(navigation image)
Home American Libraries | Canadian Libraries | Universal Library | Community Texts | Project Gutenberg | Children's Library | Biodiversity Heritage Library | Additional Collections
Search: Advanced Search
Anonymous User (login or join us)
Upload
See other formats

Full text of "Dizionario corografico dell' Italia"

This is a digitai copy of a hook thiat was preserved for generations on library shelves before it was carefully scanned by Google as part of a project 
to make the world's books discoverable online. 

It has survived long enough for the copyright to expire and the hook to enter the public domain. A public domain hook is one that was never subject 
to copyright or whose legai copyright term has expired. Whether a hook is in the public domain may vary country to country. Public domain books 
are our gateways to the past, representing a wealth of history, culture and knowledge that's often difficult to discover. 

Marks, notations and other marginalia present in the originai volume will appear in this file - a reminder of this book's long journey from the 
publisher to a library and finally to you. 

Usage guidelines 

Google is proud to partner with libraries to digitize public domain materials and make them widely accessible. Public domain books belong to the 
public and we are merely their custodians. Nevertheless, this work is expensive, so in order to keep providing this resource, we bave taken steps to 
prevent abuse by commercial parties, including placing technical restrictions on automated querying. 

We also ask that you: 

+ Make non-commercial use of the file s We designed Google Book Search for use by individuals, and we request that you use these files for 
personal, non-commercial purposes. 

+ Refrain from automated querying Do not send automated queries of any sort to Google's system: If you are conducting research on machine 
translation, optical character recognition or other areas where access to a large amount of text is helpful, please contact us. We encourage the 
use of public domain materials for these purposes and may be able to help. 

+ Maintain attribution The Google "watermark" you see on each file is essential for informing people about this project and helping them find 
additional materials through Google Book Search. Please do not remove it. 

+ Keep it legai Whatever your use, remember that you are responsible for ensuring that what you are doing is legai. Do not assume that just 
because we believe a book is in the public domain for users in the United States, that the work is also in the public domain for users in other 
countries. Whether a book is stili in copyright varies from country to country, and we can't offer guidance on whether any specific use of 
any specific book is allowed. Please do not assume that a book's appearance in Google Book Search means it can be used in any manner 
anywhere in the world. Copyright infringement liability can be quite severe. 

About Google Book Search 

Google's mission is to organize the world's Information and to make it universally accessible and useful. Google Book Search helps readers 
discover the world's books while helping authors and publishers reach new audiences. You can search through the full text of this book on the web 



at |http : //books . google . com/ 



il. -'A V =^'i 




\ 



l>^" 






-iv<-: 



*;■?: 



s 






Si 

ym 



Dizionario 
corografico delV Italia 

Amato Amati 



y '^'liiìUlll 
_»■.» ,,1,11, 



.r.'i^ <«M . 




60001 66a4U 



Xoò'o^ . d . — - 






Digitized by 



Google 



Digitized by 



Google 



PIZIONAEIO COEOGEAFICO 

DELL'ITALIA. 



Digitized by 



Google 



L'ITALIA 

SOTTO L'ASPETTO 

FISICO. STORICO, LETTERARIO. ARTISTICO E STATISTICO 

CON SPECIALE RIGUARDO ALL'INDUSTRIA SD AL COMMERCIO 



OPERA DIVISA IN TRE PARTI 



PASTE rWtMJUL 

IL DIZIONARIO COROGRAFICO 

illtutrato da eiroa 3000 ìbcìbìoiiI 

rappresentanti i monumenti pi& Insigni • gli stemmi eolorttl 
del prineipsU Comoni d'Italia 

COMPILATO 

imi profeaaore Aoaato Aliati 

coi fipncorM di parecchi dotU 

•ARXlOOLil OOROOXCA.F-1CI 

rlrednti o collaborati dalle Bappresentanie Comnaali 
e STiNai approrati o comonlcatl dalle medesloie. 



PABTB «ECMIlliaA 

I TRATTATI SOEllTinCI SUU'ITALU 
LA GEOLOGIA, LA HUIEtALOGU. LA BOIANICA, 
* LA ZOOLOGIA, LA STOUA POLITICA, 
LBTTBRAllA. ARTISTICA, 

L'OKO-lDROGRAnA, LA GIOGRAFIA MKtHCAj 

E U STATISTICA DELL' IT AUA » SIRGOU TRATTATI 

Autori i lignuri profutori 

BwrtoU, Bcvteltad. C — ert rfaJ. CìmcIIo, 

Cwdaeel, CcmmI, Cipolla, ConsOlm ComI, 

■e «bW, Be-BwtalaMda, «'••Mto, 
WrmMtheta, «lb«Ul, «surcWllI, laTenUal, 

II»»— I, NMri, FM—nrial, Billuatrdl, 
Salvudari, S«l«a«lee, tUuf^mml, Tamai 
od altri fra 1 pia valanU serittori Italiani. 



rABTBTBWEA 

L'ATLANTE GEOGRAFICO, TOPOGRAFICO, DROGRAFIOO, STORICO E GEOLOGICO 

DI CIRCA i80 CARTE INCISE IN RAME 
CON DNA CRAN CARTA CE««SRAriCA B* ITALIA IN tS FOOLI 

E J>UB GRANJOt EMISFERI TERRESTRI IN 12 FOGLI 

' DIRKTTO DAI COMPIIATORI DEL TESTO 



A S. MAESTÀ VITTORIO EMANUELE U, RE D'ITALIA 

B PRBMIATA 

«•■ aedaglitt « br*u* 4iJ «favi lirt«nuuI«Bide «H'EspasìbIam dt Parlffl d«l l»«7, 

dal Giuri intemasioiule dall' Biposiiione mondlala del 1873 in Tienna 

K CON MBDXOCtB D'AJtOENTO 

DAL QUINTO CONGRESSO PEDAGOGICO ITALIANO DI GENOVA DEL 1868. 
DAL Gnmr DBU'BSPOSIZIOHB INOUSTRIALE di MILANO DEL 187i 

B DA 

S. M. I. AUSTRO-UNGARICA 



DOTTOR FRANCESCO VALLARDI, TIP.-SDITORE 

Via Disciplini, 15 

NAPOLI, AL DEPOSITO presso DOTT. LEONARDO VALLARDI 

Largo HonteoliTSto, 86 

18«S 



Digitized by 



Google 



DIZIONARIO COROGRAFICO 

DELL' ITALIA 

COMPILATO PER CURA 

SBI, 

PROF. AMATO AMATI 

COL CONCORSO 

DEI SINDACI, DELLE RAPPRESENTANZE PROVINCIALI 

£ DI INSIGNI GEOGRAn E STORICI 

I NOMI DEI QUALI SONO INDICATI IN FINE DEI RELATIVI ARTICOLI 



OPERA ILLUSTRATA 

DA. CIRCA 1000 ARMI COMUNALI CODORATK 

E DA 

PARECCHIE CENTINAIA DI INCISIONI INTERCALATE NEL TESTO 
RAPPRESENTANTI 1 PRINCIPAU MONUMENTI D'ITALIA 



VOLUME QUARTO 



GA -MA 



:m:il-a.uo 

DOTTOR FRANCESCO VALLARDI, TIP.-EDITORE 

Via Disciplioi, 15 

NAPOLI, AL DEPOSITO presso OOTT. LEONARDO VALLARDI 

Largo Hoiit«oliv«to , S6 

WI9 



Digitized by 



Google 



propsieta' lbttbbabia 



^'^'-^'7 




Digitized by 



Google 



G 



GABADONE. — Frazioua del com. di Ri- 
bordone , in Piemoutc, prov. di Torino, cir- 
eond. di Ivrea, mand. di Pont. 

L'ufficio postale è a Sparone. 

6ABALLIN0 o C4T&LUN0. — Comune della 
proT. di Terra d'Otranto, nel Napoletano. Vedi 
CaTaUiao. 

6ABANASCA o GABAMACQ. — Frazione del 
com. di Licciana, nell'Emilia, prov. e circond. 
di Massa e Carrara, mand. di AuUa. 

L'ufficio postale è a Licciana. 

GABAIIINA. — Frazione del com. di Àgrate 
Conturbia, in Piemonte, prov. e circond. di 
Novara, mand. di Borgo Ticino. 

L'ufficio postale è a Borgo Ticino. 

GABAMTlilO. — Frazione del com. di Pre- 
dappio, nell'Emilia, prov. e circond. di Forlì, 
mand. di Civitella di Romagna. 

L'officio postale è a Forlì. 

6ABAR0A. — Frazione del com. di Varzi, 
in Lombardia, prov. di Pavia, circond. di Bob- 
bio, mand. di Varzi. 

L'nffieio postale è a Varzi. 

GABBA. — Frazione del com. di Lizzano in 
Belvedere già Belvedere, nell'Emilia, prov. 
di Bologna, circond. di Vergato, mand. di 
Porretta. 

L'ufficio postale è a Porretta. 

L'Itaua, Diàonario corografico, ecc. VoL 



GABBA. — Frazione del com. di Capriata 
d'Orba, in Piemonte, prov. di Alessuudria, 
circond. di Novi Ligure, mand. di Capriata 
d'Orba. 

L'ufficio postale è a Capriata d'Orba. 

GABBALEONE. — Frazione del com. di 
Baldichieri, in Piemonte, prov. di Alessandria, 
circond. di Asti, mand. di Baldicbieri. 

L'ufficio postale è a Baldichieri. 

CABBELLETTA. — Frazione del com. di Mon- 
tefalco, neir Umbria, prov. dell' Umbria, cir- 
cond. di Spoleto, mand. di Montefalco. 

L'ufficio postale è a Montefalco. 

GABBL — Frazione del com. di Chialam- 
berto, in Piemonte, prov. e circond. di Torino, 
mand. di Ceres. 

L'ufficio postale è a Chialamberto. 

GABBIA. — Frazione del com. di Carignano, 
in Piemonte, prov. e circond. di Torino, mand. 
di Carignano. 

L'ufficio postale è a Carignano. 

GABBIA. — Frazione del com. di Montereale, 
nel Napoletano, prov. di Abruzzo Ulteriore II, 
circond. di Aquila degli Abruzzi, mand. di 
Montereale. 

L'ufficio postale è a Montereale. 

GABBIA. — Frazione del com. di Riva VaU 
IV. (Proprietà tetteraria) 1 



Digitized by 



Google 



2 GABIA 

dobbia, in Piemonte, prov. di Novara, circond. 

di Valsesia, mand. di Scopa. 

L'ufficio postale è a Scopa. 

GABBIA Frazione del com. di Savignone, 

nella Liguria, prov. ecircond. di Genova, mand. 
di Savignone. 
L'officio postale è a Savignone. 

GABBIA. — Isoletta situata nel golfo di 
Gaeta, della circonferenza di circa 2 chiinm. 

6ABBIANA. — Frazione del com. di Ba- 
gnone, nell'Emilia, prov. di Massa e Carrara, 
circond. di Pontremoli, mand. di Bagnone. 

L'ufficio postale è a Bagnone. 

Casale posto a 5 chilometri verso scirocco 
da Bagnone, situato sopra uno sprone che 
scende dall'Appennino di Montorsaio alla si- 
oblra del torrente Civiglia. Ha una popola- 
zione di 350 abitanti. 

6ABBIANA. — Frazione del com. di Gastel- 
lucchio , in Lombardia , prov. di Cremona , 
circond. di Casalmaggiore, mand. di Marcaria. 

L'ufficio postale è a Caslellucchio. 

6ABBIANA. — Frazione del com. di Qui- 
stello, in Lombardia, prov. di Mantova, distr. 
di Kévere. 

L'uflicio postale è a Révere. 

GABBIANE. — Frazione dui com. di Mon- 
ticelli Pavese, in Lombardia, prov. e circouJ. 
di Pavia, mand. di Corteoloua. 

L'ufficio postale è a Chignolo Po. 

GABBIANELLA. — Frazione del com. di 
Marcaria, in Lombardia, prov. di Cremona, 
circond. di Casalmaggiore, mand. di Marcaria. 

L'ufficio postale è a Campitello , frazione 
esso pure del comune di Marcaria. 

GABBIANELLO. — Frazione del com. di 
S. Pietro a Sieve, in Toscana, prov. e cir- 
cond. di Firenze, mand. di Scarperia. 

L'uflicio postale è a S. Pietro a Sieve. 

Casale posto a maestro da S. Pietro a S.eve, 
da cui dista quasi 4 chilometri. 

GABBIANO. — Comune della provincia di 
Brescia, in Lombardia, ora chiamato Borgo 
San Giacomo (vedi). 

GABBIANO. — Comune delta provincia di 
Cremona, in Lombardia, ora chiamato Castel 
GaUnano (vedi). 

GABBIANO. — Frazione del com. di Bagnone, 
nell' Emilia, prov. di Massa e Carrara, circond. 
dì Pontremoli, mand. di Bagnone. 

L'ufficio postale è a Bagnone. 

GABBIANO. — Frazione del com. di Cor- 
tona, in Toscana, prov. e circond. di Arezzo, 
uand. di Cortona. 

L'uflicio postale è a Cortona. 

E un casale di 17U ubi.auii ciri.-.;, posto 1;) 



GABUANO 

chilometri a scirocco da Cortona sopra un 
piccolo poggio, alla cui base occidentale scorre 
il rio Massarone. 

GABBIANO. — Frazione del com. di Givi- 
tella del Tronto, nel Napoletano, prov. di 
Abruzzo Ulteriore I, circond. di Teramo, 
mand. di Civitella del Tronto. 

L'ufficio postale è a Civitella del Tronto. 

GABBIANO. — Frazione del com. di Comu- 
nanza, nello Marche, prov. e circond. di Ascoli 
Piceno, mand. di Amandola. 

L'ufficio postale è ad Ascoli Piceno. 

GABBIANO. — Frazione del com. di Con- 
troguerra, nel Napoletano, prov. di Abruzzo 
Ulteriore 1 , circond. di Teramo , mand. di 
Ancarano. 

L'ufficio postale è a Teramo. 

GABBIANO. — Frazione del com. di Cor- 
ropoli, nel Napoletano, prov. di Abruzzo 
Ulteriore I, circond. di Teramo, mand. di 
Nereto. 

L'ufficio postale è a Teramo. 

GABBIANO. — Frazione del com. di Mar- 
caria, ia Lombardia, prov. di Cremona, cir- 
cond. di Casalmaggiore, mand. di Marcaria. 

L'ufficio postale è a Campitello , finizione 
esso pure del comune di Marcaria. 

È un villaggio posto presso la destra della 
Fossa maestra, di circa 600 abitanti. 

GABBIANO. — Frazione del com. di Mon- 
zuno, nell'Emilia, prov. e circond. di Bologna, 
mand. di Lojauo. 

L'ufficio postale è a Lojano. 

E un villaggio posto in regione montuosa 
e poco produttiva. Dista da Bologna circa 35 
chilometri verso mezzogiorno. 

GABBIANO. — Frazione dd com. di Pe- 
cette di Valenza, in Piemonte, prov. e cir- 
cond. di Alessandria, mand. di Valenza. 

L'ufficio postale è a Valenza. 

GABBIANO. — Frazione del com. di Pia- 
nelle Val-Tidone, nell'Emilia, prov. e circond. 
di Piacenza, mand. di Pianelle Val-Tidone. 

L'ufficio postale è a Pianello Val-Tidone. 

GABBIANO. — Frazione del com. di Porta 
al Borgo, in Toscana, prov. di Firenze, cir- 
cond. e mand. di Pistoia. 

L'ufficio postale è a Pistoia. 

GABBIANO. — Frazione del com. di Porta 
Lucchese, in Toscana, prov. di Firenze, cir- 
cond. e n^and. di Pistoia. 

L'ufficio postale è a Pistoia. 

È un casale posto 5 chilometri circa a po- 
nente da Pistoia, alla base orientale del pog- 
gio di Serravalle fra il torrente Vinci e la 
postale di Lucca. Conia 100 al/iluuti ciicj. 



Digitized by 



Google 



6AIIRIAN0 

SABBIAHO. — Frazione del com. di S. Pie- 
tro a Sieve, in Toscana, prov. e circond. di 
Rrenze, mand. di Scarperìa. 

L'afBcio postale è a S. Pietro a Sieve. 

È on villaggio posto in pianura sulla strada 
che eosteggia la destra del torrente Cornoc- 
cbio. Dista 4 chikmetrì circa a maestro da 
S. Pietro a Steve. 

GABBIANO. — Frazione del com. di S. Ca- 
sciano, in Toscana, prov. e circond. di Fi- 
rsaze, mand. di S. Casciano. 

L'odio postale è a S. Casciano. 

E ana villa posta a 7 chilometri circa a 
ponente da San Casciano in vai di Greve. 

GABBIANO già GABBIANO. — Frazione del 
com. di Moutopoli in Val d'Arno, in Tosca- 
na, prov. e circond. di Firenze, mand. di 
San Miniato. 

L'officio postale è a M ontopoli in Val d'Arno. 

È OD casale posto sopra una collina ba- 
gnata a ponente dal torrente Chiecina e di- 
stante un chilometro circa ad ostro da Mon- 
topoli. 

SABBIATOLA già CABAIOLA. — Frazione 
dd com. di Castelfiorentino, in Toscana, prov. 
di Firenze, circond. di S. Miniato, mand. di 
Castelfiorentino. 
L'officio postale è a Castelfiorentino. 
È un casale posto in collina a levante 
della strada provinciale Volterrana. 

SABBI DELLA VALLE. — Frazione del com. 
di Calice Ossolano, in Piemonte, prov. di 
Novara, circond. di Ossola, mand. di Do- 
modossola. 

L'ufficio postale è a Domodossola. 

GABBIE. — Frazione del com. di Sant'EI- 
pidìo a Mare, nelle Marche, prov. di Ascoli 
i'ieeno, circond. di Fermo, mand. di Sant'El- 
pidio a Mare. 

L'officio postale è a Sant'EIpidio a Mare. 

SABBIO. — Frazione del com. di Ailoche, 
in PiemoDte, prov. di Novara, circond. di Biella, 
mand. di Crevacnore. 

L'ufficio postale è a Crevacuore. 

6ABBI0. — Frazione del com. di Colle Sal- 
vetti,in Toscana, prov. e circond. di Pisa, mand. 
(Il Lari. 

L'officio postale è a Lari. 

SABBIO. — Frazione del com. di Ferentino, 
httir Umbria, prov. deli' Umbria, circond. e 
uiand. di Spoleto. 

L'officio postale è a Terni. 

SABBIO. — Frazione del com. di Fobello, 
in Piemonte, prov. di Novara, circond. di 
Valsesia, mund. di Varallo. 

L'aflicio poalsU è a Varallo. 



CARBRO d 

6ABBI0. — Frazione del com. di Rocca 
Pietra, in Piemonte, prov. di Novara, circond. 
di VaJsesia, mand. di Varallo. 

L'ufficio postale è a Rocca Pietra. 

GABBIO, e GABBIO CARELLO. — Frazioni 
del com. di Sabbia , in Piemonte , prov. di 
Novara , circond. di Valsesia , niand. di 
Varallo. 

L'ufficio postale è a Varallo. 

6ABBI0LA. — Frazione del com. di Casa- 
lina e Torri, in Toscana, prov., circond. e mand. 
di Firenze. 

L'ufficio postale è a Lastra a Signa. 

E un casale posto sopra un poggio alla de- 
stra della Pesa, alla distanza di 15chilom. ad 
ostro-scirocco da Lastra a Signa. Vi si veg- 
gono grandiosi avanzi di mora. È rammentato 
in un istrumento di vendita del 1075. 

GABBIONE. — Frazione del com. di Bor- 
goratto Mormorolo, in Lombardia, prov. di 
Pavia, circond. di Voghera, mand. di Montalto 
Pavese. 

L'ufficio postale è a Casteggio. 

6ABBI0NETA. — Comune in Lombardia, 
prov. e circond. di Cremona, mand. di Pe- 
scarolo. 

Ha una superficie di 720 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 contava abitanti 
1052 (maschi 521 , femmine 531); quella di 
diritto era di abitanti 1080. Nel 1864 ve ne 
avevano 1098, ossia 152,50 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 45 militi attivi e 49 di riserva : 
totale 94 militi. La mobilizzabile è di 45 
militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Pescarolo ; nel 1 863 
erano 18. 

L'ufficio postale è a Pescarolo. 

P^I dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è fertile in biade, lino 
e seta. 

Il capoluogo giace sulla destra dell'Oglio, 
in faccia al ponte ove questo fiume riceve le 
acque del Molla. Dista quasi 19 chilometri 
a greco da Cremona. Possiede una scuola co- 
munale elementare per ambo i sessi. 

Vi si osserva tuttora un .castello, cinto dì 
larga fossa. 

GABBRIBLLL — Frazione del com. di Gal- 
luzzo, in Toscana, prov., circond. e mand. di 
Firenze. 

L'ufficio postale è a Firenze. 

GABBRO vCastel del). •— Frazione del com. 



Digitized by 



Google 



4 GABBRO 

di Colle Salvetti, in Toscana, prov. e circondi. 
di Fisit, mand. di Lari. 

L'ufficio postale è a Lari. 

E un villaggio posto 1 1 chilometri ad ostro 
da Lari, sulla pendice orientale dei Monti Li- 
vornesi. Conta 1000 abitanti circa. Questa 
terra aveva anticamente il nome di Contrino. 

GABBRO. — Poggio situato a levante da 
Colle di Val d'Elsa, nella provincia di Siena, 
in Toscana, fra la strada Volterrana a levante 
e il casale di Pulicciano a ponente. Questo 
monte non è formato, come parrebbe indicarlo 
il suo nome, di rocce di Gabl>rOf ma mostrasi 
coperto di tufo conchigliare marino. Sopra 
esso oravi un tempo un castello omonimo, di 
cui veggonsi i ruderi. Nelle sue vicinanze 
esiste un profondo foro che sembra comunichi 
con qualche altro punto: cotesta apertura al 
mutare del tempo suol mandare un forte sof- 
fio di vento. 

GABELLA (La). — Frazione del com. di 
Bollano, nella Liguria, prov. di Genova, cir- 
cond. di Levante, mand. di Sarsaoa. 

L'ufficio postale è a Bollano. 

GABELLA. — Frazione del com. di Capriata 
d' Orba, io Piemonte , prov. di Alessandria , 
cìrcond. di Novi Ligure, mand. di Capriata 
d'Orba. 

L'ufficio postale è a Capriata d'Orba. 

GABELLA. — Frazione del com. di Curino, 
in Piemonte, prov. di Novara, circond. di 
Biella, mand. dì Masserano. 

L'nifficio postale è a Masserano. 

GABELLA. — Frazione del com. di Monte 
Marciano, nelle Marche, prov. e circond. di 
Ancona, mand. di Monte Narciano. 

L'ufficio postale è a Monte Marciano. 

GABELLA. — Fraùone del com. di Santo 
Stefano di Magra, nella Liguria, prov. di Ge- 
nova, circond. di Levante, mand. di Sarzana. 

L'ufficio postale è a Sarzana. 

GABELLA. — Frazione del com. d'i Serra- 
stretta, nel Napoletano, prov. di Calabria Ul- 
teriore II, circond. di Nicaatro, mand. di Ser- 
rastretta. 

L'ufficio postale è a Nicastro. 

GABELLA VECCHIA. — Frazione del com. 
di Serra valle Pìstojese, in Toscana, prov. di 
Firenze, circond. e mand. di Pistoja. 

L'ufficio postale è a Pistoja. 

GABELLIERI (I). — Frazione del coro, di 
Airaica, in Piemonte, prov. di Torino, circond. 
di Pinerolo, mand. di None. 

L'officio postale à ad Airasca. 

OABBLLIMA. — Frazione dei com. di Cala- 



fi tBHw 
gna, nell'Emilia, prov. e circond. di Reggio 
nell'Emilia, mand. di Culagna. 

L'ufGcio postale è a Culagna. 

GABIANO. — Mandamento in Piemonte, 
prov. di Alessandria, circond. di Casalmon- 
ferrato. 

Ha una popolazione di 7380 abitanti, ripar- 
titi nei 6 comuni seguenti: Gabiano, Monce- 
stino, Oddalengo grande, Rosingo, Varengo, 
Villamiroglio. 

GABIANO. — Comune in Piemonte, prov. di 
Alessandria, circond. di Casale Monferrato, 
mand. di Gabiano. 

Consta di Gabiano, capoluogo, e di varie 
frazioni, fra cui Cantavenna, Sant'Aurelio, 
Casaleto, Chiolengo, Murtinengo, Mincengo, 
Sessana e Zoalengo. 

É diviso in tre parrocchie. 

Ha nna superficie di 1783 ettari. 

La sua popolazione di fatto, secondo il 
censimento del 1861 , contava abitanti 3928 
(maschi 1294, femmine 1234); quella di diritto 
era di 2540 abitanti. Nel 1864 vi si nume- 
ravano 2568 abitanti, e quindi 144.02 per 
chilom. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di due 
compagnie con 254 militi attivi e 118 di ri- 
serva: totale 372 militi. La mobilizsabile è di 
91 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Villadeati; nel 1863 
erano 73. Oggidì (1867) sono 104. 

Ha ufficio postale proprio, stazione di reali 
carabinieri e pretara di mandamento dipen- 
dente dal tribunale civile e correzionale di Ca- 
sale Monferrato. E sezione elettorale. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è piuttosto fertile: produce 
frumento, vino, meliga, legumi, canapa e fieno, 
ed abbonda di canneti, gelsi, roveri, olmi, noci, 
pioppi, da cn: traesi molta legna da fuoco a 
da costruzione. Vi si fk caccia abbondante 
di quaglie, pernici e lepri. Questo territorio 
è intersecato di 20 chilometri di strade co- 
munali regolarmente mantenute : è bagnato 
dal Po, che si valica col mezzo di un porto 
natante, e da un sno affiuente, il torrentello 
Marca, che scende da Oddalengo grande, passa 
per Villamiroglio e Monccstino e mette foco 
a Gabiano. Sulle rive del Po raccolgonii tal- 
volta pagliuzze d'oro. 

Il comune ha un annuo reddito in stabili 
di circa L. 28 mila, con cai senza bisogno 
di sovraimposte provvede a tatte le spese del- 
l'amministrazione comunale. Ha otto pabbliebe 
scuole elementari, quattro naKfailì • quattro 



Digitized by 



Google 



fiARICe 

femminili, «Ine medici chirurghi ed un flebo- 
tomo per i poyeri, ai quali somministra gra- 
tnitamente i medicinali. Vi è pure l'opera pia 
Bassacco, istituita nel 1818 per soccorsi ai 
poveri ed avente un annuo reddito di L. 300. 
Vi si tengono tre fiere annue ed è autorizzato 
OD mercato settimanale al lunedi. 

Il capoluogo è nn grosso villaggio situato 
salla destra <lel Po, ^3 chilometri a ponente 
da Casale Monferrato. Il suo antico castello, 
cbe Tenue strenuamente difeso dalle milizie 
del duca di Savoia nel 1615, fu già distrutto, 
ma ora vedasi in parte riedificato e reso elegante. 
Gabiano vuoisi di origine antica e credesi 
che venisse edificato e denominato dai Liguri 
Bagienni, che da Plinio furono detti anche 
GabienL Si fa menzione di questa terra in 
un documento del secolo Vili come di una 
corte di grande considerazione. Spettò ai prin- 
cipi di Monferrato, in seguito ebbe proprii 
signori e da ultimo venne infeudata ad un 
Dnrazzo, nobile genovese. 

Alena* delle anrrirerite notizie debbonsl alte cortesia 
daffoooreTole Sindaco di qoesto comune. 

6ABICE. — Comune nelle Marche, prov. 
di Pesaro e Urbino, circond. e mand. di Pesaro. 
Ha una superficie di 486 ettari. 
La sua popolazione assoluta di fatto e di 
diritto, secondo il censimento del 1861, con- 
ta» abitanti 646 (maschi 351, femmine 295), 
e quindi 133. 93 per chilom. quadr. Nel 1864 
aveva 667 abitanti, ossia 137.34 per chi- 
lom. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 47 militi attivi e 86 di ri- 
serva : totale 133 militi. La mobilizzabile è di 
34 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
dettorali del collegio di Pesaro; nel 1863 
erano 3. 
L'ufficio postale è a Pesaro. 
Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 
Il suo territorio si distende per la mag- 
gior parte in collina ed è produttivo special- 
mente di griino, grano turco, vini, olio e gelsi. 
II capoluogo è una piccola terra posta su 
di un colle a maestro da Pesaro, da cui dista 
15 chilom. circa. E l'ultimo villaggio che si 
incontra su quella linea di colline che si stende 
dalla città verso la Cattolica e resta quasi 
a picco sul mare, nel quale si inoltra con 
una specie di promontorio, cbe dagli abitanti 
di quei luoghi denominasi Pimta delle GaMce. 
Questa punta serve ai marinari ùi segnale pei 
porti di Pesaro e di Rimini , ma è in pari 
iempo pericolosa quando i venti sofiiaoo im- 



petuosi ; chiamaci anche 'Punta- di Focara, onde 
Dante chiamò Venti di Focara- quelli che ivi 
spirano. Vi ha un ospedale e due pii lessati 
per doti: il legato Sardi, fondato nel 1794, e 
il legato Badioli, istituito nel 1815. 

Questo luogo è cinto in parte di mura ed 
ha annesso un piccolo borgo : amena è la 
sua postura, resa più gradevole dal vasto 
orizzonte che gli si spiega dinanzi. 

GABICE. — Montagna che si distacca dal- 
l'Appennino Toscano ; traversa il territorio ur- 
binate da ostro a borea e si prolunga sino 
al litorale Adriatico tra Rimini e Pesaro. 

GABIE. — Antica città della Campania. Era 
situata a maestro da Tusculo, da cui distava 
9 chilometri circa, e a levante da Roma, che 
era situata alla lontananza di 30 chilometri 
circa, e fu distrutta dall'ultimo Tarquinio. Di 
essa non rimane avanzo alcuno :- vuoisi però 
chesulle sue rovine sia sorto il borgo di Colonna. 

GABIG. — Frazione del com. dì Tolmino, 
nel Litorale Veneto-Istriano, prov. di Gorizia, 
distr. di Tolmino. 

E un villaggio) di 530 abitanti circa. 

GABINONDL — Frazione del com. di Imola, 
nell'Emilia, prov. di Bologna, circond. e mand. 
di Imola. "" 

L'ufficio postale i ad Imola. 

GABIOLA. — Frazione del com. di Barge, 
in Piemonte, prov. di Cuneo, circond. di Sa- 
luzzo, mand. di Barge. 

L'ufficio postale è a Barge. 

6ABI0L0. — Frazione del com. di Povo , 
nel Trentino, distr. di Civezzano. 

E un piccolo ed ameno villaggio situato a 
levante della città di Trento. V'hanno alcune 
belle case, che nei mesi di autunno servono 
di villeggiatura ai cittadini di Trento. 

GABIOLO. — Frazione del com. di Lostallo 
nel Cantone dei Grigìoni, distr. di Mcsolcina. 

E un piccolo casale posto sulla destra del 
Moesa, lungo la via che conduce al San Ber- 
nardino. E un luogo di tristo aspetto, donde 
ha la veduta di alcuni rivoli, i quali ca- 
dono a perpendicolo dalla montagna che gli 
sovrasta dalla parte di ponente. Dista 15 chi- 
lometri circa a borea da Rovercdo e 7 ad 
ostro da Mesocco. 

GABIONE. — Frazione del com. di Sarzana, 
nella Liguria , prov. di Genova , circond. di 
Levante, mand. di Sarzana. 

L'ufficio postale è a Sarzana. 

GABBIA — Frazione del com. di Samarid, 
nel Litorale Veneto-Istriano, prov. di Gorizia, 
distr. di Aidussina. 

Ha 595 abitanti. 



Digitized by 



Google 



6 fiABMA 

6ABRIA. — Frazione del com. dì Merna, 
nel Litorale Veneto-Istriano, prov. e distr. di 
Gorizia. 
Ha una popolazione di 167 abitanti. 
6ABRIELASSI. — Frazione del com. di Ca- 
raroagna Piemonte, in Piemonte, prov. di Cu- 
neo, circond. di Saluzzo, motid. di Racconigi. 
L'ufGcio postale è a Caramagna Piemonte. 
GABRICLASSI. — Frazione del com. di 
Sommariva del Bosco, in Piemonte, prov. di 
Cuneo, circond. di Alba, mand. di Sommarìva 
del Bosco. I 

L'ufBeio postale è a Sommariva del Bosco. 
GABRIELLA. — Frazione del com. df Re- 
vello, in Piemonte, prov. di Cuneo, circond. 
ili Saluzzo, mand. di Revello. 
L'ufBcio postale è a Revello. 
GABRIOTTO. — Frazione del com. di Alta- 
villa Monferrato, in Piemonte, prov. di Ales- 
sandria, circond. di Casale Monferrato, mand. 
di Vignale. 
. L'ufBcio postale % a Vignale. 

CABRO. — Frazione del com. di Prato, in 
Toscana, prov. e circond. di Firenze, mand. 
di Prato in Toscana. 
L'ufBcio postale -è a Prato in Toscana. 
6ABR0TIZZA. — Comune nel Litorale Ve- 
neto-Istriano, prov. di Gorizia, distr. di Comen. 
Comprende la frazione di Zolliava. 
Ha una superficie di 619 ettari. 
La sua popolazione nel ,1850 era^ì 481 
abitanti, net 1867 di 503 e quindi di 81.36 
per cbilom. qnadr. 

É uo piccolo villaggio con scuola elemen- 
tare minore, dipendente da Trieste per gli 
uRari finanziari e pei giudiziari , da. Gorizia 
per gli ecclesiastici. 

6ABR0TIZZA. — Frazione del com. di Ospo, 
nel Litorale Veneto-Istriano, prov. d'Istria, 
distr. di Capodistria. 
Ha una popolazione di 371 albitanti. 
6ABR0T1ZZA. — Frazione del com. di Sgo- 
nico, del Litorale Veneto-Istriano, prov. di 
Gorizia, distr. di Sessana. 

6ABURRA. — Frazione del com. di Pieve 
Santo Stefano, in Toscana, prov. e circond. 
di Arezzo, mand. di S. Sepolcro. 
L'nfGcio postale è a Pieve Santo Stefano. 
6ABT. — Frazione del coro, di Issime, in 
Piemonte, prov. di Torino, circond. di Aosta, 
mand. di Donnaz. 
L'ufficio postale e a Pont-Saint-Mariin. 
6AD. — Frazione del com. di Onix, in Pie- 
monte, prov. di Torino, circond. di Susa, mand. 
di Oulx. 
L'ufficio postale e ad C ,'i. 



GAtiom 
6ADA. — Frazione del com. di Montanara, 
in Lombardia , prov. , circond. e mand. di 
Cremona. 
L'ufficio postale è a Vescovato. _ 
GAOALDL — Frazione del com. di Teglio, 
in Lombardia, prov. e circond. di Sondrio, 
mand. di Tirano 
L'urBcio postale è a Teglio. 
GADENA. — Torrente della provincia di 
Vicenza, nel Veneto. Nasce sopra l'alpe En- 
ganea, bagna il territorio del distretto di 
Asiago e de'Sette Comuni, e dopo aver per- 
corsa la Valgadena si precipita nel Brenta 
per la riva destra, 5 chilometri al disotto di 
Cismon. 

GADESCO. — Comune in Lombardia, prov., 
circond. e mand. di Cremona. 

Comprende, oltre le sottonominate frazioni 
di Ardole S. Marino e Ca de'Quinzani, anche 
la frazione di Ca dei Mari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
374 (maschi 197, femmine 177): quella di di- 
ritto era di 381 abitanti. Nel 1864 vi ave- 
vano 391 abitanti. "Per decreto reale del 30 
dicembre 1865 vennero aggregati a quMto 
comune i due, comuni di Ardole S. Marino 
e Ca de'Quinzani: dimodoché oggidì conta 
1314 abitanti. 

La sua guardia nazionale contava nel 1863 
18 militi attivi e 7 di riserva: totale 35 mi- 
liti. Là mobilizzabile era di 11 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Cremona; «nel 
1863 erano 4. 
L'ufficio postale è a Cremona. 
Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 
Il suo territorio produce lino, biade e 
cereali. 

Il capoluogo trovasi sulla strada 'postale 
che da Cremona conduce a Mantova, 8 chi- 
lometri a levante da Cremona. 

Possiede la Pia Causa Orini, che ha lire) 
501 di reddito annuo, e «due scuole comu- 
nali elementari per ambo i sesti. 

Lo snrrìrerìle notixie farooo rìredate ed approrate dat- 
l'ooorrtole Mooicipio di qoMto comune. 

GADOML — Comune in Sardegna, prov. 
di Cagliari, circond. di Lanusei, mand. di 
Aritzo. • 

Ha una superficie di 2519 ettari. 
La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 674 (maschi 304, femmine 370); quella 
di diritto era di 693 abitanti. Nel 1864 ve ikj 



Digitized by 



Google 



GADONI 

&T«sTaDO 646, ossia 25.64 per chiUmetro 
quadrato. 

La saa guardia naziouale consta di una 
compagnia con 90 militi attivi e 57 dì ri- 
serra: totale 147 militi. La mobilizzabile è 
di 54 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
,ste elettorali del collegio di Lanasei; nel 1863 
erano 36. 
L'ufficio postale è ad Arìtzo. 
Pel dazio consumo è comune di quarta 
classe. 

Il suo territorio, essendo situato fra i più 
liti monti dell'isola, è tutto montuoso. Il 
terreno coltifabile è idoneo alla coltivazione 
dei cereali, e più specialmente a quella del 
grano e dell' orzo. Vi si semina anche lino e 
canape, ma in quantità solo corrispondente 
ai bisogni degli abitanti ; e vi ha grande 
quantità di alberi fruttiferi, fra i quali i più 
comuni sono i fichi, i pomi, i peri , i man- 
dorli, i noci, i castagni ed i ciliegi. In 
una selva formata di piante ghiandifere si 
iioiano specialmente qaercie e lecci, alcuni 
dei qoali si innalzano a considerevole altezza. 
Vi ha pure numeroso bestiame , col cui 
latte si &nno formaggi riputati assai in com- 
mercio pel loro squisito sapore: nell'inverno 
ilLestiame viene condotto a pascolare nei climi 
aldi del Campidano e delle marine. 

Questo territorio è frequentato da tutte 
le specie di uccelli di rapina che abitano la 
Sardegna: inoltre vi s -no in gran numero le 
pernici , le tortore ed i colombi. La caccia 
degli aroltoi è uno dei più graditi passa- 
tempi dei Gadonesi. 

Ehalle numerose sorgenti di acqua si for- 
mano parecchi rivoli, che vanno ad ingros- 
sare il Flumendosa, che scorre sui confini del 
territorio. 

Nei monti si osservano molte caverne, al- 
cune delle quali dì considerevole ampiezza: 
fra le altre ve ne ha una con volta ulta circa 
70 metri; un'altra è ricca di belle stalattiti 
e stalagmiti. In qualche luogo si crede che 
vi sia vetriolo ed allume. 

Il capoluogo è un piccolo villaggio situato 
alle falde di uca montagna in luogo rivolto 
a mezzogiorno, ma circondalo da eminenze. 
Dista 7 chilometri da Arilzo e 71 da La- 
nusei. Le case sono poco ben costrutte , le 
strade difficili e scabrose. Il clima è cocente 
nell'estate e molto umido nell'in verno: l'aria 
insalubre pei miasmi che esalano dalla valle ; 
le malattie dominanti sono le febbri periodiche. 
Gli abitanti di questo comup.e bouo dediti 



CAKfA 7 

specialmente all'agricoltura o alla pastcrìzia. 
Le donne attendono però anche alla fiihbri» 
cazione di tele di lino, di tappeti da tavola, 
e di altri lavori da telaio. 

Nell'estensione del territorio si veggono le 
rovine di due villaggi. 

GAORA CADER. — Rivolo del Trentino. 
Trae origine dai monti che separano il di- 
stretto di Marebbe da quello di Livinalongo, 
passa in vicinanza del villaggio di Sau Mar- 
tino e si versa nella Rienza per la sinistra al 
disotto del villaggio di S. Lorenzo. Suoi af- 
fluenti sono la Rau e la Murza. Ha i^n corso 
di 23 chilometri. 

6AED0. — Frazione del com. di Samolaco, 
in Lombardia, prov. e cìrcond. di Sondrio, 
mand. di Chiavenna. 

L'ufficio postale è a Samolaco. 

GAETA. — Circondario della prov. di Terra 
di Lavoro, nel Napoletano. 

Ha una superficie di chilom. quadr. 1589.41. 

La sua popolazione assoluta nel 1847-48, 
con uu- comune di più, era di 124,511 abi- 
tanti. Secondo il censimento del 31 dicembro 
1861, la popolaziono di diritto ascendeva a 
130,410 abitanti, di cui 66,621 maschi e 63,78D 
femmine; quella di fatto era di 128,892 abi< 
tanti con 26,970 famiglie, 21,816 case abitate 
e 968 case vuote, e ripartiti per sesso come 



se^ue : 



MascW celibi . . . 40,820 
'• coniugati . . 22,153 
>'. vedovi . . . 2,120 



I*cmm. celibi . 
» coailigatu 
» \eduve . 



Totale 65,093 

35,925 

22,056 

5,818 



Totale 63,799 

La popolazione specifica in detto anno 1862 
era di abitanti 81.09 per chilom. quadr. 

Nel 1863 la popolazione complessiva era 
di 131,019 abitanti (66,249 maschi e 64,770 
femmine); nel 1864 era di 132,464 (i:;aschi 
66,948 e femmine 65,516). 

Il movimento della popolazione in quesi» ul- 
timo anno fu il seguente: 

Matrimonii 1000 



Nati, 



4924 i iniis^hi . 
( femmiue 



2543 
23}?1 



Digitized by 



Google 



CAUTA 

( maschi . 
l femmine 



Nati-morti 92 

Morti . . 3479 \ "-f 
Eccedenza dei nati sui morti 



13 
9 

18+4 
1635 

1445 



Questo circondario comprende 9 manda- 
menti e 34 comuni, aventi ciascuno una po- 
polazione media di 3790 abitanti. I manda- 
menti sono i seguenti: Carinola, Fondi, Gaeta, 
Pico. Ponza, Roccaguglielma, Roccamonfina, 
Sessa Anrunca, Traetto. 

La sua guardia nazionale consta di un to- 
tole di 8360 militi, di cui 6809 attivi e 
1551 di riserva, organizzati in 52 compa- 
gnie e 3 battaglioni. I mobiliuabili sono ,2481 
militi. 

Gli elettori politici inscrìtti nelle liste elet- 
torali del 1863 erano in numero di 3404. 

Quanto all' istruzione primaria gli ultimi 
dati, secondo la Statistica del Regno d'Italia. 
1865, tuU'ittruiione pubblica e privata, anno sco- 
lastico 1862-63, sono i segnenii: 

Scuole elementari pubbliche 88, di cui 67 
per maschi e 21 per Temmine ; scuole private 
52, di cui 26 maschili e 26 femminili. 

Alunni complessivamente 4195, dei quali 
2376 maschi e 1819 femmine: frequentarono 
le scuole pubbliche 2657, le private 1538. 

Insognanti 142, di cui 93 maschi e 49 fem- 
mine: 90 per le scuole pubbliche e 52 per le 
scuole pi ivate. 

GAETA. — Mandamento nel Napoletano, 
proT. di Terra di Lavoro, circond. di Gaeta. 
Ha una popolazione di 25,134 abitanti, di- 
visi nei 4 seguenti comuni: Castell'Onorato, 
Gaeta, Formia (già Mola di Gaeta), Maranola. 
QASTA. — Comune nel Napoletano, prov. 
di Terra di Lavoro, circond. e mand. di Gaeta. 
La sua popolaùoneas- 
solutadi fatto, secondo 
il censimento del 1861, 
contava abitanti 1 4,2 1 7 
(maschi 7980, femmine 
6237); quella di diritto 
era di 14,870 abitanti. 
Nel 1864 vi avevano 
14,995 abitanti. 

La sua guardia na- 
zionale consta di 4 com- 
pagnie organizzate in 
un battaglione con 561 militi attivi e 108 
di riserva: totale 669 militi. La mobilizzabile 
è di 304 militi. 
Gli elettori politici sodo inscritti nelle liste 




GAKTA 

elettorali del collegio di Formia; nel 1863 
erano 256; oggidì (1867) sono 433. 

In questa città esìstono i seguenti uffici! 
e pubblici istituti: due rappresentanti di Stati 
esteri, cioè quello di Francia e quello della 
Gran Brettagna ; comando militare di fortezxs 
e distretto, bagno succursale a quello cen- 
trale di Pozzuoli; reclusione e prigionia mi- 
litare; comando di circondario marittimo; due 
Camere di assicurazione marittima; uffizio 
postalo di 1.* classe; ispettorato di distretto 
e luogotenenza delle dogane e gabelle; do- 
gana principale; fondaco con ricevitoria delle 
privative ; ricevitoria del registro; agenzie delle 
tasse dirette e del catasto ; ispettorato di cir- 
condario delle scuole primarie; pretura di- 
pendente dal tribunale civile e correzionale di 
Cassino; delegazione di pubblica sicurezza; 
verificazione dei pesi e delle misure; officio 
telegrafico di terza classe; ufficio di sanità 
marittima; comizio agrario circondariale. 

Pel dazio consumo ò comune di terza classe. 

Nella circoscrizione elettorale è sezione con 
343 elettori. Nella ecclesiastica è sede arci- 
vescovile. 

Il suo territorio è tra ì più ameni ed uber- 
tosi d'Italia: produce ogni sorta di cereali 
e frutta, vini ed oli. Temperatissimo ne è il 
clima e molto salubre l'aria che vi si respira. 
Il mare è abbondantissimo di pesca, e le 
spiaggie da esso bagnate sono di un aspetto 
incantevole, sopratutto quelle del golfo. 

Il capoluogo è una piccola città di 4509 
abitanti, posta a 41o 30^ di latitudine e 
310 12' di longitudine. Giace sul declivio di un 
promontorio detto Monte Orlando , che per 
tre lati s'immerge nelle acque del mar Tir- 
reno, dal cui livello si leva all'altezza di 167 
metri, e dal quarto lato si unisce al coati-' 
nente, dalla parte di maestro, per mezzo di' 
un istmo di duecento ottanta metri di larghezza, 
detto di Montesecco. In quello dei tre primi 
lati che guarda ad oriente, apresì il porto, 
costrutto almeno restaurato da Antonino Pio, 
ed ultimamente restaurato di nuovo ed am- 
pliato dai Borboni e sopratutto da Ferdi- 
nando II: è uno dei porti più sicuri di tutta 
la Campania, guarentito come è dai venti di 
mezzogiorno, ponente e settentrione. L'aspetto 
di Gaet<i, specialmente a chi la guarda dal 
mare, è dei più ridenti, presentandosi essa 
nella parte superiore co' suoi fabbricati va- 
gamente sparsi alla collina e intramezzati da 
molte piante, e nella parte inferiore coi verdi 
spalti della fortezza e colle batterie spec- 
cbiantisi nelle acque del golfo. Nell'interno 



Digitized by 



Google 



GAETA 
è irregolarmeiite fabbricata: mclte strade vi 
MDO strette e ripide; qualcuna però è ab- 
basUnn larga, piana e comoda: possiede di 
bei fabbricati, specialmente tra quelli di oso 
militare. 

La fondazione della cattedrale di Gaeta si 
h risalire all'epoca dei suoi dogi. È adoma di 
ooionoe di rari marmi e di buone pittare, tra 
le quali ri b£ nn bel quadro di Paolo Vero- 
nese. Vi si conserva ancora lo stendardo che 
Pio V diede a D. Giovanni d'Austria, coman- 
^te dell'armata cristiana alla battaglia na- 
nfe di Lepanto. Dirimpetto all'altare del 
SS. Sacramento amtairavasi un antico mo- 
aamanto simbolico, che pareva che avesse 
(ttisenxa con Escnlapio. Rimarchevole per al- 
texza e bellezza di costruzione è il campanile. 
Altra celebre chiesa di Gaeta è quella della 
Santissima Trinità, che rimane un po' fuori 
dell'abitato, presso una rocca che, secondo 
h tradizione del paese, si sarebbe spaccata 
ÌB tre parti in onore della Santissima Tri- 
niti, il giorno della morte di Gesù Cristo. Un 
grotio pezzo di questa rocca cadde nella spac- 
citnn principale, e, arrestatovisi, potè servir 
di bue ad una cappella del Crocifisso, che 
rimane così, per modo di dire, come sospesa 
per aria, a mezzo tra la sommità della grande 
spacestura e le acque del mare che le on- 
deggì^no e fremono disotto a vista d'occhio: 
siogirfarissima posizione che non ha forse esem- 
pft> altrove. 

n re Ferdinando 11 fece molte spese per 
abtellire Gaeta. Noteremo, tra le altre fab- 
briche da Ini innalzate, la nuova Reggia, il 
Boovo Collegio per gli allieri militari e lu 
magnifica chiesa di S. Francesco d'Assisi: è di 
ttilo gotico e adoma delle statue colossali del 
Santo di Assisi, della Religione, di Carlo I 
d'Aogiò, di Ferdinando II, e di bellissimi qua- 
dri dei migliori pennelli napoletani. 

Sulla sommità del promontorio grandeggia 
nn monumento di figura rotonda, detto volgar- 
mente la Torre d'Orlando. Da una iscrizione so- 
pra la porta, si conosce essere stato il mau- 
soleo di Lucio Munazio Fianco, creduto fon- 
datore di Lione e quel desso che persuase ad 
Ottaviano di preferire il titolo di Augusto a 
quello <ii Romolo die alconi adulatori gli coii- 
sigliaTaoo di prendere, come restauratore della 
àUk di Roma. Vi si ammirò per lo passato e 
Ci poi distrotta una superba colonna di do- 
Jiti ikeeiate, sulle quali erano incìsi i nomi di 
Avam venti, in greco ed in Ialino. Ha 54 me- 
tri di diametro e quasi altrettanti di altezza, 
ai ha doppie muraglie dì m.irnio. 



GAETA 9 

Un altro monumento aQtico, quasi simile al 
precedente, trovasi sopra una colliuetta, chia- 
mata Latratina, che sorge in faccia a Gaeta 
immediatamente al di là dell'istmo. È anch'esso 
di forma rotonda: secondo l'opinione del Gru- 
tero sarebbe l'avanzo di nn antico tempio di 
Mercurio; ma è constatato che è il mausoleo 
del console Sempronio Atratìno. 

Nei dintorni di Gaeta, al tempo dei Romani, 
molti illustri personaggi vi ebbero le loro 
splendide ville: Cicerone, Tiberio, Faustina, 
Antonino, Adriano, ecc. Avanzi di costruzioni 
antiche incontransi ancora qua e là; avve- 
gnaché vi furono templi a Serapide, Apollo, 
Nettuno, Cibele, Esculapio, e a questa città 
conducevano le magnifiche vìe Fiacca ed Ap- 
pia. Molte antichità vi furono rinvenute, e 
tra le altre un bellissimo vaso di marmo scol- 
pito dal famoso Sai pione ateniese, che, traspor- 
tata da Minturno nella cattedrale di Gaeta ad 
uso di fonte battesimale, fu poscia dal re Fer- 
dinando 1 fatto collocare nel museo nazionale 
di Napoli, ove tuttora ammirasi. 

Gaeta è una delle fortezze di prim'ordine. 
Dal lato di mare, verso il golfo, essa è tutta 
difesa da mura, casematte e da molte bat- 
terie, la più grande delle quali chìatnasi del- 
l'Annunziata , armate complessivamente (al 
tempo dell'assedio del 1860-61) di 395 boc- 
che da fuoco. Dai lati che guardano il mare 
esterno, il promontorio è terminato da rupi 
scoscese fatte inaccessibili dalla natura e dal- 
l'arte. Dal lato finalmente che prospetta sul- 
l'istmo trovasi il fronte di terra delia piazza. 
Lo costituiscono diverse linee di trinceramenti. 
Quattro ordini di fuochi, ai quali durante l'ul- 
timo assedio se ne aggiunse un quinto presso 
la Torre d' Orlando, coronano questi trin- 
ceramenti. 1 suddetti quattr'ordìni di fuoco 
sono costituiti da 16 batterie diversamente 
elevate sul pendio del monte, dalla batteria 
così detta della Regina, che è la più grande ed 
alta circa 80 metri sul livello del mare, e da 
cinque altre nelle opere esterne. Tutte que- 
ste batterìe durante l'ultinio assedio facevano 
un complessivo di 239 bocche da fuoco. 

Sotto il rapporto della beneficenza esiste 
in Gaeta un pio istituto municipale denomi- 
nato Casa Santa ed ospedale dell'Annunziata, 
fondato dalla città fino dal 1321. Esso ha 
un reddito annuo di L. 40,000 circa, ed ha 
per iscopo il mantenimento, il ricovero e l'e- 
ducazione di povere donzelle, e mantiene un 
ospedale per ambo i sessi. 

Sotto il rapporto dell'istruzione pubblica 
ha un asilo infantile, dodici scuole maschili 



L'IXALU, DumuTiO corojfrafiiOj ecc. Voi. IV. 



{Proprietà letteratia) 



Digitized by 



Google 



lo CAE.TA 

e sotte femminili tra primarie e secondarie, 
una scuola tecnica in cui è fusa la scuola 
nautica con numerosa scolaresca. Interven- 
gono nelle scuole 1345 alunni, dei quali 745 
maschi e 55() femmine: vi insegnano 16 mae- 
stri e 14 maestre. 

Il movimento di navigazione nel porto di 
Gaeta pel 1863 fu il seguente: 

Nella navigazione generale a vela e a va- 
pore entrarono 199 bastimenti con un carico 
di 19,114 tonnellate e 1752 uomini di equi- 
paggio, dei quali 180 con un carico di 16,135 
tunnellate e 1543 uomini di equipaggio con 
bandiera nazionale, e 19 bastimenti con 2979 
tunnellate e 209 uomini di equipaggio con 
bitodiera estera ; uscirono 284 bastimenti con 



C.\GTA 

no carico di 28,202 tonnellate e 26C5 uomini 
di equipaggio, di cui 264 bastimenti con 25,164 
tonnellate e 2446 uomini di equipaggio con 
bandiera nazionale, e 20 bastimenti con 3128 
tonnellate e 209 uomini di equipaggio con 
bandiera estera. 

Nella navigazione di cabotaggio a vela ed 
a vapore si ebbe un movimento complessivo 
di 1002 bastimenti con un carico di 25,316 
tonnellate e 6069 nomini di equipaggio, dei 
quali sono entrati 510 bastimenti con 12,841 
tonnellate e 3109 uomini di equipaggio e sono 
usciti 492 bastimenti con 12,475 tonnellate 
e 2960 uomini d'equipaggio. 

Il movimento della navigazione per tutto il 
circondario mariltimo fu il seguente: 



Navigazione genarak a vela e a vapore in arrivo. 



NAVIGAZIONE 



PER OPERAZIONI 
DI CUHXbRCIO 



m APPRODO 
FORZATO 



'Bandirra Bandiera Bandiera Bandiera 
luatiuuale ealcra naiioiiale calere 



bastimenti. 
Ton.nellate. 
Equipaggio 



Bastimenti 
Tonnellate 
Equipaggio 



15 

632 
94 



1 

276 
9 



193 



21 



17,448 3112 
1684 237 



COMPLESSO 



Bandiera Bandiera 
naiionale ealera 



208 

18,080 

1778 



22 

3388 

246 



TOTAU 



Navigazione generale a v la e a vapore in partenza. 

j 



66 


1 


3220 


276 


603 


9 



230; 22 
24.190 3261 
2103 247 



296 


23 


27.410 


3537 


2706 


256 



230 

2I.4G8 

20.24 



319 

30,9*7 

2962 



Navigazione di cabolajgio a veh e a vapore. 

Bastimenti entrati 1484 con un carico di 45,160 tonnellate e con 9,245 uomini di equipaggio 
a usciti 1431 » 45,163 > 9,960 > 



Totale 2915 



90,323 



19,205 



Quanto poi alla navigazione distinta secondo I vari porti del circondario, ecco il relativo pro- 
la nazionalità dei bastimenti che entrarono dai J spetta) desunto dalle pubblicazioni ufficiali: 





BASTIMENTI ENTRATI 


BASTIMENTI USCITI 


TOTALE 


NAZIONAUTA* 










Numero 
208 


Tonnell. 


Eqnip. 


Numero 


Tonoell. 


Eqolp. 


Nomerò 


Tooocll. 


Eq«ip. 


Italiani 


18,080 


1778 


296 


27,410 


2706 


504 


45,490 


4484 


Francesi 


4 


554 


yl 


4 


554 


91 


8 


1108 


18-2 


Ellenici 


7 


1461 


71 


7 


1461 


71 


14 


2922 


14-2 


Austriaci .... 


10 


1233 


74 


11 


1382 


84 


21 


2615 


158 


Ottomani .... 


1 


140 


10 


1 

1 


140 


10 


2 


280 


20 


Totale 


230 


21,468 


2024 


319 


30,947 


2962 


C49 


52,415 


4U86 



Digitized by 



Google 



C«ET\ 

Di qoesio circondario esercitarono la pesca 
del pesce 197 bastimenti della, complessiva 
portata di tonnellate 442, esercitarono la pe- 
sca del corallo 3 navi aventi un carico di 4 
toaoeIlat& 

Lo stato e tonnellaggio del naviglio a vela 
e t vapore risultò nel 1863 di un totale di 220 
navi della complessiva portata di 11,644 ton- 
nate, delle quali una nave di 338 tonnel- 
late, 6 del tbtale carico di 1403 tonnellate, 
33 di 4695 tonnellate, 55 di 4341 tonnellate, 
9 di 401 tonnellate, 5 di 118 tonnellate, 9 di 
133 tonnellate, 103 di 337 tonnellate. 

Nel biennio 1863-63 vennero varati dal 
cuiiere dì Gaeta 14 bastimenti della com- 
l'Iessiva portata di 3130 tonnellate, 7 navi 
con un carico di 990 tonnellate furono 'va- 
rale nel 1863, e 7 con un carico di 1140 ton- 
Bdlate nel 1860. 

La città di Gaeta è d'orìgine antichissima. 
Fé già colonia dei Greci, dopo che n'ebbero 
scacciati i Lestrìgoni Secondo Virgilio ed 
Ovidio il nome di Gaeta le sarebbe derivato 
dalla natrice di Enea, quivi sepolta. Nella 
dwadfnia dell'impero, govemossi Ubenimeute : 
il sao capo portò titolo di duca ed anche di 
console. Non è certo se l'abbiano posseduta i 
Longobardi, trovandosi che, ai tempi di De- 
siderio, era sotto il dominio dei Greci. Vo- 
^00 che Dell' 848 si unisse al pontefice 
Lene IV contro gli Arabi, e sino al 1339 
ebbe moneta col proprio conio. II normanno 
Ruggiero intitolavasi duca di Gaeta nel 1130. 
Se De impadronì prima nel 1063 Riccardo prin- 
cipe di Capua, • tanto egli quanto suo figlio 
Giordano portarono essi pure il titolo di duchi 
<fi Gaeta. Si arrendette a Federico, ma questi, 
sd>lieoe avesse promesso di trattarla con 
Iwotà, le tolse i suoi privilegi. Nel 1389 fu 
indarno assediata da re Giacomo d'Aragona: 
nel 1387 ti si rìcoverò re Ladislao di Du- 
raxxo, che dimoratovi tredici anni, riesci col 
danaro e gli ajuti dei Gaetani a imperare il 
reame di Napoli. Nel 1434 fu presa da Guido 
Torelli, ammiraglio del duca di Milano, in al- 
lora aignore di Genova. Alfonso di Aragona 
tentò di ricuperarla nel 1436; ma assalito 
daOa flotta genovese, comandata dallo stesso 
Torelli e da Biagio Assareto, nelle vicinanze 
dell'isola Ponza, rimase egli stesso prigioniero 
ÌBsieme a'snoi fratelli, il prìncipe di Taranto 
e il doca di Sessa e molti signori napoletani, 
aragonesi e sidliani. 

Uà anno dopo, Pietro d'Aragona, altro 
fratello del re Alfonso, potè rìprenderla senza 
nolti sforti, assaltandola di notte e improv- 



fì4ETA 11 

visaraente. Nel 1440 Alfonso vi fece innalzare 
il castello. Nel 1456 soffrì gravemente per il 
terremoto. Ferdinando d'Aragona fortificò la 
città ed aumentò le difese del castello. I 
Francesi la presero nel 1495 e la abbandona- 
rono r anno susseguente. Nella guerra tra gli 
Spagnuoli e i Francesi, riusci a Ccnsalvo di 
Cordova d' impadronirsene, dopo aver ricac- 
ciato al di là del Garìgliano 5000 Francesi che 
tentavano d' impedirgli quell'occupazione. Da 
Consalvo la città fu circondata di nuove mura 
ed il castello maggiormente fortificato. 

Carlo V fece aggiungere molte altre forti- 
ficazioni alle già esistenti : tra le altre fece 
circondare di una muraglia tutta la collina 
della Torre d' Orlando fino sotto la chiesa 
della Trinità, ove il promontorio comincia a 
diventare inaccessibile ; fece inalzare un altro 
castello, pili grande di quello innalzato da 
Alfonso, e lo unì a quello vecchio per mezzo di 
ponte. Nel 1707 fu assediata dai Tedeschi, 
comandati da Daun. La fortezza resistette 
per tre mesi, ma prima della fine di settem- 
bre, la breccia fu aperta, la città presa d'as- 
salto e data al sacco. 11 Daun ne fu nomi- 
nato viceré e fece aggiungere molte altre for- 
tificazioni. Un altro assedio ebbe a sostenere 
nel 1734 dagli Spagnuoli; ma la resistenza 
non fu Innga, e la fortezza venne ceduta a 
patti nel mese di agosto. Nel 1799 a patti 
l'ebbero i Francesi alla prima intimazione d'ar- 
rendersi, ma ritornò alle armi regie nel luglio 
dello stesso anno. Allora si diede mano a ri- 
staurarne il porto e ad accrescere le fortifica- 
zioni di esso di una nuova cortina: fu aperto un 
lungo tratto, nel monte, di pietra viva per al- 
largare e profondare la falsabraca dei primi 
tre baluardi presso la porta di terra. Nel 1 806 
fu assediata nuovamente dai Francesi co- 
mandati dal maresciallo Massena. La fortezza 
era armata di 178 bocche di fuoco e difesa 
da 6300 uomini da guarnigione. I Francesi 
che avevano cominciato l'assedio con soli 29 
pezzi e 4000 uomini, quando apersero il fuoco 
(7 luglio) ebbero 13 mila uomini e 134 pezzi 
in batteria. L'assedio durò 5 mesi, dal 13 
febbrajo al 18 luglio. Si costrussero por 
ì parte degli assediati 17 batterìe e dopo 11 
> giorni di fuoco fu aperta la piazza in due 
punti. I Francesi tirarono da 68,700 colpi; 
gli assediati più di 100,000. Nell'S agosto da 
1815 la fortezza fu ripresa dalle armi napol».. 
tane ed austriache con poche difficoltà. D'al- 
lora in poi i Borboni attesero a migliorare 
sempre più le condizioni della difesa. Perdi' 
nando II vi profuse tesori: fece più che tri» 



Digitized by 



Google 



12 GAETANA 

plieare le artiglierìe, migliorare le antiche co- 
struzioni, costrairennoTepoWeriere, casematte, 
grandiosi quartieri ed ospedali, spianare in- 
tieramente il mouticello di Montesecco che 
surf^era prima in mezzo all'istmo e che nel 
1806 permise agli assedianti di spingersi fino 
a 400 metri dalla piazza. 

Nel 35 novembre del 1848 Pio IX, fuggito 
da Roma il giorno prima, si ritirò in Gaeta, 
e quivi tenne conferenze fino al settembre del 
1849 con cardinali, principi, diplomatici. 

Ai 13 di novembre del 1860 fa investita 
dalle armi italiane. Fu questo il primo as- 
sedio nel quale si esperimentavano, su larga 
scala, i nuovi mezzi di offesa delie artiglierie 
rigate. Durò 90 giorni, ossìa fino al 13 feb- 
brajo, giorno della stipulazione della resa. 
Gli assedianti misero in batteria 153 bocche 
da fuoco e spararono più di 56 mila colpi. 

Dal comune di Gaeta si distaccarono nel 1819 
i borghi Castellone e Mola, che si elevarono 
a comune separato col nome di Mola di Gaeta, 
di recente cambiato in quello di Formia. 

Biografia. — Sono di Gaeta: Gelasio li papa, 
esimio scrittore latino del suo tempo (11 18-19); 
il cardinale Tomaso Dclrio, il più dotto fra 
i Domenicani dopo san Tomaso d'Aquino, di 
cui commentò la Somma Teologica; Baraballo, 
poeta; Gianfilippo e suo fratello Giovanni An- 
tonio Cruscoli, pittori del secolo XV; Marian- 
gela Cruscoli, figlia di Gian Filippo, che ebbe 
molta perizia nella musica e nella pittura; 
Scipione Pulzone, allievo del Tiziano, non meno 
riputato dei precedenti; Sebastiano Conca, 
pittore e antiquario, che lasciò dipinti in Roma, 
in Napoli, in Portogallo e in Ispagna, e morì 
nel 1770; Targagnata Giovanni, letterato e 
poeta del secolo XVI. 

Bibliografia. — Fra le più recenti opere 
militari che parlano di Gaeta: // genio rulla 
Campagna itAiKona e nella bassa Italia. Torino, 
1864; Ddle operazioni dell' Arliglierin all' asse- 
dio di Gaeta e di Messina negli anni 1860 e 
1861, Torino 1864. 

Alcnoe ddle surriferite notizie e lo stemma debbonsi alla 
cortMia Mi'oaorerole Muiiic'pio di questo illustre comune. 

GAETAHA. — Frazione del com. di Imola, 
neir Emilia, prov. di Bologna, circond. e roand. 
di Imola. 

L'ufficio postale è ad Imola. 

6AETTA. — Frazione del com. di Bagnolo 
Cremasco, in Lombardia, prov. di Cremona, 
circond. e mand. di Crema. 

L'ufficio postale è a Bagnolo Cremasco. 

6AFFAR0. — È una delle isolette che co- 
ititaironv la città di Venezia. 



OAGCUW 

GAFFURO. — Frazione del com. di Castel- 
lacchio, in Lombardia, prov. di Cremona, cir- 
cond. di Casalmaggiore, mand. di Marcarla. 

L'ufficio postale è a Castellucchio. 

6AF0L0. — Frazione del com. di Montaldo 
Torinese, in Piemonte, prov. e circond. di To- 
rino, mand. di Sciolze. 

6AGQI KA06L — Comune in Sicilia, proT. 
di Messina, circond. di Castroreale, mand. di 
Francavilla di Sicilia. 

Ha una superficie di 301 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 542 (maschi 363, femmine 379) ; quella 
di diritto era dì 545 abitante Nel 1864 ve ne 
avevano 567, ossia 188.37 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di an& 
compagnia con 53 militi attivi e 3 dì riserva : 
totale 55 militi. La mobilizzabile è di 30 
mìliti. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Francavilla di Sicilia; 
nel 1863 erano 3. 

L'ufficio postale è a Giardini. 

Pel dazio consumo è comnne di quarta classe. 

Il sno territorio è fertile e somministra olio 
e seta, prodotti che vengono in buona parte 
esportati. 

E un piccolo villaggio posto a breve di- 
stanza dal mar ionio ed a 54 chilometri da 
Castroreale. 

GAGGIA. — Frazione del com. di Fomarco, 
in Piemonte, prov. di Novara, circond. di Pal- 
lanza, mand. di Ornavasso. 

L'uflicio postale è a Piedimulera. 

GAGGIAGO. — Frazione del com. di Tra- 
squera, in Piemonte, prov. di Novara, circond. 
di Ossola, mand. di Domodossola. 

L'ufficio postale è a Domodossola. 

GAGGIARELLO. — Frazione del com. di 
Gaggiaiio, in Lombardia, prov. dì Milano, cir- 
cond. di Abbiategrasso, mand. di Binasco. 

L'ufficio postale è a Gaggiano. 

GAGGIANÒ. — Comune in Lombardia, prov. 
di Milano, circond. di Abbiategrasso, mand. 
di Binasco. 

Comprende le frazioni di Gaggianello, Cas- 
sine d'Anzino, Cusano e Baitana. 

Ha una superficie dì 383 ettari. 

La sua popolazione assoluta nel 1857 era 
di 833 abitanti. Secondo il censimento del 1861, 
quella di (atto contava abitanti 939 (maschi 
478 e femmine 461); quella di diritto era di 
943 abitanti. Nel 1864 vi avevano 970 abi- 
tanti, ossia 379. 37 per chilom. quadr. 



Digitized by 



Google 



CACGtAMÒ^ 

. La tu» gmrdia nazionale consta di 46 mi- 
liti attÌTÌ e 15 di riserra: total» ^1 militi. 
La Bobiliuabile i di 15 militi 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
«lettonli del collegio di Abbiategrasso ; nel 
1863 erano 14. 

Ha officio postale proprio. 

Pel dazio consumo i cornane di qaarta classe. 

n suo territorio ha molte belle risaje e pra- 
terie artificiali. Vi si fa buona caccia di qua- 
glie e beccaccini. 

n capolaogo trovasi sul 'Naviglio grande 
ti a caraliere della strada postale che da Mi- 
lano conduce ad Abbiategrasso, poco meno 
di 9 chilometri e mezzo a levante da Abbia- 
tegrasso, ed altrettanti a libeccio da. Milano. 

E nominato nelle storie milanesi dei tempi 
di meno, perchè quivi si accampò l'esercito 
■danese nel 1337 quando era in guerra 
contro i PftTesi che erano trincerati a Morì- 
Boado. 

t natÌTO di questo luogo quell'Alberto, pro- 
posto di Lodi, che, ardente seguace di Fede- 
lieo Barbarosaa, per i mali consigli che dava 
«U'inperatore contro i Milanesi, renne sco- 
nuùcato da S. Caldino, arcivescovo di Milano. 
ftiSniirO. — Frazione del com. di Por- 
retta, odl'Emilia, prov. di Bologna, circond. 

di Vergato, maod. di Porretta. 
L'alBeio postale è a Porretta. 

UMDIA. — Frazione del com. di Montaldo 
Boniida, in Piemonte, prov. di Alessandria, 
dreond. di .Acqui, mand. di Carpeneto. 

L'nfhcio postale è a Carpeneto. 

6A661H0. — Comune in Lombardia, prov., 
circond. e mand. di Como. 

Ha ona superficie di 255 ettari. 

La soa popolazione assoluta nel 1857 era 
di 553 abitanti. Secondo il censimento del 1861, 
qoella di fotte contava abitanti 580 (maschi 
997 e femmine 383), quella di diritto eradi 
596 alHtonti (315 'maschi e 383 femmine). 
TM 1864 fi avevano 604 abitanti, ossia 36&44 
per chilom. quadr. 

La mia guardia nazionale consta di 47 
■liti aitivi e 37 di riserva: totale 74 militi. La 
■obilizzabile è di 50 militi. 

Gli elettori politici sodo inscritti nelle liste 
liettorali del collegio di Como; nel 1863 erano 5. 

L'nfficio postale è ad Olgiate Comasco. 

Pd dazio consumo è comune di quarta classe. 

D suo territorio è a colline assai amene: 
ibbooda di viti e gelsi. 

11 capolaogo è un piccolo villaggio situato 
^usi 14 chilometri a ponente da Como. 

L« MTttleriie notiiie ftiroao rivedale ed approTate dal' 
tmrenli Sindaco di qoMo connne. 



fiAOfilÒ iÒ 

6AQ6I0. — Frazione del com. di Capolago, 
in Lombardia, pr'>v. di Como, circond. e mand. 
di Varese. 

L'ufficio postale è a Varese. 

GAGGIO. — Frazione del com. di Cazzohe, in 
Lombardia, prov. di Como, circond. di Va- 
rese, mand. di Arcisate. 

L'uficio posUle è a Cazzone. 

GAGGIO. — Frazione del com. di Colle di 
Val d'Elsa, in Toscana, prov. e -circond. di 
Siena, mand. di Colle di Val d'Elsa. 

L'ufScio postale è a Colle di Val d'Elsa. 

E una villa posta in collina alla distanza 
di 7 chilometri ad ostro da Colle di Val 
d' Elsa. 

GAGGIO. — Frazione del com. di Fontana 
Elice, nell'Emilia, prov. di Ravenna, circond. 
di Faenza, mand. di Casola Valsenio. 

L'ufficio postale è ad Imola. 

GAGGIO. — Frazione del com. di Luvino, 
in Lombardia, prov. di Como, circond. ài Va- 
rese, mand. di Luvino. 

L'ufficio postale è a Luvino. 

GAGGIO. — Frazione del com. di Malgrate, 
in Lombardia, prov. di Como, circond. e mand. 
di Lecco. 

L'ufficio postale è a Lecco. 

GAGGIO. — Frazione del com. di Pentita, 
in Lombardia, prov. e circond. di Bergamo, 
mand. di Caprino. 

L'ufficio postale è a Pontita. 

GAGGIO. — ) Frazione del com. di Viconago, 
in Lombardia, prov. di Como, circond. di Va- 
rese, mand. di Luvino. 

L'ufficio postale è a Viconago. 

GAGGIO. — Frazione del com. diVillados- 
sola, già Villa, in Piemonte, prov. di Novara, 
circond. di Ossola, mand. di Domodossola. 

L'ufficio postale è a Villadossola. 

GAGGIO DIMONTAGNA. — Comune nell'Emi- 
lia, prov. di Bologna, circond. di Vergato, 
mand. di Porretta. 

Comprende le frazioni di Afitìco e di Bóm- 
biana. 

Ha una superficie di 5633 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, secondo 
il censimento del 1861, contava abitanti 3833 
(maschi 1998 e femmine 1834); quella di di- 
ritto era di 3843 abitanti. Nel 1864 ve ne 
avevano 4038, ossia 71.50 per chilòmetro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia e mezzo con 144 militi attivi e 403 
di riserva: totale 546 militi. La mobilizzabile 
è di 195 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li»t« 



Digitized by 



Google 



14 GACOlÒ 

elettorali del collegio di Vergato; nel 1863 
erano 46. 

L'ufficio póstale è a Porretta- 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

11 suo territorio è montuoso e va annove- 
rata fra i più sterili della provincia di Bolo- 
gna. Esso non produce quasi altro che legna 
da fuoco e pascoli : solo in qualche località vi 
riesce anche la vite. 

Il capoluogo è situato nella parte più mon- 
tuosa del Bolognese e non è lontano che poco 
più di 13 chilometri a greco dall'alta vetta 
del Corno delle Scale. Dal capoluogo di cir- 
condario dista quasi 23 chilometri, da quello 
della provincia 55 circa a libeccio, e dalla Por- 
retta, capoluogo di mandamento, poco più di 
6 chilometri a maestro. 

I fabbricati che formano questa borgata 
sono in molto numero e di buona apparenza. 
Gli abitanti sono sufficientemente industriosi 
e dediti al commercio. 

Gaggio è di ignota ma di antica origine. Le 
memorie che intomo ad esso si hanno attestano 
la sua importanza, come castello fortificato, 
nelle guerre nel medio evo combattutesi in 
quelle montuose regioni. 

Si crede che nel 753 appartenesse alla mo- 
glie di Astolfo re dei Longobardi. Nel se- 
colo XIV fa assaltato Aia senza frutto dalle 
g^nti dell'imperatore Enrico VII. In seguito 
ebbe liti e guerre coi castelli vicini e special- 
mente con Casio; sofferse molti danni dalle 
armi di fialdaccio di Ànghiari; fu signoreg- 
giato dai conti di Panico e di Montecuccolo e 
dai Bolognesi. 

Credono alcuni che sia nato in questo Gag- 
gio quel Cola di Montano, che insegnò elo- 
quenza in Milano e fu maestro ed amico al- 
l'Olgiati, al Lampugnani e al Visconti i quali 
nel 1476 uccisero il duca Galeazzo Maria Sforza. 

GAGGIO DI PIANO. — Frazione del com. di 
Castelfranco dell'Emilia, nell'Emilia, prov. e 
circond. di Bologna, mand. di Castelfranco 
dell'Emilia. 

X'nflicio postale è a Castelfranco dell'Emilia. 

6AQ6I0GN0. — Frazione del com. di Pre- 
mia, in Piemonte, prov. di Novara, circond. 
di Ossola, mand. di Credo. 

L'ufficio postale è a Credo. 

6AGQI0L0. — Fiazione del com. di Caz- 
xone, in Lombardia, prov. di Como, circond. 
di Varese, mand. di Arcisate. 

L'ufficio postale è a Cazzone, 

E un casale posto sul confine della pro- 
vincia di Como col Cantone Ticino. È ba- 
gnato da un piccolo torrente, che da esso 



riceve il nome e che va a gettarsi nelPOIona 
dopo un corso di 9 chilometri. 

6A6GI0L0. — Frazione del com. di Oleg- 
gio, in Piemonte, prov. e circond. di Novara, 
mand. di Oleggio. 

L'ufficio postale è ad Oleggio. 

GAGLIA. — Frazione del com. di Gaglia- 
vola Galliavola, in Lombardia, prov. di Pavia, 
circond. di Lomelliaa.mand. di Pieve del Cairo. 

L'ufficio postale è a Lomello. 

6A6UANA 6ALLIANA. — Frazione del 
com. di Marradi, in Toscana, prov. e circond. 
di Firenze, mand. di Marradi. 

L'ufficio postale è a Marradi. 

È un casale posto sul fianco meridionalo 
del monte di Budrialto, a borea-greco da Mar- 
radi, da cui dista circa 9 chilpmetri. 

6AGLIANELL0. — Frazione del com. di Fi- 
gline Val d'Arno, in Toscana, prov. e circond. 
di Firenze, mand. di Figline Val d'Arno. 

L'ufficio postale è a Figline Val d'Arno. 

GAGUAMICO. — Comune in Piemonte , 
prov. di Novara, circond. di Biella, mand. di 
Candele. 

Consta di Villa, capoluogo, e della frazione 
di Savagnasca, posta a maestro. 

Ha una superficie di 416 ettari. 

La sua popolazione di fatto, secondo il cen- 
simento del 1861, contava abitanti 708 (ma- 
schi 338, femmine 370); quella di diritto era 
di 742 abitanti. Nel 1864 ve ne avevano 749, 
ossia 1 80. 04 per chilom. qnadr. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 77 militi attivi e 30 di ri- 
serva: totale 107 militi. La mobilizzabile è di 
4 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle listo 
elettorali del collegio di Santhià; nel 1863 
erano 9. 

L'ufficio postale è a Biella. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è produttivo di grano, di 
marxuoli d'ogni sorta, di uve e di altre 
frutta. Alcuni terreni sono irrigati da un 
piccolo canale. 

11 capoluogo è un piccolo villaggio posto 
in pianura, alla distanza di poco più di 3 
chilometri a mezzogiorno da Biella. Al suo 
ponente si vede un castello con parco, viali 
e delizioso giardino adorno di fontane e di 
giuochi di acqua; questo castello venne fon- 
dato nel 144'J da Carlo d'Amboise, gran 
mastro di Francia. 

Questo laogo e le adiacenti collioe ap- 
partennero al monastero di Santa Maria di 
Lucedio, il cui possesso veniva confermato 



Digitized by 



Google 



fiAGUANO 
M marchese di Monferrato nel 1183. Inse- 
guito fo posseduto dagli Spina, dagli Scaglia, 
(Ili Bertodani e dai Ferreri Fieschi , prin- 
cipi di Masserano e marchesi di Crevacuore. 
6A6LIAII0. — Frazione dei com. di Barbe- 
rino Val d'Elsa, in Toscana, prov. e circond. 
di Firenze, mand. di Scarperia. 
^L'nfficio postale è a Barberino di Mugello. 
GAfiLIANO. — Frazione del com. di Ca- 
merino, nelle Marche, pror. di Macerata, 
cireond. e mand. di Camerino. 
L'officio postale è a Camerino. 
6A6LIA1I0. — Frazione del com. di Campii, 
mI Napoletano, prov. di Abruzzo Ulteriore I, 
circond. di Teramo, mand. di Campii. 
L'officio pestale è a Campii. 
GAiaJANO. — Frazione del com. di Ca- 
tanzaro, nel Napoletano, prov. di Calabria 
Ulteriore II, circond. e mand. di Catanzaro. 
, L'officio postale è a Catanzaro. 
' filGUàlfO. — Frazione del com. di Civi- 
dale, nel Veneto, prov. di Udine, distretto di 
Gridale. 
L'officio postale è a Cividale. 
È OD piccolo Tillaggio di circa 200 abi- 
tanti. È posto in vicinanza del Natisene , in 
territorio abbondante di cereali, viti e gelsL 
6A6UAH0 ATERNO. — Comune nel Napo- 
leisao, prov. di Abruzzo Ulteriore II, circond. 
é iqnila degli Abruzzi, mand. di Castelvec- 
Ato Snbequo. 

La sua popolazione assoluta di fatto, 'se- 
coodo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 1646 (maschi 775, femmine 871); quella 
fi diritto era di 1804 abitanti. Nel 1864 ve 
se avevano 1686. 

La soa guardia nazionale consta di una 
compagnia con 101 militi attivi « 17 di ri- 
serva: totale 118 militi. La mobilizzabile è di 
46 militi. 

Gli elettori politici sono inscrìtti nelle liste 
elettorali del collegio di S. Demetrio ne'Ve- 
inai; nel 1863 erano 34. 

L'officio postale è ad Aquila degli Abruzzi. 
Pd daaio consumo ò comune di quarta classe. 
II SBO terrìtorìo è montuoso. 
Il capoluogo è un villaggio posto sovra 
■•'alton, a 37 chilometri da Aquila. 

Possiede varie opere pie con un comples- 
sivo reddito annuo di L. 1485. 

OAfiUAMO CASTELFERRATO. — Comune 
io Sicilia, prov. di Catania, circond. di Nicosia, 
maaà. di Aggira. 

La soa popolazione assoluta di fatto, secondo 
lUtimo censimento del 1861, contava abitanti 
Vii (mascbi 1940, femmine 1975); quella di I 



GAGLIANO 1 5 

diritto era di 3861 abitanti Nel 1864 ve ne 
avevano 4043. 

La sua guardia nazionale cous'a di 3 com- 
pagnie con 316 militi attivi e 34 di riserva: 
totale 350 militi La mobilizzabile è di 15 
militi 

Gli elettori politici sono inscrìtti nelle Tiste 
elettorali del collegio di Regaibnto; nel 1863 
erano 28. 

L'ufficio postale è a Nicosia. 

Pel dazio consumo ècomune di quarta classe. 

II suo territorio è 'ubertoso, specialmente 
in grano, olio, legumi ed orzo, che vengono 
in parte esportati dall'isola. Nelle sue vici- 
nanze si trova un asfalto di pregiata qualità. 

È un t'borgo posto su di un alto colle alla 
distanza di poco più di 13 chilometri ,da Ni- 
cosia e'.di circa 66 dal mare Mediterraneo. 

Vuoisi che quivi fosse l'antica Cluverio. 
Ju feudo .della famiglia Castelli di 7orre- 
muzza. 

OA6LIAN0 DEL CAPO. — Mandamento nel 
Napoletano, prov. di, Terra d'Otranto, circond. 
di Gallipoli. 

Ha una popolazione di 6715 abitanti, ripar- 
liti nei 4 comuni, dì Castrìgnano del Capo, 
Gagliano del Capo, Mordano e Patu. 

GAGLUNO DEL CAPO. — Comune nel Na- 
poletano, prov. di Terra di Otranto, circond. 
di Gallipoli, mand. di Gagliano del Capo. 

La sua popolazione assoluta di fotte, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 1942 (maschi 1016, femmine 926); quella 
di diritto era di 1954 abitanti. Nel 1864 ve 
ne avevano 1963. 

La sua guardia 'nazionale 'consta di una 
compagnia con 134 militi attivi e 47 di ri- 
serva: totale 181 militi. La mobilizzabile è di 
94 militi 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Tricase; nel 1863 
orano 60. 

L'ufficio postale è a Gallipoli: ha l'ufficio 
di pretura dipendente dal tribunale civile e 
correzionale di Lecce. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è fertile e d'aria molto sana. 

11 capoluogo è situato sur un colle, a «48 
chilometri e mezzo •{% Gallipoli, in amena posi- 
zione da cui si hanno punti di vista fino alle 
isole Jonie, essendo esso posto in quell' estrema 
parte d'Italia che chiamasi il tallone dello sti- 
v.ile. Possiede un ospedale per cura d'infermi è 
soccorsi ai poveri, un'altra opera pia ma con 
tenue reddito e per lo stesso scopo, e scuole 
elementari comunali per ambo i se^l 



Digitized by 



Google 



16 CACLUNNOTO 

In orìgine questo rillaggio non era che au 
luogo di rifugio degli abitanti del Capo di 
Leaca, coatro gli sbarchi dei piratL In se- 
guito divenne stabilmente abitato, e crebbe 
delle popolazioni di Plusano e Misciano, colà 
trasmigrate esse pare per trovare asilo contro 
I barbari. 

L'ebbe in dono da Carlo I Guglielmo Bru- 
nella, e da Ferdinando il Cattolico la fami- 
glia dello Scanderbeg : in seguito appartenne 
ai Guarino di Cassano. ^ 

OAGLIANNOTO e aAGLIANVECCHIO. — Fra- 
noni del com. di S. Severino Marche, nelle Mar^ 
che, prov. e circond. di Macerata, mand. di S. Se- 
Tcrìno Marche. 

L'ufScio postale è a S. Severino Marche. 

GA6LIARPA NUOTA e OAGUARDA VEC- 
CHIA. — Frazioni del com. di Imola, nel- 
l'Emilia, prov. di Bologna, circond. e mand. 
di Imola. 

L'ufficio postale è ad Imola. 

BAGLIAROL — Frazione del com. di Sam- 
peyre, in Piemonte, prov. di Cuneo, circond. 
di Saluzzo, mand. di Sampejre. 

L'ufficio postale è a Sampejre. 

GAGLIASCO. — Fraùone del com. di Bi- 
stagno, in Piemonte, prov. di Alessandria, cir- 
cond. di Acqui, mand. di Bistagno. 

L'ufficio postale è a Bistagno. 

6AGUAT0. — Comune nel Napoletano , 
prov. di Calabria Ulteriore II, circond. di Ca- 
tanzaro, mand. di Chiaravalle Centrale. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 932 (maschi 445, femmine 487), quella 
di diritto era di abitanti 988. Nel 1864 ve 
ne avevano 950. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 55 militi attivi e 9 di riser- 
ia: totale 64 militi. La mobilizzabile è di 52 
militi 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio dì Chiaravalle Centrale; 
nel 1863 erano 30. 

L'officio postale è a Chiaravalle Centrale. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è molto fertile, gode aria 
salubre ed è bagnato dai fiumi Beltraoa ed 
Aocinale. 

Il capoluogo è sitnato in amena posizione, 
a 45 chilometri da Catanzaro e circa 11 dal 
mare Jonio. 

Fu feudo dei Morelli-Castiglione. 

GASLIAVOLA o GALLIATOLA. — Comune 
in Lombardia , prov. di Pavia , circond. di 
Lomellina, mand. di Piave del Cairo. 



GACITnU 

Consta di Caglia vola, capoluogo, e di al- 
cune case sparse. 

Ha una superficie di 780 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fotto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 754 (maschi 375 e femmine 379) ; quella 
di diritto era di 763. Nel i864 ve n'avevano 
763, ossia 97. 69 per chilom. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di 39 
militi attivi La mobilizzabile è di 34 militi. 

Gli elettori politici sono inscrìtti nelle liste 
elettorali del collegio di Sannazzaro de'Bur* 
gondi; nel 1863 erano 8. 

L'ufficio postale è a Lomello. 

Pel dazio consumo è comune di quarta 
classe. 

Il suo terrìlorìo è molto ubertoso, inaffiato, 
com'è, in molta parte, dalle acque dell'Ago- 
gna: produce riso, frumento, avena, gelsi, 
legumi, frutta e vini. 

Il capolaogo è posto sulla destra riva deU 
l'Agogna, a 9 chilometri da Mvtara. Ga- 
gliavola nei tempi di mezzo ebbe signori pro- 
pri, col titolo di conti: quindi passò ai Laffl- 
bertenghi, oriundi della Valtellina. Lo pos- 
sedettero i Gesuiti del collegio di Brera di 
MQano ; dai quali passò allo Stato : infine l'eb- 
bero i Greppi di Milano. 

6A6L1ET0LE. — Frazione del com. di Co- 
lazzone, nell'Umbria, prov. dell'Umbria, cir- 
cond. di Perugia, mand. di Todi. 

L'ufficio postale è a Todi. 

6A6LI0LE. — Comune nelle Marche, prov. 
di Macerata, circond. e mand. di Camerino. 

Comprende le frazioni di Acquosi, Bergòni, 
Casette, Castellano, Celano, Collaiello, Selvata- 
gli e Torrette. 

Ha una superficie di 3313 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto , se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
1149 (maschi 548 e femmine 601); qnelU 
di diritto era di 1370 abiUnti. Nel 1864 ve 
ne avevano 1161, ossia 50.31 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 119 militi attivi. La mobilix- 
zabile è di 51 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Camerino; nel 
1863 erano 13. 

L'ufficio postale è a Camerino. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio giace parte in colle e parte 
in pianura, ha molti pascoli e produce spe- 
cialmente grano e vino. 

Il capolaogo è un piccolo villaggio murato. 



Digitized by 



Google 



GACIfi 

posto poco distante dalla sinistra del fiume 
Poteou, e 15 chilometri a borea da Camerino. 

Gsgliole sembra d'antichissima fondazione. 
Io nrì loogfai de'snoi dintorni si rinvennero 
raoxi di antichi edifizii, anni, vasi di rame 
ed armille. Nei tempi di mezzo appartenne ai 
Varano di Camerino, che lo cinsero di torri, 
baluardi e fossati, e lo armarono di molte ar- 
tìglieriei 

6A6RA. — Frazione del com. di Villa- 
franca Piemonte, in Piemonte, prov. di To- 
rioo, circond. di Pinerolo, mand. di Villafranca 
Pieoonte. 

L'officio postale è a Villafranca Piemonte. 

6i61fA60. — Frazione del com. di Borgo 
Tiójio, in Piemonte, prov. e circond. di No- 
ma, mand. di Borgo Ticino. 

L'oificio postale è a Borgo Ticino. 

CiCIOHE. — Frazione del coro, di Drno- 
gno, in Piemonte, prov. dì Novara, circond. 
di Ossola, mand. di Santa Maria Maggiore e 
Grana. 

L'afficio postale è a Santa Maria Maggiore 
e Grana. 

UnOR. — Frazione del com. di Nocchie, 
uPÌBDonte, prov. di Torino, circond. di Susa, 
■ani £ Con dove. 

L'oiSdo postale è a Condove. 

UL — Frazione del com. di Cisone , nel 
'«Bete, proT. di Treviso, distr. di Ceneda. 

6AI (Ai) e 6AJAFANG0. — Frazioni del 
OWL di Ormea, in Piemonte, prov. di Cuneo, 
eireood. di Mondovi, mand. dt Ormea. 

L'niScio postale è ad Ormea. 

6AIBA. — Comune nel Veneto, prov. di 
Rovigo, distr. di Occhiobello. 

Comprende le frazioni di Bonello , Caselle e 
Toomaselle. 

Ha nna popolazione di 1484 abitanti. 

U suo toritorio è tutto coltivato a cereali 
e ctoape, di cui si fa lucroso commercio. 

n eapotnogo è un villaggio posto due chi- 
loaetri a borea dalla sinistra sponda del Po, 
13 a maestro da Pontelagoscuro e 7 ad ostro 
da Rnozi, frazione di Bagnolo. 

I« ntrUierfte Dottale AnronorlTedute ed approrate da]> 
I^Monrtde Hnnieipio di qnesto comune. 

BAIBAIfA e OAIBANEUA. — Frazione del 
CWL di Ferrara, nell'Emilia, {h-ov., circond. e 
■aad. di Ferrara. 

L'officio postale è a Ferrara. 

8AIB0LA. — Frazione del com. di Bolo- 
p* , nell' Emilia , prov., circond. e mand. di 
Bologna. 

L'nf&eio . postale è a Bologna. 

fiABSE. — Frazione del com. di Pìegaro, 
L'iTAUa, IHtionario corografico, ecc. VoL 



CAIt , 17 

nell'Umbria, prov. dell'Umbria, circond. di 
Orvieto, mand. di Città della Pieve. 

L'ufficio postale è a Panicale. 

6AIC0 CAICO. — Frazione del com. di 
Offida,' nelle Marche, prov. e circond. di 
Ascoli Piceno, mand. di Offida. 

L'ufficio postale è ad Ascoli Piceno. 

6AIC0. — Frazione del com. di Osoli, 
nelle Marche, prov., circond. e mand. di Ascoli 
Piceno. 

L'ufficio postale è ad Ascoli Piceno. . 

6AIDA. — Frazione del com. di Coassolo 
Torinese, in Piemonte, prov. e circond. di 
Torino, mand. di Lanzo Torinese. 

L'ufficio postale è a Lanzo Torinese. 

GAIDA. — Frazione del com. di Reggio nel» 
l'Emilia, nell'Emilia, prov., circond. e mand. di 
Reggio nell'Emilia. 

L'ufficio postale è a Reggio nell'Emilia. 

GAIDELLA. — Frazione del com. di Qui- 
stello, in Lombardia, prov. di Mantova, distr. di 
Revere. 

L'ufficio postale è a Revere. 

6AIDL — Frazione del com. di Pellegrino 
Parmense, nell'Emilia, prov. di Parma, cir- 
cond. di Borgo S. Donnino, mand. di Pelle- 
grino Parmense. 

L'ufficio postale è a Pellegrino Parmense. 

GAIFA. — Frazione del com. di Urbino, 
nelle Marche, prov. di Pesaro e Urbino, cir- 
cond. e mand. di Urbino. 

L'ufficio postale è ad Urbino. 

È un villaggio di 400 abitanti, posto 9 
chilometri a scirocco da Urbino, presso la 
strada che da questa città mette a Fos- 
sombrone. 

GAIFANO. — Frazione del com. di Gualdo 
Tadino, nell'Umbria, prov. dell'Umbria, cir- 
cond. di Fufigno, mand. di Gualdo Tadino. 

L'ufficio postale è a Gualdo Tadino. 

GAIFANO. — Frazione del com. di Nocera 
Umbria , nell' Umbria , prov. dell' Umbria , 
circond. di Fuligno, mand. di Nocera Umbria 

L'ufficio postale è a Nocera Umbria. 

GAIGOLE. — Frazione del com. di Coito, 
in Lombardia, prov. di Brescia, circond. di 
Castiglione delle Stiviere, mand. di Volta. 

L'ufficio postale è a Goito. 

GAIL. — Frazione del com. di Cbamporcher, 
in Piemonte, prov. di Torino, circond. di Ao- 
sta, mand. di Oonnaz. 

L'ufficio postale è a Donnaz. 

GAIL. — Rivolo del Trentino. Scende dalla 
catena centrale delle Alpi, passa presso i vil- 
laggi diRidnaun, Mareith eThuinsesboccanel» 
risarco sotto a Sterziug. Ha un corso di 22 chi!» 
IV. ^,{Pr'>prietà Utteraria) 3 



Digitized by 



Google 



18 GAItXAND 

OAILLAirD eAILLANT. — Frazione del 
com. di Oyace, in Piemonte, prov. di Torino, 
circond. di Aosta, mand. di Gignod. 
■ L'officio postale è a Valpelline. 

GAIRA. — Frazione del com. di Vnldieri, 
in Piemonte, proT. e circond. di Cnneo, mand. 
di Valdierì. 

L'officio postale è a Valdierì. 

6AINA60. — Frazione del com. di Torrile, 
nell'Emilia, prov. e circond. di Parma, mand. 
di Colorno. 

L'officio postale è a Colorno. 

GAUfAZZÓ. — Frazione del com. di Gai- 
iclia, nell'Emilia, prov. di Modena, circond. di 
Pavullo nel Frignano, mand. di Goiglia. 

L'officio postale è a Zocca. 

SAIltETTA. — Rivolo influente della Treb-^ 
Lia, nella quale si getta ai confini del Bob- 
^biese, nella provincia di Pavia. 

6AI0LA. — Comune in Piemonte, prov. e 
circond. di Cnneo, mand. di Demonte. 

Consta di Gaiola, capoluogo, di Ruata e di 
alcune case sparse. 

Ha ona superficie di 560 'ettari. 

La sua popolazione assolata di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 640 (maschi 313 e femmine 3*27); quella 
di diritto era di 708 abitanti. Nel 1864 ve ne 
STevano 613, ossia 109.38 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta |di nna 
compagnia con 41 militi attivi e 43 di rì- 
serra: totale 83 militi. La mobilizzabile è di 
47 militi. 

Gli elettori politici sono inscrìtti nelle liste 
elettorali dei collegio di Borgo S. Dalmazzo; 
nel 1863 erano 18. 

L'ufficio postale è a Mojola. 

Pel dazio consumo è comune di quarta 
classe. 

Il suo territorìo abbonda di grano, segale, 
fromento, meliga, castagie, noci e canapa: 
vi si allevano in discreto nomerò le bestie 
bovine. 

fi capoluogo è un piccolo villaggio, posto 
in mezzo a vasta pianura, a poca distanza 
dalla rìva sinistra della Stura, che, non molto 
lontano dall' abitato , si tragitta sopra un 
bel ponte. Dista più di 18 chilometri e mezzo 
da Cuneo. 

Possiede una congregazione di carità ed 
nna pubblica scaola. 

Questa terra si trova nominata per la prima 
volta in un docnmento dell'anno 915. 

Fu già feudo dei Passerì e dei Broceardi 
di Cuneo. Lo ebbero poi i Falcoois con ti- 




GAIRO 

tolo di conti, e dai Falconis passò in seguito 
agli Aimetta. 

6AI0LE. — Cornane in Toscana, prov. e 
circond. di Siena, mand. di Colle di Val d'Elsa. 
Comprende leseguenti 
iÀ'azioni: Barbicchio,Bro- 
lio, Campìglie, Casta- 
gnoli, Coltiboono (pur- 
zione) , Lecchi (di Ga- 
Jole), Lucignano (di Ga- 
Jole), Monte Loco (por- 
zione) Nebbiano , Na- 
senna. Rietine, Rosso 
(S. Polo in). Salcio (por- 
zione) , Starda (idem). 
Valle (S. Marcellino in), 
Verìano, Vertine (porzione). 
Ha una superficie di ettarì 13,804. 
La sua popolazione assolata di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 5543 (maschi 3313, femmine 3339); quella 
di diritto era di 4753 abitanti. Nel 1864 ve 
n'avevano t>637, ossia 44.03 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 186 militi attivi e 4itì di ri- 
serva: totale 618 militi. La mobiKzzabile è di 
39 militi. 

Gli elettori politici sono inscrìtti nelle liste 
elettorali del collegio di Colle di Val d'Elsa ; nel 
1863 erano 87. 
L^uffieio postale è a Radda. 
Pel dazio consumo è comune di quarta elasse. 
Il suo terrHorio è molto favorevole alla col- 
tivazione degli olivi, delle viti e dei gelsi; 
per cui, in qualche tenuta, vi si fa dell'olio 
S(|uisito, dei vini prelibati e della seta hici- 
dìssima. Vi abbondano inoltre cerri, lecci e 
castagni; e frequenti vi sono i boschi di 
piante ghiandifere, per cui anche l'aHeTaraento 
dei majali è un importante ramo di comBiercio 
per molti proprìetarì. 

Il capoluogo è un piccolo villaggio situato 
lungo il torrente Massalono che versa le sue 
acque nel fiume Arbia, sulla strada maestra 
che da Siena conduce a Montevarchi e distante 
più di 38 chilometri da Siena. 

Possiede una scuola comonale elementare 
per ambo i sessi. 

CAIRO. — Comune in Sardegna, pror. di 
Cagliari, circond. di Lannsei, Stand, di lersu. 
Ha nna saperficie di ettarì 11,131. 
La sua popolazione assoluta di fiatto , se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 1347 (maschi 598, femmine 649) ; quella 
di diritto era di 1387 abitanti Nel 1864 v« 



Digitized by 



Google 



OAITKSCA 
■• trnnao i387, ossia 11. 57 per chilometre 
quadrato. 

La saa guardia nasìoDale consta di una coni- 
pagaia con 80 militi attivi e 133 di riserva: 
toUle 212 militi. La mobilizzabile è di 8 
■iliti. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Lanuseì; nell'anno 1863 
«ano 17. 

Ha nfficio postale proprio. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

SQO territorio giace per la maggior parte 
il montagna. Abbonda di alberi fruttiferi, di 
lisi eccellenti, di legumi di straordinaria 
gnnseua, di selve ghiandifere, di enormi lecci 
latiehissìmi , di ogni specie di selvaggiume, 
e di limpide acque. 

Il capoluogo è posto sul pendio di un monte 
u amena posizione da cui godesi di una este- 
sissima vista sul Mediterraneo; dista 14 cbi- 
kaetrì da Lsausei. Vi si tiene una fiera 
frequentatissima nella terza domenica di ot- 
idire. 

WITBSCl- — Frazione del com. di Cam- 
biaoo, in Piemonte, prov. e circond. di To- 
riao, aaod. di €hterì. 
L'afBeio postale è a Cambiano. 
Ua. — Comune deU'Alta Valle dell'Adige, 
•iii^- gindisiarìo di Taufers. 
A* uta popolazione «li 480 abitanti. 
£ un piccolo villaggio posto nella 'valle di 
TaaTert. Nei documenti del X secolo è chiamato 
col noma di Gazzex. 

^^- — Frazione del com. di Alpìgnano, in 
Piemonte, prov. e circond, di Torino, mand. 
di Piaoeiu. 
L'uiBeio postale i ad Alpignano. 
fi^A. — Frazione del com. di Caprìglio, 
■ PieiBoate,,prov. di Alessandria, circond. di 
Aati, maod. di Hontafia. 
L'ufficio postale è a Montafia. 
fiAJA. — Frazione del com. di Giffoni Val- 
lepiana, o«l Napoletano, prov. di Principato 
Citeriore, circond. di Salerno, mand. di S. Ci- 
priuio Pieentino. 
L'affido postale è a Salerno. 
SAJA. — Frazione del com. di Riva Val- 
dobbia, in Piemonte, prov. di Novara, circond. 
di Valaesia, mand. di Scopa. 
L'officio postale è a Scopa. 
ftAiANA. — Frazione del com. di Castel 
S. Pietro deil'Emilia, nell'Emilia, prov. di Bolo- 
gna, dreond. di Imola, mand. di Castel S. Pie- 
tn> deU'Enlia. 

L'otfieio poatale è a Castel San Pietr* del- 
ITjbìIjx. 



OAJOLI iO 

GAJAMIGO. — Frazione del com. di Cazzo, 
nel Veneto, prov. di Padova, distrotto di Cit- 
tadella. 

L'ufficio postale è a Cittadella. 

OAJAMO. — . Frazione del com. di Solarolo, 
nell'Emilia, prov. di Ravenna, circond. di 
Faenza, mand. di Castel Bolognese. 

L'ufficio postale è a Castel Bolognese. 

6AJAN0. — Frazione del com. di Fisciano, 
nel Napoletano, prov. di Principato Citeriore, 
circond. di Salerno, mand. di San Severino. 

L'ufficio postale è a Salerno. 

GAJARDO. — Frazione del com. di Pomaro 
Piacentino, nell'Emilia, prov, e circond. di 
Piacenza, mand. di Agazzano. 

L'ufficio postale è a Pianelle Val Tidone. 

GAJARIlfE. — Comune nel Veneto, prov. di 
Treviso, distr. di Conegliano. 

Comprende le frazioni di Albina, Campo 
Molino, Framenigo, e Rover Basso. 

Ha una popolazione di 3814 abitanti. 

Il suo territorio è ubertoso in cereali e gelsi : 
le viti viv danno abbondanti raccolte di vini 
assai ricercati. 

Il capoluogo è un ridente villaggio, nel 
quale si veggono alcune belle villeggiature. 

QAJATO. — Frazione del com. di Pavullo 
nel Frignano, nell'Emilia, prov. di Modena, 
circond. e mand. di Pavullo nel Frignano. 

L'ufBcio postale è a Pavullo nel Frignano. 

6AJDE. — Frazione del com. di SavigUano, 
in Piemonte, prov. di Cuneo, circond. di Sa- 
luzzo, mand. di Savigliano. 

L'ufficio postale è a Savigliano. 

QkJDl. — Frazione del com. di Carmagnola, 
in Piemonte, prov. e circond. di Torino, mand. 
di Carmagnola. 

L'ufficio postale è a Carmagnola. 

6AJERA. — Frazione del com. di Lemie, 
in Piemonte, prov. e circond. di Torino, mand. 
di Viù. 

L'ufficio postale è a Viù. 

6AJ0. — . Frazione del com. di Marcon, nel 
Veneto, prov. di Venezia, distr. di Mestre. 

E un villaggio posto in sito fertile e ricco 
di pascoli, tra i fiumi Des0 e Zero. 

6AJ0 E BANDO. — Frazione del com. di 
Spilimbergo, nel Veneto, prov. di Udine, distr. 
di Spilimbergo. 

L'ufficio postale è a Spilimbergo. 

6AJ0LE. — Frazione del com. di Bevagna, 
nell'Umbria, prov. dell'Umbria, circond. diSpo» 
leto, mand, di Bevagna, 

L'ufficio postale è a Bevagna. 

6AJ0LL — Frazione del com. di Dogo, nella 



Digitized by 



Google 



30 GAJONE 

Liguria, prov. di Genova, circond. di Savona, 
mand. di Dogo. 

L'ufficio postale è a Dego. 

GAJONE. — Frazione del con. di Vigato, 
nell'Emitia, prov. e circond. di Parma, mand. 
di S. Pancrazio Parmense. 

L'ufficio postele è a Parma. 

QAJSRDCK. — Frazione del com. di Zina- 
sco, in Lombardia, prov. e circond. di Pavia, 
mand. di Cava Manara. 

L'ufficio postale è a Zinasco. 

GAJUN. — Frazione del com. di Rivoli, nel 
Veneto, prov. di Verona, distr. di Caprino. 

L'ufficio postale è a Caprino. 

GALA. — Frazione del com. di Barcellona 

Pozzo di Gotto, in Sicilia, prov. di Messina, 

circond. di Castroreale, mand. di Barcellona 

Pozzo di Gotto. 

, L'ufficio postale è a Barcellona Pozzo di Gotto. 

GALA. — Frazione del com. di Staghiglione, 
in Lombardia, prov. di Pavia, circond. di Vo- 
ghera, mand. di Montalto Pavese. 

L'ufficio postale è a Casteggio. 

GALANETO. — Frazione del com.diLarvego, 
nella Liguria, prov. e circond. di Genova, mand. 
di Pontedecimo. 

L'ufficio postale è a Pontedecimo. 

GaLANTA. — Frazione del com. di Imola, 
nell'Emilia, prov. di Bologna, circond. e mand. 
di Imola. 

L'ufficio postale è ad Imola. 

GALANTINA. — Frazione del com. di Ro- 
nianengo, in Lombardia, prov. di Cremona, 
circond. di Crema, mand. di Soncino. 

L'ufficio postale è a Romanengo. 

GALANTINO. — Piccolo fiume della Sabina. 
Trae origine dai monti che attraversano que- 
sta regione nella direzione da borea ad ostro 
separando la vallata del Velino, ove è situato 
Rieti, da quella del Tevere. Questo fiume ba- 
gna il territorio di Poggio Mirteto e termina 
nel Tevere, in cui si getta per la sinistra 
sponda, poco al di sotto del villaggio di Ga- 
vignano. 

GALANTINO e GALANTINO IN MONTAGNA. 
— Frazioni del com. di Poggio Catino, nel- 
l'Umbria, prov. dell'Umbria, circond. di Rieti, 
mand. di Poggio Mirteto. 

L'ufficio postale è a Poggio Mirteto. 

GALARETO. — Rivolo del Piemonte, che 
separa il territorio di Sassello da quello di 
Ponzone. 

CALASSI. — Frazione del com. di Imola, 
nell'Emilia, prov. di Bologna, circond. e mand. 
di Imola. 

L'ufficio postale è ad in: ila. 



GiaATINA 

CALATE. — Frazione del com. di Alessan- 
dria, in Piemonte, prov., circond. e mand. di 
Alessandria. 

L'ufficio postale ò a San Giuliano, fraxions 
del comune di Alessandria. 

GALATL — Frazione del com. di Messina, 
in Sicilia, prov., circond. e mand. di Messina. 

L'ufficio postale è a Messina. 

CALATI MAMERTINO. — Comune in Siei- 
lia, prov. di Messina, circond. di Patti, mand. 
di Tortorici. 

Ha una superficie di 2619 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
'condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 3153 (maschi 1046, femmine 1 107); quella 
di diritto era di 3349 abitanti. Nel 1864 v« 
ne avevano 3344, ossia 85. 68 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 138 militi attivi e 30 di ri- 
serva: totale 168 militi. La mobilizzabile è di 
10 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di ^rancavilla di Sicilia ; 
nel 1863 erano 11. 

L' ufficio postale è a Sant'Agata di Militello- 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è alquanto esteso e molt» 
fertile: vi si trovano miniere di solfo e pro- 
duce vino e seta in tale quantità che se ne 
fa un commercio di esportazione. 
' Il capoluogo è una grossa terra, che pori* 
il titolo di città. E distante pili di 41 chìiom. 
e mezzo da Patti. Possiede un piccolo ospe- 
dale per soccorso ai malati. 

Cr^Jesi costruito sulle rovine dell'antica 
Galata. Fu feudo dei duchi di Caccamo e dei 
conti di Santo Stefano. 
' GALATINA. — Mandamento nel Napoletaro. 
prov. di Terra d'Otranto, circond. di Lecce. 

Ha una popolazione di 33,058 abitanti, di- 
visi negli 8 seguenti comuni, e cioè Corigikno 
d'Otranto, Cutrofiano, Gelatina, Martignaao, 
Sogliano Cavour, Soleto, Sternazia, Zollino. 
GALATINA. — Comune nel Napoletano, prov. 
di Terra d'Otranto, circond. di Lecce, mand. 
di Gelatina. 

Ha la frazione di Nolia. 
La sua popolazione assoluta di fatto , se* 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
10,198 (maschi 5165, femmine 5033); quella 
di diritto era di 9374. N«l 1864 ve ne conta* 
vano 9374 abitanti. Oggidì (1867) sono 10,198. 
La sua guardia nazionale consta di tre com* 
pagnie con 373 militi attivi. La mobilizzabile 
è di 99 militi. 



Digitized by 



Google 



aalauna 

Gli elettori politici sodo inscrìtti nelle liste 
dottorali del collegio di Maglie; nell'anno 1863 
«ano 304. 

Ha ufficio postale proprio, ricevitoria del 
TCgislro, agenzia delle tasse dirette e del ca- 
tasto, pretara dipendente dal tribanalc civile 
e correzionale di Lecce. E sezione elettorale. 

Pel dazio consumo è cornane di quarta classe. 

n suo territorio è fertilissimo, e produce 
oEo, vino, cotone, grani ed ortaggi, in tale 
quantità da mandarne all'estero, per cui eser- 
àti attivissimo commercio. Gode di aria sa- 
hlire perchè spazzata dai venti boreali che 
fi dominano, e quindi non soggetta alle epi- 
demie che molte fiate travagliano i paesi cir- 
(ostantL 

Il capoluogo è una città di 9374 abitanti 
(di cui 4891 maschi e 4483 femmine), si- 
toato in pianura, a 30 chilometri da Lecce, 
e altrettanti o poco più da Otranto. E ornato 
di buoni edifizii, e conta alcune belle chiese, tra 
le quali noteremo specialmente quella di Santa 
Caterina, fondata da Raimondo Orsino, prìn- 
cipe di Taranto. Possiede un ospedale per cura 
di poveri ammalati d'ambo i sessi , fondato 
nel 1500 e con un'annua rendita di L. 10,936; 
un orfanotrofio, per educazione di povere or- 
fane, fondato nel 1793, ed un monte di pietà 
per ioccoTsi ed elemosine, doti e culto, isti- 
Urjto nel 1579: hanno tutti e due insieme una 
rendita di annue L. 6633. Vi sono scuole 
comunali elementari per ambo i sessi; ha 
un ginnasio convitto, un istituto femminile 
dirào in due sezioni, per le fanciulle agiate, 
e per le figlie del popolo, una scuola tecnica, 
un asilo infantile, ed una scuola serale, tutte 
eomunali, e popolatissime. 

Galatina è paese molto commerciante. Ha 
pure due fiere principali, una nella vigilia e 
nd giorno dell'Ascensione, l'altra di 3 giorni, 
che termina la domenica dell'ottava del Cor- 
pus Domini. Oltre a ciò dal 35 luglio a tutto 
ottobre vi è fiera in ogni giovedì. Vi è mer- 
cato assai frequentato il giovedì e la dome- 
nica d'ogni settimana. 

Credesi un'antica città, ma non si hanno 
documenti che lo comprovino. Il principe Rai- 
mondo Orsino sopranominato cinse a proprie 
spese questa città di mura, per ricompensare 
i suoi abitanti che lo avevano riscattato dai 
Turchi, dai quali era stato fatto prigioniero , 
colla grossa somma di 13 mila ducati. L'eb- 
bcM in feudo i Del Balzo, dai quali, per do- 
nazione fattane da Ferdinando 1 Aragonese, 
passò a Lodovico Campofregoso di Genova: 
ia srgaito appartenne allo Scanderbcg, quindi 



fiAlATONB ^1 

ai Sanseverino di Bisignano, ai Carafa di Co- 
rato, ai Braida di Rapallo ed agli Spinola, 

Fu città greca come lo indica il nome, e 
ne conservò l'idioma quasi fino alla metà del 
secolo XVI. 

Ebbero i natali in Galatina i seguenti : Pie- 
tro Colonna (fiorito nel secolo XV), detto il 
Galatino, minore osservante, dotto teologo e 
professore di lingua greca, latina ed ebraica, 
provinciale del suo ordine; Marco Antonio Zi- 
ìnara (m. nel 1540), valente prof, di filosofia 
la Padova ed autore di opere filosofiche; Teo- 
filo Zimara, figlio del precedente, che fu me- 
dico e letterato dottissimo e scrisse varie 
opere; Federico Mezio, valente teologo e gre- 
cista, che scrisse varie opere e fu lodato dal 
Baronie; Gio. Paolo Vernaleone, celebre ma- 
tematico; Silvio Arcudi (morto nel 1646), 
che fu buon medico, valente letterato e gra- 
zioso poeta; Pasquale Caffaro (morto nel 1787), 
uno dei più valenti maestri di musica del suo 
tempo; Antonio Guidano, dottor di legge, e 
consigliere del Sacro Consiglio di Santa Chiara 
di Napoli, segretario di re Ferdinando d'A- 
ragona. 

Alcnoe delle surriferite notizie debbonsi «Ila cortesia 
dell'onoreTole Sindaco di questo cornane. 

CALATONE. — Mandamento nel Napole- 
tano, prov. di Terra d'Otranto, circond. di 
Gallipoli. 

Ha una popolazione di 961 1 abitanti, divisi 
nei 4 comuni di Aradeo, Galatone, Neviano, 
Sedi. 

GALATONE. — Comune nel Napoletano, 
prov. di Terra d'Otranto, circond. di Galli- 
poli, mand. di Galatone. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 5613 (maschi 3699, femmine 3913) ; quella 
di diritto era di 5763. Nel 1864 vi si conta- 
vano 5763 abitanti. 

La sua gnardià na/cionale consta di 3 com- 
pagnie con 311 militi attivi e 30 di riserva: 
totale 331 militi. La mobilizzabile è di 144 
militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle listo 
elettorali del collegio di Gallipoli; nel 1863 
erano 113. 

Ha ufficio postale proprio, pretura di man- 
damento dipendente dal tribunale civile e cor- 
rezionale di Lecce. E sezione elettorale. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

11 suo territorio è pianeggiante e fertilissimo, 
ma non gode di buon'aria. 

Il capoluogo è un grosso borgo di 4877 
abitanti, a 18 clìilonqetri da Gallipoli. Pos- 



Digitized by 



Google 



ss GALATONl 

siede ans congregazione di carità per limo- 
sino e doti, institoita nel 1635 e con an red- 
dito annao di L. 1700; ed alcuni legati pii 
per doti ed elemosine: ha scuole elementari 
per ambo i sessi. 

Questa terra negli antichi tempi fu abitata 
dai Greci. Questa antica popolazione per inte- 
stine discordie, abbandonò il paese, e, divi- 
sasi in due parti, una di esse andò sur un 
colle ove fondò Fulignano o Fulariano, e l'al- 
tra rimase In pianura, a poca distanza da Ca- 
latone. Ma consta dalle storie che poco dopo 
la separazione Fulignano rimase distrutto e i 
superstiti ritornarono a Calatone, la cui po- 
polazione ebbe a crescere ancora per la di- 
struzione anche del vicino villaggio di Tavelle. 
Nei tempi di mezzo fu cinta di mura e di torri; 
se non che avendo preso le parti di Giovanna 
contro Alfonso, questi la stringe d'assedio, la 
prese e ne distrusse le mura. 

L'ebbero in fendo le famiglie Falcone, San- 
severino. Del Balzo, Castriota, Pinelli, Bilotta, 
Spinelli e Pignatelli. 

In Calatone ebbe i natali il celebre An- 
tonio de Ferraris, detto il Galateo (morto 
nel 1727), che fu dotto medico, cosmografo, 
astronomo, archeologo, ellenista e latinista. 
* GALATONI. — Frazione del com. di Ter- 
ranova Sappo Minalio, nel Napoletano, prov. 
di Calabria Ulteriore I , circond. di Palmi , 
mand. di Radicene. 

L'ufficio postale è a Palmi. 

6ALATR0. — Comune nel Napoletano, prov. 
di Calabria Ulteriore 1, circond. diPalmi, mand. 
di Cinquefirondi. 

La sua popolazione assoluta di &tto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
1840 (maschi 906, femmine 934) ; quella di 
diritto era di 1858 abitanti (926 maschi e 
932 femmine). Nell'anno 1864 ve ne ave- 
vano 1914. 

La sua guardia nazionale consta di ona 
compagnia con 148 militi attivi e 26 di ri- 
sorra: totale 174 militi La mobilizza bile h 
di 84 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Cittanuova; nel 1863 
erano 44. 

L'ufficio postale è a Rosarno. 
' Pel dazio consumo è comune d! quarta classe. 

11 territorio è fertilissimo di biade, viti, ulivi 
e gelsi. 

Il capoluogo giace in pianura, a 34 chilo- 
metri da Palmi. Fu distrutto dal terremoto 
dell'anno 1783, e fu in quest'occasione che da 
un coUe,.oT'«rajBÌUuto,..glì'^itantLlo rìedifi- 



ftALMAVe 
carono in pianura in un luogo che dtcevasi 
Sorghi. 

Fu posseduto in feudo dai Milano di S. Giorgio. 

E notevole che questa terra nel 1567 non 
aveva che una popolazione di 294 abitanti, 
nel 1848 ne aveva 3408 e nel 1669 ne con- 
tava 1678, intorno al qual numero rimase sta- 
zionaria. 

6ALATR0NA. — Frazione del com. di Buc- 
cine, in Toscana, prov. e circond. di Arcuo, 
mand. di Montevarchi. 

L'ufficio postale è a Montevarchi. 

È una piccola terra di 170 abitanti, posta 
sulla sommità di un poggio di cgual nome, 
che appartiene a quella linea di poggi che 
formano il contrafibrte boreale al Monte Luco 
del Chianti fra le sorgenti dell'Ambra e quel'e 
del torrento Trigesimo. Trovasi all'altezza di 
501 metri ed alla distanza di 5 chilometri a 
ponente-libeccio da Bucine. 

GALAVAQNO. — Frazione del com. di Bor- 
gomale, in Piemonte, prov. di Cuneo, circond. 
di Alba, mand. di Diano d'Alba. 

L'ufficio postale è ad Alba. 

6ALAZZI BASANO. — Frazione del con. di 
Busto Arsizio, in Lombardia, prov. di Milano, 
circond. di Gallarate, mand. di Busto Arsitio. 

L'ufficio postale è a Busto Arsizio. 

QALAZZOIJL. — Frazione del com. di Pra- 
scorsane, in Piemonte, prov. di Torino, cir- 
cond. di Ivrea, mand. di Cuorgnè. 

L'ufficio postale è a Cuorgnè. 

OALBATO. — Frazione del com. di Giojosa 
Marea, in Sicilia, prov. di Messina, circond. e 
mand. di Patti. 

L'ufficio postale è a Giojosa. 

OALBERA. — Frazione del com. di Alserìo, 
in Lombardia, prov. e circond. di Como, mand. 
di Erba. 

L'ufficio postale è ad Erba. 

QALBESE. — Frazione del com. di Arosio, 
in Lombardia, prov. e circond. di Como, maod. 
di Canta. 

L'ufficio postale è ad Arosio. 

6ALBIATE. — Comune in Lombardia, prov. 
di Como, circond. di Lecco, mand. di Oggionno. 

Ha una superficie di 768 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, so* 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
1980 (maschi 1009, femmine 971); qaella di 
diritto era di 2025 abitanti Nel 1864 vi ave- 
vano 2029 abitanti , ossia 266. 79 per chilo- 
metro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una com- 
pagnia con 46 militi attivi e 12 di riserva: 
totale 58 militi La mobilizzid>iIe è di 1 1 militi 



Digitized by 



Google 



GALBMTE - 

Oli dettorì politici sono inscritti nelle liste 
dcttonli del collegio di Erba ; nel 1863 
«ano 36. 

Ila officio postale proprio. 

Pd dazio consumo è comnne di qnarta classe. 

lì sno territorio è dei più ameni e ridenti 
della Brianza, tatto a montagnole e vallette: 
prodece viti, gelsi e piante fruttifere : dal vicino 
Boote Raso estraesi molta calce. ' 

n eapolaogo è un villaggio lontano quasi 
7 chiloraeiri da Lecco: è posto sul ciglio di 
u monte che divide la valle dell' Adda da 
fMlla dell'Eupili, ed ha quindi il vantaggio 
£ due orizzonti. 

Vi è di rimarchevole la chiesa parrocchiale, 
A aspetto maestoso e con un bel campanile; 
fat chiesa di Sant'Eusebio, che credesi an- 
tiehisuma ; la chiesa di San Michele (a 3 chi- 
loBetrì dall'abitato), che si attribuisce a re 
Desiderio, il quale, secondo il Corio, avrebbe 
avoto anche una fortezza sul Monte Baro, 
dove assalito da un esercito spedito contro di 
Ini dal pontefice, vi si sarebbe difeso. Su que- 
sto stesso monte, prima ancora di Desiderio, 
essteva la chiesa di Santa Maria, che divenne 
coofiatemita nel 1488; indi vi si aggiunse 
va convento di Francescani, che nella peste 
dei 1630 perirono quasi tutti nell'assistere gli 
sonaJati: chiuso nel 1797, si riaprì nel 1800; 
soppresso definitivamente nel 1810, fu compe- 
nto dal barone Pietro Custodi, il quale, la- 
sciata la chiesa aperta agli abitanti, il resto 
converti in deliziosissima villa. 

L'aria eccdlente e l'amenità del luogo trag- 
gono moltissimi a villeggiare in questi luoghi. 
■ Bdle case vi tensono i Brìoschi, i Curti, i 
Riva, i Sanchioli, i Bergomi, i Campioni e i 
Baliabio. Di notevole in Galbiate avvi pure 
nn eco dei più mirabili, il quale a chi grida 
din sulla via, risponde fino a quattordici sii- 
kb« da ona casa rimpetto. 

Vi ai tiene una pibcola fiera ai ^ di set- 
tembre. 

) Galbiate h paese di origine antica e nei me- 
dio evo doveva essere più popoloso di quello 
non sia presentemente. Nelle guerre delle fa- 
zioni de' tempi di mezzo i Galbiatesi furono 
ghibellini: incendiarono nel 1308 Ghisalba sul 
Bergamasco e devastarono altre terre. Nel 1449, 
nella guerra tra i Veneziani e Francesco Sforza, 
veaoe ad accamparvisi Sigismondo Malutesta, 
generale veneziano. Sotto il governo spagnuolo, 
fn anch'esso dato in fendo, e tiranneggiato 
così or dall'uno or dall'altro signore. Riscat- 
tatosene nel 1C54, dopo lunga lite e mediante 
lo sborso di L. 4740 di quei tempi, si pose 



eAi.nn 33 

sotto il diretto dominio regio e del senato di 
Milano: in piazza si può leggere ancora la 
lapide postavi a commemorare i diritti ricu- 
perati. Essa incomincia : Libertat qum loto non 
bene vendilur auro, eie. 

Furono di questa terra : un Della Ripa, ar- 
ciere di Gian Galeazzo Sforza, che venne per 
ìsbaglio ucciso dall'ambasciatore veneto, men- 
tre cercava di difendere il duca, assalito, poi 
assassinato dai congiurati nel 1476, nella 
chiesa di Santo Stefiano di Milano, e Carlo Re- 
daelli (1784-1854) die pubblicò le Notizie sulla 
Brianza e milVatìtico lago di Pusiano. 

Alenile deUa rarrUferlte notizie deboonsl kll» eortetU 
doll'ooorerole Manlclpio <U qaesto CMnnae. 

6ALBIQA. — Monte calcare posto a scirocco 
da Porlezza. in Lombardia: è alto 1706 metri. 

GALBINO. — Frazione del com. di Ànghiari, 
in Toscana, prov. e circond. di Arezzo, mand. 
di S. Sepolcro. 

L'ufficio postale è ad Ànghiari. 

6ALBUSERA. — Frazione del com. di Bu- 
gaggera, in Lombardia, prov. . di Como, cir- 
cond. di Lecco, mand. di Brivio. 

L'ufficio postale è a Rovagnatè. 

È un piccolo villaggio posto in Brianza. ■ 

6ALCIANA. — Frazione del com. di Prato 
in Toscana, prov. e circond. di Firenze, mand. 
di Prato in Toscana. 

L'ufficio postale è a Prato in Toscana. 

CALDINA. — Frazione del com. diCameri, 
in Piemonte, prov., circond. e mand. di Novara. 

L'ufficio postale è a Cameri. 

6ALDIN0. — Frazione del com. di Monticelli 
d'Ougìna,neirEmilia, prov. di Piacenza, circond. 
.li Fiorenzuola, mand. di Monticelli d'Ongina. 

L'ufficio postale è a Monticelli d'Ongina. 

6ALD0. — Comune nel Napoletano, prov. 
li Principato Citeriore, circond. di Campagna, 
I mand. di Postiglione. 

Ha una superficie di 1031 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
' condo il censimento del 1861, contava abitanti 
1659 (maschi 833, femmine 836); quella di di- 
ritto era di 1654 abitanti. Nel 1864 ve n'erano 
1661, ossia 16.36 per chilometro quadrato. 
" La sua .guardia nazionale consta di una com- 
oagnia con 117 militi attivi e 30 di riserva: 
totale 147 mìliti. La mobilizzabile è di 58 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Capaccio; nel 1863 
erano 16. 

L'ufficio postale è a Postiglione. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe, 

11 suo territorio produce ulivi, frumento, 
castagne e viti. 



Digitized by 



Google 




Tig. 3M. 



SI CtLBAXI 

11 capoluogo siede alle falde del monte Al- 
burno , detto anche di Sicignano, a circa 26 
chilometri da Campagna. Possiede alconi luo- 
ghi pii. 

GALEAIII. — Frazione del com. di Àndora, 
nella Liguria, prov. di Genova, circond. di 
Albenga, mand. di Andora. 
L'ufficio postale è ad Andora. 
GALEANI. — Frazione del com. di Burìa- 
sco, in Piemonte, prov. di Torino, circond. di 
Pinerolo, mand. di Buriasco. 
L'ufficio postale è a Buriasco. 
6ALEATA. — Comune in Toscana, prov. di 
Firenze, circond. di Rocca S. Casciano, mand. 
di Galeata. 

Ha una superficie di 
74-21 ettari. 

La sua popolazione 
assoluta, secondo il cen- 
simento del 1861, con- 
tava abitanti 3488 (ma- 
schi 1815 , femmine 
1673); quella di diritto 
era di 3413 abitanti. 
Nell'anno 1864 vi erano 
3563 abitanti , ossia 
47. 99 per chilom. qnadr. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 93 militi attivi e 458 di ri- 
serva : totale 550 militi. La mobilizzabile è di 
35 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Rocca San Ca- 
sciano; nel 1863 erano 43. 

Ha ufficio postale proprio e pretura di man- 
damento. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 
11 suo territorio produce granaglie, viti, 
gelsi, alberi fruttiferi, e buoni pascoli: nella 
parte più elevata de' suoi monti trovansi va- 
sti boschi di castagni ed alberi d'alto fusto 
e cedui. 

Il capoluogo trovasi ai piedi degli Appen- 
nini, sulla riva sinistra del Bidente, ed a 96 
chilometri dalla città di Firenze. 

Possiede la pia opera Beata Vergine del- 
l'Umiltà, per posti gratuiti di studii, institnita 
nel 1600 e con un reddito di L. 10,000; una 
compagnia del SS. Sacramento per elemo- 
sine e doti, con 319 lire di reddito ; due scuole 
comunali per ambo i sessi. 

Vi si tiene un mercato di merci e bestiami, 

ogni venerdì non festivo, e nove grosse fiere 

di bestiami, grasce, tessuti Vi esiste anche 

una filanda per la trattura della seta. 

Galeata appartenne fino intorno al mille , 



GALEOTTA 

all'abbazia di Sant'Ellero; quindi ai vescovi 
e conti di Bertinoro. Nel 1435 si sottomise 
alla repubblica fiorentina , alla quale si man- 
tenne sempre costantemente fedele. 

Galeata andò spesse volte soggetta a terre- 
moti: di quello dell'unno 1194 conservasi an- 
cora memoWa in una lapide sulla facciata della 
chiesa parrocchiale. 

AlemM della nuTlftrlte notUIe debbonst >Ua eortuto 
dell'onorarole Sindaco di qaesto cornane. 

GALEATA (Dogana). — Frazione del com. di 
Galeata, in Toscana, prov. di Firenze, circond. 
6 mand. di Rocca S. Casciano. 

L'ufficio postale è a Galeata. 

GALEAZZA. — Frazione del com. di CrevaU 
core, nell'Emilia, prov. e circond. di Bologna, 
mand. di Crevalcore. 

L'ufficio postale è a Crevalcore. 

GALEAZZL — Frazione del com. di Boffetto, 
in Lombardia, prov. e circond. di SondriOi 
mand. di Ponte in Valtellina. 

L'ufficio postale è a Ponte in Valtellina. 

GALEAZZL — Frazione del com. di Ser- 
mione, in Lombardia, prov. e circond. di Bre- 
scia, mand. di Lonato. 

L'ufficio postale è a Desenzano. 

GALEAZZO. — Frazione del com. di Càsa- 
lecchio di Reno, nell'Emilia, prov., circond. e 
mand. di Bologna. 

L'ufficio postale è a Bologna. 

GALEAZZO. — Frazione del com. diDonc- 
lasco, in Lombardia, prov. di Pavia, circond. 
di Voghera, mand. di Soriasco. 

L'ufficio postale è a Soriasco. 

GALEAZZO. — Frazione del com. di Rauco 
Biellese, in Piemonte, prov. di Novara, cir- 
cond. di Biella, mand. di Bioglio. 

L'ufficio postale è a Ronco Biellese. 

GALEAZZO. — Frazione del com. di To- 
rino, in Piemonte, prov., circond. e mand. di 
Torino. 

L'ufficio postale è alla Madonna del Pilone, 
frazione essa pure del comune di Torino. 

6ALEN6A. — Frazione del com. di Val- 
perga, in Piemonte, prov. di Torino, circond. 
di Ivrea, mand. di Cnorguè. 

L'ufficio postale è a Valperga. 

GALENGA. — Torrente del territorio di Pra- 
scorsano, in Piemonte, che mette foce nell'Orco 
non lungi da Salassa. 

GALEOTTA. — Frazione del com. di Bar- 
gano, in Lombardia, prov. di Milano, circond. 
di Lodi, mand. di Sant'Angelo Lodigiano. 

L'ufficio postale è a Sant'Angelo Lodigiano. 

GALEOTTA. — Frazione del com. di San- 
t'Angelo Lodigiano, in Lombardia, prov. di 



Digitized by 



Google 



cAtBorrE 
di Lodi, mand. 



di Sant'An 



Milana, cireond. 
^lo Lodigjano. 
L'officio postale è a Sant'Angelo Lodigiano. 
Questo e l'anteeedente formano nn solo pic- 
colo villaggio. 

6ALE0TTE. — Frazione del com. di Piz- 
zigfaettone, in Lombardia, prov. e circond. di 
Cremona, mand. di Pizzighettone. 

GALERA. — Fiome della Comarca. Nasce 
nei colli di Cesano, pochi chilometri a levante 
del lago di Bracciano; discende da prima pei 
notte e qoasi disabitate campagne verso il 
Gczzogiorno; interseca poscia la postale che 
c<aigiunge Roma a Civitavecchia, e presso al 
Ihmte Galera qnella che da Roma conduce a 
Finmicino sulle rive del Mediterraneo; e da 
iltimo si getta nel Tevere, alla distanza di 
13 chilometri circa dalla /foce di questo fiume 
nel mare. Il sao corso è di circa 48 chilometri. 
GALERA. — Frazione del com. di Roma, 
nel Territorio Romano, Comarca, distr. e go- 
Teno di Roma. 
L'officio postale è a Roma. 
GALERA. — Promontorio della Calabria me- 
ndicale. S' inoltra nel mare nel golfo di Gioia. 
GlkLlRlA , — Comune in Corsica, circond. 
di Calli, cantone di Calenzana. 
L'officio postale è a Calvi. 
È on piccolo villaggio di 100 abitanti, sulla 
costa occidentale dell'isola. Ha un golfo ed un 
eccellente porto, nel quale si conduce una 
grande quantità di bellissimi legnami dalle 
circostanti montagne, che vengono dai Calvesi, 
insieme a quelli che si raccolgono a Ginssani, 
in Zfllia e in Calenzana, smerciati nell'isola e 
all'estero. 

La spiaggia di Galena, ora incolta e pregiata 
mIo peisnoi porfidi globulosi, potrebbe divenire 
fertih'ssima. Nel 1785 fu concessa ad una com- 
pagnia, che vi eresse utili edificii, con acque- 
dotto, ano spedale ed una caserma, in modo 
che vi era stabilita una fiorente colonia; ma 
quei del Niolo vantando diritti sui terreni, la 
distrussero nel 1793. Nel 1837 fu compilato 
on progetto di transazione, pel quale i co- 
mani conservano ì terreni che hanno invaso, 
td il litorale rimane al demanio. Nei 1850 
questi terreni furono acquistati da un signore 
privato. 

In questo golfo sboccano i fiumicelli Spo- 
sata e Fango. Sulla spiaggia di Galeria, sulla 
qnale secondo alcuni geografi sorgeva l'antica 
città di CalarU, fondata dai Fenici, del che 
non vi ha alcun fondamento, trovansi acqua e 
legna acconci per officine e mulini da sega. 
Napoleone aveva in ammo di spedirvi il mi- 
L'Itaua, Dizionario eorografico, ecc. Voi. 



GALGAeVANO 35 

nerale dell'isola d'Elba e di fabbricarvi gli 
attrezzi e gli strumenti di marina. 

CALERTI. — Monte dell'isola di Sicilia. Si 
inalza 4 chilometri circa ad ostro da Angu- 
sta ed è in massima parte coperto di erbe 
aromatiche, specialmente di timo. Nei dintorni 
vi si raccoglie uno dei più pregiati mieli d'Italia. 
GALESANO. — Comune nel Litorale Veneto- 
Istriano, prov. d'Istria, distr. di Pola. 

Consta di Galesano, capoluogo, e delle fra- 
zioni di Lavarigo e di Monticchio. 
Ha una superficie di 4564 ettari. 
La sua popolazione nel 1850, era di 1161 
abitanti, nel 1857 di 1149, e quindi di abi- 
tanti 25. 17 per chilom. quadr. 

Il capoluogo è una borgata di 930 abitanti 
circa, attraversata dalla via postale che da 
Dignano conduce a Pola. Dipende da Trieste 
per gli affari finanziari, da Rovigno pei giudi- 
ziari, dalla diocesi di Parenzo-Pola per gli 
ecclesiastici. I suoi dintorni sono fertili in 
viti ed ulivi. 

6ALESC0. — Finme del Napoletano, detto 
anche Taro e dagli antichi Eurota. Non ba- 
gna che il territorio di Taranto, in provincia 
ai Terra d' Otranto , ha corso brevissimo e 
mette foce in mare. Le sue acque ripntavansi 
nell'antichità assai buone per la lavatura delle 
pecore prima della tosatura. A tali acque, 
come rilevasi da Orazio e da Marziale, attrì- 
buivasi la preminenza di che godevano le lane 
tarentine. 

Presso questo fiume accampavasi Annibale, 

quando dirigeva le sue armi contro Taranto. 

6ALEST GALESIA. r- Colle a ponente 

d'Ivrea, in Piemonte, pel quale si passa dalla 

valle di Pont nella Tarantasia. 

GALET. — Frazione del com. di Giaveno, 
in Piemonte, prov. di Torino, circond. di Susa, 
mand. di Giaveno. 
L'ufficio postale è a Giaveno. 
CALETTA. — Frazione del com. di Imola, 
nell'Emilia, prov. di Bologna, circond. e mand. 
di Imola. 
L'ufficio postale è ad Imola. 
GALFIENO. — Frazione del com. di Oc- 
chieppo superiore, in Piemonte, prov. di No- 
vara, circond. di Biella, mand. di Graglia. 
L'ufficio postale è a Biella. 
CALCAGNANO. — Comune in Lombardia, 
prov. di Milano, circond. di Lodi, mand. di Paullo. 
Componesi di Galgagnano e delle fi azioni 
Cagnola e Vercellona. 
Ha una superficie di 529 ettari. 
La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
IV. ''^*"^ {Proprietà letteraria) 4 



Digitized by 



Google 



"SS ^ GALGUIfA 

«uti 515 (maschi 'Ì69, femmine 346); quella 
di diritto era di 500 abitnnti. Nel 1864 ve ne 
avevaoo 531, ouia 100. 37 per chilom. qnadr. 

La sna guardia nazionale eonsta di 17 mi- 
liti attivL La mobiliuabile è di 3 miUtL 

Gli dottori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Melegnano; nel 1863 
erano 10. 

L'nl&eio postale è a Paullo. 

Pel daxio consumo ò cornane di qoarta classe. 

Il 800 territorio, irrigato in gran parte dalla 
Mazza, abbonda di cereali, di lini e di paseolL 

Il capoluogo è an piccolo villaggio alla 
destra dell'Adda, distante 8 chilometri a set- 
tentrione di Lodi. 

GALGIAMA. — Frazione del com. di Alse- 
rio, in Lombardia, prov. e circond. di Como, 
mand. di Erba. 
■ L'affido postale è ad Erba. 

SALGIAIf A. — Frazione del com. di Cassina 
de'Bracchi, in Lombardia, prov. di Como, cir- 
cond. di Lecco, mand. di Missaglia. 

È an piccolo villaggio posto a 3 chilome- 
tri verso maestro da Cassina de'BracchL Vi 
ha chiesa parrocchiale d'ordine corinzio, eretta 
sopra disegno dell'architetto Giacomo Mora- 
glia, e ana bella villeggiatura dei Pizzagalli 
già appartenuta ai marchesi d'Adda. 

GALGIAHO. — Frazione del com. di Pen- 
sano, in Lombardia, prov. di Como, circond. 
' di Lecco, mand. di Canzo. 

L'ufficio postale è a Canzo. 

6ALIBB0. — Monto dell'isola di Malta. 
S'inalza presso la costa australe, 7 chilome- 
tri circa a libeccio jl» Città Notabile. È ri- 
marchevole per la vicina grotta de' Trogloditi. 

OALIGL — Piccolo fiume di Sicilia, che 
•corre nelle vicinanze di Catania. 

6ALICIA. — Fraziono del com. di Montese, 
nell'Emilia, prov. di Modena, circond. di Pa- 
valio nel Frignano, mand. di Montese. 

L'ufficio postale è a Montese. 

6ALI0A. — Frazione del com. di Pontas- 
■sicve, in Toscana, prov. e circond. di Firenze, 
mand. di Pontassieve. 

L'ufficio postale è a Pontassieve. 

È una terra posta in poggio fra il monte 
di Croce e Monte Giove, sopra le sorgenti 
del torrente Argomenna, 9 chilom. circa a 
greco da Pontassieve; conta 300 abitanti circa. 

Fu signoria dei conti Guidi di Modigliana, 
che n'erano signori fino dal 900. 

GALIOHANO e AQOSTOU. — Fraaioni del 
eom. di Masse di Città, in Toscana, prov., 
circond. e mand. di Siena. 
E una terra posta a 2 chilometri verso li- 



beecio dalla città di Siena. Nelle vicimuin di 
Galignano fu costrutto il camposanto di Siena. 

GALOSO. — Frazione del com. di Gal- 
luzzo, in Toscana, prov., circond. e mand. di 
Firenze. 

L'ufficio postale è a Firenze. 

GALIHA. — Piccolo monte situato sopra 
Civezzanp nel Trentino. Vi si trovano le an- 
tiche miniere di piombo argentifero di Trento. 

GALIOLA. — Piccola isola posta all'imboc- 
catura del golfo del Qnamaro, nell'Adriatico, 
fra la punta di Promontore e Ossoro. Ha una 
circonferenza di circa 6 chilometri, ed è cir- 
condata da bassi fondi che rendono perico- 
loso l'approdarvi. Vi allignano gli ulivi, ma 
à disabitata perchè manca di acqua. 

GàLIOTTL — Frazione del com. di Teramo, 
nel Napoletano, prov. di Abruzzo Ulteriore I, 
circond. e mand. di Teramo. 

L'ufficio postale à a Teramo. 

GALISANO 1.» e GALISANO 3.* — Frasioal 
del com. di Imola, nell'Emilia, prov. di Bo- 
logna, circond. e mand. di Imola. 

L'ufficio postale è ad Imola. 

GALISAHÓ. — Frazione del com. di Medi- 
cina, nell'Emilia, prov. di Bologna, circoai. 
di Imola, mand. di Medicina. 

L'ufficio postale è a Medicina. 

GALITTI. — Frazione del com. di Barra, nel 
Napoletano, prov. e circond. di Napoli, mand. 
di Barra. 

L'ufficio postale è a Portici. 

GALITAGGIO. — Frazione del com. di S. Già* 
corno Filippo, in Lombardia, prov. e circond., 
di Sondrio, mand. di Chiavenna. 

L'ufficio postale è a Chiavenna. 

È un villaggio posto in territorio qua» 
tutto a prati, in cui si alleva molto bestiame, 
sulla via che da Chiavenna conduce al monte 
Spinga. Vi ha un santuario della Madonna, 
eretto nel 1493 e riedificato con buon stile 
nell'anno 1598: giace sopra il dorso di una 
ripida montagna quasi in riva al Liro, in mezzo 
a folto bosco e presso le spaventose rovine di 
Cimaganda. Il viale che vi guida i erto e 
spazioso. 

GAUZIAlfA (La). — Frazione del com. di 
Torino, in Piemonte, prov., circond. e mand. 
di Torino. 

L'ufficio postale è alla Madonna di Cam- 
pagna. 

GAUZIAlfA (La). — Frazione del com. di To- 
rino, in Piemonte, prov., circond. e mand. di 
Torino. 

L'ufficio postale è a Tesoriera. 

GALLA. — Frazione del com. di Bweeto, 



Digitized by 



Google 



SALU 

Bell'Erallia, prov. di Parma, circond. di Bor- 
gotaro, mand. dì Bercelo. 

L'officio postale è a Bercelo. 

CALLA. — FrazioDe del com, di Imola, 
■cH'Emilia, prov. di Bologna, circond. e mand. 
di Imola. 

L'nfficio postale h ad Imola. 

CALLA. — Frazione del com. di Novellara, 
nell'Emilia, proT. di Reggio nell'Emilia, cir> 
eond. di Guastalla, mand. di Novellara. 

L'officio postale è a Novellara. 

CALLA. — Frazione del com. di Revello, 
il Piemonte, prov. di Cuneo, circond. di Sa* 
lino, maod. di Kerello. 

L'officio postale è a Revello. 

CALLA DEL CORRECCHIO. — Frazione del 
eom. di Imola, nell'Emilia, prov. di Bologna, 
circond. e mand. di Imola. 

L'officio postale è ad Imola. 

CALLAMO. — Frazione del com. di Pieve 
Torina, nelle Marche, prov. di Macerata, cir- 
cond. e mand. di Camerino. 

L'officio postale è a Camerino. 

filLLAMO. — Frazione del com. di Valto- 
pìaa, neD'Umbrìa, prov. dell'Umbria, circond. 
Hi Ftfigno, mand. di Nocera. 
L'bScìo postale è a Nocera. 
BimBA. — Frazione del com. di Monte- 

eorriM Pagliano , nel Napoletano , prov. di 
Aiodpato Citeriore, circond. di Salerno, mand. 
dì Monteeorvino. 

L'officio postale è a Montecorvino Rovella. 

MLLABA. — Frazione del com. di Ruino, 
ia Lombardia, prov. di Pavia, circond. di 
Bobbio, mand. di Zavatterello. 

L'u.?Beio postale è a Zavatterello. 

CALLARAMA. — Frazione del com. di No- 
vegro, in Lombardia, prov. e circond. di Mi- 
Jaao, mand. di Melzo. 

L'officio postale è a Pioltello. 

CALLARAMO. — Frazione del com. di Ro- 
beeeo d'Oglio, in Lombardia, prov. e circond. 
«fi Cremona, mand. di Robecco d'Oglio. 

L'officio postale è a Robecco d'Oglio. 

Villaggio posto in territorio a cereali e lini 

CALLARATB. — Circondario della prov. di 
Milano, in Lombardia. 

Ha una soperficie di chilom. quadr. 501.26. 

La sua popolazione assoluta nel 1857 era 
di 136,361 abitanti. Secondo il censimento 
del 31 dicembre 1861, quella di diritto con- 
lava 137,637 abitanti, di coi 70,649 maschi 
• 66,988 femmine; quella di fatto ascendeva 
■d abitanti 133,949, con 31,656 famiglie, 8019 
case abitate, 446 case vnote e ripartiti per 
tesso come segue: 



CAllARATE 

Maschi celibi .... 4I,6S3 

» coniugati . . 22,979 

» vedovi . . . 2,683 



27 



ToUh 67,314 



Femm. celibi . . 
> coniugate 



vedove 



39,412 

23,023 

4,200 



Totale 66,635 



La popolazione speciSca nel detto anno 1861 
era di abitanti 267. 06 per chilom. qoadr. 

Nel 1863 la popolazione complessiva era 
di 135,123 abitanti (67,961 maschi e 67,162 
femmine) e nel 1864 di 135,527 (maschi 68,272, 
femmine 67,255). 

11 movimento dello stato civile in quest' ul- 
timo anno fu il segoente: 

Matrimonii : 922 

N.iim.rti ... esjSSS' « 

""^ ««^isr.'i'S 

L'eccedenza dei nati sni morti fu di 404. 

Questo circondarlo comprende 5 manda- 
menti e 87 comuni, ciascuno dei quali ha una 
popolazione media di 1 540 abitanti. I mand«p 
menti sono i seguenti: Basto Àrsizio, Galla- 
rate, Rho, Saronno, Somma Lombardo. 

La sua guardia nazionale consta di un to- 
tale di 10,179 militi, di cui 6067 attivi e 4112 
di riserva, organizzati in 78 compagnie e 2 
battaglioni. I mobilizzabili sono in numero di 
3611 militi. 

Gli elettori politici inscritti nelle liste elet- 
torali del 1863 erano in numero di 1352. 

Quanto all'istruzione primaria gli ultimi 
dati, secondo la Statittica del Regno d^ Italia, 
htruiione pubblica e privata, amo $cola$tico 
1862-63, sono i seguenti: 

Scuole pubbliche 198, di coi 103 maschili 
e 95 femminili; scuole private 28, di coi 10 
maschili e 18 femminili. 

Alunni in totale 15,925, di cai 8078 maschi, 
7847 femmine: 14,486 frequentarono le scuole 
pubbliche, 1439 le scuole private. 

Insegnanti 248, dei quali 124 maschi, 124 
femmine: 194 per le scuole pubbliche, 54 per 
le scuole private. 



Digitized by 



Google 




Flg. SM. 



38 GAUARATE 

QALLARATE. — Mandamonto in Combardia, 
proT. di Milano, circond. di Gallarate. 

Ha una popolazione di 36,109 abitanti, e 
comprende 19 co(nnni, i quali sono: Àlbizzate, 
Amate, Besnate, Bolladello, Caiello, Cardano 
al Campo, Cassano Magnago.Cassina Vergherà, 
Cedrate, Crenna, Perno, Gallarate, Jerago, Og- 
giona, Orago, Peveranza, Premezzo, Sama- 
rate, Solbiate sull'Arno. 

GALLARATE. — Cornane in Lombardia, prov. 
di Milano, circond. e mand. di Gallarate. 

Ha una superficie di 
548 ettari. 

La sua popolazione 
assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 
1861, contava abitanti 
5924 (maschi 3078 e 
femmine 3846); quella 
di diritto era di 6(^22 
abitanti. Nel 1864 ve 
n'avevano 6050, ossia 
abitanti 1104.01 per 
chilom. quadr. 
La guardia nazionale consta di 4 compagnie 
con 354 militi attivi e 77 di riserva: totale 
431 militi. La mobilizzabile è di 192 militi. 
Gli elettori politici inscritti nelle liste elet- 
torali del 1866 erano 357. 

Ha ufBcio postale proprio, pretura di man- 
damento dipendente dal tribunale civile e cor- 
rezionale di Busto Arsizio, sotto-prefettura, 
agenzia delle tasse e del catasto, ufficio do- 
ganale, magazzeno di sale e tabacco, ufficio 
del registro, stazione telegrafica. Nella circo- 
scrizione elettorale dà il nome al 239.* collegio , 
che conta 675 elettori e dividesi in 3 sezioni. 
II suo territorio, che è assai ristretto, è co- 
stituito da un terreno di trasporto siliceo-ar- 
gilloso misto a ghiaia, ricco di ferro, sciolto 
e profondo , ma per un bel tratto, lungo le 
sponde dell'Arno, coperto da argilla: è col- 
tivato a cereali, foraggi, legumi, gelsi e viti. 
Una parte di esso, ma assai piccola, è ancora 
•incolta od a brughera, col qual nome distin- 
guesi una maniera dì terreno, che sebbene di 
varia natura e composizione, pure perchè con- 
tiene un terriccio molto arido, non lascia alli- 
gnare che poche piante e specialmente il brugo, 
da'Toscani detto scopa, e da' Latini erica. Da 
qui il nome di brughera, scopeto od criceto, 
dato a queste terre già estesissime, ora ri- 
do' le a parecchi tratti in questo circondario, 
e nel vicino mandamento di Cuggiono. Il più 
vasto di quei tratti ed insieme il peggiore i 
la Gradanasca, nota comonemente sotto il nome 



GALLAHATE 

di brughera di Somma o Gallarate, ove nel- 
l'anno 1636 si batterono gli Spagnnoli ed i 
Gallo-Sardi, ed ove dopo I' anno 1831 quasi 
ogni anno si recano i soldati per le loro 
esercitazioni. A bonificare buona parte di que- 
sti terreni, meno ingrati di quanto si stima, 
valse non poco l'editto del 6 settembre 1773 
di Maria Teresa, che ordinava ai comuni di 
vendere ai privati la parte di loro proprietà, 
che era la maggiore. Dacché poi nel 1817 
l'egregio ingegnere Fumagalli mostrò che vi 
si ponno condurre le acque del lago di Lu- 
gano per irrigarle, si disse e si scrisse molto 
onde' attuare questo progetto, alla cui eseeu» 
zione però si oppongono molte e gravi diffi- 
coltà {Politecnico, fascicolo di settembre 1866, 
parte tecnica). 

Gallarate sorge a maestro da Milano, da cui 
dista 41 chilometri, ed a cui lo conginngono 
la strada postale detta del Sempione, ed una 
via ferrata, costrutta nell'anno 1860, la quale 
qui si biforca conducendo a Sesto Calende 
ed a Varese. E una città con belle case, 
comodi alberghi, decenti cafib, spaziose vie, 
e varie piazze, la più ampia delle quali è li 
piazza d'armi. Grandiosa e assai capace è It 
chiesa prepositurale, opera lodata dell'esimio 
architetto Moraglia, per la cui costruzione, ben- 
ché manchino ancora la facciata e quattro al- 
tari, si spesero di già più di L. 500,000, delle 
quali 303,000 offerte dalla famiglia Ponti. Per 
gli occorrenti restauri ed arredamenti questo 
tempio è provvisto di un considerevole red- 
dito annuo, legatogli dal signor Giuseppe Ca- 
gnoni. Della vecchia chiesa abbattuta, perchè 
nel 1854 minacciava di rovina, non rimane che 
il campanile, alta e solida torre innalzata nel 
1475, in cui sono murate parecchie iscrizioni 
romane. Nella chiesa di S. Pietro, che è il più 
antico edifizio di Gallarate, e che sarebbe 
forse an^he il più degno di considerazione se 
non fosse stato barbaramente ristaurato, ve- 
desi all'esterno un singolare e grazioso in- 
treccio di archi semicircolari con archi acuti. 
Oltre a queste, Gallarate ha ancora quattro 
altre chiese, e ne aveva tre altre, che furono 
distrutte insieme ai conventi a cui appar- 
tenevano. 

Questa città ha un ospitale, al quale i si- 
gnori Ponti legarono più di L. 150,000, un 
ricco luogo pio, che stipendia i medici, e som- 
ministra medicine e soccorsi in denaro ai po- 
veri, un' associazione di mutuo soccorso per 
gli operai, e presto vi si aprirà una pia casa 
d'industria, per la quale il consigliere Giu- 
seppe Lamperti assegnò milanesi L. 60,000.^ 



Digitized by 



Google 



GALURjtTE 

Qatnto all'istrazione tì hanno le scuole co- 
granali di tre classi per le fancinlle, di quat- 
tro per i maschi, una scuola tecnica, le scuole 
serali per gli adulti, un collegio convitto gin- 
nasiale priTato, e parecchie scuole femminili 
pare prÌTate. Avvi altresì un asilo infantile 
fondato e largamente sostenuto dalla muni- 
fieeua dei signori Ponti, che accoglie 200 
binhi, cui somministrasi al bisogno anche l'olio 
di fegato di merluzzo. - 

Da lungo tempo esiste in Gallarate una ti- 
pografia: nel 1864 tì fu aperto un grazioso 
ti elegante teatrino. 

Ma ciò che sotto il rispetto dell'arte più di 
A'Bgne questa piccola città è il vasto ed assaL 
ieae ideato cimitero, che si sta erigendo (ed è 
qrasi condotto a termine) co' disegni e sotto la 
«fimione del prof. Camillo Boito. Spicca e 
««npeggia in esso la cappella Ponti di stile 
{eo»e le altre parti del cimitero) tra il bi- 
anbio ed il lombardo, omatissima, elegan- 
teina ed insieme maestosa e severa. Il caso 
Tolle che questo ricco cimitero sorgesse su 
M sepolcreto pagano, il quale colla roz- 
MB» delle sae grossolane e mal cotte terre 
■Mte» qoal differenza passi fra quell'epoca 
«•'««de. 

CiBiiate è uno fra i paesi di Lombardia, 
«ne è più vivo il commercio, e sono più ani- 
■ste le industrie; frequentatissimo si è il 
■ercato del sabato, il quale vi esisteva ab an- 
%», e vi fu riconfermato da Carlo V con di- 
ploma del 7 luglio dell'anno 1542, che vi 
"ttnlwieva i diritti , gli emolumenti , le immu- 
rili e le prerogative di cui godeva e fruiva per 
«■«etarfàie. Qui prima che altrove in Italia 
ftmmo dai signori Ponti introdotte le Jean- 
netes o Jenny, cioè le prime macchine per fi- 
laro il cotone: e variate ed estese manifatture 
di cotone vi mantengono le ditto Ponti, Cantoni, 
poi io minoTi proporzioni , le ditte Locamo. 
Crespi, Borgomanero, Mozzati, Pasta ed altre. 
Vi hanno anche, benché assai meno estese, pa- 
™««hie manifetture di lino, le principali delle 
"piali sono delle ditte Sironi e Calderara. Mol- 
Uniiiie donne e ragazze attendono ai ricami, 
pnndpahnente di collari da donna, camicette, 
«rttane, ecc., ed ai lavori all'uncinetto ed al- 
r»go in lana, lino, cotone e seta per far calze, 
guati, reticelle, ecc., che si. mandano porlo 
■pwcb a Milano, ed in molte altre città d'Ita- 
^ ^ialmente dalla ditta Fontana. Il com- 
■«eio di rivendita, che è il più antico, con- 
dite in bestiame bovino, in granaglie (per le 
<«aU avvi un assai acconcio locale , detto il 1 
«wtetto, ed in cui primeggiano i Borgoma. 



éALLAtlATe 29 

nero) ed in istoffe d'ogni maniera, a cui at> 
tendono numerose ditte, fra le quali si di- 
stinguono quelle Pariani, Piantanida, Colombo 
e Macchi, Fonti, Bonomi e Borgomanero, Mon- 
dini, Binaghi, Gagliardi, ecc. 

Ignota è r origine di Gallarate : chi ne 
attribuisce la fondazione ai Galli , o ad una ' 
legione Gallarita, non ha altro appoggio che 
quello debolissimo del nome; e così è di queHi 
che ne fanno autori gli Etruschi, desumendo 
ciò dal nome di Arno, dato al fiumicello-tor- 
rente che forse primitivamente la attraver- 
sava, ed ora le scorre vicino. Però le non 
poche lapidi romane quivi esistenti ed una 
giudicata insubre (che or vedesi nel muro 
della sagrestia della nuova chiesa, ed è 
ricordata da Carlo Cattaneo nelle Notizie na- 
turali e civili della Lombardia) ^ le numerose 
monete di imperatori romani, che a quando 
a quando si rinvennero, e più ancora un as- 
sai esteso sepolcreto pagano scopertosi dì re- 
cente, lasciano ragionevolmente congetturare 
che questa terra fosse di qualche importanza 
fino dai primi tempi dell'impero romano. Non 
si hanno tuttavia notizie certe anteriori al X 
secolo, poiché la prima memoria che trovasi 
nei documenti storici intorno a Gallarate si 
riferisce ad Ottone I, che nominò Valperto, 
arcivescovo dal 953 al 970, feudatario di que- 
sta terra, la quale per lunga serie di anni conti- 
nuò ad essere sottoposta agii arcivescovi di Mi- 
lano, indi da Carlo V fu infeudata ai Carac- 
ciolo, cui successero i Visconti, poi gli Altemps 
ed infine i Castelbarco. Nel medio evo Galla- 
rate aveva un castello, ed era munito di mura, 
di porte e di una larga fossa, che s'empieva 
colle acque dell'Arno, il quale circondava la 
metà delia sua periferia. Ora ogni traccia di 
fortificazioni è scomparsa, e r.\rno fu allonta- 
nato dalla città, a cui non di rado co'snoi 
straripamenti recava grossi danni, come av- 
venne specialmente nel 1732 e nel 1852. Un 
rivolo però dell'Arno scorre coperto nel mezzo 
della città, e va ad irrigare una non breve 
estensione di prati. 

Poche e poco importanti sono le notizie sto- 
riche di Gallarate. Si sa che alla battaglia 
di Legnano Pietro da Gallarate fu tra i cam- 
pioni della Morte, e le cronache ci ricordano 
che ai 3 luglio del 1258 qui i nobili e popo- 
lani si azzuffarono rabbiosamente, e che Napo 
Torriani, sconfitti i nobili capitanati da Lan- 
gosco, fece ad alcuni prigionieri tagliare le te- 
ste, che appiccate al timone del suo carro, con- 
dusse poi barbaramente in trionfo per le vie de) 
paese. Nel 1986 l'arcivescovo Ottone Visconti, 



Digitized by 



Google 



30 r.ALT.AR\Te 

distratto Castel Seprio, fece di Gallarate la 
sede di qaasi tntta l'antica giurisdizione del 
contado- del Seprio. Nell'anno 1511 gli Sviz- 
zeri gaidati dal feroce cardinale Scheiner 
saccheggiarono e maltrattarono' orribilmente 
questo ricco borgo; e non molti anni dopo 
namerose torme di soldati spagnaoli, non pa- 
gati e sbandati, a modo de' briganti, su Galla- 
nte e le vicine terre posero gravose taglie 
che i cittadini furono obbligati di sborsare 
per schivare mali peggiori. 

Ebbero i natali in Gallarate un Gherardo 
ebet nell' anno 1360 professò la medicina 
all' università di Padova ; Carlo Cane, pittore, 
che fu discepolo del Crespi da Cerano e imi- 
tatore del Mazzuccbelli da Morazzone ; Giam- 
pietro Parìcellt (morto nel 1659), storico ec- 
clesiastico antiquario, autore dell'opera: i4m- 
bromnae basiUcae monumenta, e di varii mano- 
scritti che si conservano nella biblioteca Am- 
brosiana di Milano ; Francesco Puricelli, let- 
terato del secolo XVIIl. 

La maggior parte delle larrlferlte notule dercil al- 
l'egregio signor dottor Ercole Ferrarlo di qaeita città. 

GALLARATE. — Frazione del com. dei Corpi 
Santi di Milano, in Lombardia, prov., circond. 
e mand. di Milano. 

L'nfBcio postale è in Borgo degli Ortolani, 
nello stesso comune. 

GALLARATE. — Frazione del com. di In- 
duno Ticino, in Lombardia, prov. éì Milano, 
circond. di Àbbiategrasso, mand. di Cuggiono. 

L'ufficio postale è a Cuggiono. 

OALLAYESO. — Torrente di Lombardia. Ha 
origine sopra i monti che separano la Valle 
Imagna da quella dell'Adda: bagna la valle 
detta di San Martino, nel Bergamasco, e si 
getta nell'Adda fra i laghetti di Olginate e 
di Cariate dopo un corso di circa 15 cbilometri. 
La quantità dei ciottoli che seco trasporta re- 
strìngeva l'uscita alle acque dell'Adda presso 
Olginate, ma oggidì fu provveduto a quell'in- 
conveoiente con una nuova inalveazione data 
a questo torrente. 

GALLERÀ o GALENA. — Frazione del com. 
di Casole d'Elsa, in Toscana, prov. e circond. 
di Siena, mand. di Colle di Val d'Elsa. 

L'ufficio postale è a Colle di Val d'Elsa. 

È una villa signorile posta sul fianeo oc- 
cidentale della Montagnuola di Siena, presso 
la sinistra del Rio di mezzo. Conta 150 abi- 
tanti circa e dista 9 chilometri circa a greco 
da Casole d'Elsa. 

Vi si cavano marmi bianco-giallognoli e vi 
sgorgano acque termali acidule-solforose. 

OALLENA. — Frazione del com. di Staz- 



CALLKSK 

zema, in Toscana, prov. e circond. di Lacca, 
mand. di Pietrasanta. 

L'ufficia postale è a Rnosina. 

E un casale posto* a 5 chilometri da Pie- 
trasanta verso levante-greco. Giace sul fianco 
meridionale del monte di Farnocchia e prese 
nome ed origine dalla qualità de'filoni me- 
talliferi indicati col vocabolo di Galena (to(- 
furo di piombo) che vi si estrassero in varie 
epoche. 

GALLERÒ. — Frazione del com. di Fucec- 
chio, in Toscana, prov. di Firenze, circond. 
di San Miniato, mand. di Fucecchio. 

L'ufficio postale è a Fnceccchio. 

È una terra di 900 abitanti circa, posta a 
9 chilometri verso maestro da Fucecchio sulla 
base boreale dei colli delle Cerbaie, sul trivio 
di tre strade rotabili, l'una delle quali è l'an- 
tica Francetctt. 

GALLERÀ. — Frazione del com. di Pomaro 
Piacentino, nell'Emilia, prov. e circond. di Pia- 
cenza, mand. di Àgazzano. 

L'ufficio postale è a Pianello. 

6ALLERAIE. — Frazione del com. di Ha- 
dicondoli, in Toscana, prov. e circond. di Siena, 
mand. di Chiusdlno. 

L'ufficio postale è a RadicondolL 

GALLERATA. — Frazione del com. diMon- 
tecreto, nell'Emilia, prov. di Modena, circond. 
di Pavullo nel Frignano, mand. di Sestolii. 

L'ufficio postale è a Lama Mocogno. 

GALLERIARO. — Frazione del com. diLe- 
stizza, nel Veneto, prov. e distr. di Udiue. 

Giace in luogo abbondante di cereali e gelsi. 
Conta oltre a 400 abitanti. 

GALLESE. — Comune net Territorio Ro- 
mano, delegazione e distr. di Viterbo, governo 
d'Orte. 

Ha una popolazione di 969 abitanti. 

Ha ufficio postale proprio. 

Il suo territorio abbonda di prodaxioni agra- 
rie e minerarie. Consistono le prime in grano, 
grano turco, ghiande, pascoli e specialmente 
in vino ed olio di un'eccellente qualità; le 
seconde sono pietra calcarea, travertino, pe- 
perino, pozzolana. Un tempo vi era pure fio- 
rente qualche ramo d'industria manifatturiera, 
ma in oggi non vi ha che una fabbrica di 
maiolica. 

Il capoluogo giace nelle vicinanze del Te- 
vere al 42« 33' di latitudine e SO» 06' di lon- 
gitudine ed alla distanza di 11 chilometri a 
borea da Civita Castellana e di 33 circa a sei- 
rocco da Viterbo. Ha titolo di città ducale • 
vescovile, è cinto all'intorno di buone mura 
con borghi esteriori ed ha molti fabbricati, 



Digitized by 



Google 



GALUSIO 

•mpii e ili bell'aspetto. Vanno fra i migliori 
edìfidì il palazzo ducale, eretto sopra disegno 
del Vignola, e la chiesa maggiore ristaurata 
sullo scorcio del secolo XVIIl per opera del 
romano architetto CamporesL Vi ha piire un 
convento dei Cappuccini, che è uno dei più an- 
tichi dell'ordine, essendo stato il terzo da essi 
fondato. 

Gallese è luogo antichissimo e credesi da 
alcuni fondato dal greco Aliso o Ualeso poco 
dopo la distnuione di Troia. Altri stimano 
che sorgesse oto era l'antica FaUscia, ed altri 
ore stava Feseemùa. Dopo la caduta dell'im- 
pero romano d'Occidente obbedì ai greci im- 
peratori e fece parte del ducato romano; in 
iegttito Tenne in potere dei pontefici, e ciò 
<|nndo Gregorio II scomunicò l'imperatore 
Leone il Filosofo, quale persecutore delle ima- 
gioL Per alcun tempo fu pure occupato dal 
dnca di Spoleto, Trasmondo, il quale restituiva 
tanto la città che la forte rocca, ond'era que- 
sta a quei tempi munita, al papa Gregorio 111. 
Quando i comuni rìvendicaronsi a libertà, anche 
Gallese divenne città libera, govemossi da se 
e strìnse alleanza con Viterbo; ma, caduti i 
DMuucipiì, passò in potere dei conti delI'An- 
gmUara insieme a molti altri luoghi della Cam- 
pagna romana e del Patrimonio. Ritornato in 
dosiaio della Chiesa, le si mantenne sempre 
Mde e le prestò aiuto a respingere le mi- 
ime di Nicolò Fortebraccio , ribelle alla 
QàtsM: per la qnal cosa ottenne dai pontefici 
esenzioni e privilegi. 

Sisto V nel 1585 la eresse in ducato a fa- 
vore della famiglia Altemps. 

Gallese fa tra le prime città vicine a Roma 
che abbracciarono il cristianesimo : perciò sino 
dai primi tempi ebbe sede vescovile. La se- 
rie però de'suoi vescovi comincia secondo al- 
cuni con Stefano, intervenuto nel 773 al con- 
dlio di Costanza, secondo l'Ughelli con Do- 
nato, vissuto verso r826. Attualmente il ve- 
scovato è soppresso: esso venne riunito a 
quello di Civita Castellana da Gregorio XUl. 
La SUA chiesa ha però il titolo di cattedrale. 
Gallese conta una bella schiera di egregi 
■ominL Primeggiano fra essi ì pontefici Mar- 
lino I (secondo altri Martino II) e Romano I; 
Giorgio Saccardini e Tiberio Tiberi, illustri 
■elle armi; Antonio d'Angelo, rinomato pro- 
fessore d'eloquenza e scrittore d'orazioni ed 
qustole; Ottavio Tronsarelli, lodato poeta; 
kaXonio Massa, che scrisse con singolare eru- 
dÌDooe un libro sugli antichi Falisci ed altre 
epera di simil genere. 
epi-i.p.«in — Frazione del com. di Lequio 



CALU 31 

Tanaro, in Piemonte, prov. di Cuneo, eireond» 
di MoQdovì, mand. di Bene Vagienna. 
L'ufficio postale è a Bene Vagienna. 
GALLETTA. — Frazione del com. di Imola, 
nell'Emilia, prov. di Bologna, circond. e mand. 
di Imola. 
L'ufficio postale è ad Imola. 
GALLETTI. — Frazione del com. di Castel- 
letto d'Orba, in Piemonte, prov. di Alessandria, 
circontL di Novi Ligure, mand. di Castelletto 
d'Orba. 
L'ufficio postale è a Castelletto d'Orba. 
GALLETTI — Frazione del com. di Giu- 
svalla , nella Liguria , prov. di Genova , cir- 
cond. di Savona, mand. di Dego. 
L'ufficio postale è a Dego. 
GALLETTO. — Frazione del com. di Ca- 
stelletto Cervo, in Piemonte, prov. di Novara, 
circond. di Biella, mand. di Masserano. 
L'ufficio postale è a Buronzo. . 
GALLETTO. — Frazione del com. di Ospeda- 
letto, nel Veneto, prov. di Padova, distr. di Este. 
L'ufficio postale è ad Este. 
E un villaggio di circa 700 abitanti, posto 
m territorio coltivato a gelsi e a cereali. 

GALLETTO. — Frazione del com. di Serra 
Sant'Abbondio, nelle Marche, prov. di Pesaro 
e Urbino, circond. di Pesaro, mand. di Pergola. 
L'ufficio postale è a Pergola. 
GALLI. — Frazione del com. di Bedonia, 
nell'Emilia, prov. di Parma, circond. di Bor- 
gotaro, mand. di Bedonia. 
L'ufficio postale è a Bedonia. 
GALLI. — Frazione del com. di Cambiano, 
in Piemonte, prov. e circond. di Torino, mand. 
di Chieri. 
L'ufficio postale è a Cambiano. 
GALLI. — Frazione del com. dei Corpi 
Santi di Milano, in Lombardia, prov., circond. 
e mand. di Milano, 

L'ufficio postale è in Borgo Porta Garibaldi, 
nello stesso comune. 

CALLI. — Frazione del com. 'di Galluzzo, 
in Toscana, prov., circond. e mand. di Firenze 
Campagna. 
L'ufficio postale è a Firenze. 
GALLI. — Frazione del com. di Spigno, 
in Piemonte, prov. di Alessandria, circond. di 
Acqui, mand. di Spigno. 
L'ufficio postale è a Spigno. 
GALLI. — Frazione del com. di Novara, 
in Piemonte, prov., circond. e mand. di Novara. 
L'ufficio postale è a Novara. 
6ALLL — Frazione del com. di Pellegrino 
da Vareggi,ìn Toscana, prov., circond. e mand. 
di Firenze. 
L'ufficio postale è a Firenze, 



Digitized by 



Google 



83 (SAixi 

GALLI. — Frazione del com. di Tìgliole, 
in Piemonte, pror. di Alessandria, circond. 
di Asti, mand. di .Baldichieri. 

L'ufficio postale i a S. Damiano, alla Sta- 
sione della ferroTia. 

GALLU CISALPINA. — Era una delle re- 
gioni in cai dividevasi anticamente l'Italia. 
Essa oocnpava la massima parte dell'Italia su- 
periore, e suddividevasi in Transpadana e 
Cispadana, secondochè il paese trovavàsi, re- 
lativamente a Roma, al di là o al di qnà del 
fiume Po. 

La GalUa Trantpadma comprenderà tutto 
il territorio alla sinistra del Po e aveva per 
luoghi principali: Tmtratia, detta poi Augutta 
Taurinorum (Torino), capitale dei Taurini ; 5;- 
gusio (Susa) ed Ocebm (Oulx) fra i Segnsiani; 
Augutta Prmtoriam (Aosta) ed Eporedia (Ivrea) 
fra i Salassi; Yereèlhe (Vercelli), capitale dei 
Libici ; Novaria (Novara), Tkimm (detta Papia 
sul principio del medio evo, poi Pavia), capi- 
tale dei Levi ; Mediolarmm (Milano), capitale de- 
gl'Insubri, e, secondo Plutarco, la più grande 
e popolosa città della Cisalpina. Questa fu 
più volte residenza imperiale dopo il HI se- 
colo, fiorì nelle arti e nelle scienze sì ch'ebbe 
il titola di fione Athetue; fu ornata di circhi, 
teatri, archi, templi, basiliche, terme: tuttavia 
dei monumenti romani non conserva quasi 
altro che 16 colonne di ordine corinzio scan- 
nellate, bellissimo avanzo di antiche terme o 
dì una basilica, che credonsi innalzate da 
Massimiano Erculeo sul principio del IV se- 
colo. Altre città erano: Melpum (Melzo? città); 
Lau Pompa (Lodi vecchio, diruta nel 1113); 
Imubrùm o Suprium (Castel Seprio, presso 
Galiarate, sopra un colle alla destra deirOlona, 
diruta nel 1284); Bara (diruta già prima dell'era 
vulgare, e che credesi esistesse alle falde del 
monte Baro, posto in Brìanza, fra l'Adda e 
il laghetto di Annone) ; Comum (Como) e Ber- 
gomum (Bergamo), città principali degli Orobii ; 
Brixia (Brescia) , Verona (che conserva dei 
suoi antichi monumenti un magnifico anfi- 
teatro l'Arena, lunga 154 su 133 metri e 
capace di 35,000 spettatori, ed il teatro), 
Oremona. Mantua col villaggio di Ande» (Piotole, 
patria di Virgilio), principali città de'Ceno- 
mani. Avevano nome anche i seguenti luoghi : 
Forum Dioguntorum (Crema), Acerra (Pizzi- 
ghettone), Modicia o Modoetia (Monza), Leucera 
(Lecco), Argentia (Crescenzago), Sebum (Iseo), 
Pon$ Aurtoli (Pontirolo), Forum Licinii (Incino), 
Coronata Campus (Cornate), Beneventum (Castel 
Venzago), Garda (Garda), Bedriacum (Canneto), 
Uo$tUia (Ostilia), patria di Cornelio Nipote. 



6ALUA N 

La Gallia Cispadana abbracciava tutto il 
territorio che si stende dalla destra del Po 
all'Appennino settentrionale e dalla StatTora 
all'Adriatico. Città principali erano : PlacaUia 
(Piacenza) , capitale degli Anomaoi , Parma , 
Mutina (Modena) , Bonomia (l'etrusca Feifino, 
ora Bologna), Rhegium LepUU (Reggio), Fidentia 
(S. Donnino), Comillomagut (Cicognola), Forum 
novum (Fomovo), Nucera (Luzzara), Cornelia 
(Imola), Flaventia (Faenza), Fonm Popilii (For- 
limpopoli). Forum iisii (Forlì), Cattaui, Ravenna, 
città delle più antiche, stazione principale 
4ella flotta imperiale sull'Adriatico, fortezza 
e residenza imperiale dopo Onorio, per coi 
la sua provincia venne chiamata Bonagna. 
L'antica Spina, pressò le foci del Po, era già 
diruta avanti l'èra vulgare. Ferraria non è 
nominata che nel secolo Vili da Paolo Diacono. 

Prima delle immigrazioni gàlliche abita- 
vano nella Gallia Transpadana i Liguri Tau- 
rini, i Lebici e i Livi, i Segusiani, i Salassi 
nel paese posto fra il Ticino e le Alpi occi- 
dentali nelle alte valli delle Alpi occiden- 
tali; gli Insubri e gli Orobii nel paese ad 
oriente del Ticino. Nella Gallia Cispadana abi- 
tavano invece i Liguri e gli EtruschL 

I Galli erano quel ram?> della grande na- 
zione celtica che nei tempi antichi viveva di- 
visa in molti popoli e tribù su quella grande 
regione che stendesi ad occidente d' Europa 
tra i Pirenei, il Mediterraneo, le Alpi, il Reno, 
lo stretto gallico e l'Atlantico. 

Distinguevansi essi per l'alta statura, per la 
carnagione bianca e la chioma generalmente 
bionda, cBe lasciavan crescere assai lunga: 
chiassosi e vivaci d'indole, alquanto volubili, 
presuntuosi e creduli, ma d'altra parte ospi- 
tali, generosi, terribili all'attacco e sempre in 
armi. S'occupavano meglio della pastorizia 
che dell'agricoltura; la caccia e la guerra 
erano le occupazioni ordinarie degli oomini; 
il tessere quella delle donne. Sapevano lavo- 
rare i metalli, con cui fabbricavaosi spade, 
giavellotti, scudi, mazze ed elmi configurati a 
foggia di bestie; vestivano il saio e calzoni 
lunghi (braccx); avevan per Ietto le foglie de- 
gli alberi o le pelli delle bestie; lor cibo il 
latte e le carni ; non conoscevano il vino, ma 
facevan bevanda d'orzo : abitavano in case di 
legno coperte' di paglie, né muravan le bor- 
gate, ma soltanto le fortificavano con pa- 
lizzate. 

Alcune tribù erano rette teocraticamente dai 
lor sacerdoti elettivi, detti druidi, altre erano 
governate da regoli ereditarìi che possede- 
vano servi a migliaia. L'aristocrazia militare 



Digitized by 



Google 



eALUTA 

era eMtHaito dai cavalieri. Le varie tribù con» 
MeraTansi ora per la difesa or per l'offesa, 
Bassime c<Atro i vicini popoli germanici. 

Lor religione fa dapprima il culto degli ele- 
■enti, coi sottentrò il druidismo, ohe ricono- 
iceva rimmortalità dell'animi^ ed ammetteva 
nerificii omani al dio della guerra. Simbolo 
deUa divinità era la quercia: la raccolta del 
vitcfaio era niu solennità nazionale. I druidi 
ano ordinati in coIlegT, non formavano una ca- 
lia n» nna gerarchia, in cui anche il forastiero 
poteva essere aggregato. Vestivan bianco. Il 
gran druido era scelto a pluralità di voti. Le 
too dottrine non erano scritte, ma tradizio- 
ne e tatto a memoria : comunicavanle a donne 
Micate ai saeri ministeri ed in fama di in- 
qiirate (druìdesse), le quali profetavano die- 
ta* l'oSsenrazione dei fenomeni naturali e dei 
saerifici umani. I loro cantori erano chiamati 
'jmréi^ -ed infiammaTano l'esercito con canti 
guerrieri. I druidi dirìgevano tutte, tranne le 
ami, sieeome immuni da milizia e da tributi. 
Quattro o cinque secoli prima dell'era vul- 
gve, parecchie orde raccogliticce fra quelle 
fetibà che avevano stanza nella Celtica pro- 
yriuBBote detta, la quale estendevasi tra la 
Gtfooaa e la Senna, mosse dal bisogno o da 
ta^bcna di trovare migliori pascoli, stabi li- 
mo ona grande emigrazione, divisa in due 
eorp^ l'ano sotto Sigoveso, che li condusse 
adis Pannonia, l'altro sotte Belloveso, che 
valieate le Alpi Occidentali (o al colle del- 
TArgentìera o al Monginevra), scese nella pia- 
nura Padana. Le genti galliche condotte da 
Belloveso, appartenenti alle tribù dei Biturgi 
Cubi, degli Àrvemi, Senoni, Equi, Ambarri, 
Carnuti ed Aulerci, traversate le terre dei Li- 
guri Taurini, scontraronsi con gli Etruschi 
al passaggio del Ticino, dove si diede il primo 
combattimento che su le sponde di quel fiume 
abbia deciso le sorti dell'alta Italia. 

La potenza etnisca volgeva allora al suo 
tmaeoto: gli Etruschi già rinti dai Sanniti 
BeOttalia meridionale, assaliti dai Romani 
in quella del centro, furono impotenti contro 
3 tumulto gallico, e dovettero cedere ai nuovi 
invasori tutta la piana insubrica fra l'Adda e 
il Ticino. 

Quivi, dalla mischiarza dei Galli colla pri- 
Bitiva gente umbra degli Insubri si formò il 
popolo dei Galli-Insubri, i quali sulle rive 
dell'Olona, che era allora un fiume naviga- 
bile, posero i fondamenti ad una città, che i 
viocitori vollero chiamare Mediolaium (Milano), 
dalle voci celtiche ned fertile e lem terreno, 
ia memoria d'altre città e borgate di tal nome 
L'Italia, Dizionario corografico, ecc. Voi, 



OALLU t8 

eh»- avevano lasciato nella Transalpini^' Co- 
mum, Bergomum e Bara erano già state fon-» 
date dagli Orobii. 

A questa prima immigrazione, in cui pre- 
dominavano i Biturgi, scgiù quella dei Geno- 
mani con Elitorio : questi vinsero i Liguri tran- 
spadani, attraversarono l'Insubrìa e stanzia- 
rono tra l'Adda e l'Adige, ove fecero loro 
centri primari le città di Brucia (Brescia) e 
di Verona. 

Dietro, i Genomani trasmigrarono i Sallu-' 
vii, che occuparono il territorio intorno al Ti- 
cino, ch'era dei Levi-Liguri, e fondarono iVo- 
rorta (Novara). Venner dopo, per il Piccolo 
San Bernardo, i Lingoni, i Boi e gli Auani: 
questi ultimi si collocarono fra la lala (Staf- 
ferà) e il Taro, fondandovi P/aeen/ta; i Boi, fra 
il Taro e l'Utis (Montone) con sede princi- 
pale nell'antica Felsina, ch'essi chiamarono 
Bononia (Bologna) ; i Lingoni alle foci del Po, 
dove sorgeva Spina, che probabilmente fu al- 
lora distrutta dai medesimi. 

La quinta ed ultima invasione fu quella dei 
Senoni, che si distesero snila riviera adria- 
tica dairUtis all'Esi, dove poi fondarono Sena- 
Gallica (Sinigaglia). 

Il numero dei Galli immigrati in Italia si 
stima di circa 300 mila uomini, oltre le donne 
e i figli loro. Per quella immigrazione tutta 
l'Italia superiore fu detta dai Romani Gallia 
Cisalpina^ suddivisa in Gallia Cispadana e Tran- 
gpadana, secondo il Po e con relazione a Roma. 

Rimasero tuttavia indipendenti dal domi- 
nio gallico tutta la Liguria a mezzodì del Po 
fino allo lala, le alte valli del Ticino, del- 
l'Adda e dell'Adige e le regioni orientali 
al di là dell'Adige. Mantova, Melpo, Ra- 
venna e Arimino restarono quasi libere, seb- 
bene tributarie. In tutto il resto dell'alta Italia 
si sovrapposero i Galli alle genti dei Liguri, 
degli Orobii e degli Umbri, dapprima come 
barbari conquistatori, inciviliti dappoi, ma 
tenaci de'loro costumi ancor dopo la conqui- 
sta romana fin al III secolo dell'era vulgare, 
e completamente fusi da ultimo coi nativi, i 
cui dialetti presero e conservarono non pochi 
tratti della favelU celtica, i quali non s'intro- 
dussero nei dialetti dei Reti e dei Veneti che 
mantennero più pura l'eufonia toscana. 

Presto alla conquista gallica parvero stretti 
i confini dell'aita Italia : già i Senoni s'erano 
distesi sulla riviera adriatica fino all' Esi, né 
il tumulto di quei barbari, contro al quale 
non eran valute le Alpi, poteva venir tratte- 
nuto dai gioghi dell'Appennino. Per le valli 
del Metauro e dell'Esi si versarono pertanto 
IV. ~ .{Proprietà letteraria) 5 



Digitized by 



Google 



34 GALUA 

in quelle del Tevere e della Chiana, dove as- 
aediarono Chiusi, poi in numero di 70,000 si 
diressero alla volta di Roma, il cui esercito 
di 40,000 uomini vinto sull'AIIia (oggi il fiu- 
micello San Giovanni, o secondo altri il Rio 
di Mosso, che confluisce sulla sinistra del Te* 
vere a circa !20 chilometri da Roma) si salvò parte 
nel Campidoglio, parte a Yejo ed a Cere. Tutta 
Italia era per cadere preda dei barbari, Roma 
stessa fu abbruciata (389); ma perdurava il 
popolo romano, che dopo una guerra di 40 
anni li ricacciava oltre l'Appeunino settentrio- 
nale, e più tardi (334-322) nella stessa Ci- 
salpina compiutaiìiente li debellava. 

6ALLIA. — Frazione del com. di Pieve del 
Cairo, in Lombardia, prov. di Pavia, circond. 
di Lomellìna, mand. di Pieve del Cairo. 

L'ufficio postale è a Pieve del Cairo. 

GALiilA o i GALLI. — Piccole isole o piutto- 
sto scogli che trovansi rìmpetto al capo di 
Massa, nelle vicinanze di Castellamare di 
Stabia, nel Napoletano. 

6ALLIANA. — Frazione del com. di Car- 
tignano , in Piemonte , prov. e circond. di 
Cuneo, mand. di S. Damiano Macra. 

L'ufiScio postale è a Dronero. 

6ALLIANA. — Frazione del com. di Mar- 
radi, in Toscana, prov. e circond. di Firenze, 
miind. di Marradi. 

L'uftìcio postale è a Marradi. 

GALLIANL — Frazione del com. di Torri- 
cella Sicara, nel Napoletano, prov. di Abruzzo 
Ulteriore I, circond. e mand. di Teramo. 

L'ufficio postale è a Teramo. 

GALLIANO. — Frazione del com. di Bar- 
berina di Mugello, in Toscana, prov. e cir- 
cond. di Firenze, mand. di Scarperìa. 

L'ufficio postale è a Barberino di Mugello. 

È una terra con castello di circa 800* abi- 
tanti. Giace sopra un colle dell'egual nome 
sull'antica via Cassia che attraversava l'Ap- 
pennino della Futa 2 chilometri a levante 
dalla postale bolognese e 5 circa a levante- 
greco da Barberino di Mugello. Vi si vede 
ancora una casa del ramo degli Ubaldini di 
Tano da Castello. 

GALLIAMO. — Frazione del com. di Cantù, 
in Lombardia, prov. e circond. di Como, mand. 
di Cantù. 

L'ufficio postale è a Cantù. 

È un villaggio posto ad un chilometro circa 
u levante da Cantù. Altre volte era capo-pieve: 
( ora questa prerogativa fu trasferita a Cantù. 
In questo YÙlsggio era la chiesa di San Vin- 
cenzo ora soppressa e convertita ad uso pro- 
fano: è di «ntica fuudiuioue e celebre perchè 



GALU\Te 

fu ristaurata e dipinta per ordine del célèbre 
Ariberto arcivescovo di MìIhdo, ctie iu que- 
sta pieve fu sotto-diacono verso il 1007. Essa 
va adoma di pitture oramai sparite, le qoah 
se non sono stimabili per finezza di lavoro, 
sono invece molto interessanti per la storia 
dell'arte e per la storia ecclesiastica. Queste 
pitture che, malgrado il loro rozzo disegno, 
mostrano immaginazione e molta abilità nel- 
l' ignoto artista, sono anteriori di due secoli 
ai tempi di Giotto e Gimabue. Oltre alle pit- 
ture vi si vedeva anche un battistero costrutto 
all'antica, con una gran vasca di sarizzo af- 
fondata in parte nel terreno, grossa metri 0. 19, 
profonda 1.22 {\edi Monummli di Canta e uu 
pieve del proposto Carlo Annoni, opera eru- 
ditissima con tavole): nel fondo vi era ne 
foro, che serviva allo scarico dell'acqua. 
Scavando al di sotto di un tale battistero si 
scoperse la cisterna e in essa, fira la terra li- 
macciosa, si rinvennero varie ampolle di forme 
e grandezze diverse: sono tutte di vetro, ma noa 
si sa congetturare a qual uso servissero. 

GALLIANO. — Frazione del com. di Città 
di Castello, nell'Uinbria, prov. dell'Umbrii, 
circond. di Perugia, mand. di Città di Castello. 

L'ufficio postale è a Città di Castello. 

GALLIANO. — Frazione del com. di Mon- 
tescheno, in Piemonte, prov. di Novara, cir- 
cond. di Ossola, mand. dì Domodossola. 

L'ufficio postale è a Villa, ora Villadossola. 

GALLIANO. — Frazione del com. di Peu- 
zane, in Lombardia, prov. di Como, circond. 
di Lecco, mand. di Ganzo. 

E un villaggio posto nelle vicinanze del 
piccolo lago del Segrino, detto anche di Gal» 
liano. 

GALLIANO (II). — Frazione del com. ih 
Torino, iu Piemonte, prov., circond. e mand. 
di Torino. 

L'ufficio postale è a Torino. 

GALLIANO GALIANO. — Terra molto antica 
in Toscana, nella comunità di Campagnatico, 
in provincia di Grosseto, ai piedi del poggio 
orientale di Campagnatico, presso l'Ombroae. 
Fu signorìa della mensa arcivescovile di Lucca 
e poi dei conti Aldobrandeschi. Se ne fa men- 
zione in nn documento dell' anno 803, in cui 
il vescovo di Lucca concede in enfiteusi i beni 
che possedeva in Grosseto ed in Galliano o 
Waliano suU'Ombrone ad uno della famiglia 
Aldobrandeschi. 

GALLIATE. — Mandamento in Piemonte, 
prov. e circond. di Novara. 

Ha una popolazione di 8811 abitanti, di- 
visi nei 2 comuui di Galliate u iiaiuoatiau> 



Digitized by 



Google 




Flg. SS». 



CAUJATE 

GALLIATE. — Comune in Piemonte, prov. 
e circond. di Novara, mand. di Galliate. 

Consta di Galliate, 
capoluogo, e di parec- 
chie frazioni. 

Ha una superficie di 
2715 ettari. 

La sua popolazione 
assoluta di fatto , se- 
condo r ultimo censi- 
mento del 1861, con- 
tava abitanti 6688 (ma- 
schi 3251 e femmine 
3437); quella di diritto 
era di 7142 abitanti. 
TU 1864 ve n'erano 6877, ossia 253. 29 per 
ckilometro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di due 
compagnie con 354 militi attivi e 281 di rì- 
lerva: totale 635 militi. La mobilizzabile è di 
306 militL 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
ttettorali del collegio dì Oleggio; nel 1863 
erano 135. 

Ha officio postale proprio, pretura di man- 
damento dipendente dal tribunale civile e cor- 
rexioaale di Novara. Nella circoscrizione elet- 
torale è sezione con 149 elettori. 
Pddaiio consumo è comune di quarta classe, 
il tao territorio , quantunque molto ghia- 
joto, produce, mercè le assidue cure de'suoi 
«InUnti, frumento , abbondanti gelsi , ottimo 
lino, segale, grano turco ed uva. 

Il capoluogo è un grosso borgo situato a 
cavaliere della strada che da Novara conduce 
a Cuggiono, e distante 7 chilometri da Novara. 
E paese ben fabbricato : vi sono ampie e co- 
mode vie e due piazze, dette l'una Maggiore, 
l'altra del Castello, ed il castello, assai ben 
conservato, che Federico 1 distrus.<«e nel 1154 
e i Milanesi riedificarono poco dopo. Possiede 
un ospedale detto di S. Hocco, fondato nel 
1600, e con una rendita di L. 1000. Vi ha una 
fiorente società di mutuo soccorso instituita 
nel 1865. Nel 1866 mediante sottoscrizione 
di azionisti fu pure assicurata l'erezione del- 
Tasilo d'infanzia. Bella è la chiesa principale, 
cbe rammemora la basilica Gaudenziana di 
Novara. È di recente costruzione su dise- 
gno del celebre architetto milanese Moraglia 
Giacomo. 

1 dintorni sono deliziosi. 11 santuario di 
& Pietro detto il Ym-alUno ; la villa Fortuna 
e la località denominata delle Sette Fontane 
attirano annualmente nella bella stagione le 
Visite di molti Tilleggianti a respirarne le aure 



«ALLIATE 35 

balsamiche. La pesca nelle acque del Ticini 
e del Naviglio Langosco, nonché la caccia nelle 
circostanti foreste, costituiscono una sorgente 
di lucro per gli abitante 

In Galliate contansi varie filature di seta 
e fabbriche di stoffe in cotone, per le quali 
impiegansi più di 600 operai. 

Gli abitanti di Galliate si ressero, nei tempi 
di mezzo, a popolo libero, non senza però 
dipendere da Novara. Fu contado degli Sforza- 
Visconti-Zinzendorf. 

Galliate diede i nsitali a Pietro Custodi , 
continuatore della Storia dì Milano del Verri 
ed editore della celebre Raccolta degli Eco- 
nomisti Italiani; ed a Francesco Maria Mi- 
gliavacca (fiorito verso la metà del XVIII 
secolo), dotto giurisperfto. 

Le principali nozioni riflettenti l'antichità e 
la storia di Galliate, sono compendiate nei 
seguenti opuscoli : Statuti di Galliate approvati 
dal duca di Milano conte di Virtù, addì 10 
dicembre 1396; Memorie storiche di Galliate 
compilate per cura dell'avv. Cesare Pagnardi, 
edite nel 1866 in Novara. 

Parte delle sarrìferite notizie e lo stemma debbons 
alla cortesia dell'onorevole Municìpio di questo comune. 

GALLIATE o CAGLIATE LOMBARDO. — Co- 
mune in Lombardia, prov. di Como , circond. 
e man<l. di Varese. 

Ha una superficie di 210 ettari. 
La sua popolazione, secondo il censimento 
del 1861, contava abitanti 432 (maschi 221, 
femmine 211); quella di diritto era di 428 
abitanti. Nel 1864 vi avevano 447 abitanti t 
ossia 212. 85 per chilom. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di 27 
militi attivi e 17 di riserva: totale 44 militi. 
La mobilizzabile è di 44 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Appiano; nel 1863 
erano 2: ora (1867) sono 3. 
L'ufficio postale è a Varese. 
Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 
Il suo territorio dà cereali, pascoli e biade. 
Il capoluogo è un piccolo 'villaggio situato 
in collina, e distante chilometri 35. 78 ad oc- 
cidente da Como e 8 da Varese. Coll'erezione 
di un bel campanile e colla sistemazione di 
due piazze che furono compite nel 1866 me- 
diante lo sgombro di una vecchia torre, Ca- 
gliate divenne uno dei più ameni villaggi che 
adornino le colline meridionali del Iago di 
Varese, 

Nei tempi andati, questo villaggio pare che 
fosse molto più esteso che non lo sia presen- 
temente) come si può congetturare da molti 



Digitized by 



Google 



M OAtUCANO 

ruderi di case e dalle fondamenta della torre 
del suo antico castello. Credesi che autori 
di questa rovina siano stati ì Francesi nei 
tempi della guerra per la successione al du- 
cato di Milano. 

Alarne delle lorriferite notixie debbonti illi eorteai* deì- 
roiiorerole Sindaco di qoetlo cornane. 

GALLICANO. — Feudo del Territorio Ro- 
mano, Comarca di Roma, distr. di Tivoli. 

Ha una popolazione di 889 abitanti. 

Il suo territorio è situato in pianura e pro- 
duce fieno, grano, vino e pascoli. Le acque, 
che scendono dai vicini colli, formano un lago 
detto di Santa Prastede e dalPOlstenio chia- 
mato lago Burrano. 

Questo feudo consiste in una terra posta 
7 chilometri a maestro da Palestrina, sopra 
un colle dirupato : è cinta da mura. Contiene 
alcuni fabbricati meritevoli di menzione, fra 
cui la parrocchiale, un piccolo convento e le 
chiese di Sant'Antonio e S. Rocco. 

Si ritiene suo fondatore S. Gallicano, uomo 
consolare e potente, caro a Costantino, il quale 
si dice la ^bbricasse nel luogo ove era l'an- 
tica città di Pedum, in origine dipendente da 
Preneste, poi emancipata e fatta capoluogo 
di una tribà o distretto del Lazio. Credesi 
pure che il nome di (ìallicano venga dall'es- 
sere l'abitato sorto nelle vicinanze della villa 
di Caio Domizio Gallicano. Nel 992 si trova col 
nome di Cattrum Gallicamm; più tardi con 
quello di Gallicano Colonna. 

Questo feudo appartenne al monastero di 
S. Paolo (XI secolo), poi a quello di Snbiaco 
(Xli secolo), ai Colonnesi, a Ladislao re di 
Napoli (1414), ai pontefici, uno dei quali. Cle- 
mente VII, lo fece saccheggiare e spianare. 
Ritornato ai Colonna, fu da essi fabbricato e 
quindi venduto ai Ludovisi, da cui passò in 
proprietà dei Pallavicini e da questi al prin- 
cipe Rospigliosi-Pallavicini. 

GALLICANO. — Mandamento nell'Emilia, 
prov. di Massa e Carrara, circond. di Castel- 
nuovo di Garfagnana. 

Ha una popolazione di 8510 abitanti, di- 
visi nei 4 seguenti comuni: Gallicano, Molaz- 
xana, Trassilico e VergemolL 

GALLICANO. — Comune nell'Emilia, prov. 
di Massa e Carrara, circond. di Castelnnovo 
di Garfagnana, mand. di Gallicano. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 3819 (maschi 1;{02 e femmine 1517); 
quella di diritto era di 3048 abitanti. Nel 
1864 ve n« avevano 396^ 



La sua guardia nazionale consta di una con* 
pagnia con 172 militi e attivi 38 di riserva: 
totale 200 militi. La mobìlizzabile è di 90 
militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Castehiuovo di Gar- 
fagnana; nel 1863 erano 58. 

Ha ufficio postale proprio, pretura di man- 
damento dipendente dal tribunale cirile e cor- 
rezionale di Castelnnovo di Garfagnana. Nella 
circoscrizione elettorale è sezione elettorale 
con 60 elettori. 

11 suo territorio è fertile in pascoli, boschi 
e castagne. 

11 capoluoj^o è una grossa e bella borgata, 
posta nella Valle del Sarchio, in collina, di- 
stante 12 chilometri da Castelnnovo di Gar- 
fagnana. 

Nella sua chiesa parrocchiale ammirasi una 
bellissima ancona di Luca della Robbia. 

Gallicano è paese antico, trovandosene me- 
moria fino dall' Vili secolo. Nel 1429 assog- 
gettossi alla signoria del marchese Niccolò 
d' Este. Tentarono d' impadronirsene i Ldc- 
chesi, ma non vi riuscirono. Dopo il regno 
italico, entrò a far parte del ducato di Locn 
e nel 1847 dello Stato Estense. 

6ALLICCHI0. — Comune nel Napoletano, 
prov. di Basilicata, circond. di Potenza, mand. 
di Montemurro. 

Ha una superficie di 2041 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, 
secondo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 1225 (maschi 593, femmine 632) ; quella 
di diritto era di abitanti 1233. Nel 1864 ve ne 
erano 1261, e quindi 66.68 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di nnt 
compagnia con 98 militi attivi e 25 di riserva: 
totale 123 militi. La mobilizzabile è dì 46 
militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Corleto Porticara; 
nel 1863 erano 16. 

L'ufficio postale è a Viggiano. 

Pel dazio consumo è comune di quarta ela«$e< 

Il suo territorio produce in discreta quan' 
tità frumento, ulivi, alberi fruttiferi e vini. 

11 capoluogo trovasi a 63 chilometri da 
Potenza. 

GALLICIANO o 6ALLISCUN0. -^ Fraziono 
del com. di Condofuri, nel Napoletano, prov. 
di Calabria Ulteriore I, circond. di Reggio 
di Calabria^ mand. di Bova. 

L'ufficio postale è a Reggio di Calabria* 

Conta circa 460 abitanti* 



Digitized by 



Google 



óAu-tm 

UIUOO. — Comuoe nel Napoletano, prov. 
<fi Calabria Ulteriore I, circond. di Reggio 
di Calabria, mand. di Villa San Giovanni. 

Cooprande le frazioni di Gallico inferiore 
e Sftota Domenica. 

La sua popolaiione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del lSt61, contava abitanti 
4(03 (maschi 1963, femmine 3140); quella di 
dritto era di 4280. Nell'anno 1864 ve n'ave- 
rano 4^6. 

La sua guardia nazionale consta di una 
ennpagnia con 150 militi attivi e 30 di ri- 
sim: totale 180 militi. La mobilizzabile è di 
tt militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
thttorali del collegio di Bagnara Catabra; 
Bd 1853 erano 39. 

L'nfficio postale è a Reggio di Calabria. 

Peldaxio consamo è comune di quarta classe. 

n suo territorio produce agrumi d'ogni 
Mrta. gelsi a vino. 

11 capoluogo è un grosso villaggio compo- 
ito di tre parti, dette Gallico superiore, GaN 
lieo inferiore e Santa Domenica. Trovasi sulle 
•paade del mar Tirreno, nelle vicinanze del 
fame omonimo, distante 7 chilometri a set- 
tvtiioae da Reggio, sulle sponde meridionali 
ft Mttatrioaali del torrente San Biagio. 

Fosaede tre scuole elementari comunali per 
ubo i sessi. 

Sd terremoto del 1783 fu quasi distrutto: 
ad 1837 fu innondato dal fiume Gallico e 
daltarreote Saa Biagio, che trascinavano al 
Bare l'intera borgata di Gallico inferiore. 



deOe snrriferite noUde debbons) alla cortesia 

ÉfffeMRWoie Sndaco (fi qnesto oonrane. 

> 

BAUJCO. — Fiume della Calabria Ulte- 
itee I, nel Napoletano. Nasce fra i due monti 
Sagittario e Sacro, posti nella catena degli 
Appennini ; bagna i territori! di Cardeto , 
Podargoni, Santo Stefano, Sant'Alessio, Sam- 
bttello e Gallico (nel circondario dì Reggio) ; 
natte foce nel Faro di Messina, poco lungi 
da Reggio. 

Questo fiume nel 1827 fece una terribile 
iaaoodazioDe che distrusse l' intera borgata di 
Gallico iaferiore. Da esso >ebbe nome secondo 
alenili il comune omonimo. 

GALUeO. — Frazione del com. di Asciano, 
ia Toscana prov. e circond. di Siena, mand. 
<& Aflciano. 

L'officio postale è ad Asciano. 

fiALLICO INFERIORE e GALLICO SDPE- 
1I0B£. — Frazioni del com. di Gallico, nel 
Nafi9l«t«ao, pruT. di Calabria Ulterior» I, cir- 



(SAIXIF.It.4 à7 

cond. di Reggio di Calabria, mand. di Vili» 
S. Giovanni. 
L'ufficio postale è a Villa S. Giovanni. 
6ALU E CAIGPANI. — Frazione del cnm. 
di Bagno a Ripoli, in Toscana, prov., cir* 
cond. e mand. di Firenze. 
L'nfficio postale è a Firenze. 
GALLIERA A SINISTRA DEL RENO. - Fra- 
zione del com. di Galliera, nell'Emilia, prov. 
di Ferrara, circond. di Cento, mand. di Pog- 
gio Renatico. 
L'ufficio postate è a Poggio Renatico. 
GALLIERA. — Comune nell'Emilia, prov. e 
circond. di Bologna, mand. di S. Giorgio di 
Piano. 

Comprende le frazioni di S. Venanzo e S. Vin- 
cenzo. 

Ha una superficie di 3880 ettari. 
La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
33l9 (maschi 1713, femmine 1606); quella 
di diritto era di 3343. Nel 1864 ri avevano 
3495 abitanti, ossia 91.07 per chilom. quadr. 
La sua guardia nazionale consta di due 
compagnie con 292 militi attivi e 380 di ri- 
serva: totale 672 militi. La mobilizzabile i di 
279 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Bologna; nel 
1863 erano 20. 
L'ufficio postale è a Bologna. 
Pel dazio consumo è comune di quarta classr. 
Il suo territorio è molto fertile, special- 
mente in grano, canape, riso e vino. 

Il capoluogo è un grosso borgo situato a 
15 chibmetri da Bologna. 

È tradizione che sul posto dove sorge ora 
questo paese, esistesse anticamente una città 
della stesso nome, e che quivi accadesse un 
combattimento tra Galli e Romani. Ricorre 
qualche volta il suo nome nelle storie bolo- 
gnesi del medio evo. Ai tempi nostri l'impe- 
ratore Napoleone fece del suo nome il titolo 
di un ducato per la figlia di Eugenio, Giusep- 
pina Beauharnais. 

GALLIERA PADOVANA Comune nef Ve- 
neto, prov. di Padova, distr. di Ciltadella. 
La sua popolazione è di 2620 abitanti. 
L'ufficio postale è a Cittadella. 
Gli elettori politici sono inscritti nel culle* 
gio elettorale di Cittadella. 

Il suo territorio è posto in pianura. Abbonda 
di viti e di molte altre piante fruttifere, di 
cui si fa vendita a Venezia. 

È un grosso villaggio posto a 4 chilometri 
circa verso greco da Cittadella e a 7, y*i»>t 



Digitized by 



Google 



38 ■ <;\t.»Mv»'*\ 

ponente da Castelfranco. La parrocchiale ha 
alcune statue di marmo. II palazzo Coaello, 
già acquistato dall'imperatrice Maria Anna, 
moglie di Ferdinando I, Tenne ristaurato son- 
tuosamente e assai dilatato: dirimpetto avvi 
la strada che conduce a Montinello vecchio e 
nuovo: di dietro si estende un vasto parco. 

AleotM Mie timltStrito nottata il itmoo «Ita eortuia 
deU' ooorarol* Sindaco di qnuto oommw. 

6AUI6NANA. — Comune nel Litoralc-Ve- 
neto-Istriano, prov. d'Istria, distr. di Pisiuo. 

Comprende oltre il capoluogo, Gallignana, 
la fraiione di Scopliaco. Nel medio evo avrebbe 
avuto rango di città, e fu arcipretura «)n 
capitolo. Vi sono ancora avanzi di un antico 
palazzo dei vescovi di Pedena, e sussistono in 
gran parte le mura e le torri onde il luogo 
era ricinto e difeso. Da Gallignana si godono 
bellissime prospettive sull'Arsa, verso Albona, 
e verso la catena del vicino Caldera. 

Ha una superficie di 5103 ettari. 

La sua popolazione nel 1850 era di 1754 
alitanti, nel 1857 di 1719, e quindi di abi- 
tanti 35. 65 per chilom. quadr. 

Il capoluogo è un borgo che ha scuola 
elementare minore. Dipende da Trieste per 
gli afiari finanziarii, da Rovigno pei giudi- 
ziarii, dalla diocesi di Trieste-Capodistria per 
gli ecclesiastici. 

Fu assai benemerito in Gallignana, per dot- 
trina, pietà e beneficenza, l'arciprete parroco 
Francesco Saverio di Godemberg, nativo del 
luogo, e morto nel 1841 di anni 97. 

Alcune deHe sarrlferitc notisi* dabbonai atU eortoiU MI- 
l'afraKlo signor Tommaio liOeUni d'Utrin. 

J GALLIGNAlfO. — Frazione del com. di Son- 
' eioo, in Lombardia, prov. di Cremona, circond. 
di Crema, mand. di Soncino. 

OALUOO. — Frazione del com. di VilU-tte, 
in Piemonte, prov. di Novara, circond. di Os- 
•«>la, mand. di Santa Maria Maggiore e Grana. 

L'ufficio postale è a Santa Maria Maggiore 
e Grana. 

6ALLI INFERIORE o SOTTANI , e GALLI 
SUPERIORI SOPRANI. ~ Frazioni del com. 
di Giusvalla, nella Liguria, prov. di Genova, 
circond. di Savona, mand. di Dego. 

L'ufSdo postale è a Dego. 

GALUN. — Monte del Trentino, apparte- 
nente al distretto di Mezzolombardo. Si di- 
rama dalla cima Tosa e sorge fra Molveno e 
lo bporeggio. 

GALLINA. — Mandamento nel Napoletano, 
prov. di Calabria Ulteriore I, circond. di Reggio. 

Ha un» popolazione di 17,185 abitanti, di- 
lli li nei seguenti comuni: Cardeto, Catafo- 



calUMaìó 
rio, Gallinn o Sant'Agata in Gallina, Molla, 
Pellaro. 

GAUINA SANT'AGATA IN GALLINA. — 
Comune nel Napoletano, prov. di Calabria Ul- 
teriore I, circond. di Reggio, mand. di Gallina 

La sua popolazione assoluta di fatto, secondo 
il censimento del 1861, contava abitanti 501 1 
(maschi 3538 e femmine 3483) ; quella di di- 
ritto era di 5023 abitanti. Nel 1864 ve ne 
avevano 5363. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 150 militi attivi e 93 di riserva: 
totale 343 militi. La mobilizzabile è di 81 
militi. 

Gli elettori politici sono inscrìtti nelle liste 
elettorali del collegio di Melito; nel 1863 
erano 53. 

L'ufficio postale è a Reggio. Ha pretura di 
mandamento dipendente dal tribunale civile 
e correzionale di Reggio. Nelle circoscrizione 
elettorale è sezione con CI elettori. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è ubertoso specialmente in 
viti, ulivi, agrumi e gelsi. 

11 capoluogo è una piccola città posta aUt 
distanza di 3 chilometri da Reggio, e di 130 
circa da Catanzaro. Giace lungo il fiume detto 
di Sant'Agata in Gallina, che sbocca nello 
stretto di Messina, a 9 chilometri dal mare. 

Questa città era anticamente situata in luogo 
sì forte ed inaccessibile che fu l' ultima ad 
arrendersi ad Alfonso, duca di Calabria, e fu in- 
vano assediata dal corsaro Dragutte. Nel 1783 
fu distrutta dal terremoto. 

GALLINA. — Frazione del com. di Pontas- 
sieve, in Toscana, prov. e circond. di Firenze, 
mand. di Pontassieve. 

L'ufficio postale è a Pontassieve. 

GALLINA. — Frazione del com. di Revellvi 
in Piemonte, prov, di Cuneo, circond. di Sa- 
Inzzo, mand. di Revello. 

L'ufficio postale è a Revello. 

GALLINA. — Frazione del com. di Sospell«, 
nelle Alpi Marittime, circond. di Nizza, can- 
tone di Sospello. 

L'ufficio postale è a Sospello. 

GALLINA. — Frazione del com. di Vigliapa 
d'Asti, in Piemonte, prov. di Alessandria, cir* 
cond. di Asti, mand. di Costigliole d'Asti. 

L'nfficio postale è a Montegrosso. 

GALLINA. •» Piccolo fiume della provineiit 
di Belluno, nel Veneto. Ha un corso di circi» 
13 chilometri da levante a ponente e si getta 
nel Piave 7 chilom. al disopra di Capodiponte, 

GALLINAIO. — Frazione del com. di Vil-^ 
lannovs sali' Arda, ndl'Cmilia, prov. dì Ti» 



Digitized by 



Google 



GAUITfARO 

teau, circond. di Fiorenzuola, mand. di Cor- 
tcaaggiore. 
L'ufficio postale h a Villannova suIl'Arda. 
SALUNARO. — Frazione del com. di S. Do- 
aato Val di Comina, net Napoletano, prov. di 
Terra dì Lavoro, circoad. di Sora, mand. di 
AlTito. 
L'oflicio postaìb À a Sora. 
È posto sopra un colle e conta 1100 abi- 
(40ti circa. 

SiLLIHELLA. — Frazione del com. di Salso 
maggiore, nell'Einilia, prov. di Parma, circond. 
e mand. di Borgo S. Donnino. 
L'officio postale è a Sabo maggiore. 
È OD TÌliaggio posto a destra della Parola, 
} chilometri a scirocco da Salso maggiore. E 
luogo ameno e conta circa 800 abitanti. L'an- 
tico suo castello fu distrutto nel 1838. 

SAUIHELLA. — Frazione del com. di Ber- 
ceto, nell'Emilia, prov. di Parma, circond. di 
Borgotaro, mand. di Berceto. 
L'officio postale è a Berceto. 
GALUHELLA 8. TITTOIUB. — Frazione del 
coca. di Salso maggiore, nell'Emilia, prov. di 
Varai, circond. e mand. di Borgo S. Don- 
nino. 
L'iffic» postale è a Salso maggiore^ 
GALUIETTA. — Frazione del com. di Brio- 
ai, ia Piemonte, prov. e circond. di Ni>.vara, 
Bud, di Carpignano. 
L'ufficio postale è a Fara Novarese. 
SliXIIlETTÀ. — Frazione del com. dei Corpi 
Santi di Milano, in Lombardia, prov., circond. 
e mand. di Milano. 

L'officio postalo è in Borgo Porta Garibaldi, 
Iruiooe esso pure del comune dei Corpi Santi 
di Milano. . 

fi&LUHOT. — Frazione del com. di Fer- 
rera Cenisio, in Piemonte, prov. di Torino, 
circond. e mand. di Susa. 
L'officio postale è a Susa. 
GALLIO. — Comune nel Veneto, prov. di 
Vicenza, distr. di Asiago. 

Comprende la fnizione di Stoccaredo. È in- 
scritto nel collegio elettorale di Thiene. 
La so» popolazione è di 2608 abitanti. 
L ufficio postale è ad Asiago. 
Q ano territorio è bagnato dal fiumicello 
OBonifflo e abbonda sopratutto di buoni pa* 
Kali. 

Il cspoloogo è un grosso villaggio posto 
ufla valle dell'Astico. 

CALLIO. — Grosso torrente che bagna il 
toiitorio del comune di Gallio, appartenente 
al (Sstretto di Asiago, detto anche dei Sette 
Couuni, uvl Vicentino. Si getta nel bruuiu 



GALUMU 89 

per la destra sponda, ed ha un eorso di 
circa 13 chilometri. 

6ALLIP0LL — Circondario della prov. di 
Terra d'Otranto, nel Napoletano. 

Ha una superficie di chilom. qnadr. 1484. 10. 

La sua popolazione assoluta nel 1847-48 
era di 105,333 abitanti. Secondo il censimento 
del 31 dicembre 1861 , quella di diritto con- 
tava 114,689 abitanti, di cui 57,365 maschi 
e 57,324 femmine; quella di fatto ascendeva 
ad abitanti 1 1 1,131, con 36,640 famiglie, 23,866 
case abitate e 1413 case vuote, e ripartiti per 
sesso come segue: 

Maschi celibi . . . 33,792 

> coniugati . . 18,948 

> vedovi . . . 1,753 



Totale 54,493 



Femm. celibi . 
» coniugate 
> vedove . 



31,513 

19.554 
5,571 



Totale 56,638 

La popolazione specifica nel detto anno 1861 
annoverava abitanti 74. 8S per chilom. quadr. 

Nel 1863 la popolazione complessiva era di 
113,194 abitanti (55,604 maschi e 57,590 fem- 
mine) e nel 1864 di 114,410 (56,215 maschi 
e 58,1 9& femmine). 

Il movimento della popolazione in quest'ul- 
timo anno fu il seguente: 



Matrimoni! 838 

Nati.. . . 4066 { ^^ ; 125* 

jtn- 5 maschi . . 33 

l femmine . 20 

stantì 5 maschi . . 1443 

• -'"^ i femmine . 1407 



Nati-morti 
Morti 



L'eccedenza dei nati sai morti fu di 1316. 

Questo circondario comprende 13 manda- 
menti e 46 comuni, ciascuno dei quali ha 
una popolazione media di 2416 abitanti. I 
mandamenti sono i seguenti: Alessano, Ca- 
sarano, Gagliano del Capo, Calatone, Galli- 
poli, Maglie, Nardo, Parabita, Poggiardo, Pre- 
sicce, Ruffano, Tricase, Ugento. 

La sua guardia nazionale consta di un to- 
tale di 7046 militi, di cui 6077 attivi e 969 
di riserva: organizzati in 56 compagnie. I mo- 
bilizzabili sono in numero di 3541 militi. 

Gli elettori politici inscritti nelle liste elet» 
toruli del 1863 erano in numero di 2832. 



Digitized by 



Google 



40 «ALLIPOU 

Quanto all'istruzione primaria gli ultimi 
dati, secondo la 'Statistica del R^no d'Italia, 
1865. sull'tMhwÌMt pubblica e prttittta, anno 
icokutieo 1863-68, sono i seguontì: 

Souols pubbliche 3% di cui 27 maschili e 
5 femminili. 

Alunni in totale 1309, di coi 1028 maschi 
« 381 femmine. 

Insegnanti 32, dei quali 27 maschi e 5 
femmine. 

OALLIPOLI. — Mandamento nel Napole- 
tano, prov. di Terra d'Otranto, circond. di 
Gallipoli. 

Ha una popolazione di 12,036 abitanti, di- 
visi nei due comuni di Gallipoli e di Picciotti. 

GALLIPOLI. — Comune nel Napoletano, 
prov. di Terra d'Otranto, circond. e mand. 
di Gallipoli. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 9362 (maschi 4771 e femmine 4591); 
quella di diritto era di 9580 abitanti. Nel 
1864 ve ne avevano 9669. 

La sua guardia nazionale consta di 2 com- 
pagnie con 203 militi attivi u 47 di riserva : 
totale 250 militi. La mobiiizzabile ò di 124 
militi. 

Gli elettori politici inscritti nelle liste elet- 
torali del 1863 erano 215. 

Ha ufficio postale proprio, pretura di man- 
damento dipendente dal tribunale civile e cor- 
rezionale di Lecce, agenzia del catasto e delle 
tasse dirette, sotto-prefettura, stazione di reali 
carabinieri, delegazione di pubblica sicurezza, 
ricevitoria del registro, ispezione e luogote- 
nenza dell'amministrazione delle dogane e ga- 
belle con dogana e fondaco per le privative. 

Nella circoscrizione elettorale dà il nome al 
404** collegio, che conta 1022 elettori ed ab- 
braccia le seguenti 6 sezioni: Gallipoli, Nardo, 
Parabita, Galatone, Taviano, Ugento. 

Nella circoscrizione ecclesiastica è sede ve- 
scovile. 

In questa città risiedono i rappresentanti 
dei seguenti Stati : Danimarca, Francia, Gran 
Brettagna, Paesi Bassi, Portogallo, Russia, 
Spagna, Stati Uniti, Svezia eNorvegia,Turchia. 

Il suo territorio abbonda di vegetabili, frutta, 
vino, legna, non che di olio di oliva, che per la 
sua squisitezza è ricercato nelle principali 
piazze di commercio. Nelle acqae del vicino 
mare si fa copiosissima pesca, specialmente 
di tonni, e in tale quantità che basta al con- 
sumo non solo locale e dei limitrofi luoghi, 
ma anche di paesi posti a maggiore distanza. 
L'amenità del litorale e l' aspetto pittoresco 



OAUIPOU 
della città, rendono questo territorio uno dei 
più ridenti della provincia. 

Il capoluogo è aoa piccola città di 7299 
abitanti (3734 maschi e 3565 femmine) con 1445 
famiglie, 1218 case abitate e 3 vuote. Giace 
sul mare Joaio, sopra un alto scoglio, che in 
altri tempi era unito alla terraferma, ed ora 
è tutto circondato dalle acque del mare. Un 
lungo e magnifico ponte di 12 archi la con- 
giunge al continente. Ha una forma piutto- 
sto rotonda, della circonferenza di quasi dae 
chilometri. L'elevatezza del sito e le solido 
mura e i bastioni la rendono fortissima. Vi 
si entra per una sola porta, dal lato di levante, 
e all'ingresso s'innalza un castello che, guar- 
dando il porto, difende la pianura ed il ponte. 

A tramontana della città trovasi il porto, 
che più giustamente si dovrebbe chiamar rada 
poiché se esso riceve qualche forma di porto 
dallo scoglio chiamato appunto'del Porto, non 
ne possiede però la sicurezza; ondei legnivi 
si trovano frequentemente esposti alle burra- 
sche di ponente-maestro e non di rado vi ac- 
cadono dei naufragi. 

L'interno della città è piano e ben selciato, 
L'altezza dei fabbricati vi compensa Tango- 
stia del circuito e la necessità delle abitazioni. 
Una bella strada principale, correndo da 
oriente ad occidente, divide la città in dpe 
parti, dette l'una di scirocco e l'altra di tra- 
montana. Una seconda strada carrozzabile tfa 
i caseggiati e le mura, la rigira tutta quanta 
per l'intiera sua circonferenza. 

Gallipoli possiede begli edifici pubblici e 
privati, tra i quali il palazzo vescovile e il 
Seminario, e qualche chiesa, degnadi partieolar 
menzione. 

Fra le altre la cattedrale, che ò no magni- 
fico edificio innalzato nel 1629: di essa furono 
architetti Francesco Biscbetini e Scipione La- 
chibari di Gallipoli. La facciata è aa ele- 
gante lavoro di architettura, tutto di pietra 
e adorno di statue. L'interno è diviso in tre 
navate, delle quali la maggiore ò fregiata 
di belle pitture. Un magnifico affresco del 
pittore Carlo Malinconico, rappresentante il 
martirio di sant'Agata, patrona della città, 
ricopre in tutta la sua estensione la cupola: 
e sono lavori dello stesso tutte le pittore che 
adomano le pareti laterali, il coro, la volta, 
ecc., ed un gran quadro sulla porta maggiore. 
Capolavori del tedesco Giorgio Aver sono il 
coro e il pulpito di legno di noce. Oltre le 
pitture summentevate, bannosi ad ammirare 
anche i pregevolissimi quadri di Giovauoi An- 
drea Coppola. 



Digitized by 



Google 



GAUIBOU 

Non ostante la singolarità della sna posi- 
xione sopra uno scoglio in mezzo alle acque del 
nare, la città di GaUipoU abbonda di acqae sa- 
Inbrì. Esse tì sono portate da un'altara situata 
in terraferma, distante circa 1160 metri 'verso 
laraote, per mezzo di un acquidotto che mette 
capo, yicino alla testa del ponte, ad una magni- 
la foiotana, c&e è in pari tempo monumento 
didla remòta antichità di Gallipoli. Essa infatti 
doperà dei tempi del gentilesimo, e l'adornano 
Iwssirilìen, busti in marmo, decorazioni ed 
ohiaiDeiìfì, nei quali si ravvisa tutto il gu- 
sto dell'arte greca antica: è inoltre decorata 
di molte ' iscrizioni latine. 

GaOipbir possiede un ospedale civile, isti- 
tuto nel 1751 ed avente nn reddito di annue 
L 3536; no monte dei poveri che distribuisce 
mlie doti, fondato nel 1700; un monte di pietà 
per dòti ed altre limosine, dotato di una ren- 
ata di L. 1340 circa ; un educandato ed una 
téùòU elementare pubblica diretta dalle mo- 
nade di San Luigi. 

La'città di Gallipoli è molto commerciante 
elo diventerebbe ancora più se potesse ag> 
^aansre il vantaggio di un buon porto a 
qìiiiDo della sua posizione sulla strada che pas- 
tiaiù per Lecce mena a Brindisi e mette in 
eòéàaieazlone i due mari, cioè l'Ionio e l'Adria- 
tieo. La derrata principale del suo commercio 
iTpiena 'dell'olio, e in ispecie, dell'olio d'ulivo. 
Iraioniii^tato della navigazione nel porto di Gal- 
bpoli n<lt 1863 fu il segaente: nella naviga- 
tidn^ '^eiierale a vela e a vapore entrarono 
139 b&stf menti coti nii carico di 17,795 ton- 
nellate e 1650'àomini (U equipaggio, dei quali 
38 bastimenti con 8755 tonnellate e 873 uo- 
■bi di equipaggio con bandiera nazionale, 
• '101 bastimenti con 9040 tonnellate e 677 
nomni di equipaggio con bandiera estera; 
■seiroDO 151 bastimenti con un carico di 
32,331 tohnellate e 1888 uomini di equipag- 
gio, di cui 50 bastimenti con 13,161 tonnellate 



GALLIPOLI 4>1 

nome, verso il 365 di Roma e 389 avanti Cri' 
sto: secondo altri fu colonia dei Messapii, e 
secondo altri ancora fu fondata dai Cretesi. 
Certamente fu città greca, come è indicato 
dal suo stesso nome, che vuol dire bella città, 
e conservò lungo tempo le istituzioni greche. 
Ad essa vengono attribuite alcune incerte 
monete coi tipi di Giove. 

Nel 450 di Cristo fu saccheggiata dai Vandali. 
Resistette a lango ai Normanni, e fu tra le 
ultime città a riconoscerne il dominio: in se- 
guito. Raggerò, figlio di Roberto, la cedette, 
insieme a Taranto, al fratello Boemondo, e 
posi ebbe orìgine quel principato. 

Non volendo assoggettarsi a Carlo d'Angiò, 
si diede a Pietro d'Aragona; ma Carlo nel 1284 
vi spedi un esercito che la prese e distrusse: 
i pochi abitanti salvatisi dovettero ricove- 
rarsi altrove. A loro permise di ritornarvi 
bel 1337 il re Roberto; e già sotto Giovanna I 
la loro città poteva dirsi risorta: Ladislao e 
Giovanna II le accordarono parecchi privilegi. 
Nel 1439 ebbe molto a soffrire dalla peste, e 
l'annt) dopo da uno sbarco di Turchi, che con- 
dussero in ischiavitù molti cittadini. Nella guerra 
del 1484 tra Sisto IV e Venezia da una parte, 
e Ferdinando di Napoli dall'altra, una flotta 
veneziana assalì Gallipoli, allo scopo di obbli- 
gare Ferdinando a ritirare le sue truppe dallo 
Stato Romano. Sessanta navi veneziane co- 
mandate da Giacomo Marcello, vennero ad 
ancorare nella rada ed intimarono la resa 
alla città. Alla risposta negativa degli abitanti, 
i Veneziani sbarcarono sulla spiaggia e prin- 
cipiarono coir artiglieria a battere le mura. 
Si tentò quindi un primo assalto, ma fu re- 
spinto: le donne stesse subentravano ai morti 
e feriti, e in mancanza di armi, lanciavano 
pietre e versavano olio bollente dalle mura. Al- 
l'indpmani, giorno 18 maggio, i Veneziani, te- 
mendo che la città potesse essere soccorsa 
da rinforzi spediti da Lecce e da altri ln9ghi 



e 1319 noibini di equipaggio, 101 bastimenti della prorincia, tentarono un secondo e piii fu 



con 9070 tonnellate e 676 uomini d'equi- 

N^A aavigaàone di cabotaggio a vela e a 
vapore vi ebbe un movimento complessivo di 
30 bastittieilti con un carico di 41,851 ton- 
o^ttstA é 431(y notnini di equipaggio, dej quali 
soAb enti«ti 185 bastimenti con 33,397 ton- 
nellate e 3333 nomini di equipaggio, e sono 
■Miti 180 bastimenti con 19,554 tonnellate e 
1977 nomini di equipaggio. 

Alcuni storici attribuiscono la fondazione 
della città di GallipoG agli abitanti di un'al- 
tra antichissima città di Sicilia dello stesso 
L'Italu, DitioHario corografico, ecc. Voi. 



rioso assalto, che darò cinque ore e che riu- 
scì ancora infruttuoso. Ma il timpre che i 
rinforzi agli assediati avessero a giungere 
in tempo, la stessa ostinata resistenza in- 
contrata e le stesse perdite sofferte, riani- 
mano il coraggio dei Veneziani invece di ab- 
batterlo; e il giorno successivo si prepararono 
ad un terzo attacco più vigoroso che mai e 
generale su tutti i punti. Nel maggior calore 
della zuffa. Io stesso comandante veneziano, 
Giacomo Marcello, viene ucciso da un colpo 
di colubrina; l'accortezza del suo segretario 
Sagrentioo tiene nascosta ai soldati la sua 
V. ~ \{Pr(^)rùtà kUeraria) 6 



Digitized by 



Google 



4^ CAi.Mroi.1 

morte: si finge che egli sia appena legger- 
mente ferito e che abbia intanto destinato 
a sostituirlo Domenico Malipiero. Il combat- 
timento continua collo stesso ardore; la città 
è presa d* assalto e abbandonata a tutti gli 
orrori di un saccheggio. I Veneziani in que- 
sti tre giorni di combattimento perdettero da 
cinquecento uomini, molti capitani ed ufficiali, 
oltre il comandante: dei cittadini perirono 
circa duecento uomini, e secondo uq cronista 
di quei tempo quaranta donne. 

Ferdinando, richiamate le sue truppe dagli 
Stati Romani , si diede a fare apparecchi 
per terra e per mare onde ricuperare Galli- 
poli e le altre terre circostanti che i Vene- 
ziani, in questo mezzo, erano venuti occu- 
pando. Ma non gli fu duopo venire a batta- 
glia, perchè nel settembre dell'anno stesso si 
composero amichevolmente le differenze e si 
venne alla restituzione di Gallipoli e di 
tutte le terre che i Veneziani avevano preso. 

I Gallipolitani ebbero piiì altre volte ano^ra 
a dimostrare il loro coraggio. Nella guerra scop- 
piata tra gli Spagnuoli e i Francesi nel 1501 
durante 1' occupazione del regno di Napoli , 
essendo stati assediati dai Francesi, essi re- 
sistettero valorosamente, non ostante la defi- 
cienza di viveri: di che furono lodati con 
pubblica lettera dal gran capitano Consalvo, 
generalissimo degli Spagnuoli. 

Nella guerra tra Carlo V e Francesco I 
dell'anno 15^, i Gallipolitani, in numero di 
soli 600 circa, assalirono alla Madonna della 
Vittoria, a 4 chilometri circa dalla città, un 
corpo di truppe francesi, che, uscito da Pa- 
rabita, andava scorrazzando per le campagne; 
e lo sbaragliarono completamente, restando 
i Francesi in parte uccisi e in parte prigio- 
nieri. Non contenti di ciò, assalirono prima 
la stessa terra di Parabita, e ne disfecero il 
presidio; poi formato un corpo più grosso, cac- 
ciarono da Campi circa 4000 fanti francesi e 
300 a cavallo, e li costrinsero a fortificarsi in 
Squinzano. 

Nell'ultimo anno (1544) della guerra sorta 
fra Carlo e Francesco per il ducato di Milano, 
si rinnovarono per Gallipoli i soliti timori. 
Imperocché la Ifiotta (urea che nell'anno an- 
tecedente, insieme ai Francesi, aveva assalita 
e predata Nizza, giungeva in vista di Gal- 
lipoli, preceduta dal terrore delle recenti 
devastazioni e dei saccheggi fatti sull'isola di 
Lipari e sulle coste della Calabria. Se non 
che la flotta nemica non solamente non fece 
nessun tentativo contro la città, che già si 
era preparata a valida difesa, ma ebbe una 



GALLO 

delle sue migliori galere naufragata contr^ 
il vicino isolotto dì Sant'Andrea ; onde il re- 
sto della flotta partì, lasciando molti nomini 
sull'isola. I Gallipolitani assalirono valorosa- 
meute i Turchi, li sbaragliarono e li fecero 
tutti quanti prigionieri. 

AI 34 agosto del 1 809 Gallipoli fa assalita 
da una flottìglia inglese. Quantunque difesa da 
poca truppa e avesse poca artiglierìa e mal 
in ordine, la città rispose intrepidamente al 
fuoco inglese: all'indomani la flottiglia riti- 
rossi dopo aver tirato 700 colpi di cannone, 
e avuti molti guasti alle navi. 

Biografia. — La città di Gallipoli si onora 
di parecchi uomini illustri. Giovanni Andrea Co- 
pela e Giovanni Domenico Catalano furono 
due valenti pittori. Piiì celebre di questi due 
è Giuseppe Ribera, detto lo Spagnoletto 
(morto nel 1656); Vespasiano Genuino, rino- 
mato scultore; Giuseppe Chiriatti, scrittore di 
musica; e Giovanni Coppola, vescovo di Muro, 
da Urbano Vili fu chiamato il Tasso sacro; 
buon poeta fu Onofrio Orlandini; sommo le- 
gista Tommaso Briganti (morto nel 1762), au- 
tore xlella Pratica Criminak; Giovanni Presta 
(morto nel 1797) fu medico insigne, letterato 
e agronomo illustre, è autore della classica 
opera Degli ulivi^ delle ulive e della maniera di 
cai'ar /'o/io ; Filippo Briganti (morto nel 1804) 
fu buon poeta e insigne professore di leggi, 
scrisse àeìV Esame analitico del sistema Ugole, 
e dell'f^ame economico del sistema civile. 

GALLIRIO. — Frazione del com. di Savi- 
gliano, in Piemonte, prov. di Cuneo, circond. 
di Saluzzo, mand. di Savigliano. 

L'ufficio postale è a Savigliano. 

6ALLISTERRA. — Frazione del com. di 
Riolo, nell'Emilia, prov. di Ravenna, circond. 
di Faenza, mand. di Castel Bolognese. 

L'ufficio postale è a Castel Bolognese. 

GALLIZIE. — Frazione del com. di Bene 
Vagienna, in Piemonte, prov. di Cuneo, cir- 
cond. di MondoVi, mand. di Bene Vagienna. 

L'ufficio posiale è a Bene Vagienna. 

GALLO. — Comune nel Napoletano, prov. 
di Terra di Lavoro , circond. di Piedimonte 
d' Alife , mand. di Capriata a Volturno. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
2015 (maschi 897, femmine 1118); quella dì 
diritto era di 2272 abitanti. Nel 1864 vi 
avevano 2130 abitanti. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 224 militi attivi e 21 di ri- 
serva: totale 245 militi. La nobiliziabile è di 
77 mìliti. 



Digitized by 



Google 



6aLU> 

Cli elettori politici'sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Piedimonte d'Alife; 
nel 1863 erano 14. 

L'officio postale è a Piedimonte d'Alife. 

Pel dazio consamo è comune di quarta classe. 
' Il suo territorio è montuoso, ma fertile di 
: olivi e viti: vi si raccoglie molto miele. 
ì 11 capoluogo è un grosso villaggio di mon- 
tagna, distante 35 chilometri da Piedimonte 
d'Alife. 

Fu già feudo dei Pema, dei Genovese, dei 
Luciano e de' Pignatelli. 

GALLO. — Frazione del com. di Borgaro 
Torinese, in Piemonte, prov. e circond. di 
Torino, mand. di Caselle Torinese. 

L'ofScio postale è a Borgaro Torinese. 

GALLO. — Frazione del com. di Borgomale, 
in Piemonte, prov. di Cuneo, circond. di 
Alba, maod. di Diano d'Alba. 

L'ufficio postale è a Diano d'Alba. 

GALLO. — Frazione del com. di Erosolo, 
in Piemonte, prov. e circond. di Torino, mand. 
di Brosasco. 

L'nfBcio postale è a Brosolo. 

GALLO. — Fraiione del com. di Camandona, 
in Piemonte , prov. di Novara , circond. di 
Bièlla, mand. di Mosso Santa Maria. 

L'officio postale è a Pettinengo. 

GALLO. — Frazione del com. di Castelletto 
Csrro, in Piemonte, prov. di Novara, circond. 
6 Biella, mand. di Masserano. 

L'ufficio postale è a Boronzo. 

BALLO. — Frazwne del com. di Castel 
S. Pietro dell'Emilia, nell'Emilia, prov. di Bo- 
logna, circond. di Imola,, mand. di Castel 
S. Pietro dell'Emilia. 

L'officio postale è a Castel S. Pietro del- 
l'Emilia. 

GALLO. — Frazione del com. di Civitella 
Messer Raimondo, nel Napoletano, prov. di 
Abmzxo Citeriore, circond. di Lanciano, roand. 
di Lama nei Peligni. 

L'ufficio postale è a Lama nei Peligni. 

BALLO. — Frazione del com. di Cumlgnano 
e Gallo di Nola, nel Napoletano, prov. di 
Terra di Lavoro, circond. di Nola, mand. di 
Cicciano. 

L'ufficio postale è a Nola. 

GALLO. — Frazione del com. di Fioren- 
xnola, nell'Emilia, prov. di Piacenza, circond. 
• mand. di Fiorenzuola. 

L'ufficio postale è a Fiorenzuola. 

GALLO. — Frazione del com. di Galliera, 
nell'Emilia, prov. di Ferrara, circond. di Cento, 
niaod. di Poggio Renatico. 

L'uflicio postale è a Foggio Renatico. 



CALLO 43 

GALLO. — Frazione del com. di Lequio 
Berria, in Piemonte, prov. di Caneo, circond. 
di Alba, mand. di Diano d'Alba. 

L'ufficio postale è a Diano d'Alba. 

GALLO. — Frazione del com. di Livigno, 
in Lombardia, prov. e circond. di Sondrio, 
mand. di Bormio. 
.L'ufficio postale è a Livigno. 

GALLO. — Frazione del com. di Massino, 
in Piemonte, prov. di Novara, circond. di 
Pallanza, mand. di Lesa. 

L'ufficio postale è a Lesa. 

GALLO. — Frazione del com. di Montefalco, 
neir Umbria , prov. dell' Umbria , circond. di 
Spoleto, mand. di Montefalco. 

L'ufficio postale è a Montefalco. 

GALLO. — Frazione del com. di Monte 
S. Giovanni, nell'Umbria, prov. dell'Umbria, 
circond. e mand. di Rieti. 

L'ufficio postale è a Rieti. 

GALLO. — Frazione del com. di Montea 
Roero, in Piemonte, prov. di Cuneo, circond. 
di Alba, mand. di Canale. 

L'ufficio postale è a Canale. 

GALLO. — Frazione del com. di Petriano, 
nelle Marche, prov. di Pesaro e Urbino, cir- 
cond. e mand. di Urbino. 

L'ufficio postale è ad Urbino. 

GALLO. — Frazione dal com. di Prato Sesia, 
in Piemonte, prov. e circond. di Novara, mand. 
di Romagnano. 

L'ufficio postale è a Romagnano. 

GALLO. — Frizione del com. di Roccamon- 
fina, nel Napoletano, prov. di Terra di La- 
voro, circond. di Gaeta, mand. di Rocca- 
monfina. 

L'ufficio postale è a Sessa. 

GALLO. — Frazione del com. di Trana, in 
Piemonte, .prov. di Torino, circond. di Susa, 
mand. di Àvigliana. 

L'ufficio postale è a Trana. 

GALLO. — Frazione del com. di Venaria 
Reale, in Piemonte, prov. e circond. di To- 
rino, mand. di Venaria Reale. 

L'ufficio postale è a Venaria Reale. 

GALLO. — Promontorio della costa boreale 
della Sicilia, nella provincia di Palermo. 

GALLO. — Promontorio del Napoletano. 
Si spinge nel mare Adriatico 9 chilometri a 
maestro da Capocavallo , col quale forma il 
porto di Brindisi. 

GALLO (Cà del). — Frazione del com. di 
Brignano del Curone, in Piemonte, prov. di 
Alessandria, circond. di Tortona, mand. di 
S. Sebastiano Curone. 

L'ufficio postale è a S. Sebastiano Curone. 



Digitized by 



Google 



44. CALLO 

GALLO (Pano del). — Frazione del com. di 
Poggio Renatico , nell' Emilia , prov. di Fer* 
rara, circond. di Cento, mand. di Poggio 
Itenatico. 

L'ufficio postale è a Poggio Renatico. 

6ALL0D0RO. — Comune in Sicilia , prov. 
di Messina, circond. di Castroreale, mand. di 
Taormina. 

Fla una superficie di 439 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 1748 (maschi 893, femmine 856); quella 
di diritto era di 1647 abitanti. Nel 1864 vi 
avevano 1784 abitanti, ossia 406.37 per chilo- 
metro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di due 
compagnie con 151 militi attivi e 22 di ri- 
serva: totale 173 militi. La mobilizzabilè è di 
5 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Francavilla di Sicilia; 
nel 1863 erano 12. 

L'ufficio postale è a Forza d'Agro. 
, Pel dazio consumo è comune di quarta 
classe. 

Il suo territorio è fertile in frumento, olio, 
e seta e gode di aria purissima. 

II capoluogo è un piccolo villaggio non 
molto lontano dal mar Jonio ed a 62 chilo- 
metri da Castroreale. 

Era feudo della famiglia Vico. 

GALLO E CASSERO. — Frazione del com. 
di Montefalco , nell' Umbria , prov. dell' Um- 
bria, circond. di Spoleto, mand. di Montefalco. 

L'ufficio postale e a, Montefalco. 

GALL06NA. — Frazione del coro, di Fos- 
dinovo, nell'Emilia, prov. e circond. di Massa 
e Carrara, mand. di Fosdinovo. 

L'ufficio postai* è a Fosdinovo. 

GALLONA. — Frazione del com. di Ferrerò, 
in Piemonte, prov. di Alessandria, circond. 
di Asti, mand. di Villanuova d'Asti. 

L'ufficio postale è a Villanuova d'Asti. 

GALLONA. — Frazione del com. di Ferrera 
Krbognone, in Lombardia, prov. e circond. di 
Pavia, mand. di Sannazzaro de'Burgondi. 

L'ufficio postale è a Ferrere Erbognone. 

GALLONA. — Frazione del com. di Imola, 
nell'Emilia, prov. di Bologna, circond. e mand. 
di Imola. 

L'ufficio postale è ad Imola. 

GALLONA. — Frazione del com. di Lévanto, 
nella Liguria, prov. di Genova, circond. di 
Levante, mand. di Lévanto. 

L'ufficio postale è a Lévanto. 

GALLONE. — Frazi me del com. di Albano, 



6ALLOCCI0 
nel Territorio Romano, Comarca e distr. di 
Roma. 

L'ufficio postale è ad Albano. 

GALLONE. — Frazione del com. di Imola, 
nnll'Emilia, prov. di Bologna, circond. e mand. 
di Imola. 

L'ufficio postale è ad Imola. 

GALLONE. — Frazione del com. di S. Da- 
miano d'Asti, in Piemonte, prov. di Alessan- 
dria, circond. di Asti, mand. di S. Damiano 
d'Asti. ^•' " 

L'ufficio postale è a S. Damiano d'Asti. 

GALLONE COSTA, GALLONE GALAS^t !.*, 
GALLONE GALASSI 2.o e GALLONE SèRMÉN; 
GHI. — Frazioni del com. di Imola, nell'Emi- 
lia, prov. di Bologna, circond. e mand. di 
Imola. 

L'ufficio postale è ad Imola. 

GALLSATO. — Comune dell'Alte Valle del- 
l'Adige, distr. giudiziario di Schlanders. 

Ha una popolazione di 170 abitantL 

E un piccolo villaggio della valle Venosta. 
Presso di esso si inalzava un tempo an antico ca- 
stello che nel 1262 era in potere di Ottone di 
Monte Albano. Sul principio del XVi secolo 
fu posseduto dai due fratelli Scbianderberg; 
ma essendo essi insortì contro Federico conta 
del Tirolo, la rocca fu da esso presa e distrutta. 
In seguito Federico stesso risarcì i due fra- 
telli con 3000 ducati, a patto però che né essi 
né i loro successori avessero a riedificare il 
castello. 

GALLDCCIO. — Comune nel Napoletano, prov. 
di Terra di Lavoro, circond. di Caserta, mand. 
di Mignano. 

Comprende la frazione di Cavelle ed aUre 
quindici frazioni oltre il capoluogo. 

L» sua popolazione- assoluta di fui>o, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
2972 (maschi 1508, femmine 1464); quella di 
diritto era di 3016 abitanti. Nel 1864 vi 
avevano 2932 abitanti. 

La sua guardia nazionale consta di noa 
compagnia con 135 militi attivi e 56 di ri- 
serva: total» 191 militi. La mobilizzabilè è di 
37 militi. - - 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Teano; nel 1863 
erano 29. 

L'ufficio postale è a Mignano. 

Pel dazio consumo ò comune di quarta classe. 

Il suo territorio produce specialmente grano 
ed olio di ottima qualità, e gode di un aere 
sai ubammo. 

Il capoluogo è un villaggio posto a 5 chi- 
lometri da Caserta. Nella sua bellissima thiesa 



Digitized by 



Google 



fiALLllftÀ 
collegiale si osservano, fra le altre cose, nn 
grandioso quadro di Luca Giordano, rappre- 
leotante la lapidazione di santo Stefano. 

Possiede una scuola «omunale elementare. 

Era feudo dei Velluti da Firetue. Nel 1139 
doveva essere un castello importante, essendo 
itàto cinto da stretto assedio dal pontefice 
looocenzo II nelle contese con Ruggiero I di 
Sicilia, pel quale Galluccio parteggiava. 

In Cavelle, frazione di Galluccio, nacque 
Giovanni Antonio Campano (morto nel 1477), 
che, da guardiano di pecore, divenne oratore, 
poeta, storico, matematico, giurisperito e fi- 
kiofo. Scrisse varie opere in latino con tanta 
porezza, che fa annoverato dal Sabellico fra 
i restaaratori della lingua latina. 

Akaaa delle «anriférite notizie debbonai alU cortesia 
ddronareTola Sindaco di questo cornane. 

CiUmiA. — È uno dei quattro giudicati, 
io coi en divisa la Sardegna nel medio evo 
«otto i Ksanì. I limiti di esso variarono secondo 
i tempi e le vicende cui andò soggetto. Aveva 
per capoluogo Terranuova. 

Ofpdi si può dividere in due dipartimenti. 
La settentrionale o Gallura 'propriamente detta, 

eVotientale o Galtelli, detta anche Nuoro. 
WiMXO. — Comune in Toscana, prov. 

• eircood. di Firenze, mand. di Firenze Cam- 

Ànpreode le frazioni seguenti: Arcetri 
(poRìone), Bagnolo, Colline, Colombaia (por- 
oooe), Ema (S. Felice a), Ema (S. Giusto a), 
S. Gersolè , Giogoli (porzione) , Impruneta , 
Modtebaoni (porzione), Monteripaldi, Nizzano, 
Pouolatico, Quintole, Rose, Strada (porzione), 
Vieiaoo (porzione). 

.. La SUA popolazione assoluta di fatto, se- 
cando il ceosimento del 1861, contava abitanti 
14,366 (maschi 7393, femmina 6973); quella 
di diritto era di 14,166 abitanti. Nel 1864 
contava 14,987 abitanti. Dopo la pubblica- 
zione d«I decreto reale 26 luglio 1865 pel 
riordinainento della città di Firenze, avendo 
Gallinxo eedato a questa città una frazione 
fi 3813 alMtanti, la sua popolazione, secondo 
i ceosimento del 1861, risultò di 11,554. 

La sua guardia nazionale consta di due 
compagnie con 583 militi attivi e 757 di ri- 
serva: totale 1340 militi. La mobilizzabile è di 
810 militL 

- Gli dettorì politici sono inscritti nelle li- 
ite dettorali del 4." collegio di Firenze detto 
S. Sfnrito ; nel 1863 erano 139. 

L'oiBcio postale è a Firenze. Ha pretura 
fi Bsndamento dipendente dal tribunale ci- 



vile e correzionale di Firenze od è seziona 
elettorale con 493 elettori. 

Pel dazio consumo è comune di quarta-classe. 

11 suo territorio è dei più fertili della To- 
scana: abbonda di olivi, di gelsi, di viti, d'ogni 
sorta di alberi fruttiferi, di cereali, di legami 
e di saporiti erbaggi-, ed è coltivato con tanta 
diligenza, che i suoi campi si direbbero al- 
trettanti giardini. Per la sua vicinanza alla 
città e la amenità delle sue colline e de' suoi 
poggi, è abbellito da ogni. lato di magnifici 
palazzi, di incantevoli giardini, di ville si- 
gnorili, di giuochi d'acqua e simili. 

Il capoluogo è un piccolo villaggio posto 
a cavaliere della strada che da Firenze^ con- 
duce a Siena, quasi in riva all'Ema e 4 chi- 
lometri ad ostro da Firenze. 

Possiede scuole elementari comunali per 
ambo i sessi. 

. Vi si tiene fiera nell'ultima settimana di 
giugno. 

GALLUZZO. — Frazione del coro, di Firen- 
zuola, in Toscana, prov. e circond. di Firenze, 
mand. di Firenzuola. 

L'ufficio postale è a Firenzuola. 

CALO. — Frazione del com. di Fomarco, in 
Piemonte, prov. di Novara, circond. di Pai- 
lanza, mand. di Omavasso. 

L'ufficio postale è a Piedimulera. 

6AL0GNAN0. — Casale che già esisteva nel- 
l'Appenoino pistoiese di Fonte Taona alle sor- 
genti della fiumana Bure. Quivi possedeva beni 
fino dall' XI secolo il monastero di S. Bartolo- 
meo di Pistoia. 

GALOPPO. — Frazione del com, di Ghia- 
ravalle, nelle Marche, prov. e circond. di An- 
cona, mand. di Monte Marciano. 

L'ufficio postale è a Chiaravalle. 
. GALOTTE. — Frazione del com. di Castel- 
leone, in Lombardia, prov. e circond. di Cre- 
mona,' mand. di Soresina. 

L'ufficio postale è a Castelleone. 

CALOTTE FAVALLL — Frazione del com. 
di Soncino, in Lombardia, prov. di Cremona, 
circond. di Crema, mand. di Soncino. 

L'ufficio postale è a Soncino. 

CALTA. — Frazione del com. di Vigonovo, 
nel Veneto, prov. di Venezia, distr. di Dolo. 

GALTELLL — Comune in Sardegna, prov. 
di Sassari, circond. di Nuoro, mand. di DorgalL 

Ha una superficie di ettari 10,058. 

La sua popolazione assoluta di fatto secondo 
il censimento del 1861, contava abitanti 737 
(maschi 361, femmine 366); quella di diritto 
era di 771 abitanti Nel 1864 vi avevano 756 
abitanti, ossia 7.56 per chilometro quadrato 



Digitized by 



Google 



i6 r.u.ti6«r\v6 

La sua guardia nazionale consta di nna 
compagnia con 94 militi attiri e 50 di riserva : 
totale 144 militi. La mobilizzabile è di 70 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Nuoro; nell'anno 1863 
erano 31. 

Ha officio postale proprio. 

Pel dazio consumo è comune di qnafta classe. 

Il suo territorio produce frumento, orzo, le- 
gumi, granone, vini eccellenti e piante frut- 
tifere, specialmente di aranci stimati assai. 
Vi sì fa buona caccia di selvaggiarae, e sono 
ricche di trote, anguille e lucci le acque de'suoi 
fiumi. In vicinanza del capoluogo trovasi del 
diaspro sanguigno. Nell'estate, e nell'autunno 
specialmente, il clima è molto insalubre. 

Il capoluogo è un piccolo villaggio presso 
la sponda destra del fiume Cedrino ed alle 
falde di un monte del suo stesso nome: dista 
24 chilometri a greco da Nuoro. 

Nell'antica cattedrale del già vescovado veg- 
gonsi antiche pitture di valente artista. - 

Da Galtelli si esporta annualmente per circa 
30,000 lire in cereali, formaggio, pelli, lane 
e bestiame. Vi si tiene ogni anno una fiera 
considerevole in occasione della festa del paese. 

Dal 1839 al 1831, il vajuolo vi menò orribile 
strage, togliendogli gran parte della sua popo- 
lazione. 

Galtelli ebbe sin dal secolo XII sede ve- 
scovile: fu trasportata nel 1779 a Nuoro, ma 
conservò però sempre il titolo di Galtelli e 
Nuoro. 

GALUGNANO. — Frazione del com. di S. Do- 
nato di Lecce, nel Napoletano, prov. di Terra 
d' Otranto, circond. di Lecce, mand. di San 
Cesario. 

L'ufficio postale è a Lecce. 

È un villaggio di 700 abitanti. Giace in col- 
lina in luogo di buon'aria e in fertile terri- 
torio e dista 33 chilometri circa da Otranto. 

Fu feudo dei Della Noy, dei Levante, dei 
Glìano e dei Massa. 

GALVA6NI (Tetti dai). — Frazione del com. 
di Savigliano, in Piemonte, prov. di Cuneo, 
circond. di Sainzzo, mand. di Savigliano. 

L'ufficio postale è a Savigliano. 

6ALYAGNINA. — Frazione del com. di Mar- 
carla, in Lombardia, prov. di Cremona, cir- 
cond. di Casalmaggiore, mand. di Marcarla. 

L' ufficio postale è a Campitello, frazione 
esso pure dei comune di Marcarla. 

GALVA6N0. — Frazione del com. di Oziano 
Monferrato, in Pirmor>te, prov. di Alessandria, 
circond. di Casale Monferrato, mand. di Ro- 
ti goano Monferrato. 



ÒAkALEitd 

L'officio postale è ad Ozzano Monferrato.' 

GALZANEGA. — Frazione del com. di Fui- 
piano al Brembo, in Lombardia, prov. e cir- 
cond. di Bergamo, mand. di Zogno. 

L'ufficio postale è a San Giovanni Bianco. 

GALZIGNAMO. — Comune nel Veneto, prov. 
di Padova, distr. di Monselice. 

Comprende le frazioni di Regazzon, Ri- 
tratti e Val San Zibio. 

La sua popolazione è di 1977 abitanti. 

Nella circoscrizione elettorale dipende da 
Este. 

Il suo territorio, che è in parte montuoso, 
coltivasi a cereali, viti e gelsi. 

Il capoluogo è un ameno villaggio, posto 
alle falde sciroccali dei colli Euganei. 

Questo luogo credesi da alcuni storici che 
un tempo fosse il porto di Patalonia o Patavia, 
tramutato poscia in Padova. E infatti noto che 
ai colli Euganei si rinvennero conchiglie ma- 
rine, nonché grossi anelli alle radici delle rapi, 
con frammenti di tavole e di navi. È tuttavia 
opinione che non il mare, ma propriamente 
quel canale di cui parla Strabene, giungesse 
fino a queste ombrifere valli. 

La sua parrocchiale, della quale abbiamo 
memoria fino dal 1077, è grandiosa, ad una 
nave e con discreti dipinti. 

Qnesta terra nel secolo XIII era governata 
da un podestà a nome della repubblica di 
Padova. 

Gaizìgnano fu già giurisdizione della fami- 
glia Delesmanni. Esso trovasi descritto io nn 
poemetto di Antonio Pochini, stampato a Pa- 
dova nel 1805. 

GAMA. — Frazione del com. di Qnargnento, 
in Piemonte, prov. e circond. di Alessandria, 
mand. di Felizzano. 

L'ufficio postale è a Solerò. 

6AHA6NA. — Frazione del com. di Fiami- 
gnano, nel Napoletano, prov. di Abruzzo Ul- 
teriore li, circond. di Cittaducale, mand. di 
Fiamignano. 

L'ufficio postale è a Cittaducale. 

È nn villaggio di circa 500 abitanti, posto 
in nna valle a 33 chilometri cirou da Aquila 
degli Abruzzi. Fu feudo dei Barberini. 

GAMALERO. — Comune in Piemonte, proV. 
e circond. di Alessandria, mand. di Cassine. 

Consta di Gamalero, capoluogo, e delle fra- 
zioni Spassona, S. Rocco, Lunga e Zandrina. 

Ila una snpcr&cie di 1180 ettari. 

La sua popolazione assolata di fatto, se* 
condo il censimento del 1861 , contava sbi- 
Unti 1627 (maschi 786, femmine 841); quella 
di diritto era di 1691. Nel 1864 visi numera- 



Digitized by 



Google 



CAMARONERA 

N-ano 1679 abitanti, e quindi 143. 28 per chilo- 
metro quadrate. 

La sua guardia nazionale consta di naa 
compagnia cun 87 militi attivi e 125 di ri- 
Kira : totale 212 militi. La mobilizzabile è di 
105 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Oviglio; nel 1863 
enne 26. 
Ha officio postale proprio. 
Pel daxio consumo è comune di quarta 
dasse. 

n suo territorio non è molto fertile: ha 
Bolte viti e i)oschL Lo bagnano il fiume Bor- 
isda e i torrentelli Cervino e Baldovara. 

il capoluogo è posto sulla cima di un colle, 
a anistara della Bormida, a cavaliere della 
sinda provinciale da Acqui a Savona, di- 
stante quattordici chilometri ad ostro da Ales- 
taodria. 

Possiede un monte di pietà frumentario, 
un'opera pia per doti a figlie povere, ed una 
scoola comunale per ambo i sessi. 

Facino Cane nei 1444 Io mise a fuoco e a 
sacco, perchè gli abitanti si erano ribellati 
agli Alessandrini, la seguito lo possedettero 
i Qìi&m di Alessani.ria ed un Simonetta. 

GAUfiONERA. — Frazione del còm. di Viù, 
io Piemoote, prov. e circoud. di Torino, mand. 
di' Vii 
L'afScìo postale è a Viù. 
6A1BABELLA. — Frazione del com. di 
Caotalapo Ligure, in Piemonte, prov. di 
Alessandria, circoud. di Novi Ligure, mand. 
di Rocchetta Ligure. 
L'ufficio postale è a Rocchetta Ligure. 
61MBALLAR. — Frazione del com. di Be- 
Terino, nella Liguria, prov. di Genova, cir- 
tooi. di Levante, mand. di Spezia. 
L'affido postale è a Borgbetto. 
6AMBAL0ITA. — Frazione del com. dei 
Corpi Santi di Milano, in Lombardia, prov., 
k circond. e mand. di Milano. 
' L'ufficio postale è in Borgo San Gottardo, 
frazione esso pure del comune dei Corpi Santi 
di Milano. 

GAMBALOITA. — Frazione del com. di 
Olivola , in Piemonte , prov. di Alessandria , 
(ìrcond. di Casale Monferiato , mand. di 
Ouiglio. 
L'ufficio postale è ad Ottijlio. 
6AMBAL0NE. — Frazione del com. di Ca- 
?almaggiore, in Lombardia, prov. di Cremona, 
cLCond. e mand. di Casalmaggiore. 
L'uflicio postale è a Casalmaggiore. 
GAMBALONE. — Frazione del com. di Lon- 



GAMBARANA . 47 

gardore, in Lombardia, prov. e circond. di 
Cremona, mand. di Sospiro. 

L'ufficio postale è a Sospiro. 

GAMBALONGA. — Frazione del com. di Sala 
Monferrato, in Piemonte, prov. di Alessan- 
dria, circond. di Casale Monferrato, mand. di 
Ottiglio. 

L'ufficio postale è a Sala Monferrato. 

GAMBALOTA. — Frazione del com. di Tre- 
cate, in Piemonte, prov. e circond. di Novara, 
mand. di Trecate. 

L'ufficio postale è a Trecate. 

GAMBALUNGA. —. Frazione del com. di 
Porto maggiore, nell'Emilia, prov. e circond. 
di Ferrara, mand. di Porto maggiore. 

L'ufficio postale è a Porto maggiore. 

GAMBARA. — Comune in Lombardia, prov. 
di Brescia, circond. di Verolanuova, mand. 
di Leno. 

Comprende le frazioni di Canova e Cervione. 

Ha una superficie di 2977 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 2471 (maschi 1235, femmine 1236); 
quella di diritto era di 2562 abitanti. Nel 1864 
vi avevano 2551 abitanti, e quindi 85.69 per 
cbilom. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di una com- 
pagnia con 128 militi attivi e 126 di riserva: 
totale 254 militi. La mobilizzabile è di 55 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Asola j nel 1863 
erano 52. 

Ha ufficio postale proprio. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è ricco di cereali, gelsi, viti 
e prati artificiali 

11 capoluogo è un grosso villaggio che 
trovasi alla destra del fiume Redone ed a 23 
chilometri da Verolanuova e 36 da Brescia. 
Ha scuole comunali maschile e femminile , 
monte frumentario ed un istituto di carità. 

Vi si tiene mercato ogni martedì della 
settimana, e fiera al 13 dicembre. 

Una larga fossa a greco del paese chiude lo 

spazio nel quale sorgeva un antico castello, 

ora occupato da una casa di villeggiatura. 

Alcune deUe surriferite notizie debbonai ali* corteito 
delI'oDoreTole Sindaco di questo comune. 

GAMBARA. — Frazione del com. di Busto 
Arsizio, in Lombardia, prov. di Milano, cir- 
cond. di Gallarate, man I. di Busto Arsizio. 

L'ufficio postale è a Busto Arsizio. 

GAHBARANA. — Comune in Lombardia, 
prov. di Pavia, circond. di Lomelliua, mand« 
di Pieve deL Cairo, 



Digitized by 



Google 



4A GAMBARARE 

CoDsta di Gambarana, capoluogo, e di al- 
cune frazioni, fra cui quella di S. Martin la 
Mandria. 

Ha una superficie di 1063 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 756 (maschi 383, femmine 373); quella 
di diritto era di 768 abitanti. Nel 1864 vi 
avevano 787 abitanti, ossia 74.03 per chilom. 
quadr. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 31 militi attivi e 36 di ri- 
serva: totale 57 militi. ÌÀ mobilizzabile è di 
33 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del coUbgio dì Saniiazzaro de'Bur- 
gondi; nel 1868 erano 34. 

L'ufficio postale è a Borgofranco. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

il' suo territorio produce frumento, segale, 
avena, riso e fieno ed abbonda di pioppi, di 
olivi, di roveri e di gelsi. Notabili sono anche 
i prodotti dei buoi e dei maiali, che vi sono 
allevati in molta quantità. 

Il capoluogo è un piccolo villaggio posto 
in vicinanza del fiume Po, ad ostro da Mor- 
tara, capoluogo di circondario, da cui dista 
39 chilometri. Fu feudo e contado di un ramo 
dei nobili Langoschi. 

GAMB&RARE. — Comune nel Veneto, prov. 
dì Venezia, distr. di Dolo. 

Ha una popolazione di 3846 ettari. 

L'ufficio postalo è a Mira. 

Nella circoscrizione elettorale dipende da 
Mirano. 

Il suo territorio è ricco di cereali e di pa- 
scoli ed è bagnato dal canale di Brenta e da 
altri rivoli d'acqua, i quali tutti abbondano 
di pesci e specialmente di gamberi. 

Il capoluogo è un villaggio situato a breve 
distanza dalle sponde del canale di Brenta, a 
levante da Doto, da cui dista circa 8 chilom. 

Vi si tiene mercato ogni marte(tì e fiera 
nel giorno di santa Giustina. 

Per essa passava la strada altinate. Venne 
liberato dalle molte acque che lo circonda- 
vano' nel 1337 per mezzo di un taglio prati- 
cato nel Brenta. Nei suoi dintorni vi erano 
boschi per caccio riservate alla nobiltà ve- 
neta. Oggidì quei boschi sono ridotti a campi 
coltivati a cereali. Poco distante dal villaggio 
vedeii il palazzo dei conti Valmarana con bel- 
lissimi affreschi di Domenico Tiepolo. 

Questa terra, il cui nome vuoisi deri- 
vare dai gamberi , di cui abbonda , è ricor- 
data negli antichi documenti col nome di 



r.AHaAnoNe 
Fossa Gambaria. Fece parte, fino dai primi 
tempi della repubblica, del Dogado e fu go- 
vernata da un gastaldo ducale prima; poi, 
cominciando col XIII secolo, da un podestà, la 
cui giurisdizione estendevasi anche sai luo- 
ghi di Dncaletto , l' Anconetta , Bottenigo e 
Sant'Ilario. 

GAMBARABfe. — Frazione del com. di t(on- 
selice, nel Veneto, prov. di Padova, distr. di 
Monselice. 

L'ufficio postale è a K^onselicé. 

GAMBARARO. — Frazione del com. di Ròcca 
Pietra, in Piemonte, pròy. di Novara, circond. 
di Valsesia, mand. di Vàrallo. 

L'ufficio postale è a Rocca Pietra. 

GAMBARERA. — Frazione del com.' di Nib- 
biola, in Piemonte, prov. e circond. di Novara, 
mand. di Vespolate. 

L'ufficio postale è a Garbagna. 

GAMBARERA. — Frazione del com. di Sa- 
marate, in Lombardia, prov. di Milano, cir- 
cond. e mand. di Gallarate. 

L'ufficio postale è a Samarate. ^ 

GAKBARIKA. — Frazione dèi com: di M'ór- 
tara, in Lombardia, prov. di Pavia, circond. 
di Lomellina, mand. di Mortara. 

L'ufficio postale è a Mortara. 

GAMBARUtA. — Frazione del com. di 
S. Damiano d'Asti, in Piemonte, prbv. di Ales- 
sandria, circond. di Àsti, mand. di S. Damiano 
d'Asti. 

L'ufficio postale è a S. Damiano d'Asti. 

GAMBARO. — Frazione del com. di Fer- 
riere, nell'Emilia, prov. e circond. dì Piacenza, 
mand. di Ferriere. 

L'ufficio postale è a Ferriere. 

GAMBARO. — Frazione del com. di Novara, 
in Piemonte, prov., circond. e mand. di 
Novara. 

L'ufficio postale è a Novara. 

GAMBARO. — Frazione del com. di Pin- 
cara, nel Veneto, prov. di Rovigo, distr. di 
Occhiobello. 

GAMBAROGKO. — Circolo del Canton Ti- 
cino, distr. di Locamo. 

Ha una popolazione (1860) di 3638 abitanti. 

Comprende i 10 seguenti comuni: Casen- 
zano, Caviano, Centone, Gera Gainbarogno, 
Indemini,Màga(fino, Piazzogna, Sant'Abbondio, 
Vairano e Vira Gambarogno. 

Il capoluogo del circolo è San Nauaro, 
frazione del comnne di Vairàno. 

GAMBARONE. — Frazione del com. di Pon- 
tesesto, in Lombardia, prov. e circond. di 
Milano, mand. di Locate Trinlzi. 

L'ufficio postale è a Locate Tnalzi. 



Digitized by 



Google 



GAIIBAROTA 

fiilDASOTA.. — Frazione del com. di Ve- 
nria Reale, in Piemonte, prov. e circond. di 
Torino, maad. di Venaria Reale. 

L'officio postale è a Venaria Reale. 

CAMBASCA. — Cornane in Piemonte, prov. 
di Chimo, circond. di Salnzzo, mand. di San- 
front. 

Consta di Gambasca, capoluogo, e di varie 
fanoni. 

Ha ana soperficie di 565 ettari. 

La saa popolazione di fatto, secondo il 
eensinento 1861, contava abitanti 856 (nia- 
idii 410 e femmine 446); quella di diritto 
cn di,891 abitanti. Nell'anno 1864 vi ave- 
nno 870 abitanti, ossia 155.75 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
eonpagoia con 60 militi attivi e 19 di ri- 
terrà: totale 79 militi. La mobiliztabile è di 
51 nilitì. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Barge; nel 1863 
«raso 7. 

L'officio postale è a Sanfìront. 

M dazio consumo è comune di quarta classe. 

U tao territorio si distende parte in pia- 
iwa, parte in collina e in montagna. La 
piana dà cereali, viti e pascoli; la monta- 
gas produce il castagno, il faggio, l'avel- 
ItM a somministra buon carbone. I prodotti 
•testabili sono alquanto scarsi; sono invece 
alibondanti quelli del bestiame, massime il 
borro e il cacio Cresco, di cui si fa ,un com- 
■ereio di non poco rilievo. Vi hanno anche 
doe cave di pietra calcare ed ana di pietra 
da eottnisione. 

Onesto territorio è bagnato dal fiume Po 
e dal torrente Gambasca. £ formato questo tor- 
renteda doe rivoli detti cembali o botri, uno dei 
fuli viene dal territorio di Sanfroot e l'altro 
du boschi comunali di Gambasca; serve di 
divisione ai due comuni di Sanfront a po- 
sante e di Gambasca a levante, poi con an- 
daaento twtHoso e con direzione da libeccio 
% greco si inoltra tatto nel territorio Gam- 
basefaino, e da nltimo va a finire nel fiume Pow 

Il capolnogo è una mediocre terra, posta 
fra i comuni di Sanfront e di Martiniana Po, 
taOa destra del Po e del torrentello Gam- 
basca, ed alla distanza di 14 chilometri e mezzo 
da Salnso. 

Fa feudo degU Isnardi del Castello e vi 
'bbero giurisdizione le monache cistercensi 
«fi Rifflredo, stabilitesi poscia in Salnzzo. Que- 
ste monache prendevano il nome di contesse 
di Gambanea. Gli abitanti di questa terra nel 
L'Itaua, ViiioMtho cmvjfrafico, ecc. VoL 



GAMOELLABA 49 

XVII secolo trovandosi gravati di contribu- 
zioni, cedettero tutti i loro beni al marchese 
Havard di Senantes, onde egli pagasse a loro 
scarico le imposte, in seguito la rendita dei 
detti beni venne di nuovo lasciata ad essi col 
peso di un annuo canone, dal quale si affran- 
carono nell'anno 1811. 

GAMBASSL — Frazione del com. di Mon- 
tatone, in Toscana, prov. di Firenze, circond. 
di S. Miniato, mand. di Castelfiorentino. 

L'ufiìcio postale è a Castelfiorentino. 

GAMBATESA. — Comune nel Napolcfano, 
prov. di Molise, circond. di Campobasso, mand. 
di Riccia. 

Ha una superficie di 4101 ettairi. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
'2947 (maschi 1378 e femmine 1569); quella 
di diritto era di 3950 abitanti. Nel 1864 vi 
avevano 3009 abitanti, ossia 73. 37 per chilo- 
metro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di due 
compagnie con 256 militi attivi e 64 di ri- 
serva : totale 320 militi. La mobilizzabile è di 
146 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Riccia; nel 1863 
erano 57. 

L'ufficio postale e a Ricria. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

11 suo territorio è fertile ed abbonda di ulivi, 
pascoli e viti. 

Il capoluogo è una grossa terra, posta so- 
pra un colle bagnato a levante dal Fortore 
e 3 ponente dal Scanamandre. Dista trentuno 
chilometri a levante da Campobasso ed ha 
una bella chiesa parrocchiale ed un piccolo 
spedale. 

Pel commercio vi si tiene fiera ai 14 e 15 
agosto. 

Appartenne in feudo alle famiglie Lom- 
bardo, Nardo, Cova Grimaldi, e fu patria del . 
dottissimo medico Giovanni Martino Eusta- 
chio, autore di parecchie opere. 

6AHBAZZ0. — Frazione del com. di Mon- 
terchi, in Toscana, prov. e circond. di Arezzo, 
mand. di S. Sepolcro. 

L'ufficio postale è a Montèrchi. 

GAMBELLARA. — Frazione ^del com. di 
Imola, nell'Emilia, prov. di Bologna, circond. 
e mand. di Imola. 

L'ufficio postale è ad Imola. 

GAMBELLARA. — Frazione del com. di 
Ravenna, nell'Emilia, prov., circond. e mand. 
di Ravenna. 

L'ufficio postale è a Ravenna. 
IV. \' Proprietà letteraria) 7 



Digitized by 



Google 



50 GAMREIXAItA 

G&HBELLARà VERONESE. — Comune nel 
Vcueto, proT. di Verona, distr. di San Bo- 
oifscio. 

Cumprende la frazione di Terrossa. 

La sna popolazione è di 3344 abitanti. 

Nella circoscrizione elettorale dipende da 
Lonigo. 

Il ano territorio viene coltivato a viti, ce- 
reali e gelsi. 

Il capoluogo è un grosso villaggio posto 
a breve distanza dalla ferrovia da Verona 
a Venezia, 30 cbilometri circa discoste dalla 
prima di dette città. 

6AMBELLARA TICENTIMA. — Frazione del 
com. di Sorio, nel Veneto, prov. di Vicenza, 
distr. di Lonigo. 

OAMBELLQ. — Frazione del com. diOmegna, 
in Piemonte, prov. di Novara, circond. di Pal- 
lanza, mand. di Omegna. 

L'ufficio postale è ad Omegna. 

CAMBERÀ. — Frazione del com. di Rosi- 
gnano Monferrato, in Piemonte, prov. di Ales- 
sandria, circond. di Casale Monferrato, mand. 
di Rosignano Monferrato. 

L'afGcio postale è a Rosignano Monferrato. 

GAMBERALOL — Frazione del com. di Mar- 
radi, in Toscana, prov. e circond. di Firenze, 
mand. di Marradi. 

L'ufficio postale è a Marradi. 

OAMBERALE. — Comune nel Napoletano, 
prov. di Abruzzo Citeriore, circond. di Lan- 
ciano, mand. di Palena. 
, Ha una superficie di 1053 ettari. 
I La sna popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
1106 (maschi 511, femmine 695); quella 
di diritto era di 1180 abitanti. Nel 1864 vi 
si numeravano 1 138 abitanti, e quindi 1 17. 56 
per chilom. qnadr. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 131 militi attivi e 30 di ri- 
serva : totale 1 61 militi. La mobilizzabile è di 
151 militi. 

Gli elettori politici sono inscrìtti nelle liste 
elettorali del collegio di Gessopalena; nel 
1863 erano 4. 

L'ufficio postale è a Lama dei Peligni. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

11 suo terrìtorio è bagnato dal Sangro. 

Il capoluogo i una terra posta, in luogo 
montuoso alla sinistra del Sangro. Dista 43 
chilometri da Lanciano. 

OAMBEBATB. — Frazione del com. di Mon- 
tese, nell'Emilia, prov. di Modena, circond. di 
Puvullo nel Frignano, mand. di Montese. 

LVifficio postale è a Montese. 



GAMBlIfi - 

GAMBERINI l.<> e GAMBERIHl 3.* — Fra- 
zioni del com. di Imola, nell'Emilia, prov. di 
Bologna, circond. e mand. di Imola. 

L'ufficio postale è ad Imola. 

GAMBETTA. — Frazione del com. dì Bal- 
dichieri, in Piemonte, prov. di Alessandria, cir- 
cond. di Asti, mand. di Baldichieri. 

L'ufficio postale è a Baldichieri. 

GAMBETTA. — Frazione del com. di Bor> 
garo Torinese, in Piemonte, prov. e circond. 
di Torino, mand. di Caselle Torinese. 

L'afficio postale è a Borgaro Torinese. 

GAMBETTO. — Frazione del com. di Pai- 
menta, in Piemonte, prov. di Novara, circond. 
di Pallanza, mand. di Canobbio. 

L'ufficiò postale è a Canobbio. 

6AMBETT0LA Comune nell'Emilia, prov. 

di Forlì, circond. di Cesena, mand. di Savì- 
gnano di Romagna. 

Comprende le frazioni di Badia, Balignano, 
S. Cristoforo e Sant'Egidio. 

Ha una superficie di 618 ettari. 

La sua popolazione di fatto, secondo il cen- 
simento del 1861, contava abitanti 1613 (ma- 
schi 805 e femmine 808); quella di diritte 
era di 1597 abitanti. Nel 1864 vi avevano 
1650 abitanti, ossia 366. 98 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una coa- 
pagoia con 58 mìliti attivi e 131 di ri- 
serva : totale 179 militi. La mobilizzabile i di 
33 militi. 

Gli elettori politici sono inscrìtti nelle liste 
elettorali del collegio di Sant'Arcangelo di 
Romagna; nel 1863 erano 8. 

L'ufficio postale è a Savignaoo eli Romagna. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è tutto piano e produce 
grano, grano turco, canape e cereaK. 

Il capoluogo è fabbricato presso le rive dd 
lligossa, inBuente dei Rubicone, alla distanza 
(li quasi 3 chilometri della via Emilia e di 9 
n levante da Cesena. È una terra formata 
di buone case e dotata di due opere pie: 
l'opera pia Magnani, fondata nelJ645ed avente 
un reddito di lire 371, e l'opera pia Sampieri, 
fondata nel 1745. Entrambe queste opere di 
beneficenza distribuiscono doti. 

GAMBOIA. — Frazione del com. di Pesca- 
roloj in LomBSrdia, prov. » circond. di Cre- 
mona, mand. di Pescarolo. . 

L'ufficio postale è a Pescarolo. 

GAMBINA. — Frazione del com. di Pieve 
d'Olmi, in Lombardia, prov. e circond. di Cre- 
mona, mand. di Sospiro. 

L'ufficio postale è a Pieve d'Olmi. 



Digitized by 



Google 



GAinmA 

filMBOIA. — Frazione del com. diTagliolo, 
in Pieinoate, proT. di Alessandria, circond. di 
Novi Lìgare, maod. di Ovada. 

L'officio postale è ad Ovada. 

SiKBOIl. — Frazione del com. di Este, 
■el Veneto, prov. di Padova, distr. di Este. 

L'nfficio postale è ad Este. 

fiAMBUIA BAROHETTI. — Comune in Lom- 
bardia, proT. e circond. di Cremona, mand. 
di Robeeco d'OgUo. 

Coosta di Gambina, Carabina Barchetti e 
Gambina Cassina. 

Ha nna superficie di 345 ettari. 

La soa popolazione assolata di fatto, se- 
eoodo il censimento del 1861, contava abi- 
teoti 319 (maschi 110 e femmine 109); quella 
di diritto era di 333 abitanti. Nel 1864 vi 
avevano 217 abitanti, ossia 88.56 per chilo- 
■etro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di 13 mi- 
Gti attivi e 3 di riserva: totale 15 mìliti. La 
BobiEzzabile è di 8 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Pescarolo ; nel 1863 
«Ilo i. 

L'officio postale è a Robeeco d'Oglio. 

Pddaxio consumo è comone di quarta classe. 

U tao territorio è coltivato a cereali, gelsi 
elsa 

n eopohiogo è nn piccolo villaggio posto a 
breve distanza dalla postale che da Cremona 
conduce a Brescia, 1 1 chilometri a greco da 
Creoiona ed altrettanti a scirocco da Robeeco 
d'OgUo. 

6A1IBMA CAS8III&. — Fraziono del coro, 
di Gaoibina Barchetti, in Lombardia, prov. e 
circofld. di Cremona, mandamento di Robeeco 
d'Oglio. 

L'officio postale è a Robeeco d'Oglio. 

iàMBUIà HHOYA e GAMBINA VECCHU. — 
FruioDi del com. di Marcaria, in Lombardia, 
prov. di Cremona, circond. di Casalmaggiore, 
Baod. di Marcaria. 

L'officio postale è a Campitello, frazione 
CMo pare del comone di Marcaria. 

SAMBDISLLE. — Frazione del com. di Gam- 
bina, in Lombardia, prov. e circond. di Cre- 
arne, mand. di Robeeco d'Oglio. 

L'officio postale è a Robeeco d'Oglio. 

ftAMBnO. — Frazione del com. di Palermo, 
io Sicilia, prov., circond. e mand. di Palermo. 

L'officio postale è a Palermo. 

fiAMBIMJ. — Frazione del com. di Pieve 
d'Olmi, in Lombardia, prov. e circond. di Cre- 
Booa, uianH. di Sospiro. 

L'nBicio pos.ale è a Pieve d'Olmi. 



6«lfB0LO 51 

GAMBINO. — Frazione del com. di Torino, 
in Piemonte, prov., circond. e mandamento di 
Torino. 

L'ufficio postale è alla Madonna del Pilone, 
frazione essa pure del comune di Torino. 

6AMB0LBS0 — Frazione del com. di Galbiate, 
in Lombardia, prov. di Como, circond. di Lecco, 
mand. di Oggiono. 

L'ufficio postale è a Galbiate, 

GAHBOLI e 6AMB0L0. — Frazioni del com. 
di Canneto suU'Oglìo, io Lombardia, prov. di 
Brescia, circond. di Castiglione delle Stiviere, 
mand. di Canneto sull'Oglio. 

L'officio postale è a Canneto sull'Oglio. 

6AMB0L0'. — Mandamento in Lombardia, 
prov. di Pavia, circond. di Lomellina. 

Ha una popolazione di 10,898 abitanti, di- 
visi nei tre comuni di Borgo S. Siro, Gambolò 
e Trumello. • 

GAMBOLC. — Comune in Lombardia, prov. 
di Pavia, circond. di Lomellina, mand. di 
Gambolò. 

^ Consta di Gambolò, capoluogo, e delle fra- 
zioni di Gari>ana, Remondi ed altre. 

Ha nna superficie di 4980 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 5883 (maschi 3884 e femmine 3999); 
quella di diritto era di 6043 abitanti. Nel 
1864 vi avevano 6300 abitanti, ossia 134.49 
per chilom. quadr. 

La sua guardig nazionale consta di tre 
compagnie e mezza con 443 militi attivi e 664 
di riserva: totale 1106 militi. La mobilizzabile 
è di 31 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Vigevano; nel 1863 
erano HO. 

Ha ufficio postale proprio, pretara di man- . 
damento dipendente dal tribunale civile e cor- 
rezionale di Vigevano. Nella circoscrizione 
elettorale è sezione con 338 elettori. 

Pel dazio consumo è comune di quarta 
classe. 

Il suo territorio è molto fertile : produce 
specialmente legnami, cereali in quantità, e 
poche frutta. È bagnato dal Terdoppio, dal 
cavo Cappa e da altri minori rivoli. Il Ter- 
doppio non ne irriga che poca parte: esso di- 
scende in direzione da greco a scirocco, passa 
vicino all'abitato, attraversando le due strade 
che conducono a Mortara h Trumello. Il canale 
Langosco passa all'occidente e divide il ca- 
poluogo dalle due frazioni di Garbana e Re» 
mondi; il cavo Cappa passa a levante. 

il capoluogo è no borgo posto sulla siili* ' 



Digitized by 



Google 



S^ OAWBOIiOGNv 

strs del Terdoppio, ad ostro da Vigevano ed 
a levante da Mortara, da cui dista 10. chilo- 
metri circa. Ha scuole pubbliche elemeotari, 
uno spedale ed altre opere pie aventi un red- 
dito annuo complessivo di L. 13,700 circa. 
Nel mezzo del paese avvi un antico castello : 
un altro ancor più antico fu distrutto nel- 
l'anno 1157 dal conte Guido di Biaodrate, che 
capitanava le schiere milanesi contro il mar- 
chese di Monferrato e contro i Malaspina. 

Questa terra col titolo di marchesato fu 
feudo dei Litta Visconti Aresi di Milano, conti 
di Valle. 

È terra antica e celebre nella storia per 
essere stata nel 1345 il campo di una sangui- 
nosa battaglia tra il siniscalco di Provenza 
ed il marchese di Monferrato. 

Fu signoria della nobil« famiglia cbierense 
dei Tana. 

6AHB0I.06NA. — Frasione del com. di Ba- 
guasco, in Piemonte, prov, di Cuneo, ciroond. 
di Mondovì, mand. di Bagnasco. 
. L'ufficio postale è a Bagnasco. 

6AMB0MI (Ai). — Frazione del eom. di Or- 
mea, in Piemonte, prov. di Cuneo, circond. 
di Mondavi, mand. di Ormea. 

L'ufficio postale è ad Ormea. 

6AMB0HIA. — Frazione del com. di Strappa 
nella Liguria, prov. e circond. di Genova 
mand. di Staglieno. 

L'ufficio postale è a Staglieno. 

GAMBOTTA. — Frazione del com. dei Corpi 
Santi di Milano, in Lombardia, prov., circond. 
e mand. di Milano. 

L'ufficio postale è in Borgo San Gottardo, 
frazione esso pare del comune dei Corpi Santi 
di Milano. 

GAHBOVA. — Frazione del com. di Robecco 
Pavese, in Lombardia, prov. di Pavia, cir- 
cond. di Voghera, mand. di Casatisma. 

L'officio postale è a Casatisma. 

GAMBUGLIAMO. — Comune nel \ eneto.prov. 
e dìstr. di Vicenza. 

Comprende le due frazioni di Monte S. Lo- 
renzo e Monteviale. 

Nella circoscrizione elettorato dipende da 
Schio. 

La sua popolazione è di 1436 abitanti. 

Il suo territorio viene coltivato a cereali, 
gelsi e vitL 

Il capoluogo è un villaggio posto 13 chi- 
lometri a libeccio dà Vicenza e a breve di- 
stanza dalla strada che da questa città con- 
duce a Roveredo. 

QAMBVLAGA. — Frazione del com. di Porto 



OaNDA 
maggiore, nell'Emilia, prov. e cireowL di 7e^ 
rara, mand. di P^rto maggiore. 

L'ufficio postale è a Porto maggiore. 

GAMENARIO. — Frazione del com- di Chieri, 
in Piemonte, prov. e circond. di Torino, 
mand. di Chieri. 

L'ufficio postale è a Chieri. 

GAMERAGNA. — Frazione del com. di Stdia, 
nell4 Liguria, prov. di Genova » circond. di 
Savona, mand. di Varazze. 

L'ufficio postale è a Stella. 

GAHINARA. — Frazione del com. di Rocca 
Susella, in Lombardia , prov. di Pavia , cir- 
cond. di Voghera, mand. di Godiasco. 

L'ufficio postale è a Godiasco. 

GAMINEUA e GAMINELLETTA. — Frazioni 
del com. di Borgo S. Martino, in Piemontt, 
prov. di Alessandria, circond. di Casale Mon- 
Terrato, mand. di Ticinetto. 

L'ufficio postale è a Borgo S.. Martino. 

GAMINOLU. — Frazione del com. di Pel- 
legrino Parmense, nell'Emilia, prov. di Parma, 
circond. di Borgo S. Donnino, mand. di Pel- 
legrino Parmense. 

L'ufficio postale è a Pellegrino Parmeue, 

GAMNA. — Frazione del oom. di Cavorctto, 
in Piemonte, prov. e circond. di Torino, mand. 
di Moncalieri. 

L'ufficio postale è a Moncalieri. 

6AM0GNA. — Frazione del com. di Mar- 
radi, in Toscana, prov. e circond. di Firenze, 
mand. di Marradi. 

L'ufficio postale è a MarradL 

6AM0LETTA. — Frazione del com. di Ca- 
Otello Novarese, in Piemonte, prov. e eiroond. 
di Novara, mand. di Carpionano. 

L'ufficio postale è a Carpignano. 

GAMITNDIO. — Vedi CasteUauo Bormida. 

GANA. — Frazione del com. di Orsara, Bor- 
mida, in Piemonte, prov. di Alessandri», cir- 
cond. di Acqui, mand. di Rivalta. 

L'ufficio postale è a Rivalta. 

GANACETO. — Frazione del cook. di Mo- 
dena, nell'Emilia, prov., circond. e mand. di 
Modena. 

L'ufficio postale è a Modena. 

6ANAGHELL0. — Frazione del com. di Ca- 
stel S. Giovanni, nell'Emilia, prov. e circond. 
di Piacenza, mand. di Castel S. Giovanni. 

L'ufficio postale è a Castel S. Giovanni. 

CANOA. — Frazione del com. di Aviatico, 
I in Lombardia , prov. e circond. di Bergafflo, 
' mand. di Alzano maggiore. 

L'ufficio postale è ad Albino. 

È l'uUiiQo villaggio della Vaile Seriaoa. 
Giace sull'alto di un monte omonimo su cu 



Digitized by 



Google 



6àMÙk 
à ueeotle p«r l'erta via di Petell». L circo- 
stanti terreni sono coltivati a pascoli e a bo- 
schi, e in qualche luogo a framento, ono e 
pomi di terra. 

BAIDA. — Frazione del eom. di Lanzada, in 
Lombardia, prov., circond. e mand. di Sondrio. 
L'officio postale è a Chiesa. 
fiAIDAROn. — Frazione del com. di Bois- 
sano, ncUapLiguria, prov. di Genova, circond. 
di Albenga, mand. dì Loano. 
L'officio postale è a Loano. 
fiABDEUIXO. -~ Comune in Lombardia, 
fnv. di Bergamo, circond. e mand. di Clnaone. 
È diviso io due frazioni: Gandellino, che 
di il nome al comune, e Terzi. 
Ha una superficie di 2796 ettari. 
La sua popolazione assolata di fatto, sa- 
taiido il censimento del 1861, contava abi- 
tuiti 1193 (maschi 589, femmine 604); quella 
di diritto era. di abitanti 1351. Nel 1864 vi 
«Tevaao 12^ abitanti, e quindi 44.28 per 
criometro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una cod>> 
pagoia eoo 37 militi attivi e 56 di riserva: 
totale 93 militi. La mobilizzabile è di 80 militi. 
Qi elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Clusone^ nel 1863 
crup &. 
L'affieio postale è a Clusone. 
Patdaù» consumo « comune di quarta classe. 
U suo territorio ai distende quasi tutte tiw 
Booti che costeggiano il Serio. All' infuori 
di poehi terreni coltivati a cereali, il restante 
è tutto a pascoli e a boschi cedui e d' alto 
hsto, d& cui traesi molto legname da costrar 
lioqe e da fuoco. Questo adoperasi nelle fucine 
di riduzioBe del ferro e di fabbricazione del- 
Faedaio, quivi è nei eontermini villaggi esi- 
stenti. S'incontrano presso il Sedornia, in- 
flaente del Serio, vestigia di un gran forno dì 
Aisiooe del ferro, non che di tre fucine di 
ndnsioue e di un edificio detto lo Smeriglia- 
tore, ove si imbrunivano le spade quivi fabbri- 
cate. Nel Montevigna esistono miniere di ferro 
apatico ed anche di ferro magnetico. iJn'altra 
miniera di férr^spatìco misto di pseudo-galena 
si trova pare in questo territorio unitamente 
ad una di vitriolo marziale, presso al quale 
sgorga un'acqua minerale, ricca di ossido 
marziale. 

Gaodellino è un villaggio posto a 13 chi- 
lometri verso tramontana da Clusone, sulla 
sponda orientale del Serio, fra Cromo S. Gia- 
coBo e Cromo S. Marino, coi quali formava 
aleno tempo fa un solo comune. Mercè un buon 
I comunica colla strada provinciale. Pos- 



siede il legato Bmcci per limosina, fondato 
nel 1545. 

fiASOBLLO. -^ Frazione del com. di Acerra, 
nel Napoletano, prov. di Terra di Lavoro 
circond. di Nola, mand. di Acerra. ' 

L'uffieio postalo è ad .Acerra. 

OAMDI. — Frazione del eom. di MoncalierìJL' 
in Piemonte, prov. e circond. di Torino, mand. 
di Honcalieri. • 

L'ufficio postale è a Moncalieri. 

GAIHHNO. -^ Mandamento in Lombaidia^ 
prov. di Bergamo, circond. dì Clusone. 

Ha una popolazione di 14,304 abitanti, di* 
visi nei 12 seguenti comuni : Barzizza, Casnigo^ 
Cazzano Sant'Andrea, Cene, Colzate, Fiorano 
di Serio, Gandino, Gazzaniga, Leffe, Orezzo, 
Peia, Verfeva. 

&ANDIMO. ~ Comune in Lombardia, prov. di 
Bergamo, circond. di Clusone, mand. di Gandino. 

Comprende la frazio«« di Cirano'. 

Ha una superficie di 2280 ettari. 

La sua popolazione assoluta nel 1857 era 
di 34£Q abitanti. Secondo il censimento del 
1861 quella di fatto contava abitanti 8310 
(masdii 1575, funmine 1735), e quindi 14&.f7 
per chilometro quadrato ; quella di diritto em 
di 3697 (maschi 1889 » femmine d808). Nel 
1864 vi avevano 3396 abiiaatì, e quind» 148.94 
per ohiloffl. qoads. 

La sua guardia nazionale consta di du« 
compagnie con 228 militi atUvi e 105 di ri- 
serva: totale 333 milHi. La mobilizzabUa è 
di 234 militi. 

Gli elettori politici sono iosoritti nelle lista 
elettorali del collegio di Clusone; nel 1803 
erano 92; oggidì (1867) sono 98. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Ha ufficio postale proprio, pretura di man- 
damento dipendente dal tribunale civile • 
correzioBale di Bergamo, rieevitoria dei re- 
gistro, agenzia delle tasse, telegrafo con sta- 
zione, cassa figliale di risparmio. Nella circo* 
scrizione elettorale è sezione con 271 elettori. 

Il suo territorio nelle parti coltivate è te- 
nuto a gelsi e cereali. Un terzo solo però 
della popolazione vive dei redditi del suolo: 
il resto attende a lavorare sete, tessere tap- 
peti , coperte di cascame , tingere e fab- 
bricare panno, industria questa nella quale 
Gandino supera ogni altro luogo della pro- 
vincia. Profittando del ricco prodotto di lane 
somministrato dalla provincia, Gandino si ap- 
plicò da tempi remotissimi al lanificio, cba 
raggiunse il suo massimo grado di floridezza 
sotto il governo della repubblica venata e del 
primo regno d'Itulia. Nell'anno 1600 osci* 



Digitized by 



Google 



** ÒAIfDiNd. 

vano dalle manifattore gandinesi 3000 pezze 
di panno alto annualmente, e 4000 di quello 
basso, che Tonivano spedite a Milano, in Pie- 
monte, nelle Romagne, nella Germania e nel 
Napoletano. Oggidì sonvi pare parecchie fab- 
briche di panni ; una delle più riputate è quella 
della ditta Marco Gherardelli, che per il primo 
nel 1830 vi introdusse macchine 'inglesi. La 
produzione annuale ordinaria dei panni nell'ul- 
timo trentennio fu di 300,000 .metri circa: in 
alcuni anni si accresce anche di un terzo. Per 
alimentare una tale produzione con.sumansi in- 
torno a 5000 quintali di lana, che si estrae 
in parte dalle valli Camonica, Cavallina, So- 
riana Superiore e Brembana, e pel resto dalle 
Provincie venete e dall'estero. Dopo tale in- 
dustria viene quella della seta, la quale vi conta 
4 filande e vi tiene occupate in media circa 
600 donne. Un buon numero d'altre persone 
lavorano io altre industrie e lavori accessori 
aìla fabbricazione de' panni. 

Verso il 1785 veniva scoperta in' questo 
territorio da Alessandro Radici una miniera 
di lignite. Egli lasciò cadere il 'privilegio di 
escavazione, che venne più tardi riassunto da 
un certo Treit, francese. Questa miniera è og- 
gidì divenuta preziosa, massime pegli opifici! 
ove si consuma assai combustibile. Nella val- 
letta che divide Gandino da Peia si trovano 
piriti di vario genere; in altri luoghi esiste 
argilla atta a buone stoviglie. 

Il capoluogo e nn grosso borgo della Valle 
Seriana di mezzo, detta anche Val Gandino, 
situato sopra una piacevole eminenza, donde 
si domina la circostante pianura e i paesi che 
vi fanno corona. Dista 30 chilometri da elu- 
sone, e 33 da Bergamo. Questo luogo pei suoi 
stabilimenti manifatturieri e per l'operosità 
dei suoi abitanti va fra le terre più operose 
e più agiate della provincia bergamasca, e 
molte famiglie signorili vi hanno stabile di- 
mora e contribuiscono ad accrescere il benes- 
sere generale della popolazione. 

Fra gli edificii che lo adornano si nota 
l'antica casa appartenuta altre volte ai ba 
reni Gìovanelli, e la parrocchiale, fondata 
nel 1 633 sopra disegno del Bettera di Peia : è 
di nobile e grandiosa Hrchitettura e ricca- 
mente ornata di marmi, statue e sacri arredi, 
con aitar maggiore adorno di balaustrata in 
bronzo corinzio, lavoro di Francesco Lagostino. 

Un tempo vi erano anche tre conventi, stati 
■oppressi nel 1810. La chiesa del convento 
dei Minori Osservanti è posta in alta ed 
amena posizione e possedeva uno dei migliori 
quadri di Enea Salmeggia, detto il Talpiiio: 



dANSOGLIA - 

ora è convertita ad ospedale. Vi ba pure no . 
teatro di qualche eleganza. 

Per riguardo alla beneficenza vi esistono una 
congregazione di carità con un reddito an- 
nuo di L. 16,000; un ospitale, fondato nel 
1668 ed avente un reddito di L. 11,800 annue; 
un orfanotrofio femminile, fondato nel 1667 
ed avente un'annua rendita di L. 7500, e il 
pio istituto Castelli, che ha un reddito di 
L. 1300 e distribuisce snssidii a poveri gio- 
vani che studiano belle arti Sotto il rap- 
porto dell'istruzione, oltre alle scuole e'e- 
ment^ri di quattro classi, vi è una casa pri- 
vata di educazione femminile esistente fino dal 
1818. Vi si tiene fiera ogni anno ai 19 marzo. 

Il clima di Gandino è salubre e geneial- 
mente costante, a meno di quando soffiano i 
venti di settentrione, che cagionano improv- 
visi abbassamenti nella temperatura, recando 
malattie infiammatorie. L'acqua potabile tro- 
vasi in abbondanza e di buona qualità. 

Gandino nel medio evo fu luogo molto 
forte e prese parte alle fazioni e alle guerre 
combattute tra Guelfi e Ghibellini nei secoli 
XIII e XIV. Le sue sorti vanno conginate t 
quelle di Bergamo: nel 1438 si diede alU 
repubblica di Venezia,, la quiile gli accordò 
la facoltà di reggersi con proprio statuto, se- 
condo il quale si governò fino al 1797. 

Gandino diede origine a varie illustri fa- 
miglie, fra le quali si citano i GiovanelU, 
i Castelli stati poi aggregati all'aristocrazia, 
veneta, e i Sizzi che si stabilirono in Trento. 
A queste famiglie appartennero Francesco e 
Gualtiero GiovanelU, generali di Carlo V; 
una GiovanelU maritata Albani, madre di Cle- 
mente XI; una Castelli maritata Odescalchi 
di Como e madre di papa Innocenzo XI; 
Giambattista Castelli, morto nel 1570, che la- 
vorò a fresco nella cappella Colleoni dei Lami 
a Gorlago, a Genova, a. Madrid, ove fii no- 
minato architetto maggiore delle regio fabbri- 
che ;'G. B. Rottigni, generale sotto Giuseppe II; 
Gian Antonio Giovanelli de Novis, poeta li- 
rico ; monsignor Cristoforo Sizzi, principe ve- 
scovo di Trento, morto nel 1776; e Federico 
Maria Giovanelli, barone dell'impero d'Austria 
e patriarca di Aquileia. È pur nominato un 
Albertus Gandinus de Gandino, giureconsulto. 

Intorno a Gandino e al suo distretto (man- 
damento) pubblicò una dotta memoria il si- 
gnor Modesto Armanni in Bergamo nel- 
l'anno 1843. 

Aleooe dette mirri ferite notixte debbotul «Ila cortesi* 
deli'oooreTole Mnnieiplo di questo eomnne. 

l 6AND0GLIA. -^ Fiaxioae del eoo. di Mom* 



Digitized by 



Google 



64NDOU _ 

^teo, in Piemonte, prov. di Torino, cir- 
cood. e mand. di Sosa. 

L'officio postale è a Snsa. 

6AH90UL — Frazione del com. di Borgone 
Sosa, in Piemonte, prov. di Torino, circond. 
di Sosa, laand. di Condove. 

L'officio postale è a Pontegraode. 

fiilDOLFL — Frazione del coro, di Bois- 
nao, nella Liguria, prov. di Genova, circond. 
di AU>eagà, mand. di Loano. 

L'officio postale è a Loano. 

GAHDOIiFIIfO. — Frazione del com. dei 
Còrpi Santi di Milano, in Lombardia, prov., 
cÌKoad. e mand. di Milano. 

L'officio postale è in Borgo Porta Cari- 
laidi, frazione esso pure del com. dei Corpi 
iutà di Milano. 

fiASSOLFO. — Frazione del com. di Baz- 
uno, nell'Emilia, prov. e circond. di Bologna, 
■ud. di Saziano. 

L'ufficio postale è a Bazzano^; 

SilDOLFO. — Frazione del com. di Torino, 
ÌD^émont«, prov., circond. e mand. di Torino. 

L'officio postale è alla Madonna del Pilone, 
fruioBe essa pare del comune di Torino. 

etnORLA. — Frazione del com. di Pon- 
tilz, ia Lombardia, jirov. e circond. di Ber- 

gaao, Band, di Caprino. 

L'ufficio postale è a Pentita. 

fiUDOSSO o GANDOZZO. — Cornane in 
Lntiardia, prov. e circond. di Bergamo, 
■and. di Sarnico. 

Ht ona saperficie di 308 ettari. 

La soa popolazione assolata di fatto , se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
503 (maschi 271, femmine 233); q\iella di di- 
ritto era di 531 abitanti. Nel 1864 vi avevano 
509 abitanti, e quindi 165.25 per chilometro 
qoadrato. 

La soa guardia nazionale consta di una 
CMDpagnia con 83 militi attivi e 40 di ri- 
serva: totale 123 militi. La mobilizzabile è di 
IS.militL 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
otettorali del collegio itT trescore ; nel 1863 
arano 12. 

L'officio postale è a TagHuno. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il tao territorio è coltivato tutto a boschi 
e s viti, ma poche sono' le posizioni che danno 
scelti vinL Vi sono anche cave di ottima pud- 
din^ buona a far mole da macina. I possi- 
denti del luogo sono quasi tutti livellari dei 
conti di Caleppio. 

Il comune è formato da varii casolari di- 
•persi soUa falda del monte Grumello , alle 



CANGI 5S 

spalle di Caleppio, e distanti da Bergamo 28 
chilometri a scirocco, e da Samico 6 circa a 
libeccio. Possiede l'opera pia della Misericordia. 

Gli abitanti di questo comune godono fama 
di periti vignaiuoli e di appassionati uccel- 
latori. 

Questa terra, che per lo passato non era 
che una frazione del vicino Caleppio, fa in- 
cendiata sul principio del XVIII secolo dai 
Gallispani. 

GAMDRIA. — Comune nel Canton Ticino, 
distr. di Lugano, circolo di Pregassona. 

La sua popolazione nel 1858 era di 251 
abitanti, nel 1860 di 239, di cai 111 muschi 
e 128 femmine. 

11 suo territorio è coperto da boschi, dai 
quali traesi notevole quantità di giovani tigli, 
da cui si leva la corteccia intema che, mace- 
rata, presenta nastri fibrosi di color bian- 
chiccio lucido. Questo prodotto serve a fab- 
bricare funi qual materia impermeabile per 
tarare le commettiture delle barche. II suo 
clima è così mite, che vi prosperano anche gli 
agrumi. 

E un 'piccolo villaggio posto in riva al 
lago di Lugano, presso il confine della vai 
Solda ed alla distanza di 5 chilometri a le- 
vante da Lugano, di 36 a mezzodì da Bel- 
liuzona e di $5 a scirocco da Locamo. Le 
sue case sono disposte a ripiani le une a 
ridosso delle altre sull'erta pendice e da lungi 
offirono un piacevole aspetto. 

Vi nacque nel 1674 lo scultore Giambat- 
tista Giambonini, che ornò di pregiati lavori 
la città di Brescia, ove morì nel 1742. 

G&NFARDINA GIOTANELLL — Frazione del 
com. di Sommacampagna, nel Veneto, prov. 
di Verona, distr. di Villafranca. 

L'ufficio postale è a Villafranca. 

6ANGA6LIETTL — Frazione del com. dì Ga- 
ramagna Piemonte, in Piemonte, prov. di Cu- 
'neo, circond. di Sainzzo, mand. di Racconigi. 

L'ufficio postale è a Caramagna Piemonte. 

GANGALANDL — Frazione del com. di La- 
stra a Signa, in Toscana, prov., circond. e 
mand. di Firenze. ^^ 

L'ufficio postale è a Lastra a Sigha. 

GANGHBRETO. — Frazione del com. di Ter- 
ranova Bracciolini, in Toscana, prov. e cir- 
cond. di .Arezzo, mand.. di San Giovanni in 
Valdarno. 

L'ufficio postale è a Terranova Bracciolini. 

CANGI. — Mandamento in Sicilia, prov. di 
Palermo, circond. di Cefalù. 

Ha una popolazione dì 1 3,589 abitanti, divisi 
nei due comuni di Gaugi e di Ueraci Sicalo» 



Digitized by 



Google 



5fi «ATOl 

CANGI. — Comune in Sicilia, prov. di Pa- 
lermo, circond. di Cefalù, mand. di GangL 

Ha nua superficie di 13,519 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto , se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 10,552 (maschi 5377 e femmine 5375); 
quella di diritto era di 10,695 abitanti. Nel 
1864 annoverava 10,988 abitanti, ossia 87. 77 
per chilom. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di sei 
compagnie con 530 militi attivi e 91 di ri- 
serva: totale 631 militi. La' mobilizzabile è 
di 350 militi. 

Gli elettori polìtici sono inscrìtti nelle Kste 
elettorali del collegio di Cefalù; nel 1863 
erano 58. 

Ila ufficio postale proprio, pretura di man- 
damento dipendente dal tribunale civile e dor- 
rezionale di Termini, ricevitoria del registro. 
Nella circSbcrìzione elettorale è sezione con 
193 elettori. 

Pel dazio consumo 'è comune di quarta 
classe. 

Il suo territorio è ferace in grano, ablbonda 
r'i buoni pascoli e fa qualche esportazione di 
buon cacio. 

Il capoluogo è una piccola città. Giace in 
luogo di buon'aria e dista 34 chilometri circa 
dal Tirreno e 40 da Cefalù. 

Nella sua chiesa maggiore avvi un gran 
quadro, rappresentante il Giudizio Universale, 
che stimasi una delle opere migliori di Giuseppe 
Salerno, detto Io Zoppo di Ganci. Nelle vici- 
nanze della città avvi una selva detta dei Cap- 
puccini, nella quale si innalza una piccola torre, 
che credesi sia stata fabbricata dai Saraceni. 

Questa città, che da alcuni credesi l'antica 
Cugio, fu fendo dei Valguamera^ 

6A1INA. — Frazione del com. dei Corpi 
Santi di Milano, in Lombardia, prov., circond. 
e mand. di Milano. 

L'ufficio postale è in Borgo degli Ortolani, 
fìrazione esso pure del comune dei Corpi Santi 
di Milano. 

GARZARIOO. — Frazione del com. di Me- 
dicina, nell'Emilia, prov. di Bologna drcond. 
di Imola, mand. di Medicina. 

L'ufficio postale è a Medicina. 

GANZIRRI. — Frazione del .com. di Mes- 
sina , in Sicilia , prov. , circond. e mand. di 
Messina. 

L'ufficio postale è a Messina./ 

GANZO. — Frazione del com. di Mezzegra, 
in Lombardia, prov. e circond. di Como, mand. 
di Menaggio. 

L'ufficio postale è a Lenno. 



GARACVSO 

6ANZ01E. — Frazione de! €òm. di Mttrfme; 
nell'Emilia, prov., circond. e mand. di Bologna. 

L'ufficio postale è a Bologna. 

GARABIOLO. — Comune in Lombardia, Jpftts, 
di Como, circond. di Varese, mand. di Mse*' 
.cagno. 

Ha una superficie di 161 ettari. 

La sua popolazione assoluta di btto, ^ 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
-203 (maschi 88, femmine 114); qoélla di di- 
ritto era di 338 abitanti. Nel 1864 vi ate- 
vano 195 abitanti, ossia 131. 1 1 per cbihuBetro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale eonstadi 47 nS- 
liti attivi e 33 di riserva: totale 70 HulHi. 
La mobilizzabile è di 19 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di.Gavirate; nel 1863 
erano 4. 

L'ufficio postale è a Maceagno. 

Pel dazio consumo è comune di qaarta elùse. 

Il suo territorio è montuoso e non predace 
che pascoli e castagneti. 

È nn piccolo villaggio della valle Vedasi*, 
posto in monte, in riva al finmieelln GieH. 
Dista 43 chilometri e mezzo da Varese. 

6ARADASSI GARADAZZL — Frazione del 
coro, di Fabbrica Cnrone, in Piemonte, prov. 
di Alessandria, circond. di Tortona, mand. di 
San Sebastiano Cnrone. 

L'ufficio postale è a S. SebasUano Corone. 

GARAGLIA.'— Frazione del com. di Capriata 
d'Orba, in Piemonte, pr,ov. di Alaaundrìa, 
circond. di Novi Ligure, mand. di Capriata 
d' Orba. 

L'ufficio postale h a Capriata d'Orba. 
^GARAGUSO. — Comune nel Napoletano, 
prov. di Basilicata, circond. di Matera, mand. 
di S. Mauro Forte. 

La sua popolazione assoluta di fliHo, se- 
condo il censimento del 1861, contavft abitanti 
1473 (maschi 743, femmine 739); qaeila di 
diritto era di abiUnti 1536. Nell'anno 4864 
vi avevano 1319 abitanti. 

La sua^ guardia nazionale <{!OBS(a di vna- 
compagnia con 147 militi attivi e 8 di riserva* 
totale 155 militi. La mobilizzabile à di 8ft 
militi. i 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Trieariod; nel 1863 
erano 35. 

L'ufficio postale è a Tricarieo. 

Pel dazio consumo è eomnne di qaarts elasse. 

II suo territorio è fertile sebben moitueso; 
ma l'aria non è troppo buona. É b»f nate dal 
Salandrella. 



Digitized by 



Google 



CABAITA 

Il upoloogo è no villaggio posto in rooote 
alla distanza di 60 chilometri da Matera. 

SoSn molti danni nel terremoto del 1694 
e fn fendo dei Revertera di Salandra. 

GARAnA. — Frazione del com. di Quat- 
tordio, in Piemonte, pror. e circond. di Àles- 
saodria, mand. di Fclìzzano. 

L'affido postale è a Felizzano. 

6ARAMATTA. — Frazione del com. di Ser- 
ioria, in Sardegna, prov. di Cagliari, circond. 
di Iglesias, mand. di Santadi. 

L'officio postale è ud Iglesias. 

6ARANCETTA. — Frazione del com. dei 
Corpi Santi di Milano, in Lombardia, prov., 
dicoDd. e mand. di Milano. 

L'ufficio postale è in Borgo degli Ortolani, 
frizione esso pare del comune dei Corpi Santi 
di Milano. 

fi&RASSmi (Costa). — Frazione del com. 
di Aodora', nella Liguria, pror. di Genova, 
circond. di Albenga, mand. di Andora. 

L'ufficio postale è ad Àndora. 

6ABASSIN0. — Frazione del com. di Or- 
mea, in Piemonte, prov. di Cuneo, circond. 
dì Uoodovì, mand. di Ormea. 

L'ufficio postale è ad Ormea. 

(àUTAGLIA. — Frazione del com. di Sciol- 
le, io {^monte , prov. e circond. di Torino, 
flud di Sciolse. 

l'afScio postale è a Sciolze. 

SABATAGUA. — Fraìione del com. di To- 
riso, in Piemonte, prov., circond. e mand. di 
Torino. 

L'ufficio postale è alla Madonna di Cam- 
pagna, frazione essa pure del comune di To- 
nno. 

6ABATAGKA. — Frazione del com. di Ro- 
siguano Monferrato, in Piemonte, prov. di Ales- 
landria, circond. di Casale Monferrato, mand. 
di Rosignano Monferrato. 

L'ufficio postale è a Rosignano Monferrato. 

6ARAVAGNA. — Frazione del com. di Vii- 
laonova Hondovì, in Piemonte, prov. di Cuneo, 
circond. di Mondovi, mand. di Villanuova 
Uoodovì. 

L'ufficio postale è a Villanuova Mondavi. 

GABATAGNI. — Frazione del com. di Santa 
Giulia, nella Liguria, prov. di Genova, cir- 
cond. di Savona, mand. di Dogo. 

L'ufficio postale è a Dego. 

SARATAGNO. — Frazione del com. di Le- 
qnio Cerria, in Piemonte, prov. di Cuneo, 
ùtond. di Alba, mand. di Diano d'Alba. 

L'officio postale è a Diano d'Alba. 

6ABAVATL — Frazione del com. di Rora- 

ImIo, nel Napoletano, prov. di Calabria Ul- 

L'Itaua, Dizionario corografico, ecc. Voi. 



GARBAGNA 57 

teriore II, circond. dì Monteleone, mand. di 
Mileto. 

L'ufficio postale è a Monteleone. 

È un villaggio di circa 350 abitanti. Fu 
distrutto dal terremoto del 1783. 

GARAVÉ. — Frazione del com. di Barbengo, 
nel Canton Ticino, distr. di Lugano, circolo 
di Carena. 

6ARATELLE. — Frazione del com. di Città 
di Castello, nell'Umbria, prov. dell'Umbria, 
circond. di Perugia, mand. di Città di Castello. 

L'ufficio postale è a Città di Castello. 

GARA VELLO. — Frazione del com. di Vil- 
lafranca d'Asti, in Piemonte, prov. di Ales- 
sandria, circond. di Àsti, mand. di BaldichierL 

L'ufficio postale è a Villafranca d'Asti. 

GARAVENTA. — Frazione del com. di Tor- 
riglia, nella Liguria, prov. e circond. di Ge- 
nova, mand. di Torriglia. 

L'ufficio postale è a Torriglia. 

GARATERNE. — Frazione del com. di Le- 
quio Berria, in Piemonte, prov. di Cuneo, cir- 
cond. di Alba, mand. di Diano d'Alba. 

L'ufficio postale ò a Diano d'Alba. 

GARAVET. — Frazione del com. di Cbam- 
porcher, in Piemonte, prov. di Torino, cir- 
coud. di Aosta, mand. di Donnaz. 

L'ufficio postale è a Donnaz. 

GARA VOGLIE. — Frazione del com. di Li- 
vorno Piemonte, in Piemonte, prov. di Novara, 
circond. di Vercelli, mand. di Livorno Piemonte. 

L'ufficio postale è a Livorno Piemonte. 

GARBA. — Frazione del com. di Santo Ste- 
fano d'Avete, nella Liguria, prov. di Genova, 
circond. di Chiavari, mand. di Santo Stefano 
d'Avete, 

L'ufficio postale è a Santo Stefano d'Aveto. 

GARBAGNA. — Mandamento in Piemonte, 
prov. di Alessandria, circond. di Tortona. 

Ha una popolazione di 4193 abitanti, divìsi 
nei 6 comuni di Avolascà, Casasco, Dernice, 
Garbagna, Sorlì, Vargo. 

GARBAGNA. — Comune in Piemonte, prov. 
di Alessandria, circond. di Tortona, mand. di 
Garbagna. 

Consta di Garbagna, capoluogo, e di nove 
frazioni, che sono: Cà di Borello, Val del 
Forno, Agliani, S. Gaudenzio, Bastita, Costi- 
gliela, S. Vito, Ramerò e Tragarolo. 

Ha una superficie di 1955 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
1469 (maschi 738 e femmine 731); quella di 
diritto era di abitanti 1485. Nel 1864 vi ave- 
vano 1419 abitanti, e quindi 75.54 per chilo- 
metro quadrato. 
IV. (Proprietà letteraria) 8 



Digitized by 



Google 



58 OàRBiGNA 

Lasna guardia nazionale consta di una com- 
pagnia con 184 militi attivi e 83 di riserva: 
totale 367 militi. La mobiliuabile è di 138 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Tortona; nel 1863 
erano 49. 

Ha ufficio postale proprio e pretara di man- 
damento dipendente dal tribunale civile e cor- 
rezionale di Tortona. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

n suo territorio è coltivato a grano, civaie, 
gelsi, viti ed alberi fruttiferi; tuttavia il rac- 
colto di questi prodotti è appena mediocre. 
Ha pure estesi pascoli, ne* quali si allevano 
molte pecore. 

Questi terreni sono bagnati dal torrente 
Grue, che scorre a levante e si getta nello 
Scrìvia presso Castelnuovo, dall'Àrzola in- 
fluente del Mns^lia, e dai rivoli Zelassa, Rio- 
lasso, Casavecchia, Garbagnola, Boio e Smer- 
dare tutti afSuenti del Grue. In uno di que- 
sti rivoli rinviensi ferro solforato, globulare, 
fibroso, raggiante, con superficie gremita di 
cristalUni piramidali. 

Il capoluogo è un villaggio posto sopra un 
piano inclinato, che si alza a poco a poco in col- 
lina, al quale si appoggiano i monti liguri di 
Riva Rossa dalla parte di mezzodì. Distaci chi- 
lometri a scirocco da Tortona. Possiede un'opera 
pia istituita da un Bastita nd 1836 per distri- 
buzione di doti e a favore del eulto. 

Vi si veggono ancora le mine dell'antica 
rocca, ch'era stata, a quel che sembra, restau- 
rata dai principi D'Oria, che ne furono feu- 
datarii dopo i vescovi tortonesi, a cui fu do- 
nato dai Carolingi nel IX secolo. 

6ABBA6MA NOVARESE. — Comune in Pie- 
monte, prov. e circond. di Novara, mand. di 
Vespolate. 

Consta di Garbagna, capoluogo, e di varie 
frazioni, fra cui Buzzoletio, Calzavacca e Cas- 
sine Moncncco. 

Ha una superficie di 1085 ettari 

La sua popolazione assolata di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 959 (maschi 510, femmine 449); quella 
di diritto era di 944 abitanti. Nel 1864 ve ne 
avevano 1(^1, ossia 94,10 per chilom. qaadr. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 63 militi attivi e 9 di ri- 
serva : totale 71 militi. La mobilizzabile è di 
34 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Biandrate; nel 1863 
erano 8. 

Ha officio postale proprio. 



GARBAGNATi: 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è coltivato in parte a ri- 
saie e in parte a frumento , segale e roar- 
zuoli. Possiede alcuni boschi ed è irrigato 
dall' Arbogna e da alcuni canali che da que- 
sto fiume sono derivati. 

Il capoluogo è un villaggio posto in pia- 
nura, sulle sponde dell'Arbogna, ad ostro da 
Novara da cui dista 8 chilometri. 

Fa marchesato dei Caroelli già conti di 
Vespola'e. 

GARBAGNATE MILAHESE. — Comune in 
Lombardia, prov. e circond. di Milano, mand. 
di Bollate. 

Comprende le seguenti frazioni: Bianello, 
Biscia, Broggi, Cassina de'Bariani, Colombina, 
Fornace Litta, Santa Maria Rossa, Siolo. 

Ha una superficie di 833 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento 1S61, contava 1905 abi- 
tanti (maschi 973, femmine 933); quella di 
diritto era di 1957 abitanti. Nel 1864 ve n'ave- 
vano 1963, ossia abitanti 335.65 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di snz 
compagnia con 14 militi attivi e 8 di riservi: 
totale 33 militi. La mobilizzabile è di 31 
militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Rho ; nel 1863 erano 8. 

Ha ufficio postale proprio. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio si distende sopra un' am- 
pia pianura percorsa dal Guisa, torrente qnssi 
sempre asciutto, in parte coltivata e in parte 
brughiera. I terreni coltivati sono tutti arato- 
rii piantati a lunghi filari di gelsi, e seminati 
a frumento, grano torco, ravizzone, segale, le- 
gami ed altri generi diversi. La brughiera 
non fornisce che poca legna di pino ; rari vi 
si incontrano i boschi cedui. In questo terri- 
torio sembra che anticamente vi fossero paludi 
prati a marcita, da cui sarebbe venato al 
comune il sopranome di Marcido, che è ormai 
passato in dimenticanza. 

Il capoluogo è un grosso villaggio, posto 
circa 5 chilometri a maestro da Bollate e 15 
pure a maestro da Milano, in vicinanza e alla 
destra della postale che da quella città con- 
duce a Varese. Poco lungi, al suo scirocco, tro- 
vasi la superba villa Busca di Castellazio, di- 
pendente dal comune di Bollate. 

Questa terra fu fendo dei Baggi (1107) e 
poi de' canonici della basilica di Sant'Ambro- 
gio in Milano, i quali nel 1330 vi eleggevano 
un podestà. 



Digitized by 



Google 



GAhBAGNATB 

Fb la patria di quel Gaspare che in un'as- 
semblea popolare tenata nel 1384 a Milano 
iuIberaDdo lo stendardo di Sant'Ambrogio 
eccitò i saoi concittadini alla distruzione di 
Castel Seprìo. 

Akuie delle snrrìferUe notizie debboosi alla cortesia 
ddToooreTole Monicipio di questo comoue. 

6ARBAGNATE HONASTERO. — Comune in 
Lombardia, prov. di Como, circond. di Lecco, 
oand. di Oggionno. 

Comprende la frazione di Brongio. 

Ha nna superficie di 343 ettari. 

La sua popolazioue assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava 1007 
abitanti (maschi 537, femmine 470) ; quella di 
diritto era di abiUnti 1037. Nel 1864 vi ave- 
nno 1038 abitanti, ossia 303. 50 per chilome- 
tro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 77 militi attivi e 9! di ri> 
serra: totale 168 militi. La mobilizzabile è di 
5 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Brivio; nel 1863 
er&ao 13. 

L'ufficio postale è ad Oggionno. 
Vddìtao cònsamo è cornane di quarta classe. 
11 SQo territorio fa parte delia Brianza ed 
e eoltirato specialmente a cereali, viti e gelsi. 

Il capoluogo è un villaggio posto in vici- 
DìBU del fiume Bevera, che scorre al suo Io- 
nate, e distante 16 chilometri da Lecco. 

Chiamasi Monastero perchè nel 1*288 vi esi- 
steva un convento detto di San Martino. 

6ARBAGNATE ROTTA. — Frazione del com. 
di Bo^io, in Lombardia, prov. di Como, cir- 
c nd. di Lecco, mand. di Oggionno. 

L'ufficio postale è a Pusiano. 

E- un villaggio posto sopra un' eminenza 
presso la sponda orientale del lago di Pusiano, 
«lue chilometri ad ostro da Bosisio. 

GARBAGNE. — Frazione del com. di Rue- 
glio, in Piemonte, prov. di Torino, circond. 
di Ivrea, mand. di Vistrorio. 

L'ufficio postale è a Vistrorio. 

GARBAGNINA. — Frazione del com. di Ca- 
priata d'Orba, in Piemonte, prov. di Ales- 
sandria, circond. di Novi Ligure, mand. di 
Capriata d'Orba. 

L'ufficio postale è a Capriata d'Orba. 

GARBALETTO. — Frazione del com. di 

Castiglione Falletto, in Piemonte, prov. di 

Cuneo, circond. di Alba, mand. di Monforte 

d'.\lba. 

L'officio postalo è ad Alba. 

GARBANA. — Frazione del com. di Gam- 



6ARB1AN0 59 

bolo, in Lombardia, prov. di Pavia, circond. 
di Lomellina, mand. di Gambolò. 

L'ufficio postale è a Gambolò. 

6ARBARIN0. — Frazione del com. di Ro- 
vegno, in Lombardia, prov. di Pavia, circond. 
di Bobbio, mand. di Ottone. 

L'ufficio postale è ad Ottone. 

GARBASOLA. — Frazione del com. di Ca- 
lamandrana, in Piemonte, prov. di Alessan- 
dria, circond. di Acqui, mand. di Nizza Mon- 
ferrato. 

L'ufficio postale è a Nizza Monferrato. 

GARBATOLA. — Comune in Lombardia, 
prov. di Milano, circond. di Gallarate, mand. 
di Rho. 

Ha una superficie di 146 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
345 (maschi 155 e femmine 190); quella di 
diritto era di 357 abitanti. Nel 1864 vi avevano 
347 abitanti, ossia 237.67 per chilom. quadr.' 

La sua guardia nazionale consta di 7 mi- 
liti attivi e 3 di riserva : totale 10 militi. La 
mobilizzabile è di 3 militi. ' 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Rho; nel 1863 
ve n'era inscritto uno. 

L'ufficio postale è a Nerviano. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è coltivato a biade, a gelsi 
e a vitL 

Questo comune è un piccolo villaggio po- 
sto fra il torrente Bozzente e la strada che 
da Milano conduce a Sesto Calende. Dista 3 
chilometri circa a levante da Nerviano e 34 
da Gallarate. 

GARBATTOLA. — Frazione del coro, dei 
Corpi Santi di Milauo, in Lombardia, prov., 
circond. e mand. di Milano. 

L'ufficio postale è in Borgo degli Ortolani, 
frazione esso pure del comune dei Corpi Santi 
di Milano. 

GARBA VOLL — Frazione del com. di Roc- 
caverano, in Piemonte, prov. di Alessandria, 
circond. di Acqui, mand. di Roccaverano. 

L'ufficio postale è a Roccaverano. 

GARBERI*. — Frazione del com. di Mon- 
techiaro d'Asti, in Piemonte, prov. di Ales- 
sandria, circond. di Asti, mand. di Monte chiaro 
d'Asti. 

L'ufficio postale è a Montechiaro d'.\stL 

6ARBIAN0 e GARBIANOTTO. — Frazioni 
del com. di Piobesi d'Alba, in Piemonte, prov. 
di Cuneo, circond. di Alba, mand. di Corne- 
gliano d'Alba. 

L'ufficio postale è a Cornegliano d'Alba. 



Digitized by 



Google 



60 OARBIGUETTI 

6ARBIQLIETTI. — Frazione del com. di 
Torino, ia Piemonte, prov., circond. e mand. 
di Torino. 

L'ufficio postale è alla Madonna del Pilone, 
frazione essa pura del comune di Torino. 

GARBINO. — Frazione del com. di Fossano, 
in Piemonte, prov. e circond. di Cuneo, mand. 
di Fossano. 

L'ufficio postale è a Fossano. 

6ARBI0LA. — Frazione del com. di Prali, 
in Piemonte, prov. di Torino, circond. di Pi- 
nerolo, mand. di Perrero. 

L'ufficio postale è a Perrero. 

GARBO. — Frazione del com. di Rivarolo 
Ligure , nella Liguria , prov. e circond. di 
Genova, maLd. di Rivarolo Ligure. 

L'ufficio postale è a Rivarolo Ligure. 

GARBUGLIA. — Frazione del com. di Fras- 
sineto, in Piemonte, prov. di Alessandria, cir- 
cond. di Casale Monferrato, mand. di Tici- 
netto. 

L'ufficio postale è a Frassineto. 

GARBUGLIAGA. — Frazione del com. di 
Rocchetta di Vara, nell'Emilia, prov. e cir- 
cond. di Massa e Carrara, mand. di Calice. 

L'ufficio postale è a Rocchetta di Vara. 

GARDA. — Comune nel Veneto, prov. di 
Verona, distr. di Bardolino. 

Ha una popolazione oggidì (1867) di 1331 
abitanti. 

L'ufficio postale è a Bardolino. 

Per la circoscrizione elettorale politica di- 
pende da Bardolino, 

Il suo territorio si distende in parte lungo 
la sponda del Iago omonimo, ricco specialmente 
di agrumi e di ulivi che gli danno un aspetto 
sempre ridente di eterna primavera; nel re- 
stante, verso il lato settentrione-levante, giace 
come in un ampio anfiteatro, formato da col- 
line, le quali sono coltivate a fiorenti vigneti 
che danno un vino squisito, che non teme il 
confronto col rinomato Valpolicello, e ad al- 
beri fruttiferi, i cui prodotti sono squisitis- 
simi e perciò ricercatissimi. 

E un villaggio ricinto di mura con castello, 
il quale fu già fortezza di qualche importanza. 
Giace in fondo ad un piccolo seno del lago 
di Garda, 18 cbilometri circa a borea da Pe- 
schiera. Fra le cose osservabili si notano la 
villa degli ÀlbertÌDÌ,con parco, posta in amena 
situazione e circondata da allegri boschetti, 
con piante esotiche e bellissima serra ricca in 
modo speciale di camelie, con loggia che si 
apre tra mezzodì e sera ed una torre merlata ; 
la villa già Carlotti, ridotta a emporio do- 
ganale della ditta Merlo e Pincini, dista un 



GABDA 

chilometro da Garda ; ha una grossa torre ed 
un'elegante loggia in riva al lago. A ponente 
da Garda, a due chilometri circa discosto, è 
Scaveaghe, altra villa antica dei Carlotti, e a 
4 chilometri S. Vigilio, promontorio interes- 
santissimo con altra villa superba dei Bren- 
zoni, il cui palazzo è disegno dell'architetto 
Sanmicheli. Nella chiesa parrocchiale sono 
buoni dipinti del Tedeschi, di Palma il gio- 
vane e del Paglia bresciano ; e nell' oratorio 
di Santo Stefano esistono il Martirio del santo 
titolare e un S. Giovanni Battista, entrambi 
di Paolo Farinaio. 

Questo villaggio e la sua rocca sono molto 
celebri nelle storie. Il monte Rocca presenta 
due cime ; sull'una sta un eremo già dei Ca- 
maldolesi, eretto nel 1663 ed acquistato in se- 
guito dalla famiglia Buri, intorno al quale 
si trovarono avanzi di fortilizi: sull'altra ve- 
desi la torre nella quale credesi che venisse 
tenuta prigione Adelaide vedova di Lotario. 
É incerto il luogo ove era la rocca difesa da 
Turrisendo, cittadino veronese, contro le armi 
di Federico I condotte da Marquardo di 
Gmmbach. 

La terra di Garda sorse, secondo alcuni, salle 
rovine dell'antichissima città di Benaco; opi- 
nione che dai critici non è accettata, quan- 
tunque sinnsi trovate parecchie iscrizioni ro- 
mane, e due pregiati cippi sepolcrali egual- 
mente romani , esistenti 1' uno rimpetto alla 
chiesa e I' altro incastonato nel muro della 
chiesa stessa. Carlo Magno eresse Garda io 
contea. Arrigo 1 la diede in dono nel 1005 
con tutto il Benaco a Tadone, uno dei suoi 
pivi fedeli vassalli, col quale il comitato di 
Garda comincia a governarsi indipendente- 
mente , fino a che Federico Barbarossa lo 
diede ad Adalberto principe di Trento, con- 
cedendo la rocca, tolta a Turrisendo, a Cor- 
rado conte palatino del Reno, Questa rocca 
venne in seguito venduta da Enrico IV im- 
peratore alla città di Verona per mille mar- 
che d'argento, ma poco dopo venne ricupe- 
rata da Ottone IV. Noi 1250, divenuta l'asilo 
dei fuorusciti veronesi, fu distrutta dai Ve- 
ronesi. In una parte di essa venne in seguito 
stabilito l'eremo dei C amaldolesi di sopra ri- 
cordato. 

Garda venne in potere di Martino II della 
Scala, che ne ottenne l'investitura nel 1351 
dall'imperatore Carlo IV, dei Carlesarì, dei 
Montecchi, dei Sambonifazi e dei Carlotti, 
tutte illustri famiglie di Verona. 

Garda diede il nome al Iago omonimo. In- 
torno a Garda scrissero Giulio dal Pozzo 



Digitized by 



Google 



GABDA 

(Ugo, fortezza e rocca di Garda e Gardesana, 
con la genealogia degli antichi signori di Garda, ecc. 
Verona, verso il 1679) e Orti Munara (/)t af- 
ewae laUichità di Garda e di Bardolino, ecc. Ve- 
rona, 1836). 

PtrU ddle surrìrerite notizie debbonsi alla corlesia del- 
l'oiisreTCìle Uimicipio di questo comnoe. 

GARDA o BENACO. — È il più gran lago 
dltalia. Giace fra il monte Baldo e le Alpi 
delle Giadicarie, si stende dal 45** 36' al 
45** 51' di latitudine ed appartiene a tre re- 
gioni: al Trentino, alla Venezia ed alla 
Lombardia. Esso è alimentato principalmente 
dai finme Sarca, che scaturisce tra le ghiac- 
ciaie del Monte Adamo, e dai fìumicelli Po- 
■ale. Campione e Toscolano, che scendono 
dalle valli di Ledro, Tavolo e Vesta. Ha per 
emissario il Mincio , che esce a Peschiera , 
forma il lago o stagno di Mantova, e va a 
gettarsi nel fiume Po. 

Ha la lunghezza di 52 chilometri, la mas- 
sima larghezza di 17 chilometri, la massima 
profondità di 390 metri, il perimetro di 134 
chilometri. La sua superficie totale è di 300 
chilometri quadrati, un terzo piiì del Lago 
Maggiore. La sua elevazione sull'Adriatico è 
di metri 69.336. Il suo livello nelle piene or- 
dimrie s'innalza di metri 0.455; nelle straor- 
dioarie di metri 0.834; nelle magre ordinarie 
5j abbassa di metri 0.759. La durata consueta 
delle piene è di trenta giorni; ma non giun- 
gendo a considerevoli altezze, non portano i 
danni delle piene di alcuni altri laghi. La tem- 
peratura delle acque superficiali di rado eccede 
i 39 centigradi, e discende al di sotto di 4 
centigradi. 

Si suppone che nel fondo contenga abbon- 
dauti sorgenti, senza delle quali non potreb- 
bero le sue acque mantenergli abbondanti in 
modo tale da costituirlo il principale lago 
delle Alpi italiche. Le sue acque sono limpi- 
dissime e leggerissime, come saluberrima vi è 
r aria. 

Nel suo mezzo sorgono varie isolette, di cui 
le principali sono quella di Trimelone od Olivi, 
verso la riva orientale, e quelle di Garda e 
dì S. Biagio, all'ingresso del golfo di Pieve 
Vecchia, sulla riva occidentale. Ai mezzodì 
sporge nelle acque la bellissima penisola di 
Sermione, che il poeta Catullo chiama la pu- 
pilla del lago. 

I venti dominanti sono due: il Severo o set- 
tentrionale, quasi vento che viene di sopra, 
che è il più forte, comincia dopo la mezza- 
notte e cessa dopo la metà dei mattino; il 
Yweita od Ora od australe, che è più dolce 



GARDA 6l 

e men gagliardo, comincia al cessare del 
Sovero e finisce verso sera. Di rado si fanno 
sentire ì venti da levant e e da ponente. 
Esiste, per lo più verso il mezzo della conca, 
in certe circostanze un sensibile movimento 
nelle sue acque, detto dagli abitanti Corrivo. 
Questa specie di corrente subacquea si fa in 
alcuni luoghi sentir rapidissima, ed è attri- 
buita alla comune generale tendenza di tutta 
la massa dei flutti verso Peschiera, che è ap- 
punto la parte verso la quale inclina notabil- 
mente il fondo. Il lago ordinariamente è tran- 
quillo : nondimeno i barcaiuoli additano delle 
punte memorande per naufragi , che pur 
troppo talvolta accadono pel rompere di ga- 
gliardi venti dalle gole dei vicini monti. Per 
queste burrasche, in cui l'onda si solleva fin 
a due metri , Virgilio attribuì al Benaco il 
fremito marino. 

La valle entro cui giace appartiene alla 
classe di quelle che diconsi longit udinali, e in 
generale si mostra parallela a quella del- 
l'Adige; e vi ha fra i dotti chi opina che il 
fondo occupato dal Benaco fosse l'antico letto 
di quel fiume, tramutato in lago per forza 
vulcanica. E in vero le sue acque ancora og- 
gidì presentano un fenomeno singolare nelle 
vicinanze della penisola di Sermione. Dalla 
parte di levante di detta penisola, quando il 
lago è tranquillo^ si vede una congerie non 
interrotta di bolle d'aria, talora fumanti, che 
escono gorgogliando dal fondo. Da esse si 
svolge gas acido carbonico e gas idrogeno 
solforato; il che probabilmente proviene dalla 
decomposizione di qualche strato sotterraneo 
di piriti. 

li lago di Garda alimenta molto pesce e 
molto delicato, e più specialmente il carpione 
e la tinca, alcune specie di salmoni, fra cui 
la trota, grossissimi lucci, le anguille, di cui 
in una sol notte presso il fiume Mincio tal- 
volta se ne presero più centinaia di libbre. 
Il pesce più copioso e squisito del Benaco è la 
cheppia lacustre, conosciuta dai pescatori sotto 
i tre nomi di agone, sardenna e scarabina, se- 
condo le sue differenti età. 

Fra gli uccelli acquatici vi si notano ani- 
tre, folaghe, lari o gabbiani, ardee, e simili. 
Fra le piante le più comuni sono alcune spe- 
cie di potamogeti. 

Il clima del lago di Garda è dolcissimo : gli 
abitanti della sua riviera vivono longevi, sono 
generalmente di temperamento robusto e san- 
guigno, ed hanno attività e prontezza d'ingegno 
congiunta ad una naturale vivacità. Le donne 
sono per lo più ben formate e di bella presenza. 



Digitized by 



Google 



63 GAnOA 

Quanto alle occupazioni, le persone civili e bene- 
stanti attendono alla mercatura ; il basso pò- 
polo lavora i campi e attende alla nautica e 
alla pesca. 11 commercio del Iago è animato. 
Le più grosse barche portano in circa 600 mi- 
riagrammi, ma sono poche: la loro grandezza 
va diminuendo in sino ai battelli di pescatore 
della portata di 100 miriagrammi. Un piro- 
scafo percorre il lago in tutta la sua lun- 
ghezza nei giorni di lunedì, martedì, giovedì, 
venerdì e sabbato, facendo fermata a Riva, 
Limone, Tremosine, Tignale, Gargnano, Ma- 
derno, Salò, Desenzano, che sono le stazioni 
fra Riva e Desenzano ; e inoltre a Riva, Mal- 
cesine, Castelletto, Torri, Garda, Bardolino, 
Lazise, Peschiera, che sono le stazioni ira Riva 
e Peschiera. 

La parte più ridente e bella del Iago è la 
riviera detta di Salò, che occupa la sponda 
occidentale, circondata da amene colline e 
tutta coltivata a limoni, aranci, cedri ed 
altri alberi fruttiferi. La sponda orientale, che 
appartiene al Veronese, non presenta, special- 
mente da Garda sino a Torbole ed a Riva, che 
orridi gioghi. 

Alle bellezze della natura si aggiungano quelle 
dell'arte, e le memorie storiche, dai tempi più 
antichi fino ai dì nostri; di tutte le quali cose 
ne duole di non poter dire per mancanza di 
spazio. E però noi rimandiamo il lettore ai 
versi di Catullo e di Dante, ai poemi del Gio- 
doco, dello Spolverini, dell'Arici, del Buccel- 
leni, del Poropeati e del Betteloni. Tra le molte 
descrizioni del lago sono assai pregiate quella 
del dottor Ciro Pollini, Viaggio al lago di Garda 
e al monte Baldo. Verona, 1816, e quella di 
monsignor Serafino Volta, Descrizione del Iago 
di Garda e de'tuoi contorni, Mantova, 1828. 

GARDA. — Frazione del com. di S. Glorio, 
in Piemonte, prov. di Torino, circond. di Susa, 
mand. di Bussoleno. 

L'ufficio postale è a Bussoleno. 

GARDA. — Frazione del com. di Soncino, 
in Lombardia, prov. di Cremona, circond. di 
Crema, mand. di Soncino. 

L'ufficio postale è a Soncino. 

GARDA (La). — Frazione dei com. di Per- 
loz, in Piemonte, prov. di Torino, circond. di 
Aosta, mand. di Donnaz. 

L'ufficio postulo è a Donnaz. 

GARDALUSIO o GRATALASSO. — Torrente 
della provincia di Como, nella Lombardia. 
Nasce fra i colli posti a ponente di Appiano, 
scorre fra Carbonate e Locate e si versa nella 
Cerrina presso Rescaldina. 

6ARDATL — Frazione del eoo. di Cornalba, 



GARDENA 

in Lombardia, prov. e circond. di Bergamo, 
mand. di Zogno. 

L'ufficio postale è a Scrina. 

E posto sull'alto sul monte Albano in ter- 
ritorio da pascoli. 

GARDEGLIO. — Frazione del com. di Car- 
magnola, in Piemonte, prov. e circond. di To- 
rino, mand. di Carmagnola. 

L'ufficio postale è a Carmagnola. 

GARDELLA o GRADELLA. — Comune in 
Lombardia, prov. di Cremona, circond. di 
Crema, mand. di Pandino. 

Ila una superficie di 300 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1863, contava abi- 
tanti 367 (maschi 195 e femmine 172); quella 
di diritto era di 359 abitanti. Nel 1864 vi 
avevano 393 abitanti, ossia 131 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di 30 
militi attivi. La mobilizzabile è di 66 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Crema; nel 1863 
erano 5. 

L'ufficio postale è a Pandino. 

Pel dazio consumo è comune di quarto 
classe. 

Il suo territorio è bagnato da un rivolo 
tratto dall'Àdda ed i fertile in biade. 

il capoluogo è un piccolo villaggio, posto 
a tramontana da Pandino, da cui dista 6 chi- 
lometri, ed alla distanza di 16 chilometri da 
Crema. 

6ARDELL0NE. — Frazione del com. di Ospi- 
taletto, in Lombardia, prov. e circond. di Bre- 
scia, mand. di Ospitaletto. 
- L'ufficio postale è ad Ospitaletto. 

GARDENA. — Valle appartenente al circolo 
di Bolzano nell' Alta Valle dell' Adige. È se- 
condaria a quella formata dall' Isarco, dalla 
quale si distacca a sinistra fra Bolzano e Bres- 
sanone, estendendosi fino al punto ove si ag- 
gruppano i monti dei distretti di Fassa, Li- 
vinalongo e Marebbe. Conta sei ore di cam- 
mino e si estende in direzione da ponente a 
levante. È formata dal Plana, comunemente 
conosciuto sotto il nome di rivo di Gardena, o 
ha parecchi villaggi, i principali fra i quali 
sono Sant' Oldarico, San Giacomo, Santa Cri- 
stina, Santa Maria, che formano unitamente 
agli altri in complesso una popolazione di 
circa 4500 abitanti. 

La valle è celebre per l' industria d' inta- 
gliare cornici, a cui attende la maggior parte 
della popolazione. Venne questa industria in- 
trodotta nel 1703 da certo Giovanni de Metz, 



Digitized by 



Google 



GARDIGLIANO 
e aa secolo dopo il commercio di tali cornici 
era esteso a tatts Europa ed anche all' Ame- 
rica settentrionale. Le donne attendono ai la- 
vori di veli e pizzi, specialmente per addobbi 
di chiese. 

I valligiani di Gardena parlano una lingua 
loro propria: da alcuni tale lingua è ritenuta 
per il romancio di alcune valli della Svizzera, 
litri la ritengono un elemento romano rima- 
stovi per il luogo isolato e rimoto , altri un 
antico italico ed altri ancora un rimasuglio 

* dell'antica lingua etrusca. La valle di Gar- 
dena ha clima rigido: vi maturano però i 
cereali, vi abbondano i prati e i pascoli, e vi 
< fiorente l'allevamento del bestiame. 

GARDIGLIANO. — Frazione del com. di 
Scorze, nel Veneto, prov. di Padova, distr. di 
Noale. 

L'officio postale è a Noale. 

E un villaggio di 800 abitanti <, posto in 
amena pianura, fertile di cereali, viti e gelsi. 
Giace fra la destra del fiume Zero e la si- 
Distra del Dese. 

GABOUTA. — Frazione del com. di Castel- 
lerò, in Piemonte, prov. di Alessandria , cir- 
coDd. di Asti, mand. di Baldichieri. 
L'ofScio postale è a Baldichieri. 
GiBOniO. — Frazione del com. di Comazzo, 
in Lombardia , prov. di Milano , circond. di 
Lodi, mand. di Paullo. 

L'officio postale è a Paullo. 

È posto alla destra della Muzza in terri- 
torio coltivato a cereali e lini, e dista 4 chi- 
lometri a ponente da Comazzo. 

CARDINO. — Frazione del com. di Lequio 
Berria, in Piemonte, prov. di Cuneo, circond. 
di Alba, mand. di Diano d'Alba. 

L'ufficio postale è a Diano d'Alba. 

GARDIONA MARRQLOTTA. — Frazione 
del com. di Palestro, in Lombardia, prov. di 
Pavia, circond. di Loraellina, mand. di Robbio. 

L'ufficio postale è a Palestro. 

GARDIZZOLA. — Frazione del com. di Piz- 
zigbettone, in Lombardia, prov. e circond. di 
Cremona, mand. di Pizzighettone. 

L'ufficio postale è a Pizzighettone. 

GARDOLO. — Comune nel Trentino, distr. 
giudiziario di Trento. 

Comprende le frazioni di Canova, Roncafort 
e Vodi. 

I^ sua popolazione è di 1400 abitanti. 

II suo territorio è fertile in gelsi, viti e ce- 
reali, ma è soggetto alle inondazioni dell'Adige. 

Il capoluogo è un grosso villaggio posto 
sulla postale che da Trento conduce a Boi- 
uno, 6 chilometri circa a borea da Trento. 



6ABD0NE 63 

GARDOLO DI MEZZO. — Frazione del com. di 
Meano, nel Trentino, distr. giudiz. di Lavis. 

GAROONE. — Mandamento in Lombardia , 
prov. e circond. di Brescia. 

Ha una popolazione di 10,898 abitanti, di- 
visi nei 10 seguenti comuni: Carcina, Gar- 
done, Inzino, Lumezzane Pieve, Lumezzane 
Sant'Apollonio, Magno, Marcheno, Polaveno, 
Sarezzo, Villa di Cogozzo di Valtrompia. 

GARDONE. — Comune in Lombardia, prov. 
e circond. di Brescia, mand. di Gardone. 

Ha una superficie di 1391 ettari. 

La sua popolazione 'assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
1648 (maschi 857, femmine 791); quella di 
diritto ora di ìCB'i abitanti. Nel 1864 vi ave- 
vano 1682 abitanti, ossia 130.39 per chilo- 
metro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di 2 
compagnie con 189 militi attivi e 86 di ri- 
serva: totale 375 militi. La mobilizzabile è 
di 119 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Iseo; nel 1863 
erano 76. 

Ha ufficio postale proprio, pretura di man- 
damento dipendente dal tribunale civile e 
correzionale di Brescia. 

Pel dazio consumo è comune di coarta classe. 

II suo territorio produce foglia di gelsi e 
vino. Dai boschi ricavasi molto carbone. Vi 
abbonda il selvaggiume. 

lì capoluogo è un grosso villaggio della 
Valtrompia inferiore, posto alla destra del 
fiume Mtilla e sulla strada provinciale che 
attraversa la valle. Dista 33 chilometri a 
borea da Brescia. Non è molto che Giovanni 
Battista Consoli morendo lasciava al comune 
30,000 lire ed una casetta per iniziare un 
ospedale. Vi si tiene mercato al martedì e al 
venerdì e fiera al 35 aprile. ' 

Questo villaggio è celebre per le fabbri- 
che d'armi da taglio e datfuoco, 'tenute in 
gran pregio sotto la veneta repubblica e po- 
scia decadute per la preferenza accordata 
alle manifatture d'oltremonte. 

Vi si trovano pure filatoi di seta. 

Al tempo della repubblica questo villag- 
gio era capoluogo di tutta la valle, e vi ri- 
siedeva un vicario che jamministrava la cosa 
pubblica. 

Gardone si trova nominato in un atto del 
secolo XI. Vi si rinvenne un'iscrizione a 
Giove conservatore ed una alle ninfe sullo 
scorcio del secolo XV: sotto la piazza è un 
sotterraneo con cisterna. 




Digitized by 



Google 



64 CARDONE 

Sulla fine del secolo scorso fu dne volte 
saccheggiato da una schiera di Valsabbini, di 
Triumplini e di ausiliari tirolesi, perchè era 
stato il quartiere generale dei Francesi co- 
mandati dal capo-battaglione Cruchet. SoOiì 
molti gaasti anche nell'inondazione del Mella 
del 1850. 

Presso la famiglia Bianchi esistono gli sta- 
tuti di Gardone del 1400, manoscritti da un 
frate. 

GARDONE. — Frazione del com. di Iso- 
rella, in Lombardia , prov. di Brescia , 
circond. di Verolanuova, maud. di Leno. 

L'ufQcio postale è a Gottolengo. 

GAROOME. — Frazione del com. di Ma- 
nerba, in Lombardia, prov. di Brescia, cir- 
cond. e mand. di Salò. 

L'nfGcio postale è a Polpenazze. 

È un piccolo ma ameno villaggio posto so- 
pra un colle donde si domina il lago dì Gar- 
da. Dista un chilometro ad ostro da Manerba 
e 9 circa pare ad ostro da Salò. 

GARDONE RIVIERA. — Comune in Lom- 
bardia, prov. di Brescia, circond. e mand. 
di Salò. 

Comprende la frazione di Fasano. 

Ha una superficie di 1448 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto , se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
1500 (maschi 755, femmine 745); quella di 
diritto era di 1527 abitanti. Nell'anno 1864 ve 
n'avevano 1535, ossia 105. 31 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 107 militi attivi. La mobiliz- 
zabile è di 60 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Salò; nel 1863 
erano 44. 

L'ufficio postale è a Salò. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

11 suo territorio si distonde in gran parte 
lungo le sponde del lago di Garda, la quale 
vcdesi adoma di olivi, limoni, cedrati, gelsi 
e viti. 

11 capoluogo è un bello ed allegro villaggio 
posto sulla riviera di Salò, in vicinanza della 
strada che da questo borgo conduce a Gar- 
gnano. Dividesi in Gardone di sopra, situato 
sopra un colle, da cui dominasi il lago, e in 
Gardone di sotto, posto in riva al lago stesso. 
Dista 4 chilometri a greco da Salò. 

OARDONI. — Frazione del com. di Rocca- 
piatta, in Piemonte, prov. di Torino, circond. 
dì Pìnerolo, mand. di S. Secondo. 

L'officio postale è a S. Secondo. 



OiREGNANO 

QARDUMO. — Comune nel Trentino, disir 
giudiziario di Morì. 

Ha una popolatione di 480 abitanti. 

È un piccolo villaggio posto in montagaa, 
in una valle che da esso prende nome e in 
territorio coltivato a gelsi, viti e cereali. Di- 
sta 7 chilometri circa a borea da Mori. 

GAREONANO. — Comune in Lombardia, prov, 
e circond. di Milano, mand. dì Bollate. 

Comprende la frazione di Garegnano-Cor- 
bellaro, che è l'antica Certosa detta di Ga- 
regnano. 

Ha una superficie di 166 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
603 (maschi 311 e femmine 392); quella di 
diritto era di 614 abitanti. Nel 1864 vi avevano 
607 abitanti, ossia 365. 66 per chilom. qnadr. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 36 militi attivi e 14 di ri- 
serva: totale 50 mìliti. La mobilizzabile è 
di 29 militi 

Gli elettori politici sono inscrìtti nelle liste 
elettorali del collegio di Milano; nel 1863 
erano uno. 

L'ufficio postale è a Musocco. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è tutto pianeggiante; viene 
coltivato in parte a cereali'e a gelsi e in parte 
a prati. Altre volte era tutto tenuto a marcite, 
onde ne venne il sopi^nome al villaggio di 
Marcido. 

Il capoluogo è un piccolo villaggio sitoato 
6 chilometri a maestro da Milano, alla sini- 
stra della via Varesina, cosi detta perchè con- 
duce da Milano a Varese. Appena al disopra 
passa la ferrovia che conduce a Novara e a 
Gallarate. 

La parrocchiale del comune è la così detta 
Certosa di Garegnano, che venne fondata dal- 
l' arcivescovo Giovanni Visconti nel 1349 « 
soppressa nel 1784. Dopo la soppressione, 
parte del convento venne demolita e parte fu 
ridotta a civile abitazione. Merita di essere 
citata la chiesa, che venne ristaurata nel se- 
colo XVII, per gli stupendi aSreschi di Da- 
niele Crespi, che quivi rifugiossi, dice la tra- 
dizione, dopo essersi reso omicida per amore 
dell'arte. Quelle pitture rappresentano la vita e 
i miracoli di S. Brunone, patriarca dei Certosini, 
il ritratto del padre guardiano d' allora e di 
altri monaci, e la risurrezione dì Cristo. Nei 
dintorni di Garegnano ebbe il Petrarca una 
sua villeggiatura, nella quale tenne dimora 
alcun tempo, e da cui soleva recarsi assai spesso 
alla Certosa per visitarvi i monaci. 



Digitized by 



Google 



GABCL 

Questo villaggio è pur celebre per aver dato 
i ostali all'illastre astroDomo Barnaba Oriani, 
Dato quivi da oscari parenti il 16 luglio 1752 
e morto ia Milano ai 13 novembre 1832. 

GAREL. — Frazione dei com. di Coazze, in 
Piemonte, prov. di Torino, circoad. di Susa, 
mand. di Giaveno. 

L'officio postale è a Coazze. 

fiARELLA. — Frazione del com. di Torino, 
io Piemonte;, prov., circond. e mand. di Toriuo. 

L'ufficio postale è alla Madonna del Pilone, 
frazione essa pure del comune di Torino. 

OAKELLL — Frazione del com. di Villa- 
naora Mondovì, in Piemonte, prov. di Cuneo, 
circond. di Mondovì, mand. di Villanuova 
Mondo vL 

L'ufficio postale è a Villanuova Mondovì. 

BARBLLI MATTINA e GARELLI SERA. — 
Frazioni del com. di Gottolengo, in Lombar- 
dia, proT. di Brescia, circond. di Verolanuova, 
maod. di Leno. 

L'officio postale è a Gottolengo. 

GARELLO. — Frazione del com. di Castel- 
letto Cervo, in Piemonte, prov. di Novara, 
òfcond. di Biella, mand. di Masserano. 

L'ufficio postale è a Buronzo. 
&ABESSIO. — Mandamento in P iemonte, prov. 
& Caaeo, circond. di Moudov'u 

Ha una popolazione di 8057 abitanti, divisi 
aà 3 comuni di Garessio e Priola- 

6ARESSI0. — Comune in Piemonte, prov. 
di Cuneo, circond. di Mondovì,, mand. di Ga- 
ressio. 

Consta di Garessio, capoluogo, e di varie 
frazioni, fra cui Cerisela, Coggiolo, Morsecca, 
Ponte, Valsorda. 

Ha una superficie di 13,319 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 6438 (maschi 3188 e femmine 3-250); 
quella di diritto era di €718 abitanti. Nel 1864 
vi avevano 6G2G abitanti, ossia 50. 12 per chi- 
lometro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di quattro 
compagnie con 387 militi attivi e 346 di ri- 
serva: totale 733 militi. La niobilizzabile è di 
300 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Ce va; nel 1863 
erano 159. 

Ila ufticio postale proprio e pretura di man- 
damento dipendente dal tribunale civile e cor- 
rezionale di MondovL 
Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 
Il territorio di questo comuuc ò bagnato 
d4l Tanaro e dai seguenti rìvoli inQuenti dello 
L'Italia, Dizionario corografico, ecc. VoL 



GABESSIO 65 

stesso: Rozzo o Sozzo, Malsaogna o Malsau- 
gna, Àlbareta, Pezzuole, Nursecco, Parone 
Albarea, Rivo della Parrocchia. Produce se- 
gale, miglio, avena, frumento, legumi, canape, 
patate, castagne e fieno. I principali prodotti , 
sono questi ultimi : le sue castagne sono sapo- 
ritissime e molto ricercate in Piemonte e nella 
riviera ligustica : il moltissimo fieno permette 
di allevare numerose mandre, che col latte e 
col burro danno a quegli abitanti notevole 
guadagno. Vi si fa anche buona caccia di per- 
nici, quaglie, fagiani ed altri augelli ricercati, 
caprioli, lepri ed aquile reali. 

In questo territorio vi sono alti monti, fra 
i quali primeggiano il monte Mondino o Min- 
dino (alto 1914m.), il Gallerò o la Pra di Gallerò 
(alto 1 722 m.), il monte di Pietra-Degna, la così 
detta Colla di Casotto e quella di Prato. Al di 
sotto e in vicinanza di Pra di Gallerò trovasi 
una selva popolata di faggi e ricca di erbe 
medicinali. Dalla balza della Menna scaturisce 
un'acqua sulfurea avente le proprietà mede- 
sime di quelle di Valdieri e di Vinadio. 

10 queste montagne si trovano marmo, detto 
porterò, nero e giallo, marmo Serravezza della 
Rttsca, giallo venato scuro, broccatello di Rusca, 
persichino scuro di Parone, bardiglio della 
Chianella di color bigio, alabastro biondo 
stalattitico ; marmo bianco detto della Valle, 
marmo bianco statuario detto di Grapiolo ed 
altri marmi pregiati. 

11 capoluogo è un borgo situato sulla sì- 
nbtra del Tanaro, in pianura, a 48 chilometri 
da Mondovì. Nel medio evo era ricinto da mura 
e difeso da quattro rocche: le mura furono 
diroccate in gran parte nel 1634 dal mar- 
chese di Santa Croce, e due anni dopo di- 
strutte per ordine di Cristina di Savoia: delle 
rocche, due vennero demolite da remotissimo 
tempo, e due nel 1497 per ordine del mar- 
chese di Finale quando invase .questo territo- 
rio alla testa delle truppe genovesi. 

I fabbricati che compongono questo borgo 
sono disposti a foggia di anfiteatro. 

Vi ha un ospedale dotato di L. 5500 e una 
casa di educazione, fondata nel 1843, nella quale 
vengono istruite e mantenute povere figlie. 

Non lungi da Pamparato, verso il confine 
occidentale, esisteva nei trascorsi tempi una 
magnifica certosa, detta di Casotto : essa colla 
chiesa venne in gran parte demolita: nel fab- 
bricato che non venne distrutto si stabilì ona 
vetriera. 

Garessio è d'origine antichissima : ne'suoi din- 
torni si sono dissotterrate molte romane inscri- 
zioni ed altre antichità. I suoi signori furono 
Y. (Proprietà klleraria) 9 



Digitized by 



Google 



66 GAftKTTI 

gli Astigiaoi, i marchesi di Ceva, che lo ac- 
qnistarono dagli Astigiani nel 1395, i duchi 
d'Orléans a cui fu ceduto nel 1345, il duca 
Filippo Maria Visconti (1422), Massimiliano 
Sforza (1507) ed altri principi. Pel trattato 
del 17 gennajo 1527 passò all'imperatore 
Carlo V, il quale lo cedette alla Casa di Sa- 
voia. Nell'estate del 1794 Napoleone Bona- 
parte, allora comandante d'artiglieria, tenne 
stanza tre mesi in questa terra, nel convento 
di San Domenico. 

Nacque in Garessio nel secolo passato il 
poeta comico (ìiovanni Battista Yias&olo, so- 
pranominato Federici. 

GARETTI. — Frazione del com. di Carì- 
gnano, in Piemonte, prov. e circond. di To- 
rino, mand. di Carigoano. 

L'ufficio postale è a Carignano. 

6ARETT0. — Frazione del com. di Cbera- 
sco, in Piemonte, pror. di Cuneo, circond. di 
Mondovì, mand. di Cherasco. 

L'ufficio postale è a Cherasco. 

6ARFAGNANA {Carfcautna o Garfanamm). — 
Con questa denominazione si distingue un ter- 
ritorio dell'Italia mediana, appartenente al- 
l'Etruria nei tempi antichi e al Modenese nei 
tempi moderni, e corrispondente oggidì al cir- 
condario di Castelnovo di Garfagnana, nella 
provincia emiliana di Massa e Carrara. È po- 
sta a guisa di conca sul versante meridio- 
nale dell'Appennino, e per la sua configu- 
razione venne pur chiamata Valle di Garfa- 
gnana. E circoscritta dall'Appennino e dal- 
l'Alpe Apuana, che quivi ha il particolar nome 
di Panie, ed è percorsa quasi nel suo mezzo, 
con direzione da maestro a scirocco, dal fiume 
Serchio, che ne raccoglie le acque, le quali 
sono più di trenta torrentelli. Essendo difesa 
verso settentrione dalla catena dell'Appennino, 
il suo clima è assai mite: per cui, quantun- 
que il suo territorio sia tutto montuoso, vi 
crescono gli ulivi, le viti e i gelsi assai feli- 
cemente: oltreché, abbondano i cereali, visi 
coltiva la canape, vi hanno eccellenti pascoli, 
che danno luogo all'allevamento di molto be- 
stiame grosso e minuto, onde traesi molta 
lana e buoni formaggi. 1 suoi monti sono co- 
perti di alberi, e particolarmente di castagni 
alle falde, di faggi e di abeti alla sommità. 
Vi sono bagni ad acque termali, miniere di 
ferro e di vetriolo, cave di marmo, gesso, car- 
bon fossile, ampie grotte e caverne. 

I limiti territoriali della Garfagnana ven- 
nero più volte mutali. In anUco fu abitata 
dai Liguri Apuani, che molto si inoltravano 
nell'Etruria settentrionale. Caduta sotto il do- 



CAlCilXO 

minio romano, dapprima venne incorpor»t* 
alla Liguria, poi, ai tempi di Ottaviano An- 
gusto, fu restituita alla Tuscia o Toscana. Nel 
medio evo fu divisa in signorie o feudi rurali, 
aderenti ora ai Lucchesi, ora ai Pisani, ora 
ai Visconti, finché verso !a metà del XV se- 
colo si diedero a Nicolb III marchese d'Este. 
Fu allora divisa in varie vicarie, che chia- 
mavansi di Camporgiano, di Trassilieo, delle 
Terre Nuove; così. chiamata quest'ultima vica- 
ria perchè si sottomise dopo le altre alla do- 
minazione degli Estensi. Nei primi anni del 
secolo XVI la Garfagnana soffrì molti danni 
dalle milizie del papa Giulio II, condotte da 
Francesco Maria della Rovere; poi nel 1521 
fu invasa dalle truppe della repubblica fio- 
rentina; dopo la quale epoca ritornò ad Al- 
fonso I d'Este, regnando il quale, nel 1523 
vi giunse per governatore l'illustre nostro 
poeta Lodovico Ariosto. Nel 1602 i Lucchesi 
mossero guerra a Cesare d'Este per il pos- 
sesso della Garfagnana, ma sedici anni dopo 
per decreto imperiale venne confermata agli 
Estensi Fece parte della repubblica cispadana, 
poi della cisalpina, come distretto del dipar- 
timento del Panaro, poi del regno d'Italia: 
nel 1806 venne data ad Elisa Bonaparte princi- 
pessa di Lucca e Piombino. Nell'anno 1815 
ritornò al duca di Modena. Nel 1847, in base 
ai trattati del 1817 e del 1841, avendo la 
Toscana incorporato il ducato di Lucca, Tenne 
la Garfagnana aumentata dei distretti di Gal- 
licano e Minucciano, già territorii lucchesi. 
Nel 1848, quando Francesco V abbandonò il 
ducalo, la Garfagnana passò alla Toscana, ma 
dopo la battaglia di Novara ritornò sotto gli 
Estensi, finché segui le sorti della sua capitale. 

Pei dati statistici vedi Castalnaovo di Gar- 
fagnana. 

GARFAGMOLO. — Frazione del com. diCa- 
stelnuovo ne'Monti, nell'Emilia, prov. e cir- 
coud. di Reggio nell'Emilia, mand. di Castel- 
nuovo ne'MontL 

GAR6A o GORGA. — Fiumicello del Napo- 
letano, nella Calabria Citeriore. Viene da sopra 
Casaliccbio, passa per Saracena, fra la costa 
del Cardello e il fiume Tirò, bagna le radici del 
monte S. Mauro e si versa nel Coscile o Sibari. 

GARGAGHAGO. — Frazione del com. di San* 
t' Ambrogio, nel Veneto, prov. di Verona, di- 
stretto di S. Pietro Incariano. 

GAR6ALL0. — Comune in Piemonte, prov. 
e circond. di Novara, mand. di Gozzano. 

Ha una superficie di 398 ettari. 

La sua popolazione assolata dì fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 



Digitized by 



Google 



GARGALLO 

704 (maschi 350 e femmine 354); qoella di 
diritto era di 795 abitanti. Nel 1864 vi ave- 
noo 724 abitanti, ossia 181. 90 per chilom. 
qaadr. 

Ia sna guardia nazionale consta di una 
compagnia con 50 militi attivi e 60 di rì- 
serra: totale HO militi. La mobilizzabile è di 
4 militL 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Borgomanero; nel 
1863 erano 35. 

L'ofBcio postale è a Gozzano. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è ricco specialmente di pa- 
scoli Discrete sono le raccolte dei cereali ed 
ibbondante vi è il bestiame. E bagnato da 
oot piccola corrente di acqua detta il Riale. 

(I capoluogo è uu piccolo villaggio posto 
lUa distanza di 37 chilometri da Novara. Giace 
io laogo montuoso, presso le origini dell'Ago- 
gna, a mezzodì del lago d'Orta. Vi sono fab- 
briche di stoviglie e concie di pellami. 

6AB6AU0. — Frazione dei com. di Carpi, 
iMlFEmilia, prov. e circond. di Modena, mand. 
& Carpi. 

L'officio postale è a Carpi. 

UBfiALO o 6AR6&LL — Promontorio del 
Ub) occidentale dell'isola di Corsica, chia- 
nto Vìriballum promontorium. 

(iRCANL — Frazione del com. di Rocca- 
nkola, nel Napoletano, prov. di Terra di La- 
roro, circood. di Nola, mand. di Cicciano. 

L'ufficio postile è a Cicciano. 

E un villaggio di circa 850 abitanti, situato 
li piedi di un'altura. 

6AE6A1I0. — Monte che forma il maggior 
promontorio d'Italia, o come dicesi, lo Sperone 
dello stivale. Si innalza lungo la costa orien- 
tale del Napoletano e occidentale del mare 
Adriatico, dove determina i golfi aperti di Ter- 
moli e di Manfredonia. Si stende da occidente 
ad oriente in mare per una lunghezza di 
circa 36 chilometri, ed è formato da tre ca- 
tene, volgenti l'una a greco, l'altra a mezzo- 
gioroo, la terza ad occidente. La maggior lun- 
ghezza di tutto il gruppo montuoso si calcola 
di 90 chilometri, la sua maggior larghezza di 
circa 45 e la circonferenza di 233. 11 suo punto 
culminante è il monte Calvo, che si eleva sul 
mare 1570 metri. 

Questo gruppo di monte dal lato meridio- 
nale è tatto alpestre, interrotto da profonde 
valli, burroni e caverne, nudo, infecondo, mas- 
rime nelle vette ; dal lato settentrionale è quasi 
interamente coperto di boschi, pascoli, olivi, 
piai, orai, frassini, carrubi, aranci, viti ed 



GARGARO 67 

altri utili vegetabili : qui pochi sono anche i 
frastagliamenti, le vaili sono amenissime, come 
quelle di Rodi, Ischitella, Vico e Stignano, 
e sono fecondate da ruscelli d'acque perenni. 
Celebre è il miele delle api garganiche, ed 
eccellenti i latticinii prodotti dalle vacche che 
pascolano su quei fianchi. 

Sopra questo monte, nel comune di Monte 
Sant'Angelo, trovasi il celebre santuario de- 
dicato a san Michele Arcangelo, fondato nel 
492 494 dell'era volgare. 

Il Gargano anticamente faceva parte della 
Daunia; ora appartiene alla Capitanata. 

Una parte dei comuni di questo terri- 
torio appartengono al circondario di Foggia, 
e sono quelli al mezzodì, ed una parte al cir- 
condario di S. Severo, e sono quelli a setten- 
trione. Tra i primi nominiamo: Monte San- 
t'Angelo (17,906 ab.) pel santuario e l'eccel- 
lente miele; Vieste (5584) per la sua posi- 
zione all' estremità settentrione-levante del 
promontorio, pel traffico della manna, della 
pece e degli olii. Fra quelli dell'altro circon- 
dario sono da ricordarsi: Vico del Gargano 
(8390) pei vini e gli olii; Rodi (4738) per gli 
agrumi; Ischitella (4573) e Peschici (2171) 
per la pece. Quest'ultimo comune per l'eccel- 
lenza dei suoi pini picei è quello che fornisce la 
miglior qualità di pece di tutto il Napoletano. 
Recentemente furono aperte comode strade 
da San Marco in Lamis tu principali villaggi 
del promontorio. 

GARGANO GARGARO. — Antica città ora 
non più esìstente : era situata sul monte omo- 
nimo. 

GARGANTINL — Frazione del com. di Ronco 
Briantino, in Lombardia, prov. di Milano, cir- 
cond. di Monza, mand. di Vimercate. 

L'ufficio postale è ad Osnago. 

GAR0AREN60. — Frazione del com. di Vi- 
colungo, in Piemonte, prov. e circond. di No- 
vara, mand. di Biandrate. 

L'ufficio postale è a Biandrate. 

GARGARINO. — Frazione del com. di Zor- 
zino, in Lombardia, prov. di Bergamo, circond. 
di elusone, mand. di Lovere. 

L'ufficio postale è a Lovere. 

6ÀRGAR0. — Comune nel Litorale Veneto- 
Istriano, prov. e distr. di Gorizia. 

Comprende Gargaro, capoluogo, e la fra- 
zione di Ravnizza. 

Ha una superficie di 3606 ettari. 

La sua popolazione nel 1850 era di 1473 
abitanti, nel 1857 di 1493, e quindi di 57. 39 
per chilom. quadr. 

Il capoluogo ha scuola elementare minore 



Digitized by 



Google 



68 GAR6ATA 

e dipende da Gorizia per gli affari ecclesia- 
stici e pei giadiziari, da iSrieste per i finan- 
ziari. 

GAR6ATA. — Frazione del com. di Sa- 
Tigliano, in Piemonte, prov. di Caneo, circond. 
di Salazzo, mand. di Savigliano. 
L'ufficio postale è a Savigliano. 
6AR6ATAN0 (II). — Frazione del com. di 
Mortizza, neirEmilia, prov. e circond. di Pia- 
cenza, mand. di Pontennre. 
L'nfficio postale è a Pontennre. 
GARGAZON. — Cornane nell'Alta Valle del- 
l'Adige, distr. di Merano. 
Ha una popolazione di 380 abitanti. 
E un villaggio posto alla sinistra dell'Adige, 
a breve distanza da Merano. 
Il suo territorio produce cereali e pascoli. 
GARGNANO. — Mandamento in Lombardia, 
prov. di Brescia, circond. di Salò. 

Ha una popolazione di 13,486 abitanti, di- 
visi nei 6 seguenti comuni : Gargnano , Li- 
mone S. Giovanni, Mademo, Tignale, Tosco- 
lano, Tremosine. 

GARGNANO. — Comune in Lombardia, prov. 
di Brescia, circond. di Salò, mand. di Gar- 
gnano. 

Comprende le fra- 
zioni di Bogliacco, Co- 
sta, Liane, Mnslone, 
Musaga , Navazzo e 
Saffo. 

Ha una superficie di 
5674 ettari. 

La sua popolazione 
assoluta di fatto , se- 
condo il censimento del 
1861, contava abitanti 
4355 (maschi 3164 e 
femmine 2091); quella di diritto era di 4362 
abitanti. Nel 1864 ve n'avevano 4361, ossia 
75.09 per chilometro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di tre 
compagnie con 305 militi attivi e 330 di ri- 
serva: totale 535 militi. La mobilizzabile è 
di 180 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Salò; nel 1863 
erano 141. 

Ha ufficio postale proprio e pretura di man- 
damento dipendente dal tribunale civile e cor- 
rezionale di Salò. É sezione elettorale. 
Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 
Il suo territorio si distende in parte in 
montagna, in parte sulla sponda del lago. 
Da Limone a Gargnano questa sponda non 
presenta che l'orridezza di alte e dirupate 




Tlg. 899. 



GARONAW) 

montagne che si inalzano quasi verticalmente 
dal fondo del lago, che quivi è assai profondo 
ed è più che altrove dominato dal C'orrtw. 
(V. Garda, lago).Da Gargnano a Desenzano si 
estende invece una riviera amenissima, ralle- 
grata da bei villaggi, da colline, da lieti 
monti , ricoperti da superbe cedronaie , da 
orti, da giardini, da casini di campagna. Il 
paese è per natura agricolo. I monti occa- 
pano la sua maggior estensione. Le viti, gli 
ulivi, gli agrumi, danno i principati prodotti, 
ma gli agrumi soffrono attualmente una ma- 
lattia che non solo ha decimato il prodotto, 
ma ha htto perire una straordinaria quantità 
di piante. 

Il capoluogo si distende parte sulla spiag- 
gia, parte sul monte, e dista 16 chilometri a 
greco da Salò. Vi hanno due chiese con baone 
pitture ed altrettanti oratorii di confraternite. 
La chiesa dei soppressi Francescani ha bei 
quadri del cavalier Celesti, di Giovanni Grossi 
e Giovanni Andrea Bertancia, pittore rinoma- 
tissimo di Salò, vissuto nel secolo XVI. La 
parrocchiale ò di nuova costruzione e dedicate 
a san Martino : ha altissimo campanile ed t 
di forma elissoidale con ricchezza di marmi 
bresciani , veronesi e bergamaschi , fra cui una 
bellissima breccia di fondo giallognolo e ce- 
nerino, sparsa di fl^mmenti neri in forma di 
macchie: vi si conservano dipinti del Bertan- 
cia, del Casazzi, ecc. Nella casa del conte Ber- 
nini, veronese, è una ben ordinata raccolta delle 
pietre curiose del monte Baldo e delle miniere 
di Val di Sole. Tutte le case hanno una fc- 
scia di marmo bianco alle porte ed alle finestre. 
Un monte pegni, ed una ricca congregazione 
di carità esistono a sollievo dei poveri. In 
Gargnano esiste pure una società commerciale 
per la vendila dei limoni, sotto la ditta So- 
cietà Lago di Garda, con casa filiale a Vienna, 
ed una società serale, sotto la denominazione 
Circolo degli Amici. Vi ha eziandio ana mac- 
china a vapore della ditta fratelli Festrinelii 
per fabbrica d'olii. 

Vi si tengono 3 fiere all' anno , la prima 
il mercoledì dopo l'ottava di pasqua; la se- 
conda ai 35 luglio , e 1' ultima agli 1 1 no- 
vembre. 

Alle falde del monte di Gargnano -veggonsi 
dei promontorii aventi forma di collinette e 
formati da una congerie di ghiaia e sassi di 
smisurata grandezza. Fra le colline e il monte 
esistono valloni con cadute di acque freddis- 
sime , che di quando in quando trasportuo 
dall'alto grossi ciottoli di pietra focaia. 

Gargnano è nominato in on atto del 973. 



Digitized by 



Google 



GABGHUONO 

Mall'tiltima guerra nacionale (1866) fa bom- 
kanUto dalle cannoaiere austriache, nei giorni 
3, 4v 6, 19 e 20 lagUo 1866. 

Bogiiacco possiede un istitnto ginnasiale di 
in classi, istituito dal testatore Bontempi 
Domenico, ed nn bel palazzo dei conti Bottoni, 
disegno del veronese Adriano Cristofoli. Nac- 
qnero in questa terra il conte Carlo Bettoai, 
eb« scrisse iotorao «Ila torba, ai bachi da 
seta, all'agrìcoltnra, e Giovanni Bottoni, fra> 
tdlo di Carlo, generale agli stipendii dell'Àa- 
stria durante la guerra dei sette anni. 

Ibslooe fu feudo dei conti Baccelieni, che 
Ti tenevano un vicario con autorità civile^ 
e fd patria deirebraicista Girolamo Comboni 
del secolo XVII. 

Mosaga conta un istituto di educazione, le- 
gato dal canonico Corsetti. 

àkme Mie rantfarlto notlsia « Io (teamu «1 d^bono 
•O* corttaU ddl'onorevola Uunlclpio di qaesto cornane. 

MJKHEinifO. — Frazione del com. di C»- 
rignano, in Pteoonte, prov. e «ireoad. di To- j 
no, «and. di Carignano. 

L'flffieio postale è a Carìgnano. l 

lilfiOLO. — Picoola isola adiacente alta , 

Canitt, nel lato oocidestale dell'isola. Giace , 

hikaarioa d'Elba e la cala Gattaia. 
WttORZà. — Frazione del com. di Mo«te 

& SiTiao , in Toscana , prov. e circond. di 
inno, mand. di Monte S. Savino. 

l'officio postale è a Monte S. Savino. 

È Ma terra posta sulla sommità di un 

olle, 7 chilometri a maestro da Monte S. Sa- 
nie. Ea una popolazione di circa 600 abi- 
tuti. 

Anticamente era un piccolo castello, di cui 
offre aacora avanzi di mura con torre. 

E fama che quivi l'Alighieri convenisse ad 
naa rinnione di Ghibellini. 

6AUAX0. — Frazione del com. di Rosi- 
gaano Monferrato, in Piemonte, prov. di Ale»- 
sudria, circond. di Casale Monferrato, mand. 
di Rosignano Monferrato. 

L'afScio postale è a Rosignano Monferrato. 

CARUSCO. — Fraàone del com. di S. Laz- 
aro Reale, nella Liguria, prov. e circond. di 
Porto Maurizio, mand. di Borgomaro. 

L'aiBdo postale è a S. Lazzaro Reale. 

MAIBAUL — Frazione del com. di Né , 
•ella Liguria, prov. di Genova, circond. di 
Oiiavari, mand. di Lavagna. 

L'officio postale è a Lavagna. 

6ABIBAL0L — Frazione del com. di S. Co- 
lombano Certenoli, nella Liguria, prov. di 
Genova, circood. e mand. di Chiavari. 

L'afGcio postale è a Chiavari. 



GABI6LIAN0 69 

GARIBALDI (Borgo di Porta). ~ Frazione 
del com. dei Corpi Santi di Milano, in Lom- 
bardia, prov., circond. e mand. di Milano. 

Ha uiiScio postale proprio. 

È un grosso borgo posto appena faori della 
porta omonima della città e coosta di belle 
case. Appartiene ad esso la grandiosa sta- 
zione merci delle ferrovie dell'Alta Italia per 
Milano. (Vedi MUano). 

GARlBOOfilO. -> Frazione del com. di Vi- 
coforte già Vico, in Piemonte, prov. di Como, 
circond. di Mondovi, mand. di Vicoferte. 

L'ufQcio postale è a Vicoforte. 

GARIDONL — Frazione del com. di Bista- 
gno, in Piemonte, prov. di Alessandria, cir- 
cond. di Acqui, mand. di Bistagno. 

L'ufficio postale è a Ristagno. 

GARIGA. — Frazione dei coro, di Poden- 
zano, nell'Emilia, prov. e circond. 'di Piacenza, 
mand. di Ponte dell'Olio. 

L'ufficio postale è a Ponte dell'Olio, 

È un villaggio di circa 320 abitanti, pesto 
a 4 chilometri verso borea da Podenzano. 

&ARIBLIA. — Frazione del «om. di Lom- 
bardora, in Piemonte, prov. « circond. di To- 
rino, mand. di Volpiano. 

L'officio postale è a Lombardore. 

6ARIGLIAN0 o LIRI. — Fiume del Napo- 
letano. Nasce ti di si^ra di Capistrello, Jiel- 
l'Abruzzo Aquilano (Ulteriore II), in unastretta 
gola dei monti ohe cingono il lago Fuciuo, e 
propriamente dal monte Camicciola. Scorre 
con direzione di scirocco, nella valle di Ro- 
veto fino a Sera (provinoa di Terra di Lavoro), 
cinge Isola, forma due sorprendenti cascate, 
indi volge con giro tortuoso verso Coprano, 
poi nuovamente torce a scirocco, bagna Pon- 
tecorvo, si dirige a levante per Apollinare, 
e poscia con un gomito rivolge il suo corso 
a libeccio, e finisce nel golfo di Gaett al di 
sotto di Traetto , quattro chilometri a mez- 
zodì da Gaeta. I suoi influenti sono a destra 
il Tolero o Sacco, a sinistra il Melfa, il Ra- 
pido e il Feccia, torrenti che nell'autunno 
e nella primavera straripano, danneggiando 
i cammini e sovente rendendoli del tutto im- 
praticabili. ^ 

Questo fiume, che chiamasi col nome di 
Liri fino alla confluenza del Melfa, ove assume 
quello di Garigliano, è guadabile in molti 
punti fino a Coprano, ove ha la larghezza di 
43 metri e la profondità di 0<", 73 a 3 me- 
tri: più giù sino alla foce ceaaa di esserlo; a 
partire «k. Pontecorvo diventa navigabile an- 
che con barche. Il suo fondo è sabbioso e 
ripido, il suo corso è impetuoso. Ha una lun- 



Digitized by 



Google 



70 OABIGUANe 

ghezxa di 148 chilometri. È attraversato dalla 
via ferrata presso Ceprano, e sul basso corso 
presso Traeito da un magaifico ponte sospeso 
a catene di ferro, compiuto nel 1832, sa cai 
passa la postale. Cagiona quando è gonfio 
grandi ed estesi allagamenti. È copioso di 
trote, carpioni, storioni presso la foce. 

La valle del Liri e del Garigliauo fino 
a Sora è ristretta a sinistra dai monti che 
racchiudono il lago Fucino, a destra da un 
contrafforte che copre compiutamente la valle 
di Roveto. Da Sera ad Isola il fondo è piano, 
ma torna a ristringersi fra Isola e Cedrano. 
A Pontecorvo si offre una pianura alquanto 
estesa, ma più giù un contrafforte la restringe 
'a poco più di 8 chilometri. 

Oal confluente del Rapido in giù le alture 
si ravvicinano alla sponda del Garigliano, ma 
alquanto depresse, ed il loro piede diventa 
praticabile per le vetture nel forte dell'estate. 
Al di sotto di Sessa la valle si starga in una 
vasta pianura in gran parte paludosa in pros- 
simità del mare, che si sprolunga sino ai 
piedi delle alture di Cascano, con cui i monti 
del fianco sinistro vanno a finire sul mare. 
Sulla destra dal confluente del Telerò a 
Traetto, la valle è ristretta dal gruppo dei 
monti CepreL 

Tra il monte Cervaro a settentrione e il 
Hontagnone a mezzodì al di sopra di Sora. 
i monti del fianco sinistro della valle del Liri 
si incurvano e formano una valle oblunga, 
dando origine al lago di Fucino o Celano, che 
ora si sta prosciugando (vedi Fucino). 

11 fianco destro della valle del Liri è po- 
vero ; i villaggi e le borgate sono molto lungi 
gli uni dagli altri; le città assai rare: or- 
dinariamente non vi si incontrano che poche 
case e poderi isolati 

Clanit o Glmit e poi LirU lo dissero gli 
antichi ; Minturno, Traetto , Verde venne pur 
chiamato nei tempi moderni II nome di Ga- 
rigliano (Gariglianum), dato alla sua parte 
bassa, credesi che sia derivato verso il mille 
dai Saraceni, che presso la foce avevano un 
castello chiamato Castrum Garigliani Lpidis. 
Il Lettieri, dotto orientalista, lo trae della pa- 
rola araba Garil, che dinota luogo piano co- 
perto di acque stagnanti. 

II Liri offre una linea di difesa molto forte 
sulla destra, dove è coperta da monti impra- 
ticabili, e forte eziandio sulla sinistra, dal con- 
fluente del Tolero in giù, perchè inguadabile, 
coperto dal gruppo dei monti Ceprei e dalla 
piazza di Gaeta. E invece debole sul centro, fra 
Sora e Coprano, dove il fiume è guadoso, ed il 



OAMN 

terreno più o meno accessibile. L' importanza 
della linea del Liri viene ad accrescersi a ca- 
gione dei lavori dell'emissario del Facino, che 
innalzeranno il livello delle acque del fiume 
e lo renderanno inguadabile da Ceprano 
in giù. 

Alle sponde di .questo fiume, sia nei tempi 
antichi che nei moderni, ebbero laogo vari 
combattimenti e fatti rimarchevoli. Nelle sue 
palustri rive si nascose Cajo Mario perse- 
guitato da Siila. 1 Saraceni , stanziati ndla 
Sicilia, quivi sbarcarono nell'anno 841, vi 
stabilirono stanza per qualche tempo, serven- 
dosi delle petraje che trassero dalla vicina 
Minturno, e da queste rive portarono il gua- 
sto a tutte le spiaggie della Campania e minac- 
ciarono la stessa Roma. È memorabile il pas- 
saggio di Carlo d'Angiò a Ceprano nel 1266; 
fu in questo fiume che si annegò Pietro de' 
Medici, padre di Lorenzino, coi due suoi fra- 
telli Giuliano e Giovanni, esuli da Firenze. 
Narra il Guicciardini di truppe francesi an- 
negate nelle sue acque nel 1503; e fu nelle 
vicinanze di Ceprano che il re Gioachino Ma- 
rat nel giorno 17 maggio 1815 ebbe la fo^ 
tuna contraria. Ricordumo che alle sue rin 
il 39 ottobre 1860 ebbe luogo uno scontro fn 
r esercito nazionale ed i borbonici, colla peg- 
gio di questi, e che al 3 di novembre si ac- 
cese la lotta su tutta la linea del Garigliano 
dalle foci all' insù fino al bosco di Mortola 
e Sulo. Il nostro esercito potè allora gettare 
un ponte sul fiume dirimpetto a Traetto, e 
il giorno 3 era tutto sulla destra del fiume 
stesso. 

GARI6LI0. — Frazione del com. di Ba- 
gnasco, in Piemonte, prov. di Cuneo, circond. 
di Mondovì, mand. di Bagnasco. 
L'ufficio postale è a Bagnasco. 
GIRIGUO MONETTL — Frazione del com. 
di Moncalieri, in Piemonte, prov. • circood. 
di Torino, mand. di MoncalierL 
L'ufficio postale è a Moncalieri. 
CARILE. — Frazione del com. di Pizule, 
in Lombardia, prov. di Pavia, circond. « mand. 
di Voghera. 
L'ufficio postale è a Voghera. 
GARIN. — Frazione del com. di Arvier, io 
Piemonte, prov. di Torino, circond. di Aosta, 
mand. di Morgex. 
L'ufficio postale è ad Arvier. 
GARIN. — Frazione del cou. di S. Giorio, 
in Piemonte, prov. di Torino, circond. di Sns*, 
mand. di Bussoleno. 
L'ufficio postale è a Bussolena 
GARIN (Comba). — Frazione del com. di Ri* 



Digitized by 



Google 



GAHINI 

diretto, io Pieinonta, proT. di Torino, cir-, 
cond. di Pinerolo, msnd. di Ferrerò. 
L'ofBcio postale è a Ferrerò. 
fiAXIHL — Frazione del com. di Albaretto 
Ville di Hacra, proT. e circond. di Cuneo, 
nud. di S. Damiano Macra. 
L'offido postale è a S. Damiano Macra. 
fiiRDfO. — Frazione del com. di Marmora, 
ia Piemonte, proT. e circonA. di Cuneo, mand. 
di Pnzzo. 

6&BIQLL — Frazione del com. di Predap- 
pk), nell'Emilia, prov. e circond. di Fora, 
Bud. di Civitella di Romagna. 
L'ufficio postale è a Forlì. 
ftAMSdAHO. — Frazione del com. di Tos- 
NBcia, nel Napoletano, prov. di Abruzzo Ulte- 
lian ì, circond. di Teramo, mand. di Tossiccia. 
L'afBdo postale è a Teramo. 
6ARITA. — Frazione del com. di Coazze, 
ia Pienonte, prov. di Torino, circond. di Susa, 
mod. di Giaveoo. 
L'officio postale è a Coazze. 
lìilITALDA (La). — Frazione del com. di 
Pietra dei Giorgi, in Lombardia, prov. di Fa- 
rà, òreond. di Voghera, mand. di Santa Gia- 
fiatta. 
L'affino postale è a Broni. 
UKISA. — Frazione del com. di Verbe- 
WB, nel Litorale Veneto-Istriano , prov. di 
btik, distr. di Veglia. 
È nn villaggio di circa 530 abitanti. 
6ABLA8CA. — Frazione del com. di Mon- 
gardino, in Piemonte, prov. di Alessandria, 
oKood. di Asti, mand. di Rocca d'Arazzo. 
L'ufficio postale è ad AstL 
UBLA8CA. — Frazione del com. di Set- 
tioo Rottaro, in Piemonte, prov. di Torino, 
circond. di Ivrea, mand. di Azeglio. 
L'officio postale è a Settimo Rottaro. 
8ABLA8CO. — Mandamento in Lombardia, 
prov. di Pavia, circond. di Lomellina. 

Ha Dna popolazione di 15,911 abitanti, di- 
TJa nei 4 seguenti comuni: Domo, Garlasco, 
Groppello Lomellina, Zerbolò. 

6ARLA8CO. — Comune in Lombardia, prov. 
di Pavia, circond. di Lomellina, mand. di Gar- 
lasco. 

Consta di Garlasco, capoluogo, e di alcune 
dazioni, fra cui quella di San Biagio. 
Ha una superficie di 3809 ettari. 
La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
erado il censimento del 1861, contava abi- 
tasti 6390 (maschi 31 58, femmine 3333); quella 
& diritto era di é6(6 abitanti. Nel 1864 ve 
D'avevano 6746, ossia 177. 10 per chilometro 
quadrato. 



CABLATE 71 

La sua guardia nazionale consta di tre 
compagnie con 513 militi attivi e 164 di ri- 
serva: totale 677 militi. La mobilizzabile è 
di 318 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Vigevano; nel 1863 
erano 130. 

Ha ufficio postale proprio, pretura di man- 
damento dipendente dal tribunale civile e cor- 
rezionale di Vigevano ; ricevitoria del registro. 
Nella circoscrizione elettorale è sezione. 

Pel dazio consumo è comune di quarta 
classe. 

Il suo territorio abbonda di grano, riso, 
meliga, segale, avena, fieno, lino, canapa, gelsi, 
erbaggi e legumi. Vari canali derivati dal Ti- 
cino servono a fecondarlo. Vi si alleva in ab- 
bondanza il bestiame e vi si fabbricano ottimi 
formaggi all'uso lodigiauo. Vi si fa buona 
caccia. 

11 capoluogo è un grosso borgo, distante 
13 chilometri da Mortara. 

Possiede un ospedale ed opere pie della 
complessiva rendita annuale di L. 13,847. Ha 
inoltre scuole elementari per ambo i sess i. 

Dell'antica e forte sua rocca non rimane 
che una torre, che fu convertita ad uso di 
prigione. 

É terra antica, e credesi di orìgine romana. 
Da Ottone II nel 981 fu dato al monastero 
di S. Salvatore di Pavia; passò poscia ai Vi- 
sconti, ai quali nel 1370 lo tolse Giovanni 
di Monferrato, che nello stesso anno lo ab- 
bandonò alle fiamme. 

GARLASCO. — Frazione del com. di Fu- 
bine, in Piemonte, prov. di Alessandria, cir- 
cond. di Casale Monferrato, mand. di Vignale. 

L'ufficio postale è a Felizzano. 

6ARLASS0L0 INFERIORE. — Frazione del 
com. di Codevilla, in Lombardia, prov. di 
Pavia, circond. di Voghera, mand. di Casteggio. 

L'ufficio postale è a Voghera. 

GARLASSOLO SUPERIORE. — Frazione del 
com. di Retorbido, in Lombardia, prov. di 
Pavia, circond. e mand. di Voghera. 

L'ufficio postale è a Voghera. 

GARLATE. — Comune in Lombardia, prov. 
di Como, circond. dì Lecco, mand. dì Og- 
gionno. 

Ha una superficie di 3035 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, secondo 
il censimento del 1 861 , contava abitanti 658 (ma- 
schi 339 e femmine 339); quella di diritto 
era di 653 abitanti. Nel 1864 ve n'avevano 
674, ossia 33. 38 per chilometro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta dì 6 mi> 



Digitized by 



Google 



72 GARLBNDA 

liti attivi e 30 di riserva: totale 36 militi. La 
mebilizzabiie è di 3 militi. 

Gli «lettori politici sono inscrìtti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Brìvio ; nel 1863 
erano 8. 

L'sfficio postale è ad Olginate. 

Pel dazio consumo è comune di quartaclasse. 

Il suo territorio produce viti, gelsi e fo- 

U capoluogo è un piccolo villaggio distante 
6 chilooMtri ad ostro da Lecco, sulla strada 
postale che da Milano conduce a quella città, 
ed iu vicinanza dell'Adda che quivi si allarga 
in ampio bacino chiamato per l'appunto Iago 
di Cariate. 

£ una terra di antica orìgine. Nel medio 
evo ohiamavasi Corte di Garlinda, ed era sog- 
getto al capitolo di Monza. Sotto il governo 
spagBuolo anche Cariate divenne un feudo; 
ma se ne riscattò nel 1671 col danaro lar- 
gito dalla fiamiglia Testori. Era anche capo 
pieve, la cui giurisdizione sembra che si esten- 
desse a 13 comuni. 

L* larrifaiite noUxla Airoao rlT«d«t« « eorratt* dal- 
l'ODOreroU Sindmoo di qnetto oomnne. 

fiAMLEMDA. — Comune nella Liguria, prov. 
di Genova, circond. e mand. di .\lbenga. 

Comprende la frazione di Paravenna. 

Ha una superficie di 848 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 731 (maschi 343 e femmine 388) ; quella 
di dirìtto era di 751 abitanti. Nel 1864 vi ave- 
vano 727 abitanti, ossia 85. 73 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 73 militi attivi e 38 di ri- 
serva : totale 101 militi La mobilizzabile è di 
43 militi. 

Gli elettori politici sono inscrìtti nelle liste 
elettorali del collegio di Albenga; nel 1863 
erano 17. 

L'ufficio postale i ad Albenga. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio trovasi per la maggior parte 
in collina: abbonda di avena, orzo, fichi e 
castagne, ma i suoi prodotti principali sono 
l'olio ed il vino. 

II capoluogo è posto sul pendio di un colle 
a 12 chilometri da Albenga. 

Nella chiesa parrocchiale si ammirano pit- 
ture e affreschi di Annibale Canicci e del Do- 
menichino. Vi ha una Vergine di quest' ul- 
timo artbla, che solo l'astuzia valse a sal- 
vare dalla rapacità dei Francesi sul principio 
d^I secolo. Oltre la chiesa parrocchiale avvi 



GARNIOA 

pure di notevole il cosi detto Castello, villeg- 
giatura con cospicuo palazzo e magnifico giar- 
dino, del marchese Dal Carretto. 

Nei tempi andati Carlenda e sua valle co- 
stituirono un feudo imperiale dei marchesi 
di Savona; dai quali nel secolo XIV passò 
nei marchesi di Clavesana, e da questi al co- 
mune di Genova, finche dopo la guerra del 
1743 fece passaggi al Piemonte. 

GARLIANO. — Frazione del com. di Cutel 
San Nicolò, in Toscana, prov. e circoad. di 
KntMy mand. di Poppi. 

L'uÉcio postale è a Poppi 

È un villaggio di circa 500 abitanti, sopra 
uno sprone del Pratomagno, 6 chilometri circa 
ad ostro-libeccio da Castel San Nicolò. Venne 
incorporato alla repubblica fiorentina dopo 
il 1354. 

OAHLOBIA. — Frazione del com. di Mom- 
baruzzo', in Piemonte, prov. di Alessandria, 
circond. di Acqui, mand. di Mombaruzzo. 

L'ufficio postale è a Mombaruzzo. 

fiàRMANlBIO. — Frazione del com. di 
Chieri, in Piemonte, prov. e circond. di To- 
rino, mand. di Chieri. 

L'ufficio postale è a Chieri 

GARNA. — Frazione del com. di Pieve d'Ai- 
pago, nel Veneto, prov. o distr. di Belhuio. 
È un villaggio di 300 abitanti eirca, potto 
in sito alpestre, ma abbondante di pascoli e 
di bestiame. 

OARMBIU. — Frazione del com. di Legnajs, 
in Toscana, prov., circond. e mand. di Firenze. 

L'ufficio postale è a Firenze. 

GARMERI. — Frazione del com. di Moecbie, 
in Piemonte, prov. di Torino, circond. di Sdss, 
mand. di Condove. 

L'ufficio postale è a Condove. 

GARMERL — Frazione del com. di Monca- 
lieri, in Piemonte, prov. e circond. di Torino, 
mand. di Moncalieri. 

L'ufficio postale è a Moncalieri. ' 

OARIIBIU. — Frazione del com. di Sampeyre. 
in Piemonte, prov. di Cuneo, circond. di Sa- 
luzzo, mand. di Sampeyre. 

L'ufficio postale è a Sampeyre. 

GARMIER. — Frazione del com. di Roure, io 
Piemonte, prov. di Torino, circond. di Pioe- 
rolo, mand. di Fenestrelle. 

L'ufficio postale è a Fenestrelle. 

OARNIOA. — Comune nel Trentino, distr. 
giudiziario di Nogaredo. 

Consta delle fhuioni di Gamiga al Lago. 
Garniga alla Valle, Gamiga Vecchia, Pìmis, 
Zobbio e Galter. 

Ha una popolazione di 510 abitanti. 



Digitized by 



Google I 



GARODINO 

È un villaggio posto alla distanza di 7 chi- 

looKtrì circa a mezzodì da Trento, alla destra 
dell'Adige. Giace sopra un monte. 

GARODINO. — Frazione del com. di Gri- 
piaico, in Piemonte, prov. e circond. di No- 
Tira, mand. di Romagnano. 
L'ofBcio postale è a Grignasco. 

GABOFAL — Comune in Sardegna, prov. di 
Sassari, circond. di Nuoro, mand. di Bitti. 

Ha una saperficie di 4442 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
coDdo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 373 (maschi 138 e femmine 135); quella 
di diritto era di 375 abitanti. Nel 1864 vi 
tTCTaoo ^3 abitanti, ossia 4.99 per chilo- 
oetro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 38 militi attivi e 13 di ri- 
um: totale 50 militi. La mobilizzabile è di 
16 militi. 

Gli elettori politici souo inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Nuoro; nel 1863 
erano uno. 

L'officio postale è a Bitti. 

Pei dazio consumo è comune di quarta 

classe. 
Il tao territorio è fertile in biade, l^umi, 

noi e jiascoli. 
D apoluogo è un piccolo villaggio distante 
^ebilometri da Nuoro, situato sulla sponda 
orientale del pianoro di Bitti, presso il fiumi- 
celio Giordano, abbondante di trote e di an- 
guille. Nei suoi dintorni vi hanno nuraghi 
(Vedi AbbasanU). 

6AR0FALI. — Frazione del com. di Roc- 
camoafioa, nel Napoletano, prov. di Terra di 
Lavoro, circond. di Gaeta, mand. di Rocca- 
monfina. 

L'ofiicio postale è a Sessa. 

GAROFANO. — Frazione del com. di Savi- 
gnano sul Panaro, nell'Emilia, prov. e circond. 
di Modena, mand. di Vignola. 

L'oflìcio postale è a tignola. 

6AR0F0L0. — Frazione del com. di Canaro, 
nel Veneto, prov. di Rovigo, distr. di Occhio- 
beflo. 

L'officio postale è a Polesella- 

E un villaggio di circa 600 abitanti, posto 
snlla destra del Po e sulla sinistra del canale 
Frazzo. I suoi dintorni sono coltivati a cereali 
e canape. 

CAROLA. — Frazione del com. di Coazze, 
in Piemonte, prov. dì Torino, circond. di Susa, 
Daod. di Giaveno. 

L'ufficio postale è a Coazze. 

CAROLA (I). — Frazione del com. di Pios- 
L'Italu, Dizwnario corografico, ecc. Voi. 



CARSI 73 

sasco, in Piemonte, prov. e circond. di To- 
rino, mand. di Orbassano. 

L'ufficio postale è a Piossasco. 

6AR0LDA. — Frazione del com. di Ron- 
coferraro, in Lombardia, prov. e distr. di 
Mantova. 

L'ufficio postale è a Mantova. 

E un casale posto in luogo da cereali e 
pascoli. 

6AR0NE. — Frazione 4^1 com. di Lombar- 
dore, in Piemonte, prov. e circond. di Torino, 
mand. di Volpiano. 

L'ufficio postale è a Lombardore. 

GAROPOLL — Frazione del com. di Pier Fe- 
dele già S. Pietro, nel Napoletano, prov. di 
Calabria Ulteriore I, circond. di Palmi, mand. 
di Laureana. 

L'ufficio postale è a Rosamo. 

Conta 300 abitanti circa. 

GARRA. — Frazione del com. di Carì- 
gnano, in Piemonte, prov. e circond. di To- 
rino, mand. di Carignano. 

L'ufficio postale è a Carignano. 

GARRANO A RASSO e 6ARRAN0 AD ALTO. 
— Frazioni del com. di Teramo , nel Napo- 
letano, prov. di Abruzzo Ulteriore I, circond. 
e mand. di Teramo. 

L'ufficio postale è a Teramo. 

GARRASO. — Frazione del com. di Pollina, 
in Sicilia, prov. di Palermo, circond. di Ce- 
falù, mand. di Castelbuono. 

L'urficio postale è a Cefaliì. 

GARRASSINI. — Frazione del com. di An- 
dora, nella Liguria, prov. di Genova, circond. 
di Àlbenga, raand. di Àndora. 

L'ufficio postale è ad Àndora. 

GARRIANO. — Frazione del com. di Rosi- 
gnano Monferrato, in Piemonte, prov. di Ales- 
sandria, circond. di Casale Monferrato, mand. 
di Rosignano Monferrato. 

L'ufficio postale è a Rosignano Monferrato. 

6ARRIN. — Frazione del com. di Chàtillon, 
in Piemonte, prov. di Torino, circond. di Aosta, 
mand. di Chàtillon. 

L'ufficio postale è a Chàtillon. 

GARRTIFO. — Frazione del com. di Campii, 
nel Napoletano, prov. di Abruzzo Ulteriore I, 
circond. di Teramo, mand. di Campii. 

L'ufficio postale è a Campii. 

GARRUFO. — Frazione del com. di Sant'O- 
mero, nel Napoletano, prov. di Abruzzo Ulte- 
riore I, circond. di Teramo, mand. di Ncreto. 

L'ufficio postale è a Teramo. 

6ARSL — Frazione del com. di Torria, 
nella Liguria, prov. di Porto Maurizio, cir- 
cond. di Porto Maurizio, mand. di Borgomaro, 
V. {Proprietà letteraria) 10 



Digitized by 



Google 



74 GàROLLO 

L'ufficio postale è a Chiasavecchia. 

GARULLO DA CAPO e GARULLO DA PIEDI. 
— Frazioni del com. di Amandola, nelle 
Marche , prov. e circond. di Ascoli Piceno , 
mand. di Amandola. 

L'ufficio postale è ad Amandola. 

GARULLO. — Frazione del com. di Borgo- 
maro, nella Liguria, prov. e circond. di Porto 
Maurizio, mand. di Borgomaro. 

L'ufficio postale è a Borgomaro. 

GARUSCIA. — Frazione del com. di Volpiano, 
in Piemonte, prov. e circond. di Torino, mand. 
di Volpiano. 

L'ufficio postale è a Volpiano. 

GARZA. — Torrente della provincia di Bre- 
scia. Nasce sui monti che stanno a borea 
del comune di Caino, bagna i comuni di Caino 
e di Nave, dove mette in moto alcune car- 
tiere, passa quindi per Brescia, al di là'delia 
quale prende il nome di Melone, e va a fi- 
nire nel Mella, nelle viuinanze di Manerbio, 
dopo un corso di circa 40 chilometri, prima 
da borea ad ostro, poi da levante a ponente, 
poi ancora da borea ad ostro. 

GARZAGHETTO. — Frazione del com. di 
Roucoferraro, in Lombardia, prov. e distr. di 
Mantova. 

L'ufficio postale è a Mantova. 

GARZAGNA. — Frazione del com. di Mon- 
dovi, in Piemonte, prov. di Cuneo, circond. 
e mand. di Mondovi. 

L'ufficio postale è a Mondovi. 

GARZAMI — Frazione del com. di Demice, 
in Piemonte, prov. di Alessandria, circond. di 
Tortona, mand. di Garbagna. 

L'ufficio postale è a S. Sebastiano. 

GARZANO. — Frazione del com. di Caserta, 
nel Napoletano, prov. di Terra di Lavoro, 
circond. e mand. di Caserta. 

L'ufficio postale è a Caserta. 

GARZARA. — Frazione del com. di Salotto, 
qel Veneto, prov. di Padova, distr. di Mon- 
tagnana. 

L'ufficio postale è a Montagnana. 

È un piccolo villaggio di 300 abitanti. 

GARZARIOLA. — Frazione del com. di Mon- 
tagnana, nel Veneto, prov. di Padova, distr. 
di Montagnana. 

L'ufficio postale è a Montagnana. 

6ARZED0LB. — Frazione del com. di Rou- 
coferraro, in Lombardia, prov. e distr. di 
Mantova. 

L'ufficio postale è a Mantova. 

GARZERÒ. — Comune in Lombardia, prov. 
'e circond. di Como, mand. di Dongo. 

Ha una superficie di 2035 ettari. 

k::. 



GARZIGLUNA 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento, del 1861, contava abi- 
tanti 1567 (maschi 756, femmine 811); quella 
di diritto era di 1654 (maschi 841, femmine 
813). Nel 1864 vi avevano 1493 abitanti, os- 
sia 73.73 per chilcm. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 106 militi attivi e 153 di ri- 
serva : totale 358 militi. La mobilizzabile è di 
76 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Menaggio ; nel 1863 
erano 4. 

Ha ufficio postale proprio. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio, essendo tutto in montagna, 
è poco acconcio alla coltivazione delle biade, 
ma è ricco di pascoli e di boschi. 

II capoluogo è un villaggio in mezzo ai 
monti a quasi 54 chilometri da Como. Passa 
in mezzo ad esso il sentiero che per il Sant'Iorio 
conduce nella Valle Giubiasca ed a Bellin- 
zona nel Cantone Ticino. 

Molti de' suoi abitanti emigrano in paese 
estero e specialmente in Inghilterra, ove faoso 
il merciajo. 

GARZI. — Frazione del com. di Borgomaro, 
nella Liguria, prov. e circond. di Porto Maa- 
rizio, mand. di Borgomaro. 

L'ufficio postale è a Borgomaro. 

6ARZIA. — Frazione del com. di Canosio, 
in Piemonte, prov. e circond. di Cuneo, mand. 
di Prazzo. 

L'ufficio postale è a Prazzo. 

GARZIA. — Frazione del com. di Colonnella, 
nel Napoletano, prov. di Abruzzo Ulteriore 1, 
circond. di Teramo, mand. di Nereto. 

L'ufficio postale è a Colonnella. 

GARZIGLIANA. — Comune in Piemonte, 
prov. di Torino, circond. di Pinerolo, mand. 
di Bricherasio. 

Comprende le frazioni di Alberetti, Chisone, 
Conti, Montebruno e S. Martino. 

Ha una superficie di 738 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
804 (maschi 433 e femmine 383); quella di 
diritto era di 836 abitanti. Nel 1864 ve n'ave- 
vano 810, ossia 109. 75 per chilom. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di nna 
compagnia con 73 militi attivi e 34 di ri- 
serva: totale 96 militi. La mobilizzabile è 
di 31 militi: i mobilizzati sono 5. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Bricherasio; nel 1863 
erano 13. 



Digitized by 



Google 



GABZINA 

L'officio postale è ad Osasco. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo torritorio produce in discreta quan- 
tità framento, man uoli ed uTe. É bagnato dal 
Oiisone, dal Pellice e dal rivo Chiamogna. 

il capoluogo è un piccolo villaggio posto 
sol rivo Chiamogna nelle vicinanze del ior- 
reote Chisone, e distante 7 chilometri da Pi- 
Dcrolo, e 6 da Cavour. 

Possiede un istituto di beneficenza ed ona 
flatara di seta, che ora è inattiva. 

Sopra una rupe vicina trovansi ancora gli 
inoli del castello di Montebruno, intorno al 
(juale esisteva anticamente l'abitato di Garzi- 
gliaos, stato portato via dal torrente Pellice. 

AlaM delle snrrUtolte notizie debboiui alla cortesia 
UToDoreToIe Sindaco di questo conurne. 

GiXZIHA. — Frazione del com. di Conzano, 
io Piemonte , prov. di Alessandria , circond. 
di Casale Monferrato, mand. di Occimiano. 

L'officio postale è ad Occimiano. 

6ARZIR0LA (La). — Monte del territorio 
dì Colla, comune del distretto di Lugano, nel 
Caotoo Ticino. Ai suo settentrione si inal- 
uoo il Cngnolo del Giazzetto , il Motto del 
Poi e il Colmo di Segonr, pertinenze del Ca- 

BOghè. 

61BI0R. — Frazione del com. di Velo, nel 
\'ieceto, proT. di Verona, distr. di Tregnago. 
fiASCHERIA. — Frazione del com. di Lo- 
caot, in Piemonte, prov. di Torino, circond. 
lii Irrea, maad. di Locana. 
L'officio postale è a Locana. 
p CASIO. — Frazione del com. di Costa di 
Serioa, in Lombardia, prov. e circond. di 
Bergamo, mand. di Zogno. 
L'af&cio postale è a Scrina. 
GASPAROA. — Frazione del cera, di Oli- 
ala, in Piemonte, prov. di Alessandria, cir- 
Ieond. di Casale Monferrato, mand. di Ot- 
tìgfio. 
L'officio postale è ad Ottiglio. 
GASPARl. — Frazione del com. di Giusvalla, 
nella Liguria , prov. di Genova , circond. di 
Savona, mand. di Dego. 
L'afficio postale è a Dego. 
GASPARINI. — Frazione del com. di Pe- 
cetto di Valenza , in Piemonte , prov. e cir- 
cond. di Alessandria, mand. di Valenza. 
L'ufficio postale è a Valenza. 
GASPARINO. — Frazione del com. di 11- 
lasi, nel Veneto , prov. di Verona , distr. di 
Tregnago. 
L'ufficio postale è ad Illasi. 
E un piccolo villaggio di circa 300 abi- 
Uali, posto in ameno territorio, 2^) chilometri 



GASSI 75 

a greco da Verona. I suoi dintorni abbon- 
dano di gelsi, viti e di altre piante fruttifere. 

GASPERINA. — Mandamento nel Napole- 
tano, prov. di Calabria Ulteriore II, circond. 
di Catanzaro. 

Ha una popolazione di 10,568 abitanti, di- 
visi nei 7 comuni seguenti: Centrache, Ga- 
sperina, Montauro, Montepavone. Olivadi, Pe- 
trizzi, Soverato. 

GASPERINA. — Comune nel Napoletano . 
prov. di Calabria Ulteriore II , circond. di 
Catanzaro, mand. di Gasperina. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 3894 (maschi 1385, femmine 1509) ; quella 
di diritto era di 3953 abitanti. Nel 1864 ve 
n'avevano 2989. 

La sua guardia nazionale consta di due 
compagnie con 336 militi attivi e 168 di ri- 
serva: totale 504 militi. La mobilizzabile è di 
168 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Chiaravalle centrale ; 
nel 1863 erano 33. 

L'ufficio postale è a Catanzaro. Ha ufficio 
di pretura dipendente dal tribunale civile e 
correzionale di Catanzaro. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio produce gelsi, viti ed al- 
beri fruttiferi. 

Il capoluogo giace in vicinanza del mar 
Jonio, sopra una collina, dalla quale si gode 
una bella vista sul mare: trovasi a 34 chi- 
lometri da Catanzaro. 

GASPERONE. — Frazione del com. di Imola, 
nell'Emilia, prov. di Bologna, circond. e mand. 
di Imola. 

L'ufficio postale è ad Imola. 

GASPOMI. — Frazione del com. di Drapia, 
nel Napoletano, prov. di Calabria Ulteriore II, 
circond. di Monteleone, mand. di Tropea. 

L'ufficio postale e a Tropea. 

É un villaggio di circa 420 abitanti, posto 
a 4 chilometri circa da Drapia. 

GASiSANO. — Frazione del com. di Fiviz- 
zano, neir Emilia , prov. e circond. di Massa 
e Carrara, mand. di Fivizzano. 

L'ufficio postale è a Fivizzano. 

È un villaggio posto in valle fra il tor- 
rente Rosaro e la fiumana Aulella, presso la 
1 destra di questa e la confluenza del Rosaro 
in essa. 
I 6ASSL — Frazione del com. di Casale Mon- 
; ferrato, in Piemonte, prov. di Alessandria, cir- 
! cond. e mand. di Casale Monferrato. 

L'ufficio postale è a Casale Monferrato. 



Digitized by 



Google 



76 CASSI 

GASSI. — Frazione del com. di Ozzano 
Monferrato, in Piemonte, prov. di Alessandria, 
circond. di Casale Monferrato, mand. di Ro- 
signano Monferrato. 

L'ufGcio postale è ad Ozzano. 

GASSINO. — Mandamento in Piemonte, prov. 
e circond. di Tonno. 

Ha una popolazione di 9390 abitanti, di- 
visi nei 6 seguenti comuni : Bussolino , Ca- 
stiglione Torinese, Gassino, Rivalba, S. Mauro 
Torinese, e San Raffaele e Cimena. 

GASSINO. — Comune in Piemonte, prov. e 
circond. di Torino, mand. di Gassino. 

Comprende due piccole frazioni. 

Ha una superGcie di 1326 ettari. 

La sua popolazione assolata di fatto , se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
2846 (maschi 1401, femmine 1445); quella di 
diritto era di 2995 abitanti. Nel 1864 ve n'ave- 
vano 2929, ossia 220. 88 per chilom. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di due 
compagnie con 180 militi attivi e 161 di ri- 
serva: totale 341 militi. La mobilizzabile è 
di 123 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Chivasso; nel 
1863 erano 78. 

Ha ufficio postale proprio e pretura di man- 
damento dipendente dal tribunale civile e cor- 
rezionale di Torino. 

Pel dazio consumo è comune di quarta 
classe. 

H suo territorio produce vini, cereali, mar- 
zuoli ed alberi fruttiferi. Vi si trovano delle 
cave di ottima calce e di marmo bianco e 
bigio brecciato, da una delle quali vennero 
tratte le colonne della basilica di Superga. 

H capoluogo giace ai piedi del colle di Su- 
perga, sulla strada che da Torino conduce a 
Casale, a poca distanza dalla riva destra del 
Po, e 13 chilometri da Torino. 

L'imperatore Federico I Io concesse a Gu- 
glielmo di Monferrato, il quale accordò molte 
franchigie ai Gassinesi. Nel secolo XIV venne 
stretto d'assedio da Filippo di Savoia; e nel 
1393 fu occupato da Amedeo principe di 
Acaia. Divenne quindi feudo dei Zumetta e 
degli Osteri, finché il duca Carlo Emanuele II, 
incameratolo, lo diede ai Mutii, nobili ro- 
mani, i quali lo vendettero a Onorato Cla- 
retto di Nizza. 

6ASTALDL — Frazione del com. di Ca- 
gliari, in Sardegna, prov., circond. e mand. 
di Cagliari. 

L'ufficio postale è a Cagliari. 

6ASTANDI (I). -^ Frazione del com. di Pi* 



GATTA 

scina, in Piemonte, prov. di Torino, circond. 
di Pinerolo, mand. di Buriasco. 

L'ufficio postale è a Piscina. 

CASTELLO. — Frazione del com. di Mon- 
taldo Torinese, in Piemonte, prov. e circond. 
di Torino, mand. di Sciolze. 

L'ufficio poetale è a Sciolze. 

GASTINELLL — Frazione del com. di San 
Mauro Torinese, in Piemonte, prov. e circond. 
di Torino, mand. di Gassino. 

L'ufficio postale è a S. Mauro Torinese. 

GATANDRE. — Frazione del com. di Meaoo, 
in Piemonte, prov. di Torino, circond. di Pi- 
nerolo, mand. di Fenestrelle. 

L'ufficio postale è a Porosa. 

6ATAN0. — Frazione del com. di Plia, in 
Toscana, prov., circond. e mand. di Pisa. 

L'ufficio postale è a Pisa. 

GATEIiLE. — Frazione del com. di Borgio, 
nella Liguria, prov. di Genova, circond. di 
Albenga, mand. di La Pietra. 

L'ufficio postale è a La Pietra. 

GATINARA. — Frazione del com. di Isola 
d'Asti, in Piemonte, prov. di Alessandria, eir- 
cond. di Asti, mand. di Costigliole d'Asti. 

L'ufficio postale è ad Isola d'Asti. 

GATTA. — Frazione del com. di Castel- 
nuovo nei Monti, nell'Emilia, prov. di Reggio 
nell'Emilia, circond. di Reggio nell'Emilia, 
mand. di Castelnuovo nei Monti. 

L'ufficio postale è a Castelnuovo nei MonU. 

E un villaggio posto in montagna ed avente 
una popolazione di circa 140 abitanti. 

GATTA. — Frazione del com. de'Chiosi di 
Porta Cremonese, in Lombardia, prov. di Mi- 
lano, circond. e mand. di Lodi. 

L'ufficio postale è a Lodi. 

È posto un chilometro ad ostro dalla città, 
poco discosto dall'Adda. 

GATTA. — Frazione del com. di Felizzano, 
in Piemonte, prov. e circond. di Alessandria, 
mand. di Felizzano. 

L'ufficio postale è a Felizzano. 

GATTA. — Frazione del com. di Lesegno, 
in Piemonte, prov. di Cuneo, circond. di Mon- 
dovì, mand. di Ceva. 

L'ufficio postale è a Lesegno. 

GATTA. — Frazione del com. di Monte- 
leone sui Colli Pavesi, in Lombardia, prov. e 
circond. di Pavia, mand. di Corteolona. 

L'ufficio postale è a Corteolona. 

É posto in luogo coltivato a risaie e per- 
ciò di aria poco buona. 

GATTA. — Frazione del com. di Pellegrino 
Parmense, nell'Emilia, prov. di Parma, cir- 
cond. di Borgo S. Donnino, mand. di Pel- 
legrino Parmense. 



Digitized by 



Google 



GATTA 

L'ufficio postale è a Pellegrino Parmense. 

GATTA. — Frazione del com. di Savigliuno, 
io Piemonte, prov. di Cuneo, circond. di Sa- 
lano, mand. di Savigliano. 

L'ufficio postale è a Savigliano. 

GATTA (La). — Frazione del com. di S. Mi- 
chele d'Asti, in Piemonte, prov. di Alessandria, 
circood. di Asti, mand. di Villanuova d'Asti. 

L'officio postale è a Villanuova d'Asti. 

6ATTAF0NA. — Frazione del com. di Via- 
dana, in Lombardia, prov. di Cremona, cir- 
cood. di Casal maggiore, mand. di Viadana. 

L'afCcio postale è a Viadana. 

GATTAIA. — Frazione del com. di Vicchio, 
io Toscana, prov. e circond. di Firenze, mand. 
di Borgo S. Lorenzo. 

L'officio postale è a Borgo S. Lorenzo. 

GATTAIOLA. — Frazione del com. di Londa, 
io Toscana, prov. e circond. di Firenze, mand. 
di Pontassieve. 

L'ufficio postale è a Dicomano. 

6ATTAJ0LA. — Frazione del com. di Lucca, 
in Toscana, prov., circond. e mand. di Lucca. 

L'officio postale è a Lucca. 

E mia piccola terra posta presso le falde 
boreali del Monte Pisano, 6 chilometri circa 
li ostro dsi Lucca. Il celebre Castruccio vi 
iTm una villa signorile, che fu poi ridotta 
1 eua di campagna dalla nobile famiglia Mon- 
'ccatioi di Lucca. 

6ATTARA. — Frazione del com. di Mar- 
radi, in Toscana, prov. e circond. di Firenze, 
mand. di Marradi. 

L'ufficio postale è a Marradi. 

GATTARà. — Frazione del com. di Sca- 
Tolioo, nelle Marche, prov. di Pesaro ed Ur- 
bioo, circond. di Urbino, mand. di Pennabilli. 

L'ufScio postale è ad Urbino. 

E un villaggio posto sulla sinistra della Ma- 
recchia, in vicinanza della Toscana ed in ter- 
ritorio tenuto a pascoli. Dista 13 chilometri 
circa a libeccio da Carpegna, alla cui contea 
altre volte appartenne. 

GATTAROLO BRONSERIO e GATTAROLO 
CAPPELLINO. — Frazioiii del com. di Breda 
Guazzona, in Lombardia, prov. di Cremona, 
circond. di Casalmaggiore, mand. di Piadena. 

L'ufficio postale è a Piadena. 

Sono situate in territorio fertile specialmente 
io biade e lini. 

GATTATICO. — Comune ncirEmilia, prov. 
e circond. di Reggio nell'Emilia, mand. di Ca- 
stelnuovo di sotto. 

Comprende le frazioni di Casaltone a mat- 
tina, Fie&so, Martorano, Nocetolo, Olmo, Pra- 
ticello, Taneto. 



GATTEO 77 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 4270 (maschi 2190 e femmine 2080) ; 
quella di diritto era di 4333 abitanti. Nel 
1864 ve n'avevano 4404. 

La sua guardia nazionale consta di sei 
compagnie con 369 militi attivi e 459 di ri- 
serva: totale 828 miUti. La mobilizzabile è di 
373 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Montecchio ; nel 1 863 
erano 14. 
L'ufScio postale è a Sant'Ilario d'Enza. 
Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 
II suo territorio è in pianura, attraversato 
dall'Enza e d'aria alquanto grave ed umida. 
È fertile e ben coltivato; produce frumento, 
maiz, uve in abbondanza, fieno, canapa, e dà 
buoni formaggi. Vi si fa caccia di lepri; at- 
tivo è il commercio de' buoi e de' porci. 

Il capoluogo è un piccolo villaggio di 400 
abitanti che siede sul piano, alla destra del- 
l'Enza, a 20 chilometri da Reggio. Ha scuole 
primarie e medico condotto. Apparteneva altre 
volte alla provincia di Parma. 

GATTEO. — Comune nell' Emilia , prov. 
di Forlì, circond. di Cesena, mand. di Savi- 
gnano di Romagna. 

Comprende, le frazioni 
di Sant'Angelo, S. Gio- 
vanni in Compito (in 
parte) e S. Lorenzo. 

Ha una superficie di 
1332 ettari. 

La sua popolazioni; 
assoluta di fatto , se- 
condo il censimento del 
1861, contava abitanti 
2895 (maschi 1515, fem- 
mine 1380); quella di diritto era di 2943 abi- 
tanti. Nel 1864 ve n'avevano 2965, ossia 
224. 44 per chilom. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 120 militi attivi e 350 di ri- 
serva : totale 470 militi. La mobilizzabile è di 
320 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Sant'Arcangelo di Ro- 
magna; nel 1863 erano 25. 

Ha ufficio postale, dipendente da quello di 
Sa vignano. 
Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 
Il suo territorio abbonda di cereali, vino e 
canapa. 

Giace in pianura che si stende fra la via 
Emilia ed il mare. Gli scorre per il mezzo 




Flg. 100. 



Digitized by 



GoogÌQ 



78 6ATTE0 

il torrente Rigossa (Riga rubra), ed al lato 
meridionale il fiume Rubicone. L'aria aperta 
e la fertilità del suolo ne rendono pregevole 
la posizione. Il consumo interno non assor* 
bisce tutti gli indigeni prodotti. 

Il capoluogo è una terra posta a 16 cbilo- 
metri e mezzo da Cesena, non lontano dalla 
via Emilia. Consta di un castello murato, e 
di un borgo annesso. La configurazione del ca- 
stello, quasi quadrangolare, è circoscritta da 
due Iati della larghezza di metri 53 sopra una 
lunghezza di metri 82, ed è munito di una 
torre e cinque baluardi, e circondato da fossa 
che si passava già per un ponte levatoio. 

Vi ha spedale fondato da tempo immemo- 
rabile e ridotato nel 1827 di una rendita di 
L. 2200. 

Vi si tengono 4 fiere annuali, 2 di antica 
istituzione e di molto rilievo e 2 istituite di 
recente. U mercato settimanale andò in di- 
suso, ma ora tentasi di riattivarlo. 

L'orìgine di questo castello non si riscon- 
tra in memorie. Nel secolo XII aveva già nome 
ed esistenza propria. 

Nel 1140 Arduino, abbate del monastero 
di S. Pietro in Rimini, concedeva ad enfiteusi 
un terreno (manso) nel fondo di Gatteo. Si 
costitm ben presto in comune, poiché nel 1233 
il suo console Bulgarello dava giuramento 
di fedeltà al comune di Rimlni. Nel 1308 
aveva a console un certo Rizio. Aveva proprie 
chiese, imperciocché nel 1311 un Malatesta da 
Verucchio lasciava legati alle cappelle di Gat- 
teo. Lasciava poi a suo figlio Pandolfo la sua 
casa, per tomiom, che significava villeggiatura, 
coi terreni annessi. 11 Malatesta dunque aveva 
verosimilmente la signoria del castello. In 
fatti Galeotto Malatesta coU'esercito suo pro- 
prio e colle milizie di Popoli Mastino da Obize, 
e dei Fiorentini, nel mese di ottobre 1342 
difendeva Gattia (Gatteo) da Ordelaffi, si- 
gnore di Forlì e Cesena, alleato col Visconte 
di Milano, col Gonzaga, e con dei Tedeschi (Cle- 
mentini, tomo II, pag. 43). 

Dalla signorìa dei Malatesta passar dovette 
a quella dei conti Guidi di Bagno per inve- 
stitura della Sede Romana, mentre ai 18 ago- 
sto 1452 transigevano questi con Cesena in- 
torno ai confini territoriali di Gatteo. Nel 1492 
ritornava Gatteo sotto la diretta dominazione 
pontificia, per poi nel 1549 rientrare nella di- 
pendenza dei conti di Bagno. Nel 1557 la 
Sede Romana riacquistò Gatteo, e gli altri 
castelli di Giazzolo e MontebelJo col mezzo 
del capitano Giovanni Aldobrandino, spedito 
con 200 fanti insieme con Bronuro Zampesco 



OATTEtU 

dal cardinale Caraffa. Un tale Flaminio Rofo 
ne assunse il formale possesso il 29 ottobre 
1560 in nome del Carafik. 

Nel 1561 ritornò ai conti di Bagno per con- 
cessione della Sede Romana ed istanza degli 
stessi abitanti di Gatteo, e vi stette fino al 
1656, in cui venne avvocato di nuovo alla 
corte di Roma, che lo tenne fino al febbraio 
1797 in cui le armi francesi conquistarono le 
Romagnc. In quest'epoca furono annessi a Gat- 
teo i comuni di S. Mauro, Gambettola, Scor- 
ticata e Montebello colle sue frazioni di Gine- 
streto, e Massa bagni. 11 comune di Gambet- 
tola vi fu appodiato anche in seguito, finché 
ebbe vigore il decreto reale 28 ottobre 1810: 
ne fu distaccato dal governo pontificio nella 
ripartizione 26 novembre 1817. 

Se il paese abbia avuto uomini illustri ne'suoi 
primi tempi, non risulta da fasti. Certo é che 
diede i natali ad un tal Antonelli Giovanni 
Battista di Girolamo, valente in armi e nelle 
matematiche. Fu ingegnere e capitano nelle 
milizie spagnole : visse nella corte dei re ii 
Spagna Filippo II e III, e morì in Madrid 
l'anno 1618. Non dimenticò la terra naUn 
dotandola di un ricco capitale per un monte 
frumentario, che tuttora si mantiene. Fu pare 
la culla dei due Poggi Fracassi, padre e figlio, 
sul finire del secolo XVII e principio del XVUI. 
La maggior parte delle surriferite notizie e lo stemiat 
si debbono alla cortesia dell'onorevole Sindaco di questo 
comune. 

CATTERÀ. — Frazione del com. dì Sabbia, 
in Piemonte, prov. di Novara, circond. di Val- 
sesia, mand. di Varallo. 
L'ufficio postale è a Varallo. 
CATTERÀ MAIOCCA. — Comune in Lombar- 
dia, prov. di Milano, circond. di Lodi, mand. 
di Codogno. 
Comprende la frazione Maiocca. 
Ha una superficie di 268 ettari. 
La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
684 (maschi 361 e femmine 323), e quindi 
255. 22 per chilometro quadrato; quella di di- 
ritto era di 728 abitanti (maschi 398 e fem- 
mine 330). Nel 1864 vi avevano 729 abitanti, 
ossia 294. 40 per chilometro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di 17 
militi attivi e uno di riserva: totale ISmilitL 
La mobilizzabile è di 4 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle lisi* 
elettorali del collegio di Codogno; nel 1863 
erano 3. 
L'ufficio postale è a Codogno. 
Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 



Digitized by 



Google 



CATTERÀ 

Hsoo territorio è coltivato a cereali e pascoli. 
Il capoluogo è un piccolo villaggio, posto 
t 34 chilometri da Lodi. 

CATTERÀ (la). — Frazione del com. di 
Arena Po, in Lombardia, prov. di Pavia, cir- 
eond. di Voghera, mand. di Stradella. 
L'officio postale è ad Arena Po. 
SATTERA (La). — Frazione del com. di 
Serravalle Sesia, in Piemonte, prov. di No- 
raia, clrcond. di Biella, roand. di Crevacuore. 
L'officio postale è a Borgosesia. 
GATTESCHI. — Frazione del com. di Gal- 
iniu), in Toscana, prov., circood. e mand. di 
nrenze. 
L'officio postale è a Firenze. 
BATTL — Frazione del com. di Albino, in 
Combardia, prov. e circond. di Bergamo, mand. 
di Alzano maggiore. 
L'officio postale è ad Albino. 
GATTL — Frazione del com. di Rocchetta 
Tuaro, in Piemonte, prov. dì Alessandria, 
drcood. di Asti, mand. di Rocca d'Arazzo. 
L'officio postale è ad Annone. 
6ATTL — Frazione del com. di Volta, in 
Loobardia, prov. di Brescia, circond. dì Ca- 
«tì^iooe delle Stiviere, mand. dì Volta. 
L'officio postale è a Volta. 
UTTICO. — Comune in Piemonte, prov. e 
otcood. dì Novara, mand. di Borgomanero. 
Comprende le frazioni dì Maggiate infe- 
riore e superiore e Borgo Agnello. 
Ha ona superficie dì 1570 ettari. 
La sua popolazione assolata di fatto, se- 
eoodo il censimento del 1861, contava abitanti 
308-2 (maschi 105'2 e femmine 1030); quella 
di diritto era di 3338 abitanti Nel 1864 ve 
D'avevano 3168, ossia 138.08 per chilome- 
tro qoadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 80 militi attivi e 80 dì ri- 
serva: totale 160 militi. La mobilizzabile è 
di 87 miUtì. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ite elettorali del collegio di Borgomanero; nel 
1863 erano 33. 
L'ufficio postale è a Borgomanero. 
Pel dazio consumo è somune di quarta classe. 
Il suo territorio, tutto sparso di collinette, 
produce frumento, segale, miglio, vino, legna 
da ardere e gelsi. Vi scorre un rigagnolo detto 
Stroia, ricco di zolfo e di magnesia. 

U capoluogo trovasi sull'alto di un colle, 
36 chilometri a tramontana da Novara. A po- 
ebi passi dì distanza si ammira una quercia 
gigantesca, il cui tronco alla base ha una cir-' 
conferenza di metri 7. 80, e quindi un diametro 



GATTI 79 

di metri 3. 50. I suoi rami principali, che si 
dipartono dal tronco a 10 metri di altezza, non 
hanno meno di un metro di diametro e si pro- 
tendono in giro per una larghezza di oltre 35 
metri. Questa quercia è di proprietà del conte 
Leonardi di Novara, e sebbene più volte sia 
stata danneggiata dal fulmine, forma ancora 
coi suoi avanzi lo stupore e l'ammirazioue di 
chi la visita. 

Parecchie inscrizioni dissotterrate ne' suoi 
dintorni provano che Gattico è paese antico. 
Nella frazione di Borgo Agnello esistono le 
veiitigia di un campo stabile romano; sono 
ancora in piedi due delle porte costrutte in 
sassi e mattoni, e vi hanno tracce manifeste 
del fosso che circuiva l'accampamento. La 
località in cai trovavasi questo campo, che 
dista egualmente da Arona e Borgomanero , 
p^re sia stata scelta per dominare gli sbocchi 
del lago Maggiore e del lago d'Orta. 

Poco distante dal capoluogo vedonsi le re- 
liquie di una chiesa che la tradizione popolare 
vuole dedicata a S. Martino, e la cui costru- 
zione dagli eruditisi fa ascendere anteriormente 
al mille. Oall'esame dei materiali impiegati pare 
che la me lesima sia stata edificata cogli avanzi 
di un qualche tempio pagano. Nelle vicinanze 
infatti di detta chiesa si rinvennero diversi 
sepolcri romani con vasi lacrimatoi, lampade 
di terra ed altri oggetti sepolcrali. 

I Visconti di Milano ebbero forti castella net 
due Maggiati ed una ròcca in Gattico, di- 
strutta nel 1410 da Facino Cane. 

L'ebbe in signoria la famiglia de Gatticì. 

Alcune delle surriferite notizie debbonsi alla cortesia 
dell'onoreTole Sindaco di questo cornane. 

GATTI DI TITARIO. — Comune in Cor- 
sica, circond. dì Corte, cantone di Serraggio. 

La sua popolazione nel 1863 era di 1040 
abitanti. 

Ha ufficio postale proprio. 

E un piccolo villaggio posto a mezzodì da 
Corte, da cui è lontano 16 chilometri circa. 
Sulla soglia della chiesa vedesi un' antica pie- 
tra sepolcrale con uno scudo e senza nome, 
recante scolpite alcune parole della Sacra 
Scrittura. 

Vi scorre un torrente, attraversato da un 
ponte in legno, intorno al quale veggonsi 
rupi nericcie ed alti pini. Nelle vicinanze è 
la grande foresta dì Vizzanova, che copre 
tutti i valloni e i fianchi del monte d'Oro e 
si estende sino alla foce. 

Gatti dì Vìvarìo, detto anche semplicemente 
Vivario, diede i natali a Bartolomeo Telamone 
comandante le flottiglie navali del papa. 



Digitized by 



Google 



80 GATTINA 

OATTUfA. — Frazione del com. di Otto- 
biano, in Lombardia, prov. di Pavia, circond. 
di Lomellina, mand. di S. Giorgio. 

L'ufficio postale è ad Ottobiano. 

GATTINARA. — Mandamento in Piemonte, 
proT. di Novara, circond. di Vercelli. 

Ha una popolazione di 8764 abitanti, di» 
visi nei 5 comuni seguenti : Gattinara, Lenta, 
Lozzolo, Roasio, Villa del Bosco. 

GATTINARA. — Comune in Piemsnte , 
prov. di Novara, circond. di Vercelli, mand. 
di Gattinara. 

Comprende la frazione di Selva-Bella. 

Ha uua superficie di 3643 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 4343 (maschi 3167, femmine 2175); 
quella di diritto era di 4476 abitanti. Nel 
1864 ve n'avevano 4427, ossia 121.30 per 
chilom. qnadr. 

La sua guardia nazionale nel 1863 non 
contava inscritti, nèdi riserva, né attivi La 
mobilizzabile era di 26 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nello liste 
elettorali del collegio di Varallo; nel 1863 
erano 162. 

Ha ufficio postale proprio, pretura di man- 
damento dipendente dal tribunale civile e 
correzionale di Vercelli, stazione di reali ca- 
rabinieri. Nella circoscrizione elettorale è se- 
zione con 285 elettori, comprendente i comuni 
del mandamento. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è dei piti fertili. Giace parte 
in pianura e parte in collina, ed è bagnato 
dal fiume Sesia. La parte verso il fiume è 
coperta da estesi prati, i cui ottimi fieni for- 
niscono alimento a numeroso bestiame; e la 
parte della collina produce quell' eccellente 
vino conosciuto sotto il nome di Gattinara e 
che Vendesi ad elevato prezzo , specialmente 
in Lombardia. 

Il capoluogo è un grosso borgo sulla de- 
stra della Sesia, iu piano, alle falde di un 
colle, distante 34 chilometri a tramontana di 
Vercelli. 

Gattinara è regolarmente fabbricato. Ha 
una forma rettangolare ed è cinto di mura; 
quattro porte gli danno accesso. Una bella 
via rettilinea lo divide per metà, da porta 
San Francesco a porta San Lorenzo. Tra gli 
edificii sacri avvi di rimarchevole la chiesa 
parrocchiale. 

Gattinara è paese molto commerciante; vi 
si tengono tre fiere annue ed un mercato set- 
timanale. 



GATTO 

La sua orìgine è antica. Avanzi di nn ac- 
quedotto, creduto opera dei Romani, trovansi 
nelle sue vicinanze , sopra un colle che do- 
mina la Sesia; e certamente opera dei Romani 
era pure una fortezza di non poca importanza 
che occupava il posto ove presentemente tro- 
vasi un santuario. Fino dall'SOO vi sorgeva il 
castello di Rade, ceduto da Carlo il Grosso 
al vescovo di Vercelli. Nel 1358 Gattinara fu 
saccheggiato dal marchese di Monferrato. Nel 
1426 si sottomise al dominio della Casa di 
Savoja , che gli concedette vari privilegi e 
franchigie. Passò quindi in feudo agli Ar- 
bori!, che diedero molti uomini insigni, tra 
cui merita speciale menzione : Mercurino detto 
il Gattinara (1465-1530), giureconsulto e po- 
litico, di cui conservasi il monumento in ona 
chiesa di Gattinara, che a lui deve la rico- 
struzione delle mura. 

GATTINERA. — Frazione del com. di Fer- 
rerò, in Piemonte, prov. di Alessandria, cir- 
condario di Asti, mandamento di Villanoora 
d' Asti. 

L'ufficio postale è a Villanuova d'Asti 

GATTINERA. — Frazione del com. di Pa- 
rerà Erbognone , in Lombardia , prov. e cir- 
cond. di Pavia, mand. di Sannazzaro de'Bo^ 
gondi. 

L'ufficio postale è a Ferrera Erbognone. 

GATTINO. — Torrente della Sardegna, detto 
anche Rio di Perdagius. Nasce nel territorio 
di Narcao, e si versa nell'Icagessa, nel laogo 
chiamato Coremò, dòpo essersi ingrossato delle 
acque di altri rivoli. 

GATTO. — Promontorio del lato occiden- 
tale dell'isola di Corsica, corrispondente al 
Mariamm Promontorium et Civita» di Tolomeo. 

Nel secolo XVII esistevano su questo pro- 
montorio molte antiche abitazioni rovinate. 

GATTO. — Frazione del com. di Gabiano, in 
Piemonte , prov. di Alessandria , circond. di 
Casale Monferrato, mand. di Gabiano. 

L'ufficio postale è a Gabiano. 

GATTO. — Frazione del com. di Megliadino 
S. Vitale, nel Veneto, prov. di Padova, distr. 
di Montagnana. 

L'ufficio postale è a Montagnana. 

GATTO. — Frazione del com. di Monta- 
gnana, nel Veneto, prov. di Padova, distr. di 
Montagnana. 

L'ufficio postale è a Montagnana. 

GATTO. — Frazione del com. ài Pellegrino 
Parmense, nell'Emilia, prov. di Parma, circond. 
di Borgo San Donnino, mand. di Pellegrino 
Parmense. 

L'ufficio postale ò a Pellegrino Parmense. 



Digitized by 



Google 



GATTO 

uno. — Fraàone del com. di San Mar- 
tino Penero, in Piemonte, prov. di Torino, 
drcood. di Pinerolo, mand. di Ferrerò. 

L'ufficio postale è a Ferrerò. 

6AIT0U o MONTE GATTORI. — Frazione 
dal com. di Serravalle Pistoiese, in Toscana, 
proT. di Firenze, circond. e mand. di Pistoia. 

L'ufficio postale i a Pistoia. 

È ona villa posta sul fianco settentrionale 
dt' Monti detti di Sotto, 4 chilometri circa a 
idroeco da Serravalle Pistoiese. Una carta 
pstoiesfl del 3 settembre 1313 rammenta i 
eoBsoU del cornane di Monte Gattori. 

6ÌTT0LIN0. — Frazione del com. di Ba- 
golo Cremasco, in Lombardia, prov. di Cre- 
Mos, drcond. e mand. di Crema. 

L'nfGdo postale è a Bagnolo Cremasco. 

fiATTOLUfO. — Frazione del com. dì Ce- 
sena, neir Emilia, prov. di Forlì, circond. e 
iDud. di Cesena. 

L'officio postale è a Cesena. 

UTTORNA. — Frazione del coro, di Mo- 
eonesì, nella Lìgnria, prov. di Genova, circond. 
£ ChiaTari, mand. di Cicagna. 

L'officio postale è a Cicagna. 

UTTORIfE. — Frazione del com. di Nei- 

rone, iella Liguria, prov. di Genova, circond. 

di CUavari, mand. di Cicagna. 

L'officio postale è a Cicagna. 

GiTTUGMO. — Frazione del com. di Santa 
Mtrìa Maggiore e Crana, in Piemonte, prov. 
di Novara, circond. di Ossola, mand. di Santa 
yiria Maggiore. 

L'officio postale è a Santa Maria Maggiore. 

GiUDL — Frazione del com. di Monteforte, 
od Napoletano, prov. di Principato Ulteriore, 
circond. di Avellino, mand. di Monteforte. 

L'affido postale è ad Avellino.' 

GADDIMO. — Frazione del com. di Rocca- 
grìmalda, in Piemonte, prov. di Alessandria, 
circond. di Acqui, mand. di Carpeneto. 

L'officio postale è a Silvano d'Orba. 

SAUIIA. — Comune in Pieriionte, prov. di 
Torino, circond. di Ivrea, mand. di Vistrorio. 

Ha una superficie di 300 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 160 (maschi 86 e femmine 74); quella 
di diritto era di 176 abitanti. Nel 1864 vi 
avevano 161 abitanti, ossia 80.50 per chi- 
loBetro quadrato. 

La saa guardia nazionale consta di 30 mi- 
lìti attivi e 3 di riserva: totale 33 militi. La 
Bobilizcabile è di 33 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
L'Itaua, Diùonario corografico, ecc. Voi. 



GAVARbO 81 

elettorali del collegio di Cuorgnè; nel 1863 
erano 3. 

L'ufficio postale è a Vistrorio. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

11 suo territorio produce fieno, castagne e 
patate in qualche abbondanza, meliga in poca 
quantità. Lo bagna il Chiusella, fecondo spe- 
cialmente di trote. Gli abitanti di questa iam 
allevano molti animali bovini, dei prodotti dei 
quali fanno commercio con Castellamonte ed 
Ivrea. 

Il capoluogo è an piccolo villaggio, posto 
nella valle dì Chy, 11 cbilometn a maestra 
d'Ivrea. 

6AUR0. — Frazione del com. di Monte- 
corvino'Rovella, nel Napoletano, prov. dì Prin- 
cipato Citeriore, circond. e mand. di Monte- 
corvino Rovella. 

L'ufficio postale è a Montecorvino Rovella. 

E un villaggio di circa 500 abitanti, do- 
tato di fertilissimo tei ritorio ed abbondante 
di acque. Diede i natali a Luca Gauro, ve> 
scovo di Cittaducale, e personaggio molto di- 
stinto nella prima metà del secolo XV]. 

GAURO. — Monte celeberrimo pei suoi vini 
nell'antico agro cnmano (provincia di Napoli). 
E un vulcano estinto, che ancora oggidì pro- 
duce i vini conosciuti cogli appellativi di to- 
nante, valido, superbo, arrogante, glorioso. E 
pur celebre per la villa che vi teneva Cice- 
rone, da lui chiamata Accademia, stanza ove 
compose i suoi libri dotti appunto Accademici. 

GITA. — Frazione del com. dì Coassolo 
Torinese, in Piemonte, prov. e circond. di To- 
rino, mand. di Lanzo Torinese. 

L'ufficio postale è a Lanzo Torinese. 

GATADL — Frazione del com. di Santo Ste- 
fano d' Avete, nella Liguria, prov. di Genova, 
circond. di Chiavari, mand. di Santo Stefano 
d'Aveto. 

L'ufficio postale è a Santo Stefano d'Aveto. 

GATAL — Frazione del com. di Baldissero 
d'Alba, in Piemonte, prov. di Cuneo, circond. 
di Alba, mand. di Cornegliano Alba. 

L'ufficio postale è a Cornegliano Alba. 

GATAMELLA. — Frazione del com. di Imola, 
nell'Emilia, prov. di Bologna, circond. e mand. 
di Imola. 

L'ufficio postale è ad Imola. 

GATANO. — Frazione del com. di Triora, 
nella Liguria, prov. di Porto Maurizio, circond. 
di San Remo, mand. di Triora. 

L'ufficio postale è a Triora. 

GAYAROO. — Comune in Lombardia, prov. 
di Brescia, circond. e mand. di Salò. 

Ha una superficie di 1357 ettari. 
IV. {Proprietà letteraria) il 



Digitized by 



Google 



83 GAVARNO 

• La sua popolazione assolata di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
3062 (maschi 1036 e femmine 1036); quella 
dì diritto era di abitanti 3115. Nel 1S64 anno- 
verava 3055 abitanti, ossia 151.43 per chilo- 
metro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 144 militi attivi e 146 di ri- 
serva: totale 390 militi. La mobilizzabile è di 
87 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Salò ; nell'anno 1863 
erano 49. 

Ha ufficio postale proprio. 

Pel dazio consumo è comune di quarta 
classe. 

Il s<io territorio abbonda di cereali e di vini, 
ed ha inoltre buoni pascolL 

Il capoluogo è un grosso e bel villaggio, 
nella Val Sabbia, posto sul fiume Chiese e sulla 
strada provinciale che da Brescia conduce a 
Salò, da cui dista 8 chilometri e mezzo. 

Ha un bel ponte sul fiume ed una piazza 
circondata da portici. In vicinanza di questo 
villaggio esce dal Chiese il canale detto Na- 
viglio Bresciano. 

Vi si tiene mercato ogni lunedì e giovedì 
e fiera al primo maggio. 

GATARNO o CASTEL DI GAVARNO. — Fra- 
zione del com. di Rosciate, in Lombardia, 
prov., circond. e mand. di Bergamo. 

L'ufficio postale è a Bergamo. 

È un piccolo villaggio sulle pendici del 
monte Misma, lontano 4 chilometri da Ro- 
sciate, iu un territorio tutto a prati, boschi 
cedui e castagneti. Appartiene in gran parte 
alia mensa vescovile di Bergamo , e deve il 
suo nome di castello ad un fortilizio , che 
prima fu mutato in villeggiatura episcopale e 
poi in un caseggiato rustico. 

6AYASET0. — Frazione del com. di Ma- 
lalbergo, nell'Emilia, prov. e circond. di Bo- 
logna, mand. di Minerbio. 

L'ufficio postale è a Minerbio. 

QATASSETO. — Frazione del com. di Reg- 
gio nell'Emilia, nell'Emilia, prov., circond. e 
mand. di Reggio nell'Emilia. 

L'ufficio postale è a Reggio nell'Emilia. 

6ATAZ. — Frazione del com. di S. Tiziano, 
nel Veneto, prov. di Belluno , distr. di Lon- 
garone. 

GAVAZZA. — Frazione del com. di Reggio 
nell'Emilia, nell'Emilia, prov., circond. e mand. 
di Reggio nell'Emilia. 

L'ufficio postale è a Reggio nell'Emilia. 

GATAZZAIIA. — Comune in Piemonte, prov. 



GATAZZOLt 

di Alessandria, circond. di Tortona, mand. di 
Villalvernia. 

Ha una superficie di 33C ettari. 

La sua popolazione assolata di htto e di 
diritto, secondo il censimento del 1861, con- 
tava abitanti 367 (maschi 139, femmine 138). 
Nel 1864 annoverava 369 abitanti, e quindi 
83. 51 per chilom. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di mazza 
compagnia con 43 militi attivi e uno di riserva: 
totale 43 militi. La mobilizzabile è di 3i militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Tortona; nel 1863 
erano 7. 

L'ufficio postale è a Villalvernia. 

Pel dazio consumo è comune di quarta clasu. 

Il suo territorio è vanamente coltivato. 

II capoluogo è posto sopra nn colle, 13 
ehilometrì e mezzo a tramontana da Tortona. 

GAYAZZANA. — Frazione del com. di B«- 
gnone, nell'Emilia, prov. di Massa e Carrara, 
circond. di Pontremoli, mand. di Bagnone. 

L'ufficio postale è a Bagnone. 

6ATAZZL — Frazione del com. di Cu- 
noto suirOglio, in Lombardia, prov. di Bre- 
scia, circond. di Castiglione delle Stiviere, 
mand. di Canneto suU'Oglio. 

L'ufficio postale è a Canneto sall'Oglio. 

GATAZZINA DI SOPRA e 6ATAZZIHA DI 
SOTTO. — Frazioni del com. di Montecreto, 
nell'Emilia, prov. di Modena, circond. diPa- 
vullo nel Frignano, mand. di Sestola. 

L'ufficio postale è a Lama Mocogno. 

GAVAZZO. — Piccolo lago della provincia 
di Udine, nel Veneto. Ha figura quasi ovale, 
una lunghezza di 3700 metri, una larghem 
di 900, una circonferenza di circa 15 chilo- 
metri ed un'altezza di circa 40 metri, che in 
tempi piovosi ed allo squagliarsi delle nevi 
cresce di altri 10 o 13 metri. Nelle sue acque 
si pescano carpioni, trote ed anguille. Comu- 
nica col Tagliamento per mezzo di un emis- 
sario detto il Mello. 

GAVAZZO. — Frazione del com. di Dae 
Miglia, in Lombardia, prov., circond. e msod. 
di Cremona. 

L'ufficio postale è a Cremona. 

GAVAZZO. — Frazione del com. di Mer- 
cngnano , in Lombardia , prov. e circond. di 
Milano, mand. di Melegnano. 

L'uiBcio postale è a Melegnano. 

GAVAZZOLA. — Frazione del com. di Stra- 
della, in Lombardia, prov. di Pavia, cireoad. 
di Voghera, mand. di Stradella. 

L'ufficio postale è a Stradella. 

GAVAZZOLA. — Frazione del eoo. di Bar- 



Digitized by 



Google 



cavelu 
belino di 11 agello , in Toscana , prov. e cir- 
cofld. di Firenze, mand. di Scarperia. 

L'officio postale è a Barberino di Mugello. 

UVXLLA. — Frazione del com. di Poa- 
uao Monferrato, in Piemonte, prov. di Ales- 
laadrìa, eirednd. di Casal Monferrato, mand. 
di MoncalTo. 

L'officio postale è a Mombercelli. 

fiiVSUI. -— Frazione del com. di Castel- 
DBOTO Calcea, in Piemonte, prov. di Ales- 
naèùk, drcoiid. di Asti, mand. di Momber- 
cdll 

L'affici» postala è a Mombercelli. 

GiTELU. — Fraziona del com. di San- 
t'Anatolia di Narco, nell'Umbria, prov. del- 
lUnbrìa, circond. a maod. di Spoleto. 

L'officio postale è a Spoleto. 

E OD piccolo villaggio ài àxGa, 100 abi- 
tuiti, posto a scirocco da Spoleto, da cui 
dilla circa 18 chilometri. 

UTSLLO. — Frazione del com. di Miran- 
dola, nell' Emilia , prov. di Modena , circond. 
e maod. di Mirandola. 

L'officio postale è a Mirandola. 

E ooa terra di circa 800 abitanti, posta in 
liuora. Aksoni ritengono che fosse antiea- 
wate attraversata dal torrente Secchia. Gui- 
int^ vescovo di Modena , diede in enfiteusi 
«Inai beni di questo territorio al marchese 
Boaifacio, padre della contessa Matilde. 

S&TBLLO. — Comnna nel Venato, prov. 
di Rovigo, distr. di Polesella. 

Conpreude le frazioni di Lama e Selva di 
Gavello. 

La sua popolazione è di 3165 abitanti. 

L'affido postale è a Crespino. Per la cir- 
coscrizione eletterale dipende dal collegio di 



11 suo territorio abbonda di cereali, lini, 
canape e pascoli. 

11 eapoloogo è no grosso villaggio posto 3 
chiloffletri a levante dal Canalbianeo e & a 
greco da Crespino. 

Questa torra era anticamente una città ve- 
acovile, ma ignorasi quando sia stata distrutta 
•quando abbia cessato d'essere sede vescovile. 
Aleoni dicono che fu colonia etrnsca e sia 
(tata in parto distrutta dagli Ungheri nel X 
secolo: Mmbra però più verosìmile che sia an- 
data sommersa nelle continue piene dei fiumi 
Adige e Po. Alcuni mettono in dubbio l' esi- 
itnza della sede vescovile. Vi era una cele- 
bre badia. 

L'importanza di questa città à provata dai 
feoaoBenti che si disottorrarono nei dintorni 
deU'sttuale villaggio: questi monumenti eou- 



GAVt 88 

sistono in urne sepolcrali di vetro e torra 
cotta, iscrizioni, medaglie, pavimenti a mo- 
saico, avanzi di muraglie ed altri frammenti 
di fabbriche. 

GAYENA. — Frazione del com. di Cerreto 
Guidi, in Toscana, prov. di Firenze, circond. 
di S. Miniato, mancL di Fucecchio. 

L'ufficio postale è ad Empoli 

E una piccola torra di 250 abitanti circa, 
posta sei chilometri a ponente-libeccio da 
Cerreto Guidi, sulle pendici meridionali delle 
colline che stendonsi da Cerreto verso Fu- 
cecchio. 

GAYENOLA e 6ATEN0BA. — Frazioni del 
com. di Aquila d'Arroscia, nella Liguria, prov. 
e circond. di Porto Maurizio, mand. di Pieve 
di Teco. 

L'ufficio postale è a Pieve di Teco. 

GAVERINA. — Comune in Lombardia, proV. 
e circond. di Bergamo , mand. di Trescore. 

Comprende le frazioni di Frate e Valle. 

Ha una superficie di 500 ettari. 

La sua popolazione assoluta di Catto, se-' 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 587 (maschi 299, femmine 288) ; quella 
di diritto era di 630 abitontL Nel 1864 ne an- 
noverava 626, e quindi 125.20 per chilome- 
tro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 77 militi attiiri e 17 di ri- 
serva : totale 94 militi La mobilizzabilo è di 
43 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Trescore; nel 1863 
erano 7. 

L'ufficio postale è a Borgo di Terzo. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Del suo territorio una piccola parto si col- 
tiva a biade e a viti, il rimaaente è coperto 
di boschi e pascolL 

Il capoluogo trovasi in Val Cavallina, in 
luogo elevato alle falde di un monto, ed a 
28 chilometri da Bergamo. 

GATESIO. •>• Frazione del com. di Isoia 
d'Asti, in Piemonte, prov. di Alessandria^ cir-^ 
cond. di Asti, mand. di Costigliole d'Asti. 

L'ttfticio postale è ad Isola d'Asti. 

GATETTO. — Frazione del com. di Sta' 
gliene, nella Liguria, prov. e circond. di Ge- 
nova^ mand. di Staglieno. 

L'ufficio postale è a Staglieno. 

GATL — Mandamento nella Liguria, prov^ 
di Alessandria, circond. di Novi Ligure. 

Ha una popolazione di 13,408 abitanti, di<« 
visi nei 5 seguenti comuni : Carrosio, FisMCone, 
Gavii Parodi, Voltaggio. 



Digitized by 



Google 



U feATf 

GAVL — Comune nella Liguria, ph>T. di Ales- 
sandria, circond. di Novi Ligure, mand. di 
GavL 

Ha una superficie di 4150 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il ceosimento del 18C1, contava abitanti 
5977 (maschi 3177 e femmine 3800); quella di 
diritto era di 6131. Nel 1864 ve n'avevano 61 37, 
e quindi 147. 87 per chilometro quadrato. 

La sua guardia naziouale consta di due 
compagnie con 385 militi attivi e 449 di ri- 
serva : totale 734 militi. La mobilizzabile è di 
187 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Novi Ligure ; nel 
1863 erano 94; nel 1866 erano 146. 

Ha ufficio postale proprio, pretura di man- 
damento dipendente dal tribunale civile e cor- 
rezionale di Novi Ligure, stazione di reali ca- 
rabinieri. Nella circoscrizione elettorale è se- 
zione con 359 elettori. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Usuo territorio dà frumento, meliga, legumi, 
castagne in poca quantità, ma ave abbondanti 
e di buona qualità: vi si trova pure dell'ar- 
gilla conchiglifera. 

Il capoluogo giace sulla destra del Lemmo, 
alla sua confl^ienza col torrente Neirone, e 
sulla strada provinciale che mena alla Boc- 
chetta: dista 10 chilometri da Novi Ligure. 

È tuttora cinto, quasi per intero, dalle an- 
tiche sue mura colle loro porte. Anche la 
vecchia fortena, che ora serve a casa di pena, 
è tuttora in piedi, colle sue opere esterne della 
Galleria e di Montonoro, e di là seguita a do- 
minare tutta la sottoposta vallata. 

Cavi è adorno di bei palazzi e varie piazze, 
e di alcune chiese degne di essere visitate, 
segnatamente la parrocchiale, d'architettura 
lombarda, e certo non posteriore all'epoca ca- 
rolingia, sebbene alterata da varii ristauri. 

Possiede un ospedale fondato prima del 1600 
ed avente aa reddito di L 3000, un monte 
di pietà senza interesse fondato nel XVI secolo 
ed avente un reddito di L. 1500, un'opera 
pia per soccorso delle zitelle povere, un asilo 
infantile, 5 altri pii legati per doti e limosine 
e scuole comunali elementari per ambe i sessi. 

L'industria principale del paese consiste 
in 14 ruote da mulino che lavorano tutto 
l'anno e danno sostentamento a molti operai. 
Vi sono parecchie cave di arenaria o pietra da 
scalpello: vi è pur coltivata l'educazione del 
baco da seta, e vi si contano tre setificii. 

Cavi è d'orìgine antica. Nei primi tempi 
del medio evo trovasi compreso nella contea 



di Tortona; in seguito ebbe anch'esso isnoi 

marchesi in un ramo consanguineo a quello 

della famiglia Malespina. Nel secolo XIII passò 

sotto il dominio di Genova, che lo perdette 

per breve spazio di tempo sui principii del 

secolo XVI, poi ancora nell'anno 1635, durante 

la guerra mossale dai Francesi e Piemontesi, 

ma lo tornò a ricuperare indi a poco tempo. 

Alcune della BnrrUérite notule il derone «II» eoittsU 
dall' onorerole Sindaco di qneito comune. 

GATIA (La). — Frazione del com. di Bene 
Vagienna, in Piemonte, prov. di Cuneo, cir- 
cond. di Mondovì, mand. di Bene Vagienna. 

L'ufficio postale è a Bene Vagienna. 

OAVIE. — Frazione del com. di Locana, 
in Piemonte, prov. di Torino, circond. di Ivrea, 
mand. di Locana. 

L'ufficio postale è a Locana. 

GAVIETTA. — Frazione del com. di Tor- 
riglia, nella Liguria, prov. e circond. di Ge- 
nova, mand. di Torriglia. 

L'ufficio postale è a Torriglia. 

0ATI6LIANA (La). — Frazione del con. 
di Alessandria, in Piemonte, prov., circond. t 
mand. di Alessandria. 

L'ufficio pitale è ad Alessandria. 

CAVIGLIO. — Frazione del com. di Scar* 
magno, in Piemonte, prov. di Torino, circond. 
di Ivrea, mand. di Strambino. 

L'ufficio postale i a Strambino. 

6AVI0MALLA. — Frazione del com. di Hon- 
tajone, in Toscana, prov. di Firenze, circond. 
di S. Miniato, mand. di Empoli. 

L'ufficio postale è a (^astelGorentino. 

E un casale di circa 350 abitanti, posto a 
9 chilom. da Montajone verso scirocco, in mon- 
tagna. 

GAVIGNANA o CATINANA. — Frazione del 
com. di S. Marcello Pistojese, in Toscana, prov. 
di Firenze. Vedi Cavinana. 

GAVIGNANO. — Frazione del com. di Fo- 
rano, nell'Umbria, prov. dell'Umbria, circond. 
di Rieti, mand. di Poggio Mirteto. 

L'ufficio postale è a Poggio Mirteto. 

E un villaggio di circa 150 abitanti, posto 
in vicinanza della sinistra sponda del Tevere. 

GATIGNANO. — Comune nel Territorio Ro* 
mano, delegazione e distr. di Velletri. 

La sua popolazione è di 1300 abitanti. 

Ha ufficio postale proprio. 

Il suo territorio è bagnato dal fiume Sacco 
e da altri rivoli : giace in pianura e produce 
grano, maiz e vino. E una terra formata da 
molti fabbricati di discreto aspetto e posta a 4 
chilometri circa da Segni e a 30 da Velletri 
verso levante. 



Digitized by 



Google 



ÒAVIGNA^O 

n Calindrì crede che questo luogo debba la 
sai origine agli abitanti di Foronuovo, che 
qairi si rifuggirono dopo che i Goti ebbero 
distratta U loro città. Il nome di Gavignano 
Toobi poi derÌTato dalla villa Gabinia che esi- 
sten in quei dintorni. 

6&TIiaiAllO. — Comune in Corsica, circond. 
di Corte, cantone di Morosaglia. 

La sua popolazione nel 1863 (ira di 386 
tbitanti. 

L'ufficio postale è a Ponteleccia. 

E no piccolo villaggio posto a greco da 
Certe, da coi dista circa 18 chilometri. 

6AVI61IA1I0. — Frazione del com. di Pog- 
pbonsi, in Toscana, prov. e circond. di Siena, 
■and. di Colle di Val d'Elsa. 

L'officio postale è a Poggibonsi. 

E situato 4 chilometri circa a borea da 
PoggibonsL 

6ÌVI6NAMO. — Frazione del com. di Sa- 
Tigno, Dell'Emilia, prov. e circond. di Bolo- 
gna, mand. di Bazzane. 

L'officio postale è a Bazzano. 

E so piccolo villaggio posto in luogo mon- 

tooso, 18 chilometri ad ostro da Bazzano in 

Unitario abbondante di castagne, ghiande e 

di Itgw da faoco. 

UnSHAMO. — Frazione del com. di Ba- 

gH 1 Ripoli, in Toscana, prov., circond. e mand. 
di Firenze. 

L'officio postale è a Firenze. 

Giace in montagna, 9 chilometri ad ostro 
da Bagno a Ripoli. 

6ÌTI1LE. — Frazione del com. di Figline 
Vii d'Amo, in Toscana, prov. e circond. di 
Firenze, maod. di Figline Val d'Arno. 

L'nfScio postale è a Figline Val d'Amo. 

È noa terra di circa 760 abitanti, posta 
'' P0S8>o< 6 chilometri circa ad ostro-libec- 
cio da Figline Val d'Amo. La sua chiesa è 
plebana, è vasta e di origine antica. 

6ATIMA. — Frazione del com. di Fobello, 
in Piemonte, prov. di Novara , circond. di 
Vilsesia, mand. di Varallo. 

L'officio postale è a Varallo. 

BATIHAMA, 6ATIGNANA o CAVINANA. -^ 
Frazione del com. di S. Marcello Pistoiese, 
in To scana , prov. di Firenze. Vedi Cavinana. 

8ATI>fi« — Frazione del com. di Lucca, 
u Toscana, prov., circond. e mand. di Lucca. 

L'officio postale è a Lucca. 

6iVio. — Frazione del com. di Sala 
'••nfarrato, in Piemonte, prov. di Alessandria, 
onond. di Casal Monferrato , mand. di 
Otliglìo. 

L'officio postale è a Sala Monferrato^ 



oaVÌsicrri Sa 

GAVIRATE. — Mandamento in Lombardia, 
proy. di Como, circond. di Varese. 

Ha una popolazione di 19,716 abitanti , 
divisi nei riè seguenti comuni : Arolo, Bar- 
delle, Besozzo, Biandronno, Bogno, Bosco di 
Gavirate, Brebbia, Bregano, Cardana, Caz- 
zago Brebbia, Celina, Cerro Lago Maggiore, 
Cocqnio, Comerio, Gavirate, Laveno , Leg- 
giuno, Malgesso, Mombello Lago Maggiore, 
Menate, Mon valle, Olginasio, Sangiano, Tra- 
vedona, Trevisago, Voltorre. 

GAVIRATE. — Comune in Lombardia, prov. 
dì Como, circond. di Varese, mand. di Ga- 
virate. 

Comprende la frazione di Fignano. 

Ha una superficie di 663 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se* 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
1740 (maschi 885 e femmine 855); quella di 
diritto era di 1839. Nel 1864 vi avevano 1774 
abitanti, ossia 367. 57 per chilom. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 108 militi attivi e 64 di riserva: 
totale 171 militi. La mobilizzabile è di 100 
militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Isernia ; nel 1863 
erano 63. 

Ha ufficio postale proprio, pretura di man- 
damento dipendente dal tribunale civile e cor- 
rezionale di Varese. Nella circoscrizione eletto- 
rale dà il nome al 140." collegio, che conta 774 
elettori e dividesi nelle sezioni di Gavirate, 
Angora, Luvino e Maccagno. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe* 

Il suo territorio, qoasi tutto in collina, 
abbonda di frumento , segale , orzo , grano 
turco , meliga , vino , boschi cedui e d' alto 
fusto: dà pure molta seta, ed una pesca ab- 
bondante si fa nelle acque del suo lago. Vedi 
Tareie, lago. 

Il capoluogo giace sulla riva settentrionale 
del lago detto di Gavirate o di Varese, a 
cavaliere della strada che da Como per Va- 
rese conduce a Laveno sul Lago Maggiore: 
dista 11 chilometri a ponente da Varese. 

Vi si tiene un florido mercato ogni venerdì. 

Era feudo prima de'Borromei, poi de'Litta< 
Nel 1600 fn messo a fuoco e a ruba dagli 
Svizzeri, e dopo d'allora diminuì assai da quello 
che era prima. 

GAVISERRL —■ Finzione del com. di Stia, 
in Toscana, prov. e circond. di Arezzo, mand< 
di Poppi. 

L'officio postale è a Pratovecchio. 

É una terra posta sul fianco meridionale 



Digitized by 



Google 



86 gaVoi 

deir Appennino di Falterona, 5 chilometri a 

burea-greco da Stia. 

GAVOI. — Mandamento in Sardegna, prov. 
di Sassari, circond. di Nuoro. 

Ha una popolazione di 4785 abitanti , di- 
visi nei 4 seguenti comuni: Gavoi, OUolai, 
Olzai, Ovada. 

GAVOI. — Comune in Sardegna, prov. di 
Sassari, circond. di Nuoro, tnand. di Garoi. 

Ha una superficie di 3763 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 1603 (maschi 766 e femmine 836); quella 
di diritto era di abitanti 1735. Nel 1864 ve 
n'avevano 1075, ossia 44.51 per chil. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagaia con 140 militi attivi e 107 di ri- 
serva: totale 247 militL La mobilizzabile è 
di 93 militi. 

Gli eiettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Nuoro; nel 1863 
erano 36. 

Ha ufficio postale proprio e pretura di man- 
damento dipendeste dal tribunale civile e cor- 
rezionale di Nuoro. E sezione elettorale com- 
prendente i cohuibì del mandamento con 76 
elettori politici. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

U territorio è montuoso, dà pascoli e ce- 
reali : ha clima variabilissimo, assai freddo nel- 
rinverno. E bagnato dal Gusaoa, abbondante 
di grosse anguille e trote. 

Il capoluogo giace ai piedi del monte 01- 
lolai, presso la destra del Gusana, e dista 36 
chilometri da Nuoro. 

Possiede parecchi» gualchiere, messe in 
moto dall'acqua, e molti telai per tappeti, 
peaze di lana ed altri tessuti, dei quali si la 
commercio attivo. 

Gli abitanti, ed in ispecie le donne, si di- 
stinguono per la foggia particolare insieme 
e pittoresca del vestire e per certe loro co- 
stumanae antiche. Nelle vicinanze^ son vi nu- 
raghi (vedi Abbasanta), alcune cavernelte dette 
dai Sardi domot de aiaitot, certe pii«midett« 
di na solo pez»o di granito dette Pedras fU' 
tal, e un ammasso di rovine che chiamasi Ca- 
ttel Corallo. 

6AV0IIATA. — Fraaione del com. di Cassine, 
in Piemonte, prov. e circond. di Alessandria, 
mand. di Cassine. 

L'ufficio postale è a Cassine. 

CAVONINA. ^ Frazione del com. di Fre- 
sonara^ in Piemonte, prov. e circond. di Ales- 
sandria, mandt di Bosco. 

L'ufficio postale è a Fresonara. 




Flg. 401. 



òazombtbO 
6AV0RRAN0. — Comune in Toscana, prov. 
e circond. di Grosseto, mand. di Massa Ma- 
rittima. 

Comprende le fhwoni 
di Caldana, Giancarico, 
Ravi e Scarlino. 

La sua popolaiiooe as- 
soluta di fatto, secondo 
il censimento del 1861, 
contava abitanti 5787 
(maschi 3718, femmine 
3069); quella di diritto 
era di 3873 abUantL Nel 
1864 ve n'avQivano 5973. 
La sua guardia nazionale consto di trt 
compagnie con 350 mihti attivi e 191 di ri- 
serva : totale 541 militi. La mobilizzale è di 
343 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Grosseto; nel 1863 
erano 145. 
L'ufficio postale è a Giuncarico. 
Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 
Il suo territorio è per poca parte coltivato: 
produce viti, ulivi, gelsi, ed altre piante fnk- 
tifere. 11 resto od è maremma od è coperto 
da pascoli, boschi, e folte macchie, abitate da 
cignali e da altri quadrupedi selvaticL 

Il capoluogo è posto sopra un poggio a 
molta altezza dal mare Mediterraneo, dal qaak 
dista circa 9 chilometri: da Grosseto ò lon- 
tano 43 chilometri. 

Appartenne ai conti Alberti di Venio e 
Mangona fino dall'anno 1164; passò quindi 
ai Pannocchieschi di Travale e dalla Pietra, 
poscia ai Malavolti di Siena, che nel 1465 
lo vendettero alla repubblica Senese. 

6AV0TT0. — Frazione del com. di Alpi- 
gnano, in Piemonte, prov. e oircond. di To- 
rino, mand. di Pianezza. 
L'ufficio postale è ad Alpignano. 
GAVOTTO. — Frazione del com. di Rovenns, 
in Lombardia, prov., circond. e mand. di Como. 
L'ufficio postale è a Cernobbio. 
GAXI. ■— Frazione del com. di QuigUano, 
nella Liguria, prov. di Genova, circond. e 
mand. di Savona. 
L'ufficio postale è a Savona. 
6AT DI QUARTL — Frazione del eom. dì 
San Mauro Torinese, in Piemonte, prov. e 
circond. di Torino, mand. di Gassine 
L'ufficio postale è a San Mauro Torinese. 
GAZOMETRO. — Frazione del com. di Le- 
gnaia, in Toscana, prov.., oircond. e mandi 
di Firenze. 
L'ufficio postale i a FireoM, 



Digitized by 



Google 



GAZOMCTRO 

fiAIOMBTBO. — Frazione del com. di To- 
rino, in Piemonte, prov., circond. e mand. di 
Torìoe. 

L'nfScio postale è a Crocetta. ^,. 

6AZZÌDA. — Cornane in Lombai^ia, prov. 
di Como, circond. e mand. di Varese. 

Ha una superficie di 161 ettari. 

La soa popolazione assoluta di fatto, se- 
eoodo il censimento del 1861, contava abitanti 
636 (maschi 337, femmine 309);. quella di 
diritto era di 678 abitanti. Nel 1864 ve n'ave- 
vano 640, ossia 397. 51 per chilom. quadr. 

La soa guardia nazionale consta di 17 mi- 
liti attivi e 18 di riserva: totale 35 militi. 
La mobilizzabile è di 13 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elattorali del collegio di Appiano; nel 1863 
erano 10. 

Ha ufficio postale proprio. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

U suo territorio abbonda sopratutto di viti 
che danno vini eccellenti. 

n capolaogo è un ameno villaggio posto 
all'estremità della Val Bossa, sulla strada che 
da Gallarate mena a Varese, sopra una col- 
lina dalla quale si dominano i sottoposti laghi 

di Btdio, di Comabbio, di Biandronno e Ter- 
naie: dista 5 chilometri da Varese. 

GiZZANI. — Frazione del com. di Salò, 
il Lombardia, prov. dì Brescia, circond. e 
Mod. di Salò. 

L'affido postale è a Salò. 

6AZZAIIIGA. — Comune in Lombardia, prov. 
di Bergamo, circond. di Ciusone, mand. di 
Gandino. 

Ha le frazioni di Rova, Mancrina e Valgrù. 

Ha una superficie di 1383 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 1626 (maschi 809, femmine 81 7); quella 
di diritto era di 1719 abitanti. Nel 1864 ve ne 
avevano 1637, • quindi 137. 58 per chilome- 
tro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 84 militi attivi e 114 di ri- 
serra: totale 198 militi. La mobilizzabile è 
di 45 militi 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali dti collegio di Trescore; nel 
1863 erano 43. 

Ha ufficio postale proprio. 

Pei dazio consumo è comune di quarta classe. 

II territorio abbonda di grano turco, fru- 
mento, gelsi, pascoli e legna; celebre è il 
■unno nero detto di Gazzaniga, che serve 
P«n ad uso di pietra di paragone. 



GAZZVRA 87 

11 capolaogo è posto nella Val Seriana, 
sulla destra del Serio, a cavaliere della strada 
maestra che percorre tutta quella valle: di- 
sta 16 chilometri da Ciusone. Vi è di rimar- 
chevole la chiesa parrocchiale, bella fabbrica, 
adorna di buone pitture e pregevoli statue. 

Possiede un ospedale, un istituto di Miseri- 
cordia e la pia commissaria Gelini per opere 
pie, e scuole comunali elementari per ambo 
i sessi. 

Gazzanigaè paese molto commerciante, quan- 
tunque non lo sia più come ai tempi della 
repubblica veneta: quando vi era in fiore il 
lanificio vi si fabbricavano i migliori pet- 
tini adoperati dai telai di panno di Gandino 
e della valle. Oggidì vi si annoverano Una 
grandiosa fabbrica di pannilani, con macchine 
di nuova invenzione e l'opera di 1 50 persone, 
filande di seta con più di 239 fornelli, nn fi- 
latojo ed una buona cartiera. 

6AZZAN0. — Comune nell'Emilia, prov. e 
circond. di Reggio nell'Emilia, mand. di Villa 
Minozzo. 

La sua popolazione assolata di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 1919 (maschi 900 e femmine 1019);quella 
di diritto era di 4333 abitanti. Nel 1864 ve 
n'avevano 1637. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 95 militi attivi e 56 di ri- 
serva: totale 151 militi. La mobilizzabile è di 
75 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Castelnuovo nei Monti; 
nel 1863 erano 18. 

L'ufficio postale è a Villa Minozzo. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio produce cereali, alberi frut- 
tiferi e pascoli. 

Il capoluogo è un piccolo villaggio posto 
ai piedi dell'Appennino, in mezzo a'monti e di- 
stante quasi 78 chilometri da Reggio. 

CAZZANO. — Frazione del com. di Sant'Ila- 
rio d'Enza, nell'Emilia, prov. e circond. di 
Reggio nell'Emilia, mand. di Montecchio. 

L'ufficio postale è a Sant'Ilario d'Enza. 

CAZZANO INFERIORE e CAZZANO SUPE- 
RIORE. — Frazioni del com. di Castell'Alto, 
nel Napoletano, prov. di Abruzzo Ulteriore l, 
circond. di Teramo, mand. di Notaresco. 

L'ufficiò postale è a Teramo. 

CAZZARA. — Frazione del com. di Masse 
di Città, in Toscana,- prov., circond. e mand. 
di S<ena. 

L'ufficio postale è a Siena. 

CAZZARA. — Frazione del com. di Me- 



Digitized by 



Google 



8S OAZZARO 

stre, nel Veneto, prov. di Venezia, distr. di 
Mestre. 

L'ufficio postale è a Mestre. 

6AZZAR0. <— Frazione del com. di Castel- 
nuovo di Sotto, nell'Emilia, prov. e circond. 
di R%gio nell'Emilia, mand. di Castelnuovo 
di Sotto. 

L'ufficio postale è a Castelnuovo di Sotto. 

CAZZATA. — Frazione del com. di Miran- 
dola, nell'Emilia, prov. di Modena, circond. e 
mand. di Mirandola. 

L'ufficio postale è a Mirandola. 

È un villaggio di circa 1000 abitanti, po- 
sto in pianura. Pietro della Cazzata, celebre 
cronista, trasse i natali da questa terra. 

CAZZATA. — Frazione del com. di S. Mar- 
tino in Rio, nell'Emilia, prov. e circond. di 
Reggio nell'Emilia, mand. di Correggio. 

L'ufficio postale è a San Felice. 

OAZZELLI. — Comune nella Liguria, prov. 
e circond. di Porto Maurizio, mand. di Oaegiia. 

Ha una superficie di 45^ ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 453 (maschi 2*27 e femmine 235) ; quella 
di diritto era di 487 abitanti. Nel 1864 ve 
n'avevano 456, ossia 100 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 76 militL La mobilizzabile è 
di 35 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Oneglia; nel 1863 
erano 36. 

L'ufficio postale è a Pontedassio. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio produce sopratutto ulivi. 

Il capoluogo giace alla sinistra dei fiume 
Impero, sopra un colle, a 14 chilometri da 
Porto Maurizio. 

CAZZERÀ. — Frazione del com. di Cerro 
Maggiore, in Lombardia, prov. di Milano, cir- 
cond. di Gallarate, mand. di Saronno. 

L'ufficio postale è a Cerro Maggiore. 

CAZZERÀ. — Frazione del com. di Cerro al 
Lambro, in Lombardia, prov. e circond. di 
Milano, mand. di Melegnano. 

L'ufficio postale è a Melegnano. 

GAZZERL — Frazione del com. di Casellina 
e Torri, in Toscana, prov., circond. e mand. 
di Firenze. 

L'ufficio postale è a Lastra a Signa. 

CAZZETTO. — Frazione del com. di Bor- 
ghetto di Arroscia, già Borghetto di Pieve o 
d'Acquatorta, nella Liguria, prov. e circond. 
di Porto Maurizio, mand. di Pieve di Teco. 



CAZZO 

L'ufficio postale è a Pieve d'Oneglia ora 
Pieve di Teco. 

CAZZETTO. — Frazione del com. di Cartari, 
nel Veneto, prov. di Padova, distr. di Conselve. 

L'ufficio postale è a Conselve. 

CAZZL — Frazione del com. di Loano, nella 
Liguria, prov. di Genova, ciroond. di Albeoga, 
mand. di Loano. 

L'ufficio postale è a Loano. 

CAZZL — Frazione del com. di Messina, 
in Sicilia, prov., circond. e mand. di Messina. 

L'ufficio postale è a Messina. 

Questo villaggio dà il nome ad uno dei 
mandamenti in cui divìdesi la città e cornane 
di Messina. Questo mandamento conta 8293 
abitanti. 

CAZZINA. — Frazione del com. di Mocebie, 
in Piemonte, prov. di Torino, circond. di Sasa, 
mand. di Condove. 

L'ufficio postale è a Condove. 

CAZZINA. — Frazione del com. di Montaldo 
Bormida, in Piemonte, prov. di Alessandria, 
circond. di Acqui, mand. di Carpeneto. 

L'ufficio postale è a Carpeneto. 

CAZZINA. — Frazione del com. di Piere 
d'.Ubignola, in Lombardia, prov. e circond. £ 
Pavia, mand. di Sannazzaro de'BurgondL 

L'ufficio postale è a Sannazzaro de' Bar- 
gondi. 

CAZZINA CASSINA. — Frazione del com. 
di S. Giovanni in Croce, in Lombardia, prov. 
di Cremona, circond. di Casalmaggiore, mand. 
di Piadena. 

L'ufficio postalo è a S. Giovanni in Croce. 

CAZZINO. — Frazione del com. di Castel- 
vetro Piacentino, nell'Emilia, prov. di Piacenza, 
circond. dì Fiorenznola, mand. di Monticelli 
d'Ongina. 

L'ufficio postale è a Monticelli d'Ongina. 

CAZZO. — Comune in Lombardia, prov., 
circond. e mand. di Cremona. 

Ha una superficie di 530 ettari 

La sna popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
553 (maschi 282 e femmine 271); quella di 
diritto era di 551 abitanti. Nel 1864 ve n'ave- 
vano 589, ossia Ili.! 3 per chilom. qnadr. 

La sua guardia nazionale consta di 23 
militi attivi e uno di riserva: totale 23 mi- 
liti. La mobilizzabile è di 14 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Cremona; nel 1863 
erano 12. 

L'ufficio postale è a Cigognolo. 

Pel dazio consumo è comunedi quarta classe. 

Il suo territorio produce biade, lino e gelsi 



Digitized by 



Google 



6JSE0 
n eapolnogo trorasi a 14 chilometri da Gre- 
nona, fn le strade che da quella città condu- 
eooo l'nna a Mantova, l' altra a Casalmag- 
giore. Possiede il legato pio Mszzotti per balìa- 
tìd «'poveri, aveote un reddito annuo di L.200. 

UUO. — Comune nel Veneto, prov. di 
Padova, distr. di Cittadella. 

Comprende le frazioni di Gaianigo, Gran- 
tonto, Grossa e Villalta. 

la saa popolazione è di 1991 abitanti. 

È nel collegio elettorale di Cittadella. 

Il suo territorio ^abbonda specialmente di 
eeraali, viti e gelsi. 

Il capoluogo è posto a circa 16 chilometri 
ds Bassano, verso mezzodì, tra il fiume Ras- 
sega a libeccio e il Brenta a greco. 

Vi si tiene mercato ogni mercoledì e fiera 
li 10 di agosto e nel mercoledì susseguente 
alla terza domenica di ottobre. 

6AZZ0. — Comnne nel Veneto, prov. di Ve- 
ni», distr. di Sanguinetto. 

Comprende le frazioni di Roncanova, Pra- 
delk e San Pietro in Valle. 

La sua popolazione è di 3155 abitanti. 

L'officio postale è a Sanguinetto. 

tsel collegio elettorale di Isola della Scala. 

D tao territorio è fertile specialmente in 
(tnifi, viti ed altri alberi fruttiferi. 

capoluogo è un grosso villaggio in cui 
kftmiglia Giusti, già feudataria del luogo, ha 
Mpieoi palagi. Anticamente aveva un castello 
ncordatoin carte anteriori al 1198, e mona- 
iteru di Benedettini. 

Vi à scopersero framménti di antichità ro- 
mane. 

fimo. — Fruzione del com. di Àrenzano, 
nella Liguria , prov. e circond. di Genova , 
msnd. di Voltri. 

L'af&cio postale è ad Àrenzano. 

GiXZO. — Frazione del com. di Borghetto 
Arosda, già Borghetto di Pieve o d' Acqua- 
torta, nella Liguria, circond. di Porto Mau- 
rizio, mand. di Pieve di Teco. 

L'officio postale è a Pieve d'Oneglia , ora 
Pieve di Teco. 

BAZIO. — Frazione del com. di Brngnato, 
Mila Liguria, prov. di Genova , circond. di 
Levante, mand. di Godano. 

L'ufficio postale è a Borghetto. 

MUO. — Frazione del com. di Cartura, 
Bel Veneto, prov. di Padova, distr. di Con- 
selve. 

L'ulBdo postale è a Conselve. 

6AZI0. — Frazione del com. di Casale 
Monfanato, in Piemonte, prov. di Alessandria, 
circond. e mand. di Casale Monferrato. 
L'Itaua, Dizionario corografico, ecc. VoL 



GAZZOLDO 89 

L'ufficio pestale è a Casale Monferrato. 

OAZZO. — Frazione del com. di Gaizoldo, 
in Lombardia, prov. di Cremona, cu'cond. di 
Casalmaggiore, mand. di Marcarla. 

L'ufficio postale è a Gazzoldo. 

CAZZO. — Frazione del com. di Montecreto, 
nell'Emilia, prov. di Modena, circond. di Pa- 
vullo nel Frignano, mand. di Sestola. 

L'ufficio postale è a Lama Mocogno. 

CAZZO. — Frazione del com. di San Gio- 
vanni Battista, nella Liguria, prov. e cir- 
cond. di Genova, mand. di Sestri Ponente. 

L'ufficio postale è a Sestri Ponente. 

CAZZO (Casdna). — Fruzione del com. di 
Codevilla, in Lombardia, prov. di Pavia, cir- 
cond. di Voghera, mand. di Casteggio. 

L'ufficio postale è a Voghera. 

CAZZO DELLE CARCERI. — Frazione del 
com. di Carceri, nel Veneto, prov. di Padova, 
distr. di Este. 

OAZZOLA. — Frazione del com. di Rivalta 
Trebbia, nell'Emilia, prov. e circond. di Pia- 
cenza, mand. di Agatzano. 

L'ufficio postale è a S. Nicolò. 

È un piccolo villaggio di circa 380 abi- 
tanti, posto sulla destra della Nuretta, 6 chi- 
lometri a ponente da Rivalta Trebbia. Nel 
cortile di casa Bonelli vi ha un pozzo che 
dà segni del cambiamento di atmosfera. 

GAZZOLDO. — Comune in Lombardia, prov. 
di Cremona, circond. di Casalmaggiore, mand. 
dì Marcarla. 

Ha una superficie di 1366 ettari. 

Comprende le frazioni di Gazzo e S. Fermo 
(in parte). 

La sua popolazione assoluta di fatto , se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 1124 (maschi 564, femmine 560); quella 
di diritto era di abitanti 1135. Nel 1864 ve 
n'avevano 1156, ossia 91.31 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 40 militi attivi e 38 di ri- 
serva : totale 68 militi. La mobilizzabile è di 
39 militi.^ , 

Gli elettori politici sono inscrìtti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Bozzolo; nel 1863 
erano 13. 

Ha ufficio postale proprio. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è coltivato a biade e a prati. 

Il capoluogo è posto sulla destra del fiumi- 
cello Osone, a 31 chilometri da Casalmaggio- 
re. Possiede un istituto elemosiniere e scuola 
comunale elementare per ambo i sessi. Vi si 
tiene un mercato ogni lunedì. 
IV. {Proprietà ietteiaria) 12 



Digitized by 



Google 



80 'GAZroLKTTO 

Gsztoldo fa già uo'ameua villeggiatura dei 
Gonzaga, duchi di Mantova. Vi soggiclnlò a 
lungo il cardinale Goniaga prima che divedisse 
duca col nome di Vincenzo 11, e v'ebbero culla 
le principesse Camilla, Giulia, Lucrezia ed Isa- 
bella Gonzaga, quelle stesse tanto iodate dal 
Bandelli nelle sue novelle e dal Laudi. 

QAZZOLBT'TO. — Frazione del com. di Due 
Miglia, in Loiabardia, prov., circond. e'matid. 
'di Cremona. 

L'nffició postale è a Cremona. 

QkZZitLO. — Frazione del com. dì Ài^oole, 
nel Veneto, prov. di Verona, distr. di S. Bo- 
'Uiftcio. ..:. 

L'ufficio {tostale è a S. Bonifacio. ,-;-*y-, 

6AZZ0L0. — Frazione del com. di Borzo- 
nasca, nella Liguria, prov. di Genova, circdnd. 
di Chiavari, mand. di Borzonasca. 

L'ufUcio postale è a Borzonasca. 

GAZZOLO. — Frazione del com. di Due 
miglia, m bombardia,<proT., circond. e mand. 
di Cremona. 

L'ufficio postale è u Cremona. 

GAZZOLO. — Trazione del com. di Eite , 
tlel Veneto, prov. di Padova, distr. di Este. 

L'ufficiò postale è ad Este. 

GAZZOLO. — 'Frazione del «ora. di Gatao, in 
Lombardia, t^rov., circond. e tnand. di CreHionà. 

L'ufficio postalo è a Cigoignolo. 

'IIAZZOLO. — 'Prbtione itel com. di MiMrbe, 
nel Veneto, prov. di Verona, distr. di Lepiago. 

L'ufficio postale è a Legnago. 

GAZZOLO. — Frazione del com. di Modtob- 
bio, nella Liguria, prov. e'ciréond. di Genova, 
mand. di Staglieno. 

L'ufficio postale è a Montobbìo. 

MAZZOLO. — Frazione del com. di Pieve 
San Vincenzo , Dell' Emilia , prov. e eircond. 
di Reggio nell'Emilia, mand. di Cnlagim. 

L'ufficio postale è a Culagna. 

GAZZUOLO. — Comune in Lombardia, prov. 
di Cremona, circond. di Casalmaggiore, mand. 
di Bozzolo. 

Consta di Gazznolo, capoluogo, avente 936 
abitanti, delle frazioni di Belforte con 1371, 
Boeea Chiàvica con 118, Marchesa con 85, 
Nocegrossa con 369, Pomaro con 358,^ delle 
seguenti case sparse, formanti in complesso 
abitanti 301 : Ca del Zagno, Ca disopra. Casa 
Nuova, Gate delle Valli, Colombara e S. Pietro 
(dipendenti da Belforte), Corte (dipendente 
da Pomaro), Mangoglio (dipendente da Noce- 
grossa), Arglnone, Fiscale, Pieppa, Colombaria 
(dipendenti da Marchesa), S. Lorenzo, PeKz- 
zara. Roncale (dipendenti da Bocca Chiavica). 

Ha una superficie di 2081 ettari. 



GktMM ^ 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 186i, contava abi- 
tanti 3433 (maschi 1720, femmine 4713); 
quella di diritto era di 3564 aUtanti. Nel 
1864 ve ne erano 3553. Attualment* (1867) 
conta 3433 abitanti e quindi 164 76 pnAì- 
lometro quadrato. 

La sua guardia naiiònale consta di 8 Min- 
pagnie con 300 militi circa. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Bonolo; noi 1863 
erano 6^; nel 1866 se ne contavano 83. Gli 
elettori amministrativi eraBbi85. 

Ha ufficio postale proprio. 
. Pel dazio consumo è comune di qoMrta dasM. 
' Il suo territorio presenta una 'Buperfieie 
coltivata di ettari 3046. 1 prodotti tprincipsli 
sono cereali, bozzoli, vini: di questi due ul- 
timi di gran lunga maggiore erane il raccolto 
prima dell'atrofia dei bachi da aete t "della 
crittogama. 

Questo territorio è .percorso da 36 cliilo- 
metri e mezzo di strude comunali « da 16 
chilometri e mezzo di strade vicinali., ed è 
bagnato dal fiume Oglioe da tre scolatori, il 
Renza, il Rio e il Bogina, che si 'verstao 
nellOglio. Questo finme costeggia Gasinolo 
dal lato di levante e va a metter foce sei 
Po 8 chilometri più al disotto. Prima del 
1848 era attraversato da an<ponte, «he-venne 
abbruciato in quell'anno dietro ordine del 
generale Bava iu seguito al disastro di Ca- 
stozza: presentemente si transita sopra porto 
in corda. 

Il capoluogo è un villaggio che trovasi si- 
tuato sulla destra dell'Oglio, 33 chileegetris 
libeccio da Mantova e 30 da Casalmaggiore. 
Fra le cose notabili meritano specialmente di 
essere osservati i bellissimi portici, fatti co- 
struire sul principio del secolo XVI daLodovico 
Gonzaga, figlio di Gian Francesco. Questi 
portici hanno una lunghezza di ciroa 80 m^ 
ed una larghezza di 5 metri, sono sosteantt 
da 33 marmoree colonne, alte due metri e 
mezzo ciascuna, con capitelli in 'bassorilieri 
di egregio 'scalpello, e sorreggono un gran- 
dioso fabbricato ad uso di privati: sono si- 
tuati in prossimità del finme e guardano la 
via Gonzaga, larga 18 metri a lunga 4ttJ. 

Nella chiesa sussidiaria di S. Roceo «siste 
un quadro di ignoto buon autore rappresen- 
tante il santo titolare. 

Questo comune ha 3 scuole elementari Bu- 
schili e 3 femminili e scuole serali e -festive 
per entrambi i sessi. Delle scuole eleautari 
le maschili spettano una al capoluogo, no» 



Digitized by 



Google 



(iAXzoeu> . 
I ektemn delle fraziooi di Belforte e JPo- 
mo; laifemmii>iK-a|>f<nieBgono a Gazinolo 
e ■ fiaifeite. Gli abituiti della Bocca Ghia- 
fka ft delle case sparse da lei dipeadenii 
tmuà iaaoritti nelle scaole oonsoniali di 
ViadiBa. e Conoiessaggio. 

Olire, alile scuole qaesto- cornane ba due 
pobUieb» levatrici, dae medici chirurghi, 
ed noa coogreganone di caiità, la qhale ha 
a esan^ no fondo destinato alia fondazione 
dLan asilo infentile, che va sempre aunaen- 
Uodo. 

la Gessaolo si tiene floridissimo mercato 
Mttiouuialo al giovedì, e una fiera detta di 
Santa Carità nella prima domenica di agosto. 

La popolazione del capoluogo è dedicata 
ipedalneBte al traffico stanziale, alle arti ed 
li Bestierf neocanici ; quella di Belforte e 
degli altri luoghi attende per lo più ai lavori 
ompsttri ed al traffico girovago. 

Questa terra trasse la sua denominazione 
da Gmm Oleum por l' amena sua posizione 
ni Some Oglio. 

Ignorasi l'epoca deHa sua fondazione: solo 
à a che eaistova nel 1163 allorché Federigo 
Ivbinssa dbtmsse Milano, e molte famiglie 
difwta città fuggendo le perseoazioni de- 

^iifieriali n riduMer» in Oauuolo, ove po- 
mitabile dùaonu 

M 1194 la popoiaBone di questo luogo 
mseatava a 3&49 abitanti In quest'epoca e 
■d 3 giugno un d^loma imperiale menziona 
il daesa dette Santa Maria, che esiste ancora 
oggi<B. 

Sol principiare del secolo XU era Cazzuole 
Rgnoreggiato da certo Tinazzo, indi passò a 
certo Basilio di Campitello, a cui Mantovani 

• Qremonesl, alleati contro i Bresdani e i Mila- 
sai, soMitarona guerre (hitricide, come emerge 
dilla storia di Cremona del Cavetelli. 

Dopo qndl'epoca nulla più la storia ricorda 
di Gùsnolo lino allo scorcio del secolo XV, 
'm cai trovasi la signoria dei Gonzaga, dei 
fiali GianfhaBoesoo vi eresse una magni- 
iea ncca^ ed il figlio di lui Lodovico sul prin- 
cipio del secolo seguente vi costruiva i bellfs- 
sai portici sopraricordatl La rocca venne fatta 
•sitare modiaòta mine dagli imperiali nel 1772 
e di seguito totalmente disfatta. 

il villaggio di Belforte, situato tra Cazzuole 

• Sto Martino dell'Argine, venne innalzato 
Bel 773 da poche famiglie fuggenti le per- 
Mcuioai de' PranchL Sembra che allora si 
deBOBinasae Via Cava. Fu teatro di fiero com- 
battimento tra' Milanesi e loro alleati contro 
Federigo Barbarosss! in quella occasione venne 



smem • ^ 

distratto; por th subito dopo riedificato-, e de- 
nominato BeUum Forte da ón diploma impe> 
naie del' HU. 

In prossimità dello scolatore Renza^ soor* 
gonsi ancora le traccio di un fortilizio. 

Da quell'epoca prosperò di ricchezza eéao' 
mento di popolazione, talché Gazzuolo eBe^ 
forte ebbero Corti distinte, le quali consociate 
formarono un'unica amministrazione, conser- 
vando però ciascun luogo propria autonomia. 
Non fu che dopo la morte di Lodovico Gon- 
zaga (4 giugno 1478) che Gazzuolo venne 
scelto a capoluogo e residenza ducale. 

Nel 1500 Gianfrancesco Gonzaga, sia per 

premiare la fedeltà dello scudiero Brasco, sia 

per bisogno di danaro, cedeva a quest'ultimo 

per 1000 ducati d'oro la Corte e possessione 

di Belforte. 

La magi^lor parte delle rorrUirlte notizie dereat st> 
l' onorevole Sindaco di qaesto comime. 

GàZZnRLO. — Frazione del com. dì Mo' 
vara, in Piemonte, prov., eircond. e mand^ dt 
Novara. 

L'ufScio postale è a Novara. 

6SAMCE0Z. -^ Frazione del com. ài Qaari) 
in Piemonte, prov. di Torino, circondi di Ao* 
sta, mand. di Quart. 

L'ufficio postale è ad- Aostat 

GEAUICOLE. — Frazione del com. di' PoDt« 
in Piemonte, prov. di Torino, eircond. di IVreSf 
mand. di Pont. 

L'ufficio postale è a Pont. 

GBBOA. — Frazione del com. di Rivarossa, 
in Piemonte, prov. e eircond. di Torino, mandi 
di Volpiano. 

L'ufficio postale è a Lombardore. 

OBIRÈ. — Frazione del com< di Moncalieri, 
in Piemonte, prot. e eircond. di Torino, mand* 
di Moncalieri. 

L'ufficio postale è a Moncalieri^ 

GELA. — Antica e molto celebrata città 
della Sicilia. Molto si disputò sulla posizione 
precisa di Gela, essendo alcuni dell'avviso che 
corrisponda alla moderna Licata nella pro- 
vincia e circondario di Girgenti, ed altri in' 
vece all'attuale città di Terranova nella pro- 
vincia di Caltanisetta, circondario di Terra- 
nova di Sicilia. Quest'ultima opinione è oN 
mai accettata dai dotti, specialmente dopo le 
ultime scoperte di antichità che furono fatte 
a Terranova. Per la descrizione e la storia 
dell'antica Gela vedi Terranova di Sicilia. 

GELAGHA. — Frazione del com. di Camerino^ 
nelle Marche, prov. di Macerata, circonil. e 
mand. di Camerino. 
L'officio postale è a Camerino^ 



Digitized by 



Google 



9Ì OtSLKO^k 

OBLASNA e OELAGNA DI SOTTO. — Pra- 
xioni del «om. di Serravalle, nelle Marche, 
prov. di Macerata, circond. e mand. di Ca- 
merino. 

I L'ufGcio poetale ò a Camerino. 
' OELANA. — Frazione del com. di Bedonia, 
nell'Emilia, prov. di Parma, circond. di Bor- 
gotaro, mand. di Bedonia. 

L'officio postale è a Bedonia. 

GELATI. — Frazione del com. di Malvi- 
cino, in Piemonte, prov. di Alessandria, cir- 
cond. di Acqui, mand. di Spigno. 

L'ufficio postale è a Spigno. 

CELLO. — Frazione del com. di Anghiari, 
in Toscana, prov. e circond. di Arezzo, mand. 
di S. Sepolcro. 

L'ufficio postale è ad Angbiari. 

È nn casale di circa 130 abitanti, posto in 
poggio, 5 chilometri circa a ponente-maestro 
da AnghiarL 

SELLO. — Frazione del com. di Arezzo, 
in Toscana, prov., circond. e mand. di Arezzo. 

L'officio postale è ad Arezzo. 

OELLO. — Frazione del com. di Bagni S. Giu- 
liano , in Toscana , prov. , circond. e mand. 
HI di Pisa. 

L'officio postale è a Bagni S. Giuliano. 

CELLO. — Frazione del -com. di Lari , in 
Toscana , prov. e circond. di Pisa , mand. 
di Lari. 

L'ufficio postale è a Lari. 

OELLO o QELLO DELL'ABATE. — Frazione 
del com. di Bibbiena,, in Toscana, prov. e 
circond. di Arezzo, mand. di Bibbiena. 

^officio postale è a Bibbiena. 

E un casale di eirca 180 abitanti, posto in 
collina, sotte chilometri circa a levante-greco 
da Bibbiena. Si disse Cello dell'Abate per 
essere appartenuta agli abbati della badia di 
Frataglia. 

CELLO. — Frazione del com. di Pescaglia, 
in Toscana, prov. di Locca, circond. di Locca, 
mand. di Borgo a Mozzano. 

L'officio postale è a Borgo a Mozzano. 

OELLO. — Frazione del com. di Porta al 
Borgo, in Toscana, prov. di Firenze, circond. 
e mand. I di Fistoja. 

L'ufficio postale è a Pistoja. 

E nna grossa terra posta 'qoasi 4 chilo- 
metri a borea da Pistoja, vicino alla destra 
deirOmbrone. 

CELLO CELLO DI CASACLIA. — Frazione 
del com. di Montecatini di Val Cecina, in To- 
scana, prov. di Pisa, circond. e mand. di Vol- 
terra. 

L'ufficio postale è a Montecatini. 



eEMmio 

E una terra di circa 250 abitanti, posi» tn 
poggio, 9 chilometri a libeccio da Monteca&oì 
di Val di Cecina. Di questa terra e della ina 
forte posizione e popolazione ci dà notizie Mat- 
teo Villani nella sua cronaca all'anno 1S6S. 

CELLO BISCARDO. — Frazione del ooB. di 
Castiglion Fibocchi, in Toscana, prov. e ór- 
cond. di Arezzo, mand. di Montevarchi 

L'officio postale è ad Arezzo. 

E on casale di circa 230 abitanti, posto so- 
pra un risalto di ooggio. li chilom. a mae- 
stro da Arezzo. 

CELLO DI PALAIA. — Frazione del com. di 
Palaja, in Toscana, prov. e circond. di Pisa, 
mand. di Pontedera. 

L'ufficio postale è a Pontedera. 

È una piccola terra di 160 abitanti eirca, 
posta sopra ona collina, 2 chilometri circa a 
libeccio da Palaja. 

CELLO LAVAJANO. — Frazione del com. di 
Pontedera, in Toscana, prov. e circond. dì 
Pisa, mand. di Pontedera. 

L'ufficio postale è a Ponsacco. 

GELMnfA. — Frazione del com. di Ac- 
quanegra sul Chiese, in Lombardia, pnr. 
di Brescia, circond. di Castiglicme delle Sti- 
viere, mànd. di Canneto. 

L'ufficio postale è ad Acquanegra sul Chiese. 

CELPIO. — Frazione del com. di Argegao, 
in Lombardia, orov. e circond. di Como, mand. 
di Menaggio. 

L'ufficio postale è ad Argegno. 

GELSA. — Comune nella Dalmazia, circolo 
di Spalato, distr. di Lesina, sindacato di Cit- 
tavecchia. 

Comprende le frazioni di Pitve, Vrisnik e 
llastracischie. 

Ha in totale nna popolazione di 2337 abi- 
tanti, dei quali 1183 maschi, 1055 femmine. 
Conta 483 famiglie, che sono tutte di colto 
cattolico. 

È nna piccola terra situata nell'isola di Le- 
sina, solla via che costeggia la spiaggia set- 
tentrionale della stessa verso il canale<U Lesioa. 

6EMERELL0. — Frazione del com. di Ca- 
voor, in Piemonte, prov. di Torino, circond. 
di Pinerolo, mand. di Cavour. 

L'ufficio postale è a Cavoor. 

GEHINL — Frazione del com. di Ugentot 
nel Napoletano, prov. di Terra d'Otranto, 
circond. di Gallipoli, mand. di Ugento. 

L'ufficio postale è a Gallipoli. 

CEMISIO. — Frazione del com. di Ronco 
Canavese, in Piemonte, prov. di Torino, cir- 
cond. di Ivrea, mand. di Pont. 

L'officio postale è a Pont. 



Digitized by 



Google 




^^ -fflaniA<«o 

MMMAHO {Geminiamàn). — Cornane nel- 
rEaJlia, proT. di Forlì, «iroond. di Rimini, 
maod. di Saludeccio. 

Comprende le firazioni 
di Fameto, Zollara, Ma- 
razzano. Santa Colomba 
d'Onferno, ed in parte le 
parrocchie della Madon- 
na del Piano, e di S. Gio- 
vanni Battista di Croce. 
Ha una superficie di 
ettari 2076.21. 

La sua popolazione as- 
solata di fatto, secondo 
a ceosìmento del 1861, contava abitanti 2147 
(Baschi 1058, femmine 1089) ; quella di diritto 
era di 3320 abitanti. Nel 1864 ve n'erano 
£09, e quindi 114. 18 per chilom. quadr. 

La sna guardia nazionale consta di una com- 
pagnia con 148 militi attivi e 55 di riserva: 
totale 303 militi. La mobilizzabile è di 84 militi. 
Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Rimini; nel 1863 
OSDO 18. 
L'officio postale è a Coriano. 
M dazio consumo è comune di quarta classe. 
Il no territorio si estende in monte sul 
mute deatro del fiume Conca, tra Monte 
fitrito e Monte Scudo, ed offre estesi e pit- 
Inaehi prospetti. Non è molto fruttifero, 
w produce in sofficieate quantità frumento, 
fiaao, fratta, olio e grano turco. È attraver- 
sato da quattro strade comunali della com- 
plessÌTS lunghezza di chilometri 6. 051. ^el 
gennaio del 1866 fu trovata dalla parte di 
ftenodì presso il torrente Ventena una buona 
ainiera zalfurea, che secondo alcuni geologi 
si erede che possa essere annoverata fra le 
ItrÌDCÌpati d'Italia. La popolazione è agricola. 
U capoluogo è una grossa terra, situata in 
Inogo montuoso, alla distanza di 20 chilome- 
tri a nMszodì da RiminL È purissima e salu- 
berrima la sna aria ; ha un buon numero di 
case eoo famiglie possidenti. Il soo antico 
castello è cinto di mura in gran parte diroc- 
cate. Il comane ha quattro scuole elementari, 
e dae istituti di beneficenza, cioè un monte 
fmmentario ed un lascito dotalizio detto di 
ìiaaghinL 

Onesta terra nel 1200 apparteneva alla 
diesa ravennate, e nel 1233 un Guido con- 
sole di Gemmano prestò giuramento di fe- 
deltà al cornane di Kimini nella guerra con- 
tre Urtiino, benché fosse nei possedimenti della 
nddetta Chiesa ravennate. 
U nomo di Gemmano, secondo alcuni, de- 



ORlfO?(A 93 

riva dalla famiglia Geminio, ricordata in due 
lapidi di Montefiorito ; secondo altri dal nome 
di una figlia di un Malatesta di Rimini, feuda- 
tario del castello di Gemmano verso il 1300. 
Ed anche in questo variano le opinioni: vi 
ha chi lo trae dal nome della giovane, che 
vuoisi si chiamasse Gemine e morisse in que- 
sto castello a vent'anni; vi bachi lo deriva 
da un segno d'amore che la Malatesta ricevette 
dal suo fidanzato, e consistente in un emblema 
che rappresenta un braccio d'uomo che colla 
mano offre un anello ornato nel mezzo da una 
gemma, come è appunto lo stemma comunale. 

Parte della inrrireriU noliiie e lo stemma debbonci «tla 
eorteaia dell'onoreTole Sindaco di qaeito cornane. 

GEMONA. — Distretto nel VcitCiO, prov. di 
Udine. 

Ha una popolazione di 34,384 abitanti, di- 
visi negli 8 seguenti comuni: Àrtegna, Bor- 
dano, Buia, Gemona, Montenars, Osoppo, Tra- 
saghis, Venzone. 

GEMONA ^Glenuma). — Comane nel Veneto, 
prov. di Udine, distr. di Gemona. 

Comprende la frazione di Ospedaletto. 

La sua popolazione è di 6879 abitanti. 

Ha ufficio postale proprio, pretura, com- 
missariato distrettuale, ispettorato scolastico. 
E collegio elettorale portante il ti." 468 e 
diviso in due sezioni: Gemona e Tarcento. 

Il suo territorio, in pane montuoso, è ba- 
gnato dal Tagliamento, è coltivato a viti, 
gelsi e cereali: ha buoni pascoli ed abbonda 
di bestiame. Nei colli di Sant'Agnese trovasi 
il marmo denominato rosso di Gemona, che ò 
un calcare rossiccio di frattura scagliosa. 

il capoluogo è un grosso borgo, quasi città, 
posto sulla radice occidentale del monte Gle- 
mina, a 3 chilometri dal Tagliamento e a 27 
da Udine. E distribuito a guisa di anfiteatro 
con perimetro murato di 1900 metri, e conta 
sètte porte, due belle piazze ed una contrada 
principale che lo percorre da borea ad ostro. 
Fra gii edificii merita principale menzione il 
Duomo, chiesa a tre navi sostenuta da grandi 
colonne, con coro avente un esterno gotico 
bellissimo. Vi si ammirano un'Adorazione dei 
Magi attribuita al Pordenone, una Vergine del 
Pini, alcuni affreschi del Fabris e alcuni qua- 
dri di Giambattista Grassu L'antica vasca bat- 
tesimale, consistente in un' urna quadrango- 
lare di un solo pezzo di pietra granitica, di 
dentro levigatissima, viene ritenuta opera del 
secolo Vili. Delle altre chiese vanno ricordate 
quella di San Giambattista, avente un beliis- 
suno sotatto «li l'oiupouio Amalteo; quella della 



Digitized by 



Google 



94 GEMOTtÉ 

B. V. dello Grazie, obe, fra le altre pitture, 
contiene un magnifico afit-eseo del Fabrìs, rap- 
presentante l'Immacolata Concezione; la chie- 
setta della Madonn» di Possale con oaa ta- 
Tola eolla Vergine del Cima da Oonegliano. 
Fra i palazzi si notano quello ci^oo, ben ar- 
chitettato, contenente un ricco e beo ordinato 
archirio, e i palazzi privati Groplero, EUi, Ce- 
lotti e SimoMtti. 

Nella frazione dì Ospedaletto- trovaronsi 
molte anticaglie romane e tracce di nuunmie. 
Presso la chiesa di Santo Spirito era un an- 
tico ospizio dei pellegrini. Sull» cima del 
monte sa cai siede Gemonai yaggonsi gli 
avanzi di <nn vecchio castello distrutto dal 
terremoto del 1511. 

Gemona è luogo di motto commercio di tran- 
sito, le gli abitanti sono assai industriosi ed 
emergono specialmente nelle arti. 'Una parte 
delle .donne lavora neirinvemo a far maglie 
di lana e nell'estateemigra a filar seta. 

Vi si tiene fiera nel primo venerdì d'ogni 
mese, ai 3, 3 e 4 di febbraio, e nei tre primi 
giorni di novembre. 

Gemona, secondo il Lirnti, sarebbe l'antica 
Rnma Claudia: tale opinione ha poco fonda- 
mento di verità : è però certo che fino dai ro- 
mani tempi era quivi un luogo di qualche conto. 
Paolo Diacono ne ricorda il castello al 610. 
Nel medio evo Gemona si conta fra i principali 
comuni del Friuli, e la sua antica prosperità 
venne in gran parte dal passaggio^ della via 
pontebbana e quindi dal commercio transal- 
pino con Venezia. Aveva anche statuti pro- 
prii, giurisdizione civile e criminale, un giu- 
dice di commercio, voto nel parlamento e cit- 
tadinanza reciproca con Cividale. 

Fa di qui Btoilìo Brollo, nato nel 1648 e 
conosciuto sotto il nome di fra Basilio da Gle- 
mona, orientalista molto riputato, ds Cle- 
mente XI nominato vicario apostolico dello 
Scen-si, ove mori nel 1704. 

CEMONE. — Frazione del com. di Alfiano 
ed Uniti, in Lombardia, prov. e circond. di 
Cremona, mand. di Robecco d'Oglio. 

L'affido postale è a Robecco d'Oglio. 

QElIOinO. — Cornane in Lombardia, prov. 
di Como, circond. di Varese, mand. di Cavie. 

Ha una superficie di 345 ettari. 

La sua popolazione assoluta di latto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 988 (maschi 486, femmine fiOi); quella 
di diritto era di 1056 abitanti. Nel 1864 vi 
erano 993 abitanti, e quindi 387. 53 per chi- 
lom. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di ma 



tìlBtklZA'HÒ 

compagnia con 105 militi attivi 4 93r di ri- 
serva: totale. 134 militi La mohilÌKa))ilAè.di 
59 militi. 

Gli elettosi polttioi sono inscritti natie M« 
elettorali dal. coUq^o. di \mmK aek Vf§ 
erano 30( 

L'ufficio postala è a Gavirate. 

Pel dazio consumo ècqmune diqiiarita daaa» 

Il SUO' territorio ^ h tenuto speci»lmenta « 
castagni e a viti. E bagnato da w torreaÉs 
di breve corso, che passa nelle vi^iMoze dafc> 
l'abitato. 

Jl capoluogo, è un villaggio situato presso 
la strada che da VaMM conduce a Gavirate 
e a Lavano. Bista 9 chilometri etroa dalla 
destra sponda del lago Maggiore e t? chilo- 
metri da Varese. 

GBMU'. — Frazione del com. di Pa^rnaiM, 
in Lombardia, prov. di Cooio^ ciroond. di-heeoo, 
mand. di Ganzo. ' 

L'ufficio postale è ad Asse. 

OEKAUlfl. — Antichi popoH della GaWt 
cisalpina, indicati nella iscrizione eretta tHt 
Turbia ad onore di Augusto e conservataci 
da Plinio. 

GENAKZAM.^ — Governo nel Territono Ro- 
mano, comurca di Roma, distr. di TivA 

Ha una popolazione di I0',039 aKitant», t 
comprende i 4 comuni seguenti: Genazetno, 
Cave, Olevano e Rocca di Cave. 

GEH AZ8AN0. — Cornane nel Territori» Ro- 
mano, comarca dt Roma, dìstr. di Tivoli, ffo- 
verno di Genazzano. 

La sua popolazione è di 3305 abitaatL 

Ha nfficio postale proprio. 

Il suo territorio si distende tatto in eoi* 
lina, ad eccezione di un piccolo lato .a aei- 
zogiorno che è pianura. Nella eoHhia si rac- 
coglie specialmente vino, nella pianura giMÌ. 
In vicinanza del capoluogo sono pere aleoDi 
orti, nei qnali si producono erbaggi d'ogni 
maniera, buoni e snperosi, e principalmeote 
carciofi. 

Il capoluogo è nn borgo situato a 3 dii- 
lometri dalla strada obe da Palestrìna «oih 
duce a Paliano , 56 ehilpraetri a levante Ha 
Roma. Esso ha molte febbrìche di antico stile 
gotico, che gli acquistarono il titolo di Màm 
ornabim: ammirabile fra gli altri per l'aapiem 
e la maestà della mole è il palazzo batoMle, 
che appartiene alla famiglia Colonna, fenda- 
tarla di tutto il cornane. Fra i sacri edifieii si 
notano il santnarie della B. V. del Baoneaa< 
sigilo, antichissimo; la ehiesa di S. Pio I dei 
Minori Conventuali, col ekioatro che vesa» 
ornate eon dipintura fatte dal ca«. Meneata* 



Digitized by 



Google 



OKfWPReTO 
M biungni degli abitanti di qoesto comune 
tran due fonti di acqua dentro l'abitato ed 
altre nelle vicinanza, e diversi istituti di pub- 
Uica keoefieenzs, fn cai an ospedale per gli 
•miakrti 'poTeri. Nei dintorni di G«nazxano 
ytggoaà gli avanzi della villa imperiale fatta 
eoitraire da Angusto dopo sposata Livia, ma- 
^ di Tiberio; e vi si trovarono molte iscri- 
tirai che ricordano vari servi di Traiano. 

L'origia« di Genaziano è dubbia e' favolosa. 
Vogliono alcuni, ma non è certo, che venisse 
fabbricata dai Crìstiarii sulle mine della villa 
di Claudio Tiberio, detta Prenestina, e che il 
no nome gli sia 'derhrsto dal Ginnano della 
villa stessa, cffa'era il Inolgo destinato ai giuochi 
giooici. Il Nibbj però è d'opinione (Atutlùi 
id imtorm di iAmm) che sia «orto nei bassi 
tanpi «lUe -mine d'una villa della gente Gè- 
mm,'àonde'SÌtaTmò fitnihuGetmcimuu oproe- 
ikm Gameiaitwn e piti tardi per corruzione 
Ctmunum. NeiraAno 1032 si erede che fos- 
Mre fendatarii del luogo 'un Pier Diòmenico 
e una Franca sna moglie. Venne poi unito 
il principato di Palestrina, e con questo passò 
iDt hniglia Colonna. Nel XII secolo, dive- 
tali i Coknlna (potenti, si formò un sepa- 
ntoipincipato Gén«tazanes&, di <cui divenne 
(i|MÌKgo Genazzano, che fu munito di forti- 
teHtli'e twrri. Nel XV secolo Oddone Co- 
rnai, quivi nato, e divenato papa sotto il 
Mow di ■Martino V, demèO l'antico castello, 
ftbkrìcandovi il palazzo baronale con bagni, 
e aoreado stabilì Gertazzano capoluogo di 
altri 19 ftodi. -Genazzano 'ti eemervò quasi 
Mopre fedeletai Colonna: solo quando ascese al 
treno pontificio Alessandtto 'VI 'Venne 'fn po- 
i««det duca Valentino. 

'Nel XVI lecelo 'ebbe '«dito a soffrire dalle 
4nppe pontifiole, BMBsime nel 1540. Sotto 
Mo W vi -pose nquartian 'il duca d'Alba, 
vitnè-di Ka{R>lì, ^opo avenpre^ Prosinone. 
PBeiAeuipo dopo però Francesco Colonna tì- 
tolse Genazzano agli Spagnuoli. 

In di Gflnozzaao Giovanni 'Brazalene o 
ftucileane, >nBo dei itredici valorosi 'Italiani 
«he viosefo ra iBuletta >la etlebre disfida de- 
scritta dslPiUus*K'd«Meglio. 

hterao a ^{aesto 'borgo scrissero il Nibby, 

il Pelnni,.il Gbc<nni,<n^ilotfMdi,*'e pia par- 

tiiolanDente->6tralamD Segni >neir opera : ^He- 

trtedi G tmsatiue'dtivkiHi'paiiHMom, f9S8. 

VmPIlEflO. — Ppèiziofle'èel-com. di'Nib- 

0, BeliXmfa'ovprov. e droeird.''dii Piatfensa, 

di'PtdneHo iVal Tidime. 

-j^oScio postale è ai^Piafneilo -Val Tidone. 

. — ° Frazione del con. di Agliano, 



GENEROSO 9S 

in Piemonte, prov. di Alessandria, circond. di 
Asti, mand. di Mombercelli. 

L'ufficio postale è ad Agliano. 

GENERALA. — Frazione del com. di To- 
rino, in Piemonte, prov., ciicoud. te nand..di 
Torino. 

L'ufficio postale è a Lingotto. 

GENERALE. — Frazione del com. di M'on» 
taldo Roero , in Piemonte , prov. di Cuneo , 
circond. di Alba, msnd. di Gorneigliaae. 

L'ufficio postale è a Comegliano. 

GENERO. — Frazione del eom. di Mooca- 
lieri, in Piemonte, prov. e circond. di Tirino, 
mand. di Moncalieri. 

L'ufficio postale è a Moncalieri. 

GENERO (Villa). — Frazione del 0om. di 
Torino, in Piemonte, prov., circond. e mand. 
di Torino. 

L'ufficio postale è a Torino. 

GENEROSO, 6I0NNER0 o CALVAOIOia. — 
Monte dell'alta Italia. S'innalza all'altezza di 
1789 metri sul livello del mare a borea da 
Mendrìsio fra la provincia di Como e il Oan- 
ton Ticino. 'E rinomato per le molta 'e rare 
stirpi di fiori che allignano fra le sue balze, e 
per gli alberi fruttiferi eie erbe meidiciaaji. 
Fra le altre specie di piante vi creseono *il 
castagno, il noce, il frassino, l'acero, il carpino, 
il pioppo, il salcio, l'olivo, il gelsomino, lo 
scòtano, il melagrano, il carpino italico, il 
citiso laburno, il busso e il lauro. Fra le 
erbe medicinali si notano l'elleboro, la> cicuta, 
il giusquiamo, la belladonna e l'aconito. 

Dal lato geologico questo monte è fermato 
di calcarea, con petre^tti marini ehe^sisco* 
prono qua e là fin sui culmini eccelsi. 

La salita al Generoso dalla parte del mez- 
zodì non ofiVe difficoltà ne pericolo. Partendo 
da Mendrisio si ascende in pochi minati a 
Salorino, donde si passa a Cragno, 'all'Alpe 
Grassa, all'Alpe Baldovana, alla Cascina, 
gruppo di casolari alto metri 1148, all'Alpe 
di Gionnero: la ddrata dell'ascesa è di ore 
4 e minuti 25. 'Meravigliosa è la «cena che 
si offre a chi fea raggiunto la vetta 'del mente. 
Verso il settentrione veggonsi eccelse 'catene 
di monti coperti di sempiterne 'nevi; terso 
mez::odi la pianura lombarda, e più In là i 
monti dell' Appennino; a ievante-gr^éo una 
striscia del lago di Como ; a^onetìte Varese 
cogli sparsi suoi laghetti; a maestro il lago 
Maggiore. Ai piedi del monte si diiteade da 
"una parte il lago di Lugano coi suoi molte- 
plici seni, dall'altra sr spiega laVaHediMwggro. 

Sur fianco della più alta cresta vedesi Gu- 
itta nel terreno una pietra tagliata, la apaìt 



Digitized by 



Google 



!)C CENRSTRAnO 

da nna parie porta le parole repubblica ita- 
liana, dall'altra repubblica tvizzera, segnando 
il condne dei due Stati, quali erano al principio 
del secolo. A settentrione sopra un'altra cre- 
sta evri un segnale fatto a piramide, alto dae 
metri, che servi nel secolo scorso di pnnto fisso 
agli astronomi di Milano per costruire la gran 
Carta dell'atta Italia. 

OENESTRARO. — Frazione del com. di Am- 
bivere, in Lombardia, prov. e circond. di Ber- 
gamo, mand. di Ponte S. Pietro. 

L'ufficio postale è a Mapello. 

OBHBSTREDL — Frazione del com. di Boc; 
colete, in Piemonte, prov. di Novara, circond. 
di Valsesia, mand. di Scopa. 

L'officio postale è a Balmuccia. 

OBNBSTREDO. — Frazione del com. di Vo- 
gogna, in Piemonte, prov. di Novara, circond. 
di Pallanza, mand. di Ornavasso. 

L'ufficio postale è a Vogogna. 

GENESTRELLI. — Frazione del com. di Mon- 
tebello, in Lombardia, prov. di Pavia, cir- 
cond. di Voghera, mand. di Casteggio. 

L'officio postale è a Casteggio. 

OGNESTRERIO. — Comune nel Canton Ti- 
cino, distr. e circolo di Mendrisio. 

Comprende le frazioni di Colombera e Prella. 

La soa popolazione nel 1858 era di 455 abi- 
tanti, nel 1860 di 416, di coi 199 maschi e 
i217 femmine. 

11 soo territorio è fertile. 

E on piccolo villaggio posto all'altezza dì 
347 metri, ed alla distanza di ^ chilometri a 
mezzodì da Lugano, di 53 pare a mezzodì da 
Bellinzona, di 73 a scirocco da Locamo. Nelle 
vicinanze passa il piccolo torrente Laveggio. 

OEUBSTROIIE. — Frazione del com. di No- 
vara, in Piemonte, prov., circond. e mand. di 
Novara. 

L'ufficio postale è a Novara. 

6EMET0LA. — Frazione del com. di'Bu- 
ronzo, in Piemonte, prov. di Novara, circond. 
di Vercelli, mand. di Arbore. 

L'officio postale è a Buronzo. 

OBKETREDO. — Frazione del com. di Cal- 
vignano, in Lombardia, prov. di Pavia, cir- 
cond. di Voghera, mand. di Montalto. 

L'officio postale è a Casteggio. 

GEIIBTS. — Frazione del com. di Millau- 
res, io Piemonte, prov. di Torino, circond. di 
Susa, mand. di Oolx. 

L'officio postale è a Bardonnèche. 

6BM0A. — Comune nelle Marche, prov. e 
circond. di Ancona, mand. di Sassoferrato. 

Comprende le frazioni di Avenale, Colcello, 
Collepone, Mooticello, Rocchetta, Kosenga, San 



OEIIGA 
Donnino, San Fortunato, Serra, Spineto e 
Tranquello. 

Ha una superficie di 7374 ettari. 

La soa popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 , contav» abi- 
tanti 3350 (maschi 1339, femmine30f 1); qoella 
di diritto era di 4039 abitanti. Nel 1864 vi 
avevano 3336 abitanti, e quindi 45. 86 per 
chilom. quadr. 

La soa guardia nazionale consta di ana 
compagnia con 135 militi attivi e 31 1 di ri- 
serva: totale 337 militi. La mobilìzzabile è 
di 91 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Fabriano; nel 
1863 erano 13. 

L'ufficio postale è a Sassoferrato. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il soo territorio si disteade parte in mon- 
tagna e parte in pianura, e produce ghiande, 
grano , pascoli , vini e legna da fuoco e da 
costruzione. E bagnato dal fiomicello Sentine, 
influente dell'Esine. 

Il capoluogo è un castello situato 13 chi- 
lometri a borea da Fabriano e 78 da Ancooi. 
Giace sulla cima del monte Cingo o Gino- 
gone, ed è. formato di pochi e cattivi ' fabbri- 
cati cinti di mura. Si trovano nelle sue vi- 
cmanze la grotta ed il santuario della Ma- 
donna di Frasasso. 

Questo castello fu dominio feudale della pe- 
tente famiglia della Genga, a cui appartenne 
il papa Leone XH. I conti della Genga si vo- 
gliono discendenti da on Marco Lucio, senti- 
nate, che dapprima prese parte alle gaerre 
di Pirro contro i Romani, poi passò a servire 
la repubblica. Egli, si dice, per la sua eccel- 
lenza nell'arte militare ebbe in dono le terre 
di monte Giugo, ove poi fabbricò la rocca 
che chiamossi Genga. 1 noi pronipoti non si 
sarebbero stabiliti in Genga, ma in Sentioo 
fino alla distrozione di qoesta cittì, operata 
dai Longobardi. 

Il primo dei conti della Geoga, di em' si 
parli con certezza, è Simone Ugocciune, Q quale 
cedette al comune di Fabriano le soe ra- 
gioni signorili sopra la Genga. I suoi disceo- 
denti però, mal soflfrendo di essere da signori 
divenuti vassalli, tentarono di ricuperare il 
castello. Un Guido fratello di Simone si rese ce- 
lebre nel medio evo come cavaliere di ventan. 

OENOi. — Fiume del Napoletano nell'A- 
bruzzo Ulteriore. Nasce sul versante orien- 
tale dell'Appennino dal monte Calvo , corre 
precipitoso, e dopo un corso di IScbiLcirc» 
da maestro a scirocco, ai verMi ue4 PetCtfa* 



Digitized by 



Google 



SENniO 

ORISIO. — Frazione del com. dì Prati- 
glioDe, in Piemonte, prov. di Torino, circond. 
di Ivrea, mand. di Cuorgnè. 

L'niScio postale è a Cuorgnè. 

SBIITOITA. — Comune in Lombardia, pro- 
TÌDcia e circondario di Cremona, mandamento 
di Soresina. 

Comprende la frazione di Dosso Stellazzo. 

Ha una superficie di 1809 ettari. 

La soa popolazione assoluta di fatto , se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tuii 1556 (maschi 780, femmine 776) ; quella 
di diritto era di 1612 abitanti. Nel 1864 vi 
iTeTsoo 1639 abitanti; nel 1866 ve n'erano 
1734 e quindi 93. 85 per chilom. quadr. 

La sna guardia nazionale consta di 51 mi- 
Eti attivi e 15 di riserva: totale 66 militi. La 
Bobiliizabile è di 19 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
itc dettorali del collegio di Soresina; nel 
1863 erano 14. 

Ha ufficio postale. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

D SQo territorio è coltivato per la massima 
potè a biade , pascoli , risi e lini. Nella re- 
ttale è ricoperto di boschi d' alto e basso 
feto. 

B apolnogo è un grosso villaggio posto 
allt destra del fiume Oglio, e a cavaliere della 
pNiaio che partendo da Cremona, da cui di- 
iU % diilometri a borea, conduce a Soncino, 
Aotifaate, Rodano di Treviglio, Martinengo 
e di là a Bergamo. 

Geoivolta nelle antiche carte è ricordato col 
nome di Jovenalta, Jovalla, Zwenalta, come a 
<Sre tempio od ara o santuario ed oracolo 
nero a Giove. Verso 1*852 si ricordano come 
esistenti in questo luogo acquedotti, mercati 
b pianura e ne' luoghi montuosi, e navi sulla 
Delma detta fiume e suU'Oglio. Nel 1052 vi 
li &bbrìcò un castello, fortificato nel 1194 
dal vescovo Sicardo, che vi eresse anche un 
aonastero di Benedettine. Nel 1135 e nel 1234 
avvennero quivi due scontri fra le truppe mi- 
iaoea e cremonesi: nel primo fatto d'armi il 
Tcwovo Uberto, capitanando gli ultimi, è sor- 
preso e condotto prigione dai Milanesi. Nel 
1332 divenne feudo della mensa vescovile di 
(^emona, che l'ebbe mediante permuta fatta 
eoa Luigi Gonzaga del feudo di Vescovato, e che 
Ti possiede tuttora sulla totale superficie del 
caaiuie ettari 1086. Nel 1466 il vescovo Ba- 
twkiella vi scavò il canale che ancora conserva 
i SM nome: più tardi il vescovo Lodovico 
Sitala yi fondò il palazzo di villeggiatura ve- 
MovUe. Nel 1459 Francesco Sforca radunava 
L'hauA, DUMarii eor^infico, «ce. Voi. 



GENOLA 97 

in Genivolta tutto il suo esercito contro i 

Veneziani. 

Parte della nirriferite notlite debbonal alte cortasU 
dell'onorevole Sindaco di qoeato comune. 

HENNA CAINA. — Fiume dell'Umbria. Na- 
sce sul monte Tesio a borea da Perugia, corre 
per lungo tratto da settentrione a mezzodì e 
va poscia a scaricarsi nel Nestore, affluente 
del Tevere. 

6ENNAR0ENTU. — Montagna della Sarde- 
gna, che si eleva quasi nel centro dell'isola 
nella provincia di Cagliari. Le sue vette chia- 
mate Bruncn Spina e Scinscia raggiungono 
rispettivamente l'altezza di 1917 metri e 1864, 
e sono i punti culminanti dell'isola. Le creste 
intermedie giungono fino all'altezza di 1338 
metri. 11 Gennargentu conserva la neve tutto 
giugno. 

GENNARI CASSINA. — Frazione del com. di 
Casalmaggiore, in Lombardia, prov. di Cre- 
mona, circond. e mand. di Casalmaggiore. 

L'ufficio postale è a Casalmaggiore. 

GENNARI CASSINA. — Frazione del com. 
di Senago, in Lombardia, prov. e circond. di 
Milano, mand. di Bollate. 

L'ufficio postale è a Senago. 

GENO. — Promontorio del Iago di Como, 
in Lombardia, provincia e circondario di Como. 
Trovasi a borea dal borgo di Sant'Agostino, 
frazione di quella città, e trae il suo nome 
dal vocabolo Geimm (geniale) essendo sempre 
stato circondato da amene villeggiature e go- 
dendosi da esso uno dei piiì ameni panorami. 
Nel XV secolo vi era un convento degli Umi- 
liati. Questo promontorio per la profondità del- 
l'acqua che lo circonda (85 metri circa) riesce 
pericoloso ai barcaiuoli. 

GENOLA. — Comune in Piemonte, prov. di 
Cuneo, circond. di Saluzzo, mand. di Savi- 
gliano. 

Ha una superficie di 2113 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto. Se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 1906 (maschi 976 e femmine 930) ; quella 
di diritto era di 2046 abitanti. Nel 1864 vi 
avevano 1907 abitanti, e quindi 91 per chi- 
lometro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 106 militi attivi e 67 di ri- 
serva: totale 172 militi. La mobilizzabile è di 
90 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Sa vigliano ; nel 1863 
erano 37. 

Ha ufficio postale propri^^ 

Pel dazio consumo è comune di quartaclasse. 
IV. {Proprietà letteraria} 18 



Digitized by 



Google 



98 GKNONI 

Il sao territorio produce fromeoto, segale, 
meliga, fieno, foglia di gelsi, canape ed ave : 
di qualche rilievo sono i prodotti del bestiame 
bovino. É bagnato dalle acque del torrente 
Grana. 

Il capoluogo i una grossa terra, posta fra 
il Grana e lo Stura, a borea da Cuneo e a 20 
chilometri da Salano. Passa per essa la tra- 
versa della strada provinciale per Mondovì. 

Genola, ricordato in una carta del 1033 
col nome di Genecula, vanta un'orìgine antica. 
Nel secolo XIII e nella prima metà del se- 
guente il feudo di Genola dipendeva per due 
quinti da Possano, e pel rimanente da Savi- 
gliano. Nel 1346 passò alla famiglia Tappa- 
relli, con titolo comitale. Vi ebbero inoltre 
giurisdixione altre faouglie, tra cui i Ferraris 
di Torino. 

GEMONL — Comune in Sardegna, prov. di 
Cagliari, circond. di Lannset, mand. cU Laconi. 

Ha una superficie di 6752 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 1378 (maschi 682 e femmine 696) ; quella 
di diritto era di 1378 abitanti Nel 1864 vi 
avevano 1423 abitanti, e quindi 21.07 per 
chilometro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 124 militi attivi e 137 di ri- 
serva: totale 261 militi. La mobilizzabile è 
di 9 militi 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Isili ; nel 1863 
erano 47; presentemente (1867) sono 33. 

L'ufficio postale ò ad IsilL 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio in parte è piuttosto piano, 
in parte montuoso. E alquanto fertile e pro- 
duce specialmente grano, orzo, fave e viti, che 
danno buoni vini. Vi hanno buoni pascoli, nei 
quali mantiensi una notevole quantità dì be- 
stiame, col cui latte si fabbricano formaggi di 
mediocre qualità. Il commercio consiste nel 
traffico del grano, della calce, della lana, 
delle pelli e del cacio. 

Nei monti di questo territorio, bagnato da 
un ruscello proveniente dalla Giara ed in- 
fluente del fiumicello Imbessu, domina il suolo 
vulcanico: sqi colli a borea della Giara domina 
invece il calcareo, e le pietre si abbruciano 
per uso di calcina. Vi sono parecchi nuraghi 
(vedi AbLac^nla). 

Il villaggio è posto alla distanza di 11 chi- 
lometri da Laconi e di 109 da Lannseì, in 
luogo d'aria molto salobre. Giace alle falde di 
00 alto colle che Io ripara dai venti di a»e- 



GENOVA 

stro, in prossimità della Giara che lo eoprs 

dalla parte di libeccio. Le case sono poco beo 

costrutte, le strade irregolari, in parte coperte 

di pietre, e in parte sul suolo naturale di duro 

sasso calcareo. Vi si tiene in agosto ou fien 

molto frequentata. 

Parte deHe rarrUarlto notbrie it davano alla eartcda 
deU'onorevtde Uaniclpio di qnealo oomniM. 

6EN0VA. — Nello scompartimento degli 
antichi Stati Sardi in divisioni, Genova dava 
il nome ad una divisione amministrativa e ad 
una divisione militare. 

La divisione amministrativa abbracciava le 
quattro provincie di Chiavari, Genova, Levante, 
e Novi, come vedesi dalla seguente tabella: 



ProTlocie 


«1 

• s 

kS 

28 
60 
29 
36 

153 


Saperflcitiii 
chilometri 
quadrati 


PopoIaitoBa di (ktto 
Mooodo U oendmoiia 

SI die. 1867 Idle. un 


Chiavari . 
Genova . 
Levante . 
Novi . . 


896.72 
954.66 
640.61 
773.49 


108,680 

318,402 

78,800 

63,803 


108,391 

324,096 

78,163 

68,590 


Totale. . 


3,265.48 


564,684 


574,289 



OENOVA. — Provincia del Regno d'Italia. 
Trovasi racchiusa fra il mare al mezzodì, le Pro- 
vincie di Porto Maurizio e di Cuneo a ponente, 
quelle di Alessandria e di Pavia a borea, di 
Massa e Carrara a levante, ed ha osa popo- 
lazione assoluta di fatto, secondo il censimento 
del 1861, di 650,143 abitanti, ripartiti nei 5 
circondarli di Genova, Albenga, Chiavari, Le- 
vante e Savona, in 14 mandamenti e 217 co- 
muni, la cui popolazione media calcolasi per 
ciascuno di 2992 abitanti. 

La popolazione relativa è di abitanti 158,05 
per chilometro quadrato. 

Questa provincia ha una superficie di chi* 
lom. qaadr. 4113,53, per la massioia parte 
marittima e per piccola parte intema. La ma- 
rittima si distende dalla cresta dell'Appeoniflo 
al mare, dal torrente Àndora alla Magra; l'in- 
terna discende dalla cresta verso i terrìtorii 
di .\cqai. Novi e Bobbio. 

La marittima forma una zona a SMnicireolo, 
che neir incurvarsi abbraccia il golfo di Ge- 
nova , e che tenuto conto da sani di mare , 
rappresenta on arco della luoghezsa di metri 
240,000 circa. In questa zona sono aperti motti 
porti, principali fra i quali sono quisUi di G«- 
nova, della Spezia, di Savona, d'AJbeoga. Gli 
Appennini le fanno corona, difendeadola dat- 
l'impeto dei venti boreali 



Digitized by 



Google 



GENOVA 

I prìncipaK punti cnlminanti sono il monte 
ddla Guardia (alto metri 825), il forte del 
Diamante (alto metri 667), il monte Bado (alto 
metri 974), la cima di Portofino (alta metri 
588), il monte Pn , presso Sestrì Ponente (alto 
aetrì iOlT), Montefiorito (alto metri 1066). 

Gii Appennini mandano al mare un gran 
Damerò di fiumi e torrenti, ma per la mag- 
gior parte di poca importanza. Tranne la 
Polcerera, il Bisagno, il Lavagna e la Magra, 
gli altri corsi di acqua sono per la maggior 
parte dell'anno asclnttì. Sul versante setten- 
tiioaale nascono la Bormida e la Scrivia. 

La proviocia di Genova non è di grande 
importanza sotto il rapporto dell'industria 
igncola, forse per la mancanza di mezzi di 
connnieazione sufficienti creati collo scopo 
& servire agi' interessi dell' agricoltura. Vi 
haDoo grandi strade nazionali e provinciali 
e qoaldie breve tratto di vie comunali accos- 
sUi al carro ; ma non ve ne hanno di quelle 
piàipecialmente destinate al servizio dei campi 
e eoBoscinte sotto il nome di strade vicinali. 
Conecfaè non solo le comunicazioni tra campo 
e cifflpo, ma quelle ancora destinate a colle- 
pie ponti estremamente distanti si fanno at- 
\ama a scoscesi sentieri. I prodotti della 
Isniono sa di essi qualche volta traspor- 
Mail dorso dtegli animali, ma più di firequente 
riMo sostitmsce la bestia da soma. 



GENOVA 99 

Aggiungi a ciò l'impossibilità di regolare 
il regime delle acque correnti per volgerle a 
profitto della agricoltura, perchè la cura d'im- 
brigliarle non francherebbe la spesa, essendo 
generalmente i suoi terreni asciutti, meno la 
Scrivia, la quale porta a Genova la sua ac- 
qua potabile, scarsissima d'estate, mediante un 
acquedotto della lunghezza di oltre 15 chi- 
lometri. Superiormente alla presa dell'acque- 
dotto civico, che non è sufficiente da solo ad 
alimentare la città, la società Nicolaj derivò 
un* altra presa d' acqua , che presso a Bu- 
salla scorre in tubi di ghisa sotterranei fino 
a Genova a fianco della ferrovia Vittorio Ema- 
nuele. 

La parte meglio coltivata della Liguria e 
dove la coltura ha raggiunto un certo grado 
di perfezionamento si restringe ar^ una stretta 
zona di terreno posto sulle più basse falde del- 
l'Appennino, ed a contatto col mare che apre 
ai prodotti agricoli la più facile via di espor- 
tazione. Nei luoghi più lontani dal mare esi- 
stono selve di alto fusto, boschi cedui e casta- 
gneti, e più in su lande estesa con arbusti di 
stentata vegetazione, e nudi gerbidi. 

Secondo l'Annuario di Agricoltura, Industria 
e Commercio, pubblicato dal Ministero, l'esten- 
sione approssimativa dei boschi cedui e d'alto 
fusto in questa provincia nel 1863 era di ettari 
169,130, ripartiti per circondario come segue 



cmcoKDABn 



Genova . 
AUenga. 
Cbianrì 
Loraota . 
Savona . 



Provincia 



DI proprietà 
di privati 



Bosco cedao Alto Auto 



31,413 
1,120 
9503 
4,437 
5,673 



8,190 
3,301 

16,973 
8,796 

15,512 



41,836 



U principale coltura è quella dell'olivo, 
d» viene coltivato in tutta la zona che par- 
tcododal mare si eleva sulle pendici dei 
Booti ad una altezza variabile dai trecento al 
^ttrocento metri. Vengono dopo la vite, il 
|dM, e le piante fruttifere d' ogni genere e 
tpedalmente limoni ed aranei, coltivati con 
gnode cura e diligenza. Gli altri prodotti 
tgrarii sono di poca importanza ed appena 
bastano e talvolta sono insufficienti all' in- 
tano consumo. 



52,771 



Di proprletft di corpi 
amministrati 



Bosco ceduo 



5,409 

13,611 

7,939 

3,627 

16,313 



46,788 



Alto Aisto 



3.895 
6,045 
10,340 
1,60« 
6,836 



37,724 



TOTALE 



38,907 
33,087 
44,444 
18,458 
44,333 



169,129 



L'allevamento ed ingrassamento del bestia- 
me è un'operazione assai rara e solo ristretta 
', agli animali cornuti lattanti ed agli animali 
' suini, e condotta nelle stalle comuni. In qual- 
• che luogo si fabbricano formaggi, ma in non 
' grande quantità, quantunque eccellenti sieno 
ritenuti quelli di Marenelle, Pieve d'Oneglia 
e quelli di pecorini di Santo Stefano, Borzo- 
' nasca e Varese. Una parte degli animali bovini 
j viene importata dalla Svizzera. 
I Quanto al bestiame pecorino contava que- 



Digitized by 



Google 



100 GENOVA 

Sta provincia, noi 1861,85,605 pecore per la 
maggior parte indigene e nel resto nierinos 
e maremmane, delle quali 14,578 spettavano 
al circondario di Genova, 3960 a quello d'Al- 
benga, 34,7^ a Chiavari, 25,835 a Levante 
e 16,519 a quello di Savona. 11 loro valore cal- 
colavasi in media di L. 7,33 per ciascana pecora 
nel circondario di Genova, di L. 5,74 in quello 
di Albenga, di 6,77 in quello di Chiavari, di 
6, 85 nel circondario di Levante e di 7 nel 
circondario di Savona. La lana che se ne cava 
è in parte fina e in parte ordinaria e adope- 
rasi tutta per uso domestico : il suo valore è 
in media di L. 1,39 per chilogrammo. 
Prima dell'anno 1859 assegnavasi all'antica 



fiBNOVA 

divisione di Genova la seguente sonuna di 
prodotti: 

Grano, frumento, segala, orzo Ett. 400,000 

Maiz 154,000 

Castagne Quintali met. 70,000 

Patate e legumi . . > 170,000 

Vino Ett. 700,008 

Bozzoli ........ Chil. 620,000 

Olio d'olivo > 2,115,650 

Aranci, limoni, cedrati, chi- 
notti, bergamotti circa . Nnm. 4,000,000 

Una statistica piiì recente dà all'attuale 
provincia le seguenti quantità di prodotti: 



ProdoHt 



Cereali . . . 
Patate . . . 
Barbabietole . 
Canape e lino. 
Vino d'alteni . 
Vino di vigne . 
Foglia di gelso 
Olive .... 
Castagne . . 
Prodotti orticoli 
Foraggi . . . 
Legna . . . 
Pascoli . . . 



Peto e miinn 



Ettolitri 



Q. metrici 



Ettolitri 
Q. metrici 

Ettolitri 

* 
Q. metrici 

M. cubici 
Q. metrici 



Genova 



199,011 
360,000 
134,940 

120,000 

5,525 

66,400 

128,000 

31.500 
616.260 

65,283 
271,270 



ChlAvarl 



389,113 

110,460 

40 

4 

114,313 

24,317 

4,988 

160,000 

50 

15,750 

79,770 

124,866 

239,150 



t«TUto 



150,021 

49,080 

280 

156 

76,654 

20,213 

156,000 

57,270 

9,555 

20,490 

45,912 

119,850 



Satom 



39,288 

28,340 

100 

468 

8,028 

2,237 

4,200 

64,000 

161,390 

3,500 

10,800 

72,282 

145,230 



AlbeBga 



170,613 

187,800 

3,380 

12,344 

42,126 

24,004 

4,000 

96,000 

53,840 

37rt,945 

344,320 

40,546 

123,350 



Le principali industrie manifatturiere sono 
il setificio, il lanificio ed il cotonificio. Le arti 
della seta e della lana, un dì cosi fiorenti 
mercè l'aiuto della banca di San Giorgio, 
andarono decadendo nell'ultimo secolo, quasi 
indizio della rovina della repubblica. Ai tempi 
nostri il setificio andò sempre scemando dopo 
il 1857 per molteplici cause, e specialmente 
per la malattia dei bachi. 

La produzione dei bozzoli nel 1863 fu di 
chil. 64,255,' prima dell'epizoozia ascendeva 
invece in media annualmente a 245,898 chilog. 
II circondario più produttivo era quello di Sa- 
vona, il meno produttivo quello di Levante, 
comevedesi dalla seguente tabella: 



Genova 

Albenga 

Chiavari 

Levante 

SaTona 



Prima 
daU'tpiioocia 
chU. 45,473 
. 27,780 

> 48,420 
. 16,170 

> 108,055 



chil, 



Nan'anno 
un 

6,719 
19,600 
13,376 

3,000 
31,560 



Chil. 245,898 Chil. 64,255 



Dalla statistica ufficiale sulla Trattura dtUt 
uta nel Regno d'Italia nel 1865 (Firenze, 1867) 
ricaviamo i seguenti dati per la provinds 
genovese : 

Filande 38, delle quali 21 con metodo or- 
dinario e 17 a vapore. Bacinelle 362, delle 
quali 120 con metodo ordinario e 242 a va- 
pore. Bacinelle inoperose 251 nel 1864 e 495 
nel 1865. 

Giornate di lavoro: 305, delle quali 110 
per metodo ordinario e 195 a vaporo. 

Bozzoli filati: 4250 miriagrammi, dei quali 
980 con metodo ordinario e 3270 a vapore. 
Sono tutti di provenienza italiana. 

Seta grezza ricavati: miriagrammi 396.3, 
de' quali 63. 8 con metodo ordinario e 333.5 
a vapore. 

Valore complessivo: lire 284,250 per boz- 
zoli filati; lire 294,224 por seta grezza. Di 
queste ultime, lire 56,119 con metodo ordi- 
nario e 238,104 a vapore. 

Quanto alla tessitura andò riavendosi negli 
ultimi anni, e fa in alcuni articoli vittoriosa 
concorrenza ■ alle altre provincia del regno. I 



Digitized by 



Google 



GENOVA 

Telloti per esempio riescono saperìorì in bontà 
tgli altri yelluti fabbricati nel regno , sono 
belli quanto quelli di Francia, e ne cresce 
tottwfi la ricerca da varie parti d'Italia e dai 
popoli del Levante. Pregevoli per finezza e 
robutezza di tessuto, per leggerezza e mor- 
bidezza, e per la varieU e la durata dei co- 
lori, servono tanto ai mobili che agli addobbi 
«d slle Teslimenta. 

10 quanto al lanificio l'indostria ligure ha 
1 iure ancora molti progressi per poter stare 

I fronte di Biella, di Schio e di certe fabbriche 
oipoletine e romane. La principale fabbrica è 
ipidla De AJbertis. 

11 cotonificio subì notevoli aamenti dopo il 
1860, sia per l'entità dnlle fabbriche che per 

II capii e bontà dei prodotti. Negli opificii 
Kgari si contano circa 95,000 fusi e 1200 
telai aeccanici, i cui prodotti consistono in 
fiuti di varia finezza, in tele grezze od im- 
iMoeate che non temono concorrenza alcuna 
sopn il mercato italiano. Sotto questo rap- 
porto la Liguria figura in Italia come ano 
dei centri principali dell'industria cotoniera 
per Fabbondanza e la qualità. Circa al ramo 
H iMàfan, delle stoffe di cotone spigate , 
•fmU, bordate, ecc., che in Genova ha nome 
WTirie de'bombaci'ii, ha sofferto negli ultimi 
uù Degli 82O0 circa telai sparsi in Genova 
«Hfls Liguria., si può calcolare che meno di 
7D0O aleno ora battenti. 

U maglie, i ricami, i pizzi si sostengono 
bene, e il numero dei lavoranti è cresciuto 
e paossi stimare vicino ai 150. Le maglie ge- 
BOTCSÌ non sostengono il confronto che di 
loelle milanesi. Le concerie oscillano fra le 660 
e le 800 e tengono occupati da 500 ad 800 
operai, ma si lamenta in genere la poca per- 
nione dei prodotti. 

U bbbricazione della carta straccia conta 
74 piceole fabbriche e ne produce annual- 
•eate circa 1,100,000 di chibgrammi: quella 
della carta a macchina conta 3 stabilimenti, 
cbecoosmnanoin media chilogrammi 1,040,000 
di stracci, producundo chilogrammi 780,000 
órca di carta. Oltre a queste manifatture 
<Ba eerta quantità di carta si fabbrica a 
>uo e viene tutta quanta esportata nel 
Hessico, nell'America del Sud e nel Levante, 
vn terte ad involgere i rigarettì. L'industria 
%ne della carta è fra le più progredite e 
turati d'Italia. 

Mie industrie chimiche ed alimentari si 
*<Hfica grande progresso nei saponi di Sam- 
pniarena. Ma per la qualità migliorata, sia 
?v Boa pia abbondante produzione, che da 



éEdoVA lOl 

12,000 quintali può dirsi salita negli ultimi 
anni a 70,000. Ciò pure dicasi delle paste, 
che non solo trovano spaccio nelle provincie 
di Lombardia e dell'Emilia, ma anche all'este- 
ro e specialmente nell'America. Negli anni 
1859-60-61 i vermieellai della città consuma- 
rono in media oltre a 450,000 quintali di 
granaglie e nel 1860 in ispecie circa 500,000: 
da 100,000 a 120,000 può stimarsi il consumo 
di quelli di provincia. Marsiglia, che in avanti 
forniva esclusivamente di conserve alimentari 
i legni che salpavano da Genova, dovette rir 
tirarsi davanti alla concorrenza mossagli dalla 
ditta Carpinete e C, i quali han fatto rag- 
giungere a tal ramo di cummercio la voga 
di cui meritamente godono i frutti canditi 
che si preparano a Genova per l'esportazione 
in America. 

Nelle fabbriche di macchine e nelle fon- 
derie, Genova e i suoi dintorni si può dire 
che abbiano il primato in Italia. Oltre i mol- 
tissimi e grandiosi lavori loro affidati dal 
Governo e dalle società ferroviarie, già si eb- 
bero molte commissioni di macchine ed uten- 
sili di vario genere dalla Lombardia, dagli 
ex Ducati e dalle Romagne. Il più ampio di 
tali stabilimenti è quello di Sampierdarena, 
ora diretto da Orlando; al quale tengono 
dietro quello Robertson, che mostra continuo 
progresso, quello già Orlando alla Pila, quello 
Westermann a Sestri , quello Ballaydier in 
Sampierdarena. 

La costruzione delle navi è in Liguria una 
industria importantissima, perchè, oltre, al 
fornire la patria marina, vende navi all'Ame- 
rica meridionale e ad altri luoghi II princi- 
pale stabilimento di tali costruzioni è quello 
di Sestrì Ponente. 

Prospera sempre e si distingue fra le rai< 
gliori d' Italia la fabbricazione genovese dei 
mobili, specialmente quella delle sedie di Chia- 
vari, ohe godono estesissima fama per la loro 
leggerezza, eleganza e solidità. La fabbrica 
dei letti di ferro va sempre estendendosi, e 
Genova a buon diritto si vanta che per l'ele- 
ganza, la durata e la bellezza della vernice 
non siavi rivale che la raggiunga. 

I pescatori liguri, e .tra essi quelli special- 
mente di Rapallo in numero di oltre un mi- 
gliaio, muovono ogni anno più di 100 battelli 
alla pesca del corallo, che lavorato in Genova 
rivaleggia a buon diritto con quello di Napoli. 

Una delle principali in Genova è l'industria 
dei lavori in oro ed argento. Vi si contano 
260 fabbricanti, oltre un centinaio di nego- 
zianti: gli opificii prìmarìi saranno un venti, 



Digitized by 



Google 



iOS CEnoVA 

e il totale complessivo del personale impie- 
gatoTÌ ascende a 2015 persone. L'oro e l'ar- 
gento laTorato ita Genova ha riputazione al- 
l'estero per la soa leggerezza, palitara e di- 
stribuzione di saldature. Perciò si fa, una 
discreta esportazione delle nostre bigioterie 
per rAmerica, l'Olanda, la Spagna e il Por- 
togallo. I laTori di filigrana poi, e special- 
mente quelK di argento, sono esportati per 
tutte le parti d'Europa e d'America. 

In generale l'operaio genovese è un tipo di 
assiduità. Se una parola di onoranza gli va tri- 
butata, scrive chi ben conosce gli usi nell'ope- 
raio italiano, si può compendiare nel detto : gli 
operai genovesi vanno al lavoro anche il lunedì. 

Sotto l'aspetto del commercio, Genova ben- 
ché possieda uno dei primi porti del Medi- 
terraneo , è inferiore a molte altre città e 
porti di minore importanza. Una piazza non 
può né potrà mai divenire di primo ordine, 
commercialmente parlando, se non ha prima 
di tutto immensi sfoghi in una grande esten- 
sione di territorio cui abbia da provvedere. 
Essa lo diverrà, quando sarà attuata la grande 
impresa della ferrovia che, attraversando le 
Alpi, sarà in diretta comunicazione col lago 
di Costanza e col centro dell'Europa. Non é 
già a Marsiglia che Genova debbo fare con- 



CBNOVA 

oorrenza, perrhé non potrà mai provvedere i 
paesi da essa provveduti, cioè la Francia e 
tutta la Svizzera fVancese: essa deve prisei- 
patmente fere concorrenza alle piazze de] set- 
tentrione, come Bàvre, Amsterdam, Rotterdam 
ed Amburgo. Infetti Genova é più diretta- 
mente a contatto con quei medesimi paesi che 
trovano la maggiore convenienza a ricorrere 
a quelle piazze piti lontane, perché la maggior 
distanza viene compensata da una aaggiore 
riduzione nel prezzo di trasporto, che è quaato 
costituisce precisamente la parte principale 
economica del commercio interno d'Eoreyt. 
Queste sono le principali cagioni ehe ia^ 
diacono alla piazza di Genova di altargare la 
sfera del suo commercio, il quale presente- 
mente si può dire solamente attivo colle piane 
del Rio della Piala, come Monteviéeo e Boeaos- 
Ayres, per la circostanza che in quei paesi 
emigrarono molti Italiani, la maggior parte 
Genovesi, die vi fondarono stabilimenti e si 
diedero alla coltivazione, cosicché possono qoasi 
dirsi colonie italiane. Colle altre p'azze d'Aow- 
rica e colle Indie Orientali il eomimrcio è asw 
limitato. 

Negli anni 1862, 63 e 64 il moviment» 
commerciale d'importazione ed esportazione ufi 
porto di Genova fu il segnente: 



M«rd 



Biada e gnnagKe 
GaetQ .... 

Cafiè 

Canape .... 
Carbone dì terra . 
Cotone in lana . 
Cotone filato . . 
Ferree met. diversi 
Formaggio . . . 
Olio di oliva . . 
Indaco .... 

Lane 

Pelli grezze e concie 
Pesci salati, fumicati 
Prodotti chimici . 
Sete greue. . . 
Zucchero . . . 
Tabacco .... 
Tessuti di cotone. 

> lino, canape 

> lana . . 

> set* . . 
Vino e spirito di vino 
Articoli diversi . 

Totale .... 



Aimo iSfit 
QBanUti 



Ctt. 1,300^55 

chiL 689,777 

6,158,733 

99,800 

269,845,000 

chi. 2,201,994 

954,800 

76,675,000 

285,550 

1,862,733 

60,953 

l,828/)80 

4,353.720 

5,669,167 

5,870,700 

72,808 

29,826,000 

944,166 

1,720,191 

208,810 

1,249,440 

45,877 

ett. 142,216 



Anno 186S 



V«l»ri 



U 25,145,000 
963,000 
9,423,900 
92,400 
10,455.100 
6,750,100 
1,778,900 
21,990,100 
666,600 
6,773,100 
934,000 
4,868,400 
12,942,900 
3,165,200 
7,651,000 
2,864,000 
29,899,100 
4,905,100 
23,596,100 
3,429,000 
16,364.600 
5,478,000 
8,905,200 
53,136,900 



«BUtiU 



L. 262,177,700 



ett. 1,257,250 

chiU 535.000 

6,282,600 

92,400 

.261,377,500 

chi. 3,375,050 

444,725 

54,975,250 

333,300 

4,515.400 

62,266 

1,947,360 

5,177,160 

5,275,333 

7,651,000 

47,733 

33,9i21,223 

4,087,583 

1,966,341 

342,900 

818,230 

54,780 

ett 148,420 




L 37,748,700 
1,106,900 

11,998,400 
157,700 

10,55»,100 
4.983,900 
i;706v400 

20,792,200 

811,800 

5,563,700 

1,011.900 

6,836,800 

10,643,100 
3,156,900 
5,653,600 
5,682,800 

31,883,600 
3,971.700 

12.880,200 
3,021,400 

16,005,700 
3,310,400 
8,233,600 

59,774,900' 



L. 258,495,300 



Digitized by 



Google 



«MOVA 



Etparlasmi. 



6BN0TA 



t08 



■wet 



Biade e granaglie 
Qiiocaglierie d'oro 

CiTe 

Cooape .... 
Cotooe io lana . 
Cotone filato . . 
Formaggio e barro 
Olio d olivo. . . 
ladaco .... 
Carta da scrìvere. 
Paste vermicelli 
Pdli^reggie econcic 
PcKi salati secchi 
Prodotti chimici . 

Riso 

Sete greggia 
Zncebero . . . 
Imbacco. . . . 
Cotone .... 
Tessuti di canapa 
Te-anti di lana . 
Te<Mitì di seta . 
Vuuespirìtodivino 
A/ticofi diversi , 



Totale 



Aimo 186} 
QaanUtà 



ett. 190,310 
chU. 690 

1,978,866 
3,427,800 
1,447,728 
366,400 
581,650 
2,405,066 
83,673 
1,424,200 
1,559,166 
2,648,440 
856,333 
1,819,900 
21,093,500 
78,530 
4,463,625 
2,896,583 
877,000 
100,670 
849,870 
55.613 
50,158 



Anno U69 



Valor* 



1,411,000 
1,388,300 
3,643.400 
3.928,400 
1,871,600 
1,070,800 
1,360,700 
5,904,500 

437,700 
3,784,900 
1,256,100 
4,049,900 

537,000 

2,261,700 

14,082,500 

4,888,500 

6,074,300 

823,000 
16,629.200 
1,094,300 
9,836,000 
5,749,700 
3,106,000 
36,745,900 



L. 131,935,400 



<)iianUtfc 



ett. 70,500 
chil. 396 

2,428,933 
3,928,400 
1,039,777 
267,700 
680,350 
3,936,333 
28,180 
1,892,450 
2,093,500 
1,619,960 
895,000 
2,261,700 
35,206,250 
81,475 
6,749,222 
685,833 
1,385,776 
109,430 
491.800 
57,493 
51,766 



Anno UM 



Valore 



2,737,000 
1,588,200 
2,186,000 
3,147,600 

837,700 

523,000 
1,257,000 
8,081,100 

548,800 
3,789,200 

967,400 
4,153,900 

285,200 
2,009,700 
14,866,200 
3.262,800 
4,824,100 
1,637,400 
7,747,400 

556,900 

9,416,300 

3,090,600 

1,126,200 

28,628,500 



L. 107,268,700 



Quantità. 



ett 
chi! 



136,850 

453 

1,457,333 

3,147,600 

418,850 

130,850 

628,500 

5,387,400 

36,586 

1,894,600 

1,612,333 

1,661,560 

475,333 

2,009,700 

37,165,500 

54,380 

6,030,125 

1,091,600 

645,616 

55,690 

470,815 

30,906 

18.700 



n valore complessivo adunque di qnesto 
(oauBWcio ascese nel 1863 a L. 394,113,100 
e discese nel 1864 a L. 365,764,000, mentre 
ad 1862 era stato di L. 403,635,100. Questa 



diminnzione cade principalmente salle esporta- 
zioni, perchè le importazioni sono rimaste presso 
a poco stazionane. A questo movimento i diversi 
paesi presero parte nelle seguenti proporzioni. 



Importazioni. 



Nome dei paeri 



Inghilterra . . . . 

Francia 

Rossia 

Svizzera. . . . . 

Olanda 

America Centrale 
Stati Barbereschi . 

Torchia 

Anerica Ifaridbnale 



Spagna ..... 
uvofBo (poctefifenoo) 
Stati Uniti d'Afflerìca 



Anno 1864 



62,779,700 

76,437,200 

17,829,400 

10,644,600 

8,764.000 

10,358,100 

6,546,000 

25,402,600 

9,943,200 

8,687,000 

4,042,400 

. 3jmi,Q0O 

. (>,866,900 



Anno 1863 



82,068,900 

63,179,200 

21,402,300 

20,007,800 

10,774,100 

8,718,200 

8,155,900 

7,382,500 

7,074,600 

5,740,500 

5,541,900 

b,485fiOÙ 

iM43,000 



Anno 186S 



86,057.800 

56,635,000 

14,881,600 

27,161,200 

9,369,800 

6,366,900 

3,439,100 

10,464,200 

10,253.200 

10,878,800 

5,810,600 

6,687,500 

840,200 



Digitized by 



Google 



104 



QBNOVA 



6KN0VA 



Nome dei paesi 



Brasile . . . 
Portogallo . . 
Città Anseatiche 
India. . . . 
Austria . . . 



Messina (portofraóco) . 
Svezia e Norvegia . . 
Stati Romani . . . . 

Grecia 

America Settentrionale 
Diversi 



Anno 1864 



3,655,900 
883,000 
401,600 
738,200 

2,917,100 
79,400 

1,140,100 

1,092,300 
814,900 
129,700 
621,000 



Anno 1863 



3,914,200 

1,060,400 

1,188,400 

1,225,200 

1,931,700 

401,700 

720,500 

732,500 

352,000 



827,200 



Aimo 1861 



Esportvmm. 



3,629,000 
1,168,000 
1,575,200 

585,200 

2,919,900 

18,600 

819.200 
1,195,900 

275,300 



499,300 




Nome dei paed 



Francia 

Svizzera 

Aastria 

America Meridionale . 
Livorno (portofranco) . 
Torchia. . . • . . 
Messina (portofranco) . 
Stati Romani .... 

Inghilterra 

Spagna 

America Centrale . . 

Portogallo 

Russia 

Grecia 

Stati Uniti d'America . 

Belgio 

Stati Barbereschi . . 
America Settentrionale 

Brasila 

Olanda 

Città Anseatiche . . . 
Ancona (portofranco) ) 
Diversi ) 



Addo 1864 



25,910,600 

16,833,600 

12,820,100 

11,193,300 

9,149,200 

7,488,600 

2,111,300 

5,035,200 

3,306,600 

1,836,600 

1,463,000 

491,900 

574,200 

1,875,400 

582,000 

628,800 

1,336,300 

1,185,000 

354,600 

867,500 

727,000 

1,362,200 



Anno 1863 



25,276,600 

18,157,900 

15,950,700 

14,8a3,700 

12,649,500 

7,790,800 

7,358,200 

6,580,400 

6,396,400 

3,146,700 

2,065,400 

738,000 

1,920,700 

1,388,200 

1,058,000 

1,002.100 

981,200 

720,500 

728,500 

239,300 

601,200 

1,183,300) 

2,166,100$ 



30,196,500 

15,277,000 

14,528,700 

11,123,400 

19,083,500 

4,035,500 

2,684,100 

14,203,000 

11,233,900 

2,574,800 

456,300 

481,700 

475,800 

1,010,600 

1,303,800 

3,020,000 

1,325,200 

2,271,900 

2,735,300 

220,500 

1,108,500 

2,349,500 



Quanto al movimento del porto di Genova 
negli anni 1863 e 1864, abbiamo i seguenti dati: 

Approdarono nel porto di Genova nel 1863 
bastimenti 10,116, formanti 20,232 arrivi e 
partenze, che diedero luogo ad un movimento 
di 2,611,228 tonnellate e di ^5,671 persone. 
Da ciò risalta che in media ogni giorno 
si ebbero 27 e mcuo arrivi ed altrettante 
partenza. 

Il massimo namero di bastimenti che si 
trorarooo eontemporsaflaneateriaiiHi b Porto 



fa nel gennaio, in cui ascesero a 666, mentre 
aprile si ebbe il minimo in 330. 



in 



00 



Confrontando il 1863 col 1062, si ha 
aumento di 788 bastimenti e di 462,132 toa- 
nellate. 

Nel movimento generale marittimo del 1863, 
la bandiera nazionale vi partecipò per 8.150 
bastimenti, ossia 16,900 arrivi-partenze, con 
1,495,469 tonnellate e 95,000 marinaj. 

Essa ò in aumento di 679 bastimenti e 371^813 
tongellate sol 1862, e mentre nel 1861 e 9ì 



Digitized by 



Google 



6EW0TA 

esn formsTa il S3 per cento dell'intero mo- 
vimeoto , in questo anno equivale al 57 per 
(xnto. 

Nella navigazione a vapore lo sviloppo fa 
impoaente. Si ebbero 198 piroscafi, tra cui 57 
italiani, con 5,636 arrivi-partenze, e 1,336,593 
loDneUate.Da nna statistica dello sviluppo della 
Davigazione a vapore nel porto di Genova del 
conte Rey ricavasi che nel 1828 approdarono 
i tre primi piroscafi, l'nno napoletano di 316 
tonndlate, l'altro inglese, l'ultimo pontificio 
dì 41 tonnellate, e che i primi vapori sardi 
comparvero nel 1830, e furono il Carlo Felice 
di 120 tonnellate e il Colombo di 101. Nel 
1833 si aggiunse il Carlo Alberto di 139 ton- 
nellate, nel 1836 il Romolo di 130, nel 1838 
il Giano, nel 1839 il Dante, nel 1840 il Vir- 
gilio, nel 1841 il Castore e il Polluce, nel 1843 
l'Achille e il Proteo. 

I (M-ogressi furono assai lenti di^ principio. 
Dal 1843 al 1850 frequentarono il porto 5 
nporì napoletani della complessiva portata 
i 1081 tonnellate, un toscano e 4 sardi di 
443 tonnellate, 38 francesi e 33 inglesi. 

Dal 1351 al 1857 i vapori sardi si accreb- 
Ik» a 14, della complessiva portata di 4917 
toBoellate, i napoletani a 13 con 37 14 tonnellate. 

if^trodarono pure 30 francesi e 88 inglesi. 
£«0 on quadro di questa navigazione arrivi 
ejMTtenze dal 1858 al 1863. 



iad 


Vapori 


/IrriTi-parteD. 


Tonnellate 


1858 


m 


2878 


500,333 


1859 


137 


3344 


554,953 


1860 


127 


3132 


576,730 


1861 


134 


3814 


761,984 


1863 


163 


4414 


929,820 


1863 


198 


5636 


1,326,593 



La parte presa nel 1863 dalla bandiera ita- 
liana in questo movimento di piroscafi fu di 
3,422 arrivi e partenze e di 590,246 tonnel- 
Itte, cioè il 46 per cento del totale. 

n piccob cabotaggio da Ventimiglia alla 
Magra fu di 3,030 bastimenti con 7,061 ar- 
rivi-partenze e di tonnellate 198,410. 

Il traffico coll'estero fu nel 1863 di 3,005 
bastimenti con 6,010 arrivi e partenze di 
14339,804 tonnellate, e in esso i piroscafi figu- 
fMo per 1,678 arrivi e partenze e 523,368 
'«aneliate. Il traffico diretto nel 1863 fra Ge- 
ttova e Livorno diede luogo a 3,161 anivi- 
pvtenie con tonnellate 480,616, nelle quali la 
w^uione a vapore entra per 441,445 ton- 
ullate. 

L'Itaua, Diximario corografico, ecc. Voi. 



6EK0TA 105 

Fra Genova e tutte le coste della Toscana 
sì ebbero 3,078 arrivi-partenze con 538,617 
tonnellate. 

Fra Genovi^ e Napoli (città) gli arrivi-par- 
tenze diretti furono 676, tonnellate 180,858, 
di cui il 94 per cento con vapori. 

Fra Genova e Palermo gli arrivi e partenze 
furono 114 con 31,367 tonnellate. 

Fra Genova e Messina si ebbero 57 arrivi- 
partenze con 13,393 tonnellate. 

Genova e l'intera Sicilia costituiscono ar- 
rivi-partenze 614 di tonnellate 86,716. 

Genova e la Sardegna 739 arrivi-partenze, 
tonnellate 135,391. 

Coll'intiero regno d'Italia si ebbero 14,133 
arrivi-partenze con tonnellate 1,271,432. 

Genova e Marsiglia 1,293 arrivi-partenze, 
tonnellate 303,357. 

Genova e le Americhe 131 arrivi-partenze, 
tonnellate 31,863. 

Genova e Levante e Mar Nero 973 arrivi- 
partenze, tonnellate 184,798. 

Nel 1864 approdarono in Genova bastimenti 
10,362, che diedero luogo a 20,538 arrivi e 
partenze, con 3,693,159 tonnellate e 335,367 
persone di equipaggio, cioè a più di 38 ar- 
rivi ed altrettante partenze giornaliere. 

Il numero massimo dei bastimenti ancorati 
contemporaneamente in porto fu di 700, nel 
dicembre, ed il minimo di 383 b aprile. 

Questo movimento comparato con quello 
del precedente 1863, dà un aumento di 396 
arrivi-partenze e di 81,931 tonnellate. 

(if questo movimento la bandiera nazionale 
figura per 16,566 arrivi-partenze con 1,552,006 
tonnellate, cioè 8,302 bastimenti alla uscita 
di tonnellate 779,034, e 8264 bastimenti alla 
entrata di tonnellate 773,673, e così nn au- 
mento sul 1863, di 236 arrivi-partenze e 56,537 
tonnellate, costituendo il 59 per cento del- 
l'intero movimento marittimo del 1864. 

La «avigazione a vapore fu di 5,153 arrivi 
e partenze di 1,339,043 tonnellate, mantenuta 
da 119 vapori esteri della portati^ di 61,918 
tonnellate e da 62 piroscafi nazionali della 
portata di 15,202 tonnellate, formanti il 49 
per cento circa dell'intero movimento marit- 
timo del porto. 

In complesso la navigazione a vapore ha 
diminuito in confronto del 1863 di \7 vapori 
e di 483 arrivi e partenze e di tonnellate 
87,550. 

Questa diminuzione si è veri^<;^t^ special- 
mente negli arrivi da Nizza, che 4^ jnumero 
333 C9n 63,891 tonnellate nel 186^ discesero 
ad arrivi 87 con 15^284 tonn^IÌ4,t^r.'e cosi 
V. (Proprietà ktterarìa) 14 



Digitized by 



Google 



106 GENOVA 

con una differenza in meno di 346 arrivi con 
tonnellate 48,577. 

Anche da Napoli e Livorno giansero 68 
vapori in meno con 33,901 tonnellate. 

Crebbero invece di 44 e con tonnellate 
15,395, gli approdi di vapori da Ancona e 
scali intermedi; di 19 arrivi con tonnellate 
9,634, gli approdi da Costantinopoli e scali; 
di 34 con tonnellate 8,017, le provenienze 
della Spezia ; di vapori 35 con 5,434 tgnnel* 
late quelle di Marsiglia. 

I piroscafi con bandiera italiana nel traffico 
estero presero parte con 546 arrivi-partenze 
e 93,515 tonnellate; nel traffico di cabotaggio, 
cioè delle coste del regno d'Italia, per 3707 
arrivi e partenze di 486,743 tonnellate, ed in 
complesso per nna cifra inferiore a quella del 
1863, di 169 arrivi-partenze con tonnell. 9,989. 

Da ciò si vede che nel cabotaggio la ban- 
diera italiana ebbe 1*81 per cento sulla intiera 
navigazione a vapore nostrale, e nelle rela- 
zioni coU'estero appena il 19 per cento. 

Questo indica quanto ristretto sia sempre 
il traffico attivato dai piroscafi italiani al di 
fuori dei confini dello Stato, e quanto importi 
promuovere questa navigazione, onde si metta 
al livello della marina a vela. 

La navigazione a vapore con bandiera estera 
diede luogo a 1600 arrivi e partenze di 658,785 
tonnellate, delle quali dall'estero 1,382 ar- 
rivi e partenze con tonnellate 444,904, e di 
cabotaggio 618 arriri-partenze, con tonnellate 
313,831. 

La superiorità dà piroscafi con bandiera 
estera è evidente, perchè sebbene inferiori in 
numero, superano nella portata il movimento 
dei vapori nazionali di 78,538 tonnellate, come 
lo superavano di 146,100 tonnellate ne] 1863. 
Essi partecipano considerevolmente nel traf- 
fico delle coste d'Italia, e cioè per il 43 circa 
per cento paragonati coi vapori nazionali. 

Per altro la nostra inferiorità pare che vada 
diminuendo, giacché nel 1863 era di tonnel- 
late 146,100 e non fu pia nel 1864 che di 
78,538, locchè sarebbe un indizio del progres- 
sivo sviluppo della nostra navigazione a vapore. 

II cabotaggio si a veb che a vapore occa- 
sionò nel 1864 arrivi « partenze 14,060 con 
1,154,046 tonnellate, e in meno sull'anno pre- 
cedente tonnellate 117,387. 

La navigazione a vela nazionale diede luogo 
a 10,60G u rivi-partenze con 430,397 tonnel- 
late, e l'estera pure a vela si limitò a 139 
fra approdi e uscite con 33,035 tonnellate. 

11 movifflento coU'estero fu di 6,468 arrivi- 
parimi* con lonnellate 1,539,114, in aumento 



GENOVA 
sull'anno precedente di arrivi-partenze 598, 
tonnellate 169,310. 

La bandiera nazionale vi partecipò per 3,^ 
arriri-partenze con tonnellate 634,767, e cosi 
ebbe un aumento di 105,357 tonnellate sol 
1863 per i bastimenti a vela, con un aumento 
di 43,515 per i piroscafi. 

Le estere bandiere ascesero a 3,315 arrivi 
e partenze, con tonnellate 905,347 in tutto, 
di 94,056 tonnellate al di sopra del 1863. 

La navigazione a vela estera anzi sarebbe 
superiore al 1863 di 133,414 tonnellate, ma 
si compensala diminuzione di 38,361 tonnel- 
late nella navigazione a vapore. 

Nel 1864 la navigazione a vela nazionale 
coU'estero superò di 83,009 tonnellate le ban- 
diere estere, ed invece queste vinsero la na- 
zionale di 351,389 tonnellate nella narigazione 
a vapore. 

In riassunto il movimento generale del porto 
di Genova nel 1864 crebbe in confronto del 
1863, di 81,933 tonnellate, essendosi avuti 
in più 779 arrivi-partenze di bastimenti s 
vela con tonndlate 169,381, e in meno 481 
vapori con tonnellate 87,550. La diminnsioiM 
ebbe luogo specialmente sul cabotaggio, che 
fu inferiore all'anno precedente di 11 7,387 ton- 
nellate, mentre il traffico coU'estero crebbe di 
199,130 tonnellate. 

Data così una idea generale del movimento 
del porto, crediamo prezzo dell'opera entrare 
in alcuni particolari, che ricaviamo dalla già 
citata statistica del conte Rey, e che giovano 
a dare una idea sulla distribuzione del lavoro 
e sul modo in cui si compie. 

Alle calate e ponti intemi, dal luogo detto 
i Salumi sino a quello detto la Siberia, si ac- 
costarono nel 1864 bastimenti 3, 853 della po^ 
tata di tonnellate 131,813, rimpetto a basti- 
menti 3,670, di tonnellate 107,953, nel 1863. 

Nel 1863 la ferrovia trasportò dalla piazza 
Caricamento tonnellate 338,788 m orci dUverss 
e nel 1864 tonnellate 369,418. 

Alle calate del Passo nuovo approdarono 
nel 1863 piatte 3,841 e bastimenti 1,044 di 
tonnellate 159,977. 

Quella ferrovia caricò 333,363 tonndlate 
e merci diverse, e ne condusse dall' intemo 
per l'imbarco tonnellate 17,884. 

Nel 1864 le piatte accostate furono 3831, 
i bastimenti 1,303, della portata di 390,096 
tonnellate, e la ferrovia ricevette 385,775 ton- 
nellate di merci dirette per l'interno e ne 
portò 31,461 per 1* esportazione. 

Il riattamento delle navi nel 1863 diede 
luogo a lavori per L. 358,490, compreso il 



Digitized by 



Google 



6EI«0tA 
calafataggio e la carena df 677 bastimenti 
della portata di 143,739 tonnellate. 

Nel 1864 le navi riparate in porto furono 
593 di tonnellate 131,613, ed è chiaro come 
nei dae anni queste cifre siano insignificanti 
per 00 porto ove si svolge cosi importante 
eoaunercio marittimo. 

Nel 1864 giunsero e sbarcarono nel porto 
94,384 passeggierì civili e ne ripartirono 
10&,063, in tutta 199,346, cioè 34,113 in più 
del 1863. 1 militari partiti furono circa 39,998, 
iginnti 51,980, in complesso 91,978, con una 
dimìansione di 34,795 sul 1863. 

Aggiungendo gU equipaggi dei bastimenti 
OMTcaotili in numero di 335,367, si ha il 
pesonale passato in porto nel 1864 in 516,691 
persane, senza contare gli equipaggi dei 
legni da guerra. Questo numero è per altro 
inferiore «U 10,966 persone sa quello dell'anno 
precedente. 

La provincia di Genova i una delle meno il- 

lettoate del regno. Un'accurata statistica com- 

pilaia dal cav. Colomiatti, regio ispettore della 

pnmDcia stessa, dà i seguenti dati suU'istrn- 

ùae primaria ivi impartita. 

Il settimo della popolazione dovrebbe dare 

iBeienole: Albenga maschi 3,856 e femmine 

M5S, totale 7,713; Chiavari maschi 7,743 e 

feuiioe 7,743, totale 15,484; Genova maschi 

S31I44, femmine 33,144, totale 46,388 ; Levante 

Buchi 5,583, femmine 5583, totale 1 1,166 ; Sa- 

Tao8inaschi6,ip8, femmine 6108, totale 13,316. 

Totale in tutta la provincia: maschi 46,433, 

femmine 46,433; totale generale 93,866. 

Frequentarono invece le scuole: Albenga 
Baschi 3,773, femmine 3,153, ^ttale 4,935; 
Cbiavarì maschi 4,611, femmine 3,437, totale 
7,038; Genova maschi 14,638, femmine 13,943, 
totale 37,580; Levante maschi 3,159, femmine 
1,831, toUle 4,980; Savona maschi 3,833, fem- 
niae 4,040; totole 7,863. 

Totale in tutta la provincia: maschi 39,003, 
feomine 33,383; totale generale 53,385. 

Kob frequentarono le scuole: Albenga ma- 
iàà 1,084, femmine 1,703, totale 3,787; Chia- 
nii maschi 3f(3l, femmine 5,315, totale 8,44(<; 
Genova maschi 8,506, femmine 10,303, totale 
18,709; Levante maschi 3,434, femmine 3,763, 
totale 6,186; Savona maschi 3,386, femmine 
3J067, totale 4,353. 

Totale in tutta la provincia: maschi 17,431, 
teamine 23,050; totale generale 40,481. 

Sopra 100 fanciulli maschi e femmine fre- 
quentarono le scuole: Albenga 64, Chiavari 
£6, Genova 60, Levante 44, Savona 64; in 
■edia 56. 



GENOVA . 107 

Sopra 100 fanciulli maschi e femmine non 
frequentarono le scuole: Albenga, 36, Chia- 
vari 45, Genova 40, Levante 56, Savona 36; 
in media 44. 

Le scuole, avuto riguardo al numero degli 
abitanti, sono frequentate approssimativamente 
da 1/11 nel circondario di Albenga, da 1/15 
nel circondario di Chiavari, da 1/11 nel cir- 
condario di Genova, da 1/16 nel circondario 
di Levante, da 1/11 nel circondario di Savona; 
in media da 1/13. 

La provincia di Genova non ha, si può dire, 
che strade nazionali e provinciali. Poche sono 
le comunali e poche anche di queste sono le 
carreggiabili. Le altre non sono che strade 
pedonali e mulattiere, dove i prodotti vengono 
trasportati sul dorso degli animali e più spesso 
dell'uomo stesso. 

Quanto alle strade nazionali, secondo l'An- 
nuario statistico italiano pubblicato da C. Cor- 
renti e da P. Maestri (volume II), pei 1863 si 
avevano i seguenti dati: 

Erano aperti al carreggio metri 433,380 
di strade importanti L. 350,768 di spesa annua 
per la manutenzione. 

Erano in corso di costruzione o di riordi- 
namento metri 16,430, imporUnti L. 378,000 
di spesa pei lavori. 

Erano progettati 170,760 con una spesa 
presunta in L. 649,000. 

Erano desiderati metri 68,033. 

La lunghezza di tutte siffatte strade ascen- 
deva dunque a metri 678,483. 

La principale strada è quella nazionale li- 
torale, che costeggia sempre il mare dalla 
Spezia ad Oneglia, congiungendo fra loro i 
principali luoghi della riviera. A questa strada 
fanno capo quella che da Mondovì conduce 
a Ceva e al di là per tre diramazioni conduce 
attraverso gli Appennini ad Albenga, Final- 
marina e Savona; quella che unisce Acqui a 
Veltri passando per Ponzone, Mollare, Prada 
e Campofreddo; la strada da Novi a Genova; 
la strada che da Bobbio risale la valle della 
Trebbia poi entra in quella del Bisagno e per 
Torriglia e Staglieno conduce a Genova. Un'al- 
tra strada congiunge Acqui a Spigno, Dego, 
Cairo « Millesimo e di là a Savona. 

Quanto a strade ferrate la provincia di Ge- 
nova presentemente ò percorsa dalla linea che 
congiunge Genova a Novi Ligure e poi ad 
Alessandria, Torino, Pavia, Piacenza, e dalla 
linea Genova- Veltri della lunghezza di 1 5 chi- 
lometri. Trovasi però in costruzione la grande 
ferrovia del litorale, che da una parte congion» 
gerà Genova con Nizza e colla Francia e dal« 



Digitized by 



Google 



108 • GENOVA 

r altra colla Spezia, Massa, Pisa e dì là con 
Firenze e Livorno. 

Il comane principale ài questa provincia 
è Genova con 127,986 abitanti. Vengono dopo 
Savona con 19,611 abitanti (nel centro 11,441), 
S. Pier d'Arena con 14,008 (nel centro 12,980), 
Voi tri con 11,802 (nel centro 5651), Spezia 
con 11,556 (nel centro 4877), CAnavarì con 
10,457 (nel centro 6995), Rapallo con 10,422 
(nel centro 2425), Sestrì Levante con 8420 
(nel centro 2136), Sarzana con 8771 (nel cen- 
tro 2524), Varazze con 8263, Camogli con 7380 
(nel centro 4425), Rivarolo Lignre con 6973, 
Varese Ligure con 6946, Sestri Ponente con 
6605 (nel centro 6444), Santa Margherita con 
6170, Lavagna con 6026 (nel centro 2185), 
S. Fruttuoso con 5439, S. Francesco d' Ai- 
baro con 5391, Lerici con 5167, Santo Ste- 
fano d' Avete con 5136. Degli altri comuni 
13 'hanno una popolazione fra i 5 e i 4 nrihi, 
22 fra i 4 e i 3 mila, 39 fra i 3 e i 2 mila, 
57 fra i 2 e i mille, 42 fra i mille e i 500, 
e 24 al disotto dei 500. 



GENOVA 

Dalle statistidie pnbbKcaie dal Ministero 
di Agricoltura, Industria e Coaioercto in 
qnesti ultimi anni, rileviamo i segmenti dati 
sulla popolazione di qnesta provincia: 

Anno 1861-62 popolaz. di faUo abit 650,148 
» > > di diritto > «90,984 

> 1863 > > > 668,047 

> 1864 » > • 668,681 

La popolazione di latto nel 1862 era così 
ripartita : 

ÌP Secondo il teaa, cote e famigìie. 



Maschi 



317,153 



Femmine. . 332,990 



Case 



91,831 j 



celibi . . 
conjugati 
vedovi . 
celibi . , 
conjugafe 
vedove . 
abitate . 
vuote. . 



197,352 

106,360 

13,«1 

189,390 

113,359 

30,241 

81,662 

10,169 



Famiglie 140,503 



2.*> Secondo le condizioni, profettioni e origini. 



Oondliionl e proMiioni 



Vegetale 
Industria agrìcola . . . | Animale 

AfCni . 

Industria minerale 

Industria manifattrìce 

Industria commerciale 

Professioni liberali 

Culto 

Amministrazione pubblica 

Sicurezza intema ed esterna . . . 

Possidenti 

Domesticità 

Poveri 

Senza professione 

Totale 



POFOLAZIONB 


toUto 

167,062 


98,764 


roundne 


68,298 


5,202 


3,202 


2,000 


605 


603 


2 


1.394 


1,361 


33 


77,823 


44,1&0 


33,723 


40,012 


33,414 


6,598 


14,790 


11,224 


3,566 


4,863 


3,529 


1,334 


5,298 


5,152 


146 


13,863 


13,850 


13 


8,645 


5,545 


3,100 


17,115 


4,267 


12,848 


4,967 


1,513 


3,454 


228,504 
605,143 


90,629 


197,873 


317,153 


832,990 



NATIVI 



.1.1 ~a«» <B S»»" 

del rtgao ^^^ 



166,57* 

5,171 

602 

1,085 

77,039 

38,725 

14,292 

4,815 

5,076 

13,512 

8,872 

16,793 

4,917 

286.744 



643,717 



488 

31 

3 

309 

784 

1,287 

498 

48 

222 

351 

273 

322 

«) 

1,760 



6,426 



Italiana . 
FraHcese. 
Tedesca. 



3.<* Secando le lingue. 

• ^^' I femSie 
maschi 



figo J 

\ femmine . 

225 \ ?"'^'l' • 

( femmine . 



315,759 

332,246 

457 

■436 

158 

67 



^-«l-- • 522{JSÌi;e 

Altre lingue 498 \ g^'^ 

4.*> Secondo le reHgiom. 

Cattolica. . 648,562 { ^^^^^ 



351 
171 

70 



.332,470 



Digitized by 



Google I 



6KN0VA 

"^ ì femmine . 
maschi . 



Aesttoliea . 

Fmelitics . . 270| f^^^j„^ 

maschi . 
femmine . 



Altre religioaì . 57 < 



887 

367 

143 

.127 

31 

!J6 



Sordo-msti 
Cieeìù . 



gknoVa 

5." Secondo k infermila (parenti. 

maschi . . 
femmine . . 



421 



486 



maschi 
femmine ■ 



109 



265 
156 
295 
191 



6.** Emigrazione. 



t putams e del ritorao 



Gennaio . 
Febbnio. 
Mano . . 
Aprile . . 
Mjggio . 
Giugno . 
Loglio . 
Agosto . 
Settembre 
Ottobre . 
Noreaibre 
Dicembre 



Totale 





PABTEIIZA 






BITOBNO 




P«r altri 






Da«ltri 


Touie 


comma 
del regno 


Per l'estero 


Totale 


comoiil 
del regno 


528 


441 


87 


•3 


3 


79 


17 


62 


16 


16 


329 


105 


224 


80 


66 


245 


181 


'64 


269 


216 


1,568 


1,514 


54 


549 


509 


238 


233 


5 


774 


749 


52 


23 


29 


731 


673 


12 


10 


2 


372 


364 


87 


74 


13 


543 


311 


187 


134 


53 


103 


62 


560 


517 


43 


161 


29 


57 


67 


"~ 


341 ' 


808 


3,942 


3,306 


636 


'8,942 


3,306 



DkU'estaio 



14 
53 
40 
25 
58 
8 

232 
41 

132 
33 



G& emigranti appartengono alle segaenti 
jvofeuioni e condizioni: agricoltori proprie- 
Uri, fittaiuoli, contadini, pastori, pescatori, 
augnai, boscaiuoli e guardaboschi, fonditori 
di metalli, fornaciai, scarpellini, muratori, se- 
gatori di legname, fabbri ferrai, filatrici, cor- 
dai, sarti, calzolai, giornalieri e braccianti, 
SMoatorì e saltimbonchi, commercianti, eser- 
centi profeȓoiu liberali, possidenti, poTeri, 
sema professione. Il mese che dà un maggior 
■amerò di emigranti è maggio, quello che ne 
dà un minor nwnero è agosto. L'emigrazione 
sniena geoeralmmte più numerosa nei mesi 
dall'ottobre al giugno. Fatta la media, Temi- 



886 



graiioneper ciascun mese è di 328 emigranti. 
Ogni 1000 abit. vi hanno emigranti C'50 circa. 

La popolazione di diritto nel 1861 andava 
divisa fra 355,721 maschi e 335,263 fomraine. 
Confrontando questa popolazione con quella 
di fatto, si 'ha sul totale complessivo un au- 
mento nella popolazione di diritto in confronto 
,di quella di fatto di 40,841 abitanti. Con* 
frontata con quella dell'anno 1863 e 1864, 
si ha pel 1863 una diminuzione di 27,937 
abitanti e pel 1864 una diminuzione di abi* 
tanti 22,303. 

La popolazione del 1863 e quella del 1864 
erano cosi ripartite secondo i comuni: 



BenemfaiMionl 


ToUleJ 


Coom:)i Urbani .... 
Comuni Rurali 


180,987 
482,060 


Totale 


663,047 



Aimo 186S 



Maschi 




Anno 1664 



Totale 



181,707 
486,974 



668,681 



Maschi I Femmina 



92,782 
233,756 


88,926 
253,218 


326,538 


342,143 



La popolazione urbana nell'anno 1863 era { abitanti L'aumento quindi verificatosi pel 1864 
ninoTe di quella rurale di 301,073 abitanti; si accrebbe a quasi eguali proporzioni tanto a 
nell'anno 1864 invece era minore di 305,267 1 quella rurale che a quella urbana. 



Digitized by 



Google 



Ilo GENOVA GENOVA 

n movimento dello stato civile nei detti dne anni ta il seguente: 



DATA 



Anno 1863. 
Ànoo 1864. 



6369 
6147 



DATI 

Totale ÌUacbi Femmine 



24,620 
24,775 



12,636 
12,701 



11,984 
12,064 



Da qaesti prospetti risaltano pel 1864 ana 
differenza in piii di 5634 abitanti, di 155 nati, 
di 2003 morti , ed nna in meno di 122 ma- 
trimoni e di 144 nati-morti. 

La guardia nazionale della provincia nel 
1863 constava dì un totale di 75,087 militi, 
di cai 32,665 attivi e 42,422 di riserva, con 
3 legioni, 13 battaglioni e 297 compagnie. 
I mobilizzabili erano in numero di 21,283. 
La proporzione dunque degli abitanti ai 
mìliti era di 9 ad uno. Sopra 100 mìliti 44 
erano attivi, 66 di riserva: i mobilizzabili 
erano in ragione di 28 per cento. 

Gli elettori politici inscrìtti nelle ultime 
liste elettorali (1866) erano in numero di 
19,625, ripartiti in 13 collegi e 61 sezionL 
I collegi sono i seguenti: Genova 1.** collegio 
(avente il N.<* 185 ed elettori 1291), Genova 
2.» collegio (N.o 186, elettori 1756),. Genova 
3.» collegio (N.» 187, elettori 1130), Àlbenga 
(N.» 188, elettori 2444), Cairo (N.« 189. dot- 
tori 1244), Chiavari (N.» 190, elettori 1252), 
Pont,'decimo (N.» 191, elettori 1291), Rapallo 
(N.« 192, elettori 1123), Rocco (tifi 193, elet- 
tori 1621), Savona (N.« 194, elettori 1742), 
Lévanto (N.« 195, elettori 1248), Spezia 
(N.» 196, elettori 2093), Voltri (N.» 197, elet- 
tori 1390). 

La proporzione tn gli abitanti e gli elet- 
tori è di 33 ad uno : quella degli abitanti ai 
deputati è di 50,010 per ogni deputato. 

La beneficenza, secoodo l'Appendice al Ca- 
lendario generale del Regno pel 1864 {Saggio 
di Stittittica delle Opere Pie dei ciramdarii e 
comuni del Regno) conta in questa provincia 
un totale effettivo di 173 opere pie, in 6 delle 
quali entra con altri scopi anche quello del 
culto. Il numero totale apparente dalla clas- 
sificazione degli scopi è ^ 216, cosi ripartito: 
L Di cura medica: 

24 ospedali per tutte le malattie acute in 
genere, 

2 per ammalati speciali. 
II. Di ricovero, istruzione ed edocazione: 

2 brefotrofii, 

7 asili e scuole infantili. 



NATI-UOBTI 
ToUle Vuehi Fi 



402 
258 



219 
136 



183 
122 



HOBn 
Totale Haadii FemaiM 



17,138 8956 



19,141 1 9854 



8182 
9287 



2 orfanotrofii maschili, 
12 orfanotrofii, conservatorii ed educandati 
femminili, 
1 istituto pei sordo-muti, 

1 istituto pei discoli e liberati dal carcere, 
8 scuole pie (3 maschili, 5 femminili), 

6 scuole pie promiscue, 

2 ricoveri di mendicità e case d'industria 
e lavoro, 

2 ritiri di donne pentite, reiette dal marito, 
vedove o nubili. 

III. Di sussidio temporaneo: 

102 opere di beneficenza in genere e sussidi 
medicinali e cura ai malati, e sussidii in le- 
gna, oggetti d'alimenti, vestiario, ecc., 

28 opere per doti a povere nubende, 

4 opere per doti a poveri studenti, 

5 monti di pietà su pegno ad interesse. 

IV. Di previdenza: 
1 cassa dì risparmio, 

1 società di mutuo e soccorso. 

Una nuova statistica ufficiale pubblicst» 
dal sullodato ministero nel 1864, sotto il non» 
di Società di Mutuo Soccorso dà per l'anno 1863 
23 di tali società, delle quali 12 appartengono 
al comune di Genova, e le altre 11 agli ai- 
tri principali comuni. 

Nella provincia di Genova esistono ì se- 
guenti ufficii e pubblici istituti: 

Ministero degli Affari Etleri. — Agenti 116 di 
estere nazioni e Stati, dei quali 3 haano re- 
sidenza ad Àlassio, uno a Capraia (isola), 6 
a Chiavari, uno a Pinalborgo, 2 a Finalma- 
rina, 38 a Genova, uno a Laigueglia, 4 t 
Lavagna, uno a Loano, uno a Noli, odo s 
Pegli, 6 a Portofino, 2 a Portovenere, 2 » 
Rapallo, uno a Quinto al mare, 3 a S. Pier 
d'Arena, uno a Santa Margherita, 2 a Sar- 
zana, 17 a Savona, 4 a Sestri Levante, 3 » 
Sestri Ponente, 14 alla Spezia, 2 a Voltri. 

Ministero della Guerra. — V. OenoTa, comone. 

Minislero della Marina. — All' infuori do 
bagni penali posti alla Foce, a San Gioliano, 
a Pinalborgo, a Finalmarina, e di quello del 
Varignano al golfo della Spezia, tutto il rr 



Digitized by 



Google 



■• GBNOTA 

sto trorasì eoneentrato in GenoTa, comnne 
(wdi). 

Mùàtiero di Agricoltura, Iiubutria e Cam- 
MTcw. — Ispeiiooe forestale, ispezione mine- 
nria, camera d'arti e commercio, 5 istituti in- 
dostiiali, 5 verificatone dei pesi e misare, 40 
Hcietà di assicnrazioni, una società di strade 
ferrite (ferrovia da Genova a VoUri), 3 so- 
deià di credito, 13 società indastriali diverse. 

Mimlero dei lavori jnébliei. — Ispezione dei 
brori pabblici, direzione compartimentale po- 
itslecon on ufficio di 1.* classe e 10 uffici di 3.' 
dttse ed altri molti di 3.* classe, 17 stazioni 
td^raficbe. 

MimsUro delle Flname. — Direzione com- 
pirtìmentale delle gabelle e dogane con tre 
opeiioni, cinque sotto-ispezionj , 33 luogote- 
Deme, 48 dogane, manifattura dei tabacchi 
in Sestrì Ponente, 17 magazzini di sali e ta- 
buchi; direzione delle tasse e del demanio 
con 3 ispezioni, 37 uffici di riscossione, una 
apeòone delle tasse dirette e catasto con 14 
igeuiti 

Mimaero dell' Ittnuione pubblica. — Regia 
ninrsità, ispettorati di circondario per le 
«Mie primarie, 2 licei, 11 ginnasi, 13 con- 

filli, ji coi ano nazionale, 14 scuole tecni- 
ca, ma scuola normale femminile ed una 
latk magistrale maschfle, un istituto dei 
iwdo-mnti, ed un altro pio istituto, 31 asili 
vbalSi, ^ scaole incintili, 75 scuole serali, 
4 tesole domenicali, 1306 scaole elementari, 
& m 717 maschili e 489 femminili, 983 pub- 
Uìefae, 334 private. 

Jfinifero di gmia e giustizia e culti. — Corte 
d'Appello, 5 tribunali civili e correzionali, 47 
pretore di mandamento, un arcivescovado, 
3 TescovadL 

Mimlero delFintemo. — Una prefettura, 4 
wtto-prefetture, una questura di pubblica 
worezxa con vani delegati mandamentali, di- 
redooe di carceri giudiziarie. 

8BHJVA. — Circondario della provincia 
oaonima, nella Liguria. 

Uà una superficie di chilom. quadr. 954. 66. 

U sua popolazione assolata di diritto nel 
1838 era di 366,356 abitanti, nel 1848 di 
286,330 e nel 1858 di 333,845, con 68,360 
faoefai e 38,684 case abitate, 3341 case vuote, 
(Mia un totale di 31,935 case. Secondo il cen- 
ÙMQto del 31 dicembre 1861, quella di diritto 
« di 340,473 abitanti, di cui 179,111 ma- 
Màia 161,363 femmine; quella di fatto com- 
ricadeva 334,096 abitanti con 69,733 fami- 
fS!k, 38,904 case abitate e 3873 vuote, ripar- 
^^ per aesso come segue: 



GENOVA 

Maschi celibi . . . 103,390 

> coniugati . . 51,933 

» vedovi . . . 6,431 

Totale 161,754 



ili 



Femmine celibi . 
» coniugate 



vedove 



93,987 
54,187 
15,168 



Totale 163,343 

La popolazione specifica era, secondo il detto 
censimento 1861, di abitanti 339. 49 per chi- 
lometro quadrato. 

Nel 1863 la popolazione di questo circon- 
dario ascendeva a 331,451 abitanti (165,317 
maschi e 166,334 femmine); nel 1864 era di 
abitanti 334,539 (maschi 166,743 e fem- 
mine 167,796). 

Il movimento dello stato civile in quest'ul- 
timo anno fu il seguente: 

Matrimonii 3785 

N.U . . .3,692 j SS3Ì.- ; g 

»'»'« ••»«»♦ 1 SSL : Wi 

L'eccedenza dei nati sui morti fu di 3088 

Qaesto circondario comprende 19 manda- 
menti e 60 comuni aventi ciascuno in media 
una popolazione di 5403 abitanti. I manda- 
menti sono i seguenti: Campofreddo, Capraia 
(isola), Genova (sestiere del Molo), Genova 
(sestiere della Maddalena), Genova (sestiere 
di Porteria), Genova (sestiere di Prè), Genova 
(sestiere di S. Teodoro), Genova (sestiere di 
3. Vincenzo), Nervi, Pontedecimo, Rocco, Ri- 
varolo Ligure, Ronco Scrivia, San Martino 
d'Albaro, Savignone, Sestri Ponente, Stagliene, 
Torriglia, Veltri. 

La sua guardia nazionale consta di un to- 
tale di 36,965 militi, di cui 13,456 attivi e 
33,510 di riserva, organizzati in 3 legioni, 
9 battaglioni e HI compagnie. La mobiliz- 
zabile per età è di 8930 militi. 

Gli elettori politici inscritti nelle liste elet- 
torali del 1863 erano 6645. 

Quanto all'istruzione primaria, le ultime 
statistiche ministeriali {Istrmione primaria, anno 
1863-64. Firenze, 1866) danno: 

Scuole pubbliche 983, di cui 639 pei ma- 
schi e 353 per le femmine: scuole private 334, 
delle quali 88 maschili e 136 femminili. 



Digitized by 



Google 



1)$. GENOVA 

Alanni Gomplessivamente 45,333, di cai 
35,463 maschi e 19,871 femmine: 39,869 fre- 
qnentano le scnole pubbliche e 5464 le private. 
Insegnanti 1196, di cai 699 maschi e 497 
femmine : 954 per le scnole pubbliche e 343 
per le private. 

GENOVA. — I mandamenti che hanno nome 
dalla città di Genova ascendono a 6 e com- 
prendono tutta la popolazione della città. Essi 
sono i segoenti: 

Genova l.o (Sestiere del Molo) con abi- 
tanti 33,833. 

Genova V (Sestiere della Maddalena) con 
abitanti 13,891. 

Genova 3.° (Sestiere di Portoria) con abi- 
tanti 35,877. 

Genova 4v** (Sestiere di Prè) con abi- 
tanti 31,995. 

Genova 5." (Sestiere di San Teodoro) con 
abitanti 11,437. 

Genova 6.** (Sestiere di San Vincenzo) con 
abitanti 31,963. 

GENOVA. — Comune nella Liguria, prov., 
circond. e mand. di Genova. 

Ha una superficie di 
980 ettari. 

Quanto alla sua po- 
polazione le statistiche 
ufficiali (Statistica delRe- 
gno d'Italia, popolaàone, 
voi. I. Inlroduiione sto- 
rica njtra i ctmimenti 
dtlle pofoUaiwù itaìiam 
dui tettai aaiiehi sino 
^.40a(tù). 0^ 18^- Torino, 1863) 

forniscono i seguenti dati: 

Popolazione solamente stabile. 

1788 abitanti 77,563 

1797 » 80,305 

1808 > 75,743 

1818 » 78,414 

1838 > 95,130 

Popolazione stabile, cccasionflle e di passaggio 
e del Porto. 

1838 a^hanU 110,450 
1848 * 135,339 
1858 » 139,988 

Secondo il empimento del 31 «ttccmbce 1861 
la popolaiiooe di fatto era di 137,986 abitaati, 
ili cui 66,537 muchi e 61,459 femmine; quella 
di diritto era di abitanti 13(\9t7, dei quali 
maschi 73,741 e femvioe 58,176. Nel 1863 si 
contavano 139,308 abitanti e nel 1864 abitanti 




GEirOVA 

139,597, ciò che dà una popolazione relativa 
di abitanti 13,334.18 per chilom. qnadr. 

Nel 1864 si ebbero 1073 matrimoni, ^S3 
nati, 194 nati morti, 4544 mortu 

In questa città esistono i seguenti pub- 
blici uffici ed istituti : 

Comando di divisione militare territoriale, 
direzione territoriale di artiglieria con fon- 
deria e raffineria nitri, direzione del Genio 
miUtare, ospedale militare divisionale, tribu- 
nale militare territoriale; comando generile 
del 1 .' dipartimento marittimo, con sede della 
1.* divisione del corpo R. equipaggi, del 1.* 
reggimento fanterìa real marina, ospedale di- 
partimentale, regia scuola di marina, bagno 
penale centrale; ispezione mineraria, camera 
d'arti e commercio, sede della banca nazionalo, 
cassa di risparmio, verifica toria dei pesi e mi- 
sure, ispezione dei lavori pubblici , direiiooe 
compartimentale postale con un ufficio di 1.' 
e due di 3." classe, stazione telegrafica ; dire- 
zione compartimentale delle gabelle e dogane 
con ispezione, varie luogotenenze e dogane e doe 
magazzeni di sali e tabacchi, direzione dtlle 
tasse e del demanio con ispezione, 6 uffici! i» 
riscossione, 3 agenzie delle tasse dirette e dtl 
catasto ed ispezione pure dieUe tasse dirette e 
catasto; ispettoiratfo scolastico di circondario 
per lescunle primarie, corted'Appellq, tribunale 
civile correzionale, 6 preture di mandamento ad 
una urbana; prefettura provinciale, delega- 
zioni di pubblica sicurezza, carceri giudiaiaiie. 

Nella circoscrizione elettorale dà il w>m« 
ai collegi 185.», 186.» e 187.», il primo dei 
quali conta 1391 elettori edividesiin (rese- 
zioni, U secondo novera 1756 elettori ed ab- 
braccia quattro sezioni, e il terzo nnmera 1130 
elettori ed è ripartito in tre sezioni. 

A Genova hanno poi sede i rappresentanti 
dei seguenti stati: repubblica Argentina, città 
Anseatiche, Austria, Belgio, Bolivia, Bra- 
sile, Chili, Costarica, Danimarca, Equatore, 
Francia, Gran Bretagna, Grecia, Haiti, Hon- 
duras, Messico, Monaco. Nicaragua, Oldembur- 
go. Paesi Bassi, Perùi, Paraguay, Portogallo, 
Prussia, Russia, S. Domingo, S. Salvador, S. 
Marino, Sassonia, Spagna, Stati Uniti d'Ame- 
rica, Stati Uniti di (Colombia, Svezia e Nom- 
già. Svizzera, Turchia, Uruguay, Venezuela. 

Per l'istruzione pubblica esistono a GenoTS 
l'Università con 4 facoltà, la teologica, la le- 
gale, la matematica e fisica, la medica e chirv- 
i;ica, con cattedre di filosofia e lettere e varii 
stabilimenti scientìfici ; regio liceo, regio gin- 
nasio, ginnasio civico, ragia scuola tecaie* 
orientale, regia scuola tecnica occidai^r) 



Digitized by 



Google 



CKKOYA 
eoontto nazionale, regia scuola tecnica suc- 
cursale comanitativo, regia scuola normale 
foomimle, scuola magistrale maschile, istituto 
indostriale e professionale, istituto reale di 
marina mercantile, scuole serali scientifi- 
che, 00 istituto dei sordo-muti, istituto di mu- 
sica, seminario arcivescovile, non pochi istituti 
prìrati e numerose scuole elementari d' ambo 
i sessi. A tali istituti devonsi aggiungere la 
Società ligure di storia patria, la biblioteca 
cìtìcs Berio, la biblioteca Fransoniana, quella 
dei Missionarì urbani e quella dell' Univer- 
sità; gli archivi regi; l'accademia ligustica di 
Mie arti. 

Da una recente statistica della istruzione di 
Genova (1866) ricavasi che questa città conta 
una popolazione scolastica di diciottomila sette- 
cento ventiquattro (18,724) individui. Raffron- 
tata colle principali città ove meglio fiorisce 
nstnuione pubblica, Genova porta il pri- 
nito sopra tutte. 

Sotto fl riporto della beneficenza Genova, 
secDodo il Saggio di Statistica delle opere pie 
ià àrtmdarii t commi del regno d'Italia (Ap- 
pendice al ('aiendario generale del 1863), conia 
% fii istituti aventi un complessivo reddito 
un» di L. 2,700,000 circa. I più importanti 
pernddito sono i seguenti: 

U congregazione di carità od Albergo dei 
ftwi per limosine, soccorsi e doti, istituita 
ndl'anno 1539 ed avente un reddito di circa 
L 450,000 annue. L' otpedale di Pammatone 
per infermi , esposti, elemosine e doti, isti- 
toito nell'anno 1423 ed averne un reddito di 
cirea L. 630,000. Uospizto dei cronici, istituito 
neii499ed avente un reddito di circa L. 250,000. 
Il Mmieomio, istituito nel 1834 ed avente un 
reddito di circa lire 310,000. II magistrato 
di misericordia per soccorsi a poveri, doti e 
colto, istituito nel 1419 ed avente un red- 
dito di L. 190,000. Il monte di pietà e cassa 
a risparmio per prestiti su pegni e custodia 
di danaro a frutti, istituito nel ISOO ed avente 
nn reddito di L. 180,000. Le dame di miseri- 
cordia, istituzione del 1500 ed avente un red- 
dito di L. 100,000. Il conservatorio Fiescki per 
ricovero di figlie povere, istituito nel 1749 ed 
awite nn reddito di L. 77,000. Il ricovero di 
maOcilà per ambo i sessi, istituito nel 1852, ed 
avente un reddito di L 65,000. Il Conserva- 
imo di N. S. del Rifugio per ricovero ed istru- 
zione di ragazze, istituito nel 1630 ed avente 
on reddito di L. 63,000. Il r^io istituto dei 
Sordo-muli, istituito nel 1801 ed avente un red- 
dito dì L. 56,000. 
Gli altri istituti, fra i quali si contano pa- 
L'Itaua, Dizionario corografico, ecc. Voi. 



GENOVA 113 

recchi asili infantili ed un orfanotrofio, sono 
destinati specialmente all'istruzione e al ritiro 
di ragazzi o ragazze e a somministrare soc- 
corsi di alimenti, doti, ecc., ai poveri. 

A queste opere pio vanno aggiunte 11 so- 
cietà di mutuo soccorso. 

Causa primaria della ricchezza di Genova 
è il suo golfo e il suo porto. 

Il golfo di Genova forma un arco di circa 
60 mila metri di corda e 15 mila metri di 
freccia a partire dal capo di Noli sino al capo 
delle Chiappe, che costituisce l'estremità della 
penisola di Portofino. E aperto a mezzogiorno, 
e coperto a settentrione dalla catena degli Ap- 
pennini, il piede dei quali si estende sino al mare, 
terminando in coste quasi dappertutto tagliate 
a picco. Le pioggie che hanno solcate le cir- 
costanti montagne, formate di uno schisto tenero 
e cadente in decomposizione, percorrendo un 
terreno facile a corrodersi, scavarono il letto a 
numerosi torrenti, i quali a poco a poco colle 
loro alluvioni formarono le spiaggie di sab- 
bia e ghiaia che si trovano alla loro imboc- 
catura. 

Essendo impossibile erigere degli stabili- 
menti su' dorsi ed alle falde di montagne di 
questa natura, le abitazioni, i villaggi e le 
città sono normalmente situate alla foce dei 
torrenti, e sulle spiaggie a cui questi hanno 
dato origine. Tre porti giacciono lungo il pe- 
rimetro sopra indicato, Savona, Genova e Ca- 
mogli. Quello di Genova è senza confronto su- 
periore agli altri per l'ampiezza, i comodi che 
offre alla navigazione, la posizione, la memo- 
ria del passato, la condizione presente e le 
speranze dell'avvenire. 

Una piccola insenatura fra le bocche della 
Polcevera e del Bisagno, difesa dalle loro al- 
luvioni per mezzo delle punte della Lanterna 
e di Carignano, ha determinata la posizione del 
porto di Genova. Rivolto a levante, non soggiace 
all'interrimento a cui sono esposti tutti i porti 
del Mediterraneo colla bocca aperta in tale dire- 
zione, perchè la corrente littorale è quivi de- 
viata dalla sporgenza in mare del monte di Por- 
tofino ; oltreché nel golfo ligustico la corrente 
littorale non ha alcuna sensibile influenza , 
essendo constatato che in tutto il suo contorno 
gì' interrimenti procedono generalmente per 
cause svariate da ponente a levante. Dai venti 
di levante, settentrione e ponente lo proteg- 
gono gli Appennini, ai piedi dei quali sorge 
la città in magnifico anfiteatro. Questo porto, 
posto in fondo di un seno , nel quale il 
Mediterraneo è estremamente procelloso, con 
tutti i venti che da levante passano al pò- 
IV. {Proprietà letteraria) 15 



Digitized by 



Google 



1 !4 GENOVA 

Dente per il mezzogiorno, si dovette comple- 
tare col gettare in mare due moli. Quello 
di essi, che è chiamato il vecchio, parte 
dalla penisola detta pure del molo, e corre 
da levante a ponente sopra una lunghezza di 
610 metri. L'tdtro, conosciuto sotto il nome 
di molo nuovo, staccatosi dalla punta della 
Lanterna, si dirìge verso il levante per il tratto 
di 710 metri, i quali toccheranno i 1110 me- 
tri, quando sarà compiuto il prolungamento 
in corso di esecuzione, e prescritto dalla legge 
8 luglio 1860. 

Il molo vecchio si cominciò ad edificare su- 
bito dopo la costituzione del comune, cono- 
scendosi una legge in data dell'anno 1133 che 
impone su tutti i naviganti una tassa per 
l'opera del molo. L'ultima aggiunta di 120 
metri si esegni dal 1822 al 1832, avendola 
dimostrata necessaria alla sicurezza del porto 
la burrasca del 25 dicembre 1821. Costrutto 
a diverse riprese, non ha una direzione co- 
stante, anche per essersi seguite per buona 
parte della sua lunghezza le sinuosità di certe 
rocce sulle quali si fonda. Il molo nuovo si 
cominciò nel 1638 a qualche distanza dalla 
spiaggia, per lasciare un ingresso ai piccoli 
legni, ma per esso entrando il mare con somma 
violenza, fu soppresso nel 1651, unendo il molo 
alla rupe vicina. La larghezza dei due moli 
è irregolare e varia da 10 a 19 metri al loro 
piano superiore : l'altezza è di 7 metri al diso- 
pra del livello delle acque più basse. L'Imboc- 
catura del porto ha una ampiezza di circa 55 
metri; la superficie è data in una memoria 
francese per metri quadrati 1,400,000 ; il fian- 
cherò, e questa è la opinione più accredi- 
tata, la dice di 1,315,465 metri quadrati; 
secondo l'ingegnere Pareto non sarebbe che 
di 1,267,675 metri quadrati; in un opuscolo 
dell'ingegnere Sarti ò ridotta ad 1,139,400 me- 
tri quadrati; mentre, secondo altre autorevo- 
lissime informazioni, ammonterebbe a 1,340,000 
circa metri quadrati. 

La profondità dell'acqua può ritenersi come 
variante da 6 a 12 metri nella parte occi- 
dentale, chiamata la rada, perchè esposta al 
mare. Essa non si utilizia che dai bastimenti di 
partenza o da poco entrati. Nella parte orien- 
tale da 8 metri scendeva sino a quattro, 
ma in oggi, dopo gli scavi praticati a se- 
conda della legge 2 aprile dell' anno 1854, 
si ha una profondità molto maggiore. Il 
fondo, tanto nella rada quanto nel porto, 
si è di sabbia fina e di fango molto te- 
nace, e quindi eccellente per ancorarvi Gli 
scogli non appariscono che presso a terra, ma 



GBNOTA 

è a deplorarsi che le ultime escavazioni ne 
abbiano qua e là messo a nudo parecchi, dai 
quali si rese un poco meno sicuro l'aneora- 
mento delle navi, ed in occasione di forti bur- 
rasche taluni capitani ebbero a lagnarsi che 
le loro ancore erravano in località, nelle quali 
ciò non sarebbe avvenuto coll'antico fondo. In 
tutto il suo contorno, dalla parte di terra, il 
porto è circondato da mura che intercettano 
le comunicazioni colla città, salvo all'estrefflo 
angolo orientale, lungo un breve spazio che 
con sforzi non lievi si è riusciti ad ottenere 
che rimanesse libero, dopo che per vetustà 
cadde l'antico muro di cinta. In ogni altra 
parte si accede al mare per mezzo di porte 
che ogni giorno aumentano coi bisogni del 
commercio. 

Al di fuori della cinta e lungo i moli sor- 
gono delle calate, e si [protendono in mare 
delle opere chiamate ponti, ai quali si acco- 
stano pochi bastimenti e le piatte per sbar- 
care od imbarcare i loro carichi. Le calate li 
estendono principalmente nella parte orien- 
tale, dalla darsena al molo vecchio, e nel^o^ 
cidentale dalla Chiappelia al molo nuovo. Il 
contorno totale del porto è di metri Un. 5600. 
A chi ne osservi la configurazione, esso.risnlu 
constare di tre parti essenzialmente distinte, • 
cioè: 1.** della parte occidentale, coperta dal 
molo nuovo ed in cui si trova la coù detta rada; 
2." della parte settentrionale, che, situata nel 
fondo del porto quasi in faccia alla sua boco, 
contiene la darsena ed il bacino da carenag- 
gio per la marina militare. L'area della da^ 
sena venne valutata dalla commissione isti- 
tuita con rea! decreto 23 maggio 1849 a metri 
quadrati 54,239, di cui 20,738 di bacino d'ac- 
qua per i bastimenti che vi stanziano, so- 
pra un fondo di circa 6 metri; 3.* della 
parte orientale, che corrisponde alla zona piò 
popolata della città, che è e fu sempre ad- 
detta in modo particolare al servizio del com- 
mercio. 

Nel porto sogliono stanziare da 500 a 600, 
fino a 700 bastimenti di diversa portata, ol- 
tre a parecchie centinaia di battelli, piatte e 
barche di ogni specie, sia pel trasporto della 
persone che pel caricamento e scaricameoto 
delle merci. 

Il porto è munito di due fari. Uno, alto 
metri 112 sul livello del mare, consiste in u 
apparecchio alla Fresnel di primo ordine, vi- 
sibile ad oltre 20 miglia di distanza; l'altro 
è nn piccolo faro di quarto ordine, avente per 
unico scopo di determinare la punta del molo 
vecchio, mentre la punta del molo nuovo 



Digitized by 



Google 



GKNOTA 

è niiuiiuiata da no semplice fanale ordina- 
rio che si trasporta a misura del suo prolun- 
gamento. 

Il portofranca, costrutto verso il 1660, con- 
siste in nn recinto avente una superficie di 
Bctrì quadrati 13370,58, nel quale si con- 
tengono andici fabbricati a tre piani di dif- 
ferente grandezza e capaci di circa trentasei 
■ila tonnellate di merci. Questi magazzini 
kanno molti difetti e per l'antiquata costra- 
liooe e perchè ristretti. 

Geaora è città eminentemente commerciale 
e manifattorìers. Parlando della provincia, ab- 
biamo detto tanto del movimento dei bastimenti, 
quanto di quello del commercio sia intemo che 
(Stemo, nonché del grado delle varie industrie, 
ipperciò qui non aggiungeremo altro che Ge- 
noTi possiede sei stabilimenti di bagni pub- 
blici, 31 alberghi, 12 trattorie principali e 34 
afli principali, 40 compagnie d'assicurazioni 
■trittime, una società di strade ferrate (Com- 
fi§m deUa ferrovia da- Genova a Yoltri), 3 so- 
cietà di credito ed 11 società industriali diverse. 
11 capitale sociale delle compagnie delle assicu- 
mioni marittime si fa ascendere a L.21,030,000; 
quUo della compagnia della ferrovia da Ge- 

wn a Voltri è di 3,000,000; quello delle so- 

òtà di credito calcolasi di L. 13,000,000, e 
{kOo delle altre 11 società si ritiene di 
L 1^430,000. 

Le società commerciali ed industriali in Ge- 
Mn hanno quindi in complesso nn capitale so- 
atte di 53,460,000 lire. 

Genova, chiamata la Superba per la magni- 
ficenza de'saoì edificii, si distende a guisa di 
anfiteatro alle falde dei contrafforti dell'Appen- 
nmo solla sponda del Mediterraneo. Dista per 
Tia ferrata 166 chilometri da Torino, 76 da 
Alesaandria, 176 da Milano, 461 da Venezia: la 
na ferrata del litorale la conginngerà fra 
breve a Nizza da un lato , alla Spezia e di 
là a Firenze, a Roma, a Napoli dall'altro. 

Genova vedata fuori dall'ampio suo porto 
offire allo sguardo il più incantevole quadro, 
a cni fanno corona sempre verdeggianti col- 
line, «olla cima delle quali torreggiano mura 
Mlidissimo a tutelare dai nemici i suoi abi- 
tatori I maestosi templi, i marmorei antichi 
ptlaxzi e i moderni caseggiati, che numerosi 
l'adornano in ogni parte, furono e di conti- 
uno saranno cagione di meraviglia a chi re- 
cui a visitarli. 11 viaggiatore infatti rimane 
sorpreso per la bellezza e la magnificenza 
delie vie Balbi, Nuovissima, Nuova, Carlo 
Felice, Carlo Alberto, Serra, Caffaro, Palestre, 
Qoito, Calata, Assarotti, Lomellina, Rivoli, 



GENOVA 115 

Galeazzo Alessi e delle piazze Colombo, del- 
l'Annunziata, delle Fontane amorose, di San 
Domenico , di Campetto, di S. Lorenzo e di 
Banchi. 

E sede dell'arcivescovo, cui sono suffraga- 
nei i vescovi di Albenga , Bobbio , Sarzana e 
Bmgnato, Savona e Noli, Tortona, Ventimi» 
glia. Nella breve descrizione della città, di- 
remo prima degli edifici sacri, indi degli sta- 
bilimenti pubblici e dei palazzi più cospicui. 
La capitale ligure ha molte, antiche e ma- 
gnifiche chiese. Antichissima è quella dei Santi 
Andrea ed Ambrogio, della quale si ha me- 
moria fin dall'anno seicento, in cai vi fu se» 
polto Costanzo, uno dei vescovi milanesi che 
fuggirono a Genova dalle persecuzioni dei 
Longobardi. Possiede una tavola di Guido Reni 
ed alcuni dipinti di Paolo Rubens. La chiesa 
della SS. Annunziata, del Guastato, ridotta alla 
presente magnificenza nel secolo XVI, contiene 
14 colonne d' ordine composito incrostate di 
marmo rosso di Francia ed una Cena di Cristo 
di Giulio Cesare Procaccino. San Carlo fa recen- 
temente ristaurato, ed ha sontuosa cappella di 
marmo bardiglio dei signori Fransoni; Santa 
Caterina fu già stanza di santa Caterina Fie- 
schi Adorno genovese, che vi morì nell' anno 
1510: il suo corpo sì conserya nell'arca d'ar- 
gento all'altare ai cui lati stanno quattro sta- 
tue di Francesco Schiaffino. San Benedetto 
fin dal 1139 era delle monache cistercensi. 
SS. Cosma e Damiano è nominata nelle cro- 
nache fino dal 1041 : ha di parlicol»re una ta- 
vola di Giovanni Rosa, fiammingo. San Donato 
venne consacrata nel 1189, ma sembra costrutta 
sopra un' altra più antica chiesa, come lo di- 
mostrano il campanile di forma sessagonn, l'ar- 
chitrave delia porta, le colonne di granito 
e i capitelli che sorreggono gli archi delle 
navate, lavori tutti della decadenza romana. 
Santa Fede è menzionata in una concessione 
fatta dalla repubblica nel 1143 ad Ansaldo 
de' Vacca di poter alzare alcune case : per 
molto tempo fu giuspatronato dei cavalieri di 
Malta. San Filippo Neri venne edificata nel 
1694 sull'area ove sorgeva un palazzo degli 
Adorni. Buone pitture di Giambattista Paggi, 
di Luca Cambiaso, di Ventura Salìmbeni, di 
Lazzaro Tavarone e di un autore incerto veg- 
gonsi nella chiesa intitolata a Gesù e Maria, 
che venne edificata nell'anno 1487 sul colle 
di Montesano, donde si ha il bel prospetto 
del borgo di Fassolo. Sulle alture del colle 
di Carignano è posta la chiesa di S. Gtaflomo, 
fondata da Ansaldo Spinola nel 1154. San &iD>* 
gio era già collegiata nel 1143, come leggesi 



Digitized by 



Google 




(5esov\ — La Calteilia'e — Fig. 4C3. 



Digitized by 



Google 



GENOVA 

ìd ana pubblica scrittura. Lo storico Giusti- 
oiani paria di un sacerdote nominato Vas- 
sallo che nel H4-8 pose in questa chiesa due 
porte di bronzo di bellissimo lavoro moresco, 
che aveva riportate dalle spoglie d' Almeria. 
E pure da ricordarsi che i Genovesi in me- 
moria della vittoria di Fola nel 1379 fecero 
alzare in questa chiesa un altare a S. Gio- 
Tanni, e ordinarono che il Magistrato ogni anno 
ai 6 di maggio dovesse visitarla, donandole un 
pallio d'oro. Fra le più antiche di Genova è 
S. Giovanni di Prè, che dalla sua costruzione 
tutta di pietre quadrate e dalla forma del 
campanile credesi che rimonti alla fìne dei 
secolo X ; tuttavia le prime notizie certe di 
questa chiesa sono del 1098. Nell'annessa com- 
menda, che insieme alla chiesa fu per molti 
secoli dei cavalieri Gerosolimitani, alberga- 
rono vari pontefici, e tra questi Urbano VI, 
il quale vi fece segretamente strangolare i 
cardinali del suo corteggio che avevano co- 
spirato contro di lui. San Luca fu fabbricato 
4» Oberto Spinola nel 1188; S. Marcellino 
è del 1023; S. Marco è del 1173 ed ha sulla 
(icriats un basso rilievo in marmo con un 
leoBB tolto dai Genovesi ai Veneziani nella 
espognazionc di Fola colla iscrizione: Iste la- 
pii II quo est figura sancii Marci delatus fìat a 
cimSate Polae capta a nostris MCCGLXXX die XIIII 
jamari. Santa Maria del Castello è ricordata 
fio dalla prima metà del secolo XI : venne così 
chiamata perchè nei suoi dintorni era il ca- 
stello della città. È a tre navate che s'innal- 
zino sopra dieci colonne di granito orientale, 
che secondo alcuni storici appartenevano alla 
città di Luni: è pure decorata di pregevoli 
opere di arte. Santa Maria delle Grazie è ri- 
cordata in un documento del 1183. Santa Sa- 
bina è ricordata sin dal principio del se- 
colo X , in cui dai Saraceni venne rovinata: 
nell'anno 1008 venne data ai Benedettini, che 
la restaurarono. San Fietro de'Bunclii è di in- 
certa origine: fu abbruciata dal partito ghi- 
bellino nel 1398, poi atterrata del tutto per 
fabbricarvi il palazzo di Giannotto Lomellioo 
che fu doge nell'anno 1571, e da ultimo rico- 
strotta per voto pubblico nel 1584 con gra- 
ziosa architettura. Santa Maria del Carmine, 
ccsn maestoso tabernacolo di marmo e tre 
grandi tele nel coro, è del I2C0; Santa Maria 
della Pace ha pitture di Carlo Baratta; Santa 
Maria del Rimedio ha una tavola di Giulio 
C«sare Procaccino; Santa Maria dei Servi, del 
i374i, ha un elegante tabernacolo all'aitar mag- 
giore; Santa Maria delle Vigne, sulla cui area 
csiiteva una chiesa fin dal secolo X, contiene 



GkNova 117 

due lavori attribuiti a Guido Reni; S. Pan- 
crazio è del 1023 ; la chiesa delle Scuole Pie 
venne fabbricata dai padri Scolopj nel 1713, 
e da essi incrostata di preziosi marmi e fre- 
giata di varii oggetti d'arte, fra cui notansi 
tre bassorilievi dello Schiaffino e alcuni lavori 
del Cacciatore di Carrara ; S. Silvestro è del 
secolo XV, ma sorge sul luogo dove fin dal 
secolo Vili esisteva una cappella; S. Siro 
fu U prima cattedrale dei Genovesi, conosciuta 
sotto il nome dei Santi Apostoli. In essa nel- 
l'anno 350 fn sepolto S. Salomone vescovo di 
Genova e vi ebbero pure sepoltura alcuni 
vescovi di Milano nel secolo VI. Durò in que- 
sta chiesa la sede vescovile fin al 985, nel 
qual anno fu trasportata da Giovanni II ve- 
scovo di Genova nella chiesa di S. Lorenzo. 
È reputata una delle piiì magnifiche chiese 
della città, con facciata recentemente abbellita 
sopra disegno del cavalier Barabino. Santo Ste- 
fano, esistente fino dall'anno 493 dell'era cri- 
stiana, contiene una stupenda tavola di Giu- 
lio Romano. D'importanza storica è la chiesa 
di S. Matteo , innalzata nel 1 135 da Martino 
Doria, rifabbricata nel 1278, rinnovata ed 
abbellita da Andrea Doria nell'anno 1500 sui 
disegni dell'insigne frate Giovanni Angelo Mon< 
torsoli. Sulla facciata, che conserva l'originale 
struttura, è da vedersi un sarcofago marmo- 
reo, in cui fu sepolto Lamba Doria, il vinci- 
tore della battaglia di Curzola, e nell'arco della 
porta un mosaico dei bassi tempi. Le iscrizioni 
incise sulle listello di marmo ci ricordano i 
trionfi riportati dai Doria. Sotto il presbite- 
rio avvi una cappella, in cui è il sepolcro di 
Andrea Doria, lavoro del Montorsoli, di cui 
sono altri bellissimi lavori che decorano que- 
sta chiesa. Per altre notizie veggasi l'opera: 
La chiesa di San Matteo in Genova, descritta ed 
illustrata da Jacopo D'Oria. 

Menzione speciale faremo di due edifici sacri, 
dei quali diamo l'illustrazione. Il primo di essi 
è la cattedrale (fig. 403). È dedicata a S. Lorenzo, 
venne rifabbricata nel XII secolo, ed è il prin- 
cipal tempio di Genova, tanto per la sua magni- 
ficenza che pei preziosi oggetti d'arte che 
contiene. La facciata venne eseguita in due 
epoche diverse, cioè le tre porte nel 1 100, il 
restante col campanile nel 1533. In questa 
facciata contengonsi varii bassìrilievi, che si 
riconoscono scolpiti fino dai tempi dell'arte ro- 
mana e furono già ornamento di monumenti se- 
polcrali : nel prospetto più antico , cioè nei por- 
tali, si vede l'imitazione dello stile moresco. Le 
due portedei fianchi si credono lavoro dell'epoca 
longobarda, quivi trasportate in epoca pia: 



Digitized by 



Google 



1t8 GENOVA 

recente. Le scultore presentano tre stili: ap- 
partengono al bisantino i dae stipiti della 
porta maggiore scolpiti in bassirilievo con 
istorie di Maria; allo stile italiano del medio 
evo le figure dei mistici animali poste ad or- 
namento da ambo i lati, e fors*anco le dae 
statue di Maria e del Battista collocate sui 
finestroni; allo stile greco moderno il basso- 
rilievo sulla porta maggiore col martirio del 
santo titolare. La volta delia maggior navata, 
incendiata per le discordie civili nel 1396, fu 
rialzata dai consoli nel 1307; la cupola è del 



GENOVA 

1567. Veggonsi pitture di Galeazxo Alessi, 
di Rocco Pennone, di Federico Barocci d'Ur- 
bino, di Lorenzo De Ferrari, di Luca Cam- 
biaso, di Giovanni Ansaldo, di Andrea Giam- 
battista Paggi ; e si ammirano sculture di Gio- 
vanni Angiolo Montorsoli, di Giovanni Batti- 
sta Bianco, di Matteo Civitali, del Sansovino, 
di Guglielmo Della Porta e Nicolò da Corte, 
cui devonsi i bellissimi ornamenti della tri- 
buna. (Per maggiori notizie si consulti l'opera 
di Giuseppe fiancherò intitolata : // duomo £ 
Genova itbufrato e descritto). Vicino a questa 




Genova — Santa Maria Assunta in Carignano — Fig. 404. 



chiesa, ascendo dulia porta laterale della na- 
vata a sinistra, si vede la chiesuola di S. Gio- 
vanni, che era anticamente il battistero della 
città. Bellissima per arte architettonica è la 
chiesa di Santa Maria Assunta in Carignano, 
che fu incominciata nel secolo XVI e termi- 
nata sul principio del seguente, sopra disegno 
del perugino Galeazzo Alessi (vedi fig. 404). É 
in forma di croce greca con cupola nel centro, 
di prospetto quadrato, corsa tutto all'intorno 
da lesene di travertino e da ornamenti in 
nanno e sormontata da logge maestose: ve- 



ratnenie magaifico è 1* aitai* maggiore tatto 
incrostato di finissimi marmi di Spagna e 
fregiato da ornamenti di bronzo. 

Fra gli edifici! e palazzi pubblici vanno 
nominati i seguenti: l'Albergo dei poveri, in* 
cominciato nel 1655, in cai ricoveransi po- 
veri di ogni maniera, con facciata composta 
di una base di ordine toscano e di decora- 
zioni d'ordine corinzio nel corpo principale; 
all'edifizio è annessa una chiesa, dove vedasi 
on bassorilievo rappresentante una Madonna, 
che credesi di ìÙchelangelo Buonarroti II 



Digitized by 



Google 



GENOVA 

ftkao deirAceademìa, fabbricato mtorno al- 

I uno 1825 eoa disegno dei cavalier Carlo 
Banbino, con maestoso attico posto in cima 
alle scale ed elevantesi sopra quattro ele- 
guti colonne di Portovenere. Sono da os- 
Kmrsi in questo palazzo la gallerìa dei 
gessi, che vi sono raccolti in gran numero e 
iOQo gittati sopra le migliori statue antiche 
greche e romane, fra cui quelle rappresen- 
tanti la famiglia di Niobe; la sala dell' architet- 
tara; la sala di figura ; la galleria di quadri; 
la rotonda, corsa tutta all'intorno da un basso- 
rilievo in plastica rappresentante un episodio 
della vita del romano Marcello; le sale d'or- 
nato, del nudo, d'incisione. 

U palazzo degli Àrchivii regii, già destinato 
ad nso di carcere. La loggia di Banchi, prin- 
cipiata nel 1570 ed ultimata 36 anni dopo su 
dbegoo di Galeazzo Àlessi, nella quale radn- 
naosi i negozianti per le loro contrattazioni. 
M 1858 la Camera di commercio la abbellì 
eoo insigni lavori del cav. Michele Canzio. 

D Palazzo Ducale, fabbricato nel 1291 con 
disegno dell'architetto Marino Boccanegra. La 
■agoifica facciata, che è dell'^irchitetto sviz- 
itn Simone Cantoni, Tedesi tutta adoma al 
»iuo di statue in stucco rappresentanti 
fràdpi e re vinti dai Genovesi. Nell'interno, 
decorato da pitture di valenti artisti, vedesi il 
■iggior salone: è corso tutto all' intorno da 
colonne corinzie ed ha il vòlto ornato di putti, 
i arabeschi e di altri ornamenti in plastica 
del milanese Fossi. Bellissimo è il quadro 
della battaglia della Melorìa di Giovanni Da- 
ni Qnesto palazzo è oggidì occupato dalla 
prefettura, dal comando generale della di- 
zione, dalla questura, dai tribunali e da 
litri nfficii. 

II palazzo di San Giorgio, principiato nel 
1360 per ordine di Guglielmo Boccanegra , 
capitano dei popolo, poi ampliato nel 1368 , nel 
1407 e nel 1571, è un meraviglioso lavoro di 
architettura gotico-bizantina. Nei muri del pro- 
spetto veggonsi rozze teste di leoni, che fu- 
rono tolte da un palazzo dei Veneziani in Co- 
stantinopoli. Sulla facciata principale riman- 
gono i vestigi di un affresco del Mantegna , 
raffigurante S. Giorgio nell'atto di abbattere il 
dragone. Tra le molte statue che l'adornano 
degne di particolare menzione sono quelle di 
Francesco Vivaldi, di Luciano Spinola, di 
Domenico Pastino e di Ambrogio Negrone, 
tutte del secolo XV. 

11 palazzo dell'Università degli stadi fu di- 
segnato dal lombardo Bartolomeo Bianco; la 
fondazione dell'Università computasi dall'anno 



GENOVA uà 

1471, per privilegio accordato da Sisto IV, 
che fu poi confermato da Massimiliano I nel 
1513. Il palazzo reale contiene numerose pit- 
ture ed una galleria di quadri. Il maestoso 
palazzo del Municipio, architettato dal lom- 
bardo Rocco Lurago, contiene pregevoli qua- 
dri, alcuni manoscritti di Cristoforo Colombo, 
molte iscrizioni antiche, fìra le quali una la- 
pide romana trovata sul luogo ove sorgeva 
l'antichissima Lìbarnia; una tavola in bronzo pur 
romana, e due tavole in pietra, corrose dal 
tempo, che il generale Alfonso La Marmerà 
mandava dalla Crimea alla città di Genova; 
queste ultime due iscrizioni ricordano i pos- 
sedimenti dei Genovesi nella Tauride. 

Il teatro nazionale, già Sant' Agostino, ri- 
modernato, capace di circa 2000 persone, fu 
il primo teatro di Genova, che si dischiudesse 
alle rappresentanze musicali. 

Il teatro Carlo Felice, il migliore e più 
ampio di Genova, fu eseguito sopra disegno 
del cavalier Carlo Barabino sulle rovine del- 
l'antica chiesa e convento di San Domenico, 
dopo il 1824. 

Altri teatri sono: il teatro diurno; quello 
del Falcone, annesso al palazzo reale; quello 
delle Vigne, che è il più antico e il più pic- 
colo che abbia Genova; il magnifico tràtro An- 
drea Doria, costrutto dietro disegno dell'archi- 
tetto Orsolini ed aperto al pubblico nel 1855; 
il ricco e grande teatro Paganini, architettato 
nel 1856 da Giambattista Carpinoti. 

Troppo a lungo dovremmo andare se voles- 
simo descrivere tutti i inagnifici palazzi privati 
di Genova. Qui basterà nominare i principali, 
che sono: il palazzo Adorno in via Nuova 
con dipinti del Reni, del Rubens, di Giulio 
Romano, del Correggio, del Mantegna, di 
Annibale Carocci, del Tintoretto, del Vandyck, 
del Tiziano, del Giorgione, del Procaccino. 
Dipinti pure di questi artisti e di altri non 
meno celebri vi sono nei palazzi Spinola in via 
Pellicceria; Brignole-Sale, detto volgarmente 
Palazzo Rosso ora Melzi-Defferrari; quello Balbi 
Senarega in via Balbi; quello Cambiaso in via 
Nuova ; quello Gavotti vicino al Portela il pa- 
lazzo Doria e lo Spinola in via Nuova; il pa- 
lazzo Pallavicini in via Carlo Felice ; il palazzo 
Spinola in via degli Orefici ; il palazzo Da- 
razzo in via Balbi; il palazzo Farragiana, 
elegante e delizioso per la sua positura, pei 
giardini e le logge che lo circondano, e ricco 
anche di marmi e sculture; il palazzo del 
principe Doria, donato a Pietro Fregoso dopo 
la sua celebre vittoria di Cipro del 1376, poi 
comperato dal principe Andrea Doria nel 1522, 



Digitized by 



Google 



130 GENOVA 

Dì fronte, ai fianchi e a tergo della piazza 
di S. Matteo, in capo di cui è la chiesa, si 
trova una serie di palazzi appartenenti alla 
famiglia Doria. Ve ne ha uno regalato dalla 
repubblica a Lamba Doria, vincitore a Cur- 
zola dei Veneziani ; ve ne ha un altro già di 
Pagano Doria, che vinse esso pure i Veneziani 
al Bosforo e all'isola della Sapienza presso la Mo- 
rea; ve ne ha un terzo, donato dalla repubblica 
ad Andrea Doria. Di fianco a quest' ultimo 
palazzo e prospiciente la detta chiesa ve ne 
ha un altro, del quale non si sa a quale il- 



6EN0VA 

lustre personaggio dei Doria possa essere ap- 
partenuto. Ha un sopra porta di cui diamo 
r illustrazione (figura 405), giacché gli anti- 
chissimi palazzi di Genova si conoscono a prima 
vista non tanto dairarchìtettura generale del- 
l'edificio, quanto per avere l'atrio sormontato 
da un bassorilievo di stile piuttosto barocco, 
rappresentante il più delle volte san Giorgio 
che uccide il drago, coll'architrave e i suoi so- 
stegni condotti a disegni d'ornati di lavoro fini- 
tissimo. Alcuni sono lavorati in ardesia, e qne* 
sti non resistettero troppo alle ingiarìe del 




Genova — Sopr^torta del palazzo Ooria qoasi dirimpetto alla chiesa di S. Btatteo — Fig. tK 



tempo: molti invece sono lavorati in marmo, 
com'è quello del disegno che riprodacesi. li ca- 
valiere nel mezzo del bassorilievo rappresenta 
san Giorgio che uccide il drago; a sinistra 
la Patrona della famiglia Doria, pregante pel 
buon esito del combattimento, ed a destra al- 
cuni giudici per decidere cui spetti la vittoria. 
Sotto di essi un pastore custodisce numeroso 
gregge, emblema forse delle sterminate ric- 
cheue dei Doria, o meglio quanto prodi in 
guerra essi sapevano anche sfruttare gli ozii 
della pace. Così in questo, quanto in quasi tutti 



gli altri bassirìlievi stanno ai lati i due g/ft' 
rieri cogli scudi, sui quali erano incili |^' 
stemmi della famiglia proprietaria del palsBOi 
Tali stemmi furono da tutti indistintaiMit* 
cancellati per ordine della repubblica fifV' 
sulla fine del secolo passato. 

Nominiamo infine il palazzo e la villetU iti 
Negro, ora di proprietà comunale ed uM** 
alla amenissima passeggiata pubblica dduU- 
quasola, posta sull'altura dei Cappuccini';^-!! 
essa r illustre patrizio Gian Carlo di Mffo 
fece erigere busti in onore di grandi aoaoi, 



Digitized by 



Google 




Hoaumento di Cristoforo Colombo in Gcnovu. — Ti;.', lui'.. 



IG 



Digitized by 



Google 



133 GENOVA 

e nell'occasione in cui venivano inaugurati vi 
si tenevano feste accademiche. Recentemente 
il consiglio comunale di Genova ha deliberato 
di fondarvi un museo civico di storia natu- 
rale, raccogliendo nella villa le magnifiche 
collezioni del prìncipe Oddone, del marchese 
Lorenzo Pareto e del marchese Giacomo Dorìa, 
e invitando quest'ultimo egregio patrizio a 
voler assumerne la direzione. Una delle più 
belle e magnifiche piazze di Genova è quella 
dell' Acquaverde, nella quale vedesi il monu- 
mento di Cristoforo Colombo (fig. 406), di cui 
fu posta la prima pietra l'anno 1846 in occa- 
sione del congresso degli scienziati. Il disegno 
di tutta l'opera è del cav. Michele Canzio, 
professore di ornamenti nella ligustica Acca- 
demia di belle arti. Il monumento è di forma 
quadrata, i cui lati hanno dodici metri di lun- 
ghezza. Sopra tre gradini s'innalza un basamento, 
nelle pareti del quale campeggiano le seguenti 
4 iscrizioni: A CRISTOFORO COLOMBO La 
Patria, di fronte; Potk le fondamenta nel 
MDCCCXLYI, a destra; Dimnato un Mondo, h 
aminie di perenni benefizi all'antico, dietro; 
Dedicato il monumento nel MDCCCLXIl. a si- 
nistra. Sul ripiano e agli angoli del medesimo 
quattro piedestalli sostengono altrettante fi- 
gure emblematiche che rappresentano la Scienza, 
la Pietà, la Prudenza e la Cottama. Fra l'una 
e l'altra statua, sulle quattro fronti, quattro 
bassorilievi illustrano i fatti più importanti 
dell'eroe: cioè, l." II Colombo dinanzi al con- 
siglio di Salamanca ; 3.° Il Colombo che pianta 
la croce nella prima terra scoperta; 3.° Il 
Colombo in Barcellona al cospetto dei Reali 
di Spagna, dopo il suo primo viaggio ; 4.° 11 
Colombo quando in catene sale la nave che 
deve ricondurlo in Ispagna. Sul piano del ba- 
samento s'innalia un grande piedestallo ci- 
lindrico, sulla cima del quale posa il gruppo 
del Colombo nell'atto di scoprire l'America. 
Questo gruppo venne eseguito in Carrara 
dal prof. Franzoni sopra il modello dello scul- 
tore Pietro Freccia, che nell'incarico era suc- 
ceduto al prof. Lorenzo Bartolini; le altre 
statue e i bassorilievi sono del prof. Aristo- 
demo Costoli, del prof. Santo Varni, del ca- 
valiere G. B. Cevasco, del prof. Giuseppe Gag- 
gini, di Emilio Santarelli e di Salvatore Re- 
velli. (Veggasi r appendice all' erudita opera 
del comm. avv. Michel Giuseppe Canale: Vita 
e vitggi di Cristoforo Colombo, preceduti da una 
storica narrazione del Commercio, della Navi- 
gazione e delle Colonie degli antìeki e degli 
Italiani del medio evo nell'Asia e ndV Affrica 
prima di lui. Firenze, 1863). 



(ìeNova 

Cenni storici. — Secondo gli etimologisti il 
nome di Genova non è che una corruzione 
di quello di lanus (Giano), che sarebbe stato 
il suo fondatore e le avrebbe dato il nome. 
Ciò che avvi di certo , è che la prima pre- 
cisa nozione che si ha di Genova non risale 
oltre alla seconda guerra punica. Questa città 
teneva il partito dei Romani, mentre gli al- 
tri Liguri aderivano ai Cartaginesi. Magone, 
capitano cartaginese , coli' aiuto dei Liguri 
prese la città, l'abbandonò al fuoco e al sac- 
cheggio, e, come asserisce Tito Livio, vi fece 
un immenso bottino e lo depose nel castello 
di Savo, posto nelle Alpi Marittime. Qualche 
anno dopo fu la città riedificata dai RomaoL 
Dove sì hanno le più ampie notizie in- 
torno allo stato politico di Genova dopo la 
sua riedificazione si è in una tavola di 
bronzo che tuttora conservasi. Fu questa nel- 
l'anno 1506 scavata in Val di Polcevera ed è 
monumento antichissimo nella sua specie fra 
quanti si rinvengono ancora in Italia. Da essa 
si ha la prova che Genova era città confede- 
rata; che i Vitturj e i Langansi, popoli col- 
tivatori dell'alta Polcevera, erano a lei attri- 
buiti, e che insorte fra essi interminabili 
gare a cagion di confini, la sentenza da lei 
pronunziata passò in ultimo appello a Roma. 
Per sostenerla i Genovesi inviarono loro le- 
gato Moco Maticanio figliuolo di Meticone, e 
per impugnarla i Vitturj mandarono Fianco 
Peliano. Fu ammesso il ricorso ; e il romano 
Senato delegò con solenne decreto due noia- 
lissimi fratelli della gente Minuzia, della fa- 
miglia Rufa, a esaminare sul luogo la con- 
tesa, fermare i confini, piantare i termini e 
ricomporre quell'importante parte della Li- 
guria in quiete. L'inscrizione scolpita salta 
tavola di bronzo è appunto la decisione dei 
deputati romani. L' anno ch'ella fu proferita è 
il 687 di Roma. Dal grado di città confederaU 
Genova passò poscia allo stato di municipio i 
e i suoi cittadini furono ascritti coi Veiejati 
nell'antica tribù Galeria di Roma, come ne fa 
fede una inscrizione scavata a Roma sulU fine 
dell'anno 1796. 

Genova romana possedeva due strade: la 
prima, lungo il litorale, la univa, da un 
lato a Savona, e dall' altro con Lnni a Pisa; 
la seconda, traversando l'Appennino la met- 
teva in comunicazione con Tortona, Pia- 
cenza e tutta la vallata del Po. Ai tempi d'An- 
gusto, Strabene la chiama emporùim totiu lA- 
gùriaCf perchè tutti i Liguri vi concorrevano 
a vendere le loro merci. 

Dopo d'Augusto, si hanno ancor scane ed 



Digitized by 



Google 



6KN0TA 

oacore notixie intorno a Grenova fino ai primi 
secoli del medio evo, in coi era certamente 
città forte e popolosa, poiché dava rifugio a 
cittadini di diverse parti della Penisela, che 
(DggiTano dai barbaru Ai quali pare che lo 
sterile aspetto dell'Appennino facesse sgo- 
mento, scesi essi com'erano dalle Alpi sol per 
godere fertili e yaste campagne. E sebbene 
Teodorico re degli Ostrogoti abbia rìceTuto 
due yolte le suppliche degli Ebrei stabiliti 
in Genova per amor di commercio, e due 
volte il senatore Cassiodoro abbia risposto 
loro in sao nome confermando la facoltà di 
ragnnarsi in Sinagoga; ciò nondimeno né 
le suppliche, né le risposte fanno menzione 
di alcan regio ufBziale o rappresentante in 
Ligniia; né di ciò pure vestigio alcuno si 
trova ai tempi dei re susseguenti. Che se noi 
per poco ricordiamo l'indole del governo ostro- 
goto stabilito da Teodorico, ch'era di con- 
servare delle istituzioni romane quanto non 
potea direttamente nuocere a lui, non ci sarà 
«fifEdle il conchiuderne che in Genova rima- 
■osero tuttavia integri gli antichi ordini mu- 
nicipali, non mutati pure sotto i Greci, che 
apaoe non aveano di alterarli. Venuti i Lon- 
gobttdi, Genova non cadde però in loro do- 
ùio: fa solo nel 641 che Roturl, loro re, 
nicé per il primo il Ligure Appennino, e da 
Imi al Varo tutto devastò il paese e lo mise 
t sacco. Dopo cotanto strazio e terrore volse 
agfi le spalle alla Liguria e probabilmente ab- 
bandonoUa del tutto. Certo ei non l' eresse in 
ducalo, non la riunì, che si sappia, alle altre 
soe Provincie; e per indizio anche maggiore 
di stato e legge diversa il vescovo milanese 
Onorato con parte della nobiltà e del clero 
ambrosiano si ritirò a Genova, dove morì nel 
570, e in questa città continuarono a risie- 
ien i suoi successori Lorenzo II, Costanzo, 
Diodato, Asterio, Forte e Giovanni Buono : il 
che prova evidentemente che quivi non aveano 
a temere lo stato e la persecuzione dei Lon- 
gobardL Distrutto il regno di questi da Car- 
lomagno, se dubbia ed oscura si mostra la 
condizione politica di Genova, non si può 
con fondamento dedame che venisse ella assog- 
gettata alla potestà del nuovo conquistatore. 
Coocodiamo però che nomi longobardi, alcune 
istituzioni e leggi non poche, nei secoli suc- 
ceanvì n introdussero tra i Genovesi, ma pili 
che effetto di un dommio barbarico, si deb- 
bono attribuire alla necessità eh' essi ebbero 
fi difesa, quando il mare ligustico per la prima 
volta essendo infestato dai Saraceni, lasciarono 
la rive e ritiraronsi ai monti sotto la pro- 



CENOVA 133 

tezione di qualche capo feudale, donde poi in- 
sieme tornarono alle abbandonate dimore, non 
appena che fu cessatoli pericolo, e che ebbero ri- 
presa forza per rintuzzare i pirati infedeli, come 
difatti prosperamente loro accadde. A questo 
dunque si ascriva se qualche ombra di dominio 
feudale intorbidò il consueto ordinamento mu- 
nicipale romano, se i signori feudatari! dalle 
due riviere, e circostanti Appennini scesi ad 
abitare in Genova, insinuarono nell'antico mu- 
nicipio, trasformatosi in comune, alcuni vestigi 
barbarici. Nd 956 la città è saccheggiata dai Sa- 
raceni, ma essa vendica immediatamente l'ol- 
traggio. Il naviglio genovese insegne quei bar- 
bari, li coglie all' isola Asinara, e, tranne pochi, 
tutti li uccide, ricuperando i tesori che ai Geno- 
vesi erano stati rapiti. Queste lunghe lotte con- 
tribuirono a dare a'snoi abitanti quella forza, 
quell'attività, quell'audacia e sopratutto quello 
spirito d'intrapresa a cui essa dovette la sua 
fortuna. Infatti in quell'anno stesso innalza la 
cerchia delle mura che dalla chiesa di S. Pier 
de' Banchi s'innoltrava per S. Matteo, S. Lo- 
renzo, e stendevasi da Sant'Ambrogio verso 
Sarzano riunendosi all'antico castello. Sul de- 
clinare del secolo X comincia a reggersi a go- 
verno consolare, e in tal guisa il Municipio an- 
tico si converte in Comune: già nel 1004 i suoi 
cittadini hanno poderose flottemercantili in tutto 
il Mediterraneo. Nel 1015 si impadroniscono 
della Sardegna e della Corsica, e nel 1087, 
uniti ai Pisani, prendono Almadia e Subeila in 
Àfrica, dalle quali città riportano una gran preda 
d'oro e d'argento. Nel 1090 S. Giorgio è eletto 
protettore dei Genovesi. Nelle crociate essi 
scorsero un movimento che apriva alla loro atti- 
vità paesi fin allora chiusi dalla barbarie, e non 
trascurarono alcuna occasione per assicurare al 
loro commercio, nei paesi conquistati, tutti i 
vantaggi possibili. Tosto che creavasi un nuovo 
principato, si adoperavano a conchiudere col 
principe, che avevano ajutato nella conqui- 
sta, un trattato a profitto del loro commercio. 
Talvolta il trattato era stipulato anche prima 
delia conquista, e si facevano cosi assicurare 
anticipatamente il prezzo del loro ajuto. Il 
primo e il più antico di questi trattati risale 
alla presa d'Antiochia e porta la data del 14 
luglio 1098. In questo periodo di tempo i 
Genovesi si impadroniscono di Azur', di Ce- 
sarea, di Azoto, Gibello, Tolemaide e Tripoli 
(1101), ed espugnano Tortosa in Palestina 
(1103). È da quest'epoca che i Genovesi pren- 
dono per loro stemma la croce rossa in campo 
bianco, che solevan portare i Crociati. Nel 
1136 combattono i Pisani in riva all'Amo, tol- 



Digitized by 



Google 



134 GBNOVA 

gono loro Volterra e la Pianosa e dìstrug- 
gono Piombino; nel 1139 ottengono da Cor- 
rado li, re dei Romani, di coniare moneta ; nel 
1147 si impadroniscono di Almerìa e Tortosa 
di Spagna; nel 1155 resistono alle minaccie di 
Federico Barbarossa. Nel 1164 insorgono di- 
scordie civili tra i dae partiti detti dalle fa- 
miglie che li capitanavano degli Àdvocati e 
dei Castelli. Nel 1340 negano omaggio a Fe- 
derico II, e nel 1361 mettono in possesso del- 
l'impero di Costanliaopoli Michele Paleologo, 
che dona loro Smime, il sobborgo di Pera, 
origine della famosa colonia di Calata, ed 
altri privilegi. Neil' intemo il governo passa 
nel 1190 dai consoli ad un podestà straniero, 
nel 1191 dai podestà ritorna ai consoli, nel 
1194 viene di nuovo eletto un podestà fore- 
stiero, che dimesso nel 1257 lascia il posto a 
Guglielmo Boccanegra, acclamato capitano 
del popolo. Nel 12b2 i nobili si armano contro il 
Boccanegra, che per la morte di un fratello uc- 
ciso nella mischia, abbandona il suo grado : in 
sua vece viene assunto un podestà forestiero, indi 
i nobili prendono il governo della repubblica. 
A quest'epoca, mercè le sue floride colonie 
del mar Nero e i suoi ricchi banchi di Sinope 
e di Trebisonda, Genova aveva concentrato 
quasi esclusivamente nelle sue mani il com- 
mercio di quel mare e delle vaste e produt- 
tive regioni circostanti. Caffa , sua principale 
colonia in quelle contrade, aveva fin dal prin- 
cipio del secolo decimoquarto acquistata tale 
importanza, che venne decorata della sede di 
un vescovato. Le colonie genovesi erano i 
mercati del commercio dei Russi e di tutti i 
popoli che, per U via del mar Caspio, del 
Volga e del Don, portavano i loro prodotti 
al mar Nero. Era questo principalmente un 
commercio di cambio; i Genovesi cambiavano 
i loro vini, i loro olii, le loro lanerie, le loro 
tele , le loro seterie contro pelliccie , grani , 
ed altri prodotti di cui avevano bisogno, traen- 
done molteplici vantaggL Per Trebisonda e 
Sinope, avevano rannodato colla Persia rap- 
porti commerciali non interrotti e assai consi- 
derevoli. Gli stabilimenti del mar Nero acqui- 
starono ben presto una tale importanza, che 
si credette necessario dotarli d'una ammini- 
strazione speciale, che fu costituita sotto il ti- 
tolo di Cotuolato generale dell'impero di Gazaria. 
Nel medesimo tempo i Genovesi contrasta- 
vano, in Siria ed in Egitto, a tutti i popoli 
del Mediterraneo il commercio di questo e 
dell'estremo Oriente, movevano guerra e vin- 
cevano alla Meloria i Pisani (1284). Più lunga 
ed accanita lotta sostenevano coi Veneziani. 



GENOVA 

Quando giacque il regno Crociato di Geru- 
salemme nel 1199, Venezia e Genova vedendo 
come difficilmente potevano esse continuare 
per le vie della Siria e dell'Egitto il trasporto 
in Occidente delle orientali mercanzie, tenta» 
reno di rifarsi entrambe colla via del Mar 
Nero. Si può congetturare che sin da quel- 
l'epoca i Genovesi venissero a patti coi bar» 
bari che ne dominavano la costa meridionale, 
e segnassero i principj di quegli empoij che 
divennero in appresso fioritissime colonie. 1 
Veneziani dalla loro parte divisarono un più 
gran fatto, e riuscì loro di distogliere i Cro- 
ciati dall'impresa contro l'Egitto, recandoli nel 
1203 alla conquista di Costantinopoli, dove, 
abbattuto l'impero greco, stabilirono il naovo 
impero latino, ed ebbero cosi il monopolio di 
tutto il commercio che per ogni lato affluiva 
all'imperiale metropoli. 

Genova cercò di guarentirsi col possesso 
dell'isola di Candia , onde sorse guerra fra le 
due repubbliche : avendo allora Venezia otte- 
nuta l'isola, tramarono i Genovesi dì rovesciare 
l'impero latino in Costantinopoli e ristabilire il 
greco. II tentativo loro venne nel 1261 co- 
ronato da felice successo; al primato quindi 
del commercio orientale tenuto da Venetii, 
succedette quello della genovese repobbUcs; 
la quale andando prosperamente innanzi, si 
avvantaggiava nell'isola di Cipro collo stabili- 
mento di Famagosta, coi trattati dell'Armenia, 
colle sue relazioni coi sovrani di Persia, e presso 
a cadere in Siria le città di Tiro e dì S. Giovanni 
d'Acri, ultimi avanzi del regno gerosolimitano, 
con molti privilegi per un singolare trattato 
coochiuso tra essa e il sultano dell'Egitto nel- 
l'anno 1290. Queste prosperità commerciali 
facendo sgomento a Venezia, nuova guerra 
seguiva fra i due popoli con due grandi bat- 
taglie. Tona in Aiazzo di Armenia, e l'altra a 
Curzola nell'Adriatico, vinte entrambe dai Ge- 
novesi, la prima nel 1294, la seconda nel 1298. 
Il trattato che poneva fine alla guerra noo 
potea tornare che di grave pregiudizio al com- 
mercio de' Veneziani nel Mar Nero, poiché i 
Genovesi li obbligarono a fare stazione nel 
porto di Caffa, o in altro delle loro colonie 
di Crimea. Per liberarsi da quella dipendenza 
Venezia cercò di ravvivare lo spento ardore 
delle Crociate muovendo alla conquista di 
Smirne, che si avevano allora i Turchi occu- 
pato col segreto intendimento però d'impos- 
sessarsi dell'isola di Scio; ma Genova k pre- 
venne nel disegno, e una flotta genovese sbarcò 
ed occupò l'isola. Gli odiì vìe peggio s' inve- 
lenirono e tre grandi battaglie ebbero luogo: 



Digitized by 



Google 



GENOVA 
al Bosforo, ad Alghero in Sardegna, all'isola 
di Sspieott ia Morea; Genova fa sola a com> 
batte» contro Venesiani, Greci e Catalani 
(oflt^ iosieffls: perdette la seconda, vinse 
li prìnu e la tena. Venezia sconfitta, costretta 
id abbandonare la via delI'Eosino agli emali 
noi, eresse un grande stabilimento commer> 
dale io Siria nel luogo di Bairat, che riva- 
ttggiava con Famagosta di Cipro ed Alessan- 
dria di Egitto ; ma Genova le ne tolse il pro- 
fitto colla conquista stessa di Cipro, fatta nel 
1373. I Veoeiiani ritentarono quindi la via 
di Costantinopoli, ed ottennero di occupare 
I'ìmìs di Teaado, la quale dio fotale cagione 
lU'oltima guerra detta dì Cbioggia, che tornò 
eùnale ad entrambe le repubbliche. Impe- 
rocché Venexia dopo d'allora lasciò qnasi il 
Bare per estendersi in terraferma; e la storia 
di Genova durante gli ultimi quattro secoli 
o«a è all'interoo che un continuo richiamo 
a {ffotettori stranieri, e di rivolte per cac- 
eìarii; in meno alle quali Genova perde suc- 
oanrsfflente tutte le sue colonie. 

htanto all'interno è un continuo mutare di 
pnrao, che dai consoli passa di nuovo a po- 
mata forestieri, poi ai nobili, poi a capitani, 
hèb Simonioo Boocanegra, acclamato Doge 
■i 1338, riduce il governo tutto a forma po- 
fén. 

Colla conquista delle Balearì fatta dai Ge- 
■mii nel 1148 ebbe origine il loro debito pnb- 
Uieo, che andò successivamente crescendo per 
k Eulte guerre ed imprese che si fecero dalla 
repnbblica, talché moltiplicatosi a dismisura, 
k1 1350 si sentì il bisogno di operarne la 
tootolidazione, tutte raccogliendone le partite 
ia ona sola scrittura che si chiamò cartulario. 
Ciò nondimeno, continuò ad aumentare il 
piU>lieo debito, tanto più enormemente, quanto 
più frequenti e grandi furono le guerre ch'ebbe 
Gcoova nella seconda metà del secolo XIII, 
e in tatto il XIV coi Pisani, Veneziani, Greci 
e (^talani ; sicché, essendo il 1407, si venne 
id ana nuova ed ultima consolidazione sotto 
l'utitozione e il nome fomoso di S. Giorgio, 
dood' ebbe origine la casa e il banco di tanto 
cdebie memoria cosi appellato. San Giorgio 
fo non solo uno stabilimento, od una società 
coaunwciale, ma un governo politico per 109 
ami, qnanti ne trascorsero dal 1452 al 1561, 
od quali a luì vennero cedute non solo le 
colonie del Levante, ma la Corsica, e parec- 
ckie terre delle due riviere, dov'agii mandava 
a reggerle consoli, podestà e governatori per 
oso eletti dal numero dei più ricchi e probi 
noi capitalisti. 



GENOVA 135 

I principali centri di consumo del com- 
mercio genovese erano la Lombardia, la Ger- 
mania meridionale e l'occidentale, nella quale 
i Genovesi penetravano per Verona, la val- 
lata dell'Adige e Bolzano da un lato ; per il 
lago di Como, Chiavenna, il Septimer, Coirà 
e il lago di Costanza dall'altro; la Francia, 
di cui essi frequentavano tutti i grandi mer- 
cati; la Spagna, della quale tutte le contrade 
erano aperte al loro commercio, mercè la pre- 
cauzione ch'essi avevano avuto di stipulare 
trattati mercantili tanto coi principi mori, 
che coi principi cristiani ; mentre le loro navi 
valicavano lo stretto di Gibilterra e venivano 
a trafficare a Lisbona e sulle coste occiden- 
tali della Francia, mantenendo continui rap- 
porti coir Inghilterra, coi Paesi Bassi, colla 
Germania del Nord , col Baltico e colla 
Russia. 

Nel 1431, intimoriti i Genovesi da un eser- 
cito milanese, si sottomettono spontaneamente 
alla signoria di Filippo Maria Visconti, il quale 
li induce nel 1423 alla conquista di Gaeta e 
di tutti i luoghi marittimi del Napoletano. 
Nel 1435 Biagio Assereto con un'armata vince 
presso Ponza il re Alfonso d'Aragona e lo fa 
prigioniero ; ma il duca di Milano pone in li- 
bertà senza alcun riscatto i prigionieri, onde 
il popolo gli si ribella. Nel 1453 Costantino- 
poli e Pera vengono in potere dei Turchi , i 
quali nel 1475 tolgono ai Genovesi anche Gaffa 
e tutto ciò che possedono nel Levante. 

Nel 1499 la repubblica si sottomette ai Fran- 
cesi. Nel 1506 il popolo si toglie dalla si- 
gnorìa di Francia ed elegge un doge. Poi ri- 
tornano i Francesi, che sono ricacciati nel 
1512, e di nuovo padroni nel 1514. Genova 
è presa e saccheggiata dagli Spagnuoli nel 
1522; di nuovo ritornano i Francesi nel 1527 
mercè il valore di Andrea Doria. Questo ca- 
pitano l'anno dopo, recatosi al servizio degli 
Spagnuoli, libera Genova dai Francesi, la pone 
in libertà , le dà una nuova costituzione, ne 
rifiuta poi la signoria, e nel 1553 come am- 
miraglio della flotta patria muove contro la 
Corsica, che si era ribellata sotto Sampiero 
di Bastelica, e fece pace nel 1569. 

Nel 1656 la peste uccide in Genova ben 70 
mila persone; nel 1684 Luigi XIV bombarda 
la città; nel 1727 i Corsi si armano di nuovo 
contro la repubblica ed eleggono a loro re 
Teodoro Antonio barone di Neuhof col nome 
di Teodoro I; ma conosciuto per un avven- 
turiere, è dai Corsi abbandonato. La Corsica 
non ritorna a Genova che nel 1740, mercè 
l'aiuto dei Francesi. 



Digitized by 



Google 



126 GENOVA 

Nel 1746 la sollevazìoDe dei Genovesi con- 
tro gli Anstriaci segna uno dei pochi fatti 
gloriosi della storia italiana negli nltimi se- 
coli. Ma nell'anno 1768 cede dopo 20 anni 
di guerra la Corsica alla Francia, e dopo 
d'allora va decadendo la repubblica aristo- 
cratica, che nel 1797 è matata sotto la pres- 
sione T dei Francesi in democratica, col ti- 
tolo di Repubblica Ligure. Nell'anno 1800 
è memorabile l'assedio sostenuto daMassena 
contro gli Inglesi in mare ed i Tedeschi sul 
continente. Gli alleati ebbero Genova al 4 
giugno, ma al 24 del mese stesso la ricon- 
segnavano ai Francesi, sotto i quali ritornò 
repubblica ligure , con una nuova costitu- 
/.ione che venne data nel 1802, poi abo- 
lita nel 1805, in cui il Genovesato venne unito 
all'impero francese e diviso nei tre diparti- 
menti di Genova, di Montenotte e degli Ap- 
pennini. Nel 1814, caduto l'impero napoleo- 
nico, Genova si rese alle forze inglesi coman- 
date da Bentinck, che vi stabilì un governo 
provvisorio, mentre a Parigi e a Vienna si 
decideva di unire Liguria al Piemonte per 
formare un forte stato in Italia sui confini 
della Francia. Ai primi del 1815 pubblica- 
vansi in Genova le patenti regie per le quali 
il Genovesato faceva parte del regno di Sar- 
degna. Nel 1849 dopo la battaglia di Novara 
scoppiò una insurrezione con intento di unire 
gli sforzi della repubblica genovese a quelli 
della romana e della veneta; ma il movimento 
fu presto represso dal generale Alfonso La 
Marmora. Tempi di lotte ben piiì gloriose ven- 
nero in questi ultimi anni, e furono quelle 
contro lo straniero, in cui i Genovesi coi loro 
deputati nel Parlamento, e coi loro figli sbi 
campi di battaglia propugnarono efficacemente 
l'unità d'Italia. 

Della moneta e zecca genovese, — Molte fu- 
rono e svariate le quistioni che si posero in 
campo dai dotti sulla zecca di Genova e sul 
vero suo cominciamento, se non di diritto, almeno 
di fatto. Da alcuni si volle far risalire sino ai 
tempi di Cicerone, perocché si pretese di cavare 
menzione di danari genovesi da un testo di 
errata lezione. Altri, e fra questi Gian Ri- 
naldo Carli, si avvisarono di riscontrarne me- 
moria nei soldi genavemi delle leggi Burgun- 
diche; ma quella parola con più sano giudi- 
zio si riferì piuttosto a Ginevra che a Ge- 
nova. Altri infine interpretò i denari genenset 
di una scrittura del 796 dell'archivio di Sau- 
t' Ambrogio di Milano per denari genovesi , 
mentre più esattamente vi si lesse poscia 
Ticinenset, 



GENOVA 

Lasciato in disparte tutto qj^esto, certo i 
che nel 1102 ebbe fine in Genova la mo- 
neta dei veccia danari di Pavia che vi si bat- 
tevano prima di queir anno , e ne cominciò 
una nuova di Bnniti , che si mantenne fino 
all'anno 1114, in cui fu coniata una terza dei 
Bruniti medesimi, la quale ebbe corso e do- 
rata fino al 1139. Si battevano denari col- 
l'impronta di Pavia , perchè già questa città 
essendo capitale del regno longobardo e franco, 
meglio avevano corso presso degli esteri coi 
quali trafficavano i Genovesi. Nell'anno 1139 
Corrado II re di Germania ne diede il privi- 
legio ai Genovesi, cioè presero da quell'epoca 
a coniare la propria moneta di diritto, come 
già la coniavano di fatto. Nel 1 141 si coniò mo- 
neta di rame, poi nel 1149 ebbe principio 
quella d'oro e d'argento, come si ricava dal- 
l' appalto che ne diede il comune a' partico- 
lari. Cominciò allora la genovina col nome di 
Janua, che da una parte aveva l'impronta della 
croce coir epigrafe intomo Janua e Gmra- 
dus /tex, dall'altra il Grifo secondo alcuni, « 
secondo altri il Castello della città. Il privile- 
gio conceduto nel 1139 dal re Corrado a' Ge- 
novesi venne loro confermato nel 1194 dal- 
l'imperatore Enrico VI. Si deve aggiungere che 
dalla genovina Janua del 1149, imitarono poi ì 
Fiorentini il conio del loro fiorino, che 104 anni 
dopo batterono in egual peso e bontà. Nel 1353 
si coniò in Genova altra genovina d'oro, ma col 
sistema decimale, mentre la prima atteneva» 
al duodecimale, colla leggenda di CUfUas Jama; 
infine poco prima del 1290 si diede comincia- 
mento ad una terza dello stesso sistema delia 
prima, apponendovi la leggenda Janna quam 
Deus protegat, e aggiungendo al Cunradus Bex 
il Romanorum. Questa aggiunta aveva una ra- 
gione di essere: il comune guelfo del 1139 
non aveva posto il Romanorum. sia perchè Cor- 
rado in quell'anno era re eletto e non coro- 
nato, sia meglio, perchè riconoscendolo re dei 
Romani avrebbe tacitamente ammessa una 
totale soggezione di Genova all' impero , la 
qual cosa non si voleva in alcuna guisa con- 
cedere dallo stesso comune, come gli amba- 
sciatori di lui ne facevano formale protesta al 
cospetto dell' imperatore Federigo I. Ma nel 
1290 esisteva in Genova il governo dei Ca- 
pitani del popolo ghibellino che, come la fa- 
zione loro significava, rilevavano dall'impero, 
e perciò volendo far fede di questo , lascia- 
rono che si aggiungesse pure il Romanorym, ì 
che era non solo indizio della parte cui segui- 
vano, ma dell'autorità in nome di cui eserci- 
tavano la signoria. 



Digitized by 



Google 



GENOTA 

La Jmm quam Deus prolegat, colla leggenda 
di Cmradia Rex Romanorum, ebbe corso fino 
al 1339, nel quale anno cessati i Capitani del 
popolo ghibellino, e istituitosi il Dogato con 
Simonino Boccanegra, ebbe principio la serie 
delle monete ducali, ovvero dei dogi perpetui, 
iolle quali si pose dapprima con iniziali, indi 
con tutte lettere il nome del doge sotto di 
cai si coniavano, e il numero cronologico della 
serie ducale. Però la serie metallica che fi- 
nora si ha, offira molte lacune , né concorda 
colla cronologica. Si è disputato molto sopra 
questa diflèrenza, né si è ancora trovata una 
ragionevole soluzione; probabilmente si ver- 
rebbe a conseguirla, laddove si ricercasse nei 
dogilegittimamenteeletti, sceverandoli da quelli 
che nsorparono il dogato. 

La moneta del dogato perpetuo si mantenne 
fino al 1539, nel quale anno per la riforma 
operata da Andrea Doria, i dogi biennali suc- 
cedettero ai perpetui. Sotto di quelli si sostituì 
al nome del doge e al numero suo cronolo- 
gioo, la leggenda Dux et Gubematoret Reipu- 
Ueae Genmuit. Senonchè tanto nella prima 
fianto nella seconda si conservava la croce 
da Olia parte, e dall'altra il Cunradus Rex Ro- 
wmnm coli' impronta del Grifo o Castello. 
Vouto l'anno 1637, essendosi deliberato dal 
pa Consiglio di far libero dono a Maria 
Santissima della repubblica e di tutto il suo 
Stato, il doge mutò la corona ducale nella 
regia, poiché Maria veniva proclamata ed in- 
coronata regina di Genova, e si assunse il ti- 
tolo regio. In questa occasione s' improntò 
nnova moneta di scudi d'argento, dove da una 
parte lasciata la croce con l'iscrizione Dux et 
CvierMtore* Reipublieae Gemientit, dall'altra 
togliendone l'effigie del Grifo con la leggenda 
Cmradut II Rex Ronumorum, s'impresse invece 
l'insegna di Maria Vergine coronata di stelle 
collo scettro reale ed intorno le parole: Et 
%( Eoi; e addì 15 novembre dello stesso 
anno 1637 fii il doge Agostino Pallavicino con 
regio diadema coronato nella chiesa ora di- 
stratta di Santa Caterina da quell'abate be- 
uedettino. la tal guisa l'odiata menzione del 
Itti RattunoTum scompariva per dar luogo ad 
no titolo che era ad un tempo indipendente 
da ogni soggezione regia , e maggiore del 
primo. Né solo si coniò in argento, ma in oro, 
e s'introdussero da quell'epoca le genovine di 
L- 96 di Genova, pari alle presenti L. 80 ita- 
liane. Questa moneta durò fino alla caduta 
della repubblica nel 1797. Oltre la moneta 
M comune, sia di fatto prima del 1139, sia 
di diritto dopo quell'anno fino al 1339; oltre 



ÒBNOVA 127 

la ducale, sia dello stato popolare sino al 1528, 
sia dell'aristocratico fino al 1637, e finalmente 
oltre r ultima di conio libero e indipendente 
colla soppressione della leggenda Cunradus Rex 
Romanorum, si riferiscono a Genova altre specie 
di moneta che vogliono essere brevemente 
menzionate. 1.** Le monete coniate in Genova 
dai principi forestieri sotto il dominio dei 
quali stette in diverse epoche la repubblica. 
2.* Le monete delle colonie genovesi, e cer- 
tamente di quelle dell'isoln di Scio, e di Gaffa 
nel mar Nero. 3.** Le monete coniate da pa- 
recchi feudatari genovesi nei loro feudi, ca- 
stelli dominj eziandio oltremarini (Doria, 
Spinola, Centurioni, Gattilusia nell'isola di 
Metelino). 

Biografia. — Fra i molti Genovesi che me- 
ritano di essere ricordati, sono specialmente 
illustri: Persio, satirico latino del primo se- 
colo dell'era volgare; Enrico Guercio, prin- 
cipal promotore dei trattati che prepararono 
la pace di Costanza nel secolo XII; il Caffaro, 
primo autore di storie scritte per ordine pub- 
blico, del secolo XII; Folcbetto, il più celebre 
dei poeti Provenzali, che fiorì nei primi anni 
del XIII secolo ; Jacopo da Varagine, cronista 
e santo arcivescovo di Genova dello slesso 
secolo; Giovanni Balbi, autore del Catholi- 
con, della Somma universale che può dirsi 
con pili proprietà una tavola alfabetica e ra- 
gionata di tutto quanto gli Europei sapevano 
nel secolo XIII, principalmente in grammatica, 
rettorica, fisica e teologia; Andrea Cicala, eletto 
dall'imperatore Federigo II verso l'anno 1245 
gran giustiziere del regno di Napoli, uomo 
non men prode in guerra che rigido e dotto 
in criminale; Andato Dinegro, versatissimo nel- 
l'astronomia e maestro a Giovanni Boccaccio ; 
Tedisio Doria ed Ugolino Vivaldi, scopritofi 
delle isole Canarie negli ultimi anni del secolo 
XIII; Antonio Noli, di quelle di Capo Verde nel 
XV, e nello stesso tempo il card. Antoniotto Pal- 
lavicini ; Cristoforo Colombo (1446-1506)^ lo sco- 
pritore del nuovo Mondo, il nome del quale basta 
ad illustrare un popolo; Galeotto del Carretto^ 
tenuto pel primo scrittore di tragedie italiane; 
Jacopo Pagano, autore del celebre codice spa- 
gnnolo Delle Portùdet; Filippo Da-Lavagna* 
peritissimo nell'arte tipografica dei primi tempi; 
Ottaviano e Federigo fratelli Fregosi, nel XVI j 
Andrea Doria, il maggior capitano di mare 
de' suoi tempi) il liberatore e legislatore della 
sua patria; Ambrogio Spinola^ uno dei più 
grandi capitani governatore delle Fiandre, ai 
servigi di Carlo V; santa Caterina, non meno 
venerevole per la santità della vita, che per 



Digitized by 



Google 



\^ GENOVA 

ja morale dottrina de' suoi scritti del secolo 
XVI ; Luigi Corretto e Gian Carlo Serra, l'uno 
ministro di finanze e l'altro ambasciatore del- 
l'imperatore Napoleone I. 

BiUiografla. ^— Agostino Giustiniani, i4n- 
hali di Genova; Oberto Foglietta, Storia della 
i-epubbliea di Genova; Interiano, Storie genovesi ; 
Jacopo Bonfadio, Afutali genovesi; Ab. Gaspare 
Oderico, Lettere ligustiche; Sauli, La colonia dei 
Genovesi in Calata, libri sei. Torino, 1831 ; Serra 
G., ^oria della Liguria e dell'antica repubblica 
di Genova dalle origini all'anno 1475. Genova, 
1835-39; Carbone, Compendio di storia ligure 
dall'origine fino all^anno 1814. Firenze, 1838; 
Mascardi, La congiura del conte Giovanni 
Luigi de' Fieschi contro la repubblica genovese. 
Venezia, 1841; Vincens, Histtire de la ri- 
publique de Génes. Paris, 1843; Primandaie, 
Etudes sur le commerce de la mer Noire, et des 
colonies génoises de la Crimée. Paris, 1848; 
Pagano, Delle imprese e del dominio dei Geno- 
vesi nella Grecia, libri quattro. Genova, 1852; 
Heyd , Ricerche sulla costituzione genovese fino 
alfintroduxione de'podeslà circa il 1300. (Inse- 
rite nell'annata 1854 del Giornale per le scienze 
politiche economiche pubblicato in Tobinga); 
Mevil, Coffa et de la Crimée, Paris, 1855; Bar- 
gMiai, Storia popolare di Genova dall'origine fino 
a noi. Firenze, 1856; Canale, Nuova istoria della 
repubblica di Genova, del suo commercio e della 
sua letteratura dalF origine fino alt anno 1797, 
con note e documenti. Firenze, 1860; e Della 
Crimea , del suo commercio e de' suoi domina- 
tori. Volumi 3 dello stesso autore; Olivieri, 
Serie cronologica dei consoli del comune di Ge- 
nova. Firenze, 1861; Capellini, La congiura 
di iMgi Fieschi, illustrata con note e doaènenti 
da A. Olivieri. Genova, 1858; Ceiosia, Storia 
de' Genovesi nel XYIII secolo. Genova, 1855; 
Martini 6., Storia della restairaiione della re- 
pubblica di Genova nel 1814, sua caduta e riunione 
al Piemonte nel 1815. Asti, 1858; Celesia, La 
congiura di G. Luigi Fieschi. 1865; Idem, Sto- 
ria continuata della regia università di Genova. 
1867. Veggansi inoltre le Guide della città, 
le Relazioni della Camera di Commercio di Ge- 
nova al Ministero di Agricoltura, Industria e 
Commercio, ecc. 

Statati. — Fra i molli statuti di Genova, 
città e repubblica, notiamo i seguenti: Ct>n- 
suetudini anUehe di Genova del MLYL Sono stam- 
pate dal Cibrarìo nella Storia della Monarchia 
di Savoia. Torino, 1840, tom. I, pag. 310-314. 

Leggi del consolato di Genova del MCXLUt. 
Stampate nei Monumenta Historiae Patriae, 1838. 

Capitoli della Compagnia di Genova del MCLXL 



ÒBimuNO 
] Sono stampati dal Cibrarìo nella Storto (U/( 
Monarchia di Savoia, tom. I, pag. 315-326. 

Leggi nuove della Repubblica di Genova, et» 
le dichiarationi e giunte riposte a* suri kufU, 
ultimamente ristampate assieme col testo loÀm, 
dedicate da Gabriele Pelo ad Agostino Derie. 
Genova, 1584. 

Olitoli del porto franco. Genova, 1623. 

Statutorum civilium Serenisrimae Re^ublieat 
Genuensis libri sex. Gennae, apud Calezanam, 
1663, in fol. 

Statuto Griminalia Ràpublicae Genuenùs. Ge- 
nuae, 1669, in fot. 

Per la parte topografica, stattattoa, econodiica ed «rtl- 
•tlca, la revlalone venne assunta da un dUtlnlo impie- 
gato al Mnnlcipto di Genova. Il santo storico , i ctml 
sulla zecca e sulle monete, la biografia e la bibUograt* 
si devono in gran parte aU' mastre storico eomm. irr. 
Michel Giuseppe Canale , che cortesemente si assnoM di 
completare le surriferite notizie nella compUazicoe del- 
l'articolo Liguria. 

GENOVA. — Valle alpestre del Trentino. 
E secondaria a quella di Rendena, postane! 
distretto di Tiene, si diparte dalla ghiacciaia 
di Adamello e si prolunga sino al villaggio di 
Giustino, ove imbocca colla valle di Rendena, 
ed ha una lunghezza di circa 15 chilometri. 
Questa valle non ha pascoli e selve : in fondo 
sta la cascina di -Bedole. Dal monte Mandroo, 
posto nel suo mezzo, trae origine un ramo 
del fiume Sarca, che perciò chiamasi Sarca di 
Genova, a distinzione dell'altro che scenda dal 
lago di Nambino e che riceve nome di Sarta 
di Nambino. 

GENTA — Frazione del com. di Novara, 
in Piemonte, prov., circond. e mand. di Novara. 

L'ufficio postale è a Novara. 

GENTILE. — Frazione del com. di Torino, 
in Piemonte, prov., circond. e mand. di Torino. 

L'ufficio postale è alla Madonna del Pilone, 
frazione essa pure del comune di Torino. 

GBNTILINA, GENTIUNA DI SOPRA e GEX- 
TILINA DI SOTTO. -^ Frazioni del com. di 
Imola, nell'Emilia, prov. di Bologna, circond. 
e mand. di Imola. 

L'ufficio postale è ad Imola. 

6ENTILIN0. — Comune nel Canton Ticino, 
distr. di Lugano, circolo di Agno. 

Comprende le frazioni di Sant'Abbondio di 
sotto e di Viglio. 

La sua popolazione nel 1858 era di 359 
abitanti, nel 1860 di 395 (maschi 140 e fem- 
mine 155); nel 1867 di 357 (maschi 177 e 
180 femmine). 

Il suo territorio è coltivato a vigneti di- 
sposti a terrazzi^ e a selve castanilL Vi hanno al- 
cune cantine scavate a' piedi di tin promon- 
torio, nelle quali si conserva il vino. 



Digitized by 



Google 



OENTIUNO 
R c«p«ttl«go è nn piccolo villaggio situato 
uri coIK die separano' Val d'Agno dal piano 
di Seairolo. Dista 3 chilometri a libeccio da 
Ligiao, 34 pnre a libeccio da Bellinzona e 
Sì s scirocco ds Locamo', a nratri 37S sai li- 
Tcilo de] mare. Nel camposanto esistono varìi 
mooomeoti in marmo di Carrara fatti da di- 
stinti artisti ticinesi, degni d'essere visitsti per 
Il squisitezza del lavoro. 

àkm* iéOe snrrirerite notiae debbono alla cortesia 
M'opemole Siadaco di qnecto coane. 

6E1ITILIM0. — Frazione del com. dei Corpi 
Siati di Uiiam», is Lombardia, proT., cireond. 
e maD(L di Milano. 

L'nffieio postale è in Borgo San Gottardo, 
fiuooe esso pare del com. dei Corpi Sanli 
di Mihno. 

È 00 casale sitaato a laezzo^ e podo fuori 
Mia atti di Milano, tra le porte Ticinese e 
Lodorica, in vicinanza del finmicello Vettab- 
In Veecfaiabbis. Qoivi è ano dei cimiteri 
dilit città: venne aperto nel 1534 ed in esso 
àMiienvMno 39,400 appestati del quartiere 
i Porta Ticinese e sao circondario esterno. 
Cnine parecofai mooamenti artistici (Vedi 

ffnnfO. — Frazione del com. di Piazza 

Srti Stefano, in Lombardia, prov., cireond. 

enad. di Como. 

L'nffieio postale è a Cemobbio. 

BJHiHl. — C<^mnne in Sardegna; prov. 
di Cigliarì , cireond di Oristano, mand. di 
nnss^ 

Ha nna superficie di 756 ettari. 

La sua popolazione assolata di fatto, se- 
coado il censimento del 1861, contava abitanti 
Mi (maschi 167 e femmine 175); quella di 
diritto era di 359 aiutanti. Nel 1 864 vi avevano 
354 abitanti, e quindi 46. 83 per chil. quadr. 

U sua guardia saàonale consta di 33 mi- 
liti itiivi e 1^ di riserva: totale 41 militi. La 
aobrliiiabile è «fi 14 mìliti. 

Gii elettori politici sono inscritti nelle liste 
ciettonH del collegio di Isili ; n«l 1863 
«ano 34, nel 1866 «rano 18. 

L'ufficio postale è a Lanamatrona. 

Pel dazio consamo è cornane di quarta classe. 

Il sso territorio viene coltivato specialmente 
t fmmentD, orzo, l^;ami e lino. Una parte 
è a viti e dà nn vino bianco di buon» qua- 
lità. Assai scarsa è l'ortiGoitura'; sono invece 
il naiero ragguardevole le piante fruttifere. 

Ha selvaggiome, ma cervi, daini e cinghiali 
ia poco numero. È bagnato dal torrente Sai^ 
■hirìa, eb« proviene dalla Gran Giara ed ha 
DB eorso di circa 15 chilometri. 

L'Italia, Dhionam orografico, ecc. Voi. 



RENZANO 139 

Il capoluogo è un piccolo villaggio posto 
alle falde ^ella Giara, in posizione rivolta a 
libeccio e distante 6 chilometri da Lunama- 
trona e 43 da Oristano. Il suo clima è molto 
caldo d'estate e l'aria generalmente molto 
umida e poco salubre. 

Gli abitanti di questo villaggio attendono 
per la maggior parte all'agricoltura. Alcuni 
pochi si dedicano alla pastorizia e alle arti 
meccaniche e le donne fanno certe coperte di 
lana variopinta e tappeti molto stimati. 

Nei dintorni e in altri luoghi del territorio 
si trovano nuraghi. 

Le surriferite notizie farono rivedute ed approvate dal- 
l'onorevole Municipio di questo comune. 

GBNZJSIO'. — Governo della Comarca di 
Roma. 

Ha una popolazione di 6787 abitanti e com- 
prende i tre comuni di Genzano, Civita Lavinia 
e Nomi. 

GKtZAllO. — Comune nel Territorio Ro* 
mano. Comare)!' di Roma. 

Comprende 1& frazione' di Ardea. 

La sua popolazione è di 4973 abitasti. 

Ha ufficio postale proprio. 

II suo territorio è ristretto ma fertile ed 
abbondante di sorgenti d'acqua salutare. Pro- 
duce buona frutta e un vino che si vende a 
Roma, ed ha elementi da poter gareggiare 
coi migliori vini esteri. 

Il capoluogo è una piccola città posta fra 
i gradi di latitudine 41 .• 43', 31" e 30.» 30' 44" 
di longitudine, 35 chilom. circa a mezzogiorno 
da Roma e 33 a libeccio da Palestrina. Giace 
in luogo ameno e delizioso sulla via Appia , 
ha decenti fabbricati con borgo e dividesi in 
Genzano vecchia e Genzano nuova. La vec- 
chia, altre volte munita di mura e torri, di 
cui si hanno ancora avanzi, non è troppo ben 
fabbricata ed ha vie tortuose ed anguste. 
La nuova è fornita di strade larghe e di» 
ritte, una delle quali dal piazzale dt Gallerò 
conduce al piano dell'Olmata di Genzano, me- 
diante grandioso ponte a sei archi, costruito 
dal cavaliere Bertolini. Le vie laterali sono or- 
nate di due larghe file di grandiosi alberi e 
formano così uno dei più bei luoghi vicini a 
Roma, fornito di belle passeggiate. 

Fra le cose notabili di Genzano voglionsi 
ricordare il nuovo palazzo baronale, costrutto 
dal duca Giuliano Cesarini con maestosa e 
superba facciata, ricca di marmi, e con con- 
tiguo giardino foggiato all'inglese; la vasta 
chiesa della Trinità, che è la principale ed 
ha facciata adorna di dae ordini di colonne 
ai lati dctir ingresso , con buone pitture nel- 
IV. {Proprietà letteraria) 17 



Digitized by 



Google 



130 GGNZANO 

rinterno ; la vaga e comoda chiesuola di S. Se- 
bastiano; qaella di Santa Maria della Cima 
con un buon dipinto del cavalier Cozza; il 
conservatorio delle maestre pie per l'educa- 
zione delle fanciulle; lo spedale, e buone scuole. 

Pregio principale di Genzano sono le sor- 
genti di acque, di cui abbonda, per le quali 
si costrussero due fonti di marmo, una in strada 
Livia ed una vicino alla chiesa di S. Seba- 
stiano. Gran concorso vi attira la festa detta 
dell'Infiorata, che ad intervalli di anni si ce- 
lebra nell'occasione dell'ottava del Corpus Do- 
mini. Essa attira gran concorso di persone, 
specialmente di oltramontani, che stupiscono 
nel vedere le due principali vie. Sforza e Livia, 
sboccanti sulla piazza principale di S. Seba- 
stiano, mutate in un magnifico giardino a sva- 
riati disegni. 

La maggior parte degli abitanti di Gen- 
zano sono vignaiuoli. 

In questa terra erano ai tempi romani un 
bosco sacro ed un tempio, detto già antico 
da Ovidio, e creduto di origine fenicia, per- 
chè colà vi si erano praticati sacrificii umani 
e barbari riti secondo le religioni orientali. 
Tuttavia le prime memorie di Genzano per 
il silenzio degli Itinerarìi e per lo smarrimento 
degli archivi non risalgono che al XIII secolo. 
Il suo nome vuoisi derivato secondo alcuni da 
un tempio sacro a Cintìa, esistente sul lago 
del vicino Nemi, e secondo altri dai Gemimi . 
famiglia romana, padrona di quei fondi al tempo 
della repubblica romana. 

I primi signori di Genzano furono i mo- 
naci di Sant'Anastasio alle Acque Salvie. Nel 
1393 Nicolò Colonna de'signori di Palestrioa 
colla prepotenza delle armi lo occupò e ne 
divenne signore: onde non ritornò ai monaci 
che nel 1417. I monaci peraltro temendo che 
le guerre e le fazioni, che in quell'epoca stra- 
ziavano quelle contrade , li privassero nuo- 
vamente di questo feudo, dapprima lo affit- 
tarono a Giordano Colonna, poi lo vendettero 
per 15,000 fiorini ai figli dello stesso Gior- 
dano. Nel 1479 passò in potere dì Guglielmo 
Destonteville, che il lasciò morendo ai pro- 
prii figli, che per conservarlo dovettero ri- 
correre alle armi contro i Colonna, che pre- 
tendevano riaverlo, come lo riebbero in seguito 
dopo conclusa la pace cogli Orsini. Più tardi 
fu occupato dai Borgia, poi di nuovo dai Colon- 
na, poi dai Massimi, e finalmente dai Cesarini, 
dai quali passò per titolo ereditario agli Sforza 
con titolo di ducalo. 

Intorno a Genzano si leggano il Ratti, 
Storia di Gemano con note e documenti. Roma, 



GBNZONE 

1797; Emanuele Lucidi, Memorie {storiche iti' 
l'antichimmo nmnicipio deW Arida, e ielle me 
colonie Genzano e Nemi. Roma, 1796; Moroni, 
Dizionario ttorico^ecclesiattico, Voi. XXIX. 

Alcnne delle surriferite notiàe debbonsi aUa coiteiia 
dell'onorevole Hunicipio di questo comune. 

GENZANO. — Mandamento nel Napoletano, 
prov. di Basilicata, circond. di Potenu. 

Consta del solo comune omonimo. 

GENZANO. — Comune nel Napoletano, prav. 
di Basilicata, circond. di Potenza, maod. di 
Genzano. 

Comprende la frazione di Banzi. 

Ha una superficie di 39,435 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi> 
tanti 6064 (maschi 3926 e femmine 3138); 
quella di diritto era di 6103 abitanti. Nel 1864 
vi erano 6146 abitanti, e quindi 30.80 per 
chilometro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di tre 
compagnie con 477 militi attivi e 35 di ri- 
serva: totale 513 militi. La mobOizzabile è di 
243 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Àcerenza; nel 1868 
erano 90. 

L'ufficio postale è a Potenza. Ha protra 
di mandamento dipendente dal tribunale ci- 
vile e correzionale di Potenza. Nella circo- 
scrizione elettorale è sezione con 80 elettori. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è bagnato dal Bradano, 
dalla fiumana Genistriello e da un piccolo tor- 
rente. Produce in abbondanza frumento, le- 
gumi e vino. 

Il capoluogo è una piccola città fabbricata 
sopra un colle, alla distanza di 37 chilometri 
da Potenza. 

Credesi sia sorta nel X secolo, intorno al 
quale cominciò ad essere chiamato GentiamM, 
Cyntianum da Cinzia. Nel 1479 fu venduto da 
re Ferdinando a Matteo Ferrìllo, dalla coi fa- 
miglia passò agli Orsino e ai del Tufo, e più 
tardi ai Marciano, ai Manno, ai Grimaldi, ti 
Ferrella e ai DeMarinis. Nel 1694 fu molto 
danneggiata dal terremoto. 

GBNZONE. — Comune in Lombardia, prov. 
e circond. di Pavia, mand. di Cortaolona. 

Ha una superficie di 385 ettari. 

La sua 'popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava ahi- 
Unti 813 (maschi 399 e femmine 413); quella 
di diritto era di 835 abitanti. Nel 1864 vi 
erano 830 abitanti, e quindi 315.58 per chi- 
lometro quadrato. 



Digitized by 



Google 



ÙtPPX 

La sns guardia nazionale consta di una 
compagnia con 71 militi aitivi e 6 di ri- 
lerri : totale 77 militi. La mobiliztabile è di 
33 militi. 

GK dflttorì politici SODO inscritti nelle liste 
dettorali del collegio di Corteolona; nel 1863 
moo la 

L'officio postale è a Corteolona. 

Pel datio consumo è cornane di quarta classe. 

Il no territorio viene coltivato a biade, a 
{natene ed a risaie. 

È nn piccolo villaggio posto alla sinistra 
dell'Olona, 4 chilometri circa a borea da Cor- 
toolona, 4 a greco da Belgioioso. 

CEPPA. — Frazione del com. di Vallo di 
Nera, nell'Umbria, prov. dell'Umbria, circond. 
e mand. di Spoleto. 

L'nfficio postale è a Spoleto. 

ttRA. — Comune in Lombardia, prov. e 
àreood. di Como, mand. di Gravedona. 

Ha una superficie di 367 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
coado il censimento del 1861, contava abi- 
tati 591 (maschi 306 e fommine 285); quella 
« diritto era di 628 abitanti. Nel 1864 vi 
coso 599 abitanti, e quindi 163.30 perchi- 
laitro quadrato. 

U sua guardia nazionale consta di una 
«Dfagnis con 107 militi attivi e 23 di ri- 
wn: totale 129 militi. La mobilizzabile è di 
£6 militi 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ito elettorali del collegio di Menaggio; nel 1863 
tnmo 17. 

Ha nn servizio di posta rurale. 

Pel dazio consumo ò comune di quarta classe. 

H ano territorio dà per principali prodotti 
viao, foglia di gelso e fieno. Hawi un tor> 
nate detto pure Gera ed altri piccoli tor- 
raitclli. L'aria che dapprima era malsana per 
k eialazioni miasmatiche prodotte dalle pa- 
ladi del vicino Piano di Spagna e da quelle 
the vi fonnava il fiume Adda davanti al Cen- 
tro, propriamente detto di Gera, è ora diven- 
tata aiaai migliore, essendo le medesime paludi 
Moaparse per naturale innalzamento del fondo 
e per le opere di colmata eseguite a carico 
coBQBale ani peduli che vi aveva {formati 
l'Adda. Si aggiunga che contribuì molto a 
migliorarla anche la soppressione testé ordi- 
nata del diritto di pascolo che i diversi co- 
muni drcoatanti esercitavano sul detto Piano 
fi Spagna, mercè il quale diritto non si po- 
tenno in detta località effettuare piantagioni, 
M rendere con diversa coltura fertile il suo 
terreno. 



amx l3l 

Le acque del fiume Adda che in passato 
mettevano foce nel lago di Como in vicinanza 
del capoluogo, vennero nell'anno 1857 de- 
viete , facendole scorrere entro apposito co- 
strutto canale in quelle del lago suddetto, vi- 
cino a Colico. Lo scopo di tale deviamento fu 
di poter congiungere mediante un canale, na- 
vigabile anche ai piroscafi, i due laghi di 
Como e di Mezzola, ciò che è in corso di ese- 
cuzione, con certezza che nel 1868 i piroscafi 
si potranno spingere sino alla sommità del lago 
di Mezzola. 

11 capoluogo è un villaggio situato sulla 
spiaggia occidentale ed alia sommità del lago 
di Como. Ha una spaziosa piazza comunale, 
sulla quale si elevano sei vetustissimi olmi, di 
cui uno rarissimo per la sua grossezza e beltà, 
e sotto i quali nel 1300 si tenevano le pub- 
bliche adunanze comunali. Dista 57 chilometri 
e mezzo da Como. 

Nelle vicinanze si scorge pure la villa ove 
soleva villeggiare il conte Giorgio Giulìni, l'il- 
lustre storico milanese, la famiglia del quale 
fu oriunda di questa terra, in cui si trovano 
tuttora diverse famiglie di tal cognome. Vi si 
esercita l'industria della seta; però la pesca 
è l'occupazione principale degli abitanti, so* 
pratutto quella delle trote, di cui se ne pren- 
dono delle grossissime. 

La maggior parta deUe ■arrlfèrite notble debboDii alla 
corteala dell'onorevole Sindaco di qneito eomme. 

CERA. — Frazione del com. di Barcone, in 
Lombardia, prov. di Como, circond. di Lecco, 
mand. di Introbio. 

È un meschino villaggio della Valsasina, 
che venne distrutto nel 1762 da uno scoscen- 
dimento del monte Pendaglio, e poscia rifab- 
bricato a fianco delle rovine dell'antico. Nel 
suo territorio esistono miniere di'piombo e di 
argento, già altrevolte aperte, ma ora abban- 
donate. 

GERA. — Frazione del com. di San Niccolò, 
nel Veneto, prov. dì Belluno, distrétto di Au- 
ronzo. 

L'ufficio postale è ad Auronzo. 

GERA. — Torrente della Lombardia, che 
scorre nel territorio del mandamento di Clu' 
sene, nella provincia di Bergamo. Nasce dal 
monte Pera e dal monte Scanapa; costeggia 
con direzione da levante a ponente la strada 
da Castione della Presolana a Fino del Monte, 
bagna i territori! di Fino del Monte, di Songa- 
vazzo e di San Lorenzo e da ultimo si con- 
fonde col Borlezza, fiumicello che si getta nel 
lago d'Iseo in vicinanza di Lovere. 



Digitized by 



Google 



idi (ìERAdt 

CERACI. •=■ Circondario della provincia di 
Calabria Ulteriore I, nel Napoletano. 

Ha una superficie di chilom. quadr. 1394. 96. 

La sua popolazione assoluta nel 1847 erti 
di 94,395 abitanti. Secondo il censimento del 
1861, quella di diritto era di 100,476 abitanti, 
di cui 50,159 maschi e 50,317 femmine: queliti 
di fatto ascendeva ad abitanti 99^33, con 
22,796 case abitate, 3699 case vuote e 23,735 
famiglie, ripartiti per sesso come segue: 

Maschi celibi . . . 31,356 

> coniugati . . 16,526 

> vedovi . . . 1,525 



Femm. celibi . 
> coniugate 
» vedove . 



Totale 49,407 

. . 28,264 

16,530 

5,132 



Totale 49,926 

La popolazione relativa era, secondo il detto 
censimento 1861, di abitanti 71.21 per chi- 
lometro quadrato. 

La popolazione complessiva nel 1863 era 
di 101,399 abitanti, di cui 50,332 maschi e 
60,867 femmine; nel 1864 sommava a 102,683, 
dei quali 51,242 maschi e 51,441 femmine. 

11 movimento dello Stato Civile nel detto 
ultimo anno 1864 fu il seguente: 



Matrimonii 




. 848 


Nati. . . 


Q07Q 5 maschi . 
"^^'^ l femmine 


. 2126 
. 1852 


Nati-morti 


«2 5 maschi . 
\ femmine 


16 
16 


Morti . . 


ORQX i maschi . 
^^^* i femmine 


. 1416 
. 1278 



Questo circondario comprende 10 manda- 
menti e 39 comuni, che hanno per ciascuno 
una popolazione media di 2547 abitanti. I 
mandamenti sono i seguenti: Ardore, Cau- 
lonia, Ceraci, Gioiosa Ionica, Grotteria, Mam- 
mola, Bianco, Siderno, Staiti, Stilo. 

La sua guardia nazionale consta di un to- 
tale di 7033 militi, dei quali 4956 atUvi e 
2077 di riserva. La mobilizzabilfi è di 2633 
mìliti. 

Gli elettori poUtiei inacritti nelle liste elet- 
torali del 1863 erano in numero di 1461. 

6BBACI. — Mandamento nel Napoletano , 
prov. di Calabria Ulteriore I, circond. di 
Ceraci. 

Ha una popolazione di 16,278 abilantit di- 



OBKAa 

visi nei 6 seguenti comuni : Antonimìoa, Ca- 
nolo, Ciminà, Ceraci, Portigliola, Sant'Ilario 
dell'Ionio. 

CERACI. ^ Comune nel Napoletano, prov. 
di Calabria Ulteriore I, circond. e auind. di 
Ceraci. 

La sua popolazione assoluta di fatto , se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 6899 (maschi 3609 e femmin« 3290); 
quella di diritto era di 6966 alutaaii. Nel 
1864 annoverava 7058 abitanti. 

La sua guardia oazioDale consta di dae 
compagnie con 304 militi aUivi e 98 di ri- 
serva: totale 402 BÙliti. La ««bilizzabile i di 
159 militi. 

Gli elettori politici inscritti nelle liste elet- 
torali del 1863 erano 186. 

Ha ufficio postale proprio, sotto-prefettara 
amministrativa, delegazione di pubblica sien- 
rezza, stazione di Reali Carabinieri, tribuule 
civile e correzionale e pretura di mandamento 
dipendenti dalla corte d'appello di Catanzaro, 
stazione telegrafica, ispezione del demanio e 
tasse, riceviUjria del registro, agenzia delle 
tasse dirette e del catasto, ispezioae delle d»- 
gane e gabelle. 

Pel dazio consumo è cornane xii quarta claise. 

Nella circoscrizione eUitorale dà il nome 
al 104.** collegio, che conta 594 attori, e ii- 
videa! nelle sezioni seguenti: flerace, Sidwno, 
Ardore e Bianco. 

Nella circoscrizione ecclesiastica ò sede ve- 
scovile dipendente da Roggie. 

Il suo territorio è fertilissimo e gode «ria 
salubre. Produce ulivi, foglia di gelsi e vino 
squisitissimo, conosciuto in commercio sotto il 
nome di lacrima di Ceraci, e somministra molte 
erbe medicinali ed acque minerali giovevoli 
alla guarigione di molte malattie. Questo ter- 
ritorio, al pari di quello del circondario, ha 
ricche Hiiniere di carbon fossile. Ad Agnano 
si rinvenne un filone di 300 metri circa di 
lunghezza, che a poco a poco ingrossa alla po- 
tenza di due metri. Ndla vaUe di Sermanìco 
alcuni privati, e con mezzi iowlficieoti af- 
fatto, estrassero noUi quintali di carbone. 

Dal Capo Bruzzanero ai capo Spartiveoto 
riscontrasi dappertutto terreno carboniioro, e 
può quindi affermarsi con sicureua che in 
tutto il territorio di Ceraci esistono miniere 
di tale combustibile. 

Nel territorio di Mammola rinviensi pure io 
zinco, ed il piombo è anche diffuso in qucUt 
di Canolo, Grotteria e San Giovanni Lo aif 
niere di Pazzano e di Santa Eufemia soe* 
ricche di ferro« 



Digitized by 



Google 



GEBAa 

La fabbricazione del feiro col minerale di 
fima9 è anteriore al 1853. Questo minorale 
eouMe in •«! eateso baoco di perossido di 
ferro o lìmonite dalla grossezza di qualche 
dmmfltro a pia di tre metri. La rendita reale 
M waeralp misto, trattato negli alti forni, 
nòà dal 4S al 50 O/O del minerale crudo. 
Attaalmoiite viene spedito alle ferriere di Fer- 
diouMlea e Jtfongiana. 

U costo medio vien cakokio L. 0.715 per 
api ffivttti»; ma quando lo iscaTo fosae 
operato coi siatemi d«otì, ham certamente a 
alcolare Hi'eeonomia di spesa. I lavori pos- 
wo essere contùnati tatto l'anno; attoal- 
oeste tì lavorano 140 indiridoi; e la pr0'> 
^laose annua paò calcolarsi a 34 mila quin* 
Uli; raggiunse però anche i 50 mila. 

U mancanza di strada carreggiabili obbliga 
ì trasporto del minerale alle ferriere eoi muli, 
dM da 300 circa eompiooo questo trasporto 
I L 0. 93 per ogni quintale a Ferdinandea, 
L 1.63 per Moogiana. 

U miaiera di 6aAt'E(i{e«ùa offire nei saggi 

btti, 75 O/O circa di ferro magnetico. Questa 

aiiiers, assicurasi da persone intelligenti, 

<Aade i suoi filoni nel sotto-suolo dell'intiero 

lilfisBo d'Aspromonte. 

ù ferriem Feordinandea, ael circondario di 

Onà, ha p«r motore ana caduta d'acqua 

de n potrebbe Qtiliszare«no a 21 metri cirea. 

L'tttoale potenza idraulica non giunge forse 

1 906 eavalU, ma quando meglio fossero con- 

<ie<te le aeqae, potrebbesi fona fecilmente 

niUq>piare. Il combustibile non è che il car* 

bone dei cireoimcini boschi. 

Il eapoioogo è una piccola città posta a 7 
ddoffl^ circa dall'Ionio in luogo ameno e 
(Ile ikide di un monte. Possiede begli edifici, 
nrie chiese, fra le quali primeggia la oatte- 
<inle di gotie* archìtetturaj; nn ospedale, un 
Mpiiio per gli esposti, e parecchie scuole. È 
otta eh* dal prodotti naiurali del suo torri- 
*otÌB la Bn commercio di qualche importanza, 
che Baderà crescendo quando siano terminate 
le opere stradali io progetto ed in costruzione. 
Vi si tiea» fiera al !.*> aprile, nella terza 
•lomaica eU Ipglio e nell'S ottobre. 

Secondo alcuni scrittori, Ceraci sarebbe sorta 
Mll'antica e «elebre Locri, che sul principio 
M secolo X fa distrutta dai Saraceni; ma 
^lesta era posta più vicina al mare, mentre 
(•enei i da esso alquanto distante. È tuttavia 
cradibik che distratta Locri, i miseri cittadini 
■oasi dati a fabbricar case alle radici di quel 
■otte ove trova» Oeraci. 
Quanto aU'atimolegia del suo nome, credasi 



GESÙ 133 

che esso derivi dalla paruia Ciriaca, colla quale 
ichiamavasi Locri innanzi la sua distntzieae. 
Stipiamo ohe era pur chiamata Svita Ciriaca,o 
che aveva il Famm Sanotae Oyriacqe, 'Che iienne 
incendiato e distratto dai Saraceni nel 915. Da 
Ciriaca si fece poi Ciriaca, Giraca, Ciraoe, le- 
race,lrace, Gerace o Ceraci, ecorrottamente Gie« 
razso. Questa città nel 9i86 fu occupata dai Sara- 
ceni, nel 1059 venne presa da Roberto Gui- 
scardo, e nd 1450 s^pparteneva ad un Tom- 
maso Caracciolo. Dopo costui l'ebbero Ma- 
rino Cariale, Luigi di Aragona «ipotesi Fer- 
dinando (1479), Consalvo di Cordova, Tom- 
maso de Marinis, duca di Terranova, e Bat- 
tista Grimaldi, che la comprò per ducati 28^000. 

CERACI SICULO. — Comune in Sicilia, prov. 
di Palermo, circoad. di Cefàlù, maod. di Cangi. 

Ha una superficie di 11,^0 ettari. 

La sua popolazione assolata di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 3333 (maschi 1700 e femmine 1633); 
quella di diritto era di 3401 ^abitanti Nel 
1864 vi erano 3406 abitanti, e quindi 30. 35 
per chilom. quadr. 

La sua guardia nazionale eoasta di duo 
compagnie «oa 167 militi attivi e 43 di ri- 
serva: totale 310 iaiIiti.La mobilizzabile « di 
100 militi. 

Gli elettori politici sooo inscritti neile liste 
Pettorali dal collegio di Cefalù; nel 1«63 
erano 34. 

L'ufficio postale ò a Castdbuono. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è molto ubertoso, e pro- 
duce buoni pascoli, olio, cado e maona, pro- 
dotti che vengono in parte esportati. 

II capoluogo è un grosso villaggio posto a 
39 chilometri circa dal mare Tirreno e a 31 
da Cefalo, in luogo di buon'aria. Possieda un 
ospedale, un monte di pietà e 15 confrater- 
nite, e legati religiosi aventi un reddito an- 
nuo complessivo ohe è appena di L. 1494. 

Fu feudo dei Ventimiglia. 

CERA D'ADDA. — Ampio tratto di paese 
che appartiene alla Lombardia. É situato a 
mezzodì della pianura bergamasca, ed ha una 
diversa estensione, secondo i confini che gli 
assegnano i varii scrittori. Generalmente per 
Cera d'Adda si intende quello spazio che si 
trova fra l'Adda a ponente e il Serio a levante, 
dal punto ove esce dall'Adda la roggia detta 
Fosso Bergamasco e si scarica nel Serio al 
disotto di Boriano fino all'incontro della foce 
del Serio stesso nell'Adda al di sotto di Monto- 
dine. n Maironi da Ponte vi aggiunge un tratto 
di territorio che si steode fra il Serio a l'Oglio. 



Digitized by 



Google 



hi CERA 

La Gera d'Adda è una bella contrada della 
Lombardia, nota per la sua feracità e per Tee» 
cellenza dei snoi grani, specialmente del grano 
turco. Anticamente credesi che fosse coperta 
da un lago o stagno formato dai traripamenti 
dell'Adda e degli altri fiumi, dal quale emer- 
gevano due rialti od isole, l'una delle quali, la 
maggiore, è conosciuta nelle carte del medio 
evo col nome di isola Fulcherìa, e l'altra è 
detta la Mesa od i Mesi. Un rialto con que- 
st' ultimo nome esiste tuttodì 5 chilometri a 
tramontana-levante da Crema. Il luogo detto 
la Costa, che circonda il territorio cremasco 
da ponente ad ostro, sembra che fosse la 
sponda di un lago della Gera d'Adda. 

Quanto alla storia' politica la Gera d'Adda 
apparteneva fino dall'epoca longobarda per la 
massima parte alla provincia di Bergamo. Dopo 
la battaglia di Agnadello, vinta dai Francesi 
nel 1509 contro i Veneziani, toccò a Lodo- 
vico XII re di Francia e duca di Milano. In 
seguito una parte ritornò ai Veneziani, e il 
restante fu incorporato alla già provincia di 
Lodi e alla provincia di Cremona. Presente- 
mente appartiene alle due provincie di Ber- 
gamo e Cremona, e più propriamente ai cir- 
condarli amministrativi di Treviglio e diCrema. 

GERA DI PIZZIGHETTONE. — Frazione del 
com. di PizziUhettone, in Lombardia, prov. e 
circond. di Cronona, mand. di Pizzigbettone. 

L'ufficio postale è a Pizzigbettone. 

Villaggio posto sulla sponda dell'Adda, che 
lo separa da Pizzigbettone. Vi si tiene mer- 
cato al giovedì 

Credesi che quivi fosse Acerra o Acherae, 
città dell'lnsubria, ove i Boi si fortificarono 
contro i Romani, i quali, conquistata questa 
terra, poi la distrussero. 

GERA GAHBAROGNO. — Comune nel Can- 
ton Ticino, distr. di Locarne, circolo di Gam- 
barogno. 

Comprende le terre di Riva, Ronco e Sci- 
miana. 

La sua popolazione nel 1868 era di 747 
abitanti ; nel 1860 di 644, di cui 286 maschi e 
358 femmine. 

Il capoluogo è un piccolo villaggio posto 
sulla riva del lago Maggiore a breve distanza 
dal territorio lombardo. Dista 40 chilometri 
da Lugano, 23 da Bellinzona, 25 da Locarne. 

6ERAII0. — Comune nel Territorio Romano, 
Comarca e distr. di Roma, governo di Subiaco. 

Ha una popolazione di 2000 abitanti. 

Ha ufficio postale proprio. 

Il suo territorio produce frumento, grano 
turco, vino, olio, legname mercantile di 



óerBeLLé 
ogni specie, carbone, pomi di terra; h di- 
stinto per l'industria de' bozzoli da seta, ed io 
esso esistono eziandio delle miniere di carbon 
fossile. 

Questo comune è un ameno paese for- 
mato da varii e comodi fabbricati, e distante 
12 chilometri a ponente da Subiaco, e 25 a 
levante da Tivoli. Una strada provinciale lo 
mette in comunicazione diretta con Pisciano, 
Ciciliane, Castelmadama e Tivoli: vi sono an- 
che strade comunali per comunicare con Cer- 
reto, Rocca Santo Stefano, Roccacaoteraoo, 
Canterano e Sabiaco. In prossimità del vil- 
laggio, sulla strada provinciale, una fiera an- 
nua nei giorni 9 e 10 luglio richiama nume- 
roso concorso, anche dalle limitrofe provincie 
di Napoli. Questa fiera si tiene in uno spazioso 
prato che si stende davanti ad un santuario 
dedicato a sant' .\natolia, ed è fiancheggiato 
da stabili locali pw trattorie, cafié, botteghe 
d'industria, e manifatture diverse, non che da 
simmetriche ed ornate baracche. 

Molte delle ■arrUérito notlde debbonsi «Ila oortoit 
ddl'ODorevole Monlclplo di questo eomime. 

GERANDOVA e GERA VECCHIA. — FraiioDi 
del com. di Pieve d'Olmi, in Lombardia, proT. 
e circond. di Cremona, mand. di Sospiro. 

L'ufficio postale è a Pieve d'Olmi. 

GERARDINA. — Frazione del com. di Ca- 
steggio , in Lombardia , prov. di Pavia , ci^ 
cond. di Voghera, mand. di Caateggio. 

L'ufficio postale è a Casteggio. 

GERA TERZASCA. — Comune nel Canton 
Ticino, distr. di Locamo, circolo di Verzasci. 

La sua popolazione nel 1858 era di 5*i7 
abitanti; nel 1860 di 394, di cui 158 maschi 
e 236 femmine. 

Il suo territorio si distende nella valle ba- 
gnata dal torrente Verzasca, la quale offre 
al cacciatore pernici, fagiani, francolini, lepri, 
marmotte e camosci. 

È un piccolo villaggio posto all'altena di 
833 metri sul livello del mare, 67 chilometri 
a maestro da Lugano, 36 pure a maestro ds 
Bellinzona e 27 a borea da Locamo. 

GERAZZA. — Frazione del con. dai Corpi 
Santi di Milano, in Lombardia, prov., ciroond. 
e mand. di Milano. 

L'ufScio postale è in Borgo S. Gottardo) 
frazione esso pure del comune dà Corpi 
Santi di Milano. 

GERRAIAS. — Frazione del com. di Sospdlo, 
nelle Alpi Marittime, circond. di Nitts, ew 
tone di Sospello. 

L'ufficio postale è a Sospeflo. 

GERDELLE. — Frazione del eom. di Wtìgrìr 



Digitized by 



Google 



6ERBENA 

sneiie, in Piemonte , prov. di Torino , cir< 
cood. di Aosta, mand. di Morgex. 
l'officio postale è ad Arvier. 
6BRBGN&. — Frazione del com. di Bagna- 
sco, in Piemonte, prov. di Cuneo, circond. di 
Moodovi, mand. di Bagnasco. 
L'officio postale è a Bagnasco. 

6ERBIA8E. — Frazione del com. di Mer- 
cailo^ io Lombardia, prov. di Como, circond. di 
Varese, mand. di Àngera. 
L'olficio postale è ad Angora. 

GERBIDA. — Frazione del com. di Castel- 
lano Bormida, iu Piemonte, prov. e circond. 
di Alessandria, mand. di Castel lazzo Bormida. 

L'officio postale è a Castellazzo Bormida. 

GCRBIOL — Frazione del com. di Azeglio, 
ia Piemonte, prov. di Torino, circond. di Ivrea, 
guod. di Azeglio. 

L'officio postale è ad Azeglio. 

GEBBIDL — Frazione del com. di Carbo- 
lara Scrìvia, in Piemonte, prov. di Alessan- 
dria, circond. e mand. di Tortona. 

L'officio postale è a Tortona. 

EERBIDL — Frazione del com. di Tortona, 
il Piemonte, prov. di Alessandria, circond. e 
Band, di Tortona. 

L'ofCcio postale è a Tortona. 

ORBIOI (I). — Frazione del com. di Cen- 
sita, in Piemonte, prov. e circond. di Cuneo, 
mmL di Centalto. 

L'ufficio postale è a Centalto. 

ffiBBIOI (I). — Frazione del com. di Li- 
n>no Piemonte, in Piemonte, prov. di Novara, 
circond. di Vercelli, mand. di Livorno Piemonte. 

L'affieio postale è a Livorno Piemonte. 

GERBISI (I). — Frazione del com. di Tri- 
cerro, in Piemonte, prov. di Novara, circond. 
di Vercelli, mand. di Desana. 

L'ufficio postale è a Tricerro. 

G£BBIDI (I). — Frazione del com. di Va- 
riilo, in Piemonte, prov. di Novara, circond. 
di Valsesis, mand. di Varallo. 

L'officio postale è a Varallo. 

ttBBIDO. — Frazione del com. di Alice 
Castello, ia Piemonte, prov. di Novara, cir- 
eood. di Vercelli, mand. di Santhià. 

L'ufficio postale è a Santhià. 

ORBIBO. — Frazione del com. di Gruglia- 
•eo, in Piemonte, prov. e circond. di Torino, 
■and. di RivolL 

L'ufficio postale è a Grugliasco. 

OBUMB. — Frazione del com. di Perosa 
Caaaveae, in Piemonte, prov. di Torino, cir- 
cond. di Ivroa, mand. di Strambino. 

L'officio poetale è a Strambino. 

ORBOIO. — Frazione del com. di Monca- 



GERBONE 13S 

lieri, in Piemonte, prov. e circond. di Torino, 
mand. di Moncalieri. 
L'ufficio postale è a Moncalieri. 
GERBINO. — Montagna della Sicilia, posta 
a 22 chilometri da Palermo: è assai vicina 
all'altro monte detto Talfano. 

6ERBI0U. — Frazione del com. di Bagna- 
sco, in Piemonte, prov. di Cuneo, circond. di 
Mondovì, mand. di Bagnasco. 
L'ufficio postale è a Bagnasco. 
6ERB0. — Frazione del com. di Possano , 
in Piemonte, prov. e circond. di Cuneo, mand. 
di Possano. 
L'ufficio postale è a Possano. 
6ERB0. — Frazione del com. di Gruglia- 
sco, in Piemonte, prov. e circond. di Torino, 
mand. di Rivoli. 
L'ufficio postale è a Grugliasco. 
6ERB0 (Comba di). — Frazione del com. di 
Pradleves, in Piemonte, prov. e circond. di 
Cuneo, mand. di Valgrana. 
L'ufficio postale è a Valgrana. 
6ERB06LI. — Frazione del com. di S. Co- 
lombano Belmonte, in Piemonte, prov. di To- 
rino, circond. di Ivrea, mand. di Cuorgnè. 
L'ufficio postala è a Cuorgnè. 
GERBOLA (La). — Frazione del com. dì 
Villafalletto, in Piemonte, prov. e circond. di 
Cuneo, mand. di Villafalletto. 
L'ufficio postale è a Villafalletto. 
GERBOLA [(La). — Frazione del com. di 
Villarfocchiardo, in Piemonte, prov. di Torino, 
circond. di Susa, mand. di Bussoleno. 
L'ufficio postale è a Villarfocchiardo. 
GERBOLA (La). — Frazione del com. di 
Volvera, in Piemonte, prov. di Torino, cir- 
cond. di Pinerolo, mand. di None. 
L'ufficio postale ò a Volvera. 
GERBOLE. — Frazione del com. di Orbas- 
sano, in Piem onte, prov. e circond. di Torino, 
mand. di Orbassano. 
L'ufficio postale è ad Orbassano. 
GERBOLE. — Frazione del com. di Stram- 
bino, in Piemonte, prov. di Torino, circond. 
di Ivrea, mand. di Strambino. 
L'ufficio postale è a Strambino. 
GERBOLINA. — Frazione del com. di Via- 
dana, in Lombardia, prov. di Cremona, cir- 
cond. di Casalmaggiore, mand. di Viadana. 
L'ufficio postale è a Viadana. 
GERBONE, 6ERB0 o ZERBO o SERBO SO- 
PRA e GERBO o ZERBO SOTTO. — Frazioni 
del com. di Oltrona di S. Mammete, in Lom- 
bardia, prov. e circond. di Como, mand. di 
Appiano. 
L'ufficio postale è ad Appiano. 



Digitized by 



Google 



Ì96 GEKBORAOUA 

GBRB0RA6LIA. — Frazione del com. di 
Calizzano , nella Liguria , prov. di Genova , 
circond. di Albenga, mand. di Calizzano. 

L'officio postale è a Calizzano. 

GERBQRE. — Frazione del com. dì Saint-Ni 
colas, in Piemonte, prov. di Torino, circond. 
di Aosta, mand. di Morgex. 

L'ufficio postale è a Villeneuve. 

GERBOSA. — Frazione del com. di Retor- 
bido, in Lombardia, prov. di Pavia, oircond. 
« mand. di Voghera. 

L'ufficio postale è a Voghera. 

GERDAZ. — Frazione del com. di Gressan, 
in Piemonte, prov. di Torino, circond. e madd. 
di Aosta. 

L'officio postale è ad Aosta. 

GERE DE'OAPRIOLL — Comune in Lom- 
bardia, prov. e circond. di Cremona, mand. 
di Sospiro. 

Comprende la fkvzione di Bosco-»-Psrmi- 
giano. 

Ha una superficie di 546 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 715 (maschi 375 e femmine 340); quella 
di diritto era di 748 abitanti. Nel 1864 an- 
meverava 757 abitanti, e qoiadi 138.64 per 
chilom. qnadr. 

La sua guardia nazionale consta di' 35 mi- 
liti attivi e 18 di riserva: totale 5-3 militi. 
La mobilizzabìle è di 33 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Pe8carolo;nel 1863 
erano 6. 

L'ufficio postale è a Cremona. 

Pel dazio consumo è comune di quarta 
classe. 

11 suo terrìtorie consta di terreno allavio- 
nale e produce biade, lino e paseoli. 

Il capoluogo è un piccolo villaggio posto 
alla sinistra dell' Adda , da< cui dista un chi- 
lometro, a messodl da Cremona, ohe è distante 
circa 6 chilometri e meuo. 

OCHE DEI BORG» e OCRE BEL. BAiSO. — 
Frazioni del com. di Due Miglia, in Lom- 
bardia, prov., circond. e mand. di Cremona. 

L'ufficio postale è a Cremona. 

GERE DB'ZAMBOin, GERE DB'ZAMEBOn, 
6ERS BZ PARMIOiANO, GERE D^ PESCE. — 
Frazioni del com. di Stagno Pagliaro, in Lom- 
bardia, prov. e circond. di Cremona , mand. 
di Sospiro. 

L'ufficio postale è a> Pieve d'Olmi. 

Gore del Pesce fa gi& il centro e il capo* 
luogo del comune a cui appartiene. 

6BRE QERilB. — Frasiune- del com. di 



GERRNZANO 

Martignana di Po , in Lombardia , prov. di 
Cremona, circond. e mand. di Casahnaggiore. 

L'ufficio postale è a Casalmaggiore. 

GERELLA. — Frazione del com. di Mom- 
perone, in Piemonte, prov. dì Alessandria, 
circond. di Tortona, mand. di Velpedo. 

L'ufficio postale è a Volpedo. 

GERENZAGO. — Comune in Lombardia, proT. 
e circond. di Pavia, mand. di Cortaolona. 

Ha una superficie di 508 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fiitto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 841 (maschi 433 e femmine 409); quella 
di diritto era di 873 abitanti. Nel 1864 vi erano 
884 abitanti, e quindi 174. 01 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta dì 34 ni- 
liti e 48 di riserva : totale 73 militi. La mo- 
bilizzabìle è di 35 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Corteolona; nel 
1863 erano 5. 

L'ufficio postale è a Corteolona. 

Pel dazio consumo è comune dì quarta classe. 

Il suo territorio ò molto ubertoso, special- 
mente in pascoli. 

11 capoluogo è un piccolo villaggio, posto 
a levante da Pavia, da cui dista 18 chilo- 
metri, presso la strada che da quella ritta 
conduce a Sant' Angelo Lodigiano e dì là a 
Lodi. 

GERENZANO. — Comune in Lombardia, 
prov. di Milano, circond. di Gallarate, mnd. 
di Saronno. 

Comprende i casali di Fagnana, Massins, 
e San Giacomo. 

Ha una superficie dì 1037 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 1849 (maschi 917, femmine 933); quelU 
dì diritto era dì 1894 abitanti. Nel 1864 vi 
avevano 1835 abitanti , e quindi 176. 95 per 
chilometro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di due 
compagnie con 390 militi attivi e 16 di ri- 
serva: totate'906 mìliti. La mobiliczabite è di 
94 mìliti 

Gli elettori politici sono itiscritti mfle H*te 
elettorali del collegio di Busto Arsìrio; nel 
1863 erano 9. 

Ha ufficio postale proprio. 

Pel dazio consumo è comune di quarU<elBne. 

Il suo territorio è coltivato' specialmente- • 
cereali e a gelsi. A ponenVe et»&n eoDa 
Cemna. 

Il capoluogo è un grosso villaggio posto 



Digitized by 



Google 



GERETTA 

afla sinistra della postale che da Milano con- 
dnee a Varese e che ò perciò chiamata Va- 
resina, e distante 4 chilometri circa a mae- 
stro da Saronno e 31 da Gallarate. Possiede 
varie cause pie per doti e soccorsi a vecchi 
ed sventi L. 9196 di reddito annuo. 

6ERCTTA (La). — Frazione del com. dì Cal- 
priao, nel Canton Ticino, distr. di Lugano, 
dreolo di Carona. 

6ERETT0. — Frazione del com. di Carì- 
gnano, in Piemonte, proy. e circond. di To- 
rino, mand. dì Carignano. 

L'officio postale è a Carignano. 

6XBFALC0. — Frazione del com. dì Mon- 
Hm, in Toscana, prov. e circond. di Gros- 
Kto, mand. dì Massa Marittima. 

L'officio postale è a Massa Marittima. 

È un villaggio dì circa 850 abitanti, posto 
fn le sorgenti del fiume Cecina e il torrente 
Pavone, sol monte omonimo che si eleva a 
800 metri sul livello del mare. 

Le memorie di Gerfalco sono posteriori al 
mi secolo. Fu posseduto dai vescovi di Vol- 
terra, dai Pannocchieschi, dalla repubblica di 
Sieoa, che l'ebbe nel XIV secolo. Verso que- 
llo tempo vi furono aperte varie cave di marmo 
posichino ammonitìco. 

ORGEL — Comune in Sardegna, prov. di 
Cagliari, circond. di Lanose!, mand. di Isilì. 

Ha nna stiperficie di 3642 ettari. 

La saa popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 1941 (maschi 977, femmine 964); quella 
di diritto era di 2160 abitanti. Nel 1864 ve ne 
erano 1934, e quindi 53.83 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 173 militi attivi e 193 di ri- 
serva: totale 366 militi. La mobilìzzabìle è di 
34 miHti. 

Gli elettori politici sono inscrìtti nelle liste 
elettorali dd collegio di Isìlì; bell'anno 1863 
erano 89. 

Ha ufficio postale proprio. 

Pel dazio consumo è comune dì quarta classe. 

11 sno territorio è bagnato dal torrente Mu- 
terà, affluente del fiume Caralita, ed è molto 
fertile. Una quarta parte è coltivata a viti, 
da em traesi vino molto buono; la restante è 
tenuta a campi, a pascoli e ad alberi, spe- 
liidmente fruttiferi, fra i quali i pia comuni 
bono ì mandorli, gli albicocchi, i perì, i fichi, 
\ SDsiai , i pomi. Sulla collina denominata 
So Meurreddu, nella quale trovasi pietra stel- 
luria adoperata.a far lastre di tavolini, crescono 
querele, olivi e pioppi: in altra eminenza, 
L'Italu, Dv^tmtrio corografico, ecc. Voi. 



/ GERHAGKAXO A2fT 

detta Trempu, frondeggiano varie specie di 
arbusti e più specialmente il mirto e il lentisco. 

Nei pascoli si alleva molto bestiame, con- 
sistente in buoi, vacche, maiali, giumenti, ca- 
pre e pecore. 

Gli oggetti principali del commercio di que- 
sto territorio, il cui ricavo annuo calcolasi di 
circa 40,000 lire, sono i cereali e il vino. 

In questo territorio esiste qualche nuraghe 
(vedi Abbasanta), fra i quali è notevole quello 
dì S. Pietro. 

fi capoluogo è un grosso villaggio posfo 
alla distanza di 7 chilometri da Isili e di 93 
da Lanusei, in una concavità alle falde della 
collina Giara. Giace in posizione rivolta a 
mezzodì, in clima temperato ed in aria che è 
generalmente salubre, dopo l'esecuzione della 
selciatura delle strade interne e l'apertura della 
strada carreggiabile che lo mette in comunica- 
zione colia naionale per Terranova. 

Gli abitanti di questo comune attendono 
quasi tutti all'agricoltura: le donne però la- 
vorano di preferenza alla tessitura. 

Vi sì tiene fiera assai frequentata nella fe- 
sta dell'Assunzione. 

Alcaoe delle snrrlferlte notizie debbonst «Uà corteBU 
dell'onorevole Hnniolpio di questo cornane. 

CERINI. — Frazione del com. di Bagno a 
Rìpoli , in Toscana, prov. ,' circond. e mand. 
di Firenze. 

L'ufficio postale è a Firenze. 

CERINI. — Frazione del com. di Casellina 
e Torri, in Toscana, prov., circond. e mand. 
di Firenze. 

L'ufficio postale è a Lastra a Signa. 

CERINI. — Frazione del com. di Chiu- 
sanico, nella Liguria, prov. e circond. di Porto 
Maurizio, mand. di Oneglia. 

L'ufficio postale è a Chiusavecchia. 

GERLASSIMO. — Frazione del com. di Ot- 
tone, in Lombardia, prov. di Pavia, circond. 
di Bobbio, mand. di Ottone. 

L'ufficio postale è ad Ottone. 

GERHACNANO. — Comune in Piemonte, 
prov. e circond. di Torino, mand. di Lanzo 
Torinese. 

Consta dì Germagnano , e di alcune fra- 
zioni, fra cui Castagnole. 

Ha una superficie di 1345 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto , se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 674 (maschi 311, femmine 363); quella 
di diritto era di 781 abitanti. Nel 1864 vi 
erano 688 abitanti, e quindi 51.15 per chi- 
lometro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
IV. {Proprietà letteraria), 18 



Digitized by 



Google 



l38 GERMAGNASCO GEBMASINO 

ecmpagnia con 56 militi attivi e 45 di ri- 1 145 abitanti, e- quindi 46. 33 per chilometro 
serva : totale 101 militi La mobilizzabile è I quadrato. 



di 48 militi. 

Gii elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Lanzo Torinese ; 
nel 1863 erano 14. 
L'officio postale è a Lanzo Torinese. 
Pel dazio consumo è cornane di quarta classe. 
Il suo territorio è ricco di belle praterie , 
alberi fruttiferi e vigneti. 

Il capoluogo è un piccolo villaggio posto 
nella valle di Lanzo a metri 490 sul livello 
del mare, e a maestro da Torino, da cui dista 
34 chilometri. Alla sua destra scorre il tor- 
rente Stara, attraversato da un ponte di tre 
archi costrutto nel 1791, e conducente nella 
valle di Viù. Ai fianchi si elevano alte montagne. 
Fu contado dei FaossonL 
6ERMAGNASC0. — Torrente della valle 
S. Martino, in Piemonte. Scende dal colle di 
Giuliano e mette foce nel Chisone al disotto 
di Perosa, provincia di Torino, dopo essersi 
ingrossato dei due minori torrenti la Vallan- 
chia e l'Argentiera. 

GERMAGNEDO o GERMANEOO. — Comune 
in Lombardia, prov. di Como, circond. e^mand. 
di Lecco. 
Ha una superficie di 595 ettari. 
La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti €42 (maschi 320, femmine 333); quella 
di diritto era di 662 abitanti. Nel 1864 vi 
erano 659 abitanti, e quindi 110.75 per chi- 
lometro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 49 militi attivi e 13 di riserva: 
totale 62 militi. La mobilizzabile è di 3 militi. 
Gli eiettori politici sono inscritti nelle li- 
sto elettorali del collegio di Lecco ; nel 1863 
erano 9. 

L'ufficio postale è a Lecco. 
Pel dazioconsamo è comune di quinta classe. 
Il suo territorio viene coltivato specialmente 
a viti e a gelsi. 

E un piccolo villaggio posto a 3 chilometri 
da Lecco verso levante. Vi ha elegante chiesa 
contenente un buon dipinto della scuola del 
Perugino. 

GERMA6M0. — Comune in Piemonte, prov. 
di Novara , circond. di Pallanza , mand. di 
Oroegna. 
Ha una superficie di 313 ettari. 
La sua popolazione assolata di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 139 (maschi 40, femmine 99); quella di 
dintto era di 186 abitanti. Nel 1864 vi erano 



La sua guardia nazionale consta di 16 mì- 
liti attivi e 6 di riserva: totale 32 militi. La 
mobilizzabile è di nn milite. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Pallania; nd 
1863 erano 12. 
L'ufficio postale è ad Omegna. 
Pel dazio consumo è comune di quarta dasse. 
Il suo territorio in parte è coltivato a ce- 
reali e in parte è ricoperto da pingui pascoli 
nei quali allevasi numeroso bestiame. È ba- 
gnato dallo Strona , che scorre dalla parte 
australe. 

É un piccolo villagfpo posto sopra rideota 
colle alle falde del monte Luaggione, posto 
al sno settentrione. Dista 20 chilometri e 
mezzo da Pallanza ed un'ora di strada da 
Omegna. 

GERMANA. — Frazione del com. di Castel- 
focognano, in Toscana, prov. e circond. di 
Arezzo, mand. di Poppi. 
L'afBcio postale è a Rassina. 
GERMAMELLO. — Frazione del com. di Ar- 
gegno, in Lombardia, prov. e circond. di Como, 
mand. di Menaggio. 
L'ufficio postale ò ad Argegno. 
È un piccolo villaggio posto sopra nii alto 
promontorio del lago di Como, detto Punta 
di Torriglia, che si spinge nell'acqua della 
sponda occidentale. Godesi da esso estesa vi- 
sta ed aria salubre. 

GERMANELLO. — Frazione del eoo. di La- 
glio, in Lombardia, prov., circond. e mand. 
di Como. 

L'ufficio postale è a Laglio. 
GERMANU. — Frazione del com. dì Vol- 
piano, in Piemonte, prov. e ciroond. di To- 
rino, mand. di Volpiano. 
L'ufficio postale è a Volpiano. 
GERMANO. — Frazione del com. di Serr»- 
valle Pistoiese, iu Toscana, prov. di Fireotia, 
circond. e mand. di Pistoia. 
L'ufficio postale è a Pistoia. 
GERMASINO o 6ERMASEN0. — Cornane In 
Lombardia, prov. « ciroond. di Como, maad. 
di Dongo. 
Comprende le alpi di Pezzolo e di Staaaooa. 
Ha una superficie dì 1739 ettari. 
La sua popolazione assolata di fatto, a^ 
condo il censimento del 1861, contoTa alà- 
tantì 531 (maschi 306 e femmine 315); qa«Ua 
di diritto era di 606. Nel 1864 vi avevano 
522 abitanti, e quindi 30.01 per cliiiometio 
quadrato. 



Digitized by 



Google 



CERlnGNA&A 

Lft sna guardia nazionale consta di 17 militi 
attivi e 53 di riserva: totale 69 militi. Lamo- 
bilinabile è di 18 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
dottorali del collegio di Menaggio; nel 1863 
etano 6. 

L'officio postale è a Dongo. 

Pel dado consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è per Io pili ricoperto da 
castagni e pascoli, ed è poco coltivabile. In 
alcani luoghi trovansi miniere di ferro misto 
id un po' di rame. 

Il capoluogo è OD piccolo villaggio posto 
alle falde dei monti che fiancheggiano Dongo 
alla distanza di 54 chilometri da Como. Molti 
dei suoi abitanti sogliono emigrare per la 
Francia, la Germania e l'Olanda, ove esercitano 
l'industria del mereiaio. 

Per l'alpe di Pezzolo, che è in questo co- 
mane, si scende nella valle svizzera di Giu- 
laasco. 

0CBMIOIIA6A. — Comune in Lombardia , 
pnrr. dì Como, circond. di Varese, mand. di 
Lavino. 

Ha una superficie di 334 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fotto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
^ (maschi 447 e femmine 486); quella di 
frìtto era di 1005 abitanti. Nel 1864 vi erano 
948 abitanti, e quindi 405. 13 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
eoopagnia con 86 militi attivi e 61 di ri- 
sena: tcrtale 147 militi. La mobilìzzabile è di 
90 militL 

Gli dottori politici sono inscrìtti nelle liste 
elettorali del collegio di Gavirate; nel 1863 
erano 33. 

Ha ufficio postale proprie. 

Pel dazio consamo à comnne di quarta classe. 

n sno territorio si distende nella vai Tra- 
vaglia, non coltivato per lo più che a viti e 
a pascolL 

n capoluogo è un ameno villaggio situato 
a 3 chilometri circa ad ostro da Luvino, e a 
30e mezzo da Varese, in vicinanza della sponda 
«mentale del lago Maggiore. Giace ai piedi 
a no monte calcare presso la foce della Tresa, 
che vi si passa sopra un bel ponte di due am- 
pie arcate, dal quale comincia uu bel viale 
con filari di pioppi conducente a Luvino. La 
sna chiesa parrocchiale è fabbricata alle falde 
di un monte, un po'fuori dell'abitato e verso 
fibeccio, dove scorre un torrente detto con 
nome generico Fiume, che scende impetuoso 
talmente, form&ndo ptìtok ai gettarsi ùel lago. 



GEROCAftNB 1 3d 

durante il corso di solo un chilometro, più di 
30 cataratte. 

Fra questo villaggio e il lago Maggiore e 
la Tresa si frappongono ameni boschetti di 
pioppi, che danno un aspetto al territorio di 
un delizioso pubblico passeggio. I signori Hii- 
ber e C. vi tengono un grandioso filatoio e 
torcitoio e fal^brica di guano. Poco lungi vedesi 
la villetta Agnelli, costrutta a forma di castelli 
e unita al giardino per un ponte levatoio. 

Germignaga è ricortlata sino dall'SO?, in 
cui era capoluogo di tutta la valle. Nello 
sue vicinanze avvenne verso la metà del XIII 
secolo quella battaglia che, vinta dai Visconti 
sopra i Torriani, li condusse pochi anni dopo 
a signoreggiare Milano. 

GERIONIANA. — Frazione del com. di Porta 
San Marco, in Toscaoa, prov. di Firenze, cir« 
coniarlo e mand. di Pistoia. 

L'uffieio postale è a Pistoia. 

CERNO OERNSTTO. — Frazione del com. 
di Triuggio, in Lpmbardia, prov. di Milano, 
circond. di Monza, mand. di Carato Brianza. 

L'ufficio postale è ad Àlbiate. 

È costituita da una splendida villa dei conti 
della Somaglia (vedi Canonica delLambro). 

GERKO o ZERNO. — Frazione del com. di 
Lesmo, in Lombardia, prov. di Milano, circond. 
di Monza, mand. di LesQio. 

CERNOLA. — Torrente che bagna il teiri- 
torio di Roccavignale, comune della provin- 
cia di Genova, nella Liguria. 

GEROCARNE. — Comune nel Napoletano, 
prov. di Calabria Ulteriore II, circond. di Mon- 
teleone di Calabria, ipanTl. di Soriano. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 1564 (maschi 835 e femmine 739); quella 
di diritto era di 1534 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 1540. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 131 militi attivi e 35 di ri- 
serva: totale 146 militi. La mobilizzabile è di 
88 militi. 

Gii elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Monteleone di Cala- 
bria; nel 1863 erano 69. 

L'ufficio postale è a Monteleone di Calabria. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è fertile ed è bagnato da. 
un torrente che mette nel Mesima e con que?. 
sto nel Metramo. 

11 capoluogo è un grosso villaggio posto 
a 9 chilometri da Soriano e a 33 da Monte- 
leone. Possiede un monte frumeatario aveuta 
un isddito annuo di L. 500. 



Digitized by 



Google 



i40 GESOU 

6ER0LA. — Frasione del com. di Soresina, 
in Lombardia, prov. e circond. di Cremona, 
mand. di Soresina. 

L'ufficio postale è a Soresina. 

GEROLA. — Fraiione del com. di Terra* 
gnolo, nel Trentino, distr. gindiz. di Roveredo. 

E formato da poche case sparpagliate e di- 
stanti 4 ore da Rovnredo. 

G£ROLA ALTA. — Comune in Lombardia, 
proT. e circond. di Sondrio, mand. di Mor- 
begno. 

Comprende le frazioni di Castellaveggiolo, 
Fenile, Nasuncio e Piazza. 

Ha una superficie di 3746 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contata abi- 
tanti 66^2 (maschi 317 e femmine 345); quella 
di diritto era di 1074 abitanti. Nel 1864 vi 
erano 694 abitanti, e quindi 18. 5^ per chi- 
lometro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una com- 
pagnia con 106 militi attivi e 43 di riserva: 
totale 149 militi. La mobilizzabile è di 46 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Sondrio; nel 1863 
erano 9. 

L'ufficio postale è a Morbegno. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

11 suo territorio abbonda di castagni e di 
pascoli. Vi si trova una miniera di ferro spa- 
tico, il cui minerale è portato ai forni déOa 
Valsassina, colla quale questo territorio co- 
munica dalla parte di scirocco. Vi si fanno 
anche buoni formaggi. 

II capoluogo è un piccolo villaggio posto 
7 chilometri ad ostro da Morbegno e 40 da 
Sondrio. La valle, nella quale esso giace, co- 
nosciuta sotto il nome di vai del Bitto, è cir- 
condata da alti monti. 

GEROLA NUOVA. — Comune in Lombardia, 
prov. di Brescia, circond. di Chiari, mand. di 
Orzinuovi. 

Comprende la frazione di Furlengo. 

Ha una superficie di 784 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
741 (maschi 379, femmine 363) ; quella di di- 
ritto era di 733 abitanti. Nel 1864 vi erano 
787 abitanti, e quindi 100.38 per chilom. 
quadr. 

La sua guardia nazionale consta di 15 
militi attivi e 6 di riserva: totale 21 militi. 
La mobilizzabile ò di 13 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Verolanuova; nel 1863 
erano 4. 



CEROSA 

L'niBeio postale è ad OrzinaoTL 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

II suo territorio è coltivato a cereali e a viti. 

Il capoluogo è un villaggio posto sul fiume 
Strone, 7 chilometri a levante da Orzinuovi e 
30 da Chiari. Possiede un monte di grano 
per prestiti, fondato nel 1801. 

6ER0LDIA. —■ Frazione del com. di Orsera, 
nel Litorale Veneto-Istriano , prov. d' Istria, 
distr. di Parenzo. 

È un villaggio di 160 abitanti circa. 

GEROLE. — Frazione del com. di Pizzighet- 
tene, in Lombardia, prov. e circond. di Crt- 
mona, mand. di Pìzzighettone. 

L'ufficio postale è a Pizzighettone. 

GEROLE. — Frazione del com. di Torri- 
cella del Pizzo, in Lombardia, prov. di Cre- 
mona, «ircond. e mand. di Casalroaggiora. 

L'ufficio postale è a Gussola. 

6ER0LL — Frazione del com. di Viadana, 
in Lombardia, prov. di Cremona, circond. di 
Casalmaggiore, mand. di Viadana. 

L'ufficio postale è a Cizzolo, frazione del 
comune di Viadana. 

GERONA. — Frazione del com. di Sommo, 
in Lombardia, prov. e circond. dì Pavia, mand 
di Cava Manara. 

L'ufficio postale è a Sommo. 

{ìERONA. — Torrente della provincia di 
Como , in Lombardia. Nasce dai monti che 
trovansi ad occidente di Lecco, ad ostro della 
Grigna meridionale: scorre in direzione da 
greco a libeccio, e si getta nel lago di Lecco, 
in vicinanza di Abbadia sopra Adda. 

GERONICO. — Comune della prov. di Como: 
vedi Glronico. 

GERONICO AL MONTE e GERONICO AL 
PIANO. — Frazioni del com. di Gironico, io 
Lombardia, prov., circond. e mand. di Como. 

L'ufficio postale è a Como. 

CEROSA. — Comune in Lombardia, prov. 
e circond. di Bergamo, mand. di Zogno. 

Ha una superficie di 985 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fotte, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 816 (maschi 395, femmine 421); quella 
di diritto era di 906 abitanti. Nel 1864 vi 
erano 831 abitanti, e quindi 84.36 per chi- 
lom. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di una com- 
pagnia con 104 militi attivi e 4 di riserva: 
totale 108 militi. La mobilizzabile è di 50 militL 

Gli elettori politici sono inscrìtti nelle li»te 
elettorali del collegio di Zogno; nel 1863 
erano 20. 

L'ufficio postale è a Brembilla. 



Digitized by 



Google 



éFKOék 

fa dado consumo è comune di quarta classe, 
n suo territorio è per la massima parte 

teanto a prati, pascoli e boschi: il restante è 

a eampi di biade. 
È questo comune formato da varii piccoli 

culi posti nella vallelts conosciuta sotto il 

Dome dì Brembilla, a settentrione della vai 

Brembana e a mezzodì della valle Imagna. 

II ]Bà importante di questi casali giace sulla 

m che conduce alla vai Taleggio, 7 chilo- 
metri circa a maestro da Zogno, e 31 da Ber- 
gamo. I suoi abitanti sono contadini, mercanti 
dì bestiame, boscajuoli, conduttori di legnami 
sol Brembo e carbonai. 

CEROSA. — Fraùone del com. di Bellin- 
tago Lombardo, in Lombardia, proT. e circond. 
di Milano, mand. di Gorgonzola. 

L'officio postale è a Gorgonzola. 

6ER0SA. — Frazione del com. di Comu- 
Baou, nelle Marche, prov. e circond. di Ascoli 
Piceno, mand. di Amandola. 

L'officio postale è ad Ascoli Piceno. 

SEROSA. — Frazione del com. di Noriglio, 
nel Trentino, distr. giudiziario di Roveredo. 

E formato da poche case e dista 2 ore da 
Roreredo. 

SERBA. — Frazione del com. di Acqua- 
ie;» sul Chiese, in Lombardia, proY. di 
Broda, circond. di Castiglione delle Stiviere, 
aud. di Canneto suU'Oglio. 

L'officio postale è ad Acqnanegra sul Chiese. 

SERRA. — Frazione del com. di Corte, in 
Lombardia, prov. e circond. di Bergamo, mand. 
di Caprino. 

Uà officio postale proprio. 

6EBRA 6AVAZZL — Frazione del com. di 
(^oeto suir Oglio , in Lombardia , prov. di 
Brescia, circond. di Castiglione delle Stiviere, 
«land, di Canneto suU'Oglio. 

L'officio postale è a Canneto suU'Oglio. 

KRRAMUOVA e GERRAVECCHU. — Fra- 
nooi del com. di Rottofredo , nell' Emilia , 
proT. e circund. di Piacenza, mand. di Castel 
S. Giovannu 

L'ufficio postale è a S. Niccolò. 

6ERBE BONFANTI, GERRB BOREUI e 
SERBE BOZZETTI. — Frazioni del com. di 
Hartigoana di Po, in Lombardia, prov. di 
Cremona, circond. e mand. di Casalmaggiore. 

L'ufficio postale è a Casalmaggiore. 

BEBRE CHI08S0 o GERRE GHIOZZO. — Co- 
■nooe in Lombardia, prov. e circond. di Pa- 
via, mand. di Cava Manara. 

È frazione di questo comune la borgata di 
Ueuaoa Corti. 

Uà una superficie di 902 ettari. 



ÉERVASA iii 

La sua popolazione assoluta di fatto , se- 
condo U censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 1073 (maschi 546, femmine 537); quella di 
diritto era di 1076 abitanti. Nel 1864 ve ne 
erano 1116, ed oggidì (1867) 1146, e quindi 
127 per chilom. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 94 militi attivi e 9 di riserva : 
totale 103 miUti. La mobilizzabile è di 33 
militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Sannazzaro de'Bur- 
gondi; nel 1863 erano 17, oggidì sono 27. 

L'ufficio postale è a San Martino Sicco- 
marie. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

11 suo territorio produce grano, meliga e 
varie specie di frutte. Le raccolte del grano 
sono abbondanti. ^ 

Il capoluogo del comune è la borgata Tre 
Re, distante 7 chilometri da Pavia, 4 dal co- 
mune di San Martino Siccomario. É situato a 
levante da Mortara, a sinistra del Po, che ba- 
gnai soltanto una parte del territorio comuni- 
tativo. 

Il comune è difeso dalle inondazioni del Po 
da due consorzii d'argini, detti dell' alto Sic- 
comario e dei Ronchi. Non ostante ciò ebbe 
più volte a soffrire le corrosioni del fiume; 
onde è che la sua superficie era altre volte 
maggiore, poiché misurava fin 1012 ettari. 

A Mezzana Corti è costrutto sul Po il ponte 
tubulare, meraviglia dell' arte stradale, per la 
strada ferrata Voghera-Pavia in costruzione. 
Questa stessa borgata di Mezzana Corti si glo- 
ria di aver dato i natali al celebre matema- 
tico Antonio Bordoni, che fu per molti anni 
professore all'università di Pavia, dove morì 
nel 1860, e dove gli venne eretto un monu- 
mento di perenne ricordanza. 

Molte dolle surriferite notlxie debbonal alla cortaila 
dell'onorevole Manlclplo di questo comnne. 

GERRE NDOTE e GERRE TECCHIE. — Fra> 
zioni del com. di TorriceUa del Pizzo, in 
Lombardia, prov. di Cremona, circond. e mand. 
di Casalmaggiore. 

L'ufficio postale è a Gussola. 

GERRO. — Frazione del com. di Barcone, 
in Lombardia, prov. di Como, cirsond. di Lecco, 
mand. di Introbio. 

L'ufficio postale ò ad Introbio. 

6ERR0NE. — Frazione del com. di Alzano, 
in Piemonte, prov. di Alessandria, circond. di 
Tortona, mand. di Castelnuovo Seri via. 

L'ufficio postale è a Castelnuovo Scrìvia. 

GERVASA. — Frazione del com. di Viadana, 



Digitized by 



Google 



U3 GEBTASfVi 

io Lombardia, prov. di Cremona, circond. di 
Casalmaggiore, mand. di Viadana. 

L'officio postale ò a Viadana. 

GERVASINA. — Frazione del eom. di Or- 
gnaga, in Lombardia, prov. di Milano, cir- 
cond. di Lodi, mand. di Sant'Angelo Lodi- 
giano. 

L'ufficio postale è a Sant'Angelo Lodigiano. 

E un piccolo villaggio posto a 3 chilome- 
tri circa da Sant'Angelo Lodigiano, in terri- 
torio ubertoso in pascoli e cereali. 

6ERVASUTA Frazione del com. di Udine, 

nel Veneto, prov. e distr. di Udine. 

L'ufficio postale è ad Udine. 

CES. — Cima del monte Spinale, posto a 
settentrione delle ville di S. Lorenzo, nel di- 
stretto di Stenico, comune del Trentino. 

6ESIC0. '— Comune in Sardegna, prov. e 
circoad. di Cagliari, luand. di Mandas. 

Ha una superficie dì 3558 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
883 (maschi 443 e femmine 441); quella di di- 
ritto era di 993 abitanti. Nel 1864 vi erano 
837 abitanti, e quindi 33. 33 per chijoroetro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 31 militi attivi e 31 di ri- 
serva: totale 63 militi La mobilizzabile è pure 
di 31 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle 
liste elettorali del collegio di Isili; nel 1863 
erano 31. 

L'ufficio postale è a Mandas. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

11 suo territorio è molto fertile: produce 
grano , orzo , fave, vino e legumi ed ha ab- 
bondanza di varie specie di alberi, e sopra- 
tutto di peri, susini, fichi ed olivi. Qualche 
spazio è anche tenuto a pascoli pel man- 
tenimento del bestiame necessario all'agri- 
coltura. 

In questo territorio veggonsi non meno di 
16 nuraghi (vedi Abbasanta) , « vestigia di 
antiche abitazioni. 

il capoluogo è un piccolo villaggio posto 
in un basso fondo, a 5 chilometri da Mandas 
e a 54 da Cagliari. È diviso in due rioni da 
un fiumicelio che da esso prende il nome. Il 
elima vi è assai cocente nell'estate, ed umido 
nell'inverno. 

QESIlfl. — Frazione del com. di Casola di 
Napoli, nel Napoletano, prov. di Napoli, cir- 
cond. di Castellamare di Stabia , mand. di 
Gragnano. ' 

L'ufficio postale è a Castellamare di Sl^abia. 



otséKtÉ 

OESIOLA. — Frazione del com. di Rovenha, 
in Lombardia, prov., circond. e mand. di 
Como. 

L'ufficio postale è a Cemobbio. 

GESSA. — Frazione del com. di Bazzano, 
nell'Emilia, prov. e circond. di Bologna, mand. 
di Bazzano. 

L'ufficio postale è a Bazzano. 

GESSAIE. — Frazione del com. di Casole 
d'Elsa, in Toscana, prov. e circond. di Siena, 
mand. di Colle di Val d'Elsa. 

L'ufficio postale è a Colle di Val d'Elsa. 

GESSARE. — Frazione del com. di Beiforte 
del Chienti, nelle Marche, pror. e circond. di 
Macerata, mand. di Tolentino. 

L'ufficio postale è a Tolentino. 

GESSATE. — Comune in Lombardia, prov. 
e circond. di Milano, mand. di Gorgonzola. 

Ha una superficie di 753 ettari. 

La sua popolazione assi>luta di fatto , se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 3331 (maschi 1180 e femmine 1041); 
quella di diritto era di 3375 abitanti Nel 
1864 ve ne erano 3397; oggidì (1867) sono 
3400, e quindi 343 per cbilom. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di una eoD- 
pagnia con 160 militi attivi e 170 di riserva: 
totale 330 militi. La mobilizzabile è di HO 
militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Gorgonzola; nel 1863 
erano 13; oggidì sono 16. . -f 

Ha una cassetta pel servizio postale. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è in gran parte coltivato 
a cereali, e inoltre a viti e a gelsi. Ha Dna 
fornace per la fabbricazione delle tegole e dei 
mattoni. 

II capoluogo è un grosso villaggio posto 
nella pianura che si distende fra l' Adda e 
la Molgora, 5 chilometri circa a greco da 
Gorgonzola, 15 circa a scirocco da Monza e 
34 e mezzo da Milano. Vi ha una bella villa, 
che ora è del signor Stefano Lattuada, e fu 
già della nobile famiglia Beccaria. Da Gessate 
datano alcune lettere dell'illustre Cesare, l'au- 
tore del libro Dei delitti e delle pene. Bella ma 
piccola è la parrocchiale, contenente qualche 
buon dipinto del secolo XVL 

Secondo gli etimologisti Gessate è luogo 
antichissimo, e deve l'origine e il nome «Ila 
tribù celtica dei Gessati, che si sarebbe sta- 
bilita fra l'Adda e il Lambro circa sei secoli 
prima dell' era nostra, e il cui re cbisaato 
Viridomaro, sarebbe poi stato vinto ed bccìm 
Idal console -klarcellof ■< 



Digitized by 



Google 



GESSI 

Nel weolo IX sotto i Carolingj si stabi* 
liroDo io Gessate alcani feudatari di Genna- 
Bia, che lì fabbricarono un forte castello, e 
dii qoali passò Gessate ai monaci prima di 
San SirapÙciano in Milano, poi a quelli di 
Chianralle. 

tkmt delle mniferite notiae si debbono alla cortesia 
MTeDgrenle Hmicipio <U questo eomnne. 

6ESSL — Frazione del com. di Àlfiano 

Natta, in Piemonte, proT. di Alessandria , 

tireond. di Casal Monferrato , mand. di 

Toneo. 

L'nfGcio postale è a MoncaWo. 

6BSSL — Frazione dol com. di Oliva 
Gessi, in Lombardia, prov. di Pavia, circond. 
i2i Voghera, mand. di Montalto Pavese. 

L'officio postale è a Casteggio. 

GESSI (I). — Frazione del com. di Zola 
Predosa, nell'Emilia, prov., circond. e mand. 
di Bologna. 

L'officio postale ò a Bologna. 

OSSO. — Frazione del com. di Casalfiu- 
nioese, nell'Emilia, prov. di Bologna, circond. 
di Imola, maod. di Castel S. Pietro nell' E- 
nifia. 

L'officio postale è ad Imola. 

(ESSO. — Frazione del com. di Cocco- 
lato, in Piemonte , prov. di Alessandria , 
ocond. di Asti, maod. di Cocconato. 

L'officio postale è a Cocconato. 

SESSO. — Frazione del com. di Comu- 
nann, nelle Marche, prov. e circond. di Ascoli 
Pieno, mand. di Amandola. 

L'officio postale è ad Ascoli Piceno. 

OSSO. — Frazione del com. di Messina, 
in Sicilia, prov. e circond. di Messina, mand. 
di Gesso. 

È an grosso villaggio di 1846 abitanti, a 
5 chOometrì dal Tirreno e a 15 da Messina. 
Fjso dà il nome ad uno dei 6 mandamenti in 
coi dividesi il comune di Messina, oltre ad 
ooa parte del quale però comprende anche i 
doe comuni di Bavuso e Calvamso. La po- 
polazione del mandamento è di 9605 abituiti. 

GESSO. — Frazione del com, di Rocca di 
Flovione, nelle Marche, prov., circond. e mand. 
di Ascoli Piceno. 

L'affido postale è ad Ascoli Piceno. 

KS80. — Frazione del com. di Scandiano, 
BdTEmUia, prov. e circond. di Reggio nel- 
l'EnOia, mand. di Scandiano. 

L'officio postale è a Scandiano. 

È no piccolo villaggio di circa 450 abitanti, 
«toato in monte a 17 chilometri circa da 
Reggio nell'Emilia. Il suo territorio abbonda 



GESSorALeiTA i4)9 

di cave di gesso, dal che probabilmente è ve- 
nuto il nome al villaggio. Queste cave^ pro- 
cacciano un lucro non indifferente a quegli 
abitanti, i quali attendono a scavarlo, minarlo 
e calcinarlo in piccoli fornelli. Oltre al gesso 
vi si trovano sassi o concrezioni molto somi- 
glianti all'alabastro cotognino, non che pietra 
speculare (scagliola), zolfo, lavagne, agate, 
e produzioni marine diverse e in gran copia. 

GESSO. — Frazione del com. di Sassofel- 
trio, nelle Marche, prov. di Pesaro ed Urbino, 
circond. di Urbino, mand. di S. Leo. 

L'ufficio {)ostale è ad Urbino. 

È un villaggio di circa 220 abitanti, posto 
in collina, 16 chilometri a greco da S. Leo. 

GESSO. — Frazione del com. di Teramo, 
nel Napoletano, prov. di Abruzzo Ulteriore I, 
circond. e mand. di Teramo. 

L'ufficio postale è a Teramo. 

GESSO. — Frazione del com. di Zola Pre- 
dosa, nell'Emilia, prov., circond. e mandi di 
Bologna. 

L'ufficio postale è a Bologna. 

È un villaggio di circa 1300 abitanti, situato 
presso alla destra sponda del torrente Lavino, 
11 chilometri circa a ponente da Bologna. 

GESSOLO. — Frazione del com. di Montù 
dei Gabbi, in Lombardia, prov. di Pavia, cir- 
cond. di Voghera, mand. di Broni. 

L'ufficio postale è a BronL 

GESSO? ALENA. — Comune nel Napoletano, 
prov. di Abruzzo Citeriore, circond. di Lan- 
ciano, mand. di Torricella Peligna. 

Ha una superficie di 2893 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 3324 (maschi 1652 e femmine 1672); 
quella di diritto era di 3381 abitanti. Nel 1864 
ve n'erano 3205; nel 1866 ve ne erano 3302, 
e quindi 116.62 per chilometro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di due 
compagnie con 241 militi attivi e 122 di ri- 
serva : totale 363 militi. La mobilizzabile è di 
168 militi. 

Gli elettori politici inscritti nelle liste elet- 
torali nell'anno 1863 erano 40; nel 1866 ve ne 
erano 62. 

L'ufficio postale è a Torricella Peligna. È 
sede del 5.** collegio elettorale, che comprende 
27 comuni e 6 sezioni, che sono : Gessopalena, 
Gasoli, Lama dei Peligni, Falena, Torricella 
Peligna, Villa Santa Maria. 

Pel dazio consumo è comune di quarta 
classe. 

II suo territorio è fertile in varie specie di 
cereali, vigne, olivi, e in pascoli, ed è bagnato 



Digitized by 



Google 



t44 , CESTERI 

dal fiume ÀTentino. Vi hanno rocce e cave 
di gesso (solfato di calce) : yì abbonda il com- 
patto azzurrognolo, il laminare trasparente e 
il laminare opaco. Di quest'ultimo se ne fanno 
pavimenti e gradinate : si apparecchia per ce- 
mento e di esso si esportano ogni anno circa 
4000 ettolitri. La principale industria che vi 
esercitano le donne è quella dei merletti di 
refe bianco lavorati sul tombolo. 

Questo comune è posto a 4 chilometri circa 
dall'Aventino, e 24 a mezzodì da Lanciano. 

Vi ha mercato al marte<U d'ogni settimana, 
e vi si tengono fiere nell'ultima domenica di 
agosto e nell'ultima domenica di settembre. 

Alcune delle lurriferile notizie si debbono «Ila cortesi* 
dell'onorevole Sindaco di questo comiine. 

6ESTBRI. — Frazione del com. di Terra- 
gnolo, nel Trentino, distr. giudiziario di Ro- 
veredo. 

GESTORI. — Comune in Sardegna, prov. 
e circond. di Cagliari, mand. di Barumini. 

Ha una superficie di 8075 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 1630 (maschi 8^ e femmine 805) ; quella 
di diritto era di 1660 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 1613, e quindi 19. 96 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 135 militi attivi e 73 di ri- 
serva: totale 198 militi. La mobilizzabile è di' 
153 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Isili ; nel 1863 
erano 66. 

Ha ufficio postale proprio. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

II suo territorio è coltivato generalmente a 
grano, orzo, granone, fave, piselli, fagiuoli e 
lenticchie, non che a viti, da cui raccolgonsi 
vini buoni e in copia. Vi hanno pure alberi 
ghiandiferi e fruttiferi. 

Il capoluogo i un grosso villaggio posto 
alla falda orientale della Giara, sopra una col- 
lina non molto alta, a 5 chilometri da Ba- 
rumini e a 68 da Cagliari. Giace in clima 
caldo nell'estate e umido nell'inverno e conta 
parecchie chiese. 

Gli uomini attendono generalmente all'agri- 
eoltnra, le donne lavorano ai telai. 

CSSOALDO. — Comnne nel Napoletano, prov. 
di[Principato Ulteriore, circond. di Sant'Angelo 
de' Lombardi, mand. di Frigento. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 3597 (maschi 1756 e femmine 1771) ; 



GEVekNEGUA * _, 

quella di diritto era di 3601 abitanti Nel 1864 
ve n'erano 3626. 

La sua guardia nazionale consta di una com- 
pagnia con 197 militi attivi e 17 di riserva: 
totale 314 militi'. La mobilizzabile è di 36 
militi. 

Gli elettori politici sono inscrìtti neUe liste 
elettorali del collegio di Mirabella; nd 1863 
erano 10. 

L'ufficio postale è a Sant'Angelo de'Lombardi. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio sebbene alpestre è molto 
fertile e produce ogni sorta di vegetabilL Vi ha 
una cava di alabastro assai pregevole. 

Il capoluogo è un piccolo borgo fabbricato 
in monte a 3 chiloihetri da Frigento, e a 93 
da Sant'Angelo dei Lombardi. Le sue casa 
sono disposte a guisa di pigna, il cui vertice 
lè incoronato dal famoso suo castello, dal 
quale godesi di una sorprendente ved;:ts, 
terminata a mezzodì da un semicerchio di 
monti che, cominciando da quelli di Lioni e 
Nusso, si estendono fino agli altri di Arpaia 
e Benevento, mentre poco lungi scorre il Pre- 
dano, tranquillo nell'estate, ampio e minaccioso 
nell'inverno. Questo castello, composto di quat- 
tro torri divise tra loro, con mura a cortine 
e con rivellini giranti intorno, venne da Carlo 
di Gesualdo cangiato in magnifico^ palano 
nel 1583. Nella chiesa osservasi un quadro 
di buona scuola napolitana^ rappresentante m 
fatto della famiglia dei Gesualdo. 

Vi si tiene fiera dal 13 al 16 agosto e mer- 
cato ogni domenica. 

I primi signori di Gesualdo furono i prin- 
cipi dello stesso nome, creati baroni da Ro- 
moaldo duca di Benevento. Sotto di essi il 
castello di Gesualdo venne assediato da Ferdi- 
nando I di Aragona, che avutalo nelle mani lo 
'rovinò in gran parte. Dopo questa famiglia, 
spentasi nel XVll secolo con Emanuele di Carlo, 
venne Gesualdo in potere di varii feudatari), e 
da ultimo appartenne ai Caraccioli di Torella. 

CETE. — Frazione del com. di Tramonti, 
nel Napoletano, prov. di Principato Citeriore, 
circond. di Salerno, mand. di Majori. 

L'ufficio postale è a Salerno. 

È un villaggio di circa 500 abitantL 

GETTINE. — Frazione del com. di Dego, 
nella Liguria, prov. di Genova, circond. di Sa- 
vona, mand. di Dego. 

L'ufficio postale è a Dego. 

6ETERNE&LIA. — Frazione del eoo. di 
Bagriasco, in Piemonte, prov. di Cuneo, cir- 
cond. di Mondovì, mand. di Bagnasco. 
L'ufficio postale è a Bagnasse. 



Digitized by 



Google 



ffiEzn 

— Fraùooe del com. di Monealvo, 
io PicDonta, prov. di Alessandria, circond. 
di Casal Monferrato, mand. di Monealvo. 

L'affido postale è a MoneaWo, 

OUBB. — ■ Comune appartenente all'isola 
di Gokso. 

È posto poco distante dalla spiaggia occi- 
iwtale dell'isola di Gozso, ed ha ona popo- 
lìoione di 1800 abitanti. 

OARGHUR. •— Cornane dell'isola di Malta, 
dislr. di Bireareara. 

i uà 'fìUaggioiposto presso il Piano di Na- 
idar, che si estende nella parte settentrionale 
ddl'isola. Ha una popolazione di 1130 abitanti. 

-flSt. — Frazione del cpm. di Scarmagno, 
nKemoBte, pror. di Torino, circond. di Ivrea, 
■and. di Strambino. 

L'officio postale ò a Strambino. 

flOBUO COZZAO. — Canale delle Lagone 
& Veoesia. Ha osa looghezza di circa 4 chi- 
lonetei e metto in eomaaieazioae il canale 
della Campagna con qndlo di Poveglia. 

MBCCIOLE. — Frazione del com. di Chin- 
tdiao, in Toscana, prov. e cireond. di Siena, 
■ud. di Chioadino. 

L'affido postale è a Chinsdino. 

acnAMW A. — Frazione del com. di Imola, 
Hir&niiia, proT. di Bologna, circond. e mand. 
i Imola. 

L'affido postale è ad Imola. 

SBSSL — Cornane in Lombardia , prov. e 
dreood. di Brescia, mand. di Bagnolo Molla. 

Ha aa« soperficie di 5780 ettari 

Ia saa popolazione assolata di fatto, se- 
eoado il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 3188 (maschi 1608 e femmine 1580); 
qorila di diritto era di 3306 abitanti. Nel 1864 
ve n'erano 3173, e quindi 54. 87 per chilome- 
tro qnaikato. 

La sua guardia nazionale consta di due 
compagnie, eoa 303 militi attivi e 91 di ri- 
wrmitetak 393 miiitL La mobilizzabil* è di 
lOOmilitL 

Gfi elettori politid sono inscritti neUe li- 
ste elettorali del collegio di Leno; nel 1863 
erano 83. 
Ha affido poetale proprio. 
Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 
no territorio produce biade e gelsi ed ha 

passi pascoli. 
Il eaJMrinogo & un grosso villaggio poeto 

ia piaaora vicino al Naviglio, 17 chilometri 

da Brucia e a sdroeeo da Bagnolo Molla. Poco 

iMtaao da esso eeeono dal Naviglio i canali 

detti la San Giovanna, la Serioìa Passina e 

la Seriola Totta. Melh chiesa si ammira una 
L'Itaua, IMuMorte «orografico, eoe. VoL 



GHEKME 145 

bella tela dell'Assunzione di Nostra Signora del 
Bonvicino. 

Possiede un castello, l'opera pia detta Con- 
gregazione di carità, avente un reddito annuo 
di L. 4109, istituita nel 1443, scuole comu- 
nali elementari per ambo i sessi ed una casa 
privata di educazione con scuola elementare 
e delle tre prime classi ginnasiali. 

Vi si tiene mercato ogni mercoledì 

Ghedi, nominato in una carta deU'843, era 
capo quadro nel medio evo ed aveva soggetto 
anche Leno. Ai tempi della lega lombarda 
era fra le vastissime proprietà dei conti di 
Montechiaro. Nel 1319 fu preso dai Guelfi, 
che vi fecero prigioni 150 Ghibellini. 1 Ghi- 
bellini, ingrossati l'anno aiq>resso da aiuti ve- 
nuti da Verona, lo ripresero. Nel 1453 fu as- 
salito dal marchese di Mantova. 

In Ghedi ebbe palazzo e morì nel 1515 l'Ai- 
Viano, generale sapremo dei VenetL 

Si trovarono in Ghedi due lapidi dedicate ad 
Ercole. 

GEEDO. — Frazione del com. di Valchiu- 
sella, in Piemonte, prov. di Torino, circond. 
di Ivrea, mand. di Vico Canavese. 

L'ufficio postale è a Vico Canavese. 

0HEFA2I0. — Frazione del com. di Periodo, 
in Lombardia, prov. e circond. di Como, mand. 
di Bollano.*' ' 

L'ufficio postale è a Bollano. 

GHEIRETO. — Frazione del com. di Men- 
conico, in Lombardia, prov. di Pavia, circond. 
di Bobbio, mand. di Varzi. 

L'ufficio postale è a Varzi. 

OHELFA. — Frazione del com. di Arena Po, 
in Lombardia, prov. di Pavia, circond. di Vo- 
ghera, mand. di Stradella. 

L'ufficio postale è ad Arena Po. 

GHEMME. — Frazione del com. di Desana, 
in Piemonte, prov. di Novara, circond. di Ver* 
celli, mand. di Desana. 

L'ufficio postale è a Desana. 

CmBMllB. — Comune in Piemonte, prov. • 
circond. di Novara, mand. di Romagnano. 

Ha una superfide di 1885 ettari. 

La sua popolazione assoluta di &tto , se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
3777 (maschi 1414, femmine 1363); quella di 
diritto era di 3907 abitanti. Nel 1864 ve ne 
erano 3840, e quindi 150.66 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia eoa 343 militi attivi e 143 di ri- 
serva: totale 385 miiitL La mobilizzabile è di 
304 militi. 

Gli elettori politid sono inscritti nelle liste 
IV. ipròfrietà Uttarma) 19 



Digitized by 



Google 



1*5 GBKNtlANO 

elettorali dot CoUegio (fi Biandr&te; a«i (868 
erano 83. 
Ha n/Sdd )ia!itale proprio. 

Pel iixìó consamo è comnnodi quarta elawe. 

H suo télrHterio abbonda di ògai goner« di 
biade e vegetabifi, ma soprabitto di tfni assai 
prèmati. È bagnato dalla Sesia, dallo Starona, 
da! torrente Strega e da! naviglio Mora de- 
riTato d^Ila Stssia. 

n capahiogo giaM ai piedt «fi una éoffina, 
sqtlà stlni^da cbA da Novara Amia a Vaoillo, 
qUaiì ì «hitoàietri dal fumé Sesia , e 34 <k 
Novara. Lo divide in parti qnasi ega»K «n 
piccolo cMato d«tto Catataritta. Ai^ tuttora 
uli cartello assai vasto , con due giMsì tor- 
rioni , 6 gli avani di un altre , pesto sulla 
pia alta cima della CttlUua. Po9Bi«de nn osp»> 
dale detto della Provfidetiza. fónduto nel 185ii 
e dotato di un reddito di L. MOO amuo. 

Ghemme «Bisteta già al tMnpo dai Ronaai. 
detto gt! itopemtcm fran<^ ihceva part* della 
contea di Novara, e nel secolo XI pass^ sotto 
la ginrisdiBoMt drila chiesa di VeroeHi In 
seguHe fu ibtdé 4ei Brwati d» Novara, dei 
Dellaporta, dei Oonzatea^ dégU Armenti a sai 
finire del s«t»(« KVII di uà Oa«d«i, grande 
£ Spagna» 

mmriAllOi -^ RìvoI» di Sv-degaik Ba|:na 
il territorio di Aliai, comune della pravìacia 
di Cagliari, nel eircondario drOeistana, e si 
seavica ne) finlM pare detto di Aliu , dopo 
un ceno di circa Ì5 «bilonutii. 

6HERAR0S8CA • BOLSHEM. — . Cationi 
del com. di Castagneto, in T*9C«na, proy. di 
Pisa, «irCond. di Toltena , aaad. di Cafmpi- 
glia marittima. 

L'ufficio postale è a Gaatagnetec 

6HERARBL >« Ftasiona M oom. di Man- 
taor«t«, nell'Emiliai, puoi*, di Modena, eiMoad. 
dì Pavulio nel Fngaaiio, maad. di Seatola. 

L'ufficio postale k a Lwa Mocogno> 

GHERBINL -» Fradone del con. di Tifliele, 
ia Piemoota, paexr. di Alessandria, ckwmdL di 
Astiv aandt. di BaldiekierL 

L'nflSciQ postate è a Saa Slaiaiane Stoiiene 
ferrovia. 

aWBOOOTtM), •« CoffluiM nel LUorele Ve- 
neto^Istiianp, pvov 4'iatiriay distr di Pisino. 

Consta di GherdosaUo, oapoluogot & dalle 
trationi d) Bottca^ga e Caraicla. 

Ha una superficie di 2197 ettari. 

La sua p«p«laAi»Ne npl t8M era di (43 
abitanti^ nel 1367 di, ^> e qiwidi ^ 73 per 
chilom. quadr. 

Il capoluogo è un piccolo villaggio 4i ciraa 
3^ sbitoiMiik DJpeodfi da, 'V«e8t« («e gli af- 



OHEVn 

hiti finanzarif, da Rovigno pei giodhiMi, 
dalla diocesi di Ttfaste-Capedistria per gli 
eccIaBìasliet. Helle tui» del medio evo si tnn 
scritto Gardwteila e Oardoasala. Avw% Ma- 
stelle èonmiaflfte la valle eke sbocca nlB»t< 
tenega, influente del Quieto. 

SBBW. - Fvéftritin» M oeok di VUditotlo, 
is LqndMrdi», pne*. e cbcondw 4È SoaM», 
mand. di Bormio. 

L'UfStio poBtalli ^ a Valdisett». 

OHERRA. — Frazione M «oak <fi l^iaM* 
Piemttnte^ id Ptemoatc^ ptvtt «atraoad^fdi Co- 
aee, maod. di Lta^aa Piedioat». 

L'Ufisk» pestale èi a Uopae Piétneate. 

ODUtn. -^ Praiioae dei eem. di IfiMa. 
Ueri, ia Piemonte, fH«vt a cire««4 41 Tteribe, 
mand. di Moncalieri. 

L'nfficio postala i a Menflaieril 

«URSUm oM Frazione <M «Mn» di tt»e> 
sole Raab, j* PkiBWt a, piwv. di 'Damw, cir^ 
eeaià di Ivsca, masd. di Loeaaat 

L'nfBeio postale è a liooanai. 

OKREAIIOl -«^ Fraiione dd tém. Ut Ph- 
dafqHB, nell'Emiba, prò*, a civeead. £ RarB, 
mand. di Civitolla di RoaagMk 

L'ufficio pestala i a l^»rSL 

SBUOi -^ PraiMBe del eoiA. di CMoÉlo, 
in Piemoate, pron di Alessandria, sis wl é 
Asti, mand. di Canelli. 

L'ufficio postele è a Oaletso. 

MKT. -^ FitBsioae dee com. di TMt%in 
Pismoote, preiv., citfaaad. a nMod. di Tana*. 

L'ufficio poetale è a MaéMaa>di OaKpagiu. 

GHETTA. -^ Fvasioaa dai ««a^ di loek, 
aeU'Emtlia^ prov. di Bologaat «ÌMMd. a Mwi 
di hnola. 

LHififasio postate i ad lada., 

CUElTOt. -, Fl^iona dei «oìdfc di Moac»> 
lieri, in Piemonte, prov. e circondt di IviaOi 
maad. di IftsMaUarii 

L'nfftiio poetale è * Moattattari. 

OHEITft SAN MARTIMO4 *^ Maliftw dd 
com. di Brisighella, nell'Emilia, provi di Sa- 
wnaa, cìMood. di FlupMt^ naaé, # IWu- 
ghela. 

L'ufficio postale è a Brisighella. 

6HBVI0. — Ganvia ia Piaaioatav fnk ■: 
àteoùà. di Keiraea, BMndi di Araati 

CooaU (ti 6faa«ia « dall» flNuriltaadr Mvtre. 

Ha una superficie di 235 ettAtk 

La sua papelaaiena assohita di Mt», «e- 
conda< il cenaioMuto dbl 186t, eoctawii abi- 
tanti 487 (masolù f», «laHiiia» 9M)7 ^«elli 
di diritto «na di fitS abitwitik Nel ìtmi n 
ae araaai SOSi 

La. sua. guardi» itaaibBale e u t fa di 4f af» 



Digitized by 



Google I 



Gii aXBn e 39 di rÌBerra: totaf« 75 atlitl 
U mobQSxuMe -6 di 8 affiti. 

Gli dettoli postici sono iMCritti nelle litte 
aiettonli del celilo di (Moggio; nell'anno 
I86S erano 9. 

LHiiÉdo pwtak 6 ad Arona. 

Fd disiti totma» è «ornane di qnaiia 
elwJfl. 

n 800 territorio prad«ce segale, ono, fra- 
nato, gnno tnieo, liti, gelsi ed ogni sorta 
di iegómL Vi scorrono la roggia detta dei Ho» 
Imi e il torrente Vetwa, che q^vi nasce e 
n X mettere Ibeo nel lago Maggie**. 

n capoluogo giaeft Meipm in eolie a 44 chi* 
knetri da Mova» e tÀ un' ora a neuo da 
Anoa. Al disopra di qael colle si «tevano 
piò alte montagne ricche di btt besohi, sopra- 
tntlo di castagneti. 

Appaiietme alla rigKoria <K Lesa. 

OSZZAHO. •» Frasione 4e( oom. «li Bagni 
Su Giuliana, in Toscana, frav<., làreond. a 
■ud. «fi Pisa. 

L'offioo posiate è a Bagni San Ginliano. 

BBSJB. '— Fraziono del «em. di Andaiio, 
id Trentino, distr. giudiziario di Mazaoloin- 
htrdo. 

flUL «^ VnuMMi del com. di Pettsgrino 
firmense, neH'Eniitia, prov. di Parna^^ireond. 
i Borgo Saa Donniae, nand. di PeilegriaD 
hmense. 

L'i^cio postale è a Pellegrino Pamsoae. 

ani e nnA PiaaOÌ&O. — Franoai ed oom. 
è Usateli Rooro, in Kemeate, proY. di Onneo, 
dmnd. di Alba, mand. di Canale. 

L'nfScio postide è a Oanale. 

tEtiOCIAIA^ -^ Franiom del com. di Tnm- 
billetto, nel Trtntino, distr. giudiaiarie di Ro- 
Kredo. 

SDACE ERSn. — » Ihwiono del oooi. di 
Kogsca, ra Piemonte, pn>Y. di Toriao, oircond. 
6 Irrea, mand. di Locana. 

L'ufficio postale è a Locaua. 

«HUIBOfO 1.' e BOIAIRIliO 3.' •> Frazioni 
M com: 4i Torino, in Piemonte, pvor., cir- 
colili, e mand. di Torim. 

L'ufficio postale à « Lingotto, 

BRttlA. -^ Frazione del eoa. di flatft'Ila- 
rio d'Enta, n^V fimilia, pror. e dreond. di 
Baitfio nelf EnriKa, nand. di Monteochi^. 

L'afficio postale è a Sant'Uavio d'£B«a. 

nUJA ^MffiHlA. — Pren«Nie dei tota, di 
Btadlat IMIP* Ugnria, piror. « «inond. di 
Mwta^ ncnd. di Rene». 

L'tdficio postai* i a Bnsalla. 

mhlh LA MURA. -^ Pki|ìom4^ 4om. 
èfwtaflelM», B«ir4nii(k, proTédi Duma,, 



Ì4T 

oirecnd. éi B«ligo &. Qonnino, inaqd. di Fon- 
tanellato. 

L'ufficio poetai)» è a Fq(«l|ai|ay%to, 

È sitaata a poioa diptao^ e f^ levapte da 
Fontanellato, in territorio già <^ltrp y<iV^ V:^ 
eorso dal fiume Taro. 

CIIAJQE. T- Fazione del <ioip. dì Cavagli^tto, 
in Piemonte^ pMv. * ciccond. di ^ova^f^, sfia^d. 
di Momo. 

L'ufficio postale à a Momo. 

GHIAJE. —r Fraaiono del com. dì Fonla- 
mllato, nell'Emilia, prov. di Parma, oircoad, 
di Borgo San Donnino, mand. dì Fontanellato, 

L'afficio postale i a Fontonellato, 

6BIAIE. — ' Frazione del coip- di Re?eIlo, in 
Piemonte, prov. di Cuneo, circon^» eli Sa,1azzo, 
mand. di Revello. 

L'ufficio postale è a ReTellp, 

GHIAa (AH*). — Frazioae del coq). di Car- 
bonara ScriTÌa^ in Piemontti, prov. fii Alesr 
sandria, oircood. P mand. di Toiiiìon^^ 

L'ufficio postale è a "rortonA. 

GSANCQ. — Frazione 4e;l com. -$ &iEar- 
teloueo dei C«nri, nella Liguri^ prov. e «ir^ 
cond. di Porto Maurizio, m4D4. di Pifino 
Marina. 

L'afficio postale è a Di^e Mari^, 

GHIAMOOLS. — RìtoIp ohe bagna il terri- 
torio di Susa, in Piemouie. 

GHIANDONE. — Torrente del Piei|^oi;ite. É 
Sanato da dne risoli, detti Chiapperai «li* di- 
scende dal Mombracco, e Infernotto, che sca- 
tniisce dai monti detti L» Medifi, ? e|)e si 
uniscono in vicinanza del già convenio ^i 
San Francesco in Barge, nel circondario di 
Salnzzo. Il Giùandone b^gna il territorio di 
Salu;(zo e dopo un cor^o di i%700 metri a 
contare dall'uoione dei due rivoli st^nnom^iati 
in linea retta da libeccio a greco, vi^ a get- 
tarsi nel Po iqferiorments a St^^d^. 

Il Ghiapdane è quasi tut^ ini^lveato. Nel- 
l'estate i qnasi sempre asciutto. 

6HIAN0. — Frazione del com. di Cromia , 
in Lombardia, prov. e circoo4> di Como, mi^nd. 
di Dqngo. 

L'ufficio postale è a Cromia. 

GHIARA (U) o GBIA4A. — V^d^ GM^ja o 
La Qbiara. ~- Fra^wne del ppm. di Fonlapelo 
lato, pail'Èmilia. 

GBIAM GPIAIA. — - Piqcolo torrente che 
bagna il territorio di Salsomaggiore, nella 
provincia di Parmat Vi^ne formato da dne 
ruaceUi, l'uno dei quali s} cl)i(ima Ghi^r^ della 
Bagooia e discende d^l mont^ Canate; V^lU^o 
chiamasi Chiara di Salso e deriva dal mon^d 
FjmWv Qnejfti 4w) «vi f oi^epii^i pr^o ^ril' 



Digitized by 



Google 



l4é étìUML. 

«omaggìore, dando origine alls Chiara che 



sbocca nello Stirone. 

CHIARA VECCHIA. — Frazione del com. di 
Sarzana, nella Ligaria, prov. di Genova, cir- 
cond. di Levante, mand. di Sarzana. 
L'odio postale è a Sarzana. 
6HIA!U)0. — Frazione del com. di Bibbiauo, 
neir Emilia, prov. e circond. di Reggio neU 
TEmilia, mand. di Monteccbio. 
L'ufficio postale è a Montecchio. 
6HIAR00. — Frazione del com. di Cavriago, 
neir Emilia, prov. e circoad. di Reggio nel- 
l'Emilia, mand. di Montecchio. 
L'officio postale è a Montecchio. 
CHIARE. — Frazione del com. di Corana, 
in Lombardia, prov. di Pavia, cihsond. di Vo- 
ghera, mand. di Casei GerOla. 
L'ufficio postale è a Voghera. 
CHIARE. — Frazione del com. di Incisa 
Belbo, in Piemonte, prov. di Alessandria, cir- 
cono, di Acqui, mand. di Incba Belbo. 
L'ufficio postale è ad Incisa Belbo, 
CHIARE. — Frazione del com. di Levanto, 
nella Liguria, prov. di Genova, circond. di 
Levante, mand. di Levanto. 
L'ufficio postale è a Levanto. 
CHIARE. — Frazione del com. di Mongiar- 
dìno Ligure, in Piemonte, prov. di Alessan- 
dria, circond. di Novi Ligure, mand. di Roc- 
chetta Ligure. 

CHIARE BONYISI e CHIARE DE'LUQCKSI. 
— Due frazioni del com. de' Mezzani, nel- 
l'Emilia, prov. e circond. di Parma, mand. di 
Colorno. 
L'ufficio postale è a Colorno. 
OHIARETO. — Frazione del com. di Men- 
conico, in Lombardia, prov. di Pavia, circond. 
di fiobbio, mand. di Varzi. 
L'ufficio postale ò a Varzi. 
6HIARBT0. — Frazione del com. di Pala- 

rio, neir Emilia, .iprov. di Modena, oircond. 
Pavullo nel Frignano, manfl. di Monte- 
fiorino. 

L'ufficio postale ò a Montefiorìno. 

GHIARETTE. — Frazione del com. di Bor- 
lonasca, nella Liguria, prov. di Genova, cir- 
cond. 'di Chiavari, mand. di Borgosesia. 

L'ufficio postale è a Borzonasca. 

CHIARO. — Frazione del com. di Bmsaseo, 
in Piemonte, prov. e circond. di Torino, mand. 
di Brusasco. 

L'ufficio postale è a Brusasco. 

CHIARO. — Frazióne del com. di Rocchetta 
di Vara, nell'Emilia, prov. e circond. di Maisa 
e Carrara, mand. di Calice. 

L'u&cio postale à a Rocchetta di Vara. 



fiitndU 
CBIAROLA. — Frazione del com. di tìot- 
lecchio, nell'Emilia, prov. e circond. di Parma, 
mand. di S. Pancrazio Parmense. 
L'ufficio postale è a Parma. 
GHIAROtE — Frazione del eom. di Ere- 
scello, nell'Emilia, prov. di Reggio nell'Eoù- 
lia, circond. di Guastalla, mano, di Brescelk 
L'ufficio postale è a Brescello. 
6HIAR0NA. — Frazione (ffil com. di Imola, 
nell'Emilia, prov. di Bologna, circond. e ioand. 
di Imola. 
L'ufficio postale è ad Imola. 
GHIARONA. — Frazione del com. di Pomaro 
Monferrato, io Piemonte, prov. di Alessan- 
dria, circond. di Casale Monferrato, mand. di 
Ticinetto. 
L'ufficio postale è a Giarole. 
GHIAROTOIO. -- Frazione del com. di Sar* 
zana, nelU Liguria, prov. di Genova, cireood. 
di Levante, mand. di Sarzana. 
L'ufficio postale è a Sarzana. 
GHIARUOLA o CHIAIUOLA. — Frazione del 
com. di Collecchio , nell' Emilia , prov. e cir- 
cond. di Parma, mand. di San Pancrazio 
Parmense. 
L'ufficio postale ò a Parma. 
È un villaggio di circa 300 abitanti, pesto 
sulla destra del Taro, quattro chilometri a li* 
boccio da Collecchio. Quivi si accampò ^ese^ 
cito dei collegati italiani contro Carlo Vili di 
Francia. 

OHIAVAUA. — Frazione del com. di Imola, 
nell'Emilia, prov. di Bologna, circond. e mand. 
di Imola. 
L'ufficio postale è ad Imola. 
GHIASZA. — Frazione del com. di Aeqni, 
in Piemonte, prov. di Alessandria, circond. e 
nftnd. di Acqui. 
L'ufficio postale à ad Acqui. 
6HIDI1IA. — Frazione del com. di Sermione, 
in Lombardia, prov. « circond. di Brescia, 
mand. di Lonato. 
L'ufficiò postale ò a Desenzano. 
CHIDOIIE. — Frazione del com. di Bene 
Vagienna, in Piemonte, prov. di Cuneo, cir- 
cond. di Mondovi, mand. di Bene Vagienna. 
L'ufficio postale ò a Bone Vagienna. 
GHIDOIIB. — Frazione del com. di Vide 
Treponti , in Lombardia , prov. e circond. di 
Brescia, mand. di Rezzato. 
L'ufficio postale à a Rezzaio. 
GHIDOMI. — Frazione del com. di Seastat, 
in Piemonte, prov. di Alessandria, cirooodie 
mand. d'Astù 
L'ufficio postale ò ad Asti. 
MIBBA. -2 Fnuùooe del oom. di Saat'Ip* 



Digitized by 



Google 



CmtRAt 

foSU, ocBa Marche, prov. di Pesaro ed Ur- 
biM, cireoDd. di Urbino, mand. di Fossom- 



L'afBeio postale è a Fossombrone. 

6HIBRAI. — Frazione del com. di Ceresole 
Reale, in Piemonte, prov. di Torino, circond. 
di hrea, mand. di Locane. 

L'officio postale è a Locana. 

6HIERET0. — Frazione del com. di Bar- 
berino di Mogello, in Toscana, prov. e cir- 
cond. di Firenze, mand. di Scarperia. 

L'nfficio postale è a Barberino di Mugello. 

aOTà. già SAH MAURIZIO DELLA COSTA. 
— Cornane in Piemonte, prov. di NoTara, cir- 
cond. di Pallanza, mand. di Intra. 

Comprende le borgate di Decio, di Frino, 
di GUffa, di Ronco, San Maurizio e Pollina. 

Ha nna saperficie di 632 ettari. 

La sua popolazione assolata di fatto, se- 
eoado il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 564 (maschi 366, femmine 398); quella 
di diritto era di 630 abitanti. Nel 1864 ve 
t'erano 568, e quindi 89. 83 per chilometro 
ftsdratoi. 

La sua guardia nazionale consta di mezza 
(oapagnia con 81 militi attiri e 14 di ri- 
HTm: totale 95 militi. La mobilizzabile è 
i 3 militi. 

OH elettori politici sono inscritti nelle li- 
iteelettorali del collegio di Pallanza; nel 1868 
nano 13. 

L'nflicio postale è ad Intra. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

n' suo territorio è coltivato a segale, viti 
ed alberi fruttiferi ed è bagnato dal torrente 
Dodo. Vi ha uno strato estesissimo di quarzo 
cke dal luogo denominato Sabbia Rossa si 
oteode ano verso il lago passando fra i ca- 
sali di Decio e Ronco. Questo quarzo si ado- 
pera nella fiibbrioa di vetri stabilita ad Intra. 

n capoluogo è situato in altura, sulla via 
che eoeteggia il Verbano, ad 8 chilometri da 
Pallaaia. 

Questo luogo dipendeva altre volte dal ca- 
stello fendale di Frino, che è ora nna delle 
lae frazionL 

6BIFL — Frazione del com. di Scurelle, 
Mi Tirolo, distr. giudiziario di Strigno. 

mfilAHO. — Frazione del com. di Gubbio, 
■sHIIoibria, prov. dell'Umbria, circond. di Pe- 
ngia, mandamento di Gubbio. 

L'affido postale è a Gubbio. 

HlfiUAME. — Frazione del com. di Cla- 
vetana, in Piemonte, prov. di Cuneo, circond. 
£ Mondori, mand. di Carrù. 

L'affido ppstale i a Carrù. 



ÒbtLAtlZA i4d 

6HI(ÌLIERI. — Frazione del com. di Sar- 
zana, nella Liguria, prov. di Genova, circond. 
di Levante, mand. di Sarzana. 

L'ufficio postale è a Sarzana. 

6HIGLI0NB. — Frazione del com. di Torino, 
in Piemonte, prov., circond. e mand. di Torino. 

L'ufficio postale è alla Madonna del Pilone. 

GHIGO. — Frazione del com. di Prali, in 
Piemonte, prov. di 'Torino, circond. di Pine- 
rolo, mand. di Ferrerò. 

L'ufficio postale è a Ferrerò. 

6HILARZA. — Mandamento in Sardegna, 
prov. di Cagliari, circond. di Oristano. 

Ha una popolazione di 7593 abitanti, di- 
visi nei sei seguenti comuni : Abbasanta, Do- 
mus Novas Canales, Ghilarza, Norbello già 
Norghiddu, Paulilatiuo, Soddi. 
, GHILARZA. — Comune in Sardegna, prov. 
(U Cagliari, circond. di Oristano, mand. di 
Ghilarza. 

Ha una superficie di 5095 ettari. 

La sua popolazione di fatto, secondo il cen- 
simento del 1861, conlava 3398 abitanti (ma« 
schi 1111 e femmine 1187); quella di diritto 
era di abitanti 3404. Nel 1864 ve ne erano 
3368, e quindi 46.47 per chilom. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di una com- 
pagnia con 168 militi attivi e 300 di riserva: 
totale 368 militi. La mobilizzabile ò di 171 
militL 

Gli elettori polìtìd sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Macomer; nel 1863 
erano 101. 

Ha ufficio postale proprio e pretura di man- 
damento dipendente dal tribunale dviie e cor- 
rezionale di Oristano. 

P<d dazio consumo è comune di quarta classe. 

II suo territorio è molto adatto al pascolo, 
e perciò numeroso ò il bestiame che ri si al- 
leva, e che dà un lucro non indiCTerente in 
formaggi, pelli e agnelli. Il restante viene se- 
minato a grano, orzo e piselli, ed è tenuto a 
rigneti, da cui ricavasi rino in quantità su- 
periore al consumo locale, o viene piantato ad 
alberi fruttiferi eipiù spedalmente a peri, pomi 
ed albicocchi. Vi abbonda il minuto selvag-' 
giume e nelle paludi sono numerose le fola- 
ghe e le anitre. 

In questo territorio veggonsi 37 nuraghi 
(vedi Abbasanta), frequenti vestigia di anti- 
chità e di abbandonati villaggi. 

Il capoluogo è un grosso villaggio posto 
nell'altipiano del Marghine, in luogo di clima 
ardente nell'estate, umido in autunno e in prì'' 
mavera e molto dominato dai venti. Au' 
tica mente aveva un castello ora ridotto a4 



Digitized by 



Google 



190 GHILlftA 

OSO di carcere. Data 88 chllometii I& Ori- 
stano. 

Gli abitanti di questo viHa^o «ttendono 
per la maggior parte all'agricoHura: le donne 
perb tessono panmlani, tele e coperte da 
letto. 

snLniA. — Frazione del «em. di Alessan- 
dria, m Piemonte, proT., eircond. e maad. di 
Alessandria. 
L'nfScio postale è a San Giuliano. 
6HIMA e GHIRA NUOVA. — Frazione del 
«on. di Imda, nelfEmìlia, prov. di Bologna, 
eircond. e mand. di hnola. 

L'affido postale è ad Imola. 
GHnfCBIA. — Frazione del cem. di Blb- 
bona, in Toscana, prov. di Pisa, eircond. di 
Volterra, mand. di Castagneto. 

L'ufficio postale è a Fitto di Cecina. 

6BI0II1I&RA. — Piccolo fiume ohe scorre 
nelle vicinanze di Ortona, comune della pro- 
yincia dell'Abruzzo Citeriore. 

8HI0IIA. —■ Frazione dei e«m. dei Corpi 
Santi di Milano, in Lombardia, prov., eircond. 
e nand. di Milano. 

L'nfScio postale h in Borgo degli Ortolani, 
frazione esso pare del comune dei Corpi ^anti 
dì MiHmo. 

onom. — Frazione del com. di Meraoa, 
in Piemonte, pror. di Alessandria, ciivond. di 
Acqui, mand. di Spigno. 
I L'ufficio postale è a Spigno. ' 

«HIOHI (Ai). — Frazione del com. di Monti, 
in Piemonte, prov. di Cuneo, eircond. di Alba, 
maad. di Canale. 

L'ufficio postale è a Canale. 

6HI0T. -^ Frazione del eom. di Aeceglio, 
in Piem ofB t e» prot. e CH-eond. di Cuneo, mand. 
di Frazzo. 

L'ufficio postale è a Frazzo. 

MSOUAm. — ^ Pracione del eea. di Bri*' 
BÌghelIa, nell'Emilia, proT. di Rareaaa, cir> 
tond. di Faenza, mand. di Brisighella. 

L'ufBdo postale è a Brisighella. 

OHRAIIO. — Frazione del con. di Bragnen, 
nel 'Veneto, prov. «fi Odine, distr. di Sooile. 

L'officio postale è a Sacile. 

È un vìlhtggio di circa 500 abitanti, posto 
presso gli sbocchi del Noncello e del Medana 
nella Liveoza, alla sinistra spenda. Nei din- 
torni crescono viti e gelsi. 

SHIRAROA. — Frazione del com. di Carnai- 
gnola, in Piemonte, prov. e cireond, di To- 
rino, mand. di Carmagnola. 

L^fflào postale è a ÌCarmagnolat 

GHIRATB. <— Frazione del com. di Bosco 
ili Oavirate, già Bosco, in Lombardi«i prov. 



tmnóMk 
tfi Como, eircond. di Varese, aaad; 41 €a»ÉÉI«. 
L'ufficio postale è a Lavano. 

GHIRATE. — Frazione del com. di Bem^ 
in Lombardia, prov. dà Gom«, tnncend. di Va- 
rese, nmnd. di Lnvino. 

L'ufficio postale è » Lavino. 

GHIRETTO. — FrasioBfe del oon. « Mo^ 
talboddo, nelle MarclM, prov. e eirettnd. di 
Ancona, mand. di Montalboddo. 

L'ufficio postale è a Montotbaddo. 

GHmiBOin. — Meste del drcelo di i«> 
camo, nel Canton Ticino. Si «lava prose la 
sponda del Iago Maggiore al di «ops» dd 
comune di Brìssago. 

GHIRINGIIEI.LA. — FrasbiM del «om. di 
Agrate Brianza, in Lombardia, prov. di Mi- 
lano, eircond. di Monza, nane, fi ViiMMatei 

L'ufficio postale ò ad Agrat*. 

GHIRINGHEUI. — Frazione dd oom. di 
Montebello, in Lombardia, prav. di Pult», cir^ 
cond. di Voghera, mand. di Casteggió. 

L'ufficio postale ò a Costeggia. 

GHIRLA. — Frazione del oom. ài Talgmaa, 
in Lombardia, prov. di Como, circonda di Va- 
rese, mand. di Araisate. 

L'ufficio postale i a Valgaoaa. 

È un picèok) villaggio posto soU» sponda 
orientale di un piccolo lago che porta il san 
acme, 15 òhilometri circa a borea da Varean. Vi 
hanno manifattore di Carro e si rinviena dal 
carbon fossile e un tempo vi si cavaron* fi- 
riti aurifere. La vicina sof goite Orca ateo 
trascina moMa fina arena qnanosa. 

GHIMUfi CBRML — CoDone nel Cfcn- 
ion Tieino, distretto di Blem'o, oivtoio di Oii- 
vooe. 

La sua popoiazioM nd 4B58 «ra di iS8 
abitanti. Nel i«CO era dì 111, di enidftM- 
sebi e 69 femmine. 

Il suo territorio i per lo piià tìoapmtm di 
paseeli. 

È on pieooto villaggio poSlo «U^altetia di 
1282 metri, secondo il Saussure, sul Iterila del 
mare, ed alla distanza di SA oUkmetm a Mae- 
stra da BoHinsonat di 91 a borea da Luganot 
di 69 a greco da Locamo. Il ternate Ca^ 
masdra passa «ila ma destra. 

GmiUUilO. — Frazione dd eoo. di Città 
^i Castello nell'Umbria, prov. ddl'OaribriSt 
■dicond. di Pemgiat OAod. di Città di On* 
stello. 

L'ufficio postale è a Città di CwMh. 

GESSALBA. — ComoMld Loosbardlst {tfot. 
ii Bergamo, eircond. di iVevìgfiOj mvd. ^ 
Martinengo. 

Ha una snperfloie di I6B «klMrii 



Digitized by 



Google 



OmSAUA 
La 8M popolazioBe assoluta dì htio, secondo 
3 ceosiBrato eoi 1861, «dotava abitanti 1463 
(■aadù 777 • IlammiM 686)} qaeHa di diritto 
era di 1538 abitanti. Nel 1864 ve n'erano 
INO, e qalAdi 176. 87 per ehiÌMi^ tpait. 

ba ««a gaardia nasiom^ eoosla di «na 
«napignia eon 151 miBti attivi • tS di ri» 
serva: totale 169 militi La mobUinabifo ò di 
00 militi. 

fili elettoti politici sea* inseriMa nelle lète 

thtto«BKdaieotlegiodilfartiotago; ae) 1M8 

oaan M. 

L'nficào portale è a Maitinang». 

Pel dazio consnmO' è eonume di qaarts eiasse^ 

Q soo tenritono abbonda di biade e gelsi, 

e lungo le spondA del Serio anche di boschi» 

n capoluogo giace sulla sponda sinistra 

iM SeiiOi « $ chilometri da Treviffio, 4 da 

IfarttaaiM e IT cireil a scirocco da Bergama 

Arri di riUtarehevele la chiesa p«tr<wchiale 

ricostrntta nel 1833 su grandioso disegno 

(kD'architett» Oa^nela, e chiatmtla, dalla 0ua 

la Rotonda, nella quale si amarirano 

dipiati éei celebri pittori Marco Hot«d 

«d Enea Talpino. Questa ohfcsa sorge sul* 

rma dell'antie» castello, celebro nelfe fazioni 

mt, di <m( rimangono tattora i torrSa». 

AImUm dev'essere torr» molte antica, «<mie 
«può argomentare da akone isCinionide'bassi 
taapi romani tNivate negli soavi Catti Mia 
na ^ea» panroeobide ed in un'altra ebksa 
Me stesso idllaggio. Nel 1398 fu assaUt», 
pieso » dÌBlraMe-di^lJ aMtantì di Galbiate n 
Biianaa. In aimna carte del medie «ve i chia> 
■it» col nome di Ecekma Alba, in altre con 
qatlle di Gesialba. 

CmSALBA BI MNOBETTO.-. Frazione del 
con. di Baialiea Botogna, in Lombardia, prov. 
• 4veewL di Faina, aaad. di Beregaardo. 
L^ffioie postai» b a Laechiarelhi. 
«HI8BU0, emSILIBiUl (Villa) efiHIfliOLA. 
Franonidel com. di Belagoa, taiM'Bmilì*, prov., 
flimmd • anuL di Bolegna. 
LNitteia poetale è a Belogna. 
gHISILIBRl ^^ ^~ Fraaione del ceaa. <H 
hadnro e Saie, AdI'Bniilia, j/ny^-i cOvond. 
e mandi di Bobfnat. 

HI8M4k •*-« Frarioae del ctfmt ài San 
Giorgio, in Lomfavdiar pMv. e distretto di 
Mantova. 

MBlABlMOi ^ Comone in PMttente, 

fiov. dk Miivat«, cirtondi di Yereelii, maod. 

di Albore. 

Ha una superficie di 1130 ettari^ 

La sua pephlnainae assolata di fatto, se- 

e«nde il ansiaeato del 1861, «onUts abitanti 



emsom fSf 

741 (maschi 384 e femmine 357); (juèllla di di- 
ritto era di 746 abitanti. Nel 1864 ve n'erano 
758, e quindi 67.68 per chilometro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con lOD meliti atthrì e $^ di ri- 
serva: totale 129 militi. La niobilitzabile ^ 
di 4 militi. 

Gli elettori politici seno inscritti nelle liète 
elettorali del coHegió di Santhià; nel f863 
erano 19. 

Ha ufficio postale proprio. 

Pel dazio conStttbo è comune di quarta chisse. 

Il SUD territorio produce uve, frumento, me- 
Hgft e riso. Yì scorrono a levante la Sesia, 
a ponente varie rogge, che, più sotto, vanno a 
metter capo nel Cervo. 

Il capoluogo giace sulla destra delb Seàa, 
34 chilometri a tramontana di TercelU, un'ora 
discosto da Arbore. 

Appartenne al dominio della Chieda di Ver- 
celli, finché nel 1404 si sottomise al duca 
Amedeo Vili di Savoia. 

6HISLIEEA. -^ Frazione del coni, di Sale 
Canisióhio, in Piemonte, pror. di Torìttc, eir- 
cond. di Ivrea, mand. di CuorgnS. 

L'ufficio postale è s Cnor^nè. - 

GHISOLA. — Frazione del com. di Paesana, 
in Piemonte, prov. di Cuneo, cireottd. <fi Sa- 
luzzo, maod. di Paesana. 

L'ufficio postale è a Paesana. 

GHISOLFA. — Frazione del com. dei Corpt 
Santi di Milano, ift Lombardia, ptoV., eitttond. 
e mand. di Mìhino. 

L'ufficio postale è in Borgo degli Ortolaili, 
firazione esso pure del comune dei Corpi Santi 
di Milano. ~ 

6HIS0If ACCE. — ^ Frazione del coita, di' Gfai- 
sonr, in Corsica, circond. di Corte, esttttme d{ 
Vezzani. 

L'ufficio postale è a VezzanL 

cmSONACCIA. — Comune in CorsiOt, dr- 
cood. di Corte, cantone di Yezzanrì. 

La sua popolazione è di 668 abitatrti. 

L'ufficio postale è a Prunellf di Ktrftorfco. 

II suo territorio è fbrtilissimo, produce ogni 
sorta di cereali ed abbondai; dì paStiolF. 

È un piccolo villàggio ertftfc reoetttsmenttf 
in comunità. 

6ÉIS0NI. -^ Oamtme hi Cotsiès, dfcoiid, 
di Certe, cantone di VezzanL 

Comprende la frazione di Ghison%cc4; 

La sua popolazione h di fOSI^ abiCSriMi. 

L'uf8eio postale h a Vezzani. 

Il suo territorio è molto ftiTtile in ogni 
sorta di cereali ed abfteada di pascoli e be- 
stiamo 



Digitized by 



Google 



J52 onissji 

Il eapolaogo è un villaggio distante 32 
ebilometri ad ostro-scirocco da Corte. 

Diede i natali ai generali Ottavi e Co- 
' ntantini. 

, CHISSÀ. — Frazione del com. di Revello, 
in Piemonte, prov. di Causo, circond. di Sa- 
louo, mand. di Revello. 

L'officio postale è a Revello. 

GHITTA. — Frazione del com. di Cantoira, 
in Piemonte, prov. e circond. di Torino, mand. 
di Cerea. 

I L'officio postale i a Cantoira. 
■ GHITTIROLO. — Frazione del com. di Cerro 
Lago Maggiore, in Lombardia, prov. di Como, 
circond. di Varese, mand. di Gavirate. 

L'ufficio postale è a Laveno. 
! 6H1VI0. — Frazione del com. di Demonte, 
in Piemonte, proy. e circond. di Cuneo, mand. 
di Demonte. 

L'officio postale ò a Demonte. 
' CmVIZZANO. — Frazione del com. di Co- 
regga Antelminelli, in Toscana, prov. e cir- 
cond. di Locca, mand. di Barga. 

L'officio postale, è a Borgo a Mozzano. 

OHIZZANO. — Frazione del com. di Castel- 
focognano , in Toscana , prov. e circond. di 
Arezzo, mand. di Poppi. - 

L'officio postale è a Rassina. 

CmzZANO. — Frazione del com. di Pec> 
cioli, in Toscana, prov. e circond. di Pisa, 
mand. di Lari. 

L'officio postale è a Peccìoli. 
• 6HIZZ0NI. — Frazione del com. di Fioren- 
soola, nell'Emilia, prov. di Piacenza, circond. 
e mand. di Fiorenzuola. 

L'officio postale è a Fiorenzaola. 

6IACAM0. — Frazione del com. di Nuches, 
in Sardegna, prov. di Sassari, circond. di 
Tempio Paosania, mand. di Calangianus. 

L'officio postale è a Tempio Paosania. 
' GIACGBELLL — Frazione del com. di Cos- 
seria, nella Ligoria, prov. di Genova, circond. 
di Savona, maod. di Millesimo. 
. L'offido postale è a Millesimo. 

GIACCHOIERA Frazione del com. di Osi- 

glia, nella Lignria, prov. di Genova, circond. 
di Savona,- mand. di Cairo Monteootte. 
, L'officio postale è a Millesimo. 

OLkCCmin. — Frazione del com. di Viù , 
in Piemonte, prov. e circond. di Torino, mand. 
di Viù. 
I L'officio postale è a Via. 

GIACCIANO. — Comune ne) Veneto, prov. 
di Rovigo, distr. di Badia di Rovigo. 

Consta di Giacciano, Ronchelle e Zelo. 

Uà ons popolazione di yiSÌ abitanti 



CTAOOVASSO 

Dipende dal collegio elettorale di Badia, 
ed ò compreso nella diocesi di Adria. 

II suo territorio è tatto coltivato a cereali 
e a canape. 

U capoluogo è on borgo situato presso la 
destra del Castagnaro, 7 chilometri ad ostro 
dalla sponda destra dell'Adige a 6 cirea a 
libeccio da Badia. 

Giacciano è ricordato in ona carta del 1183. 
Zelo fu corte e castello appartenente al mo- 
nastero di Sant'Andrea di Ravenna. Nel 1183 
trovasi annoverato nei beni di Goglielmo Mar- 
che.sella. La frazione di Ronchelle venne onìta 
a questo comune nel 18&8. 

Alcnne delle snrrirerìte notizie si dablioM aUa corleiia 
deH'iHioreTole Sindico di qoeslo conmiw. 

GIACCOMASL — Frazione del com. di Ar- 
quata Scrina, in Piemonte, prov, di AlesMn* 
dria, circond. di Novi Ligure, mand. di Ser- 
ravalle Scrivia. 

L'ufficio postale ò ad Arqnata Scrivia. 

GIACCONE. — Frazione del com. di Giavaao, 
in Piemonte, prov. di Torino, circond. di Sosa, 
mand. di Giaveno. 

L'ufficio postale è a Giaveno. 

GIACCONERA (La). — Frazione del com. di 
Coazze, in Piemonte, prov. di Torino, droond. 
di Sosa, mand. di Giaveno. 

L'officio postale è a Coazie. 

GIACCONERA (La). — Frazione del com. di 
Villarfocchiardo, in Piemonte, prov. di Torino, 
circond. di Sosa, mand. di Bossoleno. 

L'ufficio postale è a Villarfocchiardo. 

GIACHE. — Frazione del com. di Porosa 
Canavese, in Piemonte, prov. di Torino, eir> 
cond. di Ivrea, mand. di Strambino. 

L'ufficio postale è a Strambino. 

GIACHERI. — Frazione del com. di Mioglia, 
nella Liguria, prov. di Genova, circond. di 
Savona, mand. di Dogo. 

L'ufficio postale è a Dogo. 

GIACHIHL — Frazione del coul di Osiglia, 
nella Liguria, prov. di Genova, circond. di 
Savona, mand. di Cairo Montenotte. 

L'ufficio postale è a Millesimo. 

QIACOBINL — Frazione del com. di Rose» 
Scrivia, nella Liguria, prov. e circond. (fi Ge- 
nova, mand. di Ronco Scrivia. 

L'ufficici postale è a Ronco Scrivia. 

GIACOLO. — Frazione del com. di Redoa- 
desco, in Lombardia, prov. di Brescia, cir- 
cond. di Castiglione delle Stivìere, ma«L di 
Canneto sull'Oglio. 

L'ufficio postale è a Redondesco. 

6IAC(UIA8S0. — Frazione del coni, di T»> 



Digitized by 



Google 



GUCOliKLU 
ÙM, in Piemonte, prov., circood. e mand. di 
Torino. 

L'afficio postale è a La Crocetta, frazione 
etia pure del coonne di Torino. 

nàCOMCLLA. — Frazione del «om. di Bu- 
naieo, in Piemonte, proT. dì Torino, cireond. 
di Pinerolo, mand. di Buriasco. 

L'oficio postale è a Boriasco. 

6IAC0MI1II. — Frazione del com. di Dego, 
nella Liguria, prov. <U Genova, circond. di 
Savona, mand. di Dog*. 

L'afficio postale h a Dego. 

flUGOBO. — Frazione del com. di S. Da- 
miano d'Asti, in Piemonte, prov. di Alessan- 
èia, circond, di Asti, mand. di S. Damiano 
(TAstL 

L'offieio postale è a S. Damiano d'Asti. 

tliCOMCOLO. — Frazione del com. di 
Alagna, in Lombardia, prov. e circond. di 
Pina, mand. di Sannaczaro de'Bnrgondi. 

L'afficio postale è «d Ahgnà. 

GIACONI (Ai). — Frazione del com. di Ca- 
nate, in Piemonte , prov. di Onneo , circond. 
é Alba, mand. di Canale. 

L'officio postale è a Caaale. 

UC0TIII. — Praaone del com. di Praro- 
s&ao, in Piemonte, prov. di Torino, circond. 
i Pinerolo, mand. di S. Secondo di Pinerolo. 

L'officio postale è a San Secondo di Pi- 
lerok). 

fiUGAZZU. — Frazione del com. di Borti- 
giadas, in Sardegna, prov. di Sassari, cir- 
cond. di Tempio Paasania, mand. di Agins. 

L'afficio postale è a Tempio Pansania. 

UAMnOLO. — Frazione del com. di Civi- 
telk di Romagna, nell'Emilia, prov. e circond. 
di Forlì, mand. di Civitella di Romagna. 

L'officio postale è a Civitella di Romagna. 

SUfiLIOME.. — Comnse in Piemonte, prov. 
di Torino, circond. e mand. di Susa. 

Consta di Qiaglione e di dieci altre villate. 

Ha nna snperfioie di 4176 ettari. 

U toa popolazione assoluta di fatto, secondo 
il censimento del 1661, contava abitanti 1575 
(maKlri 733, femmine 842); quella di diritto 
en « 1697 abitanti. Nel 1864 ve n'erano 1586, 
< quindi 37. 97 per cfailom. qoadr. 

La saa guardia nazionale consta di due 
compagnie con 308 militi attivi e 79 <ti ri- 
Mrra: totale 387 militi. La «obilixMbile è di 
199 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
st* elettorali del collegio di Sosa; n«l 1863 
erano 34. 

L'offieio postale k a Suso. 

Pel dazio eoMorao è comune di quarta classe. 
L'IuLu, Dizionario corogrt^, ecc. VoL 



GIAUUU 153 

11 suo territorio, quasi tutto a colli e mon« 
ticelli, produce principalmente segale, orzo, 
patate e legumi: sulla cima del monte Gia- 
glione trovasi del ferro spatico. Vi scorre il 
torrente Chiauri. 

Il capoluogo giace in colle, a sinistra del 
fiume Dora, 4 chilometri a ponente da Susa. 

Sul detto monte Giaglione oravi un castello, 
ridotto oggidì ad abitazioni contadinesche. 

Fu feudo dei Bermondi, sino dal 1380, dei 
Ferrandi di Susa, degli Aschieri e per ultimo 
(1583) dei conti Ripa, che l'ebbero con titolo 
comitale. 

6IAGDHARCHE. — Frazione del com. di Bud- 
dusò, in Sardegna, prov. di Sassari, circond. 
di Ozierì, mand. di Patada. 

L'ufficio postale è a Buddusò. 

GIAI DELLA SEGA. — Frazione del com. di 
Grnaro, nel Veneto, prov. di Venezia, distr. di 
Portogmaro. 

GIAI BI SACCOKE e CUI DI SPADACENTA. 
— Frazioni del com. di Annone, nel Veneto, 
prov. di Venezia, distr. di Portogmaro. 

6IAIRIN0. — Frazione del com. di Albenga, 
nella Liguria, prov. di Genova, circond. e 
mand. di Albenga. 

L'ufficio postale è ad Albenga. 

6IAIS. — Frazione del com. di Àviano, nel 
Veneto, prov. di Udine, distr. di Aviano. 

L'ufficio postale è ad Aviano. 

6IAJ. — Frazione del com. di Giaveno, in 
Piemonte, prov. di Torino, circond. di Susa, 
mand. di Giaveno. 

L'ufficio postale è a Giaveno. 

GIAIETTO. — Frazione del com. di Cam- 
biano, in Piemonte, prov. e circond. di Torino, 
mand. di Chierì. 

L'ufficio postale è a Cambiano. 

6IAI0NE. — Frazione del com. di Tori- 
no, in Piemonte, prov., circond. e mand. di 
Torino. 

L'ufficio postale ò alla Crocetta, frazione 
essa pure del com. di Torino. 

GIALDINE. — Frazione del com. di Casal- 
maggiore, in Lombardia, prov. di Cremona, 
circond. e mand. di Casalmaggiore. 

L'ufficio postale è a Casalmaggiore. 

GIALLI. — Frazione del com. di Mocchie, 
in Piemonte, prov. di Torino, circond. di Susa, 
mand. di Condove. 

L'ufficio postale è a Condove. 

GIALLO (Al). — Frazione del com. di Lucca, 
in Toscana, prov., circond. e mand. di Lucca. 

L'ufficio postale è a Lucca. 

GIAUIALA. — Frazione d«l com. di Casti- 
IV. {Proprietà kUeraria) 30 



Digitized by 



Google 



154 GIAHBOLmO 

^ione d'Ossola, in Piemonte, prov. di Novara, 
circond. di Ossola, mand. di B&nnio. 

L'nfficio postale è a Castiglione d'Ossola. 

OIAMBOUNO. — Frazione del com. di Car- 
bonara Seri via, in Piemonte, prov. di Alessan- 
dria, circond. e mand. di Tortona. 

L'nfficio postale è a Tortona. 

GIAIOIARIA. — Frazione del com. di Ca- 
stelletto Cervo, in Piemonte, prov. di Novara, 
circond. di Biella, mand. di Masserano. 

L'nfficio postale ò a Buronzo. 

GIAMOSA. -=• Frazione del com. di Bel- 
lono, nel Veneto, prov. e distr. di Belluno. 

E un casale posto sopra nn alto monte, 
alle cui falde scorre il Piave. 

OIAMPCO. — Frazione del com. di Fabriano, 
nelle Marche , prov. e circond. di Ancona , 
mand. di Fabriano. 

L'ufficio postale è a Fabriano. 

GIAMPERETA. — Frazione del com. di Chiusi 
in Casentino, in Toscana, prov. e circond. di 
Arezso, mand. di Poppi. 

L'ufficio postale è a Bibbiena. 

GIÀMPERSTO. — Frazione del com. di Sar- 
nano, nelle Marche, prov. e circond. dì Ma- 
cerata, mand. di Sarnano. 

L'nfficio postale è a Macerata. 

6UMPIETBA. — Frazione del com. di Imola, 
nell'Emilia, prov. di Bologna, circond. e mand. 
di Imola. 

L'ufficio postale è ad Imola. 

GIAMPI6LIERI. — Frazione del com. di 
Messina, in Sicilia, prov., circond. e mand. di 
Messina. 

L'ufficio postale è a Messina. 

GlAMPRISCO. — Frazione del com. di Fran- 
colise, nel Napoletano, prov. di Terra di La- 
voro, circond. di Gaeta, mand. di Carinola. 

L'nfficio postale è a Sessa. 

GIAN. — Frazione del com. di Valle, nel 
Veneto, prov. di Belluno, distr. di Pieve di 
Cadore. 

L'ufficio postale è a Pieve di Cadore. 

GIANARELLL — Frazione del com. di Mon- 
tese, nell'Emilia, prov. di Modena, circond. 
di Pavullo nel Frignano, mand. di Montese. 

L'nfficio postale è a Montese. 

6IAMCASCI0 JOPPOLO. -> Frazione del 
com. di Aragona, in Sicilia, prov. e circond. 
di Girgenti, mand. di Aragona. 

L'ufficio postale è ad Aragona. 

È un villaggio di circa 900 abitanti, posto 
nelle vicinanze del fiume di Girgenti in ter- 
ritorio fertile. 

6IARCHET0. — Frazione del com. di Prì- 
gnaoo sulla Secchia, nell'Emilia, prov. di 



GUIflCO 

Modena, circond. di Pavullo nel Frignano, 
mand. di Moutefiorìno. 

L'ufficio postale è a Montefiorino. 

6IANCHI. — Frazione del com. di Florinai, 
in Sardegna', prov. e circond. di Sassari, 
mand. di Ploaghe. 

L'ufficio postale è a Codrongianus. 

GIANCHINI. — • Frazione del com. di Arì- 
gnano, in Piemonte, prov. e circond. di To> 
rino, mand. di Riva di Chieri. 

L'ufficio postale è a Chieri. 

6IANDET0. — Frazione del com. di Casina, 
nell'Emilia, prov. e circond. di Reggio nel- 
l'Emilia, mand. di Carpinoti. 

L'nfficio postale è a Castelnuovo nei mooU. 

GIANDOLA. — Frazione del com. di Bre- 
glio, nelle Alpi Marittime, circond. di Nim, 
cantone di Breglio. 

L'nfficio postale è a Breglio. 

GIANDOLIHO. — Frazione del com. di Imola, 
nell'Emilia, prov. di Bologna, circond. e mand. 
di Imola. 

L'ufficio postale è ad Imola. 

GIANDOMENICO. — Frazione del com. di 
Miglianico, ne] Napoletano, prov. di Abraxso 
Citeriore, «ircond. di Chieti, mand. di T«Uo. 

L'ufficio postale è a Chieti. 

GIANFILIPFI. — Frazione del com. di 
Monteu Roero, in Piemonte, prov. di Cuneo, 
circond. di Alba, mand. di Canale. 

L'ufficio postale è a Canale. 

6IANGI (La). — Frazione del com. dì 
S. Marino, nella repubblica di S. Marino. 

L'ufficio postale è a S. Marino. 

GIANL — Frazione del com. di Montoae, 
nell'Emilia, prov. di Modena, circond. di Pa- 
vullo nel Frignano, mand. di Montese. 

L'nfficio postale è a Montese. 

GIANICO. — Comune in Lombardia, prov. 
di Brescia, circond. e mand. di Brano. 

Ha una superficie di 1285 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto , ae- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 740 (maschi 360, femmine 380); qndla 
di diritto era di 770 abitantù Nel 1864 ve 
n'erano 761, e quindi 59.23 per ehUom. qnaér. 

La sua guardia nazionale consta di 41 
militi attivi e 23 di riserva: totale 63 militi. 
La mobilizzabile è di 37 militL 

Gli elettori politici sono inscrìtti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Breno ; nd 186S 
erano 19. 

L'ufficio postale è a Corna, frazione del co- 
mune di Darfo. 

Pel dazio consumo è comune di quarta c h a wt 

Il suo territorio abbonda di biade, di fratte. 



Digitized by 



Google 



eiANICÒLO 
di prati, di pascoli, di gelsi e di boschi d'alto 
e basso Aisto, e di castagneti. I rami d'in- 
dnstrìa si limitano al ferro lavorato ed ai 
legnaoi segati. 

Giuieo è a 20 chilometri ad ostro di Breno. 
Possiede belle case, una bella chiesa parroc- 
diiale che vanta il primo affresco di Antonio 
Gmdagnini. A breve distanza dal paese sopra 
u amenissimo poggio sorge nn magnifico san- 
toarìo dove ammiransi tre dipinti della scuola 
vaoeta e di grande merito artistico, e alcuni 
iffivscfai assai pregevoli. Gli abitanti, ad ec- 
mione di poche famiglie, sono agricoltori. 

Akn* delle nmlftrtte notlxle ai devono ali* cortesia 
Wr«oorrrd« Bliidaeo di qoetto commie. 

SUmcOLO. — U più alto dei colli che co- 
t&iiiacono la città di Roma. Sta sulla destra 
dei Tevere, s' innalza a metri 88 sul livello 
del mare ed ebbe nome dal dio Giano. Anco 
Muzio munì il Gianicolo di qualche fortifica- 
lioDe; però non à uno dei celebri sette colli, 
e aoa fu compreso nella città prima di Au- 
gusto. (Vedi Roma). 

SIAM MARTUi. — Frazione del com. di 
Couze, in Piemonte, prov. di Torino, circond. 
ASosa, mand. di Giaveno. 

L'ufficio postale è a Coazze. 

GIAniETTL — Frazione del com. di Fon- 
Uaa Liri, nel Napoletano, prov. di Terra di 
Uvoro, circond. di Sora," mand. dì Arce. 

L'uflicio postale è ad Arce. 

OAIIIIUIO. — Frazione del com. di Anzano 
del Parco, in Lombardia, prov. e circond. di 
Cimo, mand. di £rba. 

L'officio postale è od Alzate con Verzago. 

CIAHHINO. — Frazione del com. di Mor- 
roTille, nelle Marche, prov. e circond. di Ma- 
eeiata, mand. di Civilanova. 

L'officio postale è & Macerata. 

GIAHNOTTL — Frazione del com. di Luc- 
ca, io Toscana , prov. , circond. e mand. dì 
Lacca. 

L'officio postale è a Lucca. 

filAKO. — Pìccolo fiume delle Marche. Na- 
sce alle falde orientali dell'Appennino cen- 
trale nel territorio di Nocera Umbria; entra 
nel territorio di Fabriano, in provincia di 
Ancona, ove acorre dapprima da borea ad 
«tro, poi verso levante; e si getta nel fiume 
Sant'Angelo dopo essersi ingrossato delle ac- 
que di parecchi rivoli e torrenti e dopo un 
cono di circa HI chilometri 
. GIAKO DBIL'DMBRU. _ Comune nellUIm- 
bria, prov. dell'Umbria, circond. di Spoleto, 
i»«i>d. di Montefalco. 



«tAKOttl 155 

Comprende le frazioni di Castagnola, Colle 
Mezzo, Fabri, Maccino, Montecchio, Rustichino, 
Sagiano, S. Savino e Santo Stefano. 

Ha una superficie di 4252 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 1582 (maschi 834, femmine 748); quella 
di diritto era di 1685 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 1559, e quindi 36.66 per chilom. 
quadr. 

La sua guardia nazionale consta di due 
compagnie con 163 militi attivi e 18 di ri- 
serva: totale 181 militi. La mobilizzabile è di 
71 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Todi; nel 1863 
erano 14. 

L'ufficio postale è a Spoleto. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

11 suo territorio produce grano, molto vino 
ed ulivi. E tutto in collina. 

Il capoluogo è un villaggio posto 23 chi- 
lometri e mezzo a maestro da Spoleto e 10 
circa a libeccio da Montefalco. È luog>) for- 
mato da pochi fabbricati. Possiede un' opera 
pia per doti, e un monte frumentario avente 
una rendita annua di L. 800. 

6IAN06LL — Frazione del com. di Monta, 
in Piemonte, prov. di Cuneo, circond. di Alba, 
mand. di Canale. 

L'ufficio postale è- a Canale. 

GIANOGLL — Frazione del com. di Plodio, 
nella Liguria, prov. di Genova, circond. di 
Savona, mand. di Millesimo. 

L'ufficio postale è a Millesimo. 

GIANOLE. — Frazione del com. di Mortara, 
in Lombardia, prov. di Pavia, circond. di 
LomelUna, mand. di Mortara. 

L'ufficio postale è a Mortara. 

6IAN0LL — Frazione del com. di Capri* 
glie, in Piemonte, prov. di Alessandria, cir- 
cond. di Asti, mand. di Moutafia. 

L'ufficio postale è a Montafìa. 

GIAHOLL — Frazione del com. di Teglio, 
in Lombardia, prov. e circond. di Sondrio, 
mand. di Tirano. 

L'ufficio postale è a Teglio. 

GIANOUO. — Frazione del com. di Bar- 
dassano, in Piemonte, prov. e circond. di To- 
rino, mand. di Sciolse. 

L'ufficio postale è a Sciolze. 

GIANOLIO. — Frazione del com, di Cbera- 
sco, in Piemonte, prov. di Cuneo, circondi di 
Mondovì, mandi di Cherasco. 

L'ufficio postale è a Cherasco. 

GIANOTTL -^ Frazione del com. di Astij 



Digitized by 



Google 



15<l eiANOfTt 

in Piemonte, ptox. di Alessandria, cireond. 
a mand. di Àsti. 

L'uf&cio postale è ad Àzzano. 

GIANOTTI. — Frazione del oom. di Bòr- 
garo Torinese, in Piemonte, prov. e cireond. 
di Torino, mand. di Caselle Torinese. 

L'ufficio postale è a Bòrgaro Torinese. 

OIANOTTt — Frazione del com. di Ca- 
losso, in Piemonte, prov. di Alessandria, cir- 
eond. di Asti, mand. di Canelii. 

L'ufficio postale è a Caiosso. 

GIANOTTI. — Frazione del com. di Mona- 
sterolo di Lanzo, in Piemonte, prov. e cir- 
eond. di Torino, mand. di Lanzo Torinese. 

L'ufficio postale è a Piano. 

GIANOTTI (I). — Frazione de) com. di Bar- 
bania, in Piemonte, prov. e cireond. di To- 
rino, mand. di Barbania. 

L'ufficio postale è a Piano. 

QIANOTTO. — Frazione del com. di Bal- 
dichieri, in Piemonte, prov. di Alessandria, 
cireond. di Asti, mand. di Baldichieri. 

L'ufficio postale è a Baldichieri. 

GIANO VETUSTA. — Comune nel Napole- 
tano, proY. di Terra di Lavoro, cireond. di 
Caserta, mand. di Pign ataro Maggiore. 

La sua popolazione assoluta di fette, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 780 (maschi 381 e femmine 399) ; quella 
di diritto era di 780 abitanti. Nel 1864 yc 
n'erano 819. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 100 militi attivi e 13 di ri- 
serva: totale 113 militi. La mobilizzabite è di 
34 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Capua; nei 1863 
erano 8. 

L'ufficio postale è aPignataro Maggiore. 

Pel dazio consnmo è'comanedi qnartaclasse. 

Il suo territorio abbonda di viti, nlivi ed 
alberi fruttiferi. 

Il capolaogo è un piccolo villaggio, posto 
sopra un colle, a 3 chilometri e mezzo da 
Caserta. 

Questo luogo trae nome da mi antico tem- 
pio dedicato a Giano, di cai veggonsi tuttora 
le vestigia. 

GIAN EAnONDO. -» Frazione del com. di 
Sant' Antonino di Susa, m Piemonte, prov. di 
Torino, cireond. di Susa, mand. di Bussoleno. 

L'ufficio postale è a Sant'Antonino di Susa. 

GIANTIIRCO. — Frazione del coni, di Avi- 
gliano, nel Napoletano, prov. di Basilicata, 
cireond. di Potenza, mand. di Avigliano. 

L'ufficio postale è ad AvigliuMO. 



fiURDtlVA 

GIANOTRI. — Isoletta disaliiUta ed ÌM«Its 
dell'arcipelago toscano. Ha fcrma seoMimure 
colle punte rivolte verso levante. Non ka ebe 
un perimetro di 7 chilometri ed vna sopcv- 
ficie minore di 4. Trovasi fra il grado 49.* Uf e 
49.» 16' di longitadine, ed il grado 3a« 4d* a 
38.* 46' di latitudine, 1 1 chilometri a mwaodì 
del promontorio Argentare. Rispetto alia cir- 
ooserizione amministrativa fe parte àtk etmnm 
di Oiglie (isoIaX prov. e oiroond. di Groaseto. 

Scarse notizie isteriche si banuo ss quest» iso- 
letta. Alcuni ruderi di fabbriche antiche fenao 
coioscwa che una voHa aveva popolo ed abits- 
zioni; è però certo che fin dal seeolo IX era 
deserta di abitanti. Oggidì è stazione prov^ 
sona dei pescatori dell'arcipelago toscano. 

GIANZnn. — Frazione del com. di IVe- 
mezzo, in Lombardia, prov. e cireond. di Cbmo, 
mand. di Menaggio. 

L'ufficio postale è a Tramezzo. 

GIAON. — Frazione del com. di Limans, nel 
Veneto, prov. e distr. di Belluno. 

OIAONARA. — Frazione del com. di Me- 
gliadino San Vitale, nel Veneto, prov. di Pa- 
dova, distr. di Montagnana. 

L'ufficio postale è a Montagnana. 

É un villaggio di circa 3S0 abitanti, po- 
sto in territorio coltivato a cereali, viti e gebi. 

GIAPPUDI. — Frazione del com. di Cascia, 
nell'Umbria, prov. dell'Umbria, cireond. di Spo- 
leto, mand. di Cascia. 

L'ufficio postale è a Cascia. 

GIARA. — Frazione del com. dì Canneto 
suU'Oglio, in Lombardia, prov. di Brescia, dr- 
cond. di Castiglione dette Stiviere, mand. di 
Canneto sult'Ogtio. 

L'ufficio postate è a Canneto suITOgUo. 

GIARA. — Frazione del com. di Montacuto. 
in Piemonte, prov. di Alessandria, cireond. di 
Tortona, mand. di San Sebastiano Corona. 

L'ufficio postale è a S. Sebastiano Catone. 

GIARA. — Nome applicato in Sardegna a 
certi altipiani poco accessibili. La Giara prin- 
cipale dell'isola è quella dì Gestori, cooiUM 
della provincia <fi Cagliari. 

GIARAS. ->• Frazione del com. di Sampeyre, 
in Piemonte, prov. di Cuneo, cireond. dìSa- 
Inzzo, mand. di Sampeyre. 

L'officio postale è a Sampeyre. 

GIARDA. — Frazione del com. di NoWm, 
in Piemonte, prov., cireond. e mand. di Novara. 

L'ufficio postale è a Novara. 

GURDINA. — Frazione del com. di Baldl»- 
sero d'Alba, in Piemonte, prov. di Cofleo, eir* 
cond. di Alba, mand. di Cornegliano Albi. 

L'ufficio postale è a Cornegliano Alba* 



Digitized by 



Google 



UABPDUu -^ Frauona dd com. di (^ra- 
Mo^ ia PiMB«Bt«, prov. di Caneo, oiiieond.di 
UondoTÌ, mand. di Cberasc*. 

L'officio postale è a Cheraseo. 

SURIUIIA. — Fraiiooa del com. di Raffa- 
daif eoa €Uwdina, ia Sicilii^ prav. e circood. 
di Gvgonti» swnd. di Rafikdale eoa Giardina. 

L'officia postala k a Ra&dal» con Giardina. 

OURSaiA. — Fraxioae del com. di Veglio, 
w Piamoote, proT. di Novara, cirooad. di Bialbk, 
mand. di Mosao Santa Maria. 

L'officio postala à a Mosso Santa Maria. 

fiUMWKLil — Comaaa in Sicilia, prov. 
eeircand, di Palertso, mand. di Partioico. 

La sua popolaziose assolata di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 484 (maschi 346 a fimmine 288) ; quella 
di Slitto era di 461 abitanti. Nei 1864 ve 
l'erano 494. 

La sna guardia nazionale consta di una 
oaapagBÌB. eoa 68 militi attivi e 15 di'ri- 
Mm: totak 83 militb La atobilixnikila è di 10 
■ilitL 

Gli elettori politioi sono imcrìtti nelle liste 
liattttralì dal oollagw di Monreale; nel 1863 
■ne a 

L'offià» postda è a Pavtinieo. 

Pel daóo consanu) è aonnne di qaarta classe. 

Q suo ttffritorio prodace sopratoito deli'et- 
ino cotone molto ricercato in Francia, ia Ger- 
■ania, ia Isvizsera. Fa para un' importante 
iqrartnione di idii. 

II eapotaogo trovasi a 37 ehilomatri da Pa- 
lermo, ed a 9 circa dal mar Tirreno. 

nuUUHnELU. — Fraziona, dei oom. di Kam- 
■acca, in Sicilia, prov^ di Catania, oircond. 
£ Caltagirone, mand. di Rammacca. 

L'nMdo pastoie è a Palagaona. 

6IABDIHXITA. — .Fraitonadaicoa. di Bo» 
naoy nel Napoletano, prov. di Capitanata, cir- 
aoad e maod. di Bovino. 

L'olfio» pestala è a B««iiio. 

miimilTTO. -» Frasiona del com. di Ca» 
•Mbtta Seazioso, io Piemonte, prov. e cir- 
eond. di Alessandria, mand. di San Salvatore. 
L'affieio postale è a Cantei letto Scazzoso. 
IUlIMID. — CooMioe in Sicilia, prov. di 
Mflaaaa, eiiaond. di Castrorealo, mand. di 
TaoHuna. 
ia noa snpaifieie di 304 ettari. 
La sua popolasione assolata di fatto, sa- 
aaado il aaaaimenta del 1861 , contava abi- 
tuti 1866 (B8MfaL»U e femmine 952); qaella 
di diritto en di 1601 aUianti. Nel 1864 ve 
n'erano 3038, e quindi 667. 10 per chil. quadr. 
La soa guardia nazionale consta di una 



oiuiMNO 157 

compagnia oon 88 militi attivi e 46 di ri- 
serva : totale 133 militi. La mobilizzaJaile è 
di 61 militi. 

Gli elettori politici sono iascritti nella listo 
elettorali del collegio di Francavilla di Sicilia ; 
nel 1863 erano 14. 

Ha ufficio postale proprio. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il sao territorio è fertilissimo ed è colti- 
vato a cereali, viti, gelsi, cedri e melagrani. 

11 capoluogo giace alle falde del monte Toro, 
53 chilom. e mezzo da Castroreale e 3 da Tamv 
mina. Molto sofiìì nelle eruzioni dell'Etna, 
delle quali si veggono nel territorio non po- 
che vestigia. 

GIAItOINL — ('razione dal com. di Ghia- 
vrie, in Piemonte, prov. di Torino, eigroood. di 
Susa, mand. di Condove. 
> L'ufficio postale è a Condove. 

6IABOIN0. — Frazione dei cobl dì Àures- 
sio, nel Canton Ticino, distr. di Locamo, cir- 
colo d'Onsemone. 

GIARDINO. — Fraziona dd com. di Imola, 
nell'Emilia, prov. di Bologna, circood. e mand. 
di Imola. 

L'ufficio postale è ad Imola. 

GIARDINO. — Frazione dei com. di Lerici, 
nella Liguria, prov. di Genova, circond. di 
Levante, mand. di Larici. 

L'ufficio postale è a Lericl 

GIARDINO. — Frazione del com. di Livorno, 
in Toscana, prov., circond. a mand. di Livorno. 

L'officio postale è ad Àntigoano, fìnaione 
esso pure del comune di Livorno. 

GIARDINO. — Frazione del com. di Mou- 
terchi, in Toscana, prov. e circond. di Arezzo, 
mand. di S. Sepolcro. 

L'ufficio postale è a MonterchL 

GIARDINO. — Frazione del com. di Po- 
tenza Picena già Montesanto, nelle Marche, 
prov. e circond. di Macerata, mand. di Po- 
tenza Picena. 

L'ufficio postale è a Potenza Picena. 

GIARDINO. -;- Frazione del com. di Ottone, 
in Lombardia, prov. dì Pavia, circond. di Bob- 
bio, mand. di Ottone. 

L'ufficio postale è ad Ottone. 

GIARDINO. — Frazione del com. di Ron- 
danina, in Lombardia, prov. di Pavia, circond. 
di Bobbio, mand. di Ottone. 

L'ufficio postale è ad Ottone. 

GIARDINO. — > Frarione del com. di Travaccò 
Siccomario già S.* Maria della Strada, in Lem<> 
bardia, prov. e circond. di Pavia, mand. di 
Cava Manara. 

L'ufficio postale è a San Martino Siccomario. 



Digitized by 



Google 



i58 GUROtNO 

CIAROnfO. — Frazione del com. di Tigliolé, 
in Piemonte, prov. di Alessandria, circond. 
di Àsti, mand. di Baldichieri. 

L'officio postale è a San Damiano d'Asti, 
alla stazione della ferrovia. 

GIARDINO. — Frazione del com. di Torino, 
in Piemonte, prov., circond. e mand. di/Torino. 

L'officio postale è alla Madonna di Cam- 
pagna, frazione essa pure del cornane di 
Torino. 

GIARDINO. — Frazione del com. di Torri- 
glia, nella Ligoria, prov. e circond. di Ge- 
nova, mand. di Torriglia. 

L'ufficio postale è a Torriglia. 

GIARDINO. — Frazione del com. di Vez- 
zano, nella Liguria, prov. di Genova, circond. 
di Levante, mand. di Vezzano. 

L'officio postale è a Vezzano. 

GIARDINO. — Frazione dei com. di Villa- 
nova s all'Arda, nell'Emilia, prov. di Piacenza, 
circond. di Fiorenzaola, mand. di Cortemag- 
giore. 

L'ufficio postale è a Villannova sall'Arda. 

GIARDINO D£L MURAGLIONE, GIARDINO DI 
VU NUOTA, GIARDINO NUOTO e GIARDINO 
TECCmO. — Frazioni del com. di Imola, nel- 
l'Emilia, prov. di Bologna, circond. e mand. 
di Imola. 

L'ufficio postale è ad Imola. 

GIARE. — Frazione del com. di Borgover- 
celli, in Piemonte, prov. e circond. di Novara, 
mand. di Borgovercelli. 

L'officio postale è a Borgovercelli. 

GIARE. — Frazione del com. di Calizzano, 
nella: Ligarìa, prov. di Genova, circond. di Al- 
benga, mand. di Calizzano. 

L'officio postale è a Calizzano. 

GIARE. — Frazione del com. di Dro, nel 
Trentino, distr. giudiziario di Arco. 

GIARE. — Torrente della provincia di Vi- 
cenza, nel Veneto. Ha un corso di circa 9 
chilometri e si versa nel Musone per la riva 
destra. 

GIARE (Le). — Frazione del com. dìTro- 
mello, in Lombardia, prov. di Pavia, circond. 
di Lomellina, mand. di Gambolò. 

L'ufficio postale è a Tromello. 

GIARETTL — Frazione del com. di Locana, 
in Piemonte, prov. di Torino, circond. di Ivrea, 
mand. di Locana. 

L'officio postale ò a Locana. 

GIARETTO. — Frazione del com. di Cortaz- 
sone, in Piemonte, prov. di Alessandria, cir- 
cond. di Àsti, maiid. di Mcntafia. 

L'officio postale è a Montafia. 



ÒtABbLiC 

GIARINI. — Frazione del com. di Stalla- 
nello, nella Ligoria, prov. di Genova, eireond. 
di Àlbenga, mand. di Àndora. 

L'ufficio postale è ad Àndora. 

6IARNERA. — Frazione del com. di Ascoli 
Satriano, nel Napoletano, prov. dì Capitanata, 
circond. di Bovino, mand. di Ascoli Satriano. 

L'officio postale è ad Ascoli Satriano. 

6IAR0LA. — Frazione del eom. diCollec- 
chio, nell'Emilia , prov. e circond. di Panna, 
mand. di San Pancrazio Parmense. 

L'officio postale è a Parma. 

GIAROLA. — Frazione del com. di Colagna, 
nell'Emilia, prov. e circond. di Reggio nel- 
l'Emilia, mand. di Colagna. 

L'officio postale è a Colagna. 

GIAROLA. — Frazione del com. di Meneo- 
nico, in Lombardia, prov. di Pavia, circond. 
di Bobbio, mand. di Varzi. 

L'officio postale è a Varzi. 

6IAR0LE. — Comone in Piemonte, prov. 
di Alessandria, circond. di Casale Monferrato, 
mand. di Occimiauo. 

Ha ona superficie di 514 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, secondo 
il censimento del 1861 , contava abitanti 974 
(maschi 444 e femmine 530); qoella di di- 
ritto era di 1019 abitanti. Nel 1864 vi avevano 
1006 abitanti, e qoindi 195.72 p«r chUome> 
tro qoadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 113 militi attivi e 30 di ri- 
serva : totale 143 militi. La mobilizzabile è di 
31 militi 

Gli elettori politici sono inscritti nelle Uste 
elettorali del collegio di Vignale; nel 1863 
erano '24-. 

Ha ufficio postale proprio e stazione dtUa 
ferrovia da Alessandria a Vercelli 

Pel dazio consumo è comone di qoarta classe. 

Il soo territorio abbonda di cereali e ri si 
alleva molto bestiame, di cui si b attivo com- 
mercio colle terre circostaniL Vi scorrono la 
roggia Grana, ed altri rìvoli di minor iuper* 
tanza. 

11 capoluogo giace in pianura sulla destra 
della Grana, 32 chilometri da Alessandria, 
13 chilometri a scirocco da Casale Monlir- 
rato e 5 da Occimiano. 

Possiede due opere di beneficenza, delle 
quali la Corrati, istitoita nel 1819, ha un red- 
dito annao di L. 3058 per soccorsi ai poivri. 

Lo possedettero i marchesi di Monlemt0 
e fu fendo dei Sannazzaro di Casale. 

Alcune delle surriferite notizie si debbono ala Ci 
deU'ouoreTole Sindaco di questo comune. 



Digiti 



zedby Google 



etAROLO 
filAHOLO. --' Monte che sorge fra il terri- 
torio ligure e il tortonese, a scirocco da 
Tortona. 

CaABOLO. — Frazione del com. di Monta- 
ente, in Piemonte, prov. di Alessandria, cir- 
cood. di Tortona, mand. di San Sebastiano 
Corone. 
L'affido postale è a S. Sebastiano durone. 
GIAROH. — Torrente della provincia di 
Treriso, nel Veneto: influisce nel Meschio 
presso Serravalle. 

GIAROH. — Torrente del Vicentino, nel Ve- 
neto. Ha un corso di circa 17 chilometri e si 
iorìea nel Musone per la sponda destra. 

QABONE. — Frazione del com. di Canta- 
lopo Lignre, in Piemonte, prov. di Alessan- 
dria, circond. di Novi Ligure, mand. di Roc- 
chetta Ligure. 
L'nfGcio postale è a Rocchetta Ligure. 
GIABOHE. — Frazione del conu-di Frassi- 
neto Po, in Piemonte, prov. di Alessandria, 
circond. di Casale Monferrato, mand. di Ti- 
daetto. 
L'ofEcio postale è a Frassineto Po. 
6IAB01f£. — Frazione del com. di Frassi- 
mHo, in Piemonte, prov. di Torino, circond. 
ihrea, mand. di Pont. 
L'officio postale è a Pont. 
NAEOSA. — Frazione del com. di Prà mag- 
giore, nel Veneto, prov. di Venezia, distr. di 
Portogruaro. 

UARRATANA (Ceratanum, Cerratana). — Co- 
Bone in Sicilia, prov. di Siracusa, circond. di 
Uodica, mand. di Monterosso. 
Ha una superficie di 4307 ettari. 
La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, conta va 2569 abi- 
tuti (maschi 1274 e femmine 1295); quella 
di diritto era di 3587 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 2640, e quindi 62. 75 per chilometro 
quadrata 

La sna guardia nazionale consta di una 
compagnia con 102 militi attivi e 24 di ri- 
lerra: totale 126 militi. La mobilizzabile è di 
71 militi. 

Gli elettori politici sono inscrìtti nelle liste 
elettorali del collegio di Ragusa; nel 1863 
erano 42. 
L'officio postale è a Monterosso. 
Pei dazio consumo è comune di quarta classe, 
n suo territorio è molto fertile, cosicché fa 
qualche esportazione in grano e in lino. 

Il capoluogo è un grosso villaggio distante 
37, chilometri da Modica. 

E an ex-feado col titolo di marchesato della 
funiglia Settimo. 



GIARnBTTA 159 

GIABRE. — Mandamento in Sicilia, prov. 
di Catania, circond. di Acireale. 

Ha una popolazione di 27,525 abitanti, di- 
visi nei 3 comuni di Giarre, Mascali e Riposto. 

GIARBE. — Comune in Sicilia, prov. di 
Catania, circond. di Acireale, mand. di Giarre. 

Ha una superficie di 4240 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 17,197 (maschi 8597 e femmine 8600); 
quella di diritto era di 17,263 abitanti. Nel 1864 
ve ne avevano 18,121, e quindi 427.42 per 
chi^om. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di otto 
compagnie con 970 militi attivi e 87 di ri- 
serva: totale 1057 militi. La mobilizzabile ò 
di 75 militi. 

Gli elettori politici inscritti nelle liste elet- 
torali del 1863 erano 787. 

Ha ufficio postale proprio, pretura di man- 
dameuto dipendente dal tribunale cirile e cor- 
rezionale di Catania, ufficio del registro e ri- 
ceritoria del demanio, agenzia delle tasse di- 
rette. Nella circoscrizione elettorale dà il nome 
al 127.* collegio, che conta 1020 elettori, e di- 
videsi nelle sezioni elettorali di Giarre I e II 
sezione, Castiglione di Sicilia, Randazzo, Lin- 
guaglossa, Piedìmonte Etneo, Calatabiano, 
Fiumefreddo, Mascali e Riposto. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio abbonda di vini che sono 
tra i migliori della Sicilia. 

Il capoluogo è una città lontana poco più 
di un chilometro dall'Ionio, sul litorale di 
Catania, a 15 chilometri da Acireale. Possiede 
un orfanotrofio femminile istitaito nel 1850 
ed un ospedale detto di San Pietro, fondato 
nell'anno 1822 ed avente un reddito annuo di 
L. 2200 circa. Vi si celebra la fiera nella terza 
domenica di maggio. 

Giarre è luogo di moderna fondazione, che 
deve al commercio la sua esistenza, la sua 
vita, il continuo suo ingrandirsi. La sna ma- 
rina è nel vicino borgo di Riposto. 

Poco lungi da Giarre è la contrada del Car- 
pineto, famosa pei suoi smisurati alberi di 
castagno; fra i quali sono rinomati quello detto 
dai cento cavalU che gira 57 metri, ma ormai 
è in istato di decrepitezza, e quello che per 
la sua forma è detto della nave ed ha una 
circonferenza di 28 metri. 

GIARRETTA. — Fiume nell'isola di Sicilia, 

detto dagli antichi Simeto (Symoethus) e dai 

moderni conosciuto con nomi diversi, quali 

sono il fiume di S. Paolo presso le sue ori- 

I gini, il fiume di Catania nel suo corso in* 



Digitized by 



Google 



160 CIAT 

Seriore, il Game Grande per essere il mag- 
gior dell'isola. Ha origine a settentrione di 
Leonforte dalle acque cb« sgorgano dal monte 
Artesiano, che occupa «piasi il centro dell'isola, 
e si ingrossa dalle acque che discendono dalle 
alture di Nicosia, di Capizzi e di Aidone. Scorre 
con giro tortuoso a scirocco, riceve fra molti 
affluenti la Gabella a sinistra e il Dittaino 
(l'antico Chrysas) a destra, raechindendo con 
quest'ultimo la Piana di Oatani&, e sbocca 
nel mare ionio 15 chiloffletrì a mezzodì da 
questa città, dopo un corso di 148 chilometri. 
La Giarretta divide l'antica Val di Demone o 
Demona, che è la parte settentrionale^rien- 
tale deirisola e va fino al capo Pelerò o Faro, 
dal Val di Noto, che è la parte meridionale- 
orientale e va fino al capo Passare. Ai tempi dei 
Romani era navigabile per più della metà del 
suo corso : oggidì non lo è pie al pari degli 
altri corsi d'acqua dell'isola. Presso la sua 
foce si raccoglie molta ambra, che per la sua 
trasparenza i assai pregiata ed a Catania ò 
oggetto di qualche industria. 

CìIAT. — Frazione del com. di Viù, in Pie- 
monte, proT. e circond. di Torino, mand. 
di Viù. 

L'ufficia postale è a Viù. 

6IATS. — Comune in Sardegna, prov. di 
Sassari, circond. di Alghero, mand. di Bo- 
norva. 

Ha una superficie di 4724 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 1610 (maschi 839, femmine 781); quella 
di diritto era di 1667 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 1648, e quindi 34.88 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 138 militi attivi e 97 di ri- 
serva: totale 335 militi. La mobilizzabile è di 
100 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Alghero; nel 1868 
erano 19; nel 1866 erano 14. 

L'officio postale è a Bonorva. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio produce buoni vini e ab- 
bondunti pascoli, poco orzo e fave, ed ha 
pochi boschi. Vi si alleva bestiame, oggi<Q 
molto diminuito, per cui non se ne trae che 
pochissimo lucro. 

II capoluogo giace sopra un monte dello 
stesso nome, a 64 chilometri da Alghero e a 
6 da Bonorva. 

Non lungi da Giave trovansi le rovine di 
Dn'antiea città romana che credasi con metta 



dAVBNO 

probabilità l'Hafa nominata neH'Itinerario di 
Antenino. Vi hanno anche molti nuraghi 
(vedi Abbasanta), alcuni dei quali quasi in- 
tatti. Il clima i freddo, la pioggia e le Bevi 
frequenti. 

Gli abitanti sono industriosi: in ogni casi 
trovasi qualche telajo, e le donne attendono 
a fabbricar tovaglie, e coperte én letU. 

AlcDoe delle tnrriferite notiiie si debbono alla eortesii 
delTonoreTole Sindaco ffi questo eomnoe. 

6IAVEI. — Frazione del eom. di LvMrna, 
ìh Piemonte, prov. di Twin», cireood. di Pi- 
nerolo. 

L'ufficio postale è a Losema. 

6LATELLI RAOICATL — FracioiM del eoa. 
di Moncalieri, in Piemonte, prov. e eireond. di 
Torino, mand. di Moncalieri. 

L'ufficio postale è a HencaKeri. 

aiATEHALE. — Frazione del com. di Schio, 
nel VenetA, prov. di Vicenza, distr. di Sdrie. 

L'affido postala ò a Schio. 

6IATEN0. — Mandamento dì Piemonte, 
prov. di Torino, circond. di 8«sa« 

Ha una popolazione di 13,938 aMtuitl, di- 
visi nei 3 comuni di Coazze, Giaveno e Val- 
gioie. 

ììIATENO. — Comune in Piemonte, prov. di 
Torìuo, eireond. di Snsa, mand. di GÌatMo. 

Comprende varie frazionL 

Ha una superficie di 7354 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatte, seemdo 
il censimento del 1861, contava abitanti 0001 
(maschi 4373, femmine 4681); quella di diritto 
era di 9409 abitanti. Nel 1864 ve n' ertalo 
9107, e quindi 135,54 per chilom. Vjuadr. 

La sua guardia nazionale consta di cinqoe 
compagnie con 576 militi attivi e lOSI di ri- 
serva: totale 1607 militi. La mobilizsabfle è 
di 907 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle Ksle 
elettorali del collegio di Avigliana ; nel 1863 
erano 310. 

Ha ufficio postale proprio e pretura di BU- 
damento dipendente dal tribunale civile e 
correzionale di Susa. È sezione elettorale con 
366 elettori. 

Pel dazio consumo ò comune di quarta ciane. 

Il suo territorio è bagnato dai terreati 
Sangone ed Olasio, dal rivolo Tortereilo e 
da un canale derivato dal Sangone, a bieve 
lontananza dalla villata della Maddatam. 
Tanto rOlasio, che nasce sulla montagna di 
Coazze, che il Tortereilo, «he seand* dai 
monti posti tra Goazse e Valgici* , n 
oaoo nel Sangone. 



Digitized by 



Google J 



OUTÉRA . . . 

, Qo3slo ioritorìo non è molto fertile, co- 
(iecbè è scarsamente coltivato a eereali. Vi 
abbondano però i boschi. Sulla dma del 
BflotB Balmetto rioviensi del feno solforato, 
coDteneote indizii di argento: altrove vi ha 
lodw silice argillosa che serve alla fabbrieà- 
óone dei vasi di terra da stoviglie. 

n capoluogo h on grosso borgo sulla sini- 
stn éA SangoBO) 38 chilometri a scirocco di 
Som. Avvi tuttora nir antico castello ricinto 
da mora, degno di essere visitato. Ci fu già pa- 
lazxo abbauale, e fu fetto restaurare dal car- 
disaie Maurizio di Savoia. In esso soleva pas- 
sar l'inverno Carlo Emanuele 11 con tutta 
la sna corte. Nei dintorni si inalzaao monti 
e adii, dei qnati ì più alti sono quelli che 
tovraasi a nezsodL Possiede nn ospedale, uu 
atOo in&nttle per maschi e femmine fondato 
ad 1859 e dotato dì un reddito annuo di 
óe» L 1600, nn collegio e scuole 'elemeU' 
tiri comunali per ambo i sessi. 

Ahre volte tìiaveno era assai florido per 
k sae manifattore, fn cui eontaw più di SCO 
flatoL 

Di GiawBo fe amnione il cronista della 
Stniesa, raccontando che mentre Desiderio 
ttodeva il passo della Chiusa, contro i Fran- 
ti, Carlo IlagBO discese nella pianura di un 
nhggio ad nomen erat Gavmsù. Nel 1103 
h da Umberto li donato all' abbazia della 
(%iiu«, il oui abbate nel XIV secolo inalzò 
il castello e le mura. 

Nel 1386 U principe Amedeo coavocò quivi 
i naalli ed i comuni del Piemonte e della 
mie di Snsa » giurargli fedeltà come> am- 
niaistntor» degli Stati de'figliuoli minorenni 
dd prìncipe Tommaso. 

Possedettero alcuni beni in questa terra 
e n ebbero giurisdizione i toyra di Peirino, 
i Csmpans di Orio, i Valletti. 
* Nel 1680 fti «oeupato delle milizie francesi. 

^TlEà. — Fraiionedel com. di Arcade, 
nei Veneto, prov. di l'revìso, distr!. di iilon- 
teUlhuta. 

t in villaggio di 300 abitanti , posto in 
territorio abbondante di viti e gelsi) 17 «bi- 
lometri a borea da Treviso.' '• 

UATXBA, — Freaione del com. di ViHa di 
Ckiavems, in Lombardia, <prov. e ciro<Hid. di 
Soncbie, mand. di- Ghiavenna. 

L'sffieio postale è a Villa di Gbiaveana. 

dlATS BOTOKOa. — Frazione M com. di 
feacoroeehiano , nel Napoletano, prov. di 
•U)nmo Ulteriore II, circond. di Cittaducale, 
■MBd. di Borgocollefegato. 

L'olBcio postale è a Cittadncak. 



L'IiàLU, Diùonario corografico, ecc. Voi. IV. 



6IBKLUKA 161 

6IATET0. — Frazione del com. di Panieale» 
neir Umbria , prov. dell' Umbria , circond. di 
Perugia, mand. di Castiglion del Lago. 

L'ufficio postale è a Panicale. 

STATINA. — Frazione del com. di Cervatto, 
in Piemonte, prov. di Novara, circond. di Val- 
sesia, mand. di Varallo. 

L'ufficio postale è a Varallo. 

6IATINA. — Frazione del com. di SaU>ia, 
in Piemonte, prov. di Novara, circond. di 
Valsesia, mand. di Varallo. 

L'ufficio postale è a Varallo. 

GIAVINALI. — Frazione del com. di Cra- 
vagliana, in Piemonte, prov. di Novara, cir- 
cond. di Valsesia, mand. di Varallo. 

L'ufficio postale è a Varallo. 

6IATINELL0. — Frazione del com. di Vo- 
gogna, in Piemonte, prov. di Novara, cir- 
cond. di Pallanza, mand. di Omavasso. 

L'ufficio postale è a Vogogna. ^ 

eiAVONS. — Frazione del com. di Riva 
d'Arcano, nel Veneto, prov. di Udine, distr. 
di S. Daniele. 

L'ufficio poetale è ad Udine. 

«AZZA S. BARTOLOMEO. — Frazione del' 
com. di Selva di Progne, nel Veneto, prov. 
di Verona, distr. di Tregnago. 

É un villaggio di circa 400 abitanti, posto 
in luogo elevato, presso le fonti del Pregno, 
a 28 chilometri da Verona. Trovasi nei din- 
tomi qualche cava di litantrace scistoso. 

6IAZZERA. — Frazione del com. di Tramr 
billeno , nel Trentino , distr. giudiziario di 
Rovereto. 

GUZZO. — Frazione del com. di S. Bar- 
tolomeo dei Piaggio, in Piemonte, prov. di 
Novara, circond. di Pallanza, mand. di Can- 
nobbio. 

L'ufficio postale è a Canti ebbio. 

6IBA. — Frazione del com. di Villarios 
Masainas, in Sardegna, prov. di Cagliari, 
circond. di Iglesias, mand. di Santadi. 

L'ufficio postale è a Tratalias, 

aiBELLL — Frazione del com'. di llattie, 
in Piemonte, prov. di Torino, circoi\d. e mand. 
di Surn. 

L'ufficio postale è ?, Bussolen^. 

GTOLlRIA. — Mandamento iti Sioilia, prov. 
di Trapani, circond. di Alcamo. 

Ha una popolsizione di 13,'266 abitanti, di- 
visi nei 3 comuni di Gibeliina, Roggio reale, 
Salaparuta. 

«BELLilf A. — Comune iu Sicilia, prov. di 
Trapani, circond. di Alcamo, mand. di Gi- 
beliina. 

La sua popolazione assoluta di fatto, s«- 



{Proprielà letteraria) 



31 



Digitized by 



Google 



169 ClBELUNA 

condo il censfaMnto del 1861, contaT» abitanti 
3436 (maschi 3701 e femmine 2725); quella di 
diritto era di 5419 abitanti^ Nel 1864 ve n'e- 
rano 5602. 

La saa guardia nazionale consta di quattro 
compagnie con 480 militi attivi e 120 di ri- 
serva: totale 600 militi. La mobilizsabile è di 
141 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di CalataGmi; nel 
1863 erano 82. 

Ha ufficio postale proprio, officio del regi- 
stro, pretara di mandamento dipendente dal 
tribunale civile e corretionale di Trapani. E 
sezione elettorale con 80 elettori. 

Pel dazio consumo è cornane di quarta 
classe. 

Il sao territorio ò molto fertile, cosicché fa 
qualche esportazione in grani. 

II capoluogo giace a 21 chilometri da Al- 
camo, e a 22 circa dal Tirreno. Non lungi 
da qui si osservano vestigia di abitazioni tro- 
gloditiche. Sono in una contrada che ha nome 
la Magione: essa presenta un gran numero 
di cellette e di nicchie cho si estendono per 
il giro di quasi due chilometri, attorno, nei 
fianchi e alla cima di una collina posta sopra 
on altipiano, detta le Fini:ìtrelle. 

Fa feudo de' Naselli di Aragona. 

6IBELLINA. — Frazione del com. di Prato 
Sesia, in Piemonte, prov. e circond. di Novara, 
mand. di Romagnano. 

L'ufficio postale è a Romagnano. 

GIBELLINA. — Frazione del com. di Vil- 
lanuova dì Casal Monferrato, in Piemonte, 
prov. di Alessandria, circond. di Casale Mon- 
ferrato, mand. di Balzola. 

L'ufficio postale è a Villanuova di Casale 
Monferrato. 

OIBELLINL — Frazione del com. di Mon- 
calieri, in Piemonte, prov. e circond. di To- 
rino, mand. di MoncaUerì. 

L'officio postale è a MoncaUerì. 

QIBELLINO. — Frazione del com. di Do- 
modossola, in Piemonte, prov. di Novara, cir- 
cond. di Ossok, mand. di Domodossola. 

L'ufficio postale òa Domodossola. 

QIBELLINO (n}. — Frazione del com. di 
Torino, in Piemonte, prov., circond. e mand. 
di Torino. 

L'ufficio postai* è alla Tesoriera, frazione 
essa pure del comune di Torino. 

GIUSTA. — Frazione del com. di Peschiera 
Borromeo, in Lombardia, prov. e circond. di 
Milano, mand. di Melzo. 

L'ufficio posUdv i a Milano. 



GirPLERCA 

6IBILLIT0. — Monte presso Castellamare. 
nella provincia di Trapani in Sicilia. 

GIBILRUSSA. — Monte presso Ficarasii, in 
Sicilia, prov. di Palermo, contenente diaspri 
e marmi bellissimL 

GIDORA. — Fiumicello della CaLibria Ci- 
teriore, influente del Crati. 

GIDORA. — Frazione del com. di Carrara, 
nell'Emilia, prov. e circond. di Massa e Car- 
rara, mand. di Carrara. 

L'ufficio postale è a Carrara. 

QIERE. — Frazione del com. di Sparone, in 
Piemonte, prov. di Torino, circond. di Ivrea, 
mand. di Pont 

L'ufficio postale è a Sparone. 

GIETTAZ. — Frazione del com. di Mont- 
jovet, in Piemonte, prov. di Torino, circond. 
di Aosta, mand. di Verrès. 

L'ufficio postale è a Crevola. 

GIETTAZ-DES-ALLAMANDS.— Frazione del 
com. di Champ-de-Praz, in Piemonte, prov. 
di Torino, circond. di Aosta, mand. di Verrès. 

L'ufficio postale è a Verrès. 

GIfiTTO. — Frazione del com. di Ivrea, in 
Piemonte, prov. di Torino, circond. e mand. 
di Ivrea. 

L'ufficio postale è ad Ivrea. 

GIFFENGO. — Frazione del com. di Marco- 
rengo, in Piemonte, prov. e circond. di To- 
rino, mand. di Brusasco. 

L'ufficio postate è a Brusasco. 

GIFFLENGA. — Comune in Piemonte, prov. 
di Novara, circond. di Vercelli, mand. di Arbore. 

Ha una superficie dì 227 eltarL 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 150 (maschi 83 e femmine 67); quella 
di diritto era di 142 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 146, e quindi 64.31 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di 15 ai* 
liti attivi e 5 di riserva : totale 20 militi. La 
mobilizzabile è di un milite. 

Gli elettori polìtici sono inscrìtti nelle liste 
elettorali del collegio di Santhià; nel 1863 
erano 4. 

L'ufficio postale è a Bnronio. 

Pel dazio consumo è comune di quarta dana. 

Il suo territorio è pianeggiante, ma peto 
fertile: produce cereali e alcuni vigneti 

È un iMccolo vìUaggiosulIa destra del Cervo, 
che ne lambe il fianco settentrionale, a 35 
chilometri da Vercelli. In antico possedeva an 
castello. 

Fu già compreso nel capitanato di Saalkii 
e fu contado dei De Rege. 



Digitized by 



Google 



OIFFONE 

GIFFORE. — Cornane nel Napoletano, pror. 
di Caisbrìa Ulteriore I, circond. di Palmi, mand. 
di Cinquefroodi. 

La soa popolazione assolata di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 3563 (maschi i'278 e femmine 1385); 
quella di diritto era di 3573 abitanti (maschi 
IM e femmine 1387). Nel 1864 ve ne erano 
ÌSIL Secondo la statistica affidale del movi- 
■CDto della popolazione del Regno d'Italia, éì 
ebbero in questo cornane 17 matrimoni, 101 
utie77 morti. Àttaalmente (1 867) vi sono 3604 
ilHtaDit (maschi 1394, femmine 1310). 

La soa guardia nazionale consta di una 
compagnia con 150 militi attivi e 40 di rì- 
sem: totale 190 militi. La mobilizzabile ò di 
86militL 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettonlidel collegio di Cittanova; nel 1863 
«w» 7; ora (1867) sono 10. 

Per la circoscriziono ecclesiastica dipende 
dtUa diocesi di Hileto. 

L'officio postale ò a Rosamo. 

Pel dazio consumo i comune di quarta classe. 

D sao territorio in parte è fertile in varie 
tpecie di vegetabili ; ma nel restante è sterile, 
attuto da' venti e dalle nevi. Il clima è 
ahbre. 

n capoluogo è un grosso villaggio, posto 
> 31 chilometri da Palmi, sopra una graziosa 
collina colle spalle volte a borea e colla fronte 
id ostro: a levante sorge il monte Fon- 
uoelle, che è nn contrafforte dell'Appennino. 
Tra ponente ed ostro godesi la bellissima ve- 
dala della piana calabra, e di parte della vi- 
doa Sicilia colle isole Eolie e il mare Tirreno. 
QBAsto comune non ha strade comunitative 
coH'estemo, tranne piccoli viottoli. Nell'interno 
« mal tenuto. 

Giffone venne fondato verso il 1700 da 
Fnuwesico Gitibnei marchese di Cinqaefrondi, 
pima del quale in quel luogo non vi erano 
che meschini ricoterì, costrutti da genti no- 
madi e fuggiasche. Una lapide marmorea, 
che vedesi sulla fonte di questo comune, porta 
Bn' iscrizione in lode del fondatore, che l'or- 
tìdeUA a utmaggi qteclù e la nlilùdine di chiute 
kIk in tUturO ka felicemente ridoUo. La iscrì- 
liooe parhi a lungo delle virtù del fondatore, 
diteendente da una nobile famiglia picentina, 
lia dal tempo dei Longobardi stanziata in 
({oeste contrade dell'Italia meridionale. 

Uem» dtU« «arrifkrUa doUiìs dabboDst ali* eoriasU 
•d'oBorerola UiMUto di qdeitó ooman*. 

VBìtm SBI CASALI. -^ Coniane nel Na- 
poletano, prov. di Principato Citeriore, cir- 



V òirFdNi 163 

cond. di Salerno, mand. di S. Cipriano Pi- 
centìno. 

Comprende i villaggi di Ansa, Belvedere, Ca- 
pitagnano. Capo Siete, Repezzano e Siete. 

Ha una superficie di 3400 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
3833 (maschi 1883, femmine 1950); quella di 
diritto era di 3914 abitanti. Nel 1864 vi erano 
3993 abitanti, e quindi 117. 43 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di due 
compagnie con 357 militi attivi e 56 di ri- 
serva : totale 313 mìliti. La mobilizzabile è di 
136 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Montecorvino Ro- 
vella; nel 1863 erano 106. 

L'ufficio postale è a Salerno. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio unitamente a quello di Gif- 
foni Valle Piana è ubertoso in viti, gelsi, ulivi 
ed alberi fruttiferi, ha una miniera dì carboti 
fossile e varie manifatture di rozze lane. E 
bagnato dalle acque del Vicentino, dell'Ausa, 
della Formola e della Vestola. 

Questo territorio fu sede de' Picentini, e nel 
luogo detto Cupa o Largo di Siglia accam- 
pa vasi Lucio Cornelio Siila, quando moveva alla 
distruzione di Picenza. 

Il capoluogo è un grosso villaggio posto a 
34 chilometri da Salerno. 

La regione detta Giffoni ed anche Stato 
di Giffoni ebbe i suoi conti sotto i Longo- 
bardi. Caduta sotto i Normanni, fu da questi 
dichiarata possesso demaniale. In seguito ebbe 
nuovi signori, i quali furono Giacomo di Brus* 
sone, ì Siani, i dell'Aquila, Nicolò Azzaroli, Or- 
solina de Isoli, Giacomo De Aquino, Caterina 
di Durazzo, madre di re Ladislao, il marchese 
del Vasto, il marchese di Pescara, Costansa 
d'Avalos di Francavilla, Matteo di Capua^ 
Francesco Figueroa de Abrea, ed ultimi i Do- 
ria di Melfi. 

In Giffoni Sei Casali si tiene mercato ogni 
giovedì. 

Fu giffonese il celebre Leonardo de Rubeis^ 
generale de' Minori conventuali, cardinale ed 
autore di molte opera letterarie, morto nel- 
l'anno 1407. 

QIFFONI TALLEPIAHA. ->■ Comune nelNa^ 
poletano; prov. di Principato Citeriore, cir- 
cond. di Salerno, mand. di San Cipriano Pi- 
contino. 

Comprende le seguenti, frazioni: Calabra- 
neUOiCalabranojCatelde, Crocavia, Carli, Cùr- 



Digitized by 



Google 



164 oroio 

ticelle, Poitarolo, Giaia, La Chiava, S. Gio- 

Tanni, Sovico, Terra vecchia, Torrello eVesti. 

Ha una saperficie di 4341 ettari. 

La sua popolazione assolata di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
6123 (maschi 3993, femmine 3130); quella 
di diritto era di 6378 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 6352, e quindi 146. 32 per chilometro 
qnadrato. 

La saa guardia nazionale consta di quattro 
compagnie con 416 militi attivi e 148 di riser- 
va: totale 564 militi. La mobilizzabile è di 
254 mUiti. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Montecorvino Ro- 
vella; nel 1863 erano 85. 

L'nflGcio postale è a Salerno. 

Pel dazio consumo à comune di quarta classe. 

Questo villaggio dista 28 chilometri da Sa- 
lerno. 

Per il territorio e la storia vedi GiSicmi Sei 
Casali. 

6I6I0. — Frazione del com. di Busto Ar- 
silio, in Lombardia, prov. di Milano, circond. 
di Gallarate, mand. di Busto Arsizio. 

L'officio postale ò a Basto Arsizio. 

6I6I0RIN0. — ' Frazione del com. di Borzo- 
nasca, nella Liguria, prov. di Genova, circond. 
di Chiavari, mand. di Borzonasca. 

L'ufficio postale è a Borzonasca. 

0I6LIANA. — ' Frazione del com. di Bagnone, 
tieirEmiliat prov. di Massa e Carrara, circond. 
di PontremoU, mand. di Bagnone. 

L'ufficio postale è a Bagnone. 

È un villaggio di circa 300 abitanti, posto 
7 chilometH a maestro da Bagnone fra le sor- 
genti dei torrenti Cupria e Momia sulla cre- 
sta di Un contrafforte dell'Appennino di Mon- 
teorsaiot 

GIGLIO. ^«- Frazione del com. dei Corpi 
Santi di Milano, in Lombardia, prov., circond. e 
hiaud. di Milano. 

L'ufficio postale ò in Borgo San Gottardo, 
ttUra franone del comune dei Corpi Santi di 
Milano. 

GIGLIO. — i- Frazione del com. di Magliano 
Sabino, prov. dell'Umbria, circond. di Rieti, 
Inand. di Magliano Sabino. 

L'ufficio postale è a Magliano Sabino. 

OnUO. — Frazione del com. di Montevar- 
èhi, in Toscana, prov. e circond. di Arezzo, 
oiand. di San Giovanni Vaidarno. 

L'officio postale è a Montevarchi. 

GIGLIO (iti) ISOLA. — Mandamento in To- 
scana, prov. e circond. dì Grosseto. Non com- 
prende che il comune omonimo. 




Fig. KM. 



CIGLIO 
GIGLIO (del) ISOLA {Igilium). — Comune in 
Toscana^ prov. e circond, di Grosseto, mand. 
di Giglio (dei) Isola. 

La sua popolazione as- 
soluta di faltos secondo 
il censimento del 1861, 
contava abitanti 1788 
(maschi 961 e femmine 
837); quella di diritto 
era di 1920 abitanti. Nel 
1864 ve n'erano 1880. 
La sua guardia na- 
zionale consta di ons 
compagnia con 58 militi 
attivi e 32-2 di riserva: toUle 380 militi. La 
mobilizzabile è di 199 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Scansano; nel 1863 
erano<35. 

Ha ufficio postale proprio, e pretara di 
mandamento dipendente dal tribunale civile 
e correzionale di Grosseto. Nella circoscrizione 
elettorale è sezione con 77 elettori. Nella cir- 
coscrizione ecclesiastica dipende dalla diocesi 
di Orbetello. 
Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 
Il suo territorio comprende l'isola del Gi- 
glio, la quale trovasi fra i 28* 31' 5* o 98* 
35' 5" di longitudine e i 42» 19' e 42» 24' 5* di 
latitudine, distante 17 chilometri a ponente 
del monte Argentario. Ha una superfide di 
23 chilometri quadrati; per cui la sua popo- 
lazione relativa è di 82 abitanti per chilome- 
tro quadrato. E la più popolata dopo qnolla 
dell'Elba e la più meridionale dell'arcipelago 
toscano dopo quella di Gianutri. Ha figura 
bislunga, estendesi in direzione da ostro-sci- 
rocco a borea-maestro e termina in una spe- 
cie di promontorio dal lato di ponente. 11 suo 
terreno spetta generalmente al granito di 
tinta grigia: non viene> coltivato che in quei 
luoghi ove la parte esterna delle rocce si disfà 
per l'azione delle meteore e finisce a conver- 
tirsi in una sabbia feldspatica che si presta 
benissimo ad essere ridotta in campi ed in vi- 
gneti. In alcuni luoghi però questo granila si 
mantiene duro e massiccio, come avviene alla 
punta detta del Castellare presso il porto, ce* 
lebre pei graniti che qal i Romani traevano pei 
loro grandiosi edificii. 

Nel capoluogo risiedono gli uffici pnhbKci 
cofflunitativi e mandamentali. È situato saDs 
sommità di una piccola giogaia granitica, alla 
base della quale, volto verso levante, esiste 
un piccolo golfo naturale che serve di porto 
ed è abitato da circa 200 pescatori. Rei ea- 



Digitized by 



Google 



eieuoLt 
polnogo stesso avvi uoa chiesa plebana, de- 
dicata a san Pietrot ohe è Tmiioa parrocchia 
dell'isola. 

La oottiiestorìche che ai hanno intomo all'isola 
del Giglio, seno molto acarse. Solo sappiamo 
the era fra^aentata dai Romani, che vi sca- 
Tarooo colonne ed altre opere di granito ; che 
i« primordi! del V secolo Ratilio Numaziano 
«feiaaiatrala selTosa ed i suoi abitanti chiamava 
ospitalieri ; che nel IX secolo apparteneva ai 
Donaci delle Tre Fontane fuori di Porta S. Paolo 
di Roma per donazione k>ro fatta da Carlo 
Magno. Data in fendo da questi monaci ai 
coati Aldobrandeschi di Siena , passò in se- 
goito alla repubblica di Siena, a Pisa, a Gio- 
noni Gambacorti pisano, ai Fiorentini, a re 
Alfonso di Napoli, ad un Piocolomlni d'Ara- 
gona, dnca di Amalfi, i cui discendenti aven- 
dob venduta ad Eleonora di Toledo, moglie 
di Cosnno I, diymtò proprietà deigrandachi 
di Toscana. 

6I6LI0LL — Frazione del com. di Rocca-; 
uoDfioa, nel Napoletano, prov. di Terra di 
Uforo, circond. di Gaeta, mand. di Rocca-' 
Bonfina. 
L'ofBcio postale è a Sessa. 
6I8U0TTL — Frazione del com. di Co- 
l«mi, ad Napoletano, prov. di Calabria Ci-, 
ttriore, circond. di Cosenza, mand. di Sci- 
gliuo. 
L'nfBcio postale è a Carpanzano. 
6I6LI0TTO. — Frazione del com. di S. Mi- 
tbde di Ganzarla, in Sicilia, prov. di Cata- 
aia, circond. di Callagirone, mand. di Mira- 
Mia Imbaccari. 
L'officio postale è a Caltagirone. 
6IGLIUCCI. — Frazione del com. di Colon-I 
Sella, nel Napoletano, prov. di Abruzzo Ul- 
teriore I, circand. di Teramo, mand. di Nereto. 
L'officio postale è a Colonnella. 
6I6MA60. — Frazione del com. di Fosdinovo, 
nell'Emilia, prov. e circond. di Massa e Car- 
tari, mand. di Fosdinuovo. 
L'officio postale è a FosdinoTo. 
nciSSE. — Comune in Piemonte, prov. di 
Novara, circond. di Pallanza, mand. di Lesa. 
Ha ana 4«perfioie di 546 ettari, 
Ia sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
SM)' (maschi -i73, femmine 317); quella di 
«atto eia di 48& abitanti. Nel 1864 ve n'e« 
rano 395, e quindi 73.34 per chilometro qua- 
drato. 

L« SUA gouncli»i#0iioBale. consta di mezza 
eeopagnia con 6Aniliti attivi e il di riserva: 
totale 80 militi* La mobiliizabile è di 2 militi 



CtLBA Ì6S 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Pallanza; nel 1863 
erano 6. 

L'ufRcio postale è a Stresa. 

Pel dazio consumo è comunedi (quarta classe. 

Il suo territorio è montuoso. E bagnato dal 
torrente Emo che scaricasi nel lago Maggiore, 
e da una delle sorgenti dell'Agogna. Pro- 
duce castagne, cereali, noci e fieno. Vi si al- 
leva molto bestiame. 

Il capoluogo trovasi a 33 chilometri da 
Pallanza. 

Appartenne alla signoria di Lesa. 

GIffiNOD. — Mandamento in Piemonte, prov. 
di Torino, circond. dì Aosta. 

Ha una popolazione di 7434 abitanti, di- 
visi nei 10 seguenti comuni: Allein, Bio- 
naz, Douves, Étroubles, Ollomont, Oyace, 
Uojsand, Saint-Oyan, Saint-Rémy, Valpelline. 

GI6M0D. — Comune in Piemonte, prov. di 
Torino, circond. di Aosta, mand. di Gignod. 

Ha una superfìcie di 2461 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento dell'anno 1861, contava 
abitanti 1439(masQhi 735, femmine 704); quella 
di diritto era di 1347 abitanti. Nel 1864 ve 
ne Avevano 1423, e quindi 57. 82 ver chilo- 
metro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una com- 
pagnia con 121 militi attivi e 53 di riserva: 
totole 174 militi. La mobilizzabìle è di 32 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Aosta; nell'anno 1863 
erano -14. 

Ha officio postale proprio. La pretura tro« 
vasi in Aosta ed è dipendente dal tribunale 
civile e correzionale di Aosta stessa. È sezione 
elettorale con 93 elettori. 

Il suo territorio abbonda di prati e di pascoli. 

Il capoluogo trovasi sulla destra del Bnt- 
tier e sulla strada del Gran San Bernardo, 
a più di 750 metri sul livello del mare; di- 
sta 5 ohilome^ e mezzo a tramontana d'Aosta. 

Gignod è uno dei centri principali del cre- 
tinismo nella valle d'Aosta, contandovisi (1838) 
cretini 36, 83. per ogni 100 abitanti. 

Fu fendo dei baroni della Cresta e dei mar* 
chesi Pallavicini di Ceva. 

GILAIISI SAMBDT. -^ Frazione del com. di 
San Mauro Torinese^ in Piemonte^prov. e 
cìroond. di Torino, mand. di Gassino. 

L'ufficio postale è a S. Mauro Torinese^ 

GILBA. — Frazione del com. di Brossasco, 
in Piemonte, prov. di Cuneo, circondi di S»< 
luzzo, mand. di Venasca. 

L'ufficio postale è a Venascai 



Digitized by 



Google 



i66 GicftA 

6ILBA. — Frazione del com. di Sainpeyre, 
in Piemonte, prov. di Cuneo, circond. di Sa- 
luzzo, mand. di Sampeyre. 

L'ufficio postale è a Sampeyre. 

6ILD0NE. — Comune nel Napoletano, prov. 
di Molise, circond. di Campobasso, mand. di Jelsi. 

Ha una superficie di 3617 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, secondo 
il censimento del 1861, contava abitanti 2541 
(maschi 1280, femmine 1361) ; quella di di- 
ritto era di 3556 abitanti. Neil' anno 1864 
▼e n'erano 35é4, e quindi 97. 971 per chilo- 
metro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 150 militi attivi e 75 di riserva : 
totale 335 militi. La mobilizzabile è di 96 
militi. 

Gii elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Riccia; nell'anno 1863 
erano 36. 

L'ufGcio postale è a Campobasso. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio produce ogni sorta di ce- 
reali. 

Il capoluogo è un grosso villaggi'? posto 
in collina, in luogo di buon'aria, ad 11 chi- 
lometri da Campobasso. Possiede un ospedale 
avente un reddito di L. 360 annue. 

GHETTA {Gallitia). — Comune nelle Alpi 
Marittime, circond. dì Nizza, cantone di Roc- 
Casterone. 

Ha una popolazione di 850 abitanti. 

Ha ufficio postale proprio. 

Il suo territorio è montuoso e non produce 
perciò che grano, patate ed ulivi. I suoi monti 
sono anche ricchi di piante d'alto fusto e 
specialmente di elei e di pini, e contengono 
calcareo compatto. 

È un villaggio posto a 430 metri sul li- 
bello del mare, a sinistra del torrente Sta- 
tone, in mezzo a due colline. Ha due pie 
opere ed una scuola pei fanciulli. 

Secondo la tradizione, prima di Giletta, al 
confluente dello St«-one e del Varo, sul- 
l'estrema punta di questo territorio conuni- 
tati vo esisteva il capoluogo della tribù dei 
GdUtae. Se ne vedono le ruine su di un luogo 
eminente donde l'occhio da una parte abbrac- 
cia una doppia fila di bolline ricche di vigne 
e di olivi e dall'altra il cerchio maestoso delle 
montagne settentrionali della cbntea di Nizza. 
Distrutta però, come credesi , al tempo delle 
i.Tuzioni barbariche, i suoi abitanti pensarono 
di edificarla in altra posizione. Essi resero il 
nuovo abitato talmente inaccessibile, che ap- 
pena OD sol uomo poteva passare di fronte pel 



sentiero costrutto nella viva roccia, che vi sal- 
dava ed era l'unica via di comunicazione. 
Da questa ripidezza venne alla nuova terra il 
nome di Giletta, dalla voce Gilliar, sdrucciolare. 

Giletta appartenne ad Alfonso f, re di 
Aragona e conte di Provenza, che la mnaì 
di un castello, citato fra le piazze di guerra 
del secolo XII. Posteriormente fu degK .^o- 
gioini, di Pier Gaoffredo di Berrà, degli Or- 
sieri e dei Cais di Nizza. 

GILI. — Frazione del com. di Mosso Santa 
Maria, in Piemonte, prov. di Novara, circond. 
di Biella, mand. di Mosso Santa Maria. 

L'ufficio postale è a Mosso Santa Maria. 

QIII. — Frazione del com. di Perosa Ar- 
gentina, in Piemonte, prov. di Torino, cir- 
cond. di Pinerolo, mand. di Pwosa Ar- 
gentina, 

L'ufGcio postale è a Porosa Argentina. 

GILLAROI MONCANO. — Frazione del com. di 
S. Mauro Torinese, in Piemonte, prov. e cir- 
cond. di Torino, mand. di Gassino. 

L'ufGcio postale è a S. Mauro Torinese. 

GILLO. — Frazione del com. di Mattie, in 
Piemonte, prov. di Torino, circond. e mand. 
di Susa. 

L'ufficio postale è a Bussoleno. 

6ILLL — Frazione del com. di Moncalieri, 
in Piemonte, prov. e circond. di Torino, msad. 
di Moncalieri. 

L'ufGcio postale è a Moncalieri. 

GtMIGLlANO. — > Mandamento nel Napole- 
tano, prov. di Calabria Ulteriore II, circondi 
di Nicastro. 

Ha una popolazione di 9135 abitanti, di- 
visi nei tre comuni: di Cicala, Gimigliano, 
S. Pietro Apostolo già S. Pietro a Tiriolo. 

GIMIGLIANO. -^ Comune nel Napoletano, 
prov. di Calabria Ulteriore II, circond. di 
Nicastro, inand. di Gimigliano. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 4113 (maschi 3010, femmine 3103)) 
quella di diritto era di 4163 abitanti. Nel 1864 
ve n'erano 4228. 

La sua guardia nazionale consta di dM 
compagnie con 365 militi atthì e 40 di ri-< 
serva : totale 405 militL La mobilizzabile è «li 
324 militi; 

Gli elettori politici sono inscritti nelle IMa 
elettorali del collegio di Serrastretta; nel 18S3 
erano 41. 

L'ufficio postale è s Tiriolo. Ha pretar» 
di mandamento dipendMta dal tribunsk ci- 
vile e correzionale di Nieutro éi è seiioM < ' 
torale con 93 elettori^ 



Digitized by 



Google 



6UULLAN , 

Pel daiio consumo è comune di quarta classe. 

II suo territorio è feracissimo, produce ogni 

sorta di cereali ed è bagnato dal Corace e 

dal Mileto. Vi si trovano miniere di marmi 

di Tarii colori. 

Il capoluogo è un borgo posto a 15 chi- 
lometri circa da Cataniaro, a 22 circa dal 
■ire e a 34 da Nicastro. 

Nei suoi dintorni erano un tempo più di 
nati villaggi, principali fra i quali era quello 
di Castel Mileto. Ha ì loro abitanti non tro- 
nodosi in essi abbastanza sicuri contro le 
iaearsioni dei barbari, riunironsi e stabilironsi 
nel loogo ove attualmente sorge Gimigliano. 
Fn feudo dei Cigala di Tiriolo. 
smiLIiAN. — Frazione del com. di Cogne, 
in Piemonte, proT. di Torino, circoud. e mand. 
di Aosta. 
L'ufficio postale è ad Aosta. 
ODONO. — Comune nel Litorale Veneto- 
Istriano, prov. d'Istria, distr. di Pisino. 

Consta di. Cimino, 
capoluogo, e delle fra- 
tioni di Creuzerberg 
(Monte dei Creuzer) e 
S. Ivanaz. 

Ha una superficie di 
8444 ettari. 

La sua popolazione 
nel 1850 era di 4095/ 
abitanti, nel 1857 di 
3976, e quindi Si 35. 24 
per chilom. quadr. 

Il suo territorio for- 
nisce buoni marmi. 
Il capoluogo è nn borgo con case sparse 
intorno, ayente assieme 3600 abitanti circa, 
Btnato nel luogo ove si biforca la strada che 
d» Gìinino conduce a Rovigno e a Fola, do- 
••to di scuola elementare minore. Dipende 
d» Trieste per gli afifari finanziari, da Rovigno 
pn giudiziari, dalla diocesi di Trieste-Capodi- 
«tria per gli ecclesiastici. Nelle carte vecchie 
«scriveva Zemino e il popolo usa ancor spesso 
di chiamarlo con tale denominazione. Esiste 
tattora nel suo centro una casa baronale fab- 
oricata ad oso castello. 

filMSPRELLS. -- Frazione del com. di Chiu- 
«dJno, in Toscana, prov. e circoud. di Siena, 
aand. di Chinsdino. 
L'officio postale è a Chiusdino. 
6I1IKPRET0. — Fraziono del com. di Ca- 
«elnovo nei Monti, nell'Emilia, prov. e cir- 
«ind. di Reggio nell'Emilia, mand. di Castel- 
novo nei Monti. 
L'ufficio postale è a Castelnovo nei Monti. 




ng.tot. 



GINESTRA 167 

E un villaggio di circa 450 abitanti, posto 
in montagna. 

6INEPRL — Frazione del com. di Praduro 
e Sasso, nell'Emilia, prov., circoud. e mand. 
di Bologna. 

L'ufficio postale è a Bologna. 

GINEPRI. — Frazione del com. di Valle 
S. Giovanni, nel Napoletano, prov. di Abruzzo 
Ulteriore I , circond. di Teramo , mand. di 
Montorio. 

L'ufficio postale è a Teramo. 

GINEPRO (U). — Frazione del com. di 
Barberino di Mugello, in Toscana, prov. e 
ciicond. di Firenze, mand. di Scarperìa. 

L'ufficio postale è a Barberino di Mugello. 

GINESTRA. -- Frazione del com. di Casa- 
lino, in Piemonte, prov., circond. e mand. di 
Novara. 

L'ufficio postale à a Ponzana, frazione esso 
pure del comune di Casaline. 

GINESTRA. — Frazione del com. di Lastra 
a Signa, in Toscana, prov., circond. e mand. 
di Firenze. 

L'ufficio postale è a Lastra a Signa. 

GINESTRA. — Frazione del com. di Lipari, 
prov. e circond. di Messina, mand. di Lipaii. 

L'ufficio postale è a Lipari. 

GINESTRA. — Frazione del com. di Mon- 
teleone Sabino, prov. dell'Umbria, circond. 
di Rieti, mand. di Rocca Simbdlda. 

L'ufficio postale è a Rocca Siuibalda. 

E un villaggio di 420 abitanti circa, posto 
in pianura, presso le sponde del fiumicellb Farfa. 
Dista 11 chilometri a libeccio da Rocca Si- 
nibalda. 

GINESTRA Frazione del com. di Monte- 
varchi, in Toscana, prov. e circoud. di Arezzo, 
mand. di S. Giovanni Valdarno. 

L'ufficio postale è a Montevarchi. 

GINESTRA. — Frazione del com. di Ripa- 
candida, prov. di Basilicata, circond. di Melfi, 
mand. di Barile. 

L'ufficio postale è a Melfi. 

E un villaggio di circa 850 abitanti, posto 
m collina a 15 chilometri circa da Melfi. Fu 
feudo dei Mazzaccara di Castel Garagnone. 

GINESTRA. — . Frazione del com. di Sestri 
Levante, nella Liguria, prov. di Genova, cir- 
cond. di Chiavari, mand. di Sestri Levante. 

L ufficio postale è a Sestri Levante. 

GINESTRA DEGLI SCHUVONI. - Comune 
nel Napoletano, prov. di Benevento, circond. 
di S. Bartolomeo in Caldo, mand. di Castel- 
franco in Miscano. 

Ha una superficie di 288 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, secondo 



Digitized by 



Google 



(68 / AINESTRA 

il censimento del 1861, contava abitanti 1003 
(masclii 498, femmine 504) ; quella di diritto era 
di 1014 abitanti. Nel 1864 ve n'erano 950, 
e quindi 339.86 per cbilom. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 133 militi attivi • 15 di ri- 
serva: totale 148 militi. La mobilizzabile è di 
55 militi. 

Gii elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Bovino; nel 1868 
erano 5. 

L'afficio postale è a S. 'Bartolomeo in GaMo. 

Pel dazio consumo è cornane di quarta classe. 

11 suo territorio è fertile specialmente in 
cereali. 

Il capoluogo è un villaggio posto in col- 
lina, in luogo di buon'aria, a 16 chilometri 
e mezzo da S. Bartolomeo in Galdo. 

Credesi edificato dagli Schiavoni nel VII 
secolo, quando sbarcarono a Siponto per far 
la guerra ad Àjone duca di Benevento. Fu 
feudo dei Pagani, Marziale, Caraftì, Carac- 
ciolo, Spina, Ciaburro. 

GINESTRA LA KONTAGNA. — Frazione 
del com. di S. Giorgio la Montagna, nel 
Napoletano, prov. e circond. di " Benevento , 
mand. di S. Giorgio la Montagna. 

L'afBcio postale è a Dentecane. 

È un villaggio di circa 500 abitanti. Fu 
feudo dei Battimello e dei Conte. 

GIIfCSTRE. — Frazione del com. di Cartoi- 
gnano, in Toscana, prov. e circond. di Firenze, 
mand. di Prato in Toscana. 

L'ufficio postale è a Prato in 'To.scana. 

GINESTRE. — Frazione del com. di Santa 
Lucia del Mela , in Sicilia, prov. e circond. 
di Messina, mand. di Santa Lucia del Mela. 

L'ufficio postale è a Santa Lucia del Mela. 

6INESTRELLL — Frazione del com. di Imola, 
nell'Emilia, prov. di Bologna, circond. e mand. 
di Imola 

L'ufficio postale è ad Imola. 

GINESTRETO. — Comune nelle Marche, 
prov. di Pesaro • Urbino, circond. e mand. 
di Pesaro. 

Ha una<8nperficie di 1718 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto , se- 
condo il censimento .del 1861, contava abi- 
tanti 1438 (maschi 763, femmine 675); quella 
di diritto era di 1431 abitanti Nel 1864 ve 
n'erano 1480, e quindi 86.14 jper chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta «di una 
compagnia con 55 >militi attivi è 11 di ri- 
serva : toMle 66 militi. La mobilizzabile è di 
-20 militi. 



CHIOSA - 

Gli elettori politici sono inscritti nelle fi- 
ste elettorali dsl collegio di Pesaro ; nel 1863 
erano 5. 

L'officio postale è a Pesaro. 

Pel .dazio consumo è comune di quarta 
classe. 

.. Il suo territorio giace parte in pianm • 
parte in collina : è variamente fertile e vioM 
speoialmente coltivato a cereali, viti e (alil 

11 capoluogo è una tèrra murata con booiu 
fabbricati e'coa annesso un piccolo sobborgo. 
Giace in colla, IS «hilometri a libeccio da 
Pesaro, a cui la oonginnge nna bella strada 
comunale. 

. GINESTRETO. — Frazione del eom. di 
Masse di Città, in Toscana, prov., olrcoad. e 
mand. di Siena. 

L'ufficio postale è a Siena. 

GINESTRETO. — Frazione del com. di So- 
gliano al Rubicone, Bell'Emilia, prov. di Foifi, 
circond. di Cesena, Band, di Sogliamo al Rb- 
bicone. 

L'ufficio postale k » Sogliano al Rubicona^ 

È un' villaggio di 300 abitanti circa, po- 
sto 3 chilometri circa a levante da Sogliana 
al Rubicone. Vi sì tiene mercato ogni mar- 
tedì, e fiera ai 13 e .13 di giugno e di di- 
cembre. 

GINESTRO. — Frazione del com. di Velico, 
nella Liguria, pr«v. di Genova, órcond. di 
Albenga, mand. di Andora. 

L'ufficio postale è a Cesio. 

GENETRINA. — Frazione del com. di Oz- 
zano MonfiHrrato, in Piemonte, prov. di Aleir 
sandria, circond. di Casale Mo^C^rf^to, ipaad. 
di Rosignano Monferrato, 

L'ufficio postale è ad Ozzano Mopferrato. 

GINIPRETOl — Frazione del qom, ^ Bei- 
monte in Sabina, prov. dell' Umbria, eircoad. 
di Rieti, ;mand. di Rocca Sinibalda. 

L'ufficio postale è a Rocca ^nibalda. 

JGINPD. — Frazione del Hon^ |Ù, Foresto, 
in Piemonte, prov. di ToriitQ, circopo. dj Sosa, 
wand. di Bu4S<;>lei^. 

X'officJA postale 9 |i 'ÌBossole^. 

GINORf e 6IN0RI MI.I.A STDT A. — Fra- 
ùooi del «offl. di Bagno A ,Rq>oli, in To- 
.scana, prov., circond. e m^dl «di Pirenze. 

L'ufficio postale è a Piccale. 

GINOSA. — Mandamento nel .Napoletano , 
provincia di Terra d'Otranto, circoodario di 
Taranto. 

Ha una popolazione, secondo il isentinentc 
del 1861, -di 10,959 abitanti, divisi nei 
comuni di Ginosa e Laterza. 



Digitized by 



Google 




Fig. 410. 



GINOSA 

fiOfOSA (Gemdum). — Cornane oel Napole- 
tano, proT. di Terra d'Otranto, circond. di Ta- 
ranto, mand. di Ginosa. 
La sua popolazione 
assoluta di fatto ,\ se- 
condo il censimento del 
1861, contava abitanti 
5878(maschi 3011, fem- 
mine 2867); quella di 
diritto era di 5836 abi- 
tanti. Nel 1864 ve n'e- 
rano 5831. Al 1.» gen- 
naie 1867 vi si nume- 
ravano abitanti 5868 
(maschi 3007, femmine 2861) ripartiti in 1449 
fìiochi famiglie. 

La sua guardia nazionale consta di due 
compagnia con 387 militi attivi e 63 di ri- 
jerra: totale 349 militi. La mobilizzabile è di 
m militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Massafra; nel 1863 
erano 60: attualmente (1867) sono 74. 

L'officio postale è a Castellaneta ; però fra 
htn ne verrà stabilito uno nel comune. Ha 
pRtora di mandamento dipendente dal tribu- 
ak civile e correzionale di Taranto e stazione 
é Reali Carabinieri. È sezione elettorale del 
(ollegio di Massafira con 177 elettori. 

La più prossima stazione telegrafica è quella 
di Montescaglioso, distante 11 chilometri; e 
la più prossima stazione ferroviaria per ora 
è quella di Gioja dal Colle, lontana 40 chi- 
lometri; ma presto sarà quella di Castella- 
neta, lontana 30 chilom. e già in costruzione. 
Pei dazio consumo è comune di quarta classe. 
11 suo territorio è vastissimo, poiché ha una 
superficie di circa 340 chilometri quadrati. E 
immensamente produttivo, ed è fertile special- 
mente in cereali, olii, vini, cotone, fichi, frutta 
di ogni specie e carboni : ha vasti pàscoli, nei 
qoaU allevasi numeroso bestiame grosso e 
minato, da cui traggonsi in abbondanza car- 
ni, lane, formaggi ed ogni sorta di lattici- 
nii- Questo territorio è bagnato dal Bradano, 
ehe segna il confine del comune e quello an- 
che della Terra d'Otranto colla provincia di 
Basilicata, e dal torrente Fiumicello, che na- 
sce a borea da Matera e ad ostro da Spinaz- 
lola e si scarica nel Bradano sotto Bernalda. 
Il elima è generalmente salubre; so|o alla 
marina, per le acque che vi stagnano, l'aria 
è alquanto malsana e causa di febbri inter- 
mittenti. 

Ginosa è una grossa terra al 40<> 48' di 

latitudine e 340 30' di longitudine. È posta alle 

L'Italu, Dizionario corografico, ecc. Voi. 



GINOSA 169 

falde di un ameno colle e cinta da un burrone 
a guisa di ferro di cavallo. 11 centro dell'abi- 
tato è ampio, allegro e piuttosto dì bello aspetto 
con case tutte regolarmente fabbricate ed im- 
biancate e con strade lastricate. Giace all'al- 
tezza di 339 metri sul livello del mare, dista 
30 chilometri a maestro dal golfo Tarentino, 
33 a greco da Matera, 30 a ponente da Ca- 
stellaneta e 57 e mezzo da Taranto, e gode 
di clima temperato e saluberrimo. Ginosa pos- 
siede chiesa parrocchiale dipendente, strana 
anomalia, dalla lontana diocesi di Àcerenza, in 
Basilicata, ed ha vari stabilimenti di benefi- 
cenza con un monte frumentario, scuole ele- 
mentari per maschi e femmine e scuola serale 
e festiva per gli adulti. 

In ogni primo lunedì di ottobre di ciascun 
anno si tiene una fiera, frequentata da tutti 
i vicini comuni. 

Quanto a mezzi di comunicazione Ginosa 
non può servirsi che della nuova strada che 
partendo dal suo centro mena a Laterza, Ca- 
stellaneta, Palagiano, Massafra e Taranto. Que- 
sta strada è lunga chilometri 57 e mezzo: 
giunta in vicinanza di Castellaneta, si dirama 
per S. Basile e Gioia dal Colle per Bari. Coi 
vicini comuni della Basilicata il traffico si fa 
a schiena di animali. 

Ginosa, anticamente Genusium, vanta un'ori- 
gine mclto remota. Comunque manchino do- 
cumenti autentici, si ha però fondato motivo 
di credere essere di origine greca, e ciò tanto 
per la quantità dei vasi italo-greci che di tratto 
in tratto rinvengonsi nel suo territorio, quanto 
per le molte monete di Taranto, Metaponto, 
Eraclea e di antiche città della Magna Grecia. 
Se ne trova menzione presso Plinio, Frontino, 
Antonino, Olstenio, Romanelli, ed in altri va- 
lenti scrittori di storiche antichità. Anticamente 
apparteneva allaPeucezia. In seguito fece parte 
di una colonia romana, ma probabilmente non 
prima del tempo di Traiano. Nel 1190 fu com- 
preso nel contado di Lecce e fu sotto la di- 
pendenza di Tancredi figlio di Ruggiero. Nel 
1396 fece parte del principato di Taranto ; indi 
appartenne a Filippo e a Roberto, figlio l'uno e 
nipote l'altro di Carlo d'Angiò. Da ultimo di- 
venne un feudo particolare, e fu posseduto da 
parecchi signori, e cioè nel 1399 da Stefano 
Sanseverino; nel 1413 da Ugone da Moliterno; 
nel 1459 da Pirro del Balzo; nel 1487 da Fe- 
derico figlio di Ferrante 1; nel 1496 da An- 
tonio Grisone; nel 1515 dal figlio di questo 
Federico, e poscia dall'altro figlio Antonio 
Grisone iuniore; nel 1556 da Antonio Doria; 
nel 1577 da Giambattista Doria, figlio del pre- 
IV. {Proprietà letteraria) 33 



Digitized by 



Google 



170 GIOANEUI 

cedente; nel 1596 da Antonio Doria, ioniore, 
figlio di Giambattista; nei 1603 da Marglie- 
rita Grillo, moglie dell'ultimo Doria; nel 1629 
da Filippo Spinola, dal quale passò a Carlo 
Gioacchino Spinola, marchese di loi Balbases, 
e finalmente iiU'attuale marchese d'Alcauices, 
Grande di Spagna, ecc. 

Per maggiori particolari veggasi la mono- 
grafia storico-statistica di Ginosa del dottor 
G. Glionna, inserita nel Regno ddk Due Sicilie 
descritto ed illustrato. Napoli, 1856, Voi. X. 

La maggior parte ddle tarrirerìta notine e lo stemma 
débbonsi alla cortesia dell'onorevole Sindaco di questo comuoe. 

6I0ANELLI. — Frazione del com. di Castel- 
franco dell'Emilia, nell'Emilia, prov. e circond. 
di Bologna, mand. di Castelfranco dell'Emilia. 

L'ufficio postale è a Castelfranco dell'Emilia. 

6I0ANETTA. — Frazione del com. di Ro- 
signano Monferrato, in Piemonte, prov. di 
Alessandria , circond. di Casale Monferrato , 
mand. di Rosignano Monferrato. 

L'ufficio postale è a Rosignano Monferrato. 

6I0BERTL — Frazione del com. di Torino, 
in Piemonte, prov., circond. e mand. di Torino. 

L'ufficio postale è a Lingotto, frazione esso 
pare del comune di Torino. 

CIOÈ. — Frazione del com. di Giaveno, in 
Piemonte, prov. di Torino, circond. di Sasa, 
mand. di Giaveno. 

L'ufficio postale ò a Giaveno. 

6I0GA. — Frazione del com. di San Giu- 
sto Canavese, in Piemonte, prov. di Torino, 
circond. di Ivrea, mand. di San Giusto Ca- 
navese. 

L'ufGcio postale è a San Giusto Canavese. 

6I0GALT0 e 6I0GAT0I0. — Frazioni del 
com. di Ortignano, in Toscana, prov. e cir- 
cond. di Arezzo, mand. di Poppi. 

L'ufficio postale è a Poppi. 

GIOGARELLO. — Frazione del com. di Fi- 
renzuola, in Toscana, prov. e circond. di Fì- 
-renze, mand. di Scarperia. 

L'ufficio postale è a Firenzuola. 

GIOGO. — Alto monte della valle di Scalve, 
nel Bergamasco: si eleva metri 1438 sul livello 
del mare. Da esso trae origine il fiume Dezzo. 

GIOGO. — Frazione del com. di Castelfo- 
cognano, in Toscana, prov. e circond. di Arezzo, 
mand. di PoppL 

L'ufficio postale è a Rossina. 

GIOGO. — Frazione del com. di Pontinvrea, 
in Liguria, prov. di Genova, circond. di Sa- 
vona, mand. di Dego. 

L'ufficio postale è a Dego. 

gioì. — Mandamento nel Napoletano, prov. 




GIOÌ 
di Principato Citeriore, circond. di Vallo della 
Lucania. 

Ila una popolazione di 10,378 abitanti, di- 
visi negli 8 seguenti comuni: Campora, Gioi, 
Magliano Vetere, Monteforte, Orria, Perito, 
Salente già Sala di Gioi, Stio. 

6I0L — Comune nel Napoletano, prov. di 

Principato Citeriore, circond. di Vallo della 

Lucania, mand. di GioL 

Comprende lafraziooe 

di Cardile. 

La sua popolazione 
assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 
1861, contava abitanti 
1980 (maschi 1000, fem- 
mine 980); quella di dì- 
ritto era di 1988 abi- 
^. ,,. tonti. Nel 1864 ve ne 

^"■'''- erano 2029. 

La sua guardia nazionale consta di nns 
compagnia con 142 militi attivi e 19 di ri- 
serva: totale 161 militi. La mobilizzabile è 
di 55 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Torchiara; oel 
1863 erano 24. 
Ha ufficio postale in luogo. 
Ha pretura di mandamento dipendente dal 
tribunale civile e correzionale di Vallo della 
Lucania. Nella circoscrizione elettorale è se- 
zione con 121 elettori. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 
11 suo territorio è coltivato specialmente a 
frumento, ulivi, vigneti e pascoÙ. Vi si colti- 
vava pure con molto successo la specie di ta- 
bacco detta erbo santa, che già' costitaira 
una delle principali industrie dei si^oi abi- 
tanti. Le privative loro impediiono codesta 
industria, cagionando la miseria di essi ed il 
dépreziamento della proprietà. 

Il capoluogo è un grosso villaggio posto 
in situazione amena ali chilometri da Vallo 
della Lucania. Vi si veggono antichi ruderi. 
Fu feudo in origine di Antonello Petrscci, 
cui fu conceduto da Ferdinando 1 d'Aragooi. 
Devoluto per la sua ribellione alla regia corte, 
nel 6 ottobre 1496 fu venduto a Berlingieri 
Carafa, maggiordomo e consigliere di Ferdi- 
nando Ili. Passò poi al duca di Monteleone 
Ettore Pignatetli nel 1562. La giurisdizione 
di questa famiglia essendo stata esposta ia 
vendita dalla Camera della Sommaria nel 165Ó, 
il feudo di Gioi fu aggiudicato all'incauto al 
duca di Gravina. Da costui passò al barone 
Pasca, che nel 1722 lo vendè a Nicola Ciar- 



Digitized by 



Google 



6totA 
dallo di Laurino e per matrimonio di una di \ 
lai discendente passò a Tommaso PierrotU di 
Castellabate, a cui rimase finché il feudo fa 
abolito nel 1806. 

L» ntggUir parte delle sorrifertte notizie e lo stemma 
dAbaQd alla oortesia dell' onorevole Sindaco di questo 



Gioii. — Frazione del com. di Carrara, 
neirEmilia, proT. e circond. di Massn e Car- 
rara, mand. di Carrara. 

L'niScio postale è a Carrara. 

GIOIA e GIOIA (La). — Frazioni del com. 
di Torino, in Piemonte, prov., circond. e mand. 
di Torino. 

L'officio postale di G;oia è nel R. Parco, 
qnello di La Gioia è alla Madonna di Cam- 
pagna, altre frazioni del comune di Torino. 

GIOJA DAL COLLE. — Mandamento nel Na- 
poletano, prov. di Terra di Bari, circond. di 
Altamara. 

Consta del solo comune omonimo. 

GIOJA DAL COLLE. — Cornane nel Napo- 
letano, proT. di Terra di Bari, circond. di 
Altamara, mand. di Gioja dal Colle. 

La saa popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
luti 17,005 (maschi 8886 e femmine 8119); 
qoella di diritto era di 17,583 abitanti. Nel 1864 
te De avevano 17,718. 

La sua guardia nazionale consta di tre 
compagnie con 430 militi attivi e 80 di riserva: 
totale 500 militi. La mobilizzabile è di 113 
militi. 

Gli elettori politici inscrìtti nelle liste elet- 
torali del 1863 erano 477. 

Ha ufficio postale proprio, pretura di man- 
damento dipendente dal tribunale civile e cor- 
reiionale di Bari, ufficio di registro. Nella cir- 
coscrizione elettorale dà il nome al 379.* col- 
legio, che conta 894 elettori e dividesi nelle 
wiionì di Gioia dal Colle, Casamassima, Cas- 
sano, Noci, Patignano. 

Pel dazio consumo ò comune di quarta classe. 

Il sao territorio abbonda di frumento, viti, 
olivi e pascoli. 

Gioja è ana bella, ricca e commerciante città, 
divisa in vari rioni, posta a 32 chilometri da 
Altamara e ad eguale distanza tra Bari e Ta- 
ranto , ossia tra 1* Adriatico ed il Jonio. Ha 
strade larghe ben selciate, pobsiede un teatro 
ben decorato ; una stazione di seconda classe 
lungo il tronco ferroviario da Bari a Taranto ; 
uno spedale civico fondato nel 1830 ed avente 
tu reddito di L. 1600, e gl'istituti Purgato- 
rio, S. Filippo , Gian Rizzi , Fusco e Santis- 
simo, quali per limosine e quali per dotazioni. 



ami l^i 

Credesi edificata nel VI secolo ed appar- 
tenne in feudo ai Mari di Acqtiaviva. Nelle 
sue vicinanze, e specialmente nelle due con- 
trade di Monte Sannace e S." Sofia, trovaronsi 
negli scavi praticativi numerosi vasi antichi 
di molto valore e monete greco-romane, e per- 
ciò la tradizione dice che sorgesse Gioia in 
tempi remoti in posizione diversa dalla presente. 

Fu patria di molti uomini illustri nelle let- 
tere e nelle scienze, tra i quali negli ultimi 
tempi sono da noverare i due fratelli Pasquale 
e Cesare Seria, legisti, avvocati e letterati 
esimj, morti il primo nel 1821 ed il secondo 
nel 1841 ; Giuseppe Del Re, insigne letterato, 
autore di una Storia di Napoleone, e di una 
Descrizione topografica -fisica -politica' economica 
de" Reali Domini di qua dal Faro, morto nel 1842; 
e Francescopaolo Losapio, letterato e filosofo, 
autore di molte opere, fra le quali merita prin- 
cipal menzione quella che ha per titolo l'Uomo 
e Dio. 

La guardia nazionale di Gioja rese emi- 
nenti servigi nel distruggere le bande bri» 
gantesche che infestano da alcuni anni le pro- 
vincie napoletane. Nel 28 luglio 1861 scon- 
fisse e distrusse una torma di soldati sban-* 
dati molto numerosa che tentava mettere a 
soqquadro l'intiera provincia, e nel 5 gen- 
naio 1 863 in unione ad un mezzo squadrone 
di cavalleggieri Saluzzo sconfiggeva ed an- 
nientava la banda del sergente Romano, ter- 
rore delle due provincìe di Bari ed Otranto. 

Anche nel 1809 era quivi vinta e dispersa 
una banda di facinorosi venuti dalla limitrofa 
provincia di Otranto, guidati da un tale che 
si spacciava per Francesco Borbone. 

La maggior parte delle surriferite notizie debbons! alb 
cortesìa dell'onorevole Sindaco di questo comune. 

GIOIA DEI KARSI. — > Mandamento nel Napo- 
letano, prov. di Abruzzo Ulteriore li, circondi 
di Avezzano. 

Ha una popolazione di 6490 abitanti, divisi 
nei 5 seguenti comuni: Gioia de'Marsi^ Lecce 
ne' Marsi, Opi, Ortucchio, Pescasseroli. 

GIOIA DEI MARSL ^ Comune nel Napo^ 
letano, prov. di Abruzzo Ulteriore II, circond< 
di Avezzano, mand. di Gioia dei Marsi. 

Comprende una piccola frazione detta di 
Sperone. 

Ha una superficie di 361 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 1973 (maschi 694, femmine 1279); quella 
di diritto era di 2369 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 2046, e quindi 566. 73 per chilometro 
quadrato. 



Digitized by 



Google 



i^ GtOÌA 

La saa guardia nazionale consta di una 
compagaia con 143 militi attivi e 77 di ri- 
serva: totale 230 militi. La mobilizzabile è 
di 112 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Pescina; nel 1863 
erano 48: oggi (1867) sono 120. 

L'ufficio postale è a Pescina. Ha pretura 
di mandamento dipendente dal tribunale ci- 
vile e correzionale di Àvezzano. Nella circo- 
scrizione elettorale è sezione con 251 elettori. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio in parte è coltivato , in 
parte è a pascoli, e in parte è a boschi. Vi 
sorge il fiume Sangro. Nel monte Ortella vuoisi 
da alcuno che esista del marmo venato rosso. 
Nella valle di Macrano, confinante col terri- 
torio di Lecce ne'Marsi, vi è una miniera di 
lignite. 

Il capoluogo è un grosso villaggio, posto a 
2 chilometri circa dal Sangro ed a 32 da 
Àvezzano in luogo montuoso. La popolazione 
non si trattiene quivi che nei mesi d'astate. 
All'inverno emigra nel sottoposto piano mar- 
sicano, ove a sette chilometri di disianza tro- 
vasi un altro caseggiato che denominavasi Me- 
naforno ed oggi Gioia dei Marsi. 

Vi si tiene fiera ai 29 settembre. 

Fu feudo dei Piccolomini di Aragona e de- 
gli Sforza Cabrerà. 

Parte delle surriferite notizie debboDsi aUa cortesia del- 
l'onoreTole Sindaco di qnesto cornane. 

GIOIA SANNITICA. — Comune nel Napole- 
tano , prov. di Terra di Lavoro , circond. e 
tnand. di Piedimonte d'Alife. 

Comprende le frazioni di Pantanello, Pan- 
tano, Pizzillo, Ricinato, Taverna, Trinco, Val- 
loni, Villanocito ed altre. 

La sua popolazione assoluta di fatto , se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 3164 (maschi 1544, femmine 1620); quella 
di diritto era di 3211 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 3178. 

La sua guardia nazionale consta di due 
compagnie con 207 militi attivi e 97 di ri- 
serva: totale 304 militi. La mobilizzabile è di 
65 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Caiazzo; nel 1863 
erano 15. 

L'ufficio postale è a Piedimonte d'Àlife. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio produce biade. Ulivi, frutta 
fe legna. 

li capoluogo è Un borgo situato alle falde 



GIOIOSA 
dell'Appennino in luogo di buon'aria, 10 chi- 
lometri lontano da Piedimonte d'Alife. 

Vi si tiene fiera nella seconda domenica di 
maggio e nel 29 settembre. 

Fu feudo della famiglia Gaetani di Lan- 
renzana. 

GIOIA TAURO. — Comune nel Napoletano, 
prov. di Calabria Ulteriore I, circond. e maud. 
di Palmi. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 1357 (maschi 734, femmine 623); quella 
di diritto era di 1364 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 1407. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 78 militi attivi e 16 di ri- 
serva : totale 94 militi. La mobilizzabile è di 
61 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Palmi; nel 1863 
erano 23. 

Ha ufficio postale proprio. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è fertile in varii generi di 
vegetabili, ma piti specialmente in granaglie. 

Il capoluogo è un villaggio posto a 2 chi- 
lometri dal mare e a 12 da Palmi. 

E luogo antico e vuoisi sorto sulle rovine 
dell'antica Metauria, e fu feudo dei Gri- 
maldi di Gerace. Fu devastato dai Saraceni, 
dagli Angioini (1444), dai Turchi (giugno 16^) 
e fi) in parte distrutto dal terremoto del 1 783. 

GIOIINO. — Frazione del com. di Dego, nella 
Liguria, prov. di Genova, circond. di Savona, 
mand. di Dego. 

L'ufficio postale è a Dego. 

GIOIELLA. — Frazione del com. di Castiglion 
del La»o, nell'Umbria, prov. dell'Umbria, cir- 
cond. di Perugia, mand. di Castiglion del Lago. 

L'ufficio postale è a Castiglion del Lago. 

GIOJELLO. — Frazione del com. di Casal- 
noceto, in Piemonte, prov. di Alessandria, cir- 
cond. di Tortona, mand. di Volpedo. 

L'ufficio postale è a Casalnoceto. 

GIOJOSA IONICA. — Mandamento nel Na- 
poletano, prov. di Calabria Ulteriore I, cir- 
cond. di Geraci. 

Ha una popolazione di 10,222 abitanti, di- 
visi nei 2 seguenti comuni: Gioiosa Ionica e 
Martone. 

GIOJOSA IONICA. -— Comune nel Napole- 
tano, prov. di Calabria Ulteriore I, circood. 
di Geraci, mand. di Giojosa Ionica. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 8549 (maschi 4216 e femmine 4333); 



Digitized by 



Google 



GIOIOSA 

^ella di diritto era di 8609 abitanti. Nel 1864 
Te n'erano 8892. Attualmente (1 867) è di 1 0,000 
abitanti. 

La sua guardia nazionale consta di tre 
compagnie con 371 militi attivi e 141 di ri- 
svra: totale 513 miliii. La mobilizzabile è 
di 160 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Caulonia giàCastel- 
Tctere; nel 1863 erano 83: presentemente 
(1867) sono 118. 

L'ufficio postale è a Geracì. Ha pretura di 
mandamento dipendente dal tribunale civile e 
correzionale di Ceraci, ufficio del registro. 
Nella circoscrizione elettorale è sezione con 
137 eiettori. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

II sao territorio è fertilissimo, sopratutto 
la melaranci ed nlivi. 

Il capoluogo è un borgo posto in vicinanza 
del mare Ionio, e 15 chilometri a mezzodì da 
Ceraci. Dal suo antico castello, che ancora 
si vede fabbricato sul monte, che sta a ri- 
dosso del borgo, godesi di un magnifico oriz- 
loote. 

Pretendesi da taluno che sia sorto sulle ro- 
dile dell'antica città di Mitra, ricordata da 
Rìdìo. 

Nel 1783 ebbe a soffrire qualche danno pel 
terremoto. 

Uam delle snrriferite notine debbonsi alla cortesia 
Ul'ooorevole Sindaco di questo cornane. 

GIOIOSA MAREA. — Comune in Sicilia, 
pn»T. di Messina, circond. e mand. di Patti. 

Ha una superficie di 1600 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 4624 (maschi 2272, femmine 2352); 
quella di diritto era di'4778 abitanti. Nel 1864 
« n'erano 474.5, e quindi 295, 56 per chilo- 
metro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 138 mìliti attivi e 26 di ri- 
serva: totale 164 militi. La mobilizzabile è di 
18 militi 

Gli elettori polìtici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di l'atti; nel 1863 
erano 51. 

Ha ufficio postale proprio. 

Pel dazio cousomo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è fertile in cereali, in gelsi, 
ili olivi , in alberi fruttiferi. Fa esportazione 
di seta, di fichi eccellenti, di olio e di pesci 
ulati. Vi Ita una tonnara. 

La moderna Giojosa Marea venne fondata 
nel 1800 sulla riva del mar Tirreno, a tre 



«Oli 173 

chilometri dal traforo di Calava, e a 18 chi- 
lometri da Patti. Ha regolari fabbricati, son- 
tuose chiese, fra cui la Matrice, incominciata 
nel 1800 e terminata nel 1857, una delle più 
belle dell' isola. Vi si contano pure parecchi 
conservatori femminili , alcuni conventi oggi 
soppressi e occupati per gli usi comunali, un 
oratorio già dei PP. Filippini ora soppressi 
ed adattato alle pubbliche scuole. Vi hanno 
parecchie filande di seta, tra le quali se ne 
distin{?ue una a vapore di proprietà della fa- 
miglia Barbera. Questo comune vanta inoltre 
una banda musicale molto riputata in tutta 
l'isola. 

A poca distanza di Giojosa, verso levante, 
avvi la famosa rocca di Calava, masso di pie- 
tra che si innalza circa 500 metri sul mare : 
è unita ad un monte, chiamato Guardia, e 
dentro di essa passa la strada rotabile per un 
foro che si è incavato lungo 103, e largo in 
modo da potervi passare due carrozze. Degno 
di ammirazione è pure un sotterraneo che po- 
chi anni sono si scoprì poco distante dalle case 
di Giojosa verso il mare: ha una imboccatura 
di un metro e mezzo di altezza, di metri 1,80 
di larghezza, ed è lungo pili di 2 chilometri. 

L' antica Giojosa sorgeva lontana circa 8 
chilometri dal mar Tirreno sulla vetta di un 
alto monte, donde si ha uno dei più stupendi 
prospetti d' Italia : tutti i paesi di Val De- 
mone, Patti, Tindaro, Falconi , Furnari , No- 
vara, Tripi, Mont'Albano, S. Piero, Santa Lu- 
cia; inoltre Milazzo, le Eolie, le Calabrie e 
da un'altra parte le Madonie e l' Etna. Que- 
sta antica Giojosa venne fondata nel 1366 
da Vinciguerra di Aragona. Ebbe il nome 
da una antica torre nominata Oppidum quar- 
diae Jojttsae, cioè guardia allegra o gioiosa, per 
la amenità della sua posizione. Non ostante 
ciò, gli abitanti nel 1800 abbandonarono quel 
bellissimo soggiorno , e trasportaronsi alla 
riva del mar Tirreno per migliorare la loro 
condizione economica per mezzo del commercio. 

Sono di questa terra, il valente medico D. 
Nicolò Barbera, e il figlio di lui D. Emanuele, 
che ristaurò il santuario di Tindaro e compì 
la chiesa Matrice di Giojosa. 

Molle di queste notìzie furono desunte dal Dizionario 
geografico, statistico e bìugralico della Sicilia del cavalier 
Anluoiiio Busacca (Messina, 18ó8-18tio), che ci venne gcn^ 
tilmenle mandato con aggiunte manoscritte su Giojosa Marea. 

GIGLI' GIOLITO. — Frazione del com. di 
Torino, in Piemonte, prov., circond. e mand. 
di Torino. 

L'ufficio postale è a La Crocetta, altra fra* 
zione del comune di Torino. 



Digitized by 



Google 



174 GIOUTTI 

GIOLlTtL — Frazione del com. di San Da- 
miano, in Piemonte, prov. e circond. di Cu- 
neo, mand. di San Damiano Macra. 

L'officio postale è a San Damiano Macra. 

GIOMETTI. — Frazione del com. di Stia, 
in Toscana, proT. e circond. di Arezzo, mand. 
di Poppi. 

L'ufficio postale è a Pratovecchio. • 

6I0MICL — Frazione del com. di Valfab- 
brica, nell'Umbria, prov. dell'Umbria, circond. 
e mand. di Perugia. 

L'ufficio postale è a Perugia. 

GlOMiSCL — Frazione del com. di Gubbio, 
nell'Umbria, prov. dell'Umbria, circond. di 
Perugia, mand. di Gubbio. 

L'ufficio postale è a Gubbio. 

GIONA. — Frazione del com. di Bibbiena, 
in Toscana, prov. e circond. di Arezzo, mand. 
di PoppL 

L'ufficio postale è a Bibbiena. 

GIOfNCAIfO. — Frazione del com. di Acqua- 
sparta, nell'Umbria, prov. dell'Umbria, cir- 
cond. e mand. di 'Temi. 

L'ufficio postale è a Terni. 

6I0NDL — Frazione del com. di Cosseria, 
nella Liguria, prov. di Genova, circond. di 
Savona, mand. di Millesimo. 

L'ufficio postale è a Millesimo. 

GIOIfKAHA. — Frazione del com. di Novara, 
in Piemonte, prov., circond. e mand. di Novara. 

L'ufficio postale è a Novara. 

6I0RA. — Frazione del com. di Capriata di 
Orba, in Piemonte, prov. di Alessandria, cir- 
cond. di Novi Ligure, mand. di Capriata d'Orba. 

L'ufficio postale è a Capriata d' Orba. 

GIORDANA. — Frazione del cora. di Stroppo, 
in Piemonte, prov. e circond. di Cuneo, mand. 
di San Damiano Macra. 

L'ufficio postale è a Stroppo. 

6I0RDANENQ0. — Frazione del com. dì 
San Martino di Ferrerò, in Piemonte, prov. 
di Torino, circond. di Pinerolo, mand. di 
Ferrerò. 

L'ufficio postale è a Ferrerò. 

GIORDANI — Frazione del com. di Mattie, 
in Piemonte, prov. di Torino, circond. e mand. 
di Susa> 

L'ufficio postale è a Bussoleno. 

GIORDANO. — Frazione del com. di La 
Cassa, in Piemonte, prov. e circond. di To- 
rino, mand. di F:ano. 

L'ufficio postale è a Draent. 

GIORDANO. — Fiumiceilo di Sardegna, che 
dopo un corso di circa Sì chilometri si versa 
in mare nel pianoro di Bitti. 

GIORDANO. -. Monte della Valle di Maz- 



GtORNlCo 
zara, nell'isola di Sicilia. Si eleva presso Ba- 
garia e somministra alcune sorgenti di acqua 
sulfurea. Nei suoi dintorni si rinviene carbon 
fossile. 

GIORDANO (U). — Frazione del com. di 
Prales, in Piemonte, prov. di Torino, circond. 
di Pinerolo, mand. di Ferrerò. 

L'ufficio postale è a Ferrerò. 

GIORDANO, GIORDANO (Villa) e GIORELU. 
— Frazioni del com. di Torino, in Piemonte, 
prov., circond. e mand. di Torino. 

L'ufficio postale di Giordano (Villa) è a To- 
rino ; quello di Giordano e Giorelli è alla Ma- 
donna di Campagna, altra frazione del comnne 
di Torino. 

GIORGI (Ai). — Frazione del com. di Mon- 
teu Boero, in Piemonte, prov. di Cuneo, cir- 
cond. di Alba, mand. di Canale. 

L'ufficio postale è a Canale. 

GIORNICO. — Circolo del Canton Ticino, 
nel distr. di Leventina. 

Comprende i sette comuni di Anzonico, So- 
dio, Cavagnago, Giornico, Personico, Pollegio, 
Sobrio. 

GIORNICO. — Comune nel Canton Ticino, 
distr. di Leventina, circolo di Giornico. 

Comprende le frazioni di Àltirolo, Castello, 
Cribiago, Ugazzo. 

La sua popolazione nel 1858 era di 800 
abitanti; nel 1860 di 693, di cui 338 maschi 
e 365 femmine, oltre a 154 assenti in Fran- 
cia, Italia ed America. 

II suo territorio è specialmente tenuto a 
viti e a prati. 

Il capoluogo è un piccolo villaggio posto 
sulla sinistra del Ticino, a 376 metri sul li- 
vello del mare, secondo l'Ebel e a 357 secondo 
il Saussure, sulla via del San Gottardo. Di- 
sta 30 chilometri a maestro da Bellinzona, 6i 
a borea da Lugano e 49 pure a borea da 
Locamo. Vi si osserva un'antica torre e nei 
dintorni le imponenti cascate della Barolgia 
e della Cremosina e il tempietto di S. Ni- 
colao in Castello di Mira, che sorge in vici- 
nanza di vetuste fortificazioni ed è di pietra 
lavorata a scalpello. Sono notevoli in questo 
tempio gli altari costrutti a guisa di catacombe, 
gli uni sovrapposti agli altri in stile dà se- 
sto secolo. 

Vi si tengono tre fiere annue. 

Nel 1478 ai 28 settembre le truppe leren- 
tinesi, comandate dal capitano Stanga di Gior- 
nico, riportarono una vittoria contro l'esercito 
del duca di Milano comandato da Manilio 
Torello, sul piano detto dei Sassi-Grossi, tra 
Bodio e Giornico. Allora avvenne che 600Svb< 



Digitized by 



Google 



CIORSBTTO 

ieri di presidio a Giornico decisero della 
Tittoris. 

Questo villaggio è capoluogo anche del cir- 
colo elettorale omonimo. 

Alnme delle snrrtferlte notizie debbonst kUa cortesia 
dell'oDorerole Sindaco di questo comune. 

GIORSETTO. — Frazione del com. di Reano, 
in Piemonte, proT. di Torino, circond. dì Susa, 
mand. di Àvigliana. 

L'afOcio postale è a Trana. 

6I0SCI0. — Frazione del com. di Cam- 
pione, in Lombardia, prov. e circond. dì Como, 
j oand. di Castiglione d'intelvi. 
j L'officio postale è a Campione. 
ì GIOSIO. — Frazione del com. di Montecre- 
steu, io Piemonte, prov. di Novara, circond. di 
Ossola, mand. di Domodossola. 

L'officio postale è a Crevola d'Ossola. 

6I0ST0. — Rivolo di Sardegna, che nasce 
nel Uompertuso e si scarica nel torrente Occa, 
dopo un corso di circa 15 chilometri 

GIOVAGALLO. — Frazione del com. di Tre- 
aoa, nell'Emilia, prov. e circond. dì Massa e 
Carrara, mand. di Tresana. 

L'officio postale è a Bollano. 

6I0TALIRL — Frazione dei com. di Coazze, 
il Piemonte, prov. di Torino, circond. dì Susa, 
■aod. dì Giaveno. 

L'officio postale è a Coazze. 

GIOTAHABOL — Frazione del com. di Pel- 
legrino Parmense, nell'Emilia, prov. di Parma, 
circond. dì Borgo S. Donnino, mand. di Pel- 
legrino Parmense. 

L'officio postale è a Pellegrino Parmense. 

dOTAHMA. — Frazione del com. di Ba- 
stila, nella Liguria, prov. e circond. di Ge- 
nova, mand. di Ronco Scrivia. 

L'officio postale è a Bosalla. 

GIOTAHML — Monte della Corsica, che si 
inalza a breve distanza da Bastelica. 

GIOTAimiNA (La). — Frazione del com. di 
Cento, Dell'Emilia, prov. di Ferrara, circond. 
e mand. di Cento. 

L'officio postale è a Cento. 

filOTAMNINI. — Frazione del com. di To- 
rino, in Piemonte, prov., circond. e mand. di 
Torino. 

L'officio postale è alla Madonna del Pilone, 
altra frazione del comune di Torino. 

6I0TAMNOTT0. — Frazione del com. di No- 
terà Umbria, nell'Umbria, circond. di Faligno, 
naod. di Nocera Umbria. 

L'officio postale è a Nocera Umbria. 

GIOVE. — Comune nell'Umbria, prov. del- 
ri'mbria, circoad. dì Temi, mand. di Amelia. 

Ha una superficie di 1399 ettari. 



GIOVENCO 175 

La sua popolazione assoluta di fatto , se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 1159 (maschi 617, femmine 543); qnella 
di diritto era di 1102 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 1168, e quindi 83.49 per chil. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di uni^ 
compagnia con 87 militi attivi e 56 di ri- 
serva: totale 143 militi La mobilizzabile è di 
31 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nedle liste 
elettorali del collegio di Terni; nel 1863 
erano 16. 

L'ufficio postale è ad Amelia. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe 

Il suo territorio, tranne una piccola parte 
in pianura, si distende quasi tutto in collina 
e in montagna. Produce pascoli, vino, olivi e 
granaglie. 

11 capoluogo è un antico castello posto in 
collina presso la sinistra del Tevere, a li- 
beccio da Amelia e 34 chilometri e mezzo 
da Terni. È costrutto in forma circolare ed 
è formato da discreti fabbricati. 

Giove è d'orìgine antica, ma ignota. Una 
doppia cinta di mura, minata in parte, alcune 
strade coperte ed altre sotterranee conducenti 
a molta distanza fuori del castello attestano 
l'importanza di questo luogo nel medio evo, 
in cui fu sovente assalito, specialmente dagli 
abitanti di Todi, di Amelia e di Viterbo. 

GIOVE. — Frazione del com. di Città di 
Castello, nell'Umbria, prov. dell'Umbria, cir- 
cond. di Perugia, mand. di Città di Castello. 

L'ufficio postale è a Città di Castello. 

GIOVE. — Frazione del com. di Muccia, nella 
Marche, prov. di Macerata, circond. e mand. 
di Camerino. 

L'ufficio postale è a Camerino. 

GIOVE. — Frazione del com. di Nocera Um- 
bria, nell'Umbria, circond. di Fuligno, mand, 
di Nocera Umbria. 

L'ufficio postale è a Nocera Umbria. 

GIOVE. — Frazione del com. di Valtopina, 
nell'Umbria, prov. dell'Umbria, circond. di Fu- 
ligno, mand. di Nocera Umbria. 

L'ufficio postale è a Nocera Umbria. 

GIOVENCO {PUonius Flwm). — Fiume nel 
Napoletano. Nasce nel circondario di Àvez- 
zano, nell'Abruzzo Ulteriore II, da una fonte 
posta alla sommità di una valle, presso il co- 
mune di Bisegna nel mandamento di Pescina: 
scorre dapprima tra sassi e dirupi, poi attra- 
versa ì campi di Ortona a Marsi. Vicino a 
S. Sebastiano, frazione di Bisegna, si divide 
in tre rami che scaricansi nel Fucino, presso 
a S. Benedetto. 



Digitized by 



Google 



176 GIOTENZANA 

Il Giovenco, denominato anche Fara, è l'an- 
tico Pitonius Flttvius, le cui acque, dicevano 
gli antichi, dopo essersi versate nel Fucino 
ne uscivano ancora limpide e continuavano 
il loro corso fino nei dintorni di Tivoli, dove 
si precipitavano in uno speco distante circa 
17 chilometri da Roma e progredivano po- 
scia a Roma stessa per archi e per cunicoli 
sotto il nome di Acqua Marcia o Martia, an- 
ticamente Àufeia. Queste acque erano molto 
lodate da Plinio, che le preponeva a tutte le 
acque del mondo. 

GIOVENZANA. — Frazione del com. di Ca- 
gliano, in Lombardia, prov. di Como, circond. 
di Lecco, mand. di Brivio. 

L'ufficio postale è a Carsaniga. 

Piccolo villaggio altre volte più considere- 
vole, e prima del 1288 facente comune da sé. 
Nel suo territorio, coltivato a viti e a gelsi, 
esiste una cava di sarizzo, che serve per le 
mole da macinare i grani. 

6I0VERZAN0. — Comune in Lombardia, 
prov. e circond. di Pavia, mand. di Bere- 
guardo. 

Ha una superficie di 314 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 534 (maschi 276, femmine 258) ; quella 
dì diritto era di 538 abitanti. Nel 1864 ve 
ne erano 557, e quindi 177.38 per cbilom. 
quadr. 

La sua guardia nazionale consta di 19 mi- 
liti e 2 di riserva: totale 21 militi. La mo- 
bilizzabile è di 13 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Pavia; nel 1863 
erano 6. 

L'ufficio postale è a Bereguardo. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è coltivato a pascoli e a 
risaie. 

È un piccolo villaggio posto sulla sponda 
occidentale del naviglio di Pavia, 10 chilo- 
metri a borea da questa città e 9 circa a le- 
vante da Bereguardo. 

GIOVETO. — Frazione del com. di Pani- 
cale, nell'Umbria, prov. dell'Umbria, circond. 
di Perugia, mand. di Castiglion del Lago. 

L'ufficio postale è a Panicale. 

GIOVI. — Frazione del com. di Arezzo, in 
Toscana, prov., circond. e mand. di Arezzo. 

L'ufficio postale è ad Arezzo. 

6I0TL — Frazione del com. di Migna- 
nego, nella Liguria, prov. e circond. di Ge- 
nova, mand. di Pontedecimo. 

L'ufficio postale è a Pontedecimo, 



GI0VÌNAZ7.0 

6I0TL — Frazione del com. di Salerno, 
nel Napoletano, prov. di Principato Citeriore, 
circond. e mand. di Salerno. 
L'ufficio postale è a Salerno. 
E un villaggio di 700 abitanti circa. 
GIOVIAMO. — Frazione del com. di Borgo 
a Mozzano , in Toscana , prov. e circond. di 
Lucca, mand. di Borgo a Mozzano. 
L'ufficio postale è a Borgo a Mozzano. 
GIOVINANE. — Frazione del com. di Cui- 
tera, in Corsica, circond. di Aiaccio, cantone 
di Zicavo. 

GI0VINAZ20. — Mandamento nel Napole- 
tano, prov. di Terra di Bari, circond. di Bari 
Consta del solo comune omonimo. 
GIOVINAZZO. — Comune nel Napoletano, 
prov. di Terra di Bari, circond. di Bari, mand. 
di Giovinazzo. 

Ha una superficie di 
4159 ettari. 

La sua popolazione 
assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 
1861, contava abitanti 
8629 (maschi 4474 e 
femmine 4155); qaeila 
di diritto era di 8986 
abitanti. Nell'anno 1864 
ve n'erano 9001, equiodi 
216. 42 per chil. qnadr. 
Attualmente (1867) la popolazione ammonta 
approssimativamente a 10,000 abitanti 

La sua guardia nazionale consta di 4 com- 
pagnie con 440 militi attivi e 36 di rìserva : 
totale 476 militi. La mobilizzabile ò di 241 
militi 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Molfetta; nel 1863 
erano 141. 

Ha stazione della ferrovia, ufficio postale 
proprio, pretura Mi mandamento dipendente 
dal tribunale civile e correzionale di Bari, of- 
ficio del registro, luogotenenza delle gabelle, 
ricevitoria doganale, delegazione di porto ed 
agenzia sanitaria marittima. E sede vescovile. 
Nella circoscrizione elettorale è sezione eoo 
175 elettori. 

Ha una rendita annua di L. 70,000. Le sne 
imposte dirette ammontano a L. 105,685. 49. 
il suo territorio è fertile in ulivi, viti, man- 
dorle, carrube e granaglie, che nella maggior 
parte vengono esportate. 

U capoluogo è situato in riva airAdriatieo, 
a 6 chilometri da Molfetta e a 18 e meno da 
Bari, fra i 34<* 25^ di longitudine e 41 <> 39 di 
latitudine. È una atto, di 8556 abitanti, colta, 




Fig. 41t. 



Digitized by 



Google 



GIOTINAZZO 

ricca, amena, commerciante ed industriosa, 
e cinta da mura con bastioni dalla parte di 
Dare, con belle chiese ed edifizii, fra i quali 
si distingue il magnifico palazzo civico di 
Rcente costruzione. Quanto alla beneficenza 
ri hanno un asilo dì mendicità, un ospe- 
dale, un asilo di maternità annesso all'ospi- 
no Vittorio Emanuele, una cassa di risparmio, 
e raij pii istituti per doti e limosine aventi 
00 reddito annuo di L. 32,000 circa. Quanto 
«ll'istrozione vi sono va ginnasio tecnico, 4 
icaole elementari maschili, 4femminili, un gran- 
dioso ospizio sotto il titolo Vittorio Emanuele, 
Dfll quale 450 alunni vengono istruiti nel leg- 
gere, nello scrivere, nell' aritmetica pratica , 
negli eserdzii militari, nell'agricoltura, nelle 
arti dei disegno, nella pittura e nelle arti fab- 
brili; ed un istituto di educazione muliebre di- 
retto dalle Figlie di Carità. Per l'ospizio Vitto- 
rio Emanuele si spendono 82 mila lire all'anno. 
Sotto il rapporto dell'industria e del com- 
Bercio si contano varie miniere di eccellenti 
pietre murarie, varie fabbriche di acquavite 
ed alcune manifatture di reti per la pesca, e 
è' tela di bambagia e di canape. 

Questa città ha un reddito annuo di 
L 70,000. Vi si tiene mercato al giovedì e 
iera dal 30 maggio al 6 giugno. 

Questa città è antichissima: secondo il Pon- 
taoo sarebbe sorta dalle rovine dì Egnatia. 11 
Francioni scrive che fu munita da Traiano 
di alte mora, che sono tuttora esistenti verso 
il mare. Nel medio evo ebbe molto a soffrire, 
dapprima per le guerre che devastarono la 
bassa Italia al tempo dei Normanni, poscia per 
la peste, che vi infierì nel 1213 e nel 1478, 
distruggendo due suoi villaggi detti Padule e 
Sant' Eustachio. 

Meli' XI secolo fii dei Greci; più tardi fii 
assediata e presa da Argiro, poi appartenne 
ad Ottone nel 1211, a Giordano Lancia di 
Aoagni nel 1257, e a Roberto fratello di re 
Loigi. Fa assediata dal patriarca Vitelleschi 
e combattuta più volte dai principi di Melfi 
e di Taranto. 

Giovinazzo è sede vescovile: la sua fonda- 
zione rìsale, secondo l'Ughelli, all'anno 951. 
U primo vescovo fu il Chierico Pandone. 

Giovinazzo è la patria di Lodovico Paglia, 
che scrisse la storia della sua città; di Nic- 
colò Spinelli cancelliere del regno, e dotto 
nella storia politica ed ecclesiastica, e di Mat- 
teo Spinelli del secolo XIII, che è tra i più 
antichi cronisti della letteratura italiana. 

Akaie delle snrrìferite notme e lo stemma si debbono 
lUa cottaiia dell' onorevole indaco di questo comune. 

L'ìtaua, Dizionario corografico, ecc. Voi. 



GIRASOLE 177 

6I0TI0. — Comune nel Trentino, distr. giu- 
diziario di Lavis. 

Oltre il capoluogo, denominato Verla, com- 
prende le frazioni seguenti: Ceola, Mosanna, 
Palù, Spedai, Valtemigo, Ville. 

La sua popolazione è di 2100 abitanti. 

Il suo territorio produce uva, frutta sapo- 
ritissime e specialmente castagne, cereali e 
foglia di gelsi. Pochi vi sono ì prati. Fra i 
monti principali si notano: S. Floriano, la 
Selva, Monte alto. Monte basso, la Presa e 
il monte Corona, dal quale si ha una bella 
ed estesa veduta. 

' L'aria di questo territorio è veramente sa- 
lubre. Presso Ville vi ha un'acqua eccellente 
potabile. 

Il capoluogo è situato, unitamente a tutti 
gli altri villaggi , alla destra dell'Avìsio in 
montagna, e a non molta distanza dal borgo di 
Lavis. 

Questa comunità appartenne per lungo 
tempo come feudo al principe vescovo di 
Trento, il quale lo cedette poscia alla casa 
d'Austria, che permise al comune di reggersi 
collo statuto di Trento. 

GIRASOLE. — Comune in Sardegna, prov. di 
Cagliari, circond. di Lanusei, mand. di Tortoli. 

Ha una superficie di 1321 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto , se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 319 (maschi 156, femmine 163); quella di 
diritto era di 316 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 312, e quindi 23.61 per chil. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di 43 
militi attivi e 18 di riserva: totale 61 militi. 
La mobilizzabile è di 10 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Lanusei; nel 1863 
erano 8. 

L'ufficio postale è a Tortoli 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è sterile nelle regioni vi- 
cine al mare, ubertoso nel restante. Viene 
tenuto a viti, che danno ottimi vini di lunga 
durata, ad alberi fruttiferi e ad agrumi. Vi 
è pure copioso il bestiame e sono numerosi i 
cinghiali, ì cervi e le lepri. Nel fiume Villa- 
nova Strisaile, che scorre poco lungi dal capo- 
luogo, si contengono eccellenti trote ed angtiille. 

In questo territorio si rinvengono quattro 
nuraghi (Vedi Abbasanta). 

Il capoluogo è un pìccolo villaggio, posto 
a 3 chilometri da Tortoli e a 21 da Lanusei, 
e situato in una maremma ad un chilometro 
dal mare, in clima insalubre. Vi sono conti- 
nue pioggie nell'autunno. 
IV. {Proprietà letleraria) 23 



Digitized by 



Google 



178 GIBCENTI 

dROEHTI. — Provincia deWegao d'Itali^^ 
nell'isola di Sicilia. Confina a borea colla 
provincia di Palermo, a levante con quella 
di Caltanisetta, a mezzodì col mare Afri- 
cano, a ponente colla provincia di Trapani, 
ed ha una superficie di chilometri quadrati 
3851.35, con una popolazione assoluta di 
fatto, secondo il censimento del 31 dicembre 
1861 , di abitanti 353,880, ripartiti nei tre 
circondarìi di Bivona, Girgenti e Sciacca, in 
24 mandamenti e in 40 comuni, la cui po- 
polazione media calcolasi per ciascuno di 
6597 abitanti. 

La popolazione specifica nel detto anno 
1861 era di abitanti 68.34 per chilometro 
quadrato. 

Questa provincia ha 90 mila ettari circa 
di pianura, 60 mila di collina, 236 di monta- 
gna. La restante superficie conta 1990 ettari 
di terre sommerse, 7025 di terre paludose, 10,885 
di paludi bonificate, 309 di paludi in corso di boni- 
ficazione, 584 di risaie ad acque perenni, 550 di 
terre irrigate da fiumi, 143 di terre irrigate 
da canali, 987 dì terre irrigate da sorgenti. 
Le paludi stanno alla superficie totale nella 
proporzione di ettari 31,59 a 1000, le risaie 
sono nella proporzione di 1,51 a 1000 e le 
terre irrigate di 5,86 a 1000. Questa pro- 
vincia non è percorsa che da fiumi di breve 
corso e da torrenti, lungo i quali sono stabi- 
liti numerosissimi maceratoi per il lino. Fra i 
fiumi i principali sono il Salso, che separa 
la provincia di Girgenti da quella di Caltani- 
setta, il Naro, il Palma, il Drago, il fiume 
delle Canne . il Platani , il Caltabellotta , il 
Cannitello e il Bilici, che scendono nel mare 
Africano correndo con direzione da greco a 
libeccio. L'unico lago della provincia è quello 
di S. Giorgio presso Sciacca, che più pro- 
priamente potrebbesi chiamare col nome di 
stagno. Quanto alle acque potabili, vi sono 
esse affatto scarseggianti, poiché tre soli sono 
i comuni indicati come possessori di acque 
buone e abbondanti. 

Le montagne che percorrono questo terri- 
torio sono diramazioni della catena delle Ma- 
donie, poco elevate, fra. le quali sono da no- 
tare due colline che hanno natura vulcanica, 
e sono quelle di Maccaluba tra Girgenti e 
Aragona e quella presso il monte Bifara tra 
Cattolica e Cianciana. Queste colline sono 
come coni troncati formati di fango, inalzati 
da sotterranee correnti di gas idrogeno e di 
acido carbonico: si odono spesso fragori in- 
terni , e r acqua che ne zampilla trae seco 
globetti di petrolio di odore bituminoso. 



GIRCEITn 

I terreni sono quasi generalmente o ar» 
gillosi calcarei cretosi, o arenosi e concbi- 
glìferi, ed offrono buoni pascoli e boschi di 
maestose querele e di frassini. I campi sono 
ridenti e sparsi di incantevoli giardini, vi» 
gneti, uliveti, ortaggi ed agrumi 1 prioei- 
pali prodotti sono grano in abbondanza, orzo, 
fave, mandorle, olio, sommacco, carrube, soda, 
zolfo , erbe medicinali. L'agricoltura general- 
mente si esegue secondo gli antichi usi, et* 
sendo pochi i proprietari che scarsamente adot> 
tano metodi e istrnmenti novelli. L'awenirt 
agrario però vuoisi in questa provincia an- 
gurare ridentissimo , tra per la spinta data 
dal governo con la institnzione dei cornili, e 
con l'attuazione dell'istituto agrario, alla cai 
spesa il bilancio provinciale provvede conia 
cifìra di L. 30,000 annue , come ancora per 
l'istituto industriale e professionale che va 
ad aprirsi e alle cui spese concorrono il go- 
verno in metà degli stipendi agi' insegnanti, 
nell'altra metà la provincia e la camera di 
commercio, e nelle spese di locali, impianto, 
ecc., il comune; e finalmente per la ceosna- 
zione quasi interamente eseguita deUe terre 
appartenenti alla mensa vescovile ed a' corpi 
morali ecclesiastici, sulle quali fra non mdte 
si vedranno miglior^enti di ogni sorta. Intorno 
al bestiame pecorino le pubblicazioni del mini- 
stero di agricoltura, industria e commercio ci 
somministrano i seguenti dati. Nel 1863 il nu- 
mero delle pecore esistenti in tutta la pro- 
vincia era di 83,675 fra indigene, buone, 
mediocri ed infime, delle quali 46,930 spet- 
tanti al circondario di Girgenti, 31,500 a 
quello di Bivona, 15,345 a quello di Sdacea; 
il valor medio di ciascuna pecora calcolavasi 
di L. 13,35 per quelle del circondario di 
Girgenti, di L. 13,85 pel circondario di Bi- 
vona, di L. 13,15 pel circondario di Boiacca; 
il valor medio del totale era dunque di L 13,65 
per pecora. Quanto alla lana , era essa di 
qualità in parte buona e in parte mediocre 
e serviva per uso domestico: il suo valor 
medio calcolavasi di L. 1,33 per chilogramma. 
Si tentò migliorare la razza ovina con mon- 
toni di Barberia, ma per la differenza del clima 
si ottenne una prole a&ktto indigena: anche 
l'accoppiamento dei merinos colle pecore m- 
digene non ebbe buon risultato. 

La provincia di Girgenti h ricchissiffla di 
miniere di zolfo, che trovansi nei territori di 
Girgenti, Favara, Aragona, Comitini, Grott«^ 
Racalmnto, Palma, Casteltermini, Cianciana, 
come altresì di miniere di sale ne* territori 
di Racalmnto e Cattolica. Nelle rieiname di 



Diaitized hv 



Gooq]^ 



GIRGENTI 

Villafraocs vi sono bei marmi screziati di 
bisneo e rosso ed in diversi luoghi belle agate 
di Tari colori, alabastro e diaspri. Sulla som- 
mità del monte S. Calogero, nelle vicinanze di 
Seiacca, esistono le antiche terme di Selinunte, 
le quali sono state recentemente ristaurate 
per comodo degli ammalati. ÀI piade della 
stessa montagna scatnriscono quattro sorgenti 
(fi acque minerali diverse. 

Oltre alla coltura dei campi e alla pasto- 
mia, che SODO le principali occupazioni degli 
abitanti di questa provincia, vi si fabbricano 
baoni formaggi e barro, vi si ottiene bnona 
quantità di miele e di soda e vi sono fab- 
biehe di vasi di terra cotta, di sapone, cera, 
rtgolizia , salnitro , paste fine , concie e la- 
roro d'incisione in pietre dure. 

Nel commercio prevale specialmente quello 
di esportazione, che consiste nel frumento , 
olio, mandorle, zolfo, salnitro, ceneri di soda, 
lOBinacco, pistacchi, agrumi, pesci salati e, 
come si disse, sale minerale che si estrae 
dalle vicine miniere di Racaimnto e Cattolica. 

Lungo le coste si pescano molti e buoni 
pesd e non di rado storioni. Dai porti del cir- 
caodarìo marittimo di Girgenti partirono nel 
IK3 71 bastimenti ad esercitare la pesca 
fldie coste del regno e 180 in alto mare. 

Il movimento del circondario marittimo di 
fórgeoti nel 1863 fu il seguente: 

Nella navigazione generale a vela e a va- 
pore entrarono complessivamente 792 basti- 
■entì con un carico di 81,384 tonnellate e 
6,110 nomini di equipaggio, e ne uscirono 
btstimaiti 874 con tonnellate 103,938 e 7338 
nomini di equipaggio. 

Nella navigazione di cabotaggio entrarono 
butìmenti 3192 con tonnellate 147,319 e 
34,363 nomini di equipaggio, ed uscirono 
3141 bastimenti con 106,619 tonnellate e 19,387 
nomini di equipaggio. 

La bandiera nazionale partecipò alla ua- 
viguione generale a vela e a vapore in ar- 
rivo per 403 bastimenti con 14,839 tonnel- 
late e 3883 nomini di equipaggio; quella 
estera vi partecipò per 389 bastimenti con 
66,455 tonnellate e 3337 nomini di equipaggio. 
Nella navigazione in partenza M bastimenti 
Dstionali entrati furono 514 con 41,377 ton- 
nellate e 4301 nomini di equipaggio; gli 
esteri fnrono con 63,561 tonnellate e 3,037 
nomini di equipaggio. 

n totale generale dei bastimenti sia entrati 
cbe asciti nella navigazione a vela e a vapore 
{q di 1 666, ripartiti per nazionalità come segue : 

Italiani 917, Francesi 304^ Britannici 315, 



GlUGENt» 179 

Olandesi 51 , Spagnuoli 38, Prussiani 6, Nor- 
vegi 33, Oldenburghesi 4, Austriaci 37, Russi 4, 
Americani 34, Ellenici 36, Turchi 16, Anno- 
veresi 10, Lubecchesi 3. Il carico comples- 
sivo ascese a 185,323 tonnellate o il numero 
degli uomini di equipaggio fa di 13,438. 

Questa provincia ha le seguenti strade ruo- 
tabili: 1.° Strada nazionale che parte dal ca- 
poluogo, passa per Comitini e Casteltermini, 
con un magnifico ponte sul fiume Platani, e 
dopo il confine continua fino a Palermo; 2.° 
Strada provinciale che, attaccandosi alla na- 
zionale in distanza di 9 chilometri dal capo- 
luogo e propriamente al punto nominato Qwh 
drìvio delle Ccddare, passa per Grotte, Racal- 
muto e Canuicatti, e va al confine ove s'at- 
tacca con quella che conduce a Caltanisetta, 
Messina, Catania, Siracusa, ecc., ecc.; 3." 
, Strada provinciale cbe da Canuicatti, passando 
per Campobello, va a Licata; 4.*> Altra dal 
nord di Girgenti, che attaccandosi alla nazio- 
nale, conduce a Porto Empedocle; 5.** Altra 
che dal sud, passando per le antichità, va 
del pari a Porto Empedocle; 6.° Altra che 
da Girgenti va a Raffadale; 7." Altra che da 
Girgenti conduce a Fa vara; 8.° Altra che con- 
duce ad Aragona attaccandosi al suddetto 
Quadrivio delle Caldare. 

Tutte le altre strade che congiungono i 
comuni sono praticabili con animali. 

Sono però in costruzione, e quanto prima 
Saranno aperte alla pubblica viabilità, la strada 
nazionale da Cattolica per Alessandria della 
Rocca, Bivona e S. Stefano Quisquina al con- 
fine della provincia, per condurre in Palermo 
passando per Corleone , e varie strade pro- 
vinciali nel circondario di Sciacca vanno pros- 
simamente ad aprirsi. Il tratto nazionale da 
Girgenti a Cattolica è in progetto. 

La provincia finalmente ha ottenuto un mu- 
tuo di L. 1,500,000 sulla cassa di deposito e 
prestiti, con cui insieme alle risorse ordina- 
rie, e nel totale con la spèsa di L. 4,088,020, 
fra quattro anni perverrà alla costruzione del- 
l'intera rete stradale per tutto il territorio , 
della quale son già redatti ed approvati tutti 
i progetti, appaltati vari tronchi, e pe' ri- 
manenti corrono i termini al deliberamento. 
Senza dubbio questa provincia al completa- 
mento della rete stradale acquisterà una più 
grande importanza a causa del suo porto « 
unico nella costa meridionale della Sicilia ; 
importanza che crescerà maggiormente quando 
si avrà il sno tronco di ferrovia che lo deve con- 
giungere alla rete principale per Palermo « 
Messina e Catania ^ i cui lavori erano stati 



Digitized by 



Google 



180 GIRGENTt 

iniziati su larga scala a partire da Porlo Em- 
pedocle, ma furono interrotti nel principio della 
guerra del 1866. Ora si spera che fra non guari 
vengano riattivati. 

Le strade nazionali ordinarie, secondo VAn- 
nuario tlatistico italiano pubblicato per cura 
di C. Correnti e P. Maestri, anno II (1864), 
ascendevano nel 1863 ad un totale di 139,775 
metri, di cui 159,775 già aperti al carreggio 
e importanti L. 73,337 per spesa di annua 
manutenzione, e 70,000 desiderati, con un im- 
porto presunto per chilometro di L. 30,000. 

I principali comuni della provincia sono : 
Girgentì con abitanti 1 7,1 94 (nel centro 1 5,935), 
Cannicatti con abitanti 30,194 (nel centro 
30,035), Licata con abitanti 15,481 (nel cen- 
tro 14,338), Sciacca con 14,393 (nel centro 
13,690), Favara con 13,839 (nel centro 12,818), 
Palma di Montechiaro con 11,337 (nel cear 
tro 11,188), Racalmnto con 10,633 (nel cen- 
tro 10,396), Naro con 1 0,530 (nel centro 1 0,353), 
Aragona con 10,440 (nel centro 7.947). Degli 
altri comuni 14 (Alessandria della Rocca, Ca- 
steltermiui , Ribera , S. Stefano Qnisquina , 
Campobello di Licata, Cattolica, Grotte, Raf- 
fodali, Ravanusa, Siculiana, Caltabellotta , 



CIROENTl 

Menfi, Sambuca Zabut, Santa Margherita di 
Belice hanno una popolazione compresa fh 
i 10 e i 5 mila abitenti, 4 fra i 5 e i 4 milt, 
3 fra i 4 mila e i 3 mila, 4 fra i 3 e i 3 
mila, 5 fra i 3 mila e ì mille, 2 fra i mille 
e i cinquecento. 

Dalle statistiche pubblicate dal ministero 
di Agricoltura Industria e Commercio in questi 
ultimi anni, rileviamo i seguenti dati salii 
popolazione di questa provìncia: 

Anno 1861-63 popolaz. di fatto abit. 363,880 
» > > di diritto > 365,034 

> 1863 > > > 119,349 

> 1864 * > > 130,109 

La popolazione di fatto nel 1863 era con 
ripartita : 

1.0 Secondo il setto, cote e famgHe. 



Maschi 



129,999 



Femmine . 133,881 



Case . 
Famiglie 



71,577 j 



celibi . 

conjugat 

vedovi 

Ì celibi . 
coniugate 
vedove 
abitate 
vuote. 



79,916 
47,653 

2,430 
70,996 
46,849 
16,036 
6^155 

9,^ 
66,385 



2.** Secondo le condizioni, profèttioni e origini. 



Oondlsiont e ProfésiloDi 



Industria agricola 



Industria minerale . . 
Industria manifattrice . . . 
Industria commerciale . . . 
Professioni liberali . . . . 

Culto 

Amministrazione pubblica 
Sicurezza interna ed estema 

Possidenti 

Domesticità 

Poveri 

Senza professione .... 



Vegetale 
Animale 
Affini . 



FOPOLAZIONK DI FATTO 



Totale 



64,149 

3,780 

499 

5,133 

37,637 

10,314 

3,599 

2,568 

833 

830 

4,598 

4,181 

3,943 

122,927 



HmcU 



Totale I 263,880 

3.** Secondo le lingue. i 

Italiana abit. 263.678 J J-m^'ltli 



56,471 

2,780 

498 

5,111 

11,097 

6,712 

3,288 

1,545 

829 

830 

3,906 

795 

1,048 

35,089 



129,999 133,881 



Femmine 



7,678 

1 

12 

36,540 

3,503 

311 

1.033 

4 

693 

3,386 

2,894 

87,838 



DATIVI 



D«i regno ^^^ 



64.147 

3,780 

499 

5.123 

37.637 

10.055 

3,593 

2,568 

833 

830 

4,595 

4,181 

3,942 

122,877 



159 
6 



263,659 



50 



221 



Francese 



80 I 



maschi 
femm. 



74 



Tedesca 

Inglese 



Altre lingue 



I 5 maschi . 1 

l femm. . — 

,nm S maschi . 90 

*0^ ì femm. . 17 

.A 5 m&scbi . tì 

\ femm. , 2 



Digitized by 



Google 



GlRGliNTI 



fimGEMt! 



181 



4.** Secondo U reUgionù 
CattoUcaabit.263,775|g-^i;|fg§5 



Acattolica > 
Israelitica > 



101 I 



maschi 
femm. 
maschi 
femm. 



90 
11 

3 



maschi 
femm. 



Altre religioni 1 i 

5.** Infermila apparenti. 
Sordo-muti abit. 259 j JJ^jJ*' 
Ciechi > 600 I 

6." Emigrazione. 



maschi 
femm. 



160 

99 

312 

288 



Meai 

ddU partcma • del ritorno 



Gennaio 
Maggio. 
Ottobre. 
Novembre 



Totale 



Totale 


PABTEKZA 




Totale 


BlTOBNO 


Per altri 

oomonl 

dei regno 


Per Vertero 


Da altri 
oomonl 
del regno 


1 


5 
1 


— 


2 
5 


2 
5 


7 


7 


_ 


7 


7 



Dall' estero 



La popolazione di diritto nel 1862 andava 
dilisa fra 130,938 maschi e 134,106 femmine. 
Confrontata con quella di fatto, si ha sul to- 
Ule complessivo una differeoza in più nella 



popolazione di diritto in confronto di quella 
di fatto di 1154 abitanti. 

La popolazione del 1863 e quella del 1864 
erano cosi ripartite secondo i comuni: 



Pcnoinlnigtont 


Totale 


Anno 1863 
Ifaaeu 


FcmmlDe 


Totale 


Anno 1864 
Maaelii 


Fenunloo 


Comuni urbani 

Comuni rurali 


181,738 
90,277 


89,011 
45,019 


92,727 
45,258 


184.338 
91,405 


90,358 
45,669 


93,980 
45,736 


Totale 


272,015 


134,030 


137,985 


275,743 


136,027 


139,716 



n movimento dello stato civile nei detti due anni fu il seguente: 




Anno 1863. 
Anno 1864. 



Da questi prospetti risulta pel 1864 una 
differenza in più di 318 matrimoiii, di 364 
nati, dì 37 nati morti e di 695 morti. 

La guardia nazionale di questa provincia 
consta di una forza totale di 16,948 militi, 
di cui 14,228 attivi e 2720 di riserva, orga- 
nizati in 135 compagnie, 13 battaglioni e 
ma legione. La mobilizzabile per età è di 4200 
militi, la mobilizzata di 1050. 



3594 
4029 



La proporzione fra gli abitanti e i militi è 
di 16 ad 1. Sopra 100 militi, 84 sono attivi 
e 16 di riserva: i mobilizzati sono in ragione 
di 48 militi. 

Gli elettori politici sono in numero di 3407, 
ripartiti nei 5 collegi di Sciacca, Bivona, Ara- 
gona, Girgenti e Canicatti, portanti i numeri 
198, 199, 200, 201 e 202 e divisi in 41 se- 
zioni. Fatta la proporzione fra gli abitanti e 



Digitized by 



Google 



ièà GIRGbNTI 

gli elettori e gli abitanti e i deputati, si ha 
che gli elettori stanno agli abitanti come 1 a 
77, e i deputati come 1 a 53,776. 

Non privi d'interesse sono i seguenti dati 
statistici sai bilanci comunali e provinciali 
per questa provincia per gli anni 1863 e 1863. 
Bilancio commak 1863 

Totale entrate L. 959,330, risultanti come 
segue: 

Residui attivi L. 359,579 

Redditi di stabili e censi. . . > 53,498 

Proventi diversi > 7,411 

Tasse e diritti diversi ...» 638,843 

Totale spese L. 767,641, risaltanti come segue : 
Ceasi, annualità ed interessi di 

capitali passivi . . . . L. 38,877 

Spese di amministrazione . . » 154,553 

Polizia e sicurezza pubblica . . > 130,335 

Guardia nazionale » 38,954 

Lavori pubblici > 78,390 

Istruzione pubblica > 99,366 

Culti 54,156 

Spese diverse > 183,010 

Bilancio provinciale 1862 
Totale entrate L. 1,060,318, risultanti come 
segue: 

Ì imposte e 
sovraimposte L. 343,996 
rendite aivento » 143,751 
Entrate straordinarie ... > 574,571 



Totole spese 1,060,318 
Bilancio provinciale 1863 
Totale entrate L. 1,306,730, risultanti come 
segue: 

imposte e 

sovrimposte L. 338,877 
rendite diverse > 303,434 
Entrate straordinarie ... » 765,419 



Entrate ordinarie 



Totale spese 1,306,730 
Sotto il rapporto della beneficenza una pub- 
blicazione ufficiale {Sa^io di Statistica delle 
«pere pie dei eireondarii e comuni delregno d'Ita- 
lia; appendice al Calendario Generale compi- 
lato per cura del ministero deirioterno) asse- 
gna a questa provincia un effettivo di 69 opere 
pie, in 33 delle quali entra con altri scopi 
«ncbe quello del culto. Classificati secondo 
gli scopi, il numero di tali istituti ascende 
u 78, così ripartito : 

9 ospedali, un orfanotrofio maschile, 3 con- 
servatorìi femminili, una scuola pia femminile, 
"25 opere per limosino e beneficenze in genere, 
6 per medicinali, sussidii e cure ai malati, 39 



GiRGBtrn 
per dotazioni a povere nubende, 3 monti m 
pegno a interesse, un monte frumentario a in- 
teresse. 

Questa provincia conta i seguenti uffici pub- 
blici, istituti e rappresentanze. 

Mirùtteri degli Esteri. — Rappresentanti 35 
di Stati' esteri, di cui 14 sedenti in Girgenti, 
9 in Licata, uno a Palma, uno a Sciacca. 

Miniitero di agricoltura, industria e eotmerài. 
— Camera d'arti e commercio, uffici! dal mar- 
chio e dei saggi, 3 verìficatorìe dei pesi e 
misure nei capoluoghi di circondario. 

Ministero dei lavori pubblici. — Oltre all'of- 
ficio provinciale del Genio Civile a Girgeoti, 
vi sono 3 uffici postali di 3.' classe, ed altri 
molti di 3.' classe nei luoghi piiì importati 
della provincia, 7 stazioni telegrafiche. 

Ministero delle finame. — Direzione delle 
Gabelle e Dogane con un' ispezione, 3 sottoi* 
spezioni, 3 luogotenenze, 4 dogane ; direzione 
del demanio e delle tasse con due ispezioni, 
una sottispezione, 15 ufficii del registro ed 
uno delle ipoteche , un' ispezione delle tasae 
dirette o del catasto con otto agenzie. 

Ministero della pubblica Istrutione. — Ispet- 
torato delle scuole primarie, un liceo, tn 
ginnasi, un seminario vescovile, quattro scuole 
tecniche, una scuola normale femminile con 
convitto, due collegi privati già «sbtenti, ed al- 
tro pubblico prossimo ad aprirsi nel ewpo- 
luogo. Quanto all'istruzione elementare vi li 
contano 150 scuole comunali inferiori e supe- 
riori, di cui 107 maschili e 43 femminìfi, 118 
"pubbliche e 33 private, frequentate in com- 
plesso da 5333 abitanti, dei quali 3181 m- 
schi, 3153 femmine. Il numero degli insegnanti 
è di 104 maschi e 43 femmine e quindi io 
complessivo di 147, di cui 115 addetti alle 
scucile pubbliche e 32 alle scuole private. I co- 
muni delia provincia provveduti di scuole od 
1863-64 erano 39, aventi una complessiva po- 
polazione di 359,960 abitanti. 

Ministero di grazia e giusHtia. — Due tribo* 
naii civili e correzionali, con una pretura io 
ciascun capoluogo di mandamento, dipendati 
dalla Corte d'Appello di Palermo; un vesco- 
vato a Girgenti con 67 parrocchie, dipendeote 
dall'arcivescovado di Monreale. 

Ministero delV Interno. — Prefettura provin- 
ciale, una delegazione centrale di pubblica 
sicurezza con 4 delegazioni circondariali e 
13 mandamentali, 3 sottoprefetture, depntS' 
zione provinciale, carceri giudiziarie. 

Ministero della Guerra, — Comando militare 
provinciale con gli ufficii d' Intendenza •ili' 
tare ed altro. 



Digitized by 



Google 



GIRGENTI 

6IR6E1ITL — Circoadario della prov. omo- 
lima, in Sicilia. 

Ha una superficie di cliil. quadr. 2038.87. 

La sua popolazione assoluta come distretto 
nel 1858 era di 157,599 abitanti. Secondo il 
eeosìmento dui 31 dicembre 1861 quella di 
diritto era di 161,964, abitanti, di cui 79,851 
maschi e 82,103 femmiùe: quella di fatto com- 
prendeva 1G0,824 abitanti con 39,731 fami- 
glie, 36,749 case abitate e 3^240 case vuote, 
e ripartiti per sesso come segue: 

Maschi celibi . . . 48,445 
» coniugati . . 29,340 
» vedovi . . . 1,323 



Totale 

imm. celibi. . . . 
> coniagate . . 
» vedove . . . 


79,108 

43,214 

28,704 

9,798 



Totale 81,716 
La sua popolazione specifica era, secondo 
Odetto censimento 1861, di abitanti 79.27 
per chilometro quadrato. 
Nd 1863 la popolazione di questo circon- 
tóo ascendeva a 166,345 abitanti (81,774 
nadii e 84,571 femmine); nel 1864 era di abi- 
Unti 168,813 (maschi 83,117efefflmine85,696). 
Il movimento dello Stato civile in quest'ul- 
tifflo anno fa il seguente: 

Matrìmonii 1151 



Nati 



7fiM 5 maschi . 
. /D«« j femmine . 

'^■-^- 10* ì Elie! 



39S1 
3663 
69 
35 
2638 
2538 



Onesto circondario comprende 14 manda- 
i&enti e 2! comuni, avente ciascuno in media 
una popolazione di 7658 abitanti. I manda- 
menti sono i segnenti : Aragona, Campobello, 
Canicatti, Cattolica, Favara, Girgenti, Grotte, 
Licata con Lampedusa, Naro, Palma di Mon- 
teehiaro, Racalmato, Rafiadali, Ravanosa, Si- 
caliana. 

La sua guardia nazionale consta di un'to- 
Ule di 9721 militi, di cui 8399 attivi e 1322 
<lì riserva, organizzati in una legione, 8 bat- 
taglioni, 73 compagnie. La mobilizzabile per 
età è di 2400 militi. 

Cli elettori politici inscritti nelle liste elet- 
torali del 1863 erano 1948. 

Qoanto ali* istruzione primaria, le ultime 
statistiche (Istruzione primaria, anno 1863-64 
firenie, 1866) forniscono i seguenti dati: 

Scoole pubbliche 69, di cui 45 pei maschi 



HIBABILIS 



GIRGENTI 183- 

e 24 per le femmine: scuole private 35, di 
cui 21 pei maschi e 4 per le femmine. 

Alunni complessivamente 3424, di cui 2190 
maschi e 1234 femmine: 2880 frequentano le 
scuole pubbliche e 544 le private. 

Insognanti 94, di 66 maschi e 38 femmine, 
69 per le scuole pubbliche, 25 per le private. 
GIRGENTI. — Mandamento della prov. e 
circond. omonimo in Sicilia. 

Ha una popolazione di 22,140 abitanti, di- 
visi ne' due comuni di Girgenti e Porto Em- 
pedocle già Molo. 

GIRGENTI. — Comune in Sicilia, capoluogo 
di provincia, circondario e mandamento. 

La sua popo- 
lazione assoluta 
di fatto al 31 
dicembre 1861 
era di 17,194 
abitanti, di cui 
8800 m. e 8394 
femm. Quella di 
diritto era nel 
detto censimen» 
tedi 17,828, nel 
1863 di 17,639 
e nel 1864 di 
17,841. In que- 
st'ultimo anno 
sicontaronol28 
matrimonii,786 
nati, 18 nati-morti e 584 morti, ossia un' ec- 
ced<!nza di 203 nati sopra i morti. 

La sua guardia nazionale consta di 10 com- 
pagnie, cioè 9 in Girgenti comprosa una com- 
pagnia di bersaglieri, ed una nella borgata 
di Montaperto, con 1006 militi attivi e 133 
dì riserva: totale 1139 militL La mobilizza- 
bile è di 70 militi. 

Gli elettori politici inscritti nelle liste elet- 
torali del 1863 erano 504. 
Pel dazio consumo è comune di terza classe. 
Girgenti, essendo capoluogo di provincia, 
conta i seguenti uffici ed istituti: Camera 
d'arti e commercio, ufficio del marchio e dei 
saggi, verificatorìa dei pesi e misure; ufficio 
del genio civile ; ufficio postale di 3.* classe ; 
stazione telegrafica; direzione compartimen- 
tale delle gabelle e dogane; direzione del 
demanio e tasse dirette e del catasto, ufficio 
del registro, ufficio delle ipoteche, agenzia 
delle tasse dirette e del catasto; ispettorato 
circondariale delle scuole primarie; corte di 
assise; tribunale civile e correzionale e pretura 
di mandamento dipendenti dalla corte d'ap- 
pello di Palermo, prefettura, delegazione cen- 




Fig. 4U. 



Digitized by 



Google 



184 GIRGENTI 

trale di pubblica sicurezza, carceri giudiziarie, 
deputazione provinciale, ufficio tecnico pro- 
vinciale. 

Sotto il rapporto ecclesiastico è sede vesco- 
vile, che dipende dall' arcivescovado di Mon- 
reale ed estende la propria giurisdizione so- 
pra 67 parrocchie. 

Nella circoscrizione elettorale politica dà 
il nome al 201** collegio, che conta 1306 elet- 
tori e dividesi in 6 sezioni, due delle quali 
ccHuprendono Girgenti, e le altre sono quelle 
di Favara, Grotte, Naro, Porto Empedocle. 

Id questo comune hanno pur sede i rap- 
presentanti dei seguenti Stati esteri : Repub- 
blica Argentina, Belgio, Brasile, Danimarca, 
Francia, Gran Brettagna, Grecia, Paesi Bassi, 
Prussia, Russia, Spagna, Stati Uniti, Svezia 
e Norvegia, Turchia. 

Il suo territorio, fertile per natura, e si- 
tuato sotto un clima che si avvicina a quello 
dei taropici, e in amenissima posizione nella 
parte più meridionale dell'isola, con una 
bella spiaggia sul mare d'Africa, può dare 
ogni maniera di produzioni vegetabili, e 
come è coltivato oggidì, offre principalmente 
cereali, olivi, vini e frutta di varie specie. È 
pur ricco di produzioni minerali, ed in par- 
ticolare di zolfo, gesso, salgemma, argilla, bi- 
tume, piriti di rame e di ferro. 

È atfaraversato dal fiumicello Drago o Crago, 
l'antico Acragas, che ha principio sulle col- 
line della terra di Rafibdali e, unendosi col 
fiume S. Biagio, prende il nome di fiume di 
Girgenti, bagnando esso questa città: scorre 
in mezzo a profonda e stretta valle e dopo 
breve corso si getta nel mare Africano. Le 
sue acque servono agii abitanti pei lavatoi 
pubblici 

Le sorgive di acqua potabile scarseggiano 
dentro il comune, dando i pozzi poca acqua 
e più meno amara e selenitosa. Vi esistono 
però cisterne quasi in ogni casa, costruite al 
fine di raccogliere l'acqua piovana, da sei^ 
Tire a'bìsognL Anche le piccole sorgive che 
ne'dintorni del comune si incontrano presentano 
le stesse proprietà, per la qual cosa sono usate 
soltanto pei bisogni ordinarìi delle famiglie e 
per dissetare gli animali. Quelle che sono 
indicate e raccomandate come acque pota- 
bili sono tre: i.<> l'acqua di Buonamorone, 
che esiste ad oriente dtdla città, e lontana 
da essa un chilometro e mezzo. £ buona, poi- 
ché le sue qualità fisiche sono te-asparenza, 
nessun odore e sapore, è gratissima a bersi 
e di leggerissimo peso specifico : è però scarsa, 
non oltrepassando la sua quantità quella di 



GIRGENTI 
dieci litri per ogni minuto primo. Non èpos* 
sibile accrescerne la quantità, ma pub per 
breve tratto avvicinarsi alla città. Fino ai no- 
stri tempi fu la sola acqua potabile dei cittadini 
di Girgenti, i quali per attingerla dovevano firn 
con grave incomodo e con non poca spesa ma 
mezz'ora di cammino fuori della città, verso la 
marina ; 2." l'acqua di Rakalmari, che è distante 
undici chilometri dalla città. E limpida, per- 
fettamente trasparente, e così abbondante che 
dal suo ricettacolo generale sgorgano ogni 
minuto primo 370 litri di acqua. La su 
provenienza è dai terreni calcari di miocesics 
e pliocenica formazione, che sovrastano ai Ut- 
rem di marmo solforifero che predominano in 
quella contrada. Quest'acqua eccellente, pa 
cura del municipio, ed a spese in due ime 
parti del comune, e in una terza sulla mensa 
vescovile, venne introdotta entro l'abitato di 
Girgenti mediante lavori di condotta che eo- 
starono più di mezzo milione di lire e furono 
compiati nell'ottobre del 1865, senza compu- 
tare la non indifferente spesa fatta dal co- 
mune precedentemente per la costruzione della 
conduttura sotto altro sistema, i cui lavori 
rimasero incompleti, e per l'allacciamento e 
riunione di tutte le acque nel ricettacolo prin- 
cipale; ond'è che oggidì questo capoluogo di 
provincia può dirsi nel numero di quelli dw 
sono abbastanza dotati di acque potabili, tanto 
per fonti pubbliche che per diramazioni nelle 
abitazioni de' privati ; e pare veramente me- 
raviglioso che in una città, sita sul colmine 
di alto monte che signoreggia il territorio 
circostante, l'acqua arrivi fin ne'piu alti edifiej; 
3.** le acque di Montaperto, così dette daUz 
borgata di questo nome, che dista circa due 
chilometri dalla [citt^ Sono di qualità me- 
diocre, e provengono dai pozzi detti Grande, 
Buagiaro, Zambito, Agora, Montaperto, Leo- 
nardo. Le prime tre sono le migliori, perchè 
poco selenitose ed aerate. Sgorgano in snffi- 
ciente quantità, sono poco suscettibili di mi- 
glioramento. 

L'industria manifatturiera è poco animata, 
ed il commercio si limita all'esportazione di 
grani, legumi, olio, soda, zolfo, sale e vasi di 
creta. (Per il movimento del porto vedi la 
provincia, alla pagina 179). Alla co» detta 
Marina di Girgenti, dove avvi un molo costruito 
nel passato secolo, sorge un bel comune de- 
nominato oggi Porto Empedocle, allora bor- 
gata, cui ha dato esistenza il commercio dei 
grani e più quello dei zolfi, dei quali esiste 
una raffineria. Questo porto quantunque non 
sia pienamente protetto dalla parte di scirocco, 



Digitized by 



Google 



ci.;<ic.Nii 
è liitt«TÌa il migliore di quelli che sono aperti 
toila costa meridionale dell'isola, e sperasi che 
nisggiormente abbia a crescere la sua impor- 
Uoza, quando ti saranno eseguite le opere ap- 
provate dal Ministero, e giàdate in appalto, che 
Tiono ad iniziarsi, ed alia cui spesa concorrono 
il governo, la provincia e i comuni. Interessano 
tisiinoè questo territorio specialmente per l'ar- 
cbeologo e pel naturalista. AI primo si offrono 
fU svanii dell'antichissima Agrigento, all'al- 
tro i fenomeni della collina Maccaluba che 
è di&luite 7 chilometri dalla città. (Vedi Ap- 
peodiie, pagina 186). 

Qusita occupa la fortezza o l'acropoli dell'an- 
tica Agrigento. È città vescovile, piazza d'armi 
e piazza di commercio: nel suo ricinto conta 
15,935 abitanti (censimento 1861-62), de' quali 
8088 maschi e 7837 femmine, compresi in 3893 
famighe e 301 7ca8e. È distante 4 chil. dal mare: 
posta sopra alta e rìpida roccia, donde si gode 
DOS stupenda veduta di giardini, attraverso! 
quali scorrono le acque del Drago, ed ove in 
ma<o ad alberi e vigneti, e fra deliziose e 
niiate colline ricoperte di uliveti, signoreg- 
;iaoo quei monumenti che attestano come que- 
tU citta fosse una delle più grandi, ricche, 
(«polose e splendide del mondo antico. Un mae- 
«toso aspetto essa presenta dalla parte dei 
ure: nell'interno le sue strade irregolari ed 
alqaanlo scoscese, oggi sono ridotte in parte 
rotabili, e le case che già erano nel maggior 
nomerò fabbricate in pietra e loto, da qualche 
tempo si trovano dappertutto migliorate. Fuori 
<l«Ua città ad oriente havvi la villa pubblica, 
e più sotto una lunga e bella pastteggiata che 
gnaida il mezzogiorno, e che presenta una 
•Ielle vedute più incantevoli che mai possa im- 
iMgiaarsi. E qui dove il barone di Riedesel 
{Ytfage en Sicile) esclamò: Hic vivere vellem, 
OUibngiK meorum, oblipìicendu» et illU. 

Tra gli edifici moderni il più notevole è la 
cattedrale, costruita credesi sulle rovine di un 
utìco tempio. E posta sulla parte più nlta della 
città; mostra molti pezzi di antica architettuni, 
è ampia, luminosa, acustica in modo singo- 
lare. In essa, sulla sinistra della navata mag- 
Riore si vede un antico sarcofago greco-siculo 
(li marmo bianco cbe ricuopre la parte bassa 
«lei fonte battesimale; ha forma rettangolare 
e ne' quattro lati offre storiati in basso ed 
alto rilievo ^ amori di Fedra ed Ippolito, 
e la di costui morte. La spiegazione di quel 
urcolago è dovuta all'archeologo agrigen- 
tino avvocato Vincenzo Caglio, il quale ebbe 
perciò gli elogi del Tiraboschi {Storia della 
ittenters italiana, tomo 1, pagina 3, § 2i). 
L'Itaua, Diuonario corografico, ecc. Voi. 



SIRGIiNTI 185 

Nella medesima cattedrale è notevole in una 
delle grandi cappelle un dipinto di Guido Reni, 
rappresentante la Vergine co! Bambino. Vi 
hanno pure pregiati quadri di Nunzio Magro, 
ed una grande urna che fu trovata nel 1743 
in una delle antiche sepolture. Voglionsi pur 
ricordare un magnifico edilizio provinciale 
fuori di porta Ponte in fine di costruzione; 
il Seminario che conta 139 alunni, e la biblio- 
teca civica, fondata dal conte Andrea Lucchesi 
Palli vescovo di Girgenti nel 1765, con 9300 
volumi, oltre quelli ultimamente lasciati dal 
defunto prìncipe di Campofranco di casa Luc- 
chesi Palli. Questa biblioteca contiene 3919 
opere, tra le quali 47 sono rare, e di esse 31 
stampate, 6 manoscritte edite, e 10 manoscritte 
inedite. Allo stesso conte Lucchesi devesi un 
bel gabinetto di monete, in cui vi è una pre- 
giata ma interrotta catena di 1600 antiche me- 
daglie siciliane e romane. Vi hanno pure ben 15 
scuole elementari (anno 1864), 9 maschili e 6 
femminili, con 592 alunni; quattro scuole se- 
rali, oltre quella di disegno e geometria eie- 
^mentare con 212 alunni; un regio ginnasio 
con 67 alunni e un regio liceo con 21 alunni, 
stabilimenti istituiti nel 1860; una scuola tec- 
nica con 115 alunni, istituita nel 1863; un 
istituto industriale e professionale, del quale 
è sostenuta dal governo la spesa per metà de- 
gli stipendj agl'insegnanti, dalla provincia e 
dalla camera di commercio per l'altra metà, 
e dal comune per quanto riguarda il locale, 
e le spese d'impianto: una scuola normale 
femminile con 40 alunne e 8 uditrici, e con 
annesso convitto di 31 ccnvittrici e scuola 
preparatoria cou 25 allieve, delle quali tutte 
ne sono sussidiate 19 dal governo, 19 dalla 
provincia di Girgenti e 5 dalla provincia di 
Caltanisetta ; ed un cospicuo seminario vesco- 
vile in uno de'migliori e più spaziosi edifici! 
con annesso collegio canonico dei Santi Ago- 
stino e Tommaso con alunni a piazza franca 
per concorso. Fra le opere pie nominiamo 
l'ospedale, che fu fondato nel 1555 ed ha una 
rendita di lire 24,388, e che per novelle co- 
struzioni eseguitevi ed in corso di lavoro sarà 
uno de' più decoranti edifici! della città ; il con- 
servatorio degli orfani, fondato dal vescovo 
Gioeni, in cui si dà istruzione di musica e 
di arti liberali a 70 ragazzi, ed al quale va 
annesso un ricovero di 12 invalidi; il monte 
frumentarìo, istituito dallo stesso vescovo per 
soccorsi a' coltivatori poveri; un monte dì pe- 
gni, fondato da monsignor Fraina vescovo di 
Girgenti con un fondo di dotazione cospicuo, 
accresciuto ultimamente di al<re L. 19,750 
IV. {Proprietà letteraria) 24 



Digitized by 



Google 



l8G CIHG.NTI 

(lai fu Frinccsco Schifano, rotiiklorc «li ullrc 
pie istituzioni in corso di attuazione; un asilo 
d'infanzia che in atto ricovera ed alimenta 10(ì 
ragazzi d'ambo i sessi, mantenuto con L. 2000 
annue assegnate dal comune, e L. 3000 circa 
per obblazioni di privati col mezzo di a/.ioni 
di L. 30 cadauna. Di opere pie ve ne hanno 
altre dieci per culto, doti ed elemosine, ma 
avvi ancora il desiderio delle società di mu- 
tuo soccorso. 

In seguito alle ultime determinazioni prese 
dal consiglio comunale è prossima la costru- 
zione di un teatro coi fondo di L. 100,000, 
la ricostruzione della strada principale con 
L. 150,000, la illuminazione a gas, e l'im- 
pianto di una fonderia. 

Appendice. — Le antichità di Girgenti o di 
Agrigento. Entro il riciuto della città moderna, 
che, come si disse, occupa il posto dell'antica 
acropoli, gli avanzi piìi importanti sono quelli 
del tempio di Giove Polito, che sono in gran 
parte ricoperti da una chiesa intitolata di Santa 
Maria dei Greci. La gradinata e sette colonne 
del peristilio del fianco settentrionale trovansi 
scoperte; ma possono osservarci soltanto en- 
trando sotto una vòlta oscura, costruitavi ad 
arte, perciocché il piano del tempio rimane 
sotto il livello di una strada che vi passa da 
un lato. Le nuove esplorazioni hanno fatto 
scoprire la continuazione della gradinata, e 
dite altre colonne, e se gli scavamenti po- 
tessero continuarsi, si metterebbero allo sco- 
perto tutti gli avanzi dì questo tempio, che 
è collocato in cima dell'antica acropoli ed è 
meritamente creduto uno dei più vetusti di 
Agrigento. Sono pure interessanti i sotterra- 
nei, nei quali si discende dalla casa del si- 
gnor Valvo per un'aperiura a mezzo di una 
scala a pinoli. Consistono in una specie di 
labirinto, composto di corridoi e di stanze di 
ogni forma e grandezza, tasrliati nella rupe 
calcarea, contenenti avanzi di fossili organici. 

Ruine assai più numerose e più splendide si 
trovano fuori delta cerchia moderna. Essendo 
sparse nella campagna, furono recentemente 
posti termini divisorj fra le proprietà dei pri- 
vati e i monumenti, che sono di proprietà 
pubblica, e si è provveduto in tal modo ad 
impedire i guasti e le usurpazioni che erano 
frequenti nel passato. 

Dalla città sì esce per porta di Ponte, e 
per la strada rotabile provinciale che conduce 
al Molo, o Porto Empedocle, si va comoda- 
mente in vettura ad ammirare le meraviglie 
dell'arto antica che si trovano nella valle: 
vi hanno però ali-uni punti ai quali si va a 



GIRUKNTt 

cavallo o a pieili, lasciando per breve (ratto 
la rotabile. Veggonsi dapprima sulla sini- 
stra il convento di San Vito, oggi ridotto a 
carcere centrale giudiziario, di sistema relln- 
lare, e dietro di esso la rupe Atenea o il monte 
Ateniese, il coUis Minerva degli antichi, donde 
godesi un magnifico panorama, e sul quale 
una volta era il tempio di Giove Atabirio 
e quello di Minerva dato alle fiamme dal ric- 
chissimo e generoso Gelila, il quale vi morì 
insieme a' suoi compatriotti ivi rifugiatisi , 
onde prevenire (re mali, cioè: l'empietà de* nr- 
niicì verso gli Dei, la rapina delle ricchezze 
che colà trovavansi, e gli strazii e le conto- 
melie che loro avrebbero fatto soffrire i Car- 
taginesi. Oggidì di quo' delubri non esistono 
che poche vestigia sul suolo. 

La parte della città di Agrigento che ero in 
questo sito chiaroavasi Cantico: al di li del 
fiume S. Biagio eravi NeapoH o città nnova, 
e anche di questa non abbiamo avanzi. Nello 
scendere, sulla diritta è la chiesa di S. Nicolò, 
eretta nel secolo XV con materiali che in 
parte furono tolti dagli edifici antichi. 

Il viaggiatore che continua il suo cammino 
andando in giù , trovasi nel centro di una 
bella valle, nella quale sorgono i più magni- 
fici ed imponenti avanzi dell'antica Girgenti, 
dei principali dei quali daremo una breve 
descrizione. 

1.0 II tempio di Ercok. Dì questa gran mole, 
che era considerata come un capo d' opera 
dell'urte greca, non conserviisi in piedi oggidì 
che una mi.'z<a colonna scanalata, del dia- 
metro di circa due metri e una gran parte 
dei gradini. All'intorno veggonsi massi riqua- 
drati, colonne atterrate, capitelli, teste di leoni 
scolpite, frammenti di altorilievo, pezzi di fregio 
di trabeazione, alcuni dei quali scolpiti e dipinti 
con colori rossi e cilestri. Recentemente è stata 
sgombrata una parte della gi-adinata dal lato 
meridionale, e in mezzo alle rovine si è dku 
sepolto un peizo della cornice con la gron- 
daia, sculta a testa di leone e con le moda- 
nature che coprivano l'embricato. La sua lon • 
ghezza, oltre i gradini, è di 7C metri, e la 
larghezza di 35. Alcuni anni fa, vi si ria- 
venne una statua di Esculapio, che si con- 
serva nel museo della Università di Palermo. 
Secondo il duca di Serradifalco questo tem- 
pio era ipetro, cioè senza tetto. Era adorno 
di trentotto colonne scanalate. La cella era 
cinta di mura con due colonne al pronao e 
due al postico. Era decorato da belle pittart, 
sculture e oggetti d'arte d'ogni maniera, fra 
cui era lodata da Cicerone la statua in bronzo 



Digitized by 



Google 



UIHC^NTI 
di Ercole; tentò Vcrru di spogliare il tempio, 
ma gli Agrigentini a viva fona discacciarono 
l« gente del rapace pretore romano. 

3.<*ll lempiodeUa Ouicordia.E qikc&to il meglio 
conservato di tutti (tig. 414); la (]nal cosa de- 
vesi attribuire all'essere stato dedicato ne'bassi 
(empi al culto cristiano, per una chiesa quivi 
consacrata aS. Gregorio delle Ilape, della quale 
oggi non esiste pili vestigio alcuno. Il tem- 
pio della Concordia consiste in trentaquattro 
coioane che, secondo il più antico stile do- 
rico, non hanno baso: sono composte ciascuna 
(li esse di quattro pezzi; hanno venti scana- 



GiaueNTi 1 87 

lature, e poggiano su quattro gradini che 
sostengono la trabeazione. Ila due frontoni, 
l'uno ad oriente, l'altro ad occidente, con due 
colonne al postico e due al pronao della cella, 
nonché dei pilastri. Dalla parte orientale della 
cella vi bono due scale che portano al sof- 
titto: quella a sinistra di chi entra è ancora 
praticabile. 11 colore del tempio è di un rosso 
gialliccio, essendo la pietra della quale è co- 
struito di qualità sabbiosa, rossiccia, mischiata 
con calcinale chiocciole. La lunghezza del tem- 
pio, oltre i gradini, è di metri 3'J, la larghezza è 
di 17, l'altezza presso l'ultimo gradino è di me- 




GiRGEKTi — Tempio della Concordia — Fig. i\i. 



tri 11. Questo tempio fu chiamato della Con- 
cordia, a cagione di una iscrizione romana 
io esso rinvenuta nel passato secolo, la quale 
ricorda un trattato di alleanza fra Agrigento 
e Lilibeo; ma ebbe tal nome impropriamente, 
ooD essendovi alcuna connessione fra il tem- 
pio, che è di architettura dorica, e l'iscrizione 
che è romana. Questo magnifico monumento re- 
clama urgentemente il riparo delie lesioni ca- 
gionate dalla vetustà. Kecentemente. furono 
risarcite e rinceppate tutte le corrosioni delle 
colo:uie e dei pilastri, e suppliti n.ello stilo- 



bate e nelle gradinate i pezzi mancanti, col- 
mandosi atl opera di muratura interna i vuoti 
che vi si erano formati. 

3." Il tempio di Giunone Lacinia. Esso poggia 
su di un alto basamento, sormontato da quattro 
gradini (fig. 4lì>). Trentaquattro culoiine con 
venti scunalaturu formano il peristilio, di cui 
tuttora esiste gran parte, con capitelli, ar- 
chitrave ed un pezzo di fregio. Sei di que- 
ste colonne sono poste ai lati minori e tre- 
dici ai maggiori, comprese le angolari delh; 
prim.e. La cella ha quattro colonne, cioè duo 



Digitized by 



Google 



183 ainGt.NTi 

al postico e due al pronao; ai dne lati lUlla 
cella y'ì sono gli avanzi di due scale, che por- 
taTano alla soffitta. La lunghezza di questo 
tempio, presa al di fuori delle colonne, è di 
metri 38, la larghezza di metri 16, l'altezza, 
compresi i gradini e non compresi i frontoni 
che più non esistono, è di metri 8. Credcsi che 
questo tempio fosse decorato di una bellissìmu 
pittura di Zeusi, rappresentante Giunone,edella 
quale fanno menzione Plinio nel libro XV del- 
ristoria Naturale ed Aristotele nella Poetica. 
A questo tempio furono fatti oggidì i mede- 
simi rìstauri che a quello della Concordia; 
inoltre in un architrave si è posta una dop- 
pia fasciatura di ferro, e le colonne angolari 
del fianco settentrionale furono rinforzate, le- 
gandole per mtizzo di catene di ferro con 
quelle immediate dei due prospetti di oriente 
e di occidente. 

4.<* Il tempio di Esculapio. Di questo mo- 
numento non conservansi che gli avanzi di 
tre gradini su cui poggiano i pilastri e le 
mura della cella, con due mezze colonne senzu 
base, di ordine dorico e scanalate. Era de- 
corato di una maravigliosa statua in bronzo di 
Apollo, opera dello scultore Mirone, dai Car- 
taginesi esportata nella conquista di Agri- 
gento, poi restituita da Scipion» Africano dopo 
la distruzione di Cartagine, e, secondo alcuni 
scrittori, nuovamettte portata via da Verre. 
La contrada intorno al tempio di Esculapin 
si chiama il Campo romano, probabilmente 
perchè in essa stabilirono i Romani il loro 
campo nella prima guerra punica. 

5.* II t mpio di Giove Olimpie». In un campo 
ora coperto da smisurati rottami, in mezzo ai 
quali crescono alberi e cespagli, già sorgevn 
il tempio di Giove Olimpico, che per te- 
stimonianza di Polibio era il più vasto e 
magnifico che fosse in Sicilia. Gli Agrigen- 
tini avevano incominciato questa fabbrica nel 
periodo della loro maggiore prosperità: l'ave- 
vano quasi condotta a termine e non man- 
cava che il tetto, quando la città venne con- 
quistata dai Cartaginesi, e l'opera rimase in- 
compiuta. Le rovine che rimangono sono im- 
ponenti e danno un' idea delle grandi pro- 
porzioni che doveva avere il tempio (vedi fi- 
gura 41G). Dìodoro Siculo ce ne ha lasciata la 
dcscriziurie, dalla quale si desume che nel- 
l'esterno era cinto da nn muro, decorato in 
ognuno dei due lati da 14 colonne, a ciascuni! 
delle quuii nell'interno corrispondeva un pi- 
lastro. Dei due prospelli minori quello che 
guarda l'occidente aveva sei colonne, comprese 
le prime angolari , delle quali resta tuttora 



nn avanzo dalla parte di maestro : l'altro lata 
ad oriente ne aveva sette. L'interno del tem- 
pio era diviso nella sua lunghezza in tre 
scompartimenti da due file di pilastri, dodici 
per lato, e da on muro in forma di piazzetta. 
Dice Diodoro che i portici del medesimo erano 
di straonlinaria gnindezza, adomati in par- 
ticolar modo da due grandi bassorilievi la- 
vorati con arte singolare. Dal lato di levante 
si rappresentava il combattimento dei Giganti, 
da quello di ponente la distruzione di Troja: 
tutto in proporzioni colossali. I terremoti e 
le guerre dei bassi tempi atterrarono il su- 
perbo edificio ; tuttavia ancora rimanevano 
ili essere tre colossali statue che sostenevano 
un architrave, quando anche quel pezzo nel Sdi- 
cembre 1401 cadde in rovina. La città moderna 
in memoria di quel tesoro di architettura' volle 
prendere per stemma i tre giganti mentovati, 
sulle spaile dei quali poggia una torre col 
luotto: Sigriat Agrigentuin mirabilit aula gì- 
gantum. Di queste cariatidi, dette volgarmente 
i Giganti, se ne ammira ancor una, formata 
da varii pezzi accozzxti diill'indastria del pro- 
fessore Raffaele Politi. Nell'anno 1801 il mar- 
chese Hans potè ottenere «bl governo che 
que' nobili avanzi coperti dalle rovine fossert> 
dissotterrali. La direzione de'Iavorì di sgom- 
brameoto da monsignor Airoldi, allora inten- 
dente per le antichità del vai di Mazzara, 
venne affidata al chiarissimo archeologo e 
poeta avvocato Giuseppe Lo Presti, mercé 
le indefesse cnre del quale potè riaversi i» 
luce tutto quanto vedesi oggi di quei vene- 
randi ruderi che ricordano la prisca gran- 
dezza di Agrigento. Poco dist«nte dalle ro- 
vine di questo tempio avvi nn monumento di 
forma quadrilatera che termina la piramide 
e che viene conosciuto col nome di Sepolen 
di Tenne, Secondo alcuni sarebbe opera greca; 
ma il duca Serradifalco lo ritiene un eeoi)- 
talio di epoca romana. 

6.* Il tempio di Catttre e Polluce. Questo lem- 
pio rra adorno di 34 colonne, treilici nei laU 
e sei in ogni prospetto , compr^e le princ 
angolari. Quattro colonne con capitelli che 
s'innalzano su quattro gradini, sorreggono l'ar- 
chitrave, il fregio e la cornice che è adoma 
di teste di leoni , assai ben lavorate. Si ve- 
dono pure gli avanzi delle pitture di colore 
rosso, azzurro e paglino. 11 duca Serradifalco 
è d'avviso che questo tempio, fabbricato dii 
Greci, sia stato restaurato dai Romani. Que- 
sto tempio, per ordino della Commissione dalle 
antichità di Sicilia, venne fatto sgofflbnre 
<lalla terra che da molti secoli lo copriva, per 




Digitized by 



Google 




Digitized by 



Google 



l'JO GIttUtNTI 

operx del vulente scaltore Villareale e degli 
architetti fratelli Cavallaro, i quali ne rile- 
varono la pianta ed innalzarono le colonne 
di cui abbiamo parlato. 

Presso questo tempio si osservano alcuni 
tronchi di colonne ed altri ruderi, apparte- 
nenti ad un altro edificio situato parallela- 
mente al tempio medesimo. Cominciato quivi 
uno scavo nel giugno 1865 per riconoscere 
almeno la pianta di questo ignoto edifizio, fu 
incontrata alla profondità di circa un metro 
e mezzo la roccia, ma spianata e livellata per- 
fettamente. Scelta quindi a caso la direzione 
verso il tempio di Castore e Polluce, fu rin- 
venuto un rialto di 80 centimetri a forma di 
gradino, prolungantssi da oriente ad occi- 
^leote. Seguendo quest' altra direzione per 
quasi 300 metri, alla estremità orientale ter- 
minava il piano della roccia livellata ed il 
rialto; ma all'occidente, nella parte interna 
di questo immenso rettangolo scavato, sco- 
privasi una specie di basamento di massi 
(ioormi diligentemente lavorati, che forma l'an^ 
golo verso settentrione-ponente della spianata. 
1.0 sgombramente interno di uno spazio che 
e assai vasto si è rimandato ad una stagione 
più propizia. 

'Altri scavi praticati fra lo stesso tempio di 
Castore e Polluce e quello di Giove Olim- 
pico menarono alla scoverta di tre ampi sot- 
terranei, parte intagliati nel sasso, e parto 
costruiti di grandi massi squadrati rivestiti 
di stucco finissimo, e coperti di pesanti la- 
stroni di pietra. La direzione dei sotterranei 
è verso la vallea, nella quale sboccano pa- 
recchi acquedotti. Sono essi i celebri con- 
/luctut Pheaeii , cosi chiamati dal nome dal- 
l'agrigentino Feace, che è l'architetto che li 
costrusse, scavandoli nella roccia. Giravano 
sotto tutta la città, e dagli avanci appaiono 
mpere sì grandi, che mjeritamente sono para- 
gonabili alla Cloaca Massima di Jloma. 

7.** Il tempio di Yukano. Esso consiste io 
due fusti di colonne senza base, piantati so- 
pra quattro gradini. Dai ruderi che vi esi- 
stono si è rilevato che questo tempio s di ar- 
chitettura romana, ed ormai non oOre di par- 
ticolare che un prospetto assai pittoresco. 

8." Il tempio di Cerere e Proserpina. Fu questo 
uno de'più antichi, risultando da Plinio (1. 39, 
e. U) che in esso stava rannate il popolo agri- 
gentino celebrando le feste di Cerere, quando 
Fularide usurpò il dominio della città. Oggi 
non si osservano che pochi avanzi delle mura 
is della cella su cui esiste la chiesa di S. Bia- 
^i , e la strada che per accedere al tempio 



r.lUGKNTI 

gli Agrigentini ebbero iscavala nel vivo sasso, 
e sulla quale tuttavia si osservano le rotaie 
de* cocchi. 

Alcuni pochi rottami permettono di deter- 
minare la posizione dell'antico circo. DA tea- 
tro non vi sono che alcuni fondamenti. Sopra 
una parte di essi è costruito un couveulo, 
nel giardino del quale vi è una piccola fab- 
brica quadrata, la quale si chiama la cap- 
pella di Falaride, oppure il tempio del Suk 
Ne'dintorni dell'antica e della moderna città 
esistono incavati nella roccia innumerevoli se- 
polcri. Nel ISGG furono eseguiti alcuni scavi 
per ordine del Governo e sotto la dirciinoe 
ilcll'ingegnere Cavallari, e fu scoverto il piano 
di una intera casa dell'antica Agrigento, sn 
cui si veggono l'intero colonnato dell'ulnu 
ed i muri all'altezza di circa 2 metri, i pa- 
vimenti delle stanze a mosaico, ed il bagno, 
le cui pareli son rivestite di un intonaco o 
smallo di argilla cotta. Per insufficienza di 
n)ezzi pecuniari però gli scavi furono interrotti. 
Di altri avanzi di mmor considerazione i limili 
di ques<'opera non permettono di far parola. 
iUiccuhba. Vedute le meraviglie dell'arte, 
a) viaggiatore resta ancora da portar la sua 
attenzione su alcuni fenomeni natuniU che 
presenta una collina chiamata Maccaluba, si- 
tuata distante 7 chilometri dalia moderna città 
verso settentrione. E formata di materie cal- 
caree ed argillose, sterile dappertutto e sparsa 
alla sommità di moltissimi piccoli crateri che 
terminano a cono rovescio , motivo per cai 
gli Arabi l'hanno chiamata Wayharvm^ ossia 
rovescio. 1 fori sono alti circa 77 centimetri, 
e da essi vomita sempre acqua fredda mi- 
schiata con arena e con piccole pietre. Spesso 
si odono dei tuoni sotterranei: l'ebullizione del- 
l'acqua è continua, e quella che sgorga da questi 
crateri sente di gas idrogeno solforato, è di sa- 
pore salso, talora con mescolanza di asfalto. Nel- 
l'inverno, a causa dello pioggie, quei coni per- 
dono la loro forma, e perciò in quella stagione 
l'osservatore non iscorgendoli cammina su ccile- 
vele e molle terreno. 1 fenomeni che presenta 
la Maccaluba hanno origine da uno sviluppo 
di gas idrogeno e di gas acido cart>onico dai 
terreno marnoso ed imbevuto di acqua salsa. 
Il comm. Doloiuieu fecu vari esperimenti in 
quella materia per coi) vincersi che i fenoajeiii 
sopradescritti non sono da attribuirai all'azione 
del fuoco: vi immersiB il braccio, e quanto più 
lo all'ondava, tanto niaggiore era la scusaziooe 
del freddo ; mise dentro ad un cratere il t«r- 
inomelro ed osservò su di esso un abbassa- 
mento di tiv gradi in rapporto all'aria aperta; 



Digitized by 



Google 




Digitized by 



GoogÌQ 



192 CIRCESTI 

upplicò bottiglie capovolte all'apertura ove eva- 
porava il gas, etl introdacendo ia esso delle 
candele, queste subito si accendevano. D'altra 
parte le sostanze eruttate non danno nessun 
senso di calore, né di vulcanico , ma consi- 
stono in asfalto, gesso, solfato di calce e me- 
scolanze di pietre calcaree e salnitro. Fin dai 
tempi più remoti era conosciuta la Maccaluba 
di Agrigento. Ne fa menzione Solino colle pa- 
role: Ager Agrigentinus eructat limota» scatu- 
riginety ecc. Ai t(;mpi nostri fu tema di lun- 
ghi studi e di scientifiche discussioni allo 
Spallanzani , ul Vullìsnieri, al Dolomieu, al 
Pallas, al Menard e ad altri illu-'trì naturalisti. 
Storia. — L'origine di questa città è anti- 
chissima, poiché risale ai tempi eroici. Fu 
dapprima una cittadella chiamata CamiaUy le 
cui fortificazioni credute inespugnabili furono 
attribuite a Dodalo. Verso la cinquantesima 
olimpiade, e quindi intorno all'anno 584 avanti 
l'era volgare, una colonia uscita da Gela fondò 
la città di Acragoi ai piedi di quella primi- 
tiva acropoli, che poi fu detta AgrigenUim, ed 
oggi dicesi (Urgenti. Ciò è confermato da Tu- 
cidide, il quale dice che i Geloi fondarono 
Acragante, che così nominarono dal fiume omo- 
nimo, e come capi della colonia si scelsero 
Aristone e Pistillo. Laonde essendo Gela una 
colonia di Greci dorici, emigrati, come è noto, 
nel 713 secondo alcuni dall' isola di Rodi, se- 
condo altri da Creta, si conchiude che anche 
Agrigento è pure di orìgine dorica. Il com- 
mercio coi Cartaginesi, i quali erano dirim- 
petto alla costa meridionale della Sicilia, ar- 
ricchì grandemente e rapidamente gli Agri- 
gentini, i quali davano prodotti agricoli, spe- 
dalmente olio e vini, in cambio dei ricchi te- 
sori deir.\frica. Per la qual cosa la città di- 
venne in breve una delle più ricche e più 
popolose del mondo e la prima dell'isola dopo 
Siracusa. Gli scrittori antichi celebrano la 
magnificenza colla quale vivevano i suoi abi- 
tanti; le ampie e superbe loro case, le sta- 
tue, i bei vasi di terra cotta superbamente 
dipinti, i metalli lavorati che adornavano i 
loro splendidi palazzi e i loro maestosi tem- 
pli. La città nel periodo del suo maggior 
splendore aveva un ambito di forse 17 chi- 
lometri, e di popolazione oltre 300,000 abi- 
tanti, anzi alcuni, compresi i borghi, la por- 
tano ad 800,000. Si resse a forme repubblicane 
con leggi doriche; ma ebbe anch'essa i suoi 
tiranni, o Signori, alcuni dei quali celeber- 
rimi, come Falaride (566-534) e Terone (488- 
471), che con Gelone di Siracusa vinse i Car- 
taginesi presso Imera. Alla morte di Terone 



GIRGENTI 

ritornarono gli Agrigentini al governo libero, 
e sostennero altre guerre coi Cartaginesi, i 
quali ridussero in loro potere la città, e il 
tempo della prima guerra punica si fortifica- 
rono nella sua acropoli in modo che i Ro- 
mani non la ebbero che dopo un regolare as- 
sedio (anno 262). Cominciò allora a deca- 
dere; tuttavia nel primo secolo avanti l'era 
volgare compare ancora come una città 
considerevole, il che è reso manifesto nella 
quarta orazione di Cicerone contro Vene. 
Dopo aver seguito le vicende generali del- 
l'impero romano, nell' 826 fu occupata dai Ss- 
raceu', i quali distrussero una parte dei suoi 
antichi edifici e vi si mantennero fino al 1086, 
nel quale anno furono scacciati da Ruggiero 
conte di Calabria e di Sicilia, che nel 1093 
la eresse a città vescovile. Dopo d'allora se- 
guì le sorti dell'isola. Solo noteremo che gra- 
vissimi disordini accaddero in Girgenti nel 
1644 per mancanza di grano, e che nel 1720, 
quando la Sicilia fu ceduta all'imperatore, fu 
in Girgenti un prete che macchinava un ve- 
spro contro i Tedeschi , ma la congiara fa 
scoperta ed il prete fu impalato. 

Molti furono gli illustri Agrigentini nel 
tempo antico. Viene primo il sommo Empe- 
docle, filosofo e medico del quinto secolo 
avanti l'era volgare, di tanta celebrità, che 
ancor vivente furono innalzate statue in suo 
onore. Sono poi da nominarsi : Acrone, filosofo, 
oratore e medico contemporaneo e rivale di Em- 
pedocle ; Filino , storico ; Metello, maestro di 
musica di Platone; Archino, poeta tragico; 
Carcino, poeta comico ; Sofocle l'oratore, difen- 
sore degli agricoltori oppressi, nominato da 
Cicerone. Nei tempi moderni sono degni di 
menzione; Nicolò la Valle, filologo, oratore e 
poeta, del secolo XVI, e Francesco del Car- 
retto, poeta drammatico del secolo XVIL 

Moltissimi Italiani e stranieri illustrarono 
questa città e le sue rovine: Denon, Haus; Co- 
kerell, Klenze, Winckelmann, D'Orville, Miin- 
ter, Hittorf, Riedesel, il P. Pancrazio, che de- 
scrisse con prolissità ogni pezzo dei monumeoti 
agrigentini, il Rezzonico, il Francioni, il duca 
Serradifalco , il Politi, cui devesi una buoM 
Guida di Girgenti, il canonico Eraclide Lo Presti, 
emerito professore di eloquenza nel Seminario, 
poeta ed archeologo, e l'avvocato Giuseppe 
l'icone, autore delle Memorie storiche agriftu- 
tine, di tal pregio che recentemente merìtarooo 
di essere stampate a cura del Municipio. 

Alcune delle sarriferite notizie « lo stenm à éé- 
bono alU cortesia dell' inclito Municipio di questo ilMn 
comune. 



Digitized by 



Google 



GIRGBNTI 
aSGEIITL — Frazione del com. di Pesco- 
roechiaDO, nel Napoletano, prov. di Abruzzo 
Ulteriore II, circond. di Cittadacaie, mand. 
di Borgocollefegato. 
L'officio postale è a Cittadacale. 
È OD TÌllaggio di 400 abitanti circa. 
GIRL — Frazione del com. di Plodio, nella 
Lignria, prov. di Genova, circond. di Savona, 
maod. di Millesimo. 
l'vtSào postale è a Millesimo. 
6IRIB0IITE. — Frazione del com. di Triora, 
nella Ligoria, prov. di Porto Maurizio, cir< 
toni, di S. Remo, mand. di Triora. 
L'officio postale è a Triora. 
QRIFALCO. — Comune nel Napoletano , 
pr. di Calabria Ulteriore II, circond. di 
Quanzafo, mand. di Borgia. 

La saa popolazione assoluta di fatto, se- 
coodo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 4350 (maschi 3089 e femmine 2361); 
qodla di diritto era di 4398 abitanti. Nel 
1864 ve n'erano 4467. 

La sua guardia nazionale consta di due 
compagnie con 275 militi attivi e 60 di ri- 
«m: totale 335 militL La mobilizzabile è di 
90 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
Pettorali del collegio di Chiaravalle Centrale; 
nel 1863 erano 40. 
L'officio postale è a Catanzaro. 
Pd dazio consumo è comune di quarta classe, 
n suo territorio è montuoso, ma fertile so- 
pratotto in granaglie: ha estesi boschi e pa- 
leolL 

n capoluogo è un borgo posto a 26 chi- 
lometri da Catanzaro, nel luogo più stretto 
Ma Calabria, a 17 chilometri dall'Ionio e 
li dal mar Siculo. 

Dopo il 7 (fi ottobre vi si tiene una fiera 
che dura tre giorni. 

GnmiL — Frazione del com. di Dego, nella 
Liguria, prov. di Genova, circond. di Savona, 
oaad. di Dego. 
L'officio postale è a Dego. 
8IHL0. — Frazione del com. di Corte Ma- 
dama, in Lombardia, prov. e circond. di Cre- 
mona, mand. di Soresina. 
L'officio postale è a Castelleone. 
CfDlOl). — Frazione del com. di Canischio, 
io Piemonte, prov. di Torino, circond. di Ivrea, 
Baod. di Cuorgnè. 
L'officio postale è a Cuorgnè. 
QROLDI. — Frazione del com. di Cocana, in 
Piemonte, prov. di Torino, circond. di Ivrea, 
naod. di Locana. 
L'officio postale è a Locana. 
L'Italu, Duùmario eorografico, ecc. Voi. 



emoNico 193 

6IR0LINA. — Frazione del com. di Rosi- 
gnano Monferrato, in Piemonte, prov. di Ales- 
sandria, circond. di Casale Monferrato, mand. 
di Rosignano Monferrato. 

L'ufficio postale è a Rosi gnano Monferrato. 

6IR0L0. — Frazione del com. di Tortona, 
in Piemonte, prov. di Alessandria, circond. e 
mand. di Tortona. 

L'ufficio postale è a Tortona. 

CmOIlDA. — Torrente dell'Emilia. Nasce 
nella provincia di Bologna, sugli Appennini, 
tra il Panaro e il Reno, e dopo uu corso di 
circa 33 chilometri melt e foce nel Lavino, 1 5 
chilometri circa a mae stro da Bologna. Il La- 
vino e la Girouda' congiun gendosi formano una 
lingua di terra celebre nella storia col nome 
di Forcelli, perchè quivi vennero a congresso 
Ottaviano Cesare, Marcantonio e Lepido e co- 
stituirono il famoso triumvirato. 

6IR0ND0. — Frazione del com. di Squillace, 
nel Napoletano, prov. di Calabria Ulteriore II, 
circond. di Catanzaro, mand. di Squillace. 

L'ufficio postale è a Squillace. 

GIRONE DI PORTICO. — Frazione del com. 
di Portico di Romagna, prov. di Firenze, cir- 
cond. e mand. di Rocca S. Casciano. 

L'ufficio postale è a Rocca S. Casciano. 

6IR0NIC0 o 6ER0NIC0. — Comune in 
Lombardia, prov., circond. e mand. Ili di 
Como. 

Ha una superficie di 410 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto , se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 805 (maschi 420, femmine 385) ; quella 
di diritto era di 841 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 820, e quindi 200 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 50 militi attivi. La mobiliz- 
zabile è di 61 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio 2.<* di Como ; nel 1863 
erano 6. 

L'ufficio postale è a Como. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è coltivato principalmente 
a viti e a gelsi, e in parte a castagni. 

E una terra formata da due piccoli villaggi 
situati fra loro alla distanza di poco più di 
un chilometro, e distanti da Como dieci chi- 
lometri verso ponente. L'uno dei detti vil- 
laggi, quello posto più a settentrione, è fab- 
bricato in montagna ed è denominato Gi- 
ronico al Monte ; l'altro, quello posto a mez- 
zodì, giace in pianura e chiamasi Gironico 
al Piano. 
IV. {Proprietà letteraria) 25 



Digitized by 



Google 



^94 cmon 

6IR0SL — Frazione del com. di Santa Gia- 
lla, nella Liguria, prov. di Genova, circond. 
di Savona, mand. di Dego. 

L'nfficio postale è a Dego. 

6IR0Z. — Frazione del com. di Arvier, in 
Piemonte, prov. di Torino, circond. di Aosta, 
mand. di Morgex. 

L'officio postale ò ad Arvier. 

GIRVI. — Torrentello della Sardegna: di- 
scende dai monti che fiancheggiano la valle del 
Temo, e dopo un corso di 11 chilometri si 
versa in mare. 

6IRZL — Rivolo di Sardegna. Si forma 
dalle acque che discendono dal monte Arcato, 
e dopo un corso di circa 9 chilometri si getta 
in mare. È detto anche rio di Romano. 

GISFEMGO. — Frazione del com. di Mar- 
corengo, in Piemonte, prov. e circond. di To- 
rino, mand. di firusaseo. 

L'ufficio postale è a Bmsasco. 

GI80LA. — Frazione del com. di Mezze- 
nile, in Piemonte, prov. e circond. di Torino, 
mand. di Ceres. 

L'nfficio postale è a Pessinetto. 

GISSAZIO. — Frazione del com. di Perledo, 
in Lombardia, prov. e circond. di Como, mand. 
di Sellano. 

L'ufficio postale è a Sellano. 

QIS8L — Mandamento nel Napoletano, prov. 
di Abruzzo Citeriore, circond. di Vasto. 

Ha una popolazione di 10,843 abitanti, di- 
visi nei 4 seguenti comuni: Carpinete Spi- 
nello, Gissi, Gailmi, Scerni. 

GISSI. — Comune nel Napoletano, prov. di 
Abruzzo Citeriore, circond. di Vasto, mand. 
di Gissi. 

Ha una superficie di 2474 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 3777 (maschi 1893, femmine 1884); quella 
di diritto era di 3848 abitanti Nel 1864 ve ne 
erano 3689, e quindi 149. 1 1 per chilom. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di due 
compagnie con 330 militi attivi e 76 di ri- 
serva: totale 396 militi. La mobilizzabile è di 
95 militi. 

Gli elettori politici sono inscrìtti nelle liste 
elettorali del collegio di Vasto; nell'anno 1863 
erano 53. 

L'ufficio postale i a Vasto. Ha pretura di 
mandamento dipendente dal tribunale civile 
e correzionale di Lanciano. Nella circoscri- 
zione elettorale à sezione con 83 elettori. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

11 sno territorio è montagnoso e in gran 
parte è tenuto a pascoli. Produce cereali, vino 



onxxao 
ed oliL Nel colle sul quale sorge il capoluogo 
si scava gesso cristallizzato in trapezoidi, che 
si divide in laminette, e si trovano anche massi 
di gesso lamelloso servibile per gradini e per 
ornamenti architettonici. Vi hanno molta sea^ 
turigini di acque, ma alquanto salmastre. 

Il capoluogo è un piccolo borgo fabbricato 
in collina, a 31 chilometri da Vasto. 

6ISTELLI. — (Frazione del com. di Savi- 
gliano, in Piemonte, prov. di Cuneo, circond. 
di Saluzxo, mand. di Savigliano. 

L'nfficio postale ò a Savigliano. 

6ITTANA. — Frazione del com. di Perledo, 
in Lombardia, prov. e circond. di Como, mand. 
di Bellano. 

L'nfficio postale i a Bollano. 

GIUANNI MULALZO. — Frazione del oom. 
di Bortigiadas, in Sardegna, prov. di Sassa- 
ri, circond. di Tempio Pausania, mand. di 
Agins. 

L'ufficio postale è a Tempio Pausania. 

GIUBIASCO. — Circolo del Cantoa Ticino, 
distr. di Bellinzona. 

Conta i nove seguenti comuni: Giubiaaeo, 
Cadenazzo, Camerino, Isone, Hedeglia, Pia- 
nezzo , Robasacco , Sant' Anton io , Sant' An- 
tonino. 

La sua popolazione nel 1858 era di 3873 
abitanti; nel 1860 ascendeva a 4103. 

GIUBIASCO. — Comune nel Canton Tidno, 
distr. di Bellinzona, circolo di Giubiasco. 

Comprende le frazioni di Alpalasio e Pe- 
devilla. , 

La sua popolazione nel 1858 era dì 685 
abitanti; nel 1860 di 650, di cui 333 maschi 
e 337 femmine. 

Il capoluogo à un piccolo villaggio posto 
snila grande strada che conduce a Magsdino 
e a Lugano. Trovasi all' estremità inferiore 
della Valle Morobbia ed alla distanza di 3 
chilometri a mezzodì da Bellinzona. 

La sua chiesa è molto antica. SnIla vasta 
piazza che alla medesima sta innanz', nelToe- 
casione della fiera di Bellinzona si arresta 
in parte il bestiame che proviene dai passi 
alpini e vi si fanno vendite di qualche con- 
siderazione. 

GIUBLBR8. — Frazione del com. di Riela- 
retto, in Piemonte, prov. di Torino, circond. 
di Pinerolo, mand. di Ferrerò. 

L'ufficio postale è a Ferrerò. 

GIOCANO. — Frazione del com. di Fosdi- 
novo, nell'Emilia, prov. e circond. dillassts 
Carrara, mand. di Fosdiuovo. 

L'ufficio postale è a Fosdinovo. 

GIQCCIO. — Frazione del com. di San S«* 



Digitized by 



Google 



SIDDA 

TerÌDo Marche, nelle Marche, prov. e circond. 

di Macerata, mand. di San Severino Marche. 
L'officio postale è a San Severino Marche. 
tXBDk (Ai). — Frazione del com. di Mon- 

tea Roero, in Piemonte, prov. di Cuneo, cir- 
cond. di Alba, mand. di Canale. 
L'ufficio postale è a Canale. 
6IU0ECCA. — Frazione del com. di Venezia, 

ad Veneto, prov. e distr. di Venezia. 
L'officio postale è a Venezia. 
È nn'iaola separata da Venezia dal canale 
omonimo, larga drcaon mezzo chilometro, e 
lunga due. E posta al mezzoA e parallela- 
Beote a Venezia stessa, ed ha la forma di 
OH falce. É interrotta da sette canali che 
formano otto Isolette fra loro congioule da 
pootL Anticamente per la sua figura chia- 
mavasi Spinalnnga , che mutò in quello di 
Giodecca nella seconda metà del secolo IX, in 
eoi fa dal doge Orso I Partecipazìo conceduta 
I potenti famiglie di banditi restituite in pa- 
tria per rintromissione di Lodovico II impe- 
ntoK. Seecndo alcuni il nome attuale deriva 
ti Giudeo, Giudei; secondo altri, ed ò più 
probabfle, dal Giudizio o Giudicato proferito 
dal doge Partecipaiio ed in dialetto veneziano 
detto Zndega, Zudeca, Zueca, Giudecca. Nei 
Mcoli passati era assai più popolosa che non 
al presente, in cui conta circa 3000 abitanti. 

Per la descrizione degli edifici vedi Veneaia. 

BIUDEO. — Frazione del com. di Alcamo, 
in SieiUa, proT. di Trapani, circond. e mand. 
di Alcamo. 

L'ufficio postale è ad Alcamo. 

È un villaggio di circa 150 abitanti. 

nODICARIE. — Ampio tratto di territorio 
appartenento al Trentino. Comprende i tre 
diatntti di Stenico , Tione e Condino ed ha 
•aa popolazione complessiva di abitanti 35,768, 
i^tartitì in 86 comunL Viene separato dal 
■mite di Sera in due parti distinte, chiamato 
Giodiearìe interiori ed esteriori, ed è bagnato 
dalie aeqoe del Sarca e del Chiese. Sotto 
il rapporto ecclesiastico le Giudicane abbrac- 
dano sette {nevi, due delle quali, Bono e Con- 
dino, sono situate sul Chiese, e cinque, Ren- 
deoa, "none. Banale, fileggio e Lomaso, sulle 
sponde del Sarca. 

t opinione che le Giudicane, cosi chiamale 
dai giudici che vi tenevano i prìncipi di Trento, 
fMsero net primi tempi abitate dagli Stoni, 
popolo nominato da Plinio fhi le genti Eu- 
ganee. Successivamente caddero in potere dei 
RoBani, che vi dominarono a lungo, come Io 
provano le lapidi ed altri oggetti dissotter- 
nti Del medio evo. Nei tempi di mezzo pas- 



CIODICATI 195 

sarono ai vescovi di Trento in forza di do- 
nazione dell'imperatore Corrado fatta nel 1036. 
I vescovi di Trento posero il loro vicario ge- 
nerale nel castello di Stenico ; ma ebbero ben 
presto a lottare da un Iato coi signori di Lo- 
drone, che allargarono il dominio in quasi 
tutte le Giudicarie interiori, e dall'altro coi 
signori di Castelbarco, che estesero il loro 
potere nelle esteriori. Alla fine però preval- 
sero i vescovi, a cni il paese rimase fino alla 
secolarizzazione del principato. 

Tra i fatti d'armi il più importante per la 
storia delle Giudicane è il passaggio dei Ve- 
neziani nella guerra insorta nell'anno 1438 
fra la repubblica ed i Visconti di Milano. I 
Veneziani malgrado gli incontrati ostacoli di- 
scendendo la valle dell'Adige giunsero in quat- 
tro giorni con tremila cavalli e duemila fanti 
in Verona minacciata dal Visconti di vicino 
assedio. 

GIUDICATI. — Denominazione dei maggiori 
scompartimenti governativi dell'isola di Sar- 
degna nei secoli del medio evo, desnnta dal 
titolo di Giudice che davasi ai magistrati su- 
premi che li amministravano. L'autorità dei 
giudici sardi era tanto estesa, che nelle carte 
del loro tempo li vediamo insigniti perfino 
del titolo reale: quindi abbiamo i regni, i 
re, le regine di Sardegna. In quest'isola fin 
dal secolo VI sotto gli imperatori d' Oriente 
vediamo menzionato un giudice sardo come 
principale magistrato della provincia. Cessata 
la signoria bizantina, il giudicato divenne una 
istituzione nazionale: ciò avvenne intorno al 
secolo Vili, in cui i Sardi abbandonati a se 
stessi, nel pericolo delle aggressioni sarace- 
niche deliberarono eleggere il loro Giudice 
come governatore e duce supremo. Pare che 
da principio il Giudice fosse uno solo; ma 
verso la metà del secolo IX il governo del- 
l'isola trovasi già spartito in molti, probabil- 
mente per la necessità di difendere l'isola da 
varii punti, onde andò frazionata la unità 
nazionale. Nella seconda metà del secolo XI 
sotto il pontificato di Gregorio VII i Giudicati 
della Sardegna erano quattro: 1.* quello di 
Piumino, detto anche di Cagliari dal nome 
della città principale. Nella sua integrità 
era il più ragguardevole degli altri per 
estensione, popolazione, ricchezza e potenza. 
Confinava nella parte settentrionale con l'Ar- 
borea e la Gallura, e nelle altre era ba- 
gnato da tre mari, dal Tirreno a levante, dal 
Libico ad austro, dal Sardo a ponente. Era 
diviso in quindici curatorie, delle quali sei 
marittime (Campidano, Nora, Sulcis, Sàrrabus, 



Digitized by 



Google 



i% GIOnlCATl 

Chiira, Ogiiastra) e nove mediterranee (De- 
cimo, Sigerro, fìippis, Nuràmiois, Dolia, Tre- 
centa, Seurgas, Calila, Barbagia). 3.* Il giu- 
dicato di Àrrarè, che fu poi detto di Arborea. 
Confinava ad ostro e levante con quello di 
Cagliari, a ponente col mar Sardo, a tra- 
montana col Logoduro per una linea con- 
dotta dal monte di S. Inssargin a quello di 
Gonnari. Questo giudicato era diviso in quat- 
tordici curatone, delle quali quattro ma- 
rittime (Campidano-milis, Campidano-mag- 
giore, Campidano-Simdgi e Colostrai) e dieci 
mediterranee (Bonorchili, Parte-Monti, Uselli, 
Marmilla, Parte Valenza, Barbagia OUolai, 
Barbagia Beivi. Barbagia Mandralisai, Parte 
Barigadn, rarteGuilcier).È di questo giudicato 
la saggia e valorosa legislatrice e guerriera 
Eleonora (1383-1404). Veggasi tra le opere 
dei cav. Pietro Martini quella importantissima: 
Raccolta delle pergamene, codici e fogli cartacei 
d'Arborea; Cagliari, 1863. 3." Il giudicato di 
Gallura. Comprendeva la parte settentrionale- 
levante dell'isola, e confinava a settentrione 
col mare sardo-corso e le Bocche di Bonifacio, 
a levante col Tirreno, a mezzodì col giudi- 
cato di Cagliari, a ponente con quello del 
Logoduro. Era il più pìccolo e meno potente 
dei giudicati sardi, e dividevasi in tO cura- 
tone, delle quali 8 nella Gallura superiore 
(Fundimonti, Unàle, Montangia, Canahini, Ba- 
iariana, Gèmini, Taras, Orfili) e due nella 
inferiore (Montalbo e Galtelli). 4.° Il giudicato 
del Logoduro o di Torres. Confinava a levante 
colla Gallura, a tramontana e a ponente col 
mare Sardo , a mezzodì con 1' Arborea. Per 
r amministrazione era diviso in 17 curatorie, 
delle quali 6 marittime (Coguina, Anglona, 
Romandia, Nnrra Nullauro, Planargia, Mon- 
teferro), ed 1 1 mediterranee (Montis, Figulina, 
Coros, Nùrcara, Cabuabbas, Mejulogu, Oppia, 
Montacnto, Goceano, Marghine, Costava!). 
Nei primi tempi i giudici erano elettivi; 
quando i pericoli delle invasioni andarono 
scemando divennero, se non di diritto, ere- 
di tarli di fatto, cosicché anche le donne fu- 
rono ammesse al sovrano potere. L' autorità 
del giudice era temperata dalle attribuzioni 
della Curia o Consiglio palatino, costituito 
dall'alto clero e dalla nobiltà. Vi era tuttavia 
anche un terzo ordine, che costituiva le adu- 
nanze popolari, le quali solevano congregarsi 
per la elezione del principe insieme coi ve- 
scovi e coi nobili, e talvolta erano chiamate 
dai giudici stessi per le deliberazioni di mag- 
gior importanza. La politica dei giudici sardi 
io mezzo alle pretensioni dei pontefici, dei Pi- 



GtllGGIANELLO 
sani e dei Genovesi doveva per necessità va- 
riare secondo l' opportunità del momento : 
laonde apparivano ora disdegnosi, ora timidi, 
accettavano i favori degli uni per combattere 
gli altri, come è dei piccoli i quali sono ob- 
bligati a consigliarsi secondo la legge su- 
prema dalla propria salvezza. Tra di Imo 
ben rado che regnasse la concordia; tuttavia 
si hanno esempi di congressi o assemblee di 
giudici tenute per deliberare su negozii di 
interesse comune. 

Rispetto alle condizioni civili eranvi tre claasi 
di uomini: la prima era costituita dalla casa 
del giudice e suoi affini, dai grandi fontio- 
nnrj , dai feudatarj, dai Vescovi, dagli abbati, 
e dai liberi, che così chiamavansi quelli eseo- 
tuati dal tributo; nel secondo ordine era il 
popolo ; ultimi i servi. Fra questi vi erano quelli 
detti de cadadie, che dovevano servire tutti i 
giorni, ed avevano dal padrone vitto e vestito, 
e vi erano quelli che erano tenuti al servizio 
soltanto ogni terza settimana, restando nelle 
altre liberi per lavorare a proprio conto. Il 
governo nazionale dei giudici di Cagliari, Tor- 
res e Gallura fu personalmente distrutto dai 
Pisani nel secolo XIII (vedi Cagliari); quello 
di Arborea non terminò che dopo i tempi di 
Eleonora, sul principio del secolo XV, quando 
la Sardegna cadde interamente sotto il do- 
minio degli Aragonesi. 

6IUDICELL0. — Piccolo fiume dell'isola di 
Sicilia, nel Valdemone. Nasce ai piedi orie»* 
tali dell'Etna, scorre presso le mura di Ca- 
tania e si perde nel mare dopo un corso di 
18 chilometri da maestro a scirocco. 

6IU66IANELL0. — Comune nel Napoletano, 
prov. di Terra d'Otranto, circond. di Galli- 
poli, mand. di Maglie. 

La sua popolazione assoluta di (atto, a«- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
570(maschi 28^ femmine 388) ; quella di diritto 
era di 591 abitanti. Nel 18C4 ve n'erano 587. 
-La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con ÒO militi attivi e 10 di riserva: 
totale CO militi. La mobilizzab>Ie è di 30 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Maglie. Oggidì 
(1867) sono 14. 

L'ufficio postale è a Maglie. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è fertile e produttivo di 
varie specie di vegetabili e specialmente in olivi. 

Il capoluogo è un piccolo villaggio poste 
in bella posizione a 38 chilometri da Galli* 
poli. E attraversato da una strada di recante 
costrutta, che verso scirocco conduce a Mi* 



Digitized by 



Google 



GtOfiLtAfi 

nerrino dì Lecce e verso libeccio a Sanarica 
e di là a Lecce. 

Atoioe delle surriferite notine si debbono alla cortesia 
lUrAiiorevole Sindaco di questo comune. 

GIUGLIANO IN CAMPANIA. — Mandamento 
nei Napoletano, prov. di Napoli, circond. di 
Casoria. 

Ha nna popolazione di 14,793 abitanti, di- 
TÌsi nei tre comnni di Giugliano in Campa- 
nia, Quagliano e Panicocolì. 

STOGLIANO IN CAHFANU. — Comune nel 
Napoletano, circond. di Casoria, mand. di Giu- 
gliano in Campania. 
Ha una superficie di 10,038 ettari. 
La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
! 1,315 (maschi 5323 e femmine 5893); quella 
di diritto era di 11,484 abitanti. Nel 1864^0 
n'erano 114.14, e quindi 113.82 per chilo- 
metro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di tre 
ecDpagnie con 361 militi attivi e 66 di ri- 
Krra: totale 437 militi. La roobiliizabile è di 
79 militi. Questa guardia nazionale è riunita 
in nn battaglione con quella dei due comuni 
di Panicocoii e Quagliano. ' 

Gli elettori politici sono inscrìtti nelle liste 
elettordi del collegio di Napoli; nel 1863 
erano 317: presentemente (1867) sono 331. 

Ha ufficio postale proprio e pretura di man- 
damento dipendente dal tribunale civile e cor- 
rezionale di Napoli. 
Pel dazio consumo è comune di terza classe. 
Il suo territorio è fertile in ogni sorta di 
vegetabili, ma specialmente in fichi, cocomeri, 
pesche e poponi. Contiene alcuni laghetti dove 
si fa buona caccia e buona pesca. 

Il capoluogo è un grosso borgo situato in 
pianura, alla distanza di 11 chilometri circa 
da Napoli e 10 e mezzo da Casoria. Ha be- 
gli ed eleganti fabbricati pubblici e privati, 
un ospedale civile, un asilo infantile, un con- 
servatorio di orfane, ed è paese commerciante 
ed industrioso. Nel giovedì di ogni settimana 
si celebra m^cato. 

Nei suoi dintorni erano un tempo i villaggi 
ora distrutti di Decansano, Giuglio, San Ce- 
sario e Vigno. 

È antico, sì che credasi da taluni fondato 
<iai CumanL Vuoisi che quivi fosse una villa 
di Giulio Cesare, il quale gli avrebbe lasciato 
■1 proprio nome, corrotto in lueknellum, poi 
/■tiiaàai, lulùmm. Ignano Giugliano. Nel 1495 
fa assalito dai Braneesi, poi vi tennero allog- 
giamento re Alfonso, re Ferdinando e il duca 
di Guisa nel 1648. 



òroLiANA 197 

Fu feudo di Pietro Rolla, di Giannino de Fri- 
ties, di Giovanni Varavalla, dei Filomarini, dei 
Minutoli, dei Cardona, dei Pinelli, di Cesare 
d'Aquino, di Francesco Grillo e di Marcanto- 
nio Colonna. 

Ateime deUe Burrlférlte notizie ai debbono alla cortesia 
dell'onorevole Sindaco di questo comnne. 

GIUGLIANO TEATINO. — Comune nel Na- 
poletano, prov. di Abruzzo Citeriore, circond. 
di Chieti, mand. di Tollo. 

Ha una superficie di 898 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 1355 (maschi 637 e femmine 718); quella 
di diritto era di 1416 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 1338, e quindi 148.99 per chilome- 
tro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 111 militi attivi e 30 di ri- 
serva: totale 141 militi. La mobilizzabile è di 
71 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Ortona; nel 1863 
erano 35. 

L'ufficio postale è a Chieti. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

lì suo territorio, bagnato sui confini dai 
fiumi Dentalo e Venna, è poco fertile e poco 
copiosi sono i prodotti dei cereali che vi si 
raccolgono. 

11 capoluogo è un villaggio posto a 13 chi- 
lometri da Chieti, su di un colle, donde go- 
desi di nn esteso orizzonte sul mare e sui cir- 
convicini luoghi. 

Fu feudo delle famiglie De Riccardis, Orsino, 
di Àviano, di Lione, Caracciolo, di Palma e 
Canosa. Nei tempi] di mezzo chiamossi /«- 
lianum. 

GIU6LIAZZA. — Frazione del com. di Pa- 
stricciola, in Corsica, circond. di Àiaccio, can- 
tone di Salice. 

L'ufficio postale è a Vico. 

CniGNANO. — Frazione del com. di Lam- 
porecchio, in Toscana^ prov. di Firenze, cir- 
cond. e mand. di Pistoia, 

L'ufficio postale è a Pistoia. 

GIUGNOLA. — Frazione del com. di Firen- 
zuola, in Toscana, prov. e circond. di Firenze, 
mand. di Scarperìa. 

L'ufficio postale -è a Firenzuola. 

GIUGNOLA PONTIFICIA. — Frazione del 
com. di Castel del Rio, nell'Emilia , prov. di 
Ravenna, circond. di Faenza, mand. di Cascia 
Valsenio. 

L'ufficio postale è ad Imola. 

GIULIANA. — Comune in Sicilia, {mtov. di 



Digitized by 



Google 



Ì9^ bidUÀNA 

Palermo,*«irconcL di Corleone, mandanMnto di 
Chiusa. 

Ha una superficie di 2330 ettari 

La sna popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 3359 (maschi 1630 e femmine 1739); quella 
di diritto era di 3454 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 3451, e quindi 154.75 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di due 
compagnie con 300 militi attivi e 50 di ri- 
serva: totale 350 militi. La mobilizzabile è di 
100 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di .Frizzi; nel 1863 
erano 85. 

L'ufficio postale è a Chiusa. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

11 suo territorio è ubertoso in granaglie e 
lino. Vi si trovano belle agate e pregevolis- 
simi diaspri e vi ha un piccolo lago della cir- 
conferenza di due chilometri circa. 

Il capoluogo è Tui grosso villaggio posto 
sopra una rupe a 31 chilometri da Corleone 
e a 38 circa dal mare Africano. Vi ha un 
ospedale. 

Nei suoi dintorni si trovano le rovine di 
Comischio, torà già abitata dai Saraceni. 

Fu fendo dei Colonna di Paliano. 

GIULIANA. — Frazione del com. di Imola, 
nell'Emilia, prov. di Bologna, circond. e mand. 
di Imola. 

L'ufficio postale è ad Imola. 

GIULIANELLA Frazione del com. di Vel- 

letri, nel Territorio Romano, delegaz., distr. 
e governo di VelletrL 

L'ufficio postale è a Velletri. 

GIULIANELLO. — Frazione del com. di Mon- 
tefortino, nel Territorio Romano, delegazione 
e distr. di Velletri, governo di Montefortino. 

L'ufficio postale è a Velletri. 

É un villaggio di circa 300 abitanti, posto 
s circa 9 chilometri a levante da Velletri e 
a 15 circa ad ostro-libeccio da Valmontone. 

GIDLIANL — Frazione del com. di Torino, 
in Piemonte, prov., circond. e mand. di Torino. 

L'ufficio postale è alla Madonna del Pilone, 
frazione essa pure del comune di Torino. 

GIULIANO. — Comune nel Territorio Ro- 
mano, delegazione e distr. di Fresinone, go- 
verno di Ceccano. 

La sua popolazione è di 3161 abitanti. 

Uà ufficio postale proprio. 

Il suo territorio produce specialmente vino, 
olio, granaglie e pascoli. 

È nn grosso villaggio, posto a libeccio da 



àmUAitovA 
Prosinone, da cui dista 5 chilometri, e a 7 
chilometri circa da Ceccano. I suoi fabbricati 
sono comodi e di bell'aspetto. 

GIULIANO. — Frazione del com. di Castri- 
guano del Capo, nel Napoletano, prov. di 
Terra d'Otranto, circond. di Gallipoli, mand. 
di Gagliano del Capo. 

L'ufficio postale è a Maglie. 

È un villaggio di circa: 500 abitanti, posto 
in pianura e in territorio fertile. 

GIULIANO. — Frazione del com. di S. Mauro 
Torinese, in Piemonte, prov. e circond. di To- 
rino, mand. di Gassino. 

L'ufficio postale i a San Mauro Torinese. 

GIULIANO. — Piccolo lago del circondano 
di Sora, in Terra di Lavoro. Tanto esso che 
il lago detto Taurino sono formati dalle acqna 
che danno origine al Fibreuo. 

6IULIAN0TA, — Mandamento nel Napole- 
tano, prov. di Abruzzo Ulteriore I , drcond. 
di Teramo. 

Ha una popolazione di 14,001 abitanti, di- 
visi nei tre comuni di Giulianova, Mosdano 
Sant'Angelo e Tortoreto. 

GIULIANOVA. — Comune nel Napoletano, 
prov. di Abruzto Ulteriore I, circond. di Te- 
ramo, mand. di Giulianova. 

La sna popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 476l;(maschi 3410, femmine 3351); quella 
di diritto era di 4781 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 4940. 

La sua guardia nazionale consta di 3 com- 
pagnie con 164 militi e 131 di riserva: to- 
tale 395 militi. La mobilizzabile è di 89 militi. 

Gli elettori politici inscritti nelle liste elet- 
torali del 1863 erano 73. 

Ha ufficio postale proprio ed è stazione della 
ferrovia del litorale adriatico. Ha pretura di 
mandamento dipendente dal tribunale civile e 
correzionale di Teramo. Nella circoscrizioDe 
elettorale è collegio con 536 elettori, diviso 
nelle 4 sezioni Seguenti: Giulianova, Nereto, 
Civitella del Tronto e Ancarano. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio produce frumento, vino, 
ulivi e pascoli. 

11 capoluogo è situato in collina, ma presso 
all'Adriatico, alla distanza di 36 chilometri da 
Teramo. La sna stazione ferroviaria dista 313 
chilometri da Bologna, 109 da Ancona, 317 
da Foggia. E luogo commerciante ed indu- 
strioso e vi si tiene fiera dal 1.* al 10 gingao 
e dal 1.** al 10 settembre. Ha chiesa colle- 
giata, possiede nn monte de' maritaggi od un 
ospedale. 



Digitized by 



Google 



Gimu 
La Tìeina spiaggia marittima h frequentata 

da molte barche di cabotaggio, colle quali 

gli abitanti di Giolianova fanno un commer- 
cio di qualche importanza. A tal uopo la ma- 
rina di Ginlianova ha magazzini e cantieri , 
tinto fer la costruzione che per il riattamento 
dei navigli. 

Prima dell'edificazione di Giulianova eravi 
Belle vicinanze un Gutrum novum, ove i Ro- 
aaiù dedussero colonie in tre epoche diverse. 
Esso sorgeva presso la sinistra riva del Bati- 
m, ora Tedino, alla spiaggia del mare, in 
luogo in coi veggonsi tuttora i ruderi di an- 
tichi edì6ziL Siccome però questo Catlrum no- 
MR, che nei tempi di mezzo assunse il nome 
di S. Flaviano , era posto in aere insalubre, 
stante la vicinanza di paduli, Giulio Acqua- 
ma nel XV secolo edificò presso il medesimo. 
Da in sito più ameno e salubre e sull'erta di 
m colle, un castello, che chiamò Giulianaova 
ed ove trasse ad abitare i Castrensi, liberan- 
doli dalle malattie epidemiche. 

SIDLIE (Alpi). — Vedi Alpi, e meglio l'ar- 
ticolo Istria. 

6IULIETTA. — Frazione del com. dei Corpi 
Santi di Milano, in Lombardia, prov., circoad. 
e mand. di Milano. 

L'officio postale è in Borgo Porta Garibaldi, 
frazione del com. dei Corpi Santi di Milano. 

6IULII (Ai). — Frazione del com. di Mon- 
t«a Roero, in Piemonte, prov. di Cuneo, cir- 
cond. di Alba, mand. di Canale. 

L'ufficio postale è a Canale. 

filULOn. — Frazione del com. di Tremezzo, 
in Lombardia, prov. e circond. di Como, mand. 
di Menaggio. 

L'ufficio postale è a Tremezzo. 

GIDLIUO. — Frazione del com. di Mezze- 
gra, in Lombardia, prov. e circond. di Como, 
mand. di Menaggio. 

L'ufficio postale è a Lenno. 

GIQUOPOLL — Frazione del com. di Ro- 
sello, nel Napoletano , prov. di Abruzzo Ci- 
teriore, circond. di Lanciano, mand. di Villa 
Santa Maria. 

L'ufficio postale è a Lama dei Peligni. 

GniLIS. — Portano questo nome due rì- 
voli del distretto di Condino , nel Trentino. 
L'ano scende dalla malga Cleoba e si versa 
nel Chiese per la destra nella vai di Daone; 
l'altro nasce sul monte di Val di Lag e si getta 
pure nel Chiese presso Condino per la destra. 

6IDL0. — Frazione del com. di Pieve To- 
rina, nelle Marche , prov. di Macerata , cir- 
cond. e mand. di Camerino. 

L'officio postale è a Camerino. 



GltmCANA 199 

GIDMAGLIO. — Comune nel Canton Ticino, 
distr. di Vallemaggia, circolo di Maggia. 

La sua popolazione nel 1858 era di 433 
abitanti; nel 1860 ascendeva a 345, di cui 
143 maschi e 302 femmine. 

Il suo territorio è motto fertile : vi prospe- 
rano il castagno, la vite e il fico. Vi scorre 
un torrentello che si scarica nella Maggia', 
formando una serie di cascate. 

È un piccolo villaggio fabbricato tfulla si- 
nistra sponda della Maggia, tra Coglio e So- 
meo. Trovasi all'altezza di 383 metri sul li- 
vello del mare ed alla distanza di 67 chilo- 
metri a maestro da Lugano, di 36 pure a 
maestro da Bellinzona e di 8 e mezzo a sci- 
rocéo da Cerio. 

6IUHA6LI0. — Torrente del Canton Ti- 
cino. Nasce sui monti del comune omonimo 
e si getta nella Maggia per la sinistra sponda 
nel territorio dello stesso comune e dopo un 
corso di circa 17 chilometri. 

GIUMENTARO. — Frazione del com. di Santa 
Lucia del Mela, in Sicilia, prov. e circond. 
di Messina, mand. di Santa Lucia del Mela. 

L'ufficio postale è a Santa Lucia del ^ela. 

GIUHIENGO GROSSO e GIUHIEH60 PICCOLO. 
— Frazioni del com. di Carignano, in Pie- 
monte, prov. e circond. di Torino, mand. di 
Carignano. 

L'ufficio postale è a Carignano. 

GIUNASCA. — Frazione del com. di Alse- 
rio, in Lombardia, prov. e circond. di Como, 
mand. di Erba. 

L'ufficio postale è ad Erba. 

GIUNCA. — Frazione del com. di Rapale , 
in Corsica, circond. di Bastia, cantone di 
Murato. 

L'ufficio postale 'è a San Fiorenzo. 

GIUNCAG6I0. — Comune in Corica, cir- 
cond. di Corte , cantone di Piedicorte di 
Gaggio. 

Ha una popolazione (1863) di 365 abitanti. 

L'ufficio postale è a Corte. 

Il suo territorio produce olio, cereali, vino, 
castagne, legumi. 

É un piccolo villaggio posto a 22 chilo- 
metri da Corte verso levante-scirocco. 

GIUNCAGLI A. — Frazione del com. di Bor- 
tìgiadas, in Sardegna , prov. 4i Sassari, cir- 
cond. di Tempio Pausania, mand. di Agius. 

L'ufficio postale è a Tempio Pausania. 

GIUNCAIA. — Frazione del com. di Scan- 
sano, in Toscana, prov. e circond. di Gros- 
seto, mand. ■di Scansano. 

L'ufficio postale è a Scansano. 

GIUNCANA. — Frazione del com. di Agius, 



Digitized by 



Google 



200 GIDNaNA 

In Sardegna, prov. di Sassari, circond. di 

Tempio Pausania, mand. di Agius. 

L'ufficio postale è ad Agius. 

GIONCANA. — Frazione del com. di Borii- 
giadas , in Sardegna , prov. di Sassari , cir- 
cond. di Tempio Pausania, mand. di Agius. 

L'ufficio postale è a Tempio Pausania. 

GIUNCANO. — Frazione del com. di Acqna- 
sparta, nell'Umbria, prov. dell'Umbria, cir- 
cond. e mand. di Terni. 

L'ufficio postale è a Terni. 

GIUNCAREGGIO. — Frazione del com. di 
Tomolo, nell'Emilia, prov. di Parma, circond. 
di Borgotaro, mand. di Bedonia. 

L'ufficio postale è a Bedonia. 

GIUNCARICO. — Frazione del com. di Ga- 
vorrano, in Toscana, prov. e circond. di Gros- 
seto, mand. di Massa Marittima. 

Ha ufficio postale proprio 

È un villaggio di circa 550 abitanti, posto 
sopra un poggio bagnato alle falde dal tor- 
rente Sovata. Dista circa 7 chilometri a le- 
vante da Gavorrano. 

GIONCARO. — Frazione del com. di Sar- 
saos, ndla Liguria, prov. di Genova, circond. 
di Levante, mand. di Sarzana. 

L'ufficio postale è a Sarzana. 

GIUNCHETO. — Comune in Corsica, cir- 
cond. e cantone di Sartene. 

Ha una popolazione di 465 abitanti. 

L'ufficio postale è a Sartene. 

È un villaggio distante 4 chilometri e mezzo 
da Sartene verso ostro-libeccio. 

GIUNCHETO. — Frazione del com. di An- 
ghiari, in Toscana, prov. e circond. di Arezzo, 
mand. di S. Sepolcro. 

L'ufficio postale è ad Anghiari. 

GIUNCHI. — Frazione del com. di Predap- 
pio, nell'Emilia, prov. e circond. di Forlì, mand. 
di Civitella di Romagna. 

L'ufficio postale è a Forlì. 

GIUNCHIO. — Frazione del com. di Ailoche, 
in Piemonte, prov. di Novara, circond. di Biella, 
mand. di Crevacuore. 

L'ufficio postale è a Crevacuore. 

GIUNCHIZZA. — Frazione del com. di Agius, 
in Sardegna, prov. di Sassari, circond. di 
Tempio Pausania, mand. di Agius. 

L'ufficio postale è ad Agius. 

GIUNCO. — Piccolo fiume della Sardegna. 
Nasce nel territorio di Ploaghe, poi entra in 
quello di Martis, ove riceve il rivo Busa, e 
va a gettarsi nel Termo. Vi si pescano trote 
squisite e anguille assai ricercate. 

GIUNCUGNANO. ^ Comune nell'Emilia, prov. 



GIDPPANA 

di Massa e Carrara, circond. di Castelnovo 
di Garfagnana, mand. di Minucciano. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
1007 (maschi 482 e femmine 5^) ; quella di 
diritto era di 1102 abitanti. Nel'18Ì64ve ne 
erano 1055. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 60 militi attivi e 69 di ri- 
serva: totale 139 militi. La mobilizzabile è di 
86 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle iistt 
elettorali del collegio di Castelnovo di Ga^ 
fagnana;nel 1863 erano 17. 

L'ufficio postale è a Camporgiano. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è tenuto specialmente ad 
ulivi e pas&oli. 

Il capoluogo è un villaggio posto nelle vi- 
cinanze della Toscana, in montagna, a 18 chi- 
lometri da Castelnovo di Garfagnana. 

6IUNDAZZI GUINOAZa. — Frazione del 
com. di Póllena e Troccbia, nel NapolHsno, 
prov. e circond. di Napoli, mand. di Sant'Ana- 
stasia. 

L'ufficio postale è a NapolL 

GIUNGANO. — Comune nel Napoletano, 
prov. di Principato Citeriore, circond. di Cam- 
pagna, mand. di Capaccio. 

Ha una superficie di 1068 ettarL 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 800 (maschi 396 e femmine 404); quella 
di diritto era di 835 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 810, e quindi 75.84 per cbilonetro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 90 militi attivi e 14 di ri* 
serv.i: totale 104 militi. La mobilizzabile è 
di 44 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Capaccio; nd 1863 
erano 23. 

L'ufficio postale è ad EbolL 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è fertile in aUvi, 8|;taiiù, 
viti, gelsi e cereali. 

Il capoluogo è un villaggio posto a 45 eki- 
lometri da Campagna, alle falde del monte 
Cantenna o Catena ricordato da Frontino. 

Fu feudo dei Doria di Angrie credesicbe 
sia sorto dopo la distruzione di Pesto. 

GIUPPANA (slavo Scipan). — Isoletta del 
mare Adriatico, appartenente all' arcipehgo 
dalmatino, 26 chilometri a maestro dalla atta 
di Ragusa. La sua popolazione cosiitoisoe oo 



k 



Digitized by 



Google 



GniBDIGNAIfO 
ooBiue del circolo e distretto di Ragasa, con 
1399 abitanti, dei quali 669 maschi e 630 
femmine, di linguaggio slavo e di culto cat- 
tolico. L'ùola ha una superficie di circa 15 
chilometri quadrati, con un perìmetro di 38 
chilometri. La sua larghezza è di un chilo- 
metro e mezzo, la sua lunghezza è di 9 chi- 
lometri con direzione da maestro a scirocco. 
Vi prosperano sopratutto e stupendamente le 
fili e gli oliveti. Vi sono i casali di Luka» 
DobrsTa, Veglivarech, Suttulia, Traige e San 
fòvgio: quest'ultima terra è il capoluogo di 
tatta l'isola. Vi hanno due porti: il più pic- 
eolo è al lato orientale, di fronte all'isola di 
Meno, e dicesi di San Giorgio; il più grande 
i sol lato occidentale, chiamasi Luka di Giup- 
pina ed. anche Valle di Scipan, ed è ripairato 
da tatti i ventL 

fiTUBOnilAIIO. — Comune nel Napoletano, 
pror. di Terra d'Otranto, circond. di Lecce, 
nnd. di Otranto. 

La sua popolazione assolata di fotto, se- 
eoodo il censimento del 1861, contava abi- 
Untì 619 (maschi 318 e femmine 301) ; quella 
di diritto era di 620 abitanti Nel 1864 ve n'e- 
nno 590. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 58 militi attivi e 7 di ri- 
lerra: totale 65 militi. La mobilizzabile è di 
5 militi. 

Gii elettori politiei sono inscrìtti nelle liste 
dettorali del collegio di Maglie; nel 1863 
«ano 38. 
L'nC&no postale è ad Otranto. 
Pel dazio consumo è comune di quarta 
classe. 

U suo terrìtorio è fertile in viti, ulivi, man- 
dorìi e cedrati 

Il capoluogo è un piccolo villaggio pos{o 
in luogo d'aria salubre a 7 chilometri e mezzo 
da Lecce. Fu più volte danneggiato dai ter- 
remoti. 
Fu feudo della casa Àlfarano Capece. 
(BOREA. — Frazione del com. di Ormea, in 
Piemonte, prov. di Cuneo, circond. di Mondovì, 
mand. di Ormea. 
L'ufficio postale è ad Ormea. 
BinsCàGHA. — Frazione del com. di Sera- 
mza, in Toscana, prov. e circond. di Lucca, 
mand. di Pietrasanta. 
L'ufficio postale è a Seiravezza. 
SroSEPPIH A. — Frazione del com. di Imola, 
Bell'Emilia, prov. di Bologna, circond. e mand. 
£ Imola. 
L'ufficio postale è ad Imola. 
filCSIAlf A e OniSIANO. — Frazioni del com. 
L'Italia, Disionario corografico^ ecc. Voi. 



6n»aiN0 soi- 

di Twino, in Piemonte, prov., circond.- e mand*' 
di Torino. 

L'ufficio postale di Ginsiana è alla Tesoriera^ 
quello di Giusiano alla Crocetta, entrambe 
frazioni del comune stesso di Torìno. 

6IUSLIM0. — Frazione del com. di Cerano' 
d'intelvi, in Lombardia, prov. e circond. di 
Como, mand. di Castiglione d'Intelvi. 

L' ufficio postale è a Castiglione d' Intelvi. 

GIUSOLONBIiLA. — Frazione del com. di 
Mal vino, in Piemonte, prov. di Alessandrìa,' 
circond. di Tortona, mand. di Villalvernia. 

L'ufficio postale è a Villalvernia. 

GinsSAGO. — Frazione del com. di Porto- 
gruaro, nel Veneto, prov. di Venezia, distr. di 
Portogruaro. 

L'ufficio postale è a Portogruaro. 

GIUSSA60. — Comune in Lombardia, prov. 
e circond. di Pavia, mand. di Beregnaitlo. 

Comprende le frazioni di Cassina Maggiore 
e Nivolto. 

Ha una superficie di 556 ettarì. 

La sua popolazione assoluta di fatto , se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 771 (maschi 405, femmine 366) ; quella 
di diritto era di 7S4 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 801, e quindi 144.06 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di 38 
militi attivi e 11 di riserva: totale 49 militi: 
La mobilizzabile è di 19 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Pavia; nel 1863 
erano 13. 

L'ufficio postale è a Bereguardo. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo terrìtorìo è coltivato specialmente a 
risaie. 

Il capoluogo è un piccolo villaggio, pósto 

13 chilometri a borea da Pavia, 11 circa a 

levante da Bereguardo, e 3 circa dalla sponda 

orientale del naviglio di Pavia. 

liO anrriferite Dottile fbrono rlveditte ed approvate 
dall'onorevole Sindaco di qneslo cornane. 

GinSSANL — Fiume della Corsica , che 
prende anche il nome di Tagnone alla mon- 
tagna, di Teggiatese al piano. Si getta nel 
fiume di Gelo in un luogo detto Terbo. 

GIUSSANO. — Comune in Lombardia, prov. 
di Milano, circond. di Monza, mand. di Carato 
di Briauza. 

Comprende la frazione di S. Giovanni in 
Baraggia. 

Ha una superficie di 560 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
IV. {Proprietà lOteraria) 36 



Digitized by 



Google 



901 onsTA 

tMAi 3433 (iMttilu 1933, femmiao 1900); fttélta. 

di diritto era di 3514 abitanti. Nel 1864 ve 

n'arano 3498, • ^aiadi 446. 07 per chilumetro 

quadrato. 

La sua guardia aasionak eonsta di una 
eompagnia con 316 militi Attivi e 363 di ri- 
aarra : totale 478 militi. La mobiliszabile è di 
13 militi 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Vimeroate; nel 1863 
erano 18. 

Ha ufficio postale proprio. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è bagnato dal Lambro e 
viene specialmeute coltivato a viti, a gelsi e 
cerealL 

11 capoluogo è un grosso villaggio situato 
sulla strada die da Milano conduce alla Val- 
lassioa, a 3 chilometri dalla destra del Lam- 
bro, a 16 da Monta a circa 6 a maestro da 
Carato. Vi hanno belle villeggiature. 

Fu patria di Alberico da Giussano, sopra- 
nofflinato il Gigante, il quale nel 1176 isti- 
tuì in Milano la eompagnia militare detta 
della Morte per la difesa del Carroccio; di 
Olirono Manfredi, che fu uno dei sette che 
nel 1353 cospirarono contro l'inquisitore Fra 
Pietro da Verona, assassinato poi a Barlassina. 
Due anni dopo (1354) H podestà di Milano, 
ad istansa dell'arcivescovo Leone da Perego, 
occupava colle ava militie il territorio di Gius- 
sano, in cai sorgeva il castello di Gottedo, 
che era tenuto À» una società segreta, accu- 
sata d'eresia, a capo della quale oravi Ro- 
berto Patta, riformatore religioso. Il castello 
fu preso e distrutto» e il Patta coi suoi se- 
guaci fu miserameuts torturato e condan- 
nato al rogo. 

GIUSTA. — Frasiona del com. di Àmatrice, 
nel Napoletano, prov. di Àbmuo Ulteriore II, 
circond. di Cittaducale, masd. di Amatciee. 

L'ufficio postale è ad Amatrìce. 

GIUSTA. — Frazione del com. di Cittareale, 
nel Napoletane!, prov. di Abraixo Ulteriore II, 
circond. di Cittaducale, mand. di Posta. 

L'ufficio postale è ad Antrodooo. 

GIUSTA. — Frasione del com. di Torino, 
in Piemonte, prov., circond. e mand. di 
Torino. 

L'c^eio postale à a La Crocetta, frazione 
essa pure del comune di Torino. 

GIUSTAQI AMA. — Frazione del com. di Ser- 
ra veua, in Toscana, prov. e circond. di Lucca, 
mand. di Pietrasanta. 

L'ufficio postale ò a Serraveua. 

GIUSYSMÙE, -^ Comoae nella Liguria, 



onsTMiiw 
prov. di Genova, circond. «S Albenga, bhi4> 
di Pietra Ligure. 

Ha una superficie di 1766 ettari. 

É formato dì varie borgate sparsa qua e là 
sai balzi e sulle colline. 

La sua popolazione assoluta di fatto, ••> 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
853 (maschi 899, femmine 453); qudla di 
diritto era di 914 abitanti. Nel 1864 ve nt 
erano 868, e qui«<U 49.15 per cfailomeUo 
quadrato. 

La sua guardia naziosak consta dì una 
compagnia con 99 militi attiri e 18 di ri- 
serva: totale 117 militi. La mobilizzsbile ࣠
36 militi 

Gli dottori politici sono inscritti neUe liste 
elettorali del collegio di Albeaga; nel 1863 
erano 18. 

L'ufficio postale è a Pietra Ugvn. 

Pel dazio consumo è cornane di quarta classa. 

Il suo territorio è sterile e pietroso e non 
h ricoperto per una parte che da pastora e 
p^r l'altra da boschi Vi abbonda però il 
grosso bestiame, e notevole ne è il reddito che 
se ne trae. 

In questo territorio ri hanno tre eav» di 
calcareo bigio ceruleo^ 

Il capoluogo è un piccolo villaggio pasto 
a 30 chilometri da AU>enga. 

dUSTETTL — Frazione del com. di To- 
rino, ia Piemonte, prov., eireond. • mandi dì 
Twino. 

L'ufficio postale ò alla Madonna di Gas* 
pagna, frazione essa pare del owiiBa di 
Torino. 

6IUSTL — Frazione del com. di Galkuso, 
in Toscana , prov. , eireond. e mand. di 
Firenze. 

L'ufficio postale ò a Firenze. 

«BSTL — Frazione dai oodl di Swa, in 
Piemonte, prov. di Todno, eircoad. « mand. 
di Susa. 

L'ttlfioio postale h, a Sosa. 

GIDSVDIIANA. — > Fraaiona del eem. di Ibtts, 
nel Teriritario Romanov Gonarca e diatt. di 
Roma. 

L'ufficio postai» è a> RanM^ 

GIUSIIllIAlIIl — Fraaione del ootu di itteis, 
nell'Emilia, prov. di Bologna, eireond. • maaiL 
di Imola. 

L'ufficio post^ è ad Imola. 

OIUSTHilAin. — Frasione del oou. di MLan- 
calieri, in Piemonte, provw e ciroend. di Toriae, 
mand. di Moncalieri. 

L'ufficio postale à a Moncalieri. 

aunonAnO. — Fmioati dA cétt. di Mm- 



Digitized by 



Google 



(HOSIINITO 

tua, nelle Marche, prov., cireond. e mand. di 
Ascoli Piceno. 

L'officio postale è ad Ascoli Piceno. 

filOSTUIITO. — Fratioae del com. di Coc- 
eonato, in Piemoate, proT. di Alessandria, cir- 
eond. di Asti, mand. di Cocconato. 

L'affido postale è a Coccoaato. 

filUSTIHO. — Comooe nel Trentino, distr. 
giadixiario di Tìob& 

È composto dei villaggi di Giustino e Va- 
daione. 

Ha nna popolazione di 600 abitanti. 

n capoluogo è BB piccolo villaggio della 
nlle (Ù Rendeoa, pósto alla sinistra del 
Sarca. 

BIUSTIZIA. — Frazione del oom. di Oz- 
iano Monferrato, in Piemonte, prov. di Ales- 
sandria, circoad. di Casale Monferrato, mand. 
di Rosignaao Monferrato. 

L'officio postale ò ad Ozeano Mraferrato. 

6IS8TIIIE. — Frazione del com. di Carma- 
giols, in PisBonte, prov. « eircond. di Torino, 
Band, di Carmagnola. 

L'officio postale è a Carmagnola. 

GniSIILANA. — Frazione dd com. di San- 
t'Agata Fossili, in Piemonte, prov. di Ales- 
sandria, eircond. di Tortona, mand. di Vii- 
hlvomia. 

L'officio postale & a Villalvernia. 

BIOSULAHELLA. — Frazione del com. di 
Val vino, in Piemonte, prov. di Alessandria, 
Ctfcond. di Tortona, mand. di Villalvernia. 

L'nlBeio postale è a Villalvernia. 

H08VALLA. — Comune nella Liguria, prov. 
di Genova, eircond. di Savona, mand. di Dego. 

E formato di varie frazioni, situate parte in 
nontagna e parte io collina, alla.destra del 
torrente Valla. 

Ha Dna superficie di 1900 ettari. 

La sua popolazione assolata di fatto, se- 
condo il censimento dti 1861, contava abitanti 
10^ (maschi 500, femmine 523); quella di 
diritto era di abitanti 1179. Nel 1864 ve n'e- 
rano 1097, e quindi 54, 05 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 63 militi attivi e 60 di riserva : 
totale 113 militi. La mobilizzabile è di 25 



Gli elettori politici sono inscrìtti nelle liste 
elettorali del collegio di Cairo Monteaotte; nel 
1863 erano 6. 

L'ufficio postale è a Dego. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio produce grano, meliga, se- 
tale, leguaùf eaatAgne, patoto in copia e ftaiuu 



ciamA MS 

Nei pascoli si mantiene boon BomeM di ba- 
stie bovine, caprine e pecorine. 

Questo territorio è bagnato dal torrente 
Valla e dal torrente Giusvalletta, ohe outta 
capo nel Valla. 

11 capoluogo è un villaggio posto, coma la 
altre frazioni, alla destra del Valla ed alla di* 
stanza di 40 chilometri da Savona. 

Vi si tiene fiera ai 23 di settembre, nella 
quale il traffico maggiore è quello del he» 
stiamo bovino. 

GITI&UAIIA. — Fraziona del com. di Ri- 
golato, nel Veneto, prov. di Udine, distr. di 
Rigolato. 

6IT0LETT0 (Tibuklum), •^ Comune u Pie- 
monte, prov. e eircond. di Torino, mand. di 
Fieno. 

Oltre il capoluogo comprende le borgate di 
Borgonuovo, ForviUa, Mosca e Rivasacco. 

Ha una superficie di 1227 ettari. 

La sua popolazione assolata di fatto, se* 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
647 (maschi 259 e femmine 288); qoelta di 
diritto era di 649 abitanti. Nel 1864 ve n'o- 
rano 678, e quindi 45. 25 per chilometro qua- 
drato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 69 militi attivi e 30 di ri- 
serva: totale 99 militi La mobilizzabile i di 
48 militi 

Gli elettori politici sono inscritti QBHe Ur 
ste elettorali del collegio di Cirìè; nel 1863 
erano 7. 

L'ufficio postale è a Dment. 

Pel dazio consumo è comune di qniuia classe. 

Il suo territorio è poco produttivo in ita- 
reali Un rivolo denominato Vaccara, iji DO* 
casione di lunghe pioggie, inonda i siscostMiti 
poderi e li riempie di ghiaia. 

Il capoluogo è un piccolo villaggio posto 
sul Castamone, a maestro da Torino, da cui 
dista 21 chilometri. La sua chiesa parroochiale 
è d'ordine dorico. 

Givoletto è luogo antico e prese nome da 
un esteso bosco di pini selvaggi detti UMi', 
di cui erano ingombri il piano e il monte vi- 
cino. Nei diplomi dei secoli XI e XIII è ri» 
cordato col nome di Thevoledo. 

Questa terra venne compresa nel vifevik- 
tado di Baratonia dalla marchese Adelaide, 
ed ebbe per feudatarii i Canalis signori di Q%- 
miana dei signori di Bardoiiesca, gli Scaro- 
velli di Monterotondo o Moriof^do e i MaUiard 
di Toumon. Nel secolo XVI fu fortificata 
dai Cesariani. 
I QlZff^Klh, — Comune nel Nap9)«tano, prov. 



Digitized by 



Google 



9M 

di Calabria Ulteriore II, circond. di Nicastro, 
mand. di Sambiase. 

- La sua popolazione assolata di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
3302(inaschi 1071, femmine 1231); quella di di- 
ritto era. di 3348 abitanti. Nell'anno 1864 ve 
ne erano 3368. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 191 militi attivi e 15 di ri- 
serva: totale 306 militi. La mobilizzabile è di 
46 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nella Ii.<tte 
elettorali , del collegio di Nicastro; nel 1863 
erano 39. 

L'ufficio postale è a Nicastro. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è fertilissimo specialmente 
in cereali. 

Il capoluogo è un grosso rillaggio posto 
alle falde di un colle, a 5 chilometri circa 
dal golfo di Sant'Eufemia e a 4 da Nicastro 
e in luogo di buon' aria. 

Fu feudo dei cavalieri di Malta', a soffrì 
grari danni nel terremoto del 1783. 

Viene ricordato anche col nopie di Izzaria. 

CIZZI. — Frazione del com. di Leonessa, 
nd Napoletano, prov. di Abruzzo Ulteriore II, 
circond. di Cittaducale, mand. di Leonessa. 

L'ufficio postale è ad Àntrodoco. 

GIZZIO. — Fiume dell'Abruzzo Citeriore, 
ner Napoletano. Nasce ai piedi di erto monte 
nelle vicinanze e ad occidente della terra di 
Pettorano ; bagna i terrìtorii di Solmona e di 
Pettorano e di altre comunità; s'ingrossa 
4nngo il suo corso delle acque del rivolo pro- 
veniente da Rocca-Valle-Oscnra, di quelle del 
torrente Avella, proveniente dalla Maiella, di 
quelle del Sagittario e di altri minori rivoli, 
e va quindi a gettarsi nella Pescara, detta 
anche Aterno. 

N« territorii di Pettorano e Solmona vedasi 
deviato in varii e diversi rìvoli per inaffiare 
quelle campagne e per animare molini, gual- 
chiere, ferriere, cartiere, ecc. 

Gli abitanti di Pettorano lodano molto le 
acque di questo fiume, come medicinali. 
' 11 nome di Gizzio, secondo alcuni storici, 
venne da Egippo o Gizio, 18." re latino e 37.' 
-d'Italia, che restò annegato nel fiume mentre 
Io tragittava. Nelle carte del medio evo è 
detto Rivui GiztolL 

GLAIR. — Frazione del com. di Valtour- 
nanche, in Piemonte, prov. di Torino,'circond. 
di Aosta, mand. di Chàtillon. 

L'ufficio postale è a Chàtillon. 
■ QLA8SIER. — Frariona del com. di OUo- 



GLORSNU 

mont, in Piemonte, prov. di Torino, circosd. 
di Aosta, mand. di Gignod. 

L'ufficio postale è a Valpelline. 

CLAUMICO. — Frazione del com. di Gamiao, 
nel Veneto, prov. di Udine, distr. di Codroipo. 

6LEISES (Le). — Frazione del com. di MU* 
laures, in Piemonte, prov. di Torino, cireoad. 
di Snsa, mand. di Óulx. 

L'ufficio postale è a Burdonnéche. 

6LEIS0L1E. — Frazione del com. di Ronre, 
in l'iemonte, prov. di Torino, circond. di Piaa- 
rolo, mand. di Fenestrelle. 

L'ufficio postale è a Fenestrelle. 

GLERETA. — Frazione del com. di Saint- 
Vincent, in Piemonte, prov. di Torino, eii^ 
cond. di Aosta, mand. di Chàtillon. 

L'ufficio postale è a Saint-Vincent. 

GIXRUS. — Frazione del com. di S. VHo, 
nel Veneto, prov. di Udine, distr. di San Vito. 

L'ufficio postale è a S. Vito. 

GLI£RE (La). — Frazione del coau ifi La 
Thuille, in Piemonte, prov. di Torino, drcond. 
di Aoste, mand. di Morgex. 

L'ufficio postale à a Pré-Saint-Didier. 

GLIOLINL — Frazione del com. di Roinoi, in 
Lombardia, prov. di Pavia, circond. di Bidt» 
bio, mand. di Zavatterello. 

L'ufficio postale è a Zavatterello. 

GLISENTE. — Frazione del com.diCastd> 
letto sopra Ticino, in Piemonte, prov. e tir- 
coni, di Novara, mand. di Borgo Ticino. 

L'ufficio postale è a Castelletto sopra Ticino. 

GLOLO. — Frazione del com. di San Lo- 
renzo, nel Trentino, distr. giudiziario di Steako. 

È un piccolo villaggio distante 3 ore circa 
da Stenico. 

GLORENZA o GLVRNS. — Distretto nel- 
l'Alta Valle dell'Adige. 

Ha una popolazione di 10,735 abitanti e 
comprende i 14 comuni seguenti: Gloreoza, 
Mais, Burgeis, Schleis, Schlinig, Laatsch, Tan- 
fers Tovero, Lichtenberg, Prad, Stilfs, Schln- 
dems, Matsch o Amazia, Plenail, Tartsch. 

GLORENZA. — Comune dell'Alta Valle del- 
l'Adige, distretto giudiziario di Glorenza. 

Ha una popolazione di 3400 abitantù 

Vi risiede il pretore del distretto. 

Il suo territorio è tutto montuoso: viena 
coltivato a cereali, ma più specialmente è 
ricco di pascoli, prati e selve. 

Glorenza è una piccola città posta all'al- 
tezza di circa 1000 metri sul livello dd man^ 
allii destra dell'Adige, a pochi chilometri dal 
monte Stelrio e dal Cantone dei GrigionL 

Alcune inscrizioni trovate nei suoi dintorai 
fanno credere che questa città «a stata edi* 



Digitized by 



Google 



letta prima dei tempi romani. Come città però 
MB Tiene ricordata per la prima volta che 
a so docnmeoto di Ottone, eonte del Tirolo, 
ddl'anno 1304. Nel 1330 venne cinta di mora 
lotto Penfinando I per difenderla dalle inva- 
lioai degli Engadini, i quali la presero e la 
dBrastarono nel 1499. Nel 1799 fa incendiaU 
dii Francesi insieme al borgo di Mais. 

Gloroiza e il sao distretto erano antica- 
■ate retti da yarie dinastie. L'nltima fn la 
tua T^pp della dinastia di Amazia, la quale 
dopo il 1817 rinunziò all'Àastria ogni sno di- 
ritto sa quel t«TÌtorio. 

UOBL — Frazione dd com. di Carpasio, 
Itila Liguria, prov. e eircond. di Porto Mau- 
rizio, mand. di Borgomaro. 
L'ufScio postala ò a Borgomaro. 
BOKL — Frazione del com. di Triora, nella 
I^uia, proT. di Porto Maurizio, eircond. di 
S. Remo, mand. di Triora^ 
L'officio postale è a Triora. 
GLORIA. — Frazione del com. di Alfonsino, 
Bell'Emilia, pror. e eircond. di Ravenna, mand. 
di Alfonsine. 
L'niScio postale è ad Alfonsine. 
6L0RIA (Villa). — Frazione del com. di To- 
mo, in Piemonte, prov., drcond. e mand. di 
Torino. 
L'nfBcio postale è a Torino. 
GLORIE. — Frazione del com. di Bagnaca- 
tsllo, nell'Emilia, prov. di Ravenna, eircond. 
di Lago, mand. di Bagnacavallo. 
L'ufficio postale è a Bagnacavallo. 
GLORIOSA. — Frazione del com. di Pala- 
gano, nell'Emilia, prov. di Modena, eircond. 
di Pavullo nel Frignano, mand. di Monte- 
fiorino. 
L'ufficio postale è a Montefiorino. 
OABIOSO. — Frazione del com. di S. Se- 
verino Marche, nelle Marche, prov. e eircond. 
di Macerata, mand. di S. Severino Marche. 
L'ufficio postale è a San Severino Marche. 
MITA. — Frazione del com. dì Resia, nel 
Veneto, prov. di Udine, distr. di Moggio. 

finvaZE (CampetU o CampieelU). — Villag- 
gio pwDsto dal Rampoldi sulla costa occidentale 
dell' isola' di Veglia, tra il porto di Chiazzo 
a adrocco ed il Sassobianco a maestro. 

OIOAS. — Colle del distretto di Agordo, 
ari Vaeto, provincia dì Belluno. Sorge a 
Ixma del Cordevole e si appoggia al fianco 
di un'alta montagna calcarea detta Trammt. 
Quatto eolie è notevole per un banco di grès 
venaeeo quarzoso. 
OOOCA. — Canale navigabile della pro- 
di Rovigo, nel Veneto. Appartiene al 



fioCKANo ^ 

distretto di Ariano ; si forma con acque de- 
rivanti dal Po, tra Farsetti e Cappello, ed è 
contenuto da alti argini. Il suo corso è di 
circa 22 chilometri, dopo i quali si getta nel- 
l' Adriatico , formando il porto detto della 
Gnocca. Questo ampio canale, chiamato anche 
canak della Donulla, dà origine a due minori 
canali, detti della Gnocchetta e della Rosa, 
che corrono entrambi al mare a breve di- 
stanza r ano dall' altro e sono pure in tutte 
le stagioni dell'anno navigabili. 

A 9 chilometri circa dalla spiaggia dell'Adria- 
tico, sulla sponda sinistra di questo canale, 
sorge un casale con piccola chiesa, detto La 
Gnocca. 

GNOCOLA. — Frazione del com. di Imola, 
nell'Efflilia, prov. di Bologna, eircond. e mand. 
di Imola. 

L'ufficio postale è ad Imola. 

6N0SCA. — Comune nel Canton Ticino , 
distr. di Bellinzona, circolo di Ticino. 

La sua popolazione nel 1858 era di 176 
abitanti; nel 1860 era di 187, di cui 87 ma- 
schi e 100 femmine. 

11 suo territorio si distende nella valle bar 
guata dal Ticino. 

É un piccolo villaggio posto alla destra 
del Ticino, a metri 359 di altezza ed alla 
distanza di 8 chilometri a borea da Bellinzona, 
di 39 pure a borea da Lugano e di 37 a 
greco da Locamo. 

60. — Frazione del com. di Golferenzo, in 
Lombardia, prov. di Pavia, eircond. di Vo- 
ghera, mand. di Soriasco. 

L'ufficio postale è a Soriasco. 

COBBERA. — Frazione del com. di Canal 
S. Bovo, nel Trentino, distr. giudiziario di 
Primiero. 

È un piccolo villaggio posto alla sinistra 
del Vanoi. 

GOBBIA. — Torrente del Bresciano, manda- 
mento di Gardone. Nasce nelle montagne a le- 
vante di monte Palosso , scorre in direzione da 
levante a ponente, e dopo un corso di circa 
11 chilometri gettasi nel Molla alla sinbtra, 
un po' al di sopra del piccolo villaggio di 
Valgobbia, del comune di Villa Cogozzo. 

GOBBO (D). ~ Frazione del com. di Pon- 
tassieve, in Toscana, prov. e eircond. di Fi- 
renze, mand. di Poutassieve. 

L'ufficio postale è a Poutassieve. 

GOCCIO. — Frazione del com. di Varìsella, 
in Piemonte, prov. e eircond. di Torino, mand. 
di Fiano. 

L'ufficio postale è a Fiano. 

GOCEANO. — Regione e antico dipartimento 



Digitized by 



Google 



della Sardegna. Faceva parte del giudicato 
o regno del Logudoro, e confinava a borea 
col MoDtacuto, a levante colla Barbagia Bithi 
e col Dorè, a mezzodì col Marghine, a ponente 
col Costavalle e col Cabnabbas. 

Consiste in una regione montuosa, e tra 
le sue maggiori eminenze conta il Monteraso, 
alto secondo il La Marmerà metri 1248. Fra 
le valli sono notevoli per la loro estensione, 
lunghezza e larghezza quella detta il Campo 
del Goceàno e quella del Termo ; fra i fiumi si 
notano il Tirso e il Termo. Le acque termali 
e minerali di Benetatti sono situate in questo 
territorio. 

Il Goceàno abbonda di selve, di selvag- 
gìume, di pesci, di pascoli, e viene coltivato 
a grano, orzo, legami, lino, canape, alberi 
fruttiferi. Il commercio consiste principalmente 
nei prodotti pastorali. La sua popolazione è 
di svegliato ingegno e dividasi in agricoltori, 
pastori, meccanici e possidenti. I villaggi prin- 
cipali in cui abita sono Anela, Bono, Benetutti, 
Botiddu, Bultei, il Borgo, Illorai. 

In questa regione rinvengonsi frequenti nu- 
raghi, ma niuno intero; II nome di Goceàno 
viene da una terra conosciuta poi sotto il nome 
di Borgo, da un castello omonimo, fabbricato 
daGonnario il santo, regolo del Logoduro, verso 
il 1134. Sotto quel ciistello si formò poi un 
borgo che si disse del Goceàno ed oggidì il 
Borgo (m burgu). 

GODANO. — Mandamento nella Liguria, prov. 
di Genova, circond. di Levante. 

Ha una popolazione di 7544 abitanti, di- 
visi nei 4 seguenti comuni : Brugnato, Carro, 
Godano, Zignago. 

GOBAlfO. — Comune nella Liguria, prov. 
di Genova, circond. di Levante, mand. di 
Godano. 

Comprende varie frazioni. 

Ha una superficie di 6450 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
3715 (maschi 1781, femmine 1934); quella 
di diritto era di 3990 abitanti. Nel 1864 ve 
D'erano 3808, ossia 59. 03 per chilom. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di 3 com- 
pagnie con 143 militi attivi e 360 di riserva: 
totale 393 militi. La mobilizzabile è di 71 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del ciliegio di Lévanto; nel 1863 
erano 55. 

Ha ufficio postale proprio, pretura di man- 
damento dipendente dal tribunale civile e 
correzionale di Sarzana. Nella circoscrizione 
elettorale è seiioae con 90O elettori. 



tiÓDKNANO 

Pel dazio consumo è comune di quarte ckaa. 

Il suo territorio è bagnato dai torrenti Vira, 
Gottera, Mangia, Durla, Roschia, che si pai* 
sano per lo più a guado e che contengono 
trote, anguille ed altri buoni pescL Prodaei 
frumento, vino, «.'aatagne, meliga, legnai • 
patate, ed abbonda d£ bestiame, dal qotla 
cavasi un considerevole profitto. 

Questo territorio, essendo posto negli Ap- 
pennini, è tutto montuoso : il punto pia où* 
nenie è il monte Gottero, prattoabile con cani 
soltanto nell'estate. 

Il capoluogo è un grosso villaggio posto 
in monte, alla distanza di 46 chilometri dalla 
^>ezia. 

Vi si tiene fiera agli 11 d'agosto, nella 
quale trafficasi specialmente di bestiame. 

Questo comune d>be a feudatari i Mala- 
spina, da cui passò alla repubblica di Genova 
nel 1536. Sotto questa repubblica Godano ot- 
tenne di reggersi con propri statuti, che fd- 
rono stampati in Genova nel 1609. 

GODEGA. — Comune nel Veneto, prov. di 
Treviso, distr. di Conogliano. 

Comprende le frazioni di Baver, Bìbano e 
Pianzano. 

Ha una popolazione di 3733 abitanti. 

Dipende dal collegio elettorale di Conegliaao. 

Il suo territorio abbonda specialmente di 
viti e gelii. 

Il capoluogo è on grosso villaggio pesto 
sulla postale che da Treviso mona a Porde- 
none, e distante 18 chilometri circa a levante 
da Conegliano. 

60DEG0. — Comune nel Veneto, prov. di 
Treviso, distr. di Castelfranco. 

Ha una popolazione di 3773 abitanti. 

L'ufficio postale è a Castelfranco. 

Dipende dal collegio dottorale politìoo di 
Castelfranco. 

Il suo territorio è specialmente tenuto a 
viti, cereali e gelsi. 

li capoluogo h un grosso villaggio, che 
giace alla destra del Musone, nelle viciaaM* 
della postale da Treviso a Cittadella e a Vi- 
cenza. Dista 6 chilometri circa a macatr» d» 
Castelfranco. 

GOOENZO. — Frazione del eom. di Lomaso, 
nel Trentino, distretto giudiziario di Stewco. 

È un villaggio di circa 500 abitanti, posta 
nelle Giudicane esteriori, alla destra dd Sana, 
quasi 4 chilometri a mezzogiorno da Steaic^ 

60DEMAMO e GOOENAMO BI MTTOl 7- 
Frazioni del com. di Castellina in Chianii, i» 
Toscana, prov. e eircmid. di Siena, bmì* di 
Colle di Val d'Elsa. 



Digitized by 



Google 



OODKZZA 

L'affino postala è a Castellina in Chianti. 
firaUU. » Frazione del com. di Poviglio, 
odi'Emflia, prov. di Reggio nell'Emilia, cir- 
Mod. di Gnakalla, mand. di Poviglio. 
L'ofBeio postale ò a Potiglio. 
GOSL — Frazione del com. di Bagnolo 
Mail», ia Lonbardia, prov. e circond. di Bre- 
ida, nnod. di Bagnolo Melkt. 
L'officio postale è a Bagnolo Mella. 
6011. — Frazione del com. di S. Giorgio 
Pìaeentiao , nell' Emilia , prov. a circond. di 
Piueata, mand. di Pontenore. 
L'niScio postale ò a Pontenure. 
È oa Tillaggio di 315 abitanti, posto sulla 
tetra del Logone, 7 chilometri e mezzo circa 
I aenodì da S. Giorgio. 

SODU. — Frazione del com. di Udine, nel 
Y«wto, proT. e distr. di Udine. 
L'officio postale è ad Udine. 
60MÌ8GO. — Mandamento in Lombardia, 
pnv. di Pavia, circond. di Voghera. 

Ha ana popolazione di 5013 abitanti , di- 
rai nei 7 seguenti comuni : Ceciraa, Godiasco, 
Meotesegale;, I^zzocomo, Rocca Susella, San 
Ponzo Semola, Trebbiano Nizza. 

GODIASCO. — Comune in Lombardia, proT. 
è Pavia, circond. di Voghera, mand. di 6o- 
diaseo. 
Ha una superficie di 1934 ettari. 
La sua popolazione assoluta di fatto , ath 
endo il censimento del 1861 , contava ahi* 
t«Dti 1735 (maschi 878, femmine 857) ; quella 
di diritt* era di 1805 abitanti. Nel 1864 ve 
ne nano 1741, e quindi 90. 03 per chil. qnadr. 
La sna guardia nazionale consta di una 
compagnia con 275 militi attivi e 33 di ri- 
Mrra: totale 308 militi. La mobilizzabile è 
di 156 miHti. 

GM elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste eiettorsli del collegio di Voghera; nel 
iM3 erano 31. 

Ha ofBcw postale proprio, pretura di man- 
damento Spendente dal tribunale civile e cor- 
naoMle <iQ Voghera. Nella circoscrizione 
elettorale è sezione con 63 elettori. 
?d dazio consumo h comnne di quarta classe. 
n sno territorio produce fromesto, cereali 

• fimo, e contiene cave di calce, di gesso e 
di scagliola. Una cava di zolfo ora abbando- 
Bata esiste pure a breve distanza dal villag- 
g» di Monte Alfea; e in prossimità del vil- 
laggio di Salici , sitaato a sinistra del fiume 
Stafbra , sgorga una sorgente di acqua salsa, 
che venne analizzata dal chimico Rogelini di 
Vof^era ed usasi in casi di malattìe cutanee 

• per il gozzo. 



00BR4N0 907 

Questo territorio è bagnato dallo Stafferà 
e dal torrente Ardivesta influente dello stesso 
Staffora. 

Il capoluogo è un villaggio posto ai pi^i 
del monte Barlacca, ad ostro da Voghera, da 
cui dista 13 chilometri. Ha una beila piazza, e 
un notevole palazzo dui Malaspina. Vi si tiene 
fiera all'I 1 di novembre, e mercato al giovedì, 
in cui si mette in vendita ogni sorta di merci. 

Godiasco fu fendo dei Malaspina fino da 
tempi antichi (secolo Xll); fu conosciuto nei 
secoli trascorsi sotto il nome di Cakinara, da 
un castello che esisteva nel sno distretto. 
Nel palazzo Maialine stette nascosto per 
qualche tempo il cardinale Àlbnroni fuggitivo 
di Spagna. 

GODI FEBBRARL — Frazione del com. di 
Bagnolo Mella, in Lombardia, prov. e cireond. 
di Brescia, mand. di Bagnolo Mella. 

L'ufficio postale è a Bagnolo Mella. 

OODIGNE. -^ Frazione del com. di Duttile, 
nel Litorale Veneto-Istriano, prov. di Crori- 
zia, distr. di Sessana. 

60DINL — Frazione del com. di Rocca- 
piatta, in Piemonte, prov. di Torino, circond. 
di Pinerolo, mand. di S. Secondo. 

L'ufficio postale è a S. Secondo. 

GODIO. — Frazione del com. di Castelletto 
Merli, in Piemonte, prov. di Alessandria, cir- 
cond. di Casale Monferrato, mand. di Villa- 
deati. 

L'ufficio postale è a Moncalvo. 

GODIOZ (Lea). — Frazione del con. di Àl- 
lein, in Piemonte, prov. di Torino, circond. 
di Aosta, mand. di Gignod. 

L'ufficio postale è ad Aosta. 

GODI ROVETTA. — Frazione del com. di 
Bagnolo Mella, in Lombardia, prov. e cireond. 
di Brescia, mand. di Bagnolo Mella. 

L'ufficio postale è a Bagnolo Mella. 

GODO. — Frazione del com. di Ravenna , 
nell'Emilia, prov., circond. e maud. di Ra- 
venna. 

L'ufficio postale è a Ravenna. 

GODO. — Frazione del com. di Russi, nel- 
l'Emilia, prov. e circond. di Ravenna, mand. 
di Russi. 

L'ufficio postale è a Russi. 

GODRANO. — Comune in Sicilia, prov. di 
Palermo, circond. di Termini Imerese, mand. 
di Mezzoiuso. 

Ha una superficie di 8877 ettari. 

La sna popolazione assolata di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 840 (maschi 434 e femmine 416); quella 
di diritto era di 838 abitanti. Nel 1864 ve 



Digitized by 



Google 



GOKfLAN 

n'erano 867, e quindi 33. 88 per chilometro 
quadrato. 

La sna guardia nazionale consta di una 
compagnia con 117 militi attivi e 7 di ri- 
serva: totale 134 militi La mobilizzabile è di 
90 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Corleone; nel 1863 
erano 1. 

L'affido postale è a Villafrati. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è fertile specialmente in 
frutta: & esportazione specialmente di noci. 

Il capoluogo è un piccolo villaggio posto 
a 34 chilometri dal mare Mediterraneo e a 
34 da Termini. E un ex feudo con titolo di 
baronia delia famiglia Colonna Cesare. 

OOEFLAN. — Comune nell' Alta Valle del- 
l'Adige, distr. giudiziario di Schlanders. 

Ha una popolazione di 350 abitantL 

Nel suo territorio esiste una rimarchevole 
e bellissima cava di marmo bianco statuario, 
di cui si fa ricerca specialmente dagli scul- 
tori tedeschi. Di questo marmo venne scol- 
pita la statua di Andrea Hofer, posta nella 
chiesa dei Francescani in Innsbruck. 

È un piccolo villaggio posto alla destra 
dell' Adige , due chilometri a mezzodì da 
Schlanders. 

GOFFI. — Frazione del com. di Coassolo 
Torinese, in Piemonte, prov. e circond. di To- 
rino, mand. di Lanzo Torinese. 

L'ufficio postale è a Lanzo Torinese. 

GOFFREDO. — Frazione del com. di Malito, 
nel Napoletano, prov. di Calabria Citeriore, 
circond. di Cosenza, mand. di Grimaldi. 

L'ufficio postale è a Carpanzano. 

60GGIA LA GOGGIA. — Nome di un 
territorio nella provincia di Bergamo , che 
separa in due parti la valle del Brembo su- 
periore, chiamata perciò rispettivamente a Ber- 
gamo, r una oUre la Gaggia e l'altra di già 
della Gaggia. La prima di queste due parti 
comprende il mandamento di Piazza, la se- 
conda quello di Zogno. Goggia significa Gu- 
glia Picco. 

GOGLIO. — Torrente della provincia di Ber- 
gamo, circondario di Clusone. Ha orìgine da 
cinque laghetti posti sui gioghi che separano 
la valle del Seno da quella del Brembo , 
scorre in direzione da maestro a scirocco for- 
mando una piccola valle denominata Valgo- 
glio, e dopo un corso di 11 chilometri circa 
gettasi nel Seno per la destra sponda. Un 
casale posto in questa valle ed appartenente 
dia comunità di Gromo venne nel 1667 in- 



GoauoNE 
teramente sotterrato dalla caduta di una moD* 
tagna colla morte di 63 persone « colla n- 
vina di 33 case. 

Le acque di questo torrente servono a net» 
tere in moto varie facine per la ridozione 
del ferro. 

GOGLIONE SOPRA. — Comune in Eombar» 
dia, prov. di Brescia, circond. e mand. di Salò. 

Ha una superficie di 451 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
697 (maschi 349 « femmine 348); quella di 
diritto era di 733 abitanti. Nel 1864 ve ne 
erano 698, e quindi 154.76 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di ana 
compagnia con 63 militi attivi e 37 di ri- 
serva: totale 90 militi. La mobilizzabile è di 
30 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Lonato; nel 1863 
erano 31. 

L'ufficio postale ò a Gavardo. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è coltivato specialmente a 
gelsi e a viti. 

Il capoluogo è un piccolo villaggio posto 
sulla sponda di un naviglio tratto dal Chiese 
sulle falde di un monte rivolto ad occidente, 
dal quale godesi per un tratto l'amena vista 
di una parte del fiume Chiese. Dista 13 dd- 
lometri e 1/3 a libeccio da Salò e 4 chilome- 
tri circa a borea da Goglione di sotto. 

COGLIONE SOTTO. — Comune inLombar* 
dia, prov. di Brescia^ circond. e mand. di Salò. 

Ha una superficie di 461 ettarL 

La sua popolazione assoluta di &tto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
961 (maschi 503, femmine 458); quella di di- 
ritto era di 971 abitanti. Nel 1864 ve n'e- 
rano 978, e quindi 313. 36 per chil. qnadr. 

La sna guardia nazionale consta di una 
compagnia con 88 militi attivi e 38 di ri- 
serva: totale 116 militi* La mobilizzabile ò di 
39 militi 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Lonato; nel 1863 
erano 16. 

L'ufficio postale è a Gavardo. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio viene, come nell'altro Co- 
glione, coltivato in ispecie a gebi e a viti 

Il capoluogo è un villaggio fobbricato ìa 
pianura sulla sinistra di un canale derinso 
dal Chiese. Trovasi a libeccio da Salò, da 
cui dista 16 chilometri, e ad ostro da Go^iw 



Digitized by 



Google 



co6NA^'o 

(opre, da coi ditta circa 4 chilometri. Possiede 
nif monte framentario. Vi si tiene fiera al- 
l'ultima domenica di ottobre. 

B06NA1I0. — Frazione del com. di Villa- 
manaiia, nel Veneto, proT. e distr. di Rovigo. 

60C0REO0. — Frazione del com. di Dol- 
zago, in Lombardia, prov. di Como, circond. 
di Lecco, mand. di Oggionno. 

L'officio postale è ad Oggionno. 

60IAZ2E. — Frazione del com. di Cer- 

nixza, nel Litorale Veneto-Istriano, proT. di 

Gorìda, distr. di Aidussina. 

! È nn villaggio di circa 730 abitanti, posto 

\ a destra della strada che da Aidussina con- 

! duce a Gorizia- 

GOIDE. — Frazione del com. di Castelnuovo 
Scrìvia, in Piemonte, prov. di Alessandria, cir- 
cond. di Tortona, mand. di Castelnuovo Seri via. 

L'officio postale è a Castelnuovo Scrivi^. 

SOIDO. — Comune in Lombardia, prov. di 
Pavia, circond. di Lomellina, mand. di Mede. 

Ha ana superficie di 367 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto , se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
393 (fflasciii 300 e temmine 192); quella di 
diritto era di 399 abitanti. Nel 1864 ve ne 
erano 414, e quindi 1 12. 80 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di 14 militi 
attivi e 15 di riserva : totale 39 militi. Lamo- 
bilizzabile è di 24 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Sannazzaro dei 
Borgondi; nel 1863 erano uno. 

L'ufficio postale è a Mede. « 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio produce riso, frumento, me- 
liga, avena, fieno, frutta di varie specie, ca- 
nape e lino. I terrazzani vi mantengono buon 
numero di bestie bovine, cavalli, muli, maiali, 
polli, anitre, oche e galli d'India, e i caccia- 
tori vi fanno buone prede di pernici, di qua- 
gh'e e di altri uccelli. 

Il capoluogo è un piccolo 'villaggio posto 
ii6 chilometri da Mortara, verso il mezzodì. 
Vi ha un oratorio di moderna costruzione. 

Fu signoria dei Gerani di Milano censi- 
^ori di Mede. 

60ILR08. — Frazione del com. di Chia- 
noc, in Piemonte, prov. di Torino, circond. di 
Snsa, mand. di Bussoleno. 

L'officio postale è a Bussoleno. 

60ITO. -^ Comune in Lombardia, prov. di 
Brescia, circond. di Castiglione delle Stiviere, 
mand. di Volta. 

Comprende le frazioni di Cagliara, Caigole, 
L'Itaua, Dizionario corografico, ecc. VoL 



.COIETTO , 209 

Cerlongo, Corte Orsina, Massimbona, Merle- 
sco. Sacca, San Lorenzo, Santa Maria, Sola- 
rolo. Torre e Va-sto. 

Ha una superficie di 7504 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi< 
tanti 3581 (maschi 1894 e femmine 1687); 
quella di diritto era dì 3588 abitanti. Nel 1864 
ve ne erano 3694, e quindi 49.22 per chilo- 
metro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 114 militi attivi e 64 di ri- 
serva: totale 178 militi. La mobilizzabile è di 
72 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Castiglione delle Sti- 
viere; nel 1864 erano 58. 

Ha ufficio postale proprio. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

II suo territorio è coltivato specialmente a 
viti e a gelsi. 

Il capoluogo è situato sulla de^ra sponda 
del Mincio in amena posizione, 7 chilometri 
circa a mezzodì da Volta, 13 circa a mae- 
stro da Mantova e 21 da Castiglione delle 
Stiviere. Altre volte era borgo fortificato con 
buone mura ed un castello. Vi ha un pio 
istituto elemosiniere « dotale. 

È una terrà assai 'commerciante; vi si tiene 
mercato al sabato e fiera ai 4 di ottobre. 

Goito per la sua posizione fu spesso il tea- 
tro di assalti e fieri combattimenti. Nel 1237 
fu occupato dalle genti dell' imperatore Fe- 
derico II. Nel 1630 fu preso d'assalto dagli 
imperiali, che poterono cosi avvicinarsi a Man- 
tova ed entrarvi per sorpresa la notte del 16 
luglio : nel 1701 cadde in potere dei Gallo-Ispani, 
'cui lo ritolse nel 1706 il principe d'Assia: nel 
1796 fu occupato dai Francesi, che lo per- 
dettero, poi lo ripresero. Agli 8 febbraio del 
1814 si impegnò un combattimento tra Au- 
striaci ed Italiani, che durò quasi tutto il 
giorno, e nel 1848 ve n'ebbe un altro fra gli 
Austriaci e i Piemontesi, i quali ultimi co- 
strinsero i nemici a piegare su, Mantova e 
Verona. 

Goito fu nel 1358 donato dall' imperatore 
Carlo IV alla famiglia Gonzaga. 

GOJANO. t — Frazione del com. di Lesignano 
di Palmia, nell'Emilia, prov. «e circond. di 
Parma, tmand. di Calestano. 

L'ufficio postale è a Calestano. 

COIETTO. — Frazione del com. di Mojola, 
in Piemonte, prov. e circond. di Cuneo, mand. 
di Demonte. 

L'ufficio postale è a Mojola 
IV. (J'roprietà letteraria) 37 



Digitized by 



Google 



310 Goio 

GOJO. — Frazione del com. di Novara, iu 
Piemonte, prov., circond. e mand. dì Novara. 

L'ufficio postale ò a Novara. 

60LASECCA. — Comune in Lombardia, 
prov. di Milano, circond. di Gallarate, mand. 
di Somma Lombardo. 

Ha una superficie di 699 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 1675 (maschi 780, femmine 895); quella 
di diritto era di 1791 abitanti. Nel 1864 ve 
ne erano 1614, e quindi '23. 09 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 157 militi attivi e 159 di ri- 
serva: totale 316 militi. La mobilizzabile è 
di 98 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Gallarate ; nel 1863 
erano 8. 

Ha u&cio postale proprio. _ 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è coltivato specialmente a 
viti e a gelsi. Una parte degli abitanti at- 
tende all'occupazione di barcaiuolo. 

H capoluogo è un grosso villaggio posto 
sulla sinistra sponda del Ticino, 6 chilome- 
tri circa a maestro da Sonuna Lombardo e 
12 da Gallarate. Possiede la causa pia Guaz- 
zoni per doti. La chiesa parrocchiale è di 
stile moderno, e la vecchia, con altare a mo- 
saico, è sopra un cocuzzolo donde godesi la 
vista della vallata del fiume. 

Un po' al di sotto di questo villaggio, al 
di là della foce del torrente Storna, trovasi 
il difficile passo del Ticino, chiamato Pan Per- 
duto o la Gran Rabbia, perchè quivi il fiume 
ha una discesa rapidissima. 

Vuoisi che di qua sopra zattere tragittasse 
Annibale i suoi elefanti coU'esercito e ripor- 
tasse sui Romani la sua famosa vittoria del 
Ticino. Nel territorio infatti si rinvennero e si 
rinvengono tombe, monete, armi, ed ornamenti 
antichi, che furono argomento di eruditi studi. 

GOLDRAIN. — Comune nell'Alta Valle del- 
l'Adige, distr. giudiziario di Schlanders. 

Ha una popolazione di 5^0 abitanti e tro- 
vasi alla sinistra dell'Adige, 4 chilometri circn 
a levante da Schlanders. 

GOLSOO. — Frazione del com. di Rocchettu 
di Vara, nell'Emilia, prov. e circond. di Massa 
e Carrara, mand. di Calice al Comoviglio. 

L'ufficio postale è a Rocchetta di Vara. 

60LB8B (Agekxiiim). — Comune nell'Emi- 
lia , prov. e circond. di Parma , mand. di 
S. Pancrazio Parmense. 



Consta di Baganzola, capoluogo, CasteluoTo 
a sera , Cervara , Fognano con Valora, Roa- 
copascoloconEia,Viar9lo,Vicofflerocon Rooc(k 
Campo-Caneto. 

Ha 4.una superficie 41 396^ ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimonto del 1861 , contava abi- 
tanti 3479 (maschi 1831 e femmine 1648); 
quella di diritto era di 3558 abitante Nel 
1864 ve n'erano 3635, e quindi 93. 15 per 
chilom. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di due 
compagnie con 161 militi attivi e 476 di ri- 
serva: totale 637 militi. La mobilittabile è di 
396 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti D«Ue li- 
ste elettorali del collegio di Parma meridio- 
nale; nel 1863 erano 62. 

L'ufficio postale è a Parma, 

Pel dazio consumo è coouute di quarta classe. 

Il suo territorio giace in piannra ed è 
coltivato a prati, risaio, grani, legumi, ca- 
nape, viti, gelsi. Altri prodotti sono i for- 
maggi, i buoi e i porci, l cacciatori vi fatuo 
buone prede di beccacuini e di quaglie. 

Il capoluogo è posto a borea-maestro da 
Parma, da cui dista 4 chilometri e : 



Alcune della sorrUerlte noUila debbonsl atU eoitMU 
dell'ooorevoU Sindaco di quoto eoaim*. 

GOLETTA (La). -< Frazione del com. di 
Vinadìo, in Piemonte, prov. e circond. di 
Cuneo, mand. di Vina-Uo. 

L'ufficio pestale è a Vinadio. 

GOLETTE (La). — Frazione del com. di Li 
Thuille , in Piemonte , prov. di Torino , cir- 
cond. di Aosta, maiid. di Morgex. 

L'ufficio postale è a Pré-Sain(-Didier. 

GOLETTL — Frazione del com. dì Locana, 
in Piemonte, prov. e circond. di Torino, mand. 
di Locana. 

L'ufficio postale è a Locana. 

GOLETTO. — Frazione del oom. ài Cetas 
in Piemonte, prov. e circond. di Torino, mand. 
di Cerea. 

L'ufficio postale è a Ceres, 

GOLFEREMZO. — Comune in Lombardia, 
prov. di Pavia, circond. di Voghera, Dani, 
di Soriasco. 

Comprende le frazioni di Ca de' Bertckii 
Ca dei Bardooe e Prà del Gatto. 

Ha una superficie di 408 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, w- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 514 (maschi 276, femmine 338); (pàli» 
di diritto era di 495 abitanti. Nel ISM *• 



Digitized by 



Google 



COLPO 

n'ertno 540, e quindi 132. 35 per chilometro 

quadrato. 
La sua guardia nazionale consta di una 

compagnia con 50 militi attivi e 30 di ri- 
serva: totale 70 militi. La mobilizzabile è di 

37 militi. 
Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 

elettorali del collegio di Stradella; nel 1863 

erano 10. 
L'ufficio postale è a Sorlasco. 
Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 
Il suo territorio è assai fertile; coltivasi a 

campi e a viti, e produce frumento, miglio, 

legami, vini bianchi e vini rossi di buona 

qulità. E bagnato dal torrente Versa , che 

contiene alcuni pesci di squisito sapore. 
n capoluogo è posto in collina, a scirocco 

da Voghera, da cui è distante 41 chilometri, 
sopra un promontorio donde dominasi tutta 

la vallata del Versa. La sua chiesa parroc- 
elnale è d'antica costruzione. 

GOLFO. — Frazione del com. di Berzano di 
S. Retro, in Piemonte, prov. di Alessandria, 
eireond. di Asti, mand. di Castelnuovo d'AstL 

L'ufficio postale è a Castelnuovo d'Asti. 

60LF0LINA o 60LF0UNA (Chiuso). — 
Frazione del com. di Capraja e Limite , in 
Toscana, prov. di Firenze, circond. di S. Mi- 
niato, maod. di Empoli. 

L'ufficio postale è a Montelupo. 

OOLTOLIIIA e comunemente GONFOLINA. — 
Stretta gola dei monti che scendono per Ar- 
timino , in Toscana , da Montalbano alla si- 
nistra dell'Amo, presso il poggio di MalmaAtile. 
Quivi le acque dell'Amo per tortuoso passaggio 
aperto fra potenti strati di macigno, dopo aver 
accolto quelle ddl'Ombrone pistoiese, scor- 
rono per circa 4 chilom. in una chiusa, prima 
di riprendere il corso diretto a ponente al di 
là del fianco australe del monte di Artimino. 

Questo passaggio, chiamato dagli antichi 
serittori col nome di Stretto della Pietra Gol- 
ftUm, trovasi ricordato in una carta del 1134. 
Nella parte più angusta dello Stretto della 
GolfoHna, cioè dallo sbocco dell' Ombrone a 
Santo Stefano alla Ifaha, esistono da lungo 
tempo cave di macigno alternante talvolta 
eoa stratereUi di schisto marmoso e adope- 
rato per gradini e stipiti. 

Per faesta gola passa la strada postale li- 
TofiMse, aperta depe la metà del secolo XVII. 

MUHBLLE (Cufao) e QOUMELU (Haaseria). 
— Frazioni del com. di Imola, nell'Emilia, 
profv. di Bologna, circond. e mand. di Imola. 

L'ufficio postde è ad Imola. 

MUM. — Franone del com. di Villanova 



COLO 211 

suH'Àrda, nell'Emilia, prov. di Piacenza, cir- 
cond. di Fiorenzuola, mand. di Cortemaggiore. 
L'uflicio postale è a Villaiova sull'Arda. 
GOLLA. — Torrente del Trentino. Nasco 
dal monte Cornetto, passa presso Colliano, e 
si versa nell'Adige per la sinistra. 

Gli abitanti di Folgaria lo chiamano anche 
Rospach. 

GOLLAZ. — Frazione del com. di Mate- 
ria, nel Litorale Veneto-Istriano, prov. d'Istria, 
distr. di Castelnuovo. 

È un villaggio) di circa 600 al)itanti, posto 
a sinistra della strada Fiume-Trieste. Da que- 
sto villaggio prende il nome un filone di monti 
del Carso. 

GOLLENA e GOLLENA NUOTA. — Frazioni 
del com. di Imola, nell'Emilia, prov. di Bologna, 
circond. e mand. di Imola. 
L'ufficio postale è ad Imola. 
60LL0G0RI2ZA (CoUenodo o MonealTo). — 
Comune nel Litorale Veneto-Istriano, prov. 
d'Istria, distr. di Pisino. 
Ha una superficie di 1437 ettari. 
La sua popolazione nel 1850 era di 499 
abitanti, nel 1857 di 493, e quindi di 34.30 
per chilom. quadr. 

E fornita di scuola elementare minore. Di- 
pende da Trieste per gli affari finanziari, da 
Rovigno pei giudiziari, dalla diocesi di Trieste- 
Capodistria per gli ecclesiastici. Le rendite 
ecclesiastiche col dominio di Gollogorizza fu- 
rono nei secoli XVII e XVIII assegnate ai 
vescovi di Pedona. 

GOLO. — Principale fiume della Corsica. 
Nasce dal monte Rotondo nelle vicinanze di 
Belgodere ed Olmi, bagna il settentrione del- 
l'isola, e dopo un corso di circa 130 chilome- 
tri da ponente a levante sbocca in mare 36 
chilometri circa a mezzodì di Bastia. 

Sulle sponde di questo fiume trovansi agate 
verdastre, e serpentine a varii colorì. 

GOLO (Dipartimento del). — Il Colo du- 
rante il primo impero francese dava il nome 
ad un dipartimento ohe comprendeva la parte 
australe della Corsica ed aveva per confini a 
maestro e a levante il Mediterraneo, a mez- 
zodì il dipartimento del Liamone. La sua su- 
perficie ascendeva a chilometri quadrati 3367, 
la popolazione ad abitanti 108,000. 

Questo dipartimento dividevasi in tre cir- 
condarli, cioè Bastia, Calvi e Corte, aveva un 
deputato da eleggere al Corpo legislativo, era 
compreso nella 33.* divisione militare, e fa- 
ceva parte dell'arcivescovado di Aiaccio. L'isola 
di Capraia, situata a greco della Corsica, fa- 
ceva parte di onesto dipartimento. 



Digitized by 



Google 



312 COLO 

COLO COLLI. — Isoletta incolta ed inabi- 
tata del Quarnaro, posta nel canale della Mon- 
tagna, tra l'isola d'Àrbe, qaella di Veglia e 
la costa della Croazia. Ha varie cale, ma tutte 
pericolose per gli scogli a fior d'acqua, di cui 
SODO ingombre. 

GOLZANA. — Frazione del com. di Bar- 
bana, nel Litorale Veneto-Istriano, prov. d'I- 
stria, distr. di Dignano. 

È un villaggio di circa 800 abitanti, costi- 
tuite da case sparse nel territorio. 

GOLZIO. — Frazione del com. di S. Giuseppe 
di Casto, in Piemonte, prov. di Novara, cir- 
cond. di Biella, mand. di Andorno Cac- 
ciorna. 

L'ufficio postale è ad Andorno Cacciorna. 

GOMBA (La). — Frazione del com. di Àn- 
tey-Sainl-André, in Piemonte, prov. di Torino, 
circond. di Aosta, mand. di Chàtillon. 

L'ufficio postale è a Chàtillon. 

60HBI0. — Frazione del com. di Castel- 
novo ne' Monti, nell'Emilia, próv. e circond. 
di Reggio nell'Emilia, mand. di Castelnovo 
ne' Monti. 

L'ufficio postale è a Castelnovo ne' Monti. 

GOHBITELLL — Frazione del com. di Ca- 
maiore, in Toscana, prov. e circond. di Lucca, 
mand. di Camaiore. 

L'ufficio postale è a Camaiore. 

GOMBITO. — Comune in Lombardia, prov. 
e circond. di Cremona, mand. di Soresina. 

Comprende la frazione di Vinzasca. 

Ha una superficie dì 1064 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 1 130 (maschi 571 e femmine 549) ; quella 
di diritto era di 1148 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 1 146, e quindi 107. 70 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 40 militi attivi e 8 di riserva: 
totale 48 militi La mobilizzabile è di 16 
militi. 

Gii elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Soresina; nel 
1863 erano li. 

L'ufficio postale è a Castelleone. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è tenuto a biade. 

Il capoluogo è un villaggio posto fra l'Adda 
e il Serio Morto, non lungi dalle bocche del 
Serio, 15 chilometri a ponente da Soresina 
e 35 da Cremona. 

60MB0. — Frazione del com. di Pisa, in 
Toscana, prov., circond. e mand. di Pisa. 

L'ufficio postale è a Pisa, 



coxnaNTi 

GOHBOLA. — Frazione del com. di Polinago, 
nell'Emilia, prov. di Modena, circond. di Pa- 
vuUo nel Frignano, mand. di Lama. 

L'ufficio postale è a Pavullo nel Frignano. 

GOMMA, GOMMA DI SAN PANTALEOIIE e 
GOMMA FORNACE. — Frazioni del com. di 
Imola, nell'Emilia, prov. di Boiogk<a, circoud. 
e mand. di Imola. 

L'ufficio postale è ad Imola. 

GONARS. — Comune nel Veneto, prov. di 
Udine, distr. di Palma. 

Comprende le frazioni di Fauglis ed Od- 
tagnano. 

Ha una popolazione di 3083 abitanti. 

Dipende per la circoscrizione elettorale da 
Palma. 

Il suo territorio è coltivato a cereali, ma 
piti specialmente a viti e a gelsi. 

Il capoluogo è un grosso villaggio, posto 
a libeccio da Palma, e a breve distanza dalla 
via postale che da questa città conduce a 
Codroipo. 

GONCO. — Frazione del com. di Godiasco, 
in Lombardia, prov. di Pavia, circond. di Vo- 
ghera, mand. di Godiasco. 

L'ufficio postale è a Godiasco. 

GONÈ. — Frazione del com. di Giaveno, in 
Piemonte, prov. di Torino, circond. di Susi, 
mand. di Giaveno. 

L'ufficio postale è a Giaveno. 

GONELLA. — Frazione del com. di Anti- 
guano, in Piemonte, prov. di Alessandria, cir- 
cond. di Asti, mand. di San Damiano d'.Asti. 

L'ufficio postale è ad Antignano. 

GONELLA. — Frazione del com. di Borgo- 
rato Alessandrino, in Piemonte, prov. e cir- 
cond. di Alessandria, mand. di Cassine. 

L'ufficio postale è a Borgorato Alessan- 
drino. 

GONELLA. — Frazione del com. di Ozzano 
Monferrato, in Piemonte, prov. di Alessandria, 
circond. di Casale Monferrato, mand. di Ro- 
signano Monferrato. 

L'ufficio postale è ad Ozzano Monferrato. 

GONELLA. — Frazione del com. di S. Mauro 
Torinese, in Piemonte, prov. e circond. di To- 
rino, mand. di Gassioo. 

L'ufficio postale è a S. Mauro Torinese. 

GONENO. — Frazione del com. di Art- 
mengo, in Piemonte, prov. di Àlessaudrìa, cir- 
cond. di Asti, mand. di Cocconato. 

L'ufficio postale è ad Aramengo. 

GONFIENTI. — Frazione del com. di Prato 
in Toscana, in Toscana, prov. e circond. di Fi- 
renze, mand. di Prato in Toscana. 

L'ufficio postale è a Prato in Toseai». 



Digitized by 



Google 



CONFO 

MRFO. — Frazione del com. di fiorgoforte, 
io Lombardia, prov. e distr. di Mantova. 

L'officio postale è a Borgoforte. 

con. — Comune in Sardegna, prov. e 
cireoad. di Cagliari, mand. di Mandas. 

Ba nna superficie di 1861 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
:2d3 (masdii 144, femmine 149) ; quella di di- 
ritto era di 306 abitanti. Nel 1864 ve ne 
erano 393, e quindi 15. 74 per chilom. quadr. 

La sua guardia naziotiale consta di una 
compagnia con 39 militi e 16 di riserva: to- 
tale 55 militi. La mobilizzabile è di 16 militi 

Gli «lettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Isili; nel 1863 
erano 6. 

L'officio postale è a Mandas. 

Pel dazio consumo è comune di quintaclasse. 

11 suo territorio è posto quasi tutto in mon- 
tagna e perciò è poco atto alla seminagione. 
Vi hanno però alberi fruttiferi in numero con-' 
siderevole, e più specialmente peri e susini, ed 
alberi gbiandiferì pure in grande quantità. 
Grande è eziandio la copia del selvagginme. 

Questo territorio è bagnato dal fiume Dosa 
e da un rivolo affluente del Dosa, che nasce 
dalle circostanti alture. Vi si trovano alcuni 
nuraghi, uno dei quali rimane ancora intiero 
(vedi AUtaaaiita). 

Il capoluogo è un pìccolo villaggio posto 
a 31 chilometri da Mandas e a 64 da Ca- 
gliari, in nna valle fiancheggiata da varie 
eminenze, ed esposta ai venti di levante. Le 
case sono divise in due rioni e frammezzate 
da strade irregolari e non selciate. 

Il clima di Goni è assai caldo nell'estate, 
freddo ed umido nell'inverno, e l'aria è poco 
salubre. 

GOHHESA. — Comune in Sardegna, prov. 
di Cagliari, circond. e mand. di Iglesias. 

Ha una superficir. di 5409 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto , se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 1015 (maschi 500, femmine 515); quella 
di diritto era di 1074 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 989, e quindi 18. 38 per chilom. quadr. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 54 militi attivi e 23 di riserva : 
totale 77 militi La mobilizzabile è di;19 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Iglesias; nel 1863 
erano 33. 

L'officio postale è ad Iglesias. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

U suo territorio è molto fertile. Vi abbon- 



gonnoscodinX '313 

dano e prosperano gli erbaggi, le viti, .che 
danno buoni vini ed uve passe, e i cereali ; vi 
scarseggiano gli alberi fruttiferi. Nei pascoli 
si alleva bestiame in quantità e'' nei boschi 
ha molto selvaggiume, fra .cui cignali e lepri. 

Questo territorio abbonda anche di metalli. 
Vi si trova in copia piombo frammisto a par- 
ticelle d'argento, e vi ha argilla per mattoni 
e tegole, e terra buona pei lavori da vasaio. 
Non vi si incontra che un solo nuraghe, e mezzo 
diroccalo (vedi Abbasanu). 

Il capoluogo è un villaggio posto alle falde 
del monte S. Giovanni, celebre per una grotta 
scavata nei suoi fianchi, ed alla distanza di 
10 chilometri da Iglesias. È formato da belle 
abitazioni con vie diritte e regolari ed abba- 
stanza larghe. 

Sul vicino litorale di Porto Paglia vedesi 
una torre la quale un tempo serviva di di- 
fesa contro le incursioni dei Barbareschi d'Af- 
frica. 

GONNICELLA. — Frazione del com. di Go- 
diasco, in Lombardia, prov. di Pavia, circond. 
di Voghera, mand. di Godiasco. 

L'ufficio postale è a Godiasco. 

60NN0SC0DINA. — Comune in Sardegna, 
prov. di Cagliari, circond. di Oristano, mand. 
di Baressa. 

Ha nna superficie di 887 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 533 (maschi 369, femmine 353); quella 
di diritto era di 549 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 503, e quindi 56. 70 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta .di una 
compagnia con 60 militi attivi e 35 di ri- 
serva: totale 95 militi. La mobilizzabile è di 
43 militi. 

«Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Isili; nel 1863 
erano 17. 

L'ufficio postale è a Mogoro. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio, nelle pai ti coltivabili, viene 
seminato a grano, orzo, legumi « lino. Nel 
fiume Usellus, le cui sponde sono piantate ad 
alberi, si pescano molte anguille. Vi si tro- 
vano agate , calcedonio , <quarzi e pietre da 
taglio di colore azzurro verdognolo. 

Il capoluogo è un piccolo villaggio posto 
a 6 chilometri da Mogoro, al cui mandamento 
apparteneva un tempo, e a 40 'da Oristano. 
Giace sulla sponda destra del fiume Usellus, 
alla falda orientale di una collina, in clima 
cocente nell'estate e in aria piuttosto insalubre. 



Digitized by 



Google 



214 COWNOSFANAWGA 

GOimOSFAIC&OIGA. — Comune in Sarde- 
gna, proT. di Cagliari, circond. di Iglesias^, 
mand. di Viilacidro. 

Ha una superficie di 11,063 ettari. 

La sua popolazione assolata di fatto , se- 
condo il censimento del 1861 , contara abi- 
tanti 3393 (maschi 1587, femmine 1705); quella 
di diritto era di 3573 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 3337, e quindi SO. 16 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di 3 com- 
pagnie con 394 miiiii attiiri e 331 di riserva : 
totale 515 militi. La mobiliuabile è"di 375 
militi, 

<Hi elettori politici sono ioscritti nelle li- 
ste Pettorali del collegio di Iglesias; ■«! 1868 
erano 313. 

L'ufficio postale è a Viilacidro. 

Pai dasio consumo è comune di quarta classe. 

n suo territorio giace per la massima parte 
nella pianura denominata anche valle Sibiri, 
ed è generalmente sabbioso. Oltre alla grande 
quantità di alberi fruttiferi che vi prosperano 
mirabilmente, sicché la valle Stbiri gode fiima 
in Sardegna d'essere la più amena e più ricca 
in frutta, vi si suole seminare grano, orzo, 
fave e si coltiva ogni specie di erbaggi. Le 
pendici delle montagne sono coperte di alberi 
ghiandiferi • di pascoli, in c«i maotiensi molto 
bestiame. 

Sul monte Sinnas, appartenente a questa 
territorio, v'eraao un tempo dei mufloni ; pre- 
sentemente vi si annidano aquile. 

Il capoluogo è un grosso villaggio situato 
alla fald^ settentrionale del Sinas, 56 chilo- 
metri discosto da Iglesias, in luogo molte freddo 
nell'inverno e di aria malsana. Possiede tre 
pii istituti. Nei dintorni si veggono le raine 
di un villaggio' distratto dai Barbareschi in 
epoca non lontana. 

flOmoSMO'. — Comune in Sardegna, prov. 
di Cagliari, circond. di Oristano, mand. di Àlea. 

Ha ona superficie di 1037 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fetjk), 'se- 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
534 (maschi 358;, femmine 376); «foella di 
diritto era dì 534 aitanti Nel 1 864 ve n'erano 
637, e quindi 53.38 per ehilom. quadr. 

L» saa guudia nauonale consta di una 
compagnia con 60 militi attivi e 45- di ri- 
serva: totale 105 militi. La mcbilizB^bile è di 
45 militi. 

Gli elettori politici seno inscritti nella Uste 
«lettorali del collegio di Oriat^o; nel 1868 
frano 19. 

li'nfSeio postale è ad Ales, 



GONTK 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio distendesi per la maggior 
parte in pianura, coltivata specialmente a lina 
e a vini e poco a cereali. Rari sono gli sl- 
berì fruttiferi e ghiandiferi, abbondante iavect 
il bosco ceduo. Vi si veggono molti nanghi 
(V.Abbasanta), ma in gran parte demeliti. 

Il capoluogo è nn piccolo villaggio pesto 
all'estrema falda della Gran Giara, «opra on» 
piccola eminenza, in luogo non troppo saln- 
bre, e battuto da ogni sorta di venti, all'is- 
fìtori del levante. Dista '6 chilometri da Ales 
e 37 da Oristano, ed è formato <la case co- 
strutte in pietra con vie poeo regolari. 

Questo villaggio fa un viv*. commercio di 
esportazione, specialmente di tela, paoni e 
carbone, che si vende sui mercati di Cagliari 
ed Oristano. 

MHIIOSfBAliAnA. —Comune in Sardegna, 
prov. di Cagliari, circond. di Oristano, maod. 
di Mogoro. 

Ha una superficie di 1753 ettari. 

La sua popolazione assoluta di latto, se- 
condo il «ensimento del 1861 , contava abi- 
tanti 964 (maschi 479, Ceramine 485) ; qa^ 
di diritto era di 10S8 abitanti. Nel 1664 ve 
n' erano 938, e quindi 53. 93 per chiL qttdr. 

La sua guardia nazionale consta di «H 
compagnia eoa '68 militi attivi e 107 di fi» 
serva: totale 175 militL La oobilixnlMlehdi 
88 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle iilk 
elettorali del collegio di Oristano-; nel 1868 
erano 34. ' 

L'ufficio postale è a Mugoro. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

il suo •territorio giace per la maggior parte 
in pianura ed è specialmente ooltivaio a grano, 
orzo e fave. Vi abbondano però anche gli al- 
beri frnttiferi, e più specialmente gli oliri «. 
i mandorli, e la vite, che fornisce nn copiose 
raccolto. 

.11 oapelaogo è an villaggio aitnato sulle 
sponde di nn fiume, che ne separa le case in 
due rioni, comunicanti fra loro per mezzo di 
un bel ponte. Diata 5 chilometri da llogoro 
e 39 da Oristano ed ò fermato da case beo 
oostratta con vie regolari. Vi ha di rimar- 
chevole la (Alesa <K S. Paolo, appartesota al di- 
straUo villaggio di Santola, nella quale si eos- 
servano pittare e sculture di qoatohe pregio. 

L'aria A questo paese è poco salabre. 

CONTE. — Frazione del com. di Orandola, 
in Lombardia, prov. eoiniond. di Como. mand. 
di Menaggio. 

L'ufficio postale è a Menagpo. 



Digitized by 



Google 



GONtS 
60IITL — Frazione del com. di Oggds- 
Uo, ia Piemonte, prov. di Novara, circoad. 
di Palianza, mand. di Intra, 
L'officio postale è ad Oggebbio. 
CONTERÒ. — Frazione del com. di Bns- 
soleno, in Piemonte, proT. di Torino, oiveoDd. 
di Siua, mand. di Bossoleno. 
L'officio postele è a Bussoleno. 
eORTES (Lm). — Fraùone del con. di Val- 
peliioe, in Piemonte, prov. di Torino, ckcond. 
di Aoita, mand. di Gignod. 
L'officio postala è a Valpellina. 
SOHTIER. — Frazione del com. di Cham- 
pwcber , in Piemonte , prov. di Toriuo , cir- 
e«od. di Aosta, mand. di Donnaz. 
L'officio postale k a Donnaz. 
60HZA6A. — Distretto della proT, di ilan- 
toii, ia. Ijiombardia. 

Ha Koa popolazione di 34,003 abitanti, ed 
abbraccia i quattro segaenti comuni: di Bor- 
goforte a destra del Po, Gonzaga, S. Bene- 
detto mantovano e Suzzare. 

GOMAfiA. — GoauM in Lombardia, prov. 
di Maotona. diate, di Gonzaga. 

Comprende le frazioni 
dlBoodaneUo, Bondeno, 
Pegognaga, Moglia, Par 
lidano e Polesine. 

La sua popolazione 
(«noo l«e7) À di 1&,133 
abituiti» 

Ha ufficio postale, pr»> 
tura, commissariato di- 
stoettuale , ispettorato 
scolastico. Nella ctroo- 
"*• *"' scFÌzioBe elettorale dà 

il none al' 448** collegio, cbe abbraccia le 
tn sezioni di Gronzaga, Quattroville e S. Be- 
nedetto. 

H* 9B0 territorio si distenda in amena e fe< 
ncisslma pianura, la quale è percorsa da ca- 
Dsli irrigatori. I suoi prodotti principali sono 
cereali e vini. 

n capoluogo è un grosso borgo altre volte 
fortificato e con un castello molto forte. Tro- 
vasi in pianura fra la Secchia e il Po e dista 
9 chilometri a scirocco da Suzzara, 18 circa 
ad ostro da Borgoforte e 30 pure ad ostro 
da Ifantova. Ha scuole elementari maggiori. 
La sua chiesa parrocchiale è di antica fon- 
danone. 

Vi n tiene mercato al mercoledì e grossa 

fiera dai 6 ai 14 settembre, assai frequentata 

Don solo dai Mantovani, ma exiandio dai Par- 

nàgiani e dai Modenesi. 

K(m ai hanno notìzie certe sull* origine di 




Gonzaga. Non può storicamente ammettersi 
ciò che in alcune opere si trova scritto, che 

'il castello di Gonzaga sia stato fondato nel- 
l'anno 673 da OH Lodovico di nazione ger- 
maaioa e di r^a prosapia. E certo invece 

j che ai tempi di Carlo Magno era posseduto dalla 
badia di S. Benedetto di Leno nel Bresciano. 
Uno degli abbati di questo monastero, un 
certo Donnino, nel 967 lo permutò oon altre 
terre del marchese Àzzo di Canossa. 

Da questa grossa terra, che per la sua po- 
polazione potrebbe avere il titolo di città, e 
che fu già munita di un castello molto forte, 
deriva la famiglia Gooaaga, che signoreggiò 
Mantova per 380 anni, cioè dall'anno 1338 
al 143*2 come capitani del popolo e vicari im- 
periali ; come marchesi fino al 1530 e come 
deschi fino al 1708. SuU'erigine di questa fa- 
miglia si inventarono molte fhvole, ma l'il- 
lustre storico Pompeo Litta nella sua grande 
opera le Famiglie celebri italiane afferma che 
i Gonzaga erano di una famiglia dell'ordine 
popolano, la quale dalla terra di Gonzaga 
prese il cognome. Questa famiglia comincia 
a mostrarsi nelle storie verso la metà del- se- 
colo XHl, e propriamente con Àntoirìo Gon- 
zaga che nel 1359 ta fra gli anziani e par- 
teggiò per PinamontB' dei Bonacolsi' contro i 
conti di Casaloido. Alla signoria dei Bona- 

! colsi, durata 48 anni, seguì in Mantova quella 
dei Gonzaga, che tra le famiglie principesche 
formatesi tra i tumulti civili ddle repubbliche 

I italiane del medio evo fu quella che si è con- 
servata più a lungo nella signorìa. I primi 
di questa famiglia salirono in molta fama per 
valore e perizia militare; non così gli ultimi, 
codardi e volti ad ogni maniera di vizi. Dei 
GoHzaga in particolare si parlerà alParticolo 
Mantova. 

Tra gli uomini nati nel borgo di Gonzaga 
sono degni di menzione Pasquale Coddè (1756), 
erudito letterato che pubblicò vari opuscoli e 
fece una bella raccolta di 3000 pezzi numisma- 
tici e la illustrò; e Giuseppe Speroni (1763- 
1843), che lasciò buon nome come giurecon- 
sulto e letterato. 

Questo comune col suo distretto appartiene 
all'Oltrepò Mantovano, che venne liberato dal 
dominio austriaco ed unito al Regno d'Italia 
soltanto nel 1866. 

L6 ■arrlfarite aotbia (tarono rlvadate ad approvate dat* 
l'onoraTole Municipio di questo comime, alla cui cortesia 
deresi pare Io stemma del cornane stesso. 

BONZE DI SOPRA e GONZE DI SOTTO. — 
Frazioni del com. di Imola, nell'Emilia, prov. 
di Bologna, circond. e mand. di Imola. 

L'officio postale è ad Imola. 



Digitized by 



Google 



3l6 CORA 

fiORA (Li). — Frazione del com. di Vol- 
para, in Lombardia, prov. di Pavia, circond. 
di Voghera, mand. di Soriasco. 

L'ufficio postale è a Soriasco. 

GORANA. — Frazione del com. di Sannaz- 
caro de'Borgondi, io Lombardia, prov. e 
circond. di Pavia, mand. di Sannauaro de'Bar- 
gondi. 

L'officio postale è a Saunazzaro de'Borgondi. 

GORANA. — Frazione del com. di Scalda- 
sole, in Lombardia, prov. e circond. di Pa- 
via, mand. di Sannazzaro de'Borgondi. 

L'officio postale è a Sannazzaro de'Borgondi. 

60RASC0. — Frazione del com. di Aolla, 
nell'Emilia, prov. e circond. di Massa e Car- 
rara, mand. di ÀolIa. 

L'ufficio postale è ad Ànlla. 

GORAZZAJO. — Frazione delcom. di Londa, 
ìli Toscana, prov. e circond. di Firenze, mand. 
di Pootassieve. 

L'officio postale è a Dicomano.^ 

60RBI0. — Comone nelle Alpi Marittime, 
circond. di Nizza, cantooe di Sospelto. 

Ha ona popolazione di 490 abitanti. 

^'officio postale è a Mentooe. 

Il suo territorio, in parte montooso, pro- 
doce cereali, legami, ulive, fratta di varie 
specie, fra cui buone uve. Vi abbondano le 
lepri « vi sgorgano parecchie sorgenti di lim- 
pide acque. 

È un piccolo villaggio posto fra due monti, 
di cu» l'uno detto Buusen, presso i rivoli Lau- 
800 e Balma che irrigano una piccola valle 
omonima. E cinto di solide mura ed ancora 
conserva le rovine del suo forte castello. Una 
Specialità di questo comune è un olmo pian- 
tato sino dal 1713 nella piazza, dell'altezza di 
35 e più metri e del diametro di quattro. 

Vi ha una congregazione di carità per soc- 
corsi ai poveri. 

.^Nel.jiedio evo fu eretto lu feudoi^ e passò 
tn potere di vari signori. 

Furono signori di Gorbie i Ghisi, gli Isoardi 
di S. Salvatore, i Goigliotti. i I.ASoarìs ed i 
^rvesi. 

60R0A1IA. — Frazione del com. di Moti-, 
gardioo, io Piemonte, prov. di Alessandria, 
ourcond. di Asti, mand. di Rocca d'Arazzo. 
L'ufficio postale è ad Asti. 
OOROANA DI MAGRA. — Torrente dell'Emi- 
lia. Nasce nei monti di Zeri sotto 1' Appen- 
nino di Monte Gottaro, all' altezza di 1788 
metri sul livello del mare; passa ai piedi del 
poggio di Zeri, donde scende con direzione 
da libeccio a greco fino al poggio di Codolo, 
poi piega da greco a scirocco, passando in- 



CORDOrlA 
nanzi al colle di Cavezzano , al di là del 
quale scorre fra i burroni chiamati gli Stratti 
di Giaredo; uscito dai quali, si volge di nuovo 
a greco per andare a gettarsi nel fiome Mi- 
nr&, dal lato di ponente, sotto alla cittàidi 
Pontremoli. 

GOROANO. — Frazione del com. di Carti* 
guano, in Piemonte, prov. e circond. di Cu- 
neo, mand. di S. Damiano Macra. 
L'officio postale è a Drenerò. 
GOROERA. — Frazione del com. di Gres- 
san, in Piemonte, prov. di Torino, circond. e 
laand. di Aosta. 
L'ufficio postale è ad Aosta. 
GORDEVIO o CORDEVIO. — Comone od 
Canton Ticino, distr. di Vallemaggia, circolò 
di Maggia. 

La soa popolazione nel 1858 era di 4% 
'abitanti, nel 1860 di 342, di coi 158 maschi 
e 189 femmine. 

Il suo territorio produce un pregiato vino 
bianco. 

È un piccolo villaggio posto in loogo d'a-. 
ria poco salobre, solla sioistra del fiume 
^Maggia ed all' altezza di 350 metri sol li- 
'vello del mare. Dista 28 chilometri a ponente- 
maestro da Belliuzona, 59 a maestro da Lugano 
e 9 pure a maestro da Locamo: 

60RO0LA. — Comune nel Canton Ticino, 
distr. di Locamo, circolo di Navegna. 

La sua popolazione nel 1858 era di 306 
abitanti, nel 1860 di 335, di cui 156 maschi 
e 179 femmine. 
Il suo territorio è molto fertile. 
È un piccolo villaggio posto sulla via che 
conduce a Bellinzona. Dista 14 chilometri ad 
ostro-libeccio da Bellinzona, 45 a maestro da 
Logane e 5 a greco-levante da Locamo. 

Nei suoi dintorni veggonsi le traccie di oo 
antico convento detto di Santa Maria. Il ca- 
stello di Gordola,che sorgeva fra Locamo e 
Bellinzona e al quale attrìboiscesi origine 
gallica, venne infeudato ai Muraltu 

A Gordola vengono a passare l' inverno 
molte famiglie del circolo di Verzasca. Ore- 
desi che nel XII secolo il lago Maggiore si 
estendesse sino a qoesta terra. 

GORDOLASCA. — Torrente del Nizzardo. 
Proviene dal lago Agnello, posto soUa mon- 
tagna di San MarUno, e gettasi nel Vesubic, 
fra Venanzone e Roccabigliera. 

UOROONA. — Cornane in Lombardia, prov. 
e circond. di Sondrio, mand. di Chiavenn». 
Comprende la frazione di Bodengo. 
Ha una superficie di 4820 etUri. 
La..sua popolazione assoluta di fct»o, «•» 



Digiti 



zedby Google 



fiORDUNO 
cofldo il ceasimento del 1861, contava abi- 
tanti 1150 (maschi 556, femmine 594); quella 
di diritto era di 1183 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 1^9, e quindi 25. OS per chil. quadr. 
La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 86 militi attivi e 37 di ri- 
serva : totale 1^ militi. La mobilizzabile è di 
45 militi 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Sondrio; nel 1863 
non ve n'erano inscritti. 
L'officio postale è a Chiavenna. 
Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 
Il sno territorio è coltivato a pascoli e 
a viti. 

Il capoluogo è un villaggio posto alla de- 
stra della Mera ed all'ingresso della valle di 
Bodengo, un'ora di cammino verso libeccio 
da Chiavenna e 64 chilometri discosto da Son- 
drio. Nelle sue vicinanze scende dai monti il 
fiume Boggia, che forma una stupenda cascata 
e si precipita in angusta voragine apertavi 
dalle acque e sormontata da un piccolo ponte 
io vivo. Avviene talvolta che all'alto del monte 
schiantansi interi alberi, e vengono portati 
in giù col corso del fiume. 

GOBDUNO. — Comune nel Canton Ticino, 
dìstr. di Bellinzona, circolo del Ticino. 
Comprende la frazione dì Galbisio. 
La sua popolazione nel 1858 era di 296 
abitanti; nel 1860 di 290, di cui 133 maschi 
e 157 femmine. 
11 sno territorio produce buoni vini. 
Il capoluogo è un piccolo villaggio posto 
snr on' eminenza alla ^ destra del Ticino ed 
all'ingresso del valloncello detto esso pure di 
Cordano e percorso da un piccolo torrente 
che si congiunge poco lontano al Ticino. Tro- 
vasi alla distanza di 5 cbilom. a borea da Bel- 
tioiona, di 1 6 a borea da Lugano e di !l^4 a greco 
da Locamo. Vi hanno di notevole la chiesa par- 
rocclfiale, costrutta con eleganza, e il santua- 
rio di S. Carpoforo, situato in vetta ad un 
piccolo poggio. Anticamente v'era anche un 
castello edificato dal conte Alberto de Sacco 
nel 1402, quando s'impadronì di Belliqzona. 
GOREANSCA (significa Altura, da gore sopra). 
— Comune nel Litorale Veneto-Istriano, prov. 
di Gorizia, distr. di Coraen. 

Consta di Goreansca , capoluogo , e delle 
frizioni di Ivanigrad (ossia Castelgiovanni) e 
Madrosizza o Nadrosiza. 
Ha una superficie di 1705 ettari. 
La sna popolazione nel 1850 era di 848 
abitanti, nel 1857 di 870, e quindi di 51.02 
per chilom. quadr. 

L'Itaua, Ditionario eorografico, ecc. Voi. 



GORGA 217 

11 capoluogo ha scuola elementare minore 
e dipende da Trieste per gli affari giudi zi arii 
e finanziarli e da Gorizia per gli ecclesiastici. 

COREGGE. — Frazione del com. di Gubbio, 
nell'Umbria, prov. dell'Umbria, circond. di 
Perugia, mand. di Gubbio. 

L'ufficio postale è a Gubbio. 

GOREGLIA. — Frazione del com. di Agliano, 
in Piemonte, prov. di Alessandria, circond. di 
Asti, mand. di Mombercelli. 

L'ufScio postale è ad Agliano. 

60RE6NATAS (ossia Villa superiore o Til- 
lalta). — Frazione del com. di Canale, presso 
l'Isonzo, nel Litorale Veneto-Istriano, prov. di 
Gorizia, dìstr. di Canale. 

Conta 450 abitanti. 

60REGNAVAS (ossia Villa superiora o Vil- 
lalta). — Frazione del com. di Dolegnavas, nel 
Litorale Veneto-Istriano, prov. d' Istria, distr. 
di Pinguente. 

Conta 234 abitanti, e dipende dal castello 
baronale di Lupoglavo, posto sui fianchi del 
Monte maggiore. 

60REGNE (ossia Altare). — Frazione del 
com. di Sessana, nel Litorale Veneto-Istriano, 
prov. di Gorizia, distr. di Sessana. 

E situato presso la strada ferrata., 

GOREJA. — Frazione del com. di Cassina 
Po, in Lombardia, prov. di Pavia, circond. di 
Voghera, mand. di Broni. 

L'ufficio postale è a Broni. 

L'ufficio postale è a Carpìguano. 

GORETTA. — Frazione del com. di Cere* 
setto, in Piemonte, prov. di Alessandria, cir- 
cond. di Casale Monferrato, mand. di Ottiglio. 

L'ufficio postale è a Moncalvo. 

GORETTA. — Frazione del com. di Vcspo- 
late, in Piemonte, prov. e circond. di Novara, 
mand. di Vespolate. 

L'ufficio postale è a Vespolate. 

GORETTA e 60RETTINA. — Frazioni del 
com. di Castellazzo Novarese, in Piemonte, 
prov. e circond. di Novara, mand. di Carpi- 
gnano. 

GORETTO. — Frazione del com. di Stram- 
bino, in Piemonte, prov. di Torino, circond. 
di Ivrea, mand. di Strambino. 

L'ufficio postale è a Strambino. 

GORFTGLIANO. — Frazione del com. di 
Minucciano, nell'Emilia, prov. di Massa e Car- 
rara, circond. di Castelnovo di Garfagnana , 
mand. di Minucciano. 

L'ufficio postale è a Minucciano. 

GORGA. — Comune nel Territorio Romano, 
delegazione e distr. di Velletrì, governo di 
Segni. 
IV. {Proprietà letteraria) 28 



Digitized by 



Google 



318 CORCA 

Ha una popolazione di 1009 abitaDti. 

Ha ufficio postale. 

II suo territorio in parte è montuoso, in 
parte a colline e in parte a pianura. I suoi pro- 
dotti consistono in grano, vino, olio e ghiande. 

E una borgata non troppo ben costrutta, 
situata sul confine della delegazione di VeN 
Ictri con quella di Prosinone. Dista 38 chi- 
lometri circa da Velletri ed 11 a scirocco da 
Segni. 

GORGA. — Frazione del com. di Stio, nel 
Napoletano, prov. di Principato Citeriore, cir- 
cond. di Vallo della Lucania, mand. di Gioi. 

L'officio postale è a Vallo della Lucania. 

È un villaggio posto in una valle ed avente 
circa 550 abitanti. 

GORGAMAGGIO. — Frazione del com. di 
Santa Sofia , in Toscana , prov. di Firenze , 
circond. e mand. di Rocca S. Casciano. 

L'ufficio postale è a Santa Sofia. 

G0R6AZZL — Frazione del com. di Castel- 
baldo, nel Veneto, prov. di Padova, distr. di 
Montagnana. 

G0R6ERS (Los). — Frazione del com. di 
Saint-Remj , in Piemonte , prov. di Torino , 
circond. di Aosta, mand. di Gignod. 

L'ufficio postale è ad Étroubles. 

GORGHI. — Frazione del com. di Predappio, 
nell'Emilia, prov. e circond. di Forlì, mand. 
di Civitella di Romagna. 

L'ufficio postale è a Forlì. 

GORGIA. — Frazione del com. di Brùzzelo, 
in Piemonte, prov. di Torino, circond. di Snsa, 
mand. di Bussoleno. 

L'ufficio postale è a Bussoleno. 

GORGIA (La). — Frazione del com. di Fer- 
rera Cenisio , in Piemonte , prov. di Torino , 
circond. e mand. di Susa. 

L'ufficio postale è a Susa. 

GORGHI. — Frazione del com. di Loro Cin- 
fenna, in Toscana, prov. e circond. di Arezzo, 
mand. di S. Giovanni. 

L'ufficio postale è a S. Giovanni. 

GORGO. — Comune nel Veneto, prov. di 
Treviso, distr. di Oderzo. 

Comprende le frazioni di Cavalier e Navolè. 

Ila una popolazione di ^03 abitanti. 

Nella circoscrizione elettorale politica di- 
pende dal collegio di Oderzo. 

Il suo (errìtorìo abbonda specialmente di 
viti e granaglie. 

Il capolnncn è un villaggio posto a levante 
da Oderzo sulla strada che da questo borgo 
conduce a La Metta, villaggio situato sulla 
Liveiiza. 

GORGO. — Frasiooe del com. di Cartura, 



GORGON* 

nel Veneto, prov. di Padova, distr. di Con- 
selve. 

L'ufficio postale è a Conselvc. 

GORGO. — Frazione del com. di Fossalta, 
nel Veneto, prov. di Venezia, distr. di S. Dona. 

L'ufficio postale è a San Dona. 

GORGO. — Frazione del com. di Latisana, 
nel Veneto, prov. di Udine , distretto di La- 
tisana. 

L'ufficio postale è a Latisana. 

GORGO. — Frazione del coVn. di S. Benedetto, 
in Lombardia, prov. di Mantova, distr. di 
Gonzaga. 

L'ufficio postale è a S. Benedetto. 

GORGOGLIONE. — Comune nel Napoletano, 
prov. di Basilicata, circond. di Matera, mand. 
di Stigliano. 

La stia popolazione assoluta di fatto, w- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 1658 (maschi 786, femmine 87:2); quella 
di diritto era di 1649 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 1726. 

La sua guardia nazionale consta di nns 
compagnia con 103 militi attivi e 19 di ri- 
serva: totale 122 militi. La mobilizsabile è di 
13 militi. 

Gli elettori politici sono inscrìtti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Tricarico; nel 1863 
erano 35. 

L'ufficio postale è a Tricarico. 

Pel dazio consumo òcomune di quarta classe. 

Il suo territorio è moutnoso. 

Il capoluogo è un grosso villaggio posto a 
42 chilometri e mezzo da Matera. Fu feado 
dei Della Macra, dei Carafa e degli Spinelli. 

GORQOONANO. — Frazione del com. di Bri- 
sighella, nell'Emilia, prov. di Ravenna, cir- 
cond. di Faenza, mand. di Brisigkella. 

L'ufficio postale è a Brisighella. 

GORGOGNANO. — Frazione del con. di Pia- 
noro, nell'Emilia, prov., circond. a mand. di 
Bologna. 

L'ufficio postale è a Pianoro. 

GOROONA. — Frazione del coul deiJOl^ 
Santi di Milano, in Lombardia, prov., cìMOai 
e mand. di Milano. 

L'ufficio postale è in Borgo San Gottardo, 
frazione esso pure del comune dei Corpi Santi 
di Milano. 

G0R60NA (Isola). — Frazione del con. di 
Livorno, in "roscana, prov., cireond. e mand. 
di Livorno. 

L'ufficio postale ò a Livotuo. 

La Gorgona è un' isoletta, e veramente li 
più pidColA di quelle dell'arcipelago tMcanft 
E ai 2r 43' di longitudine e al 48« 36' « 



Digitized by 



Google 



GOBfiONZOLA 
ktitndiae; dista 40 chilometri a libeccio dal 
porto di Livorao, e coota una piccola popo- 
lazioiie di 50 abitanti. E formata da un monte 
che sorge in mezio al mare fra la Corsica e Li- 
Tomo, della periferia di circa 7 chilometri. Que- 
sto monte dal Iato di ponente scende a di- 
rupo, mentre in altro fianco ha un piccolo 
golfo con poche capanne di pescatori, alcuni 
oagaaeni e la cbies« parrocchiale. Sulla cima 
del monte è un fortino, custodito da un pre- 
iidio incaricato di dare al fanale di Livorno ì 
tegoaU dei bastimenti che vengono dal lato 
di ponente. 

in quest'isola nelle stagioni opportuno si 
& boona pesca e si confezionano le migliori 
aeciaghtf dell'arcipelago toscano. 

La Gorgona è nota per un antico mona- 
stero già celebre fino dal IV secolo, dipen- 
dete anticamente dalla diocesi di Luni. Que- 
sto monastero, rammentato da Rutilio Numa- 
siaoo e da san Gregorio Magno, fu tenuto 
dai monaci benedettini e poscia dai certo- 
sini. L'èola fu soggetta alla repubblica di 
Pisa, da cui nel 1406 passò a Firenze, e segui 
le sorti della capitale toscana. 

GOBGONZOLA. — Mandamento in Lombar- 
dia, proT. e eircond. di Milano. 

Ha una popolazione di 38,496 abitanti, di- 
misi nei 19 comuni seguenti : Basiano, Beliiti- 
ogo Lombardo, Bornago, Busnago, Busserò, 
Cambiago, Cassina dei Pecchi, Cernusco Àsi- 
oario, Colnago, Cornate, Gessate, Gorgonzola, 
Masate, Possano, Porto d'Adda, Roncello, San 
Pedrino, Sant'Agata Martesana, Vignate. 

GORGONZOLA (Mutatie Argmtia). — Comune 
io Lombardia, prov. e eircond. di Milano, 
mand. di Gorgonzola. 

Ha una superficie di 
1003 ettari. 

La sua popolazione 
assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 
1861, contava abitanti 
4330 (maschi 3343, fem- 
mine 3078); quella di di- 
ritto era di 4451 abi- 
tanti. Nel 1864 vi ave- 
vano 4461 abitanti, e 
quindi 445.30 per chi- 
lometro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di due 
compagnie con 350 militi attivi e 108 di ri- 
serra: totale 358 militi. La mobilizzabile è 
di 63 militi. 

Gli elettori politici inscrìtti nelle liste elet- 
torali del 1863 erano 55. 




FlC. 4U. 



GORfiONZOU 319 

Ha ufficio postale proprio, pretura di man- 
damento dipendente dal tribunale civile e cor- 
rezionale di Milano, ufficio del registro, agen- 
zia delle tasse dirette e del catasto. Nella cìt- 
coscrizione elettorale dà il nome al 340." col- 
legio, che conta 595 elettori e dividesi nelle 
due sezioni di Gorgonzola e Cassano d'Adda. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

11 suo territorio è fertilissimo e viene spe- 
cialmente coltivato a cereali, viti e gelsi. Ot- 
timi sono i suoi foraggi. E bagnato dal Mol- 
gora e dal naviglio Martesana, da cui il duca 
Giovanni Galeazzo Serbelloni dedusse un cuvo 
che porta le sue acque fino a Melegnano. 

Il capoluogo è un grosso borgo , situato 
sulla postale che da Milano conduce a Ber- 
gamo, 33 chilometri a levante da Milano ed 
Ila libeccio da Monza, presso la destra sponda 
della Martesana, attraversata da poco tempo 
da un nuovo ponte. Fra i suoi fabbricati è da 
nominarsi primieramente la chiesa che venne 
fatta erigere dalla munificenza del duca Gian 
Galeazzo Serbelloni. La costruzione di essa 
venne affidata all'architetto Simone Cantoni da 
Muggio presso Mendrisio, il quale ne condusse 
lavori dal 1806 fino al 1818, nel quale anno mo- 
rì. Venne consacrata nel 1830, ed oggidì non ha 
imperfetta che la facciata. É ad una nave di 
croce latina, sostenuta da 44 maestose colonne 
d'ordine corinzio. Sopra i grandi archi della 
croce si innalza una volta a vela, adorna di quat- 
tro costole, a cui dà luce un cupolino fregiato 
di intagli in stucco e sostenuto da otto co- 
lonne con intorno elegante loggia. Belli in 
genere sono tutti gli altari che entro si veg- 
gono ed elegante il battistero, che ha forma 
di piccolo tempio rotondo. Le statue, gK an- 
geli e i bassorilievi che adornano la chiesa 
sono di Benedetto Cacciatori carrarese ; i la- 
vori di stucco di Carlo Cattatori e Giampietro 
Porta; gli ornamenti in rame dorato furono 
disegnati da Domenico Moglia ed eseguiti da 
Martino Ubicini; gli affreschi di Filippo Bei- 
lati; quattro quadri dipinti ad olio delle cap- 
pelle sono di Filippo Comerio. Parecchie iscri- 
zioni di Morcelli, Borda, Galanti ricordano la 
fondazione e consacrazione del tempio e l'ar- 
chitetto Cantoni. 

Dopo la chiesa meritano ricordo il sepolcreto 
e l'ospedale, dovuti essi pure alla casa Serbel- 
loni. Il sepolcreto venne disegnato dallo stesso 
architetto Cantoni, e dipinto da un Pozzi. 
L'ospedale devesì all'architetto Moraglia: gran- 
deggia lungo la strada postale verso Cassano, 
ed è notevole tanto per la bellezza dell' archi- 
tettura, che per la distribuzione economica 



Digitized by 



Google 



220 GORGONZOLA 

dei locali e la magnifica saa postura. Per 
l'erezione della chiesa, del sepolcreto e del- 
l'ospedale, il SerbcUoni lasciò una rendita di 
L. 16,000 annue. Un altro cospicuo reddito di 
L. 15 mila a favore dell' ospedale venne pare 
lasciato dai fratelli Angelo Maria e Isidoro 
Gagnola. Lungo il naviglio, attorniato da or- 
taglie e giardini vedesi il palazzo del marchese 
Antonio Busca, senatore del regno, già appar- 
tenente ai Serbelloni, nel quale alloggiava nel- 
rS e 9 giugno 1859 Napoleone III e nel quale 
vuoisi pure fosse ospitato nel 1796 Bonaparte, 
allora generale. 

Nel 1280 v'era in questo borgo un con- 
vento di Serviti. L'antica parrocchiale, che 
era del secolo Vili, venne da tempo abbattuta, 
come pure nel 1852 venne atterrato il campa- 
nile che aveva servito di rifugio nel 1278 al- 
l' arcivescovo Ottone Visconti, e che nello 
stile approssimavasi a quello bellissimo di San 
Gottardo in Milano. È tradizione che la parroc- 
chiale facesse parte dell'antico castello; sono 
pur notevoli gli avanzi del convento delle Umi- 
liate, consistenti in alcuni portici ogivali della 
così detta Corte de'Clùoti, e un cippo funera- 
rio romano frammisto a molti ruderi in un 
magazzeno della casa Busca. 

Gorgonzola è luogo ove attivissimo è il 
commercio dei formaggi e dei rinomati tlrac- 
chini che da esso prendono nome. Vi si tiene 
mercato il primo lunedì d'ogni mese e due 
fiere annue assai frequentate, l'una delle quali 
al 26 luglio e l'altra ai 25, 26, 27 novembre. 
Sotto il rapporto dell'industria esistono a Gor- 
gonzola parecchi incannatoi e filande di seta, 
fra cui si notano quelle Gasparetti, Bianchi e 
Riva: vi hanno inoltre tre fabbriche di stovi- 
glie dozzinali che occupano più di 80 operai. 
Nei tempi passati oravi una fabbrica di panni- 
lani ed una tintoria. 

Quanto all'istruzione, oltre a quattro scuole 
elementari, due per ciaschedun sesso, vi fu- 
rono da poco tempo istituite le scuole serali 
pei maschi, ove gli alunni vengono istruiti nel- 
l'aritmetica, nell'igiene, nella geografia, nella 
storia patria, nell'agricoltura, nelle arti e nei 
mestieri. Secondo il dottor Andrea Apostolo, 
Gorgonzola fu il primo borgo del contado 
milanese che nello scorso secolo aprisse una 
pubblica scuola elementare. 

Sembra che questo borgo fosse una di quelle 
stazioni antiche che i Romani chiamavano mu- 
talionet, e che corrisponda alla Mutatio Argentia 
dell'Itinerario gerosolimitano. Da Argentia il 
dottor Bìraghi fa il diminutivo Argentiola, che 
col predicato Corte sarebbe divenuto Cotlar- 



GORGONZOLA 

gentiola , Corlguntiola. Da Argentia pare ebbe 
il titolo di Arienza, poi Rienza e Rema la 
porta di Milano, che poi si disse Orientale ed 
ora di Venezia. Tuttavia assai poco si conosce 
sulla storia antica di questo borgo. Nel IX 
secolo faceva parte del contado di Bazana, e fn 
munito di castello e torri. Al tempo dell'arci- 
vescovo milanese Ariberto, questi avendo fon- 
dato in Milano il monastero dei Santi Dionisio 
ed Aurelio, dotavalo di molti beni posti in va- 
rie località e massime a Gorgonzola. Tale do- 
nazione veniva sancita nel 1045 da Enrico IH 
imperatore e confermata nel 1147 dal papa 
Eugenio III. Noi 1288 Gotofredo da Busserò 
annoverava Gorgonzola fn le pievi del Mila- 
nese e le dava 51 chiese e 61 altari. 

Gorgonzola è celebre nelle storie milanesi 
per varii fatti d'armi. Nel 1158 un corpo di 
Milanesi sorpreso da Federico Barbarossa do- 
vette ritirarsi lasciando sul campo morti e fe- 
riti. Nel 1245 r esercito milanese capitanato 
da Simone Murai to da Locamo, riportava vitto- 
ria sopra Enzo re di Sardegna, che gettato da 
cavallo dal soldato Panerà di Bruzzano veniva 
fatto prigioniero, chiuso nel castello di Gor- 
gonzola, poi con atto magnanimo che non ha 
riscontro a quei tempi veniva rilasciato libero 
dopo solenne promessa che tanto egli, il re 
Enzo, che il padre di lui Federico II non avreb- 
bero mai più combattuto contro i Milanesi. A 
Gorgonzola fu pure disfatto nel 1278 dai Ter- 
nani l'arcivescovo Ottone Visconti, che a stento 
salvavasi nascondendosi nel campanile. Tre 
anni dopo vi si accampava il podestà di ìli- 
lann con 33,000 nomini per combattere i Tor- 
riani fortificati a Vaprio, dove ebbero una 
completa sconfitta. Un altro podestà milanese 
accampavasi pur quivi nel 1305 colle tmppe 
delle città alleate per sottomettere i nobili 
bresciani. 

Nell'anno 1630 Gorgonzola venne saccà^- 
giata barbaramente dalle orde indìsdplioate 
calate di Germania, per muovere aU'fas- 
presa di Mantova, lasciandovi la pestai Al- 
tri danni vi arrecarono nei loro puMtti 
le truppe dei duchi di Vaudemont e & wn- 
dóme all'epoca della sanguinosa battt^t di 
Cassano, avvenuta il 16 agosto 1705, e quelle 
di Kraj, Melas e Sonwarow in seguito ali' al- 
tra non meno famosa battaglia combattuta 
nello stesso luogo il 27 aprile 1799. 

Melzo e Gorgonzola costituirono unitamente 
a molte altre terre un solo feudo, ora con ti- 
tolo comitale, ora con titolo marchionale, dal 
1475, in cui venne investita Lucia Marhano, 
amante di Galeazzo Maria Sforza, fino al 1678, 



Digitized by 



Google 



60BIA 
io coi Tenne incamerato per la morte dell'ul- 
timo investito principe Antonio Teodoro Tri- 
Tuliio. In segnito nel 1689 il borgo di Gor- 
gonzola Tenne concesso in feudo con alcane 
altre terre adjacenti al duca Gabrio Serbel- 
' Ioni, senza però annettervi alcuna dignità o 
titolo di nobiltà. Dai Serbelloni pervenne ai 
marchesi Busca per linea materna. 

Questa terra diede i natali a Grotto, con- 
sole di giustizia (1171); a Guglielmo (1^6), 
capitano e difensore del popolo ; a Pietro Car- 
minati Brambilla, detto Gorgonzola, peritis- 
simo idraulico del secolo XV; a Francesco 
Brambilla, che nel 1550 adornò la cattedrale 
milanese con bellissimi lavori in bronzo. Ci- 
tisi pare nn Gorgonzola, uno dei primi tipo- 
grafi milanesi sul principio del secolo XVI. 

Non termineremo questi cenni senza ag- 
giaogere che per iniziativa del cav. Damiano 
Maoni e per sottoscrizione di benemeriti cit- 
tadini verrà quanto prima inaugurato in Gor- 
gonzola un monumento che ricordi il glorioso 
fatto dei Milanesi del 1^5, sopranominato. 

ht inrrtftiite Dotixie Tennero per la maggior parte de- 
tuie lUU'eradlta opera del cav. Damiano Mnoni : JHelzo 
e Gorfonzola e loro dintorni, itudi storici con documenti 
e tate. Milano , tip. Oareffl, 1M6. A qaest' opera rtman- 
dliDO i lettori per più minati ragguagli. 

BORIA. — Frazione del com. di Elva, in 
Hemonte, prov. e circond. di Cuneo, mand. 
di Frazzo. 
L'nfScio postale è a Stroppa. 
60RIA o GORIAC (ossia altura). — Frazione 
del com. di Circhìna, nel Litorale Veneto-Istria- 
no, proT. di Gorizia, distretto di Circhina. 

Conta 350 abitanti circa, ed è dotata di 
scuola elementare minore. 

GORIANO 8IC0L1 (Statule). — Comune nel 
Napoletano, prov. di Abruzzo Ulteriore II, cir- 
cond. di Aquila degli 
Abruzzi, mand. di Ca- 
stelvecchio Subequo. 

La sua popolazione 
assoluta di fatto , se- 
condo il censimento del 
1861 , contava abitanti 
1186 (maschi 634, fem- 
mine 552); quella di di- 
ritto era di 1303 abi- 
tanti. Nell'anno 1864 ve 
n'erano 1222. 
La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 130 militi attivi e 20 di ri- 
serra: totale 150 militi. La mobilizzabile è di 
61 milìtL 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di S. Demetrio nei 




GORIANO 221 

Vestini; nel 1863 erano 30, ora (1867) ascen- 
dono a 32. 

Gli elettori amministrativi raggiungono 
la cifra di 106, i consiglieri comunali son 15. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio in generale è fertile; ed è 
ricco, può dirsi, d'ogni sorta di prodotti, tra 
i quali primeggiano i vini e le granaglie. Di 
quest' ultimo genere si fa considerevole tra- 
sporto sui mercati di Popoli e Solmona. 

Il capoluogo è un villaggio posto a cava- 
liere d'una collina in amena valle ove sor- 
geva un dì l'antica Statule, città soggiogata 
poi distrutta da' Romani. Da questa città pas- 
sava la celebre Via Claudia Valeria, di cui 
sono permanenti tuttodì le vestigia, e che, come 
raccogliesi dall'A/nerar^ dell'imperatore An- 
tonino Pio, sboccando da Roma, da dove pren- 
deva origine, metteva capo a T'ivo/t, e di là 
a Cartoli, Alba, Cerfennia, oggi Collearmele, 
Statale oggi Gorìano Sicoli, Corfinio, capitale 
de' Peligui, oggi Pentima, Interbromio, Teate, 
Atri. 

Sulle mine della Valeria è aperta oggidì 
la nazionale marsicana, al pari dell'antica, 
importantissima strada, siccome quella che par- 
tendo da Napoli, e, per Sora, Avezzano, inne- 
standosi al cammino degli Abruzzi presso Po* 
poli e di là, raggiungendo la ferrovia a Pe- 
scara, intende per massimo scopo, a porre in 
diretta comunicazione tra loro le provincie 
del mezzodì (Napoli più specialmente) a quelle 
della media e superiore Italia; oltre al van- 
taggio particolare di congiungere il circonda- 
rio di Avezzano al capoluogo della provincia. 

La corriera postale transita ogni giorno 
per questa linea. All' uopo , è stabilito nel 
comune un ufficio di posta di classe inferiore, 
da dove è distribuita la corrispondenza a 
tutti i comuni del mandamento. 

La sua distanza è a 47 chilom. da Aquila. Il 
clima n'è dolce e temperato, l'aria salubre. Nel 
suo territorio incontransi spesso de'depositi di 
marmo e talora anche degli strati nascosti di 
carbonato dì calce cristallino , prezioso mi- 
nerale, che ridstto al debito pulimento, passa 
ad assumere il nome d' alabastro , o spato 
d'Islanda. Se si aprissero delle cave, ne ver- 
rebbe certamente non piccolo vantaggio agli 
intraprendìtori e al comune. 

Possiede quattro opere pie, denominate San- 
tissimo Sacramento, Santa Gennua, Rosario, 
Suffragio, e -rette da confraternite laicali , e 
dalle medesime amministrate. Fra gli ediCcii 
è degna di speciale menzione la chiesa par- 
rocchiale per la pregevole sua architettura. 



Digitized by 



Google 



333 GORIANO 

Nei tempi passati fece parte questo eomuue 
del feudo de'Barberini Colonna di Sciarra, di 
Roma. 

Parte delle surriferite notiiie e Io stemma debbonsi 
alto cortesia dell'aacrerole Sindaco di questo comune. 

60RIAN0 TALLI. — Comune nel Napole- 
tano, prov. di Abruzzo Ulteriore II, circond. 
di Aquila degli Abruzzi, mand. di Castehec- 
chio Snbequo. 

E diviso nelle tre ville di Cavalloni, Villa- 
grande e Venditti e comprende la frazione di 
Mulina, situata in una valletta poco lontana 
da Castelvecchio Subequo. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti i437 (maschi 668 e femmine 769); quella 
di diritto era di 1505 abitanti. Nel 1864 ve 
ne erano 1406: ora (1867) sono 1480. 

La sua guardia nazionale consta di due 
compagnie con 170 militi attivi e 35 di ri- 
serva: totale 305 militi. La mobilizzabile è di 
76 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di S. Demetrio ne'Vestini ; 
nel 1863 erano 26: ora (1867) sono 31. 

L'ufficio postale è a Castelvecchio Subequo. 

Pel dazio consumo è comune di quarta 
classe. 

Il suo territorio è fertile : coltivasi a cereali 
ed a pascoli, ed abbonda di buoni boschi ce- 
dui e di alto fusto. 

Il capoluogo è un villaggio posto in pia- 
nura, nelle vicinanze dell' Aterno, alla distanza 
di 33 chilometri da Aquila degli Abruzzi. 

Alcune delle surriferite notizie si debbono alla cortesia 
dell'onorerole Sindaco di questo comune. 

GORILE e GORILETTO. — Frazioni del com. 
di Castelvelro Piacentino, nell'Emilia, prov. 
di Piacenza, circond. di Fioreuzuola, roand. di 
Monticelli d'Ongina. 

L'ufficio postale è a Monticelli d'Ongina. 

CORINA. — Frazione del com. di Ottobiaiio, 
in Lombardia, prov. di Pavia, circond. di Lo- 
mellina, mand. di S. Giorgio. 

QORINO. — Frazione del com. di Ariano, 
nel Veneto, prov. di Rovigo, distr. di Ariano. 

L'nfiicio postale è ad Ariano. 

È un piccolo villaggio posto alla sinistra 
del ramo di Po di Goro, dalla cui foce dista 
solo circa quattro chilometri. Trovasi all'al- 
tezza di soli 37 metri sul livello del mare. 

GORINO. — Frazione del coifl. di Mesola, 
nell'Emilia, prov. di Ferrara, circond. di Co- 
mncchio, mand. di Codigoro. 

L'ufficio postale è a Mesolu. 



GORIUA 

GOBIO. — Frazione del com. di Bellano, in 
Lombardia, prov. e circond. di Como, msad. 
di Bellano. 

L'ufficio postale è a Bellano. 

GORIZIA (Contea di). — Questo paese, detto 
anche la contea di Gorizia e Gradisca, ap- 
partiene geograficatnente 
d^^^^^^^^^ all'Italia, ed è il suo alti- 
H^^H^^^^I mo lembo di settentrìone- 
M^^l^^^^l oriente. Per clima, terre- 
Hfl^H^^^^B ni, prodotti, costumi eh'n- 
^T^^H^^^^H gua è parte naturale del 
*• "^I^^^^B Friuli, il quale diridevasi 
V^^^^H per la diversità del do- 
^^Jm^^^^^ minio in Friuli veiwto e 

^^^8^^^^ fWu/t aalriaco. 11 primo 
F ìg. «M. obbediva ai patriarchi di 

Aquileja e poi alla re- 
pubblica di Venezia, e la sua capitale fu sem- 
pre Udine; il secondo aveva propri conti so- 
vrani, passò poscia a casa d'Austria, e il ca- 
poluogo, da cui tutto il paese prese il nome, 
è la città di Gorizia. 

La contea è chiusa verso tramontana e le- 
vante dalle Alpi Gamiche e dai monti del Carso, 
e confina colla Carinzia e colla Camiola. 
Verso mezzodì e ponente stanno il territorio 
della città di Trieste, ed il Friuli veneto, on 
sotto il regno d'Italia. Mentre verso tramon- 
tana e ponente si hanno i confini naturali 
delle Alpi, verso mezzodì e ponente stanno il 
mare e una pianura che si prolunga e con- 
fonde senza limite naturale in quel vasto piano 
che si estende fino alle .\lpi del Piemonte. 

Entro questi confini della contea hawi però 
verso levante il distretto di Vipaeco, che for- 
mava parte dell' antica contea e fu unito al 
ducato della Camiola nel 1537. 

La superficie di essa, escluso Vipaeco, è di 
chilometri quadrati 3811. 46, e la popolazione, 
secondo il censimento del 1857, è di 198,700 
abitanti. 

Il suo territorio è diviso in tre zone distinte : 
il monte, l'alta pianura, e il basso piano. I pro- 
dotti principali sono : legna , burro , formag- 
gio, miele, vini bianchi e neri, grano turco, 
saraceno, frutta d'ogni sorta, frumento, seta, 
pesci di fiume e di mare. Si hanno del regno 
animale il cavallo, il bue, l'asino, il mulo, la 
capra e la pecora, e pochi paesi presentano 
in si piccola superficie tanta varietà nei pro- 
dotti della caccia e della pesca. Trovi camo- 
sci, capri noli, tassi, volpi, lepri, cotorni, bec- 
cacce, pernici, quaglie, tordi, gineprooi, er- 
tolani, cigni, anitre, oche selvatiche, ragna- 
glie; i fiumi ti danno la trota, l'angniUa, il 



Digitized by 



Google 



GORIZIA 

earpione, e il mare il tonno, la sardella, To- 
nià, I> soglia, lo sgombro. 

il fiume principale è l'Isonzo, che percorre 
la proTÌnuia in tutta la sua lunghezza e na> 
sce e va nel mare sempre entro i confini del 
paese. I fiumi minori sono l'idria, il Vipacco 
Fiamcfreddo , il Judri, il Torre, l'Aassa, 
l'Anfora, il Terzo e il Natisa. 

Il clima si regola secondo le vari^ zone. 
E aspro nelle Alpi, mìtissimo nel piano. Ra- 
rissime le nevi nell'oltimo e nella città di Go- 
riiia, il freddo arriva di solito tutto al più a 
6 7 centigradi e dura due o tre settimane. 

Il paese è principalmente agricolo. 11 com- 
mercio si limita ai bisogni localL L'industria 
è di qualche importanza; si concentra però 
qoasi tatta nella città, di cui si dice a suo 
luogo. Sparse per la provincia notansi una 
fabbrica di filati di cotone, e una tintorìa in 
rosso, due cartiere, diverse fabbriche di con- 
ciapelli , molte, filande e due filatoi di seta , 



OOBIZIA 3^3 

un molino meccanico, diverse fornaci pei mat- 
toni e calce, alcune seghe e quattro ferriere. 

La contea forma da se sola un paese della 
coroM, al paro della Boemia, della Galizia, 
dell'arciducato d'Austria, ecc., ecc. : per il che 
r imperatore porta il titolo di conte princi- 
pesco di Gorizia e Gradisca, e quindi il paese 
ha la propria dieta o rappresentanza provin- 
ciale, la quale invia due deputati al Consi- 
glio dell'impero ed ha due membri nella Ca- 
mera dei Signori, ovvero nel Senato. 

Politicamente è divisa la provincia in tre- 
dici distretti: città e comune di Gorizia, Gra- 
disca , Cormons , Monfalcone e Cervignano , 
abitati da Italiani e situati nell' altipiano e 
nella bassa pianura; Plezzo, Canale, Tolmino, 
Circbina, Àidussina, Sessana, Comen e circon- 
dano della città di Gorizia, abitati da Slavi 
e posti sulle alpi, sui monti e sui colli. 

Di ciascun distretto la superficie e la po- 
polazione è come segue: 



Denomlnuione dei diitretU 



Aidii>sina . . . 
Caudle .... 
Cervignano . . . 
Circhins .... 
Gorizia (città) . . 
Gorizia (campagna) 
Comen .... 
Cormons. . . . 
Gradisca. . . . 
Monfalcone . . . 
Plezzo .... 
Sessana .... 
Tolmino .... 

Provincia . . . 



Numero del 

comnni 
del distretto 



7 
7 

i9 
2 
1 

12 
14 
9 
7 
9 
4 
7 
7 



105 



Soperflcie 

per 

chllom. qoadr. 



169. 53 
211.71 
206.85 
182.37 

23.50 
278.24 
224.91 
135. 84 

70.56 
162.54 
386.13 
247. 73 
511.55 



2811.46 



Popolazione usciata Del 
isso I 1857 



13,030 
14,204 
2?,192 

9,383 
11,250 
28,280 
13,566 
15,179 

9,346 
13,946 

8,400 
12,636 
24,301 



196,613 



13,389 
11,196 
•22,860 

8,264 
14,502 
28,940 
13,536 
16,363 
10,257 
13,710 

8,176 
12,827 
24,680 



198,700 



Popolazione 

relativa per 

cbilom. quadr. 

nel 1857 



78.97 
52.88 

110.51 
45.31 

617. 10 

104.01 
60.18 
12.04 

145.36 
84.34 
21.17 
51.77 
48.24 



70.67 



Negli afibri politici le autorità distrettuali 
sono soggette al luogotenente, che risiede in 
Trieste e governa anche l'Istria e la città di 
Trieste: cosicché questi tre paesi formano il 
governo detto ufficialmente del Litorale au- 
stro-illirico. 

Per gli afihri civili e penali vi è un tribu- 
nale circolare e le preture distrettuali. La 
corte d'appello è a Trieste, dove pure vi è 
la direzioDe di fioaua. 

Il gotcrno ecclesiastico viene esercitato da 
nn principe-arci vescovo , residente a Gonna 
e iNtrtipolite per le chiese vwcoWli dì Trie- 



ste, dell' Istria e della Camiola. Soppresso il 
patriarcato di Aquileja da Benedetto XIV col 
Breve 6 luglio 1751, vennero erette le due 
cattedre arcivescovili di Udine e Gorizia. La 
prima memoria di Gorizia si trova in due di- 
plomi di Ottone III del 1001 , uno di Ravenna, 
l'altro di Pavia. Col primo l'imperatore do- 
nava al patriarca Giovanni IV di Aquileja la 
metà del castello di Salcano e la metà della 
villa di Gorizia; col secondo donava l'altra 
metà a Variente duca del Friuli. Incerta poi 
è r origine dei primi conti sovrani. Verso il 
1100 coniiHSiano !• noliiie pMitive; il titolo 



Digitized by 



Google 



324 GORIZIA 

di conti di Gorizia e del Tirolo si trova ap- 
plicato a quella famiglia, che risiedeva in 
Lienz nella Posteria, che fa qu^i sempre 
l'ordinaria dimora dei conti. La storia di que- 
sti couti e del loro dominio si confonde con 
quella del patriarcato di Àquileia, del comune 
di Trieste e del marchesato d' Istria , ed è 
una continua serie di contese e guerre coi 
confinanti. Pochi sono i fatti e gli uomini ri- 
marchevoli. Nell'anno 1371 la famiglia divide i 
suoi dominii; Mainardo IV si riserva il Tirolo 
e si chiama d'ora innanzi conte del Tirolo e 
di Gorizia, e Alberto II riceve Gorizia e si 
appella conte di Gorizia e del Tirolo. Nel 1307 
Enrico II accorda a Gorizia i privilegi di città 
e il diritto di eleggersi le proprie magistra- 
ture. Questo conte è l'unico che lasciò qual- 
che memoria del suo governo. Fu in pari 
tempo podestà di Trieste, capitano generale 
del Friuli , e vicario imperiale di Treviso e 
Padova. Il Yercì, trivigiano, ne fa gli elogi. 

L' antica contea si estendeva oltre gli at- 
tuali confini. Obbedivano ai conti Codroipo, 
Belgrado, Latisana, Venzone, Mortegliano, 
Castclluto , Flambro e molti altri luoghi si- 
tuati nel Friuli veneto, nonché territorii che 
oggidì appartengono ai Tirolo, alla Carinzia 
e alla Camiola. 

Nel 1500 moriva a Lienz, nella Pusteria, 
Leonardo, l'ultimo conte, e per patto eredi- 
tario la contea passava alla casa d' Austria. 
Due sole volte ne fu staccata. Nel 1508 dalla 
repubblica di Venezia, che la tenne dal 33 
aprile 1508 fino al maggio 1509. Nel 1797 
fu occupata dai Francesi guidati dal gene- 
rale Bonaparte , ma restituita subito in se- 
guito alla pace di Campoformio. Nel 1809 
passò alla Francia fino al 1813 e formava 
parte delle Provincie Illiriche. 

La denominazione di Contea di Gorizia e 
Gradisca devesi alla circostanza, che nel 1647 
la fortezza di Gradisca con un piccolo terri- 
torio adiacente fu distaccata dalla contea di 
Gorizia e venduta dall' imperatore Ferdi- 
nando III col titolo di contea di Gradisca al 
principe Giovanni Antonio di Eggenberg, duca 
di Crumau, per l'importo di fiorini 315,000, 
e veramente per soddisfare le spese che il 
principe aveva sostenute nell'ambasciata presso 
papa Urbano Vili nel 1638. Estinta la fami- 
glia degli Eggenberg nel 1717, la contea di 
Gradisca ritornò alla casa d'Austria, ebbe go- 
verno per sé fino al 1754, e fu poi riunita 
alla contea di Gorizia. 

Gli Slavi, che irruppero nel paew circa nel 
500 e penetrarobo fino qtiasi sotto Udine, fu- 



GORIZIA 
rono coU'andare del tempo respinti nei monti 
e subirono l'influenza dell'elemento italiaao. 

Essi parlano lo sloveno, un dialetto illirico. 
Nella città e nella pianura si parla il friu- 
lano. Il governo ha tentato di germanizzare 
il paese in tutti i modi, e ancora oggidì tutte 
le scuole sono tedesche. Attualmente favorisce 
l'elemento slavo, perchè ligio ad esso. Ma fotti 
gli sforzi a opprimere e distruggere l'eifliaBBto 
italiano sono inutili. La parte più ricca ìf jnà 
fertile appartiene agl'Italiani, tutte le ìstKa- 
zioni scientifiche e di beneficenza appatl» 
gono alla parte italiana, di cui sono pan il 
commercio e l'industria. Gli Slavi che abitano 
il versante meridionale delle Alpi , sono di- 
visi totalmente dai loro fratelli della Carniola, 
e per ragion d'interesse essi debbono pendere 
al piano e chiedere all'Italiano tutto ciò che 
occorre per la vita materiale e morale. Que- 
sta frazione di Slavi, che non ha un passato 
e fu sempre dipendente dalla parte italiana, 
non può ad onta di tutti i conati avere un 
avvenire e diverrà col tempo italiana. 

A Gorizia la lingua del municipio, della 
dieta provinciale, della Società agraria, del 
foro, del teatro è l'italiana. E le poche opere 
e pubblicazioni che abbiamo dei secoli scorsi 
e dell'attuale sono tutte italiane. 

Fra gli uomini illustri goriziani si ricor- 
dano Girolamo e Sigismondo Attems; il P. 
Bauzer gesuita (1595-1668), che fece la prima 
storia di Gorizia; Giovanni Bosizio, che nel 
1 775 stampò una traduzione dtilVEneide in ber- 
nesco e delle Georgiche; Giovanni e Carlo di 
Cobenzl, diplomatici accortissimi; un Rabatta, 
uno Strassoldo; varii Della Torre, Delme- 
stre, Coronini, uno dei quali scrisse il Tch- 
tamen genealogko-chronohgicum di Gorizia ; Bo- 
nifazio Finetti orientalista, che confato Bob- 
bes e Puffendorf ; Michele Grandi , che tra- 
dusse e commentò Io stesso Puffendorf; Carlo 
Morelli di Schónfeld, nato nel 1730 e morto 
nel 1793 , che scrisse una buona storia ci- 
vile di Gorizia, considerandone le leggi, la 
costituzione, i costumi, e discorrendo eziandio 
degli uomini illustri del paese. 

GORIZIA. — Due sono i distretti che hanno 
nome da Gorizia. 

L' ano consta del comune e città di Go- 
rizia, e l'altro, che si appella veramente il 
distretto del circondario di Gorizia, constadi 
13 comuni, i quali sono Chiapovano, Do- 
rinbergo, S. Floreano, Gargaro, Merna, S. Pie- 
tro, Peuma, Quuca e S. Martino, Raniiuot 
Salcano, Sambasso, Temova. 

La popolasione di qaesto secondo dsliaU» 



Digitized by 



Google 




ritr. ttt. 



GORIZIA 

nel 1850 era di 38,280 abitanti, nel 1857 era 
di 28,940. 

fiORIZIA. — Cornane capolaogo di prov. 
nel Litorale Veneto-Istriano. 

Consta della città di 
Gorizia, e delle frazioni 
di Grafenberg, Preataa, 
Rosenthal, Staragora. 

Ha una superficie di 
3350 ettari. 

La sua popolazione 
nel 1850 era di 13,800 
abitanti, nel 1857 di 
14,503, ossia di abitanti 
617,10 per cbilometro 
quadrato. 
Gorixia, capitala della contea di Gorizia e 
Gradisca, è situata nell'altipiano tra l'Isonzo 
e il Vipaeco (Frigido), alla spondit sinistra del- 
l'Isonzo e alla distanza di un cbilometro dal 
Game. Sta alla longitudine di gradi 31*> IS', 
e latitudine 45" 55^, e trovasi in linea retta 
■Biglia geografiche 10 e mezzo dal mare e 30 
dal centro delie Alpi. 

Colla ferrovia si è m un'ora a Udine, in 
doe a Trieste, in sei a Venezia. 

La superficie del suo territorio à di ettari 
3350; la popolazione nel 1850 era di 13,800 
abitanti, nel 1857 di 14,503. 

Il castello degli antichi conti «ta sovra un 
colle, ed entro le mura di circonTalIazione vi 
« la città vecchia. La città nuova è in ri- 
dente pianura fiancheggiata da fertili colline; 
è distinta per la grande sua nettezza, ha molte 
fontane di acque eccellenti e un giardino 
pubblico magnifico per la sua posizione. 

Nelle vicinanze trovasi il monte Santo con 
un tunoso santuario. Sovra una collinetta en- 
tro il territorio della città è il convento dei 
Francescani, dove sono sepolti Carlo X re di 
Francia, il duca e la duchessa di Àngouléme. 
Gorizia forma da per sé un distretto poli- 
tico , e il municipio , autorità comunale e in 
pari tempo politica, è sottoposto direttamente 
alla luogotenenza. La città ha un proprio 
statato comunale. La sua rappresentanza si 
compone di 24 consiglieri , che eleggono il 
podestà, il quale deva essere confermato dal- 
rimperatore. 

Gorizia è sede di un principe-arcivescovo, 
della dieta provinciale, del tribanale circo- 
lare, di una pretura civile per la città e pel 
distretto del circondario, di una pretura po- 
litica pel distretto del circondario, di un uf- 
ficio di pubblica sicurezza per la città, di 
nna camera di commercio, di una capo-dogana, 
L'Italu, Dizionario eorografico, ecc. V«L 



GORizu 335 

di nn ispettorato de' boschi erariali della pro- 
vincia, ecc., ecc. 

Vi è una cattedrale, quattro parecchie, al- 
tre chiese minori, un tempio della comunità 
israelitica, una chiesa della comunità elvetica; 
tre conventi, nn seminario diocesano, un col- 
legio arcivescovile , un ginnasio liceale , una 
scuola tecnica superiore, una capo-scuola nor- 
male, una capo-scuola civica maschile e fem- 
minile, una capo-scuola femminile delie MM. 
Orsoline, con pensionalo di educande, una 
capo-scuola femminile delle Suore scolastiche 
pure con pensionato, una scuola civica di 
musica, otto scuole private tra maschili, fem- 
minili e industriali, e sette conservatorj in- 
fantili, una società e una scuola agraria, una 
biblioteca pubblica, un museo provinciale, 
un teatro sociale , quattro casini di società , 
una commissione di beneficenza, una casa di 
ricovero per 100 poveri dei due sessi, un isti- 
tuto delle orfanello, un istituto per fandiuUi 
abbandonati , un istituto per sordo-muti , un 
monte di pietà, nna cassa di risparmio, una 
pia associazione di soccorso pel clero seco- 
lare, una società di mutuo soccorso per gli 
artigiani , una speciale pei calzolai , quattro 
pie confraternite, diverse fondazioni per soc- 
corso di orfane, e doti di donzelle. 

Quanto all' industria sono notevoli un mo- 
lino meccanico, una fabbrica di filati di co- 
tone e una di cascami di seta, le quali im- 
piegano circa 800 lavoranti, e altre fabbriche 
di sapone, candele di cera e di sego, concie 
di pelli, fulminanti, canditi, due stamperie e 
una litografia. 

Per la storia e biografia vedi Gorizia (Con- 
tea di). 

BiUlografla. — Per la geografia e le ma- 
terie affini si consultino le seguenti opere: 
Descrizione del Friuli e principalmente del con- 
tado di Gorizia e di Gradi$ca e loro slato circa 
il principio del secolo passalo (nel codice 543 
della Bibl. cod. ms. di San Michele di Mu- 
rano) ; Rodolfo Coronini , Comitatus Goritiae et 
Gradiscae cum limilibus venelis, et vicinia, novis ex 
dimentionilm, 1 756; Cappellari, Corto de/^ contea 
di Goritiae Gradisca. Venezia, 1780; Carta delle 
contee di Gorizia, Gradisca, d'Istria e di Trieste 
(nel Freyh. von Lichtenstern's Archiv far Geogror 
phie und Statistick. Wien, 1802; Nate topogra- 
phische Karte von Friaul und der angrànzenden 
Grafschaft Górz und Gradisca samnUder Herr- 
schaft Triest, berichtigt und ergànzt von I. E. St., 
gestochen von F. lìeisser. Wien, 1808; Adolfo 
Scnoner, Zusammemtellung der bisher geniachlen 
Hóhenmessungen in den Kronldndern Krain, Górz 
IV. (Proprietà letteraria) 29 



Digitized by 



Google 



336 GORIZIA 

und Gradisca, htrien, DalnuUien und der ràchs- 
unmittelbaren Stadi Trial (Nel Jahrbuch der 
k. k. geologischen Reiehsamlall, Wien, 1852); 
Pacifico Valussi, // Friuli, Studii e Reminitcenze. 
Milano, 1865. 

Per le scienze naturali si consultino : Tom- 
masini, Aiitfiug vm Gdrz auf die Alpen. Krain, 
und in da» Raibler Tbal (Nella Regensb. botan. 
Zeitung, 1837); D, Giulio Andrea Pirona, Cenni 
geognotlici sul Friuli. Udine, 1861. 

Per l'etnografìa veggasi il Prospetto della 
popolazione, per distretti, delle contee di Gorizia 
e Gradisca e del territorio di Monfalcone, com- 
ponenti il circolo di Gorizia, secondo nazionalità 
e religione. (Nel Calendario per l'anno bise- 
stile 1860). 

Per la storia le seguenti opere : M. Bauzer, 
Rerum noricarum et forojuliensium; Syllaius du- 
calium S. R. J. Gorìtiae Comitatum; opere ma- 
noscritte; Giovanni Candido, Biagio Rith, Fau- 
stino Morsesso, Enrico Palladio, Cronache e 
storie per le guerre del 1500 e 1600 fra la re- 
pubblica e l'Austria; D' Ischia mons. Giacomo, 
Historia della principale contea di Gorizia nella 
provincia foroiùliense. Udine, 1684; Matteo Dra- 
gogna. Cronaca della Contai di Gorizia dal 1663 
al 17^ (manoscritto); Yon Oesterreich. dessen 
Geschichten, AnsprUcke; von Steyermark, K&m- 
ten, Krain, htrien, Gdrz, Tyrol, Triest, ecc. 
Regensbnrg, 1747; Sigismnndi Altems, Res 
Goritienses sub Comitibus; Il Circolo di Gorizia, 
cenni storici, geografici e statistici (Sdì' Osser- 
vatore Triestino del 1819); Carlo Morelli, Istoria 
della contea di Gorizia dall'anno 1500 al 1790 
colle aggiunte di G. D. Della Bona. Gorizia, 
1856; Schweitzer, Abr^é de l'Histoire des Com- 
tes de Gorice, Trieste 1851 ; G. D. Della Bona, 
Sunto storico delle principale Contee di Ovriiia e 
Gradisca. Gorizia, 1853; Gaspare Brnmati, Isto- 
ria delle Qmtee di Gorizia e Gradisca dal 1683 
(manoscritta); Francesco conte di Manzano, 
Annali del Friuli, Udine, 1858; Prospero An- 
tonini, Il Friuli Orientale. Milano, 1865. 

Per le chiese x>eggansi le due opere: Giu- 
seppe Cappelletti, Le chiese d'Italia dulia loro 
origine sino ai nostri giorni. Venezia, 1844-1859; 
P. C, Dell'erezione dell'arcivescovato in Goriiia, 
d^là sua soppressione, e dell'erezione di un epi- 
scopato in Gradisca. (Nel giornale Istria, 1850). 

Per la legislazione, l'amministrazione, l'eco- 
nomia e la beneficenza si consultino: Consti- 
tallones ili. comitalu» Goritiae. Utini, 1605; 
Schwab, Zur Rechttgeschichte der Grafschaft 
Gdrz (in Oeslerreichische Blatter fùr Lileralur 
und Kunst, 1846) ; 11 Lunari di Gurizza deliSòi; 
Rapporto genenUe della Camera di Ommercio* 



GORLMO 

d'industria del Circolo di Gorizia, sopra le tu* 

zioni statistiche desunte a tutto 1858, Gorizia, 

1860; l'Istituto dei sordo-muti in Gorizia. (Kel- 

l'Osservatore Triestino. 1843). 

ha snrrlfarite notizie relative a Gorizia contea, dlitrttit 
B Città Si debbono alla corteaia di egregi Ooriziaol- 

CrORIZUZA. — 'Frazione del com. di Co- 
droipo, nei Veneto, prov. di Udine, disir. di 
Codroipo. 

L'uràcio postale è a Codroipo. 

E «n villaggio posto sulla ria che da Val- 
Tasone conduce a Palma ed a Gorizia, 2 cbi- 
lomelri circa discosto da Codroipo e 9 dalla 
sponda sinistra del Tagliamento. In questo 
villaggio pose gli accampamenti l' arciduca 
Carlo quando dovette ripiegare alla sinistra 
dell'Isonzo, iu seguito al passaggio del Ta- 
gliamento effettuata dai Francesi il 17 mano 
dell'anno 1797. 

GORIZZO. — Frazione del com. di Camino, 
nel Veneto, prov. di Udine, distr. di Codroipo. 

È un villaggio posto sulla sinistra del fia- 
micello Vanno, 3 chilometri a levante dal Ta- 
gliamento, 4 circa a ponente dal fiume Stella 
e 7 da Codroipo. 

Conta circa 500 abitanti e giace in terri- 
torio coltivato a cereali e pascoli. 

OORLA. — Frazione del com. di Beliagio, 
in Lombardia, prov. e circond. di Como, maad. 
di Bellagio. 

L'ufficio postale è a Bellagio. 

60RLA. — Frazione del com. di Castello, 
nel Canton Ticino, distr. di Mendrisio, ciroolo 
di Balema. 

GORLA. — Frazione del con. di Civenna, 
in Lombardia, prov. e cireond. di Como, maod. 
di Bellagio. 

L'ufficio postale è a Bellagio. 

GORLA. — Frazione del com. di Frassinetto, 
in Piemonte, prov. di Torino, circond. dì Itrea, 
mand. di Pont. 

L'ufficio postale è a Pont. 

GORLAGO (Gurgulacus). — Comune in Lem- 
bardia, prov. e circond. di Bergamo, maad. 
di Trescore. 

Ha una superficie di 5^ ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 1331 (maschi 631 e femmine 600); qieOa 
di diritto era di 1358 abitanti. Nel 1864 va 
ne erano 1376, e quindi 344.44 per ebiloote- 
tro quadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 138 militi attivi e 38 di ri- 
serva: totale 156 militi La mobiliztabile è di 
54 militi. 



Digitized by 



Google 



Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
dettorali del collegio di Trescore; nel 1863 
erano 12. 

Ha officio postale proprio. 

Pel dazio consumo è comune dì quarta classe. 

Il suo territorio si distende in pianura ed 
la collina. Viene coltivato a cereali, ma in 
parte è lasciato a pascoli naturali. Quivi il 
finme Cberio, un po' al disopra dell' abitato 
prÌBcipale, si allarga formando una specie di 
ieDO gorgo. 

Il capoluogo è posto in pianura alle falde 
dei monti che conducono a Val Caleppio. Giace 
solla destra del Cherio, 3 chilometri a mez- 
Dxfi da Trescore e 15 da Bergamo. È un 
villaggio di aspetto signorile con belle case, 
filande di seta, mulini per grano: ha inoltre 
Dna manifattura di frustagno, un pio istituto 
a Tsotsggio dei poveri e buone scuole. Nella 
casa altre volte Lanzi ed ora Giovanelli, avvi 
noa sala degna d'essere visitata pei dipinti 
di insigne pennello, che si credono di Giambat- 
tista Castello detto il Bergamasco. La chiesa 
parrocchiale è annoverata fra le migliori della 
provincia, ed è di nobile e grandiosa costru- 
lione, decorata di stucchi, di dorature e di 
squisiti dipinti, fra i quali alcuni del Tinto- 
retto, di Giampaolo Cavagna, di Enea Tal- 
pino, del Moroni, del Bassano, del Ceresa. 

In un vicino casale veggonsi le ruine di 
nn antico castello. 

Le snrriferìte notizie furono rivedute ed approvate dal- 
l'eaereTole Sindaco di qneslo comuae. 

60BLA MAGGIORE. — Comune in Lom- 
bardia, proT. di Milano, circond. di Galla- 
nte, mand. di Busto Arsizio. 

Ha una superficie di 507 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contava abi- 
tanti 1373 (maschi 693, femmine 680); quella 
di diritto era di 1406 abitanti. Nel 1864 ve 
n'erano 1369, e quindi 270. 01 per chilometro 
<piadrato. 

La sua guardia nazionale consta di una 
compagnia con 37 militi attivi e 21 di ri- 
serva: totale 58 militù La mobilizzabile è di 
10 militi 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Busto Arsizio ; 
nel 1863 erano 6. 

Ha ufficio postale proprio. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è coltivato a cereali, viti 
e gelsi ed è bagnato dall'Olona. 

11 capoluogo è nn villaggio posto quasi 
alla sommiti della valle dell' Olona ed alia 



gobLì 337 

sua sinistra, in posizione alquanto elevata, circa 
2 chilometri a tramontana d» Gerla Minore 
e 10 a levante da Gallarate. Possiede una 
bella chiesa parrocchiale eretta sul finire 
dello scorso secolo ed alcune opere pie per 
soccorsi 9 malati e doti a povere nubendo. 

Nel 1257 vi si accamparono i Comaschi 
per dare aiuto al partito dei nobili contro il 
popolo milanese che da Castel Seprio si era 
ritirato a Nerviano. 

60BLA KINOEE. — Comune in Lombardia, 
prov. di Milano, circond. di Gallarate, mand. 
di Busto Arsizio. 

Ha una superficie di 507 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se* 
condo il censimento del 1861, contava abitanti 
1298 (maschi 704, femmine 594); quella di 
diritto era di 1331 abitanti. Nel 1864 ve n'e- 
rano 1329, e quindi 262. 13 per chilometro 
quadrato. 

La sua guardia nazionale conta 26 militi &U 
tivì e 12 di riserva: totale 38 militi. La mobi-* 
lizzabile è di 7 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle liste 
elettorali del collegio di Busto Arsizio; nel 
1863 erano 8. 

Ha ufficio postale proprio. 

Pel dazio consumo è comune di quarta clftsséi 

Il suo territorio è coltivato a cereali ^ viti 
e gelsi ed è bagnato dall'Olona. 

Il capoluogo giace anch'esso nella valle ed 
alla sinistra dell'Olona, 2 chilometri ad ostro 
da Gorla Maggiore, e 10 a levante da Galla* 
rate. Vi hanno parecchie opere pie per soc* 
corsi a malati e doti a povere nubeude. 

La parrocchiale è situata fuori del vìllag' 
gìo e comunica con esso per mezzo di Un 
ameno viale. 11 palazzo detto la Magna ftl 
già abitazione dei Terzaghi, famiglia già no- 
minata fino dal Xll secolo, da cui uscì Uberto, 
arciprete di Monza, poi arcivescovo di Milano. 
Un Gian Andrea della stessa famiglia lasciò 
la sua casa e i suoi beni agli Oblati con vari 
obblighi, fra cui quello della scuola. 

Da qui ebbe origine un istituto di educa' 
zione maschile che chiamasi R. Collegio Ro- 
tondi in Gorla Minore. Per molti anni fu 
diretto dai PP. Somaschi; ai nostri giorni 
venne nuovamente affidato agli Oblati, che vi 
tengono scuole elementari e ginnasiali. In 
Gorla Minore sono pure da notarsi parecchi 
filatoi di cotone, uno dei quali della Ditta 
Ponti ed assai grandioso. 

GORLA PRIMO. — Comune in Lombaidia^ 
prov., circond. e mand. di Milano; 

Ha una superficie di GÌ ettari; 



Digitized by 



Google 



^8 GORLE 

La sua popolazione assoluta di fatto, secondo 
il censimento del 1861, contava abitentl 391 
(maschi 197, femmine 194); quella di diritto 
era pure di 391 abitanti. Nell'anno 1864 ve 
n'erano 413, ciò che è in ragione di una po- 
polazione di abitanti 677. 01 per chil. quadr. 

La sua guardia nazionale consta dì una 
compagnia con 18 militi attivi e 17 di ri- 
serva : totale 35 militi. La mobilizzabile è di 
34 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di Milano ; nel 1863 
erano 3. 

L'ufficio postale è a Milano. 

Pel dazio consumo è comune di quinta classe. 

Il suo territorio è coltivato specialmente a 
gelsi, a cereali e a prati. 

Il capoluogo è un villaggio posto a cava- 
liere del naviglio della Martesana, sullo stra- 
done che dalla barriera di Porta Venezia di 
llilano conduce al real Parco di Monza. Di- 
sta 6 chilometri a greco da Milano. Vi sono 
ameni casini di campagna tanto nell' interno 
del paese che nei dintorni ; vi ha una concia 
di pellami ed Una tintoria. 

60RLE. — Comune in Lombardia , prov. , 
circond. e mand. di Bergamo. 

Ha Una supei'ficie di ^6 ettari. 
' La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861, contata abitanti 
360 (maschi 187, femmine 173); quella di 
diritto era di 35*2 abitanti. Nel 1864 ve n'erano 
875, e quindi 165. 92 pef chilom. qtiadr. 

La sua guardia nazionale constadi una mezza 
compagnia con 32 militi attivi e 19 di riserva: 
totale 51 militi. La mobilizzabile è di 31 militi. 

Gli elettori politici sono inscritti nelle li- 
ste elettorali del collegio di fiergamo ; nel 
1863 erano 5. 

L'ufficio postale è a Seriate. 

Pel dazio consumo è comune di quatta classe. 

11 suo territorio è fertile e viene coltivato 
a biado e a gelsi, e in qualche luogo anche 
b, vigneti: la parte che si avvicida al fiume 
Serio ha fondo ghiaioso. 

Il capoluogo è un piccolo villaggio posto 
sulla destra del Serio, 5 chiiometri a greco 
da Bergamo. Nel medio evo aveva alcuni for- 
tilizi!, di cui veggonsi ancora alcune reliquie. 

Nei dintorni veggonsi un mulino ed una 
sega, mossi dall'acquidotto Morlana derivato 
dal Serio. 

GORLERL — Frazione del com. di Diano 
Calderina, nella Liguria, prov. e circond. di 
Porto Maurizio, mand. di Diano Marina. 

L'ufficio postale è a Diano Marina. 



G<mNATB 

60RLIER. — Frazione del com. di Thnres 
in Piemonte, prov. di Torino, circond. di Snsa 
mand. di Cesana Torinese. 

L'ufficio postale à a Cesana Torinese. 

CORNA. — Frazione del com. di Luzzara, 
nell'Emilia, prov. di Reggio nell'Emilia, cir> 
cond. di Guastalla, mand. di Luzzara. 

L'ufficio postale è a Luzzara. 

CORNA. — Frazione del com. di Viadana, 
in Lombardia, prov. di Cremona, rìrcond. di 
Casalmaggiore, mand. di Viadana. 

L'ufficio postale è a Cizzolo. 

CORNATE INFERIORE. — Comune in Lom- 
bardia , prov. di Como , circond. di Varese , 
mand. di Tradate. 

Ha una superficie di 534 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto, se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 518 (maschi 270, femmine 248); quella 
di diritto era di 550 abitanti. Nell'anno 1864 
ve n'erano 535, e quindi 100. 18 per chilom. 
quadr. 

La Sua guardia nazionale consta di 8 mi- 
liti attivi. La mobilizzabile è pure di 8 militi 

Gli elettori politici sono inscritti nelle Hate 
dottorali del collègio di Appiano; nel 1863 
erano 5. 

L'ufficio poetale è a Tradate. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

Il suo territorio è bagnato dall'Olona ed è 
coltivato a viti e a gelsi. 

11 capoluogo è Un villaggio posto a breve 
distanza dall'antico Castel Seprio, 6 chilometri 
a maestro da Tradate e 15 da Varese. Crs- 
desi che la sua chiesa sia eretta sulle fonda- 
menta di un antico tempio pagano. 

CORNATE SUPERIORE. -^ Comune in Lom> 
bardia, prov. di Como, circodd. di Varese i 
mand. di Tradate. 

Ha una superficie di 280 ettari. 

La sua popolazione assoluta di fatto , se- 
condo il censimento del 1861 , contava abi- 
tanti 275 (maschi 150 e femmine 125); quella 
di diritto era di 300 abitanti Nel 1864 ve 
n'erano 294, e quindi 105 per chilometro 
quadrato. . 

La sua guardia nazionale consta di 14 mibti 
attivi e 4 di riserva: totale 18 militi. La mo- 
bilizzabile è di 4 militi 

Gli elettori politici sonò inscrìtti neDe li- 
ste elettorali del collegio di Appiano; nel i863 
erano 1. 

Pel dazio consumo è comune di quarta classe. 

11 suo territorio è quivi pure , come !!*• 
l'altro Cornate, tenuto a viti e a gelsL 

Il capoluogo è un piccolo villaggio post» 



Digitized by 



Google 



GORNO 

alla destra del fiume Olona, 3 chilometri a 
meuodì dal comooe di Lozza, con coi forma 
parrocchia, 12 e mezzo da Varese, e 3 a tra- 
montana da Cìomate inferiore. 

GORlfO. — Comune in Lombardia, prov. di 
Beliamo, circond. e mand. di Clusone. 

Ha una superficie di 948 ettari. 

É formato di rarii casali. 

L