce détaìllée de plus de mille vo- 
lumes et brochures. Cotte brochure sera andressée gratis et franco à tous les lecteurs de ce jour- 
nal qui en feront la demand à MM. J. B. Baillière et fils. 

59 II prof. G. A. Mamini di Urbino vorrebbe acquistare una Draga per molluschi sistema 
Ball, nuova od usata, ma in buono stato. 

60 Tutti i nostri abbonati che invieranno una Cartolina Vaglia di Cent. 60 alla Casa 
Tipografica Libr. Editr. Ditta Giacomo Agnelli, via S. Margherita 2, Milano riceveranno subito 
franco, un volume di amena lettura del prezzo di L. 2. 

61 II sig. Giacomo Velardita Caldacera, di Piazza Armerina, offre per cambi dei 
Carabi Faminii. 

62 II sig. S. Brogi, naturalista a Siena, desidera avere in cambio o contro pagamento: 
Yipera berus o Vipera rossa, Salamadra maculosa e qualche grossa specie di molluschi terrestri 
e di acqua dolce, viventi. 

63 II sig. P. Batacchi, via Ricasoli 9, Firenze, ricerca abili e seri incettatori di fogliami 
freschi di Alloro, Lauro, Magnolia ecc. ecc. 

64 E. H. Krelage et Fils etablissement horticole in Haarlem (Hollande) distribuisce 
gratis il suo catalogo generale per il 1894 ed il catalogo speciale Gladiolus gandavensis nuo- 
vi tà 1888-94. 

65 M. von Tschusi zu Schmidhoffen à Hallien ('Austria) desidera cambiare pelli di 
uccelli del suo paese con quelle di Francia, Italia, Inghilterra e Spagna. 

66 Dr. C. Houbert 55, rue Chanzy, Dieppe (Francia) offre sa Petite Faune analytique 
des Coléoptères francais, in-12, 78 p. , en éch. de Coléopteres determinés, princ. Carabiques Dyti- 
sicides et Palpicornes (Env. oblata, au moins 25 esp. pour chaque exemplaire). 

67 M. Georges Mantin, 54, quai de Bìlly, Paris, des recev. par échange des Orchidées 
tous les régions du globe en exemplaires secs ou vivants, et des ouvrages, gravures etc. , concer- 
nant les Orchidéos. Il répondra à tous les offres. 

68 II dott. Francesco Coppi di Maranello Modenese, offre grandi e piccole collezioni 
di fossili, animali e vegetali, di tutte le epoche geologiche, ma principalmente terziari ; roccie e 
conchiglie attuali a tutti i prezzi. 

69 Bathyscia Doderii (Fairm.) Si cedono alcuni esemplari di questo nuovo e raro coleottero 
rinvenuto solamente in una grotta della Liguria, a L. 1 per esemplare. AI medesimo prezzo di 
L. 1, sì cedono pure Bathyscia Murialdi. 

70 La rarissima conchiglia terrestre Helix stenomphala si offre in cambio di belli 
esemplari di minerali cristallizzati. 

71 Sono in vendita due copie dell'opera: C. Massalongo. Le Galle nella Flora Italica. 
Pag. 301 con XL tavole. Prezzo L. 20 ciascuna copia. {Continua) 



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54 



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ist fùr „Entomologeii" und „Saininler" das hervorragendste Blatt, welches wegen 
der belehrenden Artikel sowie seiner internationalen und grossen Verbreitung betreffs 
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■wie ein Probeabonnement lehren durfte Zu beziehen durch die Post(ZeitungsKste No. 3135) 
und die Verlags-Bnchliandluiig Frankenstein & Wagner, Leipzig, Aiignslnsplatz 1. 
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55 



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_ L'agenzia di questo periodico (Siena, Via di Città 14) per mettersi in grado di poter fornire 
agli abbonati gli strumenti e le sostanze ormai indispensabili per combattere gii insetti dannosi e 
le varie malattie delle piante, non solo continua a tenere le rappresentanze degli scorsi anni, ma 
se ne è procurate anche delle nuove, rivolgendosi sempre alle fabbriche i cui prodotti sono rico- 
nosciuti buoni, ed i prezzi economici. 

Pompa irroratrice Zabeo per le viti. ^aceml'Te- 

nire, per prova, diverse di queste pompe ed i viticoltori che se ne servirono le trovarono di ottimo 
effetto eguale alle migliori pompe conosciute, mentre non costano che L. 22 1' una. Sono tutte di 
metallo a stantufo e con zaino in rame, senza dischi di gomma che facilmente si guastano. 

"P/-wi-»-||>o r^Q-nrlpn ^^ Candeo è ormai celebre per le sue invenzioni di attrezzi 

"^ v.'XJ-A_pci V^CXllUCU* per la viticoltura e la enologia. La sua pompa, che in 

quest'anno è stata perfezionata, è di un genere tutto affatto speciale. Presenta molti vantaggi e non 

costa che L. 19 tutta completa con tubo di gomma e zaino. (Franca di porto ovunque L. 22). La pompa è 

del tutto separata dallo zaino e può servire a molteplici usi, si vende anche sola per L. 14 franca 

di porto (L. 15 con il tubo di gomma). Dà un getto molto forte da 1 a 12 metri e fa una pioggia 

finissima. Viene garantita per due anni da qualunque difetto di fabbrica e si ritiene debba ben 

servire per 15 anni. Crediamo che quando gli agricoltori avranno presa conoscenza e pratica di 

questa semplice, solida e buona pompa, la preferiranno alle altre. Tanto le pompe Zabeo che quelle 

Candeo, mentre è difficile che si guastino, si smontano e si restaurano con la massima facilità. 

^/-v-fip-jp+'l-i'^ Ar\ '7r\'ì-fcif*f^ ^ doppia corrente d'aria, vero Zabeo. La doppia cor- 

^^^■'••'••*-^*'''^ *^*^ Z/UildlC rente fa uscire lo solfo in una nube legerissima e 

volendo, lo spinge a molta distanza. Prezzo L. 3,70. Franco di porto L. 4,50. Desiderando anche 

un retino da applicarsi alla estremità dei tubi aggiungere cent. 30 in più. 

Soffietto solforatore vagliatore Candeo. ^ZVJ'u- 

re 12 franco di porto. 

Solfo delle miniere Albani di Pesaro. ^1°™;' sol* 

che si conoscano, la loro estrema finezza li rende i piìi attivi ed i piìi economici. 

Solfo extra finissimo al quintale L. 17, 00 

« « ■ « con 3 0[0 di solfato di rame « « « 20, 00 

« « « « 5 0^0 « « « « « 22,00 

Solfo sublimato acido (specialità) ... « « « 19,00 

« « « con 3 0^0 di solfato di rame « « « 2i, 00 

« « « « 5 0(0 « « « « « 24, 00 

La purezza e la percentuale del solfato di rame è garantita, come è garantita la uniforme e 
perfetta miscela del rame con lo solfo. I suddetti prezzi sono per vagoni completi franchi di porto 
in qualunque stazione ferroviaria della provincia senese. Pagamento per contanti. 

^>-v"j-p/-i (\\ r^PQPTÌ^ ^^^ costa molto meno ma è anche peggiore, meno fino e 
^"*- v^CoCllCX perciò anche meno economico, non ne teniamo deposito, ma 
possiamo procurarlo a chi lo desidera. 

Solfato di rame garantito puro. l'Tir^nt^lTe^"'"''''' 

T?1l"hÌTlJÌ f^ 'Pì'f'f/^ill Ain Q Sono 2 sostanze antisettiche composte per il 1894 

XVUUIIICX C JriLLClXCllld. con una nuova formula del prof. Seriose. 

LA PITTELLEINA serve contro la tignola e 1' afide del melo, le cocciniglie e la rogna 

degU agrumi, la cimice del pero ecc. ecc. Costa : 2 chilog. L. 2, 50 - 5 chilog. L. 5 - 20 chilog. 

L. 15 - 100 chilog. L. 60 compresa scatola ed istruzione per adoperarla. Si usa ponendone solo dall' 1 

al 3 0{0 in acqua. 

LA RUBINA serve contro gli afidi del pesco e del melo, lo schizoneuro delle rose, la tignola 
della vite, le cavallette, la enphyaura degli olivi, la rogna delle pecore, gli insetti parassiti dei 
cani, maiali, polli ecc. Prezzo di 2 chilog. L. 3,30-5 chilog. L. 6,50 - 20 chilog. L. 21 - 100 
chilog. L. 80, compresa scatola ed istruzioni. Si usa sciogliendone dal 2 al 7 0^0 in acqua. 

Estratto di tabacco fenicato p?LrffS"il'Llr„oLS 

vite, per guarire la rogna delle pecore, per allontanare gli insetti dai buoi, vacche, cavalli ecc. 
Un chilog. franco di porto L. 2,50; prendendone piti chilog. il prezzo varia secondo la quantità. 

pz-vl-yg-pp Ai Tl'ì'rpfTn ^ polvere insetticida o Razia. Perchè sia veramente 
. . v^AV^it^ VII JJIXCLIU efficace occorre quella che si ricava polverizzando i 
fiori di Piretro roseo del Caucaso. Eccellente per tener lontani gli insetti in genere, comprese le 
mosche, pulci ecc. Contro la tignola dell' uva si adopra formando un composto di 1 ettol. d' acqua 
con 3 chilog. sapone nero ed 1 chilog. di polvere di Piretro (Formula Dufaur). Si adopera spruz- 
zandola nei grappoli con le solite pompe irroratrici. Prezzo L. 4,50 al chilog. 

T)l5tf'y'Ìlni1P>'fnn O'Tfì'fl^ * ^^^ "® fa domanda con cartolina doppia, istruzioni, 
*** **^ WXCIXAXV-^ ^X CILXO certificati, figure ecc. sulle macchine e sostanze sopra 
annunziate. 



Anno XIV N.° 5 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI i.° Maggio 1894 

SOMMARIO 

Meli prof. Romolo. Sulla presenza dell' Iberus (subsect. Murella) SignàLus Fér. (Helicogena) 
nei monti Ernici e nei dintorni di Terracina, nella provincia di Roma. {Continuaz. e fine) Pag. 57. 

De Biasio dott. Abele. Crania aegyptiaca vetera et hodierna, con appunti di storia e di 
etnologia egiziana. Con fig. Parte II. Pag, 63. 

Del Torre Francesco. Criterii intorno al fissare l'entità specifica di alcuni generi di piante 
di famiglie fanerogame e crittogame {Continuazione) Pag. 65. 

Mattei Ing. S. Lettera aperta alla lettera aperta del sig. Imparati. Pag. 67. 

Bibliografìa italiana. (Coni.) Geologia, Mineralogia e Cristallografia. Da pag. 68 a pag. 70. 

Sulla presenza dell'IBERUS (subsect. Murella) SIGMTUS Fér. (Helicogena) nei 
monti Ernici e nei dintorni di Terracina, nella provincia di Eoma (1). 

{continuazione e fi,ne) 

1879. Helix signata Kobelt W. Rossmdssler' s Iconogr. d. eurojMisch. Land-und 
Silsswasser - Moli, fortgesetzt von D. W. Kobelt, voi. VII, pag. 10 n. 1844- 
47, tav. 184, fig. 1844-47. 

1881. Macularia signata Clessin S. in Pfeififer L. Nomenclator ìieliceorum vi- 
ventium, quo continetur (sic) nomina omnium huius familiae generum et 
specierum hodie cognitarum ; pag. 155, n. 2381. 

1882. Helix (Iberus) signata Statuti A. Catalogo sistematico e sinonimico dei 
moli, terrestri e fiuv. viventi nella provincia di Roma. Bullett. d, Soc. Ma- 
lacologica Ital. voi. VIII, 1882, pag. 24 n. 51. - Atti cleirAccad. pont. dei 
Nuovi Lincei toni. XXXIV, Sessione VI del 12 giugno 1881, pag. 424 n. 51 - Ved. 
anche pag. 38 n. 51 dell' estratto e n. 51 del prospetto sistematico rias- 
suntivo dei molluschi terrestri e fluviali della provincia romana. 

1883. Helix signata Paetel Fr. Catalog der Conchylien-Sammlung, Berlin, in 
8^ pag. 136 (1). 

1890. Helix (Murella) signata Paetel Fr. Catalog der Conchylien-Samrrdung. 
Vier-te Neubearbeitung mit Hinzufilgung der bis jetzt publicirten recenten 
Artenj soicie der ermittelten Synonyma. Berlin, 1888-90. Ved. pag. 184 della 
parte 2.* (Die Land-und Silsswasser-Gaslropoden). 

1893. Iberus signatus Meli R. Sulla j^resenza dell" Iberus signatus Fér. (Heli- 
cogena) nei monti Ernici nella provincia di Roma (Boll, della Società romana 
per gli studi zoologici Anno II, 1893, voi. Il, n. VII e Vili pag. 242-252; 
ved. anche pag. 272-273). 
Dimensioni di tre individui adulti, raccolti a Veroli : 



Diametro maggiore mm.. 19 
« « 18 

« « 16 ,8 



minore mm. 16 ; altezza (2) mm. 13. 
« « 15,8; « « 12,2. 

« « 15 ; « « 12. 



(1) Paetel, in questa edizione del suo Catalog, la segna nella sezione Iberus Alb. ; sottose- 
zione Murella Pfeiff. Al medesimo gruppo ed allo stesso sottogenere Murella è pur riferita VHelix 
signata Fér. nella ultima ristampa (4.^ edizione aumentata 1888-90) del Catalog citato (Ved. parte 
2.a pag. 184). 

(2) L' altezza della conchiglia fu misurata nella sua proiezione retta fatta su di un piano, 
avendo disposto esattamente parallelo al piano di proiezione, l'asse, o columella della conchiglia. 



58 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 

L'esemplare del Circeo è adulto, ad ombilico perfettamente chiuso; è più 
grande degli esemplari ornici, ma per la forma della conchiglia, pei colori ed 
ornamentazione, conviene esattamente cogli esemplari ernici. Eccone le dimen- 
sioni : 

Diametro maggiore mm. 21 ; diam, minore 18 ; altezza mm. 15, 2. 
Anche 1' altro esemplare di /, signatus, raccolto a Terracina, provenien- 
temi dalla collezione Alibrandi, non è ombilicato ed è del tutto uguale, per 
forma, ornamentazione ed aspetto, a quello del Circeo. Misura : 

mm. 19 nel diametro maggiore ;mm. 16, 8 nel diametro minore e mm. 13,8 
neir altezza. 

Entrambi gli esemplari di Terracina e del Circeo hanno il bordo del pe- 
ristoma ripiegato, come osservasi negli Iberiis. 

Dal confronto eseguito tra gli esemplari raccolti a Veroli e quelli della Terra 
di Lavoro, ho notato che questi hanno una spira piìi acuta e rilevata dei primi. 
Gli esemplari ernici offrono in generale maggiori dimensioni ; ma la loro spira 
sarebbe assai più depressa e schiacciata in modo che si avvicinerebbero di più 
alla forma, o facies, degli Iberus. 

Un' analoga differenza ho pure osservato tra gli esemplari di Veroli e le 
varie figure sopraindicate dell' IbeìHis signatus. 

Tutte le figure, che ho riscontrato, mostrano una spira più elevata degli 
esemplari da me raccolti. Questi presentano una spira più ottusa, e che può 
dirsi intermedia, per la forma, tra le figure dell' Iberus signatus e ÒìqW Iberus 
carsolianus Ménard. Per la spira convengono colla var. milettiana dell'I, car- 
solianus, figurata dalla Paulucci (Contribuzione alla fauna malacolog. italiana. 
Specie raccolte dal doti. G. Cavanna negli anni 1878, 1879j 1880 con elenco 
delle conchiglie abruzzesi e descriz, di due nuove Succinea Ved. pag. 47 tav. 
Ili flg. 2, 2a, 2b. Ved. anche Bull. d. Soc. Malac. Ital. , voi. VII, 1881, pag. 
Ili, tav. citata). 

Nella maggior parte degli esemplari 1' ultima fascia castagno-scura è mac- 
chiettata, ma continua, mentre le altre due fasce sono interrotte e ridotte a punti; 
per una tale ornamentazione i nostri esemplari s' accordano colla figura del- 
l' Iberus carsolianus data dal Pfeiffer : Gattung Helix (Sijstem. Condì. Cabinet 
von Martini und Chemnitz fortges. von Schubet% Wagner und Kilster). Ved. 
parte II, pag. 242-243, tav. 113, flg. 11-12. 

Gli esemplari del Circeo e di Terracina presentano dimensioni anche su- 
periori a quelli di Veroli, sono di colore biancastro nei primi quattro giri della 
spira, con deboli tracce di punti bruni ; ma nelT ultimo giro hanno 4 fasce 
bruno-castagne, 1' ultima delle quali, o inferiore, è molto ben marcata. Nel- 
r insieme convengono cogli esemplari di Veroli. 

Però non possono riferirsi all' I, carsolianus, ne alla var. contaminata Pau- 
lucci, che più marcatamente si avvicina agli esemplari da me raccolti, per 
avere una macchia marrone all' inserzione del bordo columellare, giacche questa 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 59 



forma, come osserva la signora Paulucci (1), è una conchiglia a ombilico per- 
fettamente chiuso e presenta fasce talmente palhde e interrotte da ridursi a 
punti staccati, assai lontani gli uni dagli altri ; mentre gli esemplari di Veroli 
presentansi tutti distintamente ombilicati, essendo 1' ombilico in parte ricoperto 
dal labbro columellare, il quale presenta alla base una macchia castagno-bruna; 
inoltre l'ultima fascia è molto ben marcata di color castagno-bruna con tratti 
macchie piìi scure ; il peristoma è poi colorato in bruno, talvolta tendente 
al carneo. Inoltre V Ib. carseolaniis Fér. ha quattro fasce, mentre gli esemplari 
ornici ne presentano tre. Del resto i caratteri convengono con precisione con 
quelli indicati nella diagnosi di Férussac. La conchiglia è nascostamente perfo- 
rata, bianca, con tre fasce a macchiette interrotte di color castagno-bruno ; è 
sub-depresso-globosa ; substriata. 

In generale gli esemplari di Veroli convengono bene colle citate figure 
dell' Iberus signatus, fatta eccezione per la maggiore depressione, che si os- 
serva nella spira degli esemplari ernici. 

Non può negarsi peraltro che 1' /. signatus sia una forma strettamente le- 
gata coir/, carsolianus, al quale si può rannodare per graduali passaggi. 

L' Iberus signatus finora si rinvenne : al Circeo, a Terracina (Statuti, Ali- 
brandi) ; ad Itri (von Martens) ; a Monte Cassino (Rigacci nel Catalogo 1866); 
nell'Italia meridionale (Kobelt e Rigacci nel Catalogo 1874); a Piedimonte 
d'Alife in provincia Caserta (Philippi, Pfeiffer). 

Paetel segna questa specie colla provenienza « Napoli » {Catal. cit. pag. 
136), come pure segna colla stessa località l' Iberus circumornatus (Fér ), che è 
riferito dal predetto autore alla stessa sottosezione Murella. 

Credo che i monti Ernici segnino il limite Nord della distribuzione geo- 
grafica di questa specie. Difatti, mai V ho rinvenuta nel restante della nostra 
provincia, che ho percorso in vario senso e con numerose escursioni. 

È poi rimarchevole la successione nell' ItaHa centrale ed inferiore delle 
varie specie del gruppo Iberus e sono ben notevoli le modificazioni e le va- 
rietà, che si presentano nelle diverse regioni. Così ad Ascoli-Piceno trovasi 
r Iberus tetrazona (Jan) ; .a Ferentino nel circondario di Spoleto (Umbria) ho 
raccolto 1' I. umbricus (Charp.) (2), che è una ben distinta e caratteristica forma 
dell' I. strigatus (Fér.), largamente ombilicata, con forte e ben marcata stria- 
tura, costuliforme, carinata suU' ultimo anfratto (3); a Narni, a Spoleto, nel 



(1) Paulucci M. , Matériaux p. servir etc. (op. cit.) pag. 34, n. 44. 

(2) Kobelt, Rossmiissler'' s Iconogr. d. Land-und Sùss. - Moli. (op. cit.) voi. V, pag. 9, Tav. 123 
fig. 1170. 

L' Eelia; [Murella] umbrica Charp. è indicata come una delle varietà dell'iT. [Murella) strigata 
Muli, nel Catalog del Paetel, pili volte citato (Paetel Catalog., 1888-90, 2.^ parte. Die Land-und 
Siisswass. - Gastrop. pag. 187). 

(3) U Ib. umbricus Charp. è anche segnato nel territorio di Narni verso quello di Terni, dal 
Terrenzi nella sua nota : Molluschi terrestri e d' acqua dolce raccolti nelle vicinante di Narni, 



60 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



rilievo montuoso del S. Pancrazio presso Calvi (Umbria) (1) raccolsi in abbon- 
danza r /. strigatus (Fér.) ; a Subiaco, sui calcari e sulle mura del mona- 
stero di S. Scolastica e sulla cima della Mentorella, trovai una varietà di questa 
specie, I. stìHgatus (Fér.), var. polita Paulucci, la quale può considerarsi 
come una forma limite dell' I. strigatus e di passaggio air /. carsolianus 
(Fér.) (2). Sulle mura di Pisa, di Livorno, in Sicilia ed in Sardegna (3) vive 1'/. 
serpentius (Fér.) ; a Roma è assai comune sui tetti 1'/. muralis (Milli.) ; a 
Veroli, Monte Cassino, nella Terra di Lavoro, Terracina e Circeo trovasi F I. 
sigtìatus (Fér.); nell'Abruzzo (Maiella, Morrone, Matese, Carsoli), a Cerreto-Sannita 
nella provincia di Benevento, 1' /. carsolianus (Fér.); a Sorrento, nel Saler- 
nitano e nella Calabria vi ha 1' /. surrentinus (A. Schmidt) (4). -Raccolsi al 
Monte di Tiriolo (circond. di Catanzaro) un' Iberus largamente umbilicato, che 
parmi una bella varietà dello strigatus, identica a quella che ho proveniente 
da Muro-Lucano in Basilicata; però la sua spira è molto più schiacciata e de- 
pressa dell'/, strigatus. Altra bella specie di Iberus raccolsi nel teatro greco- 
romano di Taormina ; per terminare colle molteplici forme degli Iberus di Si- 



stampata nella Rivista scientifico-industriale diretta dall' Ing. G. Vimercati, Anno XXI (1889). 
Firenze, 31 ottobre - 31 dicembre 1889, pag. 1^50-253 coli' intestazione di Paleontologia. 

Nello stesso elenco è pure indicato nel Narnese V Iberus strigatus coli' altra var. 'polita Pau- 
lucci, varietà, che devo però esser rara, giacché io non 1' ho finora raccolta nelle escursioni, che 
ogni anno eseguisco nei dintorni di Narni. 

Alcune forme dell' 76. strigatus furono descritte, quali specie distinte, come VH. glabrata 

Ziegl. e VH. corrugata Zìegì. Ma, queste, generalmente, sono riguardate come varietà del tipo; 

difatti Clessin (in Pfeiffer - Nomenclator lielic. viveniium, 1881 - ved. pag. 157 n. 2983) le pone 

entrambe tra i sinonimi dell' ^. strigata. Anche Issel, parlando dell' if. strigata, fa la medesima 

osservazione. (Issol A. Elenco di conchiglie terrestri e d' acqua dolce dell'Umbria., raccolte dal 

prof. Bellucci e determinate da A. Issel - BuUettino raalacologico italiano voi. Ili, 1870, n. 4 

pag. 113-118. Ved. pag. 113 n. 3). 

(1) Sui calcari liassici del Monte S. Pancrazio, a 1026 m. raccolsi in abbondanza il Bulimi- 
nus detritus (Muli.), una interessante varietà della Clausilia leucostigma Ziegl., qualche esemplare 
di Helicogena liqata (Miill), in una escursione, che vi feci nel settembre 1892. 

(2) Ed. von Martens, parlando dell' /. carsolianus, scrive d' averlo trovato copioso presso Su- 
biaco in compagnia della Clausilia leucostigma Ziegl. « Im rumischen Appennin, bei Carsoli von Mènard 
« de la Croie entdeckt ; ich fand sie haufig bei Subiaco im Gesellschaft von Clausilia leucostigma 
« Ziegl. » - TJeber Helix Carseolana und circuniornata i«'eV. - Malacozoologische Blàtter - Cassel. 
Voi. V (1858) pag. 130. Ciò è anche ripetuto dal Kobelt [Rossmàssler - Icon. d. Land-und Sils- 
sicasser Moli. Tom. V. pag. 10] e dal Gentiluomo, {Note bibliogr. riguard. i moli. terr. e fluviali 
delV Italia (meni, cit.) pag. 22). 

(3) Ho avuto belli esemplari dell' Iberus Carae (Cantr) con splendida ornamentazione, rac- 
colti a Guardia Vecchia all' isola della Maddalena, al N. della Sardegna. 

(4) Paetel riferisce Y Helix surrentina A, Schmidt al genere Macular ia neWa. A. ^ edizione del 
suo Catalog. (Ved. parte 2.^ Die Land-und Sicssic. - Gastrop. pag. 190). Avvisa poi che è da ri- 
portarsi a\V H. surrentina A. Schmidt V H. carseolana Ben. (non Fér.) [ved. Catalog cìt. parte 2.^ 
pag 114 all' if. carseolana Fér.] 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 61 



cilia (1) e con 1' /. melitensis (Fèr.), ben rimarchevole per Ja sua facies, delle 
fortificazioni di Malta. 

V Iberus signatus dà esempio di una specie, che ha una limitatissima di- 
stribuzione geografica e che si mostra localizzata in una ben ristretta regione. 
Difatti, dalle località sopracitate, ove fu rinvenuta, si rileva che il suo habitat 
trovasi unicamente all'O. dell'Italia meridionale, circoscritta al N. della Terra 
di Lavoro, o Campania, ed al confine S. della provincia di Roma (2). 

Roma, 10 Febbraio 1894. 



Note aggiunte. — Mentre la precedente memoria era interamente com- 
posta dalla tipografia ed impaginata, ebbi occasione, approfittando delle va- 
canze di Pasqua, di fare una gita alle Paludi pontine, a Terracina e dal Circeo, 
sicché ora mi trovo in grado di confermare per fatto proprio quanto già ho 
scritto sulla presenza dell' Iberus signatus Fér. nei dintorni di Terracina. 

Ho raccolto esemplari vivi di questa specie sui calcarei cretacei (ippuritici) 
che formano il monte S. Angelo dominaDte la città, sulla spianata, ove tro- 
vansi i resti del tempio di Nettuno colle sottoposte costruzioni del così detto pa- 
lazzo di Teodorico. Gli esemplari raccolti sono identici a quello, che io già pos- 
sedeva e che trovai, con la provenienza Terracina, nella raccolta Alibrandi. Sono 
tutti ad ombilico perfettamente chiuso, con macchia bruna sul bordo columel- 
lare ; presentano tre fascio brune tratteggiate, più o meno interrotte, 1' ultima 
delle quali, o inferiore, pii^i marcata ; in alcuni esemplari si nota una traccia 
di una quarta fascia, a punti, ma appena distinta, in prossimità della sutura 
tra r ultimo anfratto ed il penultimo^, ove comincia la spira. Ne trovai anche 
alcuni individui subfossili in una specie di breccia recente, che riempie in piccole 
lenti le ineguaglianze di stratificazione e gli sgrottamenti sulla parete verti- 
cale della pila degli strati cretacei del predetto Monte S. Angelo, a livello su- 
periore della villa Luisa Montani. In questa breccia recente si rinvengono 
numerosi gusci di Helix (Hehcogena) ligata Milli, insieme a valve di Ostrea e 
di Mytilus ed a frammenti angolosi dell' accennato calcare-cretaceo, riuniti da 
un cemento poco resistente, brunastro, sabbie-calcareo. Non vi rinvenni traccia 
di laterizi o residui di oggetti lavorati dall'uomo. Questa breccia non è da con- 
fondersi con altra a cemento rosso-bruno, che è molto pii^i antica e della quale 
vidi campioni, racchiudenti un dente canino superiore di Hij^popoiamus major 
Cuv., alcuni molari superiori di EquuSj un molare di Bos (cfr. primigenius), i 



(1) Ved. Kobelt W. , Excursionen in Sùditalien - 4. Die sicilianischen Iberus. — Jalir- 
bucher, YIII, 1881. 

(2) Esprimo vivissimi ringraziamenti al eh. prof. A. Carruccio, Direttore del Museo Zoologico 
della R. Università di Roma, per aver gentilmente messo a mia disposizione la biblioteca del Museo, 
che è ben ricca di opere di conchiologia, parecchie delle quali mancavano nella mia privata libreria. 



62 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



quali furono raccolti dall' Ing, R. Remiddi e sono conservati nella collezione 
locale presso l'Ufficio della Bonifica pontina. 

Al promontorio Circeo l' Iberus signatus sembra che sia molto piìi rara 
che non al Monte S. Angelo, giacché non ne presi che un solo esemplare morto; 
invece raccolsi sui calcari bianchi del lias medio, nei pressi del semaforo, una 
bellissima varietà di Iberus serpe.ntinus (Fér.) e qualche guscio, malamente 
conservato, di Caìnpylaea (cfr. planospira Lamk.) 

Trovai anche sulle mura di Terracina presso Porta Romana un esemplare 
vivo di un' Iberus, di specie identica assolutamente a quella che presi, anni fa, 
sui ruderi del teatro greco-romano di Taormina (prov. di Messina in Sicilia). 

Devo ancora aggiungere che gli esemplari di Ib. signatus raccolti a Ter- 
racina ed al Circeo si scostano da quelli trovati sulle mura ciclopiche di Ve- 
roli per l' ombilico perfettamente chiuso, mentre gli esemplari ernici sono tutti 
distintamente ombilicati ; per mostrare quattro fascio brune, una delle quali, 
la prima, o superiore, è appena accennata e tendente a scomparire, mentre 
negli esemplari ernici se ne hanno tre ; e finalmente per presentare maggiori 
dimensioni. 

Gli esemplari di Terracina si avvicinano assai all' Helix (Iberus) marru- 
cina Tiberi (1) rinvenuta alla Maiella (Abruzzo citeriore) ed al Matese nel San- 
nio : ne differiscono per 1' ombilico completamente chiuso, mentre il Tiberi dice 
che la sua H. marrucina è « subobtecte perforata ». Invece gli esemplari er- 
nici ne diversificano per il loro ombilico distinto, per avere tre, e non quat- 
tro, fascio brune più o meno interrotte da macchiette e per le minori dimen- 
sioni. L' H. marì'ucina è identicata dalla sig. Paulucci coli' H. (Iberus) carso- 
lianus Fér. tipo (2). 

Sembra poi che 1' Adami abbia inviato V H. marrucina al Westerlund col 
nome di H. signata e che il Westerlund sugli esemplari datigli dall'Adami 
abbia stabilito la sua H. recondita, la quale è riportata ad una varietà del- 
l' Iberus carsoliamis Fér. = H. carseolana auct. 

Ciò dimiOstrerebbe sempre più la grande affinità dell' Ib. signatus con al- 
cune varietà dell' Iberus carsolianus. 

Meli Prof Romolo 



(1) Tiberi N. , De quelques mollusques terrestres napolitains , ou nouveaux, ou peu connus 
(mémoire inédit traduit de l'italien par Jules Colbeau) - Bruxelles 1878, in 8.° Estr. d. An- 

nales de la Sociétó malacologique de Belgique Tomo Xlll. Ved. pag. 18 dell' estratto tav. II. fig. 5. 
Tiberi N. , Note intorno alle specie terrestri pubblicate dal doti. N. Tiberi (Bullett. d. Soc. 
Malacolog. italiana voi. V., 1879) Ved. pag. 29 dell'estratto. 

(2) Paulucci M, Matériaux p servir à l'ét. de la faune malac, ecc. (op. cit.) pag. 8 e 34 
n. 44. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 63 

Crania aegyptiaea vetera et Iiodierna 

CON APPUNTI DI STORIA E DI ETNOLOGIA EGIZIANA 



— r^'**c>Cjv^C5*ia>-'rKft-.^-'-v- 



Studio di ABELE DE BLASIO 



(PARTE II.) 

(continuazione) 



Tal lavoro però, come fa notare il De Lapoiige (1), perde parte della sua 
importanza perchè le serie antiche vanno dall' epoca dei Raraseti, im millenario 
e mezzo avanti la nostra Era, fino alla conquista romana. È dispiacevole, dice 
lo stesso autore, che l'antico Impero non vi sia rappresentato: l'epoca dei 
Ramseti è piìi prossima a noi del tempo di Cheops. I termini di comparazione 
del signor Schmidt sono separati da noi da tre mila anni appena. È molto se 
si vuole ; ma ben poco se si consideri che la piìi alta civiltà egiziana si eleva 
molto più innanzi della conquista dei Ménes e che fra essa e la fondazione del- 
l' Impero Laico vi son ben settemila anni di distanza. L'Egitto si è civilizzato 
durante la nostra età quaternaria, e il suo maggior sviluppo coincide con la 
nostra epoca neolitica ; e ciò dà importanza maggiore all' egittologia. 

Sotto questo punto di vista io mi lusingo che questo mio studio possa tor- 
nare di qualche interesse, perchè nei crani da me esaminati, ed in quelli spe- 
cialmente raccolti dal dottore Bruno Battaglia, che passò buona parte della 
sua vita in Egitto, è indicata per ognuno di essi tanto l'epoca che la provenienza. 

I crani dei quali mi sono potuto avvalere, compresi quelli mummificati, 
ascendono a 187 e si conservano quasi tutti nei gabinetti scientifici di questa 
R. Università. Questo materiale non è certamente così ricco come quello che 
ebbe a sua disposizione lo Schmidt ; ma siccome appartiene a tutte le epoche 
così parmi suffìcente a poter costruire le prime basi della craniologia egi- 
ziana (2). 



(1) De Lapouge nella Revue d'Anihropologie. Seiziéme annèe. Troisiérae sèrie T. II. 1887. 

(2) Secondo il nuovo indirizzo del Sergi le varietà umane dell' Egitto antico ascenderebbero 
a 13, quattro delle quali, come rilevasi dal seguente elenco, presentano anche delle sottovarietà. 
Varietà I. Sjìhenoides. Varietà y\l. Anisobathyplatycejjhalus aegyptiacus. 

(a) Sphenoides stenometopus. Vili. Acmonoides siculus. 

(h) Sphenoides stenometopus oblongatus, IX. Ellipsoides de2')ressus. 

(e) Sphenoides cuneatus. IL. Proophrt/oceplalus solenoidometopiis 

II. Cuboides piarvus. XI. Pentagonoides. 

III. Romboides. ' (a) Pentagonoides obtiisiis. 
(a) Romboides australensis. « acutus. 
(h) Brachyromhoides aegyptiacus. XII. Pyrgoides rotundatKS. 

IV. Corythocephalus sublimis. XIII. Stenocephalus. 

V. Byrsoides macroprosopus. (a) Stenoc. sphenoidopisthocranius. 

VI. Isobathyplatycephalus siculus. (h) « stenancylocephalus. 



64 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 





3.^ Lo Stesso cranio visto di iato 



4J>- Cranio dell' antico impero (meticcio) 



CRANI DELL'ANTICO IMPERO 

Dei primi abitanti della valle del Nilo conserviamo 14 teschi e 3 teste 
mummificate. Ambo i sessi vi sono rappresentati, specialmente il maschile, 
perchè di essi 14 , 8 sono virili e 6 muliebri ; mentre fra le mummie la pre- 
valenza invece spetta alle donne (2 P, 1 cf ). Darò prima un cenno sulle mum- 
mie ; ma prima di farne parola, chiedo venia al lettore se per poco mi occupo 
dei riti funebri praticati in Egitto in queir epoca. 



« V'è un paese sulla terra, disse Chateaubriand nel parlare dell'Egitto, che 
deve parte della sua celebrità alle tombe. Voi non potete fare un passo su 
quel suolo, senza incontrare una tomba. Qui vedete un obelisco che è una 
tomba, quest' avanzo di colonna è una tomba, quel cavo sotterraneo è ancor 
esso una tomba ; e allorquando la luna s' innalza dietro la grande piramide ed 
appare sulla sommità di questo immenso sepolcro a voi sembra scorgere il faro 
della morte ». 

La presenza di questi innumerevoli e grandiosi monumenti funerarii si deve 
probabilmente al dogma della resurrezione presso gli Egizi, pei quali tutte le 
istituzioni funebri erano basate su questo dogma, la cui influenza si faceva 
sentire financo negli atti di vita privata (1). Ecco in qual modo l'abate Maillet, 
antico console di Francia nel Cairo, spiega da un manoscritto in lingua copta, 
che gli era stato comunicato, il sistema egiziano sulla resurrezione. 

In seguito ad un certo numero di secoli di cui le cifre non sono regolar- 
mente determinate, ma che variano fra il 300 e 400, la terra doveva subire 



(1) Tutto quello che concerne i riti funebri degli antichi egiziani è stato desunto dall'opera 
dell' avvocato Gaubert « Traitè théoretique et législation des doctrine et de jurisprudence sur 
le manopole des inumation et des rites funèbres precede d'un historique du manopole chez les 
Egytiens, les Grecs et les Homains - Marseillb 1875. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 65 



una trasformazione che aveva per effetto di farla ritornare allo stato primiero 
nel quale si trovava all' origine dei tempi. 

Allora i corpi, appena dopo il sonno della morte, rinascevano alla vita per 
r aggiunzione dell' anima che veniva a raggiungerli, e 1' uomo cominciava così 
una seconda esistenza che era esente dalle vicissitudini della prima, e la cui 
durata non conosceva limiti. Ma per partecipare alla resurrezione era indispen- 
sabile una condizione ; bisognava cioè che le spoglie mortali dell' uomo, sfug- 
gite alla corruzione che le minaccia, alla violazione dei profani e a tutti i 
mezzi di distruzione, ai quali erano esposte, si trovassero in uno stato di con- 
servazione completa, perchè 1' anima potesse abitarle una seconda volta. 

Frattanto, l' anima errava nelle vicinanze del luogo ove il corpo era 
stato sepolto. La resurrezione quindi era subordinata alla conservazione dei 
cadaveri. Gli Egiziani nulla trascuravano per sottrarre i corpi all' azione di- 
struttrice del tempo e degli uomini, e i mezzi che impiegavano a questo fine 
erano : 

1.° L'imbalsamazione. — 2° Gli onori funebri. — 3.*' La scelta di una se- 
poltura inviolabile. (continua) 

CRITERI! INTORNO AL FISSARE L' ENTITÀ SPECIFICA 

di alcuni generi di piante di famiglie fanerogame e crittogame 



-S5-Q8C-«— 



(continuazione) 

Molt' altre famiglie botaniche esibiscono generi plurimorfi nelle specie o costanti - e cosi fra 
le Giuncacee basta accennare soltanto ai nostri luncus, in rapporto alle numerose varietà di forme 
ed al loro affermarsi rispetto alle diagnosi date dalle varie fiore classiclie - ma non finirei piìx, 
e vengo alle Glumacee. 

Nelle Glumacee vi sono generi per cui è facile il fissare le specie - ma p. e. pel genere 
Garex fra le Cyperacee il presentarsi caratteri di passaggio infiniti, richiedèsi lusso di pazienza e 
di tempo tale per parte del tassonomo, che è lecito chiedersi se veramente sia compensativo il la- 
voro del classificarle: - il definire i generi, - le specie -può giovare alla sistematica - ma voler 
determinatamente fissare il tipo dalla forma di variazione non può giovare alla scienza - ed è 
lavoro della indagine biologico-fisiologica - non della sistematica. 

Quanto s'avvera per la famiglia delle Gyperacee, vale pure per l'altra, l'importantissima 
famiglia delle Glumacee, le Graminacee tanto spontanee che coltivate, le quali ci porgono esempi 
importanti circa la morfologia delle specie. Noi abbiamo qui una demarcazione abbastanza sentita 
tra i generi e specie più propense a variare ed altre più propense a mantenere costanza di forme. - 
(Reste, peli, peluria sono su tutte accessori variabili come le appendici di cellule saline negli 
organi di individui delle famiglie di tutti gli ordini, in cui l'epidermide non sia liscia, e per so- 
lito allora è spessa molto o ricca di cera) - 11 genere Oryza non è forse specificamente fìsso, 
non presentando le poche specie che modificazioni poco salienti ? Il genere Digitarla, Cynodon, 
Sorgum, Dactyhis, Briza, Secale ed altri non dicono lo stesso? Quanto non è invece difficile il 
definire tassonomicamente delle piante dei generi Phleum, Calamagrostir, Agrostis, Avena., Poa, 
Festuca, Bromus il valore specifico ? Fra i Triticum (Agropyrura) spontanei e fra quelli col- 
tivati, quanta varietà non ci fa vedere la modificazione anche della struttura istologi ca-anato- 
raica in pleomorfismi di organi e delle piante intere? Se è facile, dopo poca pratica, determinare 



66 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



il genere cui appartiene una graminacea, è diflScile all'incontro anche al botanico esperto nel 
classificare, il definire colle flore classiche diagnosticamente certe forme ! 

Recentemente in opere di sistematica comprendenti le Plantae europae, con enumerazione 
sistematica e sinonimica, si registrano specie dubbie - forme ibride - e sta bene, ma anche nu- 
merose sottospecie : ma il numero di queste ultime puossi realmente stabilire - ed abbiamo coi 
criteri! attuali, mezzi certi per concretare che cosa vogliasi ottenere alla scienza coli' assumere in 
« opere sistematiche » forme non dichiarate specificamente? Le sottospecie - sottovarietà - sono 
da rilegarsi ai lavori monografici, - ai lavori biologici il ricercare la variazione delpleomorfismo, 
mentre i lavori sistematici, contengono soltanto i risultati conclusionali di quanto con quelli s' ò 
definito - cioè quello che è tipo specie morfologicamente ! 

È impossibile il concretare, abbracciando l'immenso lavoro degli ultimi tempi - però per 
conclusione si potrebbe cogli attuali dati di confronto, formulare criteri abbastanza chiari per 
avere la « flora fanerogama europea » compendiata in lavoro tassonomico adottabile generalmente 
almeno in via preliminare - e per ciò di notare come intravedonsi que' generi pia ricchi di tipi 
stabili di forme pleomorfe - e desumere se qualsiasi lavoro ulteriore diagnostico-sistematico- 
analitico, anche de' più scrupolosi possa condurre a conclusioni più certe - eccetone il metodo spe- 
rimentale, che già fece fondare tante stazioni sperimentali dal mare alle vette alpine. 

Nessuno vorrà prenderlo in ridere, quasi non fosse nota 1' esattezza scrupolosa e la diligenza 
che richieggono le definizioni dei caratteri specifici colle diagnosi, per scoprire i caratteri diffe- 
renziali concordanti, occulti spesso al profano indagatore - se azzardo dire che nel determinare 
r entità specifica o tipo, e' entra sempre il senso subbiettivamente intuitivo comune al volgare 
come all' indagatore scienziato ? 

M' accadde ben sovente di esperimentare in questo molta gente di campagna - e per la pratica 
pure le piante si presentano con generi assai pleomorfi nelle specie, tosto però ravvisabili in 
tutto le varietà di forme appartenenti a unico prototipo - ed altri invece di cui resta ambigua 
r appartenenza di queste .... 

Il botanico deve fare una pratica scientifica della morfologia - come il contadino la fa in- 
coscientemente - soltanto con molta esperienza ed in piante complete riuscirà a differenziare p. 
e. certe ombrellifere, vitis, ecc. - mentre ben note una volta, le riconoscerà in ogni singola parte 
ed in ogni studio d' accrescimento, come da una vernazione, caule o tralcio ; così mi bastano tali 
parti, per ora riconoscere sempra le piante della nostra regione. 

Senza fare citazione di opere affatto - mi permetto un raffronto. L' utilità che vi potrebb' es- 
sere nel paragonare tra loro, la « storia » del riconoscimento della concordanza, nell' ascrivere 
come specie o pleomorfe varie piante - da un lato nelle opere antiche e recenti sistematiche clas- 
sico-scientifiche e dall' altro nei cataloghi antichi e recenti di stabilimenti agro-orticoli - affatto 
empirici: tenendo conto del parallelismo senza confondere perciò scienza teorico-analitica ed 
empirismo. 

I caratteri fisiologico-istogenici qui non intervengono direttamente - spettando essi all' ana- 
lisi biologica, dovechè alla tassonomia conclusionale (tra i caratteri, già prima d'ora tentati in- 
vero, però un po' trascurati, è quello del raffronto della struttura del polline.. . .) Per concludere - 
converrebbe determinare meglio bilateralmente, - quali fin' ora sono i generi riconosciuti per più 
costanti di specie fisse e quali più ricchi di forme variabili - onde evitare il sistema di specia- 
lizzazione indefinito nell' analisi - e determinare meglio per entrambi la norma per ulteriori 
studii - che dovrebbero nella scelta degli obbiettivi tener calcolo su ciò ancora, della utilità che 
se ne possa attendere più o meno grande o per 1' economia pratica o per la scienza teorica - pel 
lato didattico almeno se ne potrebbero cosi sperare dati più concreti - e delle definizioni più 
chiare fra i risultati ottenuti dalla scienza - ed i problemi che ancora le restano a sciogliere .... 
Qualunque sia l' intento d' un lavoro scientifico degli specialisti, nel togliere l'empirismo dai 
criteri da usarsi nella variazione delle forme per avere sistematiche più sicure e vie più piane - 
dovrebbesi seguire quanto il prof. T. Caruel (La flora itaL - Bull. Soc bot. de France voL XXXVI 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 67 



pag. 265 - 1889) dice « On a fori mal a propos fati intervenire dans un affaire tout pratique, la 
question de la theorieDarvinienne. Quelque opinion que l'on professe à l'ègard de l'evolutionisme, 
il faut pourtant que l'on tombe d'accord sur un certaine flxitè relative des formes dans le 
temps présent, sans quoi il n'y a pas plus de classification possible, ecc. » 

Perciò è dubbia la possibilità di definire l appartenenza d' origine fra tipi specifici (prototipi) 
né deve deviarci dall' attenerci al fissare come limiti della morfologia, il genere, la specie e le 
variazioni di forma di queste per ogni famiglia - (senza creare continuamente specie nuove per 
creare nuovi nomi ....)- lasciando ai lavori sperimentali e monografico desuntivi, di riferire di 
sottogeneri, sottospecie o sottovarietà e dei collegamenti supposti che possono esistere per mezzo 
di forme intermediarie fra stirpi diverse. 

Toccato così in generale delle fanerogame, senza pretesa di aver accennato a nulla di nuovo, 
ma solo riferito propria esperienza, passiamo alle crittogame. 

Cividale 11 Febbraio 1893. Francesco Del Torre 

[Continua) 



Come nel fascicolo della Rivista 1 corrente, pubblicammo la lettera dell' egregio nostro ab- 
bonato sig. Imparati, con la quale egli deplorava che in certi casi, si mettano alla pari coloro che 
hanno ottenute le lauree dottorali nelle Università, con coloro che non sono provvisti di titoli ac- 
cademici, così volentieri accogliamo la seguente, relativa al medesimo soggetto e rimessaci da altro 
egregio abbonato il sig. ing. Mattel. 

L' argomento si presta molto ad essere discusso, ma noi avendo pubblicato un pjro ed un contro 
gradiremmo che con ciò fosse chiusa la disputa. La Direzione 

LETTERA APERTA ALLA LETTERA APERTA 
del sig. Edoardo Imparati 

Poiché le lettere aperte vanno in giro per farsi leggere, appunto come le belle donne per 
farsi ammirare, non ti dispiaccia, o Lettera Aperta, se io ti ho letta senza poterti attestare la mia 
ammirazione ! 

E r eterna questione àeìV Essere e del Parere^ che esisteva fin prima della venuta del Padre 
Adamo sulla terra. 

« Io ho un pezzo di carta sul quale è scritto Laurea o Diploma, e voi non 1' avete: dunque io, 
per virtìi di quel pezzo di carta sono un dotto, e voi siete un somaro ! » Ecco la conclusione. 

A questo proposito mi sovviene che 24 anni or sono, un ingegnere laureato a forza di spinte^ 
presentò, petendo, le sue carte ad una illustrazione dell' ingegneria italo-francese M. Protche, per 
ottenerne un impiego sulle ferrovie, avendo battuto inutilmente a cento altre porte. Il comm. 
Protche, dopo averlo ben bene squadrato con quell' occhio scrutatore che non falliva, gli restituì 
le carte, che non aveva nemmeno guardate, dicendogli : « Yos papiers sont trop usée : ils ne me 
« prouvent rien : Je desire avoir la prouve du vótre talenti » Prova che quel documentato non 
potè dare, ma che in sua vece la dette un tale, senza documenti, che oggi è commendatore e de- 
putato al Parlamento e gode grandissima stima fra gì' ingegneri laureati. 

No, non sono i pezzi di carta che distinguono 1' uomo d' ingegno, 1' uomo atto a fare ad altri 
il maestro; ma il sapere; è il sapere si fa strada in tutti i modi, e trionfa anche al di sopra di 
chi pretenderebbe che solo i possessori di carta timbrata delle Università, debbono avere il mo- 
nopolio del sapere ! 

E tempo a parer mio, di finirla, con questi piagnistei : è tempo di americaneggiare (Stati 
Uniti) anche da noi, cioè di dare maggiore ascolto a chi mostra di sapere, senza tanti fronzoli, che 
a chi pavoneggia i fronzoli non potendo dar prova d' ingegno ! 

Michelangelo, osò maravigliare il mondo colle sue grandiose opere architettoniche, senza es- 
sere architetto laureato! Dante senza laura osa insegnarci anch'oggi a sillabare italianamente 



68 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



una parola italiana! II grande Troplong , senza essere avvocato diplomato, divenne primo Presi- 
dente della Cassazione Unica di Francia, e le di lui opere sono e saranno sempre di grande in- 
segnamento agli avvocati di tutte le nazioni ! Lesseps, senza essere ingegnere vi progetta ed ese- 
guisce il taglio dell' Istmo di Suez ! Stephenson, senza essere autorizzato ad esercitare la meccanica, 
inventa quel giuocattolo che si chiama macchina a vapore ! Edison, senza tante lauree, mara- 
viglia r universo colle sue scoperte elettriche ! Pasteur ha inventato il pus anttrabbico senza 
essere medico ! De Candolle , Delpino ecc. ecc. , senza i succhi scientifici della laurea , acquistata 
coi gravi sacrifizi delle famiglie, hanno osato ed osano di insegnare la botanica, come pochi, per 
non dire nessuno sanno insegnarla! E potrei seguitare le citazioni per un volume intero. 

Eh, via! Finiamola coli' aristocrazia dei pezzi di carta, e mostriamo davvero il sapere, che 
con esso ci si farà strada sempre ; mentre con della carta soltanto , sia essa timbrata a secco o 
a vernice dorata, si potranno avere delle presunzioni, ma ci si potrà anche facilmente trovare a 
sentirsi dire da qualche novello Protche : « je desire avoir la prouve du vótre talent ! » 

Con ciò non ho inteso minimamente di menomare i meriti dell' egregio giovane sig. Imparati. 

S. Mattei 



BIBLIOGRAFIA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 

Pubblicazioni del 1892 

L'amministrazione s'incarica di procurare agli abbonati, senza aumento di prezzo, le pubblicazioni delle 
quali è notato il costo, ed anche le altre se è possibile. 

Gli autori di scritti relativi alle scienze naturali, che non vedono annunziati i loro lavori in 
queste note bibliografiche, sono pregati darcene avviso, rimettendoci, possibilmente, una copia 
delle loro pubblicazioni, o fornendoci anche solamente i dettagli necessari per poterne dare un 
annunzio, simile ai seguenti. 



Geologia - Mineralogia - Cristallografia. 

{continuazione) 

513 Giannotti G. Appunti petrografie: sopra 

alcune roccie del piano del Re nel monte Viso. 

(Milano. Giorn. di Mineralogia ecc. voi. II. pag. 8 
in 8.°) 

514 Giannotti G. Cenni geologici e petro- 
grafici sul micaschisto a glaucofane di Colle S. 
Giovanni Viìi valli di Lanzo. (Ibidem voi. III. 
pag. 9 in 8.°) 

515 Gilli A. Minerali utilizzabili del Tren- 
tino. '(Rovereto. Annuario Soc. Alpinisti Triden- 
tini voi. XVI. pag. 269-83). 

516 Greco B. Una nuova località fossilifera 
nel Lias inferiore del circondario di Rossano. 
(Pisa. Atti Soc. Toscana se. nat. voi. Vili. pag. 
163-65). 

517 Greco B. Il Lias inferiore del circonda- 
rio di Rossano. (Ibidem pag. 165-66). 

518 Guidi F. Sulla probabile caduta di un 
areolito. (Roma. Atti dell'Accad. pontificia dei 
nuovi Lincei anno XLV sessione I.^) 

519 Grattarola G. Mineralogia ad uso degli 
Istituti Tecnici. (Firenze. 1.^ puntata. Parte ge- 
nerale. Voi. di pag. 188 in 8." con 285 fig.) 



520 Kilian W. Sur la structure du massif de 
la Varbuche Savoie Chambery. (Op. di pag. 16 
in 8.°) 

521 Issel x\. Brevi note di geologia locale. 
(Genova. Atti Soc. ligustica di se. nat. e geograf. 
n. I pag. 10 in 8.°) 

522 Issel A. Liguria geologica e preistorica 
con note e disegni originali di N. Morelli. Pa- 
norami e fotografie di G. Bellepiane. (Genova, 
edit. Donath. 2 voi. in S.» pag. 440-376 con 
atlante di 30 tav. oltre la carta geologica a co- 
lori in 2 fogli). 

523 La Valle G. Contribuzioni mineralogiche 
sul calcare delle roccie cristalline del Capo Tin- 
daro in provincia di Messina. (Messina. Tip. 
dell'Avvenire. Opusc. di pag. 11 in 8.°) 

524 Lovisato D. Sopra una nuova azza di 
eclogite. Con I tav. (Venezia. Atti R. Istit. ve- 
neto di se. lett. ed arti. Tomo 3 pag. 1047-55). 

525 Lotti B. Considerazioni sintetiche sulla 
orografia e sulla geologia della catena metalli- 
fera in Toscana. (Roma. Boll. geol. d' Italia n. 
1 pag. 55-71). 

526 Marco C. Studio geologico dell' anfiteatro 
morenico d' Ivrea. (Roma. Tip. Roux. Opusc. di 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



62 pag. in 4." con 2 tav. e una gran carta a 
colori). 

527 Mariani E. Il calcare liasico di Ne^e in 
Val Seriana. (Roma. Boll. Soc. geolog. ital. voi. 
X fase. 4 pag. 14G in 8." con una tav.) 

528 Mariani E. Appunti sull'Eocene e sulla 
creta del Friuli orientale. (Udine. Annali del R. 
Ist. Tecn. Estr. di pag. 45 in 8.") 

529 Matteucci V. Note geologiche e studio 
chimico petrografico sulla regione trachitica di 
Roccastrada in provincia di Grosseto. (Roma. Pag. 
150 in 8." con una carta geologica e 2 tav.) 

530 Matteucci R. V. Nuove osservazioni 
suir attuale fase eruttiva del Vesuvio. (Torino. 
Boll. Soc. Meteor. Ital. serie 2 voi. XII n. 10 
pag. G in -1.°) 

531 Mattei S. Ozokerite di Montefalò nel 
Bolognese. (Siena. Boll. nat. pag. 33-35). 

532 Mazzuoli I. L. Nuove osservazioni sulle 
formazioni ofioliticjhe della Riviera di Levante 
in Liguria (Con una carta geologica ed una tav. 
di sezioni) (Roma. Boll. Comit. Geol. d' Italia n. 

1 pag. 12-55). 

533 Mazzuoli L. Sur la genèse des roches 
ophiolitiques. (Parigi. Gompt. rend. de l'Acad. des 
Sciences, pag. 1443-45. Estr. di pag. 4 in S.°). 

534 Meli prof. R. Resoconti della X adu- 
nanza generale estiva tenuta dalla Società geo- 
logica italiana in Sicilia, dal 2 al 12 ottobre 1891 
(Roma. Estr. Bollet. Soc. geologica italiana fase. 
5 pag. 54 in 8.°) 

535 Meli R. Cenni sul granito dell'isola del 
Giglio e Bibliografia Scientifica relativa a que- 
st' isola. (Ibidem pag. 58 in S.**) 

536 Melzi G. Osservazioni geologiche sulla 
valle del ^vlasino. (IMilano. Rendic. R. Istit. Lomb. 
fase. V. pag. 20 in 8.°) 

537 Mercalli G. Le lave antiche e moderne 
dell'Isola Vulcano. (Milano. Giornale di Mine- 
ralogia ecc. fase. 2 Estr. di pag. 16 in 8.°) 

533 Mercalli G. L' Etna. (Milano. Natura ed 
arte, fase. 23 del 1 novembre pag. 1023-26 in 4.° 
con 4 fig. ed 1 tav. in cromol.) 

539 Monti R. Appunti petrografici sopra al- 
cune roccie della provincia di Brescia. (Milano. 
Giorn. di Min. Crist. Petr. Voi. 3 fase. 3 in 4,° 
pag. 5 in 8."-') 

540 Novarese V. I giacimenti auriferi della 
Puna di Jujuy (Repubblica Argentina) (Firenze. 
Annali di Agricoltura n. 191. Relazione sul ser- 



vizio minerario del 1890 pag. 233-255 in 8.° con 
tav) 

511 Oddone E. Recenti studi sull' elettricità 
normale dell'atmosfera. (Roma. L'Elettricista, an- 
no 1 p. o4j. 

542 Padovan A. Sull'eruzione sottomarina 
a Pantelleria. Dalla nota del prof. A. Ricco (Ve- 
nezia. Neptunia, n. 20-21 pag. 713-717). 

543 Parona C. F. SuU' età della dolomia di 
Arona. (?iIilano, Boll, della Soc. Geologica Ita- 
liana voi. 11 fase. 1 pag. 8 in 8.°) 

544 Parona C. F. Revisione della fauna lia- 
sica di Gozzano in Piemonte. (Torino p. Gì) in 
4." cou due tavole) 

545 Parona C. F. Sugli schisti silicei a ra- 
diolare di Cesana presso il Monginevra. (Torino. 
Atti R. Acc. Scienze voi. 28 Estr. pag. 17 in 8.o 
con 1 tavola doppia) 

546 Porena F. I monti secondo le dottrine 
dell'odierna scienza geografica. (Roma. Conferen- 
za tenuta alla Soc. geografica. Bollett. della Soc. 
Geog. Italiana serie 3 voi. 5 fase, 3-4 pag. 361- 
379, in 8.^^) 

547 Platania G. The recent eruption of Etna 
(Thursday. Nature 6 October. con 8 fig. ripro- 
dotte da fotografie). 

548 Pantanelli D. Passaggio pliocenico dalla 
Trebbia al Reno. (Modena. E.str. Memorie Soc. 
Nat. di Modena voi. 1 1 pag. 38 in 8.") 

549 Professione A. Crete senesi. (Siena. Il 
Libero Cittadino, anno 27 Estr. di 4 pag. in 16. '^) 

550 Raddi A. Le arenarie di Fivizzano Lu- 
nigiana. Provincia di Massa e Carrara. (Carrara. 
Relazione tecnica sulla bontà della pietra delle 
cave di Monte Nangro. Opuscolo di pag. 36 in 8.°) 

551 Razzone A. Il pliocene di Sestri Ponente 
a San Giovanni Battista e Borzoli. (Genova, Atti 
della Soc. Ligup'.ca di S. N. pag. 5 in 8.") 

552 Reitano S. L'eruzione dell'Etna. (Messi- 
na, Diario dell'Eruzione, Giornale di Sicilian. 197). 

553 Ricco A. Terremoti sollevamento ed eru- 
zione sottomarina e Pantelleria. (Roma. Annali 
dell' Ufficio Cent. Met. e Geod., serie 2, parte 3, 
Estrat. di pag. 24 in fol. con 1 tavola). 

554 Ricco A. L'Eruzione dell'Etna. (Roma, 
Nuova Antologia serie 3 fase. 1. Estr. di pag. 18 
in 8.0) 

555 Riva C. Appunti sopra alcune arenarie 
dell' Appennino. (Milano. Giorn. di Min. Crist. 
Petr. voi. 3 fase. 3 in 4," p. 5 in 8.°) 



70 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



556 Revil J. Histoire de la geologie des Alpes 
de Savoie. (Chambéry Mem. de T Acad, de Sa- 
voie serie 14 tomo 4 Estr. pag. 129 in 8.°) 

557 Rovereto G. Sezione geologica da Ge- 
nova a Piacenza. (Genova, Atti Soc. Ligustica di 
S. N., pag. 24 in 8.° con una tavola). 

558 Sacco dott. F. L' appannino Settentrio- 
nale, parte centrale. (Roma. Boll, della Soc. Geo- 
logica Italiana voi. 10 fase. 4 pag. 126 in 8.° con 
due tavole e Rassegna delle Se. geolog. fase. 3 e 4). 

560 Sacco F. Carta geologica dell' appannino 
settentrionale parte centrale. (Torino. Carta a 28 
colori in due fogli alla scala di 1 a 100000. Di- 
mens. cent. 105X150)- 

561 Sacco F. Le zone terziarie di Vernasca 
e Vigileno nel piacentino. (Torino. Atti della R. 
Accad. delle Scienze,'disp. 14. pag. 7 in 8." con 
una carta geologica). 

562 Salmopaghi F. Osservazioni geologi- 
che sopra alcuni pozzi recentemente perforati 
nella provincia di Milano. (Milano. Rendic. del 
R. Istit. Lombardo fase. 18-19 p. 14 in 8.°) 

563 Salamon W. Nuove osservazioni nelle 
regioni di Cima d' Asta e dell' Adamello. (Milano. 
Giornale di mineralogia fase. 2 pag. 8 in 8.") 

584 Spezia G. Sull'origine del solfo nei gia- 
cimenti solfiferi della Sicilia. (Torino, voi. di p. 
130 in 8.° con 2 tavole). 

565 Spica P. Sull'acqua minerale di Monte 
Malo. (Venezia. Atti del R. Istit. Ven. di Se. lett. 
ed Arti tomo III. serie VII. disp. 1-2 pag. 99 a 
121). 

566 Stroppa C. Sull' aequa solforosa salina 
e iodurata della villa di Coriano presso Dovadola. 
(Milano. Boll. Chim. Farm., fase. 10 maggio Estr. 
di pag. 17 in 8.°) 

567 Struever. Sui minerali del granito di 
Alzo. (Roma. Rendic. R. Acc. dei Lincei fase, 10 
2. sera. p. 6 in 4.") 

568 Taramelli T. Paesaggi geologici delle 
valli della Stabina e della Pioverna in Lombar- 
dia. (Roma. Boll, della Soc. Geol. Ital. voi. 11 
fase. 1 pag. 33-35 in 8.°) 

569 Taramelli T. Significato geologico del 
paesaggio alpino. (Rovereto. Annuario Soc. alpi- 
nisti Tridentini voi. 16 pag. 19-29). 



570 Tenore G. Il tufo Vulcanico della cam- 
pagna e le sue applicazioni. (Napoli. Bollett. del 
Coli, degli Ing. ed Arch., anno 10 n. 5-8 Estr. di 
pag. 20 in 8.°) 

571 Tellini A. Descrizione geologica della 
tavoletta Maiano nel Friuli. (Udine, pag 2 in 
8.° con una tavola). 

572 Terrigi G. Ulteriori ricerche sulle aeque 
del sottosuolo del bacino di Roma. (Roma. Boll. 
R. Accad. Medica anno 28 fase. 5 Estr. di pag. 
8 in 8.0) 

573 Toso P. Notizie sui combustibili fossili 
Italiani. (Roma. Appendice alla Rivista minera- 
ria pubblicata per cura del Ministro d' Agricol. 
Ind. e Comm. Op. di pag. 98 in 8.° con 8 tavole 
e fìg.) 

574 Trabucco G. Sulla vera posizione dei 
terreni terziari del Piemonte. (Pisa. Atti Soc. 
Toscana Scienze Nat. voi. 8 pag. 166-67). 

575 Trabucco G. Risposta ad alcune osser- 
vazioni alla nota « L' Isola di Lampedusa » studio 
geo-paleontologico. (Roma. Boll. Soc. Geol. Ital. 
fase. 2 Estr. di pag. 7 in 8.») 

576 Traverso S. Note sulla tettonica del si- 
luriano in Sardegna. (Genova Soc. Ligustica di 
scienze Naturali Voi. III. S. III. pag. 30 in 8.») 

577 Traverso S. Cenni preliminari sulla 
serie di rocce antiche in Val d' Ossola. (Ibidem, 
anno 3 n. 2 pag. 95-108 in 8." Estr. di pag. 16). 

578 Verri A. I tufi vulcanici da costruzione 
della campagna di Roma. (Roma, Bollett. d. Soc. 
Geolog. Ital , fase. 1 Estr. di pag. 15 in 8.°) 

579 Viola C. Note preliminari sulla Regio- 
ne dei gabbri e delle serpentine nell'alta valle 
del Sinni in Basilicata. (Roma. Boll. R. Comitato 
Geol. d' Italia N. 2, pag. da 105-25 con una tav.) 

580 Verri A. Note sul territorio della Città 
della Pieve. (Perugia. Opusc. di 4 pag. in 4.° a 
2 colonne Estr. dal Giornale L' Umbria Agricola 
n. 2). 

581 Zoppi G. Carta idrografica del bacino dei 
fiumi Nera e Velino. (Roma. Voi. di pag. 113 in 
8.° con due tavole ed Atlante con una carta a 
colon e 43 tavole). 

{continua) 



S. BROai direttore respoiisaDile 



Siena Tip. e Lit.' Sordo-muti di L. Lazzeri 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 71 



Casa Tipografica Libraria Editrice Arcivescovile 

Ditta GIACOMO AGNELLI ■ Milano 

N. 490, Libreria, Via S. Margherita, 2 - Telefono N. 20 - Slabilimecto, Via Stella, 30 

Annunciamo con piacere la pubblicazione dell' opera dclT illustre Prof. Comm. GIUSEPPE 
MERZARIO, Deputato al Parlamento, intitolala : 

I Maestri Comaeini 

jSTOI^IA AI^TI^TICA DI MIDDB DUEGENTO ANNI (600-1800) 
Questa apera, aspettata e desiderata da molti che ne ebbero sentore, e si interessano e dilettano 
di fatti e di problemi rifereotesi alla storia delle Belle Arti e alle loro vicissitudini e trasformazioni 
nei vari secoli, divisa in due volumi, di circa 700 pagine ciascuno, formato in-8.°, con bella carta e tipi 
nitidi, dedicata a S. Ecc. Giuseppe Zanardelli, Presidente della Camera dei Deputati. 
Questa la sintesi di un lavoro, che è- frutto di lunghi studi, di pazienti investigazioni, e di molte- 
plici viaggi, che raccoglie e unifica molte notizie sparse di arti e di artisti, e presenta anche qualche lato di 
novità, di curiosità e di diletto. Attenendosi strettamente al suo tema l'illustre autore non trascorse 
a nessuna discussione politica o religiosa : e si astenne dalle illustrazioni, che iu cosi Inngo corso 
di secoli, varietà di scuole, e moltitudine di monumenti o ancor vivi o minati avrebbero dovuto es- 
sere troppo numerose, se appena proporzionate alla vastità dell' argomento. 

L'opera è in due volumi, corredata da un copioso Sommario, da una. carta geografica del terri- 
torio artistico comacino. e da un Indice delle persone e cose principali ; fu messa in commercio al 
prezzo di LIRE DODICI (pesa Kg. 2, 700 circa). 

Recentissime pubblicazioni : 

ADOLFO GUÈRIN, Note di Storia per gli allievi della classe IV e V. Due bellissimi opuscoli 
jn-16 di pagine 48 illustrati. Cent. 35 cadauno. 

Questo non è un testo di storia né un vero sunto : un sunto può essere più dannoso che utile, 
se gli allievi lo studiano pappagallescamente, mentre per ritenere la spiegazione, quando è stata fatta 
bene, basta 1' indicazione dei nomi e dei fatti principali. Queste indicazioni, che non sempre si ha 
tempo di dettare e di correggere, le ho raccolte in cento note, più brevi delle lezioni che si sogliono 
assegnare giornalmente. E un libriccino che vorrebbe essere utile, senza la pretesa di piacere, e non 
è illustrato per ornamento, ma perchè le figure, come tutto ciò che colpisce direttamente i sensi, sono 
di aiuto efficacissimo alla memoria. Adolfo Guèrin 

La lingua tedesca esposta nelle sue più necessarie teorie da G. BRANCA, 2.^ ediz. rive- 
duta, ampliata ed arricchita con 1' aggiunta d" un Corso d' esercizi dal Cav. Gio. Mazzucchelli, 
professore di lingue straniere in vari istituti pubblici e privati. Bel voi. in-16 di pag 260 L. 2 — leg. 
in tela-oro L. 3. 

Nuovo corso di esercizi di traduzione dall' italiano in tedesco, coli" aggiunta di lettere 
commerciali, esercizi di conversazione e di lettura ad uso degli istituti tecnici del Regno, per cura 
del Cav. GIOVANNI MAZZUCCHELLI, professore di lingue straniere in vari istituti pubblici e pri- 
vati. Bel volume in-16 di pagine 180 L. 1,25. Legato in tela-oro L. 2,25. 

Carta geografica del territorio artistico Comacino. Recentissima edizione colorata. 
Misura cent. 50 per 63. L. 1. 

FELICITA MORANDl e EDVIGE SALVI. La Giovinetta studiosa. Libro di lettura per la 
IV e V classe elementare, secondo i recenti Programmi governativi. Bel volume in-16 illustrato di 
160 pagine L. 1, Legato in tela-oro L. 2. 

Prof. E. PAROLI. Umberto. Sillabario e letture per la I.»' classe o sezione delle scuole maschili, 
femminili o miste, urbane o rurali. Bel volume in-16 di pagine 64 illustrato. Cent. 15. 

A GIORNI SARANNO PRONTE LE RISTAMPE SEGUENTI : 

GELMETTI L. e RIZZINI G. Esempi e precetti di composizione italiana per gli 
alunni delle scuole tecniche e magistrali, approvato dai Consigli Scolustici Provinciali di Milano, Ber- 
gamo, Como ed altri ; 3.^ ediz. riveduta ed ampliata. Bel voi. in-16 di pag. 480 circa L. 2,50. (pesa 
gr. 380). 

BANFI G. Antologia per le giovinette che frequentano le scuole elementari maggiori, nor- 
mali ecc. , divisa in quattro parli : Dio e Religione, 1' Universo e 1' Uomo, Patria e Famiglia, Varietà, 
secondo i nuovi Programmi governativi ; 4.^ edizione accresciuta, riveduta, corretta e riordinata dal 
Prof. Cav. P. FoRNARi. Bel voi. in-16 di pagine 450 circa L. 2, 25 (pesa gr. 350). 



72 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



FERROCHINA-BISLERI 

Liquore Stomatico Ricostituente Sovrano 



VOLETE DIGERIR BENE?? 



DI 




VOLETE LA SALUTE?! 



ACQUA 



DI 



Ili- 

da celebrità mediche 
riconosciuta e dichiarata 



La Regina delle ACQUE da TAVOLA 



F. Bisleri 

CONCESSIONARIO 
MILANO 




iv£iij.«ft.3sro 



ESPOSIZIONE MONDIALE COLOMBIANA 



Chicago, 26/S/93. 

Il sottoscritto è lieto di dichiarare che l'ACQUA di 

NOCERA (Umbra) è una ottima acqua, ottima per il 

sapore assai gradevole, ottima per il contenuto in acido 

cari onice. È un'acqua veramente raccomandabile per 

la e per l'uso comune. 

Dott. Otto N. Witt 

Prof, di Chimica Tecnologica al Politecnico di Berlino 

Visto il R. Commissario Gerente 

UNGARO 



Preg. Sig. F. Bisleri 



Milano 16/11/92. 

Sulle mosse per recarrai a Roma, non voglio lasciar 
Milano senza mandarle una parola d'encomio pel suo 
FERRO-CHINA liquore eccellente dal quale ebbi buo- 
nissimi risultati. — Egli é veramente un buon tonico, 
un buon ricostituente nelle anemie, nelle debolezze ner- 
vose, corregge molto bene l'inerzia del ventricolo nelle 
digestioni stentate ed infine lo trovai giovevolissimo 
nelle convalescenze da lunghe malattie in ispecial mo- 
do di febbri periodiche. 

Dott. Saglione Comra. Qarlo 
Medico di S. M. il Re 




BOLLETTINO DEL NATURALISTA COLLETTORE ALLEVATORE COLTIVATORE i^ Moein' 

Anno XIV x ^^ ^^^^^^'^ 

> SUPPLEMENTO MENSILE 

Afo p: 1894 

ALu RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 

Abbonamento alla Kivista e Bollettino (24 fascicoli) L. 5 — Al solo Bollettino (12 fascicoli) L. 3 all'anno 

SOMMARIO 

COMUNICAZIONI. Nobili G. La Fragaria indica Andr. e T Erigeron subulatum Michx, in Pie- 
monte. — D. L. M. Ricerche sulla migrazione dei pesci. — Piazza C Considerazione sugli er- 
bari. — Grillo N. L'audizione colorata. — Bastogi G. Telphusa fluviatilis. — Fabani C. 
Facilità negli uccelli di imitare altri suoni. — G. M. Ragno coraggioso. — Costituzione chimica 
della membrana nei funghi. Da pao'. 57. a pag. Gì. 

NOTIZIE DI CACCIA E NOTE ZOOLOGICHE. Da Rovereto. A. B. — Da Bologna. Simoni. — 
Delfini nella laguna Veneta. Ceresole. — Interessanti catture di uccelli. Brogi. Pag. 61. 

Notiziario Pag. 62. — Nomine, promozioni, onorificenze, premi Pag. 63. — Ri- 
chieste, offerte e domande di cambi Pag. 63 — Annunzio bibliografico. 

COMUNICAZIONI - PROPOSTE - DOMANDE - RISPOSTE 

In questa rubrica gli abbonati hanno diritto a inserzioni gratis per ogni numero, per scambiarsi noli-zie. schia- 
rimenti, informazioni, consigli, questioni da risolvere ecc. 

La Fragaria indica Andr. e 1' Erigeron subulatum Michx in Piemonte. Erboriz- 
zando nel Maggio 1892 al Lago Maggiore, mi accadde di trovare la Fragaria indica Andr. e V Eri- 
geron subulatum Michx. piante non originarie della nostra flora, ma di cui la prima è notata nel 
Compendio della Flora Italiana di Cesati, Gibelli e Passerini, come inselvatichita in Italia. 

ha, Fragaria indica Andr. è originaria dell'India. I suoi frutti sono insipidi, subglobosi, rossi, 
i fiori gialli, il calicetto ha foglioline espanse. Neil' aspetto generale, eccettochè per \^ foglie ri- 
corda la Polentina re^ptans. La sua comparsa nella nostra flora mi è difficile spiegarla. Forse pro- 
viene da culture; ma né i suoi frutti non eduli, né l'eleganza poco spiccata della pianta, parmi pos- 
sano essere oggetto di coltivazione. La vidi però coltivata ad Omegna sul Lago d'Orta, come bordure 
di grandi vasi in cui trovasi 1' Evonymus japonica, ove i suoi lunghi stoloni fogliati e decombenti, 
servivano a ricoprire le pareti esterne del vaso. 

Questa specie è comunissima in tutta la regione del Lago Maggiore. La trovai a Stresa! Pal- 
lanza! Ghiffa (Rossi!) La trovai pure presso il Lago d'Orta a Crusinallo! Nei dintorni di Torino é 
comunissima, ed è impossibile erborizzare i boschi un poco aprici senza trovarla. [Ivrea? (Giglio-Toss)]. 
L' Erigeron subulatum Michx è diffuso nelle parti più calde del Lago Maggiore. Ricorda pei 
fiori \e Bellis.Yxx introdotta come bordure nei giardini, e poi si è abbondantemente inselvatichita 
lungo i muri aprici. Fu trovata alle Isole Borromeo (Chiovenda! 1891), a GhifFa lungo la strada prò-- 
vinciale! 

E originaria dell' America settentrionale. Prospera benissimo in queste località, e credo che già 
fin d' ora si possa considerarla come specie nostra. 

Non r ho finora ritrovata in altri luoghi del Piemonte, e non credo che si possa ritrovare al- 
trove, perchè abbisogna di clima caldo, quale appunto può fornirlo il Lago Maggiore in Piemonte. 
Torino 24 Aprile 1891. Giuseppe Nobili 

Ricerche sulla migrazione dei pesci. La migrazione dei pesci è argomento di tale im- 
portanza cosi per la pesca clie per la piscicultura, che ogni notizia che ad essa si riferisca, è 
degna di nota. 

Dai giornali inglesi si ha notizia — e fu riportata anche in qualche giornale politico italiano — 
che la Commissione della pesca in Scozia ha iniziato sino dall' anno 1892 un esperimento su vasta 
scala per studiare la migrazione dei pesci. Istituì per ciò un servizio di pesca speciale per avere 
vivi i pesci. A ciascun pesce preso, viene attaccalo un anello recante un numero d' ordine progres- 
sivo e poi si rigetta il jiesce in mare. Una circolare inviata su tutte le coste invita i pescatori 



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anticamente dai musici Canone; di modo clie i secondi possono facilmente entrare in accompagna- 
mento ed essere concertati dopo differenti battute ed anche quarti d' aspetto. 

Né credasi che simili concerti sieno contrarli alla natura degli uccelli. Nello stato libero, 
molte fra le loro specie, hanno T abitudine di congregarsi e 11 mettersi ad emettere le loro voci, 
come concerti. L' armonia, almeno come noi l' intendiamo, non è forse la prima delle qualità che 
vien riflessa da tal cinguettio, ma chi potrà segnare le regole di loro musica? chi indicarci le 
qualità del loro gusto e della loro estetica? Vorrei che alcuno dei lettori si trovasse qualche volta 
sul far della sera vicino alle piantagioni di salici di platani o di pioppi. — Una voce incomincia 
la musica, altre la seguono e quindi tutte assieme si confondono, quale in tono di basso e quale 
di alto; 1' una coli' accento di richiamo, le altre coli' accento d'ira o d' amore ecc. Ma la primiera 
voce si alza di nuovo tutte sovrastando le altre con qualche acuto accento, ed allora come al moto 
della bacchetta del maestro che dà il segno convenzionale della fine d' un pezzo di musica, tutte 
quelle voci zittiscono di botto, cessa lo strano stormire per ricominciare poco appresso dietro l'in- 
vito della nota musicale. Forse, in loro stile, dal valthzer si passa alla polka e da questa alla 
marcia. ol al galoppo ! Ripeto, non c'è da farne meraviglie se il nostro orecchio non trova in 
quell'accozzamento di voci neppur un raggio dell'arte del sentimento.... Stanley, il dottor Peters, 
Livingstone ed altri viaggiatori dell'Africa tenebrosa, non avranno trovato maggior armonia e 
dolcezza nei concerti di quegli indigeni selvaggi, di quelle tribù di nani. E forse qualche passero 
sul tetto di una casa facendosi attento uditore di un concerto di musica cittadina fatto su qualche 
piazza, di un concerto corale fatto nel teatro nelle cui mura ha posto il nido, crollerà il capo 
e via sen fuggirà biasimandone la discordanza e stimando il tutto un vero frastuono da pazzi. 
Nulla vi è d' assoluto nel creato e per conseguenza anche il sentimento e lo stile musicale hanno 
una buona dose di relatività fra gli esseri. 

Anche gli storni [stiirnus vulgaris) nei macchioni posti in mezzo agli stagni, o sul margine 
dei boschi, sulla sera appena là si son posati, e la mattina avanti di volarsene, tengono i loro con- 
certi, tutti fischiando nel medesimo tempo ed in vario tono. Il dott. Brehm dice che cosi pure fanno 
i pappagalli ed in ispecial modo la specie del parrocchetto del collare. Il Bates, che tanto illustrò, 
per le sue ricerche, le regioni intertropicali d' America, racconta come spesso in quelle folte foreste 
i Tucani si riuniscano e formino coro, e che uno di questi posando pili in alto diriga 1' assordante 
musica. 

Sul finire dell' estate si riuniscono, pure per lo stesso fine, in gran turbe presso qualche ru- 
scello i cardellini, i verdoni, i verzellini, i lucarini cogli zigoli o colle passere mattugie. Sono a 
tutti noti gli striduli cori delle oche e delle anitre. 

Nelle alte regioni dell' aria sul levare e sul cader del sole, gruppi di centinaia di rondoni al- 
pini, emettono tutti nel medesimo tempo striduli accenti ; i rondoni comuni sul mezzodì rapidi vo- 
lando, a più decine uniti, attorno alle torri ed ai campanili emettono acute grida e le rondini 
poggiate sull'arido ramo di qualche noce, mischiano, intrecciano, amalgano le flebili loro note. 
[continua) Fabani Carlo 

Ragno coraggioso. Nella scorsa estate, mentre cercavo insetti, osservai fra l'erbe d'un prato 
un' ape (Apis mellifica) che rotava intorno a se stessa stando sospesa ad un filo della tela di un 
ragno. 

Quando l'ape cessò di rotare, scorsi, con mia sorpresa, un piccolo ragno sopra l'addome dell'ape. 
11 ragno aveva aggredito l'ape, molto più grande ed armata meglio di lui, in un punto in cui 
invano essa avrebbe cercato di dardeggiarlo col suo velenifero aculeo. 

Con mio dispiacere non mi fu possibile osservare come finì questa curiosa scena, ma è certo 
che r ape dovè soccombere. 

Genova, 1894. G. M. 

Costituzione chimica della membrana nei funghi. L' analisi microchimica dimostra 
nei funghi 1' esistenza di una membrana di costituzione chimica molto complessa che contrasta 
colla semplicità della loro struttura; così i termini di fungina (Braconnot), di metacellulosa 



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(Fremy), di Pilzcellulose (de Bary) che implicano 1' esistenza di una sola sostanza nella membrana, 
sono inaccettabili. 

Inoltre la cellulosa, la cui esistenza è così costante negli altri vegetali, manca sovente nei 
funghi, e quando esiste essa ha in generale dei caratteri differenti dalle proprietà abituali; inso- 
lubilità nel reattivo di Schweizer, inerzia nei reattivi jodati. 

È la callosia che rappresenta la sostanza fondamentale sopratutto negli Ascomiceti e quasi 
tutti i licheni del raojceliam e siccome le sue reazioni coloranti sono speciali, essa permette di 
distinguere le menome traccia di vegetazioni parassite, quando in assenza di fruttificazioni, restano 
dei dubbi sulla natura parassitaria di certo affezioni. {Riv. scient. md) 



NOTIZIE DI CACCIA E NOTE ZOOLOGICHE 



Da Rovereto (Trentino). Il 18 corrente alle 2 pom. proveniente dal me^^ocZi, arrivò nelle 
acque stagnanti, località detta alle Nogarolle presso Mezzolombardo, uno splendido cigno selvatico 
(Cygnus musicus). Tre cacciatori gli spararono contro 6 fucilate, ma invano, che il Cigno si alzò 
ed andò a posarsi sulle ghiaia del Noce in luogo detto il Parco; ma inseguito da uno de' cacciatori 
venne ferito di fianco, non tanto però che non potesse gettarsi nel torrente Noce, ove rimase fin 
verso le 5 pomeridiane. Lo vide colà un contadino il quale a colpi di bastone riuscì a finirlo. 

L' esemplare è di proprietà del signor Federigo Devigili negoziante di Mezzolombardo nella 
cui famiglia sarà conservato. È specie propria dei paesi settentrionali (Lapponia e Russia) ma vi- 
sita quasi ogni anno il sud d'Europa e specialmente la Valle del Pò da cui credo provenga anche 
questo esemplare. 

Rovereto, 27 Aprile 1894. A. B. 

Da Bologna. 11 2 aprile e. a. fu ucciso nelle valli presso Moiinella (provincia di Bologna) 
un bellissimo Circus pallidus , o Circus Swansonii , o Alhanella pallida, uccello per noi assai 
raro] l'esemplare, che ora Jio nella mia collezione ornitologica (piccola invero), è bellissimo; mi- 
sura dal becc(> alla estremità della coda 42 centim. e da una punta all' altra delle ali aperte 86 
centim. Nessun cacciatore ricorda di avere vista questa specie nelle nostre paludi. 

Dott L. SlMONI 

Delfìni nella laguna Veneta. Negli ultimi giorni del mese di Aprile, furono visti, anche 
da molti popolani, alcuni delfini nel Bacino di S. Marco, e nel Canale della Giudecca. Pare che siano 
entrati per il porto del Lido, e che, dopo essersi ben pasciuti di pesce della laguna, se ne sieno 
partiti per lo stesso porto. 

Erano assai anni che non si vedevano di tali cetacei nella nostra laguna. 

Giulio Ceresole 

Interessanti catture di uccelli. Eudromias marinella Breh.m. o Piviere tortolino: ne ho 
ricevuto uno preso nel Leccese il 4 Aprile, ed inviatomi dal Sig. Raffaello Tarantini, dal quale ho 
avuto pure una Monticala saxatilis Boie, o Codirissone (^ bellissimo in abito di amore, ed una 
Coracias garrula Lin. o Ghiandaia marina, pure uccisi nel Leccese nel mese di Aprile. Nella se- 
conda metà di Aprile ho ricevuti molti Plegadis falcinellus Kaup. o Galline giudee e molte Nycti- 
corax griseus Brehm. da diverse località della Toscana. Il 4 aprile ebbi una bella beccaccia di mare 
Haemanthopus ostralegus Lin., ed una bella Egretta garzetta Bp. stati uccisi nel lago di Chiusi. 
Un beli' esemplare albino della Merula nigra. Merlo, mi fu donato dal Sig. Luca Quadri di San 
Casciano dei Bagni ed era stato preso in quei dintorni. 

Siena, Aprile 1894. S. Brogi 



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NOTIZIARIO 



-~Oyvj^Q— ~ 



Ripopolamento delle acque e legge sulla pesca. La quasi nessuna osservanza delle 
leggi che regolano la pesca in Italia, ha recato un immenso danno all'Italia stessa, rendendo spo- 
polate le sue acque. Il governo si dà premura per procurarne il ripopolamento ed anche recente- 
mente sono stati immessi per cura del Ministero di agricoltura, 70 mila avanotti di trote nel lago 
di Idro, 100 mila in quello d'Iseo e 25 mila nel fiume Simbrivio; 500 mila avanotti di coregoni 
nel Iago di Como ed 80 mila in quello di Bolsena, nonché una grande quantità di anguille nel 
lago maggiore; ma tutto ciò rimane quasi inutile se la legge sulla pesca non viene né osservata, 
né fatta rispettare. 

Per norma adunque di coloro che non vogliono incorrere nelle forti pene stabilite dal codice 
per i contravventori e come svegliarino a chi spetta di fare osservare la legge, rammentiamo i 
seguenti articoli : 

Estratto dalla Legge sulla pesca 4 Mar 20 1877, n. 3706. 

Art. 5. È proibita la pesca con la dinamite e con altre materie esplodenti ed è vietato di get- 
tare od infondere nelle acque materie atte ad intorpidire, stordire od uccidere i pesci e gli altri 
animali acquatici. È pure vietata la raccolta degli animali così storditi od uccisi. 

Per le materie atte ad intorpidire, stordire ed uccidere i pesci, si intendono compresi anche 
il cocco di levante, la noce vomica, la morfina, la calce, la fuliggine, il fosforo e fra le ma- 
terie esplodenti, la dinamite e la polvere pirica. 

Art. 6. È vietato di collocare attraverso i fiumi, torrenti, canali ed altri corsi di acque dolci, 
apparecchi fissi mobili di pesca, che possano impedire del tutto il passaggio del pesce. 
Estratto dal Regolamento 15 Maggio 1884, n. 2449. 

Art. 7. È vietato prosciugare, divergere, ed occupare con opere stabili i corsi e bacini d'acqua 
allo scopo di agevolare la pesca; è pure vietato, pescando, di smuovere il fondo delle acque ed 
estirpare le erbe e le radici bagnate da esse.... 

Art. 8. Nessuna rete fissa od altro artificio di pesca che posi sul fondo potrà essere teso negli 
alvei dei fiumi, torrenti, rivi, canali.... 

Art. 9. È vietato occupare con reti, siepi, bertovelli e qualsiasi altro apparecchio fisso mo- 
bile da pesca, più della metà della larghezza dei corsi d' acqua, misurata ad angolo retto dalla riva.... 

Art. II. È vietato di pescare con ogni sorta di reti a strascico con sacco e tirate da terra 
da barche 'fisse, che necessariamente sconvolgono il fondo delle acque... 

Art. 12. È vietata la pesca con la tirlindana nelle epoche rispettivamente fissate dall'art. 15 
del presente regolamento per le Trote, Carpioni, Pesce Persico.... 

Art. 13. È vietata tanto la detenzione quanto la vendita delle cartucce di dinamite fabbricate 
per la pesca. 

Art. 15. Sono vietati la pesca ed il commercio dei pesci freschi delle seguenti specie; Trota 
di lago, Carpione., Trota di fiume dal 15 Ottobre al 15 Gennaio; Temolo dal 15 Febbraio al 15 
Aprile; Pesce Persico in Maggio; Tinca, Carpa Reina in Giugno; Aiosa, Cheppia, Agone dal 
15 Maggio al 15 Giugno; Gaynheri dal i Novembre al 31 Marzo. 

Art. 19. Le lunghezze minime totali che i pesci devono avere raggiunte perchè ne sia per- 
messa la vendita e la pesca sono : Anguilla., centimetri 40, Trota di lago Carpione., centimetri 
30, Trota di fiume. Temolo, Tinca, Persico., centimetri 15, Aiosa. Carpa Reina e Cheppia., cen- 
timetri 10; tutti gli altri centimetri 5. 

Caso di rabbia a lunga incubazione. Leggesi in uno degli ultimi fascicoli degli Ann. 
di 7ned. vef. che un uomo morsicato da un cane, nel quale 1' esistenza della rabbia venne dimo- 
strata, fu curato col metodo Pasteur e che l' infelice mori di rabbia classica ed autentica dopo una 
incubazione di 27 mesi. 

Concorso. Il Collegio degli Zoojatri in Roma ha aperto un concorso per una memoria sul 



63 



tema: Pregi, difetti e miglioramenti della varietà bovina romana. Le memorie dovranno essere pre- 
sentate al detto Collegio, presso il Comizio agrario di Roma, non piti tardi del 15 Ottobre p. f. Pre- 
mio L. 200, medaglia, e stampa della memoria a speso del Collegio. 

Concorsi aperti presso il B. Istituto Lombardo : Fondazione Gagnola. — Temi 
pel 1894 : I. « Studio sui climi terrestri durante V epoca glaciale quaternaria, e sulle cause che 
hanno contribuito a modificarli. » 

Scadenza 30 aprile 1894. Premio L. 2500 e una medaglia d'oro del valore di L. 500. 

II. « Esporre criticamente lo stato attuale degli studi sul sistema nervoso dei celenterati cni- 
dari, aggiungendovi ricerche originali. » 

Scadenza 30 aprile 1894. Premio L. 250U e una medaglia d'oro del valore di L. 500. 

Temi pel 1895: I. « Descrizione delle piante fossili sino ad ora rinvenute nei vari terreni 
di Lombardia, corredata da tavole e diretta alla determinazione cronologica dei piani a cui esse 
appartengono. (Si intende che il lavoro sia esteso anche a quella parte dell'Appennino, che è com- 
presa nella provincia di Pavia ed al Canton Ticino). » 

Scadenza 30 aprile 1895. Premio L. 2500 e una medaglia d'oro del valore di L. 500. 

IL « Distribuzione dei pesci nelle acque lombarde, illustrata da carta cronologica. » 

Scadenza 80 aprile 1895. Premio di L. 2500 e una medaglia d' oro del valore di L. 500. 

Temi permanenit : « Una scoperta ben provata sulla cura della pellagra, o sulla natura dei 
miasmi e contagi, o sulla direzione dei palloni volanti, o sui modi d' impedire la contraffazione 
d' uno scritto. » 

Scadenza 31 dicembre 1894 Premio L. 2500 e una medaglia d'oro del valore di L. 500. 

Fondazione Kramer. — Tema pel i89o: « Riassumere e discutere i lavori di Hirn e della 
sua scuola e quelli di Zeuner sulle macchine a vapore e dedurre dal fatto esame un sistema di 
principi e di formolo, le quali, applicate alle calcolazioni pratiche relative a queste macchine, of- 
frano la maggiore possibile approssimazione coi risultati dell' esperienza. » ' 

Scadenza 31 dicembre 1895. Premio L. 4000. 

Fondazione Tomasoni. — ■ Pel 1896 : « Storia della vita e delle opere di Leonardo da Vinci, 
mettendo in luce i suoi precetti sul metodo sperimentale ed unendovi il progetto d' una pubblica- 
zione nazionale delle sue opere edite ed inedite. » 

Scadenza 1° maggio 1896. Premio L. 5000. 

NOMINE, PROMOZIONI, ONORIFICENZE, PREMI 

Bizzozero prof. Giulio e Ricchiardi prof. Sebastiano sono stati nominati grandi uf- 
fiziali dell' ordine della Corona d' Italia. 



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ferte saranno numerose, tanto maggiore sarà l'utile reciproco che ne ritrarranno gli abbonati stessi. 

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mine, promozioni ecc. , gli studi speciali ai quali si dedicano, nonché se tengono collezioni e se 
desiderano far cambi. 

Questo periodico è assai diffuso anche all'estero, per cui un annunzio posto in questa rubrica, 
anche una volta all' anno, servirà a mettere gli abbonati in relazione con i colleghi d' Italia e 
delle altre nazioni, specialmente Europee. 

72 Silvio Luzzatti, S. IMarco, N. 998 Venezia si occupa di ogni ramo di entomologia, ma 
specialmente di coleotteri e di lepidotteri e desidera far cambi. Otfre, fra altro, varii esemplari di 
Aro7nia tnoschata, di Cicindele ecc. contro coleotteri classificati e perfettamente conservati. 

73 Carlo Piazza, fuori porta D' Azeglio 362 Bologna dispone d' una certa quantità di Otio- 



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rhynchus caudatiis, Omophlus ruqosicolUs, Bilus fiigax, Melolontha hippocastanij che desidera cam- 
biare contro « Staphylinide » di qualunque genere. 

74 G. Mariterò, Via Calata, 9, Genova offre buoni esemplari di Chalcis minuta, Biorhi:sa 
terminalis, Lagynodiis rufus e Aì-nasis laeta. Desidera in cambio Imenotteri italiani; Mallofagi e 
Pediculini ben determinati. 

75 Sigismondo Brogi, Via Baldassarre Peruzzi 28 Siena desidera acquistare anche in quan- 
tità Sterna minuta (Monachina o Fraticello di mare) tanto fresche in carne, che già poste in pelle. 

76 II sig. Hugo Roffesberg di Podhragy, Post Prasiez, Ungheria, spedisce gratis e 
franco il suo catalogo di coleotteri, con i prezzi molto ribassati. 

77 Le 3." Congrés scientifìque International des Catholiques, se tiendra en 1894 a Bruxelles 
du Mardi 4 Septembre au Samedi 8 Septembre. Pour tous renseignements s' adresser au secretariat, 
13 rue de la Laie à Louvain (Belgique). 

78 Sono in vendita due copie dell' opera : C. Massalongo. Le Galle nella Flora Italica. 
Pag. 301 con XL tavole. Prezzo L. 20 ciascuna copia. 

79 II prof. G. A. Mamini di Urbino vorrebbe acquistare una Draga per molluschi sistema 
Ball, nuova od usata, ma in buono stato. 

80 Aminta Malpeli, via Giacomo Tommasini 36 Parma, fa ricerca di due Ottarde maschio 
e femmina, o di uova atte all'incubazione. 

81 M. Gaston Dupuy, à Nouméa (Nouvelle-Caledonie), désirerait trouver un corres- 
pondant sérieux qui voudrait bien se charger de la description d' une trentaine d' espèces nouvelles 
de coquilles terrestres et tluviales de cette colonie. 

82 M. Guérin, 23, quai Sud, Macon, éch. insoctes de tous ordres, lépidopt. contre lépi- 
dopt., dipt. contre dipt., hymén contre byrnén, orthopt. contre orthopt. et névropt. contre névropt. 
Env. oliata. 

83 M. Victor Achard, à Aix (B -du-Rh.), informe ses collègues en entomologie qui se 
rendront à Aix pour y chasser pendant la saison, qu'il se mettra volentiers à leur disposition pour 
les accompagner dans leurs excursions. Le prevenir quelques jours à 1' avance. Il désire éch. des 
coléoptères. 

84 M. A. Buchet, av. Founcauda, Nice, devant recevoir des envois de col. de 1" Indo- 
Chine, désire connaitre eutomol. pour les déterminer. 

LIBRAIRIE J.-B. BAILLIÈRE ET FILS 

19, rue Hautefeuille (près du boulevard Saint-Germainj, à Paris 



La Terre avant 1' apparition de 1' Homme, périodes géologiques, faunes et flores fos- 
sile?, geologie regionale de la France, par F. Priem. 1 voi. gr. in-8 de 760 pages à 2 colonnes, il- 
lustre de 700 fìgures 12 fr. 

La rédaction de ce nouTeau volume de la sèrie des 2Ierveilles de la Nature de Brfhm a été 
confìée à M. Fernand Priem, professeur au lycée Henri IV, déjà connu du grand public par le beau 
livre qu' il a publié 1' année dernière, dans la meme collection, sous le titre de La Terre, Les 
Mers et les Coniinents. Dans ce premier ouvrage, 1' auteur étudiait notre planate dans son état 
actuel, il passai t en revue les divers phénomènes dont la Terre est aujourd' hui le théàtre, il s' oc- 
cupait des minéraux et des roches, en indiquait les principales applications, et étudiait la distri- 
bution géographique des organismes animaux et végétaux. ^Nlais notre globe a subi de nombreux 
changements dans le cours des périodes géologiques. L' étude de ces transformations si intéressantes 
est r objet du nouveau livre qu'il public aujourd' hui sous le titre de La Terre avant V appari- 
tion de V Homme. Dans ce nouveau volume, ÌNI. Priem, fait connaitre la distribution des terres et 
des mers pendant les diverses périodes géologiques: il s' occupo particulièrement de l' étude des 
faunes et des tìores d' autrefois, en faisant ressortir les liens qui les rattachent aux faunes et aux 
flores acLuelles II a cherché à exposer d' une manière attrayante la geologie de toutes les régions 
du globe. Dans une sène de chapitres qui complètent 1' ouvrage et qui n' en forment pas la partie 
la moins intéressante, 1' auteur s' est attaché à 1' étude détaillée de notre sol, tra(^ant ainsi une 
esquisse de la geologie regionale de la France, que Fon trouverait diflìcilement ailieurs. 

L' ouvrage est au courant des travaux les plus récents des géologues et des palèontologistes. 
De trés nombreuses fìgures 1' accompagnent: reprèsentations de fossiles, coupes géologiques, vues 
pittoresques, etc. En tout, ce volume est digne de prendre place dans la collection des Merveilles 
de la Nature, de Brkhm, si apprécié du grand public. 

Le livre est écrit très clairement; la lecture en sera facile aux personnes le moins familia- 
risées avec les études scientifiques. D' ailieurs le volume, parfaitement illustre, est bien supérieur 
aux ouvrages de vulgarisation déjà publiés en France. 

On peut recevoir une livraison specimen de 32 'pages contre t ejìvoi de trois timbrcs-poste 
de quinze centirnes. 



S. BE06I direttore reSDOaSaMle Siena Tip. e ut. Sordo-mutl di L. Lazzeri 



Anno XIV N.» 6 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI i.° Giugno 1894 

SOMMARIO 
Terrenzi Giuseppe. Sopra un acaro (Argas reflexus Latr.) trovato per la prima volta in 
Italia, parassita suU' uomo. Pag. 72. 
Comunicazioni. Pag. 76. 
Rivista bibliografica. Da pag. 77. a pag. 80. 

SOPRA UN ACARO (Argas reflexus Latr.) 

trovato per la prima volta, in Italia, parassita sul!' uomo. 



» ac< o ooH C > c < ■■ 



Zecca od acaro sono due nomi ai quali si collega un certo senso di malessere e disgusto, poiché 
ci fanno subito pensare alla sanguinaria e ributtante zecca che, vivendo tra 1' erbe ed i cespugli, 
dopo essersi attaccata agli abiti del viandante, va a collocarsi sulla pelle di esso, affondandovi la 
sua proboscide per succhiarne il sangue, oppure al microscopico acaro della scabbia, che prendendo 
sua stanza in quelle parti del corpo, ove l'epidermide è più sottile, vi si nasconde, scavandovi gal- 
lerie, che, simili a rilievi lineiforrai, danno luogo ad una delle più schifose malattie della pelle. 
Pur tuttavia al pari degli insetti anco quest'ordine di aracnidi offrono un vasto campo all'osserva- 
zione del naturalista, e il loro studio sommamente e' interessa, non solo sotto il punto di vista zoo- 
logico e dell' igiene, ma ancora perchè gli acari ci somministrano forse uno splendido esempio della 
notevole metamorfosi retrograda, prodotta dall' inerzia delle forze e delle facoltà naturali. 

Coloro che si sono occupati della storia del regno animale, ben sanno come gli esseri inferiori 
abbiano fornito maggiori argomenti alle recenti investigazioni dei zoologi. Pur tuttavia, in questa 
ampia cerchia di osservazioni e di studi, molto ancora rimane a fare, specie in Italia per gli acari, 
non ostante le pubblicazioni del Bianconi, Targioni Tozzetti, Canestrini, Fanzago, Berlese, Vizioli, 
Rovelli, Grassi, Orsolato, Briosi, Roster, Sicher, Batelli etc. 

Credo pertanto che qualunque notizia, la quale allarghi le nostre cognizioni sulle loro abitu- 
dini e sulla loro distribuzione geografica, non potrà che riescire gradita ai dotti naturalisti. E con 
tale convinzione ho scritto la presente nota. 

* * 

Compreso nella famiglia delle Zecche (Ixodidae) vi ha un gruppo speciale_di acari, composto di 
poche specie (1) che per la loro conformazione si discostano e si distinguono essenzialmente da tutti 
gli altri. ' 

Questo gruppo (per quanto mi sappia) è rappresentato in Italia ed in Europa da due sole specie, 
dall' Argas coniceps Canestrini, dall' Argas reùexus Latr etile. Quest'ultima specie, che forma l'ar- 
gomento del presente lavoro, vive nei colombai, nascosta nei crepacci del muro. La notte esce dal 
nascondiglio, si attacca ai giovani piccioni, a cui succhia il sangue, ed ai quali spesso cagiona la 
morte per spossamento. 

Da ciò il nome dato ad essa dall' Hermann di Rhtjnchoprion columbae. 

Mentre la zecca comune (Ixodes ricinus Latr.) era conosciuta sino dai tempi di Aristotele, il 
quale la distinse col nome di Kroton, e da Plinio che la chiamò Ricinus, la nostra specie era sfug- 



(1) Nella zoologie medicale et agricole par A. Railliet, prof, d'histoire naturelle à l' ecole vétéri- 
nalre d' Alfort. - Paris 1886 - si trovano indicate le seguenti specie di Argas : 

Argas marginatus. Latr. (parassita sui piccioni e suU' uomo). 

Argas Mauritanicus. Guer. (Trovato parassita sui polli dell' Isola Maurizio). 

Argas Persicus. Fisch. (Parassita dell' uomo in Persia). 

Argas Tholosani, Laboul. et Mégnin. = Argas coniceps Canestr. 

Argas Savigny. Awcf. | L'identità specifica di questi due Argas, trovati in Egitto, non è molto 

Argas Fischeri. Aicd. ' sicura. 

Argas Talaie. Guer. Megn. (Trovasi nell' America centrale, e produce sull' uomo punture assai 
dolorose). 

Argas Chinche. P. Gerv. (Trovasi in Colombia). 

Infine l' Argas Mégnini. Bugès che infesta i maiali, ed è assai pericoloso all'uomo, cagionando 
febbre e cefalalgia e, se la puntura è irritata, anche la cancrena. Trovasi nel Messico. 



74 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



gita air attenta e paziente osservazione degli antichi naturalisti. Difatti il merito di averla per la 
prima volta descritta viene attribuito al celebre entomologo Giovanni Cristiano Fabricius (il più 
illustre discepolo di Linneo) il quale nella sua entomologia sistematica parla di quest' acaro, che 
distingue col nome di Argas marginatus (Acarus). 

Ciò non pertanto giova notare che 1' Hermann, nella sua me'moire aptérologique, edita a Stra- 
sburgo nel 1808, esprime (secondo il Brehm) la sua meraviglia, perchè nessuno (?) faccia cenno di 
quest' acaro, dopo che suo padre, sino dal 1778, lo aveva riconosciuto, come parassita dei colombi m 
Italia ed in Francia. 

Distinta questa specie con vari nomi, credo non inutile richiamare alla mente i principali au- 
tori che ne parlano nelle loro opere. 

1794. Argas marginatus (Acarus) Fahricius — Syst. entom Tom. IV. pag. 427. (1) 
1796. Argas reflexus. Latreille. — Précis de charact. gen. des. Ins. pag. 178. 
1808. Riiynchoprion columbae. Hermann — Mèra, aptér. pag. 69. Tav. IV. fig. 10-11. 
1812. Argas Eev md.nm. Audouin. — An. des. se. nat. S. I. T. 25. pag. 413. 
1846. Argas miniatus. Koch. — C. M. A. Deutschl, fase. 39. f. 1. Uebersicht p. 12. 

Abita r Europa, e per la prima volta, in Italia, viene segnalato come parassita dell' uomo. Ed 
ecco in che modo avvenne la scoperta. 

Il 5 febbraio dell' anno corrente 1' egregio amico signor Andrea Lolli, che mi sa appassionato 
dilettante di zoologia, mi recava un acaro, pregandomi di volerlo studiare immediatamente. 

Mi raccontava inoltre come una egregia signora di sua conoscenza, vittima più volte nella notte 
di punture inesplicabili, era stata di nuovo durante il sonno offesa nella mano e nel piede, e sic- 
come i fenomeni che ne seguirono si presentavano sotto forma gravissima, desiderava sapere se 
causa di tanto malore, esser potesse l'animaletto in questione, da lei trovato, insieme ad altri, sul 
letto. 

Con un attento esame riconobbi essere un Argas, ed osservatolo al microscopio, nei suoi det- 
tagli, mi avvidi che si trattava appunto dell' Argas reflexus Latr., specie che sino ad ora era stata 
trovata, in Italia, parassita soltanto sui piccioni. Tale infatti apparisce dalle seguenti memorie di 
autori italiani a me noti, che parlano di quest' acaro. 

Contarini - Catalogo pag. 16 - Venezia e le sue lagune T. I. pag. 161. 

Bianconi G. Giuseppe - Rhynchoprion columbae Herm. od Argas reflexus Latr. - con tavole. 
Mem. Acc. Se. Bologna 1867 Ser. II. Tom, 7.° pag. 107-112. 

Canestrini e Fanzago - Acari italiani - Atti R. Ist. Ven. Serie 5.^ voi. IV. pag. 69-208 (ved. 
pag. 125) 1877. 

Canestrini F. - Prospetto dell' Acarofauna Italiana -con 4 tavole. Atti R. Ist. ven. Tom. VII. 
disp. 4-5. 

Berlese A. - Acari, myriapoda et scorpiones hucusque in Italia reperta. - Padova 1882. Ved. 
fase. 41-45. Agosto-Ottobre 1887. 

Al breve cenno bibliografico sull' acarofauna italiana, faccio seguire senz' altro la diagnosi del- 
l' Argas, tolta dalla citata opera del Berlese. 

Argas reflexus Latr. 

A. testaceus, pedibus ochraceis, dorso omnino escavato, derraate. rugoso, nec non patellarum se- 
riebus plurimis aucto. Ad 6 mm. long. 

Habitat in columbariis (in agro Veneto, Venetia et Fiorentino inventus) columbis potissimum 
infestus, diu non epulatus victitans, etiam sexennium, quod referunt Laboulbène et Megnin (2). 

Obs. Abdomen subovale ad quartos pedes latius, postice et antice rotundatum. Margo lateralis 
elevatum, et dorsum in medio valde excavatum. Margo totus striis trasversis rugosus, vix curtis- 



(l)-L' opera del Fabricius si compone di 7 volumi editi a Copenaghen tra il 1792 e il 1796. 
(2) Mém. sur 1' Argas de Perse. A pag. 201 si fa menzione dell' Argas marginatus Fabr. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 75 



Simo pilo hic et illic auctus. Ceterum derma valde rugulosum, nec non patellis plurimis series 
radiatim e dorsi centro divergente.?, sistentes. 

Pedurn coxae dermate longitudinali striato, ceteri abdorninis pars ventralis, dermate ut in dorso, 
nec non patellarurn seriebus 10-12 ex anali foramine orientibus. Maris genitale inter tertii paris 
cosas, foeminae sub rostro. Pedes ochracei, impili, color corporis testaoeus, sed intestinis fusco san- 
guineis, radiatim dispositis. variegatus. 

I caratteri osservati nei miei esemplari perfettamente concordano con la presente descrizione; 
soltanto mi parve di vedere, in alcuni individui, dei peli sparsi ai piedi. Gli Argas inoltre, nella 
maggior parte dei casi, avevano una lunghezza di 4 rnm. pochi giungevano a 6 mrn. ed uno sol- 
tanto superò i 7 mm. Noto infine che il colore dell'intero animale è più pallido di quello osservato 
nella citata opera del Berlese, al- quale non mancai d'inviare due esemplari, per essere completa- 
mente sicuro intorno all' esattezza della diagnosi. 

Alla mia comunicazione l'illustre professore così rispose: « L'acaro da lei speditomi è real- 
mente r Argas reflexus. 11 colorito è tutto piii pallido che non nei disegni miei, e ciò perchè questi 
furono fatti su esemplari in alcool: ma suU' identità della specie non cade dubbio ». 

Quando il Berlese pubblicò la sua opera, si era constatato la presenza di quest' acaro soltanto 
nella Venezia e nella Toscana. A queste debbesi aggiungere la provincia di Roma fTivolij e Narni, 
ove testé fu da me osservato non più. parassita sui piccioni, ma sull' uomo. 

Ed ora nasce spontanea la domanda, come mai 1' Argas reflexus si trovava in quella casa, la 
quale, è bene notarlo, è una delle più signorili abitazioni della nostra città? 

La presenza dell' Argas in quel luogo fu presto spiegata, quando seppi, in seguito ad accurate 
indagini, che la casa vicina (ì) la quale le sta a contatto, e forma coli' altra un solo corpo di fab- 
brica, aveva, molti anni indietro, una colombaia in una camera del piano superiore. Quantunque 
questo piano fosse rimesso a nuovo, e ridotto anche ad abitazione, pur tuttavia gli Argas, che sap- 
piamo parassiti dei piccioni, e che resistono lungamente al digiuno, non sospettati o meglio creduti 
innocui, hanno seguitato a dimorare in quel posto, spingendosi Ccostretti forse dal bisogno di cibo) 
nella casa v'icina, alla quale accedevano camminando pel muro esterno Cciò è stato anche recente- 
mente verificato) ed entrando dalla finestra di una camera destinata per dormire. Ivi hanno stabi- 
lito una nuova colonia. 

E che fossero creduti innocui lo spiega il fatto, che da molti anni, e più di una volta all' anno, 
furono trovati alla spicciolata in quella camera da letto, sui muri, sulle tende, sugli abiti, e talvolta 
sulle stesse cortine del letto, e mai furono perseguitati o distrutti, poiché gli abitanti della casa 
erano molto lontani dal pensare che quei piccoli animali, completamente immobili nel giorno, sotto 
le parvenze di una ben dissimulata innocuità, potessero nascondere tanta perfidia. Non ci voleva 
che sorprenderli in fallo, per mettere in sospetto gli offesi, ed incominciare per parte loro quella 
necessaria reazione, che o/ppa/rentemente, dopo due mesi di assidue ricerche, avrebbe alfine liberato 
la casa da cos'i incomodo animale (2j. 

Come abbiamo detto 1' Argas di Narni ci fornisce il primo esempio di parassitismo sull'uomo, 
segnalato in Italia, sicché credo indispensabile descrivere gli effetti della sua puntura, quali furono 
osservati nella signora in discorso. Trascureremo la puntura del piede, la quale produsse l'enfia- 
gione della gamba, tenendo conto soltanto di quella della mano. - Nella regione palmare, tra le due 
eminenze tenare ed ipotenare, apparve, dopo poche ore, sul luogo della puntura, una vescicola gial- 
lastra della grandezza di un fagiuolo, ed in pari tempo si manifestò, lungo il polso, sin verso la 



(Ij II proprietario di quella casa, Signor Valerio de Santis, mi dichiarava che piùdi una volta, 
insieme alla sua famiglia, ebbe a soffrire la puntura di quest' acaro. Però niuno di loro lo teme e 
lo perseguita, poiché mi soggiungeva, un poco di aceto applicato con delle pezzuole sul luogo della 
puntura, basta per calmare il prurito e far scomparire il gonfiore. 

(2j Giova notare che nei primi giorni si giunse perfino ad ucciderne venti, dei quali parecchi 
sul letto. A poco a poco la loro presenza si fece più rara ed ora, solo di tratto in tratto, ne appa- 
risce qualcuno. La camera durante la notte rimane ancora costantemente illuminata, e ciò perchè 
gli Argas sembra abbiano in orrore la luce. 



76 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



metà dell' avambraccio, una linfangioite. I vasi linfatici apparivano fortemente arrossati, duri al tatto, 
e la pelle soprastante si sentiva scabrosa. Durante la notte crebbe sempre l' intensità del dolore, e 
la mattina seguente si constatò che T infiammazione, anziché limitarsi, si era estesa; la linfangioite 
aveva oltrepassato la piega del gomito, e la vescicola sì era fatta 5 volte maggiore, assumendo una 
tinta di color bleu intensa. Con apposita medicatura l'infìaramazione andò gradatamente diminuendo e 
scomparve dopo 15 giorni, lasciando una cicatrice ancora visibilissima, e che rimarrà per molto tempo. 
Come si rileva dalla presente relazione (l) il nostro Argas, in questo caso, nulla ha da invi- 
diare ad un suo confratello che vive nella Persia. 

Geografi, viaggiatori e naturalisti ci dicono infatti come in Persia viva una zecca, distinta col 
nome di Argas Persicus Fisch. (2) la quale trovasi sulle pareti delle abitazioni e, simile per co- 
stumi alle cimici dei letti, assale di notte i dormienti, insidiosamente succhiandone il sangue sino 
ad esserne satolla. La loro ferita riesce sommamente dolorosa, e quantunque non sia vero che la 
puntura di questa zecca, la quale per quello che si dice a Miana aggredisce di preferenza i fore- 
stieri, possa produrre dopo 24 ore la morte, pur tuttavia pare accertato che intere popolazioni di 
villao-o-i, siano state costrette ad abbandonare le loro case, per sottrarsi ai tormenti di questi acari, 
distinti ancora col nome di cimici di Miana (3). 

(continua) Giuseppe Terrenzi 



(1) L' ebbi dal Dott. Nicolai, al quale 1' aveva richiesta. 

(2) Fischer. Mém. sur T Argas. Moscou 1823. 

(3) Vedi, Laboulbène et Mégnin. « ^Nlém. sur 1' Argas de Perse 



COIMUNIC ANIONI 

Stimatissimo Direttore, 

Mi pare che l'egregio ing. S. Mattel abbia frainteso ciò che io scrissi. Permetterà quindi che 
La preo"hi a pubblicare la seguente ultima dichiarazione per mettere le cose a posto. 

Che si possa essere o divenire una mente sublime senza una carta bollata e dorata che si 
chiama laurea o diploma, son piìi che persuaso ; che si possa essere un bel pezzo di somaro anche 
con fior di laurea è anche risaputo, ma che un ministro infranga una legge, ecco quello che non 
arrivo a capire ed è qui appunto ove stava il nodo della questione. 

Con un decreto reale con cui si permettano esami di abilitazione senza aver frequentati i 
corsi ref^-olari, senza aver pagate tasse etc. si viene a dichiarare libera e privilegiata una facoltà 
universitaria che, pari a tutte le altre in diritti, non la deve essere, fino a che non siano sosti- 
tuite altre leggi alle presenti. 

E questo per ciò che concerne la forma. 

Quanto poi alla sostanza faccio osservare (a chi già non lo sapesse) che i candidati all' abi- 
litazione, si presentano agli esami preparati su programmi ministeriali elementari, monchi ed oltre- 
modo facili in confronto di quelli svolti nelle Università e di più non danno, o per meglio dire 
non sono obbligati a dare, garanzia alcuna di aver frequentati laboratori, nei quali solo si possono 
studiare le scienze sperimentali. 

E dopo tutto ciò nei concorsi.... avviene quel che avviene!.... 

L' on. Rampoldi alla camera dei deputati, pochi giorni or sono, sostenne assai felicemente le 
ragioni di eguaglianza e di diritto — stante le cose come sono attualmente — di tutte le facoltà 
universitarie davanti alla legge, ed il ministro in risposta accennò in modo assai incerto a pros- 
sime radicali riforme nell' istruzione superiore. 

Veno-ano una buona volta queste riforme, le Università libere, gli esami di stato e quant'altro 

si desideri, ma la si finisca pure una buona volta da parte dei ministri, di far buchi piii o meno 

larghi alle leggi ch'essi per i primi dovrebbero rispettare!!... 

Con mille ringraziamenti. Suo devrao. 

Edoardo 1 riparati 
Pavia 10 ]Ma2:gio del 1894. Studente in Se Nat. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 77 



RIVISTA BIBLIOGRAFICA 

Pubblicazioni ricevute e per le quali ringraziamo i gentili autori od editori 

L'amministrazione s'incarica di procurare agli abbonati, senza aumento di prezzo, le pubblicazioni delle quali ò 
segnato il costo, ed anche le altre se possibile. 



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HUBNER P. Sammlung exotischer Schmetterlinge. L'opera classica sui Lepidotteri 
di 1. Hiibner continuata da Geyer e stata pubblicata in Germania in principio del nostro secolo, 
in poche copie, (Augsburg 1806-1818, con 664 tavole miniate, 3 voi. in 4.") si è ormai fatta tanto 
rara, che i pochissimi esemplari rimasti in commercio valgono oltre a 2000 franchi V uno. 

Il sig. P. Wytsman di Bruxelles (librairie scientifìque, rue de 1' arbre 1), è venuto nella de- 
terminazione di iniziarne una ristampa in tutto conforme all' antica edizione e per porre in con- 
cordanza i nomi generici d' allora cogli attuali, vi sarà aggiunto un' accurato supplemento sinonimico. 
Questa nuova edizione di lusso, limitata a sole 75 copie, apparirà in 60 puntate di 10 tavole 
cadauna, in ragione di due o tre al mese senza interruzione. Il prezzo dell' opera completa è 
franchi 650. 

Sono già apparse le prime puntate e 20 tavole che sono perfettamente conformi a quelle del- 
l' edizione originale. 

REGALIA ETTORE. Sulla fauna della grotta dei Colombi. (Firenze 1894. Archivi 
per l'Antrop. e l'Etnologia. Voi. XXIII fase. 3. Estratto di pag. 112 in 8.» con I tav. e 3 fig.) 
Fino dal 1869 l' illustre geologo senatore Capellini, scoprì che la grotta dei Colombi nel!' isola Pai- 
maria (Golfo di Spezia) era stata abitata dai selvaggi all' epoca della pietra. 11 dott. Regalia vi in- 
traprese accurate ricerche e dal 1873 ad ora, ha pubblicati importanti studi su questa caverna e 
sul materiale da lui e da altri raccoltovi. Per delucidare certi dubbi e rispondere a quanto da 
altri è stato pubblicato intorno a questa Grotta, l'egregio A. è tornato a farvi nuove esplorazioni ed 
a studiare i fossili raccoltivi anche nelle primitive sue ricerche, e nella presente memoria, 
riporta la intiera enumerazione della fauna sin ad ora rinvenutavi, apportandovi aggiunte ed il- 
lustrandola con osservazioni, frutto dei suoi nuovi studi. 

MASSALONGO ing. ORSEOLO. Calendario entomologico veronese. (Verona 1894. 
Atti Accad. di agricoltura ecc. Voi. LXIX. Estratto di pag. 20 in 8.°) È un primo saggio di un 
calendario entomologico, ed è assai ben riuscito. L' egregio A. si propone di migliorarlo ed 
ampliarlo negli anni futuri e chiede la collaborazione di tutti coloro che si interessano di tale ar- 
gomento. 

BRUTTINI ARTURO. Gli attuali contratti agrari in Sicilia e il tornaconto dei 
contadini. (Firenze 1894. Giornale L'Agricol. ital. fase. 282-283. Estratto di pag. 26 in 8.°) Allo 
scopo di dimostrare con cifre, come il contadino siciliano si trovi in condizioni economiche insop- 
portabili, per la ingiustizia dei contratti agrari in uso in quell' isola, 1' egregio A. passa in ras- 
segna le attività e le passività che per i diversi contratti e per le varie coltura, gravitano sul 
contadino stesso. 

BRUTTINI ARTURO. In difesa della mezzadria. (Milano 1894. Critica sociale n. 1. 
Estratto di pag». 8 in 16.°) Prendendo occasione da un articolo del sig. Slavioli, nel quale si fa la cri- 
tica della mezzadria, l'egregio A. fa conoscere in cosa consista la vera mezzadria come si pratica in 
Toscana e ne dimostra la equità morale e l'utilità reciproca per il proprietario ed il colono. 

TREPIN prof. LORENZO. Chiave analitica delle famiglie delle piante vascolari 
che crescono spontanee in Italia. (Venezia 1894. Tip. dell'Ancora. Pag. 16 in 8.° L. 0,50) 
È cosa certa, che i giovani studenti prendono maggiore interesse allo studio della botanica, se rie- 
scono con facilità a classificare almeno per famiglie, le piante che loro incontrano facilmente. A 
questo intento 1' egregio A. ha compilata la presente Chiave analitica, per 1' uso e l' intelligenza 
della quale, bastano le cognizioni elementari di organografia, che si insegnano nelle scuole secon 
darle. Il fascicolo non costa che 50 centesimi. 



78 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



PERO dott. prof. PAOLO. I laghi alpini valtellinesi. Parte prima. Valle del- 
l'Adda. (Padova 1894. Tip. del seminario. Pag. 80 in 8.») In questa terza inmtata, della prima 
parte di questi studi e ricerche clie l'egregio A. fa sui laghi alpini della Valtellina, egli si occupa 
dei laghi Palabione, Nero, Lavasza, del Dosso, di S. Stefano, di Sopra, Yenina, del Palk e 
d'Entova, dandone la descrizione, enumerando le specie animali e vegetali che vi ha riscontrate, e 
rivolgendo il suo studio sopra a tutto alle Diatomee delle quali ne dà copiose liste, annoverando molte 
specie, nuove per 1' Italia, nonché alcune specie e varietà non ancora studiate da alcuno. 

FIORI A. Alcune nuove specie e varietà di Staphylinidae raccolti in Italia. 
(Palermo 1894. Naturalista Siciliano n. 4-5. Estratto di pag. 16 in 8 ° gr.) Vi sono descritte 9 nuove 
specie e 2 varietà di Staphylini ed un nuovo Pselaphus. Vi si parla pure di alcune specie rare ma 
non nuove. 

SILVESTRI A. Foraminiferi fossili della salsa di Paterno. (Acireale 1894. Atti 
Accademia di se. let. ed arti voi. V. Estratto di pag. 24 in 8.° con una carta top. e 5 tav.) Trat- 
tasi di 27 specie di foraminiferi, rinvenuti nel fango che dal 1878 al 1880 veniva eruttato dal ba- 
cino argilloso detto Salinella di Paterno, e proveniente da sedimento marino dell' epoca terziaria. 

Cinque tavole con 83 figure di foraminiferi ed una carta topografica di Paterno e dintorni, 
sono di corredo alla memoria. 

SILVESTRI A. Di una modificazione al processo Martin per la inargentatura 
del vetro. (Acireale 1894. Atti Accad. di se. let. ed arti voi. V. Estratto di pag. 4 in S.°) È una 
utilissima modificazione al sistema Martin e viene a rendere questo sistema piìi semplice e perciò 
di pili facile e spedita applicazione. 

GIACHETTI cav. GIULIO CESARE. Monografìa dei piccioni domestici. (Torino 
1894. Tip. degli operai. Pag. 446 in 16.° Prezzo L. 3) Lavoro accurato di molto dettaglio e che 
deve esser costato non poco studio e non poca fatica all' egregio autore, ormai ben noto per la 
competenza e la scienza dimostrata anche in altre pubblicazioni congeneri e per 1' amore che porta 
alla colombicultura; tantoché come presidente della Società colombofila fiorentina, ha potentemente 
contribuito al grande sviluppo preso dalla società stessa, che può considerarsi ora la prima d'Italia. 

DANIELLI dott. IACOPO. Crani ed ossa lunghe di abitanti dell' isola d'Engano. 
(Firenze 1894. Archivio per l'Antropologia e l'Etnologia voi. XXllI fase. 3. Estratto di pag. 40 
con 3 tav. in 8.°) L'illustre viaggiatore dott. E. Modigliani, raccolse nel maggio del 1891 all'iso- 
letta di Kaperuro presso Engano, 3 crani ed alcune ossa lunghe umane, che sono di grande valore 
per r Antropologia, poiché fino ad ora nessuno studio si era potuto fare sulla etnologia enganese. 
Il dott. Danielli, libero docente di antropologia nel R. Istituto di studi superiori in Firenze, ha 
ben compiuto questo studio, ed esprime 1' opinione che gli Enganesi sieno Indonesiani, con un fondo 
di sangue negro, forse negrino. La memoria è corredata di 3 tavole con 12 figure, riproducenti i 
crani descritti, veduti da diverse parti. 

DANIELLI dott. IACOPO. Studio sui crani bengalesi, con appunti di etnologia 
indiana. (Firenze 1893. Archivio per 1' antrop. e V etnei, voi. XXII fase. 2 e 3. Estratto di pag. 
130 in 8.° gr. eoa 1 tav. con 3 fig.) Parlato delle antiche razze dell' India e dei loro rappresentanti 
attuali, si occupa più specialmente dei loro crani, riportando quanto da altri è stato studiato in 
proposito ; quindi fa un accuratissimo esame dei crani studiati da lui e che sono quelli do- 
nati dal dott. Hacks alla Società antropologica di Parigi ed appartenenti ai Bengalesi delle caste 
basse, che abitano le rive del corso inferiore del Gange. Alla memoria é unita una tavola con 3 
figure. 

PEOLA PAOLO. Le conifere terziarie del Piemonte. (Roma 1894. Boll. Soc. geolo- 
gica italiana voi. XII fase. 4. Estratto di pag. 44 con I tav ) In questo interessante contributo alla 
Paleofitologia piemontese, 1' egregio A. comincia da dare uno sguardo retrospettivo su quanto è 
stato già pubblicato in proposito, quindi si occupa delle conifere terziarie del Piemonte, e dà la 
descrizione e la figura di non poche specie nuove. 

BIZZARRI dott. ALESSANDRO. Sulla conservazione del vino in riguardo alla 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 79 



pubblica salute. (Firenze 1894. Tip. Bruscoli. Pag. 40 in 8.° L. 0,50) I suggerimenti tecnici che 
l'egregio dott. Bizzarri va da vari anni pubblicando, specialmente sulla vinificazione e sulla con- 
servazione del vino, sono ben riconosciuti di incontestabile utilità e sono dettati dalla molta scienza 
e pratica che V egregio A. si è acquistata con lo studio e le prove continue. 

Il vino dello scorso anno è in generale così imperfetto, cosi male equilibrato nei suoi ele- 
menti, che non si conserverà certo, se il proprietario non saprà apportarvi quei sussidi e migliora- 
menti che appunto sì trovano suggeriti in questo opuscolo del dott. Bizzarri, che si vende a L. 0,50. 

LONGHI dott. PAOLO. Alcuni appunti per servire alla monografia della Vitis 
vinifera. La Vitis negli antichissimi tempi. (Alessandria 1888. Piemonte agricolo n. 1-5. 
Estr. di pag. 8 in 8.°) Con un rapido sguardo sul succedersi e trasformarsi della vita animale o 
vegetale nei periodi geologici dal cretaceo all' epoca presente, 1' egregio A. constata la presenza della 
Vitis vinifera sulla fine del Pliocene, attribuendola all' evoluzione naturale dei Cissus proprii della 
flora del nord ; e nota come i primi semi sieno stati rinvenuti all' epoca del bronzo. 

LONGHI PAOLO. Protisti delle acque dolci di Genova e dintorni. (Genova 1892. 
Atti della Soc. Ligustica di se. nat. Anno HI voi. 111. Estratto dì pag. 28 in 8.°) Lo studio e le 
ricerche furono dall'egregio A. eseguite nei laboratori del museo di zoologia ed anatomia comparata 
della Università di Genova. Quantunque le investigazioni sieno state tutte fatte durante la sola 
stagione invernale, tuttavia l'A. vi ha riscontrate oltre 200 forme di Protisti e limitandosi ai Ri- 
zopodi ed agli Infusori, dà la nota di 108 specie disposte in serie sistematica, ed aggiungendo un 
elenco del Protisti di acqua dolce rinvenuti comuni da altri osservatori in differenti località 
italiane. 

LONGHI PAOLO. L'Eserina nella tecnica protistologica. (Belluno 1894. Tip. Ca- 
nessago. Pag. 4 in 8.°) Occupandosi dello studio dei Protozoi delle acque dolci di Genova, 1' egregio 
A. volle indagare quale azione potesse produrre il solfato di eserìna sui Flagellati e trovò che li uc- 
cideva istantaneamente senza deformarli ; pensando quindi che di questa proprietà si potesse usu- 
fruire per fissare i protisti, e fatte numerose esperienze, ì resultati confermarono le sue previsioni. 
Egli adunque conclude che il solfato dì eserina come agente fissatore, è utile, tanto solo, quanto 
in unione al cloruro di mercurio; da solo nelle forme dei Flagellati (Euglene, Chilomonadi)-, in 
unione al sublimato corrosivo per ì Protisti e specialmente pei Rizopodi. 

LONGHI PAOLO. Contribuzione alla conoscenza della flora fossile del ter- 
ziario di Bolzano nel Bellunese. (Venezia 1893. Atti R. Istituto veneto. Tom. X serie YIL 
Estratto di pag. 16 in 8.°) Il prof. Longhi ebbe occasione di rinvenire nell' arenaria grigia di Bol- 
zano, resti dì piante fossili e nella presente memoria enumera ed illustra quelle che ha già de- 
terminate, promettendo, di tornar presto a notarne un maggior numero dì specie. Dall' insieme 
dei campioni raccolti 1' egregio A. ritiene di essere in presenza di una flora miocenica del periodo 
Elveziano e trattasi evidentemente dì una foresta di Pini fra ì quali vegetarono le bellissime 
forme del genere SabaL 

LONGHI PAOLO. Prime ricerche intorno ai Protisti del distretto di Belluno & 
suoi dintorni. (Genova 1894. Atti Società Ligustica di se. nat. Anno Y fase. I. Estratto di pag. 
16 in 8.") Contiene la prima nota, disposta in ordine sistematico seguendo la classificazione del 
Butschli, dei protisti trovati in parecchie acque del Bellunese e non poche notizie geologiche sulle 
località dalle quali trasse ì saggi sottoposti alle ricerche. 

FERRARI P. Note pratiche per l' inesto delle viti americane. (Firenze 1894. Gior- 
nale di agricol. e comm. della Toscana. Estratto di pag. 24 in 8." con 24 incisioni) E una com- 
pleta guida per coloro che, allo scopo di premunirsi contro i danni della fillossera, piantano viti 
americane e quindi inestano su di esse le varietà dì uva nostrale. Ventiquattro figure intercalate 
nel testo facilitano al lettore la intelligenza degli ammaestramenti contenuti in questo opuscolo. 

SIL'VESTRI FILIPPO. Diagnosi di nuove specie di miriapodi italiani. (Roma 1894. 
Boll. Soc. romana per gli studi zoologici voi. 3 fase. I-III. Estratto di pag. 4 in 8.° con 5 fig.) Le 
nuove specie che si trovano descritte in questa memoria sono : 



80 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



Lysiopetalam Vinciguerrae — i,.caeB9eFe»se — Atractomosa camaldolense — Polydesmus dispar — 
P. pulcher — Lithobius infossus. 

ULIVI GIOTTO. Manualino dì apicoltura ad uso dei contadini e delle scuole 
agrarie. (TorixiO 1894. Lib. F. Casanuova. Pag. 80 in 8.° p. L. 0,80) L'allevamento delle api 
quando sia razionalmente condotto, dà certo un utile assai rilevante e gli agricoltori invece di 
trascurarlo, dovrebbero munirsi di manualetti pratici come il presente, ed imparare come questi insetti 
devono essere tenuti, onde ottenere molto ed ottimo miele sen^a bisogno di uccidere le api, uso 
barbaro e irrazionale e pur tuttavia generalmente praticato nelle campagne. 11 volume è adorno di 
molte figure e non costa che 80 centesimi. 

DE BLA STO dott. ABELE. La letteratura e le belle arti nelle carceri di Na- 
poli. (Torino 1894. Archivio di Psichiatria ecc. Voi. XV fase. IV. Estratto di pag. 16 in 8 « con 
11 figure) L'egregio A. che, come inostri lettori ricorderanno, ha pubblicati diversi altri studi sui 
pregiudicati napoletani, continuando le sue ricerche, si occupa nella presente memoria di lavori let- 
terari ed artistici eseguiti dai camorristi reclusi in quelle carceri. Con opportune considerazioni 
ed illustrazioni, riporta diverse composizioni scritte e le figure di varii lavori artistici eseguiti con 
mollica di pane, con carta o disegnati a lapis o a penna. 

PAVESI prof. PIETRO. Ordini e statuti del paratico dei pescatori di Pavia. 
(Pavia 1894. Boll, storico pavese. Estratto di pag. 72 in 8.") L' egregio A. dando notizie sui Pa- 
ratici, corporazioni o associazioni libere costituitesi nel 1200, si diffonde assai sulla storia di quello 
dei pescatori, dando notizie sulla pesca, il commercio dei pesci ecc. dei tempi passati. Quindi 
riproduce il codice che contiene gli statuti del paratico dei pescatori di Pavia e che conservasi ine- 
dito in queir archivio comunale, illustrandolo con molte annotazioni. Nella memoria sono inserite 
diverse riproduzioni rappresentanti figure e documenti relativi al soggetto. 

MINISTERO DI AGRICOLTURA, INDUSTRIA E COMMERCIO. Consiglio di 
agricoltura. Sessione 1893. (Roma 1894. Tip. Bertero. Pag. 372 in 8.° L. 2, 80) È il 197.» vo- 
lume degli annali di agricoltura e contiene i verbali delle adunanze tenute dal Consiglio di agri- 
coltura durante 1' anno 1893. 

MINISTERO DI AGRICOLTURA, INDUSTRIA E COMMERCIO. Resultati delle 
coltivazioni sperimentali del frumento negli anni dal 1889 a tutto il 1892. (Roma 
1894. Tip, Bertero. Pag. 322 in 8." gr. L. 2,50) Vi sono moltissimi prospetti numerici redatti 
presso le stazioni, scuole e laboratori agrari, e rappresentanti i resultati ottenuti nelle coltivazioni 
di frumento eseguite nei campi sperimentali dipendenti dal Ministero. I prospetti sono preceduti 
da notizie ed osservazioni per porre in rilievo le cose più importanti. 

HAECHEL ERNESTO. Antropogenia o storia della evoluzione umana. È uscita 
la 5.* dispensa di questa importante pubblicazione, già annunziata ai nostri lettori e che edita dal- 
l'Unione tipografica editrice di Torino, si vende a L, 1,20 la dispensa. 

BREHM A. E. La terre avant 1' apparition de 1' homme. Sono uscite 9 dispense. 
V opera sarà completa in 24 dispense che si vendono a L. 0, 50 ciascuna e che formeranno un vo- 
lume di 760 pagine con 700 figure. Editore /. B. Bailliére et fds Paris, 

BREHM A. E. Les insectes. Anche di questa grandiosa pubblicazione della Lihrairie 
j. B, Bailliére et fils di PariS) già annunziata ai nostri lettori, sono uscite 5 dispense ricchissime 
di figure. Ogni dispensa costa 50 centesimi e 1' opera completa, in 48 dispense, sarà divisa in 2 
grandi volumi di 1500 pagine a 2 colonne, con 2000 figure nel testo e 30 tavole separate. 

BrogI 



S. BK06I direttore reSpÓaSaìile Slena, Tip. e Lit. Sordo-mutl di L. Lazzeri 



BOLLETTINO DEL NATURALISTA COLLETTORE ALLENATORE COLTIVATORE i^ nAnm 

Anno XIV ^^ ^^^^^^ 

supplemento mensile 

^■° ^ ALLA RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 

Abbonamento alla Rivista e Bollettino (24 fascicoli) L. 5 — Al solo Bollettino (12 fascicoli) L. 3 all'anno 

SOMMARIO 

Failla Tedaldi L. Glossario entomologico {Coni.) Pag. 65. 

Cermenati prof. M. Gli orsi in Valtellina (Coni, e fine). Pag. 69. 

Cermenati prof. M. Vari processi di fossilizzazione (Contin. e fine). Pag. 70. 

COMUNICAZIONI. Fabani C. Facilità negli uccelli di imitare altri suoni. — Regnault V. 
Elevage d' Hymenopteres — Cerasole G. Pulci ammaestrate — ED. "W e Mills Notes de 
Tecnique microscopique. Da pag. 70 a pag. 73. 

NOTIZIE DI CACCIA E NOTE ZOOLOGICHE. Su due catture di uccelli nel Pesarese. Lopez 
— Da Brescia. Guillaume — Da Roma. Red. — Il progetto di legge sulla caccia. Red. — Caccia 
all'Orso. B. — Da pag. 73 a pag. 75. 

Insegnamenti pratici. Pag. 75. — Invenzioni e scoperte. Pag. 76. 

Notiziario Pag. 77. — Nomine, promozioni, onorificenze, premi. Par. 78. — Ri- 
chieste, offerte e domande di cambi. Pag. 79, — Annunzi diversi. 

GLOSSARIO ENTOMOLOGICO 

REDATTO 

da LUIGI FAILLA-TEDALDI 

ILLUSTRATO CON FIGURE 

(continuazione) 



— aoC^G^Ooo- 



Piedi 
a) Anca — h) Trocantere — e) Femore d) Tibia — e) Tarsi f) Unghie. 

Fig. 4 Colymbicorisiae {Nepa) 
a) Testa — b) Pronoto — e) Pteropega del mesonoto — d) Scutello — e) Parie 
potscutellare dei mesonoto — /) Metanolo — //) 'Vddome ^ g) Setole anali — h) 
Piedi rapaci. 

Emielitra 
1 Cosla — 2 Subcosta — 3 Radio — 4 Sutura clavale — 5 Coria — 6 Clavo — 
7 Angolo scuteliare del clavo — 8 Cuneo — 9 Commessura del cuneo — 10 Su- 
tura della membrana — 11 12 13 Membrana con le cellule — 14 Lembo della 

membrana — A. Margine anteriore — B. M. interno — C. M. apicale. 

Ali 

15 Costa — 16 — Subcosta — 17 Radio — 18 Cubito — 19 Costola trocleare 
20 Costola gemina — 21 Costola del tendine. 

Fig. .5 Rostro 
a) Labro superiore — b) Labello — e) Laminetle o Mandibole — d) Palpi labiali 
e) Setole laterali — f) Linguetta — g) Setola mediana analoga della linguetta — 
/) h) Guaina. 

Fig. 6 Cicaia 
a) Opercolo — b) Fulcro o sostegno — e) Acetabolo — d) Pleure — e) Scapole — 
/) Episterno. 

Fig. 7 Aphis juglandis 
a) Nervatura costale — bc) Nerv. subcostale doppia — d) Nerv. radiale — e) Nerv. 



m 



radiale due volte biforcata — /) Cellula 'costale — g) C. mediastina, cuneus'ì di 
altri autori che si dilata in cima in forma di stigma, massa costale di Kaltemb — h) 
C. radiale — i) C. cubitale — j) Cellule posteriori — k) Cellule discoidali — l) 
Cellula submediana. 

Emittero - Hemipterus • Hemiptere ■ Halbflugelig • Colle ali molto raccorciate. 

Empodio - Empoclium • Slreber = Planlula o Palmula - Pseudonychia ■ Tav. iX fi- 
gura 24 a). 

Emptero - Empiere - Che possiede ali. 

Endecaturite = Undecime anello addominale. 

Endocorio - Ved. Coria. 

Endofito - Endophyte - Che vive nell'interno dei vegetabili. 

Endoscheletro - Parti dure interne del corpo. 

Enerve • Enervis - ohne Adern, weich ■ Sfornito di nervi, o sono molto indistinti come 
quelli della membrana di taluni Emitteri. 

Ennatotergite = Nona tergile addominale. 

Enneaturite = Nona tergile addominale. 

Ensiforme ■ Ensiformis - Ensiforme - degenfòrmig, Siibelformig - In forma di spada. 
Ved. Antenne. 

Entocefalo - Entoeephale • (cephalophraymà) ■ Audouin chiama una sorta di lama od 
apofìsi del pezzo basilare della testa dei Coleotteri e che sembra dividerla in due 
cavità. 

Entogastro - Entogastre • Audouin chiama un pezzo interno dell' addome, che nasce 
nell'ultimo anello, internandosi nella cavità addominale ove si divide in due branche. 
Si osserva soltanto in alcuni maschi di Coleotteri e si crede sia l'analogo dell'en- 
totorace. 

Entomobìo ■ Entomobie • Che vive negli insetti. 

Entomofago - Entomophage - Che si nutre d' insetti. 

Entomofilo - Enthomophile - Amante degli insetti ■ Delpino chiama piante entomofile 
quelle fecondate da insetti, per distinguerle da quelle fecondate dal vento ossia 
anemofile dello stesso autore. 

Entomolina ■ EntomoUn = Chitina. 

Entomoliti - Entomolithes • Si chiamano gì' insetti fossili. 

Entomologia, insectologia - Parte della zoologia che tratta degli insetti. 

Entotorace - Entothorax - Chiam.asi un pezzo interno del prosterno, che si dirige ver- 
ticalmente nell'interno del medesimo. Audouin lo chiama processo interno del me- 
sosterno • Kirby e Mac Leay Medifurea o parte mediana sporgente del prosterno 
- Entotorace del protorace = antefurca. 

Epicranio ■ Epicranimn, calva ■ Epici ane - Schadelhaut, Hinlerkopf- Chiamasi tutta la 
parte superiore e laterale della testa, limitata anteriormente dall' epistoma, infe- 
liormente dai pezzi basilare e prebasilare e lateralmente dalie fossette degli occhi. 
■ Lepid. Tav. Ili fig. 6 b) 

Epidemi d'articolazione - Epidemata > Osselels - Knòdien => ossiculi ■ (ossidila). 



tn 



Epidemì d'inserzione ■ Sono stali chiamati piccoli pezzi interni, mobili o poco visibili 

che servono come punto di attacco ai muscoli. 
Epidermide - Parte esterna del tegumento, di origine e di struttura cellulare. 
Epifaringe - Epifharynx ■ Chiamasi un pezzo della bocca che serve d'opercolo alla fa- 
ringe, saldato verticalmente nel margine superiore di essa. Vipofarinrje chiamasi 
il pezzo analogo che si trova alla parte opposta della testa nel margine inferiore 
della faringe Tav. VII fig. 4 r) fìg. Ile). 
Epifisi tibiale ■ Epifhyse tibiale ■ Si è chiamato cosi un piccolo pezzo corneo acuto, 
posto in una sorta di depressione guarnita di corti peli, alla parte interna delle 
gambe anteriori delle Noctue. 
Epifite - Epiphyte ■ Che vive all'esterno dei vegetabili a loro spese o no. 
Epigastrio - Epigastrium - Kirby - Primo arco apparente inferiore dell'addome il quale 

spesso non è realmente che il secondo. 
Epigeo - Epigé ■ Che vive sopra la terra - contrario di ipogeo. 
Epiglotta - Epiglottis ■ Epiglotte ■ Kehldecke = Epifaringe. 

Epilobe - Epilobe ■ (del mento) Le appendici più o meno distinte del mento, che limi- 
tano col margine interno dei lobi laterali, divisi da una distinta sutura. 
Epimera - Epimerum - Epimere - obcrer Seitenbrusttheil ■ Chiamansi epimeri le due 
parti laterali postero-superiori dei segmenti del torace o dell'addome, che si divi- 
dono in questo modo: in una parte superiore chiamata tergo o noto, in una parte, 
inferiore detta ventre o sterno, in due parti laterali di cui le superiori come si è 
detto si chiamano epimeri, e in due parti laterali inferiori chiamate episterni. An- 
dré definisce gli epimeri: pezzi toracici inferiori che ricevono le anche - Le Conte 
= Mesopleure. Tav. II, fig. I q) e') h') 
Epimerite - Lacaze ■ Pezzo basilare dell'appendice dorsale dell'armatura genitale fem- 
mina ■ Piccolo pezzo dello sterno in alcuni Coleotteri. 
Epipigio - Eiyipygium - Arco dorsale dell' ultimo segmento addominale. 
Epipleure - Epipleurae = Bordo o Margine inflesso delle elitre. 
Episternite - Da Val - Chiamasi un piccolo pezzo posto sul davanti dello sterno o se- 
mi-segmento inferiore, visibile solamente in alcuni insetti. 
Episteme - i - Episternum - unterer Seitenbrusttheil - Chiamansi episterni le due parti 
laterali aniero inferiori di ogni segmento. Ved. Epimera. Tav. II fìg. 1 p) b) g) 
Tav. Vili fig. 6 f). 
Epistema • Epistomis, Epistomum, Clypeus, Hypostoma - Untergesichl - Chiamasi quel 
pezzo posto alla parte anteriore della testa che s' articola in avanti col labro, in- 
dietro con l'epicranio o post-epistoma. In alcuni insetti è molto sviluppato - Onjetes 
• in altri è pressoché impossibile distinguerlo - Alcuni autori designano il lobo me- 
diano del fronte degli Emitteri - Tav. I. fig. I d fig. 2 e) e Tav. V. fig. 6 b) 
Tav. VII fig. 12 b) 
Epitelio - Membrana sottile di origine o di attuale struttura cellulare, esterna, o tal- 
volta alla superficie delle cavità interne. (Endotelio). 
Epìzoico - Epizoiqiie - Che vive sopra gli animali viventi; cosa sovrapposta ad un ani- 
male. 



m 



Eptofillo ■ Heptophillus • Con sette foglie o lamelle. Antenne di Polyphyjla. 

Equidistante - Posto ad uguali intervalli. 
. Equilatero - Aequilatus - Equilatere - gleichbreit - Che ha lati uguali. 

Erbivoro - Che si nutre di erba. 

Eretto ■ Erectus • Dréssé - aufrecht, senkrecht, gerade o abslehend = Dritto o ver- 
ticale. 

Eretto-patenti ■ Erecto-patentes = Semi-distero. Ved. Ali. 

Ermafroditismo - Chiamasi il caso sempre raro della riunione di due sessi in un solo 
individuo 

Ermafrodito - Ermaphroditus - Hermaphrodite - Zwitler - Che partecipa dell'uno e del- 
l' altro sesso. 

Ernofago - Ernophage ■ Mutschulsty - Che vive nelle piante o nei frulli. 

Eroso - Erosus • Rongé, mordu ■ zernagt - Che offre frastagli irregolari ed ineguali, 
ossia se gì' intagli, crenature di un margine sono informi come morsicature - Mar- 
gine protoracico dell' Endophloeus spinulosus. 

Eruciforme - Corpi - Che hanno la forma simile al corpo dei bruchi. 

Esagono - Hexagonum ■ Hexagone - regelmassig seckseckige - Superfìcie di sei lati. 
Si suol scrivere : normaliter hexagonum - normal - seckseckig • quando offre un 
angolo innanzi come in questa figura Q ; quando invece dal vertice trovasi in- 
nanzi un Iato si dice diagonaliter esagono • diagonal - seckseckig - Si scrive an- 
cora diagonaliter - oblongo - hexangulare - diagonal - lànglich - seckseckig - 
quando è in senso della lunghezza del corpo; e: diagonaliter - transverso - he- 
xangulare • diagonal - quer - seckseckig - nel senso inverso. 

Esapodo - Hexapodus - Hexapode - Sechsfussig - Munito di sei piedi. 

Esarticolato - Exarticulatus - Exarticulé - ungegliedert = Esarticolato - Si applica alle 
antenne o alla massa di esse che sembrano formate da un solo articolo immobile. 

Escavato - Excavatus • Excavé - becknartig, ausgehòlt ■ Che offre una cavità. 

Escutellato - excutellatus • Privo di scudetto. 

Esertile - Exertus o liber - Exertile, exerte - frei erhaben - Che può fare sporgenza o 
è visibile al di fuori, o libera come la terebra quando sorpassa 1' addome ecc. 

Esile - Exilis - Grèle • Lungo e delicato. 

Esocorio - Ved. Coria. 

Esofago ■ Ilesophagus - Oesophage - Speiseròhre ■ Parie del canale digestivo che si 
apre nella faringe. 

Esoscheletro - Parti dure esterne del corpo. 

Espansione alare - Expansio alarum - Envergure ■ Flugelspannung - Chiamasi la di- 
stanza che corre fra T una e 1' altra estremità delle ali anteriori quando sono distese. 

Espanso - Expansus • ausgebreitet, gedehnt = Dilatato - Viene applicato pure alle ali 
quando sono distese al riposo. 

Espianato - Explanatus - Debordant - Si applica al pronoto quando offre i margini la- 
terali compressi, assottigliali e dilatati. 

Esplodente • Decrepilans - (come i Brachynus). 



69 



Estense - Extensus - ausgedehnl = Espanso, allargalo. 

Esterno ■ Externus, extus - Externe - Aiisser, nach aussen - Posto al di fuori. 

Estraoculare - Exiraomlaris - exlraoculaire - Posto al di fuori degli occhi - Si applica 

particolarmente alle antenne. 
Estrorso • Extrorsum - Exlrorse - nach Aussen - Posto ai di fuori. 

(continua) 



Nelle annate Vili e IX di questo periodico, restarono incompleti due articoli del nostro egregio 
collaboratore prof. Mario Cermenati. L'uno parlava degli « Orsi in Valtellina », 1' altro dei «Pro- 
cessi di fossilizzazione ». Desiderosi che nel nostro giornale non restino imperfezioni siffatte, 
completiamo ora i due articoli, domandandone venia ai lettori. 

GLI ORSI IN VAIvTKlvUNA 

(Coni, e fine, vedi anno VIZI, numero 7) 
Se volessi estendermi a parlare dei vari modi con cui vien data la caccia in Valtellina al- 
l' orso, avrei modo di intrattenere per molto tempo i miei cortesi lettori. Ma l'argomento, di ca- 
rattere troppo sportistico, non converrebbe a questo periodico di storia naturale. Mi limiterò adire 
che una tal caccia si fa in parecchi modi e con vero accanimento. Ogni orso che dà segno di sua 
presenza, è inseguito, insidiato, tenuto d'occhio da cento alpigiani, finché un giorno o l'altro 
arrivano a portare alla questura di Sondrio il cadavere. E ciò perchè, in base ad una circolare 
della Polizia di Milano, in data 9 Febbraio 1812, e tuttora in vigore per la Valtellina, si usa 
dare a chi uccide un orso : L. 73, 80 se maschio, L. 98, 76 se femmina, e L. 25 pei piccoli di non 
pili d' un anno. Per ottenere tal premio deve essere presentato 1' orso all' autorità di Pubblica si- 
curezza, la quale redige apposito verbale. Il prefetto della provincia trasmette il verbale al Mini- 
stero di agricoltura, che, entro pochi giorni, emette il relativo mandato. 

La carne dell' orso si mangia, ed i macellai la smerciano a circa due lire il chilogrammo. 1 
ghiottoni osservano che la parte migliore è la zampa; trattasi però di una carne molto untuosa 
e di sapore non confacentesi a tutti i palati. Col grasso dell' orso si fanno cosmetici molto in uso 
per la conservazione dei capelli e come rimedio alla calvizie ; graziosissime signorine non isde- 
gnano di curarsi le morbide chiome con siffatta pomata. La pelle è adoperata in vari modi ; io ne 
comperai parecchie durante il mio soggiorno in Sondrio per conto dei tassidermisti ; ricordo, fra 
r altro un magnifico esemplare che procurai al Museo Civico di Bergamo. Il prezzo di una pelle 
colla testa e le estremità degli arti intatte, quale occorre per l' imbalsamazione, è dalle 30 alle 50 
lire, a norma della grossezza della bestia e delle mire commerciali del venditore. 

Chiudo col seguente prospetto degli orsi uccisi in Valtellina dal 1876 al 1886, quale risulta 
dai registri dell'Ufficio di pubblica sicurezza in Sondrio. 



ANNO 


ORSI 


ANNO 


ORSI 


1876 
1877 
1878 
1879 
1880 
1881 


9 
3 

6 
6 
1 
4 


1882 
1883 
1884 
1885 
1886 


2 
2 
3 
4 


Totale 40 Orsi 



Mario Cermenati 



70 



VARI PROCESSI DI FOSSILIZZAZIONE 

{Coni, e fine, vedi anno IX, numero 6-7) 

Secondo adunque la citata legge d' Hugard, la maggiore probabilità di fossilizzazione starà per 
quegli organismi, o quelle parti di organismi, che presentano in maggior quantità sostanze dure, 
e quindi resistono lungo tempo alla decomposizione, in modo da potersi poi trovare nelle volute 
condizioni per diventar fossili. Gli organismi e le parti molli invece, che troppo facilmente ven- 
gono distrutti, sono vere eccezioni allo stato fossile, e, come si capisce, la loro fossilizzazione si 
riduce quasi sempre ad un modello o ad una semplice impronta. L' eccezione più celebre al riguardo 
è offerta dai calcari di Solenhofen, dove, frammezzo ad una copia stragrande di fossili provenienti 
dalle parti dure degli animali, si trovano le impronte perfette delle molli meduse e perfino dei 
cefalopodi nudi, colla loro brava bors% dell' inchiostro, riconoscibile facilmente in certi ammassi 
di granulazioni carboniose. Anche i vegetali spesse volte si riconoscono solo per le impronte ed i 
modelli lasciati. Le parti dure degli animali che maggiormente favoriscono la fossilizzazione sono: 
le ossa dei vertebrati e le conchiglie degli invertebrati, locchè si capisce, dal momento che le 
prime constano precipuamente di fosfato di calcio, e le seconde di carbonato di calcio, sia allo 
stato d' aragonite, sia a quello di calcite, oppure di una miscela di carbonato e di fosfato. Lo stesso 
dicasi per quelle parti di molti organismi inferiori che risultano costituite da silice, come certi frustoli 
inviluppi che si conservano perfettamente. Anche una sostanza affatto organica trovasi in eccel- 
lenti condizioni per passare allo stato fossile, e questa è la chitina, colla quale è formato lo sche- 
letro esterno degli insetti e dei crostacei. Nei vegetali abbiamo qualcosa di analogo alla chitina, 
per riguardo alla fossilizzazione, nella cuticula la quale vanta una facoltà di conservazione ecce- 
zionale a petto delle altre parti della pianta. In conclusione, le condizioni necessarie alla fossiliz- 
zazione sono di due categorie: 1,^ sottrazione dei corpi all' influenza atmosferica ; 2.* composizione 
speciale dei corpi stessi. Certamente, come in tutte le cose di questo mondo, le eccezioni non 
mancano in entrambi i casi : ma, se è permesso il bisticcio, sono eccezioni veramente eccezionali. 
Ciò premesso, ecco lo specchietto cui accennai, il quale non ha bisogno di particolari dimo- 
strazioni, giacché per ciascun gruppo di fossili si possono trovare le relative notizie in ogni trat- 
tato di geologia o di paleontologia. Se apparirà buono lo raccomando ai trattatisti e agli insegnanti. 

nel terreno in genere 



f inumazione | nei ghiacci 

{ ì nella torba e nella resina 



Animali 



Fossilizzazione per semplice 
conservazione sostanziale 
dell' organismo 



Fossilizzazione per intervento 
di materie estranee 



1 mummificazione 
\ spatizzazione 

! torbificazione 
) lignitificazione 
( carbonifìcazione 

incrostazione 
Materia fossilizzante liquida \ imbibizione 

sostituzione 



Vegetali 



Materia fossilizzante solida 



modellamento 



impronta 



esterno 



getto 
stampo 



interno 



Torino, Gabinetto di geologia dell'Università. 



getto 
stampo 

morfologica 
fisiologica 

Mario Cermenati 



COMUNICAZIONI - PROPOSTE - DOMANDE - RISPOSTE 

In questa rubrica gli abbonati hanno diritto a inserzioni gratis per ogni numero, per scambiarsi notizie, schia- 
rimenti, in formazioni, consigli, questioni da risolvere ecc. 



Facilità negli uccelli di imitare altri suoni. {Continuazione e fine) Si insegna poi ai 
corvi, alle cornacchie, alle gazze, agli stornelli, ai fringuelli marini ad imitare la voce umana ed a 



71 



proferire delle parole ; ed anzi, a quanto dice lo Schomburgh, nella Gujana ad ogni uccello, non 
escluso il succhìacapre, si può ciò insegnare, possedendo tutti il dono della parola. 

L' attitudine che hanno i corvi a pronunciar parole era conosciuta anche dagli antichi. Infatti 
è noto r aneddoto di quel corvo che istruito da un ciabattino a salutare V Imperatore Augusto al 
suo passaggio, ed avendogli questi risposto che eran troppo numerosi gì' importuni saluti, ebbe a 
rispondere : Oh ! povero me, che ho perduto il tempo e la fatica ! Parole che pronunciate spesso 
dal suo maestro a suo riguardo, e che imparate insieme all' Ave Caesar, avendole ripetute in questa 
circostanza, sortirono il migliore effetto. 

L'uccello però che piìx imita la voce dell'uomo, è il pappagallo ed in ispecìal modo il pappa- 
gallo cinerino. Ma della somma facilità di parlare e della intelligenza dei pappagalli porterò pochi 
esempi, essendo cose già molto note. 

Si sentì una volta in Parigi nella contrada di S. Andrea, un pappagallo intuonare e cantare in 
canto fermo il Credo come un più grosso corista da cattedrale. Foi-se è lo stesso pappagallo, che 
secondo il Rodiginus, fu comperato da un cardinale con 100 scudi d' oro. 

Di un altro pappagallo cenerino il Brehm racconta : Non parlava che 1' olandese, ma ben presto 
imparò anche il francese ed il tedesco. Tale era la sua intelligenza che qualche volta costruiva da 
sé frasi che non gli erano mai state dette (?). Sapeva inserire, nelle frasi olandesi, parole tedesche 
quando l'olandese gli mancava. Faceva domande e risposte a sé stesso, ed applicava 'giustamente 
nelle frasi le varie condizioni grammaticali del tempo e del numero. Quando era stanco esclamava: 
Voglio dormire, e mentre lo si trasportava, non si stancava di ripetere : Bon soir. Affezionatissimo 
alla padrona quando questa gli portava il cibo sembrava volerle baciar la mano col becco e gri- 
dava : « Bacio la mano alla signora » Quando la credeva occuparsi delle cose domestiche anziché 
di lui, gridava con serietà sommamente comica : Ma cosa fa la signora ? Morta la padrona di 
tanto in tanto ripeteva : Dov' è la signora ? Qualche volta esortava sé stesso a cantare dicendo : 
bisogna che tu canti, e poi cominciava piìi strofe. Se sostituiva per errore una parola all' altra se 
ne accorgeva e prorompeva in risa. Conosceva a nome tutti gli amici di famiglia e li chiamava 
quando li vedeva venire da lungi. 

Avvi però grande differenza tra il parlare degli uccelli e quello dell' uomo. Quelli non parlano 
se non essendo da lui istruiti, il che pur prova che la favella è propria ed originaria del solo 
uomo; inoltre le loro parole, ancorché superficialmente dinotino aver connessione e senso, in realtà 
non sono che una materiale ed imperfetta imitazione d' articolazione 'di suoni, la qual ultima per 
essi è sempre vuota di senso, né mai è da essi diretta a significare quello che l'uomo intende 
colle parole medesime. Vi è un abisso fra l'intelligenza dell'uomo e quella dell' uccello parlante, 
ma forse neppur 1' uomo, alla sua volta potrebbe superare questo abisso coli' usare nel ^ ero suo 
senso e valore il linguaggio natio degli uccelli. 

Fabani Cablo 
Elevage d'Hyménoptères. Les hyménoptóristes du dópartement de Vaucluse sont très connus 
par leurs beaux travaux sur la biologie des insectes qu'ils ótudient : M. Fabre a ouvert la voie oìi 
MM. Nicolas et Chobaut l'ont suivi. Voici le procède, aussi simple qu'ingénieux, qu'ils emploient pour 
ólever les hymóaoptéres et en suivre les moeurs. M. Fabre se contentait de déposer des tubes de 
roseaux dans les lieux fróquentés par ces insectes; ceux-ci y effectuant leur ponte, il suffisait de 
transporter les tubes dans un appartament pour suivre tout le développement de l'insecte. M. Ni- 
colas a perfectionné la móthode en remplagant les tubes de roseaux par des tubes de verre. Il a 
pu ainsi se rendre compte de l'arrangement des cellules, de la ponte de l'oeuf, de son éclosioa et 
de toutes les phases larvaires et découvrir raéme tout une sèrie de parasites dont la plupart éta- 
ient inconnus ou considórès comrae très rares. V. Regnault, Naturaliste, lo avril 1894. 

Pulci ammaestrate. Negli ultimi giorni del mese scorso si facevano vedere nella nostra 
città pulci ammaestrate: dico ammaestrate per servirmi del vocabolo usato dagli espositori. 

Alcune tiravano carrozzelle, ammirabili per finezza di lavoro. La cosa in complesso non ha 
nulla di straordinario ; giacché l' insetto non potendo saltare per il peso, cerca di fuggire cammi- 
nando e trascina la piccola carrozza. 



72 



Una pulce cammina sur un filo di cotone, ma a dispetto della pesante gorgera (con cui son 
sempre legate) balza via, con poca soddisfazione dell' ammaesfra^or^. 

Ad un altra tenuta supina colla legatura veniva presentato un pallino di cera; l'insetto sen- 
tendo la sostanza resistente crede di trovare un punto d' appoggio atto ad aiutarlo a liberarsi, la- 
vora di zampini e fa girare il pallino : questo è chiamato il « gioco della palla. » 

A due pulci son presentate due listerelline di carta, che, per la causa anzi detta, solle- 
vano, fanno muovere, e vene)ido avvicinate le incrociano : questo è detto il « duello delle pulci. » 
La cosa che merita piìi attenzione è il modo con cui le pulci son legate ; cioè : con un sotti- 
lissimo filo d' argento alla strozzatura che divide la testa dal torace. 

Del resto questi giochi sono tutt' altro che cose nuove : infatti nelle « ricreazioni scientifiche » 
di G. Tissaadier. Ediz. ital. Treves a pag. 419 e seg. si trova la descrizione, dei medesimi giochi, 
ed anche di molti altri che sono più interessanti di quelli da me osservati. 
Venezia. 

Giulio Ceresole. 
NOTES DE TECHNIQUE MICROSCOPIQUE. M. G. Roulet décrit dans les Archives des 
sctences phisiques et naturelles (voi. XXIX, 1893, p. 100), une móthode pour colorer doublement 
des coupes renfermant des cellules à membranes de cellulose et à membranes lignifiées. 

Il emploie à cet effet successivement de la cyanine et du rouge Congo. Pour obtenir une benne 
róaction, il faut d' abord priver la coupé de toutes les substances contenues dan les cellules, sub- 
stances qui pourraient nuire à la réaction: on les passe pour cela dans 1' eau de Javelle, puis on 
les baigne pendant un quart d' heure, dans une solution alcoolique concentrée de cyanine. Après 
lavage à 1' acool, les coupes sont placóes de nouveau pendant un quart d' heure dans une solution 
ammoniacale à 5 p. 100 de rouge Congo. Aprés un nouveau lavage à l'alcool, et en montant la pré- 
paration au baume de Canada en passant par le xylol, on trouve les membranes lignifiées colorées 
en un beau bleu; les membranes cellulosiques sont colorées en rouge plus ou moins intense. 

Dans Vi Anatomische Anzeiger » (Vili, 1893, p. 441), M. G. Mann conseille le liquide fixa- 
teur suivant qui conserve aux cellules animales leur contour, et fìxe admirablement le noyau et le 
protoplasme. 

Ce liquide est compose de la manière suivante: 

Alcool absolu 100 e. e. Acide picrique 4 grammes. Sublime corrosif 15 gr. Acide tannique 6-8 gr. 

Afin d' obtenir de bons résultats 1' auteur recommande d' employer uniquement des tissus vi- 

vants, et de fixer de fort petites pièces ayant de 0, 5 à 1 centimètre. Pour la suite des opérations 

qui consistent à passar les tissus par les alcools, le chloroforme et la paraffine il faut prendre les 

précautions d' usage. E. D. W. 

E. Van Ermengem. — Nouvelle méthode de coloration des cils de bactéries. (Annales de la 
Société de me'decine de Gandj juin 1893). 

L' auteur fait tout d' abord remarquer combien est importante, au point de vue du diagnostic 
des Bactéries, 1' étude des caractères des cils dont celles-ci sont pourvues. En effet, l'étude de ces 
cils a permis tout récemment de différencier des Bactéries de formes très rapprochées, tels que le 
Bactérium coli d' Escherich, ses variétés et le Bacili e d' Eberth-Gaffky. A ce propos, 1' auteur rend 
hommage à la móthode de Loeffler, qui a décelé 1' existence des cils. Mais en méme temps 1' auteur 
fait ressortir et deploro toutes les difficultós techniques de ce procède. Une méthode de coloration 
des cils, sùre, facile et rapide, tout à la fois, dit-il, constitue encore jusqu' ici un desideratum de 
la technique bactériologique. Dans T ordre d' idóes indiqué par Loefiler, des recherches d' améliora- 
tion ont étó faites et n' ont conduit à rien. C est dans une nouvelle voie, que 1' auteur, est engagé 
pour, essayer de réussir. La voie avait déjà été tracée par des histologistes, notamment par Golgi 
pour la coloration du système nerveux. 

Elle consiste à imprégner la mattare organique par de V argent à V état métalliqu.e, l'auteup 
se base tout d' abord sur une différence de composition chimique des cils et du corps du badile et 
le principe qui forme la base de la méthode est le suivant; les cils étant fixés dans un bain à 1' acide 



73 



osmique ou au tannin ; on provoque la précipitation de particules métallìques ea soumettant la pró- 
paration successivement à l'action de nitrato d' argent et de corps réducteurs. Ces preci pi talions sont 
favorisóes par une combinaison provoquée entre la matière organique et le tannin à 1' osmium du 
bain fixateur. Ceci dit, voici la technique : 

1.0 N' employer que des couvre-objets rigoureuseraent propres, le raieux e' est de les lavar au 
préalable dans la solution suivante: 

Bichroraate potassique 60 grammes. Acide sulfurique concentrò 60 gr. Aq 1000 gr. 

2." Se servir de cultures sur agar, récentes (10 à 18 heures), passer la préparation séchée en 
la tenant entre les doigts trois fois par la flamme. 

3.° Le bain fixateur que 1' auteur próconise est le suivant : 

Acide osmique (solut. à 2 p. 100) 1 partie. Tannin (sol. de 10 à 25 p, 100) 2 parties. 

On fait bien d' ajouter à la solution de tannin 4 à 5 gouttes d' acide acétique cristallisable par 
100 e. e. 

Ce mélange constitue un encre noire dont on depose une goutte sur le port-objet et qu' on y 
laisse une demi heure à froid et 5 minutes à 50-60.° 

4.0 On plónge les préparations lavées à 1' eau et à l'alcool, dans le bain sensibilisateur au ni- 
trato d' argent 0, 5 à 0,25 p. 100. 

5.° Sans laver les laraelles on les passe dans le bain réducteur et renforgateur suivant: 

Acide gallique 5 grammes. Tannin 3 gr. Acétate de soude fondu 10 gr. Eau distillée 350 gr. 

Après quelques instants, on repasse les préparations en agitant constamment le bain, dans Ih. 
solution argentique à 0,5-0,2 p. 100 jusqu' à ce que cette solution se mette à noircir, on arrete 
alors la préparation. Si la coloration n' est pas tout à fait obtenue, on recommence la coloration 
dans les mémes bains. — On sèche après avoir lave à grande eau et monte dans le baume. — L' au- 
teur joint à sa communication des microphotographies de préparations colorées par cette méthode. L'au- 
teur a reussi à colorer les cils de très nombreuses variétés de bactéries dans le -méme bain mordant, 
alors que 1' on sait qu' il faut avec la méthode de Loeffler, des bains mordants différents pour chaque 
variété microbienne. Dans le méthode décrite ici, les Bactéries sont colorées en noir-brun, le cils 
ont une teinte noir foncé. 

Voici les avantages de la méthode: 1." résultats assurés, sans tàtonneraent, quelle que soit 
l'espèce dont on recherche les cils; 2." coloration très nette, favorable à la microphotographie; 3.° 
la forme des cils est parfaiteraent conservée; 4.° la coloration est stable. 

A. Mills 



NOTIZIE DI CACCIA E NOTE ZOOLOGICHE 



Su due catture di uccelli nel Pesarese. Nel Gennaio dell' anno corrente furono veduti, 
dopo un temporale, due fenicotteri (Phoenicopterus roseus Pali.) camminare sulla spiaggia, ed uno 
ne fu ucciso. E un adulto, che (preparato non molto bene) si conserva nel negozio Masetti pel 
Corso, non so se a scopo decorativo, o in attesa di compratori. 

Ho creduto notare questa cattura, di qualche importanza, pel fatto che pare sia la prima av- 
venuta nelle Marche e nelle regioni Adriatiche finitime. Infatti il Salvadori {Fauna d'Italia- Uccelli 
pag. 248.) riguardo al fenicottero scrive: « non so che sia mai stato visto nelle Marche »•, il Gi- 
glioli [Avifauna Italica pag. 292) nell'enumerazione delle località ove si ebbe comparsa avventizia 
di questi uccelli non ipenziona nò l'Emilia, né le Marche, né l'Abruzzo; né lo cita il prof. Pao- 
lucci nel suo Elenco delle specie di uccelli osservati nelle Marche e più specialmente nella prov. 
d'Ancona, etc. (nel Primo Resoconto dei risultati dell'Inchiesta Ornitologica in Italia - Parte li. : 
Avifaune locali)-^ e tanto meno ne parlano il conte Falconieri di Carpegna nella sua Avifauna della 
prov. di Pesaro e Urbino (ael Voi. I. 1892 - del BoUett. d, Soc. Romana per gli studi zoologici) e 



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il Prof. Gasparini nel suo opuscolo « Sulle specie più rare dell' Avifauna Marchigiana » (Fano 1889.) 

L' altra cattura è già stata resa di pubblica ragione : si tratta della femmina di sirratte {Syr- 
rhaptes paradoxus Pali ) che fu uccisa presso Pesaro il 5 Maggio 1888 e che figura nell'elenco del 
Salvadori nell'opuscolo «Altre notizie intorno al Stratte in Italia nel 1888-^ Ma poiché il Di Car- 
pegna (op. cit. pag. 40 dell' estratto) rammarica che i due sirratti uccisi nel Pesarese non sian 
stati conservati, e il Gasparini (op. cit. pag. 26) dice di non aver mai saputo come sia finita questa 
femmina appunto, eh' egli vide imbalsamata, così comunico che codesto esemplare, già di proprietà 
del Sig. Guerrini, è stato recentemente ceduto per cambio al Gabinetto di Storia Naturale di questo 
R. Liceo Mamiani. 

Pesaro 4 Giugno 1894. Prof. Corrado Lopez 

Un' eco da Brescia È quasi stoltezza il ripicchiare 1' ormai arrugginita questione dello 
sterminio dei nidi. Se ogni provincia ha fatto eco, se ogni giornale ha trattato inutilmente, è segno 
che chi è in tale questione interessato, conferma 1' opera degli sterminatori. Sommamente mi spia- 
ce tale fatto, ma trattandosi di cosa a tutti nota, mi rimetto ad attendere quel dì che vedremo i 
cacciatori rincorrere i lepidotteri lungo i prati, e 1' autorità proibire la caccia farfallesca ai froda- 
tori, per agevolarla a quelli che hanno licenza. Se prima si rompevano le covate per puro capric- 
cio ora il bisogno di tali distruzioni cresce, per 1" adottamento delle uova d' uccelli, quali rinfre- 
scativi, e pure come fortificante agli uccellini in allevamento ; e naturalmente se si scoprirà un 
vero utile, non tarderemo a vedere i mercati d' uova d' uccelli, sotto il naso delle autorità. 

Renato Guillaume 

Da Roma. Da notizie pubblicate nel Bollettino della società zoologica romana, apprendiamo 
che nello scorso inverno furono presi in quei dintorni . Un Petto azzurro (^ [Cianecula Wolfi; una 
Sterna cantiaca e parecchi Falchi bianconi (Circaetus gallicus). Red. 

Il progetto di legge sulla caccia. La Cominissione che ha esaminato il progetto della 
legge sulla caccia, formulato dall' on. Lacava, ha proposto — relatore T on. Chiaradia — varie 
modificazioni al progetto governativo. 

Le principali sono le seguenti : 

« Nessuno potrà esercitare la caccia all' infuori dei modi seguenti, pagando l'annua tassa per 
ognuno stabilita : col fucile, L. 25 — con spingarda, 100 — bressanelle, roccoli senza passata, 150 

— con bressanelle, roccoli con passate comuni, che non potranno oltrepassare metri 300, L, 300 

— con paretai, copertoni e prodine senza contrappesi, 80 — con paretai, copertoni e prodine con con- 
trappesi, 100 — con tese alle anitre (terreno preparato), 50 — con capanno e velatini ai colombacci 100. 

« Le licenze sono personali. 

« Insieme con la licenza di caccia con armi da fuoco si rilascerà al richiedente una piccola 
placca di metallo indicante 1' anno per il quale deve servire, che egli dovrà portare sul cappello 
od in qualsiasi altro modo visibile. 

«: Chi uscirà, armato, senza la suddetta placca visibile, sarà passibile di una multa equivalente 
air importo della licenza. » 

La Commissione ha proposto che sia proibita in qualsiasi tempo e luogo : 

La caccia con qualsiasi ordigno od insidia ; la caccia con tagliole, schioppi fissi e lacci di 
qualunque genere non solo è proibita ma sarà aggravata la pena di un terzo per ogni contrav- 
venzione ; la distruzione, in qualsivoglia modo operata, delle uova, la cattura e la distruzione de- 
gli uccelli da nido, la cattura dei leprotti ed altri piccoli quadrupedi ; la caccia di notte, in qua- 
lunque modo fatta, eccetto la posta alle anitre; la caccia quando il suolo è coperto dalla neve; la 
caccia con cani da corsa (levrieri). 

Parimente la Commissione ha proposto che sia proibita la caccia col fucile dal 1 gennaio al 
1 settembre. 

È pure permessa: alle sole quaglie, dal primo agosto; agli uccelli acquatici dal 1 gennaio al 
30 aprile, limitatamente ai laghi, paludi, fiumi e terreni irrigatorii ; alle quaglie di passo, sulla 
spiaggia del mare, in una zona non maggiore di un chilometro dallo stesso, dal 1 aprile al 30 
maggio Red. 



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Caccia all'orso. Un'orso che da oltre un anno vagava sui monti di Tiene (Trentino), ven- 
ne finalmente ucciso il 23 maggio scorso nella località a Coel in Val di Borzaga dal cacciatore 
Angelo Giacomelli assistito da Ernesto Zeni entrambi da Pellugo. 

L'esemplare, dell'età di 14 anni e del peso di 120 kilogrammi venne presentato al Capitanato 
di Tiene ove al Giacomelli venne assegnata la taglia legale di fior. 31,50, un premio dal Consiglio 
prov. di Agricoltura di fior. 25 ed un altro di fior. 5 da parte di quella Società dei cacciatori. B. 

INSEGNAMENTI PRATICI 

— «-S8C-»*— 

Per ottenere rose artificialmente colorate. Il signor De Parville qualche anno fa, 
indicava il seguente processo di colorazione artificiale delle rose. Prendete della fuchsina (anilina) 
di tinta celeste, e fatela sciogliere in acqua distillata od acqua di pioggia, primo bagno. Secondo 
bagno : gettate un buon pizzico di carbonato di potassa in circa 25 centilitri di acqua, poi im- 
mergete una rosa bianca o di tinta chiara nel bagno di potassa; lavatela nell'acqua per toglierle 
r eccesso di mordente, e bagnate il fiore nella tintura. Ne avrete una rosa celeste. 

Non è punto diffìcile, come si vede. Diminuendo la dose di potassa, la tintura non morde 
egualmente dappertutto, in allora la rosa bianca rimane soltanto chiazzata di celeste. 

Sovente queste rose, unicolori o chiazzate, sono largamente bordate di un celeste scuro con 
riflessi metallici. 

Giammai si crederebbero tinte queste rose, l'illusione è completa, desse si conservano altret- 
tanto lungamente che le altre rose, e conservano il loro profumo. 

Infine è da osservarsi che si possono ottenere rose di tutti i colori, con questo procedimento, 
non esclusa la famosa rosa verde. Basta che il mattino per tempo, prima che sia levato il sole, 
si spolverino i fiori con dell'anilina di diff'erenti tinte; la rugiada farà dissolvere i colori, i fiori 
resteranno così letteralmente dipinti. (Dal CHardwaggio) 

Imballaggio dei fiori. È necessario, prima di imballare i fiori nelle scatole di legno, di 
immergere queste nell' acqua, poscia collocarvi entro i fiori (od il fogliame). Imballandoli in sca- 
tole interamente secche, i fiori cedono ad esse la maggior parte della loro umidità^ ciò che non 
succede se prima il legno è stato imbevuto di acqua. 

Svernamento dei fiori nelle cantine. Molte piante come le agavi, gli oleandri, i grossi 
cactus e simili, passano assai bene l' inverno in una cantina moderatamente secca e dove non geli. 

Lo scopo si è che passino la stagione invernale in una condizione di riposo, il che solo si ottiene 
lasciandoli nelle cantine ed in terreno asciutto, non però tanto che abbiano da accartocciarsi o 
da appassire. Anche geranei, salvie, eliotropi, garofani, si conservano benissimo nelle cantine, 
purché si tengano coperti con sabbia asciutta o leggermente umida, e così si conservano per la 
primavera degli splendidi esemplari. L' acquistare ogni primavera delle piante nuove è veramente 
una spesa inutile, quando si può conservarle in modo sì facile. {Progr. Agric. di Soligo). 

Modo facile per conoscere la purezza del solfato di rame. (Dal Feuille vinicole d« 
la Girondé). Per sapere se il solfato di rame è impuro, si prende un pizzico del campione polve- 
rizzato, e lo si fa sciogliere in un bicchiere con acqua pura ; vi si aggiungono alcune goccie d' am- 
moniaca, e si allunga con acqua. 

Se il solfato di rame è puro si otterrà un magnifico color bleu, assolutamente limpido. (Il 
solfato di rame del commercio non essendo mai chimicamente puro, non occorre tener conto di un 
leggero intorbidamento che si produce al momento in cui si aggiunge 1' ammoniaca alla soluzione). 

Se il campione contiene solfato di ferro, il colore bleu scuro al primo momento, si schiarirà 
a poco a poco depositando sul fondo del bicchiere una materia fioccosa, scura, mentre che il liquido 
soprastante avrà il bel colore bleu del solfato puro trattato coli' ammoniaca. 

Invitiamo vivamente i viticultori a non trascurare la verificazione della purezza dei prodotti 
che adoperano, ne va dell' efficacia del trattamento adoperato verso la vite. 



T6 



Potere insetticida delle foglie di pomodoro. Dicesi che dell' acqua nella quale si era 
fatto macerare una certa quantità di pomodoro, liberò completamente i peschi, i rosai e gli aranci 
da numerosi insetti di ogni specie che infestavano tali piante. Due giorni sono stati sufficienti per 
ottenere un risultato completo. 

Il solfito di calcio per distruggere completamente i germi delle malattie dei vini. 
Lo afferma il Roos nella Revue internationaì de vitic. et enol. Egli sostiene coli' appoggio della pra- 
tica, che il solfito di calcio non solo rende inattivi i germi delle malattie, ma li distrugge addi- 
rittura ; tanto che con il solfito di calcio si può ottenere una vera sterilizzazione ; e trattandosi di 
vini già in via di alterazione o molto proclivi ad alterarsi, il Roos sostiene che V aggiunta del 
solfito di calcio vale quanto il riscaldamento (pastorizzazione). 

Ma per questi casi bisogna usarlo in quantità grande, 100 a 150 grammi per ettolitro. Una tal 
quantità ha un'azione decolorante; ma travasando poi il vino al contatto dell'aria, esso riprende 
il suo colore (si ossida l'acido solforoso svolto dal solfito di calcio, e scompare; allora cessa l'azione 
decolorante). Ne tengano conto coloro che hanno vini pericolanti. 



INVENZIONI E SCOPERTE 



Nuova macchina fotografica inventata dal Sig. C. Firmio di Pralormo e con la quale 
si può riprodurre qualsiasi oggetto o persona al naturale colle propoì- sioni esattamente regolari.^ per 
mezzo di proiezione fotografica. 

Vetture elettriche. Dalla ditta Carli di Castelnuovo di Garfagnana, sono state costruite 
sotto la direzione del Sig. Roggio, nuove, perfezionate ed eleganti carrozze che camminano per mez- 
zo di un accumulatore elettrico. 

Seta artificiale. Siamo già ad un quarto metodo per la produzione della seta artificiale. 
Ai signori Chardonnet, du Vivier, e dott. Lehner, si aggiunge il nome del signor Cadaret. Anche 
il Cadaret produce un filo a base di cellulosa, mediante varie operazioni. La nuova seta non coste- 
rebbe che circa sei franchi il chilogramma. 

Accendimento elettrico dei becchi a gaz. Una compagnia americana ha già incomin- 
ciato ad istallare illuminazioni a gaz, nelle quali non occorrono uomini che accendono i fanali, 
poiché 1' accensione dei medesimi avviene istantanea, e contemporaneamente all' ora voluta, per 
mezzo della elettricità. 

Flexus fibra. È un nuovo materiale derivato dal lino e che viene proposto in sostituzione 
del cuoio del quale imita le migliori qualità, è egualmente resistente e più igienico. 

I forni Anelli. Si annuncia che don Rinaldo Anelli ha trovato che il calore superfluo dei 
forni del suo sistema per la cottura del pane, si può utilizzare per una caldaia a vapore, ed è più 
che sufficente per far lavorare una impastatrice, un torchio da. pasta, e, se si vuole, anche una piccola 
macina, così da avere tutto in casa, risparmiare mano d' opera e combustibile, e ridurre di pa- 
recchi centesimi ogni chilogramm,o il prezzo del pane. 

Macchina per le votazioni. Il sig. Genleur di Parigi, ha inventata una ingegnosissima 
macchina che serve a fare automaticamente lo spoglio delle votazioni man mano che i votanti eser- 
citano il loro diritto e serve tanto per le votazioni segrete che per le palesi. 

Scoperte mineralogiche. A Douvres sono stati scoperti ricchi giacimenti di carbon fos- 
sile che dicesi possano essere il prolungamento dei filoni carboniferi del Passo di Calais. 

A Gessi (Alessandria) è stata rinvenuta una sorgente di acqua solforosa simile a quella di 
Acqui. 

Una grande cava di eccellenti pietre litografiche è stata scoperta nella Nuova Caledania a 
poca distanza da Noumea nell' isola Matho. 

L'Enogene. L'enogene (produttore di vino) non è altro che il mosto d'uva spogliato delle 



77 



sue parti solide, e liberato dalla maggior parte dell' acqua per evaporazione, indi mescolato con 
amido di frumento e per ultimo disseccato a mite calore; somigliante, in quanto all'aspetto esterno, 
a quella pasta che si prepara nelle famiglie cuocendo il mosto con polpa di cotogne e zucchero. 

Questo preparato, che si vuole destinato a surrogare il mosto nell'esportazione, ed a correg- 
gere i mosti poco zuccherini, ò un prodotto che per la prima volta venne esposto al Concorso Agra- 
rio regionale forlinese. 

Si assicura che 1' enogene stemperato in conveniente quantità di acqua e fatto fermentare, 
produca un vino affatto simile a quello che darebbe il mosto recentemente spremuto, ed al quale 
volendo aggiungere del fermento selezionato, sarebbe possibile imprimere al vino derivante, il pro- 
fumo delle qualità più prelibate. 

Secondo quanto si afferma, la preparazione dell' enogene risolverebbe il grande problema della 
conservazione indefinita del mosto, riunendo il non tenue vantaggio di poterlo esportare in casse, 
sacchi o cesti, e così evitare 1' uso sempre seccante e dispendioso dei fusti o di altri recipienti. 



NOTIZIARIO 



Rondini messaggere. 11 possidente viennese Masies è riuscito ad addomesticare le rondini 
in modo, che ad ogni volata tornano sempre dopo alcune ore ai loro nidi. Le rondini sono più 
veloci e più piccole dei colombi ed hanno il volo più alto, onde è maggiormente diffìcile che in 
tempo di guerra siano colpite da piombo nemico ; perciò si ritiene possano venire adoperate pel 
servizio postale in tempo di guerra, in sostituzione dei colombi. 

I piccioni viaggiatori hanno trovato un impiego pratico in alcune grandi pescherie del- 
l'America. Essi segnalano i risultati della pesca. Ogni battello viene provvisto, all' istante della par- 
tenza, d' una coppia di colombi. Allorché le reti vengono ritirate e si conosce il risultato della 
pesca, viene lasciato libero uno dei piccioni, che porta a terra le notizie opportune per fare i pre- 
parativi pella conservazione del pesce ed informare gli incettatori dei più grandi mercati. 

II secondo piccione viene riservato pel caso di dover dare l'allarme, verificandosi un pericolo 
in mare. 

Pavoni allo stato selvaggio in Ungheria. Nel dominio di Szanny (Contea di Oeden- 
bourg) appartenente al principe Esterhazy, erano stati introdotti quattro pavoni, un maschio e tre 
femmine. Si è constatato che in tempo relativamente assai breve si moltiplicarono, e ne furono 
trovati ben 32 nella foresta. In questa ormai vivono liberi e benissimo, tanto giovani, quanto 
adulti, fra i quali se ne videro dei bellissimi. Resistono assai al freddo, di notte tempo si rico- 
verano su alberi assai elevati. Assicurasi che la carne dei pavoni selvaggi acquista nn gusto par- 
ticolare, migliore assai di quello proprio alla carne dei domestici. 

Il Museo commerciale di Milano, desideroso di contribuire in modo sempre più effica- 
ce a far sviluppare le esportazioni nazionali, ha deliberato di pubblicare una nuova edizione del 
Catalogo degli esportatori italiani. La pubblicazione verrà fatta, a cura e spese del Museo, in 10000 
esemplari, che saranno distribuiti all' estero, dove già attualmente sia notevole il commercio dei 
prodotti italiani e dove esso presenti le più grandi probabilità d' espansione. 

Affinchè il lavoro rivesta il carattere della maggiore possibile praticità, sarebbe utilissimo che 
i produttori italiani, disposti ad affari di esportazione, indicassero essi stessi colla massima preci- 
sione i respettivi prodotti esportabili; ciò che dovranno fare non più tardi del mese corrente scri- 
vendone al Museo a Milano, via S. Marta, 16. 

Un' invasione d' insetti. Nel Basso Milanese è comparso su vasta scala un insetto divo- 
ratore dei vegetali denominato Pliytonomus punclatus. Già altre volte fu notato tale insetto ed 
il mezzo per distruggerlo sarebbe il seguente: « Allorché nelle prime ore del giorno il maggior 
numero di questi insetti vedesi sui fusti e sulle foglie dei trifogli, mandansi nel prato alcuni uo- 



18 



mini muniti di quello strumento che serve a raccogliere il frutto del pabbio [Hanicum glaucum), 
detto appunto pabbiarolo, e si fanno scorrere col medesimo tutti quegli spazi del prato che ne sono 
infestati. Gli insetti cadono dentro al sacco di tela di cui è formato l' istr amento e quindi si uc- 
cidono abbruciandoli o soffocandoli al forno riscaldato ». Così il Gene. 

Circolo dei naturalisti in Roma, Questo Circolo fondato nel 1891, e che l'anno passato 
dette al pubblico un brillante corso di conferenze, ha nominato il nuovo Consìglio di direzione 
nelle persone dei sigg : prof. Mario Cermenati, a presidente, professori Ascoli, Fabris, Giunti, Sella, 
Villavecchia e Vincinguerra a consiglieri. 

Le conferenze verranno riprese anche quest' anno. 

La malattia nella foglia dei gelsi. In quest' anno le foglie dei gelsi sono state assai 
estesamente attaccate dalla crittogama denominata Septogloeum Mori o Pleospora Mori, e ciò è spie- 
gabilissimo stante la persistente stagione umida trascorsa. 

Per questa malattia comunemente denominata fersa bruciatura, seccume, macchia o nebbia non 
sì conosce un rimedio sicuro. Il prof. Cubani assicura che 1' ordinaria miscela di solfato di rame 
e calce usata per le viti, giova anche per difendere i gelsi da questa malattia : egli però non la 
consiglia quando le foglie sono destinate all' allevamento dei bachi, perchè ritiene che il solfato 
di rame potrebbe essere loro causa di disturbi gravi, ma solo nel! estate e nell' autunno sulla se- 
conda foglia e si avrebbe così il vantaggio di giovare alla vegetazione della pianta e diminuire lo 
sviluppo autunnale del fungo che porterebbe di conseguenza una minore probabilità della malattia 
nella primavera futura. 

Altri dichiarano di aver somministrate le foglie ramate ai loro allevamenti e chie bachi le 
hanno mangiate e non ne hanno risentito il minimo danno, per cui consigliamo di applicare il 
rimedio anche nella prima foglia. 

Qualcuno ha consigliato di non dare ai bachi la foglia affetta dal detto seccume, ma resuita 
invece ..che può essere somministrata senza inconvenienti. I bachi mangiano la parte verde e la- 
sciano la secca. 

Pesci viventi in massi di ghiaccio. Durante il forte gelo avvenuto nel mese di gennaio, 
grandi masse di ghiaccio che contenevano numerose anguilla furono esportate dal fiume Arunda 
Littlehampton. {Il Progresso), 

Esposizione internazionale di frutticultura. La Società di frutticultura Russa, ha ban- 
dita per il prossimo autunno una esposizione internazionale allo scopo di far conoscere lo stato 
attuale in tutto il mondo della coltura delle frutta e delle diverse industrie che vi si rannodano. 

Congresso internazionale di chimica applicata. Avrà luogo in Bruxelles dal 4airil 
agosto prossimo. 

Esposizione internazionale d'igiene e d'alimentazione. Starà aperta in Roma nel 
Palazzo delle Belle Arti dal 16 Giugno al 1 Agosto a. e. 

Posto di veterinario. Fino al 30 corrente, è aperto il concorso al posto di veterinario nel 
comune di Esperia (Caserta) con lo stipendio annuo di L. 1648,20. 

NOMINE, PROMOZIONI , ONORIFICENZE, PREMI 

Belli dr. Saverio — Baroni dr. Eugenio — Buscalioni dr. Luigi — Cavara dr. 
Fridriano — Kruck dr. Osvaldo, hanno ottenuta la libera decenza per V insegnamento della 
Botanica. 

Gorini dr. Alessandro — Alessi dr. Giuseppe idem per V Igiene. 

Giorgis dr. Giovanni idem per la chimica applicata ai materiali da costruzione. 

Mazzanti dr. Ernesto idem per V Anatomia patologica sooiatrica. 

Goggi dr. Alessandro idem per V Anatomia comparata. 

Passerini dr. Napoleone idem per 1' Agronomia. 

Palizza Arturo studente di 1.° anno di scienze naturali nella Università di Torino ha ot- 
tenuto il premio Bricco e Martini. 



RICHIESTE E OFFERTE 

Domande di cambi, domande e risposte diverse ~ Gratis per gli abbonati 

Quando non vi è speciale indirizzo, rivolgersi all' amministrazione del giornale, la quale rappresenta gli abbonati 
che pubblicando richieste od offerte desiderano rimanere incogniti. 

Gli 
ferte sarani 

Preghiamo pure gli abbonati a farci conoscere i loro cambiamenti di residenza, le loro no- 
mine, promozioni ecc., gli studi speciali ai quali si dedicano, nonché se tengono collezioni e se 
desiderano far cambi. 

Questo periodico è assai diffuso anche all' estero, per cui un annunzio posto in questa rubrica, 
anche una volta all' anno, servirà a mettere gli abbonati in relazione con i colleghi d' Italia e 
delle altre nazioni, specialmente Europee. 



li abbonati sono pregati ad approfittare di questa rubrica, poiché più che le richieste ed of- 
jaranno numerose, tanto maggiore sarà l'utile reciproco che ne ritrarranno gli abbonati stessi. 



85 Carlo Piazza, fuori porta d'Azeglio 362 Bologna, desidererebbe avere una piccola quan- 
tità di semi di Cicuta vìrosa Lin. , Imperatoria astruthium Lin. , Phellandrium aquaticum Lin., 
Sium nodiflorum Lin. offrendo in cambio coleotteri. 

86 J. B. Baillière et fìls, 19 rue haulefeuille à Paris, viennens de publier une Biblio- 
graphie des Flores de France, contenant 1' annonce de près de mille volumes er brochures sur les 
flores de la France, classees par règions. lls l'andressent franco à toute personne qui leur en fait 
la demande, 

87 Dal laboratorio di storia naturale di S. Brogi in Siena si fa ricerca di miriapodi 
indeterminati di qualunque località. 

88 Enrico Vestri di Livorno (Toscana), compra qualunque sorta di francobolli antichi. 
Ai rivenditori e collezionisti spedisce fogli assortiti in esame col 30 0|0 di sconto. 

89 Vincenzo de Michetti di Teramo offre cani Setter e Pointers puro sangue, figli di 
riproduttori premiati, provenienti tutti dall' estero. 

90 M. RoUand, 2 rue des Chantiers à Paris, va bientót faire paraitre un Dtetionaire des 
noms putois des x-ilantes. 11 prie les personnes qui s'intéressent à sons oeuvre, de lui fournir des 
documenta recueillis autant que possible de la bouche du peuple. 

91 M.°'® Bidaultde l' Isle, 8, boulevard Malesherbes. Paris, offre des Cocons vivants à'Actia 
Luna a échanger contro des Cocons vivants d'autres espèces ou Lépidoptères séricigénes étrangers. 

92 P. Perruchon, vicaire à Champfleus (Sarthe) par Alen^on (Orne) désire échanger des 
ceufs d'oiseaux. 

93 Cacciatore giovane, robusto, tecnicamente e praticamente conoscitore dell' arte della caccia, 
desidera occuparsi in qualità di Capo cacciatore. Per più ampli ragguagli scrivere alla Direzione 
del giornale La caccia in Roma. 

94 Sigismondo Brogi, Via Baldassarre Peruzzi 28 Siena desidera acquistare anche in quan- 
tità Sterna minuta (Monachina o Fraticello di mare) tanto fresche in carne, che già poste in pelle. 

95 G. Mantero, Via Calata, 9, Genova offre buoni esemplari di Chalcis minuta, Biorhisa 
terminalis, Lagynodus rufus e Amasis laeta. Desidera in cambio Imenotteri italiani; Mallofagi e 
Pediculini ben determinati. 

96 M. Benderitter, r. Champs-Maillets, Rouen, (Francia) offre un lot Lépidoptères (45 
espèces, 58 individus) parfaitement déterminés et préparés, contre Coléoptéres d'Europe ou beaux 
Coléoptéres exotiques, mème communs. Envoyer ohlala. 

97 Ernest Lelièvre, Entre-les-Ponts à Amboise (Indre-et-Loir (Francia), offre des ceeufs 
féconds de B. Antheraea Perny, de Saturnia Pyri et Carpini, des chenilles à'Aglaope infausta, etc. , 
en échange d'autres oeeufs ou chenilles. 

98 M.'"'^ Larchevéque, au Tabalou près Vierzon (Cher), désire échanger des plantes de 
la famille des Cactées contre d'autres plantes du mème groupe. 

99 Agli Abbonati che ne fanno richiesta con cartolina con risposta o che ci fanno perve- 
nire un francobollo da cinque cent. , inviamo gratis e franco, un opuscolo che tratta delle tignole 
della vite e del modo di combatterle. 

S. BROGI llirettOre reSDOnSaìile Slena Tip. e Lit. Sordo-muti di L. Lazzeri 



80 



ANNUNZIO BIBLIOGRAFICO 

Umberto. — Libri di lettura per le scuole primarie, del Prof. Eugenio Pàroli R. Ispettore 
scolastico. — Casa Tip. Libr. Editr. Arciv. Ditta Giacomo Agnelli - Stillano, 1894. 

È una serie di volumetti destinati come libri di lettura e di testo per le 5 classi elementari: 
finora ne furono pubblicati i primi quattro. _ ' 

Come appare dal titolo, narrano la vita scolastica di un fanciullo che si presenta analfabeta 
alla scuola elementare per uscirne cinque anni dopo istruito ed educato come _ si conviene a un 
individuo appartenente ad una società civile. — L' Autore ci conduce dall' ambiente della famiglia 
in quello della scuola per poi trasportarci a poco a poco nell'ambiente sociale. — Per tal modo il 
piccolo lettore va ampliando le proprie idee, acquista ogni giorno nuove cognizioni e siccome se 
ne accorge, prende amore allo studio e alla scuola, che gliele procurano. 

Oltre' che come letture, questi volumetti devono riescire efficaci anche come libH di ripetizione, 
perchè vi sono svolte con sufficiente ampiezza alcune delle materie che formano oggetto dei vigenti 
programmi scolastici. — Accurate incisioni illustrano ed adornano ciascun volumetto, stampato 
con" eleganti tipi, e messo in vendita a prezzo mite: tutte cose queste, delle quali gl'Insegnanti 
dovrebbero tener calcolo, e dar loro la preferenza su tante altre pubblicazioni di simil genere, 
che lasciano molto a desiderare in ogni lor parte. — Nei due primi furono con singoiar cura te- 
nute presenti le prescrizioni degli igienisti in fatto di libri scolastici, cioè tipi cospicui e nitidis- 
simi affinchè i piccoli lettori non abbiano a soffrirne nella vista. Pregio che basta accennare per- 
chè ne sia riconosciuta l' importanza dagli Educ-atori, dalle Autorità e dalle famiglie. 

L...I B. ..I. 



Covatrici arlilìciali 



a regolatore di calore ; le piìi sem- 
plici e le meno costose, adottate 
dai coltivatori ed allevatori della 
re'^ione di Hrjuda.n, centro di allevamento il più importante. 

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= Deposito a Parigi : Quai du Louvre 16 = 




lOAGAZZINO GEOLOGICO E MINERALOGICO 

~m ALEXANDRE STUER W- 

Ufficiale d'accademia, fornitore dei Ministeri della Istruzione pubblica, dei lavori pubblici e 
degli stati stranieri. 

40. Rue des Mathurins, Paris. 

Alexandre Stuer, tiene a disposizione dei Professori, Direttori di }^Iusei e studiosi, delle serie 
completissime di fossili primari, secondari e terziari di Francia, classati stratigraficamente e pa- 
leontologicamente, 

Grande scelta di minerali di tutti i paesi. Meteoriti, pietre preziose ecc. Vendita all'ingrosso 
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Alexandre Stuer, desidera fossili d'Italia di tutte le epoche. Meteoriti e minerali di Sicilia, 
del Vesuvio, di Toscana e della Sardegna 

Acquisto e Cambio 



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I gabinetti scolastici che non posseggono 
questo interessante e caratteristico pesce, pos- 
sono averne esemplari lunghi circa 30 cent, ben 
conservati in Alcool a L. 1,00 ciascuno. Franchi 
di porto nel Regno L. 1,20, all'estero L. 1,30. 
Prendendone diversi ribasso da convenirsi. 

Lamprede imbalsamate e conservate a secco 
ppezzi da L. 5 a 10 secondo la grandezza. 



VIPERE (Vipera aspis) 

Molti sono coloro che credono conoscere le 
vere vipere venefiche, ma invece le confondono 
con altri serpi innocui, come tante e tante volte 
abbiamo dovuto verificare. A coloro che deside- 
rano conoscere sicuramente le vere vipere, ed ai 
gabinetti scolastici, invieremo vipere conservate 
in Alcool al prezzo da L. 2 a L. 4 1" una. 

Si forniscono pure vipere vive. 



Anno XIV N." 7 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



i.° Luglio 1894 



SOMMARIO 

De Biasio dott. Abele. Crania aegyptiaca vetera et hodierna, con appunti di storia e di 
etnologia egiziana Parte II. Con fig. (Coni.) Pag. 81. 

Del Prete dott. Raimondo. Sulla sistemazione di una raccolta conchigliologica {Cont. e 
fine) Pag. 87. 

Rivista bibliografica. Da pag. 90. a pag. 91. 

Bibliografìa italiana. Pubblicazioni del 1893. Zoologia, Paleozoologia e allevamento deo-li 
animali. Da pag. 91. a pag. 94. .-. . ""' 



Cpania aegyptiaea vetera et hodierna 

CON APPUNTI DI STORIA E DI ETNOLOGIA EGIZIANA 
Studio di ABELE DE BLASIO 



(PARTE II.) 

{continuazione) 



j^—. 




5.^ Sphenoides stenometopus oblongatus 




6.^ Sphenoides cuneatus 



L' imbalsamazione e la scelta di una sepoltura erano mezzi puramente ma- 
teriali che non presentavano serie difficoltà ; ma quanto agli onori funebri non 
si accordavano indifferentemente ad ogni sorte di persone. Per meritarli biso- 
gnava che il defunto se ne fosse reso degno mediante una vita esente da rim- 
proveri e che, al momento in cui il corpo era per discendere nella tomba, 
ninna voce accusatrice si elevasse dal mezzo della folla per obbligare i giudici 
dei funerali a ritardare o a rifiutare la sepoltura. In questo ultimo caso il corpo 
veniva gettato nel Tartaro ove era confuso con i corpi dei delinquenti e delle 
bestie immonde. Gli Egiziani attaccavano tanta importanza alla conservazione 
dei corpi da considerare il rifiuto della sepoltura come la maggiore delle ca- 
lamità che toccar potesse ad un uomo, e come macchia indelebile per lefamiglie. 



82 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



Questa prospettiva esercitava sugli atti della vita una influenza così forte e 
così salutare, che si può dire, con le testimonianze degli storici, che il soggiorno 
dell' uomo sulla terra non era che una lunga preparazione del terribile pas- 
saggio dalla vita all' eternità. Ecco come Diodoro da Sicilia si esprime intorno 
a tali credenze: « Gli Egiziani riguardavano la vita attuale come poca cosa, ma 
essi stimavano infinitamente la virtù di cui il ricordo si perpetuava fin dopo 
la morte. Essi chiamavano le loro abitazioni alberghij stante il poco tempo 
che vi si dimora ; mentre chiamavano poi le tombe dimore eterne perchè i 
morti eternamente vi soggiornano. Ecco perchè essi occupavansi molto meno 
della costruzione delle loro case, che di quella dei loro sepolcri ». 

Non entra nei limiti angusti di questo modestissimo lavoro il mostrare, 
con quale meraviglioso seguito d' idee, la credenza nella resurrezione e le di- 
verse istituzioni cl^e vi si attaccavano contribuissero alla prosperità generale 
dell'Egitto. Nondimeno pur ammettendo, come molti han preteso, che tutte co- 
teste credenze fossero il risultato dell' impostura della casta sacerdotale che ne 
traeva il suo maggior profitto, tuttavolta non possiamo non ammirarne i ma- 
gnifici risultati, perchè fu per opera dell' alta intelligenza di quei sacerdoti e 
del saggio impiego che essi fecero del loro talento se l'Egitto potè vantare il 
primato della civiltà fra le più antiche società civili e tenere in mano per lun- 
ghissimi secoli lo scettro del commercio, delle scienze, delle arti e della civiltà 
in tutto r Oriente. 

Detto ciò come incidente ritorniamo alle teste mummificate. Fra le 10 che 
ne conserva il nostro museo antropologico, le meglio conservate . sono quelle 
che appartengono all' antico Impero e che sono spogliate degl' involucri che 
dall' imbalsamatore vennero applicati in occasione delle pompe funebri. A giu- 
dicare dal modo come esse furono preparate si può bene inferirne che quei 
resti dovevano appartenere a persone di classe elevata, e però in condizioni da 
potere spendere per i funerali oltre le cinquemila lire (1). 



(1) Due giorni dopo il decesso degli uomini e quattro per le donne, il corpo del defunto ve- 
niva consegnato agi' imbalsamatori. Il primo di essi detto grarnrnate vale a dire scriba era incari- 
cato di tracciare due incisioni, una sul fianco sinistro e 1' altra sotto l' orecchio, che venivano 
eambiate in vere aperture dall' incisore. Ciò fatto veniva il cadavere consegnato agli operai im- 
balsamatori, i quali dalle aperture già fatte ne estraevano il cervello, la milza, il fegato e tutti 
gli altri organi spettanti alla cavità toracica e all' addominale. Il cuore e il cervello solamente, 
che erano stimati come le parti più nobili, venivano racchiusi in apposite urne dette canape, che 
erano per lo più fabbricate di materiale molto costoso. 

Questo vaso-urna veniva accompagnato da un papiro sul quale era scritto il nome del defunto 
e qualche preghiera per implorare la protezione degli Dei Infernali. 

Estratti i visceri, che erano dagli antichi Egizi ritenuti come la causa di tutti i peccati del- 
l' uomo, il corpo veniva ripetutamente lavato con acque odorose e poscia coverto di natron e te- 
nuto così per parecchi giorni. Finalmente veniva coperto con ripetuti giri di fasce, previamente 
imbevute di balsamo da inummie, avendo per principio di evitare il contatto fra le parti scoverte 
•Un grosso pezzo di tela di lino posta sopra le fasce a modo di sudario compiva quest" operazione. 

Il medio ceto e i poveri facevano usare per i propri defunti un'imbalsamazione meno costosa 
coesistente o in iniezioni dì liquidi, o nel soggiorno più prolungato nel natron. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



83 



Le misure millimetriche spettanti a questi antichissimi avanzi umani sono 
quelle che seguono. 



MISURE MUMMIA cT 


1 
MUMMIA P' 


MUMMIA p 


! 

Età approssimativa i 50 


1 
30 j 


40 


Capacità cubica 




i ? 


? { 


1350 


Circonferenza orizzontale 




525 


493 i 


490 


« verticale 




475 


450 


455 


/ p. frontale 

Curva naso-occipitale P" Parietale 
^ à p. occipitale 
' Totale 




1 « 


« 


115 






130 


« 


120 
« 




390 


350 


« 


Diametro antero-posteriore 








187 


173 


166 


« bi-laterale 








135 


, 127 


125 


Altezza verticale .... 








136 


124 


117 


^ , ., f larghezza .... 
^'^'^^ \ altezza . . . 








45 


44 


38 








35 


34 


33 


Naso \ l^fShezza .... 
( altezza 








30 

58 


21 
43 


21 
38 


„ , C f. superiore 

F^°"t« \ f. inferiore . . 








117 

106 


97 

95 


92 
107 


„ • -i. ì ( lunarhezza . 
Foro occipitale j j^^Ij^^,,^ _ 






' 36 

': 27 


37 
33 


« 
« 


;' lunghezza del ramo 








220 


100 


190 


l altezza della bran. ascend. 
Mascella <^ altezza della bran. orizzont 






70 


00 


55 






35 


« 


25 


/ larghezza della bran. ascen 


ci. 




41 


« 


30 


\ linea intercondilinea . 






79 


« 


87 


■ bi-zigomatica 








111 


126 


Ul 


Linee ' basi-nasale 










108 


100 


90 


( basi-alveolare . 










81 


93 


86 


naso-mentoniera 










134 


114 


110 


/ cefalico 










722 


734 


753 


[ verticale . 










727 


717 


705 


T j. • ) orbitario . 
^'^'^^«^ nasale . . 










778 


773 


864 










517 


488 


553 


[ facciale 










909 


901 


904 


\ alveolare . 










973 


930 


656 


Altezza totale della faccia 










215 


187 


180 

1 



Da questa tabella si deduce che le mummie da noi prese ad esaminare sono 
in generale dolicocefale perchè la media dei loro indici segna 738. Divise per 
sessi il teschio maschile ed uno dei muliebri sono dolicocefali, Y uno con in- 
dice cefalico di 722 l' altro con quello di 734. Il cranio muliebre invece è me- 
saticefalo (avendo l'indice cefalico di 753). Per l'indice verticale queste tre 
mummie sono tutte ortocefale, tanto perchè la loro media segna 748, quanto 
perchè ciascuno dei tre ìndici non supera 750. 

Le orbite in uno dei teschi muliebri sono mezzane (i. o. 864) ; negli altri 
due piccole (i. o. 778, 773) ; in generale poi sono mesoserne perchè l' indice 
medio s' innalza a 799. 

Quanto all' indice nasale, il cranio maschile e quello femminile, segnato 
col n. 566 sono mesorini, mentre 1' altro muliebre è platirino. 

Per r altezza della faccia le nostre mummie sono lepioprosope e i loro in- 
dici facciali sono 909, 901 e 904. 



84 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



L' indice alveolare lascia scorgere che sono ortognate perchè il loro indice 
sta fra 930 e 973. 

La capacità cubica è stata misurata in un sol cranio ; perchè le scatole 
encefaliche degli altri due sono in parte riempite di sostanza bituminosa. 

Volendo dall' altezza del capo argomentare della statura dell' individuo noi, 
senza dilungarci con 1' esporre tutti gli svariati sistemi onde si sono serviti i 
diversi autori come lo Schadow, il Carus, il Rietschel, lo Zeitinz ed altri, tra- 
scriveremo senz' altro una parte dei quadri del Cousin, siccome quelli che co- 
nosciuti generalmente in quasi tutte le scuole, rispondono meglio allo scopo 
pratico. 

Il Cousin divide 1' altezza del corpo in 8 parti eguali, corrispondente ognuna 
alla testa come unità di misura : così dalla sommità della testa alla parte in- 
feriore del mento 1 testa 

dalla parte inferiore del mento ai capezzoli . . . 1 « 

dai capezzoli all' ombelico 1 « 

dall' ombelico al pube 1 « 

dal pube alla parte mediana della coscia . . . 1 « 

dal mezzo della coscia al ginocchio 1 « 

dal ginocchio in sotto del polpaccio 1 « 

di sotto al polpaccio alla parte inferiore del calcagno . 1 « 
Ora poicliò 1' altezza della testa maschile è uguale a 22 centimetri e quelle 
delle teste muliebri, rispettivamente 19 e 18 : moltiplicando ciascuna altezza 
per 8 dedurremo che, in vita, il maschio doveva approssimativamente, misu- 
rare in altezza m. 1, 76 e le donne 1,52 e 1,54 (1). 



11 cranio egiziano dell' antico Impero può essere facilmente distinto per i 
seguenti caratteri. Osservato di prospetto esso presenta la fronte stretta, piut- 
tosto alta ed in alcuni reclinante all' indietro; non ha apparenti le bozze fron- 
tali ; come poco visibili sono anclie le arcate sopraccigliari e i seni frontali. 
La radice del naso è poco depressa e gli ossicini nasali, fatta eccezione di un 
sol teschio, sono sottili e sporti in fuori. 

Le cavità nasali, per grandezza, sono in media mezzane, e parimente mez- 
zane sono le cavità orbitali, che sono poste sempre sopra un piano orrizzontale 
ed hanno la forma rotondeggiante con il bordo superiore sottile. 

Le ossa malari sono piccole e verticali; ben marcate le fossette mirtiformi. 

Il mascellare superiore, eccetto in uno dei crani muliebri, non sporge in 
fuori e la forma dell' arco dentario sta fra la parabolica e la circolare con im- 
pianto verticale dei denti che sono regolari e di mezzana grandezza. 



(I) È erroneo ciò che fu detto dal Bluraenbach e da altri che gli Egiziani avevano le orec-^ 
chie impiantate molto in alto. In due delle nostre mummie, che ancora conservano le orecchie, il 
loro impianto non è dissimile da quello delia razza europea. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 85 



Il mascellare inferiore è moderatamente alto e la sua forma parabolica si 
conforma all' arcata dentaria del mascellare superiore ; però le branche ascen- 
denti formano colle orrizzontali, tanto all' esterno che all' interno, un angolo 
quasi prossimo al retto. 

Guardato di lato il profilo della calvaria non presenta rilievi o avvalla- 
menti di sorta, ma una curva uniforme e quasi pianeggiante. 

Le fosse temporali sono strette e profonde; le arcate zigomatiche sottili e 
sporte all' esterno. Le tuberosità parietali poste in alto ed in dietro più che nei 
crani europei ; mancano affatto o sono poco visibili le creste e le curve che 
davano inserzioni ai muscoli di quelle regioni. 

La norma verticale dà a vedere che questa regione stretta dapprima verso 
la regione frontale, si allarga man mano per raggiungere il massimo dell'am- 
piezza in corrispondenza delle bozze parietali. 

Di dietro si mostrano più o meno arrotondati alla quale forma tende tutta 
quella parte dell' occipite che trovasi sopra delle linee curve superiori. 

La base del cranio è piuttosto allungata e ciò è dovuto a quella parte 
dell! occipitale, che trovasi inferiormente alla spina dello stesso osso, che, in 
questa serie di crani, la porzione sotto spinale è quasi sempre disposta a calcagno. 

1 processi mastoidoei sono poco sviluppati. Il foro occipitale è piuttosto 
ampio; di forma che si approssima alla rotonda, i bordi sono alquanto sottili 
ed in alcuni anche irregolari e salienti. 

Tali sono i caratteri generali del cranio egiziano tipico dei quali uno solo 
fra i 14 se ne discosta (fìg. 4.^); il quale presentando un leggiero grado di pro- 
gnatismo mascellare, lascia supporre che possa ravvisarsi in esso una qualche 
mescolanza di sangue negroide. 

Volendo poi far notare le differenze secondarie fra i due sessi è i due tipi 
dolico e mesaticefaloj sole forme di quest' epoca, credo opportuno esaminare 
particolarmente le più importanti misure prese su questi teschi. 

I. 
Capacità cubica 

La cavità cranica, a fine di dedurne il peso probabile del cervello, è stata 
misurata mediante granelli di miglio introdotti pel forame occipitale, dopo aver 
otturate tutte le aperture che servivano per il passaggio dei vasi e dei nervi, 
in 11 teschi, cioè in 7 maschili e in 4 muliebri, abbiamo notato che in questi 
rappresentanti dell'antico impero la media e. e. dei loro crani è 1417 elevan- 
dosi a 1440 nei virili ed abbassandosi a 1395 nei femminili. La differenza ses- 
suale adunque è di 45 e. e. 

La massima e. e. nei crani maschili ascende a 1740 ed appartiene ad un 
cràìììò ìnesaticefalo ; mentre la minima 1250 spetta ad un cranio dolicocefalo. 
Nei muliebri giunge a 1640 in un cranio rnesaticefalo e discende a 1250 in un 
dolicocefalo. Sicché in questi crani la massima e. e. si rinviene nei mesaticefali 
laddove nei dolicocefali non notasi fra i sessi differenza alcuna. 



86 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



Volendo poi dalla e. e. dedurre il probabile peso del cervello basta ricor- 
dare che un volume pari a 1000 e. e. di cervello pesa 1040 grammi. Il peso 
richiesto adunque sarà eguale al volume ottenuto moltiplicato per 1040 e di- 
viso per 1000. Ora togliendo da questo risultato il 15 0[0, equivalente del peso 
delle meningi, del liquido cefalo-rachidiano e dei vasi col loro contenuto si 
otterrà il probabile peso del cervello. Sicché se V è il volume ottenuto, il peso 
lordo P, sarà P = P X 1040 da cui dedotto il 15 0[0 (p) il quale è dato da 

1000 
p = P X 15. Si ha finalmente il peso netto t^ «= p _ p. 
100 

Or poiché la e. e. giunge nei crani muliebri a 1395 é nei maschili a 1440, 
è a dire che tanto gli uni che gli altri sono mesocefali. 

Secondo la divisione del Sergi i femminili sarebbero oligocefali, perché il 
contenuto del cranio non supera i 1400 e i virili metriocefali, perchè la loro 
media non sorpassa 1500 e. e. (1). 

Ciò che innanzi abbiam detto viene espresso più chiaramente nel seguente 
specchietto. 



SESSO e TIPO 


CAPACITÀ CUBICA 


Numero 


! 

! Maschili . 
i Femminili 
i Mesatì cefali . 
Dolicocefali 


. 


minima massima 


media 




1250 1 1740 
1250 i 1640 
1320 1 15.52 
1250 1332 

! 


1440 
1395 
1552 
1333 


7 
4 
5 
5 



IL 

Circonferenza orizzontale e verticale 

La circonferenza orizzontale che si é ottenuta mediante un nastrino me- 
trico, passante per la glabella e la parte più sporgente dell' occipitale, è stata 
misurata in 8 crani maschili e in G muliebri. Nei maschi, in media, raggiunge 
512 mm. e nelle femmine 488, con la differenza di 28 mm. fra un sesso e 1* altro. 

I mesaticefali, tanto maschili che muliebri, sono quelli che presentano la 
circonferenza orizzontale maggiore ; perchè nei crani virili tale circonferenza 
raggiunge 540 e in quelli di donne 524 mm. 

La circonferenza verticale, che è stata misurata sugli stessi crani, presenta 



(l) Il Sergi chiama microcefali quei crani la cui interna e. e. non supera 1150 e. e. 
Crani elattocefali da 1150 a 1300 e. e. 

« oligocefali da 1300 a 1400 e. e. 

« metriocefali da 1400 a 1500 ce. 

< rnegalocefali da 1500 in sopra. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



87 



fra i due sessi una differenza di 24 mm. ; perchè nei maschili la media arriva 
a 476 nei femminili a 452. 

La massima circonferenza verticale nei maschi giunge a 500, e si rinviene, 
come la circonferenza orizzontale, in un cranio mesaticefalo (i. e. 793). Nei 
femminili invece si riscontra in un dolicocefalo (i. e. 729). Il massimo il minimo 
e la media, fra queste circonferenze sono così espresse. 



Num. 


Sesso 


CIRCONF.a ORIZZONTALE 


Num. 


Sesso 


CIRCONF.* VERTICALE 


8 
6 


i 


Miaima 

489 
447 


Massima 


Media 


8 
6 


i 


Minima 


Massima 


Media 


525 512 

529 488 


445 
420 


500 
490 


476 
452 



[Continua) 



SULLA SISTEMAZIONE 
D'UNA RACCOLTA CONCHICrLIOLOGIC A 

{continuazione e fine) 



Quando si vogliano scatole di maggiori dimensioni non dobbiamo far altro che voltare 3, 4, 
5, 6.... volte il quadrello fra d ed /" fig. 4, invece di 2 volte sole, e così avremo scatole di 4 X 6, 
4 X 8, 4 X 10> 4 X 12 ecc. che se si farà ugualmente dall'altro lato avremo le dimensioni che 
vogliamo. Quando per unità di misura si volesse scegliere una scatoletta d' altre dimensioni è 
chiaro che occorre ordinare un quadrello pure d'altre dimensioni. Si guardi peraltro che le sponde 
non vengano troppo alte o troppo basse. 11 quadrello è bene che sia di ferro perchè, attesa la sua 
lunghezza, se fosse di legno si piegherebbe troppo facilmente, e di piìi correrebbe il rischio d' es- 
sere intaccato spesso dal temperino. Occorre sia verniciato perchè non si ossidi e quindi non 
sporchi il cartone. La sua pesantezza non è a carico, anzi fìssa meglio il cartone e meno facil- 
mente si sposta nei movimenti che gli s' imprimono. 

Tagliati i cartoncini bisogna fasciarli con liste di carta incollandole con pasta di farina di 
grano. Dette fasce debbono sopravanzare la sponda di circa un centim. tanto sopra quanto sotto, 
ossia devon essere di circa 4 centimetri. Fasciata la scatola circolarmente, si taglia un triangolo 
sugli angoli della parte di sotto e si ripiega sul fondo la caria che avanza di sotto. Quella che 
avanza di sopra si ripiega sul dentro della scatola senza farvi alcuna incisione. La pasta di grano 
perchè venga bene occorre sia di farina stacciata fina nella proporzione di un cucchiaio per ogni 
quattro d'acqua, messa a freddo, e sempre agitata finché non abbia bollito per un minuto o due. 
Non è male aggiungere un pizzico d'allume perchè si mantenga meglio e più difficilmente sia poi' 
attaccata dalle tarme e da altri insetti. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



Nelle collezioni pubbliche le conchiglie disposte nelle scatole come sopra dicemmo, sono rac- 
colte in scaffali a cristalli ; nelle private questo sistema, che porta via uno spazio non indifferente, 
Jl pili spesso non è adottato. Nelle collezioni private le scatolette sono disposte in armadi a cas- 
settine. Anche riguardo a questi credo bene di suggerire un' aggiunta che io ho adottato per i miei. 
Questa. consiste in due Imposte che, quando tutte le cassette sono chiuse, serrano completamente 
tutto l'armadio. Così con un solo giro di chiave rimangono chiuse trenta o quaranta cassette, ossia 
tutte quelle che contiene l'armadio; e di più le conchiglie con questo doppio riparo restano sempre 
piìi difese dalla polvere e dalla luce, che a lungo andare danneggiano grandemente le nostre raccolte. 

Quanto alla forma e grandezza degli armadi e delle vetrine è diffìcile dar consigli speciali, ciò 
dipendendo dallo spazio che uno ha disponibile, dall'importanza della collezione, dall' esser questa pub- 
blica privata ecc. Dirò però, a proposito delle collezioni private, che si guardi di non fare armadi 
troppo alti, è sufficente un metro e mezzo al piìi, in modo che stando in piedi una personadi statura media 
possa vedere il contenuto delle cassette più alte. Le cassette poi non siano né piccole né grandi 
nò troppo profonde. Le cassette degli ultimi armadi che ho fatto fare per la mia collezione sono 
larghe internamente centira. 60, lunghe 40 e profonde da 5 a 6. Se questa profondità non è suf- 
ficiente per alcune poche conchiglie marine, lo è per quasi tutte le terrestri e fluviatili, e non 
merita per poche specie aumentare la profondità di tutte o di alcune cassette a scapito di spazio. 
Una vetrina che sovrasta gli armadi serve per le specie più voluminose. 

Una collezione ben ordinata deve esser provvista d' un catalogo. La cosa più semplice é d'avere 
un catalogo a stampa d' una grande collezione, il catalogo del Paetel per es. , e volta per volta 
controsegnare su di esso le specie che arrivano a far parte della propria. Unita al catalogo però 
bisogna rilegare una certa quantità di fogli bianchi per registrarvi le specie che non fossero sul 
catalogo a stampa. Se questo metodo ha il vantaggio d' essere sbrigativo è però molto imperfetto. 
Coir andar del tempo il libro é pieno di cassature e d'appendici, e per di più privo affatto dell'in- 
dicazione di molte varietà e di tutte le località. 

I migliori cataloghi sono quelli a schede. In un foglio doppio, dov' è indicato il genere, io in- 
cludo tante schede quante sono le specie 



Clausilia ungulata. Ziegler. 

Bech. Incl. p. 32 
Pfr. Mon. hel. viv. VI. p. 405 




a 
b 
e 
d 
e 


f 


Varietà 

6, commutata. Rossra 

r- fucila Dp Retta. 


1 2 
.... 3 


g 


h 


1 


k 
1 

m 
n 



P 

q 

r 
s 
t 
u i 






Località 

...1, Croazia 

"^ Castello di Brescia 


a b 
• b 


3. Oliero (Val di Brenta) 


e 












. .... 



























che nella collezione rappresentano il ge- 
nere suddetto, e il tutto dispongo per or- 
dine alfabetico. Per meglio spiegarmi ecco 
qui contro una scheda. In alto è il nome 
della specie ecc. vengono poi le varietà. 
Queste sono precedute da una lettera alfabe- 
tica che comincia dal b perché 1' a denota il 
tipo. Le località invece sono precedute da un 
numero. Alle varietà il numero richiama la 
località, alla località la lettera richiama la 
varietà. Così secondo questa scheda il tipo 
sarà rappresentato nella collezione da esem- 
plari di Croazia, la Var. commutata da esem- 
plari di Croazia e del Castello di Brescia., 
e la var. fusca da esemplari di Oliero. A 
destra osserverete un alfabeto dal quale sono 
state tagliate le lettere che fanno seguito 
alla lettera u, iniziale della specie ungulata. 
Ciò serve per trovare a colpo la scheda 
quando sia unita colle altre, specialmente nei 
generi molto numerosi come questo. Un tale 
sistema io lo ritengo dei migliori per qual- 
siasi catalogo di collezioni sia di conchiglie 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



89 



sia d' altro, ma però richiede tempo e pazienza. Per la mia collezione delle conchiglie medi- 
terranee, che io tengo separatamente, ne adotto un altro più sbrigativo. Per esempio eccovi il ge- 
nere Ftssurella. 



COLLEZIONE DEL PRETE - Viareggio 


A 




B 


Gen. Fissiirella Bruguiére 1789 


c 

D 


SPECIE 


LOCALITÀ 


I. nubecula. Linn. (Patella) 1766. 


1. Livorno. I. II. 


E 


Loc. 1. 4. ó. 6- 7. 


2. P. Pollo. II. III. 


F 


Var. b. 


3. Piombino. 

4. Spezia. I. 








II. qraeca. Linn. (Patella) 1766. 


5. Viareggio. 1. 




Loc. 1. 2. 8. 9. 17. 


6. Bona. I. III. 




Var. B. C. 


7. P. Maurizio. I. b. 

8. Sardegna. II. IV. 




in. gibba. Philippi. 1836. 


9. Palermo. II. B. 




Loc. 2. 6. 10. 11. 12. 16. 18. 


10. Castiglioncello. IH. e. C. 




Var. e. 


li. Taranto. III. e. 
12. Spugne. III. e 




IV. italica. De France. 1820. 


13. Trieste. IV. 




Loc. 8. 13. 15. 


14. Sciacca. V. 




Var. 


15. Palermo. IV. V. 

16. Favignana. III. 




V. dorsata. Mts. 1872. 


17. G." di Propiano. IL 




Loc. 14. 15. 


18. Asinara. III. 




Var. 






VARIETÀ 




DI FORMA 


DI COLORE 




B. mucronata. Mts. II. 9. 


b. cinnaberina. 0. G. Costa. I. 7. 




1 C. depressa. Monts. II. l(i. 


e. albida. Mts. IIL 10. 11. 12. 





Iq questa scheda i numeri arabi I, 2, 3, ecc. richiamano alla località, i numeri romani I, II, 
III, IV, ecc. chiamano alla specie, le lettere maiuscole B C alle varietà di forma, e le minuscole è, 
e, d, ecc. a quelle di colore. La F. graeca per es. in collezione sarà rappresentata da esemplari di 
Livorno, P. Pollo, Sardegna, Palermo, e Golfo di Propiano, dalla Yar. mucronata di Palermo, e 
depressa di Castiglioncello. A ogni genere è destinato un foglio, o piìi se le specie sono molte. I 
diversi fogli sono disposti per ordine alfabetico col taglio nel margine destro alla lettera corrispon- 
dente all' iniziale del Genere, e messi sciolti in una busta. Quantunque a prima vista sembri che 
questo metodo sia complicato, con un poco di pratica riesce facile, molto meno voluminoso del- 
l' altro ed assai piii sbrigativo. 

k\ rò noiato la maggior parte dei lettori con questa lunga chiacchierata, per molti certamente 
• inutile, perchè in grado di dar consigli piuttosto che di riceverne; ma se a qualche collettore no- 
vello avrò giovato direttamente, ai provetti potrei aver giovato indirettamente, risparmiando loro, 
come diceva in principio, lunghe spiegazioni, potendo rispondere a molte domande che loro venis- 
sero fatte, col semplice rimandare a questa cicalata. 

K. Del Prete 



90 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



RIVISTA BIBLIOGRAFICA 

Pubblicazioni ricevute e per le quali ringraziamo i gentili autori od editori 

L'amministrazione s'incarica di procurare agli abbonati, senza aumento dì prezzo, le pubblicazioni delle quali ( 
segnato il costo, ed anche le altre se possibile. 



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TSCHERMALH dr. GUSTAVO. Trattato di mineralogia. Parte speciale (descrittiva) 
tradotto dal prof. G. Grattarola del R. Istituto di studi superiori in Firenze 2.^ edizione, sulla 
3.a tedesca. (Firenze 1894. Successore Le Monnier. Pag. 290 m 8." con 409 incisioni originali. 
Prezzo, L. 7, 50). 

Esaurita da qualche tempo la 1.^ edizione italiana di questo trattato, che ha incontrato rapi- 
damente il favore del pubblico, gli editori affidarono allo stesso egregio traduttore la cura di una 2.^ edi- 
zione. La Parte generale fu pubblicata è poco piìi di un anno ; con la presente Parte speciale^ si 
completa 1' opera. Editori e traduttori nulla han trascurato perchè il Trattato riuscisse a mante- 
nersi il favore degli studiosi, i quali in questa nuova edizione, troveranno la materia aumentata, 
migliorata e in alcuni punti interamente rifatta, per tener dietro al progresso scientifico nel campo 
mineralogico. L' opera completa in 2 volumi costa L. 15. Il [ resente volume L. 7, 50. 

PANIS GUSTAVE. Les papillons de France. (Paris 1894. Ch. Mendel éditeur. (Rue 
Assas 118 et llSbis). Pag. 320 in 16.° con fig. Prezzo Fr. 3,50) È un catalogo metodico, sinonimico 
e alfabetico delle specie e dei generi dei lepidotteri di Francia, e contiene diversi capitoli sulla 
classificazione e conservazione di questi insetti •, la maniera di allevarli ; Y impiego delle farfalle 
neir industria e per ornamento; la descrizione dei principali generi ecc. Fa seguito un catalogo di 
2599 specie con i loro nomi scientifici e volgari. Avvi pure 4 tavole con figure fuori testo. 

FICALBI dott. prof. EUGENIO. Rapido sguardo sul posto dell' uomo nella na- 
tura. (Cagliari 1894. Tip. Muscas. Pag. 164 in S.*^) Sono dotte conferenze, il succo delie quali 
formò l'argomento del discorso inaugurale dell'anno accademico 1893-94, nella R. Università di 
Cagliari, presso la quale l'egregio A. è professore ordinario di Zoologia ed Anatomia comparata. 
Il soggetto è scientificamente svolto, in modo chiaro e per quanto è possibile familiare. Lo studioso 
autore non ha potuto dire cose nuove, ma le ha così bene ordinate e fornite di considerazioni 
giuste e stringenti, che anche questo lavoro resulta un buon contributo alle moderne e scientifiche 
teorie della evoluzione o della discendenza. Sotto il titolo Cenno bibliografico, è T annunzio di 
molte opere da consultarsi da colui che voglia maggiormente istruirsi in questa materia. 

PERO prof. dott. PAOLO. Contribution a l'étude des diatomèes de Belgique. 
(Bruxelles 1894. Bull, de la Soc. belge de microscopie t. XX. Estratto di pag. 2tì in 8.°) Dopo al- 
cune notizie sul materiale preso a studiare e che proviene dall' Ardenne in provincia di Liegi, e 
sulla generalità delle Diatoraee rinvenutevi, dà l'elenco di 158 specie, aggiungendovi non poche 
indicazioni. 

LANCIAI AGOSTINO. Norme pratiche per l'allevamento dei bachi da seta. 
(Verona 1894. Tip. Annichini. Pag. 48 in 16.°) È una buona guida, pratica e succinta, per i cam- 
pagnoli che allevano bachi da seta. 

MARCO dott. CARLO. Alcuni cenni sulla storia della Terra. (Vasto 1894. 
Edit. Anelli e Manzitti. Pag. 28 in 8." gr.) In questa conferenza, tenuta in occasione di una festa 
della K. Scuola tecnica di Vasto, presso la quale 1' egregio A. è insegnante, egli espone succinta- 
mente la storia della terra, tratteggiandone i principali periodi dalla sua formazione sino ai nostri 
giorni ed accennando pure alla sua fine vitale. La esposizione è naturalmente molto rapida, come 
si addice per una conferenza, ma è molto ben fatta e molto istruttiva. 

MARCO dott. CARLO. Cenni sulla teoria della evoluzione. (Vasto 1894. Giornale 
L'Abruzzo dei giovani. Estratto di pag. 32 in 8.°) Anche questo è un utilissimo scritto popolare 
molto adatto per la volgarizzazione della scienza e per far nascere nei giovani il desiderio dello 
studio della storia naturale, che ha ormai preso uno dei piìi alti posti fra tutte le scienze. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 91 



MARCO prof, dott, CARLO. La Geologianel santuario d'Oropa. (Biella 1894. Tip. 
Amosso. Estr. dalla relazione annuale (1893) della sezione biellese del Club alpino italiano. Pag. 
4 in 16.°) Rifacendo un po' la storia dell' -E^joca glaciale^ spiega come si formò il piccolo deposito 
morenico, di circa un chilometro e mezzo di lunghezza con direzione N 0. - S. E., per una lar- 
ghezza che raggiunge il mezzo chilometro, sul quale è fabbricato il Santuario d' Oropa, e come 
questo trovisi precisamente sulla morena frontale di alcuni piccoli ghiacciai. 

BEZZI dott. MARIO. Sulle specie italiane del genere Peleteria R. D. ; B. B. 
(Firenze 1894. Boll. Soc. entomol. italiana. Anno XXVI Trim. II. Estratto di pag. 20 in 8.°) Stante la 
difficoltà che si incontra nella determinazione di non poche specie di ditteri, per le intricate sinonimie, 
dovute anche alla insufficente chiarezza delle diagnosi, l'egregio A. fa un po' di luce per facilitare lo 
studio delle specie italiane del genere Peleteria. Parla dell'origine di questo genere e delle sue 
vicende, e ne dà un'accurata diagnosi; quindi si trattiene sui caratteri e sulla sinonimia delle 7 specie 
italiane fin ora conosciute, raggruppandole nei tre generi : Peleteria R. D. , Choetopeleteria Mik, 
Sphyrocera Bezzi. 

ANGELINI prof. GIOVANNI. La caccia in rapporto con la conservazione della 
selvaggina, coli' agricoltura e colla scienza. (Roma 1893. Boll. Soc. romana per gli studi 
zoologici fase. I a 111. Estratto di pag. 16 in 8.°) E la relazione commentata e illustrata, sul con- 
gresso cinegetico di Brescia e sulle deliberazioni in esso prese. Questa relazione fu dall' egregio A. 
fatta alla Società romana per gli studi zoolo^:ici. 

GORINI dott. COSTANTINO. Studi critico-sperimentali sulla sterilizzazione 
del latte. (Milano 1894. Tip. Civelli. Pag. 22 in 8.°) In questo studio fatto n eli' Lsti tu to d' Igiene 
della R. Università di Pavia, presso il quale l'egregio A. è assistente e perito medico igienista, 
egli accenna alla necessità di sterilizzare il latte ed allo apposito stabilimento che si sta impian- 
tando in Milano. Si occupa dei bacilli che rimangono viventi nel latte, anche dopo l'ebollizione, 
ne dà i caratteri morfologici e quindi ne descrive due interessanti e nuove specie dal medesimo 
rinvenute ed alle quali dà nome: Bacillus lactis niger e Bacillus lactis termojihilus. 

Tratta quindi del metodo pili opportuno per controllare il grado di sterilizzazione del latte. 

MILONE ing. prof. FRANCESCO. Le seminatrici al concorso internazionale di 
Foggia. (Roma 1894. Tip. Trani. Pag. 40 in 8.°) È la relazione che l'egregio A. fa al Ministero 
di agricoltura ecc. sul concorso internazionale di seminatrici che fu tenuto a Foggia nell'autunno 
del 1890. Questo scritto forma il volume 202 degli Annali di agricoltura pubblicati dalla Dire- 
zione generale dell' agricoltura. È adorno di molte figure e costa L. 1. 

BERTELLI dott. DANTE. Vene superficiali dell' avambraccio. (Pisa 1894. Tip. 
Nistri. Pag. 24 in 8." gr. con 1 tav.) L' egregio A. passa in rassegna gli scritti antichi e moderni 
relativi al soggetto da lui preso a studiare, quindi si trattiene intorno alle generalità sulle vene 
in parola e passa dopo alla descrizione delle singole vene superficiali dell'avambraccio. Alla me- 
moria è unita una tavola con 4 figure. Brogi 

BIBLIOGRAFIA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 
Pubblicazioni del 1893 

L'amministrazione s'incarica di procurare agli abbonati, senza aumento di prezzo, le pubblicazioni delle 
quali è notato il costo, ed anche le altre se è possibile. 



Gli autori di scritti relativi alle scienze naturali, che non vedono annunziati i loro lavori in 
queste note bibliografiche^ sono pregati darcene avviso, rimettendoci, possibilmente, una copia 
delle loro pubblicazioni, o fornendoci anche solamente i dettagli necessari per poterne dare un 
annunzio simile ai seguenti. 



Zoologia - Paleozoologia - Allevamento degli 
animali. 

1 Abba dr. F. La profilassi della rabbia ca- 
nina. (Torino. Tip. Roux pag. 11 in 8.") 



2 Alberti F. I Bovini modicani. (Milano. 
L'allevatore, n. 164 pag. 446-48). 

3 Alberti F. Il bestiame e 1' agricoltura in 
Italia. (Milano. Hoepli edit. pag. 312 con 22 in- 
cisioni. Prezzo L. 2, 50). 



92 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



4 Alessandrini dr, G. Quale sia la specie 
di Taenia predominante in Roma e sua provincia. 
(Roma. Boll. Soc. romana per gli studi zoologici 
n. 1-2-3 pag. 83-86). 

5 Alessandrini dr. G. Prime notizie ana- 
tomiche di un Tragulus morto in Roma. (Ibidem 
n. 4-5-6 pag. 141-49). 

6 Alessandrini dr, G. Notizie anatomiche 
sulle glandole annesse all' apparato digerente del 
Tragulus Meninna. Erxl. (Ibidem n. 7-8 pag. 
289-271). 

7 Angelini prof. G. Sulla permanenza in- 
vernale di alcune specie di uccelli in Sicilia. 
(Ibidem n. 1-2-3 pag. 15-18). 

8 Arrighi- Griffo li G. Sulla comparsa acci- 
dentale della Chetusia gregaria in Val di Chiana. 
(Ibidem n. 4-5-6 pag. 138-40). 

9 Arrigoni degli Oddi conte E. La Fu- 
ligula Homeyeri. Baedeker, ibrido nuovo per l'Ita- 
lia. (Milano. Atti Soc. ital. di se. nat. fase. 2 
pag. 179-192). 

10 Arrigoni degli Oddi dott. E. Anomalie 
sul colorito del piumaggio, osservate in 216 in- 
dividui della mia collezione ornitologica italiana. 
(Ibidem pag. 193-253. Estr. di pag. 64 in 8.") 

1 1 Arrigoni degli Oddi dott. E. Notizie 
sopra un ibrido di Lagopus mutus e Bonassa be- 
tulina. (Ibidem. Estr. di pag. IO e una tav. col.) 

12 Arrigoni degli Oddi dott. E. Elenco 
degli uccelli rari avuti durante V anno 1892. 
(Siena. Boll, del natur. n. 5 pag. 64-65). 

13 Arrigoni degli Oddi dott. E. Il Turdus 
fuscatus, Pallas, nel Bergamasco. (Ibidem n. 9 
pag. 108-109). 

14 Banti A. La cocciniglia dell'Evonimo e 
modi di combatterla. (Firenze. Giorn. Agricol- 
tura e commercio n. 2 pag. 17-21). 

15 Banti A. Cocciniglie dannose a piante 
utili, descrizione e figure dello Aspidictus Ce- 
riatonae Colvée. (Avellino. Riv. di Patologia ve- 
getale. Estratto di pag. 14 con 2 tav.) 

16 Bargagli P. Notizie intorno alle abita- 
zioni della Formica rufa L. (Firenze, Bull. Soc. 
entomologica italiana. Trimestre I pag. 42-46). 

17 Barpi prof. U. Igiene del bestiame. (Mi- 
lano. Corriere del Villaggio n. 50 pag. 393-91j. 

18 Barpi dott. U. Le razze degli animali 
domestici. (Milano. L' Allevatore n. 152 e seg.) 

19 Barpi dott. U. Igiene veterinaria. (Mi- 
lano, Editore Hoepli pag. 228 in 16.°) 



20 Bassi R. Eczema vescicoloso labiale e 
nasale del cavallo causato in maniera indiretta 
dal blapo nero. iBlaps Mortisaga L.) (Torino 
Moderno Zooiatro n. 4 pag. 63-68). 

2! Bassi prof. R. La castrazione delle vacche 
considerata dal lato chirurgico e dal Iato zootec- 
nico. (Ibidem n. 13 pag. 243-248). 

22 Bassi R. Il Distomum Magnum (Bassi) 
in Italia ed in America. (Ibidem n. 14 pag. 269- 
70). 

23 Bandi F. Sulla specie Tritoma sicula 
Bandi. (Palermo. Naturalista Siciliano n. 7-8 
pag. 154-55). 

24 Bellati e Quajat. Esperienze sullo schiu- 
dimento estemporaneo delle uova del baco da 
seta. (Venezia. Atti R. Ist. Veneto di scienze, 
lettere ed arti Tomo 3). 

25 Berlese prof. A. Le Cocciniglie degli 
agrumi in Italia (Dactylopius - Lecanium - Ce- 
roplastes - Aspidiotus - Parlatoria - ^Mytilaspis) 
e mezzi per combatterle. (Portici. R. Scuola Sup. 
d'Agricoltura pag. 1 2 in 8.° con 25 fig.) 

26 Berlese prof. A. La Rogna Cutenedda 
« Muffa » (Dactylopius citri. Risso). (Ibidem 
pag. 8 in 8.°j. 

27 Berlese prof. A. Esperienze contro la 
Cociiylis ambiguella Hiibn. (Padova. Giorn. di 
Patol. veget. n. 6-12. Estr. di pag. 44 in 8.°) 

28 Berlese prof. A. Le Cocciniglie degli 
agrumi. (Catania. L' agricoltore Calabro siculo n. 
10 pag. 157-162). 

29 Berlese A. e Banti A. La tignola del 
melo e modo di combatterla. (Firenze. Giornale 
di Agricol. e commercio n. 7 pag. 129-138 con fig.) 

30 Bertelli dott. D. Anatomia comparata 
della membrana del Timpano. (Pisa. Pubblio. 
deirist. Anat. della R. Univ. Pag. 48 in 4° con 
19 fig.) 

31 Bettoni E. La riproduzione dell' anguilla, 
(Venezia. Neptunia n. 5 pag. 97-113 in 8°) 

32 Bettoni E. La piscicoltura nel lago Mag- 
giore. (Ibidem n. 7 pag. 155-171). 

33 Bezzi dott. prof. M. Gli insetti epizoi; 
loro costumi, caratteri, classificazione : modo di 
raccoglierli e conservarli. (Siena. Riv. Ital. di se. 
nat. n. 2 seg.) 

34 Bezzi dott. M. I ditteri del Tren- 
tino. Saggio di un elenco delle specie di ditteri 
fin ora osservate nel Trentino. (Padova. Atti 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



93 



Soc. Veneto-Trentino di se. nat. fase. I. Estr. di 
pag. 146 in 8.°). 

35 Bezzi dott. prof. M. Revisione dei Rin- 
coti Trentini. (Firenze. Boll. Soc. ent. ital. Trina. 
II. Estr. di pag. 36 in 8.°) 

36 Biasani L. Piscicoltura Salmo iridens. 
(Trento. Boll, della sezione ecc. n. G pag. 190- 
91). 

37 Bizzi dott. A, Conferenze di zootecnica 
tenute per incarico del Ministero d' agricoltura, 
ecc. (Trapani. Tip. Messini). 

38 Blanchard dr. R. Sur quelques Hirudinées 
du Piemonte. (Torino. Boll. ]Musei di Zool. e 
Anat. corap. n. 146 pag. 12 con fig. ) 

39 Blanchard dr. R. Révision des Hirudi- 
nées du Musée de Turin. (Ibidem n. 145). 

40 Blanchard dr. R. (Viaggio del dr. E. 
Festa in Palestina, nel Libano e regioni vicine) 
III Hirudinées. (Ibidem n. 161 pag. 4). 

41 Bonomi prof. A. Notizie ornitologiche 
tridentine, raccolte durante 1' anno 1892. (Siena. 
Boll, del Nat. n. 2 pag. 26-27). 

42 Borelli dr. A. Osservazioni sulla Pla- 
naria Alpina (Dana) e catalogo dei Dendroceli 
d' acqua dolce trovati nell' Italia del Nord. (To- 
rino. Boll. Musei di Zool. e Anat. conip. n. 137 
pag. 16). 

43 Boschetti dott. F. Della Poliorrimenite 
negli animali e nelT uomo. (Torino. Moderno 
Zooiatro n. 2 e seg. con fig.) 

44 Boulenger G. A. Viaggio di L. Fea in 
Birmania e regioni vicine. LIl. Concluding Re- 
port on the Reptiles and Batrachians obtained 
in Burma by signor L. Fea, dealing Avith the 
collection made in Pegn and the Karen Hills in 
1887 - PI. VII-XII. (Genova. Annali del Museo 
Civico di St. nat. pag. 304-347). 

45 Brass A. Atlante di embriologia e di 
anatomia topografica dell'uomo. Trad, ital. sul- 
V ultima ted. (^Milano. Vallardi). 

46 Breydel A. L' avicoltura pratica. (Mi- 
lano. Rivista degli avicoltori n. 103 pag. 2 in 8.°) 

47 Brunner De Wattenwyl C. Révision 
du système des Orthoptères et description des 
espèces rapportées par ls\. Leonardo Fea de Bir- 
manie. (Tav. I-VI). (Genova. Annali del r^Iuseo 
Civico di st. nat. voi. 13 pag. 5-230). 

48 Buglioni dott. G. B. Menengite riflessa 
(la Ascaris Lumbricoides. (Roma. Boll. Soc. rom. 
per gli studi zool. n. 7-8 pag, 265-68). 



49 Bullo ing. G. S. L' ostricoltura nel Ve- 
neto. (Venezia. Neptunia n. 11 pag. 179-183). 

50 Buzzi prof. O. Gli organi animali e le 
loro funzioni. (Reggio Emilia. Tip. Operaia pag. 
132 in 8.0 con 47 tav. e 164 fig.) 

51 Camerano prof. L. Ricerche intorno 
alla forza assoluta dei muscoli degli invertebrati 
I. muscoli dei Gordii. Nota preventiva. (Torino. 
Boll. Musei di Zool. e Anat. comp n. 139 pag. 2). 

52 Camerano prof. L. Dell' azione del- 
l' acqua corrente e della luce sullo sviluppo degli 
Anfibi anuri. (Ibidem n. 140 pag. 12). 

53 Camerano prof. L. Descrizione di nuove 
specie di Gordius di Madagascar. (Ibidem n. 148 
pag. 2). ■ 

54 Camerano prof. L. (Viaggio del dott. 
E. Festa in Palestina, nel Libano e nelle re- 
gioni vicine) IV. Osservazioni sui girini degli 
Anfibi anuri. (Ibidem n. 162. pag. 8). 

55 Camerano prof. L. Ricerche intorno 
alla forza assoluta dei muscoli degli invertebrati. 
(Torino. Atti della R. Accad. delle se. Voi. 
XXVm. Estr. di pag. 16 in 8.*^) 

56 Camerano prof. L. Osservazioni intorno 
ai movimenti ed ai muscoli respiratori del to- 
race dei coleotteri. (Ibidem. Estr. di pag. 8 in 8.°) 

57 Camerano prof. L. Ricerche intorno 
alla forza assoluta dei muscoli degli insetti. (To- 
rino. Mem. R. i\ccad. delle se. Tom XLIII. Estr. 
di pag. 34 in 4.° gr.) 

58 Canestrini G. Sopra due nuove specie 
di fitoptidi italiani. (Venezia. Atti del R. Ist. 
Veneto di scienze, lettere ed arti. Tomo IV pag. 
5-7). 

59 Canestrini G. La malattia dominante 
delle anguille. (Ibidem. Estr. di pag. 8 in 8.°) 

60 Canestrini G. Nuovi fitoptidi del Mode- 
nese. (Padova. Bull. Soc. Veneto-trentina di se. 
nat. Tomo 5 n. 3 pag. 153-167). 

61 Canestrini e Massalongo. Nuova specie 
di Phytoplus llalpighianus. (Ibidem pag. 127- 
28). 

62 Canestrini e Massalongo. Nuovi fito- 
ptidi italiani. (Ibidem pag. 151-53). 

63 Canestrini G. e Saccardo P. A. De- 
scrizione e proposte per combattere la Diaspis 
Pentagona Targiori Tozzelti, o cocciniglia del 
gelso. (Venezia. Atti R. Ist. Veneto di se. let. 
ed arti disp. 7 pag. 1011-1030). 

64 Cano G. Sviluppo dei Dromidei. (Napoli. 



94 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



Rend. Accad. se. fisica e matematica fase. 4 pag. 
111-12). 

65 Capria dott. A. Appunti anatomici sul- 
V Astrophi/ton arborescens Miiller et Troschel. 
(Siena. Riv. ital. di se. nat. n. 10 pag. 115-18). 

66 Carazzi D. Revisione del genere Polydora 
Rose, e cenni su due specie che vivono sulle 
ostriche. (Berlin. Mitthleil aus de Zool. Station 
zu Neapel 11 Ed. 1 u. 2Heft di S. 4-45 con tav.) 

67 Carazzi D. Ostricultura e mitilieultura. 
(Milano. Manuali Hoepli). 

68 Caro dr. O. Della maniera con cui i ba- 
cilli del carbonchio si comportano nel latte nelle 
prime 24 ore. (Torino. Il moderno zooiatro pag. 
148-156). 

69 Carruccio prof. A. Sulla Marmaronetta 
angustirostis (Ménétries) per la prima volta con- 
statata nella prov. di Roma e sui Palmipedi esi- 
stenti nel R. Museo Zoologico. (Roma. Boll. Soc. 
rom. per gli studi zoologici n. 1-2-3 pag. 1-14). 

70 Carruccio prof. A. Sulle diverse specie 
di Aquile aggiunte al Museo Zoologico della R. 
Università. (Ibidem n. 4-5-6 pag. 182-94). 

71 Carruccio prof. A. Su di un Pelagius 
nionacus f. ad. (Ibidem n. 7-8 pag. 203-212). 

72 Caruana Gatto dr. A. The slugs of 
the Maltese Islands. (?? pag. 12 con 7 fig.) 

73 Castelli dott. G. Araneidi mostruosi. 
(Padova. Bull. Soc. Veneto-Trentino di se. nat. 
n. 3 pag. 117-23). 

74 Castiglioni A. I diritti di pesca sul lago 
Maggiore e cenni italistici. (Venezia, Neptuuia. 
n. 5 pag. 115-126). 

75 Cattaneo G. SuU' anatomia dello stomaco 
del Pieropus medius. (Genova. Atti Soc. ligu- 
stica di se. nat. n. 2 pag. 142-49 con fig.) 

76 Cavara dr. F. L'Afide lanigero del melo. 
(Milano. Corriere del Villaggio n. 14). 

77 Celesia P. Dalla Suberites domuncula e 
della sua simbiosi coi Paguri. (Genova. Musei 
di Zool. ed Anat. comp. della R Università n. 
14 pag. 64 con tav.) 

78 Cipolla F. Il beccofrosone nel territorio 
veronese. (Venezia. Atti del R. Istituto veneto di 
di se. lettere ed arti disp. 6.^ pag. 845). 

79 Cobelli dr. R. Gli Imenotteri del Tren- 
tino. Notizie preliminari. (Rovereto. XXIIP pub- 
blicazione fatta per cura del Museo Civico. Pag. 
16 in 8.0) 



80 Colucci L. Industria bacologica. (Casale 
Monferrato. Il bacologo italiano n. 42). 

81 Condorelli Francaviglia dr. M. Su 
alcuni Echinorinci aviculari. (Roma. Boll. Soc. 
Romana per gli studi zoologici n. 1-2-3 p. 79-82). 

82 Condorelli Francaviglia dr. M. No- 
tizie anatomiche sul Bì'adypus tridactylus L. 
var. ustas Less. (Ibidem n. 4-5-6 pag. 126-27). 

83 Corti dr. B. Sopra due nuove specie di 
fossili infraliasiei Rhynchotenthis Taramelli e 
Aptychus Paronae. (Pavia. Boll, scientifico n. 1 
con l tav.) 

84 Corti dr. B. Sul bacino lignitico di Pulii 
in comune di Valdagno (provincia di Vicenza), 
nota paleontologica (Ibidem n. 3 pag. 77-84), 

85 Corti dr. E. Aggiunte alla fauna dittero- 
logiea della provincia di Pavia, (Firenze. Bull. 
Soc. entomol. ital. Trim. 1. Estr, di pag. 12 in 8.<*) 

86 Costa A. Miscellanea entomologica. (Na- 
poli. Atti R. Accad. Se. fisiche e raatem. n. 14 
con 1 tav.) 

87 Crety C. Sulla degenerazione fisiologica 
primitiva del vitello delle uova dei mammiferi. 
(Roma. Ricerche fatte nel Labor. di Anat. nor- 
male della R. Università Fase. 2 pag. 173-183 
con tav.) 

88 Crety dr. C. Intorno alla struttura delle 
uova delle Oloturie. Nota. (Torino. Boll, dei 
Musei di Zool. ed Anat. comp. n. 155 pag. 4). 

89 Cristiani A. Una famiglia di degenerati 
nel Canis avicularius (Cane bracco). (Torino. 
Archivio di Psichiatria Se. penali ed Antrop. cri- 
minale voi. 14 fase. 4-5 pag. 345-49). 

90 Cugini C, Fillossera. (Piacenza. Giornale 
di agricoltura n. 21 pag. 491 con fig. colorate). 

92 Dal Fiume C. Sopra un ibrido naturale 
di Mareca penelope Linn. X Dafila acuta, Linn. 
(Milano. Atti Soc. ital. di se. nat. Estr. di pag. 
4 e I tav. colorata). 

93 Damiani G. Rondini e rondoni {Hirundi- 
nidae-cyp)selidae) (Siena. Boll, del nat, n. 2 e seg.) 

94 Damiani G. Note ittiologiche. Seconda 
contribuzione alla ittiofauna del mare dell'Elba. 
(Ibidem n. 2 pag. 23-24). 

95 Danielli dott. I. Studio sui crani ben- 
galesi con appunti di etnologia indiana. (Firenze. 
Areh. per l'Antropol. e l'Etnol. fase. 2 e 3. Estr. 
di pag. 130 in 8." gr. e 1 tav. con 3 fig.) 

{continua) 



S. BROGI direttore responsaMle 



Siena, Tip. e Lit. Sordo-muti di L. Lazzeri 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 95 



LIBBÀIRIE J.-B. BAILLIÈRE ET FILS 

19, rue Hautefeuille (près du boulevard Saiut-Germain), à Paris 

Les Merveilles de la Nature : les Insectes, par A.-E. Brehm. Edition fraagaise par .1. 
KuNCKEL d'Herculais, assistant au Muséum. 2 volumes gr. in-8 de 1500 pages à 2 colon nes avec 
2000 fjgures dans le texte et 36 planches hors texte 24 fp. 

Nouvelle édition ea 48 séries à 50 centimes. 

11 parait une serie toutes les semaines depuis le 1.-'' mars. Abbonnement de 3 raois, G fr. — 
de 6 mois, 12 fr. — d' un an, 24 fr. 

Les Merveilles de la Nature de Brehm nous font connaitre ceux qui sont corame nous les 
hòtes de cette terre, qui, sans cesse melés à notre vie, amis ou ennemis, serviteurs ou esclaves se 
partagent avee l'homme le vaste domaine où s'agitent nos destinées. 

Brehm n'est pas un savant de cabinet, qui n'a vu que des animaux empaillés sous les vitrines 
d'une galerie ; il a ótudié de près la nature vivante ; il est mérae souvent alle observer jusque 
dans leup sauvage patrie les animaux inconnus dans nos climats. 

C'est à ceux qui veulent acquérir des connaissances générales sur la vìe et les mo3urs des In- 
sectes, à ceux qui sont curieus des choses de la nature, que ce livre est destine. 

On s'est attaché de préférence à faire passer sous les yeux les espèces qui sont indigènes, 
parce que nous avons tout intérct à les connaitre. 

On a trace aussi le portrait de quelques animaux exotiques; ceux-ci n'ont-ils pas re§u, pour , 
attirer notre attention, tous les dons du ciel, richesses de la coloration, formes étraoges, mceurs 
singulières. 

On a choisi de préférence les Insectes qui présentent un iotérét general ; et pour ne pas 
tomber dans une confusion inextricable, on les a décrits en suivant l'ordre méthodique adopté par 
les naturalistes. 

Poup les savants et pour ceux qui se livrent spécialement à l'étude de l'entomologie, cetou- 
vrage sera, gràce au véritable esprit scientifique et à la méthode sevère de l'auteur, un précieux 
ausiliaire, assez sérieux pour instruire, assez originai pour charmer. Aux habitants de la campagne, 
propriétaires, agriculteurs, industriels, il parlerà des soins à donner aux insectes utiles, abeilles, 
vers à soie, de leur élevage, de leurs maladies ; de l'acclimatation et de la domestication des 
espèces nouvelles, puis il s'occuperà de la destruction des insectes nuisibles à la grande et à la 
petite culture, à la vigne, aux céréales, au verger, au potager, aux foréts, etc. Enfin, à tous ceux, 
petits et grands, qui cherchent dans les lectures sérieuses des joies douces et des émotions vraies; 
à ceux qui, ne possédant sur l'histoire naturelle aucune notion positive, désirent s'initier à l'étude 
des merveilles innombrables de Tunivers, il apporterà profit et plaisir, une instruction amusante 
et un amusement instructif; il excitera l'active curiositó de l'enfant; il sera un sujet de médi- 
tatiou pour l'àge mùr ; mis à la portée de tous les àges et de tous les esprits, s'adressant à toutes 
les intelligences, comme à toutes les positions sociales, il répandra partout, les salutaires legons 
de la Science. 

La Terre avant 1' apparition de 1' Homme, périodes géologiques, faunes et flores fos- 
siles, geologie regionale de la France, par F, Priem. 1 voi. gr. in-8 de 760 pages à 2 colonnes, il- 
lustre de 700 figures ^~ /'': 

La ródaction de ce nouveau volume de la sèrie des Merveilles de la Nature de Brf.hm a été 
confiée à M. Fernand Priem, professeur au lycée Henri IV, déjà connu du grand public pap le beau 
livre qu' il a publié V année dernière, dans la méme collection, sous le titre de La Terre, Les 
Mers et les Continents. Dans ce premier ouvrage, l' auteur ótudiait notre planate dans son état 
actuel, il passait en revue les divers phénomènes dont la Terre est aujourd' bui le théàtre, il s' oc- 
cupait des minéraux et des roches, en indiquait les principales applications, et étudiait la distri- 
bution géographique des organismes animaux et végétaux. Mais notre globe a subi de nombreux 
changements daus le cours des périodes géologiques. L'étude de ces transformations si intéressantes 
est r objet du nouveau livre qu' il publie aujourd' bui sous le titre de La Terre avant V ap-pari- 
iion de l' Homme. Dans ce nouveau volume, M. Priem, fait connaitre la distribution des terres et 
des mers pendant les diverses périodes géologiques: il s' occupo particulièrement de l' étude des 
faunes et des flores d' autrefois, en faìsant ressortir les liens qui les raltachent aux faunes et aux 
flores actuelles. Il a cherché à exposer d' une manière attrayante la geologie de toutes les régions 
du globe. Dans une sène de chapitres qui complètent 1' ouvrage et qui n' en forment pas la partie 
e moias intéressante, 1' auteup s'est attaché à l'étude détaillée de notre sol, tragant ainsi une 
esquisse de la geologie regionale de la France, que Fon trouverait difBcilement ailleurs. 

L' ouvrage est au courant des travaux les plus récents des géologues et des paléontologistes. 
De trés nombreuses figures 1' accompagnent: reprósentations de fossiles, coupes géologiques, vues 
pittoresques, etc. En tout, ce volume est digne de prendre place dans la collection des Merveilles 
de la Nature, de Brehm, si apprécié du grand public. 

Le livre est écrit très clairement; la lecture en sera facile aux personnes le moins familia- 
risées avec les études scientifiques. D' ailleurs le volume, parfaitement illustre, est bien supérieur 
aux ouvrages de vulgarisation déjà publiés en France. 

On peut recevoir une livraison specimen de 32 pages cantre t enroi de trois timhres-poste 
de quime centimes. 



96 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATUR ALI 



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Un numero separato sia della Rivista, sia del Bollet- 
tino costa cent. 25 senza figure, cent. 50 se con figure. 

Agli Autori di memorie originali di una certa impor- 
tanza, si danno in dono 50 copie di estratti, purché ne 
facciano richiesta inviando i manoscritti. 

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che contengono i loro scritti, pagandoli solamente 10 
cent, per esemplare, L. 1 per 12 esemplari e L. 6 il cento 
franchi di porto (se contengono figure il prezzo è da cou- 
cordarsi), purché li richiedano prima della pubblicazione 
del giornale. 

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giornale, Via di Città 14, e da tutti gli utìSci postali italiani 
ed esteri, in qualunque epoca dell'anno; ma decorrono dal 
pri:2cipio di ogni anno con diritto ai fascicoli arretrati. 

L' abbonamento non disdetto entro il deceinbre si ri- 
tiene come rinnuovato. 

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Odetto nella prima pagina della copertina; ma quelle 
relative ai cambi non possono oltrepassare la lunghezza 
di 5 linee. La medesima inserzione non si ha diritto di 
pubblicarla gratis più di una volta; però ne viene accor- 
data la ristampa, pagando un piccolo compenso Dalle 
inserzioni gratuite sono esclusi gli scritti che contengono 
offerte di acquisto o di vendita, o che possono servire di 
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ne sarà loro, possibilmente, inviata un'altra copia gratis, 
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i fascicoli arretrati non si inviano che contro pagamento. 

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bonati che pubblicando avvisi, desiderano non far co- 
noscere il proprio nome. In questo caso il rappresentato 
dovrà rimborsare all' amministrazione le spese di corri- 
spondenza, e per le vendite od acquisti effettuati pagare 
un compenso da combinarsi. 

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turale si pubblicano nel corpo del giornale e costano L. l 
per linea, corpo 8; gli altri avvisi da stamparsi nelle ap- 
posite pagine costano L. 1 ogni 2 centira. di spazio occu- 
pato in una colonna, o cent. 20 per linea corpo 8. Agli 
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pervengono due esemplari. 

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SOMMARIO 

Bergonzoli dott. Gaspare. La Formalina quale mezzo di conservazione e di indurimento 
dei preparati anatomici. Pag. 81. 

Failla Tedaldi L. Glossario entomologico (Cont.) Pag. 83. 

COMUNICAZIONI. Nobili G. La presenza dell' Helleborus viridis L. nell'Italia superiore — 
Tarantini R. Roccie comuni nella provincia di Lecce. Da pag. 87. a pag. 88. 

NOTIZIE DI CACCIA E NOTE ZOOLOGICHE. Da Verona. G. Spinola. Pag. 88. 

Spigolature apistiche. Pag. 88. 

Insegnamenti pratici. Pag. 90. — Notiziario Pag. 90. — Richieste, offerte e do- 
mande di cambi. Pag. 92. — Annunzi diversi. 



IvA KORNlAIvINA 
quale mezzo di conservazione e di indurimento dei preparati anatomici 

Nota del Dott. GASPARE BERGONZOLI 

Primo Assistente all' Istituto d'Anatomia Umana dell'Università di Pavia. 

Col nome di Formalina venne da un po' di tempo messo in commercio quale nuovo disinfet- 
tante, una soluzione al 40 0[o di Formaldeide. Questa è, come è noto, un gas prodotto dall' ossida- 
zione dell' alcool metilico, ha la formola chimica CH^ 0, e si scioglie facilmente nelT acqua. La 
soluzione concentrata al 40 0[0 di Formaldeide, che da taluni è chiamata Formol, da altri Forma- 
lina, è un liquido limpido, leggermente opalescente, di reazione neutra o debolmente acida e di un 
caratteristico odore piccante. 

Dopo gli studi e le ricerche suìle proprietà antisettiche della Formaldeide fatti nel 1886 dal 
LoEw (1), e piìi tardi dal Aronson (2) e da Berlioz e Trillat (3), esperienze eseguite tanto coi 
vapori quanto colle soluzioni di Formaldeide, sorse l'idea e si provò la detta soluzione concentrata 
per gli usi ed applicazioni mediche. Il Dottor I. Stahl (4) confermò i buoni resultati forniti dalla 
Formalina quale antisettico. 

In seguito al riconosciuto valore antisettico, venne il pensiero di esperimentarla come mezzo 
,di indurimento e conservazione dei preparati, per gli studi di zoologia e di anatomia umana. 

Il primo ad esperimentarla con questo intento fu F. Blu.m (5), il quale pure precedentemente 
aveva accennato al valore antisettico della Formaldeide (6). Di fatto 1' A. scrive della Formalina in 
soluzione al 1 0[q come di un mezzo d'indurimento di gran lunga superiore all'alcool, e che 
molto meglio di questo conserva la struttura macroscopica dei tessuti. Anche per le ricerche isto- 
logiche la trova adatta, perchè l'indurimento colla Formalina nulla toglie dell' elettività colorante 
delle sostanze organiche e dei microrganismi. 

J. Blum esperimentò la F'orm. (7) in particolar modo quale liquido conservatore di preparati 



(!) Maly, Jahresb. iib. d. Fortsch. d. Thierchemie 1886. 

(2) Beri. Klin. Woch. 1892 p. 749. 

(3) Comp. rend. Ac. d. Scienc. T. 115, p. 290. 

(4) Pharmac. Zeitung, 1893, N. 22 

(5) F. Blum. Der Formaldehvd als Hartungsmittol, — (Zeits. f. Wiss. Mickrosk. B. 10. H. 3 p. 
314 — 1893) 

(6) F. Blum. Der Formaldeiiyd als Antisepticura — (Mlinch. med. \A'ochenschr. 1893, N. 32.) 

(7) J. Blum. Formol als Conservierungsflussigkeit — (Zoolog. Anz. 1893, N. 434, p. 450.) 



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zoologici, e ne fa molti elogi, sia per la rapidità deli' indurimento, come per la proprietà di con- 
servare quasi intatto il colore dei tessuti. Egli fece ricerche anche nel regno vegetale e trovò che 
i fiori, le foglie e le frutta, immersi in una soluzione di Formalina, nulla perdono del loro colore. 
Preparati dall' A. conservati in Formalina, si potevano osservare alla recente esposizione medica 
tenutasi in Roma per 1' XI Congresso medico internazionale. 

F. Hermann di Erlangen (1), oltreché confermare i resultati dei precedenti osservatori, crede 
opportuno far rilevare un importante carattere della Formalina, quale è quello di conservare la 
normale trasparenza dei tessuti e riferisce le esperienze da lui fatte sulla cornea e sul cristallino 
ed altri tessuti, che, immersi in una soluzione di Formalina, conservano quasi sempre la loro 
trasparenza e per questa peculiarità la ritiene il miglior mezzo di indurimento del bulbo oculare. 
Loda eziandio la Formalina per la conservazione del colore ed in particolare del pigmento della 
pelle, solo trova che essa scioglie la sostanza colorante del sangue. 

In una successiva comunicazione però F. Blum (2) constata che taluni colori non vengono per- 
fettamente conservati dalla soluzione di Formalina. 

* 
* * 

In base alle predette comunicazioni, volli io pure esperimentare la Formalina, nel Laboratorio 
di Anatomia Umana dell' Università di Pavia, come liquido di conservazione ed indurimento dei 
pezzi anatomici. Ciò ho tentato in special modo allo scopo di trovare un sostitutivo all' alcool 
nella conservazione dei preparati ed anche quale succedaneo alle soluzioni, comunemente usate, 
di acido fenico o sublimato corrosivo nelle quali vengono tenuti i pezzi che debbono servire a 
lunghe e minute dissezioni, richiedenti spesso vari giorni di lavoro. Neil' un caso per evitare i 
dannosi inconvenienti dell'acido fenico e molto più quelli del sublimato, nell'altro per ragioni 
economiche. 

Le mie esperienze vennero iniziate sul finire del 1893 e per esse mi sono sempre servito di 
Formalina della marca Schering. Dalle prime prove ho potuto convincermi che la soluzione di 
Formalina è un ottimo antisettico e deodorante. Di fatto preparati in istato di avanzata putrefazione 
immersi, per qualche ora, in una soluzione allungata di Formalina non davano più luogo a putride 
emanazioni e potevano servire ancora per parecchi giorni alle dimostrazioni. Ad ottenere questo 
resultato è necessario che la soluzione di Formalina sia molto allungata, per evitare che i tessuti 
abbiano da indurirsi troppo, deve quindi non superare il titolo del 1^2 0[o ed in essa i pezzi si 
lasciano per 6 od 8 ore ; dopo che, estratti, perdono in brevissimo tempo il caratteristico odore 
della Formaldeide e si possono utilizzare ancora per vari giorni. Occorre che i pezzi abbiano a stare 
immersi anziché spruzzati come di ordinario si usa colle altre soluzioni. Trattandosi poi d'arti o 
tronchi tuttora rivestiti dalla cute è molto utile una preventiva infezione arteriosa di Formalina 
al 1 0[o. Si potè con questo procedimento utilizzare a lungo, membra o pezzi di cadaveri di parec- 
chie settimane senza inconvenienti di sorta per la sala di dissezione. A taluni potranno parere 
di disturbo i vapori di Formalina che sono, a vero dire, irritanti, ma a ciò si può rimediare col la- 
sciare il pezzo, estratto dal liquido, esposto all'aria per circa mezz'ora. 

Sulle prime non ho trovato in egual modo facile 1' usare la soluzione di Formalina per la 
conservazione di preparati; perché allorquando si trattava di visceri di discreto volume, questi messi 
in un' ordinaria soluzione di Formalina dall' 1 al 2 0[o si indurivano rapidamente agli strati super- 
ficiali, sicché il liquido non poteva penetrare nei profondi, riscontrandosi l'organo poi putrefatto od 
avariato all'interno. 

In seguito a successive prove ho adottato a questo scopo il procedimento seguente. Il preparato 
viene immerso, senza previa lavatura, in una soluzione allungata di Formalina al li2 O^o? donde 



(1) F. Hermann. Notiz libar die Anwendung des Formalins ecc. (Anatom. Anz. B. 9, 1893, N. 
4, p. 112.) 

(2) F. Blum. Notiz uber die Anwendung des Formaldehyds ecc. (Anatom. Anz. B. 9, 1893, N. 



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dopo qualche ora dopo che si è dissanguato, viene estratto e posto in un' altra al medesimo titolo. 
È bene che il vaso dove sta il pezzo sia perfettamente chiuso e quando il liquido non dà più le 
caratteristiche emanazioni della Formalina, venga sostituito con soluzione nuova. Dalla soluzione 
al 1{2 Oio si passa dopo 2 o 3 giorni in un' altra al 1 Oiq. Questa va cambiata un paio di volte 
alla distanza di 4 o 5 giorni e quindi si sostituisce con una definitiva all' 1 1[2 o al 2 Oio- Le 
soluzioni usate possono, debitamente allungate, servire quali soluzioni di lavaggio o come disinfet- 
tante per i pezzi che dovranno adoperarsi per gli esercizi di dissezione. 

I preparati trattati con questo metodo si induriscono perfettamente in una quindicina di giorni 
e non si coartano come succede coli' alcool o cogli altri metodi ordinari. È da notarsi però che, 
sciogliendosi nel liquido la sostanza colorante del sangue, assumono un aspetto dilavato, ma il co- 
lore intrinseco e la struttura per nulla vengono alterati. Non assumono mai il colore gialliccio 
dei preparati in alcool e l' indurimento non è così ligneo e friabile, ma ha una certa elasticità. 

Trattandosi di organi provvisti di spesso rivestimento fibroso è opportuno fare, qua e là alla 
superficie, delle punture con uno spillone per favorire la penetrazione del liquido. 

Per il sistema nervoso centrale l' indurimento colla Formalina mi ha dato ottimi risultati. 
Encefali interi si consevano tuttora benissimo e pochissimo e direi quasi per nulla ridotti di vo- 
lume; per di più il colore della sostanza cerebrale non è punto modificato, sicché le più delicate 
tinte, quali quelle del locus ceruleus, sono tuttora visibili. Volli provare la preparazione a secco 
di emisferi cerebrali e ho constatato che estratti dal liquido venivano man mano raggrinzandosi 
e assumendo una tinta bruna, sicché alla fine avevano 1' aspetto dei cervelli preparati col metodo 
di Broca all'acido nitrico, quantunque molto meno friabili di questi. 

Anche per il sistema muscolare i risultati sono soddisfacenti, ma i preparati perdono, come 
neir alcool, il loro colore rosso per il già accennato motivo ; tutti gli altri visceri del corpo, fe- 
gato, reni, ecc., si conservano, sia per la struttura che per il colore, benissimo. 

Riguardo all'applicazione e servizi che l'indurimento colla Formalina può fornire agli studi 
di istologia non ho per ora esperienze concludenti, per quanto i precitati autori abbiano molto a 
lodarsene. Del resto colle ulteriori esperienze suU' uso della formalina spero di poter riferire qual- 
che altro resultato. 

Ultimo e certo non dispregevole valore della Formalina si è di costare molto meno dell' alcool. 
Di fatto un Kilog. di Formalina costerà circa dalle 9 alle 10 lire e può servire benissimo a pre- 
parare una soluzione utile di 100 litri. 

Concludendo si può ritenere che : 

1. Le soluzioni di Formalina sono deodoranti e disinfettanti; 

2. I pezzi immersi nelle dette soluzioni vengono in tempo molto breve fissati ed induriti, 
coartandosi in modo quasi impercettibile; 

3. Il colore viene perfettamente conservato e solo va sciolta la materia colorante del sangue. 

4. Pel sistema nervoso centrale dà risultati ottimi ; 

5. Ha suir alcool il vantaggio di non essere infiammabile e di costare molto meno. 
Pavia, dal Laboratorio di Anatomia Umana, 6 aprile 1894. {Boll. Scient. N. i.) 

GLOSSARIO ENTOMOLOGICO 

REDATTO 

da LUIGI FAILLA-TEDALDI 

ILLUSTRATO CON FIGURE 

(continuazione) 



Eteroceri - Heteroccra ■ Heteroceies - Che presenta antenne di varia forma. Si applica 
ai Lepidotteri crepuscolari e notturni, in opposizione ai diurni o Ropaloceri. 



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Etero-ditetragono ■ Hetero-diletragonum - ungleichwinkelig o gleichseilig ■ dilelragonal 
- Ved. Ottagono. 

Etero-ditrigono - Helero-ditrigonum - ungleichwinkelig o gleicseitig - Ved. Ditrigono. 

Eteromero-i • Heteromerì (pedes) - Heteromeres - verschiedcngliederige Fusse - Coleol- 
teri che hanno nei quattro tarsi anteriori cinque articoli, e nei posteriori quattro 
soltanto, in sènso più lato vale per tutti i Coleotteri i tarsi dei quali si compon- 
gono di ineguale nunnero di articoli • Eteromeri inversi • heteromera inversa - 
Che hanno nel primo paio quattro articoli, e cinque negli altri due seguenti. 

Eteremorfi - Westvood - Insetti a metamorfosi completa. 

Eteronomo - Heteronomus • ungleich, ungleichartig ■ Di diversa natura o sostanza come 
sono le ali dei Coleotteri, Ortotteri ecc. 

Etero-obditrigono - Hetero-obditrìgonum ■ verkehrl ungleichwinkelig ■ ditrigonal - Vedi 
Obdilrigono. 

Eferopalpi - Heteropalpi - ungleichgliederige Taster ■ Si applica ai palpi, che variano 
nel numero degli articoli della stessa specie secondo il sesso. Così ad esempio i 
palpi delie Phryganidae, Sericostomidae si compongono di quattro articoli nei 
maschi e di cinque nelle femmine. 

Exodermo - Exodermus ■ Exoderme • Si applica ai parassiti che si attaccano all' esterno 
della loro vittima. 



Faccette - Latiascula • Facceltes ■ Rauten - Piccolo cornee (corneole) degli occhi 
composti. 

Faccia - Facies, vultus • Face - Anllitz, Gesicht - Chiamasi negli insetti la parte ante- 
riore della testa, posta fra l' epistoma e la base delle antenne, o fra il labro e 
quesl' ultime. 

Falangi - Phalanges - Phalanges - Zehnglieder = Articoli dei tarsi. 

Falcato - Falcatus - Falqué - sichelfòrmig - In forma di falce. Si riferisce alle ali, man- 
dibole ecc. 

Falciforme - Falcatus • Falciforme - sichelfòrmig - In forma di falce ^= falcato. 

Falsa nervatura - Fausse nerviire - Boi'sduval chiama la nervatura cubitale divenuta 
libera alla base, in seguito alla scomparsa della piccola nervatura traversa, che 
chiude ordinariamente la cellula subcostale nei Lepidotteri. 

False branchie - Fausses Branchies - (Aeriductus) Si chiamano le appendici esterne 
delle larve acquatiche che servono alla respirazione. Mancano negli Insetti perfetti. 
Vedi Aeredotto. 

Falsi piedi - Ved. Piedi. 

Falsi piedi anali - Ved. Piedi. 

Falsi stigmi - Faux-stìgmates ■ Si trovano talvolta gli stigmi obliterali, cioè non pos- 
sono dare accessi all' aria, donde la denominazione data dal Du Val. 

Falso scudetto - Faux òcusson = Segmento mediano. 

Falso stigma ^=^ Pterosligma. 



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Fanone - Fanon • Mulsant chiama una membranetla che trovasi talvolta sul margine 
interno delie mandibole in alcuni Coleotteri. 

Faringe - Pharynx - Pharynx - Kehle, Schlund - Parte posteriore della bocca che si 
continua coli' esofago e serve a ricevere gii alimenti. 

Farinoso - Farinosus, pulvenilentvs o •pollino su s - Farineux ■ beslaubt, mehlartig - 
Coperto di finissima polvere come farina o polline. 

Fascette ■ Faseiculus ■ Biischel - Piccolo fascio. - Si applica ai peli disposti a fascetti. 

Fascia ■ Fascia, taenia, liahena - Fascio - Binde - Benda che scorre trasversalmente, 
a differenza di villa che scorre longitudinalmente. 

Fasciato - Fasciatus - Fascié - gebàndert ■ Che ha una o più fasce. 

Fasciculato - Fasciculalus - Fasciculé - bebiiischelt o Buschelfórmig - Peli disposti a 
fascetti. Ved. Scultura. 

Fastìgiato - Fasllgiatus - Fastigio - ausgerandet - Si applica alle elitre che oltrepassano 
r estremità delT addome. Per taluni significa un fascette acuto; altri l'hanno preso 
nel senso di piramidale. - MuUer = Smarginato. 

Favo - Favus • Gateau - Zelle • Chiamasi ogni parte disposta parallelamente nell' in- 
terno dell'arnia, composto di una doppia serie di cellule esagone, unite dalla loro 
base. In altri termini ogni pezzo di cera fabbricato dalle api e composto di più 
cellule esagone. ■ MuUer a torto intende per favo: die einzelne Bienenzelle ■ una 
singola cellelta. 

Favoso - Favosus - Faveux ■ wabenartig - In forma di favo - Si applica ad una parte 
solcata da numerose e fìtte impressioni da prendere 1' aspetto di un favo, ed alle 
uova poste in cellule chiuse disposte a raggi - Prenoto di Ceulorrhynchi. 

Femorato - Femoralus - geschenkelt • Si applica ad un insetto che si distingue per 
il femore mollo sviluppato. Dryops Oedemera cT. 

Femore ■ Femur ■ Cuisse - Schenkel = Coscia - Tav. I fig. 1 k) Tav. Il fig. 1 t) 
Tav. Ili fig. \ì e) Tav. V fig. 17 n) - Si chiamano femori flessibili ■ femora flexi- 
lia - biegsame Schenkel - quelli che si piegano ad un terzo dalla base come in 
una articolazione - Kolenati chiama tale particolarità pseudoarlrosi cioè falsa arti- 
colazione - Nycteribiae. Tav. IX fig. 19). 

Fenestrato - Fenestratus - Fenestré - gefenstrert - Si applica alle ali di alcuni Lepi- 
dotteri che off"rono in qualche punto uno spazio scoperto cioè senza squame e Ira- 
sparenle come quello di alcune Salurnie, Goniolaelius fenestraliis ecc. - Ved. 
Occhio fenestrato. 

Fesso - Fissiis ■ Fendu - gespalten ■ Diviso, spartito profondamente. Ved. Ali. 

Fianchi ■ Flancs = Parapleure ossia le porzioni di curve laterali del torace. 

Filamento - Filamenlwn - Filament - Faden - Viene applicato alle appendici lunghe e 
sottili poste talvolta all' estremità dell' addome. 

Filetti setole - Setae-Filets - Borsle - Chiamansi lesetele dentro la guaina del becco 
degli Emitteri, di cui due superiori rappresentano le mandibole, le altre le mascelle 
- Viene pure adoperato nel senso di filamento. 

Filiera • Fiisus, fusulus - Filiere - Spinloch, Spinoffnungo Spinwarze - Chiamasi l'or- 
gano destinato alla produzione della seta, e da cui esce in forma di filo. 



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Filiforme - Filiformis - Filiforme - Fadenfórmig, fadig • Sottile e di eguale diametro 

per tutta la lunghezza. Vedi Antenne filiformi. 
Fillofago - Phyllophagus - Phyllophage - Che si nutre di foglie. 
Fiiiofilo - Abitante o amante delle foglie. 

Fillosseronosi, filloserismo - Vien chiamalo quello stalo morboso della vite, che si de- 
termina in seguito agli attacchi della fillossera. 
Fimbria, frangia o festone -Fimbria - Frange - Quasle - Viene applicato ad un mar- 
gine parte esterna guarnito da una serie di peli fittamente disposti. • Tav. IV 
fig. 2 f). 
Fimbriato - Fimbriatus • Frange - franzig - Guarnito di peli fini paralleli = Frangiato 
Fiocco - Scopus, ftaeus - Fiocon • Quasle - Si applica ai peli o ciglia allungate disposti 

in fiocco fascetti come quelli di alcuni Melliferi. 
Fioccoso ■ Flouaneux - Munito di fiocchi o peli fini ed arricciati. 
Fiore - Flos - Fleur • Blume • Si applica ad ogni efflorescenza o strato farinoso finis- 
simo e leggiero, simile a quello di certi fruiti, le prune per esempio. 
Fissile = Fesso. Vedi Antenne o Clava. 

Fitofago • Phytophagus - Phytobie, phylophage - Che vive di vegetabili. 
Flabellato - Flabellalus - Flabello - geblàtterl o facherfòrmig - Si applica alle antenne 

che emettono rami lunghi e flessibili come queHi di un ventaglio - Lamellicorni. 
Flabello = Flagello. 

Flagelliforme - Flagelliformis • Flagelliforme • peitschenfòrmig - In forma di frusta. 
Flagello • Flagellum - Fleau, lige • Geisel - Parte dell'antenna posta fra lo scapo e la 

clava. 
Flessibile • Flexilis, mollis • Flexible - biegsam • Che si piega facilmente come le eli- 
tre di Lampyris, tromba dei Lepidotteri ecc. 
Flesso = Inflesso. 

Flessuoso - Flexuosus, lituus - Courbé • geschweift • Che offre seni o curve = Sinuoso. 
Fodero ■ Theca • Fourreau - Meglio Guaina. 

Fogliaceo, foliaceo - Foliaeeus - Foliacé - blatterig ■ In forma di foglia. Vedi Antenne. 
Fogliettato - Si applica alle antenne in cui ogni articolo si dilata in una lama delicata. 

= fissile. Vedi Antenne follate. 
Follicolo - Follicolus • Follicole, Coque, Cocon, Hulle, Gespinnst - Secondo gli Ento- 
mologi francesi significa lo stesso che bozzolo. Serve più specialmente a designare 
■ quei sacchi o astucci dei bruchi di Psychidae o delle larve di Phryganidae - I Fran- 
cesi chiamano volgarmente charèe V astuccio di questi ultimi. 
Foranti - Foisseurs - Inselli - Che forano il suolo come gli Scarabei. 
Forca • Furca - Fourche - Gabel - Si applica ad un appendice od organo che si bi- 
forca. Nei bruchi o nelle larve chiamasi furca frontalis • Slirngabellinie - una li- 
nea che si biforca sul davanti della testa. 
Forcato o forcuto - Furcatus - Fourchu - gebelig o gebelfórmig - Che forma forca = 

Biforcato. 
Forche o rami apicali - Furcae apicales - Endgabeln - Vengono cosi chiamate nelle ali 



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delle Phrynidae le nervature doppie del radio e del cubilo del margine apicale 

(Muller). 
Forcipato • Forcipatus, forficatus • zagenfórmig, scheerenforniig • Munito dì forcipe 

come l'addome di certi insetti. 
Forcipe • Forceps, pinces • Zange o Haitzange = Pinzetta o tanaglia come quella delle 

forficule - Muller = la parte anteriore del metatarso dei piedi antofori. Tav. V. 

fig. 1 6 d). (continua) 

COMUNICAZIONI - PROPOSTE - DOMANDE - RISPOSTE 

In questa rubrica gli abbonati hanno diritto a inserzioni gratis per ogni numero, per scambiarsi notizie, scMa- 
rimenti, informazioni, consigli, questioni da risolvere ecc. 

La presenza dell' Helleborus viridls L. nell' Italia superiore. Il signor V. Schif- 
fner nei suoi recenti lavori sul genere Helleborus Adans (1), apportò molte modificazioni nell'in- 
terpretazione, nella limitazione e nella distribuzione geografica delle specie di Ellebori italiane. 
Per rispetto alle specie italiane i concetti e i risultati dei lavori dello Schifi'ner furono pubblicati 
dal prof. R. Pirotta (2). 

Valendomi appunto di questo lavoro dell' illustre prof. Pirotta mi preme di modificare un' opi- 
nione dello Schiffner. 

Tralasciando le modificazioni dell' egregio monografista germanico nel sottogenere Caulescents 
e nella sezione Chionorhodon del sottogenere Acaules, mi preme di risolvere un dubbio per ri- 
guaHo alla specie 3. viridis L. della sez. Euhelleborus, e alla sua presenza in Italia. 

Secondo il V. ^aìà^lnQvV Helleborus viridis L. (3) è dubbio nell' Italia superiore e per esso vennero 
confuse forme diverse appartenenti in ispecial modo all' H. odorus Kit. , H. multifidus Vis. {H. 
viridis var. Bocconi Are. pr. p.), H. dumesorum Kit. ecc. 

Che questa confusione sia avvenuta, è certo; e molte delle piante determinate nelle flore e nei 
cataloghi per H. viridis, vanno riferite ad altre specie. Per tuttavia V Helleborus viridis L. esiste 
in Italia, e forse anzi è assai diffuso. 

Io stesso l'ho ritrovato due volte. 

La prima volta fu nel Marzo 1893 a Crusinallo (prov. di Novara), m. 269, in un prato ombroso, 
ove cresceva abbondante. Gli individui osservati erano piuttosto piccoli, a causa la stagione precoce; 
pochissimi avevano foglie un po' sviluppate, quantunque tutti possedessero il boccio fogliare. 

Pili tardi lo trovai a Limone sul colle Tenda nelle Alpi Marittime (prov, di Cuneo), ra. 1005 
s. m , il giorno 23 Aprile 1893. Gli esemplari di questa località sono più s\ iluppati che quelli Cru- 
sinallesi, causa forse la stagione piìi avanzata e il terreno più pingue. 

Possiedo pure nel mio erbario un' Helleborus dei colli di Torino, che parmi possa attribuirsi 
all' Helleborus viridis L. ; ma 1' incompletezza deli' esemplare mi impedisce di farne una sicura 
determinazione. 

Lo Schiffner dà 1' Helleborus viridis L. pel Trentino. Il ritrovarla in due località così distanti 
da questa come sono le Alpi Lepontine e le Marittime, ne allarga notevolmente 1' area di diffu- 
sione; e lascia sperare che esso trovisi in qualche località intermedia. Giuseppe Nobili 



(l) V. ScHiFFNEE - Die gattung Helleborus Leipzig 1889. 

V. Schiffner - Monographia Hellebororura Krit. beschr. ali. bekannt formen d. Gatt. Helle- 
borus. Halle 1890. 

{'■ij R. Pirotta - Le specie italiane del g. Helleborus secondo V. Schiffner. Malpighia voi. IV 1890. 

(3) Non si confonda Helleborus viridis L. con H. viridis Freyu, specie assai diversa e rife- 
rita alV Helleborus odorus Kit. var: istriacus Schiff., e nemmeno con H. viridis Auct. it- pr. p. che 
comprende forme diversissime e abbraccia in sé, confuse, diverse specie. 



Rocce comuni nella provincia di Lecce, a) Roccie calcari — Si trovano dappertutto 
rocce calcari e zoogene per eccellenza e tutte sedimentarie. Le varietà più comuni sono : 

1.° Il calcare compatto, ordinariamente bianco. È comunissimo il calcare a lastre fino ad aversi 
scistoso, non è raro il fossilifero. Nessuna varietà è capace di prendere un bel pulimento. Le masse 
calcari mai si trovano sotto forma di creta, ma questa però può trovarsi anche abbondante in no- 
doli bianchi sparsi nell' argilla. 

2.° Il tufo calcareo formato in massima parte da detriti di conchiglie marine. Ha colore giallo 
chiaro, nella massa s' incontrano spessissimo conchiglie intere, per lo più ostriche, alle volte 
presentasi un vero conglomerato conchiglifero. Presenta grande varietà di durezza e compatezza, dal 
tufo tenero alla così detta pietra carparo (color giallo rossastro un po'bruna) la quale ha il massimo 
grado di durezza, nella varietà tufo, e presenta la massima resistenza alla compressione e alla 
trazione. 

3." Pietra leccese — È tenera, tessitura amorfa, color giallo chiaro, acre alla scalfittura, frat- 
tura concoide, splendore matto ; si lascia lavorare con facilità allo scalpello a mano, fino alla scol- 
tura di bassorilievi, nessuna aderenza ha colle malte a differenza di tutte le altre varietà di cal- 
care. Vi si trovano spesso incastonate conchiglie e denti di squalo triangolari, coi margini seghet- 
tati e della lunghezza di quattro o cinque centimetri. 

Oltre queste varietà di calcare che formano zone di strati potenti, troviamo spesso in piccoli 
pezzi la calcite bacillare. 

b) Roccie silicee — S' incontra raramente e in piccolissimi strati (per lo più a grande pro- 
fondità) il piromaco. 

e) Roccie silicate — Non abbiamo roccie silicato naturali, né metamorfiche, abbondano solo le 
rocce clastiche e tra queste quasi esclusivamente 1' argilla. 

Argilla plastica — È per lo più impura e vi si rinvengono in gran quantità conchiglie fossili 
e rostri di belemniti. 

È compatta o scistosa e di colore giallo o rosso, non mancano i banchi di vera argilla grassa. 

Argilla smettica —- È rarissima, s' incontra nel cavo dei pozzi a grande profondità (trenta metri) 
nelle cavità di rocce calcari e in piccolissime quantità. 

d) Roccie carbonose — Mancano quasi tutte, solo qualche volta si sono incontrati strati di 
lignite comune nera o rosso bruna. 

Novoli di Lecce. Raffaello Tarantini 

NOTIZIE DI CACCIA E NOTE ZOOLOGICHE 



Da Verona. In queste vicinanze, nella villa di un signore forestiero, furono uccisi ier l'altro 
due crocieri Loxia Curvirostra che stavano a mangiare sopra un Cedrus deodara. Sembrandomi 
nella stagione che corre, cosa abbastanza strana, ho creduto renderla nota. Molte volte in questa 
Provincia si catturarono questi uccelli negli anni passati, ma sempre in autunno avanzato. 

Le nidificazioni di altri uccelli sono abbondanti. Molte averle {Lanius auriculatus, e Lanius 
Collurio). 

Verona 25 Giugno. G. Spinola 

SPIGOLATURE DI APICOLTURA E NOTIZIE SULLE API 



Per curare la peste delle covate. Un nostro abbonato ci pregò di suggerirle un buon 
metodo per distruggere la loque o peste delle covate, e noi a nostra volta girammo la preghiera 
al dotto e pratico apicoltore dott. Angelo Dubini,al quale dobbiamo la quasi totalità degli amma- 
estramenti che diamo sotto il titolo di spigolature apistiche. (Vedi periodico V Apicoltore di Milano) 



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Ed egli gentilmente ci rispose : 

Pringle ha dato il metodo più sicuro per distruggere la peste delle api. 

Sul far della sera, togli dall'alveare appestato tutte le api colla Regina e falle entrare in una 
arnia nuova piena di telajni semplicemente tracciati e senza cibo. 

Passati quattro giorni, spazzola api e Regina dai telajni e da quei rudimenti di favo che si 
troveranno costruiti, e dà loro dei telajni nuovi, muniti di intieri fogli cerei faccettati, pili qualche 
favo a miele, colmo e sano. 

La colonia, da questo punto, può dirsi guarita ; ma dovrà alimentarsi, per molte sere, con miele 
allungato con acqua. 

11 miele infetto, una volta bollito, può servire per T alimentazione suddetta. I favi si riducono 
in cera, e 1' arnia coi telajni si mettono a bollire in una grande caldaia. 

Cassano Magnago. Dott. Angelo Dubini 

La forza e la solerzia di una colonia di api si possono anche desumere dal rumore 
che verso sera si fa sentire anche a qualche distanza dalla porticina dell' alveare, e che rassomiglia 
a quello di una cascata di acqua. 

Facili modi per poter riprendere comodamente gli sciami : Neil' American B. 
K, Review, si parla del come si può obbligare uno sciame a formare il grappolo sopra un ranio 
frondoso piantato in terra davanti all'alveare. « Ognuno sa che le api tengono a camminare in 
alto. Tanto è ciò vero che, per indurre una Regina ad uscire piìi presto dalla gabbietta o dal 
Queen-catcher, basta tenere la sua apertura rivolta in alto. Chi ha osservato il modo di compor- 
tarsi delle Regine tagliate e cadute in terra davanti all' alveare, avrà veduto che esse tendono ad 
arrampicarsi sopra un filo d' erba od altro che esse trovino a portata ». 

« Se quindi si pianta in terra davanti a ciascun alveare un ramo, dell' altezza di un mozzo 
metro, in guisa che il ramo co' suoi rametti sia alquanto inclinato dal lato opposto alla porticina 
dell' alveare che sta per sciamare, la caduta Regina si incamminerà lungo il ramo, e, portandosi 
all'estremità, sarà notata dallo sciame, il quale dovrà riunirsi ad essa e rimanervi. Questa pratica 
fu seguita, con pieno successo, per tre anni di seguito. 

Weeder {American bee journal aprile 13, 1893) continua già da 20 anni a prendere gli scianà 
con un manico di scopa. Egli fende il manico, alla sua estremità grossa, in tanti fuscellini della 
lunghezza di centim. 20, e li rivolge all' infuori formando così una piccola ruota a raggi, eh' egli 
immerge nella cera. 

Dall' altro capo, aguzza il manico per infiggerlo nel terreno. Fissa questi pigliasciami ogni 4 
alveari alla distanza di 4 metri circa. Weeder assicura che quasi tutti gli sciami si agglomerano 
su questi manici cosi preparati e disposti, e pensa che l'odore della cera c'entri di molto nell' in- 
durre le api a preferire tali piante artificiali alle naturali. 

In quanto tempo le api completano il loro sviluppo. V American bee journal dà il 
seguente specchietto dimostrante il tempo che 1' ape impiega a svilupparsi, e che dovrebbe essere 
famigliare a tutti coloro che coltivano le api. 

Regina Operaia Fuco 

Uovo Giorni 3 3 3 

Sviluppo della larva . « 5 1(2 6 6 1^2 

Formazione del bozzolo •< 1 2 1 1^2 

Riposo « 2 2 3 

Crisalide « 4 li2 8 10 

Giorni 16 21 24 

Per impedire la sciamatura. Nel suddetto giornale Taylor così insegna il modo di im- 
pedire la sciamatura. « Tosto che, egli scrive, il nido è pieno di api, io sottopongo ai 4 angoli del- 
l' alveare una bietta, per tenerlo rialzato dal fondo. Con questo semplice mezzo non solo ira pedisco lo 
sciame, ma obbligo altresì le api a salire nel melario, e così mi dispensa di escidere le celle reali », 
Ecco uno dei vantaggi del fondo mobile. 



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INSEGNAMENTI PRÀTICI 



Per disabituare i cavalli dal mordere si prende uq pezzo di carne di cattivo odore» e 
si eccita il cavallo ; nel momento in cui vuol mordere si tiene dinanzi a lui la carne in modo 
ch'egli l'addenta e la stringe coi denti. In causa dell' avversione del cavallo per la carne e del suo 
fetente odore, egli guarirà ben presto dal vizio acquisito. {Dal n. 12 del Progresso Agricolo). 

Un facile modo di guarire la pipita del Pollame ce lo insegna la Gazzetta delle 
Campagne. 

Una barbara usanza od abitudine, che si dovrebbe in ogni modo combattere, si è quella delle 
nostre contadine, di mutilare i poveri polli quando si suppone o si giudica che soffrano di pipita. 

Noi lo ripetiamo — appena che ci si accorge che un pollo non beve piìi, esso è dichiarato af- 
fetto da pipita, e presto si afferra il disgraziato, gli si esamina la lingua, e quasi sempre gli viene strap- 
pata alla punta una sostanza cornea biancastra, la quale è una specie d' unghia data da madre 
natura al pollame perchè possa raccogliere i grani e granelli da terra. 

La pipita per lo più proviene da afte ossia ulceri che si trovano nella gola. 

Presa al suo manifestarsi, questa malattia è di facile guarigione. Basta un piccolo pezzo di 
burro grosso quanto una nocciola ed un altro d' aloe pari ad un pisello. 

Introdotto l'aloe nel burro si forma una pillola e questa si fa ingoiare al pollo. — Un'ora 
dopo l'individuo è guarito. 

Per mitigare il dolore delle punture delle api e di altri insetti il sig. C. Babaut, nel suo 
libro La chirurgie du foyer, consiglia 1' acqua vegeto minerale, aggiungendo ad un bicchiere di 
essa 40 gocce di laudano. Vi. si bagnano delle pezze e si applicano sulle punture. 

Anche 1' aceto e 1' acqua ragia, calmano subito il dolore di tali punture. 

Per liberarsi dai sorci. Nel Praticai Former è scritto : Prendi un sorcio vivo con le so- 
lite trappole, spalmalo tutto di pece liquida meno il capo, porta la trappola ove era prima e lascia 
andar libero il sorcio. Non sarai più disturbato dalla presenza dei sorci. L' autunno scorso, dopo 
questo esperimento, non ho veduto più sorci e non ne vidi in tutto 1' anno presente. 

Esca per le trote. Le larve maschili delle api e quelle che si estraggono dai nidi delle 
vespe e dei calabroni, oltre essere cibo prediletto per le galline, sono un' esca famosa per la pesca 
delle trote all' amo ; ma larve e non crisalidi, perchè la trota non abbocca una larva che stia met- 
tendo le ali. 

NOTIZIARIO 

Utilità della vespe. Man of. Kent scrive nel British bee journal, che le vespe sono insetti 
assai utili nutrendosi dei pidocchi che infestano le piante e specialmente di quelli dei cavoli. 

Un mare di miele in California. [Dall' apicoltore). Nei Gleanings sudd. , Rambler nota 
che, da una relazione dello Stato, risultò che Richardson produsse, nel 1893, 65 tonnellate di miele ; 
Moffat 54 tonnellate ; Me Intyre 24; Medleson più di 30; ed altri, troppo in numero per men- 
zionarli, ne ebbero in quantità poco minore. Si calcola che di miele se ne sieno spedite non meno 
di 5,000,000 di libbre. 

Società colombofìla fiorentina. Quantunque con molto ritardo, rendiamo volentieri noto 
che nella gara Modena-Firenze avvenuta il 27 maggio, sebbene i colombi fossero stati sopraffatti 
e dispersi da un violento ciclone, pure 25 ritornarono in Firenze fra la sera del 27 e la mattina 
del 28. Lo scopo utilitario della lanciata fu perciò pienamente raggiunto, inquantochè, ammessa 
in caso di guerra, la rottura delle ferrovie a del telegrafo, le truppe non avrebbero potuto pene- 
trare in quel giorno in Toscana, mentre gli alati corrieri portarono a Firenze le notizie di oltre 
Appennino. 



91 



Al primo colombo tornato e che apparteneva al sig. Giovanni Bologna fu conferita una me- 
daglia di argento. 

Assegni per studi di perfezionamento. È aperto il concorso a 10 assegni di L. 1200 
ciascuno, per studi di perfezionamento da farsi nel Regno durante V anno scolastico 1894-95. 

Sede di questi studi, secondo la natura di essi, saranno le Regie Università, gli Istituti su- 
periori, la R. Accademia scientifico-letteraria di Milano, la Stazione zoologica Dorhn in Napoli e 
il Manicomio di S. Lazzaro in Reggio Emilia, 

Possono concorrere soltanto coloro che il 15 agosto p. v. , termine utile per la presentazione 
della domanda, abbiano conseguita da non piìi di quattro anni la laurea nelle università o nelle 
scuole di applicazioni per gl'ingegneri o negli istituti superiori dipendenti dal Ministero della 
pubblica istruzione, e da non più di cinque anni se coprono 1' ufficio di assistente in qualche uni- 
versità od istituto equiparato, o se nel concorso antecedente hanno riportato almeno 8 decimi dei 
punti di cui disponeva la commissione giudicatrice. 

Il concorso sarà fatto per mezzo di memorie originali da presentarsi insieme colla domanda e 
con un regolare certificato da cui risulti la data dell' esame di laurea. 

Una società di pesca e di acquicultura si è costituita in Milano. 
Concorso internazionale di pressatrici a mano. 11 Comizio Agrario di Piacenza 
aprirà nel prossimo agosto un concorso internazionale di pressa foraggio a mano. Le domande d'in- 
scrizione al concorso devono essere indirizzate al Comizio Agrario di Piacenza non piìi tardi del 
SI luglio 1894. 

Motivo di questo concorso è di facilitare la esportazione dei foraggi pressati all' estero, che 
vengono grandemente ricercati specie dalla Francia. 

La ricerca dell' oro. Dopo il deprezzamento straordinario dell' argento e la caccia all'oro, 
che avviene in quasi tutti i paesi del mondo, le colonie australiane si sono sforzate di attivare 
gli scavi delle loro miniere, che finora non si erano condotti che per così dire superficialmente — 
Nella colonia di Vittoria lo scavo dei quarzi auriferi nelle profondità della terra, diede i più bril- 
lanti risultati, tanto che la produzione dell'oro salì da once 663374 nel 1892 a 707367 nel 189'i\. 
Tale aumento si ritiene dovuto a scavi più profondi eseguiti nelle antiche miniere d' oro. 

Quindi il governo della Nuova Zelanda fece visitare i suoi giacimenti dall' ispettore generale 
di quello della Vittoria — Egli, in seguito alle sue visite, avrebbe dichiarato che lo sfruttamento 
dei quarzi a grandi profondità dà alla produzione aurifera una irregolarità, che finora essa non 
aveva e la fa accrescere dapertutto ove tale metodo viene applicato — Un simile fatto non può 
adunque non avere una larga influenza sul regime monetario del globo e sul valore di ogni sorta 
di prodotti. 

Passaggio dei microbi attraverso la pelle. Wasmuth trovò sperimentalmente, che 
anche la pelle sana è permeabile ai microrganismi. Questi penetrano tra il fusto e la guaina del 
pelo, mentre non servono al passaggio né le ghiandole sebacee del pelo, né le ghiandole sudori- 
fere. {D. Mediz. e Riv. d' Ig. e san. pvMl. , 1894, pag. 238). 

Lo stallone Melton, il cui acquisto per parte del nostro governo è stato ed è oggetto di 
critica, ha coperte in quest' anno 48 cavalle a L. 800 ciascuna, per cui ha fruttato circa 38 mila 
lire, che equivalgono ad una rendita del 14 per cento; dando inoltre alla nazione una produzione 
calcolata a 3^4 della monta, di 28 puledri che al costo medio di 4000 lire, rappresentano un va- 
lore di L. 112 mila. 

11 giornale inglese Sporting Life del 23 scorso, parlando di Melton dice : « é mille volte pec- 
cato che questo vincitore del Derby 1885 lo si sia lasciato partire dal paese, perchè un cavallo 
più atto per la sua struttura, per il suo aspetto e pel suo carattere, a dare dei buoni prodotti non 
si é mai visto ». 

La seta dei ragni. 11 Moniteur des Soies, annunzia che il sig. Stilbers, industriale in- 
glese, produce su larga scala la seta di ragno, destinata agli usi della chirurgia, perchè, dicesi, 



92 



questa seta è emostatica e meglio di altre sostanze e eoa tanta sicurezza quanto coli' uso del per- 
cloruro di ferro, arresta il sangue delle ferite. 

I ragni adoperati per questa nuova industria sono delle grosse specie dell'Africa e dell'America. 
Vengono collocate in apposite celle ed alimentati giornalmente con insetti. 

In una camera di 40 metri di lunghezza, per 20 di larghezza e 5 di allezza, si trovano 5000 
celle, abitate da ragni che depongono delle uova in vario modo colorate ed avviluppate in un fiocco 
a bozzolo di seta. Mediante una serie di operazioni meccaniche e chimiche, questa seta viene fi- 
lata; un bozzolo dà 120 a 150 metri di filo, del quale il sig. Stilbers, si serve per fare un tessuto 
che molto assomiglia a quelli di seta comune, ma meno lucido, e di color grigiastro, punto uni- 
forme, che si rende poi bianco mediante un trattamento speciale con acqua ossigenata; indi viene 
tinto in giallo con uno speciale bagno di sulforicinato di ammoniaca. 

La seta del sig. Stilbers, non pregiudicherà però affatto i sericoltori ; a rassicurare i timorosi 
basterà dire che 1' « Hemostatie Stilbers » costa al produttore duemila franchi il chilogrammo. 

La Società, geologica italiana, terrà nel prossimo settembre, e cioè dal 16 al 20, un 
Congresso in Massa Marittima, località assai importante dal lato minerario. Saranno visitati, per 
non citare che le cose più interessanti, gli affioramenti di minerali argentiferi nei calcari del lias 
inferiore di S. Croce; i soffioni boraciferi del conte Larderei; la conversione dei calcari eocenici 
di Valcastrucci in silicati metalliferi, la miniera cuprifera delle Capanne vecchie; le escavazioni 
medioevali di Serrabottini ed i campi di scorie dell' antica fonderia della repubblica di Massa. 
Poscia le miniere di calamina della Niccioleta e finalmente le fonderie di Follonica. 

Dopo il congresso la stessa società farà una .escursione di tre giorni all'isola d'Elba, intrat- 
tenendosi specialmente alle miniere di Rio, ai giacimenti di magnesite di S. Piero ed ai filoni 
granitici e porfirici di parecchie località, dei quali tanti studiosi si sono occupati e nondimeno sono 
ancora argomento di altri studi e di discussioni scientifiche. 

II IV congresso italiano di Chimica e Farmacia si aprirà in Napoli il 2 settembre 
prossimo. Sarà diviso in due sezioni, una scientifica e 1' altra professionale. 

Esposizione internazionale di stalloni. Avrà luogo a Vienna dal 13 al 16 Ottobre 
prossimo. 

La esposizione d' igiene e d' alimentazione che doveva aver luogo in Roma nello 
scorso giugno è stata rimandata al 20 settembre prossimo. 

È aperto il concorso per esami, ad un posto di professore titolare di 3.^ classe, con l'an- 
nuo stipendio di lire 3200, noi personale delle regie Scuole di viticoltura e di enologia e per l' in- 
segnamento della viticoltura e della enologia nei corsi superiore ed inferiore della Scuola. 

Le domande di ammissione dovranno pervenire al Ministero di agricoltura non più tardi del 
15 settembre 1894. 

richiesteYoìterte 

Domande di cambi, domande e risposte diverse ~ Gratis per gli abbonati 

Quando non vi è speciale indirizzo, rivolgersi all' amministrazione del giornale, la quale rappresenta gli abbonati 
che pubblicando richieste od offerte desiderano rimanere incogniti. 

Gli abbonati sono pregati ad approfittare di questa rubrica, poiché più che le richieste ed of- 
ferte saranno numerose, tanto maggiore sarà l'utile reciproco che ne ritrarranno gli abbonati stessi. 

Preghiamo pure gli abbonati a farci conoscere i loro cambiamenti di residenza, le loro no- 
mine, promozioui ecc. , gli studi speciali ai quali si dedicano, nonché se tengono collezioni e se 
desiderano far cambi. 

Questo periodico è assai diffuso anche all' estero, per cui un annunzio posto in questa rubrica, 
anche una volta all' anno, servirà a mettere gli abbonati in relazione con i colleghi d' Italia e 
delle altre nazioni, specialmente Europee. 

100 Giulio Ceresole, Calle scaletta S. Marina Venezia, desidera una piccola quantità di 

uova feconde di Saturnia Selene, S. Cecropia, S. Pernyi, S. Cynthia, contro pagamento, o contro 
cambi. 

101 Giuseppe Nobili, Omegna, prov. di Novara, desidera avviare cambi di piante vasco- 
lari con botanici di qualunque regione d'Italia o d'Europa; procurando in contraccambio specie 
del Piemonte e regioni finitime della zona montana e alpina. 



93 



102 Foche viventi e grandi, sono disponibili a prezzi miti. 

103 Carlo Piazza, fuori porta d'Azeglio 362 Bologna, offre coleotteri ben preparati e giu- 
stamente classificati, contro coleotteri e ditteri, specialmente di generi Antrax, Exoprosopa, Ar- 
gyrov^oeba, Bombylius, Systoechus, Cyllenia e di altre Bombylidae. Desidererebbe pure cambiare 
molti esemplari di Otwrrynchus caudaius contro esemplari di Leptura 6 tnaculata. 

104 Dal laboratorio di storia naturale di S. Brogi in Siena si desidera acquistare 
od avere in cambio: MiriaiMdi indeterminati di qualunque località. Salamandra atra di diverse 
località italiane. Sterna minuta (Monachina o Fraticello di mare) tanto fresche in carne che già 
poste in pelle. 

105 Cavalli p. s. in vendita in Barbaricina. Arnaldo^ sauro 4 anni da Andred e 
Arques. — Enilda, saura 4 anni da Regain e Teresina. — Macbeth, sauro 3 anni da Andred e 
Queen 0' Scots. — Theodora, saura 3 anni da Pyhagoras e Andreina. — Annina, baia 3 annida 
Garrick e Toniella. Per le trattative rivolgersi a T. Rock Senior Barbaricina. 

106 Benuzzi Pietro, yia S. Paolo 30 Piacenza, spedisce gratis agli apicoltori un opuscolo 
di pag. 31, contenente cenni sull'arnia Benuzzi e sugli altri attrezzi da lui ideati. 

107 Si desidera acquistare piccioni e storni per tiri di gara. Fare le offerte alla reda- 
zione del giornale La Caccia in Roma. 

108 Herb e Wulle in Napoli hanno pubblicato il nuovo catalogo (n. 38) di bulbi da fiori 
ecc. Invio gratis a chi glie ne fa domanda. 

109 W. H. Tugwvell, 6 Lewisham Road Greenwich, Inghilterra, offre in cambio le- 
pidotteri della sua regione. 

1 10 Stones Lionel, Northwood, seymour Grove, old Trafford, Manchester, offre en échange 
des papillons de sa région. 

Ili M. Moberly, 9, Rockstone Place, Southampton, (Francia), offre des chenilles de Cal- 
limorpha dominula en échange de chenilles ou de chrysalides de Primaria, Lunaria, Albiciliata. 

112 Gouin Henri, Bordeaux, offre en nombre Coléoptères du Wìtovsiì-.Nebria complanata^ 
Zabrus inflatus. Cicindela trisignata, OEqyalia arenaria, Olocrates gibbus, Gymnetron late- 
rale, Phaleria cadaverina, Psylliodes marcida, Lixus Ascanii, etc. , etc. , contre d'autres Coléop- 
tères, principalement Coccinellides, Longicornes et Buprestides. 

113 M. Holl, adjoint du genie au service gén. ., Alger offre Lépidopt. et Coléopt. d' Algerie : 
A. Dottei, glauca, P. Ballus, P. Feisthameli, Thais rumina, P. mauritanicus, Z. algira, Ch. 
Jasius, etc. G. mortillosus, Julodis pubescens, sepidium barbaruni. 

114 Puteaux Jean, impasse du Débarcadère, à Versailles, offre des seraences de plantes 
accliraatables sous les tropiques, contre des semences de petites plantes florales et ornamentales 
indigènes dans les pays chauds. 

1 15 Mehier Camille, fils, 6, rue Ste-Catherine, à St-Etienne, (Loire), desire échanger les Re- 
ptiles suivants, contre des Reptiles du midi de la Franco : Lacerta viridis, L. muralis, Angiiis 
fragilis. Coronella Icevis, Tropidonotus natrix, T. viperinus, Zamenis viridiflavus. Rana viri- 
dis, R. temporaria, Styla viridis, Alytes obstetricans, Triton cristatus, T. alpestre, 

116 M. H. Olivier, à Bazoches-au-Houlme (Orne), demande s'il*pourrait se procurer par 
échange un exemplaire de J. Muller, Principjes de classification des Lichens, Genève, 1862. 

117 M. L. Coulon, rue Is-Lecerf, 23, Elbeuf, offre les plantes suivantes : Rosa eglan- 
teria, R. pimpinellifolia., Viola Rothomagensis, Helianthemum canum et apenninum,, Arabis are- 
nosa, Globularia vulgaris, Amelanchier vulgaris, Silene nutans, Linum tenuifolium, Isatis 
tincloria, Linaria cymbalaria, etc. , exclusivement contre fossiles, particulièrement Echinides, 
ces derniers meme en fragments, pourvu qu'ils se complètent pour i'étude. 

118 Fritsch René, 30 fauborg Rivotte Besangon, offre chenilles vivantes di Lasciocampa 
Tremalifolia, Crocallis Tuscaria, Actias Luna, Chelonia Villica ecc. 

S. BE06I direttore reSPOnSaìllle Slena Tip. e Llt. Sordo-mutl di L. Lazzorl 



94 



Un Manuale Hoepli sui « Coleotteri Italiani » 

Fra gli insetti, i coleotteri attrassero sempre in modo speciale l'attenzione degli studiosi e 
principalmente dei giovani aventi qualche tendenza alle ricerche ed alle raccolte zoologiche. 

Benché V editore Hoepli abbia già pubblicato nella sua collezione dei Manuali due pregevoli 
volumetti sugli Insetti utili (L. 2) e sugli Insetti nocivi (L. 2), fino ad ora non esisteva in 
Italia un' opera elementare in cui il raccoglitore dilettante potesse trovare, con poche gene- 
ralità indispensabili, la descrizione e la figura delle principali e più comuni forme di coleotteri 
nostrali. Il principiante adunque, onde poter riconoscere le specie di questi insetti trovati da lui 
ogni giorno, era costretto a rivolgersi o ai testi per le scuole secondarie, oppure ai grossi lavori 
di compilazione detti di storia naturale, i quali ben poco potevano servirgli per tale determinazione. 
Il recente lavoro del dott. A. Griffini venne eseguito nell' inlento di togliere la mancanza di 
un Manuale elementare di entomologia descrittiva. A tal uopo 1' autore ha lasciato tutto ciò che 
poteva riuscir difficile o minuzioso e si adoperò a rendere il lavoro più semplice ed elementare che 
osse possibile. 

Poche ma succose le generalità; prima di trattare di ciascuna famiglia, l'autore ha dato un 
cenno generale sulla famiglia stessa, in modo da presentare al lettore un quadro sommario delle 
forme e della vita del coleotteri di quel gruppo, seguono quindi le descrizioni. E sono in numero 
di ben circa 650 le specie di coleotteri italiani, di cui il raccoglitore troverà la descrizione in 
questo Manuale, essendo date le migliori indicazioni sulla variabilità, nonché sulle località e sul 
tempo in cui generalmente si trovano. 

L' autore è già noto agli entomologi italiani per alcuni lavori originali sui Rincoti, sui Dit- 
teri e sugli Ortotteri, nonché per una recente Storia naturale degli insetti acquaioli, molto ap- 
prezzata. 

L'editore Hoepli ha poi atteso con ogni cura a questa pubblicazione, l'ha corredata di 215 
belle incisioni rappresentanti le forme principali ; il mitissimo prezzo di L. 3, pel volume legato 
elegantemente, lo rende poi accessibile a tutti. 

Al Manuale sui Coleotteri Italiani seguirà quello sulle Farfalle, diurne, notturni e cre- 
puscolari. — A complemento della serie non mancherebbe dunque che un terzo trattatello sui Dit- 
teri, Imenotteri, Ortotteri e Rincoti, e noi ci auguriamo che l'editore Hoepli trovi il modo di 
pubblicarlo presto, sicché il dilettante naturalista trovi, compendiato in tre volumetti, splendida- 
mente illustrati, tutto ciò che riguarda 1' entomologia italiana. 

PER LA CURA IDROTERAPICA IN ITALIA 

L' editore Hoepli sa davvero seguire 1' andazzo dei tempi. Ricordiamo, allorquando si resero po- 
-^olari ed accessibili a tutte le borse le gite alpine, eh' egli pubblicò nella sua collezione dei Ma- 
nuali il Dizionario alpino (L. 3, 50) e 1' altro sulle Prealpi bergamasche dello Stoppanì 
(L. 3). Col nascere e collo svilupparsi dello sport ciclistico 1' editore ideò e diede alla stampa l'ec- 
cellente Manuale del Ciclista (L. 2,50) ed oggi ha voluto ancora una volta far cosa utile e buona 
pubblicando un Manuale sulle Acque termali e minerali del regno d' Italia di Luigi Tioli 
(L. 5, 50). È un libro pregevole che per 1' abbondanza delle notizie e per la diligenza con cui 
venne fatto si presenta come T opera migliore sull' argomento. In questo trattatello sono indicate 
1500 sorgenti, 650 analisi di acque, nonché circa 800 Comuni. 

L' autore ha illustrato concisamente i luoghi in cui le acque scaturiscono, ha accennato alle 
loro proprietà terapeutiche, indicando le malattie per cui si prescrivono. A rendere poi il Manuale 
non solo utile ed indispensabile a coloro che si accingono a soggiornare nelle stazioni balneari, 
ma altresì a tutti quelli che viaggiano per diporto, l'autore corredò il testo di molte notizie sui 
piccoli Comuni, descrivendone la località, il clima, gli stabilimenti, i nomi dei proprietari, dei 
negozianti d' acque minerali ed aggiungendo una bibliografia accurata ed estesa, ecc. , cosi da por- 
gere una relazione concisa, ma completa in ogni particolare. 



95 



Wm DIGERIR BENE?? Il ^^^^^ ^^^^^^^^^ ^j ^yg^jj „,g^j 

ci snerva, ci spossa, ci rende apatici : naturale che 
debbasi ricorrere ad un buon tonico per ritemprare 
le forze : nulla è di piìi indicato, dopo una lunga 
passeggiata, dopo un esercizio violento, di un bic- 
chierino di Ferro-China-BJsieri (liquore sto- 
matico per eccellenza) della ditta Felice Bisleri e 
C. di Milano, oppure di una bibita sapida, sana, 
digestiva, disettante quale vn? rrr \f[ SALUTE?! 
l'Acqua di Nocera Um- 
bra (la regina delle Acque 
da tavola) col Ferro-China- 
F. BISLERI e C- MILANO Bisleri. Dopo il bagno e 

prima della reazione, l'uso 

del Ferro-China-Bisleri si rende indispensabile perchè 

eccitando^, rinvigorisce i nervi indeboliti. Tutti gli 

stabilimenti di bagni ne sono provvisti e ne fanno 

largo uso. Prima dei pasti eccita mirabilmente 

r appetito. 

IL FERRO-CHINA^BISLERI ]^^i>^^>^m.^ 

si trova dovunque e si esporta in tutto il mondo ^^"^ T^tiLAisro 






96 



Pubblieazioni in vendita presso l'Agenzia di questo periodieo 

SIENA - Via di Città 14 - SIENA 

Agli abbonati che hanno pagato 1' abbonamento in corso, cediamo i sotto notati libri ai seguenti 
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ed all' agricoltura per L. Gambari. 312 pag. in 
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Dell' industria equina in Italia per C. 
Bonis. 180 pag. in 8.° L. 2,80. 

L' art d'empailler les petits animaux 
semplifìe par P. Combes. Un volume con fig. 
L. 1, 10. 

Conseils aux amateurs pour faire une 
collections de papillons. Classification, pre- 
paratlon et conservation. Par M. Beleze. Con 32 
fig. L. 1, 10. 

I funghi mangerecci e velenosi, descri- 
zione, modo di cucinarli e conservarli. Con 23 
tavole colorate L. 1,20. 

Viaggio in Oriente : Relazione ordinata su 
documenti del celebre Spallamani, dal prof. 
Campanini. Con figure. Prezzo ridotto da L. 20 
a L. IO, 50. 

Manuale del Macellaio e del Pizzica- 
gnolo per il cav. Giuseppe Lancia. 690 pag. 
in 8.0 con 164 fig. L. 7, 50. 

Sono i piccoli uccelli utili all' agricol- 
tura? Discorso del deputato Trentino D, G. 
Salvadori. L. 0, 40. 

Pécheiu'-praticien, ou les segrets, les my- 
stères, les ruses, de la péche a la Ligne par M. 
Lambert. Pag. 240 con fig. L. 1, 60. 

Geografìa di G. Grave trad. dal prof. E. 
Galletti. Manuale Hoepli legato in tela con 26 
incis. L. 1,30. 

Geografia classica di E. F. Tozer trad. 
dal prof. Gentile. Manuale Hoepli legato in tela 
L. 1,30. 

Chimica del prof. E. E. Roscoe trad. del prof. 
A. Pavesi. Manuale Hoepli legato in tela con 36 
incisioni L. 1, 30. 

La Valtellina ed i naturalisti. Memoria 
bibliografica di M. Cermenati. Quest' opera si 
compone di 6 volumi che trattano separatamente: 
I. Generalità. II. Zoologia. III. Botanica. IV. Geo- 
logia. V. INIineralogia e Litologia. VI. Acque ter- 
mali e minerali, ed appendici. Ogni volume si 
vende anche separatamente per L. 1. Tutti e 6 
L. 5, 40. 

Il perchè dei fenomeni fisiologici nelle 
piante e negli animali di 5. Marinucci. 228 
pag. con 149 incisioni L. 2,.20, 



Trattato teorico pratico sulle malattie 
degli animali domestici, con metodi di cura 
ecc. del dott. prof. E. Perroncito. 434 pag. in 
8.0 con 220 fig. L. 7. 

Nuove Contribuzioni alla avifauna 
tridentina per A. Bonomi, 58 pag. in-8. L. 1,40. 
istruzioni sulla caccia, preparazione ecc. degli 
insetti L. 5 per L. 3, 40. 

Geografia fisica ed astronomia, del 
prof. F. Fabretti. 360 pag. con fig. L. 2,75. 

Naturalista viaggiatore. Zoologia per i 
X)Tof. Issel e Gestro. 144 pag. in 8.o legato in tela 
con 38 fig. L. 1,90. 

Il Raccoglitore Naturalista per Eger 
Lessona. 124 pag. in 8.° con 2 tav. litografate 
L. 2, 50. 

Nozioni elementari di Tassinomia ve- 
getale e animale di A. Neviani. 164 pag. in 
8.° con 318 fig. intercalate nel testo L. 1,90. 

Corso di Litologia di L. Bombicci. 638 pag. 
in 16.0 L. 4,80. 

I Colombi, allevamento, educazione, storia 
naturale ecc. per G. Malagoli. 4C0 pag. in B." 
con 60 incisioni L. 3,80. 

Giardinaggio ornamentale dei Fratelli 
Roda. 110 pag. in 8.o rilegato in tela e oro con 
50 incisioni nel testo L. 1, 50. 

II Coltivatore di piante ornamentali 
per Cazzuola e Nencioni. 462 pag. in 8.o rilegato 
in tela e oro con 125 incisioni nel testo L. 4,70. 

I tre regni della Natura secondo l'opera 
del prof. A Pohorny per i proff. Caruel, Lessona^ 
Salvadori e Stuever. 706 pag. in 4.o con 1120 
incisioni L. 7. 

Elementi di Tassinomia vegetale e ani- 
male di L. Bordi, pag. 100 in 8." con 9 tav. 
L. 1,40. 

II Mimismo nel regno animale del prof. 
Socin. 170 pag. in 8.o con 5 tav. L. 2,80. 

Manuale pratico di vinificazione del prof. 
Passerini. 144 pag. in 8.o con illustr. L. 1,40. 

La cultura dell' olivo e la estrazione 
dell' olio del prof. Passerini. 132 pag. in 8. 
con illustrazioni L. 1,40. 

Manuale pratico di viticultura del prof» 
Passerini. 125 pag. in 8.o con illustr. L. 1, 25. 

Manuale pratico di bachicultura del 
prof. Passerini. 120 pag. in 8.o con illustrazioni 
L. 1,25. 

L' uovo e le sue prime trasformazioni 
di M. Cermenati. Voi. illustrato di 48 pag. in 
16.0 L. 1. 

Manuale per la tecnica moderna del 
microscopio del dott. A, Garbini 2.^ edizione. 
432 pag. in 8.o rilegato in tela con 109 incisioni 
intercalate nel testo L. 5, 20. 

Ricerche malacologiche di L. Benoit 
pag. 18 in 8.0 con 35 fig. L. 1. 



AunoXIVN.°8 RIVISTA ITALIANA or SCIENZE NATURALI 1.° Agosto 1894 



SOMMARIO 

Terrenzi dr. Giuseppe. Sopra un acaro (Argas reflexus Latr.) trovato per la prima volta 
in Italia, parassita suU' uomo. (Cont. e fine) Pag. 97. 

De Biasio dott. Abele. Cranìa aegyptiaca vetera et hodierna, con appunti di storia e di 
etnologia egiziana. Parte IL Con fig, {Cont.) Pag. 98. 

Rivista bibliografica. Da pag. 90. a pag, 101. 

Bibliografìa italiana. Pubblicazioni del 1893. Zoologia, Paleozoologia e allevamento degli 
animali. Da pag. 103. a pag. 104. 

SOPRA UN ACARO (Argas reflexus Latr.) 

trovato per la prima volta, in Italia, parassita suU' uomo. 

{Continuazione e fine) 



Chiuderò questo scritto coll'accennare i rari casi, a me noti, nei quali fu constatata la presenza 
dell' Argas reflexus sull'uomo. Sono cinque, dei quali due furono osservati in Francia, tre in Ger- 
mania (1). 

Il primo caso è quello citato dal Raspail nelle sue « Recherches d' histoire naturelle sur les 
insectes morbipares » (2). Egli ci narra di un ragazzo, che aveva visitato una colombaia. Punto al 
collo e nel volto, si sviluppò in quei posti un violento eritema, e si formarono delle vesciche, ca- 
gionate ciascuna da una puntura dell' Argas. 

II.) Nel 1857 e più tardi nel 1859, l' Argas fu trovato in Camen di Westfalia, dal Dott. Bo- 
schulte, in una camera da letto, che si trovava, per mezzo di una finestra, in stretto rapporto con 
una piccionaia. 

Il citato dottore in un suo lavoro ìamìV Argas reflexus come parassita dell'uomo (3) ci narra 
di un vecchio che fu morso alla gamba. Attorno alla puntura si formò una piaga suppurante, pro- 
fonda e capace di accogliere una testa di spilla. Attorno, per una grande estensione, la pelle ap- 
pariva rosso-lucente, ed il piede era edematoso. In pochi giorni il malato si ristabilì, ma la cica- 
trice, formata sulla puntura, rimase per più mesi. 

III.) L'otto Febbraio 1860 lo stesso Boschùlte (4) si fece pungere da un Argas in vicinanza del 
pollice. L' acaro rimase 27 minuti immobile, assorbendo sangue a sorsi regolari, e si staccò volon- 
tariamente quando ebbe raggiunto il volume di un piccolo fagiuolo. Dopo 72 ore, la piaga era ci- 
catrizzata e sembrava guarita, ma, trascorsi 10 gioj-ni, la pelle si arrossò e si sollevò in un nodulo 
che portava l'impronta della puntura; il prurito era insopportabile. Dopo 6 giorni la pelle riprende 
il suo aspetto, la cicatrice si fa squamosa, solo restando un bottoncino (Papula) largo 3 mm., rotondo 
e depresso nel centro. Negli anni seguenti, intorno a questo bottoncino, se ne formarono altri otto, 
e nel 1879 le cose erano ancora nell'identico stato (5). 

IV.) Nel Brehm troviamo citato il fatto del pastore protestante - a Friedeburgo sulla Saale - 
Neide, i cui figli erano tormentati di notte tempo dall' Argas. Il loro morso lasciava un punticino 
rosso, nettamente determinato, e produceva un prurito violento, specie nel corso delle vene. Una 
puntura, fra le dita, aveva per effetto un prurito in tutto il braccio sino alla spalla; se al piede, si 
estendeva alle reni ed al dorso. Una ragazzina di quattro a cinque anni, in seguito a tali pun- 
ture, presentò persino delle enfiagioni vescicolose, simili a scottature, alla mano, al polso, all'an- 
tibraccio. Anche in questo caso i locali, destinati per uso di camera da letto, si trovavano a contatto 



(1) Ricordo che Latreille trovò 1' Argas reflexus nelle abitazioni e Mégnin sui vestinaenti.^ > 

(2) Gazette des Hopitaux L pag. 9, 1833. .'...--..••. 

(3) Argas reflexus als Parasit an Menschen. Virchow' s arch. XVIII. p. 18, 1860. " f'T:'- 

(4) Gerstacker. Argas reflexus Latr. ein neuer Parasit des Menschen. Ibid. XIX. p. 457,^1860. 
(o) Boschuite - Ueber den Argas reflexus. Ibid. LXXV. p. 562, 1879. ■■;:.' 



98 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



di una stanza, abitata da colombi. Tolti questi di mezzo, il Neide, dopo 5 anni, non era ancora 
riescito a distruggere completamente il fastidioso parassita (1), 

V). Laboulbène, nel bollettino della società entomologica di Francia (2) riporta il caso osservato 
dallo Chatelin. 

« Un fanciullo fu morso al pene, e dopo qualche ora sopraggiunse un'edema della verga, della 
borsa, del basso ventre e della coscia. Questo edema durò più giorni. Nel padre dello stesso ra- 
gazzo, morso all'avambraccio, si osservò tutto il braccio notevolmente gonfiato, con ingorgo dei 
gangli ascellari ». E colla narrazione di questo fatto, che si trova notato ancora nella Zoologie medi- 
cale del Blanchard, edita a Parigi nel 1890, pongo termine al mio lavoretto. 

Narni (Umbria) 8 Aprile 1894. Giuseppe Terrenzi 



(1) Brehm. Vita e costumi degli animali. Voi. VI. pag. 652-6.53. Torino. Tip. 

(2) Parte II. pag. 98, 24 Maggio 1882. 



litr. torinese. 



Crania aegyptiaea velerà et hodierna 

CON APPUNTI DI STORIA E DI ETNOLOGIA EGIZIANA 



--r~^sCL,<3'-<)SSXiShA''Th>f\^ — *— 



studio di ABELE DE BIASIO 



(PARTE II.) 

{continuazione) 







Fig. 7.^ Cuboìdes Coies parvus 

III. 




Fig. 8.^ Romboides australensis (m. i.) 



Curva naso -occipitale 

Quest'arco che si estende dal naslon fino al centro dell' orlo posteriore del 
forame occipitale è lungo, in media, nei crani egiziani dell'antico impero, 365 
mm. Tale curva nei maschi misura 367 e nei muliebri 364 : la dififerenza ses- 
suale adunque è di 3 millimetri appena. 



RIVISTA ITALrANA DI SCIENZE NATURALI 99 



Decomposta nei tre segmenti, frontale, parietale ed occipitale si vede che 
la maggior lunghezza è della porzione parietale ; perchè ivi raggiunge 126 
millimetri; mentre nella frontale arriva a 124 e nell' occipitale a 117. 

Tanto nei crani maschili che nei muliebri è, nei mesaticefali che si ri- 
scontra la maggiore lunghezza. L' ordine poi è diverso secondo i tre segmenti; 
perchè 1' osso frontale è più lungo nei mesaticefali, i parietali nei dolicocefali 
e r occipitale nei mesaticefali. 

Diametro trasversale, longitudinale ed indice cefalico 

Preso il primo, mediante un compasso di spessezza, fra le gobbe parietali 
ed il secondo da un dito traverso al di sopra dell' incisura naso-frontale fino 
alla parte piìi sporgente dell'occipite, i due diametri presentavano queste diffe- 
renze. 

Il diametro antero-posteriore, in media, segna 179; nei maschili 189, enei 
muliebri 178. 

Nei crani virili il massimo diametro antero-posteriore 192 si rinviene in 
un mesaticefalo (i. e. 755) ; il minimo 175 in un dolicocefalo (i. e. 709). 

Nei crani di donne tanto il minimo 169, che il massimo 182, si riscontrano 
in due mesaticefali (i. e. 763, 756). 

Finalmente il diametro, medio, bi-laterale è rappresentato in questa serie 
di crani dal n. 133 ; nei maschili invece da 135, con un massimo di 145 cor- 
rispondente ad un mesaticefalo (i. e. 755) e con nn minimo di 124 spettante ad 
un dolicocefalo (i. e. 709). 

Nei crani di donne parimente, il massimo 145 si rinviene in un mesatice- 
falo (i. e. 755) e il minimo 123 in un dolicocefalo (i. e. 703). 

Facendo poi il rapporto fra il diametro antero-posteriore ed il bi-laterale, 
onde ottenere l' indice cefalico, si ha che in media quest' indice si eleva a 751 
e quindi è chiaro come essi crani, in generale, debbano essere considerati come 
ìuesaticefali. Divisi per sessi i maschili sono mesaticefali (i. e. 763) e i muliebri 
dolicocefali, (i. e. 740). Con che non intendo punto affermare che i maschili 
siano tutti mesaticefali o dolicocefali tutti i femminili, perchè degli 8 crani 
maschili ve n' ha 3 dolicocefali e 5 mesaticefali ; e fra quelli muliebri 3 sono 
a testa lunga e 3 a testa mezzana. Sicché nella nostra serie la prevalenza è 
dei mesaticefali ; perchè fra i componenti di essa si riscontrano 6 dolicocefali 
e 8 mesaticefali. 

Y. 
Altezza verticale ed indice relativo 

Quest' altezza, come è noto, si ottiene mediante una linea verticale che 
s' innalza dal basion slì bregma. 1 nostri crani in media, hanno l'altezza di 130 
mm, Il loro indice verticale quindi è nei maschili uguale a 741 e nei femmi- 



100 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



liili a 750 ; nei due sessi riuniti a 703 ; sicché questi crani, in media, tanto in 
serie riunite che separatamente considerati sono ortocefali, un esame più mi- 
nuto però ci lascia scorgere che fra questi 14 teschi ve n' ha 6 ipsicefali (4 
cT e 2 P) come si vede dal seguente specchietto ove l' indice cefalico è messo 
in rapporto coli' indice verticale. 



Indice cefalico 

Dolicocefali 
Mesaticefali 



Crani cf 



Indice 
Crani cT 



( Dolicocefali . 
Mesaticefali 



Crani P 



VERTICALE , 

( Ortocefaii 

( Ipsicefali 

[ Ortocefali 

( Ipsicefali 



o 

5 

3 
3 
VI. 
Orbite 

In questa prima categoria di crani le orbite sono mezzane perchè la loro 
media generale ascende a 843. Divise per sessi quelle dei maschili sono mesoseme 
(i. 0. 861 e quelle delle femmine microseme (i. o. 825). La differenza sessuale è 36. 
La differenza individuale maschile, fra l'indice orbitario massimo e minimo, è 
175, essendo il massimo 925 e il minimo 750. 

La differenza individuale femminile è 154 essendo il massimo eguale a 868 
e il minimo a 714. Sicché la differenza fra i due massimi è 25 e fra i minimi 

è 36. 

Le cavità orbitarie sono state misurate in 12 crani, (7 cT e 5 P). 

Noto nella seguente tabella le misure delle orbite spettanti alle due forme 
craniali. 



CRANI VIRILI 


CRANI MULIEBRI 


LAR- 
TIPO 

GHEZZA 


ALTEZZA 


INDICI 


TIPO 


LAR- 
GHEZZA 


ALTEZZA 


INDICI 


Dolicocefali 

« 

Totale 

Media 

Mesaticefali 

« 

« 

« 
Totale 
Media 


40 
38 
78 
39 
39 
37 
44 
39 
40 
199 
40 


31 
34 

65 
32 
36 
29 
33 
36 
37 
171 
34 


775 
895 

1670 
836 
923 
784 
750 
923 
925 

4305 
815 


Dolicocefali 

« 

Totale 

Media 

Mesaticefali 

« 

« 

Totale 

Media 


39 
4« 
88 
44 
38 
37 
36 
111 
37 


33 
35 
68 
34 
33 
31 
31 
95 
31 


846 
714 

1560 

780 

868 

838 

• 861 

2568 
855 



VII. 

Naso 
Per mancanza di alquante ossa facciali non tutti i crani di questa prima 
serie si sono prestati alle misurazioni delle cavità nasali Dalla media generale 
rilevasi che sono mesorini (i. n. 488) e parimente mesorini risultano dalle me- 
die sessuali (486 media ^^ e 491 media p). 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 101 

La differenza sessuale è 5. 

La differenza individuale maschile è 54 fra il primo e il secondo ; 7 fra 
il primo e il quarto ; 9 fra il primo e il quinto ; 17 fra il primo e il sesto : 
72 fra il primo e il settimo. 

La differenza individuale femminile è 114 fra il primo e il terzo; 103 fra 
il primo e il quarto; 59 fra il primo e il quinto e 174 fra il primo e il sesto. 

La differenza sessuale fra i due massimi è 38 (prevale il femminile) e 19 
fra i minimi (prevale il maschile). 

Fra i crani maschili v'ha tre leptorini (i. n. 453, 426 e 471): i due primi 
si rinvengono in crani mesaticefali (i. e. 791, 755), il terzo in un dolicocefalo 
(i. e. 709). In questo gruppo noto anche due platiyHni (i. n. 543 e 536) in due 
crani mesaticefali (i. e. 755 e 756). 

Fra i crani femminili uno è platirino e si riscontra in un teschio mesati- 
cefalo (i. e. 763) (i. n. 581) ; mentre i leptorini sono tre (i. n. 467, 478, 407) e 
si riscontrano; il primo e il terzo in crani mesaticefali (i. e. 771, 755) e il se- 
condo in un dolicocefalo (i. e. 709). {continua) 

RIVISTA BIBLIOGRAFICA 

Pubblicazioni ricevute e per le quali ringraziamo 1 gentili autori od editori 

L'amministrazione s'incarica di procurare agli abbonati, senza aumento di prezzo, le pubblicazioni delle quali ò 
segnato il costo, ed anche le altre se possibile. 



-^»>iS=3GOf)esS«»3«- 



MINISTERO DI AGRICOLTURA ECC. DIREZIONE GENERALE DELL'AGRI- 
COLTURA. Considerazioni e proposte dei Consigli didattici e dei Comitati am- 
ministrativi, neir ordinamento delle scuole pratiche, speciali e superiori di agri- 
coltura. (Roma 1894, Tip nazionale. Pag. 660-XXIV in 8.° L. 4) Nella prefazione si parla dei 
principali quesiti interessanti V indirizzo e V ordinamento delle scuole accennate nel titolo dei vo- 
lume e vi sono riportati diversi prospetti statistici. Nella parte I. è trattato quanto si riferisce 
alle scuole pratiche e speciali di agricoltura; \a. parte 11. è dedicata alle scuole superiori. Prezzo 
del volume L. 4. 

BERTA prof. RICCARDO. Anatomia e Fisiologia comparate. (xMilano 1894. Edit. 
Hoepli, Pag. 218 in 16." Con fig. , legato in tela L. 1,50) Libro utile per i giovani studenti e per 
tutti coloro che desiderano aver conoscenza delle leggi fondamentali della biologia, compresivi 
gli animali dei diversi tipi. È diviso in XIV capitoli raggruppati nei seguenti titoli: Principi 
generali. Mantenimento dell'individuo. Mantenimento della specie. Yita di relazione. Classifica- 
zioni. Vi sono parecchie figure, ed il volumetto legato in tela costa L. (,50. 

GRIFFINI dott. A. Coleotteri italiani.' (Milano 1894. Edit. Hoepli. Pag. 336 in IG.» 
Con 215 figure, legato in tela L. 3) È un volume doppio dei ben noti Manuali Hoepli, e di cui tro- 
vasi un esteso annunzio a pag. 94 del nostro Bollettino pubblicato "il 15 luglio, ed al quale ri-. 
inandiamo il lettore cui interessi avere maggiori notizie. 

CAMERANO prof. L. Sopra due specie di Gordius raccolte in Sumatra dal 
dott. Elio Modigliani. (Genova 1894. Annali Museo civico voi. XIV. Estratto di pag. 4 in 8.°) 
Trattasi del Gordius Weberi Villot, e di una nuova specie che 1' egregio A. descrive e denomina 
Gordius aelianus. 

PERO prof. PAOLO. I laghi alpini valtellinesi. Parte li. Valle del Liro. (Vicenza. 
1894. Notarisia, Estratto di pag. 64 con una carta idrografica della Valtellina) 11 presente volume 



102 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



comprende le puntate seconda e terza (La puntata prima è già nota ai nostri lettori), degli studi 
e ricerche fatte dall' egregio A nella Valle del Liro (Spluga). La puntata seconda si occupa del 
lago nero di Yal servizio, del lago bia.nco, del lago grande d' Isolato, dei lago Andossi e del 
lago nero di Madesimo. La puntata terza, del lago d'Emet, lago d'Angeloga, lago nero d'Angeloga, 
lago Caldera, lago del Bullone e lago di Acquafraggia. L' egregio A. ha rivolto lo studio special- 
mente alle Diatomee ed alle Desmidee. Una carta idrografica della Valtellina è unita al volume. 

RIGGIO dott. G. Cattura di Carcharodon Rondeletii Muli. Eni. nelle acque di 
Capo Gallo e di Isola delle Femine. (Palermo 1894. Naturalista Siciliano n, 7. Estratto di 
di pag. 4 in 8.°) Sono 3 le catture delle quali 1' egregio A. dà notizia in questa memoria. La prima 
era già nota ed avvenne nel gennaio del 1869 ; un'altro grosso individuo lungo oltre 4 metri fu 
])escato nel decembre del 1892; la terza cattura avvenne il 24 dello scorso marzo ed il pesce era 
lungo circa 2 metri. Di questi 3 interessanti esemplari, si conservano le grandi mascelle, nel Museo 
zoologico di Palermo e di esse 1' A. dà le principali dimensioni. 

SAUNIER E. Tableaux synthetiques illustrés de Zoologie medicale. (? ? Pag. 32 
in 16." con fig.) Contiene un prospetto di classificazione zoologica generale, quindi si occupa di 
diversi invertebrati notandone gli utili ed i nocivi e si trattiene specialmente sui vermi, sul loro 
sviluppo, sul modo di combattere quelli nocivi ecc. L'opuscolo è adorno di diverse tavole con fig. 

ARRIGONI DEGLI ODDI dott. ETTORE. Materiali per la fauna padovana dei 
vertebrati. (Padova 1894. Atti Soc. Veneto Trentino di se. naturali fase. I. Estratto di pag. 82 
in 8.") Vi si leggono: Cenni fisico-naturali e meterologici sulla provincia; V elenco delle specie 
di uccelli più importanti che si incontrano in quei mercati, la indicazione delle caccie e delle 
pesche usate in provincia. Quindi è 1' elenco ragionato dei Mammiferi, dei Rettili.^ degli Anfibi e 
dei Pesci fin ora riscontrativi. Infine trovasi un ricco catalogo bibliografico dei lavori pubblicati 
sui vertebrati del veneto. 

ARRIGONI DEGLI ODDI dott. ETTORE. Materiali per la fauna padovana degli 
animali vertebrati. (Milano 1894. Atti Soc. italiana di se. nat. voi. XXXIV. Estratto di pag. 
68 in 8.°) Questo vulumetto, che fa seguito al sopra notato, comprende 1' elenco generale degli uc- 
celli, eoa molti dettagli ed illustrazioni sul passo, nidificazione ecc. ecc. 

MELI prof. ROMOLO. Sopra la natura geolologica dei terreni rinvenuti nella 
fondazione del sifone, che passa sotto il nuovo canale diversivo, per depositare 
le torbide dell'Amasene sulla bassa campagna, a destra del canale portatore, nelle 
paludi pontine. (Roma 1894. Boll. Soc. geol. ital. fase. I. Estratto di pag. 16 in 8.°) Parla del 
Monte S. Angelo, del promontorio Circeo, della grotta delle capre, del lago di Paola, dell'origine 
del bacino pontino, e quindi espone la sezione geologica incontrata nel fondare il sifone dell'Ama- 
seno, indicando i molluschi ed altro che vi ha raccolto nei diversi strati e concludendo che il mare 
dimorò già nel territorio pontino e che il promontorio Circeo in altri tempi fu un' isola circondata 
dal mare, come appunto trovasi indicato in antiche scritture. In numerose note è riportato quanto 
altri scrissero in proposito a ciò che 1' egregio A. nota in questa memoria. 

MELI prof. ROMOLO. Sopra una zanna elefantina a doppia curvatura rinve- 
nuta nelle ghiaie d' alluvione dell'Amene, alla Batteria Nomentana presso Roma. 
(Roma 1894. Boll. Soc. geol. italiana fase. I. Estratto di pag. 8 in S.°) È una breve comunicazione 
fatta alla Società geologica italiana, intorno a questo interessante dente ed altri resti fossili. 
L'egregio A. promette di tornare sull'argomento a studio finito ed intanto ritiene che quel dente 
possa riferirsi a.\V Ele2Jhas rneridionalis. 

DANIELLI dott. IACOPO. Contributo allo studio del tatuaggio negli antichi 
peruviani. (Firenze 1894. Archivio per 1' Antropologia e l'Etnologia, fase. I. Estratto di pag. 16 
in 8.0 con 4 tav.) Spiegate le ragioni per le quali egli non ha potuto fare lo studio sulle mummie 
peruviane esistenti ora in Italia, come era suo desiderio, onde presentare un lavoro piìi completo 
e originale, si diffonde nella descrizione dei tatuaggi osservati nei resti umani peruviani che si 
conservano nei musei di Parigi e di Berlino e ne riporta le figure distribuite in 4 tavola, 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



103 



DE TONI E. La flora in Canal del ferro. (Udine 1893. Tip. Boretti, Pag. 8 in 16-°) 
La Società alpina friulana pubblicando la Guida del Canal del i^erro, incaricò l'egregio prof. De 
Toni di studiarne la flora, e nel presente volume, estratto da detta Guida, è il resultato delle sue 
ricerche. Fra le specie registrate notiamo : Alyssum glemonense L, , Phyllodoce taxifolia Sol. e 
Wiilfénia carinthiaca Icq. 

BREHM A. E. La terre avant l'apparition de l'homme. Abbiamo ricevute le di- 
spense 10, a 15 di questa importante pubblicazione della casa editrice J. B, Baillière et fils di 
Parigi, (Vedi annunzio nei fascicoli antecedenti). 

BREHM A. E. Les insectes. (Parigi 1894. J. B. Baillière et fils edit.) Sono uscite le di- 
spense 6 a li. (Vedi annunzio dato nei fascicoli precedenti). . Brogi 



BIBLIOGRAFIA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 

Pubblicazioni del 1893 

L'amministrazione s'incarica di procurare agli abbonati, senza aumento di prezzo, le pubblicazioni delle 
quali è notato il costo, ed anche le altre se è possibile. « 



Gli autori di scritti relativi alle scienze naturali, che non vedono annunziati i loro lavori in 
queste note bibliografiche, sono pregati darcene avviso, rimettendoci, possibilmente, una copia 
delle loro pubblicazioni, o fornendoci anche solamente i dettagli necessari per poterne dare un 
annunzio simile ai seguenti. 



Zoologia 
animali. 



Paleozoologia - Allevamento degli 

{continuazione) 



96 Da Angelis dott. G. Introduzione allo 
studio degli Antozoi fossili, (Siena. Riv. ital. di 
se, nat. n, 1 e seg.) 

97 De Angelis dott. G. I Zoantari fossili 
dei dintorni di Roma. (Roma.- Boll. Soc. geol, 
ital, fase. 1. Estr. di pag. 28 con 1 fig.) 

98 De Benedictis C. Contributo allo studio 
dell' ermafroditismo. (Roma. Giorn. di Vet. mil. 
Estr. di pag. 9). 

99 Debierre C. Trattato elementare di ana- 
tomia dell' uomo (Anatomia descrittiva e disse- 
zione) con nozioni di organogenia ed embriologia 
generale. Trad ital. (Milano. Vallardi). 

100 De Biasio dott. A. Dieci mesi di ri- 
cerche preistoriche in provincia di Benevento. 
(Siena. Riv. ital, di se. nat., n. 7, pag. 89-93). 

101 De Biasio dott. A. Crania aegyptiaca 
velerà et hodierna, con appunti di storia e di 
etnologia egiziana. (Ibidem n. 10 e seg. con fig.) 

102 De Biasio dott. A. Intorno a tre crani 
di nubiani antichi. Appunti storici antropologici. 
(Napoli. Boll, della soc. di nat. fase, II 1892, Estr, 
di pag, 18 in 8.° con 9 fig,) « 

103 De Biasio dott. A. Le varietà umane 
dell' Egitto antico, (Ibidem. Estr. di pag, 48 con 
20 fig. e 2 quadri). 



104 De Biasio dott. A. Antropologia cri- 
minale. Il Tatuaggio delle prostitute napolitane, 
(Napoli, Tribuna Giudiziaria, n. 12 con fig.) 

105 De Biasio dott. A. Antropologia cri- 
minale. 11 tatuaggio dei malviventi napoletani. 
(Ibidem n. 39). 

106 De Capitani N. La prima esposizione 
speciale di bovini grassi a Milano nel 1892. (Mi- 
lano. Tip. Capriolo Massimino. Pag. 31 in 8.°) 

107 Del Guercia G. Intorno al modo di com- 
battere la Grillotalpa vulgaris. (Modena. Le 
Stazioni sperimentali agrarie italiane n. 24 fase. 3). 

108 Della Torre C. E. Osservazioni sinoni- 
miche sulla Chrysis comparata Lep. (distinguenda 
Dahlb.) e la Ch. insoluta Ab. (Firenze. Bull. Soc. 
entomol. ital. Trini. 1 pag. 46-47). 

109 De Rauschenfels A. Consigli ai no- 
vizi apicoltori. Istruzioni mensili. (Milano. L'Api- 
coltore dal n. 1 al 12). 

HO Desbrochers des Loges. Di tre Apion 
di Sicilia (Palermo. Il naturalista siciliano n. 4 
pag. 81-82). 

1 1 i De Silvestri prof. A. Esperimenti sul- 
r alimentazione dei giovani maiali. (Torino. Tip. 
Candeletti. Pag. 92 in 8.") 

112 De Stefani Perez prof. T. Una pro- 
posta agli imenotterologi. (Siena. Boll, del nat. 
n. 1 pag. 5-6). 

113 De Stefani prof. T. Proposta di un ca- 
talogo descrittivo degli imenotteri europei, (Ibi- 
dem n, 2 pag. 21-22). 



104 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



114 De Stefani Perez prof T. Note di 
entomologia agraria. (Ibidem n. 4 pag. 41-42). 

Ilo De Stefani prof. T. Catalogo descrit- 
tivo degli imenotteri europei. (Ibidem pag. 48-49). 

116 Diamare V. 11 genere Dipydium Lt. 
(Napoli. R. Accad, se. fisiche e matem. fase. 5). 

117 Diamare V. Note sui cestodi. (Napoli. 
Boll. Soc. dei nat., voi. 7 pag. 9-13). 

1 1 8 Di Milia R. Contribuzione alla conoscenza 
istologica dell' asse cerebro-spinale dei Pesci e 
dei Rettili (Scorpaena e Lacerta) (Ibidem pag. 
14-28 con 1 tav.) 

119Du-Buysson H. Description d'une espèce 
nouvelle d'Elatéride. (Genova. Annali del Museo 
Civico di st. nat. voi. 13 pag. 417-418). 

120 Emery prof. C. Intorno ad alcune for- 
miche della collezione Spinola. (Torino. Boll, dei 
Musei di zool. ed anat. comp. n. 163 pag. 4). 

121 Escherich C. Sopra alcuni Meloidi di 
Sicilia. (Palermo. Il Naturalista Siciliano, n. 12 
pag. 307-309). 

122 Evertes E. Sopra tre Apion di Sicilia. 
(Ibidem, n. 7-8 pag. 153-154). 

123 Fabani sac. prof. C. Studio suU' adat- 
tamento dell' apparecchio tegumentario degli uc- 
celli. (Siena. Boll, del nat. n. 4 e seg.) 

124 Fabani C. Il sistema tegumentario degli 
uccelli e le variazioni atmosferiche. (Ibidem, n. 
9 pag. 108). 

125 Fabani C. Orologio ornitologico. (Ibidem, 
n. 11 pag. 136-37). 

126 Fabretti C. Il determinismo del sesso, 
negli animali domestici e nell' uomo. (Torino. 
Moderno zooiatro, n. 20 pag. 385-91). 

127 Failla-Tedaldi L. Glossario entomolo- 
gico. (Siena. Boll, del nat. n. 1 e seg.) 

1 28 Falcone dott. C. Sopra una particola- 
rità della corteccia del cervelletto nel Thynnus 
vulgaris. {F'ìVQme. Monitore zool. ital. n.6, pag. 
110-12). 

129 Falconieri di Carpegna conte G. 
Sopra un Zivolo minore (E. pusilla Pali.) colto 
nei pressi di Roma. (Roma. Boll. Soc. Romana 

per gli studi zoolog. n. 1-2-3 pag 77-78). 

130 Falconieri dì Carpegna conte G. 
Sulle diverse livree dei maschi della specie Ma- 
chetus pugnace. (Ibidem n. 4-5-6 pag, 180-81). 

131 Felcini A. Allevamento del coniglio. (Mi- 
■ lano. Gazzetta agricola n. 46). 



132 Ferrari P. Il fosfato di calce nell' ali- 
mentazione degli animali. (Firenze. Giorn. Agri • 
coHura e commercio, n. 5 pag. 88-90). 

133 Ferretti C. A. Apicoltura razionale 
a favo mobile. (Catania. L' agricoltore calabro- 
siculo, n. 3 pag. 52-53). 

134 Ficalbi E. Revisione delle specie europee 
della famiglia delle Zanzare. (Firenze. Bull. Soc. 
entomol. ital., Trim. I e seg.) 

135 Franceschini prof. F. Studi sulla fil- 
lossera della vite. (Roma. Tip. Bertero pag. 14 
in 8.° con 1 tav.) 

136 Franceschini F. La generazione au- 
tunnale della Diaspis pentagona. (Milano. Atti 
Soc. ital. di se. nat., fase. 3 pag. 285-94) 

137 Fucini A. A proposito di due specie di 
Pecten del Lias inferiore, di Longabucco (Co- 
senza) (Pisa Atti Soc. tose, di se. nat., voi. 8 pag. 
196-201). 

138 Fucini A. Fossili della Oolite inferiore 
del Monte Grappa nel trevisano. (Ibidem pag. 
225-228). 

139 Galli-Valerio dott. B. Contribuzione 
all' intelligenza degli animali. (Siena. Boll, del 
nat. n. 5 e seg.) 

140 Galli- Valerio dott. B. Le tenie del- 
l'uomo e degli animali domestici in tavole si- 
nottiche. (Ibidem, n. 8 e seg.) 

141 Galli Valerio B. Il dito a scatto nel- 
V uomo e l'arpeggio negli animali. (Bologna. Bull, 
delle se. mediche. Estr. di pag. 12 e 1 tav.) 

142 Gestro R. Viaggio di L. Loria nella Pa- 
puasia orientale. X. Nuove specie di coleotteri. 
(Genova. Annali Museo Civico di st. nat. voi. 13 
pag. 285-293). 

143 Gestro R. Di un nuovo genere di La- 
mellicorni scoperto in Sumatra dal dott. Elio 
Modigliani. (Ibidem pag. 299-303). 

144 Gestro R. Viaggio di L. Fea in Birma- 
nia e regioni vicine. LUI. Enumerazione delle Ci- 
cindele. (Ibidem pag. 348-370). 

145 Gestro R. Sopra due specie nuove del 
genere Ichthyuriis. (Ibidem pag. 383-85). 

146 Gherardi dott. G. Il moderno capo 
stalla. (Alba. Tip. Paganelli. 1 voi. di pag. 155). 

147 Giachetti rag. G. C. Quindici anni di 
memorie colomboljle dal 1877 al 1892. (Firenze. 
Tip. Civeìli. Pag, 16 in 16.0) 

{continua) 



S. BROGI direttore respoiisaliile 



Siena, Tip. e Lit. Sordo-muti di L, Lazzeri 



BOLLETTINO DEL MTIIRALISTA COLLETTORE ALLEMTORE COLTIVATORE 15 ^p^^o 

^^ SUPPLEMENTO MENSILE , ^^ , 

Aro Q . 1894 

"■ ALLA RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 

Abbonamento alla Rivista e Bollettino (24 fascicoli) L. 5 — Al solo Bollettino (12 fascicoli) L. 3 all'anno 

SOMMARIO 

Necrologia. Pag. 97. 

Failla Tedaldi L. Glossario entomologico {Coni.} Pag. 97. 

COMUNICAZIONI. T. D. Di un bruco comparso nella vite in Sicilia. — G. De P. Note or- 
nitologiche. — Fabani C. Una pianta carnivora gigante. — G. De P. Rondini messaggere. Da 
pag. 9'8. a pag. 100. 

NOTIZIE DI CACCIA E NOTE ZOOLOGICHE. Appunti ornitologici per la provincia di Roma. 
G. Lepri. Pag. 100. 

Insegnamenti pratici. Pag. 101. — Notiziario Pag. 102. — Nomine, promozioni, ono- 
rificenze, premi. Pag. 103. — Richieste, offerte e domande di cambi. Pag. 104. 



Il Comm. prof. MICHELE LESSONA 

SENATORE DEL REGNO 
valente naturalista, autore di pregevoli pubblicazioni, fra le quali il celebre e popolare libro Volere 
è potere, è morto in Torino il 20 luglio scorso. 



GLOSSARIO ENTOMOLOGICO 

REDATTO 

da LUIGI FAILLA-TEDALDI 

ILLUSTRATO CON FIGURE 

(continuazione) 



Forcipiforme - Forcipiformis • Zangenarlig - In forma di forcipe. » 

Fornicato - Fornicatiis • Forniqué - gewòlbl - Fatto a fornice o volta, cioè convesso 
di sopra e concavo di sotto - Antenne, elitre di Coleotteri ecc. 

Foro • Foramen • Trou - Loch, Oeffnung - Apertura - Foro occipitale : quello che de- 
riva dall'occipite, o quello entro il collo. Tav. II fig. ^^) 

Fossetta - Fossida - Fossette - Grube - Si applica ad un grosso punto infossalo o ad 
una impressione più o meno profonda. 

Fossetta marginale - Histeridi • Chiamasi una fossetta che presenta il bordo inflesso o 
piega laterale delle elitre. 

Fossetta subumerale ■ Histeridi =-= Fossetta marginale. 

Fossetta tarsale - Chiamasi una fossetta della parte esterna della tibia destinata a ri- 
cevere il tarso - Coclea o fossa libiae - Loffel o Kòrbechen. Tav. V fig. 16 a). 

Fossetta umerale ■ Fossetta posta alla base delle elitre verso gli omeri, internamente 

al callo umerale in alcune specie. 
Fossette antennari • Fossulae - Fosseltes antennaires - Fiihlergruben ■ Chiamansi certe 
fossette poste al disotto del protorace o lungo i lati, destinale a ricevere al riposo 
le antenne, come quelle dei Curculioniti. 



98 



Fossulato - Fossulatus ■ Fossulé • grubig = Foveolato. 

Fovea ■ Fovea ■ Grùbchen = Fossetta. 

Foveiforme - Io forma di fovea o fossetta. 

Foveola • Dim. di fovea. 

Foveolato • Foveatus, foveolatus ■ Foveolé ■ grubig - Munito di fovee o fossette • Vedi 
Scultura. 

Fracticorne ■ Insetti - Che offrono le antenne genicolate. 

Fragma • Pliragma - Kirby - Chiama il poslscutelio del protorace o una membrana 
particolare interna che lo rappresenta. 

Frangiato ■ Fimhriaius ■ Frange ■ gefranset - Fornito di frangia. Si applica ad un mar- 
gine terminato da una serie di peli fitti come quello delle ali. Margine apicale di 
molti Lepidotteri. 

Freno - Frenum - Frein - Fliigelbrucken o Zaum - (Sinonimi latini frenulum, ponti- 
culus, membranula axillaris) Chiamasi una membranotta che unisce la parte infe- 
riore della base delle ali allo scutello, Tav. VI fig. 1 9) fìg. 7 1) fig. 8 *) ala 
inf. 20) Tav. IX fìg. 1 m). 

Freno • (Zaiim, ■ Ralzbourg =: Scuto del metatorace, Tav. VII fig. 1 g') 

Frontale - Che dipende dal fronte. 

Fronte - Frons ■ Front - Stime - Chiamasi Ja parte anteriore dell' epicranio, posta fra 
gli occhi sotto il vertice e che porta spesso le antenne - Nitsch chiama il fronte: 
sincìpite - Syneiput - Mittelhaujpl - Tav. I. fig. i e) fig. 2 h) Tav. V. fig. 6 d) 
Tav. VI fig. 2 a a) fig. 7 a a) Al fronte si applicano i seguenti addiettivi o frasi 
latine. 

— Frons bidlata - blasige Stime - Fronte bollosa o vescicolosa. Quando presenta un 
rigonfiamento in forma di vescica, donde la denominazione d' insetti bomhifrontes 
- Aporophyla. 

— Frons cuneatirn prominens ■ Kegelstirne, mit homigen keil vorspringende Stime 
• In forma di cuneo sporgente ■ Gortyna. 

— Frons excavata - eingesaltette Stime • Quando offre una depressione come quella 
dell' inteino degli occhi dei Ditteri. In tal caso si hanno gli occhi prominenti o 
liberi - ocidi prominentes o exerti - her ver geqii alien . 

— Frons horizontaliter prominens ■ Plattenstirne, o horizontaler Piatte Vorsprigende 
Stime. Quando è prominente e forma un piano continuo. 

— Frons iimbilìcalìs - nabelformige Stime - Quando offre una prominenza in forma di 
ombellico - Cladocera. 

— Frons verticalis • vertikale Stime • Fronte verticale • In cui la curva è quasi 

scomparsa. (continua) 

COMaNlCAZIONI - PROPOSTE - DOMANDE - RISPOSTE 

In questa rubrica gli abbonati hanno diritto a inserzioni gratis per ogni numero, per acambiarsi notizie, schia- 
rimenli. informazioni, consigli, questioni da risolvere ecc. 

Di un. bruco comparso sulla vite in Sicilia. Il bruco d' una farfalla crepuscolare del 
gruppo delle Sphingldae, ha invaso quest' anno buona parte dei vigneti della Sicilia destando nelT a- 



99 



nirao dei viticultori un panico giustificabilissimo. La Beilephilrx livornica, Esp., perchè si tratta 
appunto del bruco di questa specie, è farfalla piuttosto comune in tutta V Europa meridionale, ed 
allo stato di larva essa si rinviene su piante diverse e selvagge, dove riesce quasi inavvertita; 
ma quando questo grosso bruco, ed in generale, qualunque insetto, lasciando le piante incolte e 
non direttamente utili a noi, si riversa su quelle coltivate, 1' agricoltore allora lo avverte subito 
e se ne impensierisce. Cosi è successo quest'anno nella prima quindicina di giugno; allora i bru- 
chi della Deilephila avevano acquistato una dimensione rispettabile ed inavvertiti prima, forse per 
la loro piccolezza, furono notati invece in quest' epoca dai viticultori, i quali ebbero a constatare 
una vera invasione di grossi bruchi nei loro vigneti ; questi bruchi divorando le foglie rapidamen- 
te, fece lor credere che oltre alla Fillossera, alla Peronospora e a tutti gli altri mali che affliggono 
la vite, un altro se ne fosse aggiunto. quest' anno. 

La moltiplicazione della D. livornica quest' anno è stata veramente straordinaria, e, cosa singo- 
lare, la pianta maggiormente invasa si fu la vite, anzi in alcune provinc:e, da dove abbiamo potuto 
avere delle informazioni in proposito, i viticultori se ne sono seriamente preoccupati ; noi abbiamo 
ricevuti di questi bruchi raccolti nei vigneti di Partinico e mandatici da quell' intelligente e ricco 
viticultore che è il Marchesino Ballaroto, ne abbiamo anche avuti dai vigneti di Bagheria e Ca- 
steldaccia e notizie della loro esistenza nei vigneti, abbiamo avute da Pantelleria e da altri paesi 
della provincia di Trapani. 

Intanto dagli esemplari che abbiamo potuto esaminare, crediamo aver riconosciuto due specie 
di Sphinges, una la D. livornica, Esp. o lineata^ F., Y altra la B. elpenor, L.; i bruchi della pri- 
ma specie però costituivano 1' esercito di invasione, mentre i bruchi della seconda erano rappre- 
sentati poveramente, essi si sono incrisalidati ed i primi di già schiusi. 

I danni che queste farfalle possono recare alla vite, potrebbero diventare rilevanti se 1' inva- 
sione dovesse ripetersi negli anni avvenire, se la straordinaria moltiplicazione dovesse rendersi nor- 
male e se la seconda generazione della D. livornica, dovesse ancora una volta, in questo mese di 
luglio, ritornare ad assalire la vite; ma ciò non credo sia possibile, oramai le foglie sono sufficien- 
temente indurite, le giovani e più tenere dell' estremità dei sarmenti sono troppo esposte, 1' uva è 
vicina alla sua maturazione ed una delle pratiche della viticoltura usata proprio nel corso di que- 
sto mese di luglio costituiscono per i brucolini, che dovrebbero schiudere dalle uova deposte in 
luglio, tanti Inconvenienti per i quali non troverebbero più. sulla vite le condizioni adatte al 
completo loro sviluppo; l'istinto materno quindi, farà ricercare e ritrovare alla farfalla altre piante 
sulle quali potere assicurare lo sviluppo della novella generazione e si è da questa generazione 
che verranno fuori i nemici delle nostre piante nella prossima stagione. 

Come garantirci da essi? Io credo che il metodo più facile per liberarci dai bruchi che ad anno 
novello potremmo trovare sulla vite, sarebbe quello di farli raccogliere e schiacciare. Questa ope- 
razione che può essere disimpegnata da ragazzi o da donne con profitto, potrebbe sembrare empirica, 
ma io la credo invece pratica molto, perchè trattandosi di grosse specie facilmente cadono sott' oc- 
chio e facilmente si distruggono. 

I viticultori intanto non stiano in allarme, sebbene la D. livornica si rinviene sulla vite, pure 
mai si è moltiplicata in modo tale da potere recare serii danni alla preziosa ampelidea, la nume- 
rosa moltiplicazione di quest'anno costituisce un caso assolutamente straordinario. ]Ma si ricordino 
gli agricoltori, ed in ispecie i viticultori, che le nostre piante hanno bisogno di cura, di attenzione 
e di sorveglianza continua. 

Palermo, 26 Luglio 1894. T. D. 

Notizie Ornitologiche ; Nel decorso mese moriva per apoplessia fulminante, il decano de- 
gli mignoli della nostra città, appartenente al Sig. Gaetano Calvi, che lo aveva avuto nidiaceo 25 
anni or sono, e naturalmente lo aveva allevato in schiavitìi. Questo patriarca dei volatili fu sano 
e vispo fino all' ultim' ora, mantenendosi esimio e instancabile cantore. L' unico incomodo arreca- 
togli dall'età era una leggerissima gotta, adesso gode l'immortalità del corpo, sotto una campana di 
cristallo, mercè la ben riuscita imbalsamazione del Sig. Prof. Magnelli Cav. Riccardo. 



100 



Nella voliera del ben noto cultore d' ornitologia, Sig. Gino Caiani, è testé morto, dopo venti- 
cinque mesi di schiavitù un cardellino maschio, quasi perfettamente albino, stato preso - nel 1892 
- alle reti in quel di Chiusi. Credo valga la pena di riportare la descrizione che ne ha fatta il 
suo proprietario: Becco bianco con la cima carnicina, maschera appena accennata sull'occhio si- 
nistro d* un rosso dorato, due piccoli punti rosso-dorati sotto la mascella inferiore (più accentuati 
a sinistra) gola, lati del collo e tempie candide, leggermente ombreggiate di lionato. Parte supe- 
riore ed inferiore della cervice e del pileo bianche, dorso e scapolari bianche: lati del petto leg- 
o-ermente lionati, fianchi candidi. Parte media del petto e dell' addome bianca, penne del sopra 
coda bianche, piccole copritrici gialle chiare con una macchia scura alla base dell' ala, grandi co- 
pritrici bianche punteggiate di nero; remiganti gialle con la punta bianca fittamente punteggiata 
di nero. Timoniere bianche con rare punte nere all' estremità, piedi carnicini pallidi, iride nera 
Firenze 10 Luglio G. de P. 

Una pianta carnivora gigante. Darwin nel 187.5 colla sua opera sulle Piante insettivore, 
illustrò molte piante carnivore, la drosera^ l' alclovranda, la pinguicola, V utricolaria, la drosofilla 
ed altre. — A capo di questa famiglia sta la Dionea muscipula originaria dell'America Settentrio- 
nale, la quale Linneo, fortemente meravigliato, non seppe classificarla che un miraculiim nature. 
È dessa una vera trappola vivente. La pianta è di modeste apparenze, costituita da un peduncolo 
che si drizza verticale con pochi fiori e circondato presso terra da poche foglie. È sulle foglie che. 
gli insetti periscono. Vi si posa una mosca ? I margini esterni della foglia subito si avvicinano 
rotando intorno alla nervatura mediana, 1' insetto, reso tardo alla fuga da un umor viscoso effuso 
dai pori della foglia, vien stretto, ucciso e succhiato. La prigione non si apre se non dopo aver 
spremuta e sorbita la sua vittima, appunto come fa il ragno. 

Ma al catalogo di queste piante ora si dee aggiungere un'altra specie, di forme gigantesche. 
11 naturalista Dunstan stava compiendo un'escursione botanica ed entomologica nell' America cen- 
trale, presso il lago di Nicaragua. Lo colpiscono i guaiti del proprio cane : corre e trova il povero 
animale stretto tra cordoni neri, gommosi, sotto i quali la pelle si vede alterata profondamente e 
sorbito il sangue. Cos'erano quei cordoni? Non altro che i rami di una nuova pianta carnivora, 
che il Dunstan chiamò col nome di Landoctopus. Quei rami si ponno paragonare a quelli dei nostri 
salici piangenti, sono verniciati a nero, senza foglie, flessibilissimi, trasudanti un umore viscoso 
e portanti una fila lunghissima di ventose, colle quali aderiscono alle vittime e le succhiano vio- 
lentemente. Salve le maggiori proporzioni, si potrebbero benissimo credere i piedi del polpo, tra- 
sportati nel regno vegetale ! — 11 Dunstan tagliò i rami per liberare il cane e vi riuscì per quanto 
a mala pena. Ma nei contatti, per quanto lesti, ebbe a soffrire assai perchè i rami più volte tenta- 
rono di avviluppare le sue mani strappandovi la pelle e consumando perfin la carne. Le osserva- 
zioni, come è facile a indovinarne il motivo, non furono continuate e quindi 1' illustre naturalista 
non potè darci piene notizie sulla pianta. Constatò però almeno la presenza dei numerosi succnia- 
tori, r odore ingrato dell' umor nero che bagna i rami e che intorpidisce la preda e infine potò 
constatare l'analogia di carattere colle altre piante carnivore, di abbandonare cioè la vittima, dopo 
che ne ha succhiati gli elementi nutritivi. Sembra che gì' indigeni dell' America centrale già la 
conoscessero sotto il nome, non punto mancante di convenienza, di laccio del diavolo. 

Fabani Carlo 

Rondini messaggere. La notizia riportata da codesto pregevole Bollettino, riguardo al servizio 
dalle ronlinl messaggere in sostituzione dei piccioni, potrà essere notata come una piacevole cu-, 
riosita ma ritengo non potrà mai porsi in pratica, perchè dato anco il caso di potere trovare un 
nutrimento adatto psr esse: ed impiantare delle voliere, conforme alle loro abitudini, come potre- 
mo servircene nella stagione invernale ? G. de P. 

NOTIZIE DI CACCIA E NOTE ZOOLOGICHE 

Appunti Ornitologici per la provincia di Roma - 1894. - 

Scarso è stato il passo invernale e primaverile, quindi poche sono le catture interessanti da re- 



101 



gistrare, e che sono venute ad arrìcchii-e la mia raccolta di uccelli della provincia di Roma. 
GENNAIO — i Hegretta alba (Airone maggiore) (^ adulto, uccisa a Campo di Mare presso Palo." 
i Tichodroma muraria (Picchio muraiolo) ^ uccisa presso Subiaco ; rara in provincia e lo- 
calizzata ai monti donde, raramente, scende al piano durante i forti freddi. 

I Cannabina Linota (Montanello) in parziale abito albino, catturata con le reti nei dintorni 
di Roma. 

1 Erithacus Rubecula (Pettirosso) in completa livrea isabellina. uccisa presso Veroli in cir- 
condario di Prosinone. 
FEBBRAIO — 1 Sterna Cantiaca (Beccapesci) ^ acquistata sul mercato, proveniente da Cisterna 

(Paludi Pontine); non è comune lungo il nostro littorale. 
MARZO — 1 Podiceps Fluviatilis (Tuffetto) (^ in perfetta livrea nuziale. Abbastanza comune, ma 
difficile ad aversi in livrea di amore così perfetta. 

1 Mergus Serrator (Smergo) P scarso all' epoca dei passi. 

APRILE — 1 Miliaria Proier (Strillozzo) ^ in completo abito albino, ucciso a Malafede, poco lungi 
di Roma ; dono gentile dell' avv. Vaciago. 

2 Machetes Pugnax (gambetta) (^' già rivestiti in parte dello splendido abito nuziale. Ra- 
rissimi in Provincia con tale livrea, sono gli unici che ho potuto osservare in questi ultimi 
anni 

Nel MAGGIO non posso registrare alcuna cattura notevole, né nel giugno; fui più fortunato ai 
primi del corrente mese, in cui potei acquistare un bellissimo Falco Lanarius (Lanario) ^ giovane 
tolta dal nido in Maggio, nelle macchie di Monterotondo, e allevato dalla persona che me lo vendè 
ancor vivo e in perfette condizioni. Tengo a far notare questo fatto perchè con esso viene ad es- 
sere accertata la nidificazione del Lanario nella provincia di Roma, il che l'egregio Prof. Giglioli, 
fin dal 1886, nella sua Avifauna Italica, giudicava probabile. (1) 

Finalmente ho potuto avere un esemplare p adulta di Sirraptes paradoxus, il 2.° che venisse 
ucciso in provincia di Roma nell'anno 1888, anno divenuto omai celebre per 1' invasione di questi 
interessanti Pterocleti. Questo individuo, che era sfuggito alle diligenti ricerche del Salvadori, fu ucci- 
so nel maggio di quest'anno a Torre Flavia presso Palo e venne conservato dall' uccisore Sig. Angio- 
lini, il quale nel maggio scorso volle gentilmente donarlo al March. Patrizi per la raccolta orni- 
tologica romana, che sta facendo insieme a me. L'altro individuo, un maschio, catturato in pro- 
vincia (quello registrato dal Salvadori) venne ucciso a Macchiatonda presso S. Severa, a pochi chi- 
lometri di distanza dal luogo dove fu ucciso quello che ora posseggo. 

Roma 10 Luglio 1894. Giuseppe Lepri 

INSEGNAMENTI PRATICI 

-«-080-f^- 

Per combattere l' infezione dei rosai detta bianco delle rose e prodotta dalla Sphaero- 
theca pannosa, che è la stessa che danneggia i peschi, i dott. Del Guercia e Baroni, hanno rife- 
rito alla Società botanica italiana che fra le diverse sostanze da loro sperimentate, i migliori 
resultati li hanno ottenuti aspergendo le piante con la soluzione così preparata: Si prendono 
Carbonato o cristalli di soda del commercio Ch. 1,500; Catrame vegetale di Norvegia Ch. 0,500, e 
fatti bollire insieme con 2 litri d'acqua, si aggiungono a 100 litri circa di ac(|ua alla temperatura 
ordinaria. E da sapersi però che questa soluzione macchia i fiori. 

Per combattere la tignola dell'uva, il dotto Prof. Conte Passerini, ha ottenuto eccel- 
lenti resultati impiegando la semplice soluzione dal 2 al 3 0[o di sapone tenero. 

Questi buoni resultati sono stati verificati anche da altri, che per consiglio del Passerini hanno 
esperimeutata la stessa soluzione. Pare, e noi pure incliniamo a crederlo, che nella raccomandata 



(1) Giglioli - Avifauna Italica. Pag. 251, 



102 



formula Dufour, la uccisione delle tignole sia dovuta più all' azione del sapone che a quella della 
polvere di Piretro, e ciò non perchè questa polvere non sia un potente insetticida, ijia perchè la 
sua azione si manifesta sopra a tutto quando è adoprata asciutta e pura. 

Nuovo metodo d'imbalsamazione dei cadaveri. Consiste, secondo VUnion Medicai 
neir iniettare nella massa carnosa, come pure nei fori del corpo, dell' etere nitrico o alcool amilico. 

Per un bambino di 3 4 anni è sufficiente 1 litro di liquido ed altrettanto per eventuali inie- 
zioni successive e per pennellare la pelle. 

Il liquido si diffonde in tutto il corpo e ne scaccia 1' acqua. L' essiccamento succede in prin- 
cipio all' aria, indi in uno spazio chiuso contenente dei vasi con cloruro di calcio. 

Finalmente si copre il cadavere con una vernice composta di benzoino e balsamo tolti a 100 
gr. sciolti in un litro d' etere. 

Il tempo necessario per la preparazione delle mummie è discretamente lungo. I tessuti non 
vengono modificati e prendono un colore simile al prosciutto. 

Contro le formiche. Assicurasi che versando del Bisolfuro di carbonio sui cumoli di de- 
triti che le formiche rialzano al di fuori dei loro nidi, tutto il nido viene all' istante distrutto. 

Idromele di Layene. Gli allevatori di api utilizzano spesso il miele per farne del buon 
idromiele. Si è molto parlato dell' idromiele fabbricato dal De Layens, dicendolo il migliore che si 
conosca ; eccone perciò la ricetta : 

Miele litri 25, acqua litri 75, sottonitrato di bismuto gram. 10, acido tartarico gram. óO. Si 
versa il tutto in un bariletto, sul cocchiume del quale, levato il tappo, si stende una tela bagnata, 
gravandola di sabbia umida. Si tiene il bariletto in luogo caldo o dove batte il sole, fino a fer- 
mentazione terminata, ossia per 18 mesi circa. Si spilla allora 1' idromiele e si imbottiglia. Dopo 
qualche anno il liquido acquista la forza e il sapore del migliore vin-liqueur. Se si vuole, gli si 
dà un leggier aroma con qualche foglia di salvia sclarea o con un sacchetto di grani di ginepro, 
di fiori di sambuco, sacchetto che si cala dal cocchiume e lo si ritrae tosto che il liquido prese 
una legger fragranza dell' aroma usato. 

NOTIZIARIO 

Per gli abbonati. Sono parecchi gli abbonati che hanno ancora da pagare 1' annata cor- 
rente e diversi anche quella 1893. Li preghiamo di favorirci l'importo del loro dare al piìi presto 
possibile. 

Un osservatorio metereologico a 5800 metri s. m. , è stato eretto sul monte Misti, 
vulcano estinto del Perù. L'osservatorio del monte Bianco, che è a 4795 metri s. m. cessa perciò 
di essere il più alto del mondo. 

La vita delle piante. Il dotto botanico G. E. Mattei primo assistente presso il R. orto 
botanico di Bologna, sta per dar principio alla pubblicazione di una grandiosa opera di Biologia 
vegetale con il titolo La vita delle piante. Tutti coloro che si interessano della botanica anche 
per diletto e tutti gli insegnanti di scienze naturali, chiedano il programma di quest'opera al di- 
stinto autore e siamo certi che conosciuta l' indole del lavoro, si invoglieranno di farne acquisto. 

Un cane senza stomaco. Carvallo e Pachon hanno praticato sopra un cane questa ope- 
razione : amputazione di tutta la grande curvatura dello stomaco e del piloro, conservando una 
piccola parte del cardia per poter fare le suture col moncone duodenale. L' animale, operato il 22 
giugno, pesava a quest'epoca chilogr. 10,100. Fu conservato nel Laboratorio di fi^siologia del Prof. 
Richet per 5 mesi e presentò sempre uno stato di salute molto soddisfacente. Il 25 novembre 1' a- 
apetto generale era perfetto e pesava chilogr. 10^600. {Jour. de méd. vét. et de zoot., 1893, pag. 735). 

Colombaie per servizio di pesca La società colombofila fiorentina, per cura del suo pre- ' 
sidente Cav. Rag. G. C. Giachetti, ha spedito parecchi colombi viaggiatori alla Società per la pesca 
e acquicultura a Venezia, onde impiantare una colombaia per uso delle barche pescarecce, come 
già praticasi su larga scala in Olanda, Inghilterra e America. Speriamo che i trenta giovani pic- 
cioni inviati, e le istruzioni fornitegli, varranno per raggiungere lo scopo. 



lOc 



Lakalliana, nuovo foraggio. Il botanico Duchastre, in una sua comunicazione all' Ac- 
cademia di Francia, segnalò agli agricoltori una nuova pianta fecondissima, che offre ottimo 
foraggio. Essa è della famiglia delle poligonie e porta il nome di Lakalliana, dall' isola Lakalla, 
nel mare della China, che appartiene alla Russia, 

Questa poligonia si sviluppa rapidamente su qualunque terreno e raggiunge un' altezza di oltre 
tre metri. Per ogni metro quadrato produce da 30 a 40 chilogrammi di foraggio, di cui i bovini 
sono estremamente ghiotti. 

Essa si propaga più facilmente mediante radice che col seme e le sue foglie raggiungono la 
larghezza della mano d' un fanciullo. Infine essendo robusta, resiste all' aperto anche a freddi ri- 
gidissimi. {Dal Progresso). 

La Società botanica italiana eseguirà dal 25 al 28 Settembre prossimo, una gita al- 
l' Isola del Giglio. Chi desideri intervenire, è pregato darne avviso alla presidenza della società non 
più tardi del 15 Settembre. 

Due nuove malattie del gelso. I sigg, Boyer e Lambert, hanno osservate due nuove ma- 
lattie che in Francia danneggiano il gelso bianco : Una è causata da un batterio [Bacterium Mori) 
che compromette la esistenza delle piante giovani e si presenta in forma di macchie nere 
sparse nella pagina inferiore delle foglie. L' altra malattia prodotta da un fungo è più comune, in- 
comincia dalla sommità dei rami e si estende fin nelle radici, uccidendo molte piante ogni anno. 

Parassiti dell' olivo. Nel podere delTa scuola agraria di Quinto Valsantenà, parecchi ra- 
moscelli di olivo sono stati attaccati dall' Euphyllera, che è un piccolo insetto detto anche Psylla 
oleae. L'unico rimedio consigliato per ora è quello di togliere i ramoscelli e bruciarli, onde impe- 
dire r ulteriore riproduzione e diffusione dell' insetto. 

Concorso con premio di L. 400 per un lavoro di chimica farmaceutica. Il Col- 
legio chimico-farmaceutico di Roma, nella seduta del 4 giugno scorso, ha deliberato di assegnare 
un premio di L. 400 al miglior lavoro di chimica farmaceutica fatto da studenti delle scuole di 
Farmacia del Regno e presentato al 4.° Congresso nazionale di Chimica e Farmacia che si terrà 
in Napoli nel prossimo settembre. 

È aperto il concorso per titoli ad un posto di assistente nella K. stazione sperimentale 
di Caseficio in Lodi. Stipendio L. 1500. Tempo utile fino al 31 settembre. 

Riunione di apicoltori. La 3.'' domenica (J8) del mese di Novembre prossimo, vi sarà una 
riunione di apicoltori, presso 1' associazione apistica di Milano. E desiderato un numeroso intervento 
di allevatori del mellifero insetto. 

Premio per un rimedio alla peste bovina. Il conte Orlow-Dawiko, ha stanziato un 
premio di L. 25,000 per chi troverà un rimedio atto a guarire la peste bovina o preservi da questa. 
Le memorie devono essere inviate entro il primo gennaio 1895 all' Istituto Imperiale di medicina 
sperimentale di Pietroburgo. 

Una esposizione internazionale si aprirà a Bordeaux il 1 maggio 1895. 

La esposizione di frutta e fiori promossa dal Comitato per le feste estive in Napoli, avrà 
luogo dal 7 al 15 settembre. 

Esposizione di prodotti chimici e farmaceutici in Napoli. In occasione del IV Con- 
gresso italiano di Chimica e Farmacia che nel prossimo settembre chiamerà in Napoli chimici e 
farmacisti italiani, sarà tenuta una mostra di prodotti chimici e farmaceutici, apparecchi ed uten- 
sili relativi, ecc., alla quale potranno pure concorrere le Case straniere ; perciò la mostra sarà di- 
visa in due sezioni: italiana ed estera. 

NOMINE, PROMOZIONI, ONORIFICENZE, PREMI 

Gualdalupi dott. Angelo abilitato all' insegnamento dello scienze naturali nelle scuole 
tecniche e ginnasiali. 

D' Adda nob. Sebastiano, ispettore forestale, nominato cav. della Corona d' Italia. 

Chiamenti dott. Alessandro abilitato all' insegnamento delle scienze naturali nelle scuole 
tecniche. 

Baraldi prof. Giovanni della Università di Pisa e Cerulli Vincenzo astronomo, sono 
stati nominati cavalieri dell' ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro. 



104 

RICHIESTE E OFFERTE 

Domande di cambi, domande e risposte diverse — Gratis per gli abbonati 

Quando non vi è speciale indirizzo, rivolgersi all'amministrazione del giornale, la quale rappresenta gli abbonati 
che pubblicando richieste od olferte desiderano rim .nere incogniti. 

Gli abbonati sono pregati ad approfittare di questa rubrica, poiché piii che le richieste ed of- 
ferto saranno numerose, tanto maggiore sarà l'utile reciproco che ne ritrarranno gli abbonati stessi. 

Preghiamo pure gli abbonati a farci conoscere i loro cambiamenti di residenza, le loro no- 
mine, promozioni ecc. , gli studi speciali ai quali si dedicano, nonché se tengono collezioni e se 
desiderano far cambi. 

Questo periodico è assai diffuso anche all'estero, per cui un annunzio posto in questa rubrica, 
anche una volta all' anno, servirà a mettere gli abbonati in relazione con i colleghi d' Italia e 
delle altre nazioni, specialmente Europee. 

119 II dott. Antonio Baldacci è partito per un viaggio nei Balcani; visiterà le catene 
montuose d'Albania e d'Epiro e principalmente il monte Smolika nel distretto di Konitza. Tutti 
i botanici che da queste regioni desiderassero informazioni, materiale scientifico ecc., non hanno 
che a rivolgersi a lui in Vallona (Albania, Turchia d'Europa) via Brindisi. 

120 Giuseppe Nobili, Omegna, prov. di Novara, desidera avviare cambi di piante vasco- 
lari con botanici di qualunque regione d'Italia o d'Europa; procurando in contraccambio specie 
del Piemonte e regioni finitime della zona montana e alpina. 

121 Dal laboratorio di storia naturale di S. Brogi in Siena si desidera acquistare 
od avere in cambio: Miriapodi indeterminati di qualunque località. Salamandra atra di diverse 
località italiane. Sterna minuta (Monachina o Fraticello di mare) tanto fresche in carne, che già 
poste in pelle. 

122 Foche viventi e grandi, sono disponibili a prezzi miti. 

123 Enrico Vestri di Livorno (Toscana), compra qualunque sorta di francobolli antichi. 
Ai rivenditori e collezionisti, spedisce fogli assortiti in esame col 30 OiO di sconto. 

124 Agli abbonati che ne fanno richiesta con cartolina con risjiosta o che ci fanno perve- 
nire un francobollo da cinque cent. , inviamo gratis e franco, un opuscolo che tratta delle tignole 
della vite e del modo di combatterle. 

125 Al maggiore offerente si cede una copia della Mineralogia descrittiva del prof, 
comm. L. Bombicci. Grande volume dì oltre mille pagine con molte figure e quadri sinottici. 
Nuovo, solamente tagliato. Questa opera non trovasi piìi in commercio. L' asta si comincia dal 
prezzo di L. 10. 

126 II sig. Mariano Ticci di Siena, possidente presso la stazione di Castellina in Chianti^ 
offre vini fini da pasto ed olio dì oliva. Ha ottenuti prodotti eccellenti anche nell'anno corrente. 

127 Chi desidera piantine e semi forestali, ne avanzi domanda entro il mese corrente 
al ministero di agricoltura, che li distribuisce gratis. 

128 M. Lìonel Stones, Northwood, Seymour Greve, old Trafford, Manchester, 
offre en échpnge des Papìllons de sa région. 

129 II barone W, von dem Bussche-Haddenhauren, Hausentiasse 12 Gottinga 
(Annover), ofiVe coleotteri de l'Alemagna centrale, contro coleotteri d' Europa. 

130 M. E. Goubaut, naturaliste-préparateur, à St. Vaast-la-Hougue (Manche), offre des 
oiseaux de France, toutes les espóces en general, en peau fraiche ou montés : Conquilles fossìles 
de tous les terrains — demando en échange Coléoptères, Hémictères, Orthoptères Lépidoptères eu- 
ropéens ou exotiques, surtout les grosses espèces. 

131 M. Ch. Bloesch, Laufenburg, Argovie, Suisse, désire échanger des Chalcidites 
Jckneunwnides, Braconides et Cynipides. 

132 Ch. Pujol, Beila Vista de Goyaz, Brasile. Desidera far cambi di insetti. 

133 Premurosa ricerca dì un cane barbone nero e di statura pìccola. Dirìgere le offerte 
all'amministrazione del Giornale d'Ippologia in Pisa. 

MAGAZZINO GEOLOGICO E MINERALOGICO 

—■m ALEXANDRE STUER m^ 

Ufficiale d'accademia, fornitore dei Ministeri della Istruzione pubblica, dei lavori pubblici e 
degli stati stranieri. 

40. Rue des Mathurins, Paris. 

Alexandre Stuer, tiene a disposizione dei Professori, Direttori di Musei e studiosi, delle serie 
completissime dì fossili primari, secondari e terziari di Francia, classati stratìgraficamente e pa- 
leontologicamente. 

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e a dettaglio. 

Alexandre Stuer, desidera fossili d'Italia di tutte le epoche, Meteoriti e minerali di Sicilia, 
del Vesuvio, di Toscana e della Sardegna 

Acquisto e Oambio 

S. BROGI direttore reSPOnSaMle Siena Tip. e Llt. Sordo-muti di L. Lazzeri 



Anno XIV N.« 9 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



i.« Settembre 1894 



SOMMARIO 

De Biasio dott. Abele. Crania aegyptiaca vetera et hodierna, con appunti di storia e di 
etnologia egiziana. Parte li. Con fìg. {Co?it.) Pag. 105. 

Lazzaro Nicola, Archeologia africana. Gli scavi delle piramidi. Pag. 109. 

Bibliografìa italiana. Pubblicazioni del 1893. Zoologia, Paleozoologia e allevamento degli 
animali. Da pag. 111. a pag. 112. 



Crania aegyptiaea vetera et hodierna 

CON APPUNTI DI STORIA E DI ETNOLOGIA EGIZIANA 



Studio di ABELE DE BLASIO 



(PARTE II.) 

{continuasione) 





9.^ Brachyromboìdes aegyptiacus (m. L) 10. "^ Corythocephalus sublimis (aorma laterale) 

Vili. 
Linee frontali ed indice relativo 

La linea frontale inferiore è lunga, in media, nei crani dell' antico impero 
93 mm. e la superiore è 110; donde la differenza di 17 millimetri fra 1' una e 
r altra linea. 

La diversità di tali linee nei due sessi è quasi trascurabile ; perchè la linea 
inferiore maschile è 94, quella muliebre 92. La superiore maschile è 111 e la 
femminile 109. La differenza adunque fra i due sessi, tanto nella linea supe- 
riore quanto nell' inferiore è di 2 mm. in favore dei maschili. 

L' indice frontale, offre i seguenti risultati. Nella serie intera dei crani 
dell' antico impero si eleva a 765 ; nei crani maschili a 770 e nei femminili 
raggiunge 764. Dalla comparazione emerge essere la fronte più angusta nei 
crani muliebri che nei maschili. 



106 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



IX. 

Linee basi-nasale, basi-alveolare ed indice alveolare 

Per ottenere l'indice alveolare si proporzionano due linee, una che dal- 
l' orlo anteriore del forame occipitale {hasion) va al margine anteriore del- 
l' arcata denteria superiore e 1' altra che dallo stesso basion va Ano all' inci- 
sura naso-frontale. 

Queste due linee, proporzionate fra loro, hanno dato, in media generale 
un indice alveolare di 943. Tsei maschili è uguale a 902 e nei muliel3ri a 967. 
Differenza sessuale 65. 

Or poiché i crani, l' indice alveolare dei quali non supera 980 sono consi- 
derati come ortognati ; così tanto in media generale che sessuale i crani di 
questa prima epoca sono ortognati il che, del resto non può dirsi in tutti perchè, 
anche fra quelli da noi esaminati ve n' ha uno che è prognato, (i. a. 1033) 
(fig. 4.^) e due mesognati (i. a. 908, 1000). 

L' ortognatismo in questi teschi non è in tutti eguale ; perchè, nei maschili 
è rappresentato dagl'indici 748, 750, 929 e 952, e nei muliebri da 951, 959 e 
969. L' ortognatismo, nei crani di uomini è maggiore nel tipo mesaticefalo (i. 
e. 755) perchè qui ascende a 952 : ed il minimo 748, riscontrasi parimente in 
un cranio il cui indice cefalico segna 776. 

Nelle donne il massimo 969 si rinviene in un dolicocefalo (i. e. 743) e il 
minimo 951 in un mesaticefalo (i. e. 755). Le differenze adunque fra i due mas- 
simi e i due minimi sono rappresentate da 17 e 203 in favore delle donne. 

X. 

Linea bi-zigomatiea, naso-alveolare, naso-mentoniera 

ed indice facciale 

La linea bi-zigomatica, che misura la maggior distanza fra i punti più spor- 
genti delle arcate zigomatiche, ha, nei crani dell' antico impero, la lunghezza 
media di 119 mm. Nei crani maschili è lunga 120 e nei muliebri 119. 

La differenza sessuale media è di 1 millimetro. 

La linea naso-mentoniera, in media, tanto generale che sessuale, è lunga 
105 mm. e la naso-alveolare, fra il sesso maschile e il muliebre, presenta ap- 
pena 3 mm. di differenza in favore dei maschi ; perchè la maschile misura Q'è 
e la muliebre 65 mm. La media generale ne segna 66. 

Dalla proporzione della bi-malare con la naso-mentoniera o naso-alveolare 
si ricavano gì' indici facciali superiori e totali della faccia. 

Per r indice facciale è noto che diconsi cameprosoi^i quei teschi il cui in- 
dice giunge fino a 900 ; mesoprosopi quelli, il cui indice va da 901 a 902 e 
leptopì^osopi da 902 in poi. Se i crani mancano della mascella inferiore si 
diranno cameprosopi superiori quelli il cui indice arriva a 500 e leptoprosopi 
da 501 in poi. 

Il Sergi chiama cameprosopii superiori i crani il cui indice giunge fino a 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 107 



480 ; mesoprosojJì quelli con indice da 480 a 520 e leptoprosopi da 520 in poi. 

Secondo qiiest' ultima divisione la media dei maschili risulta di 555, quella 
dei femminili di 558. Sicché in media tanto i virili che i muliebri sono lepto- 
prosojn supet'iori. 

In serie, gl'indici facciali superiori virili sono espressi da 523, 541, 521, 
558, 620 e 570 e quelli di donne da 585, 550 e 558. 

XI. 
Ossa wormiane, ossificazione delle suture ed altre anomalie 

In più della metà dei crani dell' antico impero si rinvengono le ossa wor- 
miane (4 ^ e 5 cT). Come luogo di predilezione si vedono incastrate nella lamb- 
doidea (7 sopra 9) ; ma talvolta si osservano nella coronale (2 sopra 9) e in 
due altri nella sagittale-, come pure vi ha altri 3 crani i quali hanno tali os- 
sicini impigliati nella occipito-parieto-temporale sinistra : e parimente nella 
lambdoidea sinistra abbondano i wormiani, perchè dei 23 wormiani rinvenuti 
in quest' ultima sutura 17 spettano alla porzione sinistra. 

Gli autori non sono d' accordo sul modo come si ossificano le suture. Il 
Sappey (1) ha notato che la sutura sagittale o bi-parietale è la prima a spa- 
rire : la sua ossificazione comincia a livello dei forami parietali, donde si estende 
contemporaneamente in dietro ed in avanti. Mentre che la si estende, la su- 
tura fronto-parietale si salda a destra e a sinistra nella sua parte inferiore , 
la saldatura quindi procede di basso in sopra, in guisa da andare incontro alla 
bi-parietale. Questa, da un' altra parte, prolungandosi indietro, invade a poco 
a poco e da sopra in basso la sutura lambdoidea. In generale la saldatura si 
estende adunque dalla regione parietale alla frontale e all'occipitale. 

Gratiolet però non è di questo avviso. Egli ha formulata la legge seguente: 
nella razza caucasica, le suture si chiudono di dietro in avanti, in guisa che 
la parte del cervello che piìi specialmente si riferisce all' intelligenza può con- 
tinuare a crescere quando tutte le altre hanno già acquistato il loro volume 
definitivo ; mentre 1' opposto notasi nella razza negra. 

Nel caso nostro 1' ossificazione non ha serbato una regola costante; perchè, 
in un caso era limitata alla sola parte posteriore della sagittale in due alla 
sola parte superiore della lambdoidea ; in due alla sola parte inferiore della 
fronto-parietale ed in un caso, mentre le temporo-sfeno-parietali erano saldate, 
le altre suture mostravansi visibili. 

Ho notato fra le anomalie, in un caso, la mancanza della spina occipitale 
esterna, ed in sua vece la presenza di un forellino, in un altro teschio, uno dei 
processi mastoidei era diviso in due da un profondo solco. 

Fra i crani di questo primo periodo 3 sono privi di fori parietali, in 5 man- 
cano da un lato e in 6 sono doppi. 

La seguente tabella riunisce le principali misure e i piìi interessanti in- 
dici spettanti a questa prima serie di crani. 

(1) Sappey - Voi. I. p. 195. 



108 



KIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



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RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 109 

ARCHKOIvOGIA AFRICANA 

GLI SCAVI DELLE PIRAMIDI 

Leggesi nel fase. Ili del Bollettino della Soc. Africana cV Italia : Fu il giorno 21 Luglio 1798 
che Napoleone Bonaparte, in prossimità del villaggio egiziano di Erababeh, combattendo contro i 
Mamalucchi, passando in rivista le schiere francesi che avea condotto, pronunziò la celebre frase: 
« Soldati ! 40 secoli vi contemplano ». 

Egli aveva ben ragione. Per 4000 anni 1' azione del tempo non aveva avuto presa sulle colos- 
sali costruzioni dei vecchi egizi ; nulla si sapeva di quel che realmente contenessero e l' ignoto 
ne accresceva ancora la grandiosità. 

Spettava al nostro secolo — al secolo del vapore e dell'elettricità — al secolo dei trafori — di 
rompere V incanto e pur non potendo trovare il punto preciso di chiusura nelle piramidi, pene- 
trarvi egualmente. 

Le prime ad essere aperte furono le tre maggiori presso 1' antica Mentì, conosciute con il 
nome di piramidi di Ghizeh. 

È là, presso la grande capitale della classicità Egizia, fra i numerosi canali cadenti nel Nilo 
e che dividevano la città dai sepolcreti, che la Mitologia situò l'Acheronte, il Oocito ed il Lete. 
Ivi era Caronte con la sua famosa barca ; colà la bocca dell' inferno. 

Malgrado i piìi o meno sacri ricordi mitologici, la scienza archeologica, in sulla seconda metà 
del nostro secolo, non volle arrestarsi innanzi alle tre colossali piramidi ; non si spaventò della 
loro straordinaria altezza che le rende visibili a 40 chilometri lontano. 

Penetrò in esse e così sappiamo che la maggiore, attribuita da Erodoto al Re Cleofe, morto 
neir anno 830 a. C. , era di data molto anteriore, perchè rinchiudeva i resti mortali di Re Capto 
che visse nel dodicesimo secolo a. C. , la seconda quelli di Re Cleofe, e l'ultima, piii piccola, quelli 
di Re Menchereste duodecimo Re di Mentì. 

Le piramidi, tombe dei Re, hanno tre parti speciali, la cappella, il corridoio, le celle mortua- 
rie : invece quelle dei privati dette Mastabas erano divise in due sezioni; in una detta Serdah 
rinchiudevasi la mummia del defunto, la precedeva il pozzo o tomba. Chiuso il corpo nel Serdah, 
la tomba era riempita di pietre, terriccio e sabbia, si chiudeva l'entrata in modo da dissimularla 
ad ogni sguardo, ed il morto poteva sperare di riposar tranquillo nel sonno eterno. 

Vane speranze I 

Il celebre egittologo Mariette-Bey per il primo ruppe il segreto delle piramidi, i suoi successi 
destaiono la febbre negli archeologi ; negli amatori di questa scienza oscura, che spesso a forza 
d'interpetrazioni riannoda il passato al presente, ma che però anche spesso ci da per certo ciò 
che è del tutto incerto. 

I membri dell' Istituto francese d' archeologia orientale residenti al Cairo, furono invasi da tale 
febbre e tentarono penetrare nelle altre piramidi, ma si urtarono contro difficoltà cosi gravi da 
farne loro smettere il pensiero, dopo parecchi inutili tentativi. 

Non tutte le piramidi sono costruite nello stesso modo, le grandiose di Ghizeh lo erano di 
pietra calcarea, altre quattro in prossimità sono costruite con mattoni. È su due di queste che l'at- 
tuale direttore degli scavi della necropoli di Mentì, sig. De Morgan, ha diretto la sua opera intel- 
ligente, ottenendone in ricompensa insperati e straordinari risultati. 

Esse sono sul vertice delle colline ad occidente della vallata del Nilo, circa 20 chilometri da 
Cairo; una è al nord all'altezza del villaggio di Sciubab, l'altra al sud di fronte al villaggio di 
Mensciyeh. 

Con molta prespicacia, rara pazienza, accurati studi sulla natura della terra: facendo prati- 
care dei fori nel centro stesso delle trincee scavate dai suol antecessori, e studiando i materiali 
che venivan fuori, mercè la sonda perforatrice, il signor De ISIorgan, il 26 febbraio scorso, riuscì 
a scoprire l'orifìcio di un pozzo. In questo egli discese sostenuto da corde che ne cingevano il 
corpo, e che due fellah alzati suU' orifìzio facevano scivolare poco a poco intorno a due tronchi di 
palmizi posti di traverso, suU' orifìcio stesso. 



110 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



Giunto neir interno della piramide, si trovò in un pozzo scavato nella roccia. Narra 1' Illu. 
stration, che malgrado 1' aria soffocante conosciuta solo da coloro che sono entrati in queste tombe 
chiuse da tanti secoli, il sig. Da Morgan penetrò in un recinto tortuoso che lo condusse in una 
vasta cim3ra funeraria a volta, ove fra i residui di un sarcofago giacevano i ruderi di una statua 
di diorite. Tutto intorno erano numerosi rottami, prova evidente che nei tempi antichi altri erano 
penetrati nelle piramidi per saccheggiarle. 

Di un tal fatto si sapeva per tradizioni e pare che fosse avvenuto nell' epoca delle invasioni 
romane, ma nulla si aveva per dimostrarlo. 

Non mancano però egittologhi di vaglia, i quali ritengono che la profanazione delle tombe, 
abbia dovuto succedere nell'epoca egizia stessa e quando le pietre e i mattoni, non ancora ben 
stretti fra loro per 1' azione del tempo, si prestavano più facilmente ad un traforo, da potersi anche 
facilmente rinchiudere dopo di aver saccheggiato le tombe. 

Proseguendo nella sua ricognizione, in compagnia di oparai, discesi dopo di lui, il sig. De 
Morgan si spinse in una immensa galleria lunga HO metri, dove trovò in varie grotte, scavate 
in mura di creta renosa, dodici sarcofaglii di principesse : le dimensioni di tali sarcofaghi erano 
colossali, ma tutte erano state spogliate dai tesori che rinchiudevano. 

All'estremità della galleria il chiaro archeologo si trovò innanzi ad uno smottamento di 
sabbia, simile a quella del deserto; studiando bene il piano dei sotterranei, le dimensioni della 
superficie, comprese che la frana nascondesse un secondo pozzo ed infatti, fattane asportare con 
un lavorio di parecchi giorni, tutta la-sabbia, egli potè penetrare in un' altra galleria che andava 
dall'Ovest all'Est, parallelamente alla facciata Nord della piramide. 

In questa galleria nessuno avea mai posto piede ; tre sarcofaghi colossali erano in tutta la 
loro integrità e dai geroglifici incisi sulla pietra si seppe che rinchiudevano i corpi della regina 
Hent e delle principesse Ment e Sent-Senbets. Intorno a queste tre tombe si sono trovati oggetti 
interessanti per 1' arte, per la scienza e di valore non piccolo, fra cui un meraviglioso pettorale 
in oro, ornato di pietre preziose, raffigurante lo stemma del Re Usertesen 2.'^°, sostenuto da due 
sparvieri incoronati; i disegni dello stemma sono fatti di corniola, lapislazuli e turchesi, e for- 
mano il pezzo d' orificeria più bello che si abbia dell' arte antica. 

In uno scrigno di legno vicino al sarcofago della Regina erano spilloni e bracciali in oro e 
pietre preziose, d' un valoro inapprezzabile dal punto di vista artistico e scientifico. 

Un secondo tesoro, anche più importante fa scoverto in prossimità del sarcofago della Prin- 
cipessa Sent-Senbets. Ivi si rinvennero due grandi pettorali coi nomi di Usertesen 3.° e di Ar- 
menemhat 2.°, tutti e due ia oro massiccio, con pietre incrostate; in uno, a destra ed a sinistra 
due sfingi con le teste di sparviero calpestano un prigioniero ; nell' altro, due uomini d' arme nel- 
r atto di colpire dei prigionieri ; in mezzo alle figure, nell'uno e nell'altro, lo stemma, con il 
nome del Re. 

Oltre questi pettorali furono trovati per circa ottocento oggetti fra spilloni, bracciali, collane 
ed altre oreficerie. 

Questi scavi vennero eseguiti nello scorso mese di marzo; incoraggiato del successo, il sig. 
De Morgan è penetrato nella piramide che è dalla parte meridionale della necropoli di Menfi, in 
prossimità del villaggio di Mensciviyeh e vi ha scoverto recentemente la tomba del Re Har e 
della Principessa Nub Holep della 12.^ dinastia. 

Sebbene evidentemente la camera funeraria fosse già visitata, pure la mummia del re è stata 
trovata in una cassa a lamina d'oro tutta piena d'iscrizioni, ed in prossimità sua il frammento 
di un bassorilievo con il nome Armenemhat 3.°, una statuetta in legno dorato, sulla cui base è 
l'iscrizione: Il figlio del sole uscito dal suo fianco, degli scettri e parecchi oggetti d'oreficeria 
meno importanti dei precedentemente scavati. 

La grandiosa opera intrapresa dal chiaro sig. De Morgan, non è compiuta, egli si prepara a 
nuove aperture di piramidi, non è da dubitare che ne verranno fuori altre non poche scoperte, 
che interesseranno moltissimo e ne faranno conoscere pienamente tutta la storia artistica, scien- 
tifica e cronologica della famosa civiltà egizia. Nicola Lazzaro 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



111 



BIBLIOGRAFIA ITALIANA DI SCIEiNZE NATURALI 

Pubblicazioni del 1893 

L'amministrazione s'incarica di procurare agli abbonati, senza aumento di prezzo, le pubblicazioni delle 
quali è notato il costo, ed anche le altre se è possibile. 



Gli autori di scritti relativi alle scienze naturali, che non vedono annunziati i loro lavori in 
queste note bibliografiche, sono pregati darcene avviso, rimettendoci, possibilmente, una copia 
delle loro pubblicazioni, o fornendoci anche solamente i dettagli necessari per poterne dare un 
annunzio simile ai seguenti. 



Zoologia - Paleozoologia - Allevamento degli 
animali. 

{continuazione) 



148 Giacomini dr. E. Nuovo contributo alla 
migliore conoscenza degli annessi fetali nei ret- 
tili. (Firenze. Monitore zoolog. ital. n. 7 pag. 
124-136 con fig). 

149 Giacomini dr. E. Sul meccanismo del 
sacco vitellino nella cavità addominale degli uc- 
celli, paragonato a quello dei rettili. (Ibidem n. 
8 pag. 144-156). 

150 Giacomini dr. E. Sull'ovidutto dei Sau- 
ropsidi. Ricerche istologiche (Ibidem n. 10-11-12 
pag. 202-265 con 2 tav.) 

151 Giglio Tos dr, E. Un nuovo genere di 
coleottero longicorne. (Torino. Boll. Musei zool. 
anat. comp. n. 136 pag. 8 con fig.) 

152 Giglio Tos dr. E. Sui due generi di 
coleotteri longicorni Psì/gmaiocrus Perty e Ba- 
dariotiia Tos. (Ibidem n. 142 pag. 2). 

153 Giglio Tos dr. E. Diagnosi di nuovi 
generi e di nuove specie di ditteri. (Ibidem, n. 
147 e seg). 

154 Giglio Tos dr. E. Viaggio del dott. E. 
Festa in Palestina, nel Libano e regioni vicine. 
V. Ortotteri. (Ibidem, n. 164 pag. 20 e 1 tav.) 

155 Giglioli E. L'uomo; sua antichità; le 
razze umane. (Firenze. Tip. Sansoni. Pag. 28 in 
S.** Forma parte alla Geografia fisica e Geologica, 
ad uso dei Licei). 

156 Grassi B. e Calandruccio S. An- 
cora sullo sviluppo dei Murenoidi. Terza nota 
preliminare. (Catania. Bull, mensile dell' Accal. 
Gioenia di se. nat. fase. 34-35 pag. 2-5). 

157 Grassi B. e Calandruccio S. Intorno 
allo sviluppo dei Murenoidi. Quarta nota preli- 
minare. (Ibidem pag. 26). 

158 Grazzi dott. V. Vecchie e nuove ra- 
gioni che consigliano di considerare nei program- 



mi universitari l'Otologia e la Laringologia, come 
le altre specialità medico chirurgiche. (Firenze. 
Boll, delle malattie dell' orecchio ecc., n. 2, Estr. 
di pag. 20 in 8.'-') 

159 Gribodo G. Note imenotterologiche. Nota 
prima. (Firenze. Bull. Soc. entomologica italiana. 
Trim. II. pag. 136-44). 

160 Griffa G. Cure igieniche al bestiame. 
(Torino. Gazzetta delle Campagne n. 35 pag. 279). 

161 Grifììni A. Nuova specie di ortottero pie- 
montese del genere Ephixrigera Latr. (Torino. 
Boll. I\lusei di Zoolog. e Anat. comp.n. 138 pag. 2j. 

162 Grifììni A. Ortotteri del Piemonte. (Ibi- 
dem, n. 141 pag. 32j. 

163 Grifììni A. Sirfidi raccolti nella Valtra- 
vaglia. (Ibidem n. 143 pag. 12) 

164 Grifììni A. Intorno a due Locustidi di 
Madagascar. (Ibidem n. 144 pag. 4). 

165 Griffini A. Notonettidi del Piemonte. 
(Ibidem, n. 150 pag. 8). 

166 Grifììni A. Nuovi Grillacridi eStenopel- 
matidi del ^luseo zoologico di Torino. (Ibidem, 
n. 154, pag. 4). 

167 Grifììni A. (Viaggio del dr. E. Festa in 
Palestina e nel Libano) - I - Nuova specie di 
Fanerotteride del genere Isojphya Br. (Ibidem, n. 
157 pag. 2). 

168 Grifììni A. Ortotteri del Piemonte - II - 
Grillidi. (Ibidem n. 1.59 pag. 8). 

169 Grifììni A. Peritatomi e Coreidi del Pie- 
monte. (Torino. Annali R. Accad. di agricoltura 
voi. 36). 

170 Haechel E. Antropogenia o storia della 
evoluzione umana. (Torino. Unione tip. edit. in 
eorso di pubblicazione). 

171 Horn W. Viaggio di L. Fea in Birma- 
nia e regioni vicine. LIV - Les espòces du genre 
Collyris recueillies en Birmanie par M. L. Fea. 
Une espèce nouvelle du genre Collyris. (Genova, 
Annali del ^Sluseo Civico di St. Nat. voi. 13 pag. 
371-381 e 382). 



112 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



172 Hyller-Giglioli E. Sui due nuovi Bei 
Thi litici della Nuova Zelanda. Nota. (Firenze. 
Arch. per l'Antrop. e la Etnol. fase. 1 pag. 83-86). 

173 Hyller-Giglioli E. Di alcuni ex-volo, 
amuleti ed altri oggetti litici adoperati nel culto 
di Kriskna, sotto la forma di Jagan-natha a Puri 
in Orissa, India. (Ibidem pag. 87-89). 

174 Hyller-Giglioli E. Appunti intorno ad 
una collezione etnografica fatta durante il terzo 
viaggio di Cook, e conservata fin dalla fine del 
secolo scorso nel R. Museo di fisica e storia na- 
turale. (Ibidem pag. 173-24-4 con 3 tav.) 

175 Jatta G. Sopra 1' organo dell' imbuto nei 
Cefalopodi. (Napoli. Boll. Soc, dei nat., voi. 7 pag. 
45-60 e 1 tav.) 

176 Lanzillotti-Buonsanti prof. A. A 
proposito di un'anomalia dei denti incisivi su- 
periori osservata in un' asina. (Milano. Clinica 
veterinaria, n. 32 e seg.) 

177 Leuckart dr. R. La nuova dottrina 
sull'ape regina. (Trad. dal tedesco di A. de Rau- 
schenfels. (Milano. Giorn. l'Apicoltore n. 5 e seg.) 

178 Léveillé A. Viaggio di M. Loria nella 
Papuasia orientale. IX - Liste des Temnochilides 
recueillis par M. Loria en nouvelle Guinee me- 
ridionale orientale. (Genova. Annali del Museo 
Civico di St. Nat., voi. 13 pag. 248-250). 

179 Levi Morenos D, Pesca e piscicultura 
all' annuo congresso della Britisch Association. 
(Venezia. Neptunia, n. 1, pag. 1-6). 

180 Levi Morenos D. La stazione di Pi- 
scicultura della provincia di Belluno. (Ibidem n. 
11 pag. 189-199). 

181 Lombroso C. I delinquenti nati fra gli 
animali. (Torino, Archivio di Psichiatria, se. pe- 
nali ed Antrop. criminale voi. 14 fase. 4-5 pag. 
449-51). 

182 Luciani L. e Lo Monaco D. Sui feno- 
meni respiratori della Crisalide del bombice del 
gelso. (Firenze. Bull. Soc. entomol. italiana. Trim. 
i pag. 14-24 con 1 tav.) 

183 M. Allevamento dell' usignolo. (Torino. 
Gazzetta delle Campagne n. 31). 

184 Macchiati L. La selezione al microsco- 
pio per la flaccidezza del baco da seta. (Casale 
Monferrato. Il bacologo italiano n, 3 e seg.) 

185 Maggi prof. L. Alcuni nuovi protisti. 
(Pavia. Boli, scientifico n. 1 pag. 13-17). 



186 Maggi L. Alcuni nuovi protisti. (Milano. 
Rend. R. Ist. Lomb. fase. IO pag, 354). 

187 Maggi L. Protistologia. 2.* edizione con 
93 incisioni. (Milano. Manuali Hoepli L. 2). 

188 Maggi L. Importanza generale della pro- 
tistologia. (Milano. Gazzetta medica Lombarda, n. 
48 pag. 553-56). 

189 Magri G. L' uomo a cavallo, attraverso i 
secoli e presso i maggiori centri ippici, specie 
in Italia. (Borgo S. Lorenzo. Tip. Farzano. Pag. 
304 in 8.0) 

190 Malagodi dott. R. Carne e latte di 
vacche tubercolotiche. (Milano. La difesa dai Pa- 
rassiti n. 1). 

191 Malagodi dott. R. Degli alimenti tratti 
dal regno animale. (Ibidem. Estr. di pag. 70 in 16.°) 

192 Manzone dott. prof. F. Sugli ime- 
notteri della provincia di Roma. (Roma. Boll. 
Soc. Romana per gli studi zool. fase. 1-2-3. Estr, 
di pag. 10 in 8.") 

193 Manzone prof. F. e De Fiore bar. 
dott. C. Nota illustrativa di un antico atlante 
ornitologico inedito conservato in Roma. (Ibidem. 
Estr. di pag. 8 in 8.") 

194 Marchese G. Nuove osservazioni sulle 
malattie dei bachi da seta e sui mezzi per com- 
batterle. (Milano. Corriere del Villaggio n. 15). 

195 Marchesini dr. R, Sul decorso delle 
vie psicomotorie nella Rana. (Roma. Boll. Soc. 
Romana per gli studi zool. n. 1-2-3 pag. 6-76). 

196 Marchisio P. Intorno agli Echinaster 
doriae e tribulus De-Filippi e aW Astropecten 
aster De-Filippi. (Torino. Boll. Musei di zool. e 
Anat. corap. n. 149 pag. 8). 

i97 Mariacher G. Nuove ricerche sull' al- 
levamento dei Salmoni. (Venezia. Neptunia fase. 1). 

198 Marini A. L' allevamento dei bivoltini 
(Bombys) nel 1893. (Casale Monferrato. Il baco- 
logo italiano, n. 24 pag. 185-86). 

199 Marini A. Sul calcino. (Ibidem n. 32). 

200 Marini A. Succedanei ai gelsi per la nu- 
trizione dei filugelli. (Ibidem n. 42). 

201 Marson D. In quali condizioni il Farfal- 
lino corpuscoloso può trasmettere l' infezione alle 
ova di femmina sana. (Ibidem, n. 1 cont.) 

{continua) 



S. BR06I direttore respoiisaDile 



Siena, Tip. e Lit. Sordo-muti di L. Lazzert 



Anno XIV ^^^^^™^ ^^^ NATORALISTA COLLETTORE ALLENATORE COLTIVATORE 15 geneiiiìre 

SUPPLEMENTO MENSILE 
ATo n 1894 

^- ALLA RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



Abbonamento alla Rivista e Bollettino (24 fascicoli) L. 5 — Al solo Bollettino (12 fascicoli) L. 3 all'anno 

SOMMA RIO 

Failla Tedaldi L. Glossario entomologico {Coni.) Pag. 105. 

COMUNICAZIONI. D. L. M. L' aquicultura e apicultura. Bastogi G. Come camminano gli 
insetti. Ceresole G. Acqua rossa. Ghidini A Nota entomologica. Da pag. 107. a pag. 108. 

Spigolature di Apicoltura e notizie sulle api. (continua:rione) Pag. 109. 

Invenzioni e scoperte. Pag. 110. — Notiziario Pag. 110. — Richieste, offerte e 
domande di cambi. Pag. IH. 

GLOSSARIO ENTOMOLOGICO 

REDATTO 

da LUIGI FAILLA-TEDALDI 

ILLUSTRATO CON FIGURE 

(continuazione) 



Frugivoro - Frugivore - Che si nutre di IriUti. 

Fulcrante - i ■ Fiilcrans - stiilzend o slulzender Schenkelring ■ Coleotteri • Si applica 
ai trocanteri posteriori che sono più o meno sagilenti alia parie interna delle coscie. 
- Feronia. Tav. Il fìg. 1 j'). 

Fulcro - Fulcriim falera ■ Stutze = Mento o sostegno - Tav. IX fìg. 4 e) Da alcuni 
autori vien designata la parte mediana cornea del labro inferiore, analoga alla lin- 
guetta dei Carabidae, in cui si trovano spesso le setole dette fulcrali ■ setae fui- 
crales - stiUzenborslen. 

Fulcro dell'aculeo - F. Aculei ■ Stiilze des Stacbels -Chiamasi il sostegno dell'aculeo 
in forma di una vescichetta allungala. Tav. VI! fìg. 10 g). 

Fulcro del rostello - Fulera rostelli • Russelslabe = Sostegno del Roslello o appa- 
recchio della bocca - 'pieza • dei Melliferi. 

Fulcro del timpano ■ F. tympani • Trommelstiilze - Chiamasi nei (^ delle cicale una 
sporgenza che serve di appoggio al timpano o all' opercolo timpanico - trommel- 
deckel. 

Fulcro del trocantere • F. trocanteris - Schenkel anhangslutzen ■ Vedi Fulcrante o Tro- 
cantere fulcrante. 

Fulgido - Fulgidus - Brillant, eclatant - glànzend ■ Chiaro, lucente. 

Fungiforme - Fungyf'orme - In forma di fungo. 

Funiculato - Funiculatus - Funicolo - peitschenfòrmig - Antenna • Munita di funicolo - 
Si applica pure ai palpi composti di un gran numero di articoli flessibili e sottili 
come quelli di Hydropsyche . 

Funicolo • Funiculus - Funicole ■ Fuhlergeisel - Si applica alle antenne; quando l'ar- 
ticolo basale delle medesime si allunga prende il nome di scapo ; gli articoli se- 
guenti ordinariamente in numero 11-12 genicolati o no prendono il nome di funi' 

I 



Ì06 



colo come negli Imenotteri, Curcullonidi. Per taluni = Flagello. Funicolo dell'ad- 
dome = picciuolo. Tav. VII fig. 2 b). 
Fusiforme - Fusiformis ■ Fusiforme ■ spindelformìg - In forma di fuso cioè ingrossato 
nel mezzo ed attenuato all' estremità. Vedi Antenne. 

Galèa * Lobo medio delle mascelle negli Ortotteri. Vedi Elmo. 

Galetiformé ^ Galeliforme ^ In forma di galea o elmo. 

Gallate ■ Gallatae - Uova - entro galle. Ved. Cova. 

Galleria - Gallerie - Si chiamano gallerie quei solchi o condotti interni della corteccia',. 
del legno, fatti dalle larve e dagl' insetti perfetti. Gallerie madri vengono chia- 
mate quelle dei Bostrichidi per depositarvi all' interno le loro uova ■ Gallerie delle 
larve quelle derivanti dalle gallerie madri, e che sono formate dalle larve dopo la 
loro uscita dall' uovo. 

Galligeno, gallicolo - Galligene^ galticote - Abitante delle galle o insetto produttore dì 
esse. 

Gamba - Ved. Tibia. 

Ganascia ■ Ganascia - Ganache = Mento. 

Ganglio - Massa centrale distinta del sistema nervoso. 

Geminato - Gerninatus - Gemine - doppelt, gelheilt o gezwell • Chiamasi una irracchia 
una impressione ecc. doppia. 

demino ^ Geminus - doppelt o zWeifuch - Che presenta due organi o due disegni eguali. 

Gemmato - Gemmatiis ■ geziert o mit Augenflecken versehen ■ Viene applicato agli 
occhi brillanti^ aurati* che si trovano nelle ali di certi insetti da rassomigliare a. 
gemme. 

Genere - Genus - Genre ■ Gattemg ■ Vien formalo dalla riunione di più specie che' 
hanno caratteri comuni. 

denicolato ■ Geniculatus, fractus ■ Brisé, coudé - gebrochen, gekniet o kniefòrmig: ' 
Si applica ad un organo che s' articola ad angolo con un altro » Rostro di Conops 
- Vedi Antenne genicolate. 

denicolo - Geniculmn • Vedi Ginocchio. 

Genitali - Genitalia - Parties sexuelles - Geschlechtlheile, organe • Werkzeuge • Organi 
della riproduzione nei due sessi. Tav. VI fìg. 4 u). 

Genuino ■ Genuinus • Si applica ad una forma che offre una composizione normale, 
ad un insetto che presenta i caratteri normali della sua famiglia, del suo gruppo 
ecc. (Du Val). 

Geodefago • Geodephage - Che si nutre, che vive sulla terra. 

Geometre ■ Geometrae, erucae geometrinae - Geometres o arpenteuses • Spannerraupe 
Astraupe - Si chiamano certi bruchi simili a stecche o verghette, muniti di due 
paia di falsi piedi, un paio anale ed uno ventrale; col primo si fissano sulle branche, 
si curvano ad arco, si distendono alternativamente^ e si fissano coi veri piedi cam- 
minando in questo modo singolare. 

(Continua) 



107 



COMUNICAZIONI - PROPOSTE - DOMANDE - RISPOSTE 

In questa rubrica gli abbonati hanno diritto a inserzioni gratis per ogni numero, per scambiarsi notizie, schi(ii 
Pimenti, informazioni, consigli, questioni da risolvere ecc. 



L' aquicultura e la pesca contano meno dell'apicoltura? Quanti milioni rende 
y apicoltura in Italia? Non lo so, ma davvero senza grandi ricerche si può affermare che l'indu^r 
stria apiaria anco se fosse estesa ed esercitata su vasta scala, rimarrà sempre per importanza eco- 
nomica al di sotto e parecchio, anche solo di quel ramo dell' industria aquicola eh' è l'allevamento 
razionale delle trote, corregoni, ecc. Questa riflessione ci viene suggerita, da quanto scrivono in 
data 10 Luglio ad un giornale di Venezia da Torino; ecco il brano della corrispondenza giorna^ 
Ustica : 

« Una cattedra universitaria libero-agraria. Una speciale Commissione, composta di scien^ 
ziati riunitisi a Torino, deliberò di propugnare tenacemente la fondazione, all' apertura del nuovo 
anno universitario, in Torino ed in altri centri universitari, di una nuovissima cattedra libero^ 
agraria. 

« Vi si insegnerebbero: agricoltura generale, chimica agraria, tecnologia agraria, enotecnica, 
enologia, caseificio, meccanica agraria, agrimensura e costruzioni rurali, igiene ed allevamento degli 
animali domestici, bachicoltura ed apicoltura, parassitologia vegetale, economia e legislazione ru- 
rale — un corso biennale speciale avente lo scopo di iniziare una nuova èra all' agricoltura nazio^ 
naie: di fornire agli studiosi delle diverse facoltà ed a tutti gli agrofili le cognizioni tecniche 
necessarie a condurre e ben dirigere un'azienda ed una industria agraria, » 

Idea splendida, degna d' ogni encomio. Ma perché 1' apicoltura e non anche 1' ac[uicultura, cioè 
la razionale utilizzazione delle acque, per l' allevamento degli animali acquatici ? 

L' aquicultura entra ora trionfalmente nel numero delle discipline, che piìi interessano la 
Scienza Agraria nel suo piìx moderno indirizzo ; ed a prova di ciò riporto da un suj^tpilemento scien- 
tìfico della Neptunia (un mio Progetto per un Istituto Nazionale Aquicolo) che verrà quanto 
prima distribuito ma eh' è già da piìx mesi stampato ed a cognizione di parecchi, i seguenti poclji 
cenni suU' istruzione aquicola all' estero, solo come esempio di quanto si fa altrove : 

Ministére d' Agricolture, Corso di lezioni ambulanti di pesca e piscicoltura, tenute dal prof. 
Brocchi della Sorbonne. 

Il conferenziere non tratta ogni anno lo stesso argomento, né dà le lezioni nella stessa regione, 
ma muta 1' argomento a seconda della località nella quale si reca. 

MiNiSTÈRE DES PoNTS ET Chaussées. Corso di lezioni speciali di aquicultura per V E cole de%. 
Ponts el chaussées, 

Mairie de Paris. Corso Municipale di piscicultura impartito ogni anno per incarico del Muni^ 
cipio di Parigi dal prof. .Jousset de Bellesme, Direttore àoìV Aquarium du Troucadero, 

Le lezioni incominciano col febbraio, tre alla settimana, e sono tenute in apposito locale alle, 
Mairie, P*" arrondisement (Saint Germain). 

Bayerisches Landes-Fischerei Vereine. Uno speciale corso di lezioni pratiche (Lehrkurs fùr 
pratische Fischzucht) accompagnato dà escursioni. Vedasi il programma del corso tenuto l'anno 
1892 riportato in Neptunia 11 marzo 1893. 

Imperial University ok Japan. Corso di Piscicoltura (Fischculture) di 4 ore settimanali, te- 
nuto al College of Agricolture nel terzo anno d' insegnamento. 

Lascio di citare quanto si fa in Inghilterra, in America etc, né riferisco ora quanto si pro- 
getta in Francia per istituire molteplici Scuole professionali di pesca e di aquicultura. 

Mi limito ad esprimere il desiderio che in Italia non sia dimenticata un' industria da persone 
che certamente hanno tutta la buona volontà di giovare all'economia nazionale e che sono al caso 
di promuovere e attuare utili riforme. (D. L. M.) 

Come camminano gli insetti. Uno che osservi ad es. un « Carabo », che cerca di invo- 

\ 



108 



larsi al suo sguardo, nel vedergli muovere tanto rapidamente le zampe, a tutta prima penserà che 
queste debbano muoversi successivamente 1' una dopo T altra, senza un ordine fisso, a seconda del 
capriccio dell' animale stesso. Sebbene questo, avuto riguardo alle condizioni speciali in cui si può 
trovare l' insetto, sia in parte vero, pure osservandolo piìi attentamente o cercando di render meno 
veloce il suo cammino per agevolare l'osservazione, facilmente si potrà scorgere che nel cammi- 
nare l'insetto segue (nelle condizioni ordinarie) una regola fissa. Chiamando colle lettere ABC 
le tre zampe a sinistra dell' insetto, e con D E F quelle a destra, si riscontra che esso muove 
contemporaneamente le zampe A E C, e quindi pure contemporaneamente \e B B F, vale a dire 
si muove in due tempi, come non apparirebbe a prima vista specialmente per le specie che cam- 
minano molto velocemente; tre zampe si muovono insieme due sinistre e una destra, due destre e 
una sinistra. Tale norma 1' ho ricercata nei soli Coleotteri, e riscontrata in alcune specie d' altri 
ordini che ho osservate, che lungo sarebbe, noioso, e anche inutile il farlo per tutti estesamente. 
È regola questa che, come Ijo accennato, può variare se invece di camminare sopra un piano, gli 
insetti vengono ad incontrare qualche ostacolo, se devono scendere, salire ecc. Il « Cerambix he- 
ros » ad es, rampicando mi ha dato AE - F - C - BB; ma sempre in generale si scorge il carattere 
dell' andatura fondamentale. Non di rado le specie di uno stesso genere, di una stessa famiglia, 
hanno ugual caratteristico modo di camminare, e basti come esempio citare le« Cetonie », le quali 
talvolta muovono cosi insensibilmente le zampe posteriori, che appare che il loro movimento sia 
ridotto alle sole zampe AE, BB e che le C, F vengano invece trascinate. Inoltre è evidente che 
l'ordine di movimento suaccennato per certi insetti che hanno alcune zampe trasformate ad es. in 
organi da salto, non si ha che quando essi le usano per il semplice cammino; il che avviene ap- 
punto nelle Locuste, Grilli ecc. (Lo stesso credo si possa dire per gli insetti acquaioli.) 

Ho innanzi notato che è bene cercare per 1' osservazione di diminuire la velocità degli insetti, 
ed a tale scopo io mi sono servito per le specie più grosse e robuste di qualche peso legato con 
un filo fra il corsaletto e le elitre, e passante sopra queste, per le piccole di una qualunque stoffa 
pelosa, che potesse rallentare senza alterare il loro veloce movimento : lo stordire 1' animale con 
ammoniaca o con anidride solforosa non l' ho trovata conveniente perchè spesso neutralizza il 
movimento delle zampe, specialmente anteriori ; ottima massima è quella di lasciar l' insetto in 
calma assoluta. 

Concludendo mi sembra poter dire : 

I,° che gli insetti hanno nel camminare due movimenti a^ie?"naf2 a somiglianza degli animali 
superiori. 

11.° che r ordine del moro è solo alterato quando il passo non è, o non può essere naturale. 

Piombino 1.° Agosto 1894. G. Bastogi. 

Acqua rossa. Nei due acquari situati davanti 1' ex-palazzo Imperiale di Galliera Veneta, 
negli ultimi giorni del mese di Luglio si potè ammirare un abbastanza raro quanto interessante 
fenomeno. 

La superficie dell' acqua sembrava esser coperta da una lieve schiuma di color sanguigno. 
L' egregio scienziato prof. G. B. De Toni si affrettò a studiare la causa di questa colorazione 
e rese noto che tale fenomeno deve attribuirsi ad una grande quantità di Euglene sviluppatesi in 
quelle acque. G. Ceresole. 

Nota entomologica. Alcune sere or sono, cacciando alla mielata, mi recai dalle 9 alle 11 
varie volte ad un albero di pino preparato per 1' occasione, e tutte le volte trovai sulla corteccia 
una grossa Locusta viridissima che teneva una farfalla fra le mandibole. Alla luce della lanterna 
cieca saltava sempre sulle vicine robinie. Soffermatomi riuscii a cogliere la locusta mentre af- 
ferrava una nottua per l'addome. Varie nottue mancanti dell'addome e in parte delle ali le trovai 
al piede e nelle vicinanze deli' albero. 

Lusano 17 Agosto 1894. . A. Ghidini 



109 



SPIGOLATURE DI APICOLTURA E NOTIZIE SULLE API 



[Conti nuazione] 
>ì=^ — ' 



Per fare accettare le regine. Il dott. Rose scrive nel Central Blatta che la Naphtalina 
è ottima per T introduzione delle regine nelle riunioni. Non si ha che a porne un pizzico in cia- 
scun alveare verso sera, perchè il giorno dopo non si abbia piìx alcun disturbo nelle unioni e 
nelle accettazioni. 

In Germania si fanno accettare le regine ponendole negli alveari, chiuse entro un cono fatto 
con un pezzetto di foglio cereo faccettato, oppure in una cella reale fatta artificialmente, mediante 
un legno umido immerso più volte nella cera fusa. 

Groberty disopercula le celle reali, estrae la giovane regina e la posa su di un favo di un al- 
veare orfano. Essa è sempre accolta con amore dalle orfane perchè giovanissima. 

Nuovo modo di trovare le regine. Nel Gleanings si legge: « Coprite il ceppo con 
un' asse sottile e tambussate un poco il ceppo stesso. Al di sotto dell' asse troverete la Regina con 
poche api. Ciò può farsi, principiando dal primo alveare fino all' ultimo, e quindi retrocedendo per 
iscoprire il primo. Con questo modo potrete impadronirvi di una dozzina di Regine in breve tempo, 
senza estrarre neppure un favo. Si può procedere nella stessa guisa coi bugni. (Baldrige). 

Per preparare i fogli cerei lisci da faccettarsi, si prende una bottiglia piena d'acqua ge- 
lata e si immerge nella cera fusa. Il freddo deli' acqua fa tosto aderire la cera al vetro e cosi in 
un minuto si fa un foglio di cera largo quanto la bottiglia, e alto come la sua circonferenza. 

Per salvarsi dalle punture delle api basta ungersi le mani con vaselina anche dalla 
sola parte superiore. 

Per ammansare le api quando si eseguiscono operazioni negli alveari, il dott. Dubini ha 
provato che spruzzando acqua polverizzata con una pompetta, si ottiene il medesimo effetto che con 
il fumo mentre 1' operazione è più comoda e più lesta. 

Ordigni indispensabili in ogni apistica operazione. Uno di essi è un lungo cacciavite 
raschiatojo, fisso nel suo manico di legno. La sua lama non deve essere più larga di S millimetri, 
e la sua estremità libera vuol essere piegata ad angolo retto nel senso del piatto della lama, sì che 
la parte piegata, e che discende ad angolo retto, non superi la lunghezza di centim, 1 1|2. Se 
questa parte piegata si assottiglia ai tre margini taglienti, potremo facilmente raschiar via con 
essa il propoli dalle scanalature, staccare ed esportare pezzi di favo che si trovassero attaccati alle 
pareti dell' alveare, liberare la mobile soffitta delle linee di propoli e dei piccoli favi che le api 
vi attaccano sotto, come parimenti le stalagmiti dure che si elevano spesse volte dal fondo. La 
spatola può, fino ad un certo punto, prestare gli stessi servigi, ma non agisce colla forza che im- 
parte il cacciavite. 

Altro ordigno utilissimo è un lungo coltello fermo in manico, ma di lama molto sottile e ta- 
gliente, piegato leggermente verso la sua estremità, tanto che la lama si presenti ivi incurvata, • 
anche qui, nel senso del piatto della lama stessa. Giova assai nel regolarizzare i favi gozzuti; 
nello staccare le loro aderenze in basso ed ai lati del telajno, qualora il favo non penda nel vero 
centro del telajno stesso, per ricondurlo in posto colle dita, ecc. Se la lama sottile e incurvata, ha 
il tagliente finamente seghettato, tanto meglio. 

Già notai altra volta che il bravo apicoltore, oltre gì' istromenti di lavoro raccolti in una 
cassetta, deve portare nel taschino del panciotto, una lente, uno specchietto, un pajo di forbici 
snodate, una matita nera ed una rossa, ed una pinzetta. Nella cassetta dell' apicoltore avente arnie 
a soffitta mobile, non mancherà poi il vasetto di vaselina col pennello, il cui manico si erga da 
un foro centrale di un coperchio di cartone atto ad impedire che le api vaganti penetrino nel re- 
cipiente. (L'Apicoltore) Dott. Angelo Dubini 

Un nuovo rimedio contro il saccheggio. Andes, dopo avere invano fatto uso dei mezzi 
indicati e noti, ebbe l' idea di togliere dalle colonie saccheggiatrici le loro Regine e di lasciarle 
orfane per 48 ore. In 30 minuti cessò ogni tentativo di saccheggio. 



110 



Per fare abbassare uno sciame. Kelley ebbe uno sciame che si aggruppò alla cima di 
un albero altissimo, e non avendo un prendisciame a sacco chiudibile stando al piede dell' albero, 
né una scala abbastanza lunga, provò a far cadere sul gruppo i raggi del sole riflessi da uno specchio 
di medie dimensioni. Le api abbandonarono la cima e si abbassarono, riunendosi poi sopra un 
cespuglio a sei piedi da terra, 

INVENZIONI E SCOPERTE 



Forbice vendemmiatrice Candeo. Il distinto agricoltore Sac. Candeo ha inventata una 
utilissima forbice simile a quelle da potare, e con la quale le ciocche d' uva tagliate dalla pianta, 
restano appese alla forbice, ed il vendemmiatore può così trasportarle nel canestro o dove vuole 
e posarvele piano piano in modo che non si pigino o ammostino, cosa molto utile per le uve da 
conservarsi. 

Queste forbici rendono anche più rapida la raccolta dell' uva, che 1' operatore non è costretto 
a tagliare con una mano e con 1' altra reggere la ciocca. Costano L. 4 V una e possono acquistarsi 
presso l'agenzia di questo Bollettino in Siena, via di Città, 14, Per l'invio assicurato aggiungere 
25 centesimi, 

L'Elettrolisi è un gas illuminante e riscaldante (idrogeao) che per mezzo dell'elettricità 
si ottiene dalla separazione delle parti componenti 1' acqua, rendendo possibile il risparmio del 
carbone. Alla fabbrica d' armi di Terni si sono già ottenuti incoraggianti risultati. 

Salvagente illuminato a luce elettrica. 11 capitano Melter della marina germanica, ha 
inventato un anello di salvataggio illuminato a luce elettrica. Le esperienze fatte sulla nave da 
guerra « Worth » dimostrerebbero che questo salvagente offre grandi vantaggi in casi di acci- 
denti notturni. 

Sorgente di sapone. A Dacota presso il capo Bufalo, si è trovata una sorgente di sapone. 
Scaturisce dalla terra in forma di schiuma bollente e dissecca all' aria prendendo un aspetto di ar- 
gilla molle. Si crede che questa schiuma derivi da una combinazione di alcali, di soda e di pe- 
trolio, trovandosi quest' ultimo in diverse località circonvicine. 

Per rendere incombustibili i legnami. Un' ammiraglio inglese ha eseguiti parecchi espe- 
rimenti che hanno reso manifesto, come le spalmature di vetro solubile sieno efficaci per dimi- 
nuire r infiammabilità dei legnami. 

Sorgenti di petrolio di ottima qualità sono state scoperte a Somerset in Inghilterra, 

NOTIZIARIO 

Borse di studio. Il Ministero dell' agricoltura per le disposizioni contenute nel decreto 29 
ottobre 1887, ha determinato che a favore dei licenziati degli Istituti tecnici, dei Licei e dei Corsi 
superiori delle Scuole di viticoltura e di enologia di Conegliano, Avellino e Catania, sieno poste 
a concorso per il prossimo anno scolastico 1894-95, e per la durata di un triennio, due borse di 
studio per la Scuola superiore di agricoltura di Milano e due per la Scuola superiore di agricol- 
tura di Portici, A ciascuna borsa è unito 1' assegno annuo di L. 800. 

Le domande per concorrere dovranno essere indirizzate ai Direttori delle Scuole superiori di 
agricoltura di Milano e di Portici, non più tardi del 15 ottobre 1894, corredandole dei documenti 
che vengono richiesti. 

Il ministero della istruzione pubblica rende noto che potendo nel prossimo anno scolastico 
rimanere disponibili alcune borse di studio, gli aspiranti a dette borse devono far pervenire al 
Ministero stesso le loro istanze per mezzo del Preside dell'istituto presso il quale conseguirono 
la licenza, 



ìli 



Nuova vite resistente alla fillossera, alla peronospora, all' oidio ecc. Il 

prof. Fraac della Scuola d' agricoltura del Cheri, ha comunicato alla direzione dell' agricoltura 
francese, di avere scoperta una varietà di vite che piantata in vigneti infetti da fillossera vi ve- 
geta perfettamente. Questa vite dà ottima ed abbondante uva e non teme né la peronospora, né 
gli altri malanni della vite. Che sia adunque la ben venuta ! Se però sarà vero ciò che dice il 
prof. Frane ! 

Esposizioni. Al Cairo si aprirà il 15 decembre prossimo, una esposizione internazionale di 
prodotti agricoli ed industriali. 

Una esposizione internazionale di cavalli intieri verrà effettuata a Vienna dal 13 
al 16 del prossimo ottobre. 

Acquisto di cavalli per 1' esercito. Il ministro della guerra si propone di acquistare in 
Italia circa 2000 cavalli occorrenti per i bisogni dell' esercito. 

Una densa nuvola di' farfalle si soffermò a Mantova in una notte dello scorso Agosto. 
Alla mattina si vedevano le farfalle semivive a mucchi sulle strade. 

Pescicoltura ed Ostreicoltura in Sardegna. Il ministero di agricoltura ha dato in- 
carico al prof. D. Vinciguerra, direttore della R. Stazione di piscicoltura di Roma, di recarsi pros- 
simamente in Sardegna per studiare le condizioni biologiche '.^quelle acque pubbliche, allo scopo 
di ripopolarle con pregiate varietà di pesci. 

Nello stesso tempo il prof. Vinciguerra ha avuto, dal ministero, l' incarico di istituire speciali 
indagini per vedere se, sulle coste dell' isola, sia possibile l'impianto di ostreari. 
NOMINE, PROMOZIONI, ONORIFICENZE, PREMI 

I proff. Nicola Lanzillotti Buonsanti e Edoardo Perroncito sono stati eletti Presi' 
denti onorari dell' Vili." congresso internazionale d' igiene e demografia che presentemente ha 
luogo a Budapest. 

II prof. Andrea Vacchetta è stato eletto membro onorario del Collegio degli Zooiatri di 
Roma. 



RICHIESTE E OFFERTE 

Domande di cambi, domande e risposte diverse ~ Gratis per gli abbonati 

Qiiàii'iio non vi è speciale indirizzo, rivolgersi all'amministrazione del giornale, la quale rappresenta gli abbonati 
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ferte saranno numerose, tanto maggiore sarà l'utile reciproco che ne ritrarranno gli abbonati stessi. 
Preghiamo pure gli abbonati a farci conoscere i loro cambiamenti di residenza, le loro no- 
mine, promozioni ecc. , gli studi speciali ai quali si dedicano, nonché se tengono collezioni e se 
•desiderano far cambi. 

Questo periodico è assai diffuso anche all'estero, per cui un annunzio posto in questa rubrica, 
anche una volta all' anno, servirà a mettere gli abbonati in relazione con i colleghi d' Italia e 
'delle altre nazioni, specialmente Europee. 



134 Le dr. H. Christ, de Bàie domande des fougéres exotiques en échantillons d'herbier, 
'ì5t)urtout de Chine, Hong-Kong, Philippines, ìles de la Sonde, Brasile etc. 

135 Ghidini A, via F. Soave 77 Lugano, volendo fare acquisto di lepidotteri italiani, de- 
sidera cataloghi coi prezzi al pezzo. 

136 Al maggiore offerente si cede una copia della Mineralogia descrittiva del prof, 
comm. L. Bombicci. Grande volume di oltre mille pagine con molte figure e quadri sinottici. 
Nuovo, solamente tagliato. Questa preziosa opera non trovasi più in commercio. L' asta si comincia 
dal prezzo di L. IO. 

137 Distribuzione gratuita di talee di barbatelle di viti americane. Chi desidera 
ricevere viti americane ne faccia domanda o al Ministero di Agricoltura in carta da bollo da L. 
1,20 o ai locali istituti agrari in carta da bollo da L. 0,60. Per le provincie della Sicilia e della 
Sardegna il tempo utile per le domande scade con il 1 Ottobre, per le altre provincie con il 1 
Novembre, 



112 



138 Agricoltore giovaae, cou diploma di R. Scuola Agi-aria, cerca posto agente di campagna. 
Rivolgersi alla Gazzetta Agricola, via Giulio i 8, Milano. 

139 Schiavetti Daniele in Genova, tiene un grande assortimento di uccelli ed altri ani- 
mali esotici vivi. Offre: Uromastix dell'India a L. 12. Camaleonti a L. 5. Desidera fare acquisto 
di due Mufloni. 

140 Stefansson Stefan di Modruvellir, (Islanda), domanda piante dell Atlante e del- 
l' Imalaia in buoni esemplari da erbario. 

141 Dal laboratorio di storia naturale di S. Brogi in Siena si desidera acquistare 
od avere in cambio: Miriapodi indeterminati di qualunque località. Salamandra atra di diverse 
località italiane. Sterna minuta (Monachina o Fraticello di mare) tanto fresche in carne, che già 
poste in pelle. 

142 II sig. Mariano Ticci di Siena, possidente presso la stazione di Castellina in Chianti 
offre vini fini da pasto ed olio di oliva. Ha ottenuti prodotti eccellenti anche nell' anno corrente. 

143 Si fa ricerca di abili preparatori tassidermici, che vogliano impiegarsi in case 
estere di Berlino e di Parigi. Per informazioni scrivere cartolina con risposta all'amministrazione 
di questo Bollettino. 

144 M. Maurice Auberjonois, BeauCèdre, près Lausanne (Suisse), offre: Chrysahdes 
d'Ani. Pernyi et chenilles de Plat. Cecropia, contre d'autres chrysalides de séricigènes exotiques, 

145 M. Camille Mehier, fils, 6, rue Sainte-Catherine, Saint-Etienne (Loire), dés. óch. 
les Reptiles suivants, contre des Reptiles du midi de la Fiance: Lacerta viridis, L. muralis, 
Anguis fragilis. Coronella laevis, Tropidonotus nutrix, T. viperinus, Zamenis viridifìavus^ Rana 
viridis, R. ternjjoraria, Hyla viridis, Alytes obstetricans, Triton cristutus, T. alpestre. 

146 M. Leboul, Sainte-Anne-lès-Tours Indre-et (Loire), offre à échanger : Procrustes 
spretus. Carabus hispanus, liburnicus, croaticus, Preyssleri, azurescens, convexus, dilatatus, 
cancellatus et var. : Helleri, Kcenigi., Creutzeri, Kolenati, excellens, carinthiactis, etc. , Pro- 
cerus Audouini, gigas., etc, , en excellent état. Envoyer oblata. 

147 M. J. Blanc, rue Entre-les-deux-Portes, 28, Epinal, (Francia), desidera far cambi d'insetti. 

148 Dr. Boutarel, 46, boulevard Beaumarchais, Paris, desidera entrare in relazione coi co- 
leotterologi. 

149 Richiesta di un capo coltivatore per l' istituto agrario della Pace presso Albissola 
Superiore. Stipendio L. 500 oltre il vitto e 1' alloggio nell' istituto. Le domande saranno ricevute 
fino al 30 Settembre presso la sede del Comizio agrario di Savona. 



S. BEOGI direttore resDOiisaDile 



Siena Tip. e Lit. Sordo-muti di L. Lazzeri 



™ Si^*' <^*'^« soffocaule di questi mesi 

ci snerva, ci spossa, ci rende apatici : naturale che 
debbasi ricorrere ad un buon tonico per ritemprare 
le forze : nulla è di più indicato, dopo una lunga 
passeggiata, dopo un esercizio violento, di un bic- 
chierino di Ferro-China-Bisleri (liquore sto- 
matico per eccellenza) della ditta Felice Bisleri e 
C. di Milano, oppure di una bibita sapida, sana, 
digestiva, disettante quale VOLETE lA SALUTE?! 
l'Acqua di Nocera Um- 
bra f/are^ma delle Acque 
da tavola) col Ferro-China- 
F. BISLERI e C- MILANO Bisleri. Dopo il bagno e 

prima della reazione, l'uso 

del Ferro-China-Bisleri si rende indispensabile perchè 

eccitando^ rinvigorisce i nervi indeboliti. Tutti gh 

stabilimenti di bagni ne sono provvisti e ne fanno 

largo uso. Prima dei pasti eccita mirabilmente 

r appetito. 




IL FERRO-CHINA-BISLERI 

si trova dovunque e si esporta in tutto il mondo 




Anno XIV N.° 10 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI i.° Ottobre 1894 



SOMMARIO 

Trois prof. E. F. Elenco dei Cetacei dell'Adriatico. Pag. 113. 

De Biasio dott. Abele. Crania aegyptiaca voterà et hodierna, con appunti di storia e di 
etnologia egiziana. Parte li. Con fig. (Cont.) Pag. 115." 

Rivista Bibliografica. Da pag. 121. a pag. 12.3. 

Bibliografìa italiana. Pubblicazioni del 1893. Zoologia, Paleozoologia e allevamento degli 
animali. Da pag. 124. a pag. 126. 

ELENCO DEI CETACEI DELL' ADRIATICO 

del prof. E. F. TROIS 



— S-08C>«- 



Nel presente elenco mi propongo di raccogliere, per quanto mi è possibile, succintamente le 
notizie sparse sulla comparsa di alcuni Cetacei rari nell'Adriatico. 

Dall' epoca in cui unitamente al compianto collega dott. Ninni abbiamo compilato il catalogo 
per la (1) Monografia della provincia di Venezia, furono fatte altre importanti catture e potei 
raccogliere altre notizie sulle collezioni dove si conservano gli avanzi degli esemplari raccolti, con 
speciale riguardo all' alto Adriatico. 

CETACEA 

■ DELPHINIDAE — Belphinus delphis, L. — DeVpino comune ; volg. Bolfin. 
Si vedono sovente sul mercato esemplari presi nei canali interni della laguna. Segue i basti- 
menti anche nel porto. 

Belphinus tursio, Fabr. — Belfino soffiatore'^ volg. Bolfin, porco rnarin 
È specie meno comune della precedente pel nostro golfo, L' esemplare clie possiede il Museo 
dell'Istituto veneto, fu preso non lungi da Venezia e fra i vari esemplari che vidi sul mercato ne ri- 
cordo uno qualche anno fa, che posto in un deposito di pesce si mantenne in vita per quasi due 
giorni. Nel 1883 comparve sul mercato un esemplare di un color grigio chiaro azzurrognolo nel 
quale constatai i caratteri della specie. 

GLOBICEPHALIDAE — Grmnpus griseus, Cuv. Belphinus rissocmus, Laur. 
Belfino del Risso; volg. Bolfin foresto 
Il primo esemplare di questa rara specie, da me per la prima volta osservato nell' Adriatico, 
fu preso nella Sacca dei Scardovari il 20 giugno 1874 ed il suo scheletro si conserva nel R. Museo 
Zoologico di Firenze, essendo riusciti vani i miei tentativi per acquistarlo. Il suo peso era di chi- 
logr, 350 e la lunghezza di centimetri 360, come ebbi l'onore di comunicare all'istituto nello 
stesso anno con una nota inserita negli Atti. 

Un secondo esemplare fu preso presso la foce del Piave nell' ottobre 1882, era un giovane 
maschio colle mascelle ancora inermi, misurava dal muso alla coda cent. 181. In 'luogo della tinta 
di un grigio perla venato di bruno verdastro notata nel precedente esemplare, dominava un bel 
nero intenso con delle macchie bianche angolari verso il collo, ed era perfettamente bianco sul 
ventre. 

Questa volta fui più fortunato, perchè potei acquistare l'esemplare pel Museo dell'Istituto, 

dove si conserva unitamente al cranio e ad alcuni dettagli anatomici raccolti sugli avanzi del visceri. 

Nel maggio 1890 furono esposti alla pubblica curiosità in una bottega sulla Riva degli Schia- 

voni, due esemplari di questa specie, un maschio ed una femmina presi nel nostro mare, il maschio 

misurava trecento e trentaquattro centimetri, la femmina duecento e cinquatadue centimetri. 

Per le pretese fantastiche dei possessori non potei concludere alcun acquisto; possedendo il 
Museo un cranio ed un esemplare preparato in pelle, i miei desideri erano per uno scheletro e 
pei visceri di una specie tanto rara quanto poco studiata. 



(1) La provincia di Venezia - Monografia statistica economica amministrativa raccolta e coor- 
dinata dal conte Luigi Sormani-Moretti, Regio Prefetto - Venezia, tip. Antonelli 1880-81. 



114 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



Potei finalmente acquistare i visceri quando la putrefazione era già incominciata e nel Museo 
dell' Istituto si conservano molte dimostrazioni sulla struttura dei principali organi di questo del- 
fino. 1 crani furono acquistati dal Ninni. 

La tinta grigia di questi esemplari e le venature avevano la maggiore analogia con quelle 
del primo esemplare da me osservato. 

Il Giglioli vide esemplari di questa specie presi a Nizza, Genova e Zara (1). 

PHYSETERIDAE — Physeter macrocephalus, L. — Capodoglio : volg. Caodogio 

Come è detto già nel catalogo dei cetacei pubblicato nel 1880 nella Monografia della provincia 
di Venezia, è incerto in molti casi se le notizie che si hanno sui Capodogli presi nelT Adriatico 
debbansi riferire a questa specie. 

I dati raccolti sui Physeteri dell' Adriatico sono i seguenti e devonsi specialmente al Nardo 
ed al Cornalia. 

1*13. — Fu osservato un fisetere nel porto di Pesaro del peso di libbre romane 130,000, lungo 
80 palmi romani, e fu figurato in una tavola incisa da Domenico Franceschini. 

1715. — Il Bourguel descrive una balena dentata senza spina d.orsale presa nel golfo veneto. 

1750. — Secondo il Grisogono, fu preso a colpi di scure dai contadini presso Pelles un Capo- 
doglio investitosi sulla spiaggia, e per quanto narra il Cornalia se ne conservano avanzi in al- 
cune case. 

1764. — Un fisetere fu preso presso Rovigno. Era lungo 37 piedi. 

1767. — Un altro individuo fu preso presso Zara, gli avanzi si conservano nel Museo della 
R. Università di Padova. 

1768. — Secondo Brunnich un fisetere si arenò in iitore Fanoense. 
1~T5. — Un altro esemplare si prese nel Sinigagliese presso IMorctta. 

1805. — Ne comparvero tre individui presso Fermo, il cranio di uno si conserva nel Comune. 

1810. — Una metà della mandibola inferiore fu trovala nel canale Poco pesce presso Chioggia 
e donata dal dott. Nardo al Museo dell' Istituto Veneto, dove si conserva. 

1837. — Un individuo enorme fu gettato sul lido di Budua. 

1853. — Al 15 di agosto sei fiseteri furono presi presso Cittanova sulle coste istriane ; per 
quanto so, un esemplare fu donato dalla Compagnia del Lloyd austro-ungarico al Museo Civico di 
Trieste dove si conserva lo scheletro completo e la pinna caudale. Un secondo scheletro trovasi 
a ^Monaco, un terzo a Menna, dove nel ]\luseo d'anatomia comparata si conserva il cranio d' altro 
individuo raccolto dall' Hyrtl. 1 crani degli altri due esemplari conservansi uno a Cittanova 1' altro 
al 3.Iuseo di Berlino. 

1S~4. — Nella notte del 10 marzo un Physeter macrocephalus si arenò sulla spiaggia di 
Porto S. Giorgio. Il professore Leone De Sanctis per incarico del Ministei-o della Istruzione pub- 
blica ebbe missione speciale di raccoglierne gli organi pel Museo Zoologico Zootomico della R. 
Università di Roma ove infatti si conservano delle preparazioni bellissime quali di rado si os- 
servano nei grandi Musei. Alcuni frammenti sono passati al Zvluseo di Firenze, lo scheletro passò 
in mani private. Sopra questo esemplare il De Sanctis pubblicò negli Atti dell'Accademia dei 
Lincei nel 1881 un'interessantissima monografia illustrata da tavole. 

1875. — Un frammento di cranio fu pescato poco lungi dal Lido di Venezia. 

1885. — Il chiarissimo prof. G. Kolombatovic (2j scrive: si vide un esemplare di Physeter 
macrocephalus non lungi dai bassi fondi di Lastova galleggiare morto. A qualche giorno di di- 
stanza, ai 20 luglio, ne fa veduto un altro esemplare non lontano da quei paraggi. 

BALAENOPTERIDAE — Physalus ardiquorum, Gray. — B. musculus auct. 

Neil' elenco dei mammiferi, uccelli ittiofagi interessanti la pesca ecc. il chiarissimo Giglioli 



fi) Giglioli prof. Enrico: — Elenco dei Mammiferi, degli Uccelli e e dei Rettili ittiofagi ed 
interessanti per la pesca, appartenenti alla Fauna italianai e catalogo degli Anfibi e dei Pesci 
italiani. — Firenze 1880. 

(2) Prof. Giorgio Kolombatovic : Vertebrati della Lalma^ia. — Spalato I880. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



115 



accenna a questa specie come vivente nei nostri mari Mediterraneo ed Adriatico. L' illustre au- 
tore riferisce a questa la Balenoptera Mondini, Capp. il cui scheletro incompleto si conserva a 
Bologna, che venne presa nell' Adriatico nel 1771 e che alcuni riferivano alla Balenoptera rostrata. 
Su questa specie il prof. Kolombatovic dice che un esemplare s' investì nei bassi fondi di 
Pago nel 1862. (Atti R. Istituto Veneto, Tomo V disp. 8) 

Crania aegyptiaea vetera et hodierna 

CON APPUNTI DI STORIA E DI ETNOLOGIA EGIZIANA 
Studio di ABELE DE BLASIO 



(PARTE IL) 

(continuajsìone) 





llJ^ Lo slesso cranio (nonna facciale) i2.* Byrsoìdes macroprosopus 

CRANI DEI. MEDIO IMPERO 
Fra maschili e muliebri questa seconda serie abbraccia 63 crani. Un primo 
sguardo dato ad essi ci lascia scorgere che ci troviamo innanzi ad un gruppo 
i cui componenti sono formati di elementi diversi. 

Infatti, mentre fra i 14 dell'antico impero un teschio solo aveva caratteri 
pei quali si discostava dalla forma tipica ; qui invece fra i 63 crani, 49 con- 
servano i caratteri propri della razza e 14 se ne discostano notabilmente. 

E questo fatto si rende piìi manifesto in quanto che mentre nell' antico 
impero, 1' elemento egiziano era formato di dolicocefali e mesaticefali ; in questo 
secondo periodo comparisce il tipo a testa corta, di cui non trovasi esempio 
nei crani dell' antico impero. 



116 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



Noi non faremo, in questo capitolo, cenno del tipo puro, perchè già in- 
nanzi ne dicemmo abbastanza ; ma ci occuperemo dei crani brachicefali essendo 
essi testimoni di razze straniere all' egizia in quella regione, riserbandoci in 
ultimo di far rilevare le differenze, alle quali andarono incontro anche i crani 
egiziani del vecchio impero. 



I crani brachicefali d' ambo i sessi, che ascendono a 14, possono essere 
suddivisi in due serie comprendendone una 8 e T altra 6. Tale divisione è im- 
portante, perchè, pur essendo unico il tipo, per alcuni caratteri, 1' una serie si 
differenzia dall'altra, ond' è mestiere studiarle separatamente. 

Per le ragioni che diremo assegnamo al primo gruppo il titolo « Tipo 
brachicefalo turanico » al secondo « Tìjjo brachicefalo misto ». 

TIPO BRACHICEFA-LO TURANICO 

Dei crani di questa prima serie non è a tener conto di 3, appartenenti a 
fanciulli dai 5 ai 9 anni ; 

1.° perchè la forma craniale, a questa età, non è ancora fissata. 

2° perchè il sesso non potea ben distinguersi. 

3.° perchè presentano traccio della già sofferta idrocefalia. 

Dei 5 che né restano, 2 sono maschili e 3 muliebri. 

Guardati di prospetto presentano la fronte non alta ma reclinante, dal 
terzo superiore, dolcemente in dietro. 

Le orbite sono rette, tondeggiano verso l' esterno e sono sormontate da 
arcate poco pronunziate. 

Le ossa nasali sono sottili e sporte in fuori con poca depressione della ra- 
dice del naso. 

II mascellare superiore conserva, in questi teschi la forma parabolica con 
impianto verticale dei denti. 

Il mascellare inferiore, in quelli che li hanno, è piuttosto stretto con le 
branche orizzontali robuste e con le verticali sottili e delicate. 

L' angolo esterno di quest' osso, che risulta dall' unione delle branche ascen- 
denti con le orizzontali, è ottuso e il mento è quasi retto. 

Guardati di lato, il profilo della calvaria descrive una curva dolce e pia- 
neggiante superiormente. Le fosse temporali sono strette e profonde e i pronti 
zigomatici si mostrano sottili e poco scollati. 

■ Visti di sopra, la calvaria è tondeggiante nella sua parte frontale e si slarga 
posteriormente lino a raggiungere il massimo di larghezza in corrispondenza 
delle tuberosità parietali che sono pronunziatissime. 

La regione posteriore è pianeggiante. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



117 





13^ Isobathyplaticephalus siculus 



14.'' Anisobathypiaticephalus aegyptiacus 



TIPO BRACHICEFALO MISTO 



In questi crani, il profilo della calvaria, a chi li osserva di lato, appare 
quasi circolare con leggiera piegatura superficiale nella parte superiore del- 
l' occipite che mostrasi, in alcuni casi, arrotondito, in altri, protuberante al- 
l'esterno; ed in quest'ultimo caso la porzione che resta in sotto della spina 
occipitale esterna è disposta a calcagno come nel tipo egiziano puro. 

Le fosse temporali sono strette e moderatamente profonde, e i ponti zi- 
gomatici sottili. 

Guardati di prospetto, la fronte, in alcuni, è ampia con bozze frontali ap-: 
parenti ; in altri vi è assenza di tali tuberosità, ed in questo caso è stretta. 

Le ossa malari, in alcuni, sono sviluppate piìi in senso trasversale ; in 
altri sporgono piuttosto in avanti. 

Il mascellare superiore, in cinque crani è stretto ed è di forma parabolica, 
in un altro è ampio, col processo alveolare, quasi assorbito a causa dell' età. 

I denti, in quelli che li hanno, sono mezzani ed incastrati negli alveoli 
verticalmente : un sol caso presenta tracce di profatnia. 

Le orbite, in alcuni, sono tondeggianti, e posano sopra un piano orizzontale, 
in altri sono di forma quadrangolare ed inclinano all' esterno. 

II naso; in due soli casi, è discontinuo solo di poco dalla fronte. 

Le ossa nasali sono lunghe e moderatamente strette, il bordo esterno di- 
ritto leggermente arcuato; il processo frontale del mascellare superiore spinto, 
in tre casi, in avanti. ■ . 

La mandibola, in un caso, è gracile con mento acuto e con la branca mon- 
tante stretta : negli altri il mascellare mostrasi robusto e col mento arrotondito.. 

Riunisco qui appresso le principali misure spettanti a questi due tipi. 



118 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



MISURE 


TIPO TURANICO 


TIPO MISTO 


Sesso ...... 


cf 


d^ 


^ 


P 


P 


cf 


cT 


(f 


V^ 


P 


P 


Età approssimativa . 




40 


50 


35 


50 


60 


35 


20 


40 


50 


35 


30 


Capacità cubica 




1400 


1560 


1480 


1410 


1390 


1415 


1420 


1380 


1520 


1394 


1315 


Circonferenza orizzontale 




505 


510 


498 


532 


525 


535 


504 


536 


500 


490 


515 


« verticale 




475 


479 


477 


458 


476 


468 


459 


464 


475 


459 


468 


f p. frontale 




124 


121 


116 


124 


120 


128 


130 


125 


130 


124 


110 


Curva naso- \ p. parietale 




120 


114 


126 


125 


130 


134 


125 


!18 


135 


120 


120 


occipitale \ p. occipitale 




116 


151 


148 


119 


115 


116 


107 


113 


125 


116 


115 


' totale 




360 


386 


390 


368 


365 


378 


362 


356 


390 


360 


358 


Diametro antero-posteriore 




175 


165 


170 


172 


170 


167 


173 


168 


165 


170 


166 


« bi-laterale 




143 


136 


140 


139 


140 


136 


139 


137 


137 


141 


137 


Altezza verticale 




136 


120 


117 


« 


120 


128 


136 


130 


135 


130 


128 


„ , ., ( larghezza . 




37 


40 


37 


39 


40 


38 


38 


36 


40 


39 


34 




32 


33 


31 


36 


35 


32 


33 


32 


34 


35 


24 


^. i larghezza 




22 


23 


24 


23 


24 


21 


24 


26 


24 


23 


24 


N^so J altezza . . 




55 


52 


48 


53 


53 


52 


55 


48 


52 


52 


49 


Fronte \ J' ?"f ^.^^re • 
^ f. interiore 




106 


111 


111 


108 


114 


108 


107 


108 


119 


117 


108 




92 


93 


92 


91 


95 


95 


94 


99 


96 


103 


97 


„ ■ -. ì { larghezza 
Foro occipitale J ,^4^3,,^ 




26 


29 


34 


23 


25 


28 


31 


29 


37 


29 


« 




31 


34 


38 


30 


34 


31 


36 


35 


39 


37 


« 


Mascella lunghezza del ramo 


183 


187 


175 


« 


« 


183 


190 


« 


199 


« 


<s 


« altezza della bran. ascend. 


58 


65 


69 


« 


« 


58 


56 


« 


67 


« 


« 


€ « « « orizzont. 


33 


30 


33 


« 


« 


33 


35 


« 


27 


« 


« 


« larghezza della br. ascend. 


71 


75 


69 


« 


« 


71 


71 


« 


75 


« 


« 


« linea intercondiloidea 


127 


127 


120 


136 


125 


129 


121 


105 


126 


114 


118 


Linee bi-zigomatica 


100 


106 


95 


105 


97 


105 


106 


100 


98 


95 


95 


« basi-nasale . 




95 


104 


93 


98 


95 


103 


102 


95 


91 


93 


91 


« basi-alveolare 




73 


67 


65 


77 


67 


75 


85 


78 


66 


62 


64 


« naso-mentoniera . 




120 


115 


116 


« 


« 


123 


116 


« 


107 


« 


105 


Indici cefalico . 




817 


824 


824 


808 


824 


814 


803 


815 


806 


829 


825 


« verticale 




777 


727 


688 


« 


741 


766 


786 


774 


868 


765 


771 


« nasale .... 




424 


442 


500 


434 


453 


404 


436 


542 


460 


442 


490 


« orbitale 




865 


825 


838 


923 


875 


842 


842 


889 


850 


897 895 


« alveolare . . ' . 


950 


981 


977 


933 


977 


981 


962 


950 


929 


977 958 



Da questa tabella si deduce che i crani &rac/^^cé?/a;^ del primo gruppo, per 
r interna capacità cubica, sono megalocefali, essendo la media generale di 1483 
e. e. Divisi per sessi i maschili sono megalocefali (e. e. 1480) ed i muliebri 
mesocefali (e. e. 1426). La differenza sessuale è 54 in favore dei maschili. 

La differenza individuale maschile è 160 ; la differenza individuale femmi- 
nile è di 20, fra il primo e il secondo ; di 90 fra il primo ed il terzo e di 20 
fra il secondo e il terzo. 

L'indice cefalico medio in questa serie di crani segna 819; quello maschile 
820 e quello femminile 818. Sicché fra i due sessi vi è differenza di 2 mm. ap- 
pena in favore del sesso virile. 

La differenza individuale, fra i due maschi è 7, la differenza individuale 
fra le donne è 16 tanto fra il secondo ed il primo ; quanto fra il secondo ed 

il terzo. 

In quanto all' altezza dei crani è da notare che in generale sono ortocefali; 
perchè la loro media generale misura 733. 

Divisi per sessi i maschili sono ipsicefali ed i muliebri ortocefali; e ciò 
perchè l'indice di questi è uguale a 714 e di quelli a 752, 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 119 



La differenza sessuale media è 38 in favore dei maschili. 

La differenza individuale è 50 fra i maschili e 53 fra i muliebri. 

L" apertura nasale è stata misurata tanto nelle donne che negli uomini e 
dalla media generale e sessuale risulta che i crani appartenenti ai due sessi 
sono leptorini ; perchè la media maschile è 433; quella muliebre 462 e la ge- 
nerale 447. Fra i due sessi notansi 29 mm. a vantaggio dei maschili. 

La differenza orbitale individuale fra'i due maschi è 17; e fra le donneò 
di 47 fra il primo ed il terzo e 67 fra il primo ed il secondo. 

Le orbite sono mezzane perchè l' indice medio segna 859; quello maschile 
845 e quello muliebre 877. 

L' indice alveolare, in questi cinque crani segna in media 963 ; nei virili 
misura 965 e in quelli di donne 962. Sicché i teschi di questa prima serie 
sono ortognati. 

I crani componenti il tipo brachicefalo mistOj, per l' interna capacità cubica 
sono mesocefali perchè la media generale misura 1406 e. e. ; quella maschile 
1405 e la femminile 1408; in modo che i muliebri sono superiori ai maschili 
per 3 e. e. 

Questi crani, per l'altezza, possono dirsi elevati perchè, in media, l'indice 
verticale di quelli è uguale a 775; di questi a 801 : la differenza sessuale è 26 
in favore dei muliebri. 

Per le aperture nasali tanto i maschili che i muliebri sono leptoìnni ; 
perchè la media dei virili segna 461 ; quella delle femmine 464 e la media ge- 
nerale 462. 

Le cavità orbitali sono mezzane essendo l' indice medio generale pari a 858, 
quello maschile a 857 e il muliebre a 860, ciò che del resto non dev' essere 
elevato a regola generale ; perchè fra i 6 teschi di questa seconda serie ve n'ha 
due di donne che sono megasemi avendo come indici 895 e 897. 

In quanto all' indice alveolare è chiaro, come vedesi dagl' indici individuali, 
che un sol cranio si accosta al mesognatismoj mentre gli altri sono ortognati 
perchè gì' indici alveolari oscillano fra 929 e 962. 

L'indice alveolare medio generale segna 944, il maschile 934 e il muliebre 954. 

Da quello che innanzi abbiam detto si può senz' altro dedurre che i crani 
brachicefali turanici sono: in generale megalocefalij ortocefali , leptorini, me- 
sosemij, ed ortognati ; mentre quelli dell' altra serie sono mesocefali, ipsicefali, 
leptorini, mesosemi ed ortognati. 



Ma a che è mai dovuta la presenza del tipo brachicefalo in Egitto? Quanto, 
a me ritengo che questa forma craniale penetrò in Egitto verso il 1214 a. G. 
C. quando sotto la XIV dinastìa avvenne l'invasione degli Hicsos o Pastori, che 
erano popoli venuti dal fondo della Caldea ed erano una mescolanza di Semiti 



120 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



con Reta- o lUitij stirpe turanica che da secoli e secoli avevano posto sede 
nella Siria e nella Caldea. 

Fu durante tale occupazione, che si protrasse per circa sei secoli, che l'ele- 
mento brachicefalo potè fissarsi in Egitto e con esso anche 1' elemento seniitico 
che vi rappresentava una parte non meno considerevole. 

Colle invasioni successive di Persiani, di Greci, al popolo egiziano si 
frammischiò anche l'elemento ariano' q così la craniologia dell'Egitto, quando 
si sarà arricchita di altro materiale, presenterà certamente i rappresentanti di 
tutte quelle stirpi che in tempi più o meno lontani si stabilirono anche sulle 
rive del Nilo. 

E perciò che il Merton nella sua pregevole memoria « Sui crani egiziani » 
potè stabilire che fra i crani di questa nazione vi sieno tipi variabilissimi che 
egli enumerò nella tabella seguente. 

TAVOLA ETNOGEAFIOA DI CENTO ANTICHI CRANI EGIZIANI fMortoa) 



LOCALITÀ SEPOLCRALI 



Menfì 

Moabocli 
Abvdos 
Tebe 
Ombos 
Phile. 
Debód 

Totale 



XUMERO 


EGIZIANI 


46 


7 


4 


i 


4 


2 


55 


3) 


1 3 


3 


4 





4 


4 


100 


49 



pelasgi 

(1) 

16 

i 

1 
10 

« 

1 



29 



NEGRI DI' 1 NEGRI 



(1) Chi erano questi Pelasgi del jMorton ? Probabilmente Ittiti-Greci. 

Lo Schmidt parlando del tipo brachicefalo in Egitto, non ha opinione diversa dalla nostra e 
COSÌ si esprime in proposito,* In Africa sarebbe difficile trovare tra le razze indigene una forma 
di testa che le si ravvicini. La forma lunga, stretta è ivi la predominante e anche le rare teste 
corte (p. e. alcune negre di Gabun) non sono tanto brachicefale come quelle che trattiamo*, ma 
particolarmente la faccia alta, corta, il naso sporgente così spesso diversificano da tutte le forme 
africane, che dovemmo, senza esitare, ritenerle forestiere (d' altro paese). Forme simili troviamo 
nei paesi montuosi dal Parnir alle Alpi. Anche i crani mongoli hanno spesso la testa corta, si dif- 
ferenziano però nella formazione della faccia, del naso e delle mascelle tanto dal nostro tipo bra- 
chicefalo^ che senza altro possiamo esimerci dal paragonarli. Li ravvicinano bensì le razze bianche 
dell' alto 0x0 e laxarte dell' altipiano eranico e armenico del Caucaso alle teste corte deìV Egitto. 
TJjfalvy ha stabilito la maggior brevità di testa dei Galtschen^, e Tadjihs colla diretta misu- 
razione sul vivo. I Galtschen in Serafschan avevano un indice medio di 85, i Tadjihs di Ferghana 
84, 25, i Tadjihs di Somarhand 81, 26 (Bui. S. d'An. 3.^ S. v. 2 p. 650): in altro luogo (con- 
gresso internazionale della Società antropologica 1875 p. 127) egli fissò 1' indice medio su 58 
Galtschen a 86,5. E a questa brevità di testa si aggiunge, secondo la sua descrizione Una posi- 
zione diritta degli occhi, un naso lungo e stretto, una bocca piccola, una faccia ovalare cioè stretta 
così come nei nostri brachicefali egiziani. 

Anche tra i popoli misti turco-arenici, Asia centrale, TJsbeken, Karahirgisen, Karakalpahs 
Kaschgaren etc. si nota braxhicefalia con alto e stretto naso, ed anche forma tozza della faccia. 
Crani dell'Armenia e del Caucaso sono estremamente rari nella nostra collezione; pure ebbi occa- 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 121 



Dopo alenai canni passati a g-nerreggiare ed a saccheggiare, dice il Le Ben, 
gii Hycsos, avendo assodato il loro possesso si organizzarono ed ebbero re 
golari clie imitarono i Faraoni e formarono fino a tre dinastie annoverate da 
Manetone come la XV, XVI e XVII. La loro capitale fu Tamis nel Delta ; 
mentre il governo nazionale si manteneva nell'Alto Egitto.... Nel Delta accadde 
(ciò che avviene sempre allorché un popolo vinto è più incivilito del suo vin- 
citore) che le popolazioni assoggettate fecero l'educazione dei loro conquista- 
tatori, i quali adottarono insensibilmente, gli usi, le leggi e perfino la religione 
degl'indigeni. Nel 1750 a. G. C. , mentre il governo del Delta era ancora in 
possesso degli Hycsos calarono in Egitto i figliuoli di Giacobbe (Ebrei) e vi si 
stabilirono. (continua) 

sione di studiare 24 crani di Tscherkessen, Tschenzen e Lesgliiern come pure 3 armeni nella 
collezione antropologica della Pt. Accademia di Pietroburgo. 

In tre Tscherkssenschdclel P indice medio di larghezza raggiunge 82, 3, in cinque Tschet- 
schensen 83,7 in due Avari 84,4; in 14 Lesghi 83,1 (media di 24 crani caucasici 83,2). Uno 
dei tratti più notevoli per la forma della faccia è P indice nasale: in 24 crani raggiunge la media 
di 45, 6, vale a dire i nasi sono stretti. Ancora piìi si ravvicinano ai nostri broxhicefoM egiziani 
tre crani armeni con un indice medio di larghezza di 85, 6 e un indice nasale medio di 45, 2. 

Così riconosciamo come negli alti piani dell'Asia centrale-occidentale, dell'Armenia e nel 
Caucaso questa forma cranica è la predominante ; così pure nei paesi montuosi di Europa, possiamo 
trovarla in Turchia, in Albania, in Serbia, sulle Alpi, sino alPAnvegne, tanto che Topinard cre- 
dette scorgere negli Anvergnati e Savojardi i fratelli di Goltschi. Se anche questa è un' idea esa- 
gerata, non è però inverosimile che almeno le corte teste turche abbiano grandi analogie con 
quelle degli alti piani asiatici-occidentali e che i brachicefali egiziani abbiano origine da immigra- 
zioni turche o asiatiche-occidentali. 

RIVISTA BIBLIOGRAFICA 

Pubblicazioni ricevute e per !e quali ringraziamo 1 gentili autori od editori 

L'amministrazione s'incarica di procurare agli abbonati, senza aumento di prezzo, le pubblicazioni delle quali è 
segnato il costo, ed anche le altre se possibile. 



TIGLI LUIGI. Le acque minerali e termali del Regno d'Italia. (Milano 1894. 
Edit. Hoepli. Pag. 552 in 16. L. 5,50) Questo interessante volume, già annunziato nel fascicolo T.*» 
pag. 94, contiene una copiosa Bibliografia, e la citazione di 1500 sorgenti sparse in 800 comuni. 
Per ogni sorgente illustra succintamente i luoghi nei quali le acque scaturiscono, ne riporta le 
analisi,, ne indica le proprietà terapeutiche, le malattie per le quali vengono raccomandate e dà 
mille altre notizie, che sono veramente preziose per chi delle acque stesse ha bisogno ed anche 
per coloro che viaggiano per istruirsi o per diporto. 

SAINT-LOUP RÈMY. Les Oiseaux de basse-cour. (Paris 1894. Librairie J. B. 
Baillière et iils. Pag. 369 in 16. avec 105 fig. cartonné. Fr. 4) L'egregio A. maestro di conferenze 
alla « Ecole pratique des Hautes Etudes » tratta AqW allevamento dei diversi uccelli di bassa 
corte, tanto domestici che selvatici, europei ed esotici, ne indica il nutrnnenfoAemolaitie ecc. P-dvìa. 
della incubazione naturale ed artificiale, delle variazioni dei tipi, della selezioneeà organizzazione e dà 
la descrizione e la figura delle specie, delle razze e delle varietà. Si occupa pure della classificazione. 

Questo volume va ad arricchire la pregevole BiOliothèque dex connaissances uiiles, della quale 
abbiamo tante volte parlato e che è edita dalla solerte casa editrice J. B. Baillière et fils di Parigi. 



122 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



DATTARI P. Remarks of the New Australian Beetle « Phalacrognathus Muel- 
leri ». (Melbourne 1886. Fergusson e Mitchell. Pag. 8 in 8. con fìg.) Contiene la descrizione, le 
figure ed altre notizie relative a questo splendido coleottero dell' Austria. 

DAL NERO VITTORIO. Proverbi ornitologici veronesi. (Verona 1894. Atti Accad. 
di Agricol. ecc. Voi. LXX serie III. Estratto di pag. 20 in-8) In tutti i paesi esistono proverbi 
relativi agli uccelli, ai loro arrivi, alle loro partenze, alle loro bontà come cibo, ai loro prespgi 
ecc. ecc. L'egregio A. ne pubblica un buon numero, che ha potuto raccogliere nel veronose, dispo- 
nendoli secondo l' ordino cronologico dei passaggi e delle caccie, ed illustrandoli con opportune 
spiegazioni e notizie. 

ARRIGONI DEGLI ODDI dott. ETTORE. La caccia di botte o di valle nelle 
lagune di Venezia. (Milano 1894. Edit. Garbini. Pag. 48 in 16. con fig.) Edizione di 200 esemplari 
fuori commercio) Sono 48 pagine di piacevolissima lettura. Tutto quanto si riferisce alla interessante, 
divertentissima e spesso fortunosa caccia di botte (o nella botte) è qui maestrevolmente e chiaramente 
descritto, come pochi altri avrebbero potuto farlo, riunendo l'egregio A. le doti di distinto natu- 
ralista, simpatico scrittore, appassionato cacciatore e per giunta proprietario della Yalle Zappa^ che 
è una delle più importanti valli salse del veneziano, nelle quali appunto si esercita questa specie 
di caccia. 

Per dare una idea della importanza di questa caccia, anche dal lato economico, basti il citare 
che nelle valli dell'Estuario delle provincie di Venezia e di Padova (ettari 30 mila circa) si uc- 
cidono annualmente dai 25 a 30,000 mazzi di uccelli acquatici che vengono venduti da L. 2,30 a 
L. 3, 25 il mazzo. 

In questo fascicolo trovansi pure le parole ed i modi di dire usati dai cacciatori di valle, con la 
spiegazione iu lingua italiana, nonché la indicazione della quantità di uccelli occorrenti per for- 
mare un ìnazzo^ quantità che varia da 1 a 24 secondo le specie, la loro bontà e la loro grossezza. 

DE TONI GIOV. BATTA. Sulla comparsa di un Flos-Aquae a Galliera veneta. 
(Venezia 1894. Atti R. Ist. veneto. Tom. V. Estratto di pag. 12 in 8.) Trattasi di un Flos-Aquae, 
formato dalla agglomerazione di organismi appartenenti alla Euglena sawsrmwea Ehr. , dall' egregio 
A. riscontrato, nel luglio scorso, nei due acquarli che trovansi davanti al palazzo ex-imperiale 
presso Galliera veneta. Le acque di questi acquarli erano divenute rosso sanguigne. 

L'egregio A. ricorda pure i Flos-Aquae fin ora noti e .gli autori che li hanno studiati. 

GRILLO NICCOLÒ. Considerazioni sulla intelligenza degli animali. (Genova 1894. 
Tip. Sordo-muti. Pag. 70 in 8. L. 1) L'egregio A., convinto che non si possa negare agli ani- 
mali una intelligenza ragionante, espone non pochi fatti e considerazioni che stanno a comprovare 
il suo concetto. Lo studio è diviso nei seguenti capitoli: Considerazioni d'indole generale basate 
su alcuni fatti normali. Considerazioni su alcuni fatti occasionali. Di alcune facoltà morali come 
fattori secondari dell'intelligenza. Dei pretesi attributi distintivi dell'uomo. Disamina di alcune 
opinioni di recenti scrittori. Conclusione. 

DEL GUERCIO C. e BARONI E. La gommosi bacillare delle viti Malvasia in 
Italia. (Firenze 1894. Tip. Pellas. Pag. 8 iu 8.) In queste ricerche preliminari, fatte nel R. Ist. 
botanico di Firenze, su viti provenienti da poderi del CJiianti, ove la malattia infieriva da 4 
anni ad ora era giunta a compromettere il prodotto di intiere vigne, gli egregi autori riferiscono 
i resultati dell'esame delle piante infette, indicano la natura della infezione, i suoi effetti ed i 
mezzi preventivi per combatterla. 

MONTANDON A. L. Nouvelles espèces du genre Coptosoma d'Australie et 
de Nouvelle Guinee, appartenent aux collections du Musèe civìque de Génes. 
(Genova 1894. Annali del Museo civico di Storia nat. Voi. XIV. Estratto di pag. 16 in 8 ) Vi si 
trovano descritte le seguenti specie: C. vicinum, C. Loriae. C. miscellum, C. validiceps, C. rubroma- 
culatum, C. frontatum, C. terminale, C. atratulum, C. Fieberi. 

MIQUEL JEAN. Note surla Geologie des terrains primaires du Département de 
r Hérault. Le Cambrien et 1' Arenig. (Bóziers 1894. Imp. Azais. Pag. 36 et un Tableau en 
8.) Le montague dell' Herault rappresentano certamente una delle regioni geologiche, ove la na- 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 123 



tura ha sparsi i soggetti di studi con la più grande prodigalità; per i terreni primari vi si ri- 
scontra una successione così interrotta e cosi completa di strati che forse non trovasi in altra parte 
del mondo. L'egregio A. limita, nella presente memoria, le sue osservazioni a quanto segue : Cam- 
brien inferieur, moyen et superieur. Les couches de jonction du Cambrien et du Silurien (Le Bar- 
roubien). V Arenig. V Arenig de la region de Cabrières. Termina la memoria con un « Tableau 
general des sous-etages et principaux hori^ons » nel quale sono pure registrati i giacimenti 
ed i fossili caratteristici. 

RAPPORTS PRÉSENTÉS AU CONGRÈS INTERNATIONAL DE CHIMIE AP- 
PLIQUEE DE BRUXELLES. (Bruxelles 1894. Pag. 10 in-8) Questo congresso ebbe luogo dai 
4 air 11 Agosto scorso. I rapporti che figurano nel presente fascicolo sono: 1. Des mesures de- 
slinèes à faciliter aux chimistes et techniciens l'accés rapide de ioules les publications qui les 
intéressent. Rapport présente par M. H. Van Laer, au nom du Gomitò centrai de l'Association 
Belge des Chimistes. — 2. Analyse complète du, salpétre du Chili. — Faut-il déduire le 
dosage en nitrate de sonde du tauso en azoie dose, ou par diff'érence, conformement aux contrats 
actuels ? par M. D. Crispo, directeur du laboratoire d'analyses de TEtat, à Anvers. 

VACHAL J, Nouvelles espèces d'Hyménoptères del genres Halictus, Proso- 
pis, Allodape et Nomioides, (Genova 1894. Annali del Museo civico di storia nat. Yol XIV. 
Estratto di pag. 24 in 8.") 

Gli insetti che formano 1' oggetto di questa memoria, furono raccolti da Leonardo Fea nei 4 
anni di sua dimora in Birmania e regioni vicine e dimostrano, ancora una volta, con quanta cura, 
intelligenza e profitto egli esplorasse quei paesi avendone "riportate mèssi copiose e rarissimo. 

Vi si trovano descritte 21 specie di Halictus., 3 di Prosopis, 1 di Allodape., ed 1 di Nomioides. 

EMERY CARLO. Formiche di Birmania del Tenasserim e dei monti Carin. (Ge- 
nova 1894. Annali del Museo civico di st. nat. Voi. XIV. Estratto di pag. 36 in 8.°) Anche que- 
sto ricco materiale descritto dall' egregio prof. Emery, appartiene alle raccolte fatte dal prelodato 
Fea, e forma un importante contributo alla fauna rairmecologica di quella regione. Vi si trovano 
registrate parecchie nuove specie. 

CANDÈZE E. Elatérides recueillis par M. E. Modigliani aux bords du lac de 
Toba, à Sumatra de Nov. 1890 à Mars 1891. (Genova 1894. Annali museo civico di St. 
nat. Voi. XIV. Estratto di pag. 24 in S.°) Ben 78 sono le specie di Elateridi dei quali si occupa 
questa memoria e fra esse ne troviamo 27 non ancora descritte da altri. 

GRAFF dr. L. Die von D.' E. Modigliani in Sumatra gesammelten Landpla- 
narien. (Genova 1894. Annali museo civico di St. nat. Voi. XIV. Estratto di pag. 4 in 8.") vi 
sono descritte le due nuove specie : Bipalium modiglianii e B, gestroi. 

POCOCK R. I. Contributions to our knowledge of the Diplopoda of Liguria. 
(Genova 1894. Annali Museo civico di St. nat. Voi. XIV. Estratto di pag. 20 in 8." con IO fig.) 
Sono 32 le specie notate e fra queste 9 specie ed una varietà nuove e delle quali dà perciò la descrizione. 

Il volume contiene pure « Supplementary Note upon some Diplopoda obtained in N or ih and 
Siciizerland by Mr. O. Thomas durino the spring of i89 1 ove sono menzionate 12 specie fra 
cui 3 nuove. 

MINISTERO DI AGRICOLTURA ecc. Associazioni agrarie all' estero. (Roma 
1894. Tip. Bertelo. Pag. 204 in 8. L. 1,50) Le associazioni agrarie, i sindacati agricoli e simili, 
che anche in Italia si vanno formando, possono certamente, se bene organizzati e retti da saggia 
costituzioni, arrecare assai utile agli agricoltori che vi si ascrivono. 

Per incoraggiare ed agevolare queste associazioni fra coloro che si interessano delle cose dei 
campi, il Ministero di agricoltiira ha pubblicato questo volume, nel <juale sono raccolte e coordi- 
nate, dettagliate notizie intorno ai diversi tipi di associazioni agrarie esistenti all'estero e spe- 
cialmente nell'Austria, Francia, Gran lìrettagna e Svizzera. 

HAECHEL ERNESTO. Antropogenia, o Storia della evoluzione umana. Sono 
uscite le dispense 7.^ ed 8.^ di questa splendida opera illustrata, tradotta dal dott. D. Rosa e pub- 
blicata a dispense dalla Unione tipografica editrice di Torino. Ogni dispensa L. 1, 20. Brogi 



124 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



BIBLIOGRAFIA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 

Pubblicazioni del 1893 

L'ararainistrazione s'incarica di procurare agli abbonati, senza aumento di prezzo, le pubblicazioni della 
quali è notato il costo, ed anche le altre se è possibile. 



Gli autori di scritti relativi alle scienze naturali, che non vedono annunziati i loro lavori in 
queste note bibliografiche, sono pregati darcene avviso, rimettendoci, possibilmente, una copia 
delle loro pubblicazioni, o fornendoci anche solamente i dettagli necessari per poterne dare un 
annunzio simile ai seguenti. 



Zoologia - Paleozoologia - Allevamento degli 
animali. 

(contimta-o^ione) 



202 Massalongo dr. C. Nuova contribuzione 
ali' Acarocecidiologia della fiora veronese e 
d'altre regioni d'Italia. (Firenze. Boll. Soc. bot. 
ital. n. 6 e seg.) 

203 Massalongo dott. C. Entomocecidii 
nuovi non ancora segnalati nella flora ita- 
liana. (Ibidem n. 6 pag. 427-31). 

204 Mazier ing. G. Brevi cenni sulla pesca 
nella veneta laguna, (Venezia. Tip. Antonelli. 
Pag. 21). 

205 Mazzanti E. Tifocniadei canarini. (To- 
rino. ^Moderno zooiatro n. 4 pag. 68-73). 

206 Mazzarelli G. Intorno alla Phylla2jlysia 
Lafonti. P. Fischer. (Napoli. Boll. Soc. nat. voi. 
7, pag. 5-8 con 1 tav.) 

207 Mazzarelli G. Ricerche sulle Peltidae 
del golfo di Napoli (Napoli. Rendic Accademia 
delle se. fisiche e mat. fase. 5). 

208 Mazzetti G. Echini del ^Nlar rosso: dra- 
gati nella campagna idrografica della R. Nave 
« Sicilia » nel 1891-92. (IVIodena. Atti Soc na- 
turalisti, fase. 1 pag. 100). 

209 Meli prof. R. Sulla presenza dell' Ibe- 
rus signatus Fér. (Heligana) nei monti Ernici 
nella provincia di Roma. (Roma. Boll. Soc. rom. 
per gli studi zool. n. 7-8 pag. 242-52). 

210 Mella Arborio conte C. Emitteri del 
Vercellese. (Firenze. Bull. Soc. entomol. ital. 
Trim. IV pag. 346-55). 

211 Mingazzini P. Contribuzione alla co- 
noscenza degli Sporozoi. (Roma. Lab. di anat. 
normale della R, Univ. Voi. 3 fase. 1 pag. 31- 
85 e 3 tav.) 

212 Mingazzini P. Corpi lutei veri e falsi 
dei rettili. (Ibidem, fase. 2 pag. 105-26 con 2 tav.) 

213 Mingiali E.'I pidocchi degli animali do- 
mestici. (Trento. L' agricoltore n. 10, dall'Agri- 
coltura e industrie agrarie). 



214 Ministero di agricoltura. Zootecnia. 
(Roma. Tip. Bertero pag. 352 in S.'' L. 2,50). 

215 Ministero di agricoltura. Atti della 
commissione consultiva per la pesca. (Roma. An- 
nali di agricol. voi. 196 pag. 140 in 8-° L. 1,20). 

216 Ministero di agricoltura. Atti della 
commissione consultiva per la fillossera. (Ibidem 
voi. 201 pag. 164 con 1 tav. col. L. 1,20). 

217 Montandon A. L. Hémiptères de la s. 
fam. des Plataspidinae récoltés par M. le dr. 
Elio Modigliani à l' ile d'Engano sur la còte oc- 
cidentale de Sumatra. (Genova. Annali del Museo 
Civico di st. nat, voi. 13 pag. 294-98). 

218 Monti dott. R. Ricerche microscopiche 
sul sistema nervoso degli insetti. (Pavia. Boll. 
scientifico n. 4 e seg.) 

219 Monticelli F. S. Tre-ptoplaxreptans, 
Atti R. n. g. n. sp. Nota preliminare. (Roma. 
Accad. Lincei fase. 1 sem. 2 pag. 39-40). 

220 Monticelli F. S. Sullo Ctenodiulus 
serratus 0. Schmidt. (Napoli. Boll. Soc. natura- 
listi voi. 7 pag, 37-39). 

221 Mor C. G. La donna, ossia 1' educazione 
di essa alla stregua dei caratteri del sesso di- 
chiarato secondo i dati desunti dalle scienze sto- 
riche e naturali. (Perugia, Tip. Umbra pag. 218 
in 16." L. 3). 

222 Moreschi B. Il cavallo friulano. (Mi- 
lano. Il A'illaggio n. 863 con fig.) 

223 Morselli prof. E. Antropologia gene- 
rale. Lezioni sul!' uomo secondo la teoria del- 
l' evoluzione, dettate nelle RR. Università di 
Torino e di Genova. (Torino. Unione tip. edit. 
in corso di pubblicazione). 

224 Moschen L. La statura dei Trentini 
confrontata con quella dei Tirolesi e degli Ita- 
liani, nelle provincie venete, lombarde e pie- 
montesi. (Roma. Atti Soc. romana di Antropol. 
Voi. I fase. 1. Estr. di pag. 10). 

225 Moschen L. Quattro decadi di crani 
moderni della Sicilia e il metodo naturale nella 
determinazione delle varietà del cranio umano. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



125 



(Padova. Atti Soc, veneto-trentina di se. nat. 
Serie 2 voi. 1 fase. 2. EsLr. di pag. 53 con fig). 

226 Muccioli A. Degenerazione e criminalità 
nei colombi. (Torino. Archivi di Psicliiatria se. 
pen. ed Antrop. criminale fase. 1 pag. 39-42). 

227 NepluyefF J. L' allevamento dei Car- 
pioni come pesce di nutrimento. (Venezia. Ne- 
ptunia n. 2). 

228 Neviani A. Seconda contribuzione alla 
conoscenza dei Briozoi fossili italiani. (Roma. 
Boll. Soe. geolog. ital. fase. 2. Estr. di pag. 30 
in 8.°) 

229 Nuvoletti G. Sulla probabilità della na- 
tura microbica della cellula vegetale ed animale. 
Nota preventiva, (Parma. Tip Rossi-Ubaldi pag. 
29). 

230 Ohlsen dott. C, L' agricoltura pastori- 
zia ed i bovini nelle isole Britanniche (Milano. 
L' allevatore n. 151). 

232 Oreste P. Malattie infettive degli ani- 
mali domestici. (Napoli. C. Preisig editore pag. 
392 con 20 tav.) 

233 Osten Sacken C. R. On the so-called 
Bugonìa of the aneients, and its relation to Eri- 
stalis icnacc a towowinged Insect. (Firenze. Bull. 
Soc. entomol. Trim. 2 pag. 186-217). 

234 Paccanoni dr. F. Alcuni appunti di 
biologia fìllosserica. (Soligo. 11 Progresso agri- 
colo, n. 10). 

235 Paoluccl prof. L. Nuovi contributi 
sulle migrazioni dell' avifauna Marchigiana, rac- 
colti noir ultimo ventennio. (Roma. Boll. Soc. 
rom. per gli studi zoclog. n. 1 e seg.) 

236 Parona C. Di alcuni Tisanuri e Cal- 
lembole della Birmania, raccolti da L. Fea. (Ge- 
nova. Musei di Zoo!, e Anat. comp. della R. 
Univ. n. 8 con tav.) 

237 Parona C. Larve di Dermatobia Tor- 
cel neir uomo. (Ibidem n. 9). 

238 Parona C. Hymenolepis Moniezi n. sp. 
parassita del Pteropiis medius ed H. acuta {Tae- 
nia acuta Rud.) dei pipistrelli nostrali. (Ibi- 
dem n, 12), 

239 Parona C. e Cattaneo G. Note ana- 
tomiche e zoologiche suU' Heterocephalus Riip- 
pel. (Genova. Annali Museo civ. di st. nat. Serie 
2 voi. 13 pag. 32 con tav.) 

240 Parona C. e Perugia A. Note elimin- 
tologiche. (Genova. Atti Soc. Ligustica di sL nat. 
n. 2 pag. 198-201). 



241 Parona C. e Perugia A. Didymozoon 
Exocneti, Par. Per. (Monastomum fdwm G. Wag.) 
(Genova; Musei di Zool. e Anat. comp. della R. 
Univ. n. 11). 

242 Parona C. F. Descrizione di alcuni fos- 
sili miocenici della Sardegna. (Milano. Atti Soc. 
ital. di se. nat. pag. 163-77 con 1 tav.) 

243 Pascal T. Cenni sulla storia e sull'ori- 
gine degli animali da cortile. (Milano. Rivista 
degli avicultori n. 93 e seg.). 

244 Pascal T. La espressione dei sentimenti 
nelle specie avicole. (Ibidem, n. 97 e seg.) 

245 Pascal T. L' incrociamento in avicul- 
tura ossia teoria deli' allevamento. (.Ibidem, n. 
106 e seg.) 

246 Passet dott. G. Il gatto. (Milano. L'al- 
levatore n. 163 pag. 443). 

247 Passet dott. G. Riabilitazione dell'asi- 
no. (Ibidem n. 166 pag, 481-82). 

248 Pavesi prof. P. Ascaride incrostato nel 
guscio d' uovo gallinaceo. (Roma. Boll. Soc. Ro- 
mana per gli studi zool. n. 4-5-6 voi. 2 pag. 
109-101 con fig.) 

249 Pavesi prof. P. Un ibrido naturale di 
Anas boscas e Chaiilelasmus streperus, ucciso 
nel Pavese. (Padova. Bull. Soe. Veneto-trentina 
di se. nat. n. 3. Estr. di pag. 8 in 8.") 

250 Pavesi prof. P. Calendario ornitologico 
pavese 1890-93. (Pavia, Boll. Scientifico n. 2. 
Estr. di pag. 20 in 8.°) 

251 Penta L. L'uomo preistorico, neolitico, 
in provincia di Avellino, e una importante ano- 
malia del mascellare inferiore. (Napoli. Nuova 
Riv. di psichiatria neuropatologia etc. Anno I. 
n, 21-22). 

252 Peracca dott. M. G. Descrizione di 
nuovo specie di rettili e anfibi di Madagascar - 
Nota II - (Torino. Boll, dei Musei di Zool. e 
Anat. comp. n. 156 pag. 16). 

253 Permoli avv. F. Le Cavallette nel co- 
mune di Campi-Bisenzio e nei comuni limitrofi. 
(Firenze. Tip, Ademollo pag. 30 in 8.°) 

254 Pero prof. P. La pescicoltura in Val- 
tellina. (Venezia. Neptunia fase. VI. Estr. di 
pag. 16 in 8.°) 

255 Perroncito prof. E. Scelta del seme 
serico. (Cosale Monferrato. 11 Bacologo italiano 
n. 38 pag. 299-300). 

256 Perugia A. Sul Trichosoma del fegato 
dei Muridi, (Genova. Musei di Zool. ed Anat. 
comp. della R. Univ. n. 13). 



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RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



257 Perugia A. Di alcuni pesci raccolti in 
Sumatra dal dott. Elio Modigliani. (Genova. An- 
nali del Museo Civ. di st. nat. pag. 241-47). 

258 Perugia A. Sopra alcuni pesci di En- 
gano raccolti dal dott. Elio Modigliani. (Ibidem 
pag. 251-55). 

259 Piana G. P. Della castrazione del pollo 
d' India. Meleagris Gallopavo L. (Milano. Rivista 
degli avicultori n. 99). 

260 Picaglia L. Foraminiferi del Mediter- 
ranneo e del mar Rosso. (Modena. Atti Soc. na- 
turalisti fase. I pag. 95-99). 

261 Picaglia L. Foraminiferi dei saggi di 
fondo dragati nel viaggio di circumnavigazione 
della R. nave « Vittor Pisani » negli anni 1882- 
85. (Ibidem, fase. 2 pag. 152-55). 

262 Picaglia L. Contributo alla fauna ma- 
lacologica dell' Emilia. Molluschi viventi del Mo- 
denese e del Reggiano. Aggiunte e correzioni. 
(Ibidem fase. 3 pag. 226). 

263 Pigorini L. I primi abitatori della valle 
del Po. (Roma. Rassegna se. geologiche fase. IV. 
1892. Sunto di una conferenza). 

265 Plateau F. La rassomiglianza protettrice 
nei lepidotteri europei. (Firenze. Bull. Soc. ent. 
ital. Trim. IV pag. 337-45 con fig.) 

266 Poli ing. R. La pesca in Italia. (Paler- 
mo. Rassegna navale n. 5). 

267 Positana Spada dr. D. Contributo 
allo studio del Bochmius trigonocevhalus Duy. 
(Roma. Boll. Soc. romana per gli studi zoologici 
n. 4-5-6 pag. 150-54). 

268 Ragusa E. Un nuovo Lixiis di Sicilia. 
(Palermo. Il Naturalista Siciliano n. 1-2 pag. 
16-17). 

269 Ragusa E. Coleotteri nuovi o poco co- 
conosciuti nella Sicilia. (Ibidem n. 10 pag. 240-43). 

270 Razza D. I pescatori Chioggiotti e la 
loro industria. (Venezia. Neptunia n. 4 e seg.) 

271 Regalia E. Sulla nuova classificazione 
umana del prof. G. Sergi. (Firenze. Arch. per 
l'Antropol. e l'EtnoI. fase. I. Estr. di pag. 64 in 8.°) 

272 Riggio prof. G. Arenamento di sette 
Capidogli [Physeter macroceplialus Linn.) nel 
mare di Marsala in Sicilia. (Siena. Boll, del 
nat. n. 1 pag. 2-5 con I fig.) 

273 Riggio dott. G. Corrispondenze scien- 
tifiche moderne degli animali (Artropodi e ver- 
tebrati) nel Pamphyton siculum, dell' ab. P. 



Cupani. (Palermo. Il Naturalista Siciliano. Anno 
XI-XII. Estr. di pag. 30 in 4.") 

274 Riggio dott. G. Alcune osservazioni 
sulla nota del marchese A. De Gregorio « In- 
torno a taluni Celenterati mediterranei viventi ». 
(Ibidem n. 4. Estr. di pag. 4 in 8.° gr.) 

275 Rippa G. I tubercoli ad anguillule nel 
genere Leucanthemiim. (Napoli. Boll. Soc. dei 
Naturalisti fase. III. pag. 164- 65). 

276 Ristori G. Il Titanocarcinus RauUnia- 
nus A. M. Edw. negli strati nummolitici del 
Gargano. (Pisa. Atti Soc. toscana di se. nat. 
voi. Vili pag. 212-15). 

277 Rosa dott. D. Catalogo e distribuzione 
geografica dei Lumbricidi. (Torino. Boll. Musei 
di Zool. ed Anat. comp. della R. Univ. n. 151 
pag. 8). 

278 Rosa dott. D. Viaggio del dott. E. 
Festa in Palestina, nel Libano e regioni vicine - 
II - Lumbricidi, (Ibidem, n. 160 pag. 16). 

279 Rosa dott. D. Revisione dei Lumbri- 
cidi. (Torino. Memoria R. Accad. se. Tomo 43. 
Estratto di pag. 80 con tav.) 

280 Rossi A. Le terminazioni nervose di 
senso della pelle dell' uomo. Contributo alla isto- 
logia normale. (Napoli. La Riforma medica n. 
197-99 con fig.) 

281 Rotarì A. Congresso degli apicoltori ad 
Heidelberg. (Torino. Tip. Roux pag. 8 in S.") 

282 Russo A. Echinodermi raccolti nel mar 
Rosso dagli ufficiali della R. Marina italiana. 
(Napoli. Boll. Soc. dei nat. fase. Ili pag. 158-63 
con 3 fig.) 

283 Rus so A. Specie di echinodermi poco 
conosciuti e nuovi, viventi nel golfo di Napoli. 
(Napoli. Rendic. Accad. Se. fisiche e matemati- 
che, fase. 4 pag. 110-11). 

284 Rustico. L' afide lanigero del melo. (Ca- 
tania. L' Agricoltore calabro-siculo n. 7). 

285 Sacchi M. Sulle minute differenze fra 
gli organi omotipici dei Pleuronettidi. (Genova. 
Atti della Soc. Ligustica di se. nat. Estratto di 
pag. 16 con tav.) 

286 Sacco dott. F. I molluschi dei terreni 
terziari del Piemonte e della Liguria. Parte 
XIII. (Conidae e Comorbidae) (Torino. Boll, 
dei Musei di Zool. ed Anat. comp. della Univ. 

n. 153 pag. 4). 

(continua) 



S, BROGI direttore resDonsaUlle 



Siena, Tip. e Lit, Sordo-muti di L. Lazzeri 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 127 

LIBEAIRIE J.-B. BAILLIÈRE ET FILS 

19, rue Hautefeuille (près du boulevard Saiut-Gennain), à Paris 

Les Merveilles de la Nature : les Insectes, par A.-E, Brehm. Kdition frangaise par J. 
KuNCKEL d'Herculais, assistact au Muséum. 2 volumes gr. in-8 de 1500 pages à 2 colonnes avec 
2000 fìgures dans le texte et 36 planches hors texte 24 fr. 

Nouvelle édition en 48 sèries à 50 cectimes. 

Il parait une sèrie toutes les semaines depuis le 1."' raars. Abbonneraent de 3 mois, 6 fr. — 
de 6 mois, 12 fr. — d'un an, 24 fr. 

Les Merveilles de la Nature de Brehm nous font connaitre ceux qui sont corame nous les 
hótes de cetto terre, qui, sans cesse mélés à notre vie, amis cu ennemis, serviteurs ou esclaves se 
partagent avec 1' homme le vaste domaine oìi s'agitent nos destinées. 

Brehm n'est pas un savant de cabinet, qui n'a vu que des animaux empailés sous les vitrines 
d'une galene; il a étudió de prés la nature vivant; il est méme souvent alle observer jusque 
dans leur sauvage patrie les animaux inconnus dans nos climats. 

C'est à ceux qui veulent acquerir des connaissances générales sur la vie et les moeurs des In- 
sectes, à ceux qui sont curieux des choses de la nature, que ce livre est destine. 

On s'est attaché de préférence à faire passer sous les-yeux les espèces qui sont indigènes, 
parce que nous avons tout intérct à les connaitre. 

On a trace aussi le portrait de quelques animaux exotiques ; ceux-ci n'ont-ils pas regu, pour 
attirer notre attention, tous les dons du ciel, richesses de la coloration, formes étranges, moeurs 
singulières. 

On a chiosi de préférence les Insectes qui présentent un intórét general; et pour ne pas 
tomber dans une confusion inextricable, on les a décrits en suivant l'ordre méthodique adopté par 
les naturalistes. 

Pour les savants et pour ceux qui se livrent spécialement à l'étude de l'entomologie, cet ou- 
vrage sera, gràce au vóritable esprit scientifique et à la melode sevère de l'auteur, un précieux 
auxiliaire, assez sérieux pour instruire, assez originai pour charmer. Aux habitants de la campagne, 
propriètaires, agricolteurs, industriels, il parlerà des soins à donner aux insectes utiles, abeilles, 
vers à soie, do leur élevage, de leurs maladies; de racclimatation et ae la domestication des 
espèces nouvelles, puis il s'occuper de la destruction des insectes nuisibles à la grande et à la 
petite culture, à la vigne, aux córóales, au verger, au potager, aux forets, etc. Enfìn, à tous ceux, 
petis et grands, qui cherchent dans les lectures sérieuses des joies douces et des émotions vraies: 
à ceux qui, ne possédant sur l'histoire naturelle aucune notion positive, désirent s'initier à l'étude 
des merveilles innombrables de Tunivers, il apporterà profìt et plaisir, une instruction amusanto 
et un amusement instructif; il excitera l'active curiosité de l'enfant; il sera un sujet de médi- 
tation pour l'àge mùr, rais à la portée de tous les àges et de tous les esprits, s'adressant à toutes 
les intelligences, comme à toutes les positions sociales, il répandra paitout, les salutaires le(^ons 
de la science. 



La Terre avant l'apparition de l'Homme, périodes géologiques, faunes et flores fos- 
siles, geologie regionale de la France, par F. Priem 1 voi. gr. in-8 de 760 pages à 2 colonnes, il- 
lustre de 700 fìgures 12 fr. 

La rédaction de ce nouveau volume de la sèrie des Merveilles de la Nature de Brehm a été 
confinèe à M. Fernand Priem, professeur au Lycèe Henri IV, dèjà connu du grand public par le beau 
livre qu'il a pubbliè l'annèe dernière, dans la meme collection, sous lo titre de La Terre, Les 
Mers et les Continents. Dans ce premier ouvrage, 1' auteur ètudiait notre planète dans son état 
actuel, il passait en revue les divers phènomènes dont la Terre est aujourd'hui le thèàtre, il s'oc- 
cupait des rainéraux et des roches, en indiquait les principales applications, et ètudiait la distri- 
bution géographique des organismes animaux et vegétaux. Mais notre globe a subi de nombreux 
changements dans le cours des périodes géologiques. L'étude de ces trasformations si intéiessantes 
est robjot du nouveau livre qu'il publie aujourd'hui sous le titre de La. Terre avant l'appari- 
tion de l'Homme. Dans ce nouveau volume, M, Priem, fait connaitre la distribution des terres et 
des mers pendant les diverses périodes géologiques: il s'occupo particuliérement de l'étude des 
faunes et des flores d'autrefois, en faisaut ressortir les liens qui les rattachent aux faunes et aux 
flores actuelles. Il a cherchó à cxposer d'une manière attrayante la geologie de toutes les régions 
du globe. Dans une sèrie de chapitres qui complètent Touvrage et qui n'en fojment pas la partie 
e moins intéressante, l'auteur s'est attaché à l'étude detaillèe de notre sol, tracant ainsi une 
esquisse de la geologie regionale de la France, que Fon trouverait difficllement ailleurs. 

Ij'ouvrage est au conrant des travaux les plus récents des géologues et des paléntologistes. 
De tres nombreuses fìgures l'accompagent : représentations de fossiles, coupes géologiques, vues 
pittoresqiies, etc. En tout, ce volume est digne de prendre place dans la collection des Merveilles 
dg la Nature, de Brehm, si apprécié du grand public. 

Le livre est ècrit tiés clairement ; la lecture en sera facile aux personnes le moins familia- 
risées avec les études scientifìques. D'ailleurs le volume, parfaitement illustre, est bien supérieur 
aux ouvrages du vulgarisation déjà publies en France. 

On petit recevoir une livraison spéc/imen de 32 pages cantre l'envoi de trois timbres-poste 
de quinte centimes. 



128 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



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diretti dal Gav. SIGISMONDO BEOGI K 

^Naturalista premiato con 19 medaglie e diplomi speciali cu 

Fornitore di molti musei e gabinetti scolastici del Regno ed esportatore all' estero 

Animali, Piante, Minerali, Roccie, Fossili, Strumenti, Arnesi, Occhi, Preservativi, Specialità ecc. 

Occhi artificiali, umani, per animali, figure ecc. a prezzi mitissimi 

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Tutto l' occorrente per raccogliere, stadiare, Dreparare e consertare ogptti di storia naturale. 

Sono sempre pronte collezioni per l'insegnamento, secondo i programmi governativi 

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Catalogo N. 15 — Coleoptera in Italia collecta. 

« «30 — Occhi artificiali di ogni genere in vetro e smalto. (Si accorda un forte ribasso 

di prezzo a chi ne acquista per 20 e piìi lire). 

« « 33 — Minerali e Roccie. 

« « 36 — Uccelli imbalsamati ed in pelle. 

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Botanica. 

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preparazioni zootomiche. Piante, Minerali, Fossili, ecc. ecc. nonché delle Colle- 
zioni già formate per 1' insegnamento. 

« « 43 — Supplemento al catalogo N. 33 Minerali e. Roccie. 

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preparazione e conservazione degli oggetti di storia naturale. 



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Helix lucorum Muli. (Senese) L. 0,10 a 0,20 — Siliquaria anguina Lìn. (Coste d'Africa) esemplari 
isolati da L. 0,50 a L. 3,50, in gruppi L. 5 a L. 20. Un bel gruppo di 6 siliquarie con una 
Spugna L. 18. Altro gruppo simile con maggior numero di siliquarie, ma piìi piccole e meno belle 

Ì-A, 1 1 . 

DESORIA GLAOIALIS o pulce dei ghiacciai. Esemplari in Alcool. N. 5 franchi e assi- 
curati a domicilio L. 1,50 — N. 100 idem L. 12. Sistemati in vetro per osservarsi al microscopio 
id. L. 1,50. 

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domicilio. Pili piccoli da L. 1 a 3. 

Tropidonotus tessellatus Laur. (Trasimeno) da L. 2 a 3 — Tropidonotus natrix Wagler (Se- 
nese, Pisano, Perugino ecc.) L. 0,50 a L. 1,50 — Zamenis viridiflavus Lacèp. (ibidem) L. 1 a2 — 
Coronella girundica Daudìn (Senese) anche vivente L. 2 — Vipera aspis Lin. (Pisano, Senese, 
Sardegna) conservate in alcool da L, 2 a 5. Si forniscono pure imbalsamate, scheletri e viventi 
in tutti gli stadi di sviluppo. — Uromastix dell'India, lunghi dai 30 ai 40 centimetri, conservati 
in alcool L. 4 a 8. Si hanno pure imbalsamati e scheletri. 

SCORPIONI AFRICANI lunghi circa 10 centimetri L. 1,30 franchi ed assicurati a do- 
micilio. Imbalsamati idem L. 3. 

FENICOTTERI o FIAMMANTI. {Phoenicopterus roseus e erythraues) delle costo 
d'Africa. Bellissimi e grandi uccelli con splendide penne rosee, rosse e nere, gambe e collo lun- 
ghissimi; in pelle da L. 9 a 13. 



Anno XIV ^^^™^^^ ^^'^ IATPRàLISTA COLLETTORE ALLEVATORE COLTIVATORE 15 o^iou^e 

SUPPLEMENTO MENSILE 
ATo in 1894 

_f^i____ ALLA RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 

Abbonamento alla Rivista, e Bollettino (24 fascicoli) L. 5 — Al solo Bollettino (12 fascicùli) L. 3 all'anno 



SOMMA R I O 

Failla Tedaldi L. Glossario entomologico (Cont.) Pag. 113. 

COMUNICAZIONI. Nobili C. Nuova stazione di Phelipae Muteli — Bordi L. Nota zoolo- 
gica — Guillaume R. Pianta secolare — Lemée A. Note botaniche — Fabani C. La tem- 
peratura degli uccelli — Martinengo T. Metodo curioso per aumentare i raccolti — Red. 1 
bacilli del mal nero delle viti. Da pai?, lltì. a pag. 1!9. 

NOTIZIE DI CACCIA E NOTE ZOOLOGICHE. Da Civenna ? — Dal Trentino Ferrari, — 
Esagerazioni S. B. Pag 119. 

Insegnamenti pratici. Da pag. 119. a pag. 120. — Invenzioni e scoperte. Pag. 121. — 
Notiziario. Da pag. 121. a pag. 125. — Richieste, offerte e domande di cambi. Da 
pag. 125. a pag. 126. — Annunzi diversi. 

GLOSSARIO ENTOMOLOGICO 

REDATTO 

da LUIGI FAILLA-TEDALDI 

ILLUSTRATO CON FIGURE 

(continuazione) 

Oeometriforme ■ E stalo applicato a certi bruchi simili a quelli delle Geomelrae, mu- 
niti di tre paia di falsi piedi, di cui uno anale, gli altri ventrali. 

Gibboso - Gibhnsus, Saccatus ■ Gibbeux ■ hòckerig - Convesso al di fuori in forma di 
Gobba - Vedi Scultura. 

Gimnopteri - Gymnopteres • Ali - Nude, senza squame. 

Ginocchio - Gcnu., geiiicolum - Genou - Knie, Kniechen - Chiamasi il punto lÌI unione 
del femore colla tibia - Nelle aiitenne genicolate il punto dove esse si piegano. 
Tav. IX fìg. C2<ò a) in questo caso meglio gomito. 

Giiibbato - lubatus ■ a criniere • malmig - Fornito di peli lunghi e flessibili come 
quelli di una giubba. - Testa di ilijpocJernia elaphi. 

Giuntura ■ hmciura ■ Vien chiamato dal Ratzbtìurg nei Pleromalidi - Imenotteri - il 
punto dove la nervatura sotto-costale si ricongiunge col margine anteriore dell'ala. 
Tav. Vii fig. 1 20) 

Glabro - Glaber - Glabre • haarlos o glatt - Sfornito di peli. 

Glandole ■ Glandulae ■ Glandes - Giptdrùssenstiange - Organi di varia forma e compo- 
sizione, che secernono oi-dmariamente un liquido particolare, come le glandule sa- 
livari, tubi malpighiani dell'ovaio o del testicolo. Tav. VII fìg. 10 h). 

Glauco ■ Glaucus • Glauque • Vedi Pruinoso. 

Glebate - Vedi Uova. 

Globifero - In forma di globo • Si applica alle antenne terminale da una setola globu- 
losa air estremità. Può riferirsi ancora ai peli terminali in una massa rotonda o palla. 

Globoso, sferico - Globosus o sphaericus ■ Globcux, sferique - kegelig • In forma di 
aiwbo sfera. 



114 



Gobba • Gibba, gibbus ■ Bosse • Erhòhuiig o Hoekertragend - Sporgenza elevata ed 

arrotondata sopra una superficie piana. 
Goccia - Gutta - Goutte - Tropfen ■ Chiamasi una piccola macchia arrotondata come 

quelle di Agrilus, Coccinella ecc. 
Gocciolato guttato - Giitiatus • Tacheté ■ Sparso di goccie o gocciole cioè di piccoli 

punti rotondi colorali simili a goccie. 
Gola - Giila ■ Gosier, gorge - Keule - Fabrizio designa la faccia inferiore della testa; 

Kirby - jugulum • la parte inferiore della testa che comprende i pezzi basilare e 

prebasilare: Slrauss la chiama pezzo basilare - basilare grundsluck - Altri inten- 
dono per gola il mento. 
Gonatocero - Gonalocerus - Gonatocere - Che ha le antenne piegate angolarmente o 

genicolate • Balaninus • a differenza di ortocero che vale con antenne dritte - 

BracJiycerus. 
Gonfiato - lìiftatus • Enflé ■ aufgeblasen o gescwollen ■ Si applica alle antenne, quando 

hanno la massa di una grossezza sproporzionata relativamente al resto di esse. 
Gorgierina - Gorgeret • Si è spesso chiamato nelle armature genitali femine, il corpo 

centrale (sternite) che contiene gli stiletti, i dardi o altre appendici che servono 

ad incidere i vegetabili. 
Gote - Genae ■ loues - Wangen - Parti laterali della testa fra gli occhi e la bocca ai 

lati della faccia. Vedi Guancia. 
Gracile - Gracilis • Grèle - diinn, schlanch - Di un diametro esile relativamente alla 

lunghezza. 
Granelli o grani • Cenhri - Grains - Ruckenkòrnchen • Piccole callosità o sorla di punti 

elevati di colore ordinariamente più chiaro, che si trovano alla base del metatorace 

in certi Imenotteri - Tenthredo. Tav. VII fig. 1 9). 
Gozzuto - ^.trumarus • Kropfìg • Si applica ad uua parte rigonfia come il torace di 

Mantis, Gryllus. 
Granello ■ Granulus - Graia • Korn - Piccolo punto elevato sopra una superficie unita 

come quelli della pelle di zigrino. 
Granivoro - Che si nutre di grano. 
Granoso - Granosus - Grenu - In forma di grani arrotondati. Per le antenne == nio- 

niliforme, e trovasi ancora adoperato per granulalo. 
Granulato • Granulalus, granulosiis - Granulò ■ gekòrnt, kornig ■ Sparso di grani. Vedi 

Scultura. 
Granulazione ■ Significa disposizione dei granuli o grani. 

Grappini - Grappins - Dovere chiama le appendici dorsali dentellati dell' armatura ge- 
nitale femina degli Emitteri. 
Graticolato o clatrato - Clathratus - Giillé o barre - grubenkeltig - Scultura che imita 

le sbarre di un cancello. Vedi Scultura. 
Gregario • Gregarius • Gregaire - haufenweise = Aggregato • Si riferisce agli insetti 

viventi ifi società. 
Grosso - Crassus ■ Epais - dick, kolbig ^ Quando il diametro è grande relativamente 

alla lunghezza = Incrassato. 



Ì15 



Guaina - Vagina, valvula kirbij - Fourreau, Gairie - Scheide • Chiamasi ogni parie 
esterno che serve ad inviluppare o proteggere certi organi, cosi si dice guaina dpila 
lerebra, delia tromba ecc. Negli Afidi - fillossera chiamasi la parte libera del rostro, 
cliiamalo anche labro. Taluni designano la parte esterna della terebra. Tav. Vili 
fig. 5 h) 

Guance - Genae ■ loues • Wangen o Backen - Chiamansi le parti laterali della testa 
da un lato degli occhi sino alla bocca. La parte anteriore chiamasi lora • Zugel; 

— la parie posteriore più vicina agli occhi tempie • tempora • Schlafe • Tav. II 
fìg. i k) fig. 2 e) Tav. VI fig. 2 e). 

1 

Ibrido • Ihjhridus ■ Hybride - Zwiiter ■ Chiamasi il prodotto sessuale di due specie 
dello stesso genere. I prodotti ibridi sono ordinariamente sterili. 

Idrodefago ■ Hydrodephage ■ Che vive o si nutre nelP acqua, 

llialiche - llialiques iles • Slrauss = Mesopleure. 

Imberbe ■ Imberbe - Senza peli ; meglio glabro. 

Imenotteri - Hijmenoptera - Hymenopteres - Haulfliigler • Tav. VII Fig. 1. Lophyrus pini. 
Parti del corpo secondo Koienali ed altri autori. 
a) Antenne — b) Occhi — e) Ocelli — dj Pronoto o Collare — e) Mesonolo — 
/) Scutello — g) Granello (cenìiriis) g') Freno o parapsidi — n) metanolo — o) 
Addome — A) Margine anteriore — B n) Margine interno — C n) Margine apicale 
n) Uncinello {claustrwn). 

Ali anteriori 
1 Costa marginale o Costa — 2 Costa scapolare o Subcosta — 3 Cellula scapolare 
Area costale — 4 Pterosligma o Carpo — S Costa esterno-media o Radio — 6 
J.° Ramo della costa esterna o costa basale o commessura del Radio — 7 Costa 
cubitale -^ 8 Costa transversa o Ramo stigmatico — 9 Ramo cubitale esterno o 
settore apicale I — IO Cellula cubilale aperta o Cellula cubitale IV o C apicale 1 

— Il Ramo cubitale interno o Settore apicale II — 12*^ Cellula cubitale chiusa o 
Cellula cubitale I — 12'^ Cellula radiale o Cellula subnodale — i3 Cellula discoi- 
dale chiusa Cellula discoidale I o Cellula penlagona centrale — 14 Costa o ner- 
vatura ricorrente— 15 Cellula discoidale aperta o Cel. cubitale 111 o Cel. apicale il 

— 16 Costa tranverso media — 17 Costa interno-media basale o cubilo — 18 
Cellula interno media apicale o Cel, posteriore interna o Cel. penlagona posteriore 
'— 19 Costa interno media o Cubilo suturale — 20 Giuntura - {lunclitra) — 2! 
Cellula cubitale II o Cel. submarginale — 22 Cellula cubitale III o Cel. penlagona 
anteriore — 23 Cellula discoidale il o Cel. esagona — 24 Cellula posteriore esterna 
Cel. apicale III — 25 Cellula lanceolata o Area cubitale — 26 Cellula ascellare 
posteriore o Area discoidale — 27 Cellula ascellare anteriore o Cellula discoidale 

— 28 Frenulo. 

(continua) 



116 



COMUNICAZIONI - PROPOSTI? - DOMANDE - RISPOSTE 

In questa rubrica gli abbonati hanno diritto a inserzioni fji'nUs per ogni numero, per scambiarsi notizie, schia- 
rimenti, informazioni, consigli, questioni da risolvere ecc. 

Nuova stazione di Phelipsea Muteli F. W. Sch. Nell'auno 1892, trovai in un giar- 
dino di Omegna (prov. di Novara) una Phehpcea parassita della Verbena hybrida^ che per man- 
canza di opere credetti erroneamente la Pheh'pcea ramosa Coss. Germ. Avendo poi ritrovato questa 
pianta nello stesso luogo (5 Settembre 94) benché ora parassita dell' Seliotrojyium peruvianum e 
di diverse piante (1) riconobbi in essa la Phelipcea Muteli F. W. Schultz. Questa specie è cono- 
sciuta del Nizzardo, Illiria, Monferrato, Liguria, Napoletano, Sardegna, Polesine (De Bonis), Infesta 
anche le radici delle piante coltivate, ed è indicata di Parma sulle radici della Prìmula sinensts 
(Passerini), del Polesine a Canda sulle radici àeW Eelichrysum Humbolcltianum e della Coreopsis 
tinctoria (De Bonis) (2). 

Ma ciò che sopratutto è notevole è che colla specie cresceva la var. ramosissima} Gennari, 
conosciuta finora solo della Sardegna, ove cresce sulle radici della Pinarda coronaria. 

Assieme colla specie e colla varietà, crescevano anche forme poco o punto ramose, e alcune a 
spiga non breve e densa come avviene di solito nella Ph. Muteli^ ma a spighe composte di fi. di- 
stanti fra loro, o raccolti quasi a forma di glomeruli 2-3 fiori allontanati fra loro. Queste for- 
me però erano tutte facilmente attribuibili alla Ph. Muteli F. W. Schultz pel lobo medio del 
labbro inferiore della corolla separato dai laterali dalle due pieghe salienti e villose, caratteri- 
stiche di questa specie (3). 

Omegna, 7 Settembre 1894. Giuseppe NobiM 

Nota zoologica. L' Istrice {Histrix cristata) nell' Abruzzo aquilano. Il 29 dello scorso 
settembre, in sull'alba, fu ucciso da un contadino, a colpi di bastone, un bellissimo istrice (/em* 
mina) adulto, a due chilometri circa da Aquila e precisamente nella località denominata S. Elia. 
Questa specie di rosicante che si va, pur troppo, facendo non. molto comune, sia nelle Calabrie, 
che nella Campagna romana^ e rarissimo nell'Abruzzo. 11 Dr. Corrado Lopez nel suo pregevole la- 
voro « Cenni sulla Fauna dell' Abruzzo teramano » osserva che pochi anni sono, essendone stato 
catturato un individuo in quei luoghi, si diceva che fosse probabilmente un animale sfuggito ad 
un serraglio; tale diceria s'era pure sparsa riguardo a questo, preso nei dintorni di Aquila. In que- 
sta provincia infatti non se ne ricorda, che mi sappia, altra cattura, quantunque il Costa affermi 
ehe l'istrice si trovi facilmente in tutto il regno di Napoli. L'esemplare fu comperato per il ga- 
binetto di Storia Naturale del regio istituto tecnico di questa città; nel prepararlo, fatta l'apertura 
dello stomaco lo trovai pieno di fiocine d'uva, di cui al cerio questo animale è ghiotto. 

Aquila 6 Ottobre 94. Prof. Luigi Bordi. 

Pianta secolare. Ebbi a visitare nei giorni scorsi, recandomivi appositamente, una pianta 
di Pinus pinea di proporzioni veramente, se non eccezionali, almeno da destare interesse. Essa ha 
una base della circonferenza di 5 metri (cinque), si prolunga con questa misura sino a circa 30 
metri di nudo tronco, da dove poi si sporge a modo d' ombrello una diramazione smisurata di lun^ 
ghezza, volume e bellezza. L' altezza totale è di circa 70 metri (settanta). Non vi si raccolgono i 
frutti, causa la perigliosa altezza. Si osservano alla sommità dei rami monchi e spezzati, e ciò fu 
opera di una grandissima nevicata, che nel 1830 colpì il territorio ove la pianta esiste rompendo 



(1) Non mi fu possibile, stante la troppa vicinanza delle specie ivi coltivate, riconoscere esat- 
tamente quale fosse la pianta in ispecial modo infestata dalla Phelipcea. 

(2) A. De Bonis ~ Le piante vascolari del Polesine. Centuria li. - Bull. Sac. Bot. Ital. Marzo 
1893. 

(3) Credo che il carattere della densità o lassila della spiga, sia 'Idi poca importanza nella di- 
stinzione della sp. Ph. Alateli e Ph. ramosa, perchè in tutte e due queste specie si incontrano 
a vicenda forme a spiga lassa e forme a spiga breve. 



117 



col sovercliio peso alcuni grossi rami. Dei botanici inglesi, come dicono i proprietari, gli attribui- 
rono un'età di circa 1200 -anni (mille duecento) ma quest' asserto, senz'altro mio giudizio, lo credo 
un po' esagerato. 

Questa secolare pianta è posta sul pendio d' una collinetta, in mezzo al bellissimo giardino, 
adorno di altri preziosi vegetali anche esotici, del sig. Antonio Nob. Cazzago, nel paese di Botti- 
cino Mattina lungi un 10 chilometri circa da Brescia. R. Guillaume. 

Note botaniche. Nello scorso Agosto un enorme fungo è stato trovato in un orto a Foulle- 
tourte (Sarthe). È il Lycoperdon gigantewm Batsch. Questo fungo merita certamente il nome spe^ 
cifico di giganteum : è gigante davvero. Pesa chilog. 2, 120 ed ha una circonferenza di 84 centira. Il 
suo colore è di un bianco tendente al giallo. È più allungato che rotondo, e, comq aspetto gene- 
rale, somiglia assai alla testa di un vitello. 

Posseggo ancora in buono stato un Li/coperdon giganteum preso a Pezé-le-Robert il 10 maggio 
1889. È presso a poco delle medesime dimensioni ed ha 80 centim. di circonferenza. 

Ho trovato il 24 agosto una Primula officinalis Jacq. in piena fioritura. È la prima volta che 
mi è dato constatare questo fenomeno ; evidentemente questa pianta ha sbagliata stagione. Non si 
può attribuire al tempo piovoso che abbiamo attraversato e che ha fatto rassomigliare l'estate alla 
primavera ? A. Lemée. 

La temperatura degli uccelli. Ogni organismo vivente, suppone una certa parte del 
mondo, che esso rispecchia. Al camello risponde il deserto; al cavallo la steppa; al camoscio, alla 
capra si affanno i monti dirupati ; all' elefante, al rinoceronte le immense foreste ; alla giraffa, 
l'oasi; al bove, le pianure intense ; all'ippopotamo,! fiumi d' acqua dolce. Ma l'uccello sorvola a 
questi legami, deride queste pastoje ; per lui non basta una sola regione, una determinata figura 
del globo, ed appena lo ponno capire gì' immensi campi dell' aria. 

Per lui è un nulla 1' attraversare vasti oceani per approdare a lontani continenti ; per lui è 
nulla il precipitare in un batter d' occhio dall' aito di uno scoglio inaccessibile in una valle aperta 
al pieno sole. Quale attività di vita, qual rapidità di movimenti! Egli fende il fluido elemento 
con gioconda impetuosità e leggerezza, egli è mobile come l' aria che gli è madre, vero figlio 
dell'aria! Qual meraviglia non è il vedere, con movimenti di ala quasi insensibili, con una grazia 
inimitabile, il falco passar veloce qual saetta, cangiar direzione, piombare sulla preda, librarsi in 
seno all' aere, lasciarsi cullare, come un fiore vivente, secondo la sua corrente. Perifin dormendo 
dimostra la sua attività, dovendo sostenersi in equilibrio su qualche cima di rovere affatto ignuda, 
dove non si sostiene che mercè di enormi fatiche in mezzo ai turbini ed alle nubi, e pure non 
curante come è del pericolo e nunzio della procella, non vi ha vento che ad esso non lusinghi il 
sonno ; lo stesso aquilone lo rafferma sul ramo, d' onde noi crediamo che stia per isvellerlo, ed è 
come antico pilota che giacendo nel suo mobile stramazzo sospeso agli alberi agitati della nave, tanto 
pili fitto dorme quanto più è, per così dire, cullato dal mareggiar dei flutti. Perfino nelle sue pas- 
sioni, dimostra la sua energia, confermandocela collo straordinario furore con cui lotta, gioisce, ama. 

Un essere adunque che tanto liberamente respira quando spingesi negli spazii aerei con moto 
violento e lungamente protratto; un essere i di cui accenti sono acuti e finissimi, la di cui voce 
è forte, di lunga durata, flessibile, svariatissima nelle sue ondulazioni ; un tal essere ha da avere 
per conseguenza una esagerata attività polmonare, che può appunto aver luogo perchè l' albero 
polmonare non termina come nei mammiferi, esseri che a confronto non hanno né moto né voce, 
in tante vescichette chiuse, ma assume l'aspetto di rete labirinto-forme, in comunicazione eoa 
arapi serbatoi d'aria, i quali ne permettono l'arrivo perfino entro le ossa, le piume, il cranio. La 
respirazione più estesa porta con se maggior forza e frequenza di circolazione del sangue e quindi 
per effetto di maggior combustione, più alta temperatura e maggior energia del sangue. 

Negli uccelli benché il sangue si componga assolutamente delle medesime sostanze che quello 
dei mammiferi, ne differisce per altro sotto il rapporto dei globuli. Questi sono più numerosi, più 
grandi, ed invece di essere circolari come un piattellino, si allungano in ovale. La ragione del 
loro volume e della loro forma non saprei darla. Essa perdesi per noi nel mistero che avvol"-e 



-118 



tutta la popolazione microscopica del sangue; ma è già una cosa ben curiosa questa persistenza 
della forraola dei globuli in tutti gli animali di una medesima classe. In tutti gli uccelli sono 
ovali; in tutti i mammiferi sono rotondi. In tutti, no, dico male. Quasi per nasconderci meglio la 
chiaA-e del suo enigma, la natura si è divertita a fare un' eccezione. I cammelli ed i lama hanno 
anch' essi i globuli del loro sangue in forma di piatti bislunghi, al pari della gallina, del falco 
e del fringuello : vadasi a cercare la ragione, se si può. In quanto alla ragione del numero mag- 
giore di globuli è semplicissima. Siccome 1' energia del sangue risiede nei globuli, bisognava bene 
che il sangue più energico fosse anche il più ricco di globuli. {continua) 

FAB.4NI Carlo 
Un metodo curioso per aumentare i raccolti. Nell'ultima Seduta della Società na- 
zionale degli Agricoltori di Francia (16 maggio) il prof. A. Girard ha fatto una curiosissima co- 
municazione sopra un sistema di aumentare il raccolto delle colture; sistema trovato casualmente, 
cercando di distruggere un parassita delle barbabietola col solfuro di carbonio. 

Secondo il Girard, iniettando nel terreno delle altissime dosi di solfuro, si ottiene un au- 
mento nella produzione,, qualunque sia il vegetale coltivato dopo l'iniezione. 

Il frumento, per es. ebbe nelle prove fatte dal Girard, un aumento del 46 Ojo nei chicchi e 
del 23 Oio nella paglia. Le patate aumentarono del 39 O^o- H trifoglio allo stato secco, del 67 e 
del 119 Oio- Le barbabietole del 18 e del 29 Oio- 

Come è naturale l'iniezione di solfuro di carbonio ad alte dosi deve eseguirsi alquanto tempo 
prima della semina, perchè nessun vegetale o seme resisterebbe all'azione di questo tossico. 

Le quantità adoperate sono di circa 30 quintali per ettaro, con una spesa di L. 1000 per ettaro. 
L'aumento ottenuto nei raccolti è tutt' altro che sufficiente per compensare in alcun modo il 
valore del solfuro di carbonio impiegato, perciò una tale operazione per ora è molto lontana dal- 
l'avere un valore pratico, ma nulla prova che le dosi di solfuro di carbonio adoperate non siano 
troppo alte e che non si possano raggiungere gli stessi effetti impiegando quantità molto più piccole. 
È 'assai curioso il ricercare quali possano essere le cause dell'aumento di raccolto prodotto 
dalli applicazione del solfuro. Questo liquido non può considerarsi come un concime, e riesce pure 
difficile il ritenerlo come un agente di fertilità, poiché esso non rende più solubili ed assimilabili 
i costituenti dei terreni; anzi giova ricordare come adoperando il solfuro di carbonio per combat- 
tere la fillossera col sistema curativo, i viticoltori sono obbligati a ricorrale ad alte dosi di con- 
cimazione perchè ritiensi che il solfuro isterilisca il terreno. 

Quale è dunque la causa dell'aumento di prodotto nei raccolti che procaccia il solfuro adope- 
rato in quantità elevatissime ? 

L'illustre A, Girard ritiene che il benefizio arrecato dal solfuro di carbonio ai terreni, sia do- 
vuto alle sue proprietà insetticide. L'esperiraentatore descrive la pazza fuga degli insetti, dei bruchi, 
dei lombrici, che succede appena il terreno è iniettato. Questi animali salgono alla superficie del 
suolo e tentano sfuggire come impazziti alla morte che li minaccia; ma non riescono mai a sot- 
trarsi alla medesima. 

Nulla ripugna ad accettare questa spiegazione, anzi essa ci apre orizzonti nuovi per la viti- 
coltura dell'avvenire, quando si saranno meglio studiate le dosi dell' insetticida e le epoche oppor- 
tune per applicarle. 

Pare che il solfuro, che è esiziale per gli insetti e forse anche per le crittogame del terreno, 
rispetti i microorganismi della nitrifìcazione, quelli accumulatori d'azoto delle leguminose e tutti 
gli infinitamente piccoli che giovano alla vegetazione. Difatti, nelle esperienze del Girard gli au- 
menti di raccolto si ottennero senza alcuna concimazione, il che prova che i fermenti nitrificatori 
non erano periti; oltre a ciò i benefizi maggiori si sentirono sul trifoglio e questo prova pure che 
i microorganismi accumulatori di azoto non erano stati danneggiati dal solfuro. 

Sono queste osservazioni importantissime che ci permettono di bene sperare sull'avvenire di 
questo mezzo curiosissimo ed inaspettato di aumentare i raccolti. 

(Dal giornale di Agricoltura ]p'>'ciiica) T. ?\Iarti>"engo. 



119 



I bacilli del mal nero delle viti. I signori Prielieux et de La Croix hanno presentato 
all'Accademia delle Scienze di Parigi una Nota, in cui dimostrano l'origine bacillare del mainerò 
delle viti. Come è noto, esso dipende da un'alterazione dei tessuti legnosi che scende dall'alto al 
basso e finisce per uccidere la pianta in capo a quattro o cinque anni di tempo. 

II legno invalso dal male appare, nella sua sezione trasversale, picchiettato da punti neri, 
d'onde il nome della malattia, i quali sì accrescono e si estendono fino ad invadere tutto il tes- 
suto. Questi punti neri sono dovuti ad una gomma bruna, in cui si trovano miriadi di batteri. Gli 
autori suddetti ne fecero colture nel brodo e nella gelatina, addizionata con sciroppo di prune, ed 
ebbero la forma dì Leptotrix, i cui articoli dopo la separazione costituiscono dei batteri mobìli 
tutti dì una lunghezza dì 0,75 a 1,25 millesimi dì millìmetro. 

Per risolvere poi la questione se tale batterio fosse o meno la causa del male, i detti autori, 
con bacilli avuti da ceppi dì vigna ammalati dal mal nero proveniente dalla Tunisìa, inocularono 
una vite sana al Laboratorio dì Patologia vegetale di Parigi. Ne ebbero tutti ì segni esteriori, fra 
cui r alterazione del fogliame, che caratterizza il mal nero, e poi la degenerazione gommosa del 
legno. È da notarsi che quando quest'ultimo ha subito l'alterazione bacillare appaiono sul ceppo 
dei funghì saprofiti, che in taluni casi mascherano il male primitivo e paiono esserne la causa. 
Essi ne aiutano l'opera-, ma di regola non appaiono se non quando il male nero ha già invaga 
tutta la pianta. Red. 



NOTIZIE DI CACCIA E NOTE ZOOLOGICHE 



A Civenna presso Lecco nello scorso settembre furono uccise quattro cicogne colà capi- 
tate a breve distanza 1' una dall'altra. ? 

In quel di Arco (Trentino) nella prima metà dello scorso settembre vennero uccise 3 ci- 
cogne (Ciconìa alba) delle quali una bellissima l'acquistai io da un contadino dì Pietra Murata 
(Arco) e la preparai per la mìa piccola raccolta. Nella valle d'Adige è rara ed io non ve ne ho 
mai vedute. Dott. R. Ferrari 

Esagerazioni. Al congresso ornitologico-cinegetico tenuto a Berna, si è parlato assai sulla 
protezione degli uccelli e con il solito ritornello della utilità dell'agricoltura, sì è deliberato di 
promuovere una unione dei diversi stati d'Europa, per emanare una legge internazionale con la 
quale sìa proibita assolutamente la caccia con ogni altro mezzo che non sia il fucile e con ogni 
altro ausiliario che non sia il cane, senza far distinzione fra gli uccelli di passaggio e gli stanziali. 
Chiunque fabbrichi, venda od impieghi strumenti per la caccia degli uccelli, il fucile eccettuato, 
sarà punito. Ecc. ecc. 

Evidentemente quei congressisti dovevano essere solo degli appassionati cacciatori con fucile. 

S. B, 



INSEGNAMENTI PRATICI 



L' acqua di mare contro il mal di mare. Pare sia un rimedio infallibile, in una forma 
speciale di mal di mare. La guarigione ò istantanea. Lo dice il dottor Lafitte in una lettera da 
Santiago (Chili), pubblicata nel Progres Medicai. L'apprese da un genovese il quale, essendosi 
imbarcato a Genova pel Chili, soffriva talmente che per non farlo morire di fame lo si dovette 
sbarcare a Rio -Janeiro; fece una seconda tappa a ^lontevideo, una terza a Punta Armos (stretto 
di Magellano) ed arrivò a Yalparaiso che aveva solo la pelle e le ossa. Il colloquio avveniva mentre 
il giovane italiano ritornava a Genova e disse che sarebbe stato obbligato a fermarsi varie volte, 



120 



aggiunse : Je sais bien un reméde, mais il est si répiignant que je ne puis me resoudre à la, 
prendre »; l'acqua di mare. Il dott. Lafitto bevve ed obbligò il genovese a bere un bicchiere di 
acqua di mare. 

Un vero miracolo! Il genovese stette bene, non soffrì pili nulla neanche nella traversata delle 
Antille, anzi, mangiava con tanto ardore che il dottore dovette moderarlo. 

In realtà l'acqua di mare non è così disgustosa da non poterla mandar giù. Lafìtte dice che 
per averne vantaggio bisogna bere l'acqua subito a principio, anche prima d'imbarcarsi, se è pos- 
sibile. [Il Progresso) 

Per i pescatori. I fuchi o maschi delle api, costituiscono un' esca eccellente per prendere 
i pesci alla lenza, ed ancora per impadronirsene in gran numero colle reti. Si tratta di 
prendere una quantità di fuchi vivi, servendosi di una trappola a fuchi, versarli in una boccia di 
cristallo, turarla, attaccarla ad una lunga lenza portante un peso qualunque, e calare il tutto sul 
fondo dell'acqua. Dopo qualche tempo si circonda, a distanza, la boccia col tramaglio, per ritirarlo 
col bottino. Vialette giunse perfino ad introdurre in una nassa la boccia coi fuchi, insieme ad una 
boccetta contenente dell' olio e uno o due grani di fosforo. Al cader della notte, egli calava il 
tutto al fondo, e la fosforescenza attirava i pesci intorno alla boccia, ove la nassa non permetteva 
loro di pili uscire. 

Per rendere i pali che si piantano nel terreno duraturi al pari del ferro, dice 
Bois nel Britisch bee journal, basta mischiare dell'olio cotto di semolino col carbon fossile pol- 
verizzato, fino alla consistenza di una vernice e con questa spennellare i pali. Nessun' uomo, egli 
dice, vivrà tanto da veder finire quei pali. 

Cura della morsicatura della vipera. Il veterinario austriaco Rinder in due casi, in 
un cane ed in un bovino, ha adoperato con vantaggio la tintura di iodio diluita 1 : 24. 

Egli dilata la morsicatura con un taglio a croce ed allontana colla pressione il sangue rac- 
colto. Solo quando suppone che il veleno sia ancora nella ferita ritiene utile la cauterizzazione. 
Con una soluzione fenicata calda mantiene un po' 1' emorragia ed ottiene la disinfezione, indi 
mette nell' incisione un pezzo di tela soffice inzuppato nella tintura ed applica alcuni giri di fascia. 
Internamente amministra un po' di acquavite, poi il liquore anisato di ammonio due volte al giorno. 
La medicazione colla tintura si rinnova una volta al giorno. 11 miglioramento locale e generale 
si ha già al terzo giorno. 

Anche il dr. Felber ha guarito in sei giorni colla tintura di iodio I : 30, due ragazzi, uno di 
6, l'altro di 8 anni, morsicati da vipere. (Thierarztliches CentralblcM, 1S94, N. 6 pag. 100 e 
Clinica veterinaria n. 22). 

Contro le mosche del cavallo. Frizionando fortemente la superficie del corpo del cavallo 
con un pugno di tanaceto, prima che l'animale esca dalla scuderia, questo non sarà tormentato nò 
dalle mosche nò da altri insetti. 

Per impedire che il legno tarli il prof. JNIer della scuola forestale di Nancy, dichiara 
che il mezzo migliore è lo scorzamento degli alberi prima di abbatterli. A questa scoperta egli è 
giunto dopo ripetute prove, e spiega il fatto con l'aver riscontrato che ì tarli si nutrono del- 
l' amido contenuto nel legname e che le piante alle quali sia tolta la scorza tre o quattro mesi 
prima di abbatterle perdono tutto 1' amido contenuto nelle parti scorzate, per cui i tarli non vi 
trovano piti di che nutrirsi. 

Una eccellente maniera di conservare i fiori. Traduciamo dalla Petite Revue : Bi- 
sogna aspergere leggermente i fiori con acqua fresca, poi metterli in vaso contenente acqua di sa- 
pone. Ogni mattina si tolgono dalla saponata e si tengono per due minuti nell'acqua pura, quindi 
si spruzzano di nuovo con acqua fresca e si ripongono nell' acqna di sapone. In questo modo i 
fiori si conservano freschi almeno per un mese. La saponata va cambiata ogni 3 giorni. 



121 



INVENZIONI E SCOPERTE 



Nuovi prodotti chimici. Un nuovo solfuro di carbonio C . S ,, con odore intensissimo e 
del quale bastano traccio dei suoi vapori per provocare una lacrimazione abbondante con violento e 
persistente catarro degli occhi e delle mucose, è stato isolato dal Lengyel nel laboratorio di Chi- 
mica della Università di Budapest. 

Dalla pianta Partheniuv% hystercqjìiorus è stato estratto un alcaloide al quale si è dato nome 
Partcìiicina. Si presenta in forma di grossi cristalli prismatici inodori, di sapore molto amaro e 
molto solubile nell'acqua, alcool, etere e cloroformio. Viene proposto come antinevralgico. 

Macchina per volare. Di tanto iu tanto vengono fuori nuove macchine per viaggi aerei, 
ma fin' ora non siamo giunti ad averne di vera pratica utilità. Il sig. Maxim ne ha presentata 
una di nuovo modello, che fu provata a Bexuey nella contea di Kent e che dicono sia una vera 
meraviglia per la sua semplicità meccanica. Ha 1' aspetto esterno di un immenso uccello bianco 
a 4 ali e può sollevare un peso di circa 10,000 libbre. 

Distributore automatico di gas. A Liverpool funzionano già in molte case private, certi 
apparecchi che distribuiscono una certa quantità di gas, solo ogni volta che in apposita fessura 
viene fatta cadere una moneta da un penny. 

Carta di canna. Alla esposizione del Livre in Francia, figurava della bellissima calta, di 
ottima qualità, ottenuta con il prodotto della canna comune. 

Idrofono, Secondo il giornale America Cientifica, il capitano Mac Evoy ha modificato il mi- 
crofono in modo da renderlo atto a funzionare anche sott' acqua ed avvisare la prossimità dei ba- 
stimenti. L'autore assicura che il suo microfono segnala la presenza di una torpediniera a 800 
metri di distanza e di una corazzata a 1200 metri. Naturalmente questo microfono, posto in mare, 
si unisce ad un ricevitore telefonico per mezzo d' un filo conduttore ben isolato. {Il Progresso) 



Tutti coloro che nel corrente mese si abboneranno a questo periodico (Rivista e Bol- 
lettino), con sole L, 7,50 riceveranno il giornale fino a tutto il 1895, piii i fascicoli già pubblicati 
neir anno corrente. 

Colombofilia. Ben riuscita fu la gara, indetta dalla Società colombofila fiorentina, il 19 
agosto, da Viareggio a Firenze, nella quale presero il volo 150 piccioni. La lanciata abilmente di- 
retta dal socio sig. prof. Luigi Fantoni, ebbe luogo alle ore 11 dallo stabilimento II Nettuno. 

La distanza aerea di chilom. 80 e 800, fu superata da tutti i colombi in breve tempo, ed eb- 
bero i premi i seguenti : 

1." Medaglia d'argento del Comizio Agrario, al colombo del sig. jMartino Rangei, giunto in ore 
1, 35 m. 27 s. — 2.° idem di bronzo del IMunicipio, al colombo del sig. Sebastiano Visconti, giunto 
in ore 1, 35 m. 29 s. — 3.° idem e. s. del sig. Gino Caiani in ore 1, 35 m. 40 s. — 4." idem della 
Camera di Commercio, al colombo del sig. Giorgio Enstis,' giunto in ore 1, 36 m. 08 s. — o.° id. 
e, s. del sig. Raffaello Benelli giunto in ore 1, 38 m. 

Avendo il giornale « La Nazione » indetta una corsa popolare velocipedistica, da Firenze a 
Viarsggio il giorno 20 agosto, ed alla quale presero parte 185 velocipedisti, la Società colombofila 
fiorentina, si assunse a proprie spese di fare il servizio di corrispondenza a mezzo dei colombi 
scaglionati in piccoli gruppi alle stazioni di controllo e traguardo lungo il percorso stradale. 

E questa prova che, può anche dirsi gara d' internamento, essendo stati lanciati ad uno o due 
per volta, cosa per essi nuova, poiché abituati ad andare a torme, diede buoni resultati, avendo 
raggiunta in media la velocità aerea di ra. 50,000, cosa rimarchevole essendo adesso il periodo, in 



122 



cui cambiando le penne sono in stato anormale, ed osservando altresì die vennero lanciati dalle 
ore 10 alle 16 con un calore di 37 gradi, devesi dire che questi colombi meritano di essere te- 
nuti in pregio, e lo saranno di certo poiché sono tutti appartenenti alla colombaia di quel!' esperto 
e dotto ornitoloco che è il sig. Gino Caiani. 

I piccioni adoperati in tale servizio furono 49 e ne tornarono 46 con 42 dispacci — gli altri 
orano duplicati — probabilmente i tre mancanti avranno servito di selvaggina a qualche caccia- 
tore avido di preda e poco scrupoloso. 

II sistema della trasmissione dei dispacci è quello del sig. Augusto Emilio Fabri di Roma ed 
ha funzionato benissimo. G. de P. 

Un nuovo foraggio — La Veccia vellutata. Fino dallo scorso anno in Germania sotto 
il nome di Sandwicke e cioè Yeccia delle Sal/bie, e in Francia col nome di Vesce velue. Veccia 
vellutata, si fece un gran parlare di un foraggio meraviglioso e senza pari, per la sua grande pro- 
duzione nei terreni i piìi ingrati e aridi. 

Prima di rilevare tutti questi entusiasmi attendevano le prove sotto il nostro clima, nei nostri 
terreni ; e ora che abbiamo i risultati finali, bisogna davvero ammettere che la Veccia vellutata 
ò un foraggio di primo merito, e convenire con un giornale Belga che questa pianta porterà, una 
vera rivoluzione agricola. 

L'esperienza fatta dagli altri persuade meglio di tutti i ragionamenti, citeremo quindi il Se- 
natore Groppello che constatò ne' suoi teniraonti di Valenza, una rigogliosa vegetazione che non 
soffrì punto i geli invernali. 

Il sig. Motti su quel di Reggio Emilia, scrive che da qualunque punto di vista si studi questa 
bella foraggera la si troverà meritevole di entrare a far parte delle piante coltivate e di assidersi 
al primo posto. 

L'ing. De Toffoli di Soligo, constata che la Veccia vellutata resiste ai pili grandi freddi, pro- 
spera nelle terre sterili e dà una rendita elevata malgrado la più grande siccità e riferisce d'aver 
falciato in due riprese in terreno calcare-argilloso 850 quintali di ottimo foraggio. 

A Portici il sig. Montanari in una sola falciata ebbe quintali 250. 

II deputato Ottavi a Casalmohferrato, nell'aprile fece falciare la Veccia, che già misurava l'al- 
tezza di 90 centimetri e ne ebbe 300 quintali all' ettaro. 

I fratelli Ingegnoli di Milano mettono in commercio la semente di Veccia vellutata^ ed ecco 
come riassumono il modo di coltivarla : 

Bisogna premettere che la Veccia preferisce i terreni asciutti e perciò sarà la pianta indicata 
per quei paesi dove manca l'irrigazione e dove molto si soffre la siccità. 

La semina vien fatta nei mesi di ottobre e novembre in ragione di 6 chili per ogni mille 
metri quadrati, e la pratica insegna di associarla a un cereale, di preferenza la segale, perchè la 
Veccia essendo arrampicante s'appoggia al cereale. 

In aprile viene falciata e allora si può lavorare il terreno e seminarvi granoturco, patate, 
fagioli altro. 

Riguardo al costo della sementa lo si calcoli a L. 10 ogni mille metri quadrati. 

Gli agricoltori troveranno tutta la convenienza nel provare questa Veccia perchè riguardo a 
produzione si può considerarla quasi del doppio del trifoglio rosso e di un terzo pili di quello 
della veccia nostrale, dei cicerchiello e del fieno greco. 

La difterite nel formaggio. Leggiamo nei giornali di Nevi' York: « In seguito ad allarme 
dato circa merci spedite da ]\Iineveh N. Y. specialmente latte e formaggio mandato dalla Star 
Creamery di quella località, il dipartimento sanitario di New York ha fatto esaminare da bacteo- 
rologisti un pezzo di formaggio sequestrato in Washington dagli agenti sanitari, e dalla pe- 
rizia risultò che realmente, come si sospettava, il formaggio contiene i bacilli della difterite ». 

Centenario della lara in Australia. Attualmente, a Sydney, si sta celebrando il cente- 
nario dell' introduzione dell" allevamento dei montoni nel Nuovo Galles del Sud. 

Nel 1794, il capitano Mac Arthur riuscì a farvi acclimatare diversi montoni, la cui tosa diede 
appena tanta lana da formare una balla o due, 



123 



Di poi r allevamento e la tosa andarono man mano aumentando, fino a raggiungere V impor- 
tanza attuale. 

La tosa del 1894-95 è stimata 1 milione di balle. 

Barometro naturale. C è un albero, non molto difficile a procurarsi e molto ornamentale, 
tanto che sarebbe un bell'ornamento nei giardini, il quale indica quando vuole piovere. Esso è il 
Porbiis latifolia. 

Le sue foglie, verdi nella pagina superiore, sono bianche e cotonose nella pagina inferiore. 
Allorché minaccia pioggia, queste foglie cambiano di posizione tanto che la loro faccia inferiore si 
volta verso il cielo ; allorché quindi la massa del fogliame appare tutta bianca, ciò è segno che 
vuol piovere. 

Api annunziatrici di temporali. Un professore tedesco scriveva in un giornale i risul- 
tati delle sue lunghe osservazioni sul modo di comportarsi delle api riguardo ai movimenti atmo- 
sferici ed in ispecie quando si avvicina il temporale. Questi risultati meritano veramente atten- 
zione. Varie ore prima della burrasca, anche quando nel cielo non v' è neppure una piccola nube, 
le api si mostrano straordinariamente desiose di ferire ed irrequiete; mentre se il cielo si copre 
di nuvoloni minacciosi, ma il temporale non scoppia proprio nella contrada ove si trovano queste, 
le api si mantengono perfettamente calme e eseguiscono quietamente le loro operazioni. Osservazioni 
eseguite per lunghi anni assicurano che non e' è barometro, né igrometro che annunzino con 
uguale sicurezza l'avvicinarsi della burrasca come il comportarsi di questi insetti. 

E la fillossera si diffonde sempre ! ! In quel di Rosignano nelle Colline Pisane é stato 
scoperto un centro fillosserico assai esteso e del quale il principio della infenzione daterebbe già 
da 6 anni. Brutta cosa che non si riesca ad accorgersi della presenza dell' insetto devastatore con 
pili sollecitudine. I proprietari dovrebbero pure affrettarsi a denunziare le viti che vedono deperire 
senza apparente causa. 

Un altro piccolo centro fu trovf.to a Mitigliano nel Cortonese ed un'altro assai importante a 
Tenda in provincia di Cuneo. 

Anche nella Sicilia va sempre più estendendosi ed ora pure il circondario di Acireale è 
stato trovato estesamente invaso. 

Completa vittoria sulla tignola della vite. Con questo titolo il prof. Siro Martini pub- 
blica nel giornale II progresso agricolo-commerciale toscano, il completo successo ottenuto contro la 
Conchylis o tignola della vite, aspergendo sui grappoli la seguente miscela : Solfato di rame eh. 1. 
Grassello di calce bianca eh. 1. Rubina eh. 1, 500. Acqua eh. 100. 11 vino è riuscito aff"atto privo 
di qualsiasi odore o sapore eterogeneo. 

Quanto possono vivere talune piante. Il celebre De-Candolle osservò in certi alberi 
tante sezioni traversali da poter calcolare la seguente età: Olmo anni 350. Cipresso id. 350, EUera 
id. 450, Larice id. 576, Arancio id. 630, Olivo id. 700, Cedro del Libano id. 800, Roveri id. 810 a 
1500, Cedri piccoli id. 1076 a 1147, .Taxodium id. 4000 a 6000, Boabab id. 5150. 

Humboldt, il gran naturalista, misurò nell' America del Sud, ad Atabapo, un Bombax Saiba 
dell' altezza di 120 piedi inglesi, avente 15 piedi di diametro : vicino a Cumana egli trovò il Za- 
mang del Guayar (specie di mimosa) i cui rami pendenti coprivano una circonferenza di 600 piedi 
attorno all' albero. 

Concorsi a premi : Fra i temi a premio proclamati dal R. Istituto veneto nella sok'nne 
adunanza del 20 maggio scorso, annunziamo i seguenti: 

Un premio della Fondazione Querini di lire 3000 verrà assegnato « a chi entro l' anno 1891 
« avrà introdotto in una valle a piscicoltura nel Veneto una innovazione^ che sarà giudicata 
« importante ed utile da una coi/ipetente Coiìuìiìs sione nominata dallo stesso Istituto, od avrà 
« trovato il modo di avvantaggiare sensibilmente una delle industrie, che direttamente si colle- 
« gano colla vallicoltura. 

« Potrà quindi concorrere al premio suddetto chi avrà trovato il modo di ottenere, con can- 
« taggio della vallicolttira, la fecondazione artificiale delle uova, di qualche specie importante 



\2i 



« di i^esci marini; chi avrà introdotto in una valle, e con buon successo, qualche specie ani- 
ai male del mare Adriatico o di altro mare; chi col pj^'^f^^ionamento dei congegni vallivi avrà 
« ottenuto in una valle risultati superiori agli ordinari; chi avrà fatto progredire presso di noi 
« r ostreocultura o la mitilicollura ; chi avrà ptsrfezionato la lavorazione del pesce di mare^ in 
« guisa da renderlo j5z« gradito al palato e pih ricercato nel commercio ». 

Tempo utile pel concorso : a tutto il 31 gennaio 1895. 

Altro premio di L. 3000 è stato assegnato per il tema : 

« Fare uno studio litologico, mineralogico e chimico dei materiali pietrosi, sabbiosi, terrosi 
« e salini, che uno dei principal' fiumi del Veneto, nelle diverse condizioni di piena, dimagra 
« e di media, porta fuori dalle valli alpine e depone a diverse distanze dal piede delle alpi e 
« fino al mare. Ed applicazione di Questo studio a quello delle alluvioni antiche e moderne della 
« pianura veneta ed ai cambiamenti di posto, che possano essere avvenuti in epoche preistoriche 
« n eli' alveo di detto fiume ». 

Il concorso resta aperto a tutto il 31 dicembre 1896. 

Altro premio di L. 3000 per il tema : 

« Studiando le attuali condizioni delle popolazioni agricole del Veneto e confrontandole con 
« quelle delle altre popjolazioni italiane, rilevare quale parte abbia in esse il sistema di locazione 
« agraria vigente fra noi, e indicare gli eventuali rimedi ». 

Il concorso resta aperto a tutto il 31 dicembre 1896. 

La R. Accademia delle scienze di Bologna ha bandito un concorso con premio di una medaglia 
d'oro del valore di L. 1000, a chi indicherà nuovi ed efficaci apparecchi per prevenire ed estin- 
guere gli incendi. 

Tempo utile fino al 29 maggio 1896, 

Il conte Orlovi Dassiko ha stanziato un premio di L. 25,000 per chi troverà un rimedio sicuro 
per la peste bovina. Le memorie de^'ono essere inviate entro il 1898 all' istituto imperiale di me- 
dicina sperimentale di Pietroburgo. 

La presidenza dell'Associazione di mutuo soccorso fra i farmacisti d' Italia in Milano ha stan- 
ziato L. 200 da darsi in premio all'autore della miglior memoria, opera o preparazione, di incon- 
testabile utilità pratica nell' esercizio farmaceutico. 

Tempo utile fino al 31 Luglio 1895. 

Il Circolo enofilo italiano di Roma ha bandito un concorso a premi per la compilazione di un 
manuale in cui sieno esposti ai produttori e commercianti di vini italiani, i mezzi migliori per 
operare il taglio dei vini delle varie regioni italiane. 

Corsi a posti vacanti : E aperto il concorso per titoli alla cattedra di professore straor- 
dinario di Botanica e Protistologia, con 1' incarico della Zoologia ed Anatomia comparata e la di- 
rezione dell'orto botanico, nella Università libera di Camerino. Stipendio L. 1800. Inviare le do- 
mande al Rettore della Università non più tardi del 25 Ottobre corrente. 

Altro concorso è aperto per il posto di assistente nell' Istituto di Chimica generale nella R. 
Università di Cagliari. Stipendio L. 1500. Le domande al Rettore della Università non piìa tardi 
del 20 Ottobre corrente. 

Nelle Regie Scuole speciali di agricoltura è aperto il concorso per esami ad un posto di 
professore reggente di 3.=^ classe per l' insegnamento della Agraria e Contabilità agraria. Stipendio 
L. 2100. Le domande devono essere presentate al Ministero di agricoltura non piii tardi del 10 
Novembre prossimo. 

Nella R. Scuola normale superiore di Pisa è aperto il concorso a 5 posti nella se- 
zione di scienze fisiche, matematiche e naturali. 

Scuola agraria di Scandicci. Ai primi del prossimo novembre avranno luogo presso la 
Scuola, gli esami di ammissiono per quei giovani che non fossero muniti del diploma di licenza 
elementare superiore. 

Le domande dovranno pervenire alla Direzione entro il 25 Ottobre. 



125 



Nel Collegio convitto comunale di Castiglione delle Stiviere, verrà aperta, con 1' anno 
scolastico 1894-95 una scuola commerciale pratica. 

Periodici nuovi: La viticultura moderna supplemento mensile dell' Agricoltore calabro- 
sìculo. Si pubblica in Catania e costa L. 4 all' anno. 

Il Corriere agricolo commerciale. È una staflfetta delle campagne, che esce in Milano 
ogni domenica. Abbonamento L. 5 alt' anno. 

NOMINE, PROMOZIONI, ONORIFICENZE, PREMI 

I proff. Nicola Lanzillotti Buonsanti e Edoardo Perroncito sono stati eletti Presi- 
denti onorar/ dell' Vili congresso internazionale d'igiene e demografia che presentemente ha luogo 
a Budapest. 

II prof. Andrea Vacchetta è stato eletto membro onorario del Collegio degli Zooiatri di 
Roma. 

I profF. Inghilleri Giuseppe e Pignatari Filippo sono stati nominati cavalieri della Co- 
rona d' Italia. 

II prof, Pierro Francesco è stato autorizzato ad insegnare scienze naturali nei licei. 



Domande di cambi, domande e risposte diverse ~ Gratis per gli abbonati 

Quando non vi è speciale indirizzo, rivolg;ersi all'amministrazione del giornale, la quale rappresenta gli abbonati 
che pubblicando richieste od offerte desiderano rimanere incogniti. 

Gli abbonati sono pregati ad approfittare di questa rubrica, poiché piìi che le richieste ed of- 
ferte saranno numerose, tanto maggiore sarà l'utile reciproco che ne ritrarranno gli abbonati stessi. 

Preghiamo pure gli abbonati a farci conoscere i loro cambiamenti di residenza, le loro no- 
mine, promozioni ecc. , gli studi speciali ai quali si dedicano, nonché se tengono collezioni e se 
desiderano far cambi. 

Questo periodico è assai diffuso anche all'estero, per cui un annunzio posto in questa rubrica, 
anche una volta all' anno, servirà a mettere gli abbonati in relazione con i colleghi d' Italia e 
delle altre nazioni, specialmente Europee. 



150 Tutti coloro che desiderano informazioni sulle malattie delle piante ed i modi 
di curarle, possono liberamente e senza alcuna spesa rivolgersi alla R. Stazione di Patologia ve- 
getale presso il museo agrario in Roma, alla quale possono inviare i campioni delle piante am- 
malate seguendo quelle norme altra volta da noi pubblicate. 

151 P. Dattari, 59 Ponte all' Asse, Firenze, desidera mettersi in comunicazione per cambi 
di insetti (specialmente coleofteri) uccelli in pelle e rettili ; tutti esemplari perfetti. Coleotteri, al- 
cuni dei quali rarissimi determinati ed indeterminati, raccolti recentemente dai propri collettori 
nelle pii.i remote contrade del continente Australiano. " 

. 152 Carlo Piazza, fuori porta d'Azeglio 362, Bologna, desidera cambiare coleotteri contro 
piccole quantità di semi di piante spontanee di qualunque parte d'Italia. Si raccomanda a quelli 
che potessero procurargli entro il corrente anno, semi ben maturi di Oenothera hiennis e Echi- 
nophora spinosa contro pagamento o contro coleòtteri. 

153 Francesco Pedone, piazza Lanza n. 70 Foggia, cede coppie (maschi e femmine) di 
tacchini perfettamente candidi e di grande sviluppo, al prezzo di L. 19 non comprese le spese di 
spedizione. Gli stessi tacchini si vendono dai pollicultori al prezzo quasi doppio. 

154 II prof. M. Treub, Direttore del Giardino botanico di Buitenzorg (Giara), prega an- 
nunziare ai naturalisti che é stata pubblicata la seconda edizione del « Catalogne de la Biblio- 
thèque du Jardin botanique de Buitenzorg » e che sarà lieto inviarne un esemplare gratuitamente 
a coloro che ne faranno richiesta. 



126 



155 Al maggiore offerente si cede una copia della Mineralogia descrittiva del prof, 
comm. L. Bombicci. Grande volume di oltre mille pagine con molte figure e quadri sinottici. 
(Edizione Zanichelli 1881). Nuovo, solamente tagliato. Questa preziosa opera non trovasi piìi ia 
commercio. 

La maggiore offerta fin ora pervenuta è del sig. A. M. che offre L. 12. 

156 II prof. Dante Badanelli è stato trasferito dal liceo di Prato a quello Dante di Firenze, 

157 II prof. Emilio Fabbrini è stato trasferito dal liceo di Caltanisetta a quello di Chieti. 

158 Cercasi spingarda ad una o due canne, ad avancarica o retrocarica non importa, purché 
in buono stato. Fare 1' offerta alla direzione del gioi*nale La Caccia in Roma. 

159 Da cedere alcuni cani e cagne Setter nere, importati dalla Scozia. Rivolgersi alla 
direzione del giornale La Caccia in Roma. 

160 Le Frère Anthelme, pensionnat de Valbenoite, à St- Etienne (Loire) : offre : chrysotyle 
(Loire), cuivre natif (Australie), coquilles marines (Nouvelle-Zólande), 800 coléoptères de France 
et d'Australie, 100 coléoptères du Brésil déterminés, contro coléoptères franc^ais. 

161 E. PietrocoFa, casa editrice di Napoli, ricorca agenti viaggiatori per la diffusione delle 
sue pubblicazioni mediante soddisfacente compenso. Per le condizioni scrivere alla Casa medesima. 

162 Raffaello Mercatelli, stabilimento d'orticoltura, via della Mattonaia, 16, Firenze, di- 
stribuisce gratis il nuovo catalogo speciale di bulbi e radiche da fiore. 

163 M. G. Pissarro, 23, rue Viète, Paris, offre VAtlas des Plantes de France, de Masclef, 
1 voi. de texte et 2 atlas renfermant 400 pi. Il demanda des fossiles, coquilles, plantes, etc. Il 
prévient ses correspondants qu'il reprendra ses échanges le 1'^^' novembre et disposerà d' un grand 
nombre de fossiles tertiaires. 

164 0. Meyran, -10 rue Centrale, Lyon, désirerait recevoir par échange des échant d'herbief 
de Viola lutea, Huds. , Y. grandiflora Villars, Y. sudetica Willd, , de préférence des Vosges ou 
d'Angleterre. 

165 E. H. Krelage et fìls, stabilimenlo orticolo in Ilaarleni (Olanda), ha posto in di- 
stribuzione gratuita il nuovo catalogo di piante bulbose etc. da piantarsi in autunno. 

166 S. Brogi, naturalista a Siena, fa ricerca di Barbagianni (Strix flammea) in catne o già 
messi in pelle. 

167 11 prof. Corrado Lopez è stato trasferito dal liceo di Pesaro a quello di Salerno. 



SOMMARIO dei 1J.° 10 della Hivista italiana di Sciènze naturali 

*rrois prof. E. F. Elenco dei Cetacei dell' Adriaticoj Pag. 113. 

De Biasio dott. Abele. Crania aegyptiaca velerà et hodierna, con appunti di storia e di 
etnologia egiziana. Parte II. Con fig. {Cont.) Pag. ll5. 

Rivista Bibliografica. Da pagi 121. a pag. 123. 

Bibliografìa italiana. Pubblicazioni del 1893, Zoologia, Paleozoologia e allevamento degli 
animali. Da pag; 124. à pag. 126. 

AGLI ABBONATI, AGLI ISTITUTI ED ALLE BIBLIOTECHE si cedono le an- 
nate arretrate di questo periodico Rivista e Bollettino insieme, a L. 2,50 per annata e le 9 annate 
dal 1885 a tutto il 1893 (2.^ serie completa) per L. 15 franche di porto. 

Le dette annate arretrate, si cedono pure in cambio di periodici, libri, opuscoli ecci di 
storia naturale. 

Agli abbonati che ci ptocurano nuovi associati rimettendocene l' importo, diamo in dono un 
annata arretrata per ogni nuovo abbonato procuratoci. 



S, BROGI flirPltOre reSDÒnSaMle Slena, Tip. e Lit. Sordo-muti di L, Lazzeri 



127 



Per secondare il desiderio espressoci da alcuni abbonati poniamo in vendita 
i singoli fascicoli delle annate arretrate di questi periodici e diamo qui 1' elenco 
dei PRINCIPALI SCRITTI FINORA PUBBLICATI. 

Ogni fascicolo franco di porto costa cent. 25, ma se vi sono figure il prezzo è variabile e viene 
comunicato ad ogni richiesta, 

Agli autori che richiedono i fascicoli contenenti i loro scritti ed a coloro che acquistano di- 
versi fascicoli il prezzo sarà molto ridotto. 

A chi rimette 10 cent in più, 1' invio viene fatto raccomandato, altrimenti non si resta re- 
sponsabili degli smarrimenti postali. 

A coloro che in luogo degli intieri fascicoli che contengono sempre diversi articoli desiderano 
avere le sole pagine che comprendono il soggetto domandato, il prezzo viene ribassato fino anche 
a 10 centesimi per articolo. 

Oltre gli articoli qui sotto elencati trovansi sparsi nei diversi fascicoli una grande quantità 
di annunzi bibliografici, notizie di caccie, catture interessanti, note zoologiche, zootomiche, bo- 
taniche, mineralogiche, geologiche ecc., insegnamenti pratici, invenzioni e scoperte, notizie ed 
insegnamenti di agricoltura, orticoltura e giardinaggio, lotta contro i parassiti, entomologia agraria, 
mostruosità, ibridismi ecc. ecc. A chi li desidera, inviamo gruppi speciali di tali articoli a loro 
scelta ed a prezzi mitissirai. 

Chi desidera risposta, schiarimenti ecc. , scriva in cartolina doppia od unisca il francobollo 
per la risposta. 

Si accettano in cambio libri ed opuscoli di storia naturale. 

N. B. Nelle parentesi che trovansi dopo la indicazione degli articoli i numeri romani indi- 
cano r annata ed i numeri arabi i singoli fascicoli nei quali gli articoli si trovano. 



ZOOLOGIA 



Ancey C. P. Nouvelles rectifications de nomenclature. (VI, 6-7). 

Apicoltore (L') Spigolature apistiche. (VI, 6-7, VII, 11, IX, 4-5, 16, X, 12, XI, 7, XIII, 4). 

Arrigoni degli Oddi E. Osservazioni sul Germano reale {Anas Boscas). (VI, 11). 

— Notizie sopra un Ligurimis chloris L. ed una Alauda arvensis L. anomali nel rostro. (IX, 
21. Con 5 fig.) 

— Su di un maschio adulto di Hirundo rustica, Linn. colle timoniere esterne straordinaria- 
mente allungate. (X, 5). ^ 

— Notizie sopra le peregrinazioni autunnali della ghiandaia (Garri(^t«5 ^^a«c?ar«t<5j Linn.) nella 
provincia di Padova, in un quinquennio di osservazioni 1885-89. (X, 6. Con 5 tav. Ij. 0, 50j. 

— Elenco degli uccelli rari avuti durante l'anno 1892. (XIII, o). 
<— Il Turdus fuscatiis Pallas, nel Bergamasco. (Xlll, 9). 

B. Gita alpina sul Montamiata (I, 9). 

— Modificazioni alla legge sulla caccia. (Il, 1). -^ A proposito della legge sulla caccia. (II, 
5). — » Apertura e chiusura della caccia nelle diverse provincie italiane. — (li, 8, 9) — La caccia e gli 
uccelli. (IV, 2). — ' La caccia. (V, 4). — Per i cacciatori. (V, 7) — La caccia degli uccelli inset- 
tivori e l'agricoltura. (VI, 1). 

— La panicatura del maiale e la tenia dell'uomo. (VII, 9-10). 
'- Le Api del Brasile. (Vili, 3). 

B. S» Conservazione dei pesci a secco. (V, 2). 

«» La Trichina [Tiichma spiralis Owen.) (VII, 12). 

Bacologo. (Il) I bachi da seta nell' Assam. (VI, 4). — La seta dell' Attacus Cynthia. (VII, 4). 

Balbi E. Descrizione di una nuova specie Ligure del genere Bathyscìa. (Vili, 11). 

■— Inchiesta coleotterologica italiana. (X, 12, XI, 12). 

— Diagnosi e descrizione di due specie dei generi Lepturia Linn. e Timarcha Latr. (Xll, 4). 
Bandelli G. B. Sulla concomitanza della Botritys Bassiana (calcino) col Micrococcus prò- 

digiosiis (V, 7, 8). 

— Osservazioni sulT applicazione della luce otticamente pura alla bacologia. (VI, II). 
Bargagli P. Insetti nocivi al vino in bottiglie. (VIII, 3) 



128 



Bezzi M. Gli insetti epizoi, o insetti che vivono su altri animali. Loro costumi, caratteri, 
classificazione; modo di raccoglierli e conservarli. (XllI, 2, 4, 6, 8, 9, 10, 11, 12). 

Blankenhorn A. Fhylloxera vastatris. (Ili, 11). 

Bonalda C. Albinismo e isabellismo nei passeri. (IX, 4-5). 

Bonomi A. Note ornitologiche del Trentino (VI,I2). — Syrrliaptes paracloxus. (Vili, 6). — L'in- 
vasione dello Storno roseo [Paslor roseiis L.) in Europa, nella state del 1889. (X, 5). — Nomencla- 
tura ornitologica. (XI, 7). — Notizie ornitologiche tridentine, raccolte durante l'anno 1892. (XIlI, 2). 

— Quattro orsi uccisi nel Trentino. (IX, 3). 

Bordi L. Di alcune forme speciali di caccia nelle Puglie. (XI, 10, 11). 
Bossavy J. De l'emploi de l'acide sulfureux comme préservatif des colloctions. (VI, G-7). 
Brogi S. I licenzini scientifici per la caccia. (V, 11, VI, 3). — Sui provvedimenti eccezio- 
nali proposti contro la caccia ed a vantaggio dell' agricoltura. (X, 6), 

— Tordo dorato o tordo a squame capitato nei dintorni di Siena. (IX, 22). 
Brousseau L. Le Serpent Fer^de-lance. (VI, 4). 

Brunetti L. Scoperta anatomica. (XII, 3. Con 1 tav. L. 0, 50). — SuU' organo regolatore la 
nutrizione del cuore. (XII, 5). 

Bruttini A. Appunti storici sulla falconeria. (XII, 7, 8, 9, 10), 

Bucchich G. L' orientamento negli animali. (Vili, 8). 

Buchet G. Della conservazione dei vertebrati. (VII, 3). 

C. C. La pollicoltura. (IX, 20). 

Cacciamali G. B. Sulla classificazione dei Mammiferi. (XII, 4). 

Galani G. Riproduzioni di Pernici in domesticità, (VII, 2). 

Caladium. I piccioni viaggiatori. (II, 5, 7, 8). — Piccioni Cravattati (IV, 3, 4). — Piccioni 
Monaci e Parrucchi (IV, 6). — Cappuccini e Olandesi. (IV, 7). — Volanti. (IV, 8, 10). — Reali (IV, 
10, 11, 12, V, 1). — Mascherati. (V, 1). 

Caliani V. Dell' allevamento dei Canarini. (IX, 1(3). 

Camoscio. Il nido di Beccaccia in Italia. (X, 8). 

Canestrini R. 11 colera dei Polli. (Vili, 7). 

=* Capponi-chioccie. (X, 6). 

Capria A. Appunti anatomici ^wW Astrojjhyton arborescens Miiller et Troschel. (Xlll, 10. 
Con 8 fig. L. 0, 50). 

Caruana-Gatto A. Prima contribuzione alla fauna lepidotterologica dell'isola di Malta. 
(XI, 5, 6, 8). 

Cermenati M. L' inchiesta ornitologica italiana. (X, 7), 

Chalande J. Conservation des animaux marias. (Ili, 11). 

Clerici E. Conservazione dei molluschi del genere Limax, (VII, 1). 

-" Metodo per preparare sezioni microscopiche in alcuni casi particolari. (X, 12). 

Crolssandeau J. Préparation des microcolóoptères par la méthode orléanaise. (VII, 11). 

Damiani G. Prima contribuzione alla ittiofauna del mare dell* Elba. (XII, 9). — Seconda 
contribuzione alla iltiofauna del mare dell'Elba. (XIII, 2). 

— Rondini e Rondoni {tlirundinidae-CypseUdae:. (XII, 12, Xlll, 2, 3), [continua) 



OCCASIONE ECCEZIONALE! 

PER ISTITUTI D' INSEGNAMENTO, NATURALISTI, ECC. 



Collezione mineralogica di oltre 1000 esemplari scelti, tipici, istrut- 
tivi, per la maggior parte elegantemente cristallizzati Prezzo sole L. 1500. 

Formato medio, da museo, tranne i cristalli sciolti, i gruppetti, e le forme imitative; con cor- 
redo di scatole nuove, con cent, 7 >( 9 e 7 >( 4 di lati. 

Classificazione naturale, metodica, del prof. Bombice], Corredo di schede descrittive e catalogo 
generale. Esatte determinazioni. (Può unirvisi una bellissima collezione di roccie ; 100 esemplari 
classificata, con schede e. s. — L. 60), 



Anno XIV N.° 11 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI i.° Novembre 1894 



SOMMARIO 

De Biasio dott. Abele. Crania aegyptiaca vetera et hodierna, con appunti di storia e di 
etnologia egiziana. Parte li. Con fig. [Cont.) Pag, 129. 

De Stefani Perez prof. Teodoro. Il nido della vespa orientalis. Pag. 134. 

Grillo prof. Nicolò. Sulle illusioni dei sensi. Pag. 185. 

Rivista Bibliografica. Da pag. 136. a pag. 138. 

Bibliografìa italiana. Pubblicazioni del 1893 Da pag, 139. a pag, 142, 

Crania aegyptiaea vetera et hodierna 

CON APPUNTI DI STORIA E DI ETNOLOGIA EGIZIANA 
Studio di ABELE DE BLASIO 



(PARTE II.) 

{continuazione) 




/// 



/ 









i5^ Acmonoides sìculus. 16^ Ellipsoidos depressus. 

Tuttavia la dinastia nazionale di Tebe doveva finire per cacciare quegli 
usurpaiori e per rendere l' indipendenza e V unità alla valle del Nilo, La lotta 
durò quasi centocinquanta anni. Gli Hycsos si difesero energicamente, ma alla 
perfine Ahmès I. (XVIII dinastia; a. G, C. 1700) giunse ad impadronirsi del loro 
formidabile campo di Avaris e diede 1' ultimo colpo alla loro dominazione nel 
Delta. Ridotti a non essere piìi che bande senza organizzazione, gli Hycsos ri- 
passarono in disordine ì' itsmo di Suez : e coloro che rimasero nel paese, e, fra 
gli altri, i discendenti d' Israele, diventarono gli schiavi degli Egiziani, che 
vendicarono duramente la loro lunga umiliazione (1). 

Con la cacciata degli Hycsos non finirono in Egitto le relazioni con i Klieta 



(1) Le Bon - 0, e, p. 219, 



130 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 

se non quando nel 1288 Ramsete III dà tanto ad essi che agli altri barbari 
dell' arcipelago greco T ultimo colpo di mano. 

Durante questo lungo periodo, or di pace, ed or di guerra, avvennero fra 
gli Egiziani, i Ktieta, gli Ebrei e gli altri stranieri dei legami di parentela. 
Infatti il famoso Ramsete, sposò la figlia del principe dei Kheta, Esaù menò 
in moglie una ittita. Lo stesso David, che fece di Hebron, città ittita, la sua 
prima capitale, non si rifuggì neppure dal commettere l'assassinio di Uriah l'it- 
ti ta, per isposarsi con la moglie di Bethsheba che divenne madre di Salomone 
il Sapiente, e questo stesso Salomone Ira le centinaia di mogli e di concubine 
di cui erasi circondato, volle ancora abbelliti i suoi giorni con i vezzi e colle 
grazie di una giovane ittita (1). 

In quanto poi ai teschi della seconda serie, non presentando essi una forma 
craniale uniforme, ho ragione di credere che i componenti di essa sieno 
derivati da connubi ripetuti fra i Turanici (Ittiti o Kheta) e parte degli altri 
popoli che dimoravano nel paese di Iside e di Osiride. 

Metopismo, ossa wormiane ed altre anomalie 

Fra i crani del medio impero vi sono 2 metopici ed appartengono al primo 
gruppo. 

Le ossa wormiane, che si sono rinvenute in 22 crani, sono nelle suture 
così disposte. 

In 2 crani si rinvengono nella coronale 
In 14 « « « lambdoidea 

In 3 « « « sagittale 

In 3 « « « sagittale e nella lambdoidea 

11 numero dei wormiani ascende a 98 e sono così distribuiti. 

Nella sagittale 8 

Nella coronale 4 

Nella lambdoidea destra .... 47 
Nella lambdoidea sinistra .... 39 
Mancano i fori parietali in 3 teschi; ed in uno di questi c'è atrofia di uno 
dei processi mastoidei. 

CRANI DEL NUOVO IMPERO 
Di crani appartenenti a questo terzo periodo ne ho misurati 55 (38 ^' e 
17 ^) e furono rinvenuti in monumenti spettanti alla XX% XXI1% XXV^ e 
XXXP dinastia. Il materiale fu raccolto nelle tombe di Bab-ei-Molouk, di Kar- 
nak, di Menfi, di Tebe e di Ebsambol. 

Come nel medio, così nel nuovo impero, la forma craniale pura non è 
sola ; perchè dei 55 crani 36 spettano alla forma egiziana pura, 3 alla nu- 
biana, 8 alla brachicefala turanica, 7 alla brachicefala mista e 1 alla negroide. 



(1) NicoLucci - Gli Ittiti Kheta p. 7. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 131 



La presenza di questi tipi è in relazione colle diverse fasi alle quali andò 
incontro il Paese del Dio Sole. 

Dando infatti uno sguardo alla cronologia del nuovo impero vediamo che 
dalla XVIIP alla XXVI* dinastia non vi fu nella valle del Nilo che poca quiete; 
perchè nel primo periodo oltre alle continue guerre con i Re Pastori; l'Asia e 
l'Etiopia furono sottomesse, ma non vinte, tanto che una continua vigilanza su 
quei popoli non doveva mai mancare da parte degli Egizi. 

Coir andar del tempo però, quei ribelli, vedendo, come dice il Le Bon, che, 
il popolo egiziano era assolutamente schiacciato per la necessità di guerre con- 
tinue e di gigantesche costruzioni, soccombeva sotto il peso del suo spavente- 
vole fardello. La gioia delle vittorie aveva dato luogo ad un profondo scorag- 
giamento seguito ben tosto da aperte ribellioni. 

Gli schiavi stessi trovavano nell'eccesso dei loro mali l'energia della re- 
sistenza e i discendenti d'Israele, in particolar modo, sottoposti a servigi ci 

hanno lasciato nei loro libri santi la descrizione delle loro miserie E quelle 

rive del Nilo, che un giorno non era permesso avvicinare senza lasciarvi la 
vita, erano in questo periodo con armi salite e discese dagli Etiopi, dai Libi, 
dagli Assiri etc. tanto che l'elemento siriano ed etiopico riuscirono flnanco ad 
imporre all' Egitto le proprie dinastie. 

* 

Prima di occuparmi del tipo nubiano mi piace far notare, che, come in- 
nanzi abbiamo detto, fra i crani di quest' epoca v' è un rappresentante della 
razza nera; ma siccome le ossa che lo componevano erano molto fragili; così 
nel misurarne la e. e. il teschio si è ridotto in pezzi. 

Non ritorno ad occuparmi della forma bracMcefala perchè già ne tenem- 
mo parola nel descrivere i crani del medio impero e poi fra le mer'ie delle 
due epoche non si notano differenze tali da indurci a mutare opinione. 

CRANI E>I NUBIANI (1) 

Due dei tre crani che prendo ad esaminare (fig.24, 25, 26) sono di sesso femmi- 
nile e se non fossero privi del mascellare inferiore si potrebbero considerare 
come integri ; mentre il teschio maschile è privo non solo di alcune ossa 
componenti lo scheletro facciale ma anche di quella parte dello sfenoide che 
concorreva alla costruzione della fossa temporale sinistra. 

Visti di prospetto si presentano con fronte non ampia ed un po' reclinante 
all'indietro; poco sviluppate sono le arcate sopraccigliari; e nel punto d'unione 
che le ossa nasali fanno col frontale formano una piacevole insenatura. 

Le cavità orbitarie hanno la forma di una piramide irregolarmente qua- 
drilatera, la cui base, posta sopra un piano orizzontale, guarda in avanti ed 
un poco in fuori. 



(l) Riassumo in questo capitolo ciò che piìi di importante dissi nell'altro mio lavoro « la- 
torno a tre crani di Nubiani antichi ». 



132 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 





^ i7.^ Proophryocephalus solenoidometopus. iS.^ Pentagonoides obtusus. 

Le ossa nasali sono poco sviluppate in lunghezza, mentre le cavità nasali 
sono ampie ; profonde sono le fosse canine ed in generale e' è grandezza ed 
espansione dei zigomi. 

Il margine alveolare del mascellare superiore è bene sviluppato m am- 
piezza e guarda da sopra in sotto e da dietro in avanti. 

Guardati di lato si nota che le bozze parietali sono poco sviluppate; e il 
profilo della calvaria è rappresentato da una curva, che può essere divisa in 
4 archi di cerchio. Il primo occupa tutta la porzione frontale; il secondo che 
da questo punto arriva fino alla parte posteriore dei parietali; il terzo che 
serve di accordo fra il precedente e 1' ultimo, che occupa tutta la parte spor- 
gente dell'occipitale. Notasi anche da questo lato che le fosse temporali sono 
ampie, ma poco profonde e le linee curve che superiormente le delimitano sono 
molto estese. 

Guardati di sopra appaiono come tre ovoidi allungati colla grande estre- 
mità rivolta in dietro ed in basso, ma schiacciati fortemente a ciascun lato. 

Di dietro si presentano superiormente appianati ; però nel punto d' unione 
che i due parietali fanno coli' occipitale mostransi convessi. 

Studiati di sotto notiamo che i processi mastoidei sono poco sviluppati. 

Il forame occipitale è di forma ovale e i bordi che lo delimitano sono sot- 
tili e salienti. 

Avendo questi crani come indici 635, 667 e 676 se ne deduce che sono 
dolicocefali. 

Per l'altezza si possono dividere in ortocefali ed in ipsicefali. Ortocefalo 
e uno dei crani muliebri; ipsicefali gli altri due. 

Per la grandezza delle orbite; mesosemoè un cranio di donna, microsemi 
sono gli altri (i. o. 829, 833, 850). 

Per l'altezza del naso sono tutti platirini (i. n. 571, 577, 587). 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



133 



Per r altezza della faccia sono mesoprosopi superiori^ perchè nei due crani 
nei quali, la faccia, è stata misurata, gl'indici segnano 56 e 52. 

Nel cranio maschile, l'indice alveolare, non è stato ricavato perchè, come 
innanzi abbiam detto, il teschio manca di alcune ossa facciali; e per la 
stessa ragione questo stesso cranio non si è prestato per la misurazione della 
capacità cubica; però i due teschi muliebri sono mesognati e microcefali {\. a. 
954 e 1000) (e. e. 1350). 

Riporto nella seguente tabella le principali misure ottenute da questi teschi. 



MISURE 


I- c/ 


II. p 


III. p 




Capacità cubica ...... 


« 


1350 


1280 




Circonferenza orizzontale 






540 


520 


503 




« verticale 






475 


475 


440 




/ p. frontale 




« 


133 


130 




Curva naso-occipitale) P' P^^'/^tf^^ 
^ i p. occipitale 




« 


128 


130 






. 1 « 


128 


110 




( Totale 




. i 388 


360 


370 




Diametro antero-posteriore 








189 


180 


185 




« bi-laterale 










120 


120 


125 




« bi-auriculare . 










104 


93 


95 




« bi-mastoideo . 










125 


110 


HO 




Altezza verticale 








'. 1 102 


142 


130 




Fronte 1 l' «"Pe^ore . 








. , 100 


106 


100 




^ f. inienore 








! 94 


94 


95 




Orbite ( 'f gl^^^^^a • 










41 


36 


40 




[ altezza 










34 


30 


34 




Naso 1 ^^[ghezza . . 
^ altezza 










28 


30 


27 












49 


52 


46 




i bi-zigomatica 










« 


125 


125 




l basi-nasale 










« 


108 


99 




Linee / basi-alveolare . 










« 


103 


99 




/ basi-occipitale . 










« 


87 


100 




l fronte-alveolare 










« 


71 


66 




■c' ^ •■il , lunghezza , 
Foro occipitale | i^..|h,,,^ _ 










« 


31 


35 












« 


29 


24 




/ cefalico 










635 


667 


676 




1 [ verticale . 
T ,• • 1 nasale 
^°d^«^ orbitario . . . 










751 


789 


703 












571 
829 


557 
833 


587 
850 




f alveolare . 










« 


954 


1000 




\ facciale superiore 










« 


56 


52 1 

\ 










* 













Del periodo macedonico non c'è nella nostra raccolta nessun rappresen- 
tante che potesse chiamarci alla memoria che l'Egitto fu assoggettato, per tre 
secoli, alla dinastia dei Tolomei, i quali se col misticismo ebbero 1' accortezza 
di attirarsi la tiducia e 1' affezione del popolo col farsi considerare continuatori 
e discendenti per via diretta, dai Faraoni nazionali di cui la memoria erasi in- 
grandita dai disastri delle dominazioni assire e perse; e benché avessero ten- 
tato apportare una fusione fra i due popoli col favorire il culto misto; pure 
fra gli egizi ed i greci vi fu sempre un gran distacco per la celebrazione di 
certi riti. Infatti quelli continuarono ad imbalsamare i loro morti ed i greci 



134 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



non tutti adottarono il rito funebre degli egiziani; ma il maggior numero 
continuò i costumi della loro patria cioè l'incenerimento dei cadaveri, che in 
Grecia fu così generale che per legge i soli suicidi, i bambini e le persone 
morte per folgore non potevano abbruciarsi. 

La mancanza di avanzi di romani ci fa pensare allo stesso perchè dal fi- 
nire della repubblica allo scorcio del IV secolo dell' Era volgare la regola ge- 
nerale era l'arsione sulla pira o sul rogo. 

CRANI MODERNI 

Dell'epoca nostra ho avuto occasione di studiare 32 teschi i quali così si 
suddividono; 22 spettano agli egizi, 12 agli arabi-egiziani, 2 ai nubiani, 1 ai 
negri e 2 agli ebrei. 

Il cranio egiziano moderno, benché, per forma, fosse simile all' antico, pure 
coir andar del tempo pare sia andato incontro ad alcune modifiche. Le ossa 
infatti che lo compongono sono più pesanti, più marcati ne sono i rilievi, più 
pronunziate sono le impronte degli attacchi muscolari e più sviluppati si mo- 
strano i processi mastoidei. Del resto come gli antichi sono dolicocefali e 
ìnesaticefali. (continua) 

IL NIDO DELLA VESPA ORIENTALIS 



Altra volta parlando dei nidi di questa Vespa (1), ho detto che essi non sono circondati da 
queir involucro che non manca mai nei nidi di altre vespe ; oggi, che ancora una volta sono ritor- 
nato ad esaminarne parecchi posso, almeno in parte, riconfermare le mie osservazioni e dico in 
parte, perchè su quattro nidi che ho esplorato in questo mese di ottobre, due erano, come quelli 
che avevo esaminato gli anni precedenti, sprovvisti di involucro, mentre gli altri due erano cir- 
condati da questa difesa. Uno di questi nidi, che contava la bellezza di cinque favi o dischi, era 
internato per un 25 centimetri in piena terra sulla parete esposta a sud di un burrone, esso si 
trovava posto in una posizione favorevolissima per 1' esploratore, tanto che ho potuto scoprirlo da 
uà lato ed a mio comodo esaminarlo in sito. Questo nido non aveva traccia di involucro alcuno, 
le pareti della buca erano perfettamente levigate e non offrivano passaggio agli agenti atmosferici, 
così che l'ambiente interno non poteva risentire le variazioni di temperatura; in esso si accedeva 
per un condotto sinuoso che immetteva proprio sulla faccia superiore del primo favo, cioè del 
favo pili antico, stato iniziato dalla Vespa madre. Un secondo nido, presso a poco nelle stesse con- 
dizioni, era anche sprovvisto di involucro ; nia gli altri due però, posti in condizioni ben diverse 
dai primi, mi offrirono delle perticolarità che io non avevo mai incontrato nelle costruzioni di 
questa vespa. Uno di questi nidi era collocato sotto il suolo di una strada di campagna, attaccato 
alla superficie inferiore di un piccolo masso di gesso e circondato da ciottoli ed altre pietre poco 
coese che formavano il sotto suolo di questa strada; esso portava solamente tre favi, un buoQ 
numero di maschi e di femmine erano uscite dalle cellule e mostrava chiaramente, per questa 
circostanza, che la colonia cominciava a deperire, pur nondimeno vi si trovavano ancora un buon 
numero di operaie, che bisognò uccidere tutte pria di scoprire il nido. Scopertolo mi sorprese il 
fatto di trovare intorno ai favi un fragilissimo e sottilissimo straterelio di terra cementata che 
otturava alcune aperture della buca intorno al nido, specie di meati che, o si internavano tra pìe- 



(1) Il Naturalista siciliano, An. II -- 1882-83. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 135 



tra e pietra nel suolo della strada o immettevano all' esterno per la parete scoperta della strada 
esposta al sud; senza dubbio questi straterelli di creta o terra cementata costituivano quell'invo- 
lucro che in altre specie di vespa, come abbiamo detto, non manca mai ; ma siccome questi stra- 
terelli di terra non erano continui, né da tutti i lati circondavano il nido, ma si trovavano sola- 
mente colà dove la buca offriva degli sfoghi, ben si capiva Io scopo della loro costruzione che era 
quello di rinchiudere il nido in un dato spazio che possa, senza risentire l'influenza degli agenti 
esterni, conservare quella data somma di calore, della quale la colonia, pel suo benessere, ha biso- 
gno. La scoperta di un involucro nel nido della Vespa orientalis fé' nascere impellente in me il 
desiderio di visitare altri nidi, infatti aiutato dal mio carissimo amico Saverio Mauro di S. Ninfa al 
quale rendo qui infinite grazie per la cooperazione prestatami nella ricerca di questi nidi e 
per le gentilezze usatemi, potei studiarne non pochi altri. Un giorno verso la metà di ottobre, il 
suddetto mio amico facevami sapere d'aver trovato un altro nido che presentava un involucro 
completo, recatomi sulla località in di lui compagnia, sul declivio di una collinetta e dentro la 
buca naturale di un masso di gesso, mi fu dato osservare l'involucro di creta che racchiudeva un 
nido della vespa in parola come in una specie di camera. La buca dove questo nido si trovava collo- 
cato era piuttosto ampia e bassissima, tanto che mancava lo spazio perchè le vespe avessero potuto 
costruire due favi l'uno sotto l'altro, potevano invece estendersi in ampiezza e difatti l'unico favo 
che esisteva in quella buca era larghissimo e di forma irregolare, in qualche modo seguiva la confor- 
mazione interna della buca stessa; or bene, questa buca naturale dalla larga apertura e dall' ampiezza 
interna, non avrebbe, senza il concorso dell' arte, potuto mantenere intorno al nido una costante 
temperatura, perchè allora tutte le alternative degli agenti esterni vi avrebbero avuto facile accesso; 
l'industrioso insetto però, ben comprendendo questa circostanza, costruiva torno torno al nido quella 
specie di sottilissima muraglia chinese che attaccandosi al suolo ed alla volta della buca preclu- 
deva il nido in uno spazio limitato e riparato alle correnti aeree. 

In generale però, la Vespa orientalis, fabbrica i suoi nidi sprovvisti da involucro e non è che 
in circostanze sfavorevolissime che questo viene costruito. Il clima delia Sicilia è sufRcientemente 
Caldo e le vespe non hanno a temere gran che degli sbalzi di temperatura, un esempio palpabilissimo 
lo abbiamo in un altra Vespa, nel Polistes gallicus che nell' isola nostra costruisce i suoi nidi all' a- 
perto attaccandoli sulle rocce, su gli arbusti, sulle articolazioni del fico d' india ed in altri siti, 
mentre essa più a nord costruisce i suoi nidi al coperto nelle buche dei muri o al riparo in altri 
luoghi. 

Questo fatto ci dimostra che le vespe più che istinto, hanno intelligenza e che a seconda la 
località e le condizioni sanno modificare i loro costumi adattandosi alle circostanze. 

Palermo, Ottobre 1894. Teod, De Stefani 

muM \x\kmmm om mm^ 

Fra le numerose e interessanti illusioni dei sensi comunemente vengono inclusi certi feno- 
meni, che, lungi dall'essere eflTetto d'uno stato psichico anormale, trovano piuttosto spiegazione in 
cause materiali. Consideriamo a tale proposito alcuni fenomeni ottici : 

Quando la circolazione del sangue si effettua in modo alquanto anormale, per soverchio afilusso 
al capo, può accadere ali" individuo miope di vedere d'un tratto una gran quantità di bollicine 
vescicole o stellette che si allontanano divergendo fra loro, e questo fenomeno dura soltanto pochi 
secondi. La detta circostanza che il fenomeno richiede, e V esser questo accompagnato da gravezza 
di capo, dimostrano che non si tratta di un effetto puramente psichico, cioè non di una illusione : 
e a seria conferma di ciò viene poi il fatto che la presenza di tali bollicine può divenire costante, 
rivelandosi essi all'oftalmoscopio come chiazze di sangue stravasato dai capillari del fondo ocu- 
lare. Questo sangue forma poi dei grumetti che insieme riunendosi, formano uno scotoma mobile 
d'aspetto quasi opaco, rassomigliante ad una mosca, almeno grossolanamente. Da ciò, se non erro, 



136 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



è derivato propriamente il nome di mosche con cui si designa questo stato morboso dell'occhio. 
L' apparizione solo momentanea delle bollicine invece (fenomeno detto delle mosche fisiologiche) 
può spiegarsi ammettendo che il sangue, appena uscito dai capillari, in luogo d'internarsi fra le 
membrane sia prontamente riassorbito, cosi da non lasciarne conseguire l'iperemia. Si tratta qui 
adunque di un male che si elimina al momento stesso del suo sviluppo: si tratta di un caso fisio- 
logico, non psichico e illusorio. 

I fosfeni sono immagini luminose che impressionano 1' organo visivo in causa di una com- 
pressione laterale dello stesso (nel qual caso veggonsi le stelle così dette), oppure si manifestano 
senza alcuna causa apparente. La frequenza dei fosfeni costituisce la fotopsia con cui si designa 
uno stato patologico risultante da iperestesia del nervo ottico e della retina, sia primitiva, sia se- 
condaria. Ma tale fenomeno, anch' esso noverato fra le illusioni ottiche, trova spiegazione mate- 
riale nel fatto della presenza del fosforo negli occhi, anzi l' intensità della fotopsia è forse in ra- 
gione diretta della quantità di fosforo contenuta nell'organo visivo, oltreché dell'iperestesia. Che 
i fosfeni noQ siano illusioni ottiche Io prova il fatto che quando 1' individuo che ne è affetto tro- 
V si in luogo oscuro, essi stessi possono, sebbene in rari casi, diventare visibili ad altre persone. 
Sono ben noli specialmente i riflessi e i lampi tramandati dagli occhi del gatto nell'oscurità e 
questi lampi impressionano certamente 1' organo stesso che li tramanda. Meno accentuato e piii 
raro si effettua questo gatteggiamento negli occhi delle persone. 

II fatto delle goccioline di pioggia, che nello scendere appaiono ai nostri occhi come lunghis- 
simi fili, lungi dall'essere semplice illusione nel senso in cui intende il psichico, è un effetto ve- 
ramente ottico, perchè, fintanto che guardiamo le goccioline, il fenomeno della visione perdura, e 
passando rapidamente ogni gocciolina ad occupare punti successivi dello spazio, la retina passa a 
percepire una nuova impressione prima che 1' altra precedente siasi completata. È ciò che di ana- 
logo succede guardando un tizzone acceso che muovasi rapidamente. — Se ora invece guardiamo 
per qualche tratto il sole che tramonta, l' impressione che si trasmette pel nervo ottico al cer- 
vello, può essere cesi forte, che anche per varii secondi dopo averne distolto lo sguardo si presenti 
a brevi intermittenze lo stesso colore rosso-gialliccio che ci ha impressionato, e lo vediamo a 
macchie sul suolo, sui muri, sugli alberi ancorché verdi, ecc. Dicesi che ciò é eff"etto dell' imma- 
gine che « persiste ancora sulla retina » , ed é giusto: ma ben possiamo questo fenomeno consi- 
derare come un'illusione, poiché in esso, come in tutte le altre sensazioni postume, la causa è 
cessata pur .mantenendosi l'effetto. 

Sassari, Ottobre 1894. Grillo Nicolò 



RIVISTA BIBLIOGRAFICA 

Pubblicazioni ricevute e per le quali ringraziamo i gentili autori od editori 

L'amministrazione s'incarica di procurare agli abbonati, senza aumento di prezzo, le pubblicazioni delle qualiè 
segnato il costo, ed anche le altre se possibile. 



GOURRET doct. P. Les pécheries et les polssons de la mediterranee. (Paris 
1894. .J. B. Baillière et fils. Pag. 360 avec 109 fig. Cartonnó. Fr. 4) r,a trattazione del soggetto è divisa 
in 5 parti: Nella prima si parla dei luoghi rf?\w5ca, della configurazione e delle modificazioni delle coste, 
natura e diversità dei fondi, venti e correnti, regime dei pesci, pesci sedentari e viaggiatori. Nella 
seconda sono estesamente indicati i diversi modi di pesca, con la descrizione e la figura dei varii 
ordigni necessari e con lutti gli ammaestramenti per ottenere un buon intento. La terza si occupa 
dell" influenza che eseicitano sulla fauna ittiologica le trasformazioni delle coste, le gettate amare, 
i fanghi dei fiumi, gli animali voraci ecc. Nella quarta sono esposte le misure protettive necessarie 
per il ripopolamento delle acque. Nella quinta ed ultima parte, si trova l'elenco dei pesci che fre- 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 137 



quentano il golfo di Marsiglia e regioni vicine, con la indicazione del loro nome scientifico e po- 
polare, dei loro costumi, della loro rarità, modo di catturarli ecc. 

L'egregio A., che è vice direttore della stazione zoologica di Marsiglia, ha fatto opera utilis- 
sima pubblicando questo volume, che volgarizza quanto ha relazione con la interessante questione 
della pesca, della conservazione delle specie e dol ripopolamento delle acque. Il volume è adorno 
di 109 fig. e costa Fr. 4 legato in tela. (In Italia, franco a domicilio L. 4,70). 

KERREMANS CH. Enumération des buprestides recueillis par M'^ le dr. E. 
Modigliani à Sumatra, dans la région du lac Toba. (Genova 1894. Annali Museo civico 
di Stor. nat. voi. XIV, Estratto di pag. 16 in 8.o) Sono 30 le specie registrate e fra queste, 20 
nuove, delle quali è data la diagnosi, la descrizione e diverse notizie. 

VINASSA dr. E. Resoconto del laboratorio cantonale d' igiene per 1' anno 1893. 
Bellinzona 1894. Tip. cantonale. Pag. 36 e 3 quadri in 8.° p.) Oltre la relazione annuale, con- 
tiene il resultato degli analisi di alcune acque e di sostanze diverse, nonché uno studio sui vini 
ticinesi. 

DE BLASIO dott. ABELE. Intorno a tre centurie di pregiudicati napoletani. 
(Napoli 1894. Tip. Gennaro. Pag. 16 in 8.°) Quella estesa società di malfattori napoletani, che si 
chiama la Camorra^ è tale una piaga sociale, che vale la pena davvero di essere studiata anche 
antropologicamente, perchè pure dai caratteri e dalle sembianze esteriori si possono ritrarre inte- 
ressanti concetti ed amamistramenti. 

Sono ben trecento i napoletani dei quali l'egregio A. si occupa, ed appartengono tutti a quella 
canaglia che baldanzosa ritorna dalle galere. Egli cominciando dal Capintesta o capo camorrista, 
che viene eletto anno per anno dai soci maggiori, ne studia i caratteri esteriori e li paragona con 
quelli degli uomini onesti. 

Dieci figure riproducono i tipi principali di questi pregiudicati. 

PREDA AGILULFO. Sopra alcuni frutti di Pirus malus ver. appina. (Firenze 
1894. Nuovo gìor. hot. italiano n. 2. Estratto di pag. 8 in 8.°) Ricordati parecchi tipi del Pirus 
malus che presentano costantemente frutti a polpa traslucida e parlato della struttura anatomica che 
presentano i frutti sani di P. ?nalus var. a2ìpiìia^ si trattiene su di alcuni frutti di questa varietà 
di mele che egli ha trovato avere porzioai traslucide o come macchiate di olio, e ne fa pure lo 
studio microscopico e chimico. 

VITALE geom. FRANCESCO. La verità su le nostre viti americane. (Messina 
1894. Tip. D'Angelo. Pag. 32 in 8." p. Prezzo L. 0,50) Dice l'egregio A.: « Dal giorno in cui il 
« primo ceppo di vite americana si piantò nelle nostre contrade, e potrei perfino dire, dal giorno 
« in cui il primo vinacciuolo di quelle viti si seminò, ho seguito accuratamente lo svolgersi di 
« questa nuova coltura e, spettatore spassionato, ho giudicato con meno ottimismo dei molti sedi- 
« centi viticultori e con meno pessimismo delle solite ostriche del progresso viticolo. Non ho in- 
« consultamente lanciato su quella strada i proprietari, né li ho distolti per altri sentieri : con pru- 
« denza e cautele infinite, invece ne invogliai parecchi, e più che altro ho proceduto io stesso da 
« viticultore pel.... cammin Silvestro. Oggi lo sconforto dei molti mi preoccupa non per le loro 
« geremiadi, ma per la messinese viticultura. Hanno ragione i più di lamentarsi? No! » 

E cominciando dal rammentare la grande confusione che regnò sovrana nei primi tempi in 
cui le viti americane venivano raccomandate come la salvazione dalla fillossera, fa sopra tutto ri- 
salire a questa confusione la colpa degli insuccessi ottenuti e ciò per la cattiva scelta delle varietà 
e anche per la sbagliata coltura. Parla quindi in genere delle viti americane e poi del loro adat- 
tamento, innestatura, potatura, concimazione, ecc. 

Il volume é posto in vendita per Cent. 50. 

J. SCHMIDT. Ueber einige Histeridae von dr. E. Modigliani auf der Insel En- 
gano gesammelt. (Genova 1894, Annali Museo civico di St. nat. Voi. XIV. Estratto di pag. 4 
in 8.°) Fra le 16 notatevi, troviamo la descrizione delle seguenti nuove specie : Platysoma den- 
satKìn. P. rninoratum. Idister Modigliani. 



138 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



PERUGIA A. Viaggio di Lamberto Loria nella Papuasia orientale XIIL Pesci 
di acqua dolce. (Genova 1894. Annali Museo civico di st. nat. Voi. XIV. Estratto di pag. 8 
in S°) Fra il ricco materiale zoologico raccolto dall' egregio esploratore dott. Loria e spedito al 
Museo civico di Genova, figurano pure diversi pesci di acqua dolce che studiati dal prof. Perugia, 
resultano appartenere a 9 specie, di cui 2 nuove per la scienza: Aristeus Loriae e Lavibertia 
atra, quest' ultima, forma anche un genere nuovo. 

SCHIAVAZZI GIUSEPPE. I lepidotteri diurni {RJiopalocera) del livornese. (Livorno 
1894. Belforte e C.° edit. Pag. 116 in 16.° Prezzo L. 2) È un libro raccomandabile ai non pochi 
giovani che si dedicano alla raccolta dei lepidotteri. Quantunque il titolo sia molto modesto, il 
volume si occupa di tutto quanto ha relazione con la ricerca, allevamento, preparazione e conser- 
vazione dei lepidotteri; quindi tratta delle classificazioni e passa poi alla descrizione di 90 fra 
specie e varietà, di alcune delle quali riproduco la figura. 11 volume è in vendita al prezzo di L. 2. 

GARELLI prof. ALESSANDRO. Le patate di gran reddito. (Torino 1893. L'Eco- 
nomia rurale. Estratto di pag. 56 in 8.") Le patate di gran reddito sono ormai una risorsa per 
l'agricoltura e ne formano un vero progresso. Vi sono quelle foraggiere, quelle industriali e quelle 
per uso domestico. L'egregio A., che è pure un grande coltivatore di queste patate, nella sua te- 
nuta di Castello di Macello, ne parla diffusamente e con grande entusiasmo, dividendo lo svolgi- 
mento del tema nei seguenti capitoli: 1.° Le patate di gran reddito e 1' alimentazione del bestiame. 
2.° La patata di gran reddito nell' economia domestica. 3.'^ Le patate di gran reddito e la fabbri- 
cazione della fecola. 4." idem e la distillazione dell' alcool. 5.° idem e la pellagra. 6." Le migliori 
varietà di patate di gran reddito. 7.° Il presente e 1' avvenire della coltivazione delle patate in 
Italia. Apiìendice : Coltivazione delle patate di gran reddito. 

MELCHIORRE dott. prof. BORZONE. Nozioni di fìsica, chimica e mineralogia 
ad uso delle scuole tecniche e delle preparatorie alle normaU. (Torino 1894. G. B. 
Paravia edit. Pag. 132 in 8." con 91 fìg. L. 1,60) Ci sembra che 1' egregio A. abbia ben raggiunto 
il suo scopo, che era quello di esporre gli elementi necessari per facilitare la via a chi muove i 
primi passi nello studio della Fisica, della Chimica e della Mineralogia. I giovani studenti avranno 
in questo libro una guida facile, chiara, per meglio apprendere le lezioni dei loro professori, e 
questi pure troveranno perciò un buon ausiliare in questo lavoro del prof. Borzone. 

Il volume è illustrato con 91 figure e costa L. 1,60, presso l'autore in Loano. 
CORTI dott. EMILIO. Aggiunte alla fauna ditterologica della provincia di Pavia. 
(Firenze 1894. Bullettino Soc. entomol. italiana. Trim. 111. Estratto di pag. 8 in 8 ") Indicate lo 
località esplorate, dà la nota della seconda centuria di ditteri da lui raccolti e che sono nuovi 
per la provincia di Pavia; fra essi, alcuni sono nuovi per l'Italia. Vi si notano pure alcune 
correzioni alla prima centuria pubblicata lo scorso anno. Riunendo le 600 specie già studiate dal 
prof. Bezzi e queste 200 dell'egregio A. si ha un totale di 800 specie di ditteri rinvenuti in quella 
provincia 

MINISTERO DI AGRICOLTURA, INDUSTRIA E COMMERCIO. Zootecnia. 
Provvedimenti a vantaggio della produzione equina negli anni 1893-94. (Roma 1894. 
Tip. Bertero Pag. 248 in 8." L. 1,50) È la solita relazione annuale che pubblica la Direzione ge- 
nerale dell'agricoltura e forma il 206.» volume degli Annali dell'agricoltura italiana. Brogi 



CONSIDERAZIONI SULLA INTELLIGENZA DEGLI ANIMALI 

per il prof. Grillo Niccolò 

Volume di 70 pag. in-8 L 1,00. Franco e assicurato L. 1,15. 



AVIFAUNA MARCHIGIANA 

per il prof. Vincenzo Gasparini. 

Descrizioni e ricerche diagnostici in tutte le specie dell' Avi faujia italica. Volume di pag. 296 in-8 

L. 5. Franco ed assicurato L. 5,50. 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



139 



BIBLIOGRAFIA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 

Pubblicazioni del 1893 

L'amministrazione s'incarica di procurare agli abbonati, senza aumento di prezzo, le pubblicazioni delle 
quali è notato il costo, ed anche le altre se è possibile. 

Gli autori di scritti relativi alle scienze naturali, che non vedono annunziati i loro lavori in 
queste note bibliografiche, sono pregati darcene avviso, rimettendoci, possibilmente, una copia 
delle loro pubblicazioni, o fornendoci anche solamente i dettagli necessari per poterne dare un 
annunzio simile ai seguenti. 



Zoologia - Paleozoologia - Allevamento degli 
animali. 

(continuazione) 



287 Sacco dott. F. I molluschi dei terreni 
terziari del Piemonte e della Liguria. Parte XIV. 
(Strombidae, TerebeUidae, Ghenopidae, Haliidae) 
(Ibidem n. 165 pag. 2 con 2 tav.) 

288 Salvadori T. Intorno alla Merula alpe- 
stris, Brehm (Ibidem n. 152 pag. 8 in 8,") 

289 Sancas ciani dott. G. Libera uccella- 
gione in libero stato. (Firenze, Giorn. di Agricol. 
e Comm, n. 5. Estr. di pag. 8 in 8.<>) 

290 Sangalli G. Echinococchi, larve d' Oe- 
strus neir uomo. (Milano. R. Ist. Lomb. di se. e 
lett. fase. 16 pag. 641-47 e Gazzetta medica 
tom. 5 n. 6). 

291 Schilsky J. Un nuovo Dasytes di Si- 
cilia. (Palermo, li Naturalista siciliano n. 1-2 
pag. 15-16). 

292 Schmidt J. Viaggio di L. Loria nella 
Papuasia orientale - Vili - Histeridae. (Genova. 
Annali del Museo Civico di st. nat. voi. 13 pag. 
231-40). 

293 SchneiderfF R. Protezione degli uccelli. 
Petizione del Comizio Agrario di Firenze al Con- 
siglio Provinciale. (Firenze. Tip. pei Minori 
Corrigendi). 

294 Schwarz O. Cardioplorus albofasciatus 
n. sp. (Palermo. 11 Nat. Sicil. n. 1-2 pag. I). 

295 Senna A. Contribuzioni allo studio dei 
Brentidi. Nota XVI. Brentidi raccolti nell'isola 
di Engano dal dott. Elio Modigliani. (Genova. 
Annali Museo Civ. di st. nat. voi. 13 pag. 256-84). 

296 Senna A. Contribuzione allo studio dei 
Brentidi. Nota XVII. (Firenze. Bull. Soc. entoraol. 
ital. Trim. 2 pag. 117-35 con tav.) 

297 Sergi prof. G. Catalogo sistematico delle 
varietà umane della Russia. (Padova. Boll. Soc. 



veneto-trentina di se. nat. n. 3. Estr. di pag. 20 
in 8.») 

298 Sergi prof. G. Varietà umane micro- 
cefaliche e pigmei di Europa. (Roma. Boll. K. 
Accad. medica fase. II. Estr. di pag. 42 con 21 fig ) 

299 Setti E. Elminti dell' Eritrea e delle re- 
gioni limitrofe. (Genova. Atti Soc. Ligustica se. 
nat. e geogr. voi. IV, pag. 21 con tav.) 

300 Sicher E. Due nuove specie di Acari del 
genere Knemidocaptes. (Padova. Bull. Soc. ve- 
neto-trentina se. nat. Tomo 5 n. 3 pag. 134-37). 

301 Silvestri A. Su di alcuni foraminifcri 
del Mare Ionio. (Roma. Mem. dell'Accademia 
Pontificia Nuovi Lincei. Estr. di pag. 5S in 4.° 
con 4 tav.) 

302 Silvestri F. Nuova contribuzione allo 
studio dell'avifauna umbra. (Roma. Boll. Soc. 
Romana per gli studi zool. fase. IV, V, VI. Estr. 
di pag. 28 in 8.°) 

303 Sonsino P. Trematodi di rettili e di 
anfibi della collezione del museo di Pisa. (Pisa. 
Atti Soc. Toscana Se. nat. voi. Vili pag. 183-90). 

304 Sonsino P. Nota intorno al Distomum 
horridum Leidy e al D. ovocaudatum Volpian. 
(Ibidem pag. 215-17). 

305 Sonsino dr. P. Sul Distomum ovocau- 
datum Volp. (Firenze. Monitore zoolog. ital. n. 3 
pag. 63-64). 

306 Stefanelli P. Terza memoria intorno 
alla conservazione delle libellule a colori fugaci. 
(Firenze. Bull. Soc. entomol. ital. Trim. I pag. 
3-11). 

307 Stossich M. Note elmintologiche. (Trie- 
ste. Boll. Soc. adriatica di Se. nat. voi. XIV 
pag. 83-90 con 1 lav.) 

308 Stossich M. Il genere Angiostomum 
Dujardin. (Ibidem, pag. 91-95). 

309 T. Sulla epizoozia tifoide o cholera dei 
polli. (Milano. La difesa dai parassiti, n. 7 pag 
50-51). 



140 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



310 Targioni Tozzetti A. Alcune osser- 
vazioni intorno agli studi sulla filossera della 
vite, del cav. F. Franceschini. (Firenze. Bull, Soc. 
entomolog. ital. Trim. 1 pag. 25-32). 

311 Testi F. Su alcuni emitteri eterotteri del 
iSIodenese. (Modena, Atti Soc. dei nat, fase. 3 
png. 203-212). 

312 Thorrel T. Scorpiones exotici R. Musei 
Historiae Naturalis Fiorentini. (Firenze. Bull. 
Soc, entomol. ital. Trim. lY pag. 3.56-87). 

313 Tiburtino A. Note igieniche per i ca- 
valli ammalati. (Siena. Boll, del nat. n. 7 pag. 93), 

314 Tirrito R. Uso delle vinaccie come fo- 
raggio supplementare dei bovini. (Catania. L'agri- 
coltore Calabro siculo, n. 16 e seg.) 

315 Todaro F. SuU' organo visivo delle Salpe. 
Nota. (Roma. Rendic. R, Accad. dei Lincei. CI. delle 
se. fì'siclie, mat, e nat. Sem li fase. 12 con fig.) 

316 Todaro F. Sopra lo sviluppo della Sejjs 
calcides. (Roma. Pubblicazione del R. Ist. di 
Anat. normale. Voi. 3 fase. 1 con tav.) 

317 Tommasini prof. C, Insetti nocivi alla 
vite. (Milano. 11 Villaggio n. 863 con fig.) 

318 Torossi prof, dott, G. B. L' embrione 
del Boa constrictor. (Vicenza. Tip. S. Giuseppe 
pag, 12 con 1 tav. in 8.°) 

319 Torossi prof. dott. G. B La collezione 
zoologica del dott. Giuseppe Scarpa di Treviso. 
A proposito di una salamandra. (Treviso. Tip. 
della Gazzetta, pag. 16 in 16.°) 

320 Trevisani G. Alimentazione del pollame 
e modo di aumentare la fecondità delle galline. 
(Torino. Gazzetta delle Campagne, n. 35 pag. 279- 
80. Dal Piemonte Agricolo). 

321 Trevisi dr. L. EflTetti e trattamento del- 
l' aborto negli animali, (Milano. Gazzetta agri- 
cola, n. 49). 

322 Trois E. F. Sulla comparsa accidentale 
éeìVEcheneis Naucrates nel golfo di Venezia. 
Nota. (Venezia. Atti Istit. Yen, se, , lett. ed arti, 
disp, 10 pag. 1636). 

323 Tuccimei G. Per la verità e per la 
scienza. (Roma. Tip. della Pace. Pag. 6 in S.°) 

324 Ubertino. Il cane di puro sangue ed il 
cane da servizio. (Milano. Riv. di Sport. , n. 34 
e seg.) 

325 Ugolini prof. U. Un altro nemico della 
vite. Antispila Rivillei Staint. (Padova. Racco- 
glitore, n. 14. Estr. di pag, 8 in 8,°) 

326 Valenti A, LTn nuovo indicatore micro- 



grafico, applicabile a qualunque microscopio a 
tavolino quadrangolare, (Roma. Gaz. medica fase. 
9 pag. 193-209). 

327 "Vallon G. Ardetta minuta. (Trieste. Bull. 
Soc. adriatica di Se. nat. voi. XIV, Estratto di 
pag. 16 con 2 tav. colorate). 

328 Vallon G. Contribuzioni allo studio sopra 
alcuni uccelli delle nostre paludi e della marina. 
(Ibidem. Estr, di pag. 12 con 2 tav, colorate). 

330 Varaldi dott. L. Sui rapporti tra le 
andature ed i movimenti respiratori del cavallo, 
(Torino. Moderno Zooiatro, n. 6 pag. 104-109). 

332 Vinassa de Regny P. E. I molluschi 
dei terreni terziari delle Alpi Venete, (nota 
preventiva), (Pisa. Atti Soc. Tose, di Se. nat. voi. 
Vili pag. 217-23). 

333 Vinciguerra D, Di alcuni pesci rac- 
colti nel paese dei Somali dall' ing. L. Brichetti- 
Robecchi. (Genova. Annali Museo civico di st. 
nat. pag. 448-55), 

334 Vinciguerra D. Catalogo dei pesci 
delle Isole Canarie. (Milano. Atti Soc. italiana 
di Se. nat. fase. 3 pag. 295-334). 

335 Vinciguerra D. Sulle appendici bran- 
chiali nelle specie mediterranee del genere Ben- 
tex. (Roma. Boll. Soc, romana per gli studi zool, 
fase. 1-2-3 pag, 50-70 con 1 tav.) 

336 Vinciguerra prof. D. Sulla presenza 
di un Ghiozzo d' aequa dolce nei dintorni di 
Roma. (Ibidem, fase. 7-8, pag. 213-222). 

337 Vinciguerra prof. D. Sulla introdu- 
zione del Salmone di California nel lago di Ca- 
stel Gandolfo. (Ibidem pag. 253-264). 

338 Vitale F. Catalogo sinonimico e topo- 
grafico dei Curculionidi di Sicilia. (Palermo. Na- 
turalista Siciliano, n. 7-8 pag. 156-63). 

339 Vlacovich G. P. Sulla moltiplicazione 
dei corpuscoli parassiti nel Bombice del gelso 
per scissione trasversa. (Padova. Boll, di bachi- 
cultura, n. 4 e seg. con tav.) 

340 V. R. Perchè assomigliamo ai nostri pa- 
renti ? (Siena. Riv. ital. di se. nat. n. 8 pag. 
99-100). 

341 Zoja dr. R. Le cellule colorate dell'ec- 
toderma di alcuni iclroidi. (Pavia. Boll, scientif. 
n. 2 pag. 42-50 con 1 tav.) 

342 Zoja dr. R. Contribuzioni allo studio 
delle sostanze cromatofile nucleari di Auerbach 
in alcuni ciliati ; nella ovogenesi e nella fecon- 
dazione àeW Ascaris megalocpphala ; nelle uova 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



141 



partenogenetiche dell' Ap/us rosae. (Ibidem, n. 2 
e seg.) 

343 Zuccarelli A. Divorzio e scienza an- 
tropologica. (Napoli. Tip. Tacco. Pag. 4G in 8."j 

344 • * * * L' oca nelle sue specie e varietà. 
(Milano Gazzetta agricola, n. 9). 

345 * * * * Piscicoltura. (Milano. Il Villaggio, 
n. 865 con fig.) 



Botanica - Paleofitologia - Agricoltura. 

34G Acqua C. Ricerche sul polline germo- 
glianta della Vinca major. (Firenze. Bull. Soc. 
bot. italiana, n. 7 pag. 373-78). 

347 Ager I. La Lima e sue influenze sulle 
faccende campestri. (Milano. Corriere del Vil- 
laggio, n. 14j. 

348 Aloi A. Brevi nozioni di frutticultura. 
(Catania. L' agricol. Calabro-siculo. In corso di 
pubblicazione nei diversi fascicoli). 

349 Arcangeli G. Sulla Larrea cuneifolia 
e sulle piante bussola. (Firenze. Bull. Soc. bot. 
italiana n. 1 psg. 46-48j. 

3.50 Arcangeli G. Alcune esperienze sulle 
foglie di Nupìiar. (Ibidem n. 3 e 4 pag. 191-94). 

351 Arcangeli G. Piante rare italiane {Ru- 
bus incanescens Bert. e Centa.urea Diornedea 
Gasp.) (proc. verb.) (Ibidem, n. 4 pag. 212-1.3). 

352 Arcangeli G. Bongardia Rauwolfd. C. A. 
M. (proc. verb.) (Ibidem, pag. 212). 

353 Arcangeli G. Sopra varie mostruosità 
dell' 4y'a-'^ odorus Car. e della sua, probabile ori- 
gine. (Ibidem, n. 5 pag. 290-95). 

354 Arcangeli G. Relazione sulle comunica- 
zioni inviate alla Presidenza della Commissione 
per r esplorazione della fiora italiana. (Ibidem 
n. 8 pag. 447-54). 

355 Arcangeli G. Sopra alcuni Narcissus. 
(Ibidem, n. 8 e 9 pag. 480-83). 

356 Arcangeli G. Sopra 1' infiorescenza di 
una pianta di i^exienthes. (Ibidem n.9 pag. 511-12). 

357 AvettaC. Sui cistoliti delle foglie del ge- 
nere Cocci nia. (proc. verb.) (Ibidem n. 4 pag. 209). 

358 Baldacci A. Escursione botanica allo 
scoglio di Saseno. (Ibidem, n. 2 pag. 80-84). 

359 Baldacci A. Ricordi di un viaggio bo- 
tanico fra Prevesa e -Janina. (Ibidem, pag 84-88). 

360 Baldacci A. Osservazioni sulla rami- 
ficazione del Symphyium orientale L. applicate 



al genere Symphytum L. (Ibidem n. 6 pag. 337- 
41). 

361 Baldacci A. Osservazioni sulla natura 
simpodiale di alcune infiorescenze di Boragginee. 
(Ibidem, n. 7 pag. 37.3-97). 

362 Baldacci A. Sulla ramificazione delle 
Apo3Ìnee. (Ibidem, pag. 397- 401). 

363 Baldacci A. La stazione delle « doline » 
Studi di geografia botanica sul Montenegro e su 
gli altri paesi ad esso finitimi. (Firenze. Nuovo 
Giorn. bot. italiano n. 3 pag. 137-51), 

364 Balsamo F. Piante delle Canarie e del 
Congo. 1.^ centuria. (Napoli. Boll. Soc. africana 
d'Italia fase. VII-VIII pag. 125-34). 

365 Bandini avv. I. Perfosfati d' ossa, o 
perfosfati minerali ? (Siena. Bull, del Comizio 
Agrario, n. 18. Estr. di pag. 4 in 8.") 

.366 Barbero E Piante foraggiere ausiliarie, 
adatte per annate asciutte. (Torino. Gazzetta 
delle campagne n. Il con 2 fig.) 

367 Bargagli P. Escursioni nel Tirolo. (Fi- 
renze. Boll. Soc. bot. italiana n. 2 e seg.) 

368 Baroni E. Licheni raccolti dal prof. E. 
Rodegher nell' Italia superiore. (Ibidem, n. 2 pag. 
70-77). 

369 Baroni E. Notizie e osservazioni sui 
rapporti dei Licheni calciceli col loro sostrato. 
(Ibidem, n. 3 pag. 1.36-41). 

370 Baroni E. Sulla struttura delle glandole 
fiorali di Paddra alba Pari. (Ibidem, n. 4 pag. 
233-37). 

371 Baroni E. A proposito di una comuni- 
cazione di L. Micheletti che ha per titolo : Ochro- 
le :hia 'parella var. isidioidea Mass. (Ibidem, n. 
3 pag. 141-43). 

372 Baroni E. Una nuova specie di Arisae- 
ma. (Ibidem, n. IO pag. 515-17). 

373 Baroni E. Osservazioni sul Polline di 
alcune Papaveracee. (Firenze, Nuovo Giorn. bot. 
italiano n. 2 png. 130-35). 

374 Baroni E. Ricerche sulla struttura isto- 
logica della Rohdoa japonica Roth. e sul suo pro- 
cesso d'impollinazione. (Ibidem n. 3 pag. 152-75). 

375 Bplzon dott. P. Seconda contribuzione 
alla flora di Pianosa. (Firenze. Boll. Soc. bot. 
italiana n, 3 pag. 164-66). 

376 Bolzon dott. P. Erborizzazione all'isola 
dell' Elba. (Ibidem. Estr. di pag. 56 in 8 °) 

377 Bresadola don G. Di due specie inte- 
ressanti di funghi della flora micologica italiana. 



142 



RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



(Rovereto. Atti dell' I. R. Accad. degli Agiati 
pag. 7-12 con 2 tav.) 

378 Brìzi U. Su alcune briofìte fossili. (Fi- 
renze. Bull. Soc. bot. ital. n. 7 pag. .369-73). 

379 Bruttini A. Sulla composizione di un 
morchione del frullini. (Firenze. Giorn. l'Agri- 
coltura ital. fase. 260. Estr. di pag. 8 in 8.") 

380 Calvi A. Potatura delle diverse specie 
fruttifere. (Milano. Corriere del Villaggio n. 4). 

381 Candeo D. A. La potatura delle viti. 
(Riposto. La Sicilia vinicola n. 10). 

382 Caruana Gatto conte A. Dello stato 
presente delle nostre cognizioni sulla vegetazione 
Maltese. (Genova. Atti del Congr. bot. internaz. 
Estr. di pag. 10 in 8,o) 

383 Caruel T. L'Orto e il Museo botanico 
di Firenze nell' anno scolastico 1891-92. (Firenze. 
Nuovo Giorn. bot. ital. n. 1 pag, 15-19). 

384 Caruel prof, T. Agrostis alba, forma vi- 
vipara, (proc. verb.) (Firenze. Bull. Soc. bot ital. 
n. 9 pag, 510-11). 

385 Cavazza D. Per il miglioramento della 
frutticultura in Italia. (Milano. Il Villaggio, n. 909), 

386 Chiovenda E. Intorno a due forme ve- 
getali appartenenti alla flora Ossolana. (Firenze. 
Bull. Soc. bot. ital. n. 1 pag. 9-11). 

387 Chiovenda E. Un nuovo ibrido del ge- 
nere Yìola L. .• Viola Rossii ( Yicla pinnata X 
uliginosa (Ibidem n. 4 pag. 207-9). 

388 Chiovenda E. Una nuova Yiola del 
gruppo delle Suaves. (Ibidem n. 5 pag. 285-88). 

389 Cicioni G. Forme notevoli di alcune 
specie botaniche nel Perugino. (Ibidem n. 8 pag, 
476-80). 



390 Clerici F. La Maclura aurantiaca in rap- 
porto alla bachicoltura. (Casale Monferrato. Il 
Bacologo italiano, n. 26 pag. 201). 

391 Clerici ing. F. Su di una antica malat- 
tia del gelso. (Ibidem, n. 37 pag. 290-92) 

392 Cobelli R. Osservazioni sulla fioritura e 
sui pronubi di alcune piante. (Firenze. Nuovo 
Giorn. bot. ital, n. 1 pag. 5-15). 

393 Cobelli R. Un'escursione floristica in 
Serrada. (Ibidem n, 1 pag, 22-37). 

394 Colacito A. Biologia della Peronospora.. 
(Milano, Gazzetta agricola n. 18 e seg,) 

395 Corti dr. B. Le diatomee delle acque 
albule, (Pavia. Boll, scientifico n. 1 pag, 21-25). 

396 Corti dr. B. Diatomee di alcuni depositi 
quaternari di Lombardia. (Ibidem, n, 4 pag. 123- 
24). 

397 Cugini C. Breve descrizione delle prin- 
cipali e più comuni malattie della vite. (Pia- 
cenza. L'Italia Agricola, n. 21 pag. 491-93 config.) 

398 D' Avino A. Sulle cellule a mucillaggine 
di alcuni semi e sul loro sviluppo nel pericar- 
pio della Salvia e di altre Labiate. (Napoli. Boll. 
della Soc. di nat. fase. III pag. 147-58 con 2 
tav, di 19 fig,) 

399 De Bonis A. Fecondazione occasionale 
della Platanthera bifolia Rich. per mezzo del 
vento, (Siena. Riv, Ital. di se. nat, n. 2 pag. 21-22). 

400 De Bonis A. Le piante del Polesine. 
(Firenze, Boll. Soc. bot. italiana. Estr. di pag. 

8 in 8.") 

(continua) 



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A chi rimette 10 cent, in più, 1' invio viene fatto raccomandato, altrimenti non si resta re- 
sponsabili degli smarrimenti postali. 

A coloro che in luogo degli intieri fascicoli che contengono sempre diversi articoli, desiderano 
avere le sole pagine che comprendono il soggetto domandato, il prezzo viene ribassato- fino anche 
a 10 centesimi per articolo. 

Oltre gli articoli qui sotto elencati, trovansi sparsi nei diversi fascicoli, una grande quantità 
di annunzi bibliografici, notizie di caccie, catture interessanti, note zoologiche, zootomiche, bo- 
taniche, mineralogiche, geologiche ecc., insegnamenti pratici, invenzioni e scoperte, notizie ed 
insegnamenti di agricoltura, orticoltura e giardinaggio, lotta contro i parassiti, entomologia agraria, 
mostruosità, ibridismi ecc. ecc. A chi li desidera, inviamo gruppi speciali di tali articoli a loro 
scelta ed a prezzi mitissimi. 

Chi desidera risposta, schiarimenti ecc. , scriva in cartolina doppia od unisca il francobollo 
per la risposta. 

Si accettano in cambio libri ed opuscoli di storia naturale. 

N. B. Nelle parentesi che trovansi dopo la indicazione degli articoli, i numeri romani indi- 
cano l'annata ed i numeri arabi i singoli fascicoli nei quali gli articoli si trovano. 



ZOOLOGIA 

[Continuazione vedi il fascicolo del 15 Ottobre^ 

De Biasio A. Intorno ad un altro cranio archeolitico rinvenuto nel comune di Arpino. (XI, 
3. Con 4 fig.) 

— Un sepolcro dell'età del bronzo in provincia di Benevento. (XI, 4, Con 2 fig. L. 0,50). 

— Persistenza della forma cranica nella provincia d'Aquila dall' epoca neolitica ai tempi 
nostri. (XI, 6, 8, 9, 10. Con 8 fig.) 

— I crani dei Sanniti. (XII, 1, 3, 5, 6, 7, 8). 

— Sopra un cranio artificialmente deformato. (XII, 9. Con 1 fig.) 

— Dieci mesi di ricerche preistoriche in provincia di Benevento. (XIII, 7), 

— Crania aegyptiaca vetera et hodierna, con appunti di storia e di etnologia egiziana. (XIII, 
10, 11, XIV, 1, 2, 3, con fig.) 

Dei A. Tre specie di uccelli da aggiungere alla fauna ornitologica Senese-Grossetana. (VI, 2). 

— Teratologia. (VI, 12). 

— L' Aphrophora spumarla. (Vili, 8). 

— I Rincoti in generale e gli Afroforidi, o Cicadelle, in particolare, studiati nell' interesse 
della scienza e dell' agricoltura. (IX, 15, 17). 

— La Colombella (Columba oenas Linn.) ed il Piccione torraiolo (Columba livia Briss.;) 
(X, 6). 

— Ibridi ed incroci. (X, 7), 

Del Prete R. Strumenti utili per i collezionisti conchigliologhi. (Vili, 2), 

Del Sere A. Sul modo di conservare le larve e le crisalidi dei Lepidotteri. (IX, 18). 

De Rauschenfels A. Le api del Surinam. (X, 4). 

De Stefani Perez T. Una proposta agli imenotterologi. (XIII, 1. — Proposta di un cata- 
logo descrittivo degli Imenotteri europei. (XIII, 2). — Catalogo descrittivo degli Imenotteri europei. 
(Xlll, 4), 

. — Utilità degli Imenotteri parassiti. (Xlll, 4). 

Direzione. Le deliberazioni del primo congresso dei cacciatori italiani tenutosi in Pavia. 
(X, 11). 



144 RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 



Dubìni A. A che si riducono i principali fattori per avere, in uu grande apiario, un forte 
prodotto, in miele. (IX, 18), 

Eletti O. Malattie più comuni nei pappagalli. (Vili, 3). 

Fabani C. Nota intorno ad alcuni casi di anomalie nel colore degli uccelli. (XII, 1). — Spie- 
gazione intorno alle cause dell' isabellismo, melanismo ed albinismo negli uccelli. (XII, 1). — 
Altre osservazioni intorno alle cause dell'albinismo anomalo e periodico. (XII, 5). — Studi sul 
mimetismo. Curiosi casi d'adattamento. (XII, 5). — La teoria delle somiglianze nei colori degli 
uccelli, ossia studio sul mimetismo nei colorito degli uccelli. (XII, 9, 10), 

— Epoche, mutazioni e varietà nel canto degli uccelli. Loro linguaggio. (XII, 3). — Teoria 
delle somiglianze nel canto degli uccelli. (Xlt, 7). 

— Studio sull'adattamento dell'apparecchio tegumentario degli uccelli. (XIII, 4, 5, 6, 7). — 
Il sistema tegumentario degli uccelli e le variazioni atmosferiche. (XllI, 9). 

-^ Orologio ornitologico. (XIII, 11). 

Failla Tedaldi L. Scoperta di una necropoli preistorica nel comune d'Isnello. (XI, 7). 

— Glossario entomologico. (XII, 2, 3, 4, 5, 8, 9, il. XIII, I, 2, 3, 4, 5, 6,7,8, 9, IO, Il e segue). 
Paure C. Dell'origine di qualche varietà di Molluschi. (X, 8, 9). ( 
Ferragni O. Di due nuove specie di uccelli da aggiungersi all'Avifauna italica. (VI, 6-7). 
Ficalbi E. Non esiste generazione spontanea. (IV, 8, 10, 11. V, 1, 2, 3). 

Fol H. I Microbii. (VI, 1, 2, 3, 4, 5, 6-7). 

Galli-Valerio B. L'Arvicola subterraneus Selys nella Valle di Madesimo. (1600 m. sul li- 
livello del mare) (X, 9). 

— Un dito sopranumerario alla gamba sinistra di una gallina. (XII, 11). 

— Contribuzione alla intelligenza degli animali. (Xllj, 5, 6). 

— Le tenie dell'uomo e degli animali domestici in tavole sinottiche. (XII, 8. 9, 10, 11). 
Gamba A. e Bassi R. La rabbia dei cani. (V. 8). 

Gasparini V. Sul Syrrhaptes paraóoxus. (VIII, 6)- 

Giachetti G. C. Piccioni volteggiatori ; Capitombolanti inglesi ; a berretto nero; Domenicaiii; 
Giranti (V, 2). — Triganini (V, 3, 4). — Modani (V, 4). — Barchetti (V, 5, 6). — Barchelti 
Gazzi (V, 6). — Ricciuti (V, 7). — Bagadais; Bagadais propriamente dotti; Grifoni; Carriers (V, 
9-10). — Guerrieri (V, 11). — Turchi (VI, 1), — Pavoncelli (VI, 4). — Tamburi (VI, 5). — Romani 
(VI, 6-7). — Gozzuti (VI, 8). - Torraioli domestici (VI, 9-10). — Polacchi (VI, 11). — Viaggiatori 
(VI, 12, VII, 1, 2), — Differente nomenclatura delle razze dei piccioni domestici di Europa. (VII, 
3). — Ciassazione dei Colombi secondo il sistema di Levaillant; Le specie selvatiche di Europa; 
Piccioni e Tortore; Incrocio fra le specie; Produzione mula (VII, 4) — Colombaccio (VII, 5,6) — 
Colombella (VII, 7). — Torrajolo (VII, 8, 9-10, 11). — Tortora grigia (VII, 12. Vili, 1, 3). — 
T. bionda (Vili, 4) — T. bianca, (Vili, 5, 7). — L' esposizione internazionale di uccelli da cortile e co- 
lombaia, in Roma. (Vili, 5, 6, 7) — Dell'ibridismo fra le specie; Fecondità di alcuni meticci do- 
mestici; Meticci allo stato selvatico; La legge dell'atavismo; Affinità fra le specie; Incrocia- 
mento reciproco; Descrizione di alcuni meticci; Costumi dei meticci domestici. (Vili, 8, 9-10, 11). — 
Dell' albinismo nelle specie. (IX, 1-2). — Origine delle razze dei piccioni domestici. (IX, 4-5, 8- 
9, 13). — I Piccioni domestici. (IX, 13, 16, 20, 22). — Nuova classificazione dei piccioni domestici. 
(X, 2, 4, XI, 2, 9). 

Giglio-Tos. Diagnosi di ditteri nuovi. ('X, 10, 11, 12), 

Giovannelli G. SuH' uso della polvere di torba nell' allevamento dei bachi da seta. (X, 7), 

Jousseaume. Division des cypraeidae. (IV, 3, 5). 

La Notte F. I Rotiferi. Le resurrezioni e la palingenesi. (Ili, 3). 

Levi-Morenos D. Sul nutrimento preferito dalle larve di alcuni insetti od applicazione pra- 
tica di questa conoscenza all' allevamento dei Salmonidi. (XI, 5). 

Longo A. Su alcuni ordini di mammiferi, (XI, 7, XII, l). 

{continua) 



BOLLETTINO DEL MTIIRALISTA COLLETTORE ALLENATORE COLTIVATORE ^, ^„.,, 

Anno XIV ^^ i^uycmuic 

SUPPLEMENTO MENSILE , ^^ , 

Aro in 1S94 

^- ^^ ALLA RIVISTA ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 

Abbonamento alla Rivista e Bollettino (24 fascicoli) I,. 5 — Al solo Bollettino (12 fascicoli) L. 3 all' anno 

SOMMA RIO 

Bonomi prof. A. L'orso nel Trentino. Pag. 129. 

Failla Tedaldi L. Glossario entomologico {Coni.) Pag. 130. 

Red. La idrofobia o rabbia nei cani e 1' uso della museruola e della catena o guinzaglio Pag. 133. 

COMUNICAZIONI. Ronchetti O. Insetti e Aracnidi epizoi — Mazier G. Un po' di storia 
sulla pesca del merluzzo — Red. Bactèries fossilis, Pag. 134. 

NOTIZIE DI CACCIA E NOTE ZOOLOGICHE. La Rondine egiziana. (Bonomi) - Noto zoo- 
logiche (Brogi) Dal giornale la caccia. Pag, 135. 

Insegnamenti pratici. Contro il veleno dei funghi — Parapioggia semplice e comodo per 
gli escursionisti — L' uso del petrolio nelle concimaie e nelle latrine. — Per distruggere le for- 
miche. Da pag. 136. a pag. 138. 

Notiziario. Da pag. 138. a pag. 139. — Premi agli abbonati. Pag. 140. Richieste, 
offerte e domande di cambi. Pag. 141. — Annunzi diversi. 

L'ORSO NEL TRENTINO 

-«5»C3aS=K— — 

Ebbi occasione parecchie volte di annunziare nelle pagine di questa stimala Rivista italiana 
di scienze naturai', le comparse e le relative uccisioni dell' Orso avvenute iu questi ultimi anni 
nel Trentino. 

11 temuto carnivoro era ancora al principare del presente secolo il padrone delle nostre re- 
gioni alpine. La guerra accanita che 1' uomo intimò alla feroce belva, giunse tuttavia a tanto, da 
limitarne assai il numero ed a confinarla entro poche e remote regioni. Oggimai, sediamo un'oc- 
chiata alla sua distribuzione in Europa, lo troviamo bensì localmente diffuso nelle Alpi, nei Pi- 
rinei, nei Carpazi, nelle Alpi transilvaniche, nei Balcani, nel Caucaso, negli Urali e nella Scan- 
dinavia, ma solo in pochi luoghi ed in piccol numero, mentre è completamente scomparso dalla 
Germania, dal Belgio, dall'Olanda, dalla Danimarca e dalla Gran Brettagna, ed è raro nella Ba- 
viera, nella Stiria, nella Moravia e nella Boemia. 

Anche nel Trentino la caccia incessante di cui l'Orso fu oggetto fece sì che esso venne a scom- 
parire totalmente su tutti i monti che giacciono sulla riva sinistra dell'Adige. Le ultime catture 
di cui si hanno notizie sono avvenute nel 1824 a Tesino, nel 1830 a Centa, nel 1840 a Caoria, 
nel 1842 a Torceg,|io e Primiero, nel 1846 in Valvischiara, nel 1848 a Lavarono, nel 1854 a Tenna 
presso Levico e nel 1856 noi Sette Comuni. 

Ma sulla riva destra dell'Adige il plantigrado seppe tener fronte a tutti gli ostacoli ed anzi 
in quest' ultimo decennio, crescere in numero ed in audacia. Vive ancora in Rendena Luigi Fan- 
toma, il famoso Redi Genova - titolo ormai riconosciutogli da tutte le società alpinistiche - il quale 
uccise da solo 20 orsi, e più che altrettanti in compagnia d' altri cacciatori. Sia questa una prova di 
quanto scorazzasse pei nostri monti questo carnivoro. I naturalisti non sono ancora ben d' accordo 
sul numero delle specie ursine che si distinguono fra le molte varietà che popolano 1' Europa e 
r Asia. 

I nostri appartengono a due tipi abbastanza bene definiti, cioè 1' Orso cadaverino, che ha il 
pelo bruno-fulvo o grigiastro, la fronte alta ed il muso lungo, con indole più sanguinaria; e VOrso 
formicario (dialetto, formigarol) che ha il pelo di tinta più scura, la fronte piana, il muso corto, 
con indole mite, tendendo a nutrirsi di vegetali. Il centro di diflfusione degli Orsi pare che sia 
oggi la valle di Tovel nel gruppo di Brenta, dcnde si spargono in Val di Sole, Vermiglio, Tonale 
e Valcamonica ; «e per Dimaro in Campiglio, sul gruppo dell' Adaraello, di là arrivano anche in Val 
di Ledro, spingendosi, se son vere le informazioni recentissime, anche al monte Baldo, il punto 
più orientale dell'attuale dimora nel Trentino. Noto, a titolo di curiosità, che 1' ultimo orso che 
venne ucciso nelle vicinanze di Trento, lo fu nel 1825 e precisamente sui monti di Sardagna, luoghi 
attualmente affatto liberi dal Carnivoro. 



130 



La caccia a questo formidabile devastatore delle nostre mandrie, continua con alacrità, e non 
sarà lontano il giorno in cui la specie scomparirà come tante altre che la precedettero. 

Riporto qui l'elenco delle notizie che mi pervennero sulle apparizioni dell'orso nelle vallate 
trentine durante questi tre ultimi mesi. 

1). Un orso d'insolita grandezza fu veduto sul Tonale, ove in tutta prossimità alla cantoniera 
nelle notti dal 1 al 2 e dal 3 al 4 agosto sbranò due pecore. La seconda volta la belva fu messa 
in fuga dai pastori. 

2). Il 12 agosto il paesello di Locca, in Val di Ladro, veniva messo in allarme dalla notizia 
che un grosso orso, calato dalla valle del Gui, aveva rubato non molto distante da Lenzumo tre 
pecore in un casolare. Quegli arditi montanari, senza frapporre indugio, con tattica tutta propria, 
si posero sulle traccie della terribile bestia, alla quale dopo poche ore si, trovarono di fronte, ma 
sicuri del fatto loro, la lasciarono avvicinare, e alla distanza di pochi metri, 5 palle quasi con- 
temporanee si configgevano nel corpo della belva e la stendevano morta. Era una femmina del 
peso di circa un quintale, dal mantello marrone-scuro e di bellissime forme. 

3). Verso la metà di agosto veniva scoperto a piedi d' una frana nella Yabnarza (Giudicarle) 
il cadavere d' un orso in istato d' un' avanzata putrefazione. La guardia boschiva fece allo stesso 
una visita superficiale e non vi riscontrò alcuna ferita, segno che doveva aver cessato di vivere 
per morte naturale, oppure colpito da qualche masso. I pochi avanzi scheletrali che il dr. Luchi, 
appassionato medico e naturalista, riuscì a salvare dalla dispersione, saranno rimessi, appena pu- 
liti, in dono al Museo di Rovereto. 

4). In quel torno di tempo una bella giovenca veniva di notte uccisa nella malga di Monflina 
in vai d' Algone presso Campiglio. Sul cadavere si riscontrarono le sicure traccie della temuta 
belva, che però nessuno riuscì a scovare. Probabilmente si tratta dello stesso orso che io notai 
sopra al n. 1, potendo l'orso in una sola notte percorrere distanze grandissime. 

5). La notte del 23 agosto verso il tocco, Angelo Giacomelli, casaro sui monti di Borzago, in 
Rendena, veniva svegliato dal continuo abbaiare del suo cane ; saltò dal giaciglio e mezzo vestito, 
atferato il Wetterly, usciva all' aperto. Gli si presentò alla vista un orso di grandi dimensioni che 
aveva già addentata una pecora e la trascinava in mezzo alle circostanti morene. Profittando del 
chiaro di luna, gli assestò una palla, che colpendo la belva dietro 1' orecchio sinistro, la feriva 
mortalmente. La bestia, dell' età di circa 25 anni, pesava 142 chilogrammi. Il fortunato cacciatore 
nel maggio antecedente aveva ucciso un altro orso nella medesima località. 

6). Verso il 20 d' agosto sulla montagna di Castelfondo, nella località detta « alla croce della 
barba » un orso sbranò due giovenche e cinque pecore, indi passò sulla montagna di Fondo, ove 
nella località detta allo « Solomp » divorò altre due pecore e ne sbranò tre o quattro, riuscendo 
sempre a mettersi in salvo dai cacciatori. 

7). In sul finire dello scorso settembre nel luogo detto al Campel sul Monte Baldo si trovò 
una mandra di pecore al tutto sbandata, una sbranata e parecchie scomparse. Alcuni pratici cac- 
ciatori poterono dalle pedate e dagli escrementi stabilire con sicurezza, che la causa di tale fatto 
era da attribuirsi all'orso, il quale però riuscì a sottrarsi ad ogni ricerca. 

Rovereto 1 Novembre 1894. Prof. A. Bonomi 

GLOSSARIO ENTOMOLOGICO 

REDATTO 

da LUIGI FAILLA-TEDALDI 

illustrato con figure — (continuazione) 

Ali inferiori 
h) Costa basale o Radio subdiscoidale — i) Cesia esterno media o cubilo — k) 
Costa trasverso-media o Cubito — l) Costa interno-media o Costola trocleare. 



131 



Cellule basali Kolenati 

p) Cellula interna anteriore Area discoidale 

q) Cellula interno-media Area subdiscoidale 

r) Cellula interno posteriore Cellula cubitale 

Cellule mediane Kolenati 

s) Cellula media anteriore Cellula pentagona anteriore 

t) Cellula media posteriore Cellula pentagona posteriore 

Cellule apicali Kolenati 

II) Cellula esterna prima Cellula apicale I 

v) Cellula esterna seconda » » II 

tv) Cellula esterna terza » » IH 

x) Cellula esterna quarta » » IV 
y) Costola del tendine o Costola posteriore del tendine — z) Costola del frenulo. 

Fig. 2 Formio idae 
a) Scapo — b) Funicolo — e) Prosterno — d) Mesosterno — e) Sculello — /) 
Metasterno — n) Apofìsi — 1 Costa marginale o Nerv. costale — 2 Costa scapo- 
lare Nerv, subcostale — 3 Cellula scapolare — 4. Stignaa — 5 Costa esterno 
media — 6 i.° Ramo della costa esterno-media = Costa basale — 7 Costa cubi- 
tale — 8 Costa trasversa — 9 Ramo esterno cubitale — 10 Cellula cubitale aperta 

— 11 Ramo interno cubitale — 12 Cellula cubitale chiusa — X Cellula radiale — 
XX Cellula esterno-media — 13 Cellula discoidale chiusa — 14 Costa ricorrente — 
IS Cellula discoidale aperta — 16 Costa trasverso-media — 17 Cellula interno 
media basale — 18 Cellula interno-media apicale — 19 Costa interno-media. 

Ala inferiore 
g) Costa scapolare — h) Costa basilare — i) Costa esterno media — A') Costa tra- 
verso-media — /) Costa inlcrno-media — m) Uncinetto. 

Fig. 3. Uncinetti alari. 
Fig. 4. Testa di Vespa crabo 
a) Labro — 6) Epistoma — d) Fronte — e) Vertice — g) Tempie — //) Occhi 

— i) Stemmate — k) tornio — l) Guance — m) Mascella — n) Mascella — o) 
Palpi mascellari — p) Palpi labiali — q) Linguetta — r) Epifaringe. 

Fig. 5-6-7 Ichneumonidae 
X Areola — 1-8 Anelli addom. superiori — 1-7 Anelli addom. inferiori — a-b Stili 

— 6' Ovipositore — e Aculeo — ce Stiletti — I Cellula umerale — II Cellula 
umerale II — 111 Cellula discoidale I — IV Cellula discoidale li — V Stigma o 
Pterostigma — VI Cellula radiale — VII Cellula cubitale I — Vili Cellula cubitale II 
IX Cellula cubitale III — X Cubilo — XI Nervatura ricorrente — XII Interstizio 

— XIII Nervatura parallela — XIV Radio. 

Fig. 8. Organo delle Tenthredinidae che serve a forare, a) Sega — - b) Stiletti. 

Fig. 9. Tenthredo. Ala superiore 
a) Nerv. costale — b) Nerv. subcostale — e) Nerv. mediana — d) Nerv. subme- 
diana — e) Nerv. anale — f) Nerv. radiale — g) Nerv. cubitale — h) Cellula 



132 



costale — i) Gel. subcoslale — j) Gel. mediana — k) Gel. submediana divisa in 
due da una venella — l) Gel. anale — m) Gellule radiali — ri) Gellule cubitali 
o) Gellule discoidali — fj) Gellule posteriori — q) Stigma. 

Fig. IO. Apparecchio dell'aculeo 
a) Valvole — h) Valvole triangolari — e) Aculeo — d) vSpicoli o stiletti — e) 
Vescichetta velenosa — f) Parte membranosa della valvola — g) Sostegno dell'a- 
culeo — h) Glandole. 
Fig. II, 12, 13, 14, \d, 16 Testa ed apparato boccale di Bacerà P ingrandito. 

Fig. 1 1 . Apparecchio boccale 
a) Muscoli della base — 6) Labro — e) Epifaringe — d) Ipofaringe — ee) Lobo 
terminale delle mascelle — f) Inserzione dei palpi — y) Tubo labrale che rap- 
presenta il mento dei Goleotteri e altri insetti — ii) Divisioni laterali della linguetta 

— j) Divisione intermedia o la slessa linguetta — Mi) Palpi labiali. 

Fig. 12 Testa 
il) Labro — b) Epistema — ce) Occhi — d) Stemmati — e) Torulo col primo 
articolo dell' antenna dritta. 

Fig. 13. Labro ingrossato e ciliato sui margini — bb) Due filetti laterali. 
Fio:. 14. Una delle sue mascelle 
Fis;. lo. Una delie mascelle 
a) Freno o stipite — b) Palpo labiale diviso in due branche per mostruosllà — 
e) Lobo apicale. 

Fig. 16. Labro 
a) Analogo del pezzo inferiore chiamato prebasilare — b) Tubo labiale — ce) 
Linguetta — dd) Sue divisioni laterali — ee) Parte in forma di lama squamosa dei 
palpi labiali — ff') Due altri articoli che formano un piccolo tronco gettati sui lati 

— gg) Spazio occupato da due piccole squame che sono stale tolte per non so- 
vraccaricare la figura. 

Immacolato - Irnmacolatus - Iramaculé - unglefleckt - Senza macchie. 

Immagine • Imago, ìnsecium revelatum sev. deelaraium ■ Image • voikommenes In- 
sect ^= Insetto perfetto cioè atto alla riproduzione- 

Impressione • Impressio - Impression • Eindrùck ■ Si chiama un infossamento o depres- 
sione larga e poco profonda. 

Impresso - Impressus • Impressione - eingedriickl - Ghe offre una o più impressioni. 

Impube - Impubis - unbehaart - Sfornito di peli. L'opposto di pubescente. 

Inanellato - Annelé - Ornato di uno o più anelli colorati. 

Incappucciato - Vedi Testa. 

Incavato - Cavatus - Greussé - Ghe offre qualche cavità. 

Incavatura o Smarginatura • Eehancrure - Ghiamasi ogni sinuosità che simula una per- 
dila di sostanza il cui fondo è arrotondato ed ottuso. 

Incavatura mesotoracica - Eehancrure mesothoracique ■ Rambur chiama nelle Libellu- 
lidae una forte depressione trasversa che limita la parte anteriore del mesonoto. 

Incavatura progenitale ■ Eehancrure progenitale - Solier chiama nei Tenebrioniti 1' a- 



133 



perlura inferiore della lesta limilala posteriormente nel mezzo dal pezzo prebasilare 

dalla parte che deve rappresentarlo. 
Incisione - Incisura • Incision - Einschnitt - Chiamasi una incavatura streKa col fondo 

più meno angoloso. Nei bruchi si chiama la parte che unisce fra loro i vari se- 
gmenti. Vedi Incisura. 
Inciso - Jncisiis • Coupé èchancré - ausgeschuitt, eingeschnilt • Che offre al margine 

una incisione o incavatura. 
Incisura o Incisione - Incisura - Incision - Einschnitt o Leibeseinschniit - Chiamasi Tin- 

lervallo membranoso o taglio che separa fra loro i segmenti addominali. Incisura 

è stato adoperato ancora per segmento od anello addominale. 
Inclinato ■ Inclinatus, nutans, cernuus - Incline, penché ■ nikend geneigt - Si applica 

alle ali chiamate dai francesi in tetto e alia testa quando questa forma un angolo 

retto col torace. 
Incluso - Inclusus • Inclus ■ eingeschlassen - Chiuso dentro, conficcato. 
Incombenti - Incumbents ■ Incombantes en recouvrement - Vedi Ali. 
Incompleto • Jncompletus ■ incomplet - unvollslandig ■ Si applica ad una cellula che 

resta aperta ed alle ali. , (continua) 

LA IDROFOBIA RABBIA NEI CANI 
e r uso della museruola e della catena o guinzaglio 



In uno degli scorsi numeri della Gazzetta agricola leggesi uno scritto del dott. Cattoj nel 
quale è detto : 

« Fra le disposizioni che si adottano dalle Autorità, onde garantire contro eventuali morsicature 
dei cani idrofobi, figura sempre in prima linea la prescrizione che ogni cane libero deve essere 
munito di museruola. Da alcune accurate statistiche, compilate per cura dell' illustre Pasteur e 
del Silvestri ed altri, si desume che nei paesi in cui vige la suaccennata prescrizione il percento 
dei casi d'idrofobia è molto maggiore: dacché risulta che la museruola contribuisce allo sviluppo 
della rabbia canina. 

« Onde garantire il pubblico da morsicature de' cani idrofobi, dico che più della museruola vale 
il guinzaglio, perchè ammesso che la rabbia in un cane abbisogna di qualche tempo per svilup- 
parsi, accertato che questa malattia è seguita da sintomi tanto marcati, ne diviene che il proprie- 
tario del cane anche per sicurezza propria lo farebbe uccidere pria ancora che 1' idrofobia si 
svilupasse del tutto. Un altro vantaggio del guinzaglio, e certo di grande importanza, si è quello 
che ogni cane sarebbe sempre vicino al proprio padrone, evitando perciò certi gruppi che alle 
volte impediscono la libera circolazione, e così altri ingombrando i pubblici esercizii, rendono pe- 
ricolosa perfino la ricreazione di passare alcune ore al caff'è, al concerto, alle birrerie o altrove ». 

Avvi però non pochi fatti che stanno invece a provare 1' utilità della museruola e fra gli 
altri citeremo i seguenti registrati nella Clinica veterinaria : 

Nel Wiirtemberg nel 1864 vi fu un' epidemia di rabbia, e quindi si adottò 1' uso della musoliera. 
I casi di rabbia si ridussero a circa 1^4. Ma essendosi nel 186G levalo l'obbligo della musoliera, 
r epidemia aumentò di nuovo, e diminuì solo ripristinando la musoliera. 

Vienna, che impose e poi tolse 1' obbligo della musoliera, dovette ripristinarlo se volle vedere 
diminuiti i casi di rabbia. 

In Olanda, nel Granducato di Baden la musoliera produsse eccellenti risultati. In Svezia non 



134 



si ha più alcun caso di morte per rabbia dal 1878, dopo l'introduzione della musoliera e del di- 
vieto d' importare cani. 

In Inghilterra i' esperimento dell' efficacia della musoliera è stato fatto in varie contee, ed a 
Londra stessa, ove la protezione degli animali ha un vero culto, specialmente dal 1885 in poi. 
Alla fine del 1886 non si ebbe un caso solo di rabbia! Ma sventuratamente, dice Fleming, l'ob- 
bligo della musoliera fu tolto, e nel 1890 si ebbero nuovamente casi di morte per rabbia. Nel 
luglio di queir anno la musoliera fu prescritta di nuovo con rigore, e la rabbia scomparve. 

Nella piccola isola di Usedom in Prussia la rabbia fece strage per varii anni : si riuscì a 
spegnerla facendo applicare la musoliera a tutti i cani. 

La grave epidemia ed epizoozia di rabbia del 1892 nell' isola di Madera cessò con- V obbligo 
della musoliera ai cani. 

E non la finirei più con esempi di questo genere. 

Ma perchè la musoliera riesca veramente un mezzo efficace di profilassi dev' essere prescritto : 
a) che sia di metallo e fatta in modo da impedire al cane di mordere -, b) che sia applicata al cane 
prima di escire di casa e non sia levata se non quando è rientrato-, e) che sia di modello unico 
per tutti i cani del regno ; d) che sia applicata anche ai cani delle campagne ai quali si deve le- 
vare solo nel momento della caccia. 

La vaccinazione antirabbica col metodo Pasteur è certamente di grande utilità, ma quando un 
cane sospetto arrabiato abbia morsa una persona od altro cane, bisogna subito evitare 1' assorbi- 
mento del virus ed ecco dei buoni suggerimenti che troviamo nel giornale La caccia. 

\o Se è stata morsa una persona, succhiare la ferita, e sputare il sangue succhiato. 

Il virus rabbico, come il veleno della vipera, non hanno azione sulla mucosa della bocca purché 
siano sane le gengive e non vi siano ferite. 

Ad oo-ni succhiamento lavarsi la bocca aggiungendo possibilmente all'acqua dell' agro di limone. 

2.0 Allargare la ferita con una incisione fatta in croce e favorire con ogni mezzo 1' uscita 

del sangue. 

3.0 Lavare ripetutamente la ferita con antisettici, con agro di limone, od in mancanza di 

meglio con urina. 

Da esperienze fatte è risultato che 1' agro di limone uccide il virus rabico, e che anche 
r urina ne è un disinfettante. 

4." Cauterizzare profondamente la ferita con ferro rovente. Mancando il ferro si cauterizzi col 
sigaro acceso o con altro mezzo qualsiasi. 

Se non abbiamo proprio nulla pronto, nemmeno un cerino, fra la morsicatura e la parte ri- 
volta al cuore, fare una legatura abbastanza stretta da impedire 1' assorbimento del virus. 

Quando il morsicato sia un cane non è certo da consigliare il succhiamento della ferita ma 
debbonsi però porre in pratica al più presto tutti gli altri mezzi indicati. 

Molti solleciti nel curarsi per proprio conto, trascurano invece di curare il cane, e non com- 
prendono quali pericoli corrono ciò facendo, quanta responsabilità assumono, e le gravi trepida- 
zioni a cui vanno incontro a causa del dubbio. Red. 

COMUNICAZIONI - PROPOSTE - DOMANDE - RISPOSTE 

In questa rubrica gli abbonati hanno diritto a inserzioni gratis per ogni numero, per scambiarsi notizie, schia- 
rimenti, informazioni, consigli, questioni da risolvere ecc. 

Insetti e Aracnidi epìzoi del Lepus cuniculus L. Ricercando fra i peli di alcuni co- 
nigli allevati a Castano Primo, rinvenni abbastanza numeroso 1' Haematopinus ventricosus D, 
specie che forse non era stata osservata prima in Italia. 

Ricordo anche di aver trovato più volte numerosissimo sui conigli il Pulex serraticejjs Gew. 
la sua frequenza non mi permette di pensare ad un semplice epizoosisrao accidentale. Rilevo questo 



135 



fatto, perchè nel lavoro accuratissimo sugli Insetti epizoi pubblicato dal Prof. Bezzi sulla Rivista 
di /Sciente Naturali, non vedo citata questa specie fra gli epizoi del coniglio. 

Sui conigli esaminati rinvenni poi varie specie di Acari, tra le quali più frequenti il Listro > 
phorus gibbus Pag. ed il suo nemico Cheyletus parasitvorax Mg. 

Milano, 20 Ottobre 0. Ronchetti. 

Un po' di storia sulla pesca del merluzzo. (Dal Neptunia). È bene ricordare che 
V onore della pesca del merluzzo va dovuta al veneziano Sebastiano Caboto, che nell' anno 1497 
ponendosi ai servigi di Enrico VII, re d'Inghilterra, scoperse il bacino di Terra-Nuova, copioso di 
merluzzi. 

Nel 1525 Giovanni Verazzani, fiorentino, in nome di Francesco I, re di Francia, s'imposses- 
sava di queir isola. Venne seguito da Giacomo Cartier di Saint-Malo, eh' ebbe a fondarvi uno sta- 
bilimento coloniale. Per tal modo i francesi furono i primi a dedicarsi e seppero ritrarre utile 
da quel prodotto del mare. 

Gli inglesi in seguito si dedicarono, come si dedicano attualmente, a questa pesca e vi im- 
piegano oltre 12 mila battelli con più di 60 mila uomini d'equipaggio, i quali, poi anche fanno 
la pesca dell' aringa e si sa quale e quanta ricchezza ne ritraggono. 

G. Mazier 

Bactéries fossiles. MM. Renault et Bertrand ont découvert une bactérie fossile dans des 
coprolithes de vertóbrós ichthyophages de 1' epoque permienne (des schistes d'Igornay et de Cor- 
desse). Les élóraents bacillaires soat rectilignes, isolés ou couplés par deux, longe de 14 à 16 [t.^ 
parfois courbós, tordus en spirille ou eu chainettes. D' autres bactéries copophiles se trouvent aussi 
dans les copolithes de Lally et de Commentry. 

{CR. Acad. Sciences. 6 aoùt 1894). , Red, 

NOTIZIE DI CACCIA E NOTE ZOOLOGICHE 

La Rondine egiziana [Hirundo Savignyi Steph. = E. cahirìca Licht.) trovata in Boemia. 
L'illustre ornitologo Vittore cav.de Tschusi-SchmidhofFen nel suo Ornithologisches-Iahrbuch {fase. 
5 settembre-ottobre 94) dà l' interessante notizia che il sig. G. P, Prazak, addetto al Museo di 
corte di Scienze naturali in Vienna, potè constatare due catture di Rondine egiziana nel N. E. 
della Boemia, figli confrontò gli esemplari in questione con molti altri egiziani di quel Museo di 
corte, per cui è tolto ogni dubbio sull' eventuale erronea classificazione. Il bruno-ruggine che si 
estende a tutte le parti inferiori e sotto le ali caratterizza questa specie con tutta sicurezza, anche 
rispetto alla Eirundo rustica var. pagorum che ha il ventre giallo-ruggine e non raramente s'in- 
contra neir Europa media. 

Ho voluto informare di questo fatto i lettori della Rivista italiana di scienze naturali, perchè 
i nostri due più illustri ornitologi italiani, il Salvadori ed il Giglioli rifiutano di accogliere questa 
specie neW Avifauna italica, basandosi sul fatto che essa è stazionaria in Egitto e Palestina e 
non migrante. Il Giglioli la pone però fra 1' elenco di quegli uccelli che potrebbero arrivare acci- 
dentalmente in Italia. Se si son viste altre specie sedentarie come p. e. la Fringilla nivalis ed 
il Pyrrhocorax graculus, unirsi talora a branchi d' uccelli migratori e passare assieme a 
questi in regioni molto remote dalla patria loro, perchè si dovrà escludere ciò per la Rondine 
egiziana, e respingere come erronee le indicazioni che questa sia stata trovata a Malta (Wrigt) ed in 
Sicilia (Saunders e Bonaparte) ? . 

Le catture da me annunziate, consiglieranno gli ornitologi italiani ad una più scrupolosa os- 
servazione, essendo ben più facile che tale specie si trovi in Italia, se essa seppe spingersi fino 
in Boemia. Prof. A. Bonomi 

Note zoologiche In questi ultimi tempi mi sono capitate le seguenti anomalie : 

Un piccione domestico con due capi, appena nato. 



136 



Un agnello con 4 corna ben distìnte. 

Una passera reale (Paser italiae) ^ le cui parti superiori sono completamente affette da isa- 
beilismo. 

Un tordo bottaccio (Turdus musicus) (^ con collo e capo quasi completamente bianchi, le 
quattro timoniere e le due prime remiganti, pure bianche. 

Un merlo (Turdus merula) ^ con testa collo petto grapponese sopraccoda copritricì delle ali 
bianche con macchie scure. Anche nelle altre parti del corpo trovasi qualche penna o macchia 
bianca. 

Un fringuello (Fringilla coelebs) p con le parti inferiori completamente candide, la testa ed 
il collo, più chiari del normale, il resto perfettamente dei consueti colori. S. Brogi. 

Da Piazza Armerina, Anche qui abbiamo avuto per 2 mesi maggio e giugno le cicogne, 
in numero di otto o nove alle quali tutti i cacciatori hanno sparato inutilmente, pochi trovandosi 
coi fucili carichi a pallini. Una sola ne ebbi, uccisa da un pecoraio con una pietra, ma mi fu 
portata putrefatta e mancante di gambe. Ho poi catturato una bellissima varietà del Falco pecchia- 
iuolo ancora non ben determinata. 

Piazza Armerina 29 Ottobre 94. Giacomo Velardita Caldacera 

Dal Giornale La Caccia apprendiamo che a Dolce (Verona) fu il 13 ottobre uccisa una 
grossa aquila, ma non sappiamo a che specie appartenesse, come non sappiamo di che genere fosse 
un enorme delfino che fu ucciso a Terranova in Sardegna. 

INSEGNAMENTI PRATICI 



— :*-OSO=<5S 



Contro il veleno dei funghi. (Dal Corriere agricolo commerciale di Milano) 11 gio- 
vane nostro concittadino Alesandro Tornu, appassionato studioso di scienze mediche presso l'Uni- 
versità di Roma, ha in questi giorni pubblicato sulT Unione di qui, i risultati avuti da alcune sue 
esperienze tendenti a rendere innocuo qualsiasi fungo che venga mangiato, anche se di natura po- 
■tentemente velenoso. 11 metodo semplicissimo che il sullodato esperimentatore ha adottato si è quello 
suggerito mezzo secolo fa dallo scenziato francese Gerard, metodo semplicissimo però che da ben 
pochi è conosciuto e che da ancor piti pochi è praticato. Per ogni chilogramma di funghi si pren- 
dono due litri d'acqua e sei cucchiate di sale da cucina oppure d'aceto, si mette assieme il tutto 
per un' ora, indi si levano i funghi dall' acqua, si risciacquano per tre o quattro volte e poi si cuo- 
ciono nel modo solito : e con un trattamento si facile anche le stesse velenosissime Amanite per- 
dono le loro proprietà venefiche. « lo pure — scrive il sig. Tornu — ho voluto ripetere le espe- 
rienze del Gerard, prima — la prudenza non è mai troppa — sopra una gatta, che tenni in os- 
servazione per parecchio tempo senza poter vedere nessun fenomeno anormale, poi sopra me stesso, 
avendo cura di valermi di funghi esclusivamente velenosi,' o almeno sospetti. Ora da circa una set- 
timana, vivo di funghi che vado raccogliendo senza badare alle qualità velenose che potrebbero 
avere e non ebbi mai a lamentare il benché minimo disturbo. » 

« A quelli che vorranno tener conto di ciò che ho scritto — soggiunge lo stesso sig. Tornu 
— consiglio di valersi del sale comune, anziché dell'aceto, perchè di quest'ultima sostanza si sente 
un po' di sapore, anche dopo la ripetuta lavatura. » 

Ora noi, che abbiamo assistito ?i\ parco pranzo del bravo esperiraentatore, mangiando una buona 
dose di suoi funghi senza sentirne alcun disturbo, crediamo di far buona ;cosa divulgando anche 
per mezzo di queste pregiate colonne la semplicissima norma di Gerard, che ha una straordinaria 
importanza sia dal punto di vista igienico, che economico, affinchè ovunque venga essa praticata. 

Agricola. 

Parapioggia semplice e comodo per gli escursionisti. Leggiamo nel giornale La 
Caccia: Il mezzo per difendersi dalla pioggia e una delle preoccupazioni maggiori del cacciatore 
durante r inverno: si sa con che tempo si esce di casa, difficilmente si può prevedere quello con 



137 



cui si tornerà. Ci vuole quindi qualche cosa di leggero e non incomodo a portare, che possa facil- 
mente trovar posto nella carniera o dentro il sacco. 

Gli, abiti impermeabili, abbastanza costosi quando son resistenti e leggeri, abbiano la forma 
di cappa o quella di mantello, hanno i loro difetti; e specialmente quello di restar quasi sempre 
aperti sul davanti e di bagnar maledettamente le gambe, sulle quali, allorché si cammina di passo 
svelto, gronda 1' acqua raccolta. 

L'ombrello è anti-cacciatoresco, e pur nulla meno vedesi ora usato da molti che ne subiscono 
l'incomodo in mancanza di meglio. 

Gli impermeabili pel tessuto, o resi tali con un preparato qualsiasi, riescono tutti troppo pe- 
santi ed incomodi. 

Temistocle Strazza il profondo scrittore di cose cinegetiche, ed il forte cacciatore, che a buon 
diritto può dirsi dei due mondi, ci consiglia ora il poncho messicano, ridotto a miglior sistema. 

Basta prendere un pezzo di impermeabile, di forma quadrata e della grandezza di un par di 
metri per lato. 

Si fa orlare dalle due parti dove non v' è la cimosa, e nel mezzo vi si pratica un'apertura suf- 
ficente per farvi passare la testa. Non è necessario togliere un pezzo di stoffa, basta farvi un grande 
occhiello. Queir occhiello deve necessariamente essere orlato, e da una parte vi si può anche met- 
tere due lacci per ristringerlo, quando, introdottavi la testa, resterebbe troppo ampia l'apertura. 

Col poncho sono ugualmente difesi le spalle ed il petto e, grandissima comodità pel cacciatore, 
restano completamente libere le braccia. 

Può farsi pili grande o più piccolo, secondo il nostro desiderio; ma rappresenta sempre una 
piccola spesa potendo esser fatto in casa, e conservarsi comodamente, piegandolo come una tovaglia. 

L' uso del petrolio nelle concimaie e nelle latrine. L. Dumas pubblica nel Journal 
d' agriculiure pratiche uno studio assai interessante suU' efficacia del petrolio per impedire lo svi- 
luppo dei gas aramoriiacall nel colacito delle concimaie e nell' orina delle 'latrine, ottenendosene 
nello stesso tempo un concime liquido insetticida: e lo raccomanda a preferenza del solfato ferroso 
e del cloruro di calcio per le cisterne dove si depositano gli ingrassi umani e per i pozzetti delle 
concimaie, sia per la sua semplicità, sia per la sua efficacia, sia infine perchè non snatura, né 
rende nocivo, il migliore dei concimi. Le dosi di petrolio da impiegarsi sono differenti secondo lo 
scopo che si vuole raggiungere. Come semplice disinfettante, basta un litro di petrolio per ogni 
metro quadrato di liquido esposto all'aria. Come insetticida, la dose può essere triplicata o quin- 
tuplicata, secondo la natura dei terreni. Nella coltura ortiva e floreale, nei giardini, nelle terre 
silicee calcaree, nelle stagioni umide, si possono adoperare dosi elevate. In un' esperienza, dove 
il petrolio fu impiegato, col concime umano, in forte quantità (1 litro per ettol.) allo scopo di 
sbarazzare un giardino da larve d' insetti^ si ottennero delle culture superbe, superiori a quelle 
dei dintorni. 1 campi già coperti da vegetazione non risentirono verun nocumento da questa pra- 
tica. Nei giardini d' irrigazione con questi concimi liquidi, trattati con petrolio, é rimedio molto 
efficace per uccidere lumache, grillo-talpe e numerosi insetti dannosi alle culture, sempre conser- 
vando la loro azione concimante. L' uso del petrolio per la conservazione dell' ammoniaca nei poz- 
zetti delle concimaie, non impedisce 1' impiego dei colaticcio nel caso di incendi nelle aziende. 11 
colaticcio infatti, per l'ammoniaca e l'acido carbonico che contiene, è un mezzo potentissime di 
estinzione, che l' agricoltore ha sotto le mani in questi infortuni. Il petrolio, adoperato in dosi 
limitate, brucia é vero, ma 1' effetto contrario dell' ammoniaca é enormemente superiore. Il prof. 
Sansone parlando di questo studio nell' Italia agricola^ eleva il dubbio se il petrolio adoperato in 
questo modo anche come insetticida, nella stessa maniera che distrugge gli insetti e i microbi 
nocivi, non distruggerà anche quelli che provocano le trasformazioni necessarie nel terreno e nel 
letamo ; e allora sarebbe un guaio. Quindi fino a che su questo punto importante le cose non siano 
messe ben in chiaro, il prof. Sansone consiglia nella pratica l'uso del petrolio come semplice mezzo 
atto ad impedire la dispersione dell'ammoniaca. Nelle concimaie, dove si usano le pompe per 
r inaffianiento dei mucchi, riesce facile estrarre gli strati inferiori del liquido, lasciando quasi in- 
tatto lo strato superiore oleoso. {Corriere del Villaggio). 



138 



Per distruggere le formiche. Ai tanti mezzi già noti, la Revue de l' Horticulture belge 
aggiunge questo : immergete una spugna in acqua molto zuccherata, spremete 1' acqua sovrabbon- 
dante e ponete la spugna sul formicaio, che in poco tempo si coprirà di formiche; immergetela al- 
lora in acqua bollente. Ripetendo più volte questa operazione, le formiche sono completamente dì- 
strutte. 



NOTIZIARIO 



-;v£iyi^£l-~. 



Sono aperti gli abbonamenti per il 1895. Rammentiamo ai nostri cortesi lettori che 
V abbonamento si paga anticipato. Tuttavia coloro che ne invieranno l' importo entro 1' anno cor- 
rente riceveranno dei premi come dalla nota pubblicata a pag. 140. 

Preghiamo caldamente tutti coloro che non hanno ancora pagato 1' abbonamento dell' an- 
nata corrente o di qualcuna delle antecedenti, a porsi subito in regola. 

Gli abbonati sono pregati a farci conoscere gli studi dei quali più. specialmeute si oc- 
cupano, se tengono collezioni e se desiderano far cambi. Queste notizie saranno un po' alla volta 
pubblicate nella rubrica delle Richieste, Offerte ecc. , onde facilitare le relazioni fra gli stu- 
diosi. I possidenti agrari sono pregati ad indicarci i principali prodotti dei loro possessi, che de- 
siderano porre in commercio, e noi ne faremo gratuitamente cenno nella detta rubrica delle 
Richieste e offerte. 

Numero dei semi prodotti da alcune piante infeste. Per giustificare l' importanza 
che gli agricoltori danno, o dovrebbero dare, alla distruzione delle cattive erbe, sarà utile indicare 
il numero medio dei semi prodotto da ogni piede di qualcuna delle piante avventizie le più diffuse 
nei nostri campi 
Ortica . 
Rosolaccio . 
Margheritone 
Senape selvatica 
Camomilla . 
Orobanche . 
Cuscuta 
Cardo dei campi 

Una mostra di uva e frutta conservate e una fiera di vini, sarà tenuta in Torino 
nel prossimo carnevale ad iniziativa di quel Circolo Enofilo subalpino. 

Sport. Il gran premio del municipio di Parigi di L. centomila è stato vinto 'da Best-Man 
figlio di Melton. 

Concorsi a posti di veterinario : Nel comune di Piossasco. Stipendio L. 420. Tempo 
utile tutto il corrente novembre. — Città di Cuneo ; veterinario supplente ; stipendio L. 600. Tempo 
utile, tutto il mese corrente. — Comune di Pizzighettone ; stipendio L. 500. Tempo utile fino al 
15 decembre prossimo. 

La fiera di vini nazionali, che si tiene annualmente in carnevale in Roma, avrà luogo 
nel prossimo Febbraio. Il Circolo Enofilo ha stabiliti speciali concorsi per i vini atti alla espor- 
tazione, rossi da taglio, rosati da taglio e per diretto consumo, bianchi da diretto consumo. 

Esposizione nazionale di fiori in Roma. Avrà effetto nella prossima primavera. 

Premi per studi scientifici. La Deutsche Fischerei-Verein ha indetti dei concorsi a premi 
per i seguenti argomenti : 

Tema. — Metodi semplici, sicuri e d' una applicazione generale, per determinare 1' ossigeno, 
r acido carbonico e 1' azoto, che si trovano nelle acque naturali (almeno per i due primi gas). 

Saranno presi in ispecial considerazione, quei metodi che potranno fare a meno dei mezzi 
straordinari di lavoro, che si hanno nei laboratori di chimica. 

Tempo utile a tutto il 1 giugno 1895. Premio L. 1250, 



Semi N. 


100,000 


Senecio dei campi 


Semi N. 


19,000 


« 


50,000 


Carota selvatica . 


« 


19,000 


« 


5,500 


Ramolaccio selvatico . 


« 


6,000 


« 


4,000 


Gittaione .... 


« 


2,600 


« 


45,000 


Piscialetto o Dente di leone 


« 


2,500 


« 


20,000 


Bromo sterile . . . . 


« 


1,000 


« 


20,000 


Centaura jacea 


« 


700 


« 


20,000 









139 



Tema. — Ricerche degli eflfetti patologici ed anatomici, esercitati sui pesci dai seguenti corpi 
che si trovano nelle acque di drenaggio : acidi liberi, basi libere (1), gas decoloranti liberi (p. e. 
cloro, acido solforoso). Determinazione dei sintomi di soffocazione dovuta a queste cause. 

Tempo utile 1 novembre 1896. Premio L. 1000. 

N. B. Le risposte parziali ed anche le negative non sono escluse. 

Per le ricerche sono specialmente indicati come soggetti i pesci rappresentanti le famiglie 
dei salmonidi e dei ciprinoidi. 

Tema. — Sviluppo e condizione d'esistenza del fungo d'acqua. Leptomitus lacteus, sua appa- 
rizione e sua disparizione nelle acque inquinate. 

Tempo utile 1 novembre 1895. Premio L. 750, 

Le memorie devono essere inviate in piego chiuso e sigillato, al prof. M. Weigelt, Zirumer- 
strasse N. 90-91 Berlin S. e possono essere scritto oltre che in tedesco, anche in inglese ed in 
francese. 

Istituto forestale di Vallombrosa. 11 Ministero di agricoltura ha determinato di ac- 
cogliere in detto istituto, nell' anno scolastico che incomincia nel mese di marzo 1895, n. 12 alunni 
per un corso di studi di quattro anni, ultimato il quale gli alunni avranno diritto alla nomina di 
sotto-ispettori forestali aggiunti, con 1' annuo stipendio di lire 1200. 

I giovani forniti della licenza d' Istituto tecnico, sezione di agrimensura e di agronomia, che 
hanno compiuto gli studi presso il detto Istituto forestale di Vallombrosa, possono essere ammessi 
nelle Università al 1.° anno delle Facoltà di scienze matematiche e naturali, pel conseguimento 
della laurea o del diploma d' ingegnere civile. 

Concorso a premio sulle cause del diradamento del grano in trifogliaio o me- 
dicaio rotto. Uno degli inconvenienti gravi, cui va incontro la coltivazione del grano, è quello 
del diradarsi allorché è seminato in trifogliaio o medicaio rotto. 

Studiare le cause di ciò e suggerirne i rimedi è, senza dubbio, opera utile ; ma, poiché la que- 
stione è abbastanza complessa e richiede lo studio e il consiglio di molti, l' Italia agricola ha cre- 
duto conveniente di aprire un concorso col seguente Programma : 

È bandito dal giornale l' Italia agricola un concorso a premio fra gli agricoltori e gli studiosi 
di cose agronomiche che sappiano dare ragione del diradamento a cui va soggetto il grano allorché 
è coltivato in trifogliaio o medicaio rotto e suggerire metodi di facile ed economica applicazione, 
che valgano ad impedirlo. 

I manoscritti dovranno essere mandati alla Direzione dell' Italia agricola in Piacenza non piìi 
tardi del 30 aprile 1895. 

II premio consisterà nella somma di L. 200 o in un oggetto artistico dì uguale valore se così 
piacerà al concorrente. 

NOMINE, PROMOZIONI, ONORIFICENZE, PREMI 

Il Prof. GuUo Sebastiano é stato autorizzato ad insegnare storia naturale nei licei. 

I Proff. Lacerenza Raffaele e Pitzorno dott. Mario sono stati abilitati ad insegnare 
scienze naturali nelle Scuole tecniche. 

II Prof. Luigi Re é stato nominato insegnante di Storia naturale nel Liceo dì Savona. 

Il Prof. Marfisi Vincenzo nominato insegnante di Storia naturale nel ginnasio di Termini 
Imerese — Prof. Castellett Carmelo idem in quello di Ragusa — Prof. Zencla Placido 
idem a Castroreale — Prof. Castellano Niccolò idem a Corleone — Prof. Piazza Giuseppe 
idem a Nicosia — Prof. Meloni Angelo idem a Ozieri — Prof. Ferrai Cesare idem a Castro- 
giovanni — Prof. Marcialis Efìsio idem a Bosa. 

Il Prof. Tommasini Cesare nominato insegnante di scienze naturali nella Scuola tecnica di 
Lonigo. 



(1) Specialmente la calce, la soda ed i carbonati solubili di potassa e soda. 



140 



Premi agli abbonati per il 1895 

^Abbonamento gratis. A chi ci procurerà entro l'anno corrente, 2 nuovi abbonati per il 
1895, rimettendocene l'importo, invieremo gratis per un anno il periodico, o daremo in dono due 
annate arretrate dal 1885 a tutto il 1894 tanto della Rivista che del Bollettino. Chi ce ne pro- 
curerà 4 avrà per 2 anni il giornale gratis, o 4 annate arretrate, e così di seguito in questa proporzione. 

A chi ci procurerà un nuovo abbonato, mandandocene 1' importo, invieremo in dono un 
volume di piacevole ed istruttiva lettura, oppure un'annata arretrata della Rivista e Bollettino. 

Tutti coloro che ci invieranno entro il corrente anno l' importo dell' abbona- 
mento per il 1895, avranno in dono uno dei seguenti premi a loro scelta : 

5 specie, a nostra scelta, di minerali o di rocce in piccoli esemplari, o di conchiglie, o di 
fossili, di piante secche, o di insetti (1). 

Pubblicazione gratuita di un avviso di 10 versi in colonna. 

^^ _ « per 6 volte della m.edesiraa o di diverse, domande ed offerte di cambi. 

Una pelle di uccello mosca o di altro uccello africano o americano di svariati colori (1). 

Una scatola della eccellente polvere dentifricia (Brillantina Ghilardi) che trovasi annunziata 
in diverse copertine del giornale (1) 

Le annate arretrate di questi periodici Rivista e Bollettino insieme, dal 1885 a tutto il 1894 
(2.^ serie Completa) a L. 1,70 per annata a scelta e per L. 14 tutte le 10 annate complete, franche 
di porto. 

Gli abbonati al solo Bollettino che ci rimetteranno L. 1 in più, avranno per tutto 1' anno anche 
la Rivista italiana di scienze naturali, onde far loro ben conoscere questo periodico. 

Possono inoltre scegliere una o più delle seguenti pubblicazioni che si cedono a prezzo molto 
ridotto, in modo che gli_ abbonati vengono a risparmiare anche più di quanto spendono per l'ab- 
bonamento. Nel prezzo è compreso l'invio franco o la consegna assicurata al domicilio degli 
abbonati italiani. Gli abbonati esteri che desiderano tale garanzia occorre inviino in più L. 0, 25. 

I funghi mangerecci e velenosi, descri- 
zione, modo di cucinarli e conservarli. Con 23 
tavole colorate per C. Rossi L. 1,00. 

L' art d'empailler les petits animaux 
simplifìé par P, Combes. Un volume con fig. 
L. 0, 80. 

. Conseils aux amateurs pour faire une 
collections de papillons. Classification, pre- 
paration et conservation. Par M. Beleze. Con 32 
fig. L. 0, 80. 

Viaggio in Oriente : Relazione ordinata su 
documenti del celebre Sjmllamam, dal prof 
Campanini. Con figure. Prezzo ridotto da L. 20 
a L. 10,00. 

Viaggio in Oriente pel cav. dott. F. Tassi 
L. 0. 50. 

Entomologia del Discon^i. Con 270 figure 
e istruzioni sulla caccia, preparazione ecc. L. 5 
per L. 2, 70. 

Atlante botanico di 30 tavole con 235 fi- 
gure in colori e preceduto da brevi nozioni di 
botanica descrittiva per il prof. V. Gasparini. 
L. 2,60. 

Pécheur-praticìen, ou les segrets, les my- 
stères, les ruses, de la péche a la Ligne par Al. 
Lambert. Pag. 240 con fig. L. 1, 25. 

Trattato teorico pratico sulle malattie 
degli animali domestici, con metodi di cura 
ecc. del dott. prof. E. Perroncito. 434 pag. in 
8.» con 220 fig. L. 6. 

Manuale per la tecnica moderna del 
microscopio del dott. A. Garbini 2.^ edizione. 
432 pag. in 8.° rilegato in tela con 109 incisioni 
intercalate nel testo L. 4, 30. 

Caccie varie per A. Renault. Voi. di 300 
pag. L. 2,60. 

I Colombi, allevamento, educazione, storia 



naturale ecc. per G. Malagoli. 400 pag. in 8." 
con 60 incisioni L. 3. 

I tre regni della Natura secondo l'opera 
del prof. A Pokorny per i proff. Caruel., Lessona., 
Salvadori e Stuever. 706 pag. in 4.° con 1120 
incisioni L. 6. 

Agricoltura pratica per tutte le piante 
utili all' economia domestica, del Molinari, 2 
volumi con figure L. 3, 50, 

Dizionario di botanica del Cazzuola con 
applicazioni alla medicina, farmacia, veterinaria, 
orticultura, agricoltura ecc. L. 8 per L. 4. 

Avifauna italiana. Resultati della inchiesta 
ornitologica nelle singole provincie italiane. Avi- 
faune locali; per il prof. E. E. Giglioli. Un voi. 
di 700 pag. L. 4. 

Avifauna italiana. Notizie d' indole gene- 
rale. Migrazioni, nidificazione, alimentazione ecc. 
per il prof. E. H. Giglioli. Voi. di 520 pag. L. 4. 

Indirizzi di naturalisti di tutto il mondo, 
con la indicazione dei loro studi speciali, per *S. 
C. Cassino. L. 10 per L. 3,50. 

Role des reptiles en agricolture par 
J. De Fischer. L. 0,60. 

Quelques remarques sur les règles de 
la nomenclature zoologique, appliquées à 
toutes les branches de l'histoire naturelle par 
L. Olphe Gatliard. L. 0, 60. 

Les alpes frangaises par M. Falsan. Voi. 
di 288 pag. con 52 figure L. 3. 

Ricerche malacologichedi L. Benoit pag, 
18 in 8.0 con 35 fig. L. 0, 80. 

Corso di Litologia di L. Bombicci. 638 pag. 
in 16.« L. 4. 

Manuale del Macellaio e del Pizzica- 
gnolo per il cav. Giuseppe Lancia. 690 pag, 
in 8.0 con 164 fig. L. 7, 00. 



(1) Tutti coloro che non possono ritirare o far ritirare personalmente presso 1' Agenzia del 
giornale i premi portanti il segno (1), occorre rimettano L. 0,40 per l'imballaggio e T invio franco 
ed assicurato a domicilio. 

Gli abbonati esteri occorre inviino in più le maggiori spese postali occorrenti. 



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RICHIESTE E OFFERTE 

Domande di cambi ; indirizzi domande e risposte diverse - Gratis per gli abbonati 

Quando non vi è speciale indirizzo, rivolgersi all'amministrazione del giornale, la quale rappresenta gli abbonati 
che pubblicando richieste od offerte desiderano rimanere incogniti. 

Gli abbonati sono pregati ad approfittare di questa rubrica, poiché più clie le richieste ed of- 
ferte saranno numerose, tanto maggiore sarà l'utile reciproco che ne ritrarranno gli abbonati stessi. 

Preghiamo pure gli abbonati a farci conoscere i loro cambiamenti di residenza, le loro no- 
mine, promozioni ecc. , gli studi speciali ai quali si dedicano, nonché se tengono collezioni e se 
desiderano far cambi. 

Questo periodico é assai diffuso anche all' estero, per cui uu annunzio posto in. questa rubrica, 
anche una volta all' anno, servirà a mettere gli abbonati in. relazione con i colleghi d' Italia e 
delle altre nazioni, specialmente Europee. 



168 Cercasi una coppia di cani giovani di non più di 3 mesi di età, di razza da guardia, 
razza pura, di alta taglia. Scrivere prezzo e descrizione ai Fratelli Ingegnoli, 45 Corso Loreto, 
Milano. 

169 Daniele Schiavetti di Genova, fa ricerca di ^Mufloni e Foche viventi. 

170 D.'' Plason, I Fiillerergusse 1, Vienna, desidera far cambi di coleotteri, ricercando specie 
rare europee, ed esotiche di tutte le famiglie. 

171 Herb et Wulle, coltivateurs et Marchands-Grainiers, Naples (Italie). Catalogues en 
distribution gratis: N. 42 Nouveautés de graines pour 1' annee 1895 - N, 43 Graines d' Arbres, de 
Palraiers, Pandanées et Musa - N. 44 Graiaes de fleurs. 

172 Moschella Giuseppe di Reggio Calabria, offre un lupo adulto montato su base, di- 
versi uccelli italiani in pelle e prende commissioni per pesci e crostacei dello stretto di Messina. 

174 D. Chittenden, Willesborough Street, Ashford (Inghilterra), offre per cambi, lepidot- 
teri della sua regione. 

175 S. Brogi, naturalista a Siena, fa ricerca di Barbagianni (Strix flammea) in carne o già 
messi in pelle. 

176 Al maggiore offerente si cede una copia della Mineralogia descrittiva del prof, 
comm. L. Bombicci. Grande volume di oltre mille pagine con molte figure e quadri sinottici. 
(Edizione Zanichelli 1881). Nuovo, solamente tagliato. Questa preziosa opera non trovasi più in 
commercio. 

La maggiore offerta fin ora pervenuta é del prof. R. M. che offre L. 16. 

177 II prof. Andrea Longo si è trasferito dal liceo di Salerno al 4." liceo di Napoli. 

1T8 II sig. Mariano Ticci di Siena, possidente presso la stazione di Castellina in Chianti 
offre vini fini da pasto ed eccellente olio di oliva. 

179 Carlo Piazza, fuori porta d'Azeglio 362, Bologna, desidera cambiare coleotteri contro 
piccole quantità di semi di piante spontanee di qualunque parte d'Italia. Si raccomanda a quelli 
che potessero procurargli entro il corrente anno, semi ben maturi di Oenothera hiennis e Echi- 
nophora spinosa, contro pagamento o contro coleotteri. 

180 Francesco Pedone, piazza Lanza n. 70 Foggia, cede coppie (maschi e femmine) di 
tacchini perfettamente candidi e di grande sviluppo, al prezzo di L. 19 non comprese le spese di 
spedizione. Gli stessi tacchini si vendono dai pollicultori al prezzo quasi doppio. 

182 H. Caillont, 18 rue Traverse du Chapitre a Marseille, demande des Bruchides et dea 
Uromides europèes et exotiques en echange de Goleoptères. 

183 Marini Giuseppe di Trapani fa ricerca di buoni rappresentanti in Italia ed all'estero, 
per il suo premiato stabilimento di Vini Marsala. 

184 Persona pratica che può dare amplio garanzie, ed esperta nella tenuta della contabi- 
lità in partita semplice e doppia, aspira ad un posto di agente di campagna. Rivolgersi alla dire- 
ziono della Gazzetta delle CamjJagne in Torino. 



142 



Per secondare il desiderio espressoci da alcuni abbonati poniamo in vendita 
i singoli fascicoli delle annate arretrate di questi periodici e diamo qui 1' elenco 
dei PRINCIPALI SCRITTI FINORA PUBBLICATI. 

Ogni fascicolo franco di porto costa cent. 25, ma se vi sono figure il prezzo è variabile e viene 
comunicato ad ogni richiesta, 

Agli autori che richiedono 1 fascicoli contenenti i loro scritti ed a coloro che acquistano di- 
versi fascicoli il prezzo sarà molto ridotto. 

A chi rimette 10 cent, in più, l' invio viene fatto raccomandato, altrimenti non si resta re- 
sponsabili degli smarrimenti postali. 

A coloro che in luogo degli intieri fascicoli che contengono sempre diversi articoli, desiderano 
avere le sole pagine che comprendono il soggetto domandato, il prezzo viene ribassato fino anche 
a 10 centesimi per articolo. 

Oltre gli articoli qui sotto elencati, trovansi sparsi nei diversi fascicoli, una grande quantità 
di annunzi bibliografici, notizie di caccie, catture interessanti, note zoologiche, zootomiche, bo- 
taniche, mineralogiche, geologiche ecc. , insegnamenti pratici, invenzioni e scoperte, notizie ed 
insegnamenti di agricoltura, orticoltura e giardinaggio, lotta contro i parassiti, entomologia agraria, 
mostruosità, ibridismi ecc. ecc. A chi li desidera, inviamo gruppi speciali di tali articoli a loro 
scelta ed a prezzi mitissimi. 

Chi desidera risposta, schiarimenti ecc. , scriva in cartolina doppia od unisca il francobollo 
per la risposta. 

Si accettano in cambio libri ed opuscoli di storia naturale. 

N. B. Nelle parentesi che trovansi dopo la indicazione degli articoli, i numeri romani indi- 
cano r annata ed i numeri arabi i singoli fascicoli nei quali gli articoli si trovano. 



{Continuazione vedi fascicoli antecedenti) 

Lope^ C. tln caso di mummificazione spontanea. (X, 1. Con 2 fig. L. 0, 50). — Ancora sui 
due feti mummificati spontaneamente trovati a Volterra. (X, 12). 

— A proposito di alcuni coleotteri anormali. (XI, 2). 
Mariacher G. Le rane d' Italia. (VI, 6-7). 

— Osservazioni sull' epoca della riproduzione del Bufo viridis Laur. e del Bombinator igneus 
Merrem. (Vili, 1). — L' influenza del mezzo ambiente sullo sviluppo del Bufo viridis, Laur. (Vili, 
3). — La riproduzione del Bufo viridis. Note biologiche. (IX, 3). 

Mariacher G. e Dal Nero V. Due tetraonidi veronesi che scompaiono. (IX, 23). 

Martone M. Sulla conservazione e pietrificazione dei cadaveri. (X, 5). 

Martorelli G. Sopra un Falco islandicus Briinn per la prima volta annunciato in Italia. 
(VII, 7). 

Maspero G. I gatti mummificati. (X, 8). 

Massalongo C. Di un dittero galligeno che vive sull* olivo. (X, 8). 

Massidda Meloni M. Sulla conservazione in liquidi dei bruchi, larve ed arachnidi. (X, 11). 

Masson N. Regole d' oro per gli allevatori. (Vili, 8). 

Matto D. La difterite nei volatili. (I, 4, 5). — Il tifo nei volatili. (I, 7). — Il verme rosso 
parassita dei volatili. (I, 9). — Il Sarcoptes mutans parassita del pollame. (I, 10) — Prurito 
dermanissico nei polli. (I, II). — Colombicultura. Difterite (V, 12). 

— Allevamento dei fagiani (II, 4. 5). — Pollicultura pratica. (II, 4, 5, 7, 9). — Pollicoltura 
pratica. Razze italiane. (II, 10, 11, III, 1).— Pollicoltura pratica. Razze francesi. (Ili, 6, IV, 5, 7). — 
Allevamento dei fagiani. (V, 3). — L'abbandono delle grandi